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I ,111f
LE CORBUSIER
Gabriella Lo Ricco

SOMMARIO
La formazione: radici duplici
4
“L’Esprit Nouveau”
14
Puncti
24
Quadro cronologico
48
Bibliografia
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In copertina: Nella pagina a fianco: Qui sopra:


cappella Alta corte Donna con tavolino
Notre-Dame-du-Haut (1951-1955), e ferro di cavallo
(1950-1955), ingresso; (1928).
particolare; Chandigarh (India).
Ronchamp
(Francia).
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LA FORMAZIONE:
RADICI DUPLICI

A sinistra:
cassa di orologio
incisa
(1906).

È il 6 ottobre 1887 e cipale per imparare il mestiere austero e


minuzioso dell’incisore di casse di orologi
a La Chaux-de-Fonds, rientra in una tradizione familiare. Qui
Jeanneret conosce Charles L’Eplattenier,
una città situata a mille insegnante di “Dessin et composition déco-
rative”, che svolge un ruolo determinante
metri di altitudine nell’indirizzare la sua formazione.
Sotto un profilo professionale L’Eplat-
tra le montagne del tenier constata che il lavoro di incisore
non è adatto a Jeanneret a causa dei suoi
Giura svizzero e problemi di vista: gli consiglia di dedicarsi
all’architettura.
nota per essere un Inoltre L’Eplattenier intuisce che la sfi-
da del tempo cui i suoi studenti dovranno
centro dell’industria rispondere è quella di coniugare la qualità
dei prodotti con la quantità perseguita
dell’orologeria, nasce attraverso la riproducibilità tecnica. In
effetti la produzione di massa provenien-
Nella pagina a fianco: Charles-Édouard te da Germania e Francia crea una seria
un ritratto concorrenza agli oggetti d’uso prodotti
di Charles-Édouard Jeanneret. in modo artigianale: anche l’orologeria
Jeanneret noto, tende verso l’industrializzazione con la
dal 1920, I Jeanneret sono da più generazioni produzione degli orologi da polso. All’in-
con lo pseudonimo decoratori di orologi, quindi l’iscrizione terno di tale cornice, l’insegnamento di
Le Corbusier. nel 1904 di Edouard all’École d’Art muni- L’Eplattenier non è imperniato solo su un
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piano tecnico o pratico, ma comprende
tutta una serie di studi improntati su una
concezione spiritualistica della natura,
sugli insegnamenti di John Ruskin e su
una visione idealistica del mondo. I testi
di Henry Provensal e di Edouard Schuré,
per esempio, orientano Jeanneret verso
una concezione per cui compito dell’arte
è l’espressione di forze spirituali trasmis-
sibili attraverso rapporti armonici formali
e attraverso la numerologia pitagorica.
Tra il 1907 e il 1911 il giovane Jeanneret
compie una serie di viaggi.
Austria, Francia, Germania, Turchia,
Grecia, Paesi Balcanici, Italia costitui-
scono le principali tappe di una serie di
esperienze che gli consentono di amplia-
re i confini della sua conoscenza legata
all’ambiente ristretto della sua città natale.
Nel 1907 è a Vienna. Incontra nume-
Qui sopra: rosi artisti viennesi, tra cui Koloman
John Ruskin, Moser e Klimt, ed è in contatto con Jo-
The Seven Lamps seph Hoffmann che sta mettendo a punto
of Architecture, un’estetica che si basa sulla depurazione
Londra 1849. progressiva del linguaggio e della forma.
Da Vienna si sposta a Parigi dove lavo-
A destra: ra presso lo studio di Auguste e Gustave
Henry Provensal, Perret: l’Entreprise Générale de Travaux
L’art de demain, Publics & Particuliers Perret Frères. Con-
la copia siderati i più eminenti promotori di quel
di Le Corbusier. nuovo materiale da costruzione chiamato
“cemento armato”, i fratelli Perret sono
Qui sotto, nel frattempo impegnati nella costruzione
da sinistra: del Garage Ponthieu: un edificio che, in un
Friedrich Nietzsche, momento di massima espansione dell’Art
Ainsi parlait Nouveau, manifesta chiaramente e in con-
Zarathoustra, trotendenza il prevalere del tema della
la copia costruzione rispetto ai motivi stilistici.
di Le Corbusier.

Ernst Renan,
Vie de Jésus,
la copia
di Le Corbusier.

Le immagini relative
alle tre copie
di Le Corbusier sono tratte
da P. V.Turner,
La formazione
di Le Corbusier. Idealismo
e movimento
moderno,
a cura di M. A. Crippa,
Milano 2001.

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Auguste L’interazione con Auguste Perret segna 40 anni per realizzare ciò che di grande
e Gustave Perret, un’importante tappa nella formazione del intuisco sul mio orizzonte ancora liscio.
Garage Ponthieu giovane Jeanneret: la comprensione che [….] La mia concezione dell’architettura
(1906-1907); l’impiego del cemento armato permette è abbozzata nelle grandi linee che fino ad
Parigi. la creazione di nuovi ritmi, sia in pianta ora solo le mie deboli risorse mi hanno
che in alzato, e di ambienti spazialmente permesso di raggiungere. Arrivato a Parigi
A destra, moderni. avvertii in me un vuoto immenso e mi
l’ingresso. A ventun anni, il giovane Jeanneret scri- dissi: “Poveraccio! Non sai ancora niente
ve al suo maestro di Chaux-de-Fonds: «È e, ahimè, non sai quello che non sai”. Fu
In basso, inutile dirvi che la mia vita non è una questa la mia grande angoscia. […] Le
una veduta dell’interno. burla, ma fatta di lavoro intenso, neces- sferzate furono in seguito rappresentate
sario: infatti, dall’incisore che ero, per per me dai Perret. Queste vigorose per-
Questa immagine diventare un architetto con l’idea che mi sonalità mi corressero: mi dissero con le
è tratta sono fatto di questo mestiere, occorre fare loro opere e, talvolta nelle discussioni:
da G. Fanelli, un passo immenso. […] Ho davanti a me “Lei non sa niente”».
R. Gargiani,
Auguste Perret,
Roma-Bari 1994.

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Nel 1910, incaricato da L’Eplattenier di Tessenow riesce a far vivere tradizioni
svolgere una ricerca sulle arti decorative antiche riducendole a una scheletrica
tedesche, Jeanneret è in Germania. A Mo- essenza.
naco di Baviera conosce Theodor Fischer, Accanto agli aspetti culturalmente più
architetto che lo mette in contatto con avanzati del tempo, accanto alla conoscen-
le principali personalità del Deutscher za della cultura tedesca d’inizio del secolo,
Werkbund, quell’associazione tra politici, accanto alla comprensione di quali siano
industriali e architetti che, a partire dalla le questioni che il proprio tempo richie-
Germania, sta segnando lo sviluppo delle de all’architetto, l’attenzione del giovane
arti applicate e dell’architettura europee. Jeanneret è rapita da alcuni “incontri” di
Inserita in tale cornice, l’esperienza per natura molto diversa, frutto di un lungo
un breve periodo presso lo studio di Peter viaggio volto alla scoperta delle radici del-
Behrens gli permette di comprendere cosa la cultura mediterranea.
implichi per un architetto essere al cen- Nel 1911, in compagnia del suo amico
tro dei problemi architettonici, culturali, August Klipstein, Jeannert lascia Berlino
produttivi e politici di un’epoca. Il lavoro e intraprende un viaggio che attraverso la
che Behrens sta compiendo per la fami- Boemia, la Serbia, la Romania e la Bulga-
glia Rathenau con l’AEG di Berlino spazia ria, li conduce a Costantinopoli, in Grecia
dalla progettazione di edifici a quella di e in Italia. Le impressioni di tali tappe con-
oggetti, sino alla modalità di presentare fluiranno nel volume Le voyage dÕOrient,
i prodotti. un vero e proprio diario che evidenzia
In questo periodo inoltre Jeanneret vi- obiettivi e interessi del giovane Jeanneret.
sita i nuovi quartieri operai che stanno L’Acropoli di Atene lo colpisce per il
sorgendo in Germania. Quando nel 1910 è percorso cerimoniale che la caratterizza
a Dresda rimane affascinato dall’interven- e per «il prevalere delle forme sull’ordine
to che Heinrich Tessenow ha progettato a delle cose»: «dialogo di masse, pure e sem-
Hellerau: sotto un profilo architettonico plici masse», così la descrive Jeanneret.

Itinerario
del viaggio
in Oriente compiuto
da Le Corbusier
nel 1911.

Questa immagine
è tratta
da Le Corbusier,
Le Corbusier.
Il viaggio in Oriente,
Faenza 1974.

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Qui sopra: Il Partenone è definito come «massi-
Le Corbusier ma espressione matematica del tempio»,
all’Acropoli «cubo» e insieme «terribile macchina» le
di Atene nel 1911. cui «otto colonne obbediscono a un’unica
legge». La predilezione per i volumi sem-
plici e per la numerologia pitagorica si
intreccia quindi con una trasfigurazione

A destra:
Il Partenone
(settembre 1911),
da Voyage d’Orient.
Carnets,
redatti dallo stesso
Le Corbusier.

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Il Partenone
(settembre 1911),
da Voyage d’Orient.
Carnets,
redatti dallo stesso
Le Corbusier.

