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HOT HOT WATER VOLUME 5°

Il mio commento odierno voleva essere una speciale soprattutto sulle elezioni Giapponesi che per molti
potrebbero essere insignificanti ma che in realtà segnano ulteriormente la crescente importanza del pacifico
non solo geopolitica ma anche per quanto riguarda i flussi commerciali. Naturalmente il focus sarà
principalmente su quel mercato ma prima un rapido commento alla situazione italiana prima e globale poi.
In questi ultimi giorni la crisi politica che si è esplicata con le future dimissioni di Monti ha portato ad un certo
peggioramento dello spread dei TDS italiani e con esso ad un andamento dei mercati finanziari molto
debole. Teniamo conto che 10 bps di peggioramento dello spread sono circa 1,9 miliardi di euro annui di
costi maggiori in termini di interessi sui TDS e un po più di 4 miliardi di aumento di interessi annui per il
sistema economico del paese considerando il debito complessivo (cioè pubblico/privato/imprese)
Aldilà delle questioni politiche che dibattiamo in altra sede e di cui ognuno ha le proprie convinzioni
naturalmente si spera che la crisi attuale venga risolta in fretta e si possa avere un governo che metta mano
alla situazione economica/politica del paese in maniera seria affrontando i reali problemi strutturali del
paese aldilà degli schieramenti politici. Mentre infatti polemizziamo se lo spread sale o scende con la
presenza di Monti al governo quello di cui dobbiamo realmente preoccuparci è la perdita di competitività
del sistema pese che si esplica non solo nei dati della produttività (dati strumentali a scaricare sul mercato
del lavoro responsabilità pubbliche e privati di decenni) ma anche nella perdita di forza relativa del listino
italiano nei confronti delle controparti europee. Infatti controllando nel medio e lungo periodo il rapporto
tra l'andamento del listino italico e quello europeo non possiamo non notare una tendenza di lungo periodo
alla debolezza che parte da prima dell'arrivo dell'euro. E se negli ultimi anni questa debolezza ha avuto il
ritmo delle decisioni politiche/fiscali e monetarie dell'Italia e anche in parte dell'Europa il quadro
complessivo evidenzia delle difficoltà strutturali che vengono dall'incapacità complessiva del paese di
sfruttare i tassi bassi post Unione Europea per ridurre il quadro complessivo del debito pubblico. I
commenti ai grafici non vogliono essere politici ma esclusivamente tecnici. C'è da dire che il grafico di
lungo periodo evidenzia un movimento parabolico con possibilità di fine trend con l'ultimo spike ma
occorrerà capire le reazioni dei mercati dopo le dimissioni di Monti che potrebbero anche essere molto
negative almeno in termini di forza relativa del paese.
Rapporto tra l'andamento del listino italiano e dei
principali titoli europei di medio e lungo periodo
Un peccato arrivare con questa situazione in questo momento di mercato che non era del tutto
sfavorevole ai mercati finanziari nonostante i molti problemi ancora sul campo. Infatti le
economia asiatiche ancorché con una ripresa moderata mostrano dei segni di ripresa
importanti e anche i mercati europei sembravano pronti per una fase di recupero e di qua il
rischio maggiore è di un decoupling ancora più accentuato tra l'andamento dei titoli italiani
e del resto d'Europa mentre in questa fase gli USA sembravano ritardatari visto che sono in
attesa di sapere cosa farà la FED con la scadenza dell'operazione twist e la politica con le
decisioni sul fiscal cliff. Evidente che se la situazione europea tornasse a peggiorare
drasticamente gli USA potrebbero beneficiarne almeno parzialmente anche se sia le
aspettative sul fiscal cliff sia le aspettative per un nuovo QE sono tutte completamente
favorevoli anche se in realtà nessuna decisione è ancora stata presa.
Osservando graficamente sia l'MSCI Asia ex Japan sia l'Eurostoxx600 non possiamo non
notare che entrambi sembrerebbero aver negato la conformazione di un top che tutti i
principali indici mondiali stavano costruendo e quindi sembrerebbero intenzionati a
proseguire nella gamba rialzista sebbene domani dovremo analizzare se la situazione
italiana avrà un impatto significativo sull'andamento dei mercati mondiali. Al momento i
mercati leader sembrano indicarci una strada rialzista ma ripeto quando si presenta sui
mercati una situazione nuova non completamente analizzata e valutata essa può cambiare il
trend di breve anche in maniera significativa sebbene non dovrebbe compromettere ne
quello di medio ne quello di lungo. C'è da notare che così come l'Eurostoxx600 che il
MSCI avevano prima negato una rottura ribassista della figura in formazione che li
conteneva ora potrebbero negare quella rialzista anche se ritengo che il potenziale sia
tendenzialmente intatto quanto meno per l'Asia.
