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CATULLO

Carmina 5 e 7
L’amore per Lesbia…

Gran parte del liber di Catullo è dedicata al


rapporto amoroso con Lesbia, pseudonimo
di Clodia.

L’amore del poeta è un sentimento


totalizzante: passionale, esclusivo ma non
corrisposto.

Attraverso l’opera i sentimenti passano da


picchi di felicità alla massima disperazione;
perciò i registri linguistici adottati sono vari.

Lesbia e il suo passerotto


Edward Poynter,

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…una donna ribelle

Era l’emblema del fascino e della bellezza,


tanto che veniva chiamata Boopis - “grandi
occhi”

Si sposò con Metello Cèlere; rimasta


vedova decise di abbandonarsi ai piaceri,
contrariamente a quanto era prescritto
dalla tradizione romana.

Clodia era una donna ricca, colta,


emancipata, amante della vita mondana,
modello di donna non stereotipato.

Lesbia
John Reinhard Weguelin,

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Catullo
Il profilo di Lesbia
E’ una delle fonti su sui ci si basa per poter comprendere
qualcosa di Lesbia anche se non la possiamo ritenerlo una
fonte oggettiva in quanto traviato dalla passione amorosa.

L’amore si accende in lui tanto da insultarla quando non


riesce a capirla.

La descrive come una donna sfrenata, ai limiti della


depravazione, elaborando un topos.

Cicerone

Ne delinea un ritratto negativo nell’orazione Pro Caelio.

Viene presentata come donna spudorata, senza onore,


disposta a qualunque infamia e quadrantaria.

Cicerone la definisce anche “Clitennestra”, cioè assassina.


CARME
Vivamus, mea Lesbia, atque amemus

In questo carme Catullo invita Lesbia a non


rinunciare alla gioia di vivere ed amare,
abbandonandosi anche ad atteggiamenti di
aperta dissacrazione del mos maiorum;

Si propone con grande vigore il motivo del


bacio;

Appartiene alla sezione della nugae;

E’ composto da endecasillabi faleci.

Testo latino
Vívamús mea Lésbia átque amémus
rúmorésque senúm sevériórum
ómnes únîus aéstimémus ássis.

Sóles óccidere ét redíre póssunt;


nóbis, cúm semel óccidít brevís lux,
nóx est pérpetua úna dórmiénda.

Dá mi básia mílle, déinde céntum,


déin mille áltera, déin secúnda céntum,
déinde usque áltera mílle, déinde céntum.

Déin, cum mília múlta


cónturbábimus ílla, né sciámus,
áut ne quís malus ínvidére póssit,
cúm tantúm sciat ésse básiórum.

Amore e Psiche, Musei


Capitolini - Roma
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ANALISI versi -

Vívamús mea Lésbia átque amémus Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo,


rúmorésque senúm sevériórum e ogni mormorio perfido dei vecchi
ómnes únîus aéstimémus ássis. valga per noi la più vile moneta.

Congiuntivi esortativi
Omoteleuto
Comparativo assoluto di severus TEMA
Allitterazione allude ai brontolii di
disapprovazione L’invito del poeta non è di vivere
Genitivo di stima e iperbato nella dimensione dell’amore, primo
-as era l’unita di misura del sistema monetario tra i valori.
romano, moneta di scarso valore; assis con
aestimare è un’espressione colloquiale
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ANALISI versi -

Sóles óccidere ét redíre póssunt; Il giorno può morire e poi risorgere,


nóbis, cúm semel óccidít brevís lux, ma quando muore il nostro breve giorno,
nóx est pérpetua úna dórmiénda. una notte infinita dormiremo.

