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ABC

del “piccolo”
missionario salesiano

dal 1875
la missione continua
Animazione Missionaria SDB (Salesiani di Don Bosco)
FMA (Figlie di Maria Ausiliatrice)
Questo sussidio in preparazione all’esperienza
estiva è suddiviso in quattro ambiti:

1.

una lettera inviata dai missionari salesiani ai
giovani partenti per l’esperienza estiva,

2.

alcune testimonianze di giovani
che hanno già vissuto la bellezza dell’esperienza estiva,

3.

il puzzle dell’esperienza estiva costituito da 6 tessere
fondamentali e da non dimenticare,

4.

alcune indicazioni teorico-pratiche per
affrontare al meglio la preparazione, il mese di
esperienza e il ritorno a casa.

Siamo sicuri che ogni aspetto che troverai


a cura di Emma Colombatti ed Anna Zulian in queste pagine potrà essere utile alla tua
progetto grafico Francesco Capodieci
crescita personale e al tuo cammino di servi-
zio ai poveri, in particolare ai giovani poveri!
si ringraziano: Comitato VIS San Marco
Equipe Scuola di Mondialità INE
Al GIOVANI CHE FARANNO
L’esperienza in Bolivia, assieme
ai giovani di San Carlos, è sta- Una sintesi
L'ESPERIENZA ESTIVA sull’esperienza
ta forte ed intensa. Condividere
un mese con i giovani boliviani
è stato entusiasmante ma anche
“stravolgente”. La povertà con cui formativa di un
mese in missione
Lettera dai missionari salesiani sono venuta in contatto, i bambini

Benvenuto!!!
del “centro del niño desnudrido”
mi hanno “sconvolto” e mi hanno
fatto, come dice don Zuppini, “ri- 1. L’esperienza di un gruppo di
Te lo augurano i Salesiani, le Figlie di Maria Ausiliatrice, i Cooperato- bellare dentro” mi hanno fatto senti- persone che per un mese si recano in
re impotente ma per fortuna noi non un paese povero, appoggiandosi alle
ri e i giovani di questo Paese. andiamo a portare solo noi stessi, che strutture della missione, trova la sua
Sei a casa tua! Ci penseranno soprattutto i nostri giovani a fartelo sen- soprattutto nel mio caso era ben poca giusta inquadratura solo se viene con-
tire fin dal primo giorno. cosa, ma andiamo a portare Gesù, an-
siderata un momento forte di forma-
diamo a condividere con i giovani e
le persone del luogo l’esperienza della
zione: un modo moderno di fare gli
Sei qui per nostra fede ed è questo che mi ha dato «esercizi spirituali» per mettere que-
La tua giovinezza la forza di affrontare tutto. Mettere ste persone nella possibilità di fare
scelte determinanti nella progettazio-
CONDIVIDERE nelle sue mani ogni sera tutto ciò che
avevo vissuto durante il giorno, sia le ne globale della loro vita.
Il più bel regalo per noi e per loro cose belle ed entusiasmanti (l’alle-

La tua fede in Gesù Salvatore


sei tu. gria, i sorrisi dei bambini, la genti-
lezza e l’accoglienza delle persone
2. Per garantire questo risultato sono
Dà te stesso senza riserve superando che avevo incontrato), sia le sof-
necessarie alcune condizioni indispen-
ogni inconscio sentimento di supe- ferenze, il dolore, la povertà, lo sabili:
riorità. sfruttamento, l’abbandono, face-
Se hai occhi attenti, ti accorgerai
I giovani hanno bisogno di amici che va acquistare un senso diverso a. una preparazione precedente della dura-
presto che dare a questo popolo il a tutto. Come dice don Zuppini: ta di almeno un anno, con incontri periodici
vengono da lontano che si pongono
riso, le medicine, il vestito, un la- “Una intensa vita di preghiera è che permettano ai partecipanti di conoscersi
al loro livello, che li amano e li sti-
voro e i soldi non basta. la sorgente della forza. È la luce
e amalgamarsi; di conoscere la realtà socia-
mano. che ti illumina e ti fa andare in
La Salvezza ha radici più profonde. le, politica, religiosa, economica del paese
profondità”. È questo rendersi
Viene dalla Grazia, dall’incontro strumento di Qualcun’altro che dove si recano; di programmare il loro stile
con Cristo, l’unico che può cam- mi ha sempre dato la forza per di vita e la modialità di lavoro.
biare il cuore dell’uomo e quindi la superare anche i miei limiti (la
cultura e le strutture sociali e poli- mia timidezza, la pigrizia), ed è b. la conoscenza della lingua “internazio-
ciò che ti fa andare avanti an- nale” utilizzata in quel paese.
tiche.
che quando sei stanco, perché
Ricordalo bene: condividi con noi sai che stai lavorando per Lui,
missionari e con i nostri giovani che il poco che tu fai, da Lui ver-
quello che hai di più caro: Gesù. rà moltiplicato.

Barbara
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Non dare altro che te stesso e le tue
Una esperienza di animazione
risorse umane e spirituali. c. un tipo di organizzazione della giornata che contenga sempre queste tre
giovanile
Non dare loro delle cose. Salte- dimensioni:
rebbe immediatamente il rapporto
vero: tu diventeresti lo “straniero” - la preghiera, incentrata su una celebrazione dell’Eucaristia vissuta come
Mettiti al servizio degli animatori
che ha tutto e loro i poveri che tutto gruppo, come confronto aperto sulla Parola di Dio, presieduta normalmente dal sa-
locali. Devono essere loro i protago-
e sempre devono mendicare! lesiano che accompagna il gruppo e collocata in un momento della giornata che non
nisti. Anche in questo campo cerca la limiti nel tempo.

Una vera esperienza di imparare da loro. Solo così avrai


- la riflessione sulla realtà della gente, sui problemi della evangelizzazione,
missionaria anche tu delle cose da comunicare e dell’inculturazione, sul lavoro del missionario. In questo impegno la comunità salesia-
da insegnare. na deve essere “maestra”, deve raccontare, testimoniare, illuminare, guidare in modo
che quando il gruppo torna in Italia sappia riferire con serietà la situazione dei poveri
e il progetto educativo pastorale dei salesiani.
Sforzati di capire che cos’è la mis-
sione. Il cuore della missione è an- - il lavoro, inteso come l’occasione di stare con la gente e con il salesiano che
nunciare Gesù Cristo a chi non lo lavora. Perciò l’occupazione migliore è quella di animare salesianamente le attività gio-
conosce e far “accadere” fra i po-
vanili in oratorio in collaborazione con gli animatori locali.

veri e il Regno di Dio i segni della Si possono anche fare attività di tipo culturale: igiene, alimentazione, dise-
Sua venuta. gno, musica, danza, teatro; o attività di tipo professionale: saldatura, motori-
Vedrai quale immenso lavoro di stica, semplici impianti elettrici, taglio e cucito, ecc.
promozione e di sviluppo fanno qui Qualcuno con competenze specifiche che trovano possibilità di impegno im-
i missionari. La promozione e lo mediato, può metterle a servizio (medico, geometra, ecc.).
sviluppo sono parti integranti del-
la missione. Ma la meta è sempre d. il gruppo, se è consistente, non dovrebbe invadere totalmente gli spazi
Gesù Cristo. Aiutaci anche tu - con della comunità, ma certamente deve avere momenti di vita comune con i sa-
lesiani: qualche pranzo, qualche cena, i dopo cena, qualche liturgia. Tutte le
semplicità - ad essere veri missio-
celebrazioni domenicali o festive devono essere vissute con la gente.
nari.
Ti accorgerai che qui la fede non ha e. le spese di viaggio e di mantenimento in terra di missione devono essere
radici profonde. Trenta, quaranta, pagate da ciascuno con un coraggioso risparmio realizzato rinunciando a
cent’anni di evangelizzazione sono cose meno essenziali durante i mesi di preparazione.
molto pochi. II Vangelo non è an-
cora pienamente arrivato al cuore
di questa cultura.
C’è bisogno di modelli giovanili
la cui fede ha radici profonde. Tu
puoi testimoniare tutto questo!

