Sei sulla pagina 1di 3

Udienza 17 luglio 1885, Pres. Eula P. P., Est. Talice, P. M. Barbaroux (concl. contr.

); Casali
(Avv Ferrante) c. Lombardo (Avv. Boraggini)
Source: Il Foro Italiano , 1885, Vol. 10, PARTE PRIMA: GIURISPRUDENZA CIVILE E
COMMERCIALE (1885), pp. 873/8-875/876
Published by: Societa Editrice Il Foro Italiano ARL

Stable URL: http://www.jstor.com/stable/23091629

JSTOR is a not-for-profit service that helps scholars, researchers, and students discover, use, and build upon a wide
range of content in a trusted digital archive. We use information technology and tools to increase productivity and
facilitate new forms of scholarship. For more information about JSTOR, please contact support@jstor.org.

Your use of the JSTOR archive indicates your acceptance of the Terms & Conditions of Use, available at
https://about.jstor.org/terms

Societa Editrice Il Foro Italiano ARL is collaborating with JSTOR to digitize, preserve and
extend access to Il Foro Italiano

This content downloaded from


84.33.155.126 on Wed, 30 Sep 2020 10:47:47 UTC
All use subject to https://about.jstor.org/terms
873 GIURISPRUDENZA CIVILE E COMMERCIALE

dalle
CORTE DI CASSAZIONE DI persone che ne sono rispettivamente capaci se
TORINO
condo le norme della legge ; in difetto non possono
Udienza 17 luglio 1885, Pres. Eula mai dirsi
P. passati i termini
P., Est. utili per
Tai.i- ; 1' appello me
desimo.
ce, P. M. Baruaroux (conci, contr.); Casali (Avv
Ferrante) c. Lombardo (Avv. Boraggini). La Corte di Casale disse « che non era bisogno
per lei di scendere all' esame dell' argomento, d' al
Sentenza — WotiReazione ad Istanza del procura
tronde facilmente confutabile, opposto dal Lombar
tore — Appello (Cod. proc. civ., art. 368). do circa la pretesa irregolarità di notificazione della
Fallimento — Dichiarazione poi revocata — He
sentenza per essere stata richiesta dal procuratore
sponsabilità di danni (Cod. CÌV., art. 1151, 1152). e non dalla parte ».
E nulla la notificazione di una sentenza, e quindi Non era un semplice argomento, ma una vera ec
non fa decorrere il termine ad appellare, se fu cezione sopra ogni altra pregiudicialissima, come
fatta ad istanza, del procuratore e non della sopra si è dimostrato, e di tale importanza che
parte. (1) merita la preoccupazione di questa Corte suprema.
Il creditore, che ottenne la dichiarazione di falli Secondo 1' art. 368 del c. p. c. la notificazione della
mento del suo debitore, non »a soggetto a risar sentenza indica la persona che l'ha richiesta, e
cimento di danni per la revoca della medesima, quella a cui si è fatta, e si eseguisce.
se risulti che agì senza colpa e per ragionevoli In questo caso è la stessa sentenza denunciata che
motivi di perdere il credito. (2) dà per costante non essere la notificazione seguita
direttamente ad istanza della parte, ma ad istanza
La Corte, ecc. — Sul primo mezzo — Questo mez
del causidico Gallarati Pietro, procuratore di Gio
zo investe la sentenza denunciata in quanto ritenne
vanni Casali. Il diritto di procedere alla notificazio
ammissibile, come non tardivamente proposto, l'ap
ne delle sentenze è indubbiamente un diritto perso
pello pel motivo che il termine per appellare non
nale riservato alle parti stesse ; nessuno può sosti
fosse quello di giorni trenta fissato per le sentenze
tuirsi ad esse ; la legge a riguardo della persona
dei tribunali in materia commerciale, ma invece
richiedente la notificazione se avesse inteso si potes
fosse quello di giorni sessanta per le sentenze dei
se comprendere il procuratore alle liti in sostituzio
