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TECNICA CINESE DI RICARICA

Mettetevi in piedi rivolti in direzione del sole (anche quando è nuvoloso o piove), con i piedi divaricati
alla stessa larghezza delle spalle. Chiudete gli occhi per aumentare la concentrazione e appoggiate la
punta della lingua contro il palato per unire i due canali energetici principali (Ren Mai e Du Mai, ovvero il
Vaso Concezione e il Vaso Governatore).

Alzate il braccio destro (o il sinistro, a seconda di quale sia il dominante), tenetelo disteso davanti a voi
all'altezza delle spalle con il palmo della mano rivolto verso l'alto e le dita bene aperte e dritte. Piegate
leggermente il gomito per far scorrere meglio l'energia.

Per iniziare a rilassarvi, inspirate profondamente con il naso, gonfiando prima l'addome e poi il torace,
contando mentalmente mille e uno, mille e due, fino a mille e sei; espirate con la bocca e ripetete per 3-
4 volte.

Ora focalizzatevi sul Dantian, che è posto circa 3 dita sotto l'ombelico e 2 dita all'interno dell'addome.
Mentre inspirate (con la lingua attaccata al palato) immaginate che la luce del sole confluisca verso
questo centro energetico, che inizierà così a brillare e a riscaldarsi. Espirate normalmente e ripetete la
sequenza almeno 5 volte.

Concentratevi sulla sua luminosità, poi sul suo calore e con l'immaginazione cercate di aumentarli
entrambi contemporaneamente. Quando avrete una sensazione di forza, con la mente muovete l'energia
dal Dantian a tutto il corpo, espandendo il calore e la luce in ogni sua parte, come se fosse un torrente
luminoso.

Si consiglia di praticare questo esercizio una volta al giorno per non più di 15 minuti. È preferibile
praticarlo sempre alla stessa ora, oppure quando si avverte la necessità.

Vi sentirete meglio fin da subito e dopo pochi giorni si inizieranno a notare costanti miglioramenti!»,
conclude Fabio.

TECNICA 2

Lo scopo di questa tecnica, e di tutto il pranayama in generale, è quello di accrescere l'assorbimento del
prana (energia vitale), di accumularlo e infine di ripartirlo nel corpo.
Questa tecnica consiste essenzialmente di tre fasi:

Puraka (Inspirazione)

Khumbaka (Fase di accumulo)

Rechaka (Espirazione)

Analizziamone le caratteristiche.

Puraka (Inspirazione)

Durante l'inspirazione, che deve necessariamente essere lenta, uniforme e completa, è necessario
concentrare tutta la propria attenzione sull'aria che penetra attraverso le narici. Per facilitare il compito
potrebbe essere utile mantenere gli occhi socchiusi e fissare la punta del naso: questo è solo un piccolo
espediente per evitare che la mente divaghi rendendo vano l'esercizio. Durante l'inspirazione occorre
immaginare di assorbire il prana con le narici; per facilitare la concentrazione immaginate il prana come
una luce blu brillante (o bianco oro) che penetra nelle narici. L'immaginazione gioca un ruolo
fondamentale nell'assorbimento del prana: in realtà il nostro corpo assorbe l'energia pranica contenuta
nell'aria fin dalla nostra nascita senza che noi ne siamo assolutamente consapevoli; visualizzare il prana
però aiuta a fissarne meglio l'energia.

Khumbaka (Fase di accumulo)

Durante la seconda fase dell'esercizio occorre bloccare il respiro, dolcemente, racchiudendo tutta l'aria
inspirata nei polmoni. Durante questa fase concentratevi sullo stomaco, che se volete potete guardare
per fissare meglio la vostra concentrazione, e inviatevi luce ed energia. La durata della ritenzione
dipende esclusivamente da voi; non sforzatevi oltre misura: quando la ritenzione comincia a diventare
scomoda passate alla fase di espirazione. Durante la fase di ritenzione, percepirete delle contrazioni dei
muscoli addominali.

Rechaka (Espirazione)
Durante l'espirazione si dirige il flusso di prana nell'organismo oppure su di un’area in particolare.
L'espirazione deve necessariamente essere prolungata, lenta e completa. Se non riuscite ad espirare
lentamente è segno che avete trattenuto oltre il vostro limite il respiro durante la fase precedente:
occorre quindi far durare di meno la fase di Khumbaka, in modo da poter espirare lentamente. Quando
iniziate ad espirare, sempre dal naso, immaginate una corrente di energia che si diffonde dalla regione
tra l'ombelico e lo sterno a tutto il corpo. Se avete un problema ad un particolare organo o muscolo,
potete dirigervi il flusso di prana immaginandolo come una luce brillante e che diffonde calore.
Supponiamo che avete un mal di schiena: durante questa fase dirigete l'energia accumulata verso l'area
dolorante: dopo qualche minuto si percepirà chiaramente una sensazione di calore nell'area trattata.

Durata dell'esercizio

E' necessario ripetere l'esercizio parecchie volte per 5 o 10 minuti. Se durante l'esercizio vi sentite
particolarmente affaticati, riposatevi respirando normalmente e riprendete nuovamente quando la
stanchezza sarà passata.

Posizione

Potete praticare l'esercizio sia a gambe incrociate, avendo cura di mantenere la schiena sempre ben
dritta, sia stesi, nella posizione del cadavere.

Maggiori informazioni https://www.tuttoscorre.net/news/la-ricarica-pranica/