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TESSUTI TINTI

IN FILO
Lo Chambray è in puro cotone cardato
e pettinato, con fili blu in ordito e fili
bianchi in trama, che creano un effetto
melangiato simile al denim. Il nome
trae origine dalla città francese di
Chambray dove anticamente veniva
prodotto. Ha un aspetto morbido, ma
resistente che trova impiego in abiti da
lavoro pesate come i marinai o i
meccanici. È un tessuto molto fresco
con un colore simile all’azzurro
pastello. Nella versione scura ricorda le
tute da lavoro melangiate.

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TESSUTI TINTI IN
FILO
Il Damier è un tessuto tinto in filo con una
qualsiasi fibra, a patto che riproduca un
disegno a scacchiera. L’effetto si ottiene
contrapponendo gruppi di fili a tinta scura a
gruppi di fili chiari, in entrambi i sensi, che
vanno a ripetersi a scadenza regolare, creando
con le sue sovrapposizioni zone di colore dalla
diversa intensità. Normalmente lavorando a
questa tecnica vengono ottenuti due effetti, il
chiaro e lo scuro ed un terzo effetto misto, dato
proprio dall’incrocio dei due. Realizzato in lana
è il tipico motivo a quadrettoni delle camicie
grunge stile boscaiolo, mentre la versione nella
versione in cotone ricordiamo tutti le tipiche
tovaglie contadine usate da picnic. Utilizzando
fili lucidi per contrapposizione d’armatura,
magari con effetto damascato.

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TESSUTI TINTI IN FILO
Vichy è un tessuto simile al damier ma più
piccolo che nasce nella città di Vichy, in
Francia, ed è un “grande classico” che,
nonostante cambino tempi e mode, rimane un
must. Una stoffa che sa d’estate, “pic-nic in
famiglia”.Questo tessuto, importato in
Inghilterra dalla Malesia durante il dominio di
Elisabetta I, veniva chiamato originariamente
“Gingham“, cioè “righe” poiché inizialmente
era appunto prodotto solamente a righe. Fu
solo nel XVII che cominciarono a produrre la
variante a quadretti nota a tutti. Peculiarità
principale di questo tessuto è quella di non
avere né un diritto né un rovescio poiché le
fibre che lo costituiscono sono già tinte e una
volta confezionate creano un elegante disegno
sulla stoffa. Il colore che ebbe più successo fu
sicuramente il bianco e blu, ma ad oggi è
possibile trovare tessuti Vichy in diverse
tonalità, tra le quali rosa, verde, azzurro, rosso.

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TESSUTI TINTI IN FILO
Il rigato è un tessuto tinto in filo,
presenta delle rigature di colore
diverso dal fondo, poste in senso
verticale. I filati in ordito sono
differenti ad intervalli, mentre la
trama è di un unico colore. Il rigato
sarà parte dell’abbigliamento di
camerieri, badanti e servitù e poi
passerà come divisa degli araldi,
falconieri, alle uniformi papali. Dal
1700 in poi le righe si estendono
anche come rivestimenti da parati,
tappezzerie, fino ad invadere tutto
l’abbigliamento maschile e femminile.
Opache o lucide, in raso o in taffetà o
in prezioso tessuto pekin, spezzano la
monocromia dei capi d’abbigliamento.

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TESSUTI TINTI IN FILO
Il tessuto barrato può essere composto da una
qualsiasi fibra, compresi i filati sintetici e misti. Si
caratterizza per le fasce orizzontali che
attraversano tutta l’altezza del tessuto. Può essere
a colori differenti (minimo due) e a seconda
dell’effetto che si desidera ottenere, si scelgono
intervalli che siano regolari o meno. Le “bajadera”
sono le rigature orizzontali dai colori forti e
prendono il nome dalle danzatrici indiane che
indossavano i caratteristici abiti in cotone o seta
colorati e variopinti. Per ottenere una tela barrata
è necessario realizzare un ordito in tinta unita,
mentre le trame utilizzate devono essere disposte
a fasce di colore alternato, ripetendo la sequenza.
In tempi recenti, ricorda le caratteristiche
casacche dei prigionieri delle carceri, realizzate
con grandi bande bianche e nere orizzontali.
Fortunatamente oggi questo significato è
totalmente decaduto e le righe orizzontali
alludono piuttosto a simbologie positive come le
bandiere, i tessuti da spiaggia o per il tempo
libero.

