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COMPLEMENTI

Complementi Traduzione in latino Esempio Abbondanza ablativo


semplice (in dipendenza da verbi di abbondanza) Abundare lacte =
abbondare di latte Agente a, ab + ablativo: se espresso da
essere animato (in dipendenza da verbi passivi)

dativo (generalmente con la perifrastica passiva) Laudabantur a


magistro = erano amati dal (loro) maestro

Hoc mihi faciendum est = io devo fare ciò Allontanamento


ablativo semplice
a, ab, e, ex, de + ablativo Eum arcuit Gallia = lo allontanò
dalla Gallia
Patriis ab agris pellor = sono scacciato dai campi paterni
Apposizione stesso caso del termine cui si riferisce Cicero,
summus orator, consul factus est = Cicerone, sommo oratore, fu
fatto console Argomento de + ablativo Liber de senectute = libro
sulla vecchiaia Causa ablativo semplice
ob, propter + accusativo
prae + ablativo (= causa impediente) Miles fame interiit = il
soldato morì di fame
Propter ea bella = per quelle guerre
Prae lacrimis = a causa delle lacrime Causa efficiente ablativo
semplice (se espresso da essere inanimato)
a, ab + ablativo (se espresso da forze della natura o sostantivi
astratti personificati) Gaetuli lege non regebantur = i Getuli
non erano tenuti a freno dalla legge
Nostri deserebantur a fortuna = i nostri erano abbandonati dalla
fortuna Colpa genitivo
de + ablativo in alcune espressioni giuridiche Avaritiae
accusatus est = fu accusato di avidità
De ambitu accusatus = accusato di broglio Compagnia o unione cum
+ ablativo Cum fratre iter feci = feci il viaggio con (mio)
fratello Distanza quanto dista: accusativo/ablativo;
spatio/intervallo + gen.

da dove dista: a, ab + ablativo (anche con nomi di città)


