Sei sulla pagina 1di 111

INTRODUZIONE

Abbiamo notato con piacere il grande successo che l’anno scorso ha avuto la
nostra iniziativa di pubblicare una guida di accompagnamento alla legge
finanziaria: uno strumento agile, conciso che cominci a dare alcune prime
indicazioni ai destinatari attuali o potenziali delle tante disposizioni contenute
nella legge con un linguaggio piano che aiuti tutti nella lettura di norme che,
talvolta, per un linguaggio involuto dovuto alla ristrettezza dei tempi o per il
necessario ricorso ad una terminologia tecnica o per l’uso di troppi termini
burocratici può diventare difficile se non addirittura ostica.
Essa evidentemente è andata incontro al bisogno di informazione e di
chiarimenti da parte degli operatori economici, degli amministratori pubblici, dei
semplici cittadini, non sempre a loro agio nel succedersi e nel cambiare delle
norme.
Questo è allora il motivo per cui anche quest’anno abbiamo voluto pubblicare
questa seconda guida che non va intesa come un’iniziativa episodica ma anzi
intende essere un segnale preciso verso un modo nuovo, attuale di intendere il
rapporto fra pubblica amministrazione e cittadini; una pubblica amministrazione
che esce dal mitico ‘palazzo’ e diventa un fattore di crescita economica sociale
e civile al servizio della cittadinanza.
Questo è il criterio essenziale che con l’aiuto di tutti, forze politiche e sindacati,
ma a cominciare dai dipendenti regionali tutti, deve diventare il nostro modo
quotidiano, ordinario di intendere il rapporto fra struttura pubblica e privati: la
prima è al servizio dei secondi, fuori di questo essa perde la sua legittimazione
e tradisce il suo compito e la sua natura.
Questa peraltro è una delle cifre che si è voluto dare questo governo regionale,
il primo che può fare della stabilità il presupposto di un azione programmatica
che ha la durata dì tutta la legislatura, e può quindi con la necessaria serenità
ideare, programmare, progettare, operare.
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Un governo trasparente nella sua azione, aperto alla società che da essa trae
quotidiana ispirazione e stimoli e ad essa risponde con la propria azione.
Nel merito, questa guida ha lo scopo d’introdurre alla lettura di una legge ampia
(142 articoli) e molteplice nei suoi contenuti.
Non c’è dubbio infatti che la finanziaria sia diventata negli anni, anche al di là di
quello che era lo spirito iniziale, uno degli strumenti principali dell’azione
politico-legislativa del governo regionale, per cui se è pur vero che si danno
tante risposte a tante pressanti esigenze della nostra terra e dei nostri cittadini,
e di questo siamo orgogliosi e ringraziamo l’Assemblea Regionale, i gruppi
parlamentari e soprattutto il suo Presidente per il loro defatigante impegno
(esplicatosi in una maratona di 54 ore continue di lavoro parlamentare),
dall’altro si potrebbe correre il rischio di un esame non sempre adeguatamente
approfondito delle varie disposizioni e, ancora, si potrebbe rischiare dal punto di
vista della tecnica legislativa una non sempre agevole lettura della vigente
normativa.
Sono queste comunque considerazioni che si situano all’interno della dialettica
politica e che in quella sede trovano il loro sviluppo e compimento.
La manovra finanziaria 2003 comporta un intervento per complessivi 23.705
milioni di euro e si muove coerentemente lungo le linee già individuate nei due
Documenti di Programmazione Economica e Finanziaria che si intestano a
questo governo regionale in sintonia e in sinergia con le leggi di settore che nel
frattempo sono state approvate.
I principi che governo e Assemblea Regionale hanno fondamentalmente
adottato sono quelli della semplificazione normativa, del miglioramento delle
procedure di riscossione delle imposte, della razionalizzazione della spesa, del
recupero a fini produttivi del patrimonio pubblico e, infine, della sussidiarietà
intesa come qualcosa non che si aggiunge ai tanti fini della Regione, ma che
anzi ne rappresenta il principio ispiratore perché non c’è dubbio che una
comunità può crescere armoniosamente e anche a ritmo sostenuto se ognuna
delle sue parti ha quel rispetto che le è dovuto e trova adeguata
rappresentazione e risposta alle sue esigenze.

2
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Un intervento legislativo complessivamente finalizzato al risanamento


finanziario della Regione e al raggiungimento di equilibri di bilancio che sono il
primo e fondamentale presupposto per una vera libertà dell’azione di governo
perché non c’è dubbio alcuno che impellenti esigenze di bilancio restringono la
libertà d’azione e di intervento e ciò ovviamente sia in campo socia che
economico, per cui il risanamento è un fine ineludibile della nostra azione e a
cui ci siamo votati.
Affidiamo ora questa legge al lavoro degli operatori pubblici e privati, ai tecnici e
ai professionisti, agli operatori del diritto e dell’informazione, perché se è vero
che la Politica ne ha dato l’anima sono loro che ne dovranno dare corpo con la
quotidiana opera e sono loro che determineranno ancora una volta il successo
o l’insuccesso del nostro lavoro e della nostra presenza.

Salvatore Cuffaro
Presidente della Regione Siciliana

Alessandro Pagano
Assessore Regionale al Bilancio e Finanze

3
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

LEGGE 16 aprile 2003, n. 4.


Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2003.

Titolo I
DISPOSIZIONI DI CARATTERE FINANZIARIO ED IN MATERIA DI ENTRATE

Art. 1 Risultati differenziali


Art. 2 Attualizzazione delle entrate derivanti dalla definizione del contenzioso
finanziario con lo Stato e dalla piena attuazione degli articoli 37 e 38 dello
Statuto
Art. 3 Contenzioso finanziario
Art. 4 Norme relative alle tasse sulle concessioni governative regionali
Art. 5 Disposizioni per la determinazione degli indennizzi per l'occupazione di beni
del demanio marittimo
Art. 6 Beni sdemanializzati
Art. 7 Semplificazione procedure per il rilascio di concessioni marittime demaniali
Art. 8 Tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi
Art. 9 Vigilanza sulle attività di riscossione
Art. 10 Spese di istruttoria delle procedure di valutazione di impatto ambientale
Art. 11 Recupero risorse
Art. 12 Disposizioni in materia di terre di uso civico
Art. 13 Alienazione degli antichi suoli armentizi e delle sedi viarie disponibili
Art. 14 Sanzioni amministrative – Addizionale regionale
Art. 15 Canone per le utenze di acque pubbliche ad uso irriguo ed igienico
Art. 16 Licenze di attingimento. Modifica dell'articolo 70 della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10
Art. 17 Recupero risorse derivanti dalla definizione delle pratiche di sanatoria edilizia
Art. 18 Norme per il contenimento del consumo di nuovo territorio
Art. 19 Disposizioni in materia di edilizia residenziale pubblica
Art. 20 Opere interne
Art. 21 Risparmi di energia
Art. 22 Valorizzazione beni immobili demaniali e patrimoniali
Art. 23 Manutenzione del patrimonio regionale

Titolo II
DISPOSIZIONI PER LA RAZIONALIZZAZIONE E LA RIDUZIONE DELLA SPESA

Art. 24 Patto di stabilità regionale


Art. 25 Tetti di spesa
Art. 26 Enti vigilati
Art. 27 Monitoraggio spesa sanitaria
Art. 28 Ripiano disavanzi Aziende unità sanitarie locali ed ospedaliere
Art. 29 Sperimentazioni gestionali
Art. 30 Contenimento oneri per ritardati pagamenti
Art. 31 Dismissione degli immobili delle Aziende unità sanitarie locali e delle Aziende

4
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

ospedaliere
Art. 32 Conferimento sedi farmaceutiche
Art. 33 Presidi farmaceutici di emergenza
Art. 34 Interventi in favore dei pazienti colpiti dalla malattia di Alzheimer
Art. 35 Controlli veterinari
Art. 36 Forniture beni e servizi
Art. 37 Rinegoziazione mutui
Art. 38 Interventi decreto Presidente Consiglio dei Ministri 12 settembre 2000 -
Convenzioni ex Agensud
Art. 39 Sicurezza nei luoghi di lavoro
Art. 40 Soppressione ISMIG
Art. 41 Consorzio obbligatorio tra i produttori di manna
Art. 42 Associazioni, fondazioni e centri studi impegnati nella lotta alla mafia
Art. 43 Norme in favore delle IPAB
Art. 44 Atti di programmazione economico-finanziaria
Art. 45 Diritto di accesso
Art. 46 Istituzione del registro dei pareri
Art. 47 Immobili da destinare a sedi istituzionali
Art. 48 Attivazione spesa misure P.O.R.
Art. 49 Ufficio idrografico regionale
Art. 50 Disposizioni in materia di motorizzazione civile

Titolo III
INTERVENTI PER LO SVILUPPO

Art. 51 Divulgazione agricola


Art. 52 Indennità compensativa pregressa
Art. 53 Attività di ricerca delle facoltà di agraria
Art. 54 Disposizioni sull'ESA
Art. 55 Disposizioni per il settore agricolo
Art. 56 Imprenditori agricoli
Art. 57 Turismo rurale
Art. 58 Mutamento destinazione opere per l'agricoltura
Art. 59 Risarcimento imprese agricole
Art. 60 Istituzione del fondo regionale per l'impiantistica sportiva
Art. 61 Certificazione antisismica per strutture sanitarie
Art. 62 Contributi a favore dello sport sociale, giovanile e scolastico
Art. 63 Concessione benefici legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32
Art. 64 Assegnazioni agli enti locali
Art. 65 Programma triennale ed elenco annuale delle opere pubbliche. Proroga
termine
Art. 66 Autorizzazione utilizzo risorse trasferite
Art. 67 Acquisizione di beni immobili in favore dell'IRCAC
Art. 68 Istituzione di centri di assistenza alle cooperative
Art. 69 Sostegno piccole e medie imprese
Art. 70 Rimborso anticipazioni consorzi ASI
Art. 71 Piani regolatori consorzi ASI
5
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Art. 72 Aree e siti produttivi ASI


Art. 73 Ricerca e coltivazione delle sostanze minerali
Art. 74 Interporti
Art. 75 Nautica da diporto
Art. 76 Uffici dei Project managers
Art. 77 Bed and breakfast
Art. 78 "Centro di informazione comunitaria "Carrefour Sicilia"
Art. 79 Formazione e aggiornamento autista-soccorritore
Art. 80 Aeroporto intercontinentale del Mediterraneo
Art. 81 Fondo di rotazione per programmi di realizzazione o recupero di aree
attrezzate per attività produttive
Art. 82 Interventi in favore delle imprese operanti nel settore turistico
Art. 83 Indennità integrativa attività socialmente utili
Art. 84 Ricostruzioni immobili ed infrastrutture Eruzione e sisma del 27 ottobre 2002
Art. 85 Esecuzione opere
Art. 86 Concessioni gas naturale
Art. 87 Insediamenti produttivi in verde agricolo
Art. 88 Tariffe fornitura acqua dissalata

Titolo IV
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI BILANCIO E CONTABILITA'
Art. 89 Modifiche all'articolo 1 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47
Art. 90 Disposizioni in materia di residui attivi
Art. 91 Disposizioni in materia di residui passivi e di residui perenti
Art. 92 Controlli atti di liquidazione delle spese
Art. 93 Disposizioni in materia di tesoreria unica regionale

TITOLO V
DISPOSIZIONI VARIE E NORME FINALI

Art. 94 Disposizioni per l'ARPA


Art. 95 Fondo nazionale politiche migratorie
Art. 96 Personale enti parco
Art. 97 Cessione gratuita di computer e di attrezzature non più in uso presso
l'Amministrazione regionale
Art. 98 Vivaio di viti americane
Art. 99 Interpretazione autentica dell'articolo 60 della legge regionale 26 marzo 2002,
n. 2
Art. 100 Interpretazione autentica dell'articolo 30 della legge regionale 23 maggio
1991, n. 36
Art. 101 Interpretazione autentica della legge regionale 1 agosto 1990, n. 16
Art. 102 Interpretazione autentica dell'articolo 2 della legge regionale 27 dicembre
1978, n. 71
Art. 103 Interpretazione autentica dell'articolo 114 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6
Art. 104 (Articolo omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato per la
6
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Regione siciliana ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).


Art. 105 Estensione benefici ex articolo 13 della legge regionale 15 maggio 2002, n. 4
Art. 106 Consorzi di bonifica
Art. 107 Provvedimenti in favore familiari vittime del dovere
Art. 108 Provvedimenti in favore dei figli delle vittime del disastro aereo di Ustica
Art. 109 Proroga termine per la gestione del sistema di emergenza
Art. 110 Pareri di idoneità statica e sismica
Art. 111 Autorizzazioni per le opere in zone soggette a vincolo paesistico
Art. 112 Scuole di restauro lapideo
Art. 113 Smaltimento dei reflui
Art. 114 Consiglio di amministrazione CIAPI
Art. 115 Assegnazioni legge 31 dicembre 1991, n. 433
Art. 116 Diritto allo studio in favore di detenuti in espiazione di pena
Art. 117 Assicurazione infortuni alunni scuole materne
Art. 118 Norme in materia di autoservizi pubblici
Art. 119 Gestione del personale RESAIS
Art. 120 Edifici di culto
Art. 121 Gestione di riserve
Art. 122 Composizione Consiglio regionale delle miniere
Art. 123 Eliminazione barriere architettoniche
Art. 124 Contributi a favore dell'Azienda delle foreste demaniali
Art. 125 Licei socio-psico-pedagogici
Art. 126 Contingente dei Carabinieri
Art. 127 Benefici in favore soci cooperative agricole
Art. 128 Aggiornamento e revisione del piano regolatore generale degli acquedotti
Art. 129 Comuni con aree boscose superiori al 30 per cento dell'intero territorio
Art. 130 Collegamenti marittimi isole minori
Art. 131 Piani regolatori generali
Art. 132 Fondo di garanzia personale formazione professionale
Art. 133 Banca del sangue cordonale
Art. 134 Concessioni immobili in uso gratuito
Art. 135 Opere funzionali rete ferroviaria
Art. 136 Orchestra Teatro Vittorio Emanuele di Messina
Art. 137 Opera nazionale mutilati ed invalidi civili
Art. 138 Corsa dell'Etna
Art. 139 Abrogazione e modifiche di norme
Art. 140 Fondi globali e tabelle
Art. 141 Effetti della manovra e copertura finanziaria
Art. 142

7
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

LEGGE 16 aprile 2003, n. 4.


Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2003.

REGIONE SICILIANA
L'ASSEMBLEA REGIONALE HA APPROVATO
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
PROMULGA

la seguente legge:
Titolo I
DISPOSIZIONI DI CARATTERE FINANZIARIO ED IN MATERIA DI ENTRATE
Art. 1.
Risultati differenziali
1. Ai sensi del comma 2, lettera b), dell'articolo 3 della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10, e considerati gli effetti della presente legge, il livello
massimo del saldo netto da finanziare per l'anno 2003 resta determinato in
termini di competenza in 144.108 migliaia di euro e tenuto conto delle
operazioni di rimborso di prestiti, il livello massimo del ricorso al mercato
finanziario per l'anno medesimo resta fissato, in termini di competenza, in
413.166 migliaia di euro.
2. Tenuto conto degli effetti della presente legge sul bilancio pluriennale a
legislazione vigente, per l'anno 2004 è determinato un saldo netto da
impiegare pari a 44.758 migliaia di euro, mentre per l'anno 2005 è
determinato un saldo netto da impiegare pari a 384.327 migliaia di euro; il
livello massimo del ricorso al mercato è fissato per l'anno 2004 in 258.229
migliaia di euro.
3. Ai sensi dell'articolo 18 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e
successive modifiche ed integrazioni, l'Assessore regionale per il bilancio e
le finanze è autorizzato ad effettuare le operazioni finanziarie di cui al
comma 1 nei limiti massimi ivi stabiliti. Sono applicabili, in quanto
compatibili, le disposizioni della legge regionale 15 febbraio 1999, n. 6.
******
Vengono indicati per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 gli obiettivi
fondamentali della finanza pubblica regionale sotto forma del saldo netto
da finanziare per l’anno 2003 (-144.108.000 euro) o da impiegare per l’anno
2004 (+44.758.000 euro) e per l’anno 2005 (+384.327.000 euro).
Per quanto riguarda il ricorso al mercato dell’anno 2003 si è mantenuto il
livello di indebitamento previsto per l’esercizio finanziario 2002 pari a 413
milioni di euro; per il 2004 si prevede un livello massimo di indebitamento
pari a 258.229.000 euro, mentre per l’anno 2005 non è previsto alcun
ricorso al mercato finanziario.
Per maggiore chiarezza si ricorda che:
l’entità del ricorso al mercato è determinata dalla differenza tra spese ed
entrate complessive, e che in ogni modo, per legge le risorse da acquisire
possono essere utilizzate esclusivamente per finanziare spese di
investimento o rimborso di altri prestiti;
8
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

il saldo netto da finanziare deriva dalla differenza tra il totale delle entrate
finali, al netto di quelle per accensione di nuovi prestiti, e il totale delle
spese al netto delle uscite per il rimborso dei prestiti già contratti, cui si
somma il risultato di amministrazione dell’esercizio precedente.

Art. 2.
Attualizzazione delle entrate derivanti dalla definizione del contenzioso
finanziario con lo Stato e dalla piena attuazione degli articoli 37 e 38 dello
Statuto

1. L'Assessore regionale per il bilancio e le finanze è autorizzato alla


contrazione di mutui ed all'effettuazione di altre operazioni finanziarie per
l'attualizzazione delle entrate derivanti dalla definizione del contenzioso
finanziario con lo Stato e dalla piena attuazione degli articoli 37 e 38 dello
Statuto.
2. Ferme restando le autorizzazioni di cui al comma 1, le quote annuali
riconosciute dallo Stato per la definizione del contenzioso finanziario sono
utilizzate dalla Regione per far fronte a spese di investimento.
******
Si da atto che l’attuale Governo regionale è finalmente pervenuto alla
definizione dell’annoso contenzioso con lo Stato e pertanto la legge
finanziaria autorizza ad effettuare le operazioni finanziarie per
l’attualizzazione delle entrate derivanti dalla definizione dello stesso
contenzioso con lo Stato e dalla piena attuazione degli articoli 37 e 38
dello Statuto. Al comma due si è stabilito di destinare a spese di
investimento le quote annuali derivanti dalla definizione del contenzioso.
Analoga autorizzazione riguarda sia le entrate derivanti dall’art. 38 (Fondo
di Solidarietà Nazionale) che dall’art. 37. Riguardo a queste ultime , si
ricorda che solo con la legge 289/2002 lo Stato le ha riconosciute di
competenza della Regione Siciliana, attivando un meccanismo di
quantificazione.

Art. 3.
Contenzioso finanziario
1. In relazione all'accertamento delle entrate connesse all'attuazione delle
disposizioni dell'articolo 3, comma 1, lettera b) della legge 27 dicembre
2002, n. 289, per il quale viene disposto lo specifico accantonamento
negativo previsto dalla tabella A allegata alla presente legge, l'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze è autorizzato ad iscrivere con proprio
provvedimento le relative somme ai pertinenti capitoli del corrispondente
accantonamento positivo.
2. In relazione al verificarsi delle entrate connesse alle diverse modalità di
condono disciplinato dalla legge 27 dicembre 2002, n. 289, di cui allo
specifico accantonamento negativo previsto dalla tabella A allegata alla
presente legge, l'Assessore regionale per il bilancio e le finanze è
autorizzato ad iscrivere con proprio provvedimento le relative somme ai

9
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

pertinenti capitoli in relazione alle finalità previste dal corrispondente


accantonamento positivo.
******
In ossequio al principio della veridicità del bilancio ed in considerazione
della incertezza delle entrate connesse all’attuazione dell’art.37 dello
Statuto ed al condono fiscale introdotto dalla legge 289/2002, sono stati
previsti specifici “accantonamenti negativi” nel fondo globale di parte
corrente, autorizzando l’Assessore al bilancio ad effettuare le necessarie
variazioni di bilancio in relazione all’accertamento delle predette entrate.

Art. 4.
Norme relative alle tasse sulle concessioni governative regionali
1. Al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 24 agosto 1993, n. 24 sono
aggiunte le seguenti parole "con esclusione, a decorrere dall'1 gennaio
2003, delle voci della tariffa nn. d’ordine 27, 42, 43 e 44".
2. All'articolo 6 della legge regionale 24 agosto 1993, n. 24 dopo il comma 3
sono aggiunti i seguenti commi:
3. "4. Le tasse sulle concessioni regionali sono dovute anche nel caso in cui
l'autorizzazione, licenza, abilitazione o altro atto di consenso per le attività
comprese nella tabella di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 641, sono sostituite dalla denuncia di inizio attività.
5. Gli uffici amministrativi che rinnovano gli atti devono verificare l'avvenuto
versamento delle tasse annuali, laddove previste, a decorrere dalla data di
emanazione dell'atto o dell'ultimo rinnovo.
6. Le tasse sulle concessioni regionali e le sanzioni si corrispondono con
versamento sugli appositi conti correnti postali intestati alla tesoreria della
Regione.
7. Gli enti cui compete, ai sensi della normativa vigente, il rilascio di
autorizzazioni o concessioni o altri provvedimenti amministrativi elencati
nella tabella di cui al comma 2, soggetti a tassa sulle concessioni regionali,
sono altresì tenuti a trasmettere, entro il 28 febbraio di ogni anno,
all'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze, dipartimento finanze e
credito, gli elenchi completi dei contribuenti comunque assoggettati alle
tasse sulle concessioni regionali distinti per oggetto dell'autorizzazione ed
identificabili a mezzo del codice fiscale o partita I.V.A.".
3. Il comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5 è
abrogato.
4. A decorrere dall'1 gennaio 2003 e fino al 31 dicembre 2006 l'importo dei
canoni relativi alle concessioni del demanio marittimo è ridotto ad un decimo a
favore delle imprese operanti nel settore dei cantieri navali.
******
La norma prevede l’abrogazione di alcune voci della tariffa vigente
ritenute superflue e precisamente quelle relative a:
- abilitazione alla ricerca ed alla raccolta dei tartufi;
- concessione per l’esercizio di servizi pubblici di linee di navigazione
interna per trasporto di persone o cose;

10
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

- concessione per l’esercizio di servizi pubblici di linee di navigazione


interna di rimorchio o di traino con mezzi meccanici;
- autorizzazione per l’esercizio di servizi di navigazione interna, di
rimorchio o di traino non compresi nei precedenti.
Viene previsto, in armonia con il percorso iniziato dall’Amministrazione
regionale basato sulla semplificazione amministrativa, che le tasse di
concessione governative devono essere pagate anche nel caso in cui la
comunicazione di inizio attività sostituisca l’autorizzazione o la licenza.
Si istituisce, inoltre, l’anagrafe dei contribuenti soggetti al pagamento di
una qualsiasi tassa di concessione governativa regionale che consentirà
di controllare i pagamenti effettuati per i rinnovi annuali delle singole
autorizzazioni rilasciate.

Art. 5.
Disposizioni per la determinazione degli indennizzi per l'occupazione di beni del
demanio marittimo

1. Il comma 1 dell'articolo 75 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, è


sostituito dal seguente:
"Le somme da corrispondere a titolo di indennizzo per l'occupazione senza
titolo di beni del demanio marittimo, di zone di mare territoriale, delle pertinenze
del demanio marittimo, ovvero per le utilizzazioni difformi dal titolo concessorio
sono determinate secondo le modalità previste dall'articolo 7 del decreto del
Presidente della Regione 26 luglio 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana n. 49 del 1994 e dall'articolo 8 del decreto legge 5
ottobre 1993, n. 400, convertito con modificazioni dalla legge 4 dicembre 1993,
n. 494, in misura pari a quella che sarebbe dovuta, maggiorata rispettivamente
del 200 per cento e del 100 per cento. In ogni caso l'ammontare di dette somme
non può essere superiore, rispettivamente, a quaranta volte e a venti volte il
canone.".
2. Il comma 2 dell'articolo 75 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, è
sostituito dal seguente:
"Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 4 del D.P.R. 1 luglio 1997, n. 684,
l'ammontare degli indennizzi viene determinato dai compartimenti marittimi e
successivamente comunicato agli uffici finanziari competenti, i quali curano
l'adozione dei relativi atti di recupero del credito.".
3. Al comma 3 dell'articolo 75 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 dopo le
parole "uffici del Genio civile competenti per territorio" aggiungere "ovvero delle
Agenzie del demanio".
4. Per il contenzioso pendente alla data di entrata in vigore della presente legge
e per quello che può insorgere per gli atti notificati entro la medesima data, le
posizioni irregolari possono essere definite nel modo seguente:
a) le maggiorazioni previste dal comma 1 dell'articolo 75 della legge regionale 7
marzo 1997, n. 6 come modificato dalla presente legge, non si applicano nei
confronti dei soggetti già titolari di concessione o di rapporti contrattuali con
l'amministrazione, che non hanno rinnovato gli stessi, o che abbiano proseguito
il rapporto con il bene già regolato dalla concessione, purché non abbiano
11
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

apportato innovazioni sostanziali alle opere autorizzate, né modifiche alla


destinazione d'uso del bene e presentino istanza di regolarizzazione entro
novanta giorni dall'entrata in vigore della presente disposizione;
b) nei confronti dei soggetti che occupano senza titolo beni demaniali marittimi
si applica, maggiorato del 30 per cento, il solo canone concessorio nella misura
dovuta ai sensi dell'articolo 1 del decreto del Presidente della Regione 26 luglio
1994, dalla data di inizio dell'occupazione fino al 31 dicembre dell'anno di
presentazione della domanda, attualizzato alla data di pagamento. La domanda
di regolarizzazione dell'occupazione deve essere presentata entro novanta
giorni dall'entrata in vigore della presente legge. Il rilascio della concessione
demaniale è subordinato al pagamento della somma come sopra determinata.
5. Nel caso di rigetto della domanda non si applicano le disposizioni di cui alle
lettere a) e b) del comma 4.
6. Ove per effetto dell'applicazione delle disposizioni che precedono la somma
complessiva dovuta risulti superiore ad euro 15.000, la parte eccedente può
essere corrisposta in dodici rate bimestrali maggiorate degli interessi legali.
7. Eventuali eccedenze di somme corrisposte dal concessionario rispetto a
quelle dovute per effetto dei precedenti commi sono oggetto di compensazione
con il canone successivo.
******
Si riordina la materia degli indennizzi per occupazione abusiva di beni del
demanio marittimo, chiarendo determinati aspetti che avevano dato luogo
a contenziosi e consentendo anche una celere definizione degli stessi. Sì
fa chiarezza circa l’entità delle somme dovute dagli occupatori abusivi del
demanio marittimo ricomprendendo tra costoro anche gli occupatori di
pertinenze nonché i soggetti che utilizzano detti beni in modo difforme
dalla concessione.
Con il comma quattro si esclude il pagamento delle maggiorazioni per
coloro che occupino il bene demaniale secondo titolo scaduto e
presentino entro 90 giorni istanza di regolarizzazione; anche per gli
occupatori senza titolo è previsto un termine per la regolarizzazione.
L’effettiva attuazione delle procedure viene assicurata dall’introduzione
della possibilità per gli uffici marittimi di avvalersi anche della consulenza
dell’Agenzia del demanio.

Art. 6.
Beni sdemanializzati

1. Gli impianti, i manufatti e le opere fisse regolarmente realizzate sul demanio


marittimo, a qualsiasi uso destinate, o che costituiscono pertinenza di immobili
parimenti regolari, che abbiano definitivamente perduto la propria vocazione
demaniale marittima e non siano più utilizzabili per la diretta fruizione del mare
o per usi istituzionali o per altra finalità di interesse pubblico possono, a
discrezione dell'Amministrazione, per iniziativa propria o su documentata
richiesta di eventuali concessionari in regola con i pagamenti, essere esclusi dal
demanio marittimo, con le modalità previste dall'articolo 35 del Codice della
navigazione, unitamente all'area di sedime, previa verifica di compatibilità con
12
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

gli interessi marittimi.


2. I beni sdemanializzati vengono a far parte del patrimonio immobiliare
disponibile della Regione siciliana.
3. Ai fini del procedimento i pareri richiesti dall'Amministrazione regionale agli
uffici competenti ed all'Amministrazione finanziaria si intendono favorevolmente
resi decorsi novanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta. Il
provvedimento di sdemanializzazione è adottato dall'Amministrazione regionale
entro i successivi centottanta giorni. I predetti termini possono essere interrotti
una sola volta, ripetendosi, per l'acquisizione di supplementi istruttori o di
integrazioni supplementari.
4. I beni sdemanializzati acquisiti al patrimonio immobiliare disponibile della
Regione siciliana possono essere alienati a favore del concessionario
richiedente valutatane anche la convenienza economica. Il prezzo di vendita è
determinato dai competenti uffici finanziari ed è pari al valore di mercato del
bene.
******
Il legislatore regionale, richiamata l’attenzione dell’Amministrazione sulla
possibilità di applicare le norme del codice della navigazione per sottrarre
al demanio regionale e includere nel patrimonio i beni del demanio
marittimo che hanno perso l’attitudine all’uso pubblico, fissa i termini del
procedimento di sdemanializzazione nonché le modalità di
determinazione del prezzo per il caso di successiva vendita.

Art. 7.
Semplificazione procedure per il rilascio di concessioni marittime demaniali

1. La Regione esercita le funzioni relative al rilascio di concessioni demaniali


marittime nel mare territoriale per tutte le finalità, ad eccezione di quelle relative
all'approvvigionamento di fonti di energia.
2. Entro trenta giorni dal ricevimento delle istanze di concessione, le capitanerie
di porto competenti per territorio avviano l'iter istruttorio richiedendo agli enti i
prescritti pareri, ai sensi degli articoli 12 e seguenti del Regolamento per
l'esecuzione del Codice della navigazione, ovvero ne propongono il rigetto.
3. I pareri di cui al comma 2, non resi entro i successivi sessanta giorni, si
intendono acquisiti con esito favorevole, anche con riferimento al disposto
dell'articolo 542 del Regolamento per l'esecuzione del Codice della
navigazione. Il predetto termine può essere interrotto una sola volta, per un
periodo non superiore a trenta giorni, per l'acquisizione di integrazioni e/o
chiarimenti.
4. Entro il ventunesimo giorno successivo alla scadenza del termine di cui al
comma 2, la capitaneria di porto provvede all'inoltro della documentazione
tecnico-amministrativa, in uno con le proprie valutazioni, all'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente, al fine di acquisire l'autorizzazione al
rilascio del titolo concessorio.
5. L'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, con riferimento al
disposto dei commi 1 e 3, nei sessanta giorni successivi al ricevimento della
suddetta documentazione, fatta salva la possibilità di chiedere integrazioni e/o
13
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

chiarimenti alle capitanerie di porto, interrompendo il suddetto termine per un


periodo non superiore a trenta giorni, autorizza le stesse all'adozione dei
provvedimenti finali.
6. Entro i successivi trenta giorni le capitanerie di porto provvedono
all'emanazione delle concessioni.
7. Al fine di favorire la libera concorrenza, tutte le concessioni da rilasciare per
fini commerciali, nonché quelle rivolte ad associazioni, cooperative, circoli od
altro, anche se senza fini di lucro, ad eccezione degli enti morali riconosciuti
con decreto del Presidente della Repubblica, sono obbligatoriamente precedute
da idonee forme di pubblicità individuate con decreto dell'Assessore regionale
per il territorio e l'ambiente da emanarsi entro novanta giorni dall'entrata in
vigore della presente legge, previo parere della competente Commissione del
l'Assemblea regionale siciliana. A seguito dell'acquisizione di più domande al
rilascio della concessione, si procede con le modalità stabilite dall'articolo 37 del
Codice della navigazione.
******
Con il presente articolo è stata innanzitutto chiarita la posizione
dell’Amministrazione regionale in relazione alla competenza in materia di
rilascio di concessioni demaniali nel mare territoriale, uniformandola a
quella già conferita alle regioni a statuto ordinario con l’articolo 105 del
Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
Nell’ambito del processo di semplificazione delle procedure, già avviato
dalla P.A. ed al fine di conferire snellezza, trasparenza e celerità all’azione
amministrativa preordinata al rilascio delle concessioni demaniali
marittime, si è reso necessario disciplinare il relativo percorso istruttorio,
fissando termini perentori per l’acquisizione e/o il rilascio dei pareri e
delle autorizzazioni previste e, conseguentemente, comprimere i tempi
complessivamente occorrenti per l’adozione del provvedimento finale.

Art. 8.
Tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi

1. Il comma 5 dell'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 è così


sostituito:
"5. Entro i termini previsti per il versamento relativo all'ultimo trimestre dell'anno
i soggetti passivi del tributo sono tenuti a presentare o spedire singolarmente a
mezzo raccomandata, all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente,
all'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze e alla provincia regionale
nel cui territorio è ubicata la discarica, la dichiarazione di cui al comma 30
dell'articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, su stampati conformi al
modello approvato con decreto dell'Assessore regionale per il bilancio e le
finanze di concerto con l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente.".
2. Il comma 6 dell'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 è
abrogato.
3. A decorrere dall'1 gennaio 2004, la misura del tributo speciale per il deposito
in discarica dei rifiuti solidi, di cui all'articolo 2 della legge regionale 7 marzo
1997, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, convertito in euro con
14
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

decreto dirigenziale n. 506 del 20 dicembre 2001 è così determinata:

Tipologia Tariffa

1) Rifiuti dei settori edilizia, mineraria, estrattiva


lapideo E 0,001236/kg
2) Altri rifiuti speciali E 0,00624/kg
3) Restanti tipi di rifiuti E 0,01236/kg
4) Scarti e sovvalli corrispondente 20% tariffa
5) Fanghi anche palabili corrispondente 20% tariffa

6) Incenerimento senza recupero di energia corri-


spondente 20% tariffa
******
Per assicurare un miglior controllo dei versamenti effettuati dai soggetti
passivi del tributo ed evitare ulteriori adempimenti all’Assessorato
Territorio ed Ambiente, sono state modificate le regole di trasmissione
della dichiarazione annuale.
Viene adeguata, altresì, a decorrere dal 1° gennaio 2004, la tariffa del
tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi prevista dalla
legge regionale n. 6 del 1997, fino ad ora mai aggiornata.

Art. 9.
Vigilanza sulle attività di riscossione
1. La Regione nell'esercizio delle sue funzioni di vigilanza e di controllo sulla
attività del concessionario della riscossione dei tributi, si avvale, per il tramite
del dipartimento regionale finanze e credito nel cui ambito è istituito il servizio
regionale di riscossione, degli uffici dell'Agenzia delle entrate, per esercitare
controlli sulla procedura esecutiva relativa a singole partite iscritte a ruolo.
2. Per intensificare la vigilanza e al fine di favorire l'incremento dell'azione di
recupero dei carichi iscritti a ruolo, gli uffici, di cui la Regione si avvale,
provvedono ad eseguire accessi mirati ad accertare lo stato delle procedure
esecutive relative a partite iscritte a ruolo, aventi importo non inferiore a 5.000
euro, individuati anche a campione sulla base di criteri oggettivi.
3. Gli uffici che a seguito degli accessi operano la verifica devono far pervenire
al dipartimento regionale finanze e credito il relativo verbale contenente i
risultati del controllo, l'accertamento di eventuali irregolarità connesse, le
indicazioni per l'irrogazione delle relative sanzioni. Il verbale di verifica contiene,
altresì, un quadro statistico sui singoli aspetti rilevati.
******
Al fine di intensificare la vigilanza e favorire l’incremento dell’azione di
recupero dei carichi iscritti a ruolo, vengono stabiliti con legge i criteri
attinenti al controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate per quanto
riguarda le procedure esecutive delle partite superiori a 5.000 euro.

15
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Art. 10.
Spese di istruttoria delle procedure di valutazione di impatto ambientale

1. Ai fini dell'istruttoria per il rilascio dei pareri di cui all'articolo 91 della legge
regionale 3 maggio 2001, n. 6, il committente privato versa in entrata al bilancio
regionale una somma pari allo 0,1 per cento dell'importo del progetto di
massima presentato.
2. Le somme versate sono finalizzate al miglioramento delle strutture
necessarie per il rilascio dei giudizi richiesti e dei servizi forniti.
******
Si dispone, quale contributo per le attività connesse alla valutazione
d’impatto ambientale, che il committente privato versi in entrata al
bilancio regionale una somma pari allo 0,1 per cento dell’importo del
progetto di massima presentato all’Assessorato regionale del territorio e
dell’ambiente per il rilascio del giudizio di compatibilità ambientale al fine
del miglioramento del servizio stesso.