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TESSUTI TINTI IN FILO
Il quadrettato, è un tessuto che presenta
un’unica armatura di fili d’ordito e di
trama di diverso colore , con i quali si crea
un particolare tipo di disegno che include
campiture rettangolari e quadrate. La
quadrettatura può essere di dimensioni ed
intervalli regolari o irregolari; può avere
un numero di colori vario in relazione
all’effetto desiderato, dove il minimo sono
due colori e di solito molto contrastanti
tra loro. Il quadrettato trova largo impiego
nell’ abbigliamento, nella creazione degli
accessori e nell’arredamento. Questo
tessuto richiede una grande attenzione
nel taglio e nella successiva confezione in
quanto laddove compaiono pince, risvolti,
tasche o inserti è fondamentale che i
quadri combacino per ottenere un effetto
armonico e continuo.

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TESSUTI TINTI IN FILO
Il finestrato è un tessuto tinto in filo,
può essere di qualsiasi fibra e
riproduce un disegno overcheck
(ovvero quadro sovrapposto), dato
dall’incrocio ortogonale di sottile
righe colorate, singole o accoppiate
a diversi intervalli, anche degradanti
e di diverso colore. Il motivo ricorda
le griglie delle finestre di ferro. Nel
finestrato maggiore sarà lo spazio
tra le linee verticali e/o orizzontali,
maggiore sarà l’effetto di dilatazione
dei volumi. Usato per capospalla,
abiti, gilet maschili e femminili e
abbigliamento sportivo ed elegante.

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TESSUTI TINTI IN FILO
Il Madras è un tessuto leggero e
fresco che deve l’origine del suo nome
all’omonima città indiana. Il cotone,
lavorato in armatura a tela è
caratterizzato da disegni scozzesi
dalle tinte brillanti. Questo effetto è
ottenuto intrecciando fili sottili di
colore diverso in ordito ed in trama.
Originariamente tinto con sostanze
naturali, l’autentico madras tende a
perdere la brillantezza nei colori ed a
schiarirsi col tempo creando un effetto
chiamato bleeding madras,
caratteristico della sua autenticità e
sempre molto apprezzato dagli
estimatori. Attualmente viene
impiegato nella realizzazione di capi
estiti.

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TESSUTI TINTI IN FILO
I gessato è tessuto tinto in filo che
troviamo nella sua variante più nota
come fondo scuro, che può essere blu,
nero o grigio ad esempio, arricchito da
sottili righe longitudinali bianche. Il
suo nome deriva proprio dalla
similitudine del suo effetto finale con
le linee tracciate con il gesso, come
traduce il termine inglese chalk
striped. È un tessuto tipicamente
utilizzato nella moda maschile,
realizzato in filato di lana pettinata
oppure in flanella, che l’etichetta
consiglia di abbinare con camicia e
cravatta in tinta unita. E’ Tradizionale
il suo utilizzo in blazer doppio petto,
tipici dell’outfit “divisa” di manager e
uomini d’affari.

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TESSUTI DERIVANTI
DALLA TELA
Il Cannetè è un tessuto a coste simile
dove le coste sono più larghe rispetto al
cannellato ed anche più marcate del
Popelin. L’ordito è più fitto e più sottile
della trama, che si presenta spessa ed
arrotondata. Il suo intreccio produce un
effetto di rigature in rilievo; lungo tutta
la superficie tessile si ripetono continue
e costante una sequenza orizzontale di
cannette. Il Cannetè viene realizzato
anche per la produzione di nastri a
trama interna di cotone, con diversi
spessori, altezze, pesi, e consistenze,
perfetto per profili e guarnizioni, per
effetti decorativi ma anche e soprattutto
funge una funzione di sostegno quando
applicato all’interno dei cappelli da uomo
o nel girovita di pantaloni e gonne.