tribunali civili in materia civile. Però prima ancora
ne della parte, lo avrebbe chiaramente espresso. La
di vedere quale fosse il termine applicabile in que
persona stessa della parte richiedente direttamente
sta causa, era ed è più pregiudiciale ancora il de
la notificazione della sentenza, costituente in mora
cidere, se un qualunque termine avesse potuto inco
1' altra parte e vincolante sé stessa ad accettarla
minciare a decorrere per 1' uso di quel rimedio or
in caso di non interposizione contro di essa dell'ap
dinario d'impugnazione.
pello nel termine utile, è di essenza nell' atto di no
Il decorso del termine importando la decadenza
tificazione : il semplice mandato alle liti non auto
d'un sì prezioso diritto, e d'altra parte facendo ac
rizza il procuratore che a fare quegli atti del procedi
quistare alla sentenza dei primi giudici l'autorità
mento che la legge affida al suo ministero, e fra essi
e la virtù del giudicato, era necessario che il comin
non è compreso quello di cui si tratta.
ciamento d' un cotale termine fosse contrassegnato
Adunque quella notificazione irregolare non aven
da un fatto certo ed incontrastabile cui la legge
do potuto far decorrere il termine ad appellare,
potesse attribuire siffatta efficacia. E di regola ge
l'appello era ammissibile. K cosi ebbe già questa
nerale nessuno decade mai dal diritto di appellare
suprema Corte a deciderà con sentenza 9 febbraio
finché la parte contraria non gli abbia fatto fare
1872, in causa De Monticelli ed Olmi, relativamente
una legale notificazione della sentenza ; ed è cotan
ad una notificazione seguita sull' istanza del causi
to necessario, indispensabile il regolare adempimento
dico Gallarati, procuratore alle liti del De Monti
d' una tale condizione per la misura del termine, celli.
che non si ammette equipollente ; e non qualsivoglia
Eppertanto, essendo legale la parte dispositiva della
notificazione è sufficiente, ma è mestieri che sia re
denunciata sentenza, può questa Corte suprema, se
golare nella forma, sia provocata, fatta e ricevuta
condo la sua missione di magistrato del diritto, pel
rigetto di questo mezzo, surrogare al motivo adot
(1) Si pronunziò nello stesso senso la Cassazione di Torino colla
sentenza 9 febbraio 1872, citata in quella che ora pubblichiamo (Giu
tato dalla Corte'd' appello, quello che essa aveva
risprudenza di Torino, 1872, 243), ma in senso contrario decisero le rifiutato d'esaminare (omissis).
Corti d'appello di Venezia, 10 settembre 1878, Benedetto c. Molfetti Sul terzo mezzo: — La Corte di merito si restrin
Foro it.. Rep. 178, voce Sentenza civ., n. 271) e di Perugia, 13 gen se alla ricerca del concorso, allo stato degli atti,
naio 1869 (Annali, 1869, 36).
degli elementi necessari per 1' esercizio dell' azione
(2) La sentenza della Corte d'appello di Casale, confermata dalla
Cassazione, si legge nella Giurisprudenza di Casale 1884, 111, e di risarcimento di danni dipendenti dalla provocata
nella Rassegna comm., II, 126. dichiarazione di fallimento. Volle quindi porsi, e ri
mase sul terreno dei puri fatti, non tenne presenti
Si veggano pure le seguenti sentenze della stessa Cass. di Torino1
19 dicembre 1882, Pittaluga c. Ditta Guelti, 9 settembre detto anno,
altri testi di legge che gli art. 1151 e 1152 c. c., ed
Mazza c. Guggiari (Foro it., Rep. 1882, voce Fallimento, n. 126-131) e
19 marzo 1879, Masserini c. Banca mutua popolare di Bergamo (id. il suo giudizio ed apprezzamento di puro fatto, pun
id. 1879, voce Responsabilità civ17, 18). to non influenzato da erronei preconcetti giuridici,