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Il puzzle dell'esperienza estiva
PER RAGGIUNGERE
TUTTO QUESTO 2 Una intensa vita di preghiera
- l’esperienza che viene proposta è cristiana: infatti


veniamo ospitati in comunità religiose e ci viene
chiesto di metterci in gioco come cristiani.
TI SEGNALIAMO
- l’esperienza è salesiana: l’ambito della nostra esperienza
È la sorgente della forza. È la luce
è eductivo, i destinatari sono i giovani, molti spesso poveri.
QUATTRO che ti illumina e ti fa andare in pro-
fondità. Prega insieme e prega da - l’esperienza è servizio: attraverso animazione e attività, ma aperti
CONDIZIONI solo. Cuore a cuore con Gesù e Sua a ogni situazione, necessità ed esigenza, sia tra i giovani, sia nella comunità
Madre. dove siamo ospitati.
IRRINUNCIABILI - l’esperienza si prepara:
o partecipando agli incontri di formazione che la Scuola di mondialità

1Una profonda esperienza di


3Una “vacanza” di grande
lavoro
(formazione missionaria) propone;
o cercando di mettere in discussione alcuni nostri stili di vita, aprendoci
a iniziative locali, per cercare di capire cosa significa
gruppo fra voi incontrare l’altro, specie se in difficoltà o disagio;
o conoscendo, in maniera più approfondita, le persone che faranno
Prendi il coraggio a due mani e l’esperienza estiva con me;
Vivere e lavorare insieme è talvolta non tirarti indietro. Misurati con la o conoscendo il luogo, gli usi, i costumi, le religioni, la situazione politica…
del luogo;
molto duro: si scontra con il nostro tua capacità di tenuta. Non essere o confrontandosi con il capogruppo prima, durante e dopo, riconoscendolo
innato individualismo. da meno dei poveri. Vedrai quanto come punto di riferimento;
Condividere tutto durante un mese essi lavorano. Ama la fatica. Ne va o coltivando un atteggiamento di umiltà e delicatezza, andando con spirito
può diventare terribilmente arduo. della tua dignità. di comunione e di scambio di ricchezze. Ci è chiesto di
Ma non è forse la testimonianza di entrare nella vita degli altri in punta di piedi, ascoltando,
guardando, chiedendo e non giudicando il lavoro dei missionari.
giovani cristiani che sanno vivere Al nostro ritorno la missione deve “restare in piedi” e a noi è
secondo il Vangelo la cosa di cui
hanno più bisogno i nostri giovani? 4Un mese accanto a noi
missionari
chiesta una presenza positiva;
o facendo prendere contatti dal capogruppo con la missione e, dove è
Per raggiungere questo sii pronto a possibile, partire con delle iniziative, attività, giochi…
lasciarti guidare. o visto che il viaggio è a carico del partente, cercando attraverso
varie iniziative, sovvenzioni, fondi, per contribuire al costo del

Riscopri una parola in disuso: Non meravigliarti dei nostri difetti. viaggio e lasciare una buona offerta alla missione per il nostro
vitto, alloggio e spese varie.
Non siamo degli eroi, ma dei pove-
ri cristiani che mettono la loro vita - l’esperienza non è una vacanza
a disposizione del Vangelo. Siamo
OBBEDIENZA strumenti poveri. Ma è la Grazia - l’esperienza non è fare di testa propria
soltanto che fa miracoli.
- l’esperienza non è solo mia: essere volontari è uno
stile di vita!

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TI SEGNALIAMO INFINE Alt alla facile compassione
Spirito con cui affrontare
ALCUNI “Eccomi a casa!” Sono sta- l’esperienza di
Vedrai una infinità di poveri. E ne te queste le prime parole che
PERICOLI troverai tantissimi che ti chiederan- ho pronunciato quando sono volontariato
no cose, soldi, regali. Per loro tu sei ritornata in Madagascar per
uno straniero e quindi hai tutto e puoi la seconda volta. Sono que-
ste le parole che possono far A. Il volontariato come risposta
Alt allo scoraggiamento tutto. Non regalare niente a nessuno. capire la profondità del mio etica ad una scelta antropologica, di
Fidati dei salesiani: essi sanno chi è
veramente povero. E poi ogni aiuto legame con questo fede, quindi come struttura di per-
deve avere una valenza educativa: paese. I miei nuovi amici mal- sonalità, come virtù interiore.
Arriverai con molta voglia di comu-
aiutare questi nostri fratelli a pren- gasci, fin dalla prima volta in
nicare. Ma la barriera della lingua ti B. L’incontro con una cultura «al-
dere le loro responsabilità e essere cui sono stata nella loro terra,
farà sentire molto povero e talvolta tra» come riscoperta di se stessi,
protagonisti del loro sviluppo. mi hanno accolto consideran-
anche ridicolo. Questa esperienza della radice più umana, della di-
domi una di loro, le porte delle
di povertà è un passo essenziale versità come ricchezza.
loro case erano aperte per una
della missione. Alt al sentimentalismo e al mia visita, e le loro premure,
È una spoliazione di tutte le sicurez- C. La promozione dell’uomo
ze del “primo mondo”. È ritornare
consumo delle emozioni perchè non mi sentissi a disagio
in una nazione lontana, sono come condivisione delle problema-
bambini. È rinascere un’altra volta. tiche, di tutte le problematiche, mie
state sintomo del grande amo-
Come un ricominciare da capo. e sue: scambio nella comunione.
La sperimenterai subito. Special- re che questo popolo ha per
mente i bambini e i giovani sono il prossimo.
di una affettuosità unica e spesso Ancora oggi, a distanza di D. Un discernimento fatto «insieme»
travolgente. È il loro grande valore alcuni anni, il legame che per individuare gli obiettivi dello svilup-
Alt alla superficialità e la loro grande risorsa. Ma tu non mi ha unito ai giovani che po, per determinare una gerarchia negli
fermarti a questo. Faresti di questo ho incontrato continua ad strumenti da usare.
mese un consumo di emozioni e non essere vivo e molto forte. I
II triste panorama di una generaliz- riusciresti ad andare più in profondi- contatti, pur nella difficol- E. L’annuncio della fede inteso come
zata, tragica e pur familiare povertà tà. Ama veramente, profondamente tà della distanza, ci per- gioiosa comunicazione di una profonda
ti farà ribellare dentro. Sarai pure e con cuore limpido. Come sapeva mettono di condividere le speranza di vita, attuato vivendo con to-
indotto a giudicare. Guarda molto amare don Bosco. Vigila forte sui nostre esperienze e di es- talità il «servizio», per amore gratuito.
e rifletti ancor di più. E soprattutto tuoi affetti. Non illudere e non illu- sere presenti nelle rispet-

Elisa
una regola d’oro per te: derti di nessuno o di nessuna. C’è un tive vite.
non giudicare! valore che i giovani devono impara-
re da te:
la purezza e la castità del cuore
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Concludiamo: - la sobrietà è liberarsi dalle nostre
sovrastrutture, dall’apparenza per
Grazie della tua venuta. Essa ci incoraggia e ci fa sentire vivo l’affetto riscoprire ed essere se stessi.
delle nostre Ispettorie Salesiane di origine.
- la sobrietà si impara:
Noi siamo a tua disposizione affinché tu possa ripartire da qui con o ponendosi in modo aperto e curioso: non
una fede più viva e con nel cuore una salutare inquietudine verso giudicando, ascoltando in modo partecipato, dimostrando
scelte più impegnative. un interesse ver o.
o essendo sobri nel modo di vestire e nel modo di fare. Non
Questo può diventare per te l’inizio di un cammino veramente vo- volendo essere al centr o dell’attenzione ma aiutando
cazionale. Volontari per un mese forse non basta. E se il Signore ti gli animatori del posto ad essere pr otagonisti.
chiamasse ad essere “Volontario a vita?”. o mettendo in gioco il pr oprio stile di vita, cercando di
imparare qualcosa dalle persone che incontriamo e non
per forza insegnando lor o (cerchiamo lo scambio).

Pensaci e prega! - la sobrietà nel concreto:


o utilizziamo vestiti semplici, comodi, non appariscenti e in linea
con le usanze del paese che ci accoglie.
Quella Parola deve diventare vera anche per te: o viviamo di quello che offre la comunità che ci ospita. Non
partiamo dal presupposto che “come in Italia non si
mangia da nessuna altra parte” anzi cerchiamo di
“Chi perderà la propria vita per me, la salverà” (Lc 9.23). conoscere il paese in cui siamo anche dal cibo.
(ovviamente evitando cose che possono far male!).
o non sfoggiamo gioielli, cellulari, ipod, pc e quant’altr o.
I Missionari Salesiani
Possono essere strumenti utili ma limitiamo l’utilizzo alla
necessità del posto, portiamoli solo se possono
realmente servire al gruppo e all’oratorio.
o utilizziamo in modo consapevole la macchina fotografica.