Tre parole chiave: Soles è metonimia per dies, nox è


una metafora per la morte, in antitesi rispetto a lux
Nella vita dell’uomo c’è spazio solo per una brevis TEMA
lux
Poliptoto verbale, da ob+cado
L’incombenza della fine adombra
Perifrastica passiva con nobis dativo d’agente
(gerundivo dormienda), ma anche di svantaggio
la gioia iniziale.
rispetto a occidit Lo sguardo del poeta, dal privato, si
Subordinata temporale allarga ad una prospettiva cosmica.
Sinalefe, le due -u a contatto rappresentano una
parola unica e paurosa
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ANALISI versi -

Dá mi básia mílle, déinde céntum, Tu dammi mille baci, e quindi cento,


déin mille áltera, déin secúnda céntum, poi dammene altri mille, e quindi cento,
déinde usque áltera mílle, déinde céntum. quindi mille continui, e quindi cento.

Posizione incipitaria di rilievo


Equivale a mihi, pronome personale TEMA
Anafora
Variatio La richiesta di Catullo di vivere
Ha valore avverbiale signif ica “senza immersi nell’amore si concretizza
interruzione” in una moltitudine, frenetica, di
Epifora baci.
Basium è il tipo di bacio, di tipo sia affettuoso
che erotico, richiesto da Catullo alla sua amata

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ANALISI versi -
Déin, cum mília múlta fécerímus, E quando poi saranno mille e mille,
cónturbábimus ílla, né sciámus, nasconderemo il loro vero numero,
áut ne quís malus ínvidére póssit, che non getti il malocchio l’invidioso
cúm tantúm sciat ésse básiórum. per un numero di baci così alto.

Proposizione temporale, fecerimus è un futuro TEMA


anteriore rispetto al futuro semplice
conturbabimus I numerosi baci si intrecciano e si
Finale negativa, sottintende l’interrogativa confondono a tal punto da renderne
indiretta quantum sit basiorum impossibile il conteggio.
Finale negativa; Viene accennato il tema del malocchio: per gli
Letteralmente significa “guardare qualcuno antichi la prerogativa per gettare il malocchio
con ostilità” quindi “gettargli addosso il contro qualcuno era di conoscere esattamente
malocchio”. gli elementi che lo identificavano, per cui
Subordinata temporale evitare di contare i baci costituiva la miglior
Genitivo partitivo dipendente da tantum. prevenzione.
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CARME
Quaeris, quot mihi basiationes

Carme dedicato ai baci; costituisce un


chiaro rimando alla tematica del carme ;

Appartiene alla sezione della nugae;

E’ composto da endecasillabi faleci.

Differenze rispetto al carme :


-Tono: nella parte centrale abbondano allusioni
dotte;
-Assenti le esortazioni a godere delle gioie della
vita e dell’amore;
-Pienamente sviluppato il motivo dell’aritmetica
dei baci, già presente nella poesia di Saffo.
Canova, Amore e Psiche, ca.

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Testo
Quaéris quót mihi básiátiónes
túae, Lésbia, sínt satís supérque.
Quám magnús numerús Libýssae arénae tám te básia múlta básiáre
lásarpíciferís iacét Cyrénis, vésanó satis ét supér Catúllo est;
óraclúm Iovis ínter aéstuósi quaé nec pérnumeráre cúriósi
ét Battí veterís sacrúm sepúlcrum, póssint néc mala fáscináre língua.
áut quam sídera múlta, cúm tacét nox,
fúrtivós hominúm vidént amóres,
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Traduzione
Mi chiedi quanti tuoi baci,
Lesbia, mi bastino e avanzino.
Quanto è grande il numero di sabbia libica
che si stende nella Cirenaica produttrice di
silfio,
fra l’oracolo del torrido Giove
e il sacro sepolcro dell’antico Batto,
o quante sono le stelle che quando tace la notte
vedono gli amori furtivi degli uomini.
Che tu dia cosi tanti baci basta e avanza a
Catullo pazzo d’amore
che né i curiosi possano contarli con precisione
né la lingua malevola gettarvi malocchio.
Auguste Rodin, il bacio