Sexcentos passus/quattuor milibus passuum/trium milium spatio
aberat = distava 600 passi / 4.000 passi / uno spazio di 3 miglia
Hostium castra a Roma tria milia passuum aberant = l'accampamento
dei nemici distava da Roma tre miglia. Effetto dativo Hoc est
utilitati = ciò è di utilità Esclamazione accusativo O me
miserum! = o povero me! Estensione accusativo: se dipende da
aggettivi (latus, longus, altus)
genitivo: se dipende da un sostantivo (fossa, vallum, ecc.) Fossa
tres pedes lata = un fossato largo tre piedi
Fossa trium pedum = un fossato di tre piedi Età 1. accusativo
del numero cardinale degli anni + annos + natus nel caso della
persona di cui si indica l'età
2. accusativo del numero ordinale degli anni aumentato di uno +
agens nel caso della persona di cui si indica l'età
3. genitivo del numero cardinale degli anni + puer, iuvenis, vir,
senex nel caso della persona di cui si indica l'età Viginti annos
nati sumus = abbiamo vent'anni
Caesar annum agens sextum decimum patrem amisit = Cesare, a
quindici anni, perse il padre
Hamilcar secum duxit Hannibalem puerum novem annorum = Amilcare
condusse con sè Annibale, bambino di nove anni (= che aveva nove
anni) Fine o scopo dativo
ad + accusativo
genitivo + causa/gratia Reliquit eum praesidio = lo lasciò a
difesa
Ad praesidium relinquitur = è lasciato a difesa
Hereditatis causa = per eredità Limitazione ablativo semplice
(con verbi di superiorità ed inferiorità) Nos doctrina superat
= ci supera in cultura Luogo Stato il luogo: in + ablativo;
locativo/ablativo semplice con nomi di città, villa, piccola
isola
Moto da luogo: a, ab, e, ex, de + ablativo; ablativo semplice
con nomi di città, villa, piccola isola
Moto a luogo: in, ad + accusativo; accusativo semplice con nomi
di città, villa, piccola isola
Moto per luogo: per + accusativo sempre; ablativo semplice con i
passaggi obbligati (pons, porta, ecc.) Vivo in urbe/Romae/Athenis
= vivo in città/a Roma/ad Atene
Venio ab urbe = vengo dalla città; venio Roma = vengo da Roma
Eo in Latium = vado nel Lazio; eo Romam = vado a Roma
Per forum/ ponte domum venio = vengo a casa attraverso la
piazza/attraverso il ponte Materia e, ex, de + ablativo
aggettivo corrispondente Poculum ex auro = bicchiere d'oro
Poculum aureum = bicchiere d'oro (= aureo) Mezzo ablativo
semplice
per + accusativo con le persone Gladio pugnavit = combattè con la
spada
Per legatos = per mezzo di ambasciatori Modo o maniera senza
aggettivo: cum + ablativo; con aggettivo: ablativo semplice o con
il cum interposto Nuntium accepi cum gaudio/magno (cum) gaudio =
accolsi la notizia con gioia/con grande gioia Oggetto
accusativo Librum lego = leggo un libro Origine ablativo
semplice: con familia, loco, genere; con i nomi propri dei
genitori; con pater e mater
e, ex, de + ablativo: con i pronomi; con i nomi comuni; con
l'origine dei fiumi o con origine figurata
a, ab + ablativo: per indicare discendenza remota Nobili loco /
Iove / patre libero natus = nato da nobile famiglia / da Giove /
da padre libero
Ex nobis / a serva / a cupiditate natus = nato da noi / da una
schiava / dalla cupidigia;
Cato Uticensis a Censorio ortus erat = Catone Uticense discendeva
da Catone il Censore Paragone quam + il caso del primo termine:
d'obbligo per i casi indiretti
ablativo semplice: facoltativo per i casi diretti; d'obbligo col
pronome relativo; con spe, expectatione, ecc. Avidior pecuniae
quam gloriae = più avido di denaro che di gloria
Altior Mario (= quam Marius) sum = sono più alto di Mario; virtus
qua nihil pulchrius est = la virtù di cui nulla è più bello
Partitivo genitivo
e, ex + ablativo: di preferenza con i numeri
inter + accusativo Altissimus omnium = il più alto di tutti
Ex omnibus civibus tres = tre tra tutti i cittadini
Inter omnes optimus est = tra tutti è il migliore Privazione
ablativo semplice: in dipendenza da espressioni che indicano
privazione Orbare parentes liberis = privare i genitori dei figli
Prezzo genitivo con gli avverbi magni, pluris, tanti, quanti,
ecc.
ablativo quando il prezzo è determinato o indeterminato Te
plurimi facio = ti stimo moltissimo
Trecentis minis domum emi = comprai la casa per 300 mine
Provenienza a, ab + ablativo: con verbi come accipio, audio,
disco, ecc. Hoc a te audivi / accepi = ho udito / ho ricevuto
questo da te Qualità genitivo: per le qualità morali
ablativo: per le qualità fisiche Vir magnae prudentiae = uomo di
grande saggezza
Senex promissa barba = vecchio dalla lunga barba Specificazione
genitivo Lux siderum = la luce delle stelle Tempo ablativo
semplice: tempo determinato
accusativo semplice o per + acc.: tempo continuato Vere rosae
florent = in primavera fioriscono le rose
Per multos annos Romae vixi = per molti anni vissi a Roma
Termine dativo Mihi multa dixerunt = mi dissero molte cose
Vantaggio / svantaggio dativo Non tibi soli vivis = Non vivi per
te solo
Aggettivo possessivo di 3a persona

Mater filium suum amat


La madre ama suo figlio

Parentes filios suos amant


I genitori amano i loro figli

Mater filium suum amat et eius diligentiam laudat


La madre ama suo figlio e loda la sua diligenza

Suus, a, um:

- Ha una forma unica per la 3a persona sing. e plur.


- Ha valore riflessivo, ossia si riferisce sempre al soggetto
della proposizione in cui si trova
- Concorda in genere, numero e caso con il nome a cui si
riferisce, senza tener conto se il soggetto è singolare o plurale

Eius:

Quando il possessivo non si riferisce al soggetto della frase e


quindi non ha valore riflessivo troviamo:
Eius = di lui,di lei,di esso ,di essa
Eorum, earum = di loro,di essi,di esse

N.B: Vanno concordati in genere e numero con la persona del


possessore, non con la cosa posseduta.