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19 anni, ragazza, cristiana,
desiderosa di conoscenza del La missionarietà, una
mondo e di Dio, ultrasensibile
all’ingiustizia e alla sofferenza. dimensione per
Questa ragazza va a un meeting
MGS, don Ferdinando Colombo
realizzare la vocazione
parla alla folla e fa breccia: entra cristiana, una componen-
nel pensiero di lei la coscienza di
voler contribuire in questo mondo te indispensabile
meraviglioso, ma che ha sfaccetta-
ture drammatiche; drammi creati da
dell’animatore salesiano
mani d’uomo e di donna dove solo Definizione dei termini
altrettante mani d’uomo e di donna
possono contribuire per contrastare 1 «Missione»
e riparare. Mani che hanno un cuore
battente. Per noi cristiani, un cuore Si riferisce alla persona, ha la sua
che batte in Gesù e che in Gesù rico- origine nel Battesimo ed è compo-
nosce l’essenza della vera fratellanza, nente essenziale della spiritualità
senza confini. Una fratellanza che non cristiana; si manifesta con scel-
fa i conti con la carta di credito, mentre te vocazionali diverse, ma tutte
riconosce la pari dignità di ognuno.
Il meeting continua con una testimo- orientate a testimoniare con la vita
nianza di un gruppo di amici gasa- che Cristo è il Signore e solo in Lui
tissimi dalla prima esperienza in c’è la salvezza. Il mandato viene da
Bolivia in missione: non ci sono Cristo.
ricordi delle loro parole, ma lu-
cidi nella memoria rimangono i 1.1 Missione è formazione delle
loro sorrisi vivi e l’entusiasmo. E
quella ragazza cercava la vita. coscienze
Ha cominciato il cammino: bus- Si ritiene definitivamente superato, o da
sando alla porta di don Tiziano, superare, il concetto di missione ridotto
accompagnata da don Graziano al “partire”, ad “attività” per raccogliere
e don Danillo il percorso co- e mandare oggetti o soldi, oppure anche
minciò con la Scuola di Mon-
dialità.. all’invio di tecnici o operatori sociali
Era il 1991. Il 1993 l’anno della senza riferimento all’evangelizzazione,
mia prima esperienza in mis- all’accettazione rispettosa delle diverse
sione. Due anni luminosi, scrit- culture, alla continuità di un rapporto di
ti nella memoria perché hanno solidarietà che deve cambiare la nostra
contribuito a definire la mia
vita. vita perché nasce dalla convinzione che
«tutti siamo veramente responsabili di
Martina tutti».

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1.2 Missionarietà salesiana A cosa serve pregare? ... A niente!
L’attributo della salesianità, riferito alla missione, si realizza attraverso Con tutto quello che abbiamo da fare in missione, tutti i
la scelta dei destinatari: i giovani, i giovani poveri; dell’ambito educa- pr oblemi concreti da affr ontare in oratorio, mettersi a
tivo, formativo, della globalità della problematica: tutto il mondo del pregare è davver o una perdita di tempo. E sappiamo
giovane (l’oggi, educandolo nel profondo; e il domani, preparandolo quanto è prezioso il tempo. Meglio un’ora di più con i
bimbi in oratorio, meglio stare con i compagni di missione
ad un lavoro onesto).
a organizzare le attività!!
Ma 15 minuti per pregare oggi no! Non mi serve e non
ci riesco.
2. L’Animazione Missionaria
La missionarietà è una dimensione costitutiva della Pastorale Giova- A cosa serve pregare? ... Mi fermo e penso…
L’altr o giorno è passato un amico che non vedevo da tanto tempo. Ha
nile. L’ambito naturale e necessario dell’AM salesiana è la Pastorale
suonato inaspettato alla porta perché passava di qua e mi sono accorto
Giovanile. O meglio la PG deve essere necessariamente connotata di che tra un caffè, i ricordi del passato e 4 risate è volata via un’ora
missionarietà. L’AM non è una delle associazioni ma una componente o forse più.
senza la quale non può esistere una PG. Per questo è necessario lavora- Quella visita non è servita a niente o meglio, non è servita a niente che
re a stretto contatto con la PG perché la dimensione missionaria possa mi aspettassi e avessi pr ogrammato.
essere presente in maniera trasversale anche nelle altre associazioni Ho perso tempo prezioso e mi sono tr ovato poi con le cose arretrate
salesiane. da finire, ma alla fine il mio volto e il suo erano più lumininosi.
Forse è questo il senso della preghiera.
Non serve a niente e sicuramente ci sono tante altre cose più impor-
tanti che vengono prima.
Documenti della Chiesa che possono essere utili Ma senza preghiera il mio cuore si spegne.
E allora a che serve fare tutto e avere tutto se ho il cuore spento?
nell’approssimarsi alla missionarietà cristiana:
A niente!
Quindi molto importante durante l’esperienza è la preghiera. Anche se non
1. Evangelizzazione e testimonianza della carità sei credente, non sei praticante o non sei abituato a pregare è molto
2. Christifideles laici importante questo mese viverlo a pieno: sforzati, pr ova a lasciarti guidare
3. Redemptoris Missio e affidarti a Lui… è un’occasione per pr ovare e buttarsi!
4. Sollecitudo Rei Socialis Scoprirai che è la sorgente della Forza. È la luce che ti illumina e ti fa
andare in pr ofondità. Prega insieme e prega da solo.
Quando penso alle esperienze fatte in missione, vivo è in me il ricordo
dei momenti di preghiera con il gruppo e con i missionari, erano momenti
nostri di intimità con Gesù, durante quei momenti tr ovavamo la forza per
affr ontare tutte le fatiche della giornata, Sono convinto che senza una
grande fede in Cristo resa viva tramite la preghiera comunitaria, un
missionario non riuscirebbe a rimanere in quei posti a volte in condizioni
molto difficili, temperature che raggiungono i 50°, pericoli, crisi, momenti di
sconforto: in Lui tr ovano la forza!