Il monastero meccanicistica. Quella di Jeanneret non è d’Ema, nei pressi di Firenze, al pari del
d’Ema (1911), una semplice sensibilità per l’antico, bensì Falansterio di Fourier, gli appare come
da Voyage d’Orient. la ricerca di una perfezione assoluta che modello di un’ideale organizzazione sociale
Carnets, tenga insieme più piani di lettura. In effetti, che si traduce nello spazio in un unico edi-
redatti dallo stesso la visita all’Acropoli di Atene è volta a com- ficio: un modello per le case degli operai.
Le Corbusier. prendere per sua ammissione, «l’essenza Questo monastero dell’ordine dei certosi-
stessa del pensiero artistico». ni, agli occhi di Jeanneret, costruisce un
Del Mediterraneo lo colpiscono anche le equilibrato rapporto tra spazi collettivi e
qualità delle aggregazioni urbane: la spon- individuali e, insieme, è espressione di un
taneità e semplicità del vivere si sostanzia- interessante rapporto tra artificio e natu-
no nello spazio attraverso la costruzione ra. Se gli spazi comuni sono introversi e
di un sensuale e articolato alternarsi di protetti, quelli privati, essenziali eppure
spazi ampi e ristretti. Mentre la certosa dotati di ogni comodità, si moltiplicano

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Sistema Dom-ino nello spazio e guardano, con distacco, la ciò permetterà una libertà nell’organizza-
(1914-1915), natura circostante. zione interna degli ambienti. Il suo tetto
maquette. Come tenere insieme tutte queste istanze sarà piano: potrà essere utilizzato come
nel proprio lavoro? ulteriore livello da cui guardare il paesag-
Al suo ritorno a La Chaux-de-Fonds, nel gio. L’edificio moderno sarà sollevato dal
1914, insieme all’amico ingegnere Max terreno: sarà una costruzione assoluta-
Du Bois inizia a compiere una serie di mente artificiale, distaccata dalla natura
studi su un sistema costruttivo. Si tratta e costruita per parti.
di una struttura formata da tre solai, sei Jeanneret ne studia anche le diverse
pilastri e una scala agganciata a un pila- applicazioni. Il sistema Dom-ino può
stro: chiamata «Dom-ino», non si tratta costituire un’unità abitativa a sé stante.
di un progetto di architettura, bensì di un Oppure quest’unità abitativa può divenire
manifesto vero e proprio. un elemento modulare, ripetibile e com-
Come sarà l’edificio moderno? binabile per formare complessi più ampi
Esso sarà dotato di una struttura por- assumendo la configurazione – nella solu-
tante puntuale e messa a punto con quel zione che mette a punto – del falansterio
nuovo materiale, il cemento armato, che di Charles Fourier.
sta rivoluzionando le costruzioni del tem- Il sistema Dom-ino è alla base di tutti
po. I pilastri saranno arretrati rispetto alla i compiti che la civiltà moderna richiede
facciata: si potranno costruire superfici di agli architetti.
tamponamento indipendenti dall’artico- Eppure, contemporaneamente alla mes-
lazione interna degli spazi. Il piano sarà sa a punto del sistema Dom-ino, Jeanneret
reso libero da ingombranti muri portanti: progetta la villa Schwob.

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Villa Schwob La costruzione ha una struttura in Solo l’esperienza del progetto e della
(1916), cemento armato, ma allo stesso tempo sua costruzione può permettere di assot-
in una foto del 2006; è definita da rivestimenti in mattoni; è tigliare tale scarto. C’è un piano astratto
La Chaux-de-Fonds caratterizzata da una grande vetrata a del pensiero e degli obiettivi prefissati che
(Svizzera). doppia altezza e insieme è dotata di cor- si deposita nei suoi libri e nei progetti.
nicioni classici e di oculi; la disposizio- C’è un piano concreto, ciò che è in grado
ne degli ambienti in pianta è bloccata e di progettare e che la realtà permette di
simmetrica eppure un ambiente a doppia realizzare, che si deposita nello spazio
altezza sfrutta le possibilità offerte dalla tramite le sue architetture. Assottigliare
struttura in cemento armato. La Schwob è tale scarto è la questione che lo spinge a
una casa «manierista», così è stata defini- un’incessante attività. Attività che si in-
ta da Colin Rowe, una casa che risente dei nesta nell’ottimista e tragica convinzione
numerosi influssi della sua formazione. di potere, con il proprio operato, ottenere
In modo significativo, al contrario degli effetti migliorativi sul mondo.
dei numerosi studi che compongono il Per raggiungere i suoi obiettivi Jean-
sistema Dom-ino, la villa Schwob non neret è, e sarà, disposto a tutto.
compare nella Œeuvre complète. Vi è un In primis, è necessario lasciare defi-
ampio scarto tra gli obiettivi che Jean- nitivamente il suo ambiente provinciale
neret si è prefissato di raggiungere con il e andare lì dove è più fervido il dibat-
suo lavoro e ciò che è realmente in grado tito culturale, lì dove il mondo è più in
di progettare e realizzare. fermento.

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Villa Schwob Parigi sarà la sua città.
(1916), In secondo luogo, per distinguersi in un
interno; ambiente sovrastimolato e sovraffollato
La Chaux-de-Fonds qual è quello della vita metropolitana, è
(Svizzera). necessario effettuare qualche trucco.
Assumere uno pseudonimo che s’im-
prima nella mente e che sia in linea con
le teorie iniziatiche di Schuré e con la
discendenza dei Jeanneret dai catari: Le
Corbusier sarà il suo nome. Le Corbusier,
una fusione tra un nome ancestrale, “Le
Corbesier” e un nomignolo dai significati
alchemici “Corbeau” o “Corvo”.
Fare in modo che la propria immagine
non passi inosservata attraverso l’assunzio-
ne di alcuni segni di riconoscimento visivo:
il trasferimento a Parigi segna l’apparire
sul suo volto di occhiali dalla spessa e nera
montatura.
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“L’ESPRIT NOUVEAU”

Amédée Ozenfant
e Charles-Édouard
Jeanneret
(Le Corbusier),
Apr•s le cubisme
(1918),
copertina.

Il definitivo Nel 1918 pubblica con Ozenfant Après le


cubisme, un pamphlet realizzato in accom-
trasferimento di pagnamento a una mostra per lanciare un
movimento artistico che prende il nome
Jeanneret a Parigi nel di “purismo”.
I presupposti da cui partono Jeanneret e
1917 apre un ulteriore Ozenfant sono esplicitati nell’introduzione:
«Finita la Guerra, ogni cosa si riorganiz-
capitolo nell’evoluzione za, tutto acquista chiarezza e si depura;
si innalzano fabbriche, nulla più appare
del suo pensiero. com’era prima del conflitto».
Come ripartire all’indomani di quella che
Nella pagina a fianco: L’incontro e la collaborazione con Amédée è stata la prima guerra industrializzata?
Natura morta Ozenfant, artista legato alle avanguardie In consonanza con uno spirito che at-
con violino rosso pittoriche parigine, gli permette di entra- traversa tutta la cultura europea posta di
(1920). re nel vivo del dibattito che attraversa la fronte al duplice volto dell’età della mac-
produzione artistica del tempo. Inoltre china, Jeanneret e Ozenfant si danno da
Jeanneret inizia a dedicarsi più assidua- fare per “mettere ordine”.
mente alla pittura, ambito che gli permette Il pamphlet è organizzato secondo quat-
di sondare nuove prospettive ideative. tro capitoli.
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Chitarra verticale Il primo, A che punto è la pittura, delinea mezzo per comprendere qual è l’essenza
(1920), le motivazioni della polemica purista volta della modernità. Ponti, fabbriche, dighe e
prima versione. a superare alcuni aspetti dell’esperienza macchinari industriali sono salutati come
cubista per inserirla in alvei socialmente «embrioni di un’architettura a venire» e
trasmissibili. Ai mondi frammentari di insieme come espressioni aggiornate di ciò
Picasso e Braque, si preferiscono precisio- che i greci avevano raggiunto con i mezzi
ne e ordine matematico. Nicolas Poussin, a loro disposizione. I metodi e i mezzi più
Jean-Baptiste-Siméon Chardin, Jean-Au- avanzati offerti dal tempo sono individuati
guste-Dominique Ingres e Georges-Pierre nel cemento armato, elogiato come risorsa
Seurat sono onorati come antecedenti di tecnica costruttiva che discerne dal calcolo,
una tradizione da recuperare. e nel numero, interpretato come «ciò che
Il secondo capitolo, A che punto è la vita è alla base di ogni bellezza».
moderna, tratteggia a grandi linee come Je- Il terzo capitolo, Le leggi, è volto a dimo-
anneret e Ozenfant interpretano «lo spirito strare in che modo la produzione artistica
moderno». Dell’età della macchina si evi- può radicarsi nella vita moderna. Sebbene
denziano gli aspetti positivi. Il sistema di arte e scienza abbiano a disposizione stru-
organizzazione razionale del lavoro di Tay- menti differenti, «il loro scopo è lo stesso:
lor è inteso come la capacità di sfruttare in il fine della scienza pura è l’espressione
modo intelligente le scoperte scientifiche. delle leggi naturali attraverso la ricerca
I principi scientifici dell’analisi, dell’or- delle costanti». Scopo dell’arte nella vita
ganizzazione e della classificazione sono moderna consiste per i due autori nella
elogiati in sostituzione dell’istinto, dell’in- percezione ed espressione dell’“invariante”.
certezza e dell’empirismo. L’osservazione Il quarto capitolo, Dopo il cubismo, de-
della città, un’osservazione che discerne finisce in quale modo le leggi naturali pos-
dal caos solo ciò che è riconducibile a un sono e devono diventare gli orientamenti
«grande ordine espressivo» e caratterizzato dell’opera d’arte, qual è il meccanismo
da «masse serene», è individuata come della concezione dell’opera e in che modo è
possibile realizzare tecnicamente le regole.
Tra le “leggi” del purismo Jeanneret e
Ozenfant individuano: la scelta di soggetti
dalle forme semplici e preferibilmente ba-
nali. Utilizzare il colore come un accesso-
rio della forma; la concezione deve essere
antecedente l’opera: la realizzazione tec-
nica diventa la materializzazione rigorosa
della concezione, quasi una fabbricazione.
Nel corso di questo periodo Jeanneret
elabora dei quadri in cui progressivamente
si misura con quanto messo a punto in
Après le cubisme.
La dimensione dei quadri è spesso deter-
minata dalla sezione aurea, mentre delle
griglie regolatrici, i “tracés régulateurs”,
regolano la collocazione degli oggetti.
I soggetti scelti, i cosiddetti “object-
type”, perlopiù prodotti in serie e ordinari,
di utilizzo quotidiano, sono caratterizzati
da forme semplici. I loro profili sono ri-
dotti a forme geometriche parallele alle
superfici dei quadri. I quadri ritraggono
uno spazio regolato, razionale e caratte-
rizzato dalla sovrapposizione di più piani
di lettura. Gli oggetti protagonisti di tale
spazio, a volte, intrattengono relazioni con
antichi canoni: le bottiglie, per esempio,
diventano contemporanee eredi delle co-
lonne classiche.
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Copertina La medesima necessità di compiere una tappa di ampliamento dei temi accennati
di “L’Esprit Nouveau”, sintesi e di renderla intellegibile, attra- in Apr•s le cubisme. L’attitudine è positiva
1, 1920. versa gli scritti che compongono la rivi- e i presupposti sono sempre legati a un
sta “L’Esprit Nouveau”. Fondata nel 1920 assestamento dopo gli anni della guerra:
con Ozenfant e Paul Dermée, un poeta «c’è uno spirito nuovo; è uno spirito di
legato ai circoli letterari d’avanguardia, sintesi e costruzione guidato da una conce-
“L’Esprit Nouveau. Revue internationale zione chiara». Com’è indicato nel prologo
d’esthétique” costituisce una successiva del primo numero di “L’Esprit Nouveau”,

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A destra:
Silos Washburn-Crosby
a Buffalo
(New York).