Perifrastica Attiva

Il participio futuro unito con le covi del verbo SUM da origine a


una coniugazione verbale completa detta perifrastica attiva che
esprime l’idea di imminenza, intenzionalità o predestinazione.
Si traduce con

Imminenza:
stare per, essere sul punto di, essere in procinto di, accingersi
a + INFINITO

Intenzionalità:
Avere intenzione di, essere intenzionato a + INFINITO

Predestinazione:
Essere destinato a + INFINITO

Proposizione Finale

E’ una subordinata circostanziale che indica il fine, lo scopo a


cui tende l’azione enunciata nella principale.

Esplicita: perché, affinché + CONGIUNTIVO

Implicita: per, a, allo scopo di, al fine di + INFINITO

Si costruisce con:
UT/NE + Congiuntivo presente ( se nella principale c’è un tempo
principale:PRESETE O FUTURO)
UT/NE + Congiuntivo imperfetto (se nella principale c’è un tempo
storico:IMPERFETTO, PERFETTO, PICCHEPERFETTO)

Proposizione Completiva Volitiva


Si trova in dipendenza da verbi che esprimono volontà, desiderio,
intenzione, sforzo.
È introdotta da UT \ NE + CONGIUNTIVO:

PRESENTE in rapporto a un tempo principale nella reggente


IMPERFETTO à in rapporto a un tempo storico nella reggente

Si rende in italiano:
In modo implicito (SE HA STESSO SOGGETTO DELLA REGGENTE) con di o
a + INFINITO
In modo esplicito (SE NON HA LO STESSO SOGGETTO DELLA REGGENTE)
con CHE + CONGIUNTIVO
Proposizione Consecutiva
È una subordinata circostanziale che indica la conseguenza o
l’effetto dell’azione enunciata nella reggente.
In italiano è preceduto da avverbi come così, tanto, talmente, a
tal punto tale, tanto grande in forma:

Esplicita: con CHE + INDICATIVO


Implicita (solo con identità di soggetto tra reggete e
consecutiva): con da + INFINITO PRESENTE
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In Latino è introdotta da UT/UT NON + CONGIUNTIVO PRESENTE,


IMPERFETTO O PERFETTO, anticipati da Avverbi (tam, tantum, eo,
adeo), o aggettivi tantus,a,um; tot; talis,e

Si usa il cong pres. se la conseguenza è nel presente, si usa il


cong. Imperfetto se la conseguenza è nel passato e dura nel
tempo, il cong perfetto se la conseguenza è nel passato ma nn
dura nel tempo.

Il Congiuntivo Presente si traduce con l'Indicativo Presente


Il Congiuntivo Imperfetto con l'Indicativo Imperfetto
Il Congiuntivo Perfetto con l'Indicativo Passato remoto

Proposizione Completiva Dichiarativa


Esprime la constatazione di un fatto come risultato dell’azione
del verbo della reggente

In italiano si trova in forma:


- esplicita: CHE + CONGIUNTIVO
- implicita (con identità di sogg. fra reggente e dichiarativa):
DI + INFINITO

In Latino si forma con:

UT / UT NON + CONGIUNTIVO PRESENTE, PERFETTO O IMPERFETTO secondo


la consecutio temporum, si possono tradurre con i rispettivi
congiuntivi italiani

Le completive si trovano in dipendenza di:

Verbi di accadimento: accidit ut, evenit ut, incidit ut, fit ut


(ACCADE CHE)
Verbi che esprimono un risultato: facio ut, efficio ut (faccio in
modo che)
Espressioni impersonali formate da un sost. o agg. + SUM: mos est
ut (è costume che)