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TESSUTI DERIVANTI
DALLA TELA
Il Faille è un tessuto generalmente filato in
seta, che può essere anche prodotto in
lana o viscosa. Nella sua versione più
classica, si caratterizza con sottilissime
coste orizzontali, tutte della stessa
grandezza, ad intermittenza regolare,
uguali ed evidenti su entrambi i lati della
superficie. Esiste un altra variante del
tessuto denominata “Faille francese” che
ha coste piatte, ma più alte e distanziate
tra loro. Questo effetto appiattito viene
ottenuto inserendo un numero maggiore di
trame nello stesso passo, legate tra loro da
un ordito supplementare, che rimane
all’interno e le mantiene distanziate tra
loro ed allo stesso tempo allineate al
fondo. Il faille classico risulta morbido,
compatto e leggero e si presta bene anche
nella realizzazione del drappeggio.

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TESSUTI DERIVANTI
DALLA TELA
Il tessuto Ottoman, è caratterizzato
da larghe barrature orizzontali,
piatte e leggermente spaziate tra
loro. Viene ottenuto alternando
l’armatura gros con quella in
taffetà, utilizzando fili d’ordito sottili
e densi, che vanno ad intrecciare
due tipi diversi di trame: una più
sottile che comparirà sul dritto del
tessuto e l’altra più corposa che
rimarrà a formare l’imbottitura
interna. Il suo nome deriva da
Osman I, fondatore della prima
dinastia dei Turco-Ottomani. Viene
per lo più utilizzato nella confezione
di capi spalla o abiti eleganti, ma
anche negli elementi di decoro.

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TESSUTI DERIVANTI
DALLA TELA
Il Cannetillè o cannellato fantasia, è un
tessuto derivato dal Gros-, la cui caratteristica
sono degli effetti a scacchiera piatta, che si
ottengono con sfalsature alternate delle
coste. Gli intrecci in Cannetillé o Cannellato
fantasia, necessitano la presenza di un ordito
supplementare e grazie a questa loro
caratteristica possono definire anche disegni
dalle forme complesse, che siano essi
geometrici o meno. Ritroviamo questo tipo di
lavorazione soprattutto nella cravatteria e per
i rivestimenti nell’ arredo. Oggi sono gli stilisti
giapponesi, primo su tutti Issaye Miyake, a
sperimentare la tessitura del Cannellitè, dove
gli impercettibili effetti tridimensionali creano
fantasiosi giochi di luce e prospettive 3D,
grazie al sapiente utilizzo dell’alternazione a
costine e dove spesso entra in scena anche il
colore, si possono ottenere tessuti a pannello
di grandissimo impatto visivo.

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TESSUTI DERIVANTI
DALLA TELA
Gros de tours è l’antica denominazione
del gros classico, un cannellato a due
trame, senza rovescio. Il suo effetto è
dato da un ordito che intreccia due
trame, in armatura taffetà. Questo
tessuto presenta una superficie
compatta e rigida a coste trasversali,
parallele in senso trama, formate dalle
slegature dei fili d’ordito ben ritorti e
molto più sottili, capaci di inglobare
completamente la trama e ricoprirla. Il
Gros de tours può essere in seta,
poliestere, cotone ma anche in fibre
chimiche. Le varianti sono molteplici, a
seconda delle trame che si andranno ad
inserire. Il Gros trova molti utilizzi anche
nel mondo degli accessori, specialmente
nelle borse e nelle cinture, ma lo
troviamo anche in scarpe ed elementi
d’arredo.