Art. 11.
Recupero risorse
1. Le disponibilità non utilizzate nel fondo di rotazione unificato istituito presso
l'Istituto regionale per il credito alla cooperazione (IRCAC), con l'articolo 63
della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed
integrazioni, sono riversate, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge e senza oneri di commissione, in entrata del bilancio
regionale nel limite di 20.000 migliaia di euro.
2. L'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza sociale, della
formazione professionale e dell'emigrazione versa in entrata del bilancio
della Regione 20.000 migliaia di euro con prelevamento dalle disponibilità
della gestione del Fondo siciliano lavoratori disoccupati, previa specifica
previsione di spesa nel bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2003
del Fondo medesimo.
******
Dai dati forniti dall’IRCAC alla data del 30/06/2002, sulla situazione del
fondo di rotazione unificato ai sensi dell’art. 63 della L.R. 6/97, si evince
che le disponibilità finanziarie inutilizzate dall’Ente a tale data ammontano
a 49 milioni di euro. Si dispone, pertanto, il recupero di parte delle
suddette risorse in entrata del bilancio della Regione, alla stregua di
quanto già operato con precedenti leggi finanziarie.
Si autorizza l’Assessore regionale al Lavoro a trasferire le risorse
inutilizzate del Fondo siciliano per i lavoratori disoccupati al bilancio della
Regione, ottenendo immediati benefici finanziari.

Art. 12.
Disposizioni in materia di terre di uso civico

1. I soggetti occupatori di terre di uso civico, proprietari in forza di atto pubblico


di provenienza regolarmente trascritto o titolari di provvedimento di
16
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

assegnazione da parte del comune che abbiano presentato, o presentino entro


trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, istanza di legittimazione
ai sensi dell'articolo 26, comma 1, della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10,
come modificato dall'articolo 5, commi 1 e 2, della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 28 per edificazioni in regola alla data del 31 dicembre 1997 con le
norme degli strumenti urbanistici, conseguono tacitamente la legittimazione e la
conseguente affrancazione. La legittimazione e l'affrancazione sono
subordinate al versamento, da effettuarsi entro tre mesi dall'entrata in vigore
della presente legge a favore del comune interessato, del prezzo di
affrancazione determinato, per ogni metro quadrato dell'area di sedime
dell'edificazione e delle pertinenze, nella misura dell'80 per cento del valore
agricolo medio della coltura più redditizia della corrispondente regione agraria,
determinato per l'anno precedente, ai sensi dell'articolo 16 della legge 22
ottobre 1971, n. 865 e successive modifiche ed integrazioni con obbligo entro i
successivi tre mesi di integrare l'istanza con l'attestazione di avvenuto
pagamento ed, in caso di assegnatari, con l'attestazione di avvenuta
trascrizione del provvedimento comunale di assegnazione. Il prezzo di
affrancazione, nella ipotesi di edificazioni su più elevazioni, grava nella sua
interezza su ciascuna elevazione. In caso di più occupatori della stessa
elevazione esso è rapportato alla superficie occupata oggetto di legittimazione;
per le terre e per le pertinenze degli edificati, il prezzo di affrancazione è ridotto
ad un terzo. Il prezzo di affrancazione delle edificazioni, come precedentemente
calcolato, viene ridotto alla metà, ove alla data del 31 dicembre 1997
l'edificazione sia l'unica del richiedente e venga utilizzata come abitazione
propria dallo stesso, o dal coniuge legalmente separato o divorziato, ovvero da
un suo discendente in linea retta; è ridotto ad un terzo ove si tratti anche di
abitazione avente i requisiti dell'edilizia economica e popolare utilizzata, al
momento dell'entrata in vigore della presente legge, direttamente
dall'occupatore, o dal coniuge legalmente separato o divorziato, ovvero da un
suo discendente in linea retta.
2. Fermo restando la conformità con le norme degli strumenti urbanistici, i
soggetti proprietari in virtù di atto pubblico di provenienza regolarmente
trascritto, ovvero in possesso di edificazione in virtù di provvedimento, da parte
del comune, di assegnazione del terreno su cui insiste, conseguono
tacitamente la legittimazione e la conseguente affrancazione presentando
istanza ai sensi dell'articolo 26, comma 1, della legge regionale 27 aprile 1999,
n. 10 come modificato dall'articolo 5, commi 1 e 2, della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 28, integrata dalla attestazione di avvenuto pagamento a
favore del comune interessato del prezzo di affrancazione determinato secondo
le modalità previste dal comma 1, nonché dell'avvenuta trascrizione del
provvedimento comunale di assegnazione in caso di assegnatari, entro i sei
mesi successivi alla notifica, a cura del comune interessato, di essere
occupatore di terre di uso civico a seguito di definitivo accertamento e/o
ricognizione delle terre di uso civico.
3. Resta salva la possibilità del commissario per la liquidazione degli usi civici
della Regione di procedere, entro il termine di sei mesi dall'avvenuta consegna
delle attestazioni, alla verifica della sussistenza delle condizioni da parte dei
17
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

soggetti che abbiano tacitamente conseguito la legittimazione. In assenza delle


prescritte condizioni il commissario revoca la legittimazione conseguita ai sensi
dei commi 1 e 2.
4. A tutti i soggetti esclusi dalle fattispecie di cui ai commi 1, 2 e 3, individuati, a
cura del comune interessato, quali occupanti abusivi di terre di uso civico, fino
al conseguimento della eventuale legittimazione, ovvero fino all'esecuzione
della reintegra al demanio civico o alla acquisizione al patrimonio comunale ai
sensi del com ma 7 dell'articolo 26 della legge regionale 29 aprile 1999, n. 10,
ed in caso di bonario rilascio, fino al verbale di avvenuta consegna, si applica,
dalla data di entrata in vigore della presente legge, una indennità di
occupazione determinata per anno o frazione di anno calcolata in caso di
edificazione su una o più elevazioni nella misura di euro 5,00 per metro
quadrato edificato per ciascuna elevazione, ed in caso di pertinenze e terreni
nella misura di euro 1,00 per metro quadrato di terreno occupato, a favore del
comune interessato.
5. I comuni, con formale provvedimento di concessione, che in ogni caso non
può superare la durata di anni 15, possono concedere, anche prima della
assegnazione alle categorie di cui all'articolo 11 della legge 16 giugno 1927, n.
1766, le terre di uso civico in loro possesso, ivi incluse le terre già oggetto di
quotizzazione ed abbandonate, per finalità agricole, di ripristino ambientale, di
fruizione naturalistica, ricreativa, sportiva, produttiva e turistica e, in questi ultimi
tre casi ove l'utilizzo rappresenti un reale beneficio per la generalità della
popolazione e risulti in conformità con i vigenti strumenti urbanistici, deve
intendersi inefficace il vincolo di inedificabilità di cui all'articolo 2 della legge
regionale 10 agosto 1985, n. 37, fermo restando l'obbligo dell'eventuale
ripristino dello stato dei luoghi a cura del concessionario alla scadenza della
concessione medesima.
6. Il comma 4 dell'articolo 5 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 28 è
così sostituito:
"4. Gli articoli 5, 6 e 7 della legge 16 giugno 1927, n. 1766, non trovano
applicazione nella Regione siciliana. Il compenso per la liquidazione degli usi
civici su terre private, in caso di diritti della seconda classe, è determinato in un
compenso unitario a favore del comune interessato commisurato:
a) al valore di cinque volte il canone di legittimazione calcolato ai sensi del
comma 6, lettere a) e b), dell'articolo 26 della legge regionale 27 aprile 1999, n.
10, per i fabbricati e per i terreni ricadenti in zone urbanizzate;
b) al valore di cinque volte il canone di legittimazione calcolato ai sensi
dell'articolo 5, comma 5, della presente legge, per le terre. Per i diritti della
prima classe il compenso unitario è ridotto della metà.".
7. Dopo il comma 5 dell'articolo 5 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
28, è aggiunto il seguente comma:
"5 bis. Per le legittimazioni riferite a terreni che ricadono in territori di comuni
totalmente montani come definiti dalle leggi 25 luglio 1952, n. 991 e 30 luglio
1957, n. 657 il valore dei capitali su cui determinare il canone di natura
enfiteutica, come previsto dal comma 5 del presente articolo, è ridotto del 50
per cento.".
******
18
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Lo snellimento procedurale coniuga la certezza delle posizioni giuridiche


con le esigenze finanziarie dei comuni.
A detti enti spetta inoltre l’indennità di occupazione imposta a coloro che
permangono nell’abusiva occupazione pur sapendo che essa è tale. Preso
atto che i tradizionali usi civici non rispondono alle attuali esigenze della
collettività, si destinano le terre che ne sono gravate, ancora in possesso
dei comuni, a finalità di ripristino ambientale, di fruizione naturalistica,
ricreativa, sportiva, produttiva e turistica, attraverso formali
provvedimenti di concessione di durata non superiore a quindici anni.

Art. 13.
Alienazione degli antichi suoli armentizi e delle sedi viarie disponibili
L'articolo 25 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, è così sostituito:
"1. L'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste è autorizzato a procedere
alla legittimazione dei suoli armentizi che non risultano indicati in catasto come
sede viaria. E' altresì autorizzato a procedere alla vendita delle porzioni di sedi
viarie che non siano necessarie al transito e non risultano destinati negli
strumenti urbanistici in vigore a riconosciute esigenze di uso pubblico.
2. La legittimazione e la vendita possono avvenire su istanza del richiedente a
favore dei soggetti sottoelencati in ordine di precedenza:
a) titolari di provvedimenti di concessione in essere da almeno cinque anni o
associazioni sportive, culturali, ricreative formate almeno da cento soci e che si
assumano l'onere della conservazione paesaggistica dei luoghi;
b) possessori che risultino proprietari o comproprietari del bene alla stregua dei
pubblici registri;
c) proprietari frontisti;
d) occupatori da oltre un ventennio.
3. La legittimazione e la vendita sono altresì subordinate al pagamento da parte
dell'istante del prezzo di cessione del terreno richiesto determinato al netto del
soprasuolo ed in relazione ai valori agricoli medi definiti ai sensi della legge 22
ottobre 1971, n. 865, riferiti alla regione agraria di appartenenza nei seguenti
modi:
a) per i suoli non edificabili o destinati a verde agricolo con densità fondiaria fino
a 0,03 mc/mq: il valore agricolo medio della coltura esistente o di quella
adiacente;
b) per l'area di sedime dei fabbricati e relativa corte insistente: il valore agricolo
medio della coltura più redditizia, con esclusione della coltura in serra e del
vivaio. Qualora si tratti di fabbricato unico del richiedente, utilizzato come
abitazione dello stesso o dal coniuge legalmente separato o divorziato ovvero
da un suo discendente in linea retta, il valore agricolo medio della coltura più
redditizia, con esclusione della coltura in serra e del vivaio riferito alla relativa
area di sedime viene ridotto alla metà. La riduzione è pari ad un terzo qualora si
tratti di edificio avente i requisiti dell'edilizia economica e popolare. Il prezzo di
concessione dell'area di sedime del fabbricato non può essere comunque
inferiore al valore agricolo medio del terreno circostante;
c) per i suoli ricadenti nelle zone territoriali omogenee A, B, C, D ed F definite
dal decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 edificati o edificabili con densità
19
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

fondiaria da più di 0,03 fino a 1 mc/mq: il valore agricolo medio della coltura più
redditizia, aumentato di un quarto, con esclusione della coltura in serra e del
vivaio;
d) per i suoli edificabili con densità fondiaria maggiore di 1 mc/mq: il valore è
determinato moltiplicando il valore agricolo medio della coltura più redditizia,
con esclusione della coltura in serra e del vivaio, per l'indice di cubatura che
risulta nello strumento urbanistico in vigore;
e) su istanza del richiedente in base al valore venale del suolo;
f) per i suoli trazzerali occupati prima della formazione delle mappe catastali, e
pertanto catastati a privati sin dall'impianto del Catasto, il valore determinato è
abbattuto del 20 per cento.
4. L'istanza per l'avvio delle procedure di cui ai commi precedenti può essere
presentata dopo l'entrata in vigore della presente legge entro il 30 giugno 2003
o entro 60 giorni dalla notifica dell'avvio del procedimento di accertamento
dell'occupazione, al Servizio demanio trazzerale e usi civici che redige il verbale
di liquidazione ed il decreto di sdemanializzazione.
5. Nel caso in cui l'area alla quale si riferisce l'istanza di legittimazione sia
cointestata nei pubblici registri immobiliari ad una pluralità di soggetti, il decreto
di legittimazione ha effetto in favore di tutti i cointestatari anche se l'istanza è
presentata da uno solo di essi. In ogni caso deve essere versata l'intera somma
determinata con le modalità di cui al comma 3. Nelle more del provvedimento di
legittimazione, la concessione delle zone demaniali è subordinata al pagamento
del canone annuo pari ad un ventesimo del valore dell'area determinato con le
modalità di cui al comma 3, con un minimo di euro 25,82. Il provvedimento di
legittimazione comporta per le aree illegittimamente occupate un risarcimento
danni pari ad un ventesimo del valore determinato secondo quanto previsto dal
predetto comma 3 relativamente all'ultimo quinquennio di occupazione
pregressa.
6. Con l'istanza di cui al comma 2 è sospesa l'adozione dei provvedimenti
sanzionatori da parte dell'Amministrazione regionale relativamente ai suoli
trazzerali, non catastati come sedi viarie, abusivamente occupati. L'adozione
dei provvedimenti predetti resta altresì sospesa fino alla definizione delle
procedure iniziate a seguito della presentazione delle istanze limitatamente ai
beni per i quali viene richiesta la cessione. Le eventuali sanzioni amministrative
precedentemente irrogate relative alle indennità pregresse oltre il quinquennio
sono abbattute del 75 per cento in favore di coloro che a seguito di istanza
ottengano la cessione dei beni di cui alla presente legge. Nelle more della
definizione dei singoli procedimenti, la riscossione delle sanzioni già irrogate
resta sospesa. Fino al trentesimo giorno successivo alla data di notifica
dell'avviso con cui si dà avvio alla procedura di reintegro, può essere
presentata istanza di legittimazione tardiva. In tal caso il prezzo stabilito dal
comma 3 è aumentato del 30 per cento.
7. Tutte le zone demaniali trazzerali che risultino di fatto occupate da corpi
stradali, e già erroneamente assunti in consistenza da enti pubblici, sono da
intendersi trasferite dall'Amministrazione regionale ai detti enti che ne
cureranno la manutenzione.

20
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

8. Sono trasferite al demanio comunale le sedi viarie pubbliche rappresentate


nei fogli di mappa catastali, sin dall'impianto, come regie, che non risultino
ancora dichiarate demaniali con apposito decreto nonché i suoli oggetto di
provvedimento di esproprio per finalità di ricostruzione conseguente al
terremoto del Belice del 1968.
9. Ai fini della determinazione dei canoni per la concessione di suoli trazzerali
ricadenti in verde agricolo ed utilizzati a scopo agricolo, resta ferma
l'applicabilità delle norme sull'affitto dei fondi rustici con un minimo di canone
annuo di cinquanta euro.".
******
Trattasi di disposizione che modifica nel senso della semplificazione e
dello snellimento le procedure già previste per l’alienazione di sedi viarie
non più utilizzabili come tali. La tecnica legislativa, usata a fini di
chiarezza, è l’integrale sostituzione del precedente articolo di legge
anziché la soppressione di alcune sue parti e l’innesto sullo stesso di
integrazioni.
Le novità più rilevanti attengono ai destinatari, tra i quali vengono
ricompresi anche gli occupatori da oltre un ventennio e le associazioni
sportive culturali e ricreative formate da più di cento soci; all’esclusione
della coltura in serra e del vivaio per la determinazione del valore agricolo
medio della coltura più redditizia, parametro da utilizzare per la
determinazione del prezzo di cessione; alla riapertura dei termini per la
presentazione dell’istanza e all’inclusione tra le porzioni di sedi viarie da
trasferire al demanio comunale dei suoli espropriati per la ricostruzione
del Belice.

Art. 14.
Sanzioni amministrative - Addizionale regionale

1. La sanzione amministrativa comminata ai sensi dell'articolo 219 del T.U. 11


dicembre 1933, n. 1775 è integrata da una addizionale regionale di euro 2.000.
******
Con questo articolo, la sanzione amministrativa già prevista per i
contravventori alle disposizioni in materia di acque pubbliche è stata
integrata da una addizionale regionale di 2.000 euro. Le somme derivanti
dai proventi di dette sanzioni vengono destinate al finanziamento di opere
di risanamento e di riduzione dell’inquinamento dei corpi idrici.

Art. 15.
Canone per le utenze di acque pubbliche ad uso irriguo ed igienico

1. All'articolo 8 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 sono aggiunti i seguenti


commi:
"2. Il comma 1, lettere a) e b), dell'articolo 18 della legge 5 gennaio 1994, n. 36
e successive modifiche e integrazioni è sostituito dal seguente:
a) a decorrere dal 1° gennaio 2003, il canone riguardante le concessioni di
acque pubbliche per uso irriguo, di cui all'articolo 35 del T.U. 11 dicembre 1933,
21
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

n. 1775 e successive modifiche, è stabilito in relazione alla quantità di acqua


assegnata, regolata mediante apparecchi di misura o all'estensione dei terreni
da irrigare a bocca libera come appresso indicato:
1) da l/s. 0,01 a l/s. 1,00 o da Ha 0,01 a Ha
2.00.00 E 10,00

2) da l/s. 1,01 a l/s. 2,00 o da Ha 2.01 a Ha


4.00.00 E 20,00

3) da l/s. 2,01 a l/s. 3,00 o da Ha 4.01 a Ha


6.00.00 E 30,00

4) da l/s. 3,01 a l/s. 4,00 o da Ha 6.01 a Ha


8.00.00 E 40,00

5) da l/s. 4,01 a l/s. 5,00 o da Ha 8.01 a Ha


10.00.00 E 50,00

sull'eccedenza da l/s. 5,01, per ogni l/s. o frazione in più ovvero sull'eccedenza
da
Ha 10.01, per due Ha o frazione in più . E 20,00".

3. Il comma 1, lettera g), dell'articolo 18 della legge 5 gennaio 1994, n. 36 e


successive modifiche e integrazioni è sostituito dal seguente:
"g) a decorrere dal 1° gennaio 2003 il canone per il consumo di acqua ad uso
igienico ed assimilati, concernenti l'utilizzo per servizi igienici e servizi
antincendio, ivi compreso quello relativo ad impianti sportivi, industrie e strutture
varie qualora la richiesta di concessione riguardi solo tale utilizzo, per impianti
di autolavaggio e lavaggio strade e comunque per tutti gli usi non previsti dalle
precedenti lettere è stabilito come appresso indicato:
1) fino a 2/10 di modulo per ogni 1/10 di modulo euro 100;
2) sull'eccedenza per ogni 1/10 di modulo euro 150".
******
Dal 1° gennaio 2003 i canoni di uso irriguo attualmente previsti in misura
irrisoria vengono ridefiniti in relazione alla quantità di acqua assegnata
per fasce di consumo.
Nello stesso articolo si procede ad aggiornare i canoni per consumo di
acque ad uso igienico ed assimilato.

Art. 16.
Licenze di attingimento. Modifica dell'articolo 70 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10

1. L'art. 70 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 è sostituito dal seguente:


"Art. 70 - 1. Nelle more dell'adozione organica della disciplina in materia di
acque pubbliche di cui all'articolo 69, le licenze di attingimento si intendono
annualmente rinnovate su richiesta dell'interessato e previo versamento del
22
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

canone relativo dal genio civile competente e salvo diverso avviso di


quest'ultimo da esprimere entro trenta giorni.".
******
Considerato che ai sensi della precedente normativa le licenze di
attingimento rilasciate dal 1994 risultano scadute e non più rinnovabili,
nelle more di una regolamentazione della materia, gli Uffici del Genio
Civile dell’Isola possono continuare a rilasciare le medesime licenze dopo
l’ammissione ad istruttoria dell’istanza dell’interessato e previo
pagamento del canone relativo.

Art. 17.
Recupero risorse derivanti dalla definizione delle pratiche di sanatoria edilizia
1. Per le istanze di concessione in sanatoria e di autorizzazione edilizia in
sanatoria presentate entro i termini di cui alla legge 28 febbraio 1985, n. 47,
come recepita dalla legge regionale 10 agosto 1985, n. 37 nonché alla legge
23 dicembre 1994, n. 724 e alle leggi regionali 29 febbraio 1980, n. 7 e 18
aprile 1981, n. 70, che alla data di entrata in vigore della presente legge non
sono state ancora definite con l'emissione del relativo provvedimento, il
richiedente la concessione o autorizzazione in sanatoria può presentare
apposita perizia giurata a firma di un tecnico abilitato all'esercizio della
professione entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
2. La perizia giurata deve asseverare l'esistenza di tutte le condizioni di legge
necessarie per l'ottenimento della sanatoria, ivi compreso l'avvenuto
pagamento del conguaglio dell'oblazione dovuta o l'avvenuta prescrizione
del diritto al conguaglio a debito o al rimborso dell'oblazione stessa nei
termini di cui all'articolo 35, comma 12, della legge 28 febbraio 1985, n. 47,
come integrato dall'articolo 4, comma 6, del decreto legge 12 gennaio 1988,
n. 2 convertito in legge con la legge 13 marzo 1988, n. 68 nonché la
presentazione del certificato generale del casellario giudiziale previsto
dall'articolo 39, comma 1, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, come
modificato dall'articolo 2, comma 37, lettera b), della legge 23 dicembre
1996, n. 662. La perizia giurata deve altresì contenere gli estremi
dell'avvenuta richiesta di parere inoltrata agli enti di tutela qualora non possa
asseverarsi l'avvenuto rilascio del parere degli stessi enti, al fine di poter
computare l'eventuale avvenuta decorrenza del termine perentorio previsto
dal comma 6 e del termine perentorio previsto per il tacito accoglimento
delle istanze di sanatoria dal presente comma. Decorso il termine perentorio
di novanta giorni dalla ricezione di detta perizia giurata da parte del comune,
qualora non venga comunicato all'interessato alcun provvedimento motivato
di diniego, la concessione o autorizzazione edilizia in sanatoria si intende
accolta, sempre che si sia provveduto o si provveda entro i successivi trenta
giorni al versamento a favore del comune degli oneri concessori dovuti in
base a quanto calcolato in via provvisoria dalla perizia giurata e salvo
conguaglio sulla base delle determinazioni degli uffici comunali da adottarsi
entro il termine perentorio di cui al comma 3; nell'ipotesi di rateizzazione si
provvede con le modalità di cui al comma 5.

23
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

3. Gli uffici comunali devono effettuare l'esame delle perizie giurate anche
successivamente all'avvenuto tacito accoglimento delle istanze di sanatoria
e comunque entro il termine perentorio di duecentosettanta giorni dalla
presentazione delle istanze medesime. Qualora gli uffici comunali rilevino
dalla perizia giurata l'incompletezza della stessa o la mancanza dei requisiti
di legge necessari per l'ottenimento della concessione o autorizzazione in
sanatoria, il responsabile del procedimento amministrativo sospende il
procedimento e sospende la concessione o autorizzazione in sanatoria
eventualmente già assentita tacitamente, dandone comunicazione al
richiedente la sanatoria ed al redattore della perizia giurata che possono
presentare una perizia suppletiva tendente a superare i motivi della
sospensione, entro quindici giorni dalla notifica della stessa; entro il
successivo termine perentorio di quarantacinque giorni, il responsabile del
procedimento può denegare la sanatoria richiesta e può annullare la
concessione o autorizzazione edilizia già tacitamente assentita. Il
responsabile del procedimento notifica agli interessati l'annullamento della
concessione o autorizzazione tacitamente assentite. Il professionista
redattore della perizia giurata assume per tale atto la qualità di persona
esercente un servizio di pubblica necessità ai sensi degli articoli 359 e 481
del codice penale.
4. Per le istanze di sanatoria per le quali alla data di entrata in vigore della
presente legge è stata già richiesta o deve ancora essere richiesta dal
comune l'integrazione documentale di cui al comma 1 è consentito effettuare
l'integrazione in alternativa alla presentazione della perizia giurata. La
perizia giurata sostituisce a tutti gli effetti di legge la concessione o
autorizzazione edilizia in sanatoria, qualora munita di certificazione
comunale di ricevimento da rilasciarsi all'atto della presentazione e di
dichiarazione da effettuarsi da parte del richiedente la sanatoria, che
comprovi l'avvenuto pagamento degli oneri concessori e l'avvenuta
decorrenza del termine perentorio di novanta giorni dalla presentazione
della perizia in assenza di determinazione comunale.
5. Decorso il termine di trenta giorni dalla espressa richiesta notificata dal
comune, il ritardato pagamento degli oneri concessori dovuti per il rilascio
della concessione edilizia in sanatoria comporta l'applicazione delle sanzioni
amministrative previste dall'articolo 50, lettere b) e c) della legge regionale
27 dicembre 1978, n. 71; il mancato pagamento, decorso il termine di cui
alla citata lettera c), comporta altresì la riscossione coattiva e l'immediata
iscrizione a ruolo delle somme maggiorate con dette sanzioni. All'iscrizione a
ruolo di dette somme, oltreché delle eventuali spese di istruttoria e
segreteria, consegue il rilascio della concessione edilizia in sanatoria, da
effettuarsi anche a mezzo di recapito al domicilio dell'istante. Gli oneri
concessori dovuti, aventi importi superiori a 2.500 euro, riguardanti gli oneri
relativi al costo di costruzione e agli oneri di urbanizzazione, ivi compreso
quelli di urbanizzazione pro-quota di cui al comma 6, possono essere
corrisposti fino ad un massimo di 6 rate semestrali di pari importo; in tal
caso, gli interessati fanno pervenire al comune, entro trenta giorni dalla data
di notifica dell'obbligo di pagamento, il prospetto delle rate in scadenza,
24
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

comprensive degli interessi legali calcolati dalla data di pagamento della


prima rata, allegando l'attestazione del pagamento della prima rata
medesima.
6. Gli enti di tutela di cui ai commi 8 e 10 dell'articolo 23 della legge regionale
10 agosto 1985, n. 37 devono rilasciare il proprio parere entro il termine
perentorio di centottanta giorni dalla data di ricezione della richiesta ed entro
il termine perentorio di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge per le richieste già presentate agli enti prima di tale data;
decorsi tali termini il parere deve intendersi favorevolmente reso. Il decorso
di detti termini può essere sospeso una sola volta dal responsabile del
procedimento per richiedere chiarimenti e integrazioni esclusivamente agli
interessati che hanno richiesto il parere; la sospensione non può in nessun
caso superare i trenta giorni, trascorsi i quali il termine riprende a decorrere.
7. Al fine di accelerare le procedure relative all'emissione dei pareri di cui al
decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 sugli abusi edilizi, su richiesta
delle competenti sovrintendenze ai beni culturali ed ambientali, possono
essere assegnate, previo assenso dei lavoratori, presso le suddette
strutture, senza ulteriori oneri, unità di personale in possesso di adeguato
titolo di studio provenienti dal bacino dei lavoratori socialmente utili in atto
utilizzate dagli enti locali, dalla Regione e dagli enti sottoposti a controllo e
vigilanza della medesima.
8. Gli oneri di urbanizzazione ed il contributo sul costo di costruzione relativo
alle opere per le quali è stata presentata istanza di condono edilizio ai sensi
dell'articolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n. 724 e successive modifiche
ed integrazioni sono quelli vigenti alla data di entrata in vigore della presente
legge; per la detrazione delle somme già versate, queste ultime vanno rese
attuali. Per le istanze di sanatoria presentate per le opere di cui all'articolo
31, comma 1, della legge 28 febbraio 1985, n. 47, il mancato pagamento, in
tutto o in parte, degli oneri di concessione comporta l'applicazione degli
interessi legali sulle somme dovute.
9. In sostituzione della convenzione di cui all'articolo 35, comma 9, della legge
28 febbraio 1985, n. 47, come sostituito dall'articolo 26 della legge regionale
10 agosto 1985, n. 37, gli oneri di urbanizzazione pro-quota sono
determinati nella misura del centocinquanta per cento degli oneri di
urbanizzazione dovuti per l'ottenimento della sanatoria edilizia.
10. Il personale in servizio presso i comuni assunto per le finalità di cui
all'articolo 14 della legge regionale 15 maggio 1986, n. 26 e successive
modificazioni deve completare l'esame delle pratiche di sanatoria edilizia e
determinarsi sulle stesse entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge.
11. Il primo e il secondo capoverso del comma 3 dell'articolo 5 della legge
regionale 31 maggio 1994, n. 17 sono così sostituiti:
"1. Il parere dell'autorità preposta alla gestione del vincolo è richiesto, ai fini
della concessione o autorizzazione edilizia in sanatoria, solo nel caso in cui
il vincolo sia stato posto antecedentemente alla realizzazione del l'opera
abusiva.
2. L'autorità competente, nel rilasciare parere, può dettare prescrizioni che
25
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

comportino l'adeguamento del progetto alle esigenze di tutela che hanno


determinato l'apposizione del vincolo.".
12. L'articolo 24 della legge regionale 24 luglio 1997, n. 25 è così sostituito:
"1. L'adeguamento degli oneri di urbanizzazione di cui all'articolo 5 della
legge 28 gennaio 1977, n. 10 e del costo di costruzione di cui all'articolo 6
della medesima legge sostituito dall'articolo 7 della legge 24 dicembre 1993,
n. 537, è determinato dai comuni entro il 30 ottobre di ogni anno.
2. I comuni sono tenuti ad applicare gli oneri di concessione aggiornati dal
1° gennaio dell'anno successivo. Nelle more della determinazione
dell'adeguamento degli oneri di cui al presente articolo, le concessioni
edilizie sono rilasciate con salvezza del conguaglio degli oneri stessi.".

******
L’articolo detta una serie di norme tendenti ad accelerare l’esame e la
definizione delle istanze di sanatoria edilizia presentate in virtù delle leggi
regionali n.7/80 e n.70/81 e delle leggi statali n.47/85 (recepita con
modifiche della l.r. n.37/85) e n.724/94. A tal fine estremo rilievo assume la
possibilità (da esercitarsi entro il termine di novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della legge da parte di chi ha già correttamente
presentato istanza di sanatoria nei termini prescritti dalle citate leggi
statali) di presentare una perizia giurata a firma di un tecnico abilitato, che
asseveri l’esistenza di tutte le condizioni di legge necessarie per
l’ottenimento della sanatoria edilizia; ciò in alternativa della ordinaria
produzione documentale che rimane sempre consentita. La presentazione
al comune di detta perizia giurata consente all’istante di ottenere
l’accoglimento in forma tacita della sanatoria qualora il comune non si
pronunci entro il termine perentorio di novanta giorni dalla presentazione
della perizia, che sostituisce a tutti gli effetti di legge la concessione (e
l’autorizzazione) edilizia in sanatoria, sempreche ovviamente si sia
provveduto al pagamento degli oneri concessori dovuti al comune. Resta
comunque garantita agli uffici comunali la possibilità di annullare le
concessioni edilizie tacitamente assentite entro il termine perentorio (ma
congruo) di 270 giorni dalla presentazione della perizia; ciò ovviamente
nel caso di rilevate condizioni di insanabilità. Estremo rilievo assumono
anche i termini perentori fissati per il rilascio del parere di competenza
degli enti di tutela (Soprintendenza BB.CC.AA., Ispettorati Ripartimentali
delle Foreste, Enti Parco, ecc.) per gli immobili oggetto di sanatoria
ricadenti in aree sottoposte a vincoli, decorsi detti termini infatti (180 o 90
giorni, in relazione alla data di presentazione della richiesta di parere), il
parere è da intendersi reso favorevolmente. Riguardo poi a detti pareri, si
rileva che l’acquisizione degli stessi è dovuta adesso solamente per le
opere abusive realizzate successivamente all’apposizione del vincolo.
L’articolo in questione disciplina altresì le modalità di rilascio della
concessione (e autorizzazione) edilizia in sanatoria, le sanzioni da
applicare per il mancato o ritardato pagamento dei relativi oneri
concessori (di cui è consentita la rateizzazione per importi superiori a

26
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

2.500 euro) e il computo degli stessi, sia per le istanze presentate ai sensi
della legge n.47/85, sia per quelle presentate ai sensi della legge n.724/94.
Viene in ultimo assegnato ai comuni il termine di 18 mesi (dalla data di
entrata in vigore della legge) per completare l’esame delle istanze di
sanatoria ed adottare i relativi provvedimenti di assenso o di diniego.
L’articolo in questione, con l’ultimo comma, assegna ai comuni l’obbligo
di aggiornamento annuale degli oneri di urbanizzazione di cui all’art.5
della legge n.10/77 e del costo di costruzione di cui all’art.6 della
medesima legge, da porre a carico dei richiedenti la concessione edilizia o
dagli interessati che presentino la denuncia di inizio attività.

Art. 18.
Norme per il contenimento del consumo di nuovo territorio

1. La Regione promuove il recupero ai fini abitativi dei sottotetti, delle


pertinenze, dei locali accessori e dei seminterrati degli edifici esistenti e
regolarmente realizzati alla data di approvazione della presente legge, con
l'obiettivo di contenere il consumo di nuovo territorio e di favorire la messa in
opera di interventi tecnologici per il contenimento dei consumi energetici.
2. Negli edifici destinati in tutto o in parte a residenza è consentito il recupero
volumetrico a solo scopo residenziale dei sottotetti, delle pertinenze, dei locali
accessori e dei seminterrati esistenti fatta eccezione delle pertinenze relative ai
parcheggi di cui all'articolo 18 della legge 6 agosto 1967, n. 765, come integrato
e modificato dall'articolo 31 della legge regionale 26 maggio 1973, n. 21. Il
recupero volumetrico è consentito anche con la realizzazione di nuovi solai o la
sostituzione dei solai esistenti.
3. Si definiscono come sottotetti i volumi sovrastanti l'ultimo piano degli edifici
ed i volumi compresi tra il tetto esistente ed il soffitto dell'ultimo piano dei
medesimi edifici. Si definiscono pertinenze, locali accessori e seminterrati, i
volumi realizzati al servizio degli edifici, anche se non computabili nella
volumetria assentita degli stessi.
4. Il recupero abitativo dei sottotetti, delle pertinenze dei locali accessori e dei
seminterrati è consentito, previa concessione edilizia anche tacitamente
assentita o denuncia di inizio attività, attraverso interventi edilizi, purché siano
rispettate tutte le prescrizioni igienico-sanitarie riguardanti le condizioni di
abitabilità previste dai regolamenti vigenti, salvo quanto disposto dal comma 7.
5. Il recupero abitativo dei sottotetti è consentito purché sia assicurata per ogni
singola unità immobiliare l'altezza media ponderale di metri 2, calcolata
dividendo il volume della parte di sottotetto la cui altezza superi metri 1,50 per
la superficie relativa.
6. Il recupero abitativo delle pertinenze, dei locali accessori e dei seminterrati è
consentito in deroga alle norme vigenti e comunque per una altezza minima
non inferiore a m. 2,40.
7. Gli interventi edilizi finalizzati al recupero dei sottotetti, delle pertinenze e dei
locali accessori devono avvenire senza alcuna modificazione delle altezze di
colmo e di gronda e delle linee di pendenza delle falde. Tale recupero può
avvenire anche mediante la previsione di apertura di finestre, lucernari e
27
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

terrazzi esclusivamente per assicurare l'osservanza dei requisiti di


aeroilluminazione. Per gli interventi da effettuare nelle zone territoriali
omogenee "A" di cui all'articolo 2 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444,
i comuni possono adottare apposita regolamentazione in variante al vigente
regolamento edilizio comunale entro il termine di centottanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge. Per l'adozione di detta variante è
obbligatorio acquisire il parere della competente Sovrintendenza a prescindere
dal fatto che il centro storico interessato risulti o meno sottoposto a vincolo
paesistico; il parere richiesto deve essere reso entro il termine perentorio di
centoventi giorni, decorso il quale se ne prescinde ove non reso. E' fatto salvo
l'obbligo delle autorizzazioni previste dal decreto legislativo 29 ottobre 1999, n.
490.
8. Il progetto di recupero ai fini abitativi deve essere conforme alle prescrizioni
tecniche in materia contenute nei regolamenti vigenti, nonché alle norme
nazionali e regionali in materia di impianti tecnologici e di contenimento dei
consumi energetici.
9. Le opere assentite ai sensi del presente articolo comportano la
corresponsione degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria nonché del
contributo commisurato al costo di costruzione, ai sensi dell'articolo 16 del testo
unico emanato con decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001,
calcolati secondo le tariffe approvate e vigenti in ciascun comune per le opere
di nuova costruzione. La realizzazione delle opere è altresì subordinata al
versamento alla Regione di una somma pari al 20 per cento del valore dei locali
oggetto di recupero desumibile dal conseguente incremento della relativa
rendita catastale che deve risultare dalla perizia giurata allegata alla denuncia
di attività o presentata ai sensi dell'articolo 2, comma 7, della legge regionale 31
maggio 1994, n. 17, o deve essere presentata dal richiedente all'atto del rilascio
della concessione edilizia da parte del responsabile del procedimento dell'ufficio
tecnico comunale.
10. Il recupero abitativo di cui al presente articolo è consentito solo ove risultino
completati anche i prospetti dell'intero edificio e delle relative pertinenze.
******
La Regione promuove il recupero ai fini esclusivamente abitativi dei
sottotetti, delle pertinenze, dei locali accessori e dei seminterrati degli
edifici regolarmente realizzati alla data di approvazione della legge
(avvenuta il 05/04/2003), al fine di contenere l’espansione edilizia nelle
aree agricole dei comuni e favorire l’adeguamento di detti volumi edilizi
alla vigente disciplina di settore ai fini del contenimento dei consumi
energetici.
Disposizioni analoghe a quelle contenute nel presente articolo trovano già
riscontro in talune leggi regionali, ma va evidenziato come quelle in
commento non consentono la sanatoria di opere di recupero già
effettuate, né permettono il ben che minimo aumento volumetrico degli
edifici esistenti, limitandosi a far conseguire l’uso a fini esclusivamente
abitativi di volumi già esistenti e regolarmente realizzati nel rispetto delle
vigenti disposizioni igienico-sanitarie.