L’immagine qui
riprodotta è stata
pubblicata in “Jahrbuch
des Deutschen
Werkbundes”,
1913 ed è tratta
da R. Banham,
L’Atlantide
di cemento,
Roma-Bari 1990.

In basso:
Silos Washburn-Crosby
a Buffalo obiettivo della rivista è quello di «mettere Giochi sul piano ideativo: Le Corbusier
(New York). ordine nel panorama estetico», «dimostra- ha una grande capacità di intercettare le
re che quest’epoca è bella quanto quella idee messe a punto da altri. In questo ca-
L’immagine qui del passato» e «mostrare lo spirito unitario so specifico, l’utilizzo dell’America come
riprodotta è tratta che anima le ricerche». Mettere ordine e termine di paragone per evidenziare l’ar-
da Le Corbusier, insieme, come sarà esplicitato nel numero retratezza dell’Europa non è certo una
Verso 11, creare connessioni tra diversi ambiti. novità. Basti pensare ad Adolf Loos.
una Architettura I temi e i soggetti accennati nella prece- Giochi sul piano della comunicazione
(1923), dente pubblicazione adesso sono appro- delle proprie idee: ogni mezzo è lecito per
Milano 2000. fonditi e sostenuti da un ricco apparato sostenere la propria visione. Le Corbusier
iconografico. L’analisi comprende, come si estrapola alcune fotografie di costruzioni
Come evidenziato legge sulla copertina, estetica sperimentale, industriali pubblicate in “Jahrbuch des
da queste immagini pittura, scultura, estetica dell’ingegnere, Deutschen Werkbundes” del 1913 e le ri-
- ma ciò è stato teatro, music-hall, cinema, circo, sport, tocca per ricondurre gli edifici alle sue
riscontrato anche costume, libri, mobili, estetica della vita preferenze estetiche.
in altre occasioni - moderna. Tali giochi portano con sé una duplice
Le Corbusier altera È nel primo numero della rivista che considerazione.
l’apparato iconografico compare per la prima volta il nome “Le Innanzitutto che l’attività di Le Corbu-
delle sue pubblicazioni Corbusier”. Con esso emergono alcuni sier s’inserisce in un clima di rinnovamen-
attraverso dei ritocchi. degli innumerevoli e sfaccettati “giochi” to e all’interno di dibattiti, riflessioni e
L’eliminazione lecorbuseriani. progetti che attraversano tutta la cultura
dei frontoni
visibile dal raffronto
tra le due immagini,
è volta a sostenere
l’idea di un’architettura
che non abbia nulla
a che vedere
con intenti decorativi.
A tal proposito,
Paul Turner, per primo,
e in seguito anche
Reyner Banham
parlano di «uso
strumentale
delle immagini».

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A destra e in basso: europea e che in qualche modo dunque la nel momento in cui analizza la realtà in
Amédée Ozenfant determinano. cui vive, Le Corbusier estrapola dal “caos”
e Charles-Édouard In secondo luogo che nel momento in cui ciò che è strumentale ai suoi obiettivi ed
Jeanneret cerca di individuare cos’è ciò che accomuna effettua delle valutazioni in relazione ai suoi
(Le Corbusier), le manifestazioni estetiche del suo tempo, principi puristi: egli sta costruendo la sua
Sur la plastique, idea di architettura moderna.
in “L’Esprit Nouveau”, Ciò non sminuisce il messaggio che tra-
1, 1920. pela in modo forte attraverso la pubblica-
zione di “L’Esprit Nouveau”: Le Corbusier
investe la sua attività di architetto di ampi
significati.
Si rifiuta di considerare le questioni e
le relative manifestazioni staccate le une
dalle altre: l’architettura è posta all’interno
di un’ampia visione della sua contempora-
neità. Chiaramente la frammentazione è
necessaria per approfondire le questioni.
E in effetti ogni sua pubblicazione segna
sempre un progressivo approfondimento di
questioni precedentemente individuate. In
questo caso specifico, gli scritti di “L’Esprit
Nouveau”, che vedrà le sue pubblicazioni
fino al 1925, divergeranno, in base agli
argomenti trattati, in La Peinture mMo-
derne, L’Art décoratif d’aujourd’hui, Vers
une architecture e Urbanisme.
Estendendo i concetti messi a punto
per la pittura purista Le Corbusier sostie-
ne l’esistenza di alcune “invarianti” che
caratterizzano anche l’architettura e che
si pongono al di là delle convenzioni di

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Dall’alto,
in senso orario:
Amédée Ozenfant
e Charles-Édouard
Jeanneret(Le Corbusier),
Sur la plastique,
in “L’Esprit Nouveau”,
1, 1920.

La Casa-studio
di Amédée Ozenfant
a Parigi (1922):
studio del volume
e dei prospetti.

Disegno tratto
da I Tracciati
regolatori,
in Le Corbusier,
Verso una
architettura (1923),
Milano 2000.
Le Corbusier
Villa Savoye concepisce alzati
(1928-1931), e piante di questi,
piante del piano terra, ma anche degli altri
del piano di abitazione edifici, sulla base
e del solarium; di “tracciati regolatori”.
Poissy Basati sulla sezione
(Francia). aurea e sulla geometria
del triangolo,
Villa Stein-de Monzie i “tracciati regolatori”
(1926-1928), sono espedienti
studio del volume proporzionali
e dei prospetti; sperimentati
Garches nel corso del tempo
(Francia). che permettono
di conferire
Disegno tratto da agli edifici un’armonica
I Tracciati regolatori, distribuzione
in Le Corbusier, delle parti (euritmia).
Verso una architettura
(1923),
Milano 2000.

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Qui sopra: periodo e stile. «L’architettura è un gioco in questo, il bambino, il selvaggio e il
Occhi che non vedono, sapiente, esatto e magnifico dei volumi metafisico».
in “L’Esprit Nouveau”, assemblati nella luce. I nostri occhi sono Le immagini associate nella rivista
8, 1921. fatti per vedere forme nella luce: luce e a tale definizione sono di natura diver-
ombra rivelano queste forme; cubi, coni, sa e appartengono a culture ed epoche
In basso: sfere e cilindri o piramidi sono le grandi differenti.
Officine Fiat, forme primarie che la luce rivela al me- Le piramidi, il Partenone, il Pantheon,
in “L’Esprit Nouveau”, glio. La loro immagine sta dentro di noi, le architetture di Michelangelo, i bagni
19, 1923. distinta e tangibile, priva di ambiguità. È dell’Antica Roma, i monumenti della piaz-
per questo che sono forme belle, le forme za dei Miracoli di Pisa, per esempio, sono
più belle in assoluto. Tutti concordano architetture chiamate a testimoniare «le
grandi forme primarie» del passato. Sono
architetture che «commuovono» perché toc-
cano i sensi e, insieme, nutrono l’intelletto.
Fabbriche, sili del grano del Nord Ame-
rica, le strutture ingegneristiche più avan-
zate dell’epoca, come il viadotto sul Gara-
bit di Eiffel del 1884, edifici industriali,
come le Officine Fiat di Giacomo Mattè
Trucco del 1920, sono presentati come
lodevoli esempi di purismo funzionale
della contemporaneità.
Navi, aeroplani e automobili sono ce-
lebrati poiché corrispondono a ciò che è
frutto di un corretto svolgimento di que-
stioni ben poste: sono prodotti moderni
perché essi sono messi a punto al di là di
qualsiasi intenzionalità estetica o stilisti-
ca, definiscono un primato della funzione.
Le navi inoltre gli appaiono come grandi
macchine complesse e dotate di ritmo
che cavalcano i mari: una grandiosa e
aggiornata manifestazione di nuovi modi
di vivere comunitari. Le navi per Le Cor-
busier sono l’equivalente contemporaneo
della certosa d’Ema.
Sotto un profilo produttivo, l’esperi-
mento compiuto dalla fabbrica di aero-
21
A destra:
Le Corbusier - Saugnier,
Les Maisons “Voisin”,
in “L’Esprit Nouveau”,
2, 1920.

In basso,
a sinistra:
progetto per
Maison Standardisée.

Disegni tratti
da Le Corbusier
e P. Jeanneret,
Œuvre complète
(1910-1929),
a cura di W. Boesiger
e O. Stonorov,
Zurigo 1964,
e utilizzati come
studi per i Quartieri
moderni Frugès
a Pessac realizzati
tra il 1924 e il 1927.

In basso,
a destra: plani Voisin nel realizzare case in serie rozzeria o un aereo» gli appaiono come un
assometria per per far fronte alle richieste abitative del piano ingegnoso per il futuro: «È nata una
Unité d’habitation dopoguerra è applaudito con entusiasmo. generazione che vivrà nelle case Voisin»!
a Marsiglia Realizzate in tre giorni, consegnate tra- esclama Le Corbusier.
(1946-1952). mite auto-rimorchi, queste case «leggere, L’equazione tra espressione della mac-
flessibili e resistenti tanto quanto una car- china e classicismo trova il suo punto di

22
Occhi che non vedono, massima tensione in una serie di celebri diversi, uno dei quali ha raggiunto l’apice
in “L’Esprit Nouveau”, fotomontaggi e nel confronto tra templi e del suo climax, mentre l’altro è ancora in
10, 1921. automobili: il tempio di Paestum (datato al via di evoluzione. Questo arricchisce l’au-
600-500 a.C.) è associato a un’automobile tomobile. E cos’altro? Rimane da usare la
Humber del 1907; il Partenone (datato macchina come sfida alle nostre case e ai
447-434 a.C.) a una Delage del 1921. «Si nostri edifici più importanti.
tratta di due prodotti selezionati in campi È qui che ci fermiamo».