IL CASO
il caso è il mezzo di cui si serve la lingua latina per esprimere
la funzione logica che la parola compie nella poposizione.
IL SOGGETTO
Il soggetto è uno degli elemEnti essenziali della
proposizione:esso indica la persona o la cosa di cui si
parla(risponde alla domanda:chi?che cosa?)il soggetto in latino
si pone sempre nel caso nominativo.
IL PREDICATO
Il predicato è l'altro elemento essenziale della
proposizione:esso è ciò che si predica,che si dice,del
soggetto.Può essere di due specie nominale o verbale.Il predicato
nominale è formato da un nome o da un aggettivo che è unito al
soggetto mediante il verbo essere(detto verbo copulativo oppure
semplicemente detto copula).Anche il predicato nominale in latino
si pone nel caso nominativo.Quando il predicato nominale è
costituito da un aggettivo, esso concorda con il soggetto nel
genere e nel numero mentre il verbo essere concorda con il
soggetto nel numero.Il predicato verbale è formato da un verbo
qualsiasi che abbia senso compiuto.Esso concorda col soggetto nel
numero.
IL COMPLEMENTO DI SPECIFICAZIONE
Un'altro ancora è il complemento di specificazione che serve a
specificare un altro sostantivo, cioè a determinarne meglio
l'idea. Esso si riconosce facilmente perchè è sempre preceduto
dalla preposizione semplice di o delle preposizioni articolate
del,dello,dei,degli,della,delle.(risponde alle domande:di chi?di
che cosa?)in latino il complemento di specificazione si pone in
caso genitivo;le preposizioni di,del ecc...non si traducono.

Attributo e Apposizione

L’attributo è un qualsiasi aggettivo che accompagna un nome


indicandone una qualità o chiarendone il significato.

Es. la mia famiglia abitava in una misera casetta su quella


collina.

Per non confondere l’attributo con il nome del predicato o con il


complemento predicativo del soggetto, ricorda che soltanto
l’attributo è unito direttamente al nome cui si riferisce.

L’apposizione è un sostantivo che accompagna un altro sostantivo


per definirlo o caratterizzarlo.

Es. Il poeta Virgilio cantò il lavoro dei campi.

L’apposizione è spesso preceduta dalle preposizioni "da", "per",


dalla congiunzione "come", dalla locuzione "in qualità di"".

Es. Catone, come censore, fu molto severo.

Ricorda che l’apposizione può essere accompagnata da uno o più


attributi o complementi indiretti.
In qualità di attributo l’aggettivo latino concorda in genere,
numero e caso col nome a cui si riferisce.

Es. Timida puella fugit.


La timida fanciulla fugge.

Perfidus advena fugit.


Il perfido straniero fugge.

L’apposizione in latino concorda con il nome cui si riferisce


solo nel caso, possedendo – in quanto sostantivo – un proprio
genere e numero; in genere si pospone al termine con cui
concorda.

Es. Horatius poeta clarus est


Il poeta Orazio è famoso.

Pompeios, antiquum oppi dum, visam.


Visiterò Pompei, antica città.

CLASSIFICAZIONE DELLE SUBORDINATE


Esistono due criteri di classificazione: il primo divide in
dipendenti interne ed esterne; il secondo fra subordinate
sostantive, circostanziali o avverbiali, attributive.
Le sostantive sono così chiamate perche’ svolgono la stessa
funzione di un sostantivo in una frase. Aquesto gruppo
appartengono le soggettive, le oggettive, le completive le
interrogative indirette.
Le circostanziali o avverbiali sono quelle che svolgono la stessa
funzione di un avverbio o di un complemento indiretto in una
frase. A questo gruppo appartengono le temporali, le causali le
concessive le consecutive le finali.
L’ultimo gruppo, quello delle attributive, comprende quelle che
svolgono la stessa funzione dell’attributo nella frase, cioè le
relative proprie.
DIPENDENTI INTERNE ED ESTERNE.
Si chiamano subordinate interne quelle che hanno il contenuto
logico strettamente legato a quello della principale. A questo
gruppo appartengono le oggettive le soggettive le infinitive e la
subordinata finale.
Le subordinate esterne sono quelle che, al contrario, hanno un
contenuto logico che ha un vincolo con la reggente meno forte. In
questo gruppo troviamo le temporali le causali le cum +
congiuntivo e le concessive, che sono le subordinate interne x
eccellenza.
Effettuata questa distinzione potremmo dire che le subordinate
interne vogliono sempre SUUS, SUA, SUUM; le subordinate esterne
sempre EIUS, EORUM, EARUM.
IMPORTANTE!
Bisogna sempre ricordare che il genitivo del pronome o
l’aggettivo riflessivo si devono riferire al soggetto della
principale. Altrimenti la distinzione appena fatta è inutile xk
qualora ciò nn avvenga si userà sempre e comunque eius, eorum,
earum.
Congiuntivi indipendenti
I congiuntivi indipendenti sono cinque:
-congiuntivo esortativo: si trova solo al presente,la negazione è
NE
-congiuntivo dubitativo: si usa il presente(per esprimere un
dubbio nel presente); l' imerfetto (per esprimere un dubbio nel
passato);la negazione è NON
-congiuntivo potenziale: si usano indiscriminatamente presente e
perfetto(per la potenzialità nel presente); si usa
l'imperfetto(per una potenzialità nel passato);la negazione è NON
-congiuntivo ottativo o desiderativo: si usano tutti e quattro i
tempi del congiuntivo;è introdotto da UTINAM; il presente ed il
perfetto sono usati per un desiderio realizzabile rispettivamente
nel presente e nel passato; l'imperfetto ed il piuccheperfetto
sono usati rispettivamente per un desiderio irrealizzabile nel
presente e nel passato; la negazione è NE
-congiuntivo concessivo: si usa il presente per una concessione
nel presente ed il perfetto per una nel passato; è introdotto da
SANE,LICET oppure UT; la negazione è NE.