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“All’inizio dell’anno
Spiritualità missionaria
Importante quindi la preghiera comunitaria possibilmente pregando con la
comunità e con il gruppo. Tutto in linea con gli impegni e le attività della pastorale il direttore del mio
giornata, concordando tutti assieme le modalità! oratorio mi ha chiesto se per
quell’anno mi sarei voluta im-
salesiana
Importante anche l’andare a Messa con la gente poiché diventa anche pegnare nel gruppo missiona-
un’occasione di testimonianza. rio e nella scuola di mondialità • Spiritualità del quotidiano
È molto importante anche la preghiera individuale, ritagliandosi del tempo dell’ispettoria... in realtà non
nella giornata per il dialogo con Dio. Il volontariato è un periodo privi-  Il quotidiano dei paesi è il
ci avevo mai pensato, ma visto
legiato per approfondire la propria fede ed educazione alla preghiera: mio quotidiano (non si più
che era importante una presen-
la lontananza dalle preoccupazioni di ogni giorno ci permette di staccare za anche della nostra casa, ho
vivere in isolamento)
completamente e di avere tempo per riflettere e pregare. Ci aiuta molto accettato l’invito di don Marco.  Lettura “spirituale” dei giornali
in questo lo stretto contatto con la povertà e con un modo spesso diverso Per tutto l’anno ho seguito gli e della televisione
di vivere la fede da parte della popolazione che ci accoglie. Personalmente incontri “della mondialità” e mi (lettura critica)
stando in missione ho riscoperto il valore del fermarmi per ringraziare si è aperto un mondo bellissimo,  Preghiera del/sul quotidiano
Dio, o per pregare per un bambino con cui avevo parlato durante la la mia mente e il mio cuore hanno  Stile di austerità
giornata.… viaggiato per il mondo in “lungo e  Santità quotidiana laicale
Fermarsi a pregare proprio come un pit stop (che significa, letteralmente, in largo”grazie ai racconti di tut- (la vita diventa santa nella
fermata al pozzo). Nella Formula 1 è il momento in cui i piloti effettuano te quelle persone che ci hanno ac-
una sosta per fare rifornimento, cambiare le gomme e tutto il resto.
semplicità di ogni giorno)
compagnato in quei mesi.
Spiritualmente abbiamo bisogno di effettuare i nostri pit stop con il Signo- Verso marzo don Marco mi ha
re, cioè di prendere del tempo per stare alla sua presenza, pregare e chiesto “E allora... quando par-
ricaricarci per affrontare la vita quotidiana. ti?” e io stupita “Per dove?”. Il
• Spiritualità dell’ottimismo
“E avvenne che egli si trovava in un certo luogo a pregare e, come ebbe tempo di pochi secondi e già  Il messaggio della gioia dei
finito, uno dei suoi discepoli gli disse: “Signore, insegnaci a pregare, come avevo capito che mi chiedeva poveri
Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”. Anche Gesù effettuava le sue se alla formazione della scuo-  Semplicità produce gioia
la di mondialità avessi voluto
fermate e i suoi rifornimenti. Sapeva che non poteva farcela da solo. Ma  Gioia sprigiona ottimismo
quel tempo, o al mattino o alla sera, era speciale e qualcosa accadeva dare una maggiore concre-
nella sua vita. tezza partendo per l’espe-
rienza estiva. Senza pensarci
Gesù faceva tante cose ogni giorno, e per di più tutte cose spirituali: troppo gli ho risposto di sì e • Spiritualità di amicizia con Gesù
predicava, insegnava, guariva gli ammalati… ma non per questo non pren- nel giro di pochi mesi sono  Gesù è il primo missionario
deva del tempo per stare in preghiera ed ascoltare il Padre. C’è qualcosa arrivata in Angola. Sono qui
 Gesù incarnato = inculturato
che riempie la nostra vita quando stiamo in preghiera, che niente può da pochi giorni e ancora mi
sostituire. sento tutta scombussolata,
 Gesù = mi invia
E Gesù usciva da quei momenti di preghiera con una forza ed un entu- dal viaggio, dal caldo, dalla
siasmo nuovi e le persone intorno a lui se ne accorgevano. diversità di odori e colori,
Infatti i discepoli gli chiedono di insegnare lor o a pregare. Anche lor o ma ho la certezza di essere
avevano bisogno di imparare a pregare nel modo giusto. nel posto giusto al momento
giusto!
Annalisa
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Siamo Salesiani, questo lo dimostriamo anche in
terra di missione!
• Spiritualità comunione ecclesiale
- animazione è capire la bellezza del mettersi
 Chiesa che nasce e chiesa che annuncia (ricevere il messaggio al servizio per gli altri, senza bisogno di
di Gesù e condividerlo con gli altri) ricompense.
 Reciprocità: chiesa particolare e chiesa universale
 Giovani con orizzonti mondiali - animazione è CONOSCERE una realtà per poterla
affr ontare al meglio.
• Servizio responsabile o conoscere vuol dire avere competenza e pr ofessionalità
per fare bene il pr oprio mestiere.
 Gesù invita e invia (scelta vocazionale) o conoscere vuol dire prepararsi bene.
 Gesù chiama in forma personale e la risposta è personale o conoscere è avere ordine, anche esteriore perché
 Generosità = gioia questo è specchio di quello interiore.
 Scelta di vita come laico missionario
- animazione è COMUNICARE perché siamo come messaggeri e
allora:
o fuori la simpatia che non è solo divertire, ma condividere
la vita dei ragazzi
o fuori la creatività, che vuol dire inventarsele tutte per
arrivare alla meta
o fuori il coinvolgere tutti perché ognuno dei ragazzi è
importante
o fuori il migliore mezzo di comunicazione che è l’esempio
concreto che si dà con la pr opria vita
- animazione è COLLABORARE perché l’animatore non è mai un
lupo solitario. Saper lavorare insieme è un’arte che si impara
praticandola: cerchiamo di scoprire i pregi e non sempre solo
i difetti degli altri!
- animazione è CUORE perché le cose si fanno bene solo se oltre
al cervello c’è anche il cuore: ci vuole passione, ci vuole
amore per animare tutti, per stare vicino ai più deboli, per
evidenziare i valori di tutti senza fermarsi alla superficialità
delle prime apparenze.
- animazione è CLIMA: gioia ed entusiasmo a nord, sorriso a sud,
un senso di pr otezione e di accoglienza su tutta la penisola!

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Ma che sia un clima temperato: quello che si vive non è solo E così, eccomi qua, che scen-
questione di un momento, è questione di uno stile di vita.
do dall’aereo e metto piede sul
suolo boliviano. E l’accoglienza Il periodo
è fredda, molto fredda… appena
scesi dall’aereo in felpa e bermu-
dell’esperienza
- animazione è cambiare i propri piani per mettersi a servizio da pronti ad un ambiente tropicale
perché può capitare di trovarsi a fare delle cose diverse da Se si è fatta una buona preparazione, si
ci accoglie il vento del Norte, fred-
quelle preventivate cercando di non scoraggiarsi e dare la do e pungente, e una temperatura sono già messe le premesse per la buona
vicino allo zero. Mentre tiriamo riuscita dell’esperienza.
pr opria disponibilità al 100%.
fuori tutti i maglioni dalle valigie, ci Diamo ora alcuni suggerimenti perché
rendiamo subito conto che tutto sarà si raggiungano gli scopi che ci eravamo
- animazione è affiancare gli animatori del luogo durante il Grest diverso da come ci potevamo aspet- proposti.
o estate ragazzi inserendosi anche nelle squadre; tare.
Finito il tempo dei dubbi, delle attese, 1. VITA COMUNITARIA
- animazione è suggerire giochi o attività; dei progetti… ora si tratta di vivere Condizione indispensabile perché si
- animazione è insegnare le nostre danze e imparare le loro; appieno l’esperienza, di aprire occhi trascorra bene questo mese è l’affia-
orecchie e cuore per accoglier tutto
tamento con la comunità. Il vivere
- animazione è stare semplicemente con i bambini e gli animatori in quello che ci aspetta.
Riusciremo a far capire che siamo ve- assieme, gomito a gomito, 24 ore su
cortile; 24, per gente non abituata a una vita
nuti qui per loro?
comunitaria, ognuno col suo caratte-
Mi faccio ancora le stesse domande e re, la sua mentalità, i suoi difetti, non
ne parlo con Padre Luis, il salesiano è una cosa facile. Nonostante ci si sia
parroco del paese, che mi ascolta preparati a questa convivenza, prospet-
paziente mentre passeggiamo. tando anche le difficoltà, l’impatto con la
Ripenso a tutto quello che ab- realtà presenta sempre degli aspetti «inedi-
biamo fatto in questo mese, gli ti».
incontri con gli animatori dei di-
Si dovrà curare in modo particolare:
versi villaggi, i corsi animatori,
i giochi assieme con i bambini,
le visite alle comunità sperdute la «comunione»:
nella foresta… di tutte le idee ed • accettare (non «sopportare»!) l’altro, così
i progetti che avevamo prima di com’è; accettare che sia diverso da me, che
partire ne avremo realizzati un abbia un carattere diverso dal mio, gusti di-
decimo, per il resto abbiamo im- versi dai miei, idee diverse dalle mie, nel
provvisato o ci siamo fatti gui- campo dell’opinabile; con i suoi difetti e i
dare dai giovani del luogo. Sono suoi limiti, come io ho i miei;
serviti i nostri interventi? Sono
stati efficaci?
• avere sempre l’attenzione all’altro: pre-
Padre Luis allora mi parla di occuparsi delle sue esigenze, delle sue ne-
“hermano” Severino, un sale- cessità; essere sensibili e percepire i suoi
siano missionario da trent’anni stati d’animo; venire incontro ai suoi desi-
a San Carlos ed un punto di rife- deri, magari inespressi per timidezza;