23
24
PUNCTI

È il 1922. Marcel Le Corbusier definisce la casa Citrohan,


una «machine à habiter», intendendo con
Temporal invita alcuni tale affermazione l’idea di un’abitazione
messa a punto a partire dalle questioni
giovani a partecipare più basilari ed essenziali del vivere. «Se si
sradicano dal proprio cuore e dalla pro-
con i propri lavori pria mente i concetti sorpassati di casa
e si esamina la questione dal punto di
alla sezione urbana vista critico e oggettivo, si arriverà alla
casa-strumento, casa in serie, sana (anche
del Salon d’Automne. moralmente) e bella dell’estetica degli
strumenti di lavoro che accompagnano
Chiede a Le Corbusier la nostra esistenza». Una casa concepita
come un’automobile e attrezzata così co-
di realizzare «una bella me si dispongono gli arredi delle cabine
delle navi.
fontana o qualcosa del La casa Citrohan si basa su dei principi
che implicano l’adesione a una visione
genere». ben più vasta che non si limita alla sola
scala dell’architettura: con essa sorgerà
Nella pagina a fianco: Le Corbusier accetta l’invito e si presenta la Ville contemporaine per 3 milioni di
casa-studio con la “maquette” di un’abitazione e con abitanti – il numero dei cittadini resi-
per Amédée il progetto di una città. La casa si chiama denti a Parigi nel 1910. Attraversata da
Ozenfant (1922), «Citrohan», un gioco di parole per non dire uno spirito di razionalità e disciplina,
in una foto «Citroën». Il prototipo raffigura una scato- la città è pensata secondo principi di
del 2004; la bianca su pilastri, con un tetto piano e ordine, divisione e regolarizzazione. La
Parigi. una terrazza praticabile. In parte sollevata serialità organizza gli edifici: a un nu-
su pilotis in cemento armato, essa ospita al cleo centrale di ventiquattro grattacieli
In alto: piano terra gli impianti di riscaldamento e di sessanta piani si affiancano edifici a
casa Citrohan uno spazio per l’automobile. È dotata di un sviluppo mistilineo (“à redents”) alti sei
(1922), soggiorno a doppia altezza illuminato da piani ed edifici a corte alti cinque piani.
maquette. ampie finestre planari di tipo industriale; L’organizzazione regola la circolazione
cucine, bagni e camere sono collocati nel distinta su livelli diversi. Gli edifici a cor-
retro. te, chiamati Immeubles-Villas, saranno
25
A destra
e al centro:
due immagini
di casa
La Roche-Jeanneret
(1923-1925);
Parigi.

In basso:
progetto
per Ville
contemporaine
per tre milioni
di abitanti
(1922).

26
composti dalla sovrapposizione di unità
abitative organizzate su due livelli, una
declinazione della casa Citrohan.
Nell’insieme Le Corbusier espone «la
manifestazione magnifica e potente del
XX secolo»: la casa è concepita come
uno strumento e la città non ha più nul-
la dell’organica configurazione di quella
storica.
Nel frattempo, con suo cugino Pierre
Jeanneret, è impegnato nella realizzazione
di alcune abitazioni e atelier su dei piccoli
lotti suburbani attorno a Parigi. I clienti
– come il suo amico Amédée Ozenfant, il
banchiere e collezionista di dipinti Raoul
La Roche, il fratello Albert Jeanneret o
il pittore americano Cook – sono parte
di quella che Wynglham Lewis chiama-
va «bohémien dell’alta borghesia». Tali
commesse gli permettono di comprendere
come trasformare le sue intenzioni in
costruzioni reali. E di iniziare a mettere
a punto degli elementi che diventeranno
delle costanti nel suo lavoro.
In aderenza con i principi puristi, i vo-
lumi sono netti e lineari, le facciate e gli
spazi interni sono studiati secondo “tracés
régulateurs” basati sulla geometria del
triangolo e sulla sezione aurea. Prevale il
bianco oltre all’utilizzo di colori primari
per gli interni.
L’utilizzo dello scheletro di cemento
consente di sollevare i volumi dal terreno
tramite pilotis a sezione circolare; di creare
ampie finestrature che inondano gli spazi

Villa Cook
(1926-1927),
in due foto
del 2006;
Boulogne-sur-Seine
(Francia).

27
di luce e di utilizzare le coperture come ci sedie Thonet, radiatori, nude lampadine
terrazze-giardino; esso inoltre permette a bulbo, finestre di produzione industriale,
l’articolazione di ambienti interni che va- corrimani a sezione circolare, semplici
riano per dimensioni e altezze. Qui, scale, contenitori metallici, sono gli “objet-type”
rampe e passaggi sopraelevati, come avvie- che compaiono nei suoi dipinti: oggetti
ne nei transatlantici, permettono di godere che «tendono verso un tipo determinato
di una pluralità di punti di vista. Mentre dalle forme tra l’ideale di massima utilità
impianti, attrezzature domestiche, sempli- e le esigenze di produzione industriale».

Padiglione della rivista


“L’Esprit Nouveau”,
Exposition
internationale
des Arts décoratifs
et industriels modernes,
Parigi 1925.

A destra:
una veduta
dell’esterno.

In basso:
particolare dell’interno.

Questa immagine
è tratta
da Le Corbusier
e P. Jeanneret,
Œuvre complète
(1910-1929), a cura
di W. Boesiger
e O. Stonorov,
Zurigo 1964.

28
Plan Voisin,
plastico esposto
al padiglione
della rivista
“L’Esprit Nouveau”,
Exposition
internationale
des Arts décoratifs
et industriels modernes,
Parigi 1925.

Convergono, in tali abitazioni e in quelle di espressione: costruire il padiglione della


successive, il sistema Dom-ino, le cubiche rivista “L’Esprit Nouveau” è l’occasione
abitazioni imbiancate a calce e l’alternarsi per dimostrare concretamente il suo con-
di spazi stretti e ampli tipici degli agglome- cetto di riproducibilità messo a punto in
rati mediterranei, i coevi progetti di Adolf occasione della precedente esposizione. Il
Loos e Tony Garnier e, insieme, le anonime padiglione è, in scala reale, quella singola
case-studio costruite a Parigi nella prima unità abitativa che tramite un processo
parte del secolo, oltreché quel composito di moltiplicazione, avrebbe composto gli
immaginario estetico che Le Corbusier sta Immeubles-Villas”. Mentre il “Plan Voisin”
costruendo all’interno della rivista “L’Esprit presentato all’interno del padiglione, adatta
Nouveau”. il piano della Ville contemporaine al caso
Quando nel 1925 partecipa all’Exposition concreto di Parigi: il centro storico della
internationale des Arts décoratifs et indu- città va assolutamente demolito per fare
striels modernes di Parigi, Le Corbusier ha posto alla nuova città della civilizzazione
già raggiunto un controllo dei suoi mezzi macchinista.

Quartieri moderni
Frugès
(1924-1927),
in una foto del 1995;
Pessac
(Francia).

29
Villa Stein-de Monzie
(1926-1928);
Garches
(Francia).

A destra:
veduta del fronte
principale in una
foto del 2006.

In basso:
veduta del retro.

Il principio della serialità della costru- dell’abitazione come bene di consumo di


zione che dalla singola unità abitativa è massa attraverso l’applicazione di un unico
trasferita alla scala dell’intera città, trova principio: a partire dal modello della casa
contemporaneamente la sua attuazione nei Dom-ino, attraverso una serie di combina-
Quartieri moderni Frugès a Pessac. Le Cor- zioni, si possono mettere a punto differenti
busier convince un industriale di Bordeaux tipologie abitative fino ad arrivare a quelli
ad applicare le tecniche più avanzate del che il loro autore chiama grattacieli (edifici
tempo per realizzare un intero quartiere. alti quattro piani!).
Indica come parole d’ordine dell’intervento: Quando nel 1926 Michael e Sara Stein e
standardizzazione, industrializzazione e Gabrielle De Monzie gli chiedono di pro-
taylorizzazione. L’obiettivo è di ridurre i gettare una villa a Garches, poche miglia
costi di costruzione per rendere le abita- a ovest di Parigi, Le Corbusier ha già de-
zioni accessibili alle classi meno abbienti finito quali sono le “leggi” del suo fare,
e di utilizzare per tutta la lottizzazione i cosiddetti “Cinque punti di una Nuova
un unico sistema strutturale in cemento Architettura”: i pilotis, il tetto giardino, la
armato. Chiaramente Le Corbusier non pianta libera, la facciata libera e la finestra
ha un’esperienza tale da raggiungere un a nastro. Si tratta di soluzioni generiche
risultato ottimale. Eppure il quartiere testi- volte a trascendere le specificità dei singoli
monia il tentativo di impostare il problema casi, elementi di un sistema fondato su
«vérités irrécusables». Eppure, nell’atto
pratico, nelle sue costruzioni, queste “re-
gole” contengono sempre delle “eccezioni”,
evidenziando in tal modo quanto poco in
realtà l’architettura possa essere soggetta
a canoni.
Così, in villa Stein-de-Monzie non com-
paiono i pilotis ma l’impaginato delle fine-
stre fa intuire che la facciata è una semplice
membrana; il tetto giardino non è visibile
eppure un volume che ricorda la ciminie-
ra di un transatlantico allude alla percor-
ribilità dell’ultimo piano. In aderenza al
principio della “pianta libera”, ogni livello
dell’abitazione è pensato e distribuito in
modo diverso eppure una regola attraversa
tutti gli spazi: l’alternarsi degli opposti.
30
Tre fotografie Da spazi stretti si accede a spazi espan- rio che compare in “L’Esprit Nouveau”. Il
di villa Savoye Poissy si; i pilastri segnano i punti di un ritmico prospetto sul retro, per esempio, è segnato
(1928-1931); spazio cartesiano, ma insieme morbide da una poderosa rampa di scale e da un
Poissy pareti accompagnano i movimenti del cor- curvo volume destinato a deposito: allusio-
(Francia). po. Le facciate e le piante sono concepite ni a volumi navali; mentre, nel prospetto
a partire dal numero aureo e sulla base principale, compaiono corpi aggettanti e
Qui sotto: di tracciati regolatori, quindi attraverso l’ingresso è segnato da un grande elemento
l’esterno. espedienti proporzionali provenienti da a sbalzo che richiama un ponte levatoio ret-
lontano e sperimentati nel tempo, eppure to da tiranti simili a quelli degli aeroplani.
In basso: numerosi elementi “imprevisti” contrad- L’universo macchinista dialoga con l’ar-
due vedute dell’interno. dicono tali leggi universali. Le facciate di chitettura attraverso suggestioni formali.
villa Stein-de-Monzie sono attraversate da D’altronde, le architetture di Le Corbusier
corpi plasticamente autonomi ed elementi raramente presentano innovazioni in am-
che recano in sé qualcosa dell’immagina- bito costruttivo.