COSTRUTTI LATINIII!!
Proposizioni subordinate
Proposizione completiva
Fornisce un’informazione necessaria al completamento del verbo
della sovraordinata.
In italiano si presenta:
- in forma esplicita introdotta da “che” +
congiuntivo/indicativo;
- in forma implicita introdotta da “di” e “a” + infinito.
In latino si presenta:
- in forma esplicita introdotta da una congiunzione subordinata
“quod”,“ut”,“ne” + indicativo/congiuntivo;
- in forma implicita espressa con l’infinito.

Proposizione completava volitiva


Esprime l’idea di volontà, desiderio, sforzo.
In latino è introdotta da:
- ut/ne + congiuntivo presente in rapporto ad un tempo
principale;
- ut/ne + congiuntivo imperfetto in rapporto ad un tempo storico.

Proposizione circostanziale
Subordinata che fornisce un’informazione non indispensabile al
completamente della frase.
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In italiano si presenta:
- in forma esplicita introdotta una congiunzione +
indicativo/congiuntivo;
- in forma implicita espressa da un infinito/gerundio.
In latino si presenta:
- in forma esplicita da una congiunzione subordinata +
indicativo/congiuntivo;
- in forma implicita espressa da un nome verbale escluso
l’infinito.

Proposizione finale
Una subordinata circostanziale che indica lo scopo a cui tende
l’azione annunciata nella sovraordinata.
In italiano si presenta:
- in forma esplicita introdotta da “poiché”,”affinché” ed è
seguita da un verbo al congiuntivo;
- in forma implicita introdotta da “per”,”a”, "allo scopo di”,
“al fine di”.
In latino è introdotta da:
- ut/ne + congiuntivo presente, in rapporto ad un tempo
principale;
- ut/ne + congiuntivo imperfetto in rapporto ad un tempo storico.

Proposizione temporale
Esprime il rapporto di tempo fra due fatti, precisa se l’azione
della subordinata è contemporanea a quella della principale.
In italiano si presenta:
- in forma esplicita introdotta dalle congiunzioni “quando”,
“mentre”, “dopo che”, “prima che”, “finchè” + un verbo di modo
finito;
- in forma implicita introdotta dalle congiunzioni “dopo”, “prima
di”, + un verbo all’infinito/gerundio.
In latino è introdotta:
- cum/dum/postquam + indicativo.
Nella traduzione si dovrà usare il tempo richiesto dalla sintassi
italiana.

Particolarità
Perché
In latino la congiunzione finale è ut, nella forma causale è
quod, mentre l’avverbio interrogativo viene espresso con cur.

Quando
In latino la congiunzione temporale “quando” viene espressa con
quando nella domanda e con cur nella risposta “Quando romam
venies? Cum potero”

Proposizione causale
Esprime la causa, il motivo che determina l’azione della
principale.
In Italiano si presenta:
- introdotta da “poiché”, “perché”, “dal momento che”, “dal
momento che”.
In latino:
- introdotta dalle congiunzioni “quia”, “quod”, “quaniam”.
Proposizione narrativa
Introduce una subordinata circostanziale.
In latino si presenta con:
- cum + congiuntivo.
In italiano si rende:
- in forma implicita con un gerundio semplice o composto;
- in forma esplicita con una proposizione causale o temporale.
In questa proposizione i tempi vengono usati con valore relativo,
per tanto per stabilire i rapporti di tempo fra la subordinata e
la principale andrà utilizzata la consecuzio Temporum.

