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Udienza 17 giugno 1886; Pres. ed est. Basteris, P. M. Goria (concl. conf.); Assalino (Avv.

Del Re) c. Balletto (Avv. Capellini) e Sommariva


Source: Il Foro Italiano , 1886, Vol. 11, PARTE PRIMA: GIURISPRUDENZA CIVILE E
COMMERCIALE (1886), pp. 863/864-865/866
Published by: Societa Editrice Il Foro Italiano ARL

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863 PARTE PRIMA 864

la stessa La Corte, ecc. — Attesoché la sentenza


ragione è denunziat
nu
nel dispositivo pone in fatto, che colla convenzione
dichia 6 maggio 1884
espressamente stipulata fra Emilio Marina, di qual curatore
pro del falli
cui non mento di Sebastiano Sommariva,
sarebbe stato ed il Tommaso Ratto c
stata proposta mentre il Marina in detta in sua qualitàvia rinunziava a
In questo, qualunque come
azione, eccezione o diritto relativi ai con
nel p
nulla, perchè, non venendo impugnata in tempo tratti 19 luglio e 20 agosto 1875, i quali perciò di
debito servirebbe di base all'eccezione del giudicato chiaravansi efficaci ed inoppugnabili dalla massa dei
avanti il giudice competente, se il diritto già dedotto creditori, e gli stabili con quelli comprati non sog
come eccezione venisse sperimentato in via diazione.getti a conferimento nell'attivo della fallita, il Tom
Ritenuto che nella specie in disamina il Deninotti, maso Ratto rinunziava da parte sua a concorrere al
contro la domanda di manutenzione in possesso e riparto delle attività della fallita per ogni suo cre
di risarcimento dei danni proposta dal Denina, dedito, rinunziava pur anco a favore della stessa fal
dusse due eccezioni: colla prima si asserì padrone lita ad ogni suo diritto e ragione relativa ai crediti
del fondo Castellai• da lui venduto al Denina, dicendo ipotecari iscritti dopo la cessazione dei pagamenti,
che sebbene fosse trascorse» il termine di due anni fatta solo espressa riserva delle ragioni d'ipoteca sui
accordato nel relativo istromento per riscattarlo, beni di proprietà del Luigi Balletto.
potesse tuttavia esercitare tale diritto stante la Attesoché, argomentando da siffatta convenzione,
proroga accordatagli dal compratore prima del com la Corte di appello di Genova dichiarò nullo e di
pimento di due anni. In secondo luogo accagionò niun effetto l'atto di precetto, con cui il ricorrente
di simulazione il citato istromento, sostenendo che Assalino, surrogato sino alla concorrenza di lire 10,000
sotto il velame della compra e vendita si fosse sti nelle ragioni di credito di lire 20,000 appartenenti
pulato un contratto di mutuo con garanzia del detto al Ratto verso il Sommariva, intendeva di procedere
fondo. Quest'ultima eccezione respinta dal pretore ad esecuzione forzata sui beni del Balletto, giusta la
con la clausola generale di rigetto apposta al dispo riserva fatta; e la ragione del decidere fu questa,
sitivo ed anche in modo specifico. Riguardo poi alla che per la rinunzia fatta dal Tommaso Ratto, non
prima, dopo un lungo ragionamento quel giusdicente solo al riparto della attività del fallimento Somma
dichiarò con lo stesso dispositivo « doversi ritenere riva, ma anche ai suoi crediti ipotecari iscritti dopo