31
Qui a fianco,
da sinistra:
Pranzo al faro
(1928).

La ballerina
e il piccolo felino
(1932).

La dialettica tra regola ed eccezione, contraddetto da un compenetrarsi degli


tra memoria e universo macchinista, l’u- spazi interni ed esterni e dalla “promenade
tilizzo di tracciati regolatori sia in pianta architecturale”: un percorso ascetico che
che in alzato, i “Cinque punti della nuova divide e insieme connette gli spazi e che
architettura” e qualcosa di più o di meno in un inanellarsi di inaspettate visioni in
di essi trovano la loro più compiuta rea- movimento conduce sul tetto-giardino. Lì,
lizzazione nella villa Savoye. Questo bian- dove si recupera la superficie sottratta alla
co parallelepipedo staccato dalla natura natura, si offre una visione scultorea della
tramite pilotis e solcato dalle “fenêtres en stessa. Semplice e complessa, cerebrale e
longueur”, questo “oggetto” che allude con sensuale, villa Savoye è la massima espres-
i suoi sistemi proporzionali all’ordine e sione di un percorso ideativo e intellettua-
all’armonia di quiete opere classiche, cela le iniziato molti anni addietro: al pari del
un interno spazialmente complesso e artico- Partenone o di una Ferrari, è un “oggetto
lato. L’apparente rigore cartesiano è infatti di lusso” che ha raggiunto il suo climax.

Solarium
dell’appartamento
per Charles de Beistegui
(1929-1931);
Parigi.

32
Una volta raggiunto tale climax, Le amplia il suo spazio ideativo. Agli oggetti
Corbusier inizia a inserire nei suoi di- prodotti in serie, semplici e ordinari, agli
pinti radici, sassi, conchiglie: «questi “object-type” affianca gli “objets trouvés”,
frammenti di elementi naturali, schegge e insieme sinuose figure femminili. Lo
di pietra, fossili, pezzi di legno, queste spazio rigido, ordinato e stereometrico
cose martirizzate dagli elementi, l’usura, del purismo si affastella di nuovi elementi.
l’erosione, la dissoluzione, non solo han- Attraversati da echi surrealisti, i quadri di
no delle qualità plastiche, ma anche uno Le Corbusier diventano progressivamente
straordinario potenziale poetico». Per non sempre più complessi e tengono insieme
correre il rischio di ripetersi, Le Corbusier più soggetti.

A destra:
villa di Madame
Hélène de Mandrot
(1929-1932);
Le Pradet
(Francia).

Qui sotto:
casa del Weekend
(1935);
La Celle-Saint-Cloud
(Francia).

33
Cité de Refuge
(1929-1933),
edificio per l’Armée
du Salut,
in una foto
del 2005;
Parigi.

Qui sotto:
padiglione svizzero
alla Città universitaria
(1929-1933),
in due foto
del 2005;
Parigi.

Ed è proprio un ironico e surreale ca-


povolgimento tra natura e artificio ciò che
è possibile sperimentare all’ultimo piano
dell’appartamento parigino di Charles de
Beistegui. Costruito su tre livelli, il suo at-
traversamento permette una progressione
di ambienti dal significato diverso che ha
il suo apice in una surreale stanza a cielo
aperto: un solarium dotato di un manto er-
boso e di un camino. La riflessione sull’età
della macchina si arricchisce di elementi
primordiali. E così, se in Provenza la villa
di Madame Hélène de Mandrot mostra
contemporaneamente la combinazione tra
la tecnologia universale del telaio in accia-
io e l’artigianato locale delle costruzioni
in muratura, nella periferia di Parigi la
casa del Weekend può essere considerata
come una capanna primitiva nell’epoca
macchinista.
Tutto ciò coincide con gli anni Trenta,
quando Le Corbusier amplia la sua sfera di
azione. Sono gli anni dei Congressi inter-
nazionali di architettura moderna (CIAM),
tentativo di mobilitazione collettiva; di
nuove opportunità lavorative in Nord Afri-
ca, Brasile, nei Tropici e nel Mediterrano;
mentre, in Europa, una serie di concorsi
e commesse istituzionali lo pongono di
fronte alla progettazione di alcuni edifici
ad alto valore rappresentativo.
Di fronte a programmi ben più com-
plessi di quelli relativi all’abitazione, Le
34
Corbusier e Pierre Jeanneret rompono che però si sono rivelati non in grado di
la tradizionale configurazione compat- garantire condizioni climatiche efficienti: il
ta dell’edificio a carattere simbolico e ne “pan de verre” dell’Armée du Salut è stato
identificano le singole parti. All’iconografia sostituito da finestre.
tradizionale monumentale si sostituisce Con la costruzione del padiglione sviz-
così una «machine à habiter» collettiva. zero alla Città universitaria di Parigi, Le
Sia l’Unione centrale delle cooperative dei Corbusier dimostra concretamente come
consumatori a Mosca, il cosiddetto Cen- le moderne tecniche costruttive possono
trosojuz, che la Cité de Refuge a Parigi essere impiegate in un edificio pubblico:
sono immensi corpi rettilinei con facciate i pilotis sollevano la costruzione per la-
realizzate interamente a doppi vetri – “pan sciare il terreno libero alla circolazione. Al
de verre” – su cui si stagliano i volumi volume regolare destinato a residenze stu-
degli spazi pubblici e di rappresentanza. dentesche si affiancano due corpi piegati e
Sebbene tali spazi entrino in relazione con disassati che ospitano le parti comuni e i
la città in modo diverso, in entrambi i casi servizi. A essi si accede attraverso il portico
essi trovano dimora in volumi fuori scala definito dall’edificio e che può anche essere
che si stagliano su sfondi continui e sono utilizzato come spazio di relax. Qui com-
accostati o allineati come in un sistema paiono i nuovi elementi qualitativi presenti
classificatorio. Passerelle e passaggi coper- nei suoi quadri: i pilotis assumono per la
ti ne garantiscono i collegamenti. Le due prima volta una conformazione plastica
costruzioni sanciscono anche un primato evidenziata dal cemento lasciato a vista e
tecnologico: rudimentali sistemi meccanici al vetro sono affiancate la pietra bugnata
di ventilazione e riscaldamento sono volti e le lastre di cemento.
a rendere queste «machine à habiter» degli Ma Le Corbusier accumula diverse
edifici collettivi autosufficienti. Sistemi sconfitte. A Ginevra il progetto della So-

Ville radieuse
(1930),
maquette.

35
Case Jaoul
(1952-1956);
Neuilly-sur-Seine
(Francia).

A destra:
una veduta
dell’esterno.

In basso:
l’interno.

cietà delle nazioni, per esempio, è escluso ti è costituita infatti dalla Ville radieuse:
dall’elaborazione finale; mentre a Mosca il rivisitazione della Ville contemporaine,
palazzo dei Soviet, se valutato in rapporto essa è concepita come un grande parco
al magniloquente progetto vincitore di totalmente destinato a pratiche collettive
Boris Iofan, è semplicemente inaccettabile. e la cui continuità è garantita da edifici
In tutti i casi si tratta di edifici collettivi sollevati dal terreno tramite i pilotis.
concepiti come “laboratori”: «In quegli Le Corbusier propone la sua utopia a
anni dal 1929 al 1934 […] volevamo che Mosca, Anversa, Buenos Aires, Manhattan,
ogni elemento costruttivo fosse la prova con indifferenza per qualsiasi contesto
sperimentale che ci permettesse di adottare culturale, politico o economico. Nel 1935
le necessarie iniziative urbanistiche». La è a Manhattan: «I grattacieli sono trop-
cornice di riferimento di questi proget- po piccoli e vicini tra di loro!» afferma