21 22
capirlo in certi momenti di rimento per tutti gli abitanti del nome, io sono in mezzo a loro». Le modalità e i tempi dovranno essere decisi
cattivo umore, anteporre le paese. Ogni giorno alle cinque in base agli impegni, alle attività, all’impostazione della giornata.
necessità degli altri alle mie; lui stacca dai mille lavori che
sta facendo e va a sedersi nella • la preghiera individuale: ognuno dovrà ritagliarsi un certo tempo nella
panchina della piazza. La gente
• essere in atteggiamento di servizio: giornata per il suo dialogo con Dio.
lo sa, si avvicina, saluta, chiac-
non tirarsi indietro di fronte agli im- chiera e racconta. Sanno che lui
pegni; non addossare sempre agli altri è la per loro, per ascoltarli! E la riflessione comunitaria
le varie incombenze, i lavori da fare; questo è molto più importante di Ogni impegno serio nella vita di un uomo, se vuole essere portato avanti nel
dimostrarsi sempre disponibili con tutto quello che ha costruito in tanti modo giusto, deve essere accompagnato dalla riflessione. Più è importante
giovialità; andare incontro a chi ha anni! l’impegno, più è necessaria la riflessione. Il volontariato raggiungerà gli sco-
più bisogno; alleviare il più possi- pi prefissi se periodicamente verrà sottoposto a una verifica, da parte di tutta
bile i pesi degli altri; Parlando ci sediamo come sempre la comunità: perché stiamo facendo questa esperienza? Stiamo andando bene
sul muretto dell’oratorio, vicino ad cosi? C’è qualche cosa da rettificare, da togliere, da aggiungere? È utile la no-
la serietà morale un gruppo di bambini. Gabriellita ha stra presenza qui? Stiamo ottenendo gli effetti desiderati? Cosa abbiamo im-
otto anni e sta spulciando i capelli al
lo scopo della nostra presenza è di parato oggi? Quali sono le cause della povertà che abbiamo sotto gli occhi?
fratellino e, quando ha finito, inizia ad
essere «testimoni della speranza». esaminare anche i miei. Rido dicendo
Quali sono le necessità che abbiamo rilevato? Quale può essere qui il ruolo
È il primo requisito per «evange- che dovrei proprio farmi una doccia. del volontario a lungo termine? Come potremmo contribuire allo sviluppo di
lizzare». Allora padre Luis mi fa notare che questo paese? Come possiamo riportare nella nostra cultura le suggestioni
quello è un gesto che si fa tra parenti avute qui? Quale incidenza sta avendo questa esperienza nella mia vita?
2. VITA CRISTIANA e amici, non con gli estranei… “Vedi
Si dia la dovuta importanza alla - mi dice - non è tanto importante l’impegno di evangelizzazione
preghiera (in modo particolare alla quello che avete fatto in questo «Il laico cristiano è evangelizzatore perchè testimonia con fatti concreti la
Santa Messa), alla riflessione comu- mese, quanto quello che siete e speranza e la fede che sono nel suo cuore».
nitaria, alla presenza nel gruppo del come vi siete rapportati con i Realizzerà questo impegno di evangelizzazione con:
giovani di qui… se Gabriellita
sacerdote, all’impegno di evangelizza-
ti sta spulciando è perché ti ha
zione. accolto come uno di famiglia!”
• la testimonianza: «la prima forma di evangelizzazione è la testimonianza»
(Redemptoris Missio, n.42). Essa «rende visibile un modo nuovo di compor-
la preghiera Roberto tarsi». «Tutti nella chiesa, sforzandosi di imitare il divino Maestro, possono
È l’indispensabile sostegno per chi voglia e debbono dare questa testimonianza, che in molti casi è l’unico modo possi-
vivere una vita di fede. Ancor più neces- bile di essere missionari».
saria quando ci si trova a vivere in situa-
zioni difficili, nelle quali sono possibili • la catechesi: dove la conoscenza della lingua lo consente, si potrà fare di-
momenti di sconforto, di crisi. Si dovrà rettamente, nell’ambito di un’animazione di ragazzi e giovani. Negli altri casi
curare: ci si servirà, come interpreti, di catechisti locali.
Avrà una sua giustificazione solo se sarà qualche cosa di «speciale», se avrà
• la preghiera comunitaria: la nostra carattere di «novità»; altrimenti che senso ha fare una cosa che può fare molto
piccola comunità deve esprimersi, come meglio, come tutto il resto dell’anno, il catechista locale? Qualche esempio:
tale, anche in un rapporto con il Signo- racconti biblici «vivacizzati», scenette preparate con loro su qualche episodio
re: «Dove sono due o più riuniti nel mio del Vangelo, presentazione, con diapositive, di vite di santi... Un altro modo,
con i più grandi, potrà essere il dibattito su qualche problema importante,
23 24
portando l’esperienza del proprio paese. - essere gruppo significa: vivere con persone con le
Una catechesi «spicciola», molto efficace, sarà quella di parlare coi giovani, quali si condivide OGNI COSA per un periodo,
esprimendo con semplicità il proprio modo di vedere sui problemi comuni si mangia assieme, si dorme assieme, si lavora
(fede, famiglia, ragazze, fidanzamento, matrimonio, rapporti sessuali, pratica assieme, ci si diverte insieme e si discute assieme.
religiosa, impegni sociali...).
- essere gruppo significa: rapportarsi continuamente e
3. ATTIVITÀ confrontarsi anche quando si hanno ide e e opinioni
i rapporti umani differenti. Convivere con una persona per una settimana è
È uno degli impegni che maggiormente contribuisce alla buona riuscita bello, ma poi arrivano i problemi, le incomprensioni e le discussioni...
dell’esperienza, al raggiungimento degli scopi prefissi. Sono da curare i rap- come in ogni famiglia.
porti:
- essere gruppo significa: superare il proprio desiderio di “essere solitario” e
• con il missionario condividere con gli altri la propria esperienza, i propri sentimenti.
Bisogna esigere da lui che dedichi una parte del suo tempo al giovane in
missione. Gli si chiederà: quali sono i suoi problemi, le sue difficoltà, quali le - essere gruppo significa: avere pazienza, comprensione e come in ogni cosa
“AMORE”, nel senso cristiano del termine (carità).
necessità della gente, la loro mentalità, usi e costumi, rispondenza all’opera
del missionario, pratica religiosa, moralità, rapporti con altre fedi, ecc. - essere gruppo significa: comportarsi da tale: siamo tutti una cosa sola,
• con la gente inutile quindi portarsi 1000 macchinette fotografiche ed ottenere
Occorre stare più che si può con la gente, parlare con loro, cercare di capire l’effetto “giapponesi a Venezia”: ciò che andiamo a vedere non è una
“attrazio one da circo”, i ricordi più belli e profondi saranno tatuati nel
la loro mentalità, informarsi sulla loro vita, sui loro problemi più assillanti,
nostro cuore anche senza macchina fotografica. Basta 1 “fotoreporter”
ascoltare le loro storie, imparare le loro tecniche, parlare dei nostri paesi, in un gruppo ben organizzato.
spiegare perchè si è voluto passare un mese con loro.
• con la realtà sociale - essere gruppo significa: aiutarsi, tutti possono avere un momento di debolezza,
volersi chiudere in un proprio limbo, isolarsi, soprattutto dopo aver visto
Si cercherà di fare visite mirate a scuole, ospedali, dispensari, lebbrosari,
ciò che vedremo: dobbiamo aiutarci e affiancarci per superare questi
piantagioni, industrie, miniere, zone particolarmente povere, comunità reli- momenti.
giose e monacali, altri volontari.
• con le autorità - partire in gruppo significa: essere visti e accolti come gruppo: il nostro
operato non è l’operato del singolo, ma è l’operato del gruppo, spesso
Saranno utilissime le interviste (non necessariamente a modo giornalistico,
“degli italiani” in senso generico. Ciò che facciamo e come ci
con taccuino o registratore, ma sempre ben preparate in antecedenza con do- comportiamo verrà quindi ricordato come opera di tutti.
mande precise) al Vescovo, al capo della comunità, ai direttori delle scuole,
agli insegnanti, al personale degli ospedali, a industriali sia del posto che - un gruppo organizzato è una forza: ci si aiuta, e si producono risultati
stranieri, a proprietari terrieri, ecc. Il tutto mirato a una conoscenza più ap- assieme se funziona e se non funziona dipende solo da noi. Ciò che
profondita dell’ambiente e della situazione della gente. otteniamo da un’esperienza di gruppo vissuta bene è mille volte più
fruttifero di un’esperienza solitaria perché alla fine ciò che più vale
gli interventi tecnici nel nostro cammino sono i rapporti con le persone: le amicizie ne escono
In alcune situazioni e se qualche giovane possiede competenze specifiche, si rinforzate, gli amori diventano veri e profondi, e il nostro modo di
potranno effettuare piccoli interventi tecnici a beneficio della gente o della vedere le cose cambia.
missione. Ad es.: tinteggiatura di ambienti, impianti elettrici, scavi per tuba-
ture, pulizie, sistemazione cortili, costruzione di piccoli arnesi.

