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APPUNTI DI STORIA DELLA MUSICA

(Seconda metà del ‘300)


In questo periodo vengono ancora usate le forme fixes ma è un’età di grande
sperimentazione e di una musica tutta intellettuale più che “praticabile”.

SUMITE KARISSIMI (Antonio zagara da Teramo): Già qui nella notazione si utilizza
un codice che comprende anche i colori (ars subtilior) (note nere o rosse, piene o
vuoto, legature, codette…). Questa composizione è un saggio che il compositore
scriver per dimostrare la su abilità a comporre musica e squisitamente intellettuali,
con una scrittura complessa e ricche di sfumature molto difficoltose e quasi
impercettibili. Esso risulta spesso impossibile da eseguire in tutti i suoi particolari:
l’unico obiettivo è quello di mostrare e di togliere ogni dubbio sulla maestria
dell’autore.

Con lo stesso intento nascono, in questo periodo (durante la cattività avignonese),


nascono brani che gli storici tedeschi fanno rientrare nella categoria della “Musica
degli occhi” (Augen Musik). Es. Codex De Chantilly: ci sono spartiti che sono
disposti secondo forme bizzarre come il cuore (canzone sull’amor cortese) o a forma
di cerchio (“tout par compas”). Compaiono anche segni di mensura e proporzione.

Un altro brano che fa parte del Codex de Chantilly è una canzone per tre bassi
Fumeux fume par fumee dal testo molto insolito ed enigmatico che parla di un certo
“fumo”. La cosa interessante da notare è come la relazione verticale tra le note delle
tre linee melodiche sia legata anche al senso del testo. Sebbene questa canzone
forse abbia ci da un intento ironia, questo ci da l’idea di quanto fosse forte in questo
periodo il desiderio di sperimentazione intellettuale.

Innovazioni del 300: -cadenze (es. cadenza alla Landini)


-capacità della musica di trasmettere e tradurre emozioni ed
atmosfere

Inoltre si sviluppa un nuovo gusto per gli intervalli: non si usano soltanto quelli
perfetti di di 4 5 e 8.

Il Gimel, attestato dalla seconda metà del 400, è in realtà anteriore come pratica
musicale, si sviluppa in Inghilterra e consisteva nel far eseguire un canto dato a una
e due voci che lo raddoppiavano non solo per 4 e 5 ma anche per 3 e 6.

Falso Bordone: Una voce principale è raddoppiata con lo stesso ritmo da una
seconda voce ma alla 4 inferiore. Tuttavia in questo modo si vengono a creare delle
relazioni di 3 e 6 tra la seconda voce e una terza voce ancora inferiore (soprano -
contralto - basso).

Inoltre un altro evento fondamentale è il Concilio di Costanza 81414-1418) fu anche


teatro di un grandioso raduno di musicisti. Ovunque si spostassero, i grandi nobili del
passato si portavano infatti appresso i loro musici - trombettisti, suonatori di
ciaramelle e bombarde, suonatori di tamburelli, cantanti, arpisti e compositori. Questo
garantì un confronto e una commistione tar i diversi generi musicali delle varie regioni
d’Europa portando profonde innovazione tra i vari popoli, che scoprirono anche l’usanza
degli inglese di utilizzare 3 e 6.
Tra la fine del 300 e l’inizio del 400 agiscono in Inghilterra due maestri che
saranno di rilievo: Leonel Power e John Dunstaple. Innanzitutto sono compositori
polifonici e nelle loro composizioni sono presenti, per la prima volta nella storia, un
vario uso di 3 e di 6 (anche se non eccessive, ma notevoli). Inoltre danno vita ad una
nuova struttura compositiva che avrà grandissima fortuna: Missa su Cantus
Firmus, che è una struttura totalmente nuova che utilizza 3 e 6 (es. Beata Progenie-
Leonel Power).

Questo nuovo gusto musicale viene recepito da quello considerato il più importante
compositore del ‘400, di origine fiamminga: Guillaume Dufay. (Approfondire
biografia). Uno dei suoi lavori più rilevanti è Supremum est mortslibus bonum
pax. Qui egli utilizzata una serie di dove tecniche: falso bordone, tecninca del
mottetto ripetuto, la ripetizione delle “talee” ( come dei pattern che si ripetono)
tecnica dei colores. C’è anche una volta di “effetto speciale” (omoritmo) per cui ad un
certo punto il testo diviene perfettamente comprensibile in modo da evidenziare i
nomi a cui la composizione era dedicata: Eugenìus et Rex Sigismundus.

Dufay è considerato già dai suoi contemporanei un maestro di cappella straordinario,


conteso tra molte corti di diversi paesi. In quel periodo stava per essere terminata a
Firenze la cupola del Brunelleschi. Il papa fece regalare a Firenze una rosa d’oro e
fece scrivere a Dufay un mottetto (Nuper rosarum Flores) che utilizzava le
proporzioni della sezione aurea. Il rapporto tra le varie parti/sezioni del mottetto
rivelano una vera e propria architettura ben studiata: oltre a rispettare i rapporti della
sezione aurea, utilizzati anche per la cupola, se si uniscono le diverse sezioni si
ottiene la forma di una cupola rovesciata.

Dopo Firenze lavorerà per gli Este (Ferrara), poi tornerà dai Savoia per poi tornare
finalmente in Franca, in patria.
Dufay come ricompensa del suo lavoro aveva ottenuto una serie di benefici
ecclesiastici (terreni) a Cambrait, e lui si affretto per recarvisi e prenderne possesso.

Nell’ultima parte della sua vita egli scrisse molte messe polifoniche importanti.