siccome ritiene decaduto il Lorenzo Deninotti dal la cessazione dei pagamenti, essendo estinta l'obbli
diritto di riscattare lo stabile col suaccennato atto gazione principale, era di necessità estinta l'ipoteca,
venduto al Denina Andrea »; ed il tribunale con e perciò erroneo ed illegale, tuttoché conforme ai
fermò questa pronuncia senza avvertire che la du termini letterali della transazione, doveva ritenersi
rata o l'estinzione del diritto a riscattare riguar il patto, col quale il Ratto, rinunziando ai suoi cre
dava un fondo venduto per lire 1800, e che pertanto diti verso il fallimento, si riservò l'azione ipotecaria
il valore della pronunciata decadenza, trattandosi contro il terzo possessore Balletto.
di un diritto personale, giungeva alla predetta som Attesoché, se è giusto ed inoppugnabile il principio
ma, evidentemente superiore alla competenza pre di diritto, se anzi è legge scritta che coll'estinguersi
toriale, e di cui pertanto il tribunale stesso avrebbe dell'obbligazione, si estingue l'ipoteca (art. 2029 cod.
dovuto pronunciare in prima sede di giudizio. civ.), non è meno vero che a ritenere estinta 1' ob
Per questi motivi, cassa la sentenza del tribunale bligazione, vale a dire il debito del Sommariva verso
di Mondo vi, e rinvia al tribunale di Cuneo, ecc. il Ratto, la Corte genovese fu condotta da erronee
considerazioni di diritto. Errò innanzi tutto la detta
Corte confondendo insieme la persona giuridica
CORTE DI CASSAZIONE DI TORINO.
del fallimento colla persona del fallito e giudicando
Udienza 17 giugno 1886; Pres. ed est. Basteris, che la rinunzia del Ratto al riparto dell'attività della
P. M. Goria (conci, conf.); Assalino (Avv. Del Re) fallita, non che ad ogni suo diritto e ragione rela
c. Balletto (Avv. Capellini) e Sommariva. tiva ai crediti ipotecari iscritti dopo la cessazione
Fallimento - Transazione - Rinunzia ad un cre
dei pagamenti, fatta a favore della fallita, importasse
la rinunzia assoluta dei crediti del Ratto verso la
dito - Iti serva dell'ipoteca - Validità (Cod. comm.,
persona del fallito. Con tale giudizio la Corte geno
art. 699, 815-817; cod. civ., art. 20, 29).
vese non pose mente che il curatore del fallimento
La rinuncia che, in via di transazione, un credi riveste una doppia qualità e rappresentanza giuri
tore del fallito abbia fatto, a favore della massa,dica; rappresenta cioè la massa dei creditori quando
al diritto di far valere un suo credito e di parsi tratta d'impugnare gli atti del fallito facendo va
tecipare per questo all'attivo del fallimento, non lere i diritti e le azioni proprie di essi creditori;
importa estinzione del credito verso la personarappresenta invece la persona del fallito, quando
del fallito. trattasi di esercitare i diritti e le azioni non mera
Quindi, se nell'atto di transazione il rinunciante
mente personali del fallito stesso contro i terzi; nel
siasi riservata Vipoteca che garantiva quelprimo
cre caso il curatore procede come terzo iure pro
dilo, tale riserva è valida ed efficace. prio ; nel secondo procede utendo iuribus come avente