ANALISI versi -
Mi chiedi quanti tuoi baci, Lesbia,
mi bastino e avanzino. L’aggettivo Libyssa è una forma greca, più
Quanto è grande il numero di sabbia libica difficile e raffinata del latino Libyca
che si stende nella Cirenaica produttrice di silfio, Lasarpicifer significa “produttrice di
fra l’oracolo del torrido Giove lasarpicio”, succo del silfio, pianta pregiata
e il sacro sepolcro dell’antico Batto, usata in medicina, d’aggettivo composto in
o quante sono le stelle che quando tace la notte -fer ha un tono stilistico elevato
vedono gli amori furtivi degli uomini. I versi e determinano l’estensione del
deserto libico, compreso tra oracolo di
TEMA
Ammone e la città di Cirene, riprende un
omaggio letterario a Callimaco, oraculum e
All’inizio del componimento Catullo risponde
seplocrum rappresentano i confini del
alla domanda rivolta da Lesbia, riguardante
territorio descritto
quanti debbano essere i suoi baci affinché il
Iovis aestuosi è un’ipallage
poeta sia soddisfatto, contare con precisione i
baci non è possibile: dovranno essere tanti
quanti i granelli di sabbia del deserto o le
stelle del cielo.

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ANALISI versi -

Che tu dia cosi tanti baci basta e avanza a


Catullo pazzo d’amore
che né i curiosi possano contarli con TEMA
precisione né la lingua malevola gettarvi
malocchio. C a t u l l o, p a z z o d ’ a m o r e, s a r à
appagato con i baci dell’amata e
nessuno potrà conoscerne il
I versi - si ricollegano a quelli iniziali numero.
creando una struttura circolare, risponde a Nessuno potrà gettare il malocchio
quot (v. ) sulla felicità degli amanti.
Busia basiare, figura etimologica significa
“che tu baci cosi tanti baci” con l’accusativo
dell’oggetto interno, riprende il termine
basitiones (v. )
Il nome Catullo si pone in parallelo a quello
di Lesbia
Come nel carme , si accenna al malocchio

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I baci dei Romani
Molte sono le modalità per baciarsi ed erano già note dall’antica Roma, tanto da
essere definite con diversi nomi.
OSCULUM: bacio di affetto e stima tra
SAVIUM: bacio erotico BASIUM: bacio intermedio tra i
familiari o amici, era il bacio che i
che con il tempo assume precedenti, poiché
parenti davano alla matrona, forse era
una connotazione partecipava quanto
usato anche per controllare l’alito delle
volgare dell’affetto tanto della
donne secondo lo ius osculi.
dimensione amorosa.

Leighton, Acme e Settimio,

Edward Hodges, Affetto Materno, Fracois Boucher, Ercole e Onfale,


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OSCULUM SAVIUM BASIUM

L’etimologia è incerta, forse


da βαζω = parlo oppure
Diminutivo di os, oris “piccola
Da suavis (gradevole), di da βασκαίνω = mormorare che
bocca”, dall’espressione oscula
origine incerta si ricollegano alla radice fa- o
iungere “unire le bocche”
fe- di φάσκω = dire o di φημὶ =
dire, parlare.
La testimonianza di
Erodoto
«Quando i Persiani si trovano per la strada, si può capire, nel modo che segue,
se le persone che si incontrano sono dello stesso livello sociale.

Se sono pari, si baciano sulla bocca senza pronunciare una sola parola di
saluto; se uno è leggermente inferiore all'altro, egli è il solo a baciare l'altro
sulla guancia; se invece è di gran lunga inferiore, si inchina e tributa la
proskýnesis al suo superiore»
Storie, ,
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Il bacio attraverso gli anni e l’arte

Bacio d’addio
Roy Lichtenstein, Il bacio

Bacio sulla guancia


Klimt, Il bacio
Bacio alla francese
Francesco Hayez, Il bacio

Bacio colpevole
Magritte, Gli amanti

Baciamano
Induco Gerolamo, Il baciamano

De Chirico, Ettore e
Andromaca

Bacio a stampo
Picasso, Il bacio

BIBLIOGRAFIA

De te fabula narratur, Pearson

Schede

Per i baci moderni e l’arte: https://lichtensteinfoundation.org

GRAZIE PER L’ATTENZIONE


Beatrice Morlino e Federica Sironi