36
strategicamente per esaltare la sua Ville Qui sopra: Qui sotto:
radieuse; arriva addirittura a sperare che Unité d’habitation il Modulor e gli studi
Mussolini possa realizzare il suo sogno (1946-1952); sulla successione di Fibonacci.
ideale. In effetti, per sua stessa ammissio- Marsiglia. Questa immagine è tratta
ne, Le Corbusier non si lega stabilmente da Le Corbusier, Modulor 2 1955
ad alcuna ideologia: «Capitalismo, bor- (La Parole est aux usagers).
ghesia, proletariato? Non rispondo che Suite de ÒLe ModulorÓ 1948,
con un termine che esprime la mia linea Boulogne 1955.
di condotta e determina la mia attitudine
rivoluzionaria: umano».
Nel secondo dopoguerra, quei motivi che
erano all’opera nella produzione degli anni
Trenta diventano predominanti: materiali
naturali, il “béton brut”, linguaggi legati
alla cultura mediterranea e una vena di pri-
mitivismo si affiancano agli elementi della
civilizzazione meccanicista. Significativo
è il raffronto tra le case Jaoul e la vicina
villa a Garche realizzata venticinque anni
prima. Nella case Jaoul il tetto piano pun-
teggiato da forme scultoree diventa sede
di un manto erboso. L’estetica di superfici
bianche diventa arcigna e parla un linguag-
gio spontaneo: le superfici intonacate in
bianco sono sostituite da pareti in mattoni
pieni. La “fenêtre en longueur” lascia il suo
posto a infissi dalle dimensioni eterogenee,
incorniciati e rivestiti da pannelli in legno.
Il livello tecnologico della costruzione ri-
flette in parte una produzione artigianale
dovuta alla manodopera impiegata: operai
algerini forniti di attrezzature rudimen-
tali. Mentre gli ambienti interni, scansiti
dalle volte catalane, sono caratterizzati da
un’illuminazione irregolare e drammati-
37
Unité d’habitation ca, molto lontana da quella luce chiara e triste” doveva apparire – questa volta agli
(1946-1952); continua che aveva caratterizzato le case occhi di Le Corbusier – l’Unité d’habitation.
Marsiglia. del periodo purista. Come evidenziato dai Concepita come soluzione normativa e
suoi abitanti, si tratta di ambienti «belli universale per un modo di vita possibi-
A destra: e tristi come un museo». Come “bella e le in un sistema industriale e realizzata
Ozon, Opus I in più località – a Marsiglia, a Nantes, a
(1947). Briey-en-Forêt, a Meraux, a Firminy e una
a Berlino – l’Unité è, ancora una volta, solo
Nella pagina a fianco: un “pezzo” di quell’utopia rappresentata
convento domenicano dalla Ville radieuse. È all’interno di quel
di Sainte-Marie piano infatti che Le Corbusier concepisce
de la Tourette le “unités”: edifici che combinano residenza
a Eveux e attività collettive e che sono organizzati
(Francia, 1952-1960), nello spazio secondo l’ottocentesca con-
in due foto formazione “à redents”. Milleottocento
del 2004. è in effetti il numero della popolazione
previsto per la micro-società dell’Unité: il
medesimo numero suggerito da Charles
Fourier, più di un secolo prima, per il suo
falansterio. Eppure, rispetto a quella del
suo predecessore, l’utopia dell’Unité è di
ben poca entità.
Commissionata dal ministro della Ri-
costruzione francese per far fronte alla
carenza di alloggi, l’Unité d’habitation di
Marsiglia è un imponente superblocco sol-
levato da terra tramite ciclopici pilotis e
che parla la lingua plastica e brutalista del
cemento lasciato a vista.
38
Come negli altri suoi lavori, vi conver-
gono le riflessioni degli anni precedenti.
La casa Citrohan e le cellule dei monaci
della certosa d’Ema sono i modelli per la
distribuzione degli appartamenti. I “Cin-
que punti dell’architettura” vengono assog-
gettati a una serie di sistemazioni legate
all’esperienza: il problematico “pan de ver-
re”, per esempio, viene adesso protetto da
frangisole (“brise-soleil”). Le dimensioni in
pianta e alzato sono regolate dal Modulor.
Messo a punto negli anni precedenti,
si tratta di un sistema proporzionale che
sfida il mito dell’uomo vitruviano e si basa
sulla successione di Fibonacci. Erede dei
“tracés régulateurs”, il Modulor permette di
conferire all’edificio un ordine matematico
che si serve di proporzioni universali. Sul
tetto giocheranno i bambini in mezzo a una
natura artificiale, composta da elementi
scultorei che alludono al ponte di coperta
di una nave.
Quando nel 1953 realizza il convento
domenicano di Sainte-Marie de la Tourette,
vicino a Lione, Le Corbusier può misurar-
si con il tema di una comunità che vive
organicamente. Qui, “leggi” e modelli di
riferimento costruiti nel corso di anni di
studio ancora una volta si stratificano e si
39
Cappella scontrano. L’architettura è frutto di una proprio la realizzazione di un altro edificio
Notre-Dame-du-Haut ricerca tormentata: ogni costruzione segna religioso che lascia smarriti gli architetti
(1950-1955), degli avanzamenti e, a volte, delle rinunce. del tempo.
in una foto Nel convento di La Tourrette, i pilotis «Le Corbusier ci ha traditi!», titolano
del 2015; cilindrici o plastici sono sostituiti da pi- le riviste dell’epoca.
a Ronchamp lastri a piastra; le finestre sono costituite L’architetto della ragione, l’architetto
(Francia). da soluzioni plurime: nicchie aggettanti in della macchina, realizza una costruzione
corrispondenza delle celle, e “ondulatoires” primitiva, arcaica, evocativa. Libera da
– montanti in cemento – segnano le pareti modelli e in un intrecciarsi di motivi pu-
vetrate. Le misure del Modulor determina- risti, surrealisti e neoplastici, la cappella
no tutte le dimensioni degli spazi. Il cortile di Notre-Dame-du-Haut, a Ronchamp, ca-
appare come un tumultuoso scontrarsi di povolge tutte le “certezze” attribuite a Le
“objets trouvés”: camini, cilindri, volumi Corbusier. Il suo bianco è materico, le sue
piramidali si affastellano sui percorsi in- superfici sono rugose; le sue pareti sono
clinati che abitano la corte. Il tema di una ciclopiche; la sua copertura è in cemento
comunità ideale dà luogo a un edificio che armato eppure non è piana: è un grande
costruisce un’immagine problematica. E volume plastico, che insieme appare leg-
mentre La Tourrette è in costruzione, è gerissimo. Gli standard e la razionalità
40
Cappella
Notre-Dame-du-Haut
(1950-1955);
Ronchamp
(Francia).

A sinistra:
una veduta posteriore
dell’esterno.

In basso:
una veduta dell’interno.

41
Il “Campidoglio” non hanno accesso allo spazio del sacro. È
(1951-1963); qui che l’architettura può “commuovere”.
Chandigarh E quando nel 1950 è nominato dal go-
(India). verno indiano consigliere architettonico
governativo per realizzare la capitale dello
Stato indiano del Punjab che ha raggiunto
l’indipendenza; quando finalmente ha l’oc-
casione concreta di realizzare una delle
sue utopie, Le Corbusier, ancora una vol-
ta, scuote ogni certezza. In aderenza con

42
gli standard urbanistici propugnati nella
Carta dÕAtene e basati sulla zonizzazione,
fornisce delle indicazioni di massima per
il piano della città e si concentra piutto-
sto nella progettazione degli edifici del
“Campidoglio”. Un Campidoglio singolare
poiché non occupa il centro della città
bensì la sua periferia. È lì, infatti, in un
enorme e desolato territorio circondato
dalle imponenti vette dell’Himalaya, che

43
Edificio Le Corbusier costruisce una rappresen-
del Segretariato tazione che va ben oltre l’assolvimento
(1958); di alcune funzioni istituzionali. Una
Chandigarh rappresentazione di ordine “cosmico”.
(India). Al pari dei luoghi sacri indiani in cui
i templi terrazzati sono collegati tra di
A destra: loro mediante percorsi obbligati e artico-
particolare lati, gli edifici del Segretariato, dell’Alta
della facciata. corte di giustizia e del Parlamento (il
Palazzo del governatore non viene realiz-
zato) sono grandi costruzioni isolate che
si guardano a distanza: tra loro si svi-
luppa un paesaggio composto da vasche
d’acqua, terrapieni, piattaforme, percorsi
artificiali e completato dal Monumen-
to della mano aperta. E se l’edificio del
Segretariato, con i suoi duecentocin-
quanta metri di lunghezza, allude alla
potenza sovrumana e ordinatrice della
burocrazia, se l’edificio dell’Alta corte
di giustizia richiama la civiltà romana
44
Alta corte costruendo l’immagine di un antico ac-
(1951-1955); quedotto abitato, nell’edificio del Parla-
Chandigarh mento Le Corbusier concentra elementi
(India). dalle plurime valenze simboliche. Qui
infatti un impianto simile a quello del
convento di La Tourrette è contrassegna-
to da un portico la cui copertura descrive
il profilo di una mezzaluna rivolta verso
il cielo e da due enormi volumi che lo
sormontano: un iperboloide troncato in
obliquo e una piramide sghemba. Sedi
rispettivamente della sala dell’Assem-
blea e di quella del Senato, queste due
«grandi forme primarie» s’intrecciano
con plurimi segni esoterici del contesto
indiano (la forma a mezzaluna rivolta
verso l’alto, per esempio, è simbolo di
fertilità) e si innestano in un impian-
to industriale moderno. Nel complesso
l’immagine del Parlamento è duplice e
contraddittoria.
45
Palazzo dell’assemblea
(1951-1965);
Chandigarh
(India).

In alto:
l’esterno.

A sinistra:
particolare dell’interno.

46
A Chandigarh, Le Corbusier chiude un Toro XIII
ciclo intellettuale aperto cinquant’anni (1956).
prima: di fronte alla vastità della natura,
realizza colossali e solenni “rovine”. Tra di A destra:
esse, a ridosso della cosiddetta Fossa della Monumento
considerazione, pone il Monumento della della mano aperta
mano aperta. Nella sua copia di Così parlò (1951);
Zarathustra, accanto alle parole: «Je voudrais Chandigarh
donner et distribuer jusqu’à ce que les sages (India).
parmi les hommes soient redevenus joyeux
de leur folie, et les pauvres, heureux de leur
richesse», Le Corbusier ha annotato: «= la
Main Ouverte». Sintesi tra una colomba della
pace picassiana e una mano, si tratta di un
simbolo della speranza e del cambiamento:
«Aperta a ricevere la ricchezza che il mondo
ha creato, per distribuirla alle genti del mon-
do, la Mano Aperta doveva essere il simbolo
della nostra epoca, [...] l’era dell’armonia»(*).

(*) Le Corbusier, in The Open Hand. Essays on Le Corbu-


sier, a cura di R. Walden, Cambridge (Stati Uniti) 1977.

47
QUADRO CRONOLOGICO

AVVENIMENTI STORICI VITA DI AVVENIMENTI STORICI VITA DI


E ARTISTICI LE CORBUSIER E ARTISTICI LE CORBUSIER

La Francia unifica le colonie in 1887 Charles-Edouard Jeanneret (detto Miró espone con grande succes- 1925 Padiglione di “L’Esprit Nouveau”,
Indocina creando L’Unione indo- Le Corbusier) nasce il 6 ottobre a so alla Galleria Pierre di Parigi. Parigi; Cité Frugès, Pessac. Pro-
cinese. Renoir finisce Le grandi La Chaux-de-Fonds, in Svizzera. getti: Plan Voisin; Villa Meyer.
bagnanti.
1926 Villa Cook (1926-1927) e Casa
1908 Incontro con Josef Hoffmann, Mo- Ternisien, Boulogne-sur-Seine;
ser e Klimt a Vienna e ingresso Casa Guiette, Anversa; Palais du
allo studio di Auguste e Gustave Peuple / Armée du Salut, Parigi;
Perret. Villa Stein-de-Monzie, Garches
(1926-1928).
Data convenzionalmente indicata 1910 Lavora cinque mesi presso lo
come quella del primo acquerel- studio di Peter Behrens a Berlino. Affermazione di Stalin al XV 1927 Case al Weissenhof, Stoccarda;
lo astratto di Kandinskij. Grande congresso del Partito comuni- Casa Planeix, Parigi. Progetti:
personale di Matisse alla Galleria sta sovietico. concorso per il Palais de la So-
Bernheim-Jeune di Parigi. ciété des Nations, Ginevra (primo
premio non realizzato).
Conquista italiana della Libia. 1911 Incontro con Heinrich Tessenow.
Kandinskij pubblica Lo spiritua- Compie con l’amico August Klip- Picasso realizza una serie di 1928 Fondazione dei CIAM (Congres-
le nell’arte. stein un viaggio che lo porta a sculture in collaborazione con si internazionali di architettura
Costantinopoli, in Grecia e in Julio Gonzales. Breton pubblica Il moderna), di cui Le Corbusier è
Italia, documentato nel volume surrealismo e la pittura. Matisse stato uno dei promotori. I CIAM,
Le voyage d’Orient. realizza i primi collage. Nasce La Sarraz. Villa Savoye, Poissy
Warhol. (1928-1931); Villa Baizeau, Car-
Mondrian si stabilisce a Parigi. 1912 Villa Jeanneret-Perret, La Chaux- thage; Villa Church, Ville d’Avray;
Qui la mostra Les peintres fu- de-Fonds; Villa Favre-Jacot, Le Pavillon Nestlé, Parigi; Centro-
turistes alla Galleria Bernheim- Locle. sojuz, Mosca.
Jeune. Nasce il cubo-futurismo
russo. Crollo della Borsa a New York e 1929 II CIAM, Francoforte. Realizza-
inizio della grande crisi econo- zioni: presentazione al Salon
Scoppia la prima guerra mondia- 1914 Progetti: casa Dom-ino. mica mondiale. d’Automne dei mobili progettati
le. Ultima mostra del Blaue Reiter. con Charlotte Perriand e Pierre
Kandinskij torna in Russia. Jeanneret; appartamento Beiste-
gui, Parigi (1929-1931); Pavillon
In Austria Carlo I succede a 1916 Villa Schwob e cinema La Scala, Suisse alla Cité Universitaire,
Francesco Giuseppe. Battaglia La Chaux-de-Fonds. Parigi (1929-1933); Progetti:
di Verdun. Nasce a Zurigo il mo- Mundaneum; Piano per l’Ame-
vimento Dada. rica del Sud.