28
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Va altresì evidenziato che per detti interventi di recupero, oltre al


pagamento al comune delle somme relative agli oneri concessori, dovrà
altresì corrispondersi alla Regione una somma pari al 20 per cento del
valore dei locali quale risulterà dall’incremento della relativa rendita
catastale.

Art. 19.
Disposizioni in materia di edilizia residenziale pubblica

1. Per le finalità di cui all'articolo 1 della legge regionale 26 marzo 1963, n. 26 e


successive modifiche ed integrazioni, al fine di favorire il rapido trasferimento
degli alloggi, gli enti gestori, previa richiesta motivata e specifica, sono
autorizzati dalla Presidenza della Regione alla esecuzione dei frazionamenti ed
agli accatastamenti degli immobili anche tramite tecnici liberi professionisti
appositamente incaricati previ accordi con i rispettivi ordini professionali. Detti
interventi sono consentiti solo ove gli immobili risultino completati anche nei
prospetti.
2. Le spese per i frazionamenti sono poste a carico dei cessionari in sede di
stipula degli atti di cessione degli immobili.
3. Il comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 11, è
sostituito dal seguente:
"1. Gli alloggi popolari di proprietà o facenti parte del patrimonio della Regione o
gestiti dalla stessa o costruiti con il concorso o con il contributo della Regione
sono ceduti agli assegnatari, ovvero agli aventi diritto o ai soggetti che hanno
presentato o presentano regolare domanda di riscatto. La determinazione del
prezzo di cessione degli immobili di cui al presente articolo è fatta con
riferimento al valore venale posseduto dagli alloggi al momento dell'atto di
assegnazione agli aventi diritto.".
4. E' abrogato il comma 2 dell'articolo 8 della legge regionale 9 agosto 2002, n.
11, nonché l'articolo 23, commi 1 e 2, della legge regionale 26 marzo 2002, n.
2.
5. Al fine di favorire la riqualificazione urbana attraverso l'insediamento di
attività commerciali o artigianali, nei fabbricati realizzati con programmi di
edilizia sovvenzionata ovvero convenzionata-agevolata è consentito il cambio di
destinazione d'uso delle pertinenze degli alloggi realizzate alla data del 30
giugno 2002, fatta eccezione delle pertinenze assoggettate a vincolo
permanente ai sensi dell'articolo 18 della legge 6 agosto 1967, n. 765.
6. Il termine previsto dall'articolo 5 della legge regionale 3 novembre 1994, n.
43 e successive modifiche ed integrazioni è prorogato fino al 31 dicembre 2003.
7. E' consentito il riscatto degli alloggi popolari da parte degli inquilini che
abbiano maturato dieci anni di locazione, a prescindere dai piani di vendita,
dietro presentazione di domanda, sempreché gli stessi abbiano corrisposto i
canoni e gli oneri accessori.
8. Il disposto di cui all'articolo 16 della legge regionale 19 giugno 1982, n. 55 e
successive modifiche ed integrazioni si applica agli alloggi acquistati in
attuazione della legge 24 dicembre 1993, n. 560, recepita, modificata ed

29
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

integrata dalla legge regionale 3 novembre 1994, n. 43 e dalla legge regionale


21 aprile 1995, n. 37.
9. Gli alloggi acquistati ai sensi della legge regionale 3 novembre 1994, n. 43 e
successive modifiche ed integrazioni possono essere alienati trascorso il
periodo di cinque anni dalla data di registrazione del contratto di acquisto,
purché sia stato interamente pagato il prezzo di riscatto.
10. Al secondo comma dell'articolo 9 della legge regionale 22 marzo 1963, n.
26, come modificato ed integrato dall'articolo 16 della legge regionale 19 giugno
1982, n. 55, la parola "venti" è sostituita dalla parola "dieci".
******
La Regione Siciliana provvederà ai frazionamenti ed agli accatastamenti
degli immobili di edilizia residenziale pubblica tramite tecnici liberi
professionisti appositamente incaricati per accelerare le procedure di
cessione con le relative spese a carico dei cessionari. Al fine di
assicurare il decoro urbano anche questi interventi sono subordinati al
completamento dei prospetti.
Inoltre si fa chiarezza sia sulla definizione degli alloggi popolari, che
sulle modalità di determinazione del prezzo di cessione degli stessi. Si
prevede altresì la possibilità che il riscatto possa essere richiesto dagli
inquilini in regola con il pagamento dei canoni anche se l’ente gestore
non ha predisposto l’apposito piano di vendita. Anche le restanti
disposizioni, quali quella che riduce la durata dei vincoli di inalienabilità
degli alloggi riscattati, sono finalizzate a facilitare la vendita del
patrimonio edilizio pubblico mentre la possibilità del cambio di
destinazione d’uso delle pertinenze risponde alla necessità di una
riqualificazione complessiva, onde superare l’attuale configurazione di
intere zone come quartieri-dormitorio.

Art. 20.
Opere interne

1. In deroga ad ogni altra disposizione di legge, non sono soggette a


concessioni e/o autorizzazioni né sono considerate aumento di superficie utile o
di volume né modifica della sagoma della costruzione la chiusura di terrazze di
collegamento e/o la copertura di spazi interni con strutture precarie, ferma
restando l'acquisizione preventiva del nulla osta da parte della Soprintendenza
dei beni culturali ed ambientali nel caso di immobili soggetti a vincolo.
2. Nei casi di cui al comma 1, contestualmente all'inizio dei lavori il proprietario
dell'unità immobiliare deve presentare al sindaco del comune nel quale ricade
l'immobile una relazione a firma di un professionista abilitato alla progettazione,
che asseveri le opere da compiersi ed il rispetto delle norme di sicurezza e delle
norme urbanistiche, nonché di quelle igienico-sanitarie vigenti, unitamente al
versamento a favore del comune dell'importo di cinquanta euro per ogni metro
quadro di superficie sottoposta a chiusura con struttura precaria.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche alla chiusura di
verande o balconi con strutture precarie come previsto dall'articolo 9 della legge
30
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

regionale 10 agosto 1985, n. 37; per tali casi è dovuto l'importo di venticinque
euro per ogni metro quadro di superficie chiusa.
4. Ai fini dell'applicazione dei commi 1, 2 e 3 sono da considerare strutture
precarie tutte quelle realizzate in modo tale da essere suscettibili di facile
rimozione. Si definiscono verande tutte le chiusure o strutture precarie come
sopra realizzate, relative a qualunque superficie esistente su balconi, terrazze e
anche tra fabbricati. Sono assimilate alle verande le altre strutture, aperte
almeno da un lato, quali tettoie, pensiline, gazebo ed altre ancora, comunque
denominate, la cui chiusura sia realizzata con strutture precarie, sempreché
ricadenti su aree private.
5. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano, altresì, per la
regolarizzazione delle opere della stessa tipologia già realizzate.
6. Il proprietario o il concessionario di immobili e/o parti di essi oggetto
dell'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5 non può vantare
diritti nei confronti di terzi in dipendenza della situazione sopravvenuta, né può
in alcun modo essere variata la destinazione d'uso originaria delle superfici
modificate.
7. I proprietari di edifici regolarmente realizzati adibiti esclusivamente ad attività
commerciali o produttive possono regolarizzare, previa richiesta di
autorizzazione, le opere eseguite per l'adeguamento degli stessi edifici a
sopravvenute norme di sicurezza e/o igienico-sanitarie con il limite del 10 per
cento della superficie utile inizialmente assentita e per un massimo di sessanta
metri quadri.
8. Rimane soggetto ad autorizzazione edilizia il recupero abitativo realizzato
mediante frazionamento di unità immobiliari non sottoposte a vincoli previsti
dalla normativa vigente in un maggior numero di unità immobiliari. Tale
frazionamento è consentito a condizione che siano rispettate le prescrizioni
urbanistiche nonché quelle igienico-sanitarie riguardanti le condizioni di
abitabilità previste dai regolamenti vigenti e siano rispettati i limiti di volume
previsti dall'articolo 7 della legge regionale 10 agosto 1985, n. 37 e che le
superfici delle unità immobiliari ricavate non risultino inferiori ai limiti stabiliti
dall'articolo 48 del regio decreto 28 aprile 1938, n. 1165, modificato dall'articolo
5 della legge 2 luglio 1949, n. 8. Tale recupero abitativo può essere realizzato a
condizione che non comporti la modifica del prospetto dell'edificio e non
pregiudichi la statica dell'immobile.
******
La norma si pone la finalità di integrare e meglio disciplinare le
disposizioni dettate dall’art.9 della l.r. n.37/85 riguardo alla chiusura con
“strutture precarie” dei balconi e delle verande, ampliando nel contempo
la tipologia degli interventi ammessi, la cui realizzazione è subordinata
alla semplice comunicazione dell’inizio dei lavori da parte del proprietario
degli immobili interessati, allegando una relazione descrittiva degli stessi
lavori da parte di un professionista abilitato alla progettazione.
I lavori in questione sono soggetti al versamento a favore del comune di
25 euro per metro quadro per la chiusura di balconi e verande e di 50 euro
per metro quadro per la chiusura di terrazze di collegamento. I lavori sono

31
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

altresì soggetti al parere delle competenti Soprintendenze ai BB.CC.e AA.


per gli immobili oggetto di intervento sottoposti a vincolo.
Le anzidette disposizioni sono altresì applicabili per la regolarizzazione di
opere della stessa tipologia già realizzate alla data di entrata in vigore
della legge; si dovrà in tal caso versare al comune anche le somme
relative alle sanzioni esclusivamente amministrative previste dalla vigente
normativa per tali opere in quanto trattasi di opere non soggette a
concessione edilizia. Viene altresì consentita la regolarizzazione di opere
di modesta entità già effettuate per l’adeguamento di edifici regolarmente
realizzati per attività commerciali o produttive.
Viene in ultimo consentito mediante semplice autorizzazione, il
frazionamento in più unità immobiliari di immobili (non sottoposti a
specifici vincoli che ne vietino il frazionamento) destinati ad abitazione,
nel rispetto, sia delle prescrizioni urbanistiche vigenti, sia delle
prescrizioni igienico-sanitarie necessarie al fine di ottenere l’abitabilità,
sia a condizione che ciò non comporti alcuna modifica dei prospetti degli
edifici ed ovviamente non pregiudichi la statica degli stessi.

Art. 21.
Risparmi di energia

1. I dipartimenti regionali e gli uffici di cui all'articolo 4, commi 6 e 7, della legge


regionale 15 maggio 2000, n. 10, gli enti locali e gli enti, aziende ed istituti
sottoposti a vigilanza e tutela dell'Amministrazione regionale sono tenuti, in
linea con gli impegni assunti dallo Stato nell'articolo 3 del protocollo di Kyoto, a
realizzare diminuzioni di consumi di energia che comportino, oltre al
contenimento dei costi, la riduzione dell'impatto ambientale sulla base di
apposita programmazione energetica per il triennio 2003-2005, fatto comunque
salvo quanto previsto dal comma 16 dell'articolo 5 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412.
2. L'Assessore regionale alla Presidenza propone iniziative per la promozione
della programmazione e della riduzione dei consumi e vigila sui livelli di
realizzazione del risparmio energetico.
******
La riduzione dei consumi di energia oltre ad essere in linea con il
protocollo di Kyoto produrrà un rilevante contenimento della spesa
regionale.

Art. 22.
Valorizzazione beni immobili demaniali e patrimoniali

1. Ai fini della valorizzazione dei beni immobili del demanio e del patrimonio
della Regione, si applicano la disciplina e le procedure di cui alla legge 11 luglio
1986, n. 390 ed al decreto del Presidente della Repubblica 8 gennaio 2001, n.
41.
2. Per la realizzazione degli interventi di valorizzazione possono essere
applicate le procedure previste dall'articolo 3, comma 112, lettera a), della legge
32
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

23 dicembre 1996, n. 662, nonché le disposizioni di cui al terzo periodo dello


stesso articolo 3, comma 99.
3. Con decreto del Presidente della Regione sono indicati i criteri per la
determinazione del canone, le modalità di pagamento e la durata della
concessione o locazione che può essere superiore a quella indicata dagli
articoli 7 e 8 del decreto del Presidente della Repubblica 8 gennaio 2001, n. 41.
4. Ove, ai fini del presente articolo, si rendesse necessaria la variazione della
destinazione d'uso degli immobili oggetto di valorizzazione, al rilascio della
relativa autorizzazione provvede il sindaco previa indizione da parte della
Presidenza della Regione di apposita Conferenza dei servizi.
******
La normativa vigente viene adattata attraverso il recepimento di norme
statali di semplificazione, alle necessità particolari connesse alla
concessione o locazione di immobili compresi nei programmi di
valorizzazione, rimandando ad un decreto del Presidente della Regione la
fissazione degli aspetti più dettagliatamente operativi.
Per facilitare la realizzazione degli interventi di valorizzazione vengono
altresì previsti per gli immobili che ne formano oggetto percorsi più snelli
per l’ottenimento del cambio di destinazione d’uso.

Art. 23.
Manutenzione del patrimonio regionale

1. All'articolo 3 del decreto legislativo presidenziale 14 marzo 1950, n. 8, così


come modificato dall'articolo 1 della legge regionale 14 dicembre 1950, n. 88,
sono aggiunti i seguenti commi:
"Su segnalazione delle amministrazioni competenti, l'Azienda regionale delle
foreste demaniali, attraverso i propri uffici provinciali, assicura la manutenzione
dei giardini annessi a palazzi o ville di proprietà della Regione o comunque
utilizzati per uffici o servizi dell'Amministrazione regionale. Gli eventuali contratti
in corso che prevedono oneri a carico della Regione restano in vita fino alla
scadenza.
I lavori di cui al comma precedente sono effettuati in economia ai sensi
dell'articolo 64 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, utilizzando il personale
iscritto nei contingenti di cui agli articoli 47 e seguenti della stessa legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16, nell'ambito dei lavori annualmente programmati,
senza nuovi oneri per la Regione.".
******
L’articolo intende raggiungere diverse finalità che possono essere così
sintetizzate:
- manutenzione dei giardini di proprietà della Regione o comunque dalla
stessa utilizzati;
- una razionale utilizzazione degli operai comunque già impiegati in
lavori forestali, qualche volta improduttivi a causa della intempestività
della dotazione dei fondi;
- economie di spesa da conseguire sia attraverso l’utilizzazione di
operai già inseriti nelle fasce di garanzia e comunque assunti
33
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

annualmente per le giornate legislativamente previste, sia con il


graduale azzeramento dei contratti di manutenzione vigenti con
imprese private.

Titolo II
DISPOSIZIONI PER LA RAZIONALIZZAZIONE E LA RIDUZIONE DELLA
SPESA

Art. 24.
Patto di stabilità regionale

1. Gli enti locali, gli enti pubblici non economici sottoposti a vigilanza e/o
controllo della Regione, comprese le Aziende sanitarie ed ospedaliere e i
consorzi di bonifica, partecipano al perseguimento degli obiettivi di finanza
pubblica regionale (Patto di stabilità regionale).
2. A tal fine il Presidente della Regione, di concerto con l'Assessore regionale
per il bilancio e le finanze, sentito l'Assessore competente per materia, sentita
la Conferenza Regione-autonomie locali, annualmente, con proprio decreto,
individua le modalità per il rispetto dei parametri finanziari coerenti con le
disposizioni vigenti per ciascuna categoria di enti.
3. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, agli enti locali della Regione
siciliana si applicano le disposizioni dell'articolo 29 della legge 27 dicembre
2002, n. 289. Le comunicazioni previste dai commi 13 e 17 dell'articolo 29 della
citata legge n. 289 del 2002 sono trasmesse anche all'Assessorato regionale
del bilancio e delle finanze, dipartimento bilancio e tesoro.
4. Il comma 3 dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, è
abrogato.
******

Gli enti locali, gli enti pubblici non economici sottoposti a vigilanza e/o
controllo della Regione, comprese le aziende sanitarie ed ospedaliere,
partecipano al perseguimento degli obiettivi di finanza regionale (Patto di
stabilità regionale). Tale patto ha riguardo alle risorse assegnate dalla
Regione, ferme restando altresì per gli enti locali l’applicabilità delle
norme del patto di stabilità previsto dalla legislazione statale; con il
quarto comma viene abrogata la previgente norma non più coerente con
la nuova disciplina.

Art. 25.
Tetti di spesa

1. Al fine di perseguire gli obiettivi di finanza pubblica relativi al patto di stabilità


regionale, la spesa sanitaria per il triennio 2003-2005 non può superare i valori
complessivi indicati nel corrispondente D.P.E.F. e per singolo aggregato
economico.
34
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

2. Fermo restando il limite previsto per ciascun aggregato economico,


eccezionali motivati scostamenti possono realizzarsi nel rispetto dei valori
complessivi di cui al comma 1.
3. L'Assessorato regionale della sanità, entro trenta giorni dalla pubblicazione
della presente legge, definisce, per singolo aggregato economico, il tetto di
spesa per provincia, applicando il sistema degli abbattimenti tariffari.
4. I direttori generali delle Aziende unità sanitarie locali, nei successivi trenta
giorni, negoziano con ogni singola struttura l'ammontare delle prestazioni
erogabili ai sensi dell'articolo 28, comma 6, della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2.
******
La norma pone il necessario raccordo tra gli obiettivi di finanza pubblica
individuati con il Documento di Programmazione Economico Finanziaria
2003-2005 e la spesa sanitaria, stabilendo che detta spesa non superi i
valori ivi indicati e, ove intervengano scostamenti tra le voci di spesa (ad
esempio farmaceutica, specialistica, personale, beni e servizi) rimanga
invalicabile l’importo complessivamente previsto per far fronte alla spesa
sanitaria nella sua generalità.
Al fine di dare attuazione alla disposizione in parola, l’Assessorato alla
Sanità determina entro trenta giorni dalla pubblicazione della legge,
relativamente ad ogni singola voce di spesa, il tetto di spesa per ciascuna
provincia, prevedendo abbattimenti tariffari nell’ipotesi di superamento
del budget assegnato.
Sulla scorta del decreto assessoriale che determina i tetti di spesa, i
direttori generali delle Aziende USL provvedono a negoziare con le
strutture preaccreditate l’ammontare delle prestazioni erogabili per conto
del S.S.N. nei limiti delle risorse finanziarie assegnate.

Art. 26.
Enti vigilati

1. Dopo il comma 2 dell'articolo 17 della legge regionale 17 marzo 2000, n. 8 e


successive modifiche ed integrazioni, sono aggiunti i seguenti commi:
"2 bis. La relazione previsionale e programmatica individua altresì per un arco
temporale compreso fra tre e cinque anni l'evoluzione prevista per le principali
grandezze economiche e finanziarie dei bilanci dell'ente, insieme alle azioni che
l'ente intraprende per il miglioramento dei livelli di autosufficienza economica e
finanziaria, con l'esplicitazione in termini quantitativi degli effetti di tali azioni
sulle variabili economiche e finanziarie.
2 ter. Contestualmente all'approvazione del bilancio di previsione ai sensi
dell'articolo 32 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 e successive modifiche
ed integrazioni, l'organo regionale di vigilanza fissa, di concerto con l'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze, per gli enti, aziende ed istituti vigilati,
specifici obiettivi di gestione con valenza finanziaria, indicando la cadenza delle
verifiche periodiche.
2 quater. Entro dieci giorni dall'approvazione del bilancio di previsione, gli
obiettivi gestionali assegnati ai dirigenti generali o figure apicali vengono
35
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

modificati o integrati sulla scorta della relazione programmatica e degli obiettivi


assegnati ai sensi del comma 2 ter, al fine dell'effettiva realizzazione dei risultati
ivi indicati come conseguibili.
2 quinquies. Accertato il mancato raggiungimento degli obiettivi da parte
dell'ente, l'Assessore competente, previa delibera di Giunta, procede allo
scioglimento o alla rimozione degli organi di amministrazione responsabili dell'
inadempimento.
2 sexies. Gli obiettivi di cui al presente articolo possono essere disattesi
soltanto in presenza di eventi straordinari, la cui valenza viene attestata dal
collegio sindacale.".
2. Fermi restando la riduzione di spese e l'incremento di entrate previsti per
l'esercizio finanziario 2002 rispettivamente dai commi 3 e 4 dell'articolo 17 della
legge regionale 17 marzo 2000, n. 8, aggiunti con il comma 1 dell'articolo 21
della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, nonché le riduzioni dei contributi
regionali derivanti dalla mancata ottemperanza a dette disposizioni, gli enti, le
aziende e gli istituti sottoposti a vigilanza e tutela dell'Amministrazione regionale
ai quali la Regione eroga contributi o trasferimenti per la copertura delle spese
di funzionamento o per il pareggio del bilancio adeguano le spese e le entrate
secondo le disposizioni dei commi seguenti.
3. Per gli esercizi finanziari 2003, 2004 e 2005 il livello massimo di spese per
acquisto di beni e servizi non può superare l'ammontare delle medesime spese
sostenute nell'esercizio finanziario 2001, come risultante dal conto consuntivo,
ridotto rispettivamente del 5 per cento, del 10 per cento e del 15 per cento. Per
gli enti che non realizzino detta riduzione di spese, nell'esercizio successivo i
trasferimenti regionali senza vincolo di specifica destinazione sono ridotti di una
percentuale pari a quella della mancata riduzione fino al massimo
rispettivamente del 5 per cento, del 10 per cento e del 15 per cento, a meno
che una delibera di Giunta non attesti la presenza di esigenze straordinarie. Le
somme non erogate costituiscono economie per il bilancio regionale.
4. Per gli esercizi finanziari 2003, 2004 e 2005 il livello minimo delle entrate
autonome è determinato aumentando le medesime entrate accertate
nell'esercizio 2001, secondo le risultanze del conto consuntivo, rispettivamente
del 5 per cento, del 10 per cento e del 15 per cento. Per gli enti che non
realizzino detto incremento di entrate, nell'esercizio successivo i trasferimenti
regionali senza vincolo di specifica destinazione sono ridotti di una percentuale
pari a quella del mancato incremento fino al massimo rispettivamente del 5 per
cento, del 10 per cento e del 15 per cento, a meno che una delibera di Giunta
non attesti la presenza di esigenze straordinarie. Le somme non erogate
costituiscono economie per il bilancio regionale.
5. Al comma 2 dell'articolo 32 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 e
successive modifiche ed integrazioni le parole "di cui ai commi 2 e 3" sono
sostituite con le parole "di cui al comma 2".
6. Il comma 6 dell'articolo 32 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
"6. I contributi per le spese di funzionamento di enti, aziende ed istituti regionali
sono erogati in due semestralità anticipate. L'erogazione della seconda
semestralità è condizionata alla presentazione del conto consuntivo dell'anno
36
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

precedente e deve essere effettuata al netto dell'avanzo di amministrazione


utilizzabile determinato con il predetto conto; l'avanzo di amministrazione
utilizzabile non viene portato in diminuzione del contributo regionale da erogare
fino alla concorrenza del 5 per cento della spesa corrente complessivamente
prevista risultante dal conto consuntivo e con il limite massimo di 150 mila euro.
Qualora l'importo da portare in diminuzione risulti maggiore della seconda
semestralità, la parte eccedente viene conguagliata con le semestralità
successive. Le somme non utilizzate per effetto del presente comma
costituiscono economie di spesa per il bilancio regionale.".
7. In deroga agli articoli 2 e 3 del decreto legge 16 maggio 1994, n. 293,
convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 1994, n. 444, e recepito, con
modifiche ed integrazioni, dalla legge regionale 28 marzo 1995, n. 22, fermo
restando il limite massimo di durata in carica dei consigli di amministrazione
degli Istituti autonomi case popolari, fissato in cinque anni dal sesto comma
dell'articolo 6 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, nel caso di cessazione del
mandato degli organi istituzionali preposti per legge alla designazione dei
presidenti, dei vicepresidenti e degli altri componenti dei consigli di
amministrazione degli Istituti autonomi case popolari, questi ultimi restano
prorogati sino alla nuova nomina da parte degli organi istituzionali predetti e
comunque per un periodo non superiore a sei mesi. La presente disposizione
trova applicazione anche nei confronti dei comitati direttivi dei consorzi delle
aree di sviluppo industriale.
8. La disposizione di cui all'articolo 18 della legge regionale 17 marzo 2000, n.
8, deve intendersi nel senso che le norme ivi richiamate sono estese ai
presidenti degli enti, aziende ed istituti sottoposti al controllo della Regione
anche se già insediati alla data di entrata in vigore della legge regionale 17
marzo 2000, n. 8.
9. Nell'ambito delle proprie attribuzioni concernenti il livello di realizzazione
dell'incremento delle entrate della Regione, l'Assessore regionale per il bilancio
e le finanze riferisce semestralmente alla Giunta regionale in ordine alla
situazione finanziaria della liquidazione degli enti di cui alla legge regionale 20
gennaio 1999, n. 5, acquisendo, dal commissario liquidatore, stati di
avanzamento trimestrali delle liquidazioni.
10. L'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio, dell'artigianato
e della pesca è autorizzato a stipulare convenzioni con le articolazioni regionali
delle associazioni nazionali del movimento cooperativo riconosciute ai sensi del
decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577
per lo svolgimento della revisione ordinaria alle società cooperative non
aderenti alle Associazioni stesse. Le convenzioni devono basarsi sugli stessi
criteri in atto vigenti e definiti dalla legge regionale 23 maggio 1991, n. 36 e
successive modifiche ed integrazioni.
11. In ragione dell'autonomia finanziaria delle camere di commercio stabilita
dalla legge regionale 4 aprile 1995, n. 29, articolo 18, è recepito il decreto del
Presidente della Repubblica 20 agosto 2001, n. 363.
******
La gran parte dell’articolo sviluppa il percorso già intrapreso con la
finanziaria 2002 per far sì che la vigilanza sugli enti del settore pubblico
37
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

regionale contribuisca ad assicurare il raggiungimento da parte degli


stessi di obiettivi di economicità della gestione in coerenza con il patto di
stabilità regionale.
La mancata realizzazione dei risultati ha come conseguenza la sanzione
degli organi.
Nella stessa ottica si collocano le previsioni che nel triennio fissano limiti
di spesa stabilendo le relative sanzioni (riduzione dei trasferimenti) ed
incrementi percentuali da conseguire per le entrate proprie degli enti
Si impone all’Assessore per il Bilancio e per le finanze di relazionare
semestralmente alla Giunta regionale sullo stato di attuazione delle
liquidazioni degli enti economici.
Il comma 10 ha riguardo la revisione ordinaria delle società cooperative
non aderenti ad associazioni.
Altre disposizioni chiariscono invece alcuni aspetti del regime applicabile
agli amministratori degli enti.

Art. 27.
Monitoraggio spesa sanitaria

1. Al fine di assicurare il costante monitoraggio della spesa sanitaria, i direttori


generali delle Aziende unità sanitarie locali, delle Aziende ospedaliere, delle
Aziende universitarie Policlinico, del Centro di formazione permanente e
l'aggiornamento del servizio sanitario (CEFPAS), dell'Istituto zooprofilattico
sperimentale con sede in Sicilia inviano trimestralmente all'Assessorato
regionale della sanità, all'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze ed
alla Commissione legislativa Servizi sociali e sanitari dell'Assemblea regionale
siciliana i dati sullo stato di attuazione della spesa in relazione a quanto
riportato nel bilancio di previsione secondo un modello di rilevazione concertato
tra le predette Amministrazioni regionali.
2. I dati di cui al comma 1 devono essere certificati dai collegi dei sindaci e
devono essere monitorati dagli Assessorati regionali vigilanti che, ove
rilevassero uno scostamento sensibile tra lo stato di attuazione della spesa e le
previsioni di bilancio, lo contestano al direttore generale, affinché assuma le
conseguenziali iniziative di contenimento della spesa.
3. Il mancato invio dei dati di cui al comma 1, entro trenta giorni dalla fine del
trimestre, costituisce elemento di valutazione negativa ai sensi dell'articolo 1,
comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 luglio 1995, n.
502.
4. In coerenza con il patto di stabilità regionale e secondo quanto previsto
dall'articolo 3 del decreto legge 18 settembre 2001, n. 347 convertito con
modificazioni dalla legge 16 novembre 2001, n. 405 e successive modifiche e
integrazioni, per l'anno 2003 le Aziende unità sanitarie locali sono tenute a
garantire l'equilibrio economico di bilancio e le Aziende ospedaliere a
conseguire un utile di almeno l'uno per cento dei ricavi di competenza
dell'esercizio. Gli obiettivi possono essere disattesi soltanto in presenza di
eventi straordinari la cui valenza è certificata dal collegio sindacale e verificata

38
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

congiuntamente dall'Assessorato regionale della sanità e dall'Assessorato


regionale del bilancio e delle finanze.
5. Le Aziende sanitarie che nell'esercizio 2002 hanno riportato un risultato
economico negativo o inferiore alle misure previste dall'articolo 28, comma 1,
della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, sono tenute a redigere un piano di
copertura delle perdite, di durata non superiore a tre anni, contestualmente
all'adozione del bilancio di previsione per l'anno 2003.
6. Il direttore generale che non consegue gli obiettivi di cui ai commi 4 e 5,
anche con riferimento al mancato rispetto degli obiettivi annuali previsti nel
piano di copertura delle perdite di cui al comma 5, viene dichiarato decaduto
dalla Regione con la procedura di cui all'articolo 3 bis, commi 6 e 7 del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502. Il costo relativo al personale di cui
all'articolo 33 e seguenti del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non
concorre alla determinazione del risultato economico ai fini della applicazione
della sanzione.
7. I direttori generali delle Aziende sanitarie in applicazione dell'articolo 7,
comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 possono conferire
incarichi esclusivamente nei limiti previsti dall'articolo 51 della legge regionale
29 ottobre 1985, n. 41 con la corresponsione di un compenso non superiore al
50 per cento di quello stabilito per i consulenti del Presidente della Regione e
degli Assessori regionali.
8. Gli incarichi già stipulati cessano alla loro scadenza e sono rinnovabili nei
limiti delle disposizioni di cui al comma 7.
******

La disposizione introduce un sistema di monitoraggio della spesa


sanitaria in corso d’opera, previo l’obbligo per le Aziende sanitarie e gli
enti del S.S.N. di trasmettere trimestralmente i dati di attuazione della
spesa sulla scorta di un modello predisposto dalla Regione.
Tali dati dovranno essere certificati dal collegio sindacale e consentiranno
di rilevare scostamenti tra i flussi di cassa e le previsioni del bilancio
regionale, al fine di consentire alla Regione di attivare in tempo reale
meccanismi di contenimento della spesa da parte del direttore generale.
La mancata trasmissione dei dati da parte dei direttori generali delle
Aziende costituirà elemento di valutazione negativa ai fini del
riconoscimento del compenso aggiuntivo del 20%.
Viene altresì ribadito l’obbligo di conseguire il pareggio di bilancio da
parte delle Aziende USL e un utile dell’uno per cento dei ricavi di
competenza dell’esercizio 2003 da parte delle Aziende ospedaliere.
Le Aziende sanitarie che nell’anno 2002 non hanno conseguito tali
obiettivi finanziari hanno l’obbligo di predisporre un piano di copertura
delle perdite, per un periodo non superiore a tre anni, contestualmente
all’adozione del bilancio di previsione 2003. Il mancato raggiungimento
degli obiettivi con valenza finanziaria comporta la decadenza del direttore
generale inadempiente.
Si introducono infine limiti per il ricorso alle consulenze esterne previste
dall’art. 7, comma 6 del D.Lgs. 165/2001, con la previsione per tali
39
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

fattispecie di un numero massimo di tre consulenti ed un compenso non


superiore al 50% di quello attribuito ai corrispondenti consulenti dl
Presidente della Regione e degli Assessori regionali.

Art. 28.
Ripiano disavanzi Aziende unità sanitarie locali ed ospedaliere

1. I commi da 2 a 6 dell'articolo 3 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 10


sono abrogati.
2. Al ripiano definitivo dei disavanzi delle Aziende unità sanitarie locali e
delle Aziende ospedaliere relativi all'anno 2001, ammontanti
complessivamente a 434.250 migliaia di euro, al netto della quota di 73.750
migliaia di euro cui si è provveduto mediante la spesa autorizzata per
l'esercizio finanziario 2002 dall'articolo 3, comma 5, della legge regionale 9
agosto 2002, n. 10, che viene pertanto destinata alle finalità del presente
articolo, si fa fronte mediante il maggiore avanzo finanziario presunto
relativo all'esercizio finanziario 2002, di cui 48.250 migliaia di euro derivante
dall'abrogazione di cui al comma 1.
******
Utilizzo del maggior avanzo finanziario presunto della Regione Siciliana
relativo all’esercizio finanziario 2002 per la copertura dei disavanzi delle
Aziende sanitarie locali e delle Aziende ospedaliere relativi all’anno 2001.

Art. 29.
Sperimentazioni gestionali

1. Le sperimentazioni gestionali di cui all'articolo 9 bis del decreto legislativo 30


dicembre 1992, n. 502 così come modificato da ultimo dall'articolo 10 del
decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 e successive modifiche ed
integrazioni costituiscono obiettivo della programmazione sanitaria ed
ospedaliera della Regione. E' fatto divieto alla Regione di intervenire a
copertura dei disavanzi della gestione finanziaria dei soggetti che sostengono la
sperimentazione.
******
I programmi di sperimentazione aventi ad oggetto nuovi modelli gestionali
che prevedano forme di collaborazione tra strutture del Servizio sanitario
nazionale e soggetti privati, anche attraverso la costituzione di società
miste a capitale pubblico e privato, previste dal decreto legislativo n.
502/92 costituiscono obiettivo della programmazione sanitaria ed
ospedaliera della Regione, ma gli eventuali disavanzi derivanti dalle
predette sperimentazioni non possono gravare sul bilancio regionale.

