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L’epigramma deriva dal greco epi grafo, cioè scrivere su.

La sua funzione era strettamente pratica, poiché


essendo testo breve, veniva spesso inciso su pietre o oggetti collegati al mondo religioso. Ad un certo
punto, si sviluppa un filone letterario dello stesso genere in cui i poeti videro un’opportunità. L’epigramma
ha una struttura precisa, cioè è scritto in distico elegiaco (esametro e pentametro)

Marziale

Testo epigrafico

Ha la struttura breve, massimo 8 versi Pag.246

1) Il pentametro è catalettico in syllabam, manca la metà del terzo piede e un’altra metà di piede alla
fine.
2) Marziale annuncia in maniera ufficiosa il modello di riferimento.
3) Ci si sta riferendo ad una seconda persona, ha sapore di colloquialità e l’identità è svelata solo al
penultimo verso
4) Si può paragonare all’epigramma 28 di Callimaco, in cui si parla della scelta poetica.

Traduzione
Tu che leggi la saga di Edipo e il tenebroso Tieste, e le Colchidi(Viaggio di Giasone e la Medea) e le
Scille(Scilla e Cariddi), che cosa leggi se non di mostri?- cioè di finzione
A che cosa ti gioverà il rapito Hyla, a che cosa ti gioverà il Partenopeo e Attis, a che cosa il
dormiente Endimione?
A che cosa ti gioverà il piccolo fanciullo spogliato dalle ali vacillanti? (Dedalo ed Icaro)
O a cosa gioverà Ermafrodito il quale odia le acque amanti- prolessi del relativo (c’è prima il
pronome rispetto al nome a cui si riferisce ma in italiano si traduce in maniera inversa)
A che cosa ti giovano le vane illusioni della misera carta?
Leggi questo, che la vita possa dire è mio-Marziale parla della vita, dell’uomo.
Qui tu non troverai Centauri, Gorgoni e Arpie: la nostra pagina sa di uomo (sapio è tradotto come
avere sapore)
Ma, Mamurra, non vuoi conoscere le tue abitudini e te stesso: allora leggi gli Aitia di Callimaco- si
rifà a Callimaco per polemizzare in quanto autore degli Aitia.

Umanesimo di Marziale

Nasce tra il 38 e 41 d.C in Spagna. Nel 64 d.C(fonte Plivio il giovane, scrittore contemporaneo) si
trasferisce a Roma e viene ospitato dalla famiglia di Seneca. Viene introdotto all’aristocrazia e
anche a Culcuvio Pisone. Cominciò a farsi notare dal 80 d.C., inaugurazione del Colosseo, pubblica
liber de spectaculis, riceve così tanto successo che l’imperatore gli elargisce una grande somma.
Diventa tribuno militare e fa parte del rango equestre. Entra in contatto con l’imperatore Nerba.
PURTROppo viveva di stenti poiché non esistevano i diritti di autore, quindi costretto a fare la vita
del cliens. Ha uno spirito inquieto e a un certo punto lascia Roma perché troppo movimentata e poi
vi ritorna. Alla fine ritorna a Bilbilis, sua città natale.

Vuole parlare della vita reale, genere minore nella letteratura latina affrontato da Catullo. Marziane
ne farà unico genere perché l’epigramma è molto flessibile poiché dà la possibilità di approfondire
varie tematiche: amore, satira mondace, sfera religiosa. Prende di solito in giro i tipi che trovavamo
nella commedia di Menandro con una satira graffiante sintetizzata in pochissimi versi. Il metro
utilizzato è il distico elegiaco ma ci sono epigrammi scritti in endecasillabo falecio e trimetro
giambico. La sua produzione è di 1500 epigrammi, ordinati da Marziale stesso attraverso la variatio.
La produzione è divisa in 4 libri:
- Liber de spectaculis, 30 epigrammi
- 12 libri da 86 a 101 d.C
- Xenia 13esimo libro (epigrammi accompagnati ai doni per le feste di Saturnali)
- Apoforeta 14esimo libro (doni da portar via durante i banchetti)

Non si erge mai a giudice morale, la sua arma è la derisione, l’obbiettivo è il sorriso che
giustifica alcuni comportamenti

Nell’epigramma si fa una divisione:


-presentazione del personaggio- movimento ascendente
- fulmen in clausula-movimento discendente- battuta che porta al sorriso

Troviamo inoltre le varie declinazione dell’epigramma:


-epigrammi funebri
-epigrammi erotici
-epigrammi realistici
Se dovessimo dire a cosa si avvicina l’epigramma realistico, sarebbe la rappresentazione reale
di Ercolano e Pompei, ci danno entrambi il senso della vita vera