Andamento dell'Eurostoxx600 e del MSCI Asia Ex
Japan
Ma mentre da questa parte dell'Oceano ci sono problemi strutturali di mancata crescita con politiche di
consolidamento del debito che vanno a detrimento della crescita dall'altra parte dell'oceano le situazioni sono
molto più variegate e la situazione obiettivamente meno negativamente dal punto di vista della crescita ma
molto più complessa dal punto di vista complessiva visto la posta in gioco. In questo contesto mentre la Cina
sta completando la fase di transizione politica due paesi chiavi dell'area come la Corea ed il Giappone si
stanno presentando alle elezioni sebbene in due condizioni molto diverse. In particolare analizzeremo il
Giappone in quanto investito contemporaneamente alla dichiarazioni di nuove elezioni da un interesse
finanziario anche sorprendente se non si conoscono tutte le dinamiche degli operatori finanziari.
Dalla metà di novembre e per due settimane il mercato Giapponese ha sovraperformato tutti i listini mondiale
mentre lo yen si è indebolito un po contro tutte le monete mondiali. Le aspettative di un ritorno al potere del
partito LDP a spese del partito DPJ che aveva conquistato la maggioranza alle ultime elezioni inducono il
mercato a forti aspettative di stimolo monetario in quanto il potenziale primo ministro giapponese Abe. Già
primo ministro per un anno alcuni anni fa dopo la fine del periodo di Koizumi si presenta con una politica
estremamente aggressiva di crescita sebbene questa si debba coniugare con un consolidamento fiscale.
Mentre i sondaggi non danno una maggioranza schiacciate all' LDP ed al suo alleato storico New Komeito le
modalità di elezioni Giapponesi che prevedono un sistema misto di elezioni dirette e sistema proporzionale
dovrebbero proprio favorire il partito di Abe come ha mostrato un recente studio realizzato attraverso dei
sondaggi dal giornale Asahi Shinbun. Essendo anche pro nuclearista è possibile che la recente scossa di
terremoto potrebbe leggermente spostare i pesi ma la vittoria del partito di Abe sembra poter essere
schiacciante. In questo caso nel programma dell' LDP vanno menzionati una possibile riduzione
dell'indipendenza della Boj ma una politica cooperativa con la stessa per introdurre un livello specifico di
inflazione (2%), creare un fondo pubblico/privato che acquisti eventualmente anche asset stranieri per
indebolire la valuta nipponica e causare inflazione, tagliare le tasse alle imprese, revisionare la politica
nucleare ma senza abbandonarla oltre ad un approccio molto cauto all'accordo TPP che dovrebbe ridurre dazi
e balzelli presenti ora tra i vari paesi dell'area asiatica. Infine c'è da dire che il partito Liberal democratico ha
al suo interno spinte nazionalistiche che nella crisi politica con la Cina per il controllo delle isole Senkaku
potrebbero far aumentare le tensioni visto anche il recente voto del congresso USA che si è chiaramente
schierato a favore del Giappone nella disputa delle isole Senkaku.
L'analisi sui seggi del sito online dell' Asashi Shimbun:
http://ajw.asahi.com/article/behind_news/politics/AJ201212060053
In questo contesto le maggiori case di investimento e le loro reti di promozione finanziaria
hanno cominciato una campagna a favore di una ria allocazione dei portafogli collettivi ed
individuali sul Giappone nel tipico fenomeno di fine anno che vede un riposizionamento
dei portafogli dei clienti e in particolare dei fondi propri per cercare di sfruttare i temi per
l'anno nuovo. Naturalmente suona strano che un paese con un deficit pubblico che è il più
alto del mondo sebbene detenuto quasi esclusivamente da istituzioni finanziarie
domestiche, un paese che ha fatto della deflazione uno stile di vita e della bassa crescita
una sorta di mantra impossibile da invertire diventi un paese segnalato per una posizione di
medio/lungo periodo.
Soprattutto se questo avviene in un momento in cui in molti paesi si stanno alzando critiche
sulle politiche di quantitative easing ed il Giappone sembra pronto a lanciarne uno nuovo
in una forma ancora più aggressiva degli altri (acquisti di asset stranieri) che evidenzia la
necessità esistenziale per il paese del Sol levante di indebolire quanto più possibile la
propria valuta nei confronti del resto del mondo per poter competere a livello globale e
importare inflazione dal resto del mondo.
