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FILATI

COMPOSIZIONI
CHIMICHE
1)CELLULOSICHE:
Naturali vegetali;
Artificiali d’origine vegetale;
2)PROTEICHE:
Naturali animali;
3)PROVENIENTI DA POLIMERI:
Sintetiche;

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MERCEOLOGIA
TESSILE

CLASSIFICAZIONE DELLE FIBRE:
Fibre naturali:
Le fibre naturali si trovano per
l’appunto in natura, pronte per
essere filate. Possono essere
suddivisi in due gruppi;

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ANIMALI
SETA:La seta è una fibra proteica di origine animale con la quale si possono
ottenere tessuti pregiati. La seta viene prodotta da alcuni insetti dell'ordine dei
lepidotteri.

LANA:La lana è una fibra tessile naturale che si ottiene dal vello di pecore
e di alcuni tipi di capre, conigli, cammelli, lama, vigogna, alpaca, e produzioni
minori da cani chiengora, yak e antilope tibetana.

BISSO:Il bisso è una fibra tessile di origine animale, una sorta di


seta naturale marina ottenuta dai filamenti secreti da una specie di
molluschi bivalvi marini.

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VEGETALI

Seminali: provenienti dal fiore o dal seme della
pianta.
COTONE: Il cotone è una fibra tessile, ricavata dalla bambagia che avvolge
i semi delle piante.

KAPOK: Il kapok è una fibra che si ricava dalla Ceiba Pentandra, ed è la fibra
più leggera al mondo per questo viene considerata la fibra del futuro.

COIR: Le fibre coir si trovano tra la buccia e il guscio esterno della noce del
cocco. Le singole cellule delle fibre sono strette e vuote, con pareti cellulari
sottili costituite da cellulosa. Esistono due tipi di coir: il coir bianco e il coir
marrone.

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VEGETALI

Corticali: provenienti direttamente dal fusto della
pianta.
LINO: Il lino è una fibra composta e ricavata dalla pianta di lino
composta per circa il 70% da cellulosa. Il numero di fibre presenti nella
corteccia di una singola pianta può variare da 20 a 50.

CANAPA:La fibra della canapa è una fibra tessile ottenuta dal floema
o libro dei fusti delle piante di Cannabis sativa. Prima dell'avvento del
proibizionismo della cannabis essa era diffusa nel mondo come
materia.

RAMIE’: La ramia (detta anche ramiè) è una fibra vegetale usata da


migliaia di anni nell'estremo oriente. È una fibra bianca, fine e lucente.

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VEGETALI
JUTA: La juta è una fibra tessile naturale ricavata dalle piante del genere
Corchorus. Come per il lino e la canapa, la materia tessile per la produzione si
ricava dal fusto della pianta che può raggiungere i 4 metri.

IBISCO: L’ibisco è una pianta appartenente alla famiglia delle


Malvaceae. Viene coltivata per l'estrazione di una fibra tessile simile alla juta, il
kenaf (nome di etimologia persiana). Lo stesso termine "kenaf" viene utilizzato
anche per indicare la pianta nella sua interezza.

GINESTRA: La ginestra è nota fin dall`antichita` per il suo impiego


come pianta da fibra. La stessa etimologia della parola greca “spartos” sta a
confermare la tradizionale utilizzazione della fibra nella produzione di stuoie,
corde, e manufatti vari.

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VEGETALI
SISAL: L'agave sisalana, originaria del Messico e comunemente chiamata
sisal, attualmente coltivata e naturalizzata in molti altri Paesi. È nota perché
dalle sue foglie si ricava una fibra molto resistente, ampiamente utilizzata in
tutto il mondo.

ABACA: L'àbaca, detta anche abacà o abakà, originaria delle Filippine, la


cui fibra è nota anche con il nome volgare di canapa di Manila o canapa di Cebu
e canapa di Davao.

RAFIA: La rafia è una fibra tenace e grossolana, impiegata nell'industria


dei cordami, nella cesteria e negli articoli da intreccio, come stuoie e borse in
sostituzione della juta.

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ARTIFICIALI
Sono d’origine naturali, ma vengono trattate
chimicamente dall’uomo. Si suddividono in:
ALGINICHE: La Fibra Alginica è un tipo di fibra tessile ricavata dai sali
metallici dell'acido alginico, o algina, un polisaccaride che viene estratto dalle
foglie delle alghe bianche e brune della specie Laminara ed il cui colore spazia
del bianco al giallo-marroncino.

PROTEICHE:
LANITAL: Con il nome di Lanital, fu commercializzata una fibra autarchica
tratta dalla caseina, la proteina del latte.

INGEO: Fibra che si ricava dal mais simile al cotone.

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ARTIFICIALI
CELLULOSICHE:
VISCOSA/RAYON: La viscosa è un filato in cellulosa che imita la
morbidezza delle pregiate fibre usate storicamente. Presentando inoltre una
lucentezza serica, per cui veniva un tempo anche chiamata "seta artificiale"

ACETATO: Il diacetato di cellulosa è un polimero bioderivato ottenuto


trattando la cellulosa con anidride acetica. Risulta lucido e simile alla seta sia
alla vista che al tatto, per questa ragione è anche chiamato "seta artificiale".

CUPRO: Cupro (rayon cuproammoniacale) è il nome con cui è conosciuta la


fibra di cellulosa rigenerata ottenuta mediante il procedimento
cuprammoniacale. Cupro è un materiale antistatico e traspirante.

