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La rivoluzione

americana
• Lo della Rivoluzione Americana fu
essenzialmente
scopo il conseguimento dell’indipendenza
dalla Gran Bretagna da parte delle tredici colonie
inglesi nell’America Settentrionale che dettero vita agli
Stati Uniti.
• A differenza della Rivoluzione francese, che sconvolse
in maniera profonda tutti gli assetti della società,
quella americana fu essenzialmente nazionale e
istituzionale

Introduzione
Le tredici colonie
Le tredici colonie
• Le colonie inglesi d’America, collocate lungo la costa
atlantica, costituivano il fiore all’occhiello dell’Impero
britannico. Nella seconda metà del Settecento erano
divise in tre grandi aree dai caratteri relativamente
distinti.

Le tredici colonie
• COLONIE DEL NORD
• L’area settentrionale era popolata in prevalenza da
immigrati di origine inglese e puritani (puritanesimo).
L’agricoltura era fiorente e la terra era in gran parte
nelle mani di piccoli e medi proprietari. La pesca aveva
un ruolo importante e il commercio era sviluppato.

Le tredici colonie
• COLONIE DEL CENTRO
• Anche nelle colonie dell’area centrale prosperava
l’agricoltura, ma il ceto dominante era costituito da
agiati commercianti. Assai alta era la componente della
popolazione venuta dalla Germania e dall’Olanda. Qui
era forte il senso della tolleranza religiosa, data la
molteplicità delle sette protestanti.

Le tredici colonie
• COLONIE DEL SUD
• L’area meridionale aveva caratteristiche che la
rendevano profondamente diversa dalle altre regioni. I
centri urbani erano poco sviluppati e l’economia
riceveva la sua impronta dalle grandi piantagioni,
proprietà di un ceto di aristocrazia agraria di bianchi
che si avvaleva del lavoro di schiavi neri. La Chiesa
dominante era quella anglicana (anglicanesimo).

Le tredici colonie
• Le in rapido sviluppo, erano meta di un
colonie, flusso di
costante europei in cerca di
migliori condizioni
immigrantidi vita. Nelsuo
popolazione, agli complesso inizi del la
1.700.000 abitanti, alla
Settecento
fine del secolo
intorno
ammontava aa
circa 4 milioni, di cui per un decimo neri. Nelle colonie
l’istruzione primaria era assai diffusa e molto superiore
alla media europea.

Le tredici colonie
• Nella grande guerra dei Sette anni (1756-63) che aveva
opposto la Gran Bretagna alla Francia, i coloni inglesi
avevano attivamente sostenuto la loro madrepatria.
L’esito del conflitto, conclusosi con la totale vittoria dei
Britannici, era stato tale da liberare le colonie dalla
minaccia francese.

Le origini della
rivoluzione americana
• I coloni, godevano di proprie assemblee
che
rappresentative (pur sottoposte al controllo della
corona), di notevoli libertà e di una classe dirigente di
prim’ordine, sopportavano sempre meno il loro status
di sudditi e aspiravano a una condizione di parità con i
cittadini inglesi e ad avere una propria rappresentanza
nel Parlamento di Londra

Le origini della
rivoluzione americana
• Il governo inglese, che si sentiva rafforzato dalla
recente vittoria sulla Francia, intese invece ribadire il
vincolo coloniale. Tra il 1763 e il 1765 vennero inasprite
le tasse nelle colonie e fu resa permanente la presenza
di un esercito di 10 mila uomini. Una legge sul bollo
(Stamp act), introdotta nel 1765, venne sentita come
una vera prevaricazione.

Le origini della
rivoluzione americana
• Il brillante avvocato della Virginia Patrick Henry
espresse il generale malcontento sostenendo che non
si era tenuti a ottemperare a leggi imposte da un
Parlamento in cui non si era rappresentati.
L’aspirazione generale dei coloni americani non era
dunque l’indipendenza nazionale, ma la piena
partecipazione alla cittadinanza inglese. Il governo
inglese, però, non fece alcuna concessione e scelse una
politica di forza.

Le origini della
rivoluzione americana
L’inizio della rivoluzione
nazionale
• La risposta coloni fu a sua volta improntata
dei Ebbero inizio manifestazioni di
all’intransigenza.
piazza, venne messo in atto il boicottaggio delle merci
inglesi, si costituirono organizzazioni illegali che si
denominarono Figli della libertà.

