Sei sulla pagina 1di 1

HO SCELTO DI PARLARE DELLA SCUOLA NEL PERIODO DEL FASCISMO perché DIVERSI DOCUMENTI

APPARTENENTI ALLA MIA FAMIGLIA HANNO SUSCITATO IN ME INTERESSE E CURIOSITà . MI SONO RESA
CONTO CHE PER CAPIRE COME FUNZIONAVA IL SITEMA SCOLASTICO DURANTE IL FASCISMO NON SI Può
PRESCINDERE DAL CONTESTO POLITICO E SOCIALE

Dopo la prima guerra mondiale, in Italia sorse un nuovo movimento politico di carattere insieme
rivoluzionario e reazionario, nazionalista e totalitario, che rifiutava i principi della democrazia liberale.

Questo movimento politico chiamato Fascismo fu capeggiato da Benito Mussolini che raggiunse il potere
nel 1922 con la Marcia su Roma. Solamente tre anni dopo, alla prima fase legalitaria si sostituì la fase
totalitaria che cambiò radicalmente lo stile di vita e i costumi della società.

In uno stato di tipo totalitario, come fu l’Italia fascista, la propaganda, il controllo dell’informazione e il
consenso delle masse fu essenziale.

L’Italia di quegli anni era una nazione ancora ampiamente analfabetizzata, nonostante tutte le leggi e i
regolamenti emanati durante gli anni precedenti. Creare una nuova scuola significò soprattutto preparare le
nuove generazioni all’accettazione del regime. Quindi l’educazione, l’indottrinamento dei bambini e la
scuola divennero il mezzo privilegiato della propaganda fascista, nonché un serbatoio di reclutamento.