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Quel che mi resta delle tre espe- Incontro con l’uomo nei
Paesi in Via di Sviluppo
rienze estive in Bolivia è essen-
zialmente il ricordo di una bella
vita di gruppo. Scelte salesiane
Ci si è sempre preparati e si è cer-
cato di vivere quell’intenso mese
appunto come gruppo di persone, 1. Quando ci si trova in questi paesi con
ognuno con il proprio carattere, infiniti problemi non ci si deve lasciar
provenienza, età… tentare dalla voglia di affrontarli tutti; è
Devo dire che l’esperienza vissuta un sentimento di onnipotenza a cui suc-
era tale e significativa perché impo- cede poi la frustrazione più distruttiva:
stata come gruppo. Ho vissuto ognu- è necessario scegliere e quindi avere
no dei tre mesi sempre con persone un criterio di scelta, consapevoli che
diverse, ma il tempo è sempre stato noi siamo un seme di speranza e una
arricchente e positivo, perché il tutto
tessera del mosaico; ma anche ciascu-
era appunto impostato e vissuto come
gruppo.
na delle persone che incontriamo è un
Nel gruppo ognuno manifesta comun- piccolo seme, molto prezioso.
que il proprio carattere e le proprie ca-
pacità, messe a disposizione degli altri: 2. Un primo criterio di scelta è di non
chi sa un po’ più della lingua (e aiuta considerare la persona che abbiamo
così gli altri), chi è bravo nell’anima- davanti semplicemente e principal-
zione (bans, canto, giochi…) e così
mente un «tubo digerente», ma inve-
trascina anche chi è più goffo o non
ha fantasia, chi è più espansivo e
ce partire dallo Spirito che è in lei, che
chi è invece più per il dialogo a la rende capace di sorridere, di stringerti
tu per tu, chi ha più energie e chi la mano, di continuare a vivere e a lottare
si stanca prima… Devo dire che anche con la pancia vuota. Mi sembra che
queste diversità, condivise, han-
no reso felicissima l’esperienza. questo sia un profondo rispetto per
L’esperienza comunitaria, che è la dignità della persona.
tipica dei gemellaggi come MGS Se la persona è anzitutto e fondamentalmen-
nelle missioni salesiane, è cer- te Spirito, le scelte salesiane devono mirare
tamente positiva quindi, ma va a questo e orientare a questo ogni altro in-
preparata, voluta, assimilata da tervento.
parte di tutti. Devo dire che chi Per questo l’oratorio-centro giovanile è e re-
non ha la disponibilità a metter- starà l’opera principe, purché non sia inteso
si un minimo in gioco per vivere
come attivismo fine a se stesso. L’oratorio
il tutto come gruppo, forse non è
“portato” a questo tipo di espe-
salesiano deve essere lo spazio umano in
rienza... cui cresce lo spirito. A fianco delle scuole
professionali ci vuole un don Bosco che ti
Marco sorride e ti riempie di gioia anche se sei a
piedi nudi e sbrindellato.
28
Tra i poveri non si può trasformare l’oratorio in scuola di lavoro a basso crescita di un bimbo che al funzionamento di una catena di
livello con la motivazione che devono guadagnarsi da mangiare. L’oratorio montaggio. Davanti a queste riflessioni si può comprendere
deve essere il luogo dove, nella socializzazione, le legittime esigenze dello quale equilibrio umano sia richiesto a un educatore
sviluppo fisico, delle espressioni atletiche, del divertimento, della musica, del e a un giovane in missione in particolare. Si può capire come
teatro, della danza, del gioco, della socialità, dell’incontro tra uomo e donna, sia limitato il periodo di due anni proposto ai volontari e
della progettazione matrimoniale, trovano uno spazio autenticamente umano quanto importante diventa un progetto comunitario che
e cristiano. superi i singoli componenti e anche l’eventuale mobilità
Da qui l’importanza della presenza continua degli educato- delle persone.
ri, di modelli di identificazione (sia ideali come la figura dei santi, sia in carne • Dobbiamo avere sempre il coraggio di caratterizzare
ed ossa come la figura dei volontari). L’associazionismo come possibilità di salesianamente la nostra presenza. Scegliere i giovani, la
rapporto tra persone che si incontrano costantemente e con problematiche loro crescita, e investire tutte le energie sul loro futuro nel
omogenee, con un progetto educativo, tappe, verifiche. senso più completo possibile: la formazione umana e
3. Un secondo criterio di scelta è di considerare quale scambio umano è cristiana, le scuole professionali e la catechesi, la vita in tutte
possibile tra me e la persona che mi sta davanti, tra i valori che io possiedo, le sue manifestazioni comprese la gioia e il tempo libero.
Non vuol dire scartare gli adulti, ma certo vuol dire che noi
i doni che mi sono stati dati e quelli del mio interlocutore. Questo esige non dobbiamo sostituirci a ogni tipo di compito della
che io abbia approfondito la mia identità, il mio ruolo. Poiché faccio parte di struttura civile. Ogni volta che vogliamo abbracciare tutto,
una comunità, debbo conoscere la mia matrice, e decidere il mio ruolo per- oltre a non riuscirci, dequalifichiamo il nostro servizio.
sonale in una strategia d’insieme. Inoltre richiede una profonda stima Il nostro intervento sarà sempre una goccia nell’oceano, ma la differenza
tra un servizio qualificato e quello generico è paragonabile ad una piccola
dell’altro come persona da ascoltare, da accettare comunque, da va- manciata di sale che dà sapore a tutta la pentola di contro ad acqua che si
lorizzare; questo sentimento non è spontaneo, va coltivato, verificato, fatto aggiunge ad acqua. I salesiani non sono truppe di assalto o il pronto soccorso
crescere: nel linguaggio cristiano serio si chiama umilta’: d’emergenza; sono agenti creatori di strutture stabili nel settore dell’educa-
zione, destinate a durare nel tempo e a trasformarle.
• La stima dell’altro corrisponde alla valorizzazione
4. Un terzo criterio di scelta: siamo portatori della speranza
delle ricchezze (anche piccole piccole) dell’altro
perché si senta amato (Bartolomeo Garelli: sai fischiare?). cristiana . È la Comunità Salesiana arricchita dai singoli confratelli
Corrisponde alla valorizzazione della cultura locale, alla con la loro «varietà» che diventa segno credibile di Cristo presente per salva-
responsabilizzazione anche quando sappiamo che ci re. Puntare sulla comunità e investire energia in questa direzione è fare chiesa
saranno notevoli sconfitte, alla pazienza di attendere i tempi e preparare il futuro della presenza salesiana.
di maturazione secondo i loro ritmi e non con la fretta
occidentale. 5. Per questo dobbiamo mantenere il ponte umano costituito dai gruppi di
Ma è chiaro allora che l’educatore deve cercare i motivi giovani che provenendo dai nostri ambienti educativi vengono per fare un
della sua serenità e la forza della mese di « esercizi spirituali » di nuova concezione, guidati da
donazione nell’amore che nasce dalla fede, non un salesiano che come direttore spirituale li accompagna, ammaestrati dalla
nell’efficienza delle realizzazioni, nella attuazione pronta comunità salesiana missionaria che li aiuta ad aprire gli occhi sul significato
dei suoi schemi. L’arte di educare i poveri è più simile alla della loro vita.