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ARTIFICIALI
LYOCELL: Con il nome lyocell si intende una fibra prodotta dalla cellulosa
frantumata disciolta in NMMO-monoidrato; il prodotto risultante è di consistenza
simile al miele, ma si indurisce quando oltrepassa la filiera. Si distingue perciò
dalla viscosa che utilizza il solfuro di carbonio facendo comunque parte delle
fibre cellulosiche.

MODAL: Modal è una fibra prodotta a partire dagli anni sessanta dalla polpa
di legno degli alberi di faggio; essa è sostanzialmente una varietà del rayon, una
fibra rigenerata dalla cellulosa. I tessuti fatti di modal non si sfibrano; rispetto al
cotone, essi si restringono e scoloriscono più difficilmente.

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SINTETICHE
Comprende tutte quelle fibre che vengono create
esclusivamente in laboratorio derivanti dal petrolio.
POLIESTERE: I poliesteri sono una categoria di polimeri che contengono il gruppo
funzionale degli esteri lungo la catena carboniosa principale. Sebbene esistano in natura, i poliesteri
rappresentano una famiglia di prodotti sintetici come il policarbonato, il polietilene tereftalato (PET)
e altri materiali meno conosciuti.

FIBRE POLIAMMIDICHE: Le poliammìdi (PA) sono macromolecole caratterizzate dal


gruppo ammidico CO-NH, da cui dipendono molte proprietà di questo tipo di composti. Le poliammidi
possono essere sintetizzate tramite polimerizzazione per condensazione di un acido dicarbossilico e
di una diammina oppure tramite polimerizzazione per apertura d'anello di un lattame.

FIBRE POLIACRILICHE: Acrilican e Leacril.

FIBRE POLIURETANICHE: Elastan o Spandex.

FIBRE POLIVINILICHE

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FILATURA

E’ l’insieme di operazioni per
mezzo delle quali dalle FIBRE si
ottiene un filo di lunghezza
indefinita detto FILATO. E’
caratterizzato da TENACITA’,
REISTENZA ed ELASTICITA’.

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FILATURA NELLE FIBRE
NATURALI VEGETALI E
ANIMALI

SFIOCCAMENTO: apertura della massa fibrosa per eliminare le
impurità.

CARDATURA: orienta le fibre in un’unica direzione. Si ottiene un velo
uniforme di fibre che verrà trasformato in nastro o stoppino.

PETTINATURA: aumenta l’omogeneità delle fibre scartando le più corte.

STIRO: ha lo scopo di rendere uniforme i nastri (o stoppini)
uniformandone la quantità.

TORSIONE: permette di ottenere un filato tenace, resistente.

FILATURA: dopo un’ultima torsione definitiva, avviene l’avvolgimento su
rocchetti o bobine (bobinatura).

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CICLO DI FILATURA DELLE
TECNOFIBRE
• La filatura delle tecnofibre ha lo scopo di trasformare il POLIMERO,
fuso o sciolto in solventi, in filamenti aventi le caratteristiche di una
fibra.
La filatura di queste fibre può avvenire per fusione, ad umido e a
secco.
PRINCIPALI FILI COMMERCIALI:
• Filato continuo monobava, costituito da un unico filato sottilissimo
così
come fuoriesce dalla filiera.
• Filato continuo multibava, costituito da monofili continui ritorti
insieme.
• Fiocco, costituito da una massa di filamenti paragonabile a quella
delle fibre naturali.

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CARDATURA E FILATURA
INDUSTRIALE

Eliminazione delle impurità (nel caso delle fibre
naturali)

Separazione delle fibre (peli o fibrille)

Mischia dei componenti

Ordinare le fibre

Parellelizzarle (salvo eccezioni come nei filati cardati)

Eliminazione delle fibre corte

Affinamento e regolarizzazione della struttura del
filato

Consolidamento della struttura (torsione)

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MERCEOLOGIA TESSILE

I filati possono essere suddivisi in due categorie:
Per effetto cromatico:

PETTINATO: Filato composto dalla torsione di stoppini dello stesso
colore.


MELANGE: Filato composto dalla torsione di stoppini di colore
diverso con sfumature o puntini.

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MERCEOLOGIA TESSILE

VIGOREUX: Filato composto da stoppini tinti a tratti, avrà un effetto
melange ma regolare.


JASPE’: Filato a 3 capi di colore differente avvolti con una torsione.


MOULINE’: Filato composto dalla torsione di due o tre capi di colori
contrastanti.

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MERCEOLOGIA TESSILE
Per effetto materico:

FIAMMATO: Filato non uniforme, di colore e spessore irregolare.


BOTTONATO: Filo unico non uniforme con bitorzoli di grandezza
irregolare e di colore differente.


BOULE’/CHANEL: Filato composto da tre fili, uno dei quali è
composto da riccioli a distanza e grandezza irregolare.

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MERCEOLOGIA TESSILE

CINIGLIA: Filato composto da una catena nella quale vengono
inserite e legate tante fibre corte appaiate tra loro.


CREPE: Filato caratterizzato da tante torsioni serrate che faranno
apparire tanti piccoli nodini nel filato.


LAME’: Filato sintetico tinto con colori metallizzati.

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LANA PETTINATA: Le lane lunghe e fini sono destinate ad essere
pettinate e trasformate a nastro. Le fibre corte così vengono eliminate
per un tessuto leggero e fresco.


LANA CARDATA: Le lane corte sono sempre cardate così che
la fibra si intrecci in tute le direzione per un tessuto corposo e
caldo.

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COTONE

COTONE PETTINATO:


COTONE CARDATO:

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SETA

TUSSAH:


SHAPPE:


CASCAME:

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