Art. 30.
Contenimento oneri per ritardati pagamenti

1. All'articolo 4 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 10 le parole "15 per


cento" sono sostituite con le parole "20 per cento".
40
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

2. All'articolo 4 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 10 sono aggiunti i


seguenti commi:
"2. Le Aziende sanitarie ed ospedaliere possono effettuare operazioni
finanziarie a breve termine previa autorizzazione dell'Assessorato regionale del
bilancio e delle finanze, purché i relativi oneri per il rimborso delle quote di
capitale e la corresponsione degli interessi cumulati con quelli di cui al comma
1, non superino il limite di cui al comma 1.
3. Gli esiti delle suddette operazioni finanziarie affluiscono direttamente alle
casse delle Aziende e sono da queste distribuite alle varie categorie di creditori
in funzione dell'anzianità del credito e proporzionalmente all'ammontare dello
stesso. Nella erogazione di dette somme deve anche tenersi conto della qualità
del credito, allo scopo di non arrecare pregiudizio alle strutture che erogano
prestazioni sanitarie in genere e quelle salvavita in particolare.".
******
La previsione normativa, modificativa dell’art.4 della L.R. 10/2002, estende
la possibilità per le Aziende Sanitarie ed Ospedaliere, di effettuare
operazioni finanziarie anche a breve termine, previa autorizzazione
dell’Assessore al Bilancio, purchè i relativi oneri non superino il limite del
20 per cento delle entrate proprie.
Si introduce inoltre l’obbligo che le somme introitate in forza delle
operazioni finanziarie vengano destinate al pagamento dei rispettivi
creditori nel rispetto del criterio temporale di maturazione del credito e si
tenga conto della natura dei crediti, con riguardo alla salvaguardia di
quelli delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, soprattutto
salvavita.

Art. 31.
Dismissione degli immobili delle Aziende unità sanitarie locali e delle Aziende
ospedaliere

1. I direttori generali delle Aziende sanitarie, titolari di patrimoni immobiliari non


destinati ad uso assistenziale, verificano entro trenta giorni dalla pubblicazione
della presente legge la congruità dei loro proventi ai valori di mercato.
2. Qualora i proventi determinati dalla gestione immobiliare di cui al comma 1
risultino inferiori ai corrispondenti valori di mercato, i direttori generali devono
procedere all'immediato adeguamento della rendita o alla dismissione del
relativo patrimonio immobiliare.
3. Entro quarantacinque giorni dalla pubblicazione della presente legge, i
direttori generali redigono l'elenco degli immobili e definiscono gli esiti delle
verifiche di cui al comma 1, dandone comunicazione all'Assessorato regionale
della sanità e all'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze per gli
aspetti finanziari.
4. Contestualmente i direttori generali pongono in essere tutti gli adempimenti
finalizzati all'ottimale gestione del patrimonio immobiliare di cui al presente
articolo, procedendo alla vendita dei beni immobili non proficuamente utilizzati
mediante aste pubbliche per lotti costituiti da singoli immobili o porzioni

41
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

immobiliari, dandone comunicazione secondo i criteri di cui al decreto legislativo


24 luglio 1992, n. 358 e successive modifiche ed integrazioni.
5. Gli acquirenti dei beni dismessi presentano allo sportello unico di cui
all'articolo 36 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, un'unica domanda
finalizzata al rilascio di ogni autorizzazione, nulla osta ed atto di assenso
comunque denominato necessari allo svolgimento nell'immobile dell'attività
produttiva prescelta. Il relativo procedimento deve concludersi nel termine di
novanta giorni.
6. Qualora la richiesta di cui al comma 5 comporti il coinvolgimento di altre
pubbliche amministrazioni, il responsabile del procedimento convoca una
conferenza di servizi che, per quanto non previsto nel presente articolo, si
svolge con le modalità di cui all'articolo 14 e seguenti della legge 7 agosto
1990, n. 241 e successive modifiche ed integrazioni. Se una o più delle
amministrazioni convocate richiedano, alla prima seduta, chiarimenti o
integrazioni gli stessi vanno forniti nel termine di quindici giorni e comunque
entro la data della seconda seduta, nella quale la conferenza deve concludere i
propri lavori. L'assenza o il silenzio di una delle amministrazioni convocate in
entrambe le sedute equivale ad assenso e comporta per il responsabile del
procedimento l'onere di acquisire dichiarazione espressa del legale
rappresentante dell'impresa circa la conformità alla normativa dell'attività che si
va a realizzare.
7. I ricavi derivanti dalla cessione degli immobili devono essere destinati
prioritariamente alla copertura delle perdite degli esercizi precedenti e
l'eventuale parte eccedente deve essere accantonata in un apposito fondo di
riserva patrimoniale per almeno un biennio.
8. Le medesime procedure trovano applicazione per gli immobili non più
destinabili ad uso assistenziale a seguito della ristrutturazione della rete
ospedaliera regionale previa delibera della Giunta regionale.
******
La disposizione prevede che i direttori generali delle Aziende Sanitarie,
qualora dispongano di immobili non destinati ad uso assistenziale,
debbano verificare la redditività degli stessi, adottando misure idonee ad
assicurare all’Azienda proventi congrui ai valori di mercato ovvero
procedendo alla loro vendita.
Scopo della norma è dunque quello di assicurare l’ottimale utilizzazione
del patrimonio immobiliare, che, ove non destinato ad uso assistenziale,
deve essere gestito con criteri di economicità.
A tal fine, previa comunicazione degli esiti delle verifiche entro 45 giorni
dalla pubblicazione della legge all’Assessorato regionale della Sanità e da
quello del Bilancio e delle Finanze, i direttori si determineranno ad
individuare proficue forme di gestione degli immobili o, in alternativa, alla
vendita dei relativi beni immobili.
La norma introduce un interessante meccanismo agevolativo finalizzato a
semplificare le autorizzazioni in favore dell’acquirente che abbia esigenza
di un mutamento di destinazione d’uso degli immobili ceduti.
Si prevede infatti che il procedimento istruttorio debba concludersi entro
90 giorni dalla richiesta e che sia data piena applicazione allo strumento
42
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

della conferenza di servizi, ove sia richiesta la partecipazione al


procedimento da parte di più pubbliche amministrazioni.
Viene infine stabilito che i ricavi derivanti dalla cessione degli immobili
debbono essere destinati a ripianare le perdite degli esercizi precedenti e
gli eventuali residui vengano accantonati in un fondo di riserva
patrimoniale per non meno di due anni.

Art. 32.
Conferimento sedi farmaceutiche

1. In deroga a quanto previsto dalle vigenti disposizioni, il 10 per cento delle


sedi farmaceutiche vacanti o di nuova istituzione è conferito dall'Assessore
regionale per la sanità, sulla base di una graduatoria regionale per soli titoli di
esercizio professionale riservata ai titolari di farmacia rurale sussidiata delle
isole minori con almeno 10 anni di anzianità di servizio.
2. Un'apposita commissione, da nominarsi con decreto dell'Assessore regionale
per la sanità, valuta i titoli presentati secondo quanto previsto dall'articolo 5 del
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 marzo 1994, n. 298 e
definisce la graduatoria di cui al comma 1 che rimane in vigore fino ad un
massimo di tre anni. A parità di punteggio costituisce titolo di preferenza la
minore età anagrafica.
3. Il nuovo conferimento può avvenire solo dopo la rinuncia dei beneficiari alla
sede farmaceutica sussidiata.
******
Il 10% delle assegnazioni di sedi farmaceutiche di nuova istituzione o
vacanti viene riservato ai titolari di farmacie rurali sussidiate delle isole
minori con almeno 10 anni di anzianità di servizio.
L’Assessore Regionale alla Sanità, nomina un’apposita Commissione che
valuta i titoli presentati dagli stessi e definisce la graduatoria che rimane
valida fino ad un massimo di tre anni.
Il nuovo conferimento può avvenire solamente dopo la rinuncia dei
beneficiari alla sede farmaceutica sussidiata.

Art. 33.
Presidi farmaceutici di emergenza

1. Nelle località disagiate prive di assistenza farmaceutica, a seguito della


chiusura dei dispensari farmaceutici disposta dall'Assessorato regionale della
sanità in quanto non conformi alla vigente normativa introdotta dall'articolo 6
della legge 8 novembre 1991, n. 362, sono istituiti presidi farmaceutici di
emergenza (P.F.E.) destinati alla distribuzione di farmaci di uso comune e di
pronto soccorso aperti e funzionanti tutto l'anno, da affidare, previo concorso
per titoli, ad un titolare di farmacia del comune di cui fa parte la località
suddetta.
******
Viene garantita anche nelle località disagiate prive di assistenza
farmaceutica, la distribuzione di farmaci di uso comune e di pronto
43
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

soccorso, mediante l’istituzione di presidi farmaceutici di emergenza


(P.F.E.) aperti e funzionanti tutto l’anno.
I titolari di farmacie del comune di cui fa parte la località disagiata
possono, previo concorso per titoli, richiederne l’affidamento.

Art. 34.
Interventi in favore dei pazienti colpiti dalla malattia di Alzheimer

1. Nell'ambito degli obiettivi del vigente Piano sanitario regionale ogni Azienda
unità sanitaria locale della Regione attiva i seguenti servizi per i pazienti colpiti
dalla malattia di Alzheimer:
a) un servizio di assistenza domiciliare integrata, in tutti i distretti sanitari, per i
pazienti residenti nel territorio di competenza;
b) almeno un centro diurno integrato da attivarsi anche mediante protocolli di
intesa con i comuni;
c) una residenza sanitaria assistenziale e/o un nucleo specifico all'interno delle
R.S.A. già operanti.
2. Con decreto dell'Assessore regionale per la sanità sono definite le modalità
operative per l'attivazione dei servizi di cui al comma 1.
******
Tale disposizione normativa intende approntare un adeguato sistema di
assistenza per i pazienti affetti dalla malattia d’Alzheimer, in coerenza con
gli obiettivi fissati dal vigente Piano sanitario regionale.
A tale scopo, previo Decreto dell’Assessore alla Sanità mirato a stabilire i
relativi criteri operativi, si prevede l’istituzione presso ciascuna Azienda
USL di appositi servizi.

Art. 35.
Controlli veterinari

1. I controlli veterinari effettuati a destinazione sugli allevamenti transumanti o


che si spostano per urgenti motivi di alimentazione in base a quanto previsto
dall'articolo 14 del D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320, devono essere oggetto di
compensazione economica da parte dell'Azienda unità sanitaria locale di
partenza, presso la quale tali allevamenti sono censiti, a favore del settore di
sanità pubblica veterinaria, competente sui territori di destinazione, che ha
effettuato gli accertamenti sanitari.
******
La norma dispone che i proventi derivanti dai controlli veterinari effettuati
su allevamenti transumanti o che si spostano per urgenti motivi di
alimentazione, devono essere oggetto di compensazione da parte
dell’Azienda unità sanitaria locale di partenza nei confronti di quella di
destinazione.
In tal modo si tende a remunerare le prestazioni sanitarie dell’Azienda
USL che ha effettivamente effettuato gli accertamenti veterinari sugli
animali pervenuti nel territorio di destinazione.

44
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Art. 36.
Forniture beni e servizi

1. Alle forniture di beni e servizi per le Aziende unità sanitarie locali e


ospedaliere, effettuate ai sensi del comma 1 ter dell'articolo 3 del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, così come aggiunto dall'articolo 3 del
decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, si applicano rispettivamente i limiti di
importo previsti dal comma 3 dell'articolo 31 e dal comma 2 dell'articolo 32 della
legge regionale 2 agosto 2002, n. 7.
2. Al comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 10 dicembre 2001, n. 20,
sono premesse le seguenti parole "Per l'appalto di forniture di beni e servizi
superiori a 100.000 euro".
3. Il comma 2 dell'articolo 8 della legge regionale 10 dicembre 2001, n. 20, è
così sostituito:
"2. Nessuna fornitura di beni o servizi può essere frazionata allo scopo di
sottrarla all'applicazione del presente articolo.".
******
Per le Aziende Sanitarie il ricorso alla trattativa privata secondo quanto
stabilito nei rispettivi atti aziendali è consentito nel limite di 100 mila Euro
per beni e di 200 mila Euro per forniture di servizi.
Si prevede inoltre che l’obbligo per la pubblica amministrazione regionale
e per gli Enti vigilati di ricorrere alle convenzioni con la CONSIP S.p.a trovi
applicazione per le forniture di beni e servizi superiori a 100.000 euro,
ponendo il divieto di frazionare le relative forniture per eludere l’obbligo di
approvvigionarsi attraverso gli acquisti in rete secondo le modalità e le
condizioni fissate dalla CONSIP S.p.a.

Art. 37.
Rinegoziazione mutui

1. Al fine di realizzare con modalità omogenee la rinegoziazione dei mutui per i


quali è stato concesso il contributo regionale sugli interessi, l'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze è autorizzato a stipulare, con gli istituti di
credito mutuanti, apposite convenzioni, distinte per settore di intervento,
tendenti ad individuare tassi di interesse alla cui stregua i singoli contratti di
mutuo si intendono modificati e le più idonee modalità di applicazione in
relazione alle diverse forme tecniche.
2. I tassi determinati nelle predette convenzioni non possono essere superiori a
quelli che saranno fissati in campo nazionale per la rinegoziazione dei mutui
agevolati ai sensi di leggi statali, ed avranno decorrenza dall'1 gennaio 2003
con effetti su tutti i ratei di interessi maturati successivamente a tale data. I
predetti tassi devono comunque tener conto della differente decorrenza prevista
dalla vigente normativa statale e regionale.
3. Le convenzioni sono applicate su tutti i contratti di mutuo già stipulati che alla
data del 1° gennaio 2003 risultino regolati ad un tasso di interesse superiore ai
tassi individuati per la tipologia corrispondente o analoga nelle convenzioni
45
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

medesime. Dalla rideterminazione delle rate e dei piani di ammortamento non


possono derivare maggiori oneri né a carico dei mutuatari né a carico della
Regione.
4. La riduzione del tasso derivante dalla rinegoziazione convenuta opera a
favore della Regione siciliana e dei mutuatari in proporzione al rapporto
sussistente tra interesse a carico della Regione ed a carico del mutuatario, con
le modalità che saranno individuate nelle convenzioni di cui al comma 1 in
relazione alle diverse forme tecniche di agevolazione. Il tasso a carico del
mutuatario non può comunque essere inferiore all'1,50 per cento, fermo
restando il mantenimento in suo favore di eventuali condizioni più favorevoli
esistenti alla data di rinegoziazione.
5. A decorrere dalla data di stipula delle convenzioni di cui al presente articolo,
non trovano più applicazione, in ordine ai singoli contratti i cui tassi di interesse
vengono in tal modo ridotti, le altre modalità di rinegoziazione già previste
dall'ordinamento regionale.
6. Per ciascuno degli anni 2003, 2004, 2005 le minori spese, rispetto alle
previsioni derivanti dalla normativa vigente, non possono essere destinate a
nuove o maggiori spese, fatti salvi gli eventuali oneri discendenti da rapporti
finanziari pregressi tra gli istituti di credito e la Regione siciliana. Dette somme
vanno iscritte, con decreto del dirigente generale del dipartimento bilancio e
tesoro, in un apposito fondo dello stato di previsione della rubrica bilancio.
******
Si definiscono le procedure per la rinegoziazione dei mutui più volte
tentata in passato ma mai portata a termine: ai consistenti risparmi di
spesa per l’Amministrazione regionale si uniscono benefici per i
mutuatari.
Il presente intervento si è reso necessario poiché quello previsto dall’art.
8 della l.r. 8 del 2000 non ha avuto esito. Infatti in esecuzione di tale norma
sono state inoltrate le previste richieste di rinegoziazione da parte di tutti
gli Assessorati competenti: le banche, però, hanno impugnato innanzi al
TAR dette istanze contestando sia la competenza legislativa della Regione
sia la mancanza di accordo tra le parti (banca e mutuatario) del contratto
di mutuo.
La nuova norma proposta tende a superare le sopra descritte difficoltà
applicative, attraverso la stipula di convenzioni i cui effetti decorreranno
dal primo gennaio 2003.

Art. 38.
Interventi decreto Presidente Consiglio dei Ministri 12 settembre 2000 -
Convenzioni ex Agensud

1. Per la prosecuzione degli interventi individuati dall'articolo 1 del decreto del


Presidente del Consiglio dei Ministri 12 settembre 2000 - Convenzioni ex
Agensud, i dipartimenti regionali competenti per materia trasferiscono le
competenze e le relative risorse finanziarie previste per ciascun progetto
direttamente agli enti attuatori, che provvedono a tutti gli adempimenti necessari
per la definizione degli interventi medesimi.
46
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

2. Il dipartimento regionale bilancio e tesoro provvede all'iscrizione nelle


pertinenti rubriche del bilancio regionale delle somme necessarie all'attuazione
del comma 1 su richiesta del dipartimento regionale della programmazione.
******
Prevede la prosecuzione degli interventi relativi alle Convenzioni ex –
Agensud a cura dei soggetti attuatori dei progetti ai quali vengono
trasferite anche le risorse finanziarie.

Art. 39.
Sicurezza nei luoghi di lavoro

1. Fatti salvi fino alla naturale scadenza i contratti in corso, ai fini del
contenimento della spesa, nell'Amministrazione regionale, negli enti locali, negli
enti pubblici non economici sottoposti a vigilanza e/o controllo della Regione i
datori di lavoro ricorrono, per l'espletamento dei compiti di sorveglianza
sanitaria, alle Aziende sanitarie locali competenti per territorio.
******
Ai fini del contenimento della spesa nell’Amministrazione regionale, negli
enti locali, negli enti pubblici non economici sottoposti a vigilanza e/o
controllo della Regione, i datori di lavoro si avvalgono, per l’espletamento
dei compiti di sorveglianza sanitaria, delle Aziende sanitarie locali
competenti per territorio.

Art. 40.
Soppressione ISMIG

1. L'Istituto siciliano mutilati ed invalidi di guerra (ISMIG) è soppresso.


2. Il personale dipendente dell'Istituto che presta servizio nelle sedi di Palermo,
Catania e Messina è trasferito rispettivamente all'Ente ospedaliero Villa Sofia di
Palermo, all'Azienda unità sanitaria locale n. 3 di Catania e all'Azienda unità
sanitaria locale n. 5 di Messina. Il relativo trattamento economico, se più
favorevole, è quello in godimento al momento della soppressione, con
riassorbimento della parte eccedente nel caso di futuri miglioramenti.
3. Il dirigente incaricato di ciascuna delle Aziende provvede all'equiparazione
giuridica delle posizioni contrattuali del personale nel rispetto delle qualifiche e
delle posizioni funzionali previste dai vigenti contratti collettivi nazionali per il
personale del comparto sanità.
4. I finanziamenti già previsti per l'ente soppresso, pari a 7.747 migliaia di euro,
dall'articolo 71 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, di cui alla delibera della
Giunta regionale del 15 novembre 2002, vengono trasferiti dal l'Azienda unità
sanitaria locale n. 6 all'Azienda ospedaliera Villa Sofia CTO di Palermo. Il
patrimonio dell'Istituto soppresso è trasferito all'Ente ospedaliero Villa Sofia, che
subentra all'ISMIG in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi.
******
La soppressione dell’Istituto rispondente ad esigenze di razionalizzazione
della spesa viene attuata senza disperdere le professionalità ivi esistenti
atteso che il personale viene ricollocato presso enti del comparto sanità.
47
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Art. 41.
Consorzio obbligatorio tra i produttori di manna

1. In applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 il


consorzio obbligatorio tra i produttori di manna è incorporato dall'Ente di
sviluppo agricolo, che subentra nei rapporti attivi e passivi e nel patrimonio
dell'incorporato consorzio, nonché nelle specifiche funzioni già esercitate dal
consorzio stesso.
2. Il personale del consorzio, in servizio al momento dell'entrata in vigore della
presente legge, è inquadrato in un apposito ruolo ad esaurimento, mantenendo
il profilo, l'anzianità e la qualifica posseduti al momento del passaggio.
******
Anche questa norma si colloca nel solco della rinnovata attenzione verso
l’economicità e l’efficienza del settore pubblico regionale perseguita
senza detrimento per il personale.

Art. 42.
Associazioni, fondazioni e centri studi impegnati nella lotta alla mafia

1. L'articolo 16 della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20, è abrogato.


2. L'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica
istruzione è autorizzato a concedere ai soggetti beneficiari previsti dalla legge
regionale 16 novembre 1984, n. 91, dall'articolo 10 della legge regionale 7
agosto 1990, n. 21, dall'articolo 15 della legge regionale 24 agosto 1993, n. 19
e dall'articolo 11 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 19, i contributi nella
misura e con le modalità ivi previsti.
3. Ferme restando le finalità di cui alle leggi regionali citate, gli enti e le
associazioni beneficiarie dei contributi sono autorizzati ad utilizzare e
rendicontare le somme accreditate a titolo di contributo per gli anni di attività a
decorrere dal 2001 entro un anno dalla data di accreditamento degli stessi.
******
Con la reviviscenza della pregressa normativa vengono ripristinati a
regime i contributi in favore del Centro studi Pio La Torre, della
Fondazione Gaetano Costa del centro studi giuridici e sociali “Cesare
Terranova”, della fondazione Giovanni e Francesca Falcone e della
Fondazione Pio La Torre. Per gli anni a decorrere dal 2001 (atteso che la
soppressione del contributo non ha mai avuto effetto in forza di proroghe)
tali Enti sono autorizzati ad utilizzare e rendicontare le somme assegnate
entro un anno dalla data di accreditamento delle stesse.

Art. 43.
Norme in favore delle IPAB

1. L'esenzione di cui al comma 5 dell'articolo 7 della legge regionale 26 marzo


2002, n. 2, si applica anche alle IPAB operanti in Sicilia.
******
48
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

La norma estende anche alle IPAB operanti in Sicilia l’esenzione


dall’imposta sulle attività produttive già prevista per le ONLUS in
considerazione degli scopi sociali che anche tali istituzioni perseguono.

Art. 44.
Atti di programmazione economico-finanziaria

1. Il Governo regionale provvede, per quanto di competenza regionale, alla


definizione dei contenuti del POR Sicilia, del Complemento di programmazione
e degli Accordi di programma quadro, (inciso omesso in quanto impugnato dal
Commissario dello Stato per la Regione siciliana ai sensi dell'art. 28 dello
Statuto) previa espressione da parte dell'Assemblea regionale siciliana degli atti
di indirizzo. (Inciso omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato
per la Regione siciliana ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).
2. Gli atti di indirizzo (inciso omesso in quanto impugnato dal Commissario dello
Stato per la Regione siciliana ai sensi dell'art. 28 dello Statuto) costituiscono atti
di programmazione economico-finanziaria.
3. (Inciso omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato per la
Regione siciliana ai sensi dell'art. 28 dello Statuto) Le proposte di modifica
(inciso omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato per la
Regione siciliana ai sensi dell'art. 28 dello Statuto) finanziarie sono presentate
dal Governo all'Assemblea regionale siciliana. (Inciso omesso in quanto
impugnato dal Commissario dello Stato per la Regione siciliana ai sensi dell'art.
28 dello Statuto).
4. (Comma omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato per la
Regione siciliana ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).
5. (Comma omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato per la
Regione siciliana ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).
6. (Comma omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato per la
Regione siciliana ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).
******
La norma disciplina, con riferimento alla definizione dei contenuti del
POR, del relativo complemento di programmazione e degli Accordi di
programma quadro, i rapporti tra il Governo e l’Assemblea regionale.

Art. 45.
Diritto di accesso

1. Dopo l'articolo 28 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10, è aggiunto il


seguente articolo 28 bis:
"1. I deputati dell'Assemblea regionale siciliana, per l'esercizio delle loro
funzioni, hanno diritto di accesso ai documenti amministrativi, secondo le
disposizioni di cui agli articoli precedenti.
2. Le esigenze conoscitive connesse con la funzione di deputato regionale, di
cui all'articolo 7 dello Statuto della Regione siciliana, devono essere
considerate motivazioni sufficienti per l'esercizio del diritto di accesso di cui al
presente articolo.
49
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

3. I deputati regionali sono esentati dal pagamento dei costi di riproduzione


nonché da qualsiasi altro diritto.".
2. Dopo il comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10,
sono aggiunti i seguenti commi:
"3 bis. Le commissioni dell'Assemblea regionale siciliana, per l'adempimento
dei compiti loro assegnati, hanno diritto, previa richiesta scritta, di ottenere dagli
uffici della Regione, dagli enti e dalle aziende da essa dipendenti e/o controllati,
informazioni, notizie e documenti. Hanno inoltre il diritto di chiamare nel loro
seno i dirigenti generali dei predetti organi, per avere chiarimenti sugli affari di
loro competenza. Hanno altresì diritto di ottenere dagli stessi dirigenti generali,
anche per iscritto, delucidazioni in merito all'esecuzione di leggi e all'adozione
di atti e provvedimenti amministrativi.
3 ter. Nei casi previsti dal comma 3 bis, il Presidente della Regione, su proposta
motivata del dirigente generale, può opporre il segreto di ufficio a tutela
dell'amministrazione interessata o delle persone, secondo le vigenti disposizioni
legislative in materia. Ove la commissione ritenga fondata l'opposizione del
segreto di ufficio, può deliberare, dandone tempestiva comunicazione al
Presidente dell'Assemblea, di riunirsi in seduta segreta informandone, altresì, il
Presidente della Regione o l'Assessore da questi delegato.
3 quater. Per le esigenze conoscitive di cui al presente articolo, ai deputati
regionali, oltre agli atti e alle delibere, devono essere forniti su richiesta i relativi
documenti preparatori.".
******
Il diritto di accesso si esercita mediante l’esame dei documenti
amministrativi e l’estrazione di copia degli stessi, tale diritto già previsto
dall’art. 28 della L.R. 10/1991 viene esteso da questo articolo ai deputati
dell’Assemblea regionale siciliana per l’esercizio delle loro funzioni,
esentandoli dal pagamento dei costi di riproduzione nonché da qualsiasi
altro diritto.
Con l’inserimento dei nuovi commi all’articolo 2 della L.R. 10/2000 si
prevede che le Commissioni dell’Assemblea regionale siciliana per
l’adempimento delle loro funzioni hanno il diritto di ottenere dagli Uffici
delucidazioni sull’esecuzione di leggi e sull’adozione di atti e
provvedimenti amministrativi. Il relativo iter procedurale viene disciplinato
anche per i casi in cui occorre mantenere il segreto di ufficio.

Art. 46.
Istituzione del registro dei pareri

1. Al fine di garantire il rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità,


pubblicità, nonché per assicurare omogeneità nell'attività degli uffici degli
Assessorati regionali e dell'Ufficio legislativo e legale in ordine ai pareri resi e
richiesti dagli enti sottoposti a vigilanza e controllo della Regione siciliana, sono
istituiti, presso gli stessi il "registro dei pareri resi" ed il "registro dei pareri
richiesti".
2. Nel "registro dei pareri resi" e nel "registro dei pareri richiesti" sono specificati
i dati identificativi dell'ente richiedente e/o emittente, la data e l'oggetto della
50
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

richiesta di parere, nonché la data del rilascio dello stesso da parte degli uffici di
cui al comma 1.
3. I pareri indicati nei registri di cui al comma 2, sono raccolti per esteso in un
apposito "bollettino dei pareri" curato dalla Presidenza della Regione siciliana.
******
Tutti i pareri richiesti dagli Enti vigilati all’Ufficio legislativo e legale ed
agli Assessorati Regionali nell’esercizio della funzione consultiva, oltre ad
essere annotati in appositi registri, dei pareri richiesti e dei pareri resi,
verranno raccolti per esteso nel “bollettino dei pareri” che sarà tenuto
dalla Presidenza della Regione siciliana. Si tratta di un altro passo che
aggiunge ulteriore trasparenza e celerità all’attività amministrativa.

Art. 47.
Immobili da destinare a sedi istituzionali

1. Nell'ambito delle dotazioni di bilancio destinate al pagamento di fitti per gli


immobili ad uso dell'Amministrazione regionale, per l'acquisto o la realizzazione
di immobili da destinare a sedi istituzionali dell'Amministrazione regionale, la
Regione è autorizzata a contrarre con gli istituti di credito mutui di durata
massima ventennale.
2. Per l'attuazione del comma 1 si applicano le disposizioni del comma 6
dell'articolo 11 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche
ed integrazioni.
3. Su disposizione del Presidente della Regione gli immobili ubicati nella città di
Catania o negli altri capoluoghi di provincia che sono o saranno nella
disponibilità dell'Amministrazione regionale, possono essere adibiti a sede di
strutture operative e di rappresentanza della Presidenza della Regione e degli
Assessorati regionali o ad uffici dell'Assemblea regionale siciliana e di organi ed
organismi di rilievo istituzionale.
******
Si autorizza la contrazione di mutui di durata ventennale con istituti di
credito per l’acquisizione o la realizzazione di immobili da destinare a sedi
istituzionali dell’Amministrazione regionale nell’ambito delle dotazioni di
bilancio destinate al pagamento dei fitti e con le modalità previste per
questi ultimi (rilascio di assensi).
L’applicazione della norma, consentendo all’Amministrazione di
conseguire la proprietà degli immobili, porterà benefici economici a
lungo termine costituiti dalla minore spesa per canoni di locazione.

Art. 48.
Attivazione spesa misure P.O.R.

1. Al fine di velocizzare la spesa relativa alle misure del P.O.R. Sicilia 2000-
2006 e conseguire gli obiettivi di spesa dell'anno 2003, le maggiori somme
risultanti dalle rimodulazioni finanziarie delle misure vengono utilizzate per
intero attraverso lo scorrimento delle graduatorie relative alle circolari e ai bandi
regionali già approvati al momento dell'entrata in vigore della presente legge.
51
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

******
Viene snellito il meccanismo della spesa relativa alle misure del P.O.R.
consentendo l’utilizzo per intero delle maggiori somme risultanti da
rimodulazioni finanziarie attraverso lo scorrimento delle graduatorie
relative a circolari o bandi già approvati.

Art. 49.
Ufficio idrografico regionale

1. All'articolo 3 della legge regionale 31 agosto 1998, n. 14 sono apportate le


seguenti modifiche:
a) ai commi 1, 2, 3 e 4 le parole "Servizio" e "Servizio Tecnico" sono sostituite
dalla parola "Ufficio";
b) al comma 2 le parole "sino alla riforma dell'Amministrazione regionale" sono
sostituite dalle parole "nelle more dell'attuazione della legge sul decentramento
di funzioni agli enti locali";
c) dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
"3 bis. Lo svolgimento organico e l'indirizzo delle attività tecnico-scientifiche-
conoscitive, di previsione e prevenzione di cui all'articolo 2 della legge 18
maggio 1989, n. 183 ed all'articolo 3, commi 2 e 3, della legge 24 febbraio
1992, n. 225, relativamente al ciclo integrato del l'acqua, avviene ad opera del
predetto ufficio che, a tal fine, provvede per la realizzazione, l'organizzazione e
la gestione delle reti di rilevamento e sorveglianza e del relativo sistema
informativo pluviometeoidrologico polifunzionale promuovendo, anche,
l'innovazione tecnologica di interesse. A tal fine l'Ufficio utilizza stabilmente il
personale tecnico di cui all'articolo 2, comma 2, ultimo periodo, del decreto
legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito nella legge 3 agosto 1998, n. 267.";
d) alla fine del comma 4 è aggiunto il seguente periodo:
"L'Ufficio, per le prerogative di autonomia di cui al comma 2, adotta le
necessarie articolazioni organizzative e funzionali, previa deliberazione della
Giunta regionale. Si applicano le norme e la disciplina discendenti dalla legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10.";
e) dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
"5. Per il potenziamento dell'Ufficio e l'avviamento del centro funzionale di
previsione e prevenzione del rischio idrogeologico di cui all'articolo 2, comma 7,
della legge 3 agosto 1998, n. 267 sono trasferite le somme di cui al comma 2
dello stesso articolo, assegnate alla Regione siciliana e non impegnate, alla
data del 28 febbraio 2003".
******
L’Ufficio idrografico regionale organizza realizza e gestisce la rete di
rilevamento e sorveglianza integrata ed il sistema idrologico regionale,
tale Ufficio risulta essere supporto indispensabile per l’attività di
programmazione e per la progettazione di opere in materia di difesa del
suolo e delle acque. La norma in questione con le modifiche apportate
all’art. 3 della legge regionale 14/1998 consente allo stesso di espletare in
autonomia i compiti istituzionali.

52
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Art. 50.
Disposizioni in materia di motorizzazione civile

1. Una quota delle entrate previste nel bilancio della Regione e derivanti
dall'attuazione del decreto legislativo 11 settembre 2000, n. 296, nonché di
quelle previste dall'articolo 19, comma sesto, della legge 1 dicembre 1986, n.
870, è destinata al funzionamento ed al potenziamento dei servizi delle
motorizzazioni civili della Sicilia. Al fine di dare attuazione al disposto
dell'articolo 135 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, nell'ambito delle risorse
regionali destinate a tali finalità, il dipartimento regionale trasporti e
comunicazioni è autorizzato a stipulare, per la certificazione e la
rendicontazione della spesa oggetto della norma suddetta, apposita
convenzione con società specializzata.
2. Ferma restando la titolarità dei relativi adempimenti per l'espletamento delle
attività di revisione di cui all'articolo 80 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285, gli uffici della motorizzazione civile possono utilizzare, tramite
convenzione, le stazioni realizzate da privati.
******
Si prevede la destinazione delle entrate relative ai versamenti dell’imposta
di bollo e dei diritti per le operazioni tecniche e tecnico- amministrative in
favore delle motorizzazioni civili. Come già operato dalla Sardegna, si
autorizza la stipula di apposita convenzione al fine di dar corso agli
adempimenti per i contratti di servizio pubblico atteso che gli stessi
comportano una rilevante mole di lavoro.
Il comma 2 infine mira ad evitare che, nelle more della realizzazione delle
stazioni provinciali di controllo, per la revisione degli autoveicoli di
maggior portata ci si debba necessariamente recare fuori dalla Sicilia.

Titolo III
INTERVENTI PER LO SVILUPPO

Art. 51.
Divulgazione agricola

1. Al fine del potenziamento e della più capillare diffusione sul territorio della
Regione delle attività di divulgazione agricola, a valere delle disponibilità
dell'U.P.B. 2.2.1.3.1 del bilancio della Regione, l'Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste è autorizzato a stipulare apposite convenzioni, di
importo inferiore alla soglia di applicazione del decreto legislativo 17 marzo
1995, n. 157 e successive modifiche ed integrazioni, con le organizzazioni
professionali di categoria e della cooperazione agricola che hanno realizzato
progetti-programma nei settori dell'assistenza tecnica, della divulgazione e della
contabilità aziendale.
2. L'articolo 14 della legge regionale 1 agosto 1977, n. 73 e l'articolo 18 della
legge regionale 6 giugno 1968, n. 14 sono abrogati.
53
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

******
La norma prevede la possibilità di stipulare convenzioni con le
associazioni professionali di categoria e della cooperazione agricola al
fine di potenziare l’attività di divulgazione agricola; per effetto delle
abrogazioni previste dal secondo comma il fine predetto viene realizzato
mediante una minore spesa rispetto a quella che in precedenza veniva
sostenuta per le erogazioni a titolo di contributo.

Art. 52.
Indennità compensativa pregressa

1. Ai sensi del comma 14 dell'articolo 45 della legge 23 dicembre 1998, n. 448,


la somma di 7.500 migliaia di euro, relativa alle assegnazioni di cui alla legge
15 ottobre 1981, n. 590 e successive modifiche ed integrazioni, è destinata
nell'esercizio 2003 alla corresponsione della indennità compensativa pregressa
di cui all'articolo 123 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32.
******
Al fine di assicurare il sostegno agli agricoltori che coltivano zone
agricole svantaggiate, il legislatore regionale ha destinato ulteriori risorse,
assegnate dallo Stato per interventi in agricoltura, alla erogazione di
speciali indennità nei limiti previsti dalle norme comunitarie.

Art. 53.
Attività di ricerca delle facoltà di agraria

1. Le università degli studi di Palermo e Catania utilizzano i fondi già attribuiti ai


sensi dell'articolo 28 della legge regionale 3 giugno 1975, n. 24, dell'articolo 55
della legge regionale 20 aprile 1976, n. 36, dell'articolo 9 della legge regionale 5
agosto 1982, n. 86 e degli articoli 10 e 11 della legge regionale 21 agosto 1984,
n. 50 per il potenziamento delle attività di ricerca delle rispettive facoltà di
agraria.
******
Con il presente articolo si da la possibilità alle Università degli studi di
Palermo e Catania di utilizzare fondi già assegnati per altre finalità da
precedenti leggi regionali, per il potenziamento delle attività di ricerca
delle rispettive facoltà di agraria.

