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Aristotele ci offre un racconto della realtà

nella sua interezza.

Per poter comprendere il suo racconto della realtà nella sua


interezza, abbiamo bisogno di comprendere ciò che egli

intende con i termini sostanza e accidente.

Prendiamoci quindi un momento per considerare questi termini.

È importante soffermarci su questi termini


dato che hanno significati differenti nel

loro uso filosofico e tomistico più di quanto hanno


nel loro linguaggio ordinario.

In un linguaggio ordinario una sostanza è qualsiasi


campione di cose.

Per esempio, in un laboratorio di chimica, gli studenti


parleranno di varie sostanze attraverso i quali

essi pesano, masterizzano o sperimentano.

In un linguaggio ordinario, gli accidenti sono eventi


che avvengono inavvertitamente o per caso,

Come ad esempio il cadere giù dalle scale, o avere un


incidente d'auto mentre stiamo andando al lavoro.

Ma questi termini, sostanza e accidente, hanno


un significato completamente differente nella tradizione

filosofica, e in particolare nella terminologia


usata da Tommaso d'Aquino.

Per san Tommaso, la sostanza può essere intesa


sia come un esistente particolare, oppure

una forma di un esistente particolare.

Un cane particolare come Fido è una sostanza,


ma è altrettanto la forma di Fido o l'essenza

di quello che è l'essere cane.

Anche questo è chiamato sostanza.

Noi comprendiamo la sostanza grazie al contrasto


con gli accidenti.

Gli accidenti sono i fattori o i tratti della sostanza,


come sono il peso, il colore, oppure le azioni

di una cosa.

Per esempio, Fido può pesare dieci libbre ed


avere del pelo bruno ed abbaia.

Questi sono gli accidenti di Fido.

Secondo Aristotele e, al suo seguito, Tommaso d'Aquino


in questo gli accidenti non esistono
eccetto che nelle varie sostanze, e le sostanze
sono le realtà che sottolineano ed espongono

tutti quegli accidenti.

Sono chiamati sostanza perché stanno


--sotto-- gli accidenti.

Le sostanze non esistono in altre cose ma


esistono di per se in se stessi, ma è molto importante

definirli in anticipo.

Non stiamo dicendo che le sostanze esistono


indipendentemente da Dio.

L'Aquinate ha una metafisica di partecipazione


la quale ci dice che tutte le sostanze fuorché

Dio partecipano dello stesso essere di Dio.

Quando si dice che le sostanze sono indipendenti


o esistono di per se, questo viene detto contrastandoli

agli accidenti.

Non viene detto in riferimento a Dio.

È anche importante notare che per Aristotele


e Tommaso d'Aquino, le sostanze non sono entità

inerti oppure statici.

Qualsiasi cosa esista è attivo, e più una cosa ha


l'essere, più quella cosa è attiva.

Gli accidenti sono in atto e le sostanze sono


più in atto che gli accidenti di cui sono composti.

Il mondo non è un luogo per individui statici


ma per realtà in atto.

Tommaso d'Aquino pensava che nella realtà il tutto


può essere classificato a seconda della distinzione

tra la sostanza e l'accidente.

Qualsiasi cosa esista è o una sostanza


o un accidente.

Aristotele scopre nove tipologie di accidenti


nelle cose: qualità, quantità, relazione,

tempo, luogo, azione, passione, posizione,


e abito.

Le sostanze insieme a queste nove accidenti


sono chiamati le dieci categorie.

Qualsiasi essere finito appartiene ad uno


di questi dieci categorie, ma Dio li trascende

tutti dato che egli è infinito.


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