Rivoluzione d’ottobre in Russia. 1917 Si trasferisce definitivamente In Germania si afferma il Partito 1930 III CIAM, Bruxelles. Naturalizza-
Gli Stati Uniti entrano in guerra. a Parigi dove apre il suo primo nazista. zione francese. Esce a Zurigo,
Muoiono Rodin e Degas. studio di architettura in rue de redatta con Paul Jeanneret e a
Belzunce 20. cura di W. Boesiger e O. Stonorov
l’Œuvre complète 1910-1929.
Fine della prima guerra mondiale. 1918 Tramite Auguste Perret conosce Realizzazioni: Villa de Mandrot,
Proclamazione della repubblica in Amédée Ozenfant e altri artisti tra Le Pradet; Immeuble Clarté,
Austria e in Germania. Muoiono cui Braque, Juan Gris, Picasso, Ginevra. Progetti: Piano per Al-
Klimt e Schiele. Lipchitz. Mostre: con Ozenfant, geri; Ville Radieuse; Palais des
Il purismo alla Galerie Thomas. Soviets.
Pubblicazioni: Après le cubisme,
in collaborazione con Ozenfant. In Spagna viene proclamata la 1931 Edificio in rue Nungesser e Coli,
repubblica. Parigi.
In Francia nasce il Partito 1920 Fonda con Ozenfant e Paul
comunista. Dermée la rivista “L’Esprit Nouve- In Germania Hitler diventa capo 1933 IV CIAM, Atene.
au” dove appariranno molti suoi del governo, fa chiudere la scuo-
importanti scritti. Acquisisce lo la del Bauhaus e inizia la campa-
pseudonimo di Le Corbusier. gna contro l’arte “degenerata”.

In Italia, Marcia su Roma dei fa- 1922 Inizia la collaborazione con suo L’Italia invade l’Etiopia. 1935 Casa del Weekend, La Celle
scisti e primo governo Mussolini. cugino Pierre Jeanneret. Mostre: Saint Cloud; Villa Le Sextant,
presenta al Salon d’Automne la ca- Les Mathes.
sa Citrohan, gli “Immeubles-VillasÓ,
il piano Ville contemporaine de trois Inizio della guerra civile in 1936 Consultazioni con Oscar Niemeyer,
millions d’habitants. Realizzazioni: Spagna. Lucio Costa, Alfonso Reidy e altri
Villa Besnus, Vaucresson; Maison- per la costruzione del Ministero
atelier Ozenfant, Parigi. dell’educazione e della sanità,
Rio de Janeiro.
In Germania, tentato colpo di sta- 1923 Casa La Roche-Jeanneret, Pa-
to di Hitler (“putsch” di Monaco). rigi (1923-1925); Villa Le Lac, Nel corso della guerra civile 1937 V CIAM, Parigi. Pavillon des
Corseaux. spagnola, il paese di Guernica Temps Nouveaux, Parigi. Pro-
viene bombardato dai tedeschi getti: Piano per Parigi, Immeuble
Muore Lenin. Breton pubblica il 1924 Apertura dell’atelier parigi- che con gli italiani appoggiano Cartésien.
Manifesto del surrealismo. no in rue de Sèvres 35. Ca- la Falange franchista. L’episodio
se Lipchitz-Miestchaninoff, ispirerà a Picasso il suo capola-
Boulogne-sur-Seine. voro Guernica.

48
AVVENIMENTI STORICI VITA DI AVVENIMENTI STORICI VITA DI
E ARTISTICI LE CORBUSIER E ARTISTICI LE CORBUSIER

Gli Stati Uniti lanciano la 1945 Inizio degli studi sul Modulor. Disordini a sfondo razziale in mol- 1965 Stadio, Firminy. Muore il 27 ago-
bomba atomica su Hiroshima te città degli Stati Uniti: il leader sto 1965 in Francia, a Cap Martin.
e Nagasaki: fine della seconda dei Musulmani neri Malcolm X
guerra mondiale, iniziata nel viene assassinato. Al Museum
1939 con l’invasione della Po- of Modern Art di New York prima
lonia da parte di Hitler. mostra di Op Art.

Processo di Norimberga con- 1946 Unité d’habitation, Marsiglia


tro i criminali nazisti. Nasce (1946-1952).
la Repubblica italiana. Ultima
collettiva dei surrealisti alla
Galleria Maeght di Parigi.

Gli Stati Uniti attuano il Piano 1947 VI CIAM, Bridgewater.


Marshall per la ricostruzione
dei paesi europei.

Nascono ufficialmente la Re- 1949 VII CIAM, Bergamo. Villa Cu-


pubblica Federale Tedesca e rutchet, La Plata, Argentina.
la Repubblica Democratica Progetti: studio per il piano
tedesca. urbanistico di Bogotà.

L’India ottiene l’indipendenza 1950 Cappella Notre Dame du Haut,


dalla Gran Bretagna. Ronchamp (1950-1955); Caba-
non, Roquebrune Cap Martin.
Nomina di consigliere archi-
tettonico governativo per la
realizzazione della capitale
del Punjab con Pierre Jean-
neret, Maxwell Fr y et Jane
Drew.

A Vence, in Francia, viene inau- 1951 VIII CIAM, Hoddesdon; India:


gurata la cappella progettata e Ville Shodan e Sarabhaï, Palais
decorata da Matisse. des Filateurs e Museo, Ahme-
dabad; Monumento della mano
aperta, Chandigarh.

Eisenhower è eletto presidente 1952 Case Jaoul, Neuilly sur Seine


degli Stati Uniti. A New York (1952-1956); Unité d’Habitation,
il critico Rosenberg defini- Rezé les Nantes; Convento Sain-
sce Action Painting la pittura te Marie-de-La Tourette, Eveux
gestuale di Pollock, Kline e (1952-1960).
Tobey.

Muore Stalin. Chruščëv è il 1953 IX CIAM, Aix-en-Provence; con


nuovo segretario del Pcus. Lucio Costa, Maison du Brésil,
Cité Universitaire, Parigi.

Andy Warhol, esponente di 1957 Unité d’habitation, Berlino e


spicco della Pop Art, fonda la Briey en Forêt; Museo d’arte
Andy Warhol Enterprises, un’a- occidentale, Tokyo.
zienda per la commercializza-
zione delle sue opere.

Attuazione del Trattato di Ro- 1958 Segretariato, Chandigarh, In-


ma, che istituisce la Comuni- dia; Pavillon Philips, Exposi-
tà economica europea (CEE), tion Internationale, Bruxelles;
firmato da sei paesi europei. Po•me Electronique con Edgar
De Gaulle presidente della Re- Varèse.
pubblica francese.

Fidel Castro assume il potere a 1959 Maison de la Culture, Firminy.


Cuba. Concilio vaticano II.

John F. Kennedy è il nuovo 1961 Con José Luis Sert, Carpenter


presidente degli Sta ti Uni- Visual Arts Center, Cambrid-
ti. Costruzione del Muro di ge Massachusetts, Stati Uniti
Berlino. Il russo Juri Gagarin d’America.
effettua il primo volo umano
nello spazio.

Il presidente Kennedy viene 1963 Centre Le Corbusier, Zurigo. La mano aperta


assassinato a Dallas. (1955).

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BIBLIOGRAFIA

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Paris 1956-1922, Parigi 1956; Œuvre complète 1952-1957, a cura (*) Si è scelto di indicare il nome dell’autore solo nei casi in cui
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de la recherche patiente, Parigi 1960; Cortège…, [litografie] Pari- solo il titolo.

