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ELETTROMAGNETISMO E RELATIVITA' GALILEIANA I due sono

incompatibili. Dalle equazioni di Maxwell sappiamo che il campo elettromagnetico è un'onda che si propaga
nel vuoto con velocità uguale C= 1/√μ0ε0 = 3 10(8) m/s
Se le equazioni di Maxwell valgono in ogni sistema di riferimento inerziale, allora la luce ha quel valore in
u=u+v ogni riferimento inerziale
u = u1 + v mi rifaccio al sistema + semplice =>prendo l'onda elettromagnetica =>la velocità
c=c+v assurdo vale c In un secondo
sistema sta sera => velocità c come passo dai due sistemi => mi rifaccio a u = u1 + v => quindi c = c+ v assurdo
Dilemma: le equazioni di Maxwell e le relativiyà generale sono incompatibili nel senso che :
1) la relavità generale è sempre valida equazione di
Maxwell è valida solo in sistema di riferimento inerxiale particolare=> etere
oppure 2) le equazioni
di Maxwell sono sempre valide la relatività
generale non vale più L' etere è
un fluido immetaeriale che permea tutto l'universo in cui si propagano le onde elettromagnetiche i fisici
cercano l'etere.

Esperimento Michelason e Morley (1887)


Fa uso dell'iterferometro di Michelson Abbiamo una
sorgente luminosa S. Prendiamo un raggio luminoso, A un certo punto incontra M, ovverro uno specchio semi
trasparente => ovvero per metà passa il raggio per metà riflette. M1 e M2 sono specchi. R è un rilevatore
Troviamo che v sia la velocità dell'interferenza rispetto all'etere . Calcoliamo i tempi dei due
raggi, quello che colpisce r1 e quello che colpisce r2. Il primo percorso: SMM2 MR
Il secondo percorso: SMM1 MR I tratti SM
e MR sono in comune => mi interessano solo: MM2M avrà tempo t2 .
MM1M avrà tempo t1 t2: u=u1 + v => u1=u - v la u sarebbe la velocità
della luce rispetto all'etere u1 = c - v la u1
sarebbe la velocità della luce rispetto all'interefernza t2= l/u1=l/(c - v) + l/(c + v) = (c +
v + c - v)/(c^2 - v^2) l = 2lc/(c^2 - v^2) => t2= 2lc/(c^2 - v^2)
t1: prendo u = u1 + v e faccio: prodotto scalare u . u= ux . ux + uy . uy + uz . uz = u^2x + u^2y + u^2z = u^2
Ma se faccio: (u + v) . (u + v) = (u^2)^2 + v^2 u . v| sono perpendicolari =>
. v . u | prodotto scalare pari a zero t1 = u^2 =
u1^2 + v^2 => (u1^2) - v^2 => u1 = V(u^2 - v^2)=> u1=√(c^2-v^2) t1= 2l/√(c^2 - v^2)
I due tempi sono diversi => qundo in M l'onda si divide, le onde sono in fase => quando tornano indietro esse
non sono più in fase =>danno luogo ad un fenomeno d'interferenza, osservando lo strumento, nojn lo vedo=>
ciò mette in crisil'ipotesi dell'esistenza dell'etere.
L'onda quando arriva in M è : E = Eo sen(Kx - ωt) Quando
ritorna l'onda 1 : E1 = Eo sen (Kx - ωt + α1) Quando
ritorna L'onda 2 : E2 = Eo sen (Kx - ωy + α2) Anche ruotando
L'interferometro nel piano non si vedono frange d'interferenza nel caso in cui i due bracci hanno lunghezze +
osserviamo interferenza ma dovrebbe cambiare ruotando, invece non cambia.