Ma c'è anche una certa razionalità in questa posizione e per questo motivo va presa in seria
considerazione. Sebbene la bilancia commerciale Giapponese abbia ancora un surplus c'è
un certo deterioramento della bilancia commerciale che dall'economia Giapponese non può
essere sostenuta per lungo periodo e per questo motivo la necessità della debolezza della
valuta un ordine imperativo. Per fare questo lo yen non si deve solo indebolire contro
dollaro facendo aumentare in qualche modo il differenziale dei tassi tra Usa e Giappone
ma deve indebolirsi soprattutto contro le valute asiatiche in quanto c'è una certa
correlazione tra comportamento del cross dello Yen contro valute asiatiche e l'andamento
degli indici azionari giapponesi.
Ora il recente rally , basato molto sulle aspettative, in quanto non ha visto di per se
la reazione dei differenziali di tassi USA con i Giapponesi a confermare il
movimento, ha visto però la rottura al rialzo del rapporto di forza relativa tra
borsa americana e borsa giapponese. Se pensiamo che questo è avvenuto nel
momento in cui sia i fondi internazionali sia i fondi pensioni domestici sono
chiaramente sotto pesati sul mercato domestico si può supporre un buon
potenziale di crescita del mercato.
D'altronde lo stesso mercato nipponico dal 2007 sta pesantemente sotto
performando gli altri mercati mondiali sebbene la struttura delle aziende
Giapponesi sia strutturalmente migliorato in questo ultimi anni e questo va preso
in considerazione in ottica di investimento.
La situazione attuale del mercato Giapponese sembra interessante in
ottica di investimento.
Se poi si va ad analizzare le dinamiche interne al mercato giapponese si può osservare un
comportamento ciclico molto più accentuato che altri mercati. Per evidenziare ancora
meglio questo movimento andiamo ad osservare l'andamento del Topix Second Section,
cioè dell'indice che ricomprende le piccole imprese giapponesi; utilizzo questo indici
perché evidenzia in maniera migliore i flussi in entrata ed uscita dal mercato giapponese ed
evidenzia meglio anche il ciclo che lo caratterizza. Come potrete notare dal grafico che
segue l'indice giapponese esclusi fenomeni di crisi internazionale (vedi 2008/2009) o
fenomeni domestici come il terremoto del 2011 ha negli ultimi 3 anni sviluppato un
minimo significativo nel mese di novembre ed un massimo relativo verso fine marzo;
rialzo che avviene solitamente con volumi discreti se non addirittura elevati. Il movimento
ha probabilmente a che fare con il fatto che molte aziende giapponesi chiudono i bilanci a
marzo per cui necessitano sia le aziende sia gli stessi detentori delle stesse, valutazioni
elevate per poter iscrivere a bilancio dati migliori delle aspettative. In ogni caso il
fenomeno è evidente e va preso in considerazione. Teniamo infine conto che questi
movimenti rialzisti maturano con la debolezza dello yen e questo almeno in parte porta ad
una erosione ancorché parziale della performance dell'investimento per un investitore non
giapponese.
L'andamento ciclico del Topix second section (e di tutto il mercato
Giapponese)
Conclusioni

Pur prendendo in considerazione il fatto che nei prossimi giorni avremo: la reazione dei
mercati alla crisi di Governo italiana che mi auguro meno aggressiva che nel passato grazie
ad una situazione macro globale migliore; le decisioni della FED su possibili cambiamenti
nella politica monetaria; la possibile risoluzione dello stallo sul fiscal cliff e quindi
considerando i molti punti di incertezza che caratterizzano i mercati la possibilità di una
nuova pausa di consolidamento sono elevate. I principali indici USA segnalano questa
possibilità nelle prossime sedute salvo che Apple ed i tech non ripartano immediatamente e
salvo che non arrivino notizie molto positive dal versante politico o monetario perché gli
scenari positivi sono in buona parte già scontati. La crisi italiana pesa poi come un macigno
sulla stabilità dell' Europa mettendo in discussione i progressi fatti in questi mesi dal punto
di vista finanziario che come scritto in prima pagina ha degli impatti sull'economia reale
attraverso il costo del debito non solo pubblico ma anche verso i privati e le imprese. In
questo contesto potrebbe essere opportuno fare un pensiero al mercato giapponese durante
questa possibile correzione pur tenendo presente che i fondi e gestori internazionali si sono
già posizionati per buona parte su quel mercato nella seconda metà di novembre e che
sebbene molti operatori dichiarano il potenziale di lungo periodo della borsa giapponese
bisognerà essere più pragmatici visti anche i problemi del passato e cercare di sfruttare il
ciclo che caratterizza i titoli con stop loss sotto i minimi recenti di novembre. Interessante
anche l'intera Asia comunque come indicato dall'indice MSCI ASIA ex JAPAN di pagina 4.
Quanto scritto è frutto di ricerca e di passione ma non deve essere assolutamente considerato
un consiglio all'investimento ma solo una opinione personale sui mercati. Ognuno deve
commettere i propri errori e realizzare i propri successi con la propria testa dopo aver
rielaborato il contesto.
Gipa69