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Università degli Studi di Bologna – II Facoltà di Ingegneria con sede a Cesena

PROGRAMMA del CORSO di


MECCANICA APPLICATA ALLE MACCHINE L
Corso di Laurea in INGEGNERIA MECCANICA
Corso di Laurea in INGEGNERIA AEROSPAZIALE

prof. Alessandro RIVOLA alessandro.rivola@unibo.it

LA MECCANICA APPLICATA ALLE MACCHINE

1. La Meccanica applicata alle macchine è la disciplina che, nel settore della


Meccanica dell'Ingegneria, si occupa dei problemi connessi con il movimento dei corpi
solidi di cui sono costituite le macchine, distinguendosi in ciò dalla Scienza delle
costruzioni - che tratta le strutture, soggette a situazioni statiche - e dalla Meccanica
dei fluidi. Si può dire pertanto che la Meccanica applicata alle macchine studia i
problemi che nascono per il fatto che gli organi delle macchine e dei meccanismi sono
dotati di moto; gli organi che si considerano sono solitamente corpi solidi, essendo
demandato ad altre discipline il compito di considerare il caso in cui siano presenti
nella macchina anche fluidi con funzioni fondamentali (e non accessorie, come ad
esempio nel caso del lubrificante).
2. La Meccanica applicata alle macchine tratta innanzi tutto alcuni problemi relativi
alla Composizione delle macchine, come i gradi di libertà di un meccanismo, e
fornisce alcune definizioni fondamentali, come quella di rendimento meccanico.
Formano poi oggetto di studio della Meccanica applicata alle macchine i problemi
riguardanti il contatto fra gli organi delle macchine durante il loro moto relativo: essi
vengono studiati da quella parte della disciplina che prende il nome di Tribologia.
Questi problemi riguardano prima di tutto l'attrito di strisciamento e i suoi effetti:
modalità di trasmissione delle forze, dissipazione di energia, usura. Si considerano
poi l'attrito di rotolamento e i principali casi di interesse tecnico in cui lo si incontra,
come le ruote e i cuscinetti a rotolamento. Infine, in stretta connessione con i problemi
precedenti, si studiano i principali tipi di lubrificazione (idrodinamica,
elastoidrodinamica, idrostatica) e i più importanti organi lubrificati, come i perni
portanti e reggispinta.
Una vasta gamma di problemi nascono poi dalla considerazione del comportamento
delle macchine e dei meccanismi sotto l'aspetto funzionale. Nella parte della
Meccanica applicata alle macchine che va sotto il nome di Teoria dei meccanismi si
descrivono le principali classi dei meccanismi e dei loro componenti, come i sistemi
articolati, i giunti, le camme, le ruote dentate e i rotismi, i freni, gli organi flessibili. Per
ognuna di tali classi si espongono i fondamenti delle metodologie che permettono di
affrontare i più importanti problemi tecnici relativi al funzionamento dei meccanismi

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stessi, come la realizzazione di determinati movimenti, la trasmissione del moto, la
trasmissione delle forze .
In conseguenza del movimento impresso agli organi delle macchine, nascono in questi
delle azioni d’inerzia, alle quali sono connessi molti importanti problemi. Quelli che
possono venire studiati prescindendo, almeno in linea di principio, dalla deformabilità
dei corpi, vengono studiati nella Dinamica delle macchine: si tratta dei problemi
relativi al calcolo e al bilanciamento delle azioni di inerzia, all'accoppiamento fra
motore e macchina utilizzatrice, al funzionamento delle macchine e degli impianti a
regime periodico, ai transitori meccanici. I problemi strettamente connessi con la
deformabilità elastica dei corpi vengono invece trattati nella Meccanica delle
vibrazioni, che affronta problemi di grande rilevanza tecnica come, fra gli altri,
l'isolamento delle vibrazioni, l'analisi modale, la diagnostica industriale. Una grande
rilevanza tecnica hanno infine, come è evidente, i problemi relativi alla Dinamica dei
rotori, quali il bilanciamento statico e dinamico, le velocità critiche flessionali, le
oscillazioni torsionali, i problemi di instabilità.
3. Se dal punto di vista dei contenuti l'elemento unificante dei vari settori della
Meccanica applicata alle macchine è, come abbiamo visto, il movimento, da quello
metodologico l'elemento caratterizzante è la modellazione dei sistemi meccanici, che
fornisce il mezzo fondamentale per affrontare in modo corretto ed efficiente l'ampia
gamma dei problemi della meccanica delle macchine. Per affrontare lo studio di un
qualsiasi sistema meccanico è necessario infatti formularne dapprima un adeguato
modello fisico e successivamente dedurre da questo il relativo modello matematico.
Per modello fisico si intende qui un sistema fisico immaginario che sia equivalente al
sistema reale nell'ambito di una prefissata approssimazione e rispetto alle
caratteristiche che riguardano lo studio a cui si è interessati. Prerogativa essenziale
del modello fisico, ai fini della sua effettiva utilità, deve essere la possibilità di
studiarlo con gli strumenti a disposizione, di regola di tipo matematico. Il passaggio
dal sistema reale al suo modello fisico comporta un certo numero di approssimazioni
consapevolmente accettate, la più importante delle quali consiste nel trascurare tutto
quanto provoca effetti piccoli, o comunque ritenuti trascurabili, sul comportamento del
sistema.
Una volta individuato il modello fisico del sistema, si può procedere a determinarne il
modello matematico, cioè un insieme di relazioni matematiche che descrivono il
comportamento del modello fisico stesso. Si passerà infine alla realizzazione di un
algoritmo di risoluzione delle equazioni del modello matematico. Solo in casi semplici
la soluzione può venire ottenuta in forma chiusa: di solito si ottiene la soluzione per via
numerica, mediante l'uso di un calcolatore. In alcuni casi, infine, può essere preferibile
risolvere il problema per via grafica: agli ovvi inconvenienti della lentezza e della
scarsa precisione si accompagnano, infatti, gli importanti vantaggi della chiarezza e
della sicurezza interpretativa dei risultati.

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