Consecuzio Temporum
Rapporto di anteriorità
Si ha se l'azione della dipendente avviene in un tempo anteriore
a quella sovraordinata.
Tempi della proposizione sovraordinata ---> Tempi della
proposizione dipendente
Presente ---> Perfetto
Imperfetto ---> Piuccheperfetto
Futuro semplice ---> Futuro anteriore
Rapporto di posteriorità
L'azione della dipendente avviene successivamente rispetta a
quella della sovraordinata.
Tempi della proposizione sovraordinata ---> Tempi della
proposizione dipendente
presente ---> presente della perifrastica attiva
imperfetto ---> imperfetto della perifrastica attiva
futuro semplice ---> futuro semplice della perifrastica attiva
Rapporto di contemporaneità
L'azione della principale avviene in contemporanea all'azione
della dipendente.

La proposizione infinitiva
La proposizione infinitiva è caratterizzata dal verbo
all’infinito e dal soggetto all’accusativo.
La proposizione infinitiva non trova una traduzione letterale in
italiano, per tanto dobbiamo trovare vie alternative.
Ne deriva che si rende in italiano con:
- una struttura esplicita introdotta dalla congiunzione “che”
avente per soggetto il termine all’accusativo.
“Dico che Roma essere una bella città” ---> NO
“Dico che Roma è una bella città” ---> SI
Le proposizioni infinitive sono introdotte dalle seguenti
categorie di verbi o locuzioni:
- verbi impersonali: constat (è noto) - decet (conviene) -
dedecet (non conviene) - oportet (è opportuno) - licet (è lecito)
- invat (giova);
- locuzioni con una forma del verbo sum: utile est (è utile) -
nocesse est (è necessario) - notum est (è noto);
- verba dicendi et declarandi: dico, affirmo, nego, narro, trado
(tramando), declaro, respondeo, scribo;
- verba sentiendi: sentio, video, audio, scio (so), puto
(ritengo), credo, censeo (sono del parere), intellego (capisco),
iudico;
- verba affectuum: doleo (mi dolgo), guadero (godo), spero, aegre
(mal sopporto).
L’infinitiva richiede una consecuzio temporum.

L’ablativo assoluto
L’ablativo assoluto svolge la funzione di una circostanziale di
valore causale/temporale/concessivo/ipotetico; è sciolto da
qualsiasi legame con ciò che lo precede/segue nel periodo.
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E’ costruito da:
- sostantivo in caso ablativo;
- participio presente o perfetto che concorda in caso ablativo
con il sostantivo (rapporto di stratta contemporaneità).
L’ablativo assoluto con il participio presente (sempre valore
attivo) si rende in italiano con:
- un gerundio attivo;
- una subordinata esplicita casuale o temporale.
L’ablativo assoluto con il participio perfetto (sempre valore
passivo) si rende in italiano con:
- participio passato/ gerundio con valore passivo;
- con una subordinata esplicita causale/temporale la cui azione
sia anteriore a quella della sovraordianata.

Participio
Il participio è chiamato così perché partecipa sia alle funzioni
del verbo che a quelle del nome.
In latino vi sono tre tempi del participio:
- presente(attivo);
- perfetto(passivo);
- futuro(attivo).
Participio presente/perfetto
Il participio presente/perfetto viene usato in funzione
nominale/verbale.
Nel caso della funzione nominale si rende in italiano con:
- aggettivo/sostantivo corrispondente;
- subordinata relativa contemporanea alla principale.
Nel caso della funzione verbale con:
- un participio presente/perfetto;
- una subordinata temporale/causale/relativa contemporanea.
- un gerundio.
Participio futuro
Si trova in funzione nominale o verbale.
In funzione nominale si traduce con:
- aggettivo/sostantivo corrispondente;
- espressione del tipo di “sul punto di”, “con l’intenzione di”;
- proposizione subordinata relativa.
In funzione verbale con:
- subordinata temporale;
- proposizione finale implicita.
Congiuntivo esortativo
Il congiuntivo presente viene anche usato per un invito, un
ordine o un divieto e nella seconda persona singolare o plurale
sottolinea un esortazione o una preghiera, di fatti il
congiuntivo esortativo non sostituisce l’imperativo ma si dice
che entri in concorrenza con esso.