REFERENZE
FOTOGRAFICHE

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re); pp. 4, 6a, 7-8, 10, 18, 32c (foto Marius Gravot/ del 26.10.72
20abc, 22bc, 37b (cor- ©FLC); p. 33a (foto Mari- Art e Dossier www.giunti.it
tesia autore); pp. 3, 5, us Car/©FLC); p. 33b (foto Inserto redazionale www.artedossier.it
6bcd, 9-11, 13-16, 25, Chevojon/©FLC); p. 36a allegato al n. 350
26bc, 28, 29a, 32ab, (foto Caroline Maniaque/ Gennaio 2018 © 2018
35, 36b, 38b, 44-47, 49 ©FLC); pp. 42-43 (foto Direttore responsabile Giunti Editore S.p.A.
(©FLC); p. 12 (foto Eve- Bénédicte Gandini/©FLC). Claudio Pescio Firenze - Milano

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LE CORBUSIER • GABRIELLA LO RICCO
La più ricca collana di monografie d’arte del mondo

ARTISTI 147. EL GRECO 347. MARINO MARINI 175. SISLEY 109. CARAVAGGISTI
63. ERNST 56. SIMONE MARTINI 115. TIEPOLO 16. CINEMA E PITTURA
336. AI WEIWEI 196. ESCHER 324. MASACCIO 89. TINTORETTO 299. CUBISMO
93. ALBERTI L. B. 332. FABRE 192. MASOLINO 228. TINTORETTO. 90. DADA
239. ALMA-TADEMA 101. FATTORI 331. MATISSE I temi religiosi 194. DER BLAUE REITER
221. ANTONELLO DA MESSINA 265. LEONOR FINI 274. MATISSE e il Mediterraneo 285. TINTORETTO. 244. DESIGN ITALIANO
11. ARCIMBOLDI 249. FONTANA 214. MEMLING Ritratti, miti, storie del XX secolo
218. ARNOLFO DI CAMBIO 77. FRANCESCO 9. MICHELANGELO 47. TIZIANO 276. DISEGNO ITALIANO
247. BACON DI GIORGIO MARTINI 150. MICHELANGELO. 306. TOULOUSE-LAUTREC del Quattrocento
163. BALLA 164. FRIEDRICH Gli anni giovanili 237. COSMÈ TURA 349. DISNEY e l’arte
170. BALTHUS 126. FÜSSLI 202. MICHELANGELO. Il David 203. TURNER 127. ESPRESSIONISMO
344. BASCHENIS 84. GAUDÍ 88. MICHELANGELO. 224. UTAMARO 323. EXPO!
227. BASQUIAT 32. GAUGUIN Il Giudizio universale 286. VAN DER WEYDEN Arte ed esposizioni universali
155. BEATO ANGELICO 216. GAUGUIN a Tahiti 125. MICHELANGELO. 122. VAN DYCK 263. I FAUVES
135. GIOVANNI BELLINI 136. GENTILE DA FABRIANO La scultura 131. VAN EYCK 252. FUTURISMO.
166. BELLOTTO 172. ARTEMISIA GENTILESCHI 223. MICHELANGELO. 22. VAN GOGH La prima avanguardia
57. BERNINI 104. GERICAULT Gli ultimi anni 187. VAN GOGH 283. I GIOTTESCHI
133. BOCCIONI 290. GHIBERTI 334. MIRÓ tra antico e moderno 34. GOTICO
165. BÖCKLIN 246. GHIRLANDAIO 30. MODIGLIANI 278. VASARI INTERNAZIONALE
145. BOLDINI 154. GIACOMETTI 42. MONDRIAN e de Stijl 94. VELÁZQUEZ 329. GRAFICA ITALIANA
277. BONNARD 220. GIAMBOLOGNA 48. MONET 292. VERMEER 346. GRAFICA ITALIANA
153. BORROMINI 148. GIORGIONE 171. MONET. I luoghi 142. VERONESE 1850-1950
21. BOSCH 120. GIOTTO. La pittura 201. MOORE 209. VERONESE. 20. GUGGENHEIM
49. BOTTICELLI 140. GIOTTO. L’architettura 50. MORANDI La pittura profana 73. IMPRESSIONISMO
121. BOUCHER 40. GIULIO ROMANO 117. MOREAU 333. VERROCCHIO 159. IMPRESSIONISMO.
317. BRAMANTE 311. GOYA 312. MORRIS 330. I VIVARINI Le origini
190. BRANCUSI 143. BENOZZO GOZZOLI 106. MUCHA 338. WARHOL 149. IMPRESSIONISMO,
92. BRAQUE 293. GUARDI 96. MUNCH 256. FRANK LLOYD WRIGHT Van Gogh e il Giappone
180. BRONZINO 61. GUERCINO 98. PALLADIO 337. ZANDOMENEGHI 309. LEONARDESCHI.
130. BRUEGEL 208. GUTTUSO 319. PALMA IL VECCHIO 303. ZURBARÁN Leonardo e gli artisti lombardi
229. BRUNELLESCHI 162. HARING 69. PAOLO UCCELLO 17. MACCHIAIOLI
62. BURRI 137. HAYEZ 82. PARMIGIANINO TEMI E MOVIMENTI 269. MANIERISMO
260. CALDER 254. HIROSHIGE 151. PELLIZZA DA VOLPEDO 279. MARI DEL SUD.
102. CANALETTO 326. HOKUSAI 197. PERUGINO 250. ACTION PAINTING. Artisti ai tropici
68. CANOVA 302. HOLBEIN 19. PICASSO La scuola di New York dal Settecento a Matisse
270. ROBERT CAPA 174. HOPPER 141. PICASSO. Da Guernica 1943-1959 255. I MEDICI E LE ARTI
1. CARAVAGGIO 86. INGRES a Massacro in Corea 199. ART DÉCO 24. IL MITO DELL’EGITTO
217. CARAVAGGIO. 213. KAHLO 157. PICASSO. La scultura 38. ARTE AFRICANA NEL RINASCIMENTO
Gli anni giovanili 287. KANDINSKIJ 71. PIERO DELLA FRANCESCA 240. ARTE AMERICANA 304. I NABIS
264. CARAVAGGIO. 43. KLEE 262. PIERO DI COSIMO 1620-1913 206. NAPOLEONE E LE ARTI
Le origini, i modelli 29. KLIMT 72. PIETRO DA CORTONA 15. ARTE A SIENA 46. LA NATURA MORTA
205. CARAVAGGIO. 282. KLIMT. Il modernismo 241. PINTORICCHIO da Duccio a Jacopo 178. NEOCLASSICISMO
Gli ultimi anni 161. KLIMT. Le donne 186. PIRANESI della Quercia 321. NUOVA OGGETTIVITÀ
111. CARPACCIO 112. KLINGER 113. PISANELLO 23. ARTE BIZANTINA 83. OROZCO, RIVERA, SIQUEIROS.
13. CARRÀ 123. KOKOSCHKA 132. PISSARRO 242. ARTE CINESE Muralismo messicano
168. ANNIBALE CARRACCI 350. LE CORBUSIER 266. I POLLAIOLO. La pittura 327. ARTE CONTEMPORANEA 307. OTTOCENTO ITALIANO.
232. CASORATI 210. LEGA 177. POLLOCK 289. ARTE DEL CORPO. La pittura
345 CATTELAN 124. LÉGER 110. PONTORMO Dall’autoritratto alla Body Art 288. IL PAESAGGIO
158. CELLINI 87. LEMPICKA 54. POUSSIN 4. ARTE E ALCHIMIA 310. PITTURA OLANDESE.
75. CÉZANNE 12. LEONARDO 97. RAFFAELLO 10. ARTE E ASTROLOGIA Il Secolo d’oro
176. CÉZANNE. I temi 207. LEONARDO. L’anatomia 7. RAFFAELLO e le dimore 300. ARTE E CIBO 191. POMPEI. La pittura
313. CHAGALL 146. LEONARDO. Il Cenacolo del Rinascimento 181. ARTE EGIZIA 36. POP ART
272. CHARDIN 100. LEONARDO. I codici 298. RAFFAELLO in Vaticano 267. ARTE E ILLUSIONE 5. PRERAFFAELLITI
129. CIMABUE 67. LEONARDO. Il disegno 198. RAUSCHENBERG 322. L’ARTE E LA PRIMA 195. PRIMITIVISMO
233. CORREGGIO 189. LEONARDO. La Gioconda 212. REDON GUERRA MONDIALE 335. REALISMO MAGICO
314. CORCOS 215. LEONARDO. La pittura 65. REMBRANDT 156. ARTE ELETTRONICA 273. IL RISORGIMENTO
99. COURBET 138. LEONARDO. Il ritratto 222. REMBRANDT e Amsterdam 253. ARTE E SCIENZA. nella pittura italiana
271. CRANACH 281. LEONARDO. 27. RENI Da Leonardo a Galileo 301. LA ROMA DEI PAPI
107. CRIVELLI La tecnica pittorica 81. RENOIR 169. ARTE ETRUSCA Il Rinascimento
160. DALÍ 152. LICHTENSTEIN 66. RIBERA 268. ARTE E VINO 258. LA SCAPIGLIATURA
37. DAVID 211. LIGABUE 235. RIVERA 348. ARTE GIAPPONESE 297. SCULTURA
28. DE CHIRICO 167. FILIPPINO LIPPI 114. RODIN 245. ARTE GRECA DEL QUATTROCENTO
230. DE CHIRICO METAFISICO 280. FILIPPINO LIPPI 243. SALVATOR ROSA 261. L’ARTE INCA A FIRENZE
76. DEGAS e l’umanesimo 320. MEDARDO ROSSO e le culture preispaniche 144. SECESSIONE VIENNESE.
204. DEGAS fiorentino 238. ROTHKO del Perù Da Klimt a Wagner
tra antico e moderno 234. FILIPPO LIPPI 308. ROSSO FIORENTINO 236. ARTE ISLAMICA 128. SIMBOLISMO
74. DELACROIX 85. LONGHI 95. ROUSSEAU IL DOGANIERE 294. L’ARTE MAYA 315. STREET ART
134. DELLA ROBBIA 257. PIETRO E AMBROGIO 44. RUBENS 284. ARTE POVERA 318. SURREALISMO
296. DE NITTIS LORENZETTI 182. SARGENT 25. ARTE PRECOLOMBIANA 295. TARDO IMPERO.
251. DEPERO 91. LOTTO 185. SAVINIO 259. ARTE ROMANA Arte romana al tempo
DOSSIER ART N. 350

219. DE PISIS 275. LOTTO. I simboli 64. SCHIELE 291. LE ARTI E IL FASCISMO. di Costantino
226. DERAIN 342. MAGRITTE 188. SCHIELE. Gli autoritratti Italia anni Trenta 18. IL TESORO DEI MEDICI
118. DOMENICHINO 200. MALEVIČ 179. SEGANTINI 31. ART NOUVEAU 183. TRANSAVANGUARDIA
3. DONATELLO 51. MANET 60. SEURAT 325. ASTRATTISMO 8. LA VIA DELL’ARTE
305. DOSSO DOSSI 139. MAN RAY 108. SEVERINI 41. AVANGUARDIE RUSSE tra Oriente e Occidente
173. DUBUFFET 55. MANTEGNA 248. SIGNAC 119. BAUHAUS
193. DUCCIO DI BUONINSEGNA 225. MANTEGNA 328. SIGNORELLI 26. BIENNALE DI VENEZIA
78. DUCHAMP e la corte di Mantova 343. SIGNORINI 316. I BRONZI DI RIACE
231. DÜRER 184. MANZÙ 53. SIRONI e il “Novecento” 6. CAPOLAVORI DA SALVARE