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TESSUTI DERIVANTI
DALLA TELA
Il Panama è un tessuto ad armatura derivata
dalla tela dove i fili, di trama e d’ordito,
s’intrecciano tra loro a due a due. Questo
particolare intreccio si ottiene raddoppiando
o triplicando in pari numero i fili di ordito e
di trama di una semplice tela. L’effetto
finale è un quadrettato, come quello di un
cestino. Qualora l’ampliamento realizzato
fosse consistente il tessuto perderebbe di
compattezza, per la lunghezza delle
slegature di trama e ordito. Nelle sue origini
veniva utilizzato per la realizzazione di
sacchi di canapa e iuta per il trasporto del
caffè, oggi viene realizzato con filati di
grosso cotone, di canapa o lino. Il panama
ha una struttura davvero molto resistente,
utilizzata per abbigliamento maschile e
femminile, che però si presta bene anche
nel settore dell’arredo.

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TESSUTI DERIVANTI
DALLA TELA
Supporto per eccellenza del punto
croce, Ha una trama regolare a gruppi
di 4 fili che formano dei quadretti, con i
buchi dove dovrà passare l'ago. A
seconda delle marche, può essere
rigida, oppure morbida. Generalmente è
di cotone ma si trova anche di altre
materie prime come lana e lino. Il nome
viene accompagnato normalmente da
un numero che indica la grandezza dei
quadretti. Tale valore differisce in base
al sistema di misura lineare utilizzato
nel paese in cui il canovaccio viene
prodotto. Così nel sistema metrico
decimale si parla di quadretti per 10
cm. Nel sistema anglosassone invece si
parla di Count che sono i quadretti
presenti in un pollice

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TESSUTI ARMATURA A
TELA
La tela di cotone è un tessuto robusto e resistente,
in assoluto il tessuto più utilizzato al mondo, anche
perché in grado di sopportare trattamenti ad alte
temperature e di conseguenza assicurare la
massima igiene. La sua superficie si presenta
uguale sia sul diritto che sul rovescio essendo
realizzata con l’armatura base semplicissima
(minimo intreccio dei fili d’ordito e di trama). Il suo
utilizzo era già noto fra gli Aztechi e già nel
documento di Nabucodonosor viene definito “Oro
bianco” dagli egizi. La fibra fu introdotta in Europa
dagli Arabi prendendo poi il nome di cotone, grazie
alla parola araba “katun”. Nell’abbigliamento la
troviamo in tinta unita o stampata, in diversi pesi e
consistenze. intorno alla metà del 1800, il chimico
inglese John Mercer, inventò uno dei finissaggi più
noti ed utilizzati nella tela di cotone, il mercerizzo,
un procedimento a base di soda caustica, sotto
forma d’idrossido e agenti imbibenti. Con questo
trattamento la fibra elimina le irregolarità, acquista
spessore, stabilità ai lavaggi e mantiene i colori
inalterati nel tempo.

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TESSUTI ARMATURA A
TELA
La tela di lino è un tessuto compatto, di mano
morbida, realizzato con intreccio omonimo e
superficie piana, uguale a entrambi i lati. Il lino è
disponibile in svariati pesi, che variano a
seconda della finezza del filato impiegato e la
sua destinazione d’uso. Il lino italiano e quello
irlandese risultano i più adatti per tessere
prodotti dedicati all’estate. Quelli di peso più
leggero possono presentare aspetto fitto e
battuto, come la tela d’Olanda, oppure avere
consistenza rada e trasparente e sembrare delle
garze; il peso medio ha un aspetto uniforme, che
dona caratteristiche di freschezza ed è
particolarmente adatto ad essere stampato o
ricamato. Infine, quelli di maggior peso hanno fili
molto evidenti, che svolgono un ruolo quasi
decorativo e presentano una superficie
visibilmente irregolare. L’utilizzo di questa tela è
davvero molto ampio e varia dalle camicie alla
biancheria per la casa, ai pantaloni e ai completi
maschili più classici, fino agli abiti da donna e da
bambino .