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GIURISPRUDENZA CIVILE E COMMERCIALE

causa dal fallito a norma dell' articolo 690 codice genovese dedusse 1' estinzione del debito del fallito
commercio. Sommariva. Anche qui l'errore nasce dall'avere im
Da questa inavvertenza derivò l'errore della Corte medesimato la massa dei creditori, la persona giu
genovese d'identificare la persona giuridica del fal ridica del fallimento colla persona del fallito. Se la
limento colla persona del fallito e di considerare le Corte avesse distinto l'una persona dall'altra, le sa
rinunzie a favore della massa dei creditori come rebbe apparso chiaro quello che le parve oscuro ed
fatte alla persona del fallito, come se la rinunzia a incomprensibile; avrebbe cioè veduto che con quel
partecipare alle attività del fallimento estinguesse patto altro non si volle se non che le attività del
di diritto le ragioni di credito verso il fallito. Ora fallimento non fossero in niuna guisa toccate né di
la cosa corre in diritto ben diversamente. A tenore minuite in danno della massa dei creditori dai cre
tanto dell'antico come del nuovo codice di commercio diti del Ratto. Ratto riteneva gli stabili comprati
dal Sommariva, ed in corrispettivo rinunziava a
la chiusura del fallimento per insufficienza di attivo
restituisce i creditori nell' esercizio dei loro diritti partecipare alle attività del fallimento. Si previde
il 18
(art. 817 cod. comm. vig.; e 654 cod. comm. del casoÌ5),
che il terzo possessore Balletto, molestato dal
e giusta l'art. 815 del cod. vig., compiute le Ratto
reparin via ipotecaria, si presentasse alla massa dei
creditori chirografari per conseguire l'indennità della
tizioni della sostanza mobiliare ed immobiliare del
fallito, è bensì chiusa la procedura del fallimento, garanzia dovuta dal Sommariva, e si convenne che
ma ciascuno dei creditori conserva le sue ragioni alse la detta massa alcuna somma avesse dovuto pa
pagamento del residuo credito, e finalmente nel suc gare al Balletto o ad altri a titolo di riparto, il
cessivo art. 816 si soggiunge che non altrimenti il Ratto ne l'avrebbe rimborsata e tenuta indenne. Ma
fallito può ottenere la cancellazione del -suo nome l'obbligo del rimborso alla massa dei creditori non
dall'albo dei falliti, salvo provando di avere pagatoestingueva le ragioni di credito del Ratto verso il
integralmente i crediti ammessi nel fallimento. Que fallito; ed è appunto per esperire utilmente queste
ste disposizioni di legge fanno manifesto che le azioni azioni che il Ratto volle salva la garanzia ipotecaria
creditorie dei singoli creditori verso il fallito come dei beni posseduti dal Balletto.
ogni altra obbligazione non si estinguono che mediante Per questi motivi, cassa la sentenza della Corte
pagamento o rinunzia, o con altro dei modi contem d'appello di Genova 11 maggio 1885, e rinvia la causa
plati dall'art. 1236 cod. civ. alla Corte d'appello di Parma ecc.
Ora di pagamento o di altro dei detti modi non
è questione, e quanto a rinunzia é risaputo che le
rinunzie non si presumono, ma vogliono essere e CORTE DI CASSAZIONE DI PALERMO
spresse e certe. Udienza 20 marzo 1886; Pres. Crispo Floran, Est.
Se a ciò avesse badato la Corte, non avrebbe po Db Oonciliis. P. M. Sangiorgi (conci, conf.).
tuto dire, come disse, che è erroneo ed illegale, tut
Esazione — Unii» per indebita riscossione — Iti
toché conforme ai termini letterali dell'atto di tran
petizione dell'i ndcblto cessato l'anno del privi
sazione, il patto con cui il Ratto, rinunziando al cre
legio fiscale — Competenza (L. 20 aprile 1871,
dito in contesa verso il fallimento, si riserva l'eser
art. 30, 71, 72).
cizio dell'azione ipotecaria verso il terzo possessore
Esazione — Multa per indebita riscossione — A
Balletto. Questo fatto riguardava soltanto i rapporti
chi si devolve — Estremi per la condanna (L.
del Tommaso Ratto colla massa dei creditori; ma non
20 aprile 1871, art. 30).
i rapporti dello stesso Ratto col suo debitore Som
mariva. E se il debito di questo poteva ancora sus Scaduto V anno dopo cessato il contratto di esatto
sistere e sussisteva malgrado le rinunzie fatte a fa ria, V autorità giudiziaria e non l' amministra
vore della massa dei creditori, ben poteva sussistere tore è competente ad infliggere all' esattore la
la relativa ipoteca; e la riserva delle ragioni ipo multa del decuplo per avere riscosso più del dovuto.
tecarie contro il terzo possessore Balletto, stipulata Questa multa si devolve a favore dello Stato e non
in termini formali dal Ratto, non era né erronea, nè della parte che subì il danno.
illegale, e doveva sortire il suo pieno effetto: « quoPerchè si possa condannare alla multa non basta
ties idem sermo duas sententias exprimit, ea potis il semplice fatto della indebita riscossione ; ma
simum accipiatur, quae rei gerendae aptior est ». è necessario che da parte dell'esattore vi sia con
A questo precetto di ragione giuridica non s'attenne corso il dolo o la colpa.
la Corte genovese, quando alle rinunzie fatte dal La Corte, ecc. — La signora Pomilia citò innanzi
Ratto in favore della massa dei creditori diede una
al pretore di Monreale il signor Giovanni Giunipe
interpretazione che rendeva nullo un patto espres
ro, come rappresentante l'ex esattoria di quel Co
samente stipulato. mune pel quinquennio dal 1873 al 1877, ed esponen
Attesoché dall'obbligo assunto dal Ratto di tenere do che la madre fu Maria Ajello, di cui ella era
liberato ed indenne il fallimento Sommariva dal pa1' unica erede, era stata dal convenuto obbligata nel
gamento di qualsiasi riparto che al Ballotto o ad 1877 a pagare la tassa fondiaria per gli esercizi
altri per lui fosse dovuto in conseguenza dall'ipoteca1874 e 1875, che avea già pagato, fin dal 17 ottobre
iscritta sulla di lui proprietà, erroneamente la Corte1875, al messo Alci, rappresentante l'esattore, e

Il Foro Italiano — Volume XI — Parte I ■

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