L’infinito
L’infinito ammette sia la forma attiva che quella passiva dei
verbi transitivi.
In latino esistono tre tempi dell'infinito:
- l’infinito presente:
Attivo ---> Passivo
Laudare (=lodare) ---> Laudari (=essere lodato);
- l’infinito perfetto:
Attivo ---> Passivo
Laudavisse (=aver lodato) ---> Laudatum, am, um, + esse (=essere
stato lodato);
- l’infinito futuro:
Attivo ---> Passivo
Laudaturum, uram, urum, + esse (=stare per lodare) --->
Laudaturum iri (=stare per essere lodato);

I verbi a coniugazione mista


Vi sono una cinquantina di verbi (i più comuni capio e facio) che
possiedono nei tempi derivati dal presente il tema verbale della
quarta, mentre nei tempi derivati dal perfetto e nell’infinito il
tema verbale della terza.
Si dice quindi, che i verbi a coniugazione mista seguono ora la
quarta declinazione ora la quinta.
Principali verbi a coniugazione mista.
Capio, is, cepi, captum, ere – prendere, Cupio, is, ivi, itum,
ere – desiderare, Facio, is, feci, factum, ere – fare, Fodio, is,
fodi, fossum, ere – scavare, Fugio, is, fugi, fugere – fuggire,
Iacio, is,ieci, iactum, ere – gettare, Pario, is, peperi, partum,
ere – partorire, Quatio, is, quassi, quassum, ere – scuotere,
Raio, is, rapui, raptus, ere – rapire, illicio, is, illesi,
illectum, ere – adescare, Conspicio, is, conspexi, conspectum,
ere – osservare, despicio, is, despexi, despectum, ere –
disprezzare, Ispicio, is , inspexi, inspectum, ere – esaminare,
respicio, is, respexi, respectum, ere – guardare indietro,
auspicio, is, suspexi, suspectum, ere – sospettare.
I gradi di intensità e la comparazione dell’ aggettivo e
dell’avverbio
Anche in latino l’aggettivo/avverbio può avere diversi gradi di
intensità.
Comparativo
Esprime un grado medio/debole e viene usato per le comparazioni.
Si forma aggiungendo all’aggettivo la terminazione –ior per
maschili e femminili, -ius per il neutro.
Il resto della declinazione segue i sostantivi imparisillabi
della terza declinazione.
Il comparativo lo si trova nelle comparazioni di maggioranza
concordante con il primo termine di paragone, quindi si tralucerà
facendo precedere l’aggettivo dall’avverbio “più”, e nelle
comparazioni assolute facendo precedere l’aggettivo dagli avverbi
“un po’”, “alquanto”, “piuttosto”, “troppo”.
Gli aggettivi in –eus, - ius, -uus/u]
Agli aggettivi della prima classe che terminano in –eus, -ius,
-uus anziché aggiungere –ior –ius, lo si fa precedere dall’
avverbio positivo magis.
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Comparazione degli aggettivi
La comparazione fra due aggettivi quando due aggettivi (primo e
secondo termine di paragone) vengono confrontati tra loro; tale
comparazione può essere:
- di maggioranza quando vi è un rapporto di superiorità;
- di minoranza quando vi è un rapporto di inferiorità;
- di uguaglianza quando vi è un rapporto di parità.
Il comparativo di maggioranza, viene espresso con gli aggettivi
al comparativo e tra i due termini di paragone vi è l’avverbio
quam.
Il comparativo di minoranza, viene espresso con gli aggettivo di
grado positivo preceduto dall’avverbio “minus” e il secondo
termine di paragone preceduto da “quam”.
Il comparativo di uguaglianza, viene espresso con l’aggettivo di
grado positivo preceduto dagli avverbi “tam”, “ita”, “aeque” e il
secondo termine di paragone preceduto da “quam”, “ut”, “ac”,
“atque”.
Superlativo
Si forma aggiungendo all’aggettivo di grado positivo le
terminazioni –issimus, -issima, -issimum e di declina per
l’appunto come un aggettivo della prima classe.
Gli aggettivi in –er
Agli aggettivi sia della prima che della seconda classe che
terminano in –er, il superlativo muta diventando –erissimus,
-errima, -errimum.
Gli aggettivi in –ilis, ile
Agli aggettivi della seconda classe che terminano in –ilis, -ile,
il superlativo muta diventando –illimus, -illima, -illimum.
Gli aggettivi in –eus, -ius, -uus
Gli aggettivi che terminano in –eus, -ius, -uum preferiscono
formare il superlativo premettendo l’avverbio maxime.
Per confrontare cose o gruppi, si usano sia il comparativo che il
superlativo, l’unica differenza consiste nel numero, si usa il
comparativo quando si paragonano 2 termini, il superlativo quando
se ne paragonano più di due.
Il superlativo rafforzato
Il superlativo assoluto può essere rafforzato da avverbi quali
longe (di gran lunga), vel (persione), quam (una qualità al più
alto grado possibilie).
Aggettivi da ricordare
Alcuni aggettivi di larghissimo uso per formare gli intensivi si
servono di forme derivate da altri temi; essi sono:
Aggettivo ---> Comparativo ---> Superlativo
- Buonus, a, um (buono) ---> Melior, melius ---> Optimum, a, um
- Malus, a, um (cattivo) ---> Peior, peius ---> Pessimus, a, um
- Parvus, a, um (piccolo) ---> Minord, minus ---> Minimum, a, um
- Multus, a, um (molto) ---> Plus, pluris ---> Plurimus, a, um
- Sacer, cra, crum (sacro) ---> Sanctior ---> Sanctissimus
- Ferus, a, um (feroce-fiero) ---> Ferocior ---> Ferocissimus
- Senex, senis (vecchio) ---> Senior/Maior natu ---> Adomodum
senex/maximus natu
-Iuvenis, is (giovane) ---> Iunior/Minor natu---> Admodum
iuvenis/Minimus natu