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TESSUTI ARMATURA A
TELA
Il Taffetà è un tessuto compatto realizzato
con filati di seta ad armatura a tela, il cui
nome deriva dal termine persiano tãftā, che
significa intrecciato. Una delle
caratteristiche di questo tessuto è che
presenta lo stesso aspetto sia al diritto che
al rovescio. Presenta un aspetto lucido e
setoso, ma piuttosto freddo. La sua
superficie è leggera, ma allo stesso tempo
rigida e frusciante, che allo sfregamento
produce un suono “croccante”. Si trova
spesso con aggiunta di fibre sintetiche per
ridurne il costo. Il Taffetà è un tessuto
particolarmente adatto ad enfatizzare e
valorizzare i volumi ed è per questo
impiegato soprattutto per abiti da sposa,
gonne a balze o a palloncino, ruches,
gorgiere e camicie dalle maniche ampie.
Trova largo impiego anche nei tendaggi e
nei complementi d’arredo, grazie alla sua
capacità di donare preziosità.

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TESSUTI ARMATURA A
TELA
La tela di nylon è un tessuto sintetico,
particolarmente resistente, realizzato al
100% con fibra di poliammide di alta qualità
(nylon 6) intrecciata ad armatura a tela,
fitta e battuta, ma estremamente leggera. Il
nylon presente nell’intreccio dona al tessuto
una mano rigida e a caratteristici riflessi di
luce. Il nylon è una stoffa robusta e
durevole, che trova applicazione anche per
uso esterno, risultando immune ad agenti
atmosferici e batterici. Può essere talvolta
prodotta mescolandone le sue fibre con
altre naturali rafforzandone così tenuta e
consistenza (senza dimenticare la
proporzione del 50% tra i due componenti
per garantire le caratteristiche di una
stoffa). La tela di nylon ha utilizzi più
comuni come quello dedicato alla
produzione degli ombrelli, degli
impermeabili, ma anche mantelle con
cappucci, parka e cappelli da pioggia.

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TESSUTI ARMATURA A
TELA
La tela di lana è un tessuto a superficie regolare,
uguale sul diritto e sul rovescio, realizzato in filati di
lana di vario tipo e spessore, a mano morbida e
leggermente elastica, ma compatta. Questo tessuto
si presta bene ad essere drappeggiato in sbieco ed
arricciato, assecondando le diverse modellature di
abiti aderenti. Una delle sue caratteristiche è quella
di assorbire molto bene la tintura; si trova spesso
anche stampata per la realizzazione di scialli,
sciarpe e foulard ecc. La tela di lana può avere
aspetto liscio e scorrevole, se realizzata con filati
pettinati, o morbido e lanuginoso se si impiega un
materiale cardato. Nella classificazione di una tela
di lana è essenziale l’origine, la specie, la lunghezza
e la qualità del vello da cui viene ricavata la fibra.
Grazie al riutilizzo ed al riciclo di vecchi indumenti e
cascami, si possono impiegare filati della cosiddetta
“lana rigenerata“, che prendendo vita da origine ad
un prodotto che è sì meno resistente ed elastico,
ma che una volta tinto ed intrecciato può essere un
ottima alternativa per alcune fette di mercato.

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TESSUTI ARMATURA A
TELA
La tela di olona è un tipo di tessuto ad armatura a tela.
L'uso principale di questa tela, che la rese molto
conosciuta e diffusa nei secoli scorsi, fu in campo
nautico, per la veleria, i sacchi, i tendalini nautici e le
brande dei marinai. Perfino le prime divise usate per la
scherma furono realizzate in tela olona. Ancora oggi è
usata per i velieri storici; l’Amerigo Vespucci ad
esempio, Si utilizzava per tutti gli usi che esigevano un
materiale robusto ed economico come: sacchi, zaini,
teli di copertura,tende da sole, borse,valigie, calzature.
Imbevuta con olio di lino diventava impermeabile e
veniva usata come tela cerata per le capote di calessi e
carri coperti, teloni, cerate impermeabili ed anche a
copertura delle vetture Tranviarie. Possiamo anche
trovarla nei capi d’abbigliamento storici come casacche
e camicie, e in quelli da lavoro. Originariamente la tela
olona era prodotta con fibre di canapa non tinta, ma
con il calo di questa coltivazione in Italia, oggi viene
prodotta con il cotone puro o cotone misto lana. Con la
diffusione delle fibre sintetiche e della gomma, dei
materiali plastici ed impermeabili l'uso di questo
tessuto è andata calando.

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