29 30
- accoglienza è: "sentirsi a casa propria". Quando noi Le varie esperienze estive Comunicazione


andiamo a casa di qualcun altro ci sentiamo
accolti se l'altra persona ci stringe la mano, ci
che ho vissuto sono state
tutte uniche in se, ma anche dell’esperienza
offre un caffè, ci fa mettere comodi. simili.
- accoglienza è: capacità di accogliere e essere accolti; è Uniche perché fatte ogni volta 1. A CHI
comprensione, valorizzazione della persona, con persone diverse o quasi - comunità di partenza (ispettoria,
abbandono di pregiudizi. e perché le esperienze umane educatori, casa salesiana,
vissute erano nuove ogni volta. parrocchia, oratorio, scuola,
- accoglienza è: un atteggiamento di fraterna intesa, sincera e sentita amicizia, Simili perché la forza che mi gruppi...)
di profonda solidarietà. Modi di pensare e di fare che non si fermano - ambiente sociale (mass media, TV,
spingeva a questo era la voglia
alla prima impressione.
di condividere come diceva, don radio, giornali, insegnanti
- accoglienza è: esercitare l'amore cristiano nell'accettare, ascoltare, tollerare Zuppini, quello che di più impor- scuole, circoli)
l'altro, anche se diverso, rispettarlo, accoglierlo nella nostra vita prima tante era per me e cioè Gesù.
che in una "giornata di animazione". Ricordo con emozione in Ma- 2. CHE COSA
dagascar la volta in cui volevo - valori oggettivi (ricchezze
- accoglienza è: il giusto modo di far sentire gli altri sicuri, rilassati e far
capire loro che si è un gruppo che è lì per condividere la quotidianità. pregare in malgascio assieme agli culturali del popolo visitato,
animatori e biascicavo a mal a arte, folklore, spiritualità,
- accoglienza è: mettersi a disposizione e coinvolgere le persone che andiamo a
pena il segno della croce e l’Ave ricchezze comportamentali
visitare al fine di collaborare ad una buona riuscita del Grest o delle
Maria, e la grande emozione delle singole categorie,
attività in oratorio. lavoro, famiglia, maternità,
provata sentendo invece accanto
- accoglienza è: avere uno spirito di carità nell'anima. Un'accoglienza in Gesù. a me un animatore malgascio dati statistici, prospettive di
Quello deve essere il faro. Noi al loro servizio per accogliere in noi i che pregava il Padre Nostro in futuro)
loro problemi per una comunione più profonda. perfetto italiano. - valori soggettivi (revisione del
- accoglienza è: accettare con umiltà le reazioni più o meno calorose che si Quello che mi sono portato prorio quadro dei valori,
possono ricevere al nostro arrivo. Solo con un atteggiamento umile si a casa sono i volti, le storie, progetti di vita, giudizio sulle
riescono ad instaurare rapporti importanti, ad abbattere barriere per la vita di questi giovani che scelte esistenziali,
valorizzare l'altra persona. abbiamo incontrato e la rapporti interpersonali nel
fede che abbiamo condiviso gruppo, con i missionari,
- accoglienza non è: dire semplicemente "prepariamo l'inizio di giornata con questi
e questo mi ha fatto capire con la gente, con qualcuno in
bans o quei giochi".
che un mese non bastava, particolare)
- accoglienza non è: partire con un atteggiamento da "salvatori" del mondo per dovevo e volevo fare di più
comandare in casa loro.
ed è grazie a questo che poi .
3 COME
Questa accoglienza diventa partecipazione alla loro vita e ci permette di "stare sono partito per un’espe- - in gruppo come appartenente ad un
con la gente": capire la loro mentalità, i loro problemi quotidiani, ascoltare le loro rienza a lungo termine che «progetto»
storie, parlare dell'Italia, e soprattutto spiegare perché si è voluto passare un con le dovute differenze mi - individualmente
mese con loro. ha permesso di arricchire la
mia fede e la mia attenzione .
4 QUALI STRUMENTI
verso gli ultimi. - campi-scuola, serate, mostre,
mercatini, bacheche, giornali, riviste,
Francesco proiezioni, conferenze
31 32
“Tornare a casa e accor- Verifica
gersi di essere cambiati. dell’esperienza
Tornare a casa e capire che 1. ITINERARIO FORMATIVO
niente sarà più come prima. La riflessione è rivolta a persone che fan-
no l’esperienza in gruppo, dopo un’op-
Tornare a casa e deci- portuna preparazione, consapevoli di
dere che l’amore ricevu- vivere un momento importante della
to nel mese di esperienza loro vita e convinti che l’esperienza ha
estiva deve trasformarsi in come scopo la maturazione delle per-
sone che la compiono (senza negare
scelte concrete e radicali.
altri valori).
Tornare a casa e cercare di ri- È necessario quindi prendere in con-
portare a familiare e amici il siderazione il proprio cammino spi-
vissuto dell’esperienza: le sen- rituale fatto di «intenzionalità e co-
sazioni e i sentimenti, le gioie scienza» e verificare:
e le difficoltà, le cose insegna- * se mi sono reso conto di
te e ciò che è stato imparato.
avere una vita
Tornare a casa e arrab- spirituale
biarsi con coloro che * se ho coscienza di dover
non hanno orecchie per curare lo spirito almeno
ascoltare il mio racconto. quanto si cura il corpo
* verso quale obiettivo finale mi
Tornare a casa e avere sem- muovo
pre in mente i volti e i sor- * che tipo di tappa intermedia
rappresenta questa esperienza
risi dei giovani incontrati.
estiva in missione
Tornare a casa e rin- 2. PERICOLI
graziare il Signore per * pericolo di collezionare esperienze
aver potuto vivere un senza lasciarsene catturare, di vivere
mese così fantastico! con delle persone senza coinvolgersi:

Giovanni
esperienze e persone sembrano
intercambiabili come le suppellettili
di un appartamento; al centro, in
tragica solitudine, solo il mio
«io».
34
operazione di conversione e il tipo di persona e di vita che ne
* pericolo di cercare un ambiente meno impegnativo perché risulta.
meno complesso, almeno per noi ricchi; un ambiente che ci
permette di vivere da protagonisti anche per la brevità della
esperienza; meno impegnativo perchè i progetti riguardano * collocare le scelte professionali e quelle di adempimento
cose da fare e non i rapporti umani, prolungati quanto una vocazionale (matrimonio, vita consacrata, servizio) allo
vita. interno di questo obiettivo globale.

* pericolo di nascondere con l’attivismo esteriore la decisione di non 4. TAPPE IN PROGRESSIONE


cambiare il nostro stile della vita: faccio buone azioni, ma
Affrontiamo il problema della ripetitività dell’esperienza estiva in missione
non mi preoccupo di « essere buono». con questa impostazione legata alla maturazione della persona.
La prima volta è il necessario contatto con una realtà sconosciuta che obbliga
* pericolo di credere di migliorare se stessi facendo cose, svolgendo a misurare la propria vita e le proprie scelte con criteri nuovi; se nell’espe-
attività, senza intervenire su valori, giudizi, atteggiamenti rienza mancasse la componente della vita di fede, mancherebbe la luce per
della propria vita e di quella del gruppo. capire, la forza per convertirsi. Se manca il sacerdote guida e la mediazione
del gruppo, si rischia di essere abbagliati da qualcosa che emoziona o dall’in-
3. VERIFICA sorgere di sentimenti legittimi, ma troppo settoriali (commozione per i bam-
bini, senso di pietà, desiderio di donare gli oggetti, senso di colpa per i nostri
* verificare quali nuovi valori (o quali vecchi valori ma con beni, per il nostro cibo...).
peso nuovo) mi trovo nel cuore dopo l’esperienza: austerità La seconda volta potrebbe aver senso se devo rendere un servizio alla crescita
di vita, fedeltà alle persone, ricerca dei rapporti di altri “novizi”: fare da capogruppo. Oppure rendere un servizio professio-
interpersonali al di sopra di tutto, spirito di servizio, nale gratuito non disponibile nel paese dell’esperienza.
diversità come ricchezza, ottimismo, fede come coraggio di La terza volta deve essere già una scelta vocazionale con un preciso pro-
fidarsi di Dio, comunità come ambiente in cui costruire getto di inserimento nella realtà locale, di collaborazione con tutte le forze
rapporti ispirati dalla fede, chiesa come speranza per ogni disponibili sul territorio ed in particolare con il missionario. Per noi credenti
popolo, per ogni persona. deve già essere preminente la coscienza di evangelizzare, di testimoniare il
vangelo servendo l’uomo e la società. È una prospettiva che esige tempi più
* verificare gli atteggiamenti che siamo riusciti a vivere lunghi di riflessione e prepara in maniera precisa la scelta del volontariato a
costantemente dopo l’esperienza: uso dei soldi, uso del lungo termine o della presenza a tempo indeterminato come coppia o come
tempo, rispetto delle persone, coraggio nello stare con consacrato. Ha un corrispettivo in Italia in una presenza sistematica a servizio
persone portatrici di problemi di cui non si intravvede la di una realtà del territorio.
soluzione, abbattimento dell’orgoglio-protagonismo,
collaborazione nel lavoro, non dare giudizi, non lamentarsi, l’esperienza estiva in missione puo’
In sintesi
pregare, partecipazione alla vita della comunità cristiana, e deve essere l’elemento che deter-
scelta delle informazioni, scelta dei media, impegno di
testimoniare la fede. mina una scelta nell’orientamento della
* progettare la vita, a partire dall’esperienza fatta, con vita: da una vita centrata su di se’ ad una
obiettivi molto definiti, sia nella meta finale, sia nelle vita a servizio dell’altro.
tappe di ogni giorno. Valutare con realismo il costo di questa Questo vale per ogni cultura, per ogni situazione vocazionale.

