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Che cos'è l'analogia dell'essere?

L'Aquinate utilizza l'analogia per descrivere le ombre


della somiglianza fra le cose e il nostro modo

di catturare questo nel discorso.

Iniziamo con un problema.

In alcune situazioni noi facciamo uso della medesima parola


per predicare la stessa cosa di due soggetti.

Giovanni è un uomo.

Pietro è un uomo.

Noi lo chiamiamo discorso univoco.

Sono entrambi umani nello stesso significato univoco.

In altre situazioni, noi usiamo il medesimo termine per


predicare cose completamente differenti di due soggetti.

Ha dato un colpo d'occhio all'orologio. Gli ha dato un colpo


di bastone. Chiamiamo questo discorso equivoco.

La parola significa cose equivoci in contesti differenti.

Finalmente, in certe circostanza usiamo la medesima parola


per descrivere che le cose sono particolarmente

simili e parzialmente diversi.

È un uomo buono.

È un buon maglione.

Chiamiamo questo discorso analogico.

La qualità di un buon maglione descrive da una parte la bontà,


e la buona quantità del cibo

è un'altra qualità di bontà, dando l'espressione all'essere in


un'altra maniera.

Possiamo trovare del buon tempo per incontrarci, ma questo


è diverso da un buon posto dove incontrarci.

Una persona buona nel senso morale dell'essere buono


è differente dal dire un buon dipinto

di una persona basata sulla somiglianza, o la rappresentazione


della figura di quella persona nel dipinto.

Questo è quanto noi chiamiamo l'analogia orizzontale


dell'essere.

Essere e bontà si dicono in molte maniere di


categorie differenti dell'essere che noi

incontriamo in tutto l'orizzonte di questo mondo.

In seguito c'è quello che noi potremo chiamare l'analogia


verticale dell'essere.
Tutto quanto esiste in qualsiasi maniera ha l'essere
ed è buona.

Ha in essa una sorta di unità, una verità o


una intelligibilità.

E la fonte di tutto ciò che esiste?

Se Dio è la causa di tutto ciò che esiste, di conseguenza


gli effetti devono in qualche maniera corrispondere

alla causa.

Se le cose nel mondo hanno la bontà al proprio interno,


questo dovrebbe riflettere, comunque

in modo imperfetto, la bontà di Dio.

Da questo modo di pensare, puoi iniziare a


parlare di una analogia fra le creature e

Dio

Lo stesso Dio è essere e ha l'unità, la verità,


e la bontà in sé stesso perché Egli è la causa

di queste perfezioni nelle creature.

Non percepiamo questi fattori o attributi di Dio


direttamente perché noi non facciamo esperienza

di Dio in sé stesso, ma possiamo dedurre dal mondo


creato che queste caratteristiche dell'essere

devono essere presenti in Dio in una maniera


incomprensibile più elevata secondo l'analogia.

Questo per dire che Dio è veramente buono ma in una


maniera più elevata e completa, distinta da

quelle forme di bontà che si trovano nelle realtà create.

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