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Rileggendo quanto precedentemente scritto su Augusto, quante parole vere riferite a Lui !

servo buono e fedele (1), un politico ‘al servizio’ (4),


uomo di chiesa (3), un formatore (4)
il suo spirito ecumenico (3), un uomo del dialogo (5),
uomo delle beatitudini (4), persona ‘piantata’ (6),
un cristiano ‘sociale’ e moderno (4), e tante altre…

Nel riflettere su queste parole, a chi non viene in mente la sempre attuale frase del vangelo:
“ Non chi mi dice ‘Signore, Signore,’ entrerà nel regno dei Cieli, ma chi fa la volontà…” ? (Mt 7,21)

Ci vengono anche in aiuto per la riflessione, due inviti di Papa Francesco:


“di guardarsi dalla tentazione di una - fede da tabella - “ (di parole)
e
“una (qualsiasi) fede che non incida sulla vita e i rapporti con il prossimo, non ha senso”.

Ebbene, alla luce di questo, ci è utile ricordare Augusto, non come persona “sepolta” nelle parole,
ma persona “piantata”, che continua a dare frutti e invita anche noi a fare.
Il bello è che lui ha dato tanti e gustosi frutti quando ancora era in vita, frutti che molti continuano
ancora oggi ad assaporare.

Tra i tanti frutti buoni di quand’era in vita, è bello ricordare la costante presenza
fisica e senza limiti in prima persona con :

i carcerati (Como), gli extracomunitari (Libanesi e non), i sofferenti (La Rosa), gli amici e avversari ‘politici’…

Presenza fisica che si è moltiplicata contagiando altri amici (forse ancora troppo pochi?) che continuano,
in silenzio ed alimentati dal suo esempio, la sua preziosa opera a contatto con le stesse persone.
Come non ricordare poi il suo fare, come assessore provinciale a Como ai servizi sociali?

Tutti noi siamo coscienti che la spia sulla validità di un Comune, è il lavoro che svolge
l’Assessorato ai Servizi Sociali nel proprio territorio:
le energie vanno spese (non solo promesse) prima per i più deboli, e solo dopo per tutto il resto!

Su questo, non c’è dubbio che Augusto è stato per tutti noi un esempio vivente.
Si tratta ora di continuare ad essergli amico, imitandolo in qualcosa di concreto.
Se fosse qui ancora (oggi nel 2015) e vedesse - per fare solo un esempio - che nel suo paese,
per il sociale sono insufficienti le persone che vi si dedicano, si farebbe di sicuro in quattro
per continuare a rilanciare e risolvere il problema.

Se la commemorazione di Augusto, dovesse portarci a realizzare una sola cosa concreta, efficace e
duratura per il sociale qui nel suo paese, allora sì che avrebbe un senso ricordarlo, diversamente
sarebbero ancora una volta, tante e tante parole al vento, utilizzate magari come alibi per non fare.

Sempre restando nel nostro Comune, perché non chiamare “Associazione Augusto Spreafico per la Vita”
la già esistente “Associazione Pensionati Moltenesi” moltiplicandone la dedizione per i più deboli ?

E’ significativo quello che un libanese, da lui aiutato qui a Molteno, ha scritto:


“É poco dire che il mondo sarebbe ‘meglio’ se ci fosse tanta gente uguale a lui”!

Riflettiamo dunque e facciamo… questa vera “politica buona”.

Grazie Augusto per averci insegnato tutto questo.