This content downloaded from


84.33.155.126 on Wed, 30 Sep 2020 10:47:47 UTC
All use subject to https://about.jstor.org/terms
875 PARTE PRIMA 876

non può essere soggetto al sindacato della Corte di i plessa o di un contratto, per nome, natura e ca
cassazione. ratteri propri, distinto dalla semplice obbliga
Seguendo gli insegnamenti di questa suprema zione di dare una determinata somma. (1)
Corte in una sentenza in causa Mazza c. Guggiari, Tn questa seconda ipotesi V indennità per il ritardo
che è dalla Corte stessa di Casale citata nella sua dev'essere liquidata in basì agli articoli 1218,
i

sentenza, essa ritenne che, onde colui ch6 fu dichia 1225, e 1227 dello stesso codice. (2)
rato fallito con sentenza che fu poi revocata, possa La Corte, ecc. — Omissis — Sul primo mezzo : —
a-^er ragione d'indennità contro chi tale dichiara Alle speciali emergenze di fatto sovranamente con
razione promosse colla sua istanza, richiedesi che statate dalla Corte di nitrito, applicando questa le
1' istante sia imputabile di colpa grave, ed aggiunse
ragioni di diritto, disse non già (come inesattamente
precisamente che non è necessario che abbia agito si; acccenna nel ricorso) che in massima 1' art. 1231
con dolo, raggiri o circuizioni diretti a carpire per
del o. c. non sia applicabile alle obbligazioni pecu
orrezione o surrezione l'ingiusta sentenza. Si uni
niarie derivanti da rapporti commerciali, ma che
formò nel suo apprezzamento la Corte d' appellonella di specialità del caso, nel determinare i danni re
Casale ad altra consimile massima di giurisprudenza
clamati dal Podestà, fossero da applicarsi le norme
di questa suprema Corte, e di cui nella causa pure citata
generali sancite negli art. 1218, 1225 e 1227, e non
Villoresi c. Nervo Marchand, ed accennò senza espressa
altrimenti quella particolare del 1231 succitato ed
citazione pure a quella proclamata nella causa Mas
invocato dai ricorrenti ; e disse saviamente, e ret
serini c. Mutua popolare di Bergamo del 19 marzo
tamente giudicò. Imperocché nella sana interpreta
1879, ove si pronunciò che la revoca della dichiara
zione di quest'ultimo articolo convien rannodare
zione di fallimento provocata da un creditore non lo
e tenere uniti i due concetti che vi campeggiano
sottopone a responsabilità per il danno, se esso agì
« una obbligazione, cioè, che ha per oggetto una
per ragionevoli motivi di pericolo. Fece parimente
somma di denaro ; non obbligo nel creditore di giu
allusione alla mala fede, all' intenzione di nuocere,
stificare alcuna perdita, pel ritardato pagamento ».
ma più in astratto che altro, ed in concreto il cri
Se non vi ha perdita parrebbe che mal si potesse
terio direttivo dominante l'emesso giudizio fu che
parlare di danno, eppure sempre, anche non provan
non vi era stata nemmeno colpa grave, e finì in so
dosi perdita, gli interessi legali saranno dovuti a titolo
stanza con lasciare ancora aperta la via di provare
di danno dal di della mora, perché rappresentano il
qualche fatto di grave colpa se vi è stato. I,a vio
frutto di quella somma che il creditore aveva diritto
lazione quindi degli art. 1151 e 1152 del c. c. non
di considerare come rientrata a sua disposizione nel
regge.
giorno stabilito.
Molto meno si potè violare 1' art. 370 del c. p. c.,
E nei motivi che quella particolare disposizione
che non fu applicato né era applicabile. E se per in
dettavano si scorge il vero spirito del legislatore. È
cidenza nel corso della motivazione si parla due volte
norma costante in diritto (é detto nei motivi stessi)
della lite temeraria, non si confuse certamente 1' a
che il debitore in mora deve risarcire i danni deri
zione per risarcimento di danni a causa di tale te vanti dalla medesima. Trattandosi di una somma di
merarietà, con quella che ha la base nel diritto co
danaro la legge adotta un sistema di presunzione ge
mune in conseguenza di quasi delitto.
nerale, e stabilisce che il risarcimento dei danni con
Per questi motivi, rigetta il ricorso del Casali
sisterà nel pagamento degli interessi nella misura le
contro la sentenza della Corte d' appello di Casale
del 21 marzo 1884.
gale. E tale presunzione la legge deriva da che il
creditore ha potuto fare assegnamento sulla somma
dovutagli ; ora se questa somma non gli vien pa
CORTE DI CASSAZIONE DI TORINO. gata, potrà esser costretto a ricorrere ad un impre
stito, e siccome presumesi che non lo troverà gra
Udienza 14 luglio 1885; Pres. Eula P. P., Est. Giusti,
tuito, il danno in tali condizioni di cose consisterà
P. M. Castelli (conci, conf.); Barocco (Avv. unicamente e sempre nell' interesse legale, che è la
Dina e Oliva) e Comptoir d1 escomptes diperdita Parigipresunta e indiscutibile.
(Avv. Crespi) c. Podestà (Avv. Casanova. Da ciò chiaro emerge che l'art. 1231 sia stato det
Danni — IS 1<arilo nella esecuzione del contratto — tato pel solo caso di somma determinata di danaro
fltomnta risultante da obbligazione complessa — che debbasi pngare ad epoca fissa, e non di somma
Valutazione del danni (Cod. CÌV., art. 1231, 1218, (come nella specie) che possa essere l'oggetto o il
1225, 1227). risultato di un'obbligazione complessa, o di un con
tratto per nome, natura e caratteri proprii distinto
Uar. 1231 del e. c., per il quale nelle obbligazioni dalla semplice obbligazione di dare una determinata
che hanno per oggetto una somma di danaro, i somma. Trattavasi infatti nel caso concreto di una
danni derivanti dal ritardo consistono negl'inte
serie di operazioni bancarie, quali scambio e tra
ressi legali, è applicabile solamente quando si
tratta di somma determinala da pagarsi ad e (1-2) V. la sentenza della Corte di merito, mantenuta ferma dalla
poca fissa, e non di somma che possa essere l'og Cassazione di Torino, a col. 1257, parte prima, dell'annata precedente,
getto od il risultato di un' obbligazione com e le altre decisioni richiamate in nota.

This content downloaded from


84.33.155.126 on Wed, 30 Sep 2020 10:47:47 UTC
All use subject to https://about.jstor.org/terms