Art. 54.
Disposizioni sull'ESA

1. L'Ente di sviluppo agricolo è autorizzato ad utilizzare, entro il corrente


esercizio finanziario, l'avanzo di amministrazione utilizzabile, come determinato
dal conto consuntivo per l'esercizio finanziario 2002, approvato secondo le
vigenti disposizioni, per i seguenti fini istituzionali:
a) ricostruzione, ripristino e trasformazione di immobili e relativi impianti
(capitolo 252);

54
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

b) spese per la realizzazione di progetti finalizzati allo sviluppo dell'agricoltura di


specifici ambiti territoriali (capitolo 260);
c) spese per la realizzazione di programmi di lavoro di cui all'articolo 9 della
legge regionale 1 agosto 1977, n. 73 delle sezioni operative di assistenza
tecnica (capitolo 261);
d) spese per la manutenzione di programmi di interventi ed opere pubbliche di
interesse agricolo (capitolo 257);
e) spese per la manutenzione straordinaria di strade (capitolo 267);
f) spese per il ripristino e la manutenzione straordinaria di dighe ed impianti
idrici anche in concessione ad enti, consorzi, cooperative, etc. (capitolo 507).
2. Ai fini del comma 1 per gli esercizi finanziari dal 2000 al 2002 non si
applicano all'Ente di sviluppo agricolo le disposizioni dell'articolo 32 della legge
regionale 7 marzo 1997, n. 6.
3. A modifica dell'ultimo comma dell'articolo 28 della legge regionale 10 agosto
1965, n. 21, l'incarico di direttore generale, equiparato a dirigente generale della
Regione siciliana, viene conferito secondo la procedura prevista all'articolo 9,
comma 4, della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e la disciplina di cui al
decreto del Presidente della Regione 22 giugno 2001, n. 10, a dirigenti di prima
fascia dell'Amministrazione regionale. Il relativo contratto di lavoro sarà stipulato
dal presidente dell'ente.
******
Si prevedono, per l’ESA delle deroghe alla regola generale secondo la
quale l’avanzo di amministrazione utilizzabile conseguito dagli enti vigilati
viene riassorbito dalla Regione in sede di erogazione agli enti medesimi
del saldo del contributo regionale.
Più precisamente tale regola non si applica all’ESA in sede di erogazione
dei contributi relativi agli anni 2000, 2001, 2002 e conseguentemente l’ente
viene autorizzato a destinare l’avanzo di amministrazione utilizzabile
conseguito a consuntivo 2002 per le specifiche finalità elencate dalla
norma.
L’ultimo comma disciplina il conferimento dell’incarico di Dirigente
Generale dell’ente e la stipula del relativo contratto individuale di lavoro.

Art. 55.
Disposizioni per il settore agricolo

1. In relazione all'assegnazione a favore della Regione, disposta in attuazione


del comma 4 octies, dell'articolo 13 del decreto legge 8 luglio 2002, n. 138,
convertito nella legge 8 agosto 2002, n. 178 e successive modifiche ed
integrazioni, l'Assessore regionale per il bilancio e le finanze è autorizzato, per
l'anno 2003, ad effettuare operazioni finanziarie per l'attualizzazione del relativo
credito. L'entrata derivante dalle operazioni finanziarie di cui al presente comma
è vincolata al finanziamento degli interventi previsti dai commi 4 bis e 4 ter del
medesimo articolo 13, nonché dalla legge 14 febbraio 1992, n. 185.
2. Al coofinanziamento regionale degli interventi di cui al comma 1 si provvede
con le modalità stabilite dal comma 2 dell'articolo 88 della legge regionale 26
marzo 2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni.
55
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

3. Al comma 3 dell'articolo 58 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 le


parole "prorogano al 30 giugno 2003" sono sostituite dalle parole "possono
prorogare, con durata concordata tra le parti".
4. Gli istituti e gli enti anche regionali esercenti l'attività creditizia prorogano, con
durata massima al 30 giugno 2004, le scadenze delle operazioni di credito
agrario di esercizio e miglioramento scadute a partire dal 31 dicembre 2002 o
che andranno a scadere entro il 31 dicembre 2003, purché contratte
anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge, che non
beneficiano delle provvidenze di cui all'articolo 13, commi 4 bis e 4 ter del
decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito in legge dall'articolo 1 della legge
8 agosto 2002, n. 178 e successive modifiche ed integrazioni.
******
Con le disposizioni legislative nazionali citate sono state assegnate alla
Regione ulteriori risorse da destinare alle aziende agricole singole o
associate, alle cooperative agricole di conduzione, danneggiate dalla
siccità negli anni dal 2000 al 2002 e ricadenti nelle aree delimitate ai sensi
dell’art. 2 della legge 185/1992. La norma regionale al comma 1 prevede la
possibilità di attualizzare la nuova assegnazione statale, erogata nella
forma del limite di impegno, ed al comma 2 indica la forma di copertura
del cofinanziamento regionale all’intervento statale medesimo.
E’, inoltre, prevista la possibilità di proroga delle passività derivanti dalla
conduzione di imprese agricole.

Art. 56.
Imprenditori agricoli

1. Nell'applicazione della legislazione regionale sono considerati imprenditori


agricoli a titolo principale anche le società di persone e di capitali, aventi sede
sociale nel territorio della Sicilia, a condizione che:
a) l'oggetto sociale preveda la conduzione di azienda agricola o di allevamento
del bestiame, agriturismo e/o turismo rurale;
b) il reddito derivante dall'attività agricola sia superiore al 50 per cento del
reddito totale rilevabile dai bilanci societari;
c) la persona delegata per statuto alla conduzione dell'azienda sia in possesso
dei requisiti di capacità professionale di cui all'articolo 12 della legge 9 maggio
1975, n. 153.
******
Come già operato da diverse altre Regioni viene introdotto nella
legislazione regionale ovviamente solo per gli effetti alla stessa
riconducibili una nuova definizione di imprenditore agricolo a titolo
principale. La novità rispetto al passato consiste nel riconoscimento di
detta qualifica anche alle società di persone e di capitali, aventi sede
sociale nel territorio della Sicilia e in possesso di reddito derivante
dall’attività agricola superiore al 50 per cento del reddito totale rilevabile
dai bilanci societari.

56
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Art. 57.
Turismo rurale

1. Per l'esercizio delle attività di turismo rurale, agrituristiche ed agricole, nei


territori dei parchi naturali della Regione siciliana, è consentita, previo nulla osta
dell'ente parco, la fornitura di energia elettrica ed il collegamento alla rete
telefonica, anche per via aerea con palificazione.
******
E’ consentita, dietro autorizzazione dell’Ente preposto alla salvaguardia
del parco, la fornitura di energia elettrica ed il collegamento alla rete
telefonica nei territori dei parchi naturali per l’esercizio delle attività di
turismo rurale.

Art. 58.
Mutamento destinazione opere per l'agricoltura

1. Gli immobili e le opere che hanno beneficiato di aiuti regionali per l'agricoltura
non possono essere distolti dalla destinazione per la quale è stato concesso
l'aiuto per almeno dieci anni dalla data di fine lavori.
******
Con il presente articolo è stato definito che il termine di dieci anni, per la
decorrenza del vincolo di destinazione degli immobili e delle opere che
hanno beneficiato di aiuti regionali, decorre dalla data di fine lavori e non
dalla data di collaudo come precedentemente disposto.

Art. 59.
Risarcimento imprese agricole

1. Ai sensi dell'articolo 45, comma 14, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, la
somma di 3.000 migliaia di euro, relativa alle assegnazioni di cui alla legge 15
ottobre 1981, n. 590, e successive modifiche e integrazioni è destinata
nell'esercizio finanziario 2003 alla corresponsione di risarcimenti alle imprese
agricole e serricole danneggiate da calamità naturali nell'anno 2003 nella
provincia di Ragusa.
******
Si destina parte delle somme assegnate dallo Stato per finalità analoghe,
non impegnate entro il 31/12/1998 per la corresponsione di risarcimenti
alle imprese agricole e serricole danneggiate da calamità naturali
nell’anno 2003 nella provincia di Ragusa.

Art. 60.
Istituzione del fondo regionale per l'impiantistica sportiva

1. E' istituito, presso l'Istituto per il credito sportivo, il Fondo regionale per
l'incremento, potenziamento e miglioramento degli impianti e delle attrezzature
sportive di seguito denominato "Fondo", attraverso cui la Regione sostiene le
iniziative che rispondono ai requisiti per l'accesso ai finanziamenti dello stesso
57
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Istituto per il credito sportivo. Con decreto del Presidente della Regione, previa
delibera di Giunta, su proposta dell'Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni ed i trasporti, è disciplinato il funzionamento del Fondo.
2. Il Fondo viene alimentato dai finanziamenti della Regione siciliana e dagli
interessi maturati sugli stanziamenti non utilizzati.
3. Al Fondo possono confluire anche le disponibilità finanziarie assegnate alla
Regione ai sensi di leggi statali e di regolamenti comunitari, per l'attuazione di
programmi di intervento rivolti allo sport. Al Fondo possono confluire altresì
contribuzioni da altri soggetti pubblici e privati, erogate per il medesimo scopo.
4. Il Fondo, per le finalità indicate al comma 1, assolve alle concessioni di
contributi per interessi in relazione a mutui concessi dall'Istituto per il credito
sportivo.
5. La dotazione iniziale del Fondo, fissata in 1.500 migliaia di euro, è garantita
con parte delle disponibilità del Fondo speciale destinato al potenziamento delle
attività sportive isolane.
6. Per gli anni successivi, gli ulteriori conferimenti sono determinati ai sensi
dell'articolo 3, lettera g) della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni.
7. I contributi di cui al comma 4 possono essere concessi a soggetti pubblici o
privati in possesso dei requisiti per l'accesso ai finanziamenti dell'Istituto per il
credito sportivo.
8. Le risorse del Fondo costituiscono patrimonio della Regione e, nel caso di
soppressione del Fondo, le somme residue comprensive degli eventuali crediti
gestionali e dedotto unicamente quanto forma oggetto di impegni già
formalmente assunti e perfezionati, sono versate in entrata nel bilancio della
Regione.
9. Gli impianti realizzati con i contributi di cui al presente articolo sono posti a
disposizione delle pubbliche istituzioni o comunque sono destinati a finalità
sociali in misura proporzionale all'entità dell'intervento finanziario regionale
concesso.
******
L’istituzione del Fondo ha lo scopo di favorire l’accesso al credito
sportivo attraverso la concessione di contributi in conto interessi da parte
della Regione Siciliana, utilizzando le disponibilità del Fondo la cui
dotazione iniziale è reperita con parte delle risorse che in atto si utilizzano
per finanziare (con contributi a fondo perduto) gli impianti sportivi.
Viene anche garantito l’uso ai fini sociali delle strutture in tal modo
realizzate.

Art. 61.
Certificazione antisismica per strutture sanitarie

1. Per le case di cura esistenti e le strutture sanitarie di cui ai punti 2.1 e 2.2 del
decreto assessoriale 17 giugno 2002, n. 890 che erogano prestazioni sanitarie
in ambito extraospedaliero ed attualmente ubicate in edifici la cui costruzione
sia antecedente al decreto ministeriale 3 giugno 1981, la produzione di
certificazione antisismica è sostituita da certificazione di rispetto delle normative
58
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

vigenti all'epoca della costruzione in materia di agibilità e di successive verifiche


di conformità e di staticità comprovanti che sono state prese tutte le precauzioni
possibili in relazione alla tipologia del fabbricato.
******
La norma introduce un documento atto ad asseverare la staticità e il
possesso dei requisiti di sicurezza per gli immobili costruiti prima
dell’introduzione dell’obbligo di certificazione antisismica, nell’ipotesi in
cui vi siano allocate case di cura e altre strutture sanitarie.

Art. 62.
Contributi a favore dello sport sociale, giovanile e scolastico

1. Il secondo comma dell'articolo 14 della legge regionale 16 maggio 1978, n. 8,


è sostituito dal seguente:
"Nel piano per la concessione di contributi a favore delle iniziative dello sport
sociale, giovanile e scolastico, sono riservati i seguenti finanziamenti nella
misura massima del:
a) 15 per cento a sostegno delle attività degli enti di promozione sportiva e del
tempo libero;
b) 20 per cento a sostegno delle spese di funzionamento dei centri di
preparazione, di avviamento o di addestramento ad iniziativa degli enti locali,
delle organizzazioni sportive e promozionali;
c) 7,5 per cento a sostegno dell'attività scolastica ad iniziativa degli organi di
autogoverno della scuola;
d) 7,5 per cento a sostegno dell'organizzazione di manifestazioni sportive.
******
Vengono rimodulate le percentuali in ragione delle quali i contributi per
iniziative sportive vengono annualmente ripartiti fra le varie tipologie
finanziabili.

Art. 63.
Concessione benefici legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32

1. Gli aiuti ed i benefici previsti dagli articoli 48, 50, 51, 52, 53, 54, 55, 56, 57 e
59 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e dall'articolo 1 della legge
regionale 30 ottobre 2002, n. 16, per progetti e programmi di investimento di
importo non superiore a 200 migliaia di euro, sono concessi secondo le
disposizioni sulla procedura automatica stabilite dall'articolo 186 della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32. Per progetti e programmi di investimento di
importo superiore si applicano le disposizioni dell'articolo 187 della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32 sulla procedura valutativa.
******
Trattasi degli aiuti per le imprese artigiane che attualmente vanno a
bando. Si propone la procedura più semplice dell’avviso per importi fino a
200.000 euro, mentre per importi superiori si procede ai sensi dell’art. 187
della stessa legge 32 ossia con procedura valutativa a graduatoria (ossia

59
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

con selezione) o a sportello (secondo l’ordine cronologico delle domande


rientranti nelle soglie e condizioni predefinite).

Art. 64.
Assegnazioni agli enti locali

1. Per il triennio 2003-2005 le assegnazioni annuali a favore dei comuni, per lo


svolgimento delle funzioni amministrative conferite in base alla vigente
legislazione e a titolo di sostegno allo sviluppo, sono determinate in 745.000
migliaia di euro e sono destinate, per i comuni con popolazione superiore a
5.000 abitanti, ad esclusione dei comuni delle isole minori, per una quota pari
almeno al 5 per cento con l'obbligo di incremento annuale della stessa di
almeno lo 0,50 per cento o nella maggior misura che sarà deliberata dalla
conferenza Regione-autonomie locali, a spese di investimento.
2. Per l'esercizio 2003 l'assegnazione a favore delle province, per lo
svolgimento delle funzioni amministrative conferite in base alla vigente
legislazione e a titolo di sostegno allo sviluppo, è determinata in 144.634
migliaia di euro, al netto del gettito dell'imposta sulle assicurazioni contro la
responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore alle stesse
attribuito ai sensi dell'articolo 10 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2,
stimato definitivamente in 60.000 migliaia di euro, ed è destinata, per una quota
pari almeno al 5 per cento, con l'obbligo di incremento annuale della stessa di
almeno lo 0,50 per cento o nella maggior misura che sarà deliberata dalla
conferenza Regione-autonomie locali, a spese di investimento.
3. Le quote dei trasferimenti di cui ai commi 1 e 2 da assegnare in conto
capitale possono essere destinate al pagamento delle rate di ammortamento
dei mutui assunti dagli enti per il finanziamento di spese di investimento.
4. Per l'esercizio 2004 l'assegnazione annuale alle province è ridotta in base ad
una stima, pari a 60.000 migliaia di euro, del gettito dell'anno 2003. Sulla base
dei dati finali dell'anno 2003, comunicati ai sensi dell'articolo 10, comma 2, della
legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, è determinata la riduzione definitiva della
medesima assegnazione. L'Assessore regionale per il bilancio e le finanze
provvede alle conseguenti variazioni di bilancio.
5. A decorrere dall'esercizio 2005 le assegnazioni annuali a favore delle
province per lo svolgimento delle funzioni amministrative conferite in base alla
vigente legislazione e a titolo di sostegno allo sviluppo, sono determinate
detraendo allo stanziamento previsto nel bilancio regionale per l'anno 2001 un
importo corrispondente alle somme complessivamente introitate dalle stesse
province nell'anno 2003 per effetto delle disposizioni dell'articolo 10 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2.
6. Al comma 1 dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 è
aggiunto il seguente comma:
"1 bis. Nell'ambito delle assegnazioni agli enti locali la somma di 3.000 migliaia
di euro viene destinata quale contributo ai comuni delle Isole minori, per il
finanziamento del servizio di trasporto rifiuti via mare.".
7. Al comma 4 dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, dopo
la parola "promozione" sono aggiunte le parole "e/o gestione" e dopo le parole
60
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

"Un'ulteriore somma pari a 15.494 migliaia di euro" sono aggiunte le parole "da
iscrivere in un apposito capitolo di spesa".
8. Al comma 5 dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, dopo
le parole "da emanarsi" sono aggiunte le parole "previo parere della
Commissione legislativa permanente".
9. Per il triennio 2003-2005 continua ad applicarsi la disposizione di cui al
comma 15 dell'articolo 45 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 e
successive modifiche ed integrazioni.
10. La conferenza Regione-autonomie locali determina la percentuale a valere
sui fondi di cui al comma 1, da destinare da parte dei comuni alla
partecipazione finanziaria per l'attuazione degli interventi e dei servizi socio-
assistenziali e socio-sanitari connesse all'attuazione della legge 8 novembre
2000, n. 328.
11. All'articolo 2, comma 4, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 le parole
"pari all'1 per cento" sono sostituite dalle parole "pari al 3 per cento".
12. I residui attivi relativi ai trasferimenti regionali sono esclusi, analogamente ai
residui derivanti dai trasferimenti erariali, dal computo della somma totale dei
residui attivi di fine esercizio che concorrono all'accertamento della condizione
di ente locale strutturalmente deficitario ai sensi delle vigenti disposizioni statali.
13. All'applicazione per l'anno 2002 delle disposizioni di cui al comma 7
dell'articolo 13 della legge regionale 17 marzo 2000, n. 8, come previsto
dall'articolo 9 della legge regionale 3 ottobre 2002, n. 14, si provvede in sede di
riparto del fondo per le autonomie per l'esercizio 2003 con riferimento alla
spesa sostenuta nell'anno scolastico 2001-2002.
14. Agli eventuali maggiori oneri a carico dei bilanci dei comuni derivanti dallo
svolgimento delle funzioni di cui al comma 1, si provvede con le entrate
derivanti dall'articolo 17 della presente legge.
15. Nell'ambito delle assegnazioni alle province di cui al comma 2, la somma di
7.747 migliaia di euro è destinata all'erogazione, in favore degli enti gestori di
licei linguistici e musicali, delle somme previste dall'articolo 12, comma 1, della
legge regionale 11 maggio 1993, n. 15, relative all'anno 1997.
16. (Comma omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato per la
Regione siciliana ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).
******
Allo scopo di consentire agli Enti Locali di programmare la propria azione
si stabiliscono gli importi delle assegnazioni annuali del triennio 2003-
2005, prevedendo che ai maggiori oneri di bilancio i Comuni provvedano
con le entrate derivanti dalla definizione delle pratiche di sanatoria
edilizia.
Tali somme, tranne che per i piccoli comuni e quelli delle isole minori,
sono destinate in parte (5% per il primo anno) a spese di investimento ivi
compreso il pagamento delle rate dei mutui assunti per finanziare dette
spese.
Per quanto riguarda in particolare le Province regionali viene chiarito che
la misura della decurtazione operata in conseguenza del trasferimento a
detti enti dell’imposta sulle assicurazioni dei veicoli a motore viene

61
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

cristallizzata a partire dal 2004 nell’importo effettivamente riscosso nel


2003.
Varie disposizioni attengono alle riserve a valere sulle assegnazioni ai
Comuni. Così quella pari a 15.494 migliaia di euro finalizzata alle misure di
assistenza per soggetti in condizioni di disagio, viene iscritta in apposito
capitolo di bilancio e quella per favorire l’associazionismo dei Comuni
può essere destinata anche alla concessione di contributi necessari alla
gestione delle forme di integrazione già realizzate, mentre una nuova pari
a 3 milioni di euro viene introdotta per i Comuni delle isole minori quale
contributo al finanziamento del servizio di trasporto rifiuti. Viene pure
confermato per il triennio il contributo speciale per Ragusa.
Infine è pure da segnalare la disposizione che escludendo dai residui
attivi totali quelli derivanti dai trasferimenti regionali, impedisce che l’ente
locale possa essere considerato strutturalmente deficitario a causa di
ritardi nell’erogazione dei quali non è responsabile.

Art. 65.
Programma triennale ed elenco annuale delle opere pubbliche. Proroga termine

1. In deroga a quanto disposto dall'articolo 14 della legge 11 febbraio 1994, n.


109, come sostituito dall'articolo 8 della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 per
l'anno 2003 il programma triennale e l'elenco annuale delle opere pubbliche
sono adottati, anche separatamente dall'approvazione del bilancio di
previsione, entro il 30 giugno 2003.
******
Detta deroga si è resa necessaria in virtù delle modifiche introdotte dalla
legge sugli appalti.

Art. 66.
Autorizzazione utilizzo risorse trasferite

1. Le risorse finanziarie trasferite agli enti locali per le finalità di cui all'articolo 4
della legge regionale 23 gennaio 1998, n. 3 e successive modifiche ed
integrazioni, relative agli esercizi finanziari 2000 e 2001, possono essere
utilizzate negli anni 2003 e 2004.
******
Si consente agli enti locali di utilizzare entro il 2003 e il 2004 le somme
relative ai programmi annuali di interventi per l’occupazione relativi
rispettivamente agli anni 2000 e 2001 con ciò prorogando di un anno il
termine di realizzazione di detti programmi a regime biennale.

Art. 67.
Acquisizione di beni immobili in favore dell'IRCAC

1. Al fine di sostenere iniziative di sviluppo socio-economico, l'Istituto regionale


per il credito alla cooperazione (IRCAC) è autorizzato a chiedere ai sensi
dell'articolo 505 del codice di procedura civile l'assegnazione di beni immobili
62
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

appartenenti a società cooperative a responsabilità limitata, gravati da ipoteche


in favore dello stesso, e sottoposte a procedure esecutive o in liquidazione, a
condizione che dalle assegnazioni non discendano per l'IRCAC obblighi di
pagamenti nei confronti di altri creditori.
2. Gli immobili assegnati entrano a far parte del patrimonio dell'istituto e devono
essere trasferiti in proprietà ai comuni nel cui territorio ricadono gli immobili
stessi e ad imprese che realizzano investimenti nel territorio della Regione nei
settori agricoli, industriali, commerciali, artigianali o in altri settori produttivi.
3. Il prezzo di vendita è determinato dall'ispettorato regionale tecnico.
4. Il ricavato implementa il fondo unico costituito ai sensi dell'articolo 63 della
legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 e successive modificazioni.
******
Trattasi di norma finalizzata al recupero a fini produttivi del patrimonio
immobiliare realizzato con fondi pubblici non utilizzato a causa del
dissesto delle cooperative beneficiarie.
Il meccanismo attraverso il quale tale scopo viene perseguito consente
altresì di recuperare in maggior misura le somme erogate che riaffluendo
al fondo di rotazione serviranno a loro volta a finanziare nuovi interventi
di sviluppo.

Art. 68.
Istituzione di centri di assistenza alle cooperative

1. A valere sulle disponibilità dell'U.P.B. 8.2.1.3.1, al fine di promuovere ed


incentivare le opportunità della formula cooperativa, l'Assessorato regionale
della cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca è autorizzato
ad istituire centri di assistenza alle imprese cooperative promossi, anche in
forma consortile, dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative
del settore riconosciute ai sensi del decreto legislativo del Capo provvisorio
dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577.
2. I centri svolgono a favore delle imprese cooperative siciliane attività di
assistenza tecnica, formazione e aggiornamento in materia di innovazione
tecnologica e organizzativa, gestione economica e finanziaria di impresa,
accesso ai finanziamenti anche comunitari, sicurezza e tutela dei consumatori,
tutela dell'ambiente, igiene e sicurezza sul lavoro e altre materie connesse al
miglioramento delle attività aziendali, nonché le attività finalizzate alla
certificazione di qualità e al controllo di gestione delle cooperative. I centri
possono inoltre, nell'ambito dei finanziamenti di cui al comma 1, effettuare
attività di scambio di buone prassi cooperative, promuovere iniziative di
promozione e formazione cooperativa in collaborazione con scuole ed
università e dotarsi di sistemi tecnologicamente avanzati finalizzati
all'assistenza in rete delle cooperative siciliane.
3. Le amministrazioni pubbliche possono avvalersi dei centri medesimi allo
scopo di facilitare il rapporto tra amministrazioni pubbliche e imprese
cooperative utenti.
******

63
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Con l’istituzione dei centri di assistenza alle cooperative si garantisce alle


stesse qualificata attività di assistenza tecnica, formazione ed
aggiornamento in materia di innovazione tecnologica e organizzativa. Tale
finalità viene perseguita senza ulteriore aggravio del bilancio regionale,
atteso che l’intervento viene finanziato con parte delle somme da
assegnare sotto forma di contributo ad Associazioni nazionali di
assistenza, rappresentanza e tutela del movimento cooperativistico.

Art. 69.
Sostegno piccole e medie imprese

1. L'IRFIS è autorizzato ad erogare alle piccole e medie imprese, rientranti nei


limiti dimensionali stabiliti dalla disciplina comunitaria, che operano nei settori
dell'industria vetraria, tessile, cartaria e delle materie plastiche, prestiti a tasso
agevolato per far fronte alle spese di avvio dell'attività e di gestione, compresa
la formazione di scorte. L'agevolazione è concessa alle imprese che hanno
realizzato nuovi insediamenti produttivi avvalendosi dei finanziamenti della
legge 9 dicembre 1992, n. 488, secondo l'ordine cronologico di approvazione
delle relative graduatorie o altre fonti di finanziamento pubblico.
2. Nei limiti fissati dal Regolamento CE n. 69/01 della commissione 12 gennaio
2001, relativo agli aiuti de minimis, il prestito è erogato al tasso dell'1 per cento
per un importo non superiore al predetto contributo pubblico ottenuto ai sensi
della legge n. 488 del 1992 o altre fonti di finanziamento pubblico. Il prestito ha
una durata di trentasei mesi e può essere rinnovato per lo stesso periodo
sussistendo le condizioni economiche e finanziarie dell' impresa.
3. L'agevolazione di cui ai commi 1 e 2 fermo restando l'importo massimo può
essere concessa, su richiesta dell'impresa, in forma mista in parte come prestito
a tasso agevolato e per la restante parte come contributo a fondo perduto.
4. Per le finalità del presente articolo l'IRFIS è autorizzato ad utilizzare 2.000
migliaia di euro a valere sulla disponibilità del fondo di rotazione di cui
all'articolo 11 della legge regionale 5 agosto 1957, n. 51.
5. Le residue disponibilità nonché i successivi rientri in conto capitale degli
stanziamenti di cui alla lettera b) dell'articolo 7 della legge regionale 5 agosto
1957, n. 51, all'articolo 3 della legge regionale 13 dicembre 1983, n. 119,
all'articolo 50 della legge regionale 8 novembre 1988, n. 34, all'articolo 4 della
legge regionale 6 maggio 1981, n. 96, all'articolo 44 della legge regionale 9
dicembre 1980, n. 127 sono trasferite al fondo di rotazione di cui all'articolo 11
della legge regionale 5 agosto 1957, n. 51.
6. Le disponibilità del fondo di rotazione di cui all'articolo 23 della legge
regionale 6 maggio 1981, n. 96 sono trasferite al fondo di rotazione di cui
all'articolo 11 della legge regionale 5 agosto 1957, n. 51 e destinate quanto a
10.000 migliaia di euro alle originarie finalità del fondo e quanto a 24.000
migliaia di euro alle finalità di cui all'articolo 26 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25 e successive modifiche ed integrazioni.
7. Alla lettera b) dell'articolo 7 della legge regionale 18 maggio 1996, n. 33,
dopo le parole "integrata la polizza fidejussoria rilasciata da primarie compagnie
di assicurazioni" sono aggiunte le parole "o da società finanziarie iscritte
64
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

nell'elenco di cui all'articolo 107 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n.


385, in misura non inferiore al 30 per cento del credito nascente dal
finanziamento concesso, ovvero da garanzia rilasciata da consorzi o
cooperative di garanzia collettiva fidi aventi i requisiti di cui all'articolo 97 della
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, in misura non inferiore al 60 per cento
del credito nascente dal finanziamento concesso".
8. I benefici di cui all'articolo 11 della legge regionale 5 agosto 1957, n. 51,
sono applicati ai settori agevolabili ai sensi del decreto legge 22 ottobre 1992,
n. 415, convertito con modificazioni dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488,
concernente le agevolazioni all'industria, individuati con la circolare n. 900315
del 14 luglio 2000 del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
oggi Ministero delle attività produttive.
******
Con la presente norma vengono rivisti, per aggiornarli alle esigenze degli
operatori, gli interventi regionali in campo industriale gestiti dall’IRFIS,
atteso che la maggior parte degli stessi è contenuta in una legge risalente
agli anni ’50.
È stata così introdotta una tipologia di finanziamento destinata alle P.M.I.
operanti nei settori merceologici più vocati al riutilizzo dei materiali.
Inoltre le disponibilità di alcuni fondi di rotazione, non più utilizzati per
svariate ragioni, vengono trasferite al fondo di rotazione istituito per
l’impianto, la trasformazione e l’ampliamento di stabilimenti industriali e
destinati in parte a tale finalità ed in parte alla concessione di prestiti
partecipativi alle P.M.I. È appena il caso di ricordare come i prestiti
partecipativi rappresentino uno strumento particolarmente adatto a
soddisfare i bisogni finanziari delle P.M.I. siciliane come noto
caratterizzate da fattori endemici di sottocapitalizzazione aziendale che le
rendono poco competitive e ne frenano la crescita dimensionale.
Le risorse complessivamente attivate ammontano a oltre 44 milioni di
euro.
Si procede pure ad ampliare la platea dei soggetti abilitati al rilascio della
fideiussione necessaria per accedere al finanziamento alle commesse che
costituisce valida alternativa al ricorso all’indebitamento bancario a breve
termine.
Viene infine chiarito che ai già citati benefici relativi ad impianti industriali
possono accedere tutte le imprese che svolgono attività estrattive,
manifatturiere, di costruzioni, di produzione e distribuzione di energia
elettrica, di vapore e acqua calda e di servizi.

Art. 70.
Rimborso anticipazioni consorzi ASI

1. Al fine di consentire la risoluzione dei contenziosi, sulla base di lodi arbitrali


e/o decisioni giurisdizionali anche di primo grado, relativi all'acquisizione di aree
mediante espropriazione o derivanti dalla realizzazione, anche in concessione,
di infrastrutture, indipendentemente dall'ente finanziatore, l'Assessore regionale
per l'industria è autorizzato a prorogare i termini di restituzione delle
65
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

anticipazioni concesse ai consorzi per le aree di sviluppo industriale ai sensi


dell'articolo 26 della legge regionale 4 gennaio 1984, n. 1, anche se non ancora
utilizzate. La proroga dei termini per la restituzione delle anticipazioni non può
superare cinque anni.
2. I consorzi per le aree di sviluppo industriale devono predisporre un piano di
rientro delle anticipazioni a partire dal terzo anno. Alla scadenza della proroga
l'Assessorato regionale dell'industria provvede al recupero delle somme
anticipate e non ancora rimborsate mediante compensazione con i contributi a
qualsiasi titolo concessi ai sensi dell'articolo 29 della legge regionale 4 gennaio
1984, n. l.
3. A decorrere dall'anno 2003 al capitolo di spesa 642402 del bilancio della
Regione non si applicano i commi 2 e 3 dell'articolo 102 della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6.
******
Si prevede il dilazionamento delle anticipazioni concesse ai consorzi ASI
per l’acquisizione, anche mediante espropri, dei terreni necessari per
l’insediamento o l’ampliamento delle iniziative industriali.
Si riallocano nel bilancio regionale le spese per le infrastrutture dei
Consorzi ASI che erano state espunte ritenendo che potessero gravare
sul POR mentre in realtà ne sono escluse.

Art. 71.
Piani regolatori consorzi ASI

1. I commi 1 e 2 dell'articolo 19 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71,


nel testo modificato dall'articolo 33 della legge regionale 10 agosto 1985, n. 37,
continuano ad applicarsi ai piani regolatori dei consorzi ASI che conservano
efficacia fino all'introduzione della nuova specifica disciplina prevista nella legge
di riforma di detti enti.
******
La norma sostanzialmente proroga l’efficacia dei piani regolatori delle
aree e dei nuclei di sviluppo industriale (la cui durata è di dieci anni), sino
all’approvazione della nuova disciplina dei Consorzi A.S.I., già all’esame
dell’Assemblea Regionale.

Art. 72.
Aree e siti produttivi ASI

1. Le aree ed i siti produttivi allocati nelle zone ASI e nelle aree dei comuni
destinate a Piani insediamenti produttivi conservano l'originaria destinazione
d'uso ed urbanistica anche a seguito della dismissione della corrispondente
attività produttiva.
******
L’articolo dispone per legge la destinazione urbanistica delle aree e dei
siti produttivi ricadenti, sia nelle A.S.I. (ex art.18 della l.r. n.1/84), che nei
P.I.P. (piani per insediamenti produttivi ex art.18 della l.r. n.71/78), anche a
seguito della cessazione dell’attività produttiva.
66
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Il mantenimento della destinazione urbanistica è finalizzato a consentire


nelle stesse aree l’ubicazione di nuove iniziative imprenditoriali.

Art. 73.
Ricerca e coltivazione delle sostanze minerali

1. Dopo il secondo comma dell'articolo 56 della legge regionale 1 ottobre 1956,


n. 54, è aggiunto il seguente comma:
"Al fine di salvaguardare i livelli occupazionali, il soggetto titolare che abbia
ceduto il permesso o la concessione a terzi, senza la preventiva autorizzazione
di cui al comma 1, può presentare istanza di autorizzazione in sanatoria alla
suddetta cessione nel termine di trenta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, purché il soggetto cessionario sia in possesso dei necessari
requisiti di legge. Il soggetto cessionario è tenuto al pagamento dei relativi oneri
concessori anche riferiti ad anni pregressi.".
******
Trattasi di norma derogatoria necessitata dall’esigenza di consentire la
ripresa produttiva degli impianti ceduti, che altrimenti, poiché a regime la
cessione non autorizzata è nulla, andrebbero dismessi con grave
nocumento per i lavoratori.

Art. 74.
Interporti

1. Ferme restando le disposizioni di cui alla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7,


per la realizzazione di interporti nella Regione siciliana con le risorse di cui
all'articolo 52, comma 34, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, il dipartimento
regionale trasporti è autorizzato ad avvalersi anche di società a prevalente
capitale pubblico e partecipando anche al capitale di società operanti nel
settore.
******
Si intende destinare le risorse statali per avviare un processo di
riqualificazione della logistica ed attuare quanto recentemente
programmato nella pianificazione di settore.
L’iniziativa è quanto mai opportuna perché ha riguardo oltre che
all’interporto di Catania anche all’area di Termini Imerese nella quale si
potrà insediare un’idonea struttura logistica internodale che offrirà
occasione di sviluppo ai servizi, all’occupazione e alla complessiva
economia del comprensorio interessato dalle vicende FIAT.