L’inizio della rivoluzione


nazionale
• Alla violenza si giunse quando il 5 marzo 1770 i soldati
inglesi uccisero cinque persone a Boston. Nel 1773 fu
imposta una nuova legge sul tè che ledeva gli interessi
di commercianti e consumatori (Tea act), e sempre a
Boston un gruppo di coloni radicali travestiti da
Pellirosse diede l’assalto a tre navi inglesi gettandone a
mare il carico.

L’inizio della rivoluzione


nazionale
• Una vera e propria svolta fu determinata da quelle che
gli Americani giudicarono «leggi intollerabili» ovvero i
Coercitive acts, con i quali il Parlamento inglese aboliva
le libertà locali e accentrava tutto il potere nelle mani
delle autorità politiche e militari inglesi.

L’inizio della rivoluzione


nazionale
• La reazione dei coloni fu la convocazione a Filadelfia
nel settembre 1774 del primo Congresso continentale,
formato da 56 delegati, che proclamò nulli i Coercitive
acts, impose il boicottaggio generalizzato contro le
merci inglesi e formulò una dichiarazione dei diritti dei
coloni. Dopo che nell’aprile 1775 le truppe inglesi si
furono scontrate a Lexington, nel Massachusetts, con
gruppi ribelli, il 10 maggio il Congresso continentale
organizzò la resistenza. A questo punto la rivoluzione
nel 1773 si trasformò in ribellione armata.

L’inizio della rivoluzione


nazionale
• Non erano ancora del tutto spente le speranze di
conciliazione con la Gran Bretagna, ma cresceva
sempre più il numero di coloro i quali non volevano più
la parità con i cittadini inglesi ma l’indipendenza dalla
Gran Bretagna.

La lotta per
l’indipendenza
• Il comando dell’esercito americano fu affidato a un
ricco coltivatore della Virginia, con esperienze militari,
George Washington. Il 17 giugno 1775 le truppe
americane e inglesi si scontrarono nella battaglia di
Bunker Hill (persa dai coloni), e in dicembre il re
Giorgio III fece proclamare ribelli gli Americani.

La lotta per
l’indipendenza
• La rescissione formale dei rapporti con l’Inghilterra
avvenne nel 1776. In aprile il Congresso continentale
invitò ciascuna delle ex colonie a costituire propri
governi; successivamente, il 4 luglio, esso approvò la
Dichiarazione di indipendenza redatta dal virginiano
Thomas Jefferson

1776 – La dichiarazione
d’indipendenza
1776 – La dichiarazione
d’indipendenza
Con la Dichiarazione,
• si giustificava la rottura definitiva con la Gran Bretagna,
• si sanciva la forma repubblicana del nuovo paese,
• si affermava che ogni individuo aveva per natura il
diritto alla libertà e alla felicità,
• si proclamava il principio che i governi dovevano
poggiare sul consenso dei governati e, secondo una
concezione liberale e borghese della politica e dei
rapporti sociali, si cancellava la nobiltà di sangue.

1776 – La dichiarazione
d’indipendenza
1777 – La vittoria dei coloni
a Saratoga
• Le condizioni della vittoria finale furono però create
dall’intervento nel conflitto a fianco degli Americani
della Francia nel febbraio 1778, della Spagna nel 1779 e
dell’Olanda nel 1780. Determinante fu in particolare
l’aiuto dei Francesi, desiderosi di vendicarsi della
sconfitta subita nel 1763 (sconfitta subita nella Guerra
dei Sette Anni).

1777 – La vittoria dei coloni


a Saratoga
• La guerra si concluse di fatto nell’ottobre 1781, in
seguito alla grande vittoria conseguita dalle truppe
franco-americane a Yorktown, in Virginia, dove il
generale inglese Charles Cornwallis fu costretto alla
resa.

1783 – L’Inghilterra
riconosce l’indipendenza
agli Stati Uniti
• La pace, nell’aprile 1782 da un voto del
favorita
Parlamento britannico contrario al
proseguimento della guerra, venne firmata (a Parigi
aconVersailles
le ex colonie
con egli Stati europei il 3
intervenuti)1783. In base a essa la Gran Bretagna
settembre
riconobbe l’indipendenza delle ex colonie costituitesi
negli Stati Uniti d’America.

1783 – L’Inghilterra
riconosce l’indipendenza
agli Stati Uniti
1787- Promulgazione
della Costituzione
1789 – George Washington
è il primo presidente degli
Stati Uniti