35 36
Un impegno che crea una nuova mentalità Questa visione deve svilupparsi durante la formazione dei volontari e
deve ispirare i loro progetti e servizi in modo tale che l’esperienza di vo-
In sintonia con la missione salesiana e la spiritualità che la alimenta, il lontariato non si riduca ad una parentesi, nel modo di affrontare la propria
vita nella società e nella chiesa.
volontariato salesiano si basa sui valori evangelici. Si impe-
gna per un progetto di vita centrato sul servizio delle persone bisognose e Atteggiamento di servizio disinteressato e di solidarietà
della società umana in genere; promuove i diritti umani di ogni persona, Il volontariato diventa una vera scuola di vita, soprattutto per i giovani.
partecipando agli sforzi per la solidarietà, la giustizia e la pace; e collabo- Contribuisce a educarli ad una cultura di solidarietà con gli altri, soprat-
ra così allo sviluppo integrale dei popoli. Per i membri della chiesa esso tutto i più bisognosi, nello spirito di accoglienza, apertura, e dono
è anche un invito a condividere la propria fede attraverso la loro testimo- gratuito di sé.
nianza e il loro servizio.
In questo modo il volontariato, anche se è una fase temporanea nella vita Esso costituisce un fattore peculiare di umanizzazione: grazie
di una persona, crea una nuova mentalità, che trasforma progressivamen- alle svariate forme di solidarietà e di servizio che promuove e concretiz-
te il modo concreto di affrontare la propria vita come impegno per la cre- za, rende la società più attenta alla dignità della persona umana e alle sue
azione di un mondo nuovo attraverso il servizio all’umanità bisognosa. molteplici aspettative.
“Tale impegno diffuso costituisce per i giovani una scuola di vita Attraverso le attività intraprese, il giovane in missione perce-
che educa alla solidarietà e alla disponibilità a dare non semplicemente pisce che solo chi ama e si dona agli altri realizza pienamente
qualcosa, ma se stessi. All’anti-cultura della morte, che si esprime per se stesso/a come una creatura umana.
esempio nella droga, si contrappone così l’amore che non cerca se stesso,
ma che, proprio nella disponibilità a «perdere se stesso» per l’altro, si
rivela come cultura della vita.” Ispirato dai valori della Spiritualità Salesiana
Una visione vocazionale della vita come dono e come servizio All’oratorio di Don Bosco i giovani e gli adulti collaboratori hanno avu-
to l’esperienza di vivere e lavorare insieme con lui per l’educazione e
Il giovane in missione assume una visione vocazionale della vita, conce-
per la salvezza dei giovani. Tale “vissuto carismatico” e
pita come un dono ricevuto gratuitamente e da comunitario, nucleo della Spiritualità Salesiana, illumina il progetto di
condividere al servizio della pienezza di vita per tutti. volontariato salesiano. Eccone alcune caratteristiche:
Questa cultura vocazionale diventa una realtà vissuta quando il giovane • l’amore preferenziale per i giovani, specialmente i più
acquisisce atteggiamenti e valori importanti: la difesa e la promozione poveri, come segno di un amore speciale di Dio per loro;
del carattere sacro della vita umana; la fiducia in sé e nel prossimo; l’inte- • la pedagogia della bonta’, espressione di una carità
riorità che permette di scoprire in sé e negli altri la presenza e l’azione di concreta alla misura dei giovani, che suscita in loro
Dio; la disponibilità a sentirsi responsabile e a lasciarsi coinvolgere per corrispondenza di amore;
il bene degli altri in atteggiamento di servizio e di gratuità; il • lo spirito di famiglia: uno stile di relazione umana serena e
accogliente, che suscita una visione positiva di sé, costruisce un
coraggio di sognare e desiderare in grande con audacia il ambiente formativo stimolante, incoraggia il cammino di gruppo
bene degli altri.
ed il protagonismo nel proprio impegno di crescita;
37 38
• gli impegni del quotidiano come lo spazio di risposta alla preferenziale per gli ultimi, in particolare per i poveri ed
propria vocazione umana e cristiana e il luogo nel quale emarginati, il giovane in missione si sforza di scoprire,
collaboriamo a sviluppare la missione redentrice di Cristo e rispettare, apprezzare e far apprezzare i valori della cultura in
la trasformazione del mondo; cui lavora, e di apprendere la lingua del luogo. Armonizza il
coraggio della profezia con la pazienza dell’attesa. Evita gli
l’ottimismo e la gioia della vita: fiducia nella vittoria del estremismi e controlla la tendenza al dominio, che può
bene, apertura ai valori umani presenti in tutte le persone, nascondersi sotto le apparenze del servizio.
anche quelle più povere e carenti, la pedagogia della gioia e • L’inserimento critico e responsabile nella realtà sociale
della festa. nella quale lavora e nella pastorale della chiesa locale:
il giovane in missione acquisisce una visione complessiva e
Valori e atteggiamenti del volontariato salesiano critica della realtà sociale, contribuisce alla rimozione delle
cause dell’ingiustizia, collabora nella costruzione del Regno di
Il volontariato salesiano promuove alcuni valori e atteggiamenti di fondo Dio e promuove i valori evangelici dell’amore, del servizio, del
che costituiscono il suo stile d’azione: perdono, della condivisione fraterna, della fiducia nella bontà
del Padre. S’impegna anche nella pastorale organica della
• Servizio disinteressato: come atteggiamento di dedizione di chiesa locale, lavorando con gli altri organismi ecclesiali.
tutta la propria vita e della propria professionalità per la
costruzione di un mondo migliore. Una persona si offre (da Il Volontariato nella Missione Salesiana, 2008)
completamente senza badare al proprio guadagno e alle proprie
convenienze per la realizzazione di un progetto di sviluppo
umano. Il disinteresse consiste proprio nel centrare l’attenzione
sui bisogni degli altri anziché sull’avanzamento personale.
• Lo spirito comunitario: il giovane in missione mette
generosamente le proprie doti e le qualità a servizio del
progetto e della comunità in cui opera. Evita di lavorare
individualmente o in modo isolato. È disponibile al dialogo e
al confronto, alla programmazione e alla verifica, al lavoro
in “équipe”.
• Lo stile “oratoriano”: il giovane in missione esprime
nell’azione un “cuore oratoriano” che sa stare con i ragazzi e
farsi amare, spinge a fare il primo passo per condividerne la
vita, crea un ambiente di famiglia che fonde, nel quotidiano,
domande giovanili, esperienze di vita e cammino di fede.
Accompagna i giovani in percorsi formativi pensati su loro
misura e rispettosi della loro sensibilità.
• Interculturalita’ e solidarieta’: con un’opzione chiara e

39 40
Via Appia Antica, 126
00179 Roma
tel. 06-51.629.1
vis@volint.it - www.volint.it
Il VIS è un Organismo di laici che si ispi-
ra al carisma di Don Bosco ed affianca il
tradizionale impegno educativo dei Sale-
siani nella formazione integrale umana,
scolastica e professionale di bambini e
ragazzi.
Il VIS è un Organismo Non Governati-
vo nato nel 1986, riconosciuto idoneo dal
Ministero degli Affari Esteri italiano e
dall’Unione Europea a progettare e rea-
lizzare interventi di sviluppo umano nei
paesi poveri e di educazione allo sviluppo
in Europa.
Nel 2009 ha ricevuto dal Consiglio Eco-
nomico e Sociale delle Nazioni Unite
(ECOSOC) lo status consultivo speciale.

Via di San Saba, 14


00153 Roma
tel. 06-57.50.048
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Il VIDES è una Organizzazione Non Gover-
nativa voluta dalle Figlie di Maria Ausiliatrice
per la promozione della donna, per interventi
educativi a favore di bambini e giovani svan-
taggiati, per la cooperazione nei paesi in via
di sviluppo.
Crede nell’intuizione di Don Bosco e di Madre
Mazzarello che sia possibile educare i giovani
ad essere protagonisti della loro formazione e
che questo sia un mezzo efficace per miglio-
rare la società.