Art. 75.
Nautica da diporto

1. Nelle more della approvazione di una organica disciplina per la gestione del
demanio marittimo regionale, nel territorio della Regione siciliana il
procedimento di concessione di beni del demanio marittimo per la realizzazione
delle strutture dedicate alla nautica da diporto è disciplinato dagli articoli da uno
67
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

a dieci del regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica
del 2 dicembre 1997, n. 509, con le modifiche ed integrazioni di cui al presente
articolo e dai decreti attuativi emessi in attuazione dell'articolo 10, commi 4, 5 e
6 del medesimo regolamento.
2. Alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 2 le parole "dal dirigente generale
preposto alla direzione generale del demanio marittimo dei porti del Ministero
dei trasporti e della navigazione" sono sostituite dalle seguenti "dal dirigente
generale del dipartimento territorio ed ambiente dell'Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente".
3. Al comma 2 dell'articolo 3 e al comma 1 dell'articolo 6 le parole da "redatto ai
sensi" sino a "della legge 11 febbraio 1994, n. 109" sono sostituite dalle
seguenti "redatto ai sensi dell'articolo 16 della legge 11 febbraio 1994, n. 109,
come recepito dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7".
4. Al comma 1 dell'articolo 4 le parole "ne ordina la pubblicazione mediante
affissione nell'albo del comune ove è situato il bene richiesto e la inserzione per
estratto nel foglio degli annunzi legali della provincia" sono sostituite dalle
seguenti "ne dà pubblicità mediante affissione nell'albo del comune ove è
situato il bene richiesto e pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana e nella Gazzetta Ufficiale della Comunità europea. La pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana è gratuita".
5. Al comma 2 dell'articolo 5 le parole da "g) altre amministrazioni" sino a "tutela
di specifici interessi pubblici" sono sostituite dalle seguenti:
"g) il dipartimento turismo, sport e spettacolo dell'Amministrazione regionale per
esprimersi in ordine alla valenza turistica dell'intervento, ed alla sua idoneità al
perseguimento delle finalità di sviluppo turistico;
h) la capitaneria di porto competente per territorio per gli aspetti connessi alla
sicurezza della navigazione;
i) il comando dei vigili del fuoco territorialmente competente, per tutti gli aspetti
di propria competenza;
l) il comando marittimo autonomo della Sicilia;
m) il comando zona fari;
n) il compartimento Ferrovie dello Stato;
o) l'Ufficio del Genio civile opere marittime ove il progetto comporti varianti a
strumenti urbanistici comunali;
p) altre amministrazioni che, in forza di leggi, regolamenti o appositi
provvedimenti amministrativi risultino preposte alla tutela di specifici interessi
pubblici.".
6. Al comma 9 dell'articolo 5 le parole "Ministero dei beni culturali e ambientali"
sono sostituite dalle seguenti "Assessorato regionale dei beni culturali ed
ambientali e della pubblica istruzione".
7. Alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 6 dopo le parole "strumenti di
pianificazione ed urbanistici" sono aggiunte le parole "o in mancanza degli
stessi".
8. Dopo il comma 5 dell'articolo 6 è inserito il seguente comma:
"6. L'approvazione del progetto definitivo equivale alla approvazione del piano
regolatore portuale ai sensi dell'articolo 30 della legge regionale 29 aprile 1985,
n. 21, sia che la richiesta di concessione pervenga da un soggetto privato, sia
68
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

che venga avanzata dal comune territorialmente competente.".


9. Dopo il comma 6 dell'articolo 10 è aggiunto il seguente comma:
"7. Con successivo decreto emesso dall'Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti può essere modificato il contenuto dei decreti emessi
in applicazione del comma 4 del presente articolo, al fine di adattare le modalità
di espletamento della pubblica gara e fissare gli elementi di cui agli articoli 2 e 4
della legge 7 agosto 1990, n. 241 alle esigenze di sviluppo turistico della
Regione.".
10. La definizione delle strutture dedicate alla nautica da diporto, di cui
all'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, n.
509, si applica anche ai casi diversi da quelli relativi al rilascio della
concessione demaniale marittima di cui all'articolo 1 del medesimo
regolamento.
11. Il testo del decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, n.
509, coordinato con le modifiche di cui alla presente legge è pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana contestualmente alla presente legge.
******
L’articolo recepisce il c.d. decreto Burlando con gli adattamenti necessari
alla sua introduzione nell’ordinamento regionale, in particolare per
quanto attiene al piano regolatore portuale.
È intuitivo il beneficio che verrà al turismo dallo snellimento delle
procedure per la realizzazione delle strutture dedicate alla nautica da
diporto.
La normativa che viene introdotta, che ha già dato brillanti risultati nel
resto d’Italia, ove i tempi di ottenimento della concessione si sono già
ridotti drasticamente, è destinata oggi a operare ancor più efficacemente
atteso che nel 2000 si è impresso un ruolo ancor più costruttivo alla
Conferenza di servizio.

Art. 76.
Uffici dei Project managers

1. E' istituito nel bilancio della Regione siciliana, rubrica sanità, Fondo sanitario
regionale, per l'anno 2003 un Fondo con la dotazione finanziaria di 1.500
migliaia di euro.
2. Il Fondo è destinato alle spese per l'anno 2003 relative all'avvio ed al
funzionamento degli Uffici dei Project managers finalizzati all'istituzione delle
Fondazioni e definizione dei Progetti gestionali dei Centri di Eccellenza di
Catania, Messina e Palermo, nonché alla copertura degli oneri relativi ai
contratti con i soggetti incaricati. Relativamente al rapporto contrattuale si fa
riferimento alla tipologia contrattuale prevista per i direttori generali di Aziende
sanitarie con quantificazione del compenso parametrato a quello previsto per i
direttori di Aziende sanitarie di fascia B.
3. Il rapporto di lavoro del Project manager è regolato da contratto di diritto
privato, stipulato dall'Assessore regionale per la sanità e disciplinato ai sensi
dell'articolo 3 bis, comma 8, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e
successive modifiche ed integrazioni. Il Project Manager per le finalità di cui al
69
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

presente comma si avvale della collaborazione di consulenti esterni, nonché di


personale e di mezzi messi a disposizione dai membri pubblici o privati della
Fondazione.
4. L'Azienda ospedaliera ARNAS Civico di Palermo, l'Azienda ospedaliera
Vittorio Emanuele di Catania, l'Azienda ospedaliera Papardo di Messina,
incaricate di realizzare le strutture dei Centri di Eccellenza, mettono a
disposizione dell'ufficio dei Project managers idonei locali, mezzi tecnologici,
personale qualificato e quanto altro necessario per il suo funzionamento.
5. All'onere di cui al presente articolo si provvede con parte delle disponibilità
del Fondo sanitario regionale.
6. Per gli anni successivi, gli oneri relativi gravano sul bilancio delle Fondazioni.
******
Con parte delle disponibilità del Fondo sanitario regionale vengono
approntate le spese per l’avvio e il funzionamento degli Uffici del Project
manager finalizzati all’istituzione delle Fondazioni ed alla definizione dei
progetti gestionali dei Centri di Eccellenza di Catania, Messina e Palermo.
Il rapporto di lavoro del Project Manager è disciplinato con contratto di
diritto privato ed è assimilato a quello del direttore generale di aziende
sanitarie di fascia B.
Per l’espletamento della sua attività, si potrà giovare di consulenti esterni,
nonché del personale, locali ed attrezzature resi disponibili dalle strutture
sanitarie specificate dalla norma.

Art. 77.
Bed and breakfast

1. Al comma 1 dell'articolo 88 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, le


parole "di tre camere" sono sostituite con le parole "di cinque camere ed un
massimo di venti posti letto".
2. Dopo il comma 1 dell'articolo 88 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, è aggiunto il seguente comma:
"1 bis. L'attività di bed and breakfast può essere esercitata anche in locali non
di proprietà. Circa le modalità valgono le norme previste ai commi successivi.
L'esercizio di attività in locali in affitto non prevede l'erogazione dei contributi di
cui al comma 10 da parte dell'Assessorato regionale del turismo, delle
comunicazioni e dei trasporti e/o da parte di enti all'uopo delegati.".
3. All'articolo 88 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è aggiunto il
seguente comma:
"14. All'attività di bed and breakfast si applicano, in quanto compatibili, i benefici
previsti dagli articoli 18, 19, 35 e 50 della presente legge.".
******
L’attività di bed and breakfast, così come normata dall’articolo 88 della
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 ha già dato dei riscontri positivi
all’interno del circuito turistico siciliano.
A tale attività, che rientra tra le prestazioni di servizio occasionali, sono
applicate norme fiscali diverse e più semplici di quelle che regolano

70
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

l’attività turistica in generale e questo ha contribuito allo sviluppo della


stessa.
Si rende però necessario provvedere ad alcune modifiche ed integrazioni
della norma al fine di garantire lo sviluppo e contemporaneamente
allineare il bed and breakfast alle altre attività produttive soprattutto in
termini di formazione professionale del settore.

Art. 78.
Centro di informazione comunitaria "Carrefour Sicilia"

1. Al fine di promuovere e sostenere le attività informative sui programmi per la


cooperazione, lo sviluppo rurale e le risorse umane, la Regione eroga contributi
attraverso il centro di informazione comunitaria "Carrefour Sicilia" per iniziative
volte a favorire la diffusione delle conoscenze relative alla partecipazione di enti
territoriali regionali, associazioni, scuole, singoli cittadini, ai programmi
comunitari banditi nell'ambito dell'Unione, al fine di individuare nuove forme di
attività che favoriscano lo sviluppo socio-economico regionale.
******
Si tratta di promuovere fra tutte le categorie interessate la conoscenza
delle opportunità di finanziamento offerte dall’Unione Europea attraverso
un soggetto che ha acquisito una competenza professionale in tale
ambito. Il Carrefour che opera qui in Sicilia dal 1998 ha allestito un centro
di documentazione dove è possibile reperire qualsiasi normativa
proveniente dagli organismi comunitari, dal 1957, anno di nascita della
Comunità Economica Europea, sino ai giorni nostri, fornisce
gratuitamente materiale informativo prodotto dall’Unione Europea e
assiste gli interessati nella ricerca di materiale particolare.

Art. 79.
Formazione e aggiornamento autista-soccorritore

1. L'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione


professionale e l'emigrazione finanzia, con le risorse destinate a tali finalità dal
P.O.R. Sicilia 2000-2006 e dal relativo complemento di programmazione, le
attività di prima formazione e di aggiornamento per la qualifica di operatore
esperto nelle situazioni di emergenza-urgenza (autista-soccorritore)
programmate ed avviate dal Centro interaziendale per l'addestramento
professionale integrato di Palermo.
******
Si utilizzano le risorse del P.O.R. Sicilia 2000-2006 per formare gli autisti-
soccorritori, figura professionale particolarmente necessaria ai fini di un
migliore espletamento del servizio sanitario.

Art. 80.
Aeroporto intercontinentale del Mediterraneo

1. Il Presidente della Regione è autorizzato ad attivare tutte le procedure per


71
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

l'affidamento dell'incarico dello studio di fattibilità e del progetto di massima,


finalizzato alla realizzazione dell'aeroporto intercontinentale del Mediterraneo,
da allocare nell'area centro orientale della Sicilia.
******
Si da inizio allo studio di fattibilità e al progetto di massima dell’aeroporto
intercontinentale da allocare nella Sicilia centro orientale la cui
realizzazione, oltre a dare impulso al turismo contribuirà ad evidenziare il
ruolo chiave che la Sicilia è chiamata a rivestire nel mediterraneo per
posizione geografica e tradizioni storico-culturali.

Art. 81.
Fondo di rotazione per programmi di realizzazione o recupero di aree attrezzate
per attività produttive

1. E' istituito un fondo di rotazione, denominato "Fondo di rotazione per


programmi di realizzazione o recupero di aree attrezzate per attività produttive",
al fine:
a) di favorire nuovi insediamenti produttivi e/o ampliamenti di quelli esistenti;
b) dello svolgimento di operazioni relative all'acquisizione di aree destinate o
impegnate ad attività produttiva, loro infrastrutturazione per il recupero di beni
dismessi ivi presenti.
2. Al fondo di rotazione possono partecipare consorzi per le aree di sviluppo
industriale, soggetti di gestione dei contratti d'area, dei patti territoriali ed altri
soggetti di gestione, pubblici o assimilati.
3. Il fondo è costituito con le risorse che annualmente sono individuate
dall'Assessore regionale per l'industria, di concerto con l'Assessore regionale
per il bilancio e le finanze, nell'ambito di quelle di cui alla legge regionale 4
gennaio 1984, n. 1 e con le altre che perverranno allo stesso dalle misure
nazionali o comunitarie o assegnate o di appartenenza agli enti di cui al comma
2 che vogliano concordare il modo di utilizzo di tali risorse e delle altre acquisite
o di cui è prevista l'acquisizione da parte del fondo.
4. Con decreto dell'Assessore regionale per l'industria sono stabilite le modalità
di utilizzo del fondo, che comunque devono attenersi ai seguenti criteri:
a) validità quinquennale del programma di utilizzazione delle risorse del fondo
con riferimento ai programmi di spesa di ogni singolo ente o soggetto;
b) ripartizione del fondo per ogni ente o soggetto in misura minima
proporzionale all'estensione territoriale di competenza o oggetto del programma
di utilizzazione;
c) tempi di reintroito non superiori a cinque anni dalla erogazione;
d) garanzie di reintroito.
5. I Consorzi per le aree di sviluppo industriale possono svolgere le attività di
cui al presente articolo anche in deroga alle prescrizioni di cui alla legge
regionale 4 gennaio 1984, n. 1, in materia di acquisizione aree e/o interventi
infrastrutturali di cui agli articoli 26 e 27 della citata legge regionale e nelle more
dell'approvazione della legge di riordino delle aree di sviluppo industriale.
******
72
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Previsione di un nuovo fondo di rotazione specificamente finalizzato alle


operazioni di acquisizione e infrastrutturazione di aree da destinare ad
attività produttive.
Le regolamentazione tecnica di dettaglio del fondo è rimandata ad un
decreto dell’Assessore per l’Industria in conformità ai principi stabiliti al
comma 4

Art. 82.
Interventi in favore delle imprese operanti nel settore turistico

1. Per le finalità di cui agli articoli 76 e 78 della legge regionale 23 dicembre


2000, n. 32, sono autorizzati, per l'esercizio finanziario 2003, un limite di
impegno ventennale di 3.000 migliaia di euro per le opere murarie e gli impianti
fissi e un limite di impegno decennale di 500 migliaia di euro per le attrezzature
e per l'arredamento.
******
Con L.R. 23/12/2000, n.32, artt. 76 e 78 l'Assessorato regionale del
turismo, delle comunicazioni e dei trasporti è stato autorizzato a
concedere contributi in conto capitale e/o in conto interessi su operazioni
di mutuo, effettuate da istituti di credito operanti in Sicilia alle imprese del
settore turistico che intendano realizzare iniziative di costruzione,
trasformazione, ampliamento ed ammodernamento di strutture ricettive.
Con il presente articolo si da attuazione alla precedente norma
quantificando l’ammontare della spesa e la relativa durata.

Art. 83.
Indennità integrativa attività socialmente utili

1. L'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione


professionale e l'emigrazione è autorizzato ad erogare l'indennità integrativa di
cui al decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468 ai lavoratori utilizzati in attività
socialmente utili presso la Regione siciliana.
2. Per le finalità di cui al comma 1, è autorizzata, per l'esercizio finanziario
2003, la spesa di 10.000 migliaia di euro, cui si fa fronte con le disponibilità
finanziarie del fondo siciliano per l'assistenza ed il collocamento dei lavoratori
disoccupati.
******
Con il presente articolo viene assicurata la copertura finanziaria al fine di
corrispondere la prevista indennità integrativa spettante ai lavoratori
socialmente utili che prestano servizio presso la Regione siciliana.

Art. 84.
Ricostruzioni immobili ed infrastrutture Eruzione e sisma del 27 ottobre 2002

1. Il ripristino e la ricostruzione degli immobili e delle infrastrutture di Piano


Provenzana e limitrofi, ricadenti nel comune di Linguaglossa, danneggiati o
distrutti dall'eruzione e dal sisma del 27 ottobre 2002 possono avvenire nel
73
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

rispetto della cubatura preesistente, ivi compresi i cantinati, anche in deroga


alla vigente normativa di salvaguardia del parco dell'Etna, ai sensi del quarto
comma dell'articolo 30 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98.
2. Ove ricorrano motivi di ordine geologico connessi alla sismicità della zona, la
ricostruzione medesima può avvenire, con il parere favorevole dell'ufficio del
genio civile e dell'autorità preposta alla tutela del Parco, con diversa
localizzazione rispetto al sito originario. In tale ipotesi gli interventi di
ricostruzione possono essere effettuati prescindendo dalla esecutività del Piano
territoriale di coordinamento del Parco dell'Etna, così come previsto all'allegato
A, parte terza, paragrafo 4.1.1. del decreto presidenziale 17 marzo 1987 di
istituzione del Parco dell'Etna e con procedura d'urgenza, prevedendo la
conferenza dei servizi da parte di tutti gli organi che devono rilasciare parere. Il
comune di Linguaglossa può presentare agli organi competenti del Parco il
piano particolareggiato per l'intera area, nel rispetto delle indicazioni contenute
nell'articolo 8, punto 3, della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 e successive
modifiche ed integrazioni.
******
Si stabiliscono particolari modalità, anche derogatorie rispetto alle
ordinarie procedure, per consentire che il ripristino e la ricostruzione di
immobili ricadenti nel Comune di Linguaglossa danneggiati dalle calamità
dello scorso autunno, avvenga con celerità

Art. 85.
Esecuzione opere

1. L'Assessorato regionale dei lavori pubblici è autorizzato, per l'esercizio


finanziario 2003, ad impegnare sugli stanziamenti di competenza dei capitoli
672003, 672004, 672005 e 672006 le somme relative all'esecuzione delle
opere ricomprese nel programma annuale di spesa dell'esercizio finanziario
2001, per le quali è stato adottato dall'organo competente il provvedimento di
aggiudicazione a seguito delle procedure di gara espletate entro il 31 dicembre
2002.
2. Per le finalità di cui al comma 1 gli enti interessati presentano istanza entro
trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
******
La norma prevede che per le spese connesse alla definizione di opere
comprese nel programma di spesa dell’anno 2001 le cui procedure di gara
sono state espletate entro il 31 dicembre 2002, su istanza degli enti
interessati, le somme vengano impegnate sulla competenza di alcuni
capitoli dell’Assessorato Lavori pubblici per l’anno finanziario 2003.

Art. 86.
Concessioni gas naturale

1. La data di scadenza di cui al comma 5 dell'articolo 67 della legge regionale


26 marzo 2002, n. 2, laddove non esplicitamente fissata nell'atto di concessione
o di affidamento, ma determinabile con riferimento al periodo transitorio di cui al
74
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

comma 7 dell'articolo 15 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, si


intende fissata al 31 dicembre 2015.
******
La disposizione contiene un chiarimento relativo al periodo transitorio di
durata degli affidamenti del servizio di distribuzione del gas naturale già
in essere alla data di entrata in vigore della legge finanziaria dell’anno
scorso che ha attuato in ambito regionale le direttive comunitarie in
materia di liberalizzazione di tale mercato.

Art. 87.
Insediamenti produttivi in verde agricolo

1. Gli insediamenti produttivi, realizzati in verde agricolo in deroga agli strumenti


urbanistici vigenti, mantengono la destinazione urbanistica di opificio industriale,
anche qualora il programma di investimento che ne ha dato titolo non sia più
ricompreso in patti territoriali, in contratti d'area e nelle previsioni della legge 19
dicembre 1992, n. 488, a condizione che i relativi immobili, alla data di entrata
in vigore della presente legge, siano ultimati o in corso di ultimazione, secondo
quanto indicato dall'articolo 31 della legge 28 febbraio 1985, n. 47.
******
L’articolo prevede il mantenimento della destinazione urbanistica ad
attività industriale per gli insediamenti produttivi che (in virtù di apposita
normativa regionale) si sono potuti realizzare in verde agricolo (in deroga
agli strumenti urbanistici comunali), perché inseriti in strumenti di
programmazione negoziata o finanziati dalla legge n.488/92, anche se in
seguito sono rimasti esclusi dai relativi programmi di investimento. La
norma si applica comunque solamente nel caso in cui gli opifici risultino
ultimati, anche al rustico, alla data di entrata in vigore della presente
legge, consentendo così l’avvio dell’attività produttiva in detti immobili.

Art. 88.
Tariffe fornitura acqua dissalata

1. I commi 3, 4 e 5 dell'articolo 3 della legge regionale 15 novembre 1982, n.


134 sono così sostituiti:
"3. A decorrere dalla data di attivazione della gestione dei sistemi
acquedottistici sovrambito, la tariffa relativa alla fornitura dell'acqua dissalata
per le utenze civili non può essere superiore a quella applicata dal soggetto
gestore dello stesso sistema per la fornitura idropotabile all'ingrosso agli ambiti
territoriali ottimali di pertinenza, di cui alla legge 5 gennaio 1984, n. 36. Le
utenze civili costituite dai comuni, anche attraverso le società di gestione del
servizio idrico integrato di pertinenza, e dalle società di gestione dei sistemi
acquedottistici sovrambito sono tenute a versare al gestore dell'impianto di
dissalazione la tariffa per la fornitura dell'acqua nella misura stabilita al presente
comma. L'eventuale differenza tra il costo di produzione dell'acqua dissalata e
la tariffa come sopra determinata è a carico della Regione che può erogare tale
differenza anche attraverso società pubblica da costituire, finalizzata alla
75
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

perequazione delle risorse e delle tariffe idriche tra i vari ambiti territoriali
ottimali".
2. Il comma 4 dell'articolo 37 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 è
abrogato.
******
Con la presente modifica normativa le tariffe relative alla fornitura
dell’acqua dissalata, la cui quantificazione era demandata al Comitato
provinciale prezzi o al Comitato interministeriale prezzi, vengono
uniformate a quelle applicate dallo stesso gestore per la fornitura
idropotabile.
Si evidenzia che, come successivamente disposto dall’art.27 della L.R.
7/2003, la presente norma troverà applicazione una volta attivata la
gestione dei sistemi acquedottistici sovrambito.

Titolo IV
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI BILANCIO E CONTABILITA'

Art. 89.
Modifiche all'articolo 1 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47

1. All'articolo 1 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche


ed integrazioni sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 11 le parole "alla lettera b)" sono sostituite con le parole "alla
lettera a)";
b) il comma 14, punto 3) è così sostituito:
3) l'elenco delle entrate a destinazione vincolata e delle correlative spese
distinte in relazione alla provenienza delle risorse di seguito riepilogate:
a) Programma operativo regionale;
b) altri interventi comunitari;
c) Fondo sanitario regionale;
d) finanziamenti dello Stato ed altri enti;
e) interventi finanziari con risorse proprie della Regione.
2. All'articolo 1 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche
ed integrazioni, sono aggiunti i seguenti commi:
"23. L'Amministrazione regionale adotta, in via sperimentale per il dipartimento
bilancio e tesoro a decorrere dall'1 gennaio 2003, e per gli altri dipartimenti
individuati con provvedimento del dirigente generale del dipartimento bilancio e
tesoro a decorrere dal 2004, la contabilità economico-patrimoniale in aggiunta
alla contabilità finanziaria.
24. La contabilità di cui al comma 23 è introdotta definitivamente in tutti i
dipartimenti regionali, strutture equiparate ed altri uffici a decorrere dall'1
gennaio 2005, mantenendo in parallelo l'attuale contabilità finanziaria.".
******

76
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Norma tecnica occorrente per allegare al bilancio della Regione un elenco


che distingue le entrate e le spese a destinazione vincolate in relazione
alla provenienza delle risorse.
Adozione, in via sperimentale, nella Regione Siciliana della contabilità
economica-patrimoniale in aggiunta alla contabilità finanziaria.

Art. 90.
Disposizioni in materia di residui attivi

1. Le entrate accertate contabilmente fino all'esercizio 2001 a fronte delle quali,


alla chiusura dell'esercizio 2002, non corrispondono crediti da riscuotere nei
confronti di debitori certi sono eliminate dalle scritture contabili della Regione
dell'esercizio medesimo.
2. Con decreto del dirigente generale del dipartimento regionale bilancio e
tesoro, su indicazione delle competenti amministrazioni, si procede
all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del comma 1. Copia di
detto decreto è allegata al rendiconto generale della Regione per l'esercizio
finanziario 2002.
3. Qualora a fronte delle somme eliminate a norma del presente articolo
sussistano eventuali crediti, si provvede al loro accertamento all'atto della
riscossione con imputazione al conto della competenza dei pertinenti capitoli di
entrata.
******
Norma tecnico-contabile che interviene nell’ambito della rendicontazione
dei residui attivi e della loro rilevanza ai fini della determinazione del
risultato finanziario di gestione dell’esercizio 2002.
La norma serve a fare “pulizia” nei conti della Regione rendendoli più
trasparenti.

Art. 91.
Disposizioni in materia di residui passivi e di residui perenti

1. Le somme perente agli effetti amministrativi relative ad impegni assunti fino


all'esercizio finanziario 1992, non reiscritte in bilancio entro la chiusura
dell'esercizio 2002, sono eliminate dalle scritture contabili della Regione
dell'esercizio medesimo.
2. Con decreti del dirigente generale del dipartimento regionale bilancio e
tesoro si procede all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del
comma 1. Copia di detti decreti è allegata al rendiconto generale della Regione
per l'esercizio finanziario 2002.
3. Gli impegni di parte corrente assunti a carico del bilancio della Regione fino
all'esercizio 2001 e quelli di conto capitale assunti fino all'esercizio 2000 o,
qualora trattasi di spese per investimenti fissi lordi ed acquisti di terreni, fino
all'esercizio 1997, cui alla chiusura dell'esercizio 2002 non corrispondono
obbligazioni giuridicamente vincolanti, sono eliminati dalle scritture contabili
della Regione dell'esercizio medesimo.
4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 3 non si applicano alle spese per
77
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

esecuzione di opere qualora il progetto dell'opera finanziata sia esecutivo, così


come definito dall'articolo 5 bis, comma 3, della legge regionale 29 aprile 1985,
n. 21, come introdotto dall'articolo 20 della legge regionale 12 gennaio 1993, n.
10 e gli enti appaltanti abbiano già adottato le deliberazioni che indicono la
gara, stabilendo le modalità di appalto.
5. Con decreti del dirigente generale del dipartimento regionale bilancio e
tesoro, su indicazione delle competenti amministrazioni, si procede
all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del comma 3. Copia di detti
decreti è allegata al rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario
2002.
6. Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi dei precedenti commi
sussista l'obbligo della Regione e nel caso di eliminazione di somme perente da
eliminare ai sensi del comma 1 sia documentata l'interruzione dei termini di
prescrizione, si provvede al relativo pagamento con le disponibilità dei capitoli
aventi finalità analoghe a quelli su cui gravavano originariamente le spese o, in
mancanza di disponibilità, mediante iscrizione in bilancio delle relative somme
da effettuarsi con decreti del dirigente generale del dipartimento bilancio e
tesoro ai sensi degli articoli 7 e 8 della legge 5 agosto 1978, n. 468 e
successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo 47 della legge regionale 7
agosto 1997, n. 30.
7. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche all'Azienda delle
foreste demaniali della Regione siciliana.
******
Norma tecnico-contabile che interviene nell’ambito della rendicontazione
dei residui passivi e della loro rilevanza ai fini della determinazione del
risultato finanziario di gestione dell’esercizio 2002.
Anche questa norma assicura attendibilità alle scritture contabili della
Regione e prevede la clausola di salvaguardia nel caso in cui vengono
erroneamente eliminate somme in presenza di un obbligo della Regione.

Art. 92.
Controlli atti di liquidazione delle spese

1. Le ragionerie centrali in deroga alle disposizioni dell'articolo 62 della legge


regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni,
esercitano i propri controlli sugli atti di liquidazione delle spese per indennità di
missione e di quelle ad esse correlate sulla scorta della nota di liquidazione. Il
dirigente responsabile della spesa predispone e sottoscrive la nota di
liquidazione nella quale dichiara altresì che tutta la necessaria documentazione
giustificativa è stata prodotta, è regolare ed è in suo possesso.
2. Lo schema tipo della nota di liquidazione è approvato con decreto del
Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore regionale per il bilancio e
le finanze, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
3. Le Ragionerie centrali, almeno due volte l'anno, esercitano controlli a
campione presso i dirigenti responsabili per verificare l'ammissibilità di ciascun
documento giustificativo e la sua rispondenza con le voci riepilogate nella
relativa nota di liquidazione.
78
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

******
Semplificazione delle procedure connesse ai controlli delle spese per
missioni.

Art. 93.
Disposizioni in materia di tesoreria unica regionale

1. All'articolo 21 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, sono aggiunti i


seguenti commi:
"1 bis. Le amministrazioni regionali non possono emettere titoli di spesa di parte
corrente in favore degli enti di cui al comma 1 sottoposti al regime di tesoreria
unica regionale fin quando le disponibilità dei sottoconti di tesoreria unica
regionale istituiti per finalità analoghe in favore dei predetti enti non risultino
diminuite del 70 per cento rispetto al saldo risultante al 1° gennaio di ogni anno.
Il dirigente generale del dipartimento bilancio e tesoro su richiesta delle
amministrazioni regionali interessate all'emissione di specifici titoli di spesa può
autorizzare, in casi motivati ed eccezionali, deroghe al rispetto del predetto
limite.
1 ter. Le somme relative a trasferimenti di parte corrente ed in conto capitale
accreditate in favore degli enti di cui al comma 1 negli appositi sottoconti di
tesoreria unica regionale, non utilizzate da almeno tre anni dalla data dell'ultimo
prelevamento, sono eliminate dai pertinenti sottoconti ed i relativi finanziamenti
regionali si intendono revocati. Le predette somme sono versate in appositi
capitoli di entrata del bilancio della Regione. Con decreto del dirigente generale
del dipartimento bilancio e tesoro, si provvede all'individuazione delle somme
da eliminare ai sensi del presente comma. Copia di detto decreto è allegata al
rendiconto generale del consuntivo della Regione. Dell'eliminazione delle
somme di cui al presente comma è data comunicazione agli enti interessati.
1 quater. Le disponibilità di cui al comma 1 ter sono destinate in parte ad
incremento di un apposito Fondo da utilizzare per far fronte ad eventuali
obbligazioni giuridicamente perfezionate prima dell'emissione del decreto di
eliminazione di cui al comma 1 ter.
1 quinquies. All'eventuale pagamento delle spese relative alle somme eliminate
ai sensi del comma 1 ter si provvede, nel caso in cui sussista il relativo obbligo,
previa istanza documentata da presentarsi non oltre i 12 mesi successivi alla
notifica del decreto di cui al comma 1 ter alle amministrazioni regionali che
hanno dato luogo agli originari trasferimenti, con le disponibilità dei capitoli di
spesa aventi finalità analoghe a quelle su cui gravavano originariamente le
spese, successivamente o, in mancanza di disponibilità, preventivamente
incrementate dalle somme occorrenti, mediante iscrizione in bilancio delle
relative somme da effettuarsi con decreto del dirigente generale del
dipartimento bilancio e tesoro, mediante prelevamento dall'apposito Fondo.
1 sexties. Trascorso il termine sopra indicato nessuna somma può essere più
richiesta all'Amministrazione regionale.".
2. Il comma 3 dell'articolo 21 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 è
sostituito dai seguenti:
"3. I soggetti cui si applicano le disposizioni del presente articolo sono
79
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

individuati con decreto del dirigente generale del dipartimento bilancio e tesoro,
da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
3 bis. Con decreto del dirigente generale del dipartimento bilancio e tesoro, da
pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, si provvede alle
modifiche ed integrazioni dell'elenco di enti ed aziende assoggettate alle norme
sulla tesoreria unica regionale, la cui efficacia decorre dalla data di
pubblicazione del decreto dirigenziale".
******
Le modifiche introdotte al sistema della Tesoreria unica sono finalizzate,
da un lato, a ridurre l’ammontare dei debiti accumulatisi per svariati motivi
nel corso degli anni passati e dall’altro a impedire quanto più è possibile
che se ne creino di nuovi.
Nel medesimo contesto peraltro sono presenti norme di salvaguardia atte
ad assicurare comunque il soddisfacimento delle obbligazioni da parte
degli Enti.

Titolo V
DISPOSIZIONI VARIE E NORME FINALI

Art. 94.
Disposizioni per l'ARPA
1. All'articolo 90 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, sono apportate le
seguenti modifiche:
a) alla fine del comma 2 è aggiunto il seguente comma: "2 bis. Per la
definizione dell'assetto organizzativo dell'ARPA Sicilia trovano applicazione il
comma 2 dell'articolo 5, il comma 2 dell'articolo 7 e gli articoli 11 e 53 della
legge regionale 3 novembre 1993, n. 30 e gli articoli 15 e seguenti del decreto
legislativo 19 giugno 1999, n. 229, salvo i necessari adeguamenti disposti con
apposito regolamento. Al personale dell'Agenzia, ivi comprese le figure
dirigenziali, si applica il Contratto collettivo nazionale del servizio sanitario.";
b) al comma 4 le parole "laboratori provinciali" sono sostituite con le parole
"laboratori chimici";
c) dopo il comma 4 sono aggiunti i seguenti commi:
"4 bis. Il servizio sanitario nazionale, per lo svolgimento delle competenze
sanitarie dei dipartimenti di prevenzione, si avvale dei reparti medici dei
laboratori di igiene e profilassi, che pertanto restano alle dipendenze delle
A.U.S.L. di appartenenza con il relativo personale in servizio e le relative
attrezzature.
4 ter. Fermo restando le competenze attribuite all'ARPA Sicilia con il comma 4
della presente legge e le competenze già attribuite ai dipartimenti di
prevenzione ed ai laboratori di igiene e profilassi medici con il decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modifiche ed integrazioni,
con il regolamento di cui al successivo comma 8 sono definite le modalità di
espletamento delle attività delle Aziende unità sanitarie locali e dell'Agenzia
che, per loro natura, necessitano di coordinamento ed integrazione.
4 quater. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
80
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

legge il personale del ruolo sanitario in servizio presso i laboratori di igiene e


profilassi medici può optare per il passaggio all'Agenzia nella misura massima
del 10 per cento del personale in servizio alla data del 31 dicembre 2001.
4 quinquies. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale per la
sanità e del legale rappresentante dell'ARPA Sicilia, provvede alla definizione
del piano di assegnazione dei beni immobiliari tra le Aziende unità sanitarie
locali e l'Agenzia.";
d) alla lettera a) del comma 6 le parole "non immediatamente" sono soppresse;
e) alla lettera a) del comma 6 è aggiunto il seguente periodo: "Lo stesso nomina
un direttore tecnico e un direttore amministrativo in possesso del diploma di
laurea ai quali si applica l'articolo 3 bis, commi 8, 10 e 11, del decreto legislativo
19 giugno 1999, n. 229. Il trattamento delle tre figure apicali è equiparato a
quello delle Aziende sanitarie locali di massima dimensione";
f) alla lettera b) del comma 6 le parole da "un gettone" sino ad "analoghi enti"
sono sostituite con le parole "una indennità annua lorda il cui ammontare è
determinato nella misura stabilita dal disposto del comma 13 dell'articolo 3 del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, aumentato al 20 per cento in
funzione della complessità dell'articolazione territoriale ed organizzativa
dell'Agenzia";
g) il comma 7 è così sostituito:
"7. Nella prima applicazione le funzioni di direttore dei dipartimenti periferici
sono svolte dagli attuali direttori dei laboratori chimici di igiene e profilassi. Gli
attuali direttori dei laboratori di igiene e profilassi medici continuano a svolgere
le funzioni in atto ricoperte.";
h) il comma 10 è così sostituito:
"10. Salvo quanto previsto dal successivo comma 11, al fine di far fronte agli
oneri derivanti dal passaggio del personale dei laboratori di igiene e profilassi e
agli oneri inerenti le spese di funzionamento e di manutenzione dei beni in uso
all'Agenzia, con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per la sanità, sentito l'Assessore per il territorio e
l'ambiente, vengono stabiliti i parametri per la definizione della quota di fondo
sanitario regionale da destinare all'ARPA Sicilia.".
2. A decorrere dal trentesimo giorno successivo all'entrata in vigore della
presente legge il personale dei laboratori chimici di igiene e profilassi, ancorché
temporaneamente amministrato dalla Azienda unità sanitaria locale di
appartenenza e nelle more del definitivo inquadramento, ha comunque un
rapporto di dipendenza funzionale esclusivo con l'ARPA.
******
Con la norma in esame si stabilisce l’estensione all’Agenzia Regionale per
la Protezione dell’Ambiente dell’ordinamento proprio del Servizio
sanitario nazionale sia per l’assetto organizzativo che per gli aspetti
relativi al trattamento del personale, allineando l’Agenzia regionale a tutte
le altre esistenti in Italia.
Si prevede la definizione regolamentare delle attività di competenza delle
Aziende USL e dell’Agenzia regionale, al fine di evitare duplicazioni e
conflitti di competenza.
81
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge, il personale


sanitario in servizio presso i laboratori d’igiene e profilassi potrà chiedere
di essere inquadrato nei ruoli dell’ARPA, purché non superi il 10% delle
unità in servizio al 31 dicembre 2001 ed entro 180 giorni la Giunta definirà
il piano di ripartizione ed assegnazione degli immobili di pertinenza tra
Aziende USL ed Agenzia.
Viene introdotta, in analogia a quanto avviene nell’ambito del S.S.N., la
figura del direttore tecnico e del direttore amministrativo e viene fissata la
misura del compenso da corrispondere ai componenti del collegio dei
revisori dei conti.
Per far fronte ai maggiori oneri scaturenti dal transito del personale dai
laboratori di igiene e profilassi all’ARPA, il Presidente della Regione, su
proposta dell’Assessore alla Sanità, sentito l’Assessore al Territorio ed
Ambiente, fisserà i criteri per assegnare una quota del fondo sanitario
regionale all’ARPA.
Si stabilisce infine che il personale dei laboratori chimici di igiene e
profilassi, nelle more di un definitivo inquadramento, abbia comunque un
rapporto di dipendenza funzionale con l’ARPA Sicilia.