La comparazione degli avverbi


La comparazione degli avverbi segue le medesime regole degli
aggettivi; perciò possono trovarsi le stesse “anomalie”.
Gli avverbi, come gli aggettivi, possono essere rafforzati da
paulo (un po’), multo (molto), quam (il più… possibile).
Avverbi da ricordare:
Avverbio ---> Comparativo ---> Superlativo
- Bene (bene) ---> Melius ---> Optime (molto bene)
- Male (male) ---> Peius ---> Pessime (molto male)
- Parum (poco) ---> Minus ---> Minime (molto poco)
- Multum (molto) ---> Magis (di più) ---> Maxime (molto di più)

Il verbo Fio
Il verbo “facio” non ammette il passivo che viene perciò supplito
dal verbo “fio” ( fio, is, factus sum, fieri) che è molto duttile
e che ha 3 significati:
- essere fatto;
- diventare;
- accadere.
La coniugazione di questo verbo è assai anomala; infatti le voci
derivate dal presente seguono la quarta coniugazione, fatta
eccezione per il congiuntivo imperfetto che fa “fierem”; i tempi
derivati dal perfetto hanno esclusivamente forma passiva e
derivano dal verbo “facio”; Il participio futuro e lìinfinito
futuro sono presi in prestito dallo stesso verb “sum”.
Il cum + congiuntivo

In latino esiste un costrutto molto frequente, costituito dalla


coniugazione "cum" più il modo congiuntivo in tutti e quattro i
suoi tempi. Questo costrutto ha un valore per lo più casuale.
Traducendo in latino non traduco il "cum" e rendo il verbo con un
gerundio o persente, se in latino ho un congiuntivo presente o
imperfetto, con un gerundio passato se in latino ho un
congiuntivo perfetto o più che perfetto. Nel tradurre devo far
attenzione al soggetto, se il soggetto della subordinata è
diverso dal soggetto della principale nella traduzione iniziale
dovrò collocare dopo il gerundio.

Esempi
Cum ames= amando tu
Cum amaret= amando egli
Cum amarerim= avendo io amato
Cum amavissent= avendo essi amato