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I LEGAMI CHIMICI

Gli atomi si legano perché il composto che ne deriva è più stabile degli atomi separati. Si ha
un legame chimico quando una forza di natura elettrostatica tiene uniti più atomi.
Regola dell’ottetto: un atomo raggiunge il massimo della stabilità acquistando, cedendo o
condividendo elettroni con un altro atomo in modo da raggiungere l’ottetto nella sua
configurazione elettronica esterna.
Solo pochi elementi chimici, chiamati gas nobili, hanno il guscio esterno con tutti ed otto gli
elettroni e rimangono in forma atomica. Tolti però questi pochi elementi rari, tutti gli altri che
hanno il guscio esterno contenente da 1 a 7 elettroni, tenderanno a legarsi con altri atomi dello
stesso elemento o di altri elementi, al fine di raggiungere il numero di otto elettroni esterni.
Esistono due tipi principali di legame chimico che si chiamano legame ionico e legame
covalente.

Il legame ionico comporta un vero e proprio trasferimento di elettroni fra atomi di elementi
diversi.
Questo tipo di legame si forma sempre tra un elemento metallico e un elemento non metallico; in
particolare si formano comunemente quando uno degli elementi appartiene ai gruppi 1 e 2, ossia
gruppi che hanno soltanto uno o due elettroni esterni, e l'altro elemento che forma il legame si
trova invece nel sesto o settimo gruppo della tavola periodica, ovvero parliamo di elementi che
hanno sei o sette elettroni esterni e gliene mancano pochissimi per completare il guscio esterno.

Facciamo un esempio concreto.


Vediamo qui schematizzati gli atomi di sodio e di cloro. Il sodio è del primo gruppo ed ha solo
un elettrone esterno che trasferirà facilmente ad un atomo di cloro che è del settimo gruppo e che
accetterà volentieri l'elettrone del sodio per completare il suo guscio esterno.
Una volta avvenuto questo trasferimento di elettroni, sia il sodio che il cloro hanno il loro guscio
più esterno al completo, che nel sodio diventerà il secondo.

In questo momento, il sodio acquisisce una carica positiva perché ha un protone in più rispetto
agli elettroni e il cloro una carica negativa.
I due atomi, carichi elettricamente, si sono trasformati in uno ione sodio con una carica positiva e
uno ione cloruro con una carica negativa. Lo ione negativo di solito prende un nome diverso
rispetto all'elemento, quindi quello del cloro si chiama ione cloruro. Dal momento che cariche di
segno opposto si attraggono, i due atomi rimangono legati, formando il comune sale da cucina o
cloruro di sodio.
In realtà nel caso del legame ionico, che comporta quindi uno spostamento vero e proprio di
elettroni da un atomo di un elemento a un altro non si formano delle vere e proprie molecole, in
quanto dobbiamo immaginare che nello spazio circostante ci siano tanti altri atomi di sodio e di
cloro tra cui avviene lo stesso spostamento e quindi si formino tanti ioni sodio a carica positiva e
altrettanti ioni cloruro a carica negativa, che poi rimangono legati tutti insieme a formare un
cristallo.
La formula chimica del sale o cloruro di sodio NaCl non fa dunque riferimento ad una molecola
fatta da due atomi, ma ad un cristallo, in cui il numero degli atomi di sodio è uguale a quello
degli atomi di cloro, ovvero per ciascun atomo di sodio ne è presente uno di cloro, dal momento
che ogni atomo di sodio cede un elettrone e ogni atomo di cloro ne acquista uno.

Vediamo un altro esempio. Se al posto del sodio avessimo il calcio, che è un elemento del
secondo gruppo, le cose andrebbero un pò diversamente. Il calcio di elettroni esterni da cedere ne
ha 2, mentre ogni atomo di cloro, avendone 7, ne può acquisire soltanto uno. Di conseguenza, il
legame si formerà tra un atomo di calcio che trasferisce due elettroni a due diversi atomi di cloro
e nel cristallo di quest’altra sostanza, che si chiamerà cloruro di calcio, per ogni atomo di calcio
saranno presenti due atomi di cloro. In particolare, in tutto il cristallo sarà presente stavolta un
numero di atomi di cloro doppio rispetto a quello degli atomi di calcio.
Per gli elementi dei gruppi intermedi le cose cambiano. Ad esempio il carbonio, del quarto
gruppo, ha quattro elettroni esterni e avrebbe difficoltà a formare legami ionici, perché è molto
difficile cederne o acquisirne 4.

In questi casi, si forma un tipo di legame diverso, che comporta stavolta una condivisione di
elettroni, porta alla formazione di molecole vere e proprie. Questo legame si chiama legame
covalente.
C’è bisogno, quindi, di altri atomi, che condividano i loro elettroni.
Vediamo che succede con l’idrogeno.
L'atomo di idrogeno, avendo soltanto il primo guscio è al completo con due, non gliene servono
8.
Che cosa succede? Ciascuno dei quattro atomi di idrogeno, che si avvicinano al carbonio mette
in
comune con il carbonio il suo unico elettrone esterno. Il carbonio condivide tutti e quattro i suoi
elettroni esterni, ciascuno con uno dei quattro atomi di idrogeno. Tanto l'atomo di carbonio,
quanto gli atomi di idrogeno hanno raggiunto una configurazione stabile. Quindi, si forma una
molecola, CH 4, la molecola del metano, il più semplice composto organico.

Vediamo la formazione di altre molecole.

La molecola dell'idrogeno che vediamo è la più semplice che esista.


L'idrogeno, avendo un solo elettrone esterno, non può rimanere come atomo isolato, ma deve
arrivare al numero di due elettroni esterni. Incontrando un altro atomo di idrogeno, ciascuno
mette in comune il suo unico elettrone e si forma la molecola H 2 del gas idrogeno.
Avendo messo in comune un solo elettrone, si schematizza il legame con un trattino singolo e si
parla di legame covalente singolo.
Vediamo la molecola del gas ossigeno O2, formata da due atomi di ossigeno. Un atomo di
ossigeno ha 6 elettroni sul suo guscio esterno, gliene mancano due per essere al completo. Di
conseguenza, quando un atomo di ossigeno ne incontra un altro, per essere entrambi al completo
devono mettere in comune ciascuno due elettroni. In questo caso, tracciamo 2 trattini perché
vengono messi in comune due elettroni per ciascun atomo e si forma un legame covalente
doppio.

In un legame covalente possono essere messe in comune fino a tre coppie di elettroni ovvero il
legame covalente può essere in alcuni casi addirittura triplo, come nella molecola dell'azoto,
dove ciascuno dei due atomi a 5 elettroni esterni, deve metterne in comune tre.

I legami covalenti si formano anche tra atomi di elementi diversi.


Un atomo di ossigeno ha sei elettroni esterni e gliene mancano due, quindi si può legare con
degli atomi di idrogeno ciascuno dei quali ne può mettere in comune soltanto uno. Di
conseguenza, l'ossigeno si può legare tramite due legami singoli, mettendo in comune ciascuno
due elettroni esterni, con un diverso atomo di idrogeno. In questo modo, si forma la molecola
dell’acqua, H 2 O .

In chimica si dice valenza di un elemento il numero di legami complessivi che un atomo di


quell’elemento può formare. Ad esempio, l'idrogeno è monovalente perché ogni atomo può
formare solo un legame, avendo solo un elettrone da mettere in comune.
L'ossigeno ha sempre valenza due, perché ha due elettroni che può mettere in comune.
Il carbonio ha valenza 4, perchè ha quattro elettroni che può mettere in comune.