Art. 95.
Fondo nazionale politiche migratorie

1. All'articolo 40 della legge regionale 27 dicembre 2002, n. 23, dopo le parole


"capitolo 313301" sono aggiunte le seguenti: "nonché ad attivare le stesse
risorse del Fondo nazionale per le politiche migratorie ripartite annualmente dal
Ministero del lavoro e delle politiche sociali alla Regione siciliana in forza
dell'articolo 45 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.".
******
Consente all’Assessorato regionale del Lavoro di gestire e cofinanziare le
risorse del fondo per le politiche migratorie previste dalla normativa
citata.

Art. 96.
Personale enti parco

1. Al comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76, come


sostituito dall'articolo 8 della legge regionale 25 marzo 1996, n. 7, le parole
"dipendente dall'Amministrazione regionale o da enti pubblici" sono sostituite
dalla parola "comandato".
2. Al comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76, come
sostituito dall'articolo 8 della legge regionale 25 marzo 1996, n. 7, le parole "31
marzo 1995" sono sostituite dalle parole "28 febbraio 2003" e le parole da "o
che" a "ininterrotto" sono soppresse.
******
Si riaprono i termini per l’inquadramento, previa domanda, negli enti
parco del personale di altri enti o amministrazioni utilizzato alla data del

82
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

28 febbraio 2003 prevedendo comunque che fino alla totale copertura


della pianta organica gli enti possano avvalersi di personale comandato.

Art. 97.
Cessione gratuita di computer e di attrezzature non più in uso presso
l'Amministrazione regionale

1. Per contribuire allo sviluppo della conoscenza informatica dei giovani, la


Regione siciliana, su richiesta delle scuole e dei centri sociali, cede
gratuitamente alle stesse le relative attrezzature non più utilizzate presso i
propri uffici, né richieste dagli enti sottoposti a vigilanza e/o tutela della
Regione. Il passaggio di proprietà avviene mediante firma di apposito contratto
di cessione a titolo gratuito.
2. Il Presidente della Regione, con apposito decreto, fornisce l'elenco delle
attrezzature che si possono cedere gratuitamente.
3. Entro trenta giorni gli enti e le onlus che ne hanno diritto formulano l'apposita
richiesta.
******
Si da la possibilità a scuole e centri sociali di consentire ai giovani di
acquisire una certa conoscenza informatica, dotandosi, senza alcun onere
di apparecchiature informatiche dismesse dagli Uffici regionali.

Art. 98.
Vivaio di viti americane

1. Per l'esercizio finanziario 2003 il vivaio governativo di viti americane è


autorizzato ad utilizzare le somme stanziate nell'esercizio finanziario 2002 per
le finalità dell'articolo 12 della legge regionale 6 giugno 1968, n. 14 per far
fronte ad oneri pregressi.
******
La presente norma autorizza l’utilizzo delle somme stanziate nell’anno
2002 per l'impianto e la conduzione, compresi i canoni dei terreni, dei
vivai di viti americane e di piante fruttifere per far fronte ad oneri
pregressi.

Art. 99.
Interpretazione autentica dell'articolo 60 della legge regionale 26 marzo 2002,
n. 2

1. Alle agevolazioni di cui all'articolo 60 della legge regionale 26 marzo 2002, n.


2 deve riconoscersi la natura di misura fiscale di carattere generale rivolta a
chiunque ponga in essere, nel termine previsto, gli atti indicati nello stesso
articolo.
******
Con la norma si chiarisce che le agevolazioni fiscali per la ricomposizione
fondiaria non essendo qualificabili come aiuto di Stato non sono soggette
ad obbligo di notifica alla Commissione dell’Unione Europea.
83
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Art. 100.
Interpretazione autentica dell'articolo 30 della legge regionale 23 maggio 1991,
n. 36

1. L'articolo 30, comma 3, della legge regionale 23 maggio 1991, n. 36 va


interpretato nel senso che nei comuni di cui al comma 1 dell'articolo 4 del
decreto legge 5 marzo 1991, n. 65, il pagamento delle rate di mutuo dovute
dalle cooperative edilizie i cui stabili, costruiti con i contributi erogati dalla
Regione, con propri fondi e/o con fondi statali acquisiti ed iscritti nel bilancio
della Regione stessa, siano stati colpiti da ordinanze di sgombero perché
inagibili, con inagibilità anche parziale, per effetto degli eventi sismici del 13 e
16 dicembre 1990, è sospeso sino al totale riattamento e alla ricostruzione degli
immobili cui si riferiscono.
******
Sempre al fine di rendere chiaro il percorso attuativo della normativa già
vigente evitando inutili contenziosi si rende esplicito il senso della
disposizione che ha sospeso il pagamento delle rate di mutuo dovute
dalle cooperative edilizie i cui immobili sono stati danneggiati dal sisma
del dicembre 1990.
Art. 101.
Interpretazione autentica della legge regionale 1 agosto 1990, n. 16

1. Per "ciascuno dei nuclei familiari" di cui alla legge regionale 1 agosto 1990, n.
16 deve intendersi "moglie e figli, anche non conviventi" dei marittimi deceduti o
dispersi nei naufragi previsti dallo stesso articolo 1.
2. Il contributo straordinario di lire 50 milioni a favore dei "nuclei familiari", come
definiti al comma 1, deve intendersi per ogni vittima appartenente allo stesso
nucleo familiare.
3. Ai fini della corresponsione dei benefici di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 1
della legge regionale 1 agosto 1990, n. 16 per "familiari delle vittime e dei
dispersi del naufragio della nave-traghetto Espresso Trapani-Livorno, avvenuto
al largo del porto di Trapani il 29 aprile 1990", devono intendersi "moglie e figli,
anche non conviventi" delle vittime e dei dispersi del naufragio stesso.
******
Si definiscono alcune locuzioni che hanno dato luogo ad interpretazioni
difformi nell’applicazione dei benefici in favore dei familiari di vittime di
naufragi e di marinai e armatori di motopescherecci sequestrati dalle
autorità libiche.

Art. 102.
Interpretazione autentica dell'articolo 2 della legge regionale 27 dicembre 1978,
n. 71

1. L'articolo 2, comma 1, della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71 è da


interpretarsi nel senso che non è obbligatoria la contestuale adozione del Piano
regolatore generale e delle relative prescrizioni esecutive.
84
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

2. Dalla data di entrata in vigore della presente legge le prescrizioni esecutive


possono essere adottate anche dopo l'approvazione del Piano regolatore
generale e comunque entro il termine di centottanta giorni dalla data di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana del decreto di
approvazione dello strumento urbanistico generale.
******
La norma assume enorme rilievo per quanto attiene, sia alla formazione
ed approvazione dei piani regolatori generali, sia alla riduzione della
spesa per la redazione degli stessi.
L’interpretazione autentica operata con il primo comma chiarisce che non
si possono sanzionare i piani regolatori generali adottati in assenza delle
prescrizioni esecutive approvati dalla Regione contestualmente.
Il secondo comma invece, consente di poter adottare le prescrizioni
esecutive anche dopo l’approvazione del piano regolatore generale in
attuazione dello stesso per come definitivamente approvato dalla
Regione: Ciò comporta per i comuni la possibilità di dotarsi rapidamente
del P.R.G. senza dover subito affrontare tutte le spese necessarie alla
predisposizione delle prescrizioni esecutive, che di norma creano
notevole ritardo alla conclusione della fase comunale di predisposizione
della pianificazione urbanistica.

Art. 103.
Interpretazione autentica dell'articolo 114 della legge regionale 3 maggio 2001,
n. 6

1. La disposizione contenuta nell'articolo 114 della legge regionale 3 maggio


2001, n. 6 "almeno centottantuno giorni di navigazione" deve intendersi nel
senso della detrazione dai giorni di navigazione effettiva dei periodi di fermo di
cui agli articoli 170, comma 2, e 171 e 175 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32.
******
L’articolo chiude la serie delle disposizioni di interpretazione autentica

Art. 104.

(Articolo omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato per la


Regione siciliana ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).

Art. 105.
Estensione benefici ex articolo 13 della legge regionale 15 maggio 2002, n. 4

1. I benefici disposti dall'articolo 13 della legge regionale 15 maggio 2002, n. 4


sono estesi ai creditori ex soci del consorzio Casa Nostra a fronte dei
versamenti effettuati in conto costruzione del complesso edilizio Ritiro Tremonti
del comune di Messina colpiti da ordinanza di sgombero.
2. La spesa autorizzata per le finalità dell'articolo 13 della legge regionale 15

85
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

maggio 2002, n. 4 è destinata, nel limite di 250 migliaia di euro alle finalità del
comma 1.
******
L’estensione è stata introdotta in considerazione della identità dei disagi
in cui i nuovi beneficiari versano rispetto a quelli originariamente
contemplati.

Art. 106.
Consorzi di bonifica

1. Nelle more del riordino complessivo dei consorzi di bonifica, finalizzato ad


assicurare efficienza ed economicità di gestione, da attuarsi entro un anno dalla
data di entrata in vigore della presente legge, i contratti di cui all'articolo 3 della
legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76, sono prorogati fino al 31 dicembre 2005,
con l'applicazione del vigente contratto collettivo nazionale di lavoro.
2. Per il triennio 2003-2005 sono assicurate agli operai, ai braccianti agricoli ed
altri soggetti che nel triennio 2000-2002 abbiano prestato la loro opera alle
dipendenze dei consorzi di bonifica, a qualunque titolo salvo che in applicazione
dell'articolo 3 della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76, le seguenti garanzie
occupazionali:
a) 51 giornate ai soggetti che nel triennio predetto abbiano comunque effettuato
prestazioni lavorative non rientranti nelle ipotesi di cui alle lettere b) e c);
b) 101 giornate ai soggetti che abbiano effettuato, almeno in un anno, una
prestazione non inferiore a 101 giornate ai fini previdenziali;
c) 151 giornate ai soggetti che abbiano effettuato, almeno in un anno, una
prestazione non inferiore a 151 giornate ai fini previdenziali.
3. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata l'ulteriore spesa di 3.000
migliaia di euro per l'esercizio 2003 (U.P.B. 2.3.1.3.1).
4. Per le finalità di cui al comma 2 è autorizzata l'ulteriore spesa di 2.500
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2003 (U.P.B. 2.3.1.3.1).
5. Per gli esercizi finanziari successivi, gli oneri di cui ai commi 3 e 4 sono
quantificati ai sensi della lettera g) dell'articolo 3 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni.
6. Alle spese di vigilanza e custodia delle dighe e delle opere di ritenuta
soggette al decreto del Presidente della Repubblica 1 novembre 1959, n. 1363,
si provvede con le disponibilità dell'U.P.B. 2.3.1.3.1, capitolo 146514.
7. All'articolo 24 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e successive modifiche ed
integrazioni, come recepita dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7, dopo il
comma 6 bis è aggiunto il seguente:
"6 ter. Per i lavori di manutenzione ordinari e straordinari delle opere pubbliche
e degli impianti di bonifica e di irrigazione da eseguirsi in economia, in
amministrazione diretta, si prescinde dal limite di importo previsto dal comma 3
dell'articolo 143 del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999,
n. 554, come recepito dalla lettera a) del comma 2 dell'articolo 1 della legge
regionale 2 agosto 2002, n. 7".
8. Al comma 4 dell'articolo 6 della legge regionale 25 maggio 1995, n. 45, dopo
le parole "in servizio" sono aggiunte le parole "o in quiescenza".
86
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

9. Le disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 1 della legge regionale 31


agosto 1998, n. 16, trovano applicazione nel biennio 2003-2004 e la relativa
copertura di spesa deve essere assicurata entro l'esercizio finanziario 2004.
******
Si interviene sulla complessa materia dei consorzi di bonifica,
contemperando le esigenze di funzionalità di tali enti con il problema,
altrettanto rilevante per l’economia siciliana, del mantenimento degli
attuali livelli occupazionali. Per effetto dell’articolo 32 della legge 45/95
infatti, i consorzi non hanno potuto procedere alla copertura dei posti
vacanti nelle rispettive piante organiche; hanno pertanto sopperito alle
esigenze di funzionamento attraverso il ricorso a contratti a termine,
autorizzato dalla legge regionale 76/95, nonché attraverso il ricorso a
personale stagionale.
La disposizione consente la proroga dei contratti di cui alla legge
regionale 76/95, fino alla riordino complessivo dei consorzi, da attuarsi
comunque entro un anno, ed al contempo assicura determinate garanzie
occupazionali ai lavoratori stagionali che già avevano prestato servizio
presso i consorzi stessi.
Come logico corollario delle suddette garanzie occupazionali, in linea del
resto con quanto già previsto dalla l.r. 18/2002 per i lavori nel settore
forestale, si autorizza la realizzazione in economia dei lavori di
manutenzione delle opere e degli impianti di bonifica in deroga ai limiti di
importo posti dalla normativa sugli appalti pubblici.

Art. 107.
Provvedimenti in favore familiari vittime del dovere

1. I benefici di cui agli articoli 2, 3, 4 e 9 della legge regionale 13 settembre


1999, n. 20 e successive modifiche ed integrazioni sono estesi in favore del
coniuge superstite o dei genitori o degli orfani o del convivente more uxorio dei
dipendenti in servizio presso l'Amministrazione regionale, gli enti locali, le
Aziende unità sanitarie locali e gli enti o gli istituti dagli stessi vigilati vittime di
azioni criminose nell'adempimento del proprio dovere.
2. Ai fini del riconoscimento dei benefici di cui al comma 1, il servizio
competente del dipartimento regionale enti locali acquisisce dal Prefetto della
provincia dove è stato commesso il delitto un dettagliato rapporto redatto
secondo quanto stabilito all'articolo 6 del decreto del Presidente della
Repubblica 28 luglio 1999, n. 510 sulle circostanze che hanno dato luogo
all'evento mortale, corredato di perizie, di eventuali testimonianze e di ogni altro
elemento conoscitivo acquisito e lo trasmette al Presidente della Regione che
dispone il riconoscimento della condizione di "vittima del dovere" con apposito
decreto. All'emanazione dei provvedimenti concessivi dei suddetti benefici
provvede il competente servizio del dipartimento regionale enti locali.
******
I provvedimenti già previsti dalla normativa vigente per i familiari delle
vittime della criminalità mafiosa (sostegno economico una tantum per i
familiari, sostegno economico agli orfani fino al completamento degli
87
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

studi, assunzioni di familiari delle vittime della mafia presso pubbliche


amministrazioni, eventuale utilizzo del Fondo per le costituzioni di parte
civile) sono estesi ai familiari di dipendenti pubblici comunque vittime del
dovere.

Art. 108.
Provvedimenti in favore dei figli delle vittime del disastro aereo di Ustica

1. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 3 dell'articolo 4 della legge regionale 13


settembre 1999, n. 20, si applicano anche ai figli delle vittime del disastro aereo
di Ustica del 27 giugno 1980, nati o residenti in Sicilia, a condizione che non
abbiano superato il quarantacinquesimo anno di età o che non siano dipendenti
di enti pubblici.
******
L'Amministrazione regionale, gli enti locali, le aziende sanitarie locali e gli
enti o gli istituti dagli stessi vigilati sono tenuti, a richiesta, ad assumere
nei propri ruoli, anche in soprannumero, per chiamata diretta e personale
e con qualifica corrispondente al titolo di studio posseduto, in assenza di
attività lavorativa autonoma o di rapporto di lavoro dipendente, i figli delle
vittime del disastro aereo di Ustica a condizione che gli stessi, siano nati
o residenti in Sicilia, non abbiano superato il quarantacinquesimo anno di
età o che non siano dipendenti di enti pubblici.

Art. 109.
Proroga termine per la gestione del sistema di emergenza

1. Il termine di cui al comma 1 dell'articolo 11 della legge regionale 30 dicembre


2000, n. 36, è prorogato al 31 dicembre 2004.
******
Al fine di continuare a garantire l’attività intrapresa per la gestione dei
servizi del sistema di emergenza 118, viene prorogato al 31/12/2004 il
termine utile per la stipula di convenzioni con enti pubblici e con la Croce
Rossa da parte della Regione.

Art. 110.
Pareri di idoneità statica e sismica

1. Per tutti gli interventi edilizi sanabili ai sensi e per gli effetti dell'articolo 13
della legge 28 febbraio 1985, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni,
come recepito dall'articolo 1 della legge regionale 10 agosto 1985, n. 37, ai fini
dell'idoneità statica e sismica di cui all'articolo 4 delle legge 5 novembre 1971,
n. 1086, e degli articoli 17 e 18 della legge 2 febbraio 1974, n. 64, si applicano
le procedure di cui alla lettera b) del comma 3 dell'articolo 26 della legge
regionale 10 agosto 1985, n. 37 e successive modifiche ed integrazioni e
all'articolo 7 della legge regionale 15 maggio 1986, n. 26.
2. I competenti uffici di zona del Genio civile provvedono a disporre verifiche a
campione dei progetti assoggettati alla procedura di cui al presente articolo.
88
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

******
La norma consente di poter utilizzare la procedura semplificata prevista
dalla vigente legislazione regionale per la sanatoria edilizia ex legge
n.47/85 e n.724/94, anche per il procedimento dell’ “accertamento di
conformità” previsto dall’art.13 della citata legge n.47/85 per le opere
realizzate senza “titolo”, ma perfettamente conformi alla disciplina
urbanistica vigente, sia alla data di realizzazione delle stesse, sia alla data
di presentazione delle istanze di sanatoria “a regime” ex art.13.

Art. 111.
Autorizzazioni per le opere in zone soggette a vincolo paesistico

1. Le autorizzazioni ad eseguire opere in zone soggette a vincolo paesistico o


su immobili di interesse storico-artistico sono rilasciate o negate, ove non
regolamentate da norme specifiche, dalle competenti Soprintendenze entro il
termine perentorio di novanta giorni.
2. Decorso il termine previsto dal comma 1, nei successivi trenta giorni, è data
facoltà agli interessati di richiedere l'autorizzazione all'Assessorato regionale
dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione, che si pronunzia
attraverso un commissario ad acta. Trascorso il termine perentorio di sessanta
giorni dalla data di presentazione della richiesta il parere si intende reso in
senso favorevole.
******
Estremo rilievo assume tale articolo, in quanto viene fissata una
procedura con termini certi per il conseguimento delle autorizzazioni delle
Soprintendenze da rilasciarsi ai sensi del decreto legislativo n.490/99 per
le opere da realizzare, sia nelle aree sottoposte al vincolo paesistico, che
negli immobili di interesse storico-artistico. Decorsi infatti
infruttuosamente 90 giorni dalla richiesta di dette autorizzazioni, potrà
richiedersi il pronunciamento dell’Assessorato Regionale BB. CC. e AA. a
mezzo di apposito commissario ad acta, la cui mancata pronuncia entro il
termine perentorio di 60 giorni comporta l’assenso favorevole in forma
tacita.

Art. 112.
Scuole di restauro lapideo

1. L'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica


istruzione può autorizzare gli enti locali ad istituire scuole di restauro lapideo
in città facenti parte del patrimonio dell'Unesco per l'arte barocca.
******

Com’è noto l’UNESCO, per tutelare gli edifici architettonici del periodo
barocco, ha di recente dichiarato otto città siciliane “Patrimonio
dell’Umanità”: Catania, Caltagirone, Militello Val di Catania, Noto, Modica,
Scicli, Palazzolo Acreide e Ragusa.

89
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Art. 113.
Smaltimento dei reflui

1. Nei comuni privi di fognature, in deroga alle disposizioni generali e fino alla
realizzazione delle stesse, è possibile utilizzare una tipologia alternativa di
scarichi prevista dalla delibera del comitato interministeriale per la tutela delle
acque dall'inquinamento (CITAI) del 4 febbraio 1977, con il supporto di una
relazione idrogeologico-ambientale che accerti le condizioni di compatibilità
dello smaltimento dei reflui secondo le prescrizioni dell'allegato 5 della citata
delibera.
******
Si consente ai Comuni privi di fognature l’utilizzo di tipologie alternative
di scarichi purchè sussista una relazione idrogeologico-ambientale che ne
accerti le condizioni di compatibilità a salvaguardia della salute e
dell’ambiente.

Art. 114.
Consiglio di amministrazione CIAPI

1. Per i centri interaziendali di addestramento professionale integrato della


Sicilia, enti rientranti tra quelli ai quali si applica il dettato dell'articolo 83 della
legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, la stessa norma trova applicazione anche
per i componenti del consiglio di amministrazione.
2. L'onere conseguente all'applicazione del comma 1 grava sui bilanci degli enti
di pertinenza.
******
I compensi da corrispondere ai componenti del Consiglio di
amministrazione CIAPI sono stabiliti nella misura del 75 per cento della
indennità di funzione minima stabilita per i Presidenti delle province
regionali.

Art. 115.
Assegnazioni legge 31 dicembre 1991, n. 433

1. Le assegnazioni di cui alla legge 31 dicembre 1991, n. 433 sono utilizzate


anche per le finalità previste dal comma 1 dell'articolo 20 della legge 28
dicembre 2001, n. 448.
******
In conformità a quanto stabilito dalla finanziaria statale per l’anno 2002, le
assegnazioni dello Stato destinate alla ricostruzione dei comuni colpiti
dagli eventi sismici del 13 e del 16 dicembre 1990 nelle province di
Siracusa, Catania e Ragusa sono utilizzate anche per favorire assunzioni
di personale attualmente impegnato con rapporti di lavoro a tempo
determinato instaurati sulla base di normativa specifica.

Art. 116.
Diritto allo studio in favore di detenuti in espiazione di pena
90
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

1. Al fine di estendere il diritto allo studio anche ai detenuti in espiazione di


pena è stanziata la somma di euro 200 mila da assegnare agli Atenei. Detta
somma è così ripartita:
a) 100 mila euro per le tasse e quote di iscrizione e per l'acquisto dei testi e dei
materiali didattici;
b) 100 mila euro per l'attrezzatura e la predisposizione delle aule multimediali
per lo svolgimento delle lezioni e per gli esami.
******
Viene rifinanziata la spesa prevista dalla L.R.19/08/99 n. 16 che prevedeva
interventi in favore dei detenuti per lo svolgimento di attività lavorative e
esercizio di diritto allo studio, destinando parte dello stanziamento
dell’anno 2003 agli atenei con finalità specifiche.

Art. 117.
Assicurazione infortuni alunni scuole materne

1. Dopo il comma 2bis dell'articolo 17 della legge regionale 24 febbraio 2000, n.


6 come modificato dall'articolo 29 della legge regionale 17 marzo 2000, n. 8, è
aggiunto il seguente:
"2ter. Lo stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa
dell'Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e della pubblica
istruzione per il capitolo 372524 "Spese per l'assicurazione contro gli infortuni
dei bambini delle scuole materne regionali" confluisce nel fondo previsto, dal
comma 1, terzo capoverso, è ripartito con decreto dell'Assessore regionale per i
beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione e posto a disposizione
delle singole istituzioni scolastiche mediante mandato diretto.".
******
Nell’ambito di una più ampia autonomia delle istituzioni scolastiche viene
demandato alle stesse il compito di provvedere alle assicurazioni contro
gli infortuni stipulando apposite convenzioni con istituti di assicurazioni.

Art. 118.
Norme in materia di autoservizi pubblici

1. Dopo l'articolo 3quinquies della legge regionale 6 aprile 1996, n. 29,


modificato dall'articolo 4 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 13, è aggiunto
il seguente articolo 3 sexies:
"Art. 3 sexies. Fermo restando il regime autorizzativo di cui alla legge 15
gennaio 1992, n. 21 ed alla legge regionale 6 aprile 1996, n. 29, le imprese di
trasporto viaggiatori effettuato mediante noleggio di autobus con conducente, in
qualsiasi forma costituite, possono gestire anche i servizi di noleggio
autovettura con conducente, essendo sufficiente il possesso dei requisiti
previsti dal decreto legislativo 22 dicembre 2002, n. 395.".
2. Il comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 13 è così
sostituito:
"1. Le licenze sono concesse con bando di concorso esclusivamente a persona
91
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

fisica. In capo al medesimo soggetto non è ammesso il cumulo di licenze,


anche se rilasciate da comuni diversi. Le autorizzazioni per il noleggio con
conducente di autovetture sono concesse con bando di concorso a persone
fisiche o giuridiche ed è ammesso il cumulo.".
******
Si tratta di aggiustamenti apportati alla disciplina degli autoservizi
pubblici non di linea a seguito dei quali le autorizzazioni per il servizio di
noleggio con conducente possono essere rilasciate anche a persone
giuridiche. Inoltre lo svolgimento dei servizi di noleggio autovettura con
conducente è consentito alle imprese di trasporto destinatarie di
provvedimento autorizzativo al noleggio di autobus con conducente.

Art. 119.
Gestione del personale RESAIS

1. Il comma 6 dell'articolo 7 della legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5, è così


sostituito:
"6. La gestione del personale a carico del fondo di cui all'articolo 13, lettera a),
della legge regionale 6 giugno 1975, n. 42 e successive modifiche ed
integrazioni è affidata alla Resais, specificata al primo comma dell'articolo 2
della presente legge, cui compete l'obbligo della rendicontazione annuale.".
2. La Resais subentra all'Assessorato regionale dell'industria ed agli enti
economici in liquidazione di cui all'articolo 1 della legge regionale 20 gennaio
1999, n. 5, nel contenzioso relativo al personale di cui al comma 6 dell'articolo 7
della medesima legge.
3. Ogni semestre la Resais presenta all'Assessorato regionale dell'industria una
relazione sull'andamento del contenzioso e sulle transazioni intervenute.
******
La gestione del personale RESAIS viene svolta, anche per gli aspetti
relativi al contenzioso in essere, della stessa società anziché
dall’Assessorato Industria.

Art. 120.
Edifici di culto

1. Nelle more di una generale razionalizzazione della gestione del patrimonio


regionale, finalizzata al contenimento dei costi di mantenimento, gli edifici di
culto e le loro pertinenze di proprietà della Regione, affidati a qualunque titolo
ad enti ecclesiastici da almeno 40 anni, sono ceduti in proprietà a titolo gratuito
in favore degli stessi. Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano
per gli immobili che fanno parte del demanio artistico, storico o archeologico
costituenti abbazie, certose e monasteri.
******
L’acquisizione da parte degli enti ecclesiastici degli edifici di culto che già
detengono da almeno quarant’anni permetterà agli stessi di accedere a
programmi di finanziamento e produrrà per la Regione notevoli risparmi.

92
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Per il trasferimento non riguardante beni di interesse storico, artistico o


comunque culturale la relativa domanda va presentata al Dipartimento
regionale del personale, dei servizi generali, di quiescenza, previdenza ed
assistenza del personale, che cura in via generale il demanio ed il
patrimonio della Regione.

Art. 121.
Gestione di riserve

1. Le province regionali nel rispetto di quanto previsto ai commi 1 e 3


dell'articolo 39 bis della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 e successive
modifiche ed integrazioni, possono avvalersi, mediante la stipula di specifica
convenzione, di società per azioni di cui all'articolo 18 della legge regionale 6
marzo 1986, n. 9 le cui finalità statutarie prevedono espressamente lo
svolgimento di servizi afferenti la salvaguardia e la valorizzazione ambientale.
******
Si autorizzano le province regionali ad utilizzare per l’espletamento dei
compiti connessi alla gestione delle riserve le società per azioni a
prevalente capitale pubblico costituite per la gestione di servizi pubblici
afferenti la materia ambientale. Con detta norma si realizza il duplice
scopo di non ampliare gli organici dell’ente pubblico e di ottimizzare le
risorse impiegate nella s.p.a.

Art. 122.
Composizione Consiglio regionale delle miniere

1. Il Consiglio regionale delle miniere è integrato da un geologo, membro di


diritto, nominato dall'Assessore regionale per l'industria e scelto su una terna
proposta dall'ordine regionale dei geologi.
*****
Del consesso viene chiamato a far parte un soggetto dotato di
professionalità specifica rispetto alle materie di competenza.

Art. 123.
Eliminazione barriere architettoniche

1. Al fine di assicurare il rimborso dei costi sostenuti per l'eliminazione e il


superamento delle barriere architettoniche degli edifici privati, l'Assessore
regionale per gli enti locali è autorizzato ad erogare i relativi fondi in favore dei
comuni per consentire la liquidazione delle istanze presentate dai soggetti
portatori di handicap riconosciuti invalidi secondo l'ordine di inserimento nella
graduatoria regionale formata ai sensi della legge 9 gennaio 1989, n. 13.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2003,
la spesa di 500 migliaia di euro.
******
93
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

La normativa per il superamento e l’eliminazione delle barriere


architettoniche negli edifici privati è contenuta in organica legge statale
che stabilisce requisiti, procedure e modalità per la concessione dei
relativi contributi a valere su un fondo speciale istituito presso il Ministero
dei Lavori Pubblici annualmente ripartito fra le Regioni e da queste fra i
Comuni. La disposizione regionale interviene ad integrazione per
consentire, ove necessario, nelle more della ripartizione dell’anno
successivo, il tempestivo accoglimento di domande che altrimenti non
potrebbero essere soddisfatte per insufficienza di fondi statali.

Art. 124.
Contributi a favore dell'Azienda delle foreste demaniali

1. L'articolo 14 della legge regionale 29 dicembre 1975, n. 88, è sostituito dal


seguente:
"Articolo 14 - La Regione trasferisce annualmente all'Azienda delle foreste
demaniali due contributi finalizzati rispettivamente al finanziamento integrale
delle spese in conto capitale ed al pareggio del bilancio di parte corrente.
2. Alle erogazioni di cui al comma 1 provvede il dipartimento regionale bilancio
e tesoro.".
******
A partire dall’anno in corso il contributo a pareggio di bilancio a favore
dell'Azienda delle Foreste demaniali a carico dell’Assessorato Agricoltura
e Foreste viene soppresso e vengono previsti invece due contributi a
carico del Dipartimento regionale bilancio e tesoro, uno per il
finanziamento integrale delle spese in conto capitale e l’altro per il
pareggio del bilancio di parte corrente.

Art. 125.
Licei socio-psico-pedagogici

1. A decorrere dall'esercizio finanziario 2003, lo stanziamento di cui all'U.P.B.


9.2.1.3.1, capitolo 373710, è destinato agli istituti licei socio-psico-pedagogici
sperimentali paritari legalmente riconosciuti (ex istituti magistrali).
*******
A decorrere dall’anno 2003 il contributo già spettante agli istituti
magistrali è destinato agli istituti licei socio-psico-pedagogici sperimentali
paritari legalmente riconosciuti.

Art. 126.
Contingente dei Carabinieri

1. Le somme stanziate, nell'esercizio finanziario 2003, per le finalità dell'articolo


18 della legge regionale 23 gennaio 1998, n. 3 e successive modifiche ed
integrazioni possono essere utilizzate anche per far fronte agli oneri afferenti gli
anni precedenti.
94
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

******
Viene autorizzato il pagamento di oneri relativi ad anni precedenti a valere
sullo stanziamento previsto per l’anno in corso.

Art. 127.
Benefici in favore soci cooperative agricole

1. I benefici di cui all'articolo 2 della legge regionale 10 ottobre 1994, n. 37 in


favore dei soci delle cooperative agricole sono estesi anche ai soggetti che
hanno concesso garanzie in favore di consorzi di cooperative agricole, alle
condizioni di cui al medesimo articolo.
2. Per godere dei benefici di cui al comma 1, i soggetti garanti debbono avere
già presentato domanda ed essere compresi nell'elenco delle cooperative
escluse, approvato con decreto dell'Assessorato regionale della cooperazione,
del commercio, dell'artigianato e della pesca del 28 aprile 2000, pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 30 del 23 giugno 2000.

******
La Regione si fa carico delle garanzie prestate in favore di consorzi di
cooperative agricole assoggettate a procedura concorsuale da soggetti
che da tale beneficio pur avendo presentato istanza furono esclusi in
quanto non soci.
L’obiettivo perseguito è quello di non far travolgere dal dissesto altri
soggetti economici.

Art. 128.
Aggiornamento e revisione del piano regolatore generale degli acquedotti

1. Per le finalità di cui all'articolo 4, comma 1, lettera d) della legge 5 gennaio


1994, n. 36 e del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 marzo
1996, con riferimento all'aggiornamento e revisione del piano regolatore
generale degli acquedotti di cui alla legge 4 febbraio 1963, n. 129, è autorizzata
la spesa di 500 migliaia di euro nell'ambito delle disponibilità della U.P.B.
6.2.2.6.4.
******
Il presente contributo una tantum finanzia per l’anno in corso le spese
necessarie per l’aggiornamento e la revisione del piano regolatore
generale degli acquedotti già previsto dalla legge n. 129 del 1963 e
successivamente integrato da ulteriori obiettivi innovativi introdotti dalla
legge 36 del 1994 e dal DPCM del 4 marzo 1996. Obiettivo generale resta
l’equa ripartizione delle risorse tenendo conto della loro salvaguardia in
termini sia quantitativi che qualitativi.

Art. 129.
Comuni con aree boscose superiori al 30 per cento dell'intero territorio

1. Nei comuni le cui aree boscose superano il 30 per cento dell'intero territorio,
95
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

la densità edilizia territoriale di cui al comma 3 dell'articolo 10 della legge


regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni è
aumentata a 0,20 mc/mq.
******
L’articolo consente di aumentare l’indice di edificabilità territoriale nelle
fasce di rispetto dei boschi da 0,03 mc/mq a 0,20 mc/mq limitatamente a
quei comuni della Regione che dimostrano di essere caratterizzati dalla
forte presenza di aree boscate (quando queste cioè superano il 30 per
cento dell’intero territorio comunale); ciò per venire incontro alle esigenze
abitative della popolazione di tali comuni.

Art. 130.
Collegamenti marittimi isole minori

1. Alla legge regionale 9 agosto 2002, n. 12, dopo l'articolo 5 è aggiunto il


seguente articolo:
"Articolo 5 bis - Norma transitoria - 1. Al fine di assicurare la continuità dei
collegamenti marittimi con le isole minori della Sicilia, a partire dall'1 gennaio
2003 e fino all'affidamento dei servizi, secondo le procedure previste dal
comma 2 dell'articolo 1 della presente legge, trova applicazione il Capo II della
legge regionale 13 maggio 1987, n. 18.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è prorogato il piano di riparto dei servizi di
collegamento di cui ai commi 1 e 3 dell'articolo 40 della legge regionale 26
marzo 2002, n. 2, fino all'affidamento, tramite procedura concorsuale, della rete
dei servizi individuati ai sensi dell'articolo 1 della presente legge.".
******
Si proroga l’applicazione della pregressa normativa per il tempo
strettamente necessario a definire le procedure concorsuali attivate per
l’affidamento dei collegamenti marittimi tra e verso le isole minori in
attuazione delle norme contenute nella legge regionale 9 agosto 2002, n.
12.

Art. 131.
Piani regolatori generali

1. Nella redazione dei piani regolatori generali dei comuni con più di
sessantamila abitanti caratterizzati dalla maggioranza della popolazione
residente al di fuori del nucleo urbano centrale, in aggregazioni costituite da
contrade e frazioni diffuse sul territorio e caratterizzati altresì dall'utilizzazione
agricola del territorio stesso su proprietà fondiarie che presentano forti
frazionamenti nelle zone agricole individuate nel piano regolatore stesso ai
sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, può essere consentito un
indice edilizio fondiario massimo di 0,10 mc/mq. Tale indice non è computato ai
fini del dimensionamento complessivo del piano regolatore generale.
******
La norma consente l’innalzamento dell’indice fondiario massimo previsto
per la residenza nelle zone di verde agricolo da 0,03 mc/mq a 0,10 mc/mq;
96
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

ciò in presenza di talune condizioni (abitanti del comune, dislocazione


della popolazione, forti frazionamenti della proprietà fondiaria) da
comprovarsi in sede di redazione del piano regolatore generale, ai fini
della sua adozione comunale e successiva approvazione regionale.

Art. 132.
Fondo di garanzia personale formazione professionale

1. E' costituito un fondo di garanzia del personale dipendente del settore della
formazione professionale iscritto all'albo previsto dall'articolo 14 della legge
regionale 6 marzo 1976, n. 24, già posto in mobilità e quello risultante in
esubero rispetto alla programmazione del piano regionale dell'offerta formativa
finalizzato ad una politica di sostegno al reddito.
2. La dotazione finanziaria del fondo di garanzia, per l'anno 2003, è di 500
migliaia di euro, cui si fa fronte con parte delle disponibilità del fondo siciliano
per l'assistenza ed il collocamento dei lavoratori disoccupati. Per gli anni
successivi la spesa è quantificata ai sensi dell'articolo 3, lettera g), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10. Il fondo è, altresì, alimentato dalle risorse
assegnate dallo Stato ai sensi dell'articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n.
388.
3. I benefici non possono superare la durata di 60 mesi. Durante tale periodo
l'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza sociale, della formazione
professionale e dell'emigrazione è autorizzato a prevedere nel piano dell'offerta
formativa appositi interventi di aggiornamento, di qualificazione, di
riqualificazione e/o di riconversione dei soggetti medesimi, nonché l'inserimento
negli sportelli multifunzionali ove necessario.
******
Trattasi di norma di sostegno per lavoratori occupati da lungo tempo nelle
scuole di formazione che non possono essere impiegati nello svolgimento
di corsi. Durante il periodo di fruizione di tale sostegno economico, che
non può superare i 5 anni, l’Assessorato Lavoro promuove la
riconversione professionale dei soggetti beneficiari.

Art. 133.
Banca del sangue cordonale

1. Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 26 della legge regionale 3


maggio 2001, n. 6, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2003, l'ulteriore
spesa di 300 migliaia di euro. Le spese occorrenti sono poste a carico del fondo
sanitario regionale di parte corrente.
******
Per l’anno 2003 viene finanziata una ulteriore spesa a carico del fondo
sanitario nazionale destinata al potenziamento e miglior funzionamento
della banca del sangue cordonale di Sciacca che coordina il trasferimento
delle unità dai centri di raccolta, promuove campagne di informazione
sulla donazione del sangue cordonale e organizza corsi di addestramento
destinati al personale ostetrico di tutta la Sicilia.
97
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Art. 134.
Concessioni immobili in uso gratuito

1. Gli immobili di proprietà dell'Amministrazione regionale già in uso alle


compagnie portuali della Sicilia che hanno mantenuto invariata l'utilizzazione e
la destinazione, possono essere concessi in uso gratuito alle società sorte dalla
trasformazione delle compagnie portuali a norma dell'articolo 21 della legge 28
gennaio 1994, n. 84 fino a quando mantengono tale utilizzazione e, comunque,
per un periodo non superiore ad anni trenta a condizione che il concessionario
provveda a proprio carico a tutte le opere di manutenzione ordinaria e
straordinaria.
******
L’introduzione della norma necessaria per la nuova configurazione
giuridica dei soggetti detentori dei beni comporta anche un risparmio per
la Regione per quanto riguarda il mantenimento dei beni stessi.

Art. 135.
Opere funzionali rete ferroviaria

1. Nella fascia di 150 metri a partire dalla battigia sono consentite tutte le opere
di manutenzione ordinaria, straordinaria, di ammodernamento e di
potenziamento, strettamente funzionali alla rete ferroviaria, munite di tutte le
autorizzazioni rilasciate dagli enti preposti, prescindendo dalle deliberazioni del
consiglio comunale di cui all'articolo 16 della legge regionale 12 giugno 1976, n.
78.

******
La presente disposizione è volta ad accelerare la procedura per
l’esecuzione di lavori ferroviari ed evitare ritardi che potrebbero impedire
le realizzazione anche di opere finanziate dal POR 2000-2006 con la
conseguente perdita della premialità o degli stessi finanziamenti
comunitari.

Art. 136.
Orchestra Teatro Vittorio Emanuele di Messina

1. Una quota del 15 per cento del contributo in favore dell'Ente autonomo
regionale "Teatro di Messina" è destinata, a decorrere dall'esercizio
finanziario 2003, all'Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina per il
perseguimento della propria attività istituzionale.

******
La norma prende atto delle specifiche necessità dell’Orchestra dell’Ente.

98
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Art. 137.
Opera nazionale mutilati ed invalidi civili

1. A decorrere dall'anno 2003 una somma pari al 30 per cento del contributo di
cui al comma 1 dell'articolo 19 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 26, è
concessa all'Opera nazionale mutilati ed invalidi civili (ONMIC).
******
Il legislatore regionale ha deciso di estendere il contributo già previsto in
favore dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili e
dell’Associazione mutilati ed invalidi per servizio in quanto il nuovo
beneficiario svolge la propria azione nel medesimo campo.
Identico ragionamento sta alla base della norma contenuta nel successivo
articolo 139, comma tre che contempla anche l’Unione nazionale mutilati
invalidi civili e l’unione nazionale mutilati e invalidi per servizio.

Art. 138.
Corsa dell'Etna

1. E' consentito lo svolgimento della Corsa dell'Etna nella strada provinciale 92


della provincia di Catania dal chilometro 0,0 al chilometro 11,0, limitatamente al
periodo dell'anno compreso tra il 15 marzo e il 15 settembre.
******
La cronoscalata di che trattasi, giunta ormai alla 40a edizione, è divenuta
nel corso degli anni una tradizione di richiamo anche per i non addetti ai
lavori. La norma consente lo svolgimento anche se il suo tracciato ricade
all’interno del Parco dell’Etna.

Art. 139.
Abrogazione e modifiche di norme

1. Il comma 20 dell'articolo 1 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e


successive modifiche ed integrazioni è abrogato.
2. Al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, dopo le
parole "delle banche dati" sono aggiunte le parole "Al fine di consentire ai
comuni di migliorare l'accertamento dei propri tributi, il protocollo può stabilire le
tecniche di utilizzo della banca dati dell'Amministrazione finanziaria dello Stato
per la visualizzazione dei redditi analiticamente dichiarati dai contribuenti".
3. All'articolo 19 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 26 e successive
modifiche ed integrazioni è aggiunto il seguente comma:
"2 bis. Con gli stessi fini e modalità dei commi 1 e 2 è concesso, con
decorrenza dall'esercizio finanziario 2003, un contributo annuo all'Unione
nazionale mutilati ed invalidi per servizio, all'Unione nazionale invalidi civili e
all'Opera nazionale mutilati ed invalidi civili".
4. Alla fine del primo comma dell'articolo 59 della legge regionale 27 dicembre
1978, n. 71, sono aggiunti i seguenti punti:
"10) da un dottore agronomo forestale libero professionista, iscritto al relativo
albo professionale su terna proposta dalla Federazione regionale degli ordini
99
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

professionali;
11) dall'ingegnere capo dell'ufficio del Genio civile competente per territorio.".
5. Nelle more della nomina del dottore agronomo forestale di cui al comma 4
restano valide le sedute del consiglio nella composizione attuale.
6. All'articolo 81 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, le parole "tre quote
quadrimestrali anticipate, di cui la prima" sono sostituite con le parole "due
quote semestrali anticipate, rispettivamente" e dopo le parole "del bilancio
stesso" sono aggiunte le parole "ed entro il quindici luglio dell'anno di
riferimento".
7. Al comma 2 dell'articolo 90 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, le
parole "maggio 2003" sono sostituite con le parole "dicembre 2004".
8. Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 16 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, dopo le parole "soggetto beneficiario" sono aggiunte le parole
"compresi i consorzi di garanzia fidi"; al secondo periodo dopo le parole "in ogni
caso il tasso" sopprimere le parole "comprensivo di ogni onere accessorio".
9. Al punto 2) del comma 1 dell'articolo 60 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, le parole da "contributi in conto interessi" a "lire 1.000 milioni" sono
sostituite con le parole "contributi in conto interessi sui mutui contratti con gli
istituti di credito, per un importo superiore a 100.000 euro e fino a 516.458,90
euro".
10. Al comma 1 dell'articolo 172 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,
le parole da "dei consorzi possono fare parte" a "enti pubblici" sono sostituite
con le parole "dei consorzi possono fare parte enti pubblici ed enti locali".
11. Al comma 4 dell'articolo 94 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,
dopo le parole "duecento soci" sono aggiunte le parole "a prescindere dal
numero di soci che ha fruito delle garanzie o che intenda fruire".
12. Al comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 30 ottobre 2002, n. 16, le
parole "anche in deroga al numero minimo di associati previsti dalla relativa
normativa di settore" sono soppresse.
13. Al comma 1 dell'articolo 9 della legge regionale 7 agosto 1990, n. 25, dopo
le parole "e/o con sistemi allo stesso assimilabili" sono aggiunte le parole "che
sono individuati con decreto dell'Assessore regionale per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca".
14. Al comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 6 luglio 1990, n. 10, come
modificato dall'articolo 2, della legge regionale 15 maggio 2002, n. 4, alla fine
del primo periodo sono aggiunte le parole "unitamente agli emendamenti
approvati in sede di adozione ed alle osservazioni ed opposizioni accolte dal
consiglio comunale, anche come prescrizioni esecutive del Piano regolatore
generale".
15. Il comma 2 dell'articolo 36 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30, è
abrogato.
16. Al comma 4 dell'articolo 29 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come
sostituito dall'articolo 23 della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7, dopo le
parole "dei principali quotidiani" è aggiunta la parola "regionali".
17. Al comma 5 dell'articolo 127 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, è
soppressa la parola "non".
18. All'articolo 64 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, sono apportate le
100
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

seguenti modifiche:
a) la rubrica è così sostituita: "Valorizzazione beni culturali e riserve naturali";
b) è aggiunto il seguente comma:
"5. L'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente applica, in quanto
compatibili e nel rispetto delle specifiche finalità istitutive di ciascuna area
naturale protetta, le disposizioni del presente articolo con riferimento alle riserve
naturali, sentito l'ente gestore e con priorità del medesimo a parità di servizi
offerti e di oneri finanziari.".
19. Alla legge regionale 25 novembre 2002, n. 20, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) all'articolo 2 è aggiunto il seguente comma:
"4. Gli interventi sono rivolti anche agli studenti iscritti alle università non statali
legalmente riconosciute che rilasciano titoli di studio. Detti soggetti accedono
agli interventi di cui all'articolo 3 solo ove ricorrano le condizioni di merito e di
reddito previste per i rimanenti destinatari.";
b) dopo la lettera f) del comma 1 dell'articolo 10 è aggiunta la seguente lettera:
"g) un rappresentante degli studenti che frequentano i consorzi universitari
istituiti nelle province sulle quali gli E.R.S.U. esercitano la propria competenza
territoriale.".
20. Al comma 1 dell'articolo 13 della legge regionale 10 dicembre 2001, n. 21 e
successive modifiche ed integrazioni, la parola "appositamente" è soppressa.
21. Al comma 2 dell'articolo 13 della legge regionale 10 dicembre 2001, n. 21 e
successive modifiche ed integrazioni, la parola "appositamente" è soppressa.
22. Al comma 4 dell'articolo 79 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, le
parole "ai commi 1 e 2" sono sostituite con le parole "ai commi 1 e 3".
23. Al comma 2 dell'articolo 88 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, le
parole "su richiesta del Presidente della Regione" sono soppresse.
24. Al comma 2 dell'articolo 6 della legge regionale 7 agosto 1990, n. 23, dopo
le parole "a tal fine" aggiungere la parola "anche" e al comma 5 dopo le parole
"Per la progettazione" aggiungere le parole ", la conduzione, lo sviluppo".
25. All'articolo 42 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, sostituire le parole
"nei confronti della Sicilcassa S.p.A. in liquidazione coatta amministrativa" con
le parole "e dell'Istituto autonomo delle case popolari di Palermo nei confronti
degli istituti di credito" e sostituire le parole "del suddetto istituto di credito" con
le parole "di ciascuno dei suddetti enti".
26. All'articolo 9 della legge regionale 11 maggio 1993, n. 15, è aggiunto il
seguente comma:
"5. Le disposizioni di cui al comma 1 in conformità a quanto previsto per i
rappresentanti di autorità ministeriali, dal comma 1, lettera h), dell'articolo 13 del
decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419 non si applicano ai rappresentanti
dell'Amministrazione regionale individuati fra i dipendenti in servizio, con profilo
professionale non inferiore a funzionario, che abbiano svolto mansioni inerenti il
controllo dei conti pubblici".
27. Al comma 3 dell'articolo 9 della legge regionale 15 maggio 1993, n. 15, le
parole "in possesso dei requisiti di cui al comma 1" sono soppresse.
28. Per le finalità assistenziali e amministrativo-gestionali delle strutture dei
presìdi del Servizio sanitario regionale, le parole "enti ospedalieri" di cui alle
101
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

leggi vigenti, sono sostituite dalle parole "Aziende sanitarie locali e aziende
ospedaliere".
29. Al comma 1 dell'articolo 39 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10,
dopo le parole "dipendenti regionali genitori" sono aggiunte le parole "o coniugi
non legalmente od effettivamente separati".
30. Al comma 2 dell'articolo 16 bis della legge regionale 9 maggio 1984, n. 26,
sono soppresse le parole "soli" e "all'1 novembre 2002".
31. Alla fine dell'articolo 36 della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23, è
aggiunto il seguente inciso:
"nonché per le spese di funzionamento della commissione giudicatrice di cui al
bando di gara previsto dal decreto del Presidente della Regione 2 aprile 2002".
32. Al comma 1 dell'articolo 28 della legge regionale 7 maggio 2001, n. 6, dopo
la parola "2003" aggiungere le parole "2004 e 2005".
33. All'ufficio speciale per i controlli di secondo livello sulla gestione dei fondi
strutturali in Sicilia si applicano, con decreto dell'Assessore regionale alla
Presidenza, su proposta del direttore dell'ufficio speciale medesimo, le
disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 16 della legge regionale 15 maggio
2000, n. 10.
34. A decorrere dall'anno 2003 al capitolo di spesa 550801 del bilancio della
Regione non si applica il disposto dei commi 2 e 3 dell'articolo 102 della legge
regionale 3 maggio 2001, n. 6.
35. (Comma omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato per la
Regione siciliana ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).
36. Alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 52 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, sono apportate le seguenti modifiche:
a) le parole "alla data del 31 dicembre 1999" sono sostituite con le parole "alla
data del 31 dicembre 2002";
b) alla fine della lettera è aggiunto il seguente periodo "Il contributo in conto
interesse è concesso per una sola volta alle imprese che non abbiano già
usufruito del medesimo beneficio.".
37. Alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 63 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32, sono apportate le seguenti modifiche:
a) le parole "alla data del 31 dicembre 1999" sono sostituite con le parole "alla
data del 31 dicembre 2002";
b) alla fine della lettera è aggiunto il seguente periodo "Il contributo in conto
interesse è concesso per una sola volta alle imprese che non abbiano già
usufruito del medesimo beneficio.".
38. L'articolo 13 della legge regionale 18 febbraio 1986, n. 3, è così sostituito:
"Articolo 13. - Il rinnovo delle commissioni provinciali per l'artigianato di cui
all'articolo 10 deve avvenire entro i sessanta giorni antecedenti la scadenza
della commissione in carica.".
39. Al comma 2 dell'articolo 94 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,
come modificato dal comma 15 dell'articolo 110 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6, le parole "e a lire 1.000 milioni" sono sostituite con le parole "e fino
al massimo di euro 1.549.370,70 per operazioni a medio e lungo termine".
40. All'ultimo periodo della lettera c) del comma 1 dell'articolo 97 della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32, come modificata dal comma 17 dell'articolo
102
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

110 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, le parole "e a lire 1.000 milioni"
sono sostituite con le parole "e fino al massimo di euro 1.549.370,70 per
operazioni a medio e lungo termine".
41. I commi 2 e 3 dell'articolo 6 della legge regionale 8 novembre 1988, n. 39,
sono abrogati.
42. Al comma 1 dell'articolo 65 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, dopo
la parola "2003" aggiungere le parole "2004 e 2005".
43. All'articolo 120 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, sono apportate le
seguenti modifiche:
a) il comma 2 è sostituito dal seguente:
"2. Con decreto dell'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, previo parere della competente commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana, sono determinati i criteri e le modalità per la
concessione e l'erogazione del contributo di cui al comma 1.";
b) è aggiunto il seguente comma:
"3. Le disposizioni assessoriali di cui al comma 2 si applicano anche alle istanze
eventualmente già presentate riferite ad eventi dannosi verificatisi
successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge.".
44. La lettera b) del comma 5 dell'articolo 19 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10, è così sostituita:
"b) per la concessione di acque termali il canone risulta determinato applicando
l'aliquota del 5 per cento sul fatturato annuo delle aziende termali; entro il 31
gennaio di ogni anno le aziende termali devono corrispondere il saldo dell'anno
precedente e un acconto per l'anno in corso pari al 50 per cento di quanto
versato complessivamente nell'anno precedente.".
45. Il Titolo I della legge regionale 28 giugno 1966, n. 14, è abrogato.
46. Il comma 2 dell'articolo 107 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, è
così sostituito:
"2. L'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per la pubblica
istruzione è autorizzato a concedere, a decorrere dall'esercizio finanziario 2003,
un contributo annuo di 138 migliaia di euro allo studio teologico San Tommaso
con sede in Messina.".
47. Il comma 4 dell'articolo 25 della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24, è
sostituito dal seguente comma:
"4. I proventi di cui al comma 3 dell'articolo 14 della legge 12 marzo 1999, n. 68,
sono destinati al Fondo regionale per l'occupazione dei disabili previsto
dall'articolo 21 della presente legge.".
48. Al comma 2 dell'articolo 22 della legge regionale 3 novembre 1993, n. 30, le
parole "l'immediata" sono soppresse.
49. Al comma 5 dell'articolo 4 della legge regionale 28 gennaio 1998, n. 3,
introdotto dall'articolo 43 della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23, le
parole "5.000 migliaia di euro" sono sostituite con le parole "7.500 migliaia di
euro".
50. Al comma 3 dell'articolo 13 della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23,
dopo le parole "di cui al comma 1" sono inserite le parole "nonché il contributo
regionale per la costituzione e l'avvio della società di gestione del risparmio".
51. L'articolo 8 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, è abrogato.
103
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

52. All'articolo 36 della legge regionale 25 novembre 2002, n. 20, le parole


"della stessa legge" sono sostituite con le parole "della legge 10 marzo 2000, n.
62".
53. Al comma 3 dell'articolo 108 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25,
dopo le parole "e fruizione" sono aggiunte le parole "anche multimediale".
54. All'articolo 13 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, è aggiunto il
seguente comma:
"7. Le concessioni rilasciate o da rilasciare e i contratti di vendita stipulati o da
stipulare relativi al materiale legnoso destinato come biomassa alla produzione
di energia non possono avere durata inferiore a nove anni.".
55. L'articolo 5 bis del decreto legge 6 maggio 2002, n. 83 convertito dalla legge
2 luglio 2002, n. 133, si applica in Sicilia per i conducenti di veicoli in uso a
personalità istituzionali.
56. Al comma 4 dell'articolo 5 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 9, dopo le
parole "di cui al comma 1" sono aggiunge le parole "per la quale è prevista la
figura del vicepresidente".
57. Il comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 30 aprile 2001, n. 4, è
soppresso.
58. Il comma 2 dell'articolo 29 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 9, è così
sostituito:
"2. La lettera c) dell'articolo 4 della legge regionale 11 aprile 1981, n. 61, è
abrogata.".
59. La lettera l) dell'articolo 4 della legge regionale 11 aprile 1981, n. 61, è così
sostituita:
"l) dai presidenti dei consigli di circoscrizione di Ragusa Ibla e di Ragusa
centro".
60. Il primo capoverso del comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 26
maggio 1973, n. 24, come sostituito dal comma 1 dell'articolo 9 della legge
regionale 3 ottobre 2002, n. 14, è sostituito dal seguente:
"1. La Regione siciliana garantisce attraverso i comuni il trasporto gratuito agli
alunni della scuola dell'obbligo e delle scuole medie superiori residenti nel
comune, o frazione diversa dello stesso comune che si recano presso altro
comune, o frazione diversa dello stesso comune, per frequentare scuole
pubbliche statali o paritarie, qualora non esista nel comune di residenza,
frazione dello stesso, la corrispondente scuola pubblica. Ai fini dell'applicazione
del presente articolo sono assimilati alle frazioni le borgate e gli agglomerati
urbani e rurali.".
61. Il quarto capoverso del comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 26
maggio 1973, n. 24, come sostituito dal comma 1 dell'articolo 9 della legge
regionale 3 ottobre 2002, n. 14, è abrogato.
62. (Comma omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato per la
Regione siciliana ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).
63. Al comma 1 dell'articolo 122 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, le
parole "previsti dai Progetti integrati territoriali del P.O.R. 2000-2006" sono
soppresse.
64. Al comma 4 dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, dopo
la parola "promozione" sono aggiunte le parole "e/o gestione".
104
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

65. Al comma 2 dell'articolo 22 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71 e


successive modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti modifiche:
nella lettera b) le parole "a venti metri" sono sostituite dalle parole "a dieci
metri"; nella lettera d) le parole "ad un quinto" sono sostituite dalle parole "ad un
decimo"; dopo la lettera e) è aggiunta la seguente lettera "f) distanza dagli
insediamenti abitativi ed opere pubbliche previsti dagli strumenti urbanistici non
inferiore a metri duecento, ad esclusione di quanto previsto dalla lettera c)".
66. Al comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 14 settembre 1979, n. 212,
dopo la lettera f) è aggiunta la seguente lettera: "g) da un rappresentante
designato dall'assoenologi".
67. Al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20,
dopo le parole "coniuge superstite," sono aggiunte le parole "la vittima
sopravvissuta," e dopo le parole "criminalità organizzata" sono aggiunte le
parole "o della vittima sopravvissuta che abbia riportato un'invalidità
permanente non inferiore al 50 per cento".
68. Al punto f) dell'articolo 4 della legge regionale 1 agosto 1977, n. 80, dopo le
parole "dei lavoratori" aggiungere la parola "regionali" e sostituire la parola
"confederazioni" con la parola "organizzazioni".
69. Il comma 1 dell'articolo 27 della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23 è
sostituito dal seguente:
"1. Qualsiasi disposizione o atto amministrativo assessoriale o dirigenziale che
possa comportare oneri diretti o indiretti a carico del bilancio della Regione non
coperti dallo stanziamento di bilancio o comunque oltre i limiti previsti da
eventuali provvedimenti legislativi di supporto, deve essere portato
preventivamente a conoscenza della Giunta regionale a cura dell'Assessore
competente, la quale, previa acquisizione di relazione finanziaria dal
dipartimento bilancio e tesoro ne autorizza l'adozione, della quale
l'amministrazione è obbligata a dare conoscenza alla competente ragioneria
centrale.".
70. Ai commi 4 e 5 dell'articolo 27 della legge regionale 23 dicembre 2002, n.
23, le parole "l'Assessore per il bilancio e le finanze" sono sostituite dalle parole
"il Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore per il bilancio e le
finanze".
71. Alla fine del comma 11 bis dell'articolo 1 della legge regionale 8 luglio 1977,
n. 47 sono aggiunte le parole "e secondo le priorità indicate nel comma 5
dell'articolo 32 della legge regionale 5 gennaio 1999, n. 4, fatta salva la
valutazione di celerità e snellimento dell'azione amministrativa".
72. Il comma 4 dell'articolo 1 della legge regionale 26 maggio 1973, n. 24 e
successive modifiche ed integrazioni, è abrogato.
73. All'articolo 46 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, dopo la parola
"marinocoltura" sono aggiunte le parole "nonché per le spese relative alla
perdita del pescato ed ai danneggiamenti delle attrezzature subiti per calamità
dai soggetti in possesso di autorizzazione alla mattanza rilasciata dalle
competenti autorità".
74. All'articolo 195 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, sostituire le
parole "Federazione regionale siciliana dell'Associazione italiana del Consiglio
dei comuni e delle regioni d'Europa (AICCRE)" con le parole "Comitato
105
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

permanente di partenariato dei poteri locali e regionali (COPPEM)".


75. Al comma 1 dell'articolo 68 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71,
dopo le parole "primaria e secondaria" sono aggiunte le parole "di
riqualificazione, arredo e decoro urbano".
******
Il corposo elenco delle norme che vengono soppresse o modificate
segnala ancora una volta il percorso iniziato negli anni precedenti che ha
come obiettivo lo snellimento della legislazione e la semplificazione delle
procedure e dei passaggi burocratici.
L’articolo contiene molte disposizioni accomunate dall’aspetto formale
evidenziato dalla rubrica ma che, quanto agli effetti, sono riconducibili a
ben diverse categorie.
Si va così dalle norme che quelle precedenti espressamente abrogano,
aggiornano o chiariscono per evitare all’interprete una laboriosa
ricostruzione del dettato oggi vigente a quelle che effettivamente
innovano l’ordinamento regionale perché introducono nuovi interventi o
incidono su elementi essenziali di quelli già esistenti.
A titolo esemplificativo della prima tipologia basti considerare il comma
28 che esplicita come ogni riferimento agli enti ospedalieri vada oggi
inteso alle Aziende sanitarie locali e aziende ospedaliere.
Sull’altro versante si segnalano per tutti il comma 19 che estende la
disciplina del diritto allo studio agli studenti iscritti alle università non
statali legalmente riconosciute e il comma 44 che muta il sistema di
determinazione del canone di concessione di acque termali collegandolo
alla ricchezza prodotta attraverso lo sfruttamento del bene.

Art. 140.
Fondi globali e tabelle

1. Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui all'articolo 10 della legge
regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, per il
finanziamento dei provvedimenti legislativi che si perfezionino dopo
l'approvazione del bilancio, restano determinati per ciascuno degli anni 2003,
2004 e 2005 nelle misure indicate nelle tabelle A e B, allegate alla presente
legge, rispettivamente per il fondo globale destinato alle spese correnti e per il
fondo globale destinato alle spese in conto capitale.
2. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera c) della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10, così come sostituito dall'articolo 52, comma 14, della legge
regionale 3 maggio 2001, n. 6, le dotazioni da iscrivere in bilancio per il
rifinanziamento di leggi di spesa sono stabilite negli importi indicati, per l'anno
2003, nella tabella C allegata alla presente legge.
3. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera d) della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10, le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi indicate nella tabella D
allegata alla presente legge sono ridotte degli importi stabiliti, per ciascuno degli
anni 2003, 2004 e 2005, nella tabella medesima.
4. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera e) della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10, così come modificato dall'articolo 56, comma 1, della legge
106
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

regionale 3 maggio 2001, n. 6, le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi a


carattere pluriennale indicate nella tabella E allegata alla presente legge sono
rimodulate degli importi stabiliti, per ciascuno degli anni finanziari 2003, 2004 e
2005, nella tabella medesima.
5. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera f) della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10, le leggi di spesa indicate nella tabella F allegata alla presente
legge sono abrogate.
6. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g) della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10, gli stanziamenti autorizzati in relazione a disposizioni di legge la cui
quantificazione è demandata alla legge finanziaria sono determinati nella
tabella G allegata alla presente legge.
7. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera h) della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10, i contributi e gli altri trasferimenti in favore di associazioni,
fondazioni, centri studio ed altri organismi comunque denominati, nonché delle
altre spese continuative annue sono determinate nella tabella H allegata alla
presente legge.
8. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera i) della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10, le spese autorizzate relative agli interventi di cui all'articolo 200,
comma 1, della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, sono indicate nella
tabella I allegata alla presente legge.
******
L’articolato della legge finanziaria è corredato di una serie di tabelle che
quantificano e determinano gli aspetti finanziari della legge.
Si tratta delle tabelle nominate da “A” ad “H, sorrette dal presente
articolo, i cui contenuti corrispondono a quelli codificati dall’art. 3 della
L.R. 10/99 e successive modifiche ed integrazioni.
Tab. A relativa ai fondi globali di parte corrente: indica l’entità e le finalità
delle somme destinate al finanziamento di spese correnti derivanti
da nuovi provvedimenti legislativi da approvare entro l’esercizio
2003; essa indica, inoltre, l’entità di entrate eventuali, al verificarsi
delle quali si procederà al ripristino degli stanziamenti di spesa dei
capitoli delle regolazioni contabili e dei fondi di riserva;
Tab. B relativa ai fondi globali di conto capitale: ha la medesima finalità
della tabella “A” ma con riferimento alle spese in conto capitale;
Tab. C indica gli importi assegnati quali rifinanziamento delle principali
leggi di spesa per un solo anno;
Tab. D indica le leggi in atto finanziate per le quali si vogliono ridurre le
risorse assegnate, ottenendo quindi risparmi di spesa, con i relativi
importi in riduzione;
Tab. E vengono elencate le leggi che autorizzano spese per più di un anno
e per le quali si vuole operare una diversa distribuzione temporale
(rimodulazione) delle risorse complessivamente assegnate, senza
ridurle né aumentarle complessivamente;
Tab. F vengono indicate le leggi di spesa da abrogare con i conseguenti
risparmi;

107
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Tab. G serve a quantificare le risorse da assegnare ad interventi previsti


da leggi precedenti e che rinviano la precisazione del quantum alla
legge finanziaria;
Tab. H individua i contributi o gli altri trasferimenti in favore dei soggetti
di cui al comma 7;
Tab. I la L.R. 32/2000 recante “Disposizioni per l’attuazione del POR 2000-
2006 e di riordino dei regimi di aiuto alle imprese” ha provveduto al
riordino del sistema degli interventi regionali in favore dei diversi
settori produttivi, senza autorizzare i necessari finanziamenti ma
rinviando, a tal fine, a successive leggi; la legge finanziaria ha
ricompreso tutte le suddette fattispecie normative da finanziare
nella Tab. I, subordinatamente all’ottenimento dell’autorizzazione
comunitaria.
Le suddette tabelle non vengono qui riportate e per la loro consultazione
si rimanda alla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.

Art. 141.
Effetti della manovra e copertura finanziaria

1. Gli effetti della manovra finanziaria e la relativa copertura derivanti dalla


presente legge sono indicati nell'allegato prospetto.
2. Le disposizioni della presente legge si applicano con decorrenza dall'1
gennaio 2003.

******
Il prospetto allegato riepiloga gli effetti dell’intera manovra indicandone i
risultati finali sul bilancio della Regione in linea con gli obiettivi
fondamentali di finanza regionale posti con l’articolo 1.
Il prospetto comprende e coordina i risultati parziali discendenti dalle
singole tabelle previste dall’articolo precedente, insieme agli effetti
finanziari determinati da singole norme comprese nell’articolato della
legge e non indicati nelle singole tabelle.

Art. 142.

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione


siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come
legge della Regione.
Palermo, 16 aprile 2003.
CUFFARO
Assessore regionale per il bilancio e le finanze PAGANO
Tabella ex art. 141
EFFETTI DELLA MANOVRA FINANZIARIA PER IL TRIENNIO 2003-2005
(importi in migliaia di euro)
Oggetto 2003 2004 2005
A- RISORSE
108
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

A1 - Maggiori entrate finali


Articolato
attualizzazione frazionata anni 2003, 2004 e 2005 del 484.000 218.000 43.500
contributo annuo L.I. 94+56+10 mld. di lire (48.532
mila euro) Stato art. 38 Statuto
parte non attualizzata dei contributi annui L.I. 94+10 30.948 5.117 0
mld Stato art. 38 Statuto
riforma fiscale regionale, lotta all'evasione 53.000 76.000 75.000
attuazione articolo 37 dello Statuto (finanziaria 2003 0 200.000 200.000
Stato)
attuazione articolo 38 dello Statuto (finanziaria 2003 200.000 200.000
Stato, art. 17 comma 6)
definizione contenzioso finanziario con lo Stato 500.000 150.000 0
maggiore prelievo fiscale allargamento base 0 50.000 80.000
imponibile per effetto Por APQ etc.
altri trasferimenti dello Stato per trasferimento 45.000 45.000 45.000
maggiori entrate connesse all'avvio dei servizi 14.000 14.000 14.000
aggiuntivi nei musei
dismissioni e privatizzazioni 70.000 175.000 323.000
recupero fondi di rotazione IRCAC 20.000 0 0
altre maggiori entrate discendenti dall'articolato 36.000 6.000 6.500
maggiore avanzo finanziario presunto anno 2002 386.000 0 0
totale A1 1.638.948 1.139.117 987.000
A2. Minori spese finali
Tab. D - riduzione autorizzazioni di spesa 6.300 3.000 0
Tab. E - rimodulazione spese pluriennali (minori 22.003 0 0
spese)
Tab. F - abrogazione leggi di spesa 0 0 0
Tab. H – rideterminazione contributi 5.021 64.491 0
ripristino stanziamenti di spesa: fondi di riserva e 0 0 602.161
fondi per regolazione contabile
recupero risorse per investimenti regionali finanziati 0 44.228 44.228
con il fondo speciale art. 38 statuto finanziaria Stato
2003, art. 17 comma 6
minori oneri per riduzioni accantonamento fondi 468.684 721.090 0
globali connessi con il finanziamento dei trasferimenti
EE.LL.disposti con art. 64 L.F. 2003
Articolato:
Abrogazione art. 3 legge regionale n. 10/2002 73.750 73.750 73.750
totale A2 575.758 906.559 720.139
totale maggiori risorse A 2.214.706 2.045.676 1.707.139
B – ONERI
B1. Minori entrate finali
totale B1 0 0 0

B2. Maggiori spese finali


Tab. A - fondo globale di parte corrente (maggiori 22.363 364.856 333.209
oneri rispetto al fondo a legislazione vigente)
Tab. C - rifinanziamento leggi di spesa 422.571 0 0
Tab. E - rimodulazione spese pluriennali (maggiori 0 7.338 14.665
oneri)
Tab. G - quantificazione oneri leggi precedenti 57.478 38.570 31.521
Tab. H - rideterminazione contributi (maggiori oneri) 0 0 167.154
Tab. I - oneri discendenti dall'applicazione della legge 66.708 66.238 67.418
regionale 32/2000

109
Regione Siciliana Legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

Ripristino stanziamenti di spesa fondi di riserva e 318.042 463.624 0


fondi per regolazione contabile F24
Fondo speciale per il finanziamento di investimenti 0 200.000 200.000
regionali (maggiori oneri per finanziamento piano
economico degli investimenti - L.F. Stato, art. 17
comma 6)
Articolato:
Trasferimenti a comuni e province - art. 64 889.634 889.634 889.634
Ripiano disavanzi aziende ospedaliere 434.250 0 0
Altri oneri 15.538 3.538 3.538
Totale B2 2.226.584 2.033.798 1.707.139
Totale maggiori oneri B 2.226.584 2.033.798 1.707.139
Saldo netto da coprire (-) o da impiegare (C) =A-B -11.878 11.878 0
Saldo netto da finanziare (-) o da impiegare risultante -132.230 32.880 384.327
dal bilancio a legislazione vigente (D)
Saldo netto da finanziare (-) o da impiegare a seguito -144.108 44.758 384.327
della manovra finanziaria (E) = (C+D)
Rimborso prestiti (F) -269.058 -302.987 -384.327
Ricorso al mercato a seguito della manovra -413.166 -258.229 0
finanziaria (H)= (E+F)
Prestiti autorizzati a legislazione vigente e dall'art. 1 -413.166 -258.229 0
(I)
Differenza (L) = (H-I) 0 0 0

110
LAVORI PREPARATORI

D.D.L. n. 553
"Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2003".
Iniziativa governativa: presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su
proposta dell'Assessore per il bilancio e le finanze (Pagano) il 17 dicembre
2002.
Trasmesso alla Commissione "Bilancio" (II) il 19 dicembre 2002.
Esaminato dalla Commissione nelle sedute n. 100 del 22 gennaio; n. 103 del 4
febbraio; n. 104 del 5 febbraio; n. 105 dell'11 febbraio; n. 106 del 12 febbraio; n.
107 del 13 febbraio; nn. 109 e 110 del 6 marzo; n. 111 del 10 marzo; nn. 112 e
113 dell'11 marzo; n. 114 del 12 marzo e n; 115 del 13-14 marzo 2003.
Esitato per l'Aula nella seduta n. 115 del 13-14 marzo 2003.
Relatore di maggioranza: Savona.
Relatore di minoranza: Capodicasa.
Discusso dall'Assemblea nelle sedute n. 123 del 18 marzo; n. 125 del 20
marzo; n. 127 del 26 marzo; n. 128 del 27 marzo; n. 130 dell'1 aprile; n. 132 del
2 aprile; n. 133 del 3 aprile; n. 134 del 3, 4, 5 aprile 2003.
Approvato dall'Assemblea nella seduta n. 134 del 5 aprile 2003.

(2003.16.963)