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Il governo ci mette i miliardi del piano nazionale Industria 4.0. Per le imprese cambiano
la catena del valore e il modello di business. I consigli di una grande società di consulenza | Andrea Altelli

In pochi anni l’Italia si gioca tutto


S econdo gli ultimi dati Istat,
+1,7% la produzione destagionaliz-
zata ad agosto e +4% anno su anno,
sono un segnale positivo. Tanto più che
questi dati precedevano il piano nazionale
re un flusso produttivo integrato e otti-
mizzato in base alle esigenze del clien-
te, con ricadute positive sulla customer
experience».
L’industria 4.0 ha impatti positivi su
to. Si arriverà al 25%: entro il 2025 i
robot avanzati, affiancati ai lavoratori,
saranno più produttivi del 20%. Ma la
parte più emozionante di questa nuova
rivoluzione va molto al di là della pro-
Industria 4.0 presentato dal ministro per tutta la catena del valore. «Per le aziende duttività, si tratta di creare prodotti mi-
lo Sviluppo economico, Carlo Calenda: italiane è il momento di agire. Sebbe- gliori, con la personalizzazione su vasta
13 miliardi per promuovere gli investi- ne il percorso della rivoluzione si com- scala. Immaginiamo di poter acquistare
menti. Un piano per continuare a essere pleterà in 15-20 anni, saranno i pros- l’auto, i vestiti, il cellulare con le funzio-
il secondo paese manifatturiero in Euro- simi 5-10 a decretare chi emergerà tra ni e il design che desideriamo al costo e
pa con la quarta rivoluzione industriale. vincitori e vinti», prevede Brunelli. «Le nei tempi di un prodotto di serie. L’e-
Con quale impatto e con quali op- aziende manifatturiere devono capire commerce faciliterà tutto». L’industria
portunità per le imprese? «Ipotizziamo
che un produttore di beni utilizzi un sof- Nelle fabbriche l’8% delle operazioni è automatizzato. Si arriverà
tware innovativo per simulare una linea al 25%: entro il 2025 i robot saranno più produttivi del 20%
di produzione prima che questa entri
in funzione. Così facendo potrebbe in- come si trasformerà la loro catena del 4.0 diventa importante occasione per
tervenire in anticipo su eventuali difet- valore e quali saranno le implicazioni lo sviluppo delle economie emergenti,
ti e ottimizzarla integrando prodotto e per il modello di business. Per i forni- ma si aprono possibilità per altri. «Se ce
macchinari, ottenendo un risparmio di tori di sistemi e impianti produttivi sa- la giochiamo bene adesso, ammireremo
tempo e incrementi di flessibilità e qua- rà fondamentale crearsi competenze It una crescita sostenibile, con più ricchez-
lità», spiega Jacopo Brunelli, partner e e di sviluppo software per affrontare la za, maggiormente distribuita», sostiene
managing director di Boston consul- crescente domanda di connettività e in- Scalabre.
ting group. «Secondo esempio: l’utiliz- terazione fra sistemi». E il lavoro? L’automazione spinta
zo di tecnologie per ridurre il numero di «Le precedenti rivoluzioni industriali non è un rischio per i posti di lavoro?
prototipi e di prove durante lo sviluppo hanno generato un'enorme crescita gra- Lo scenario più probabile è analogo al-
di prodotti, con riduzioni sia di costo zie al miglioramento della produttivi- le precedenti rivoluzioni industriali: più
sia di time-to-market. Gli impatti, però, tà», ricorda Olivier Scalabre, opportunità, ma per chi avrà com-
si spingono oltre la progettazione e la senior partner e managing petenze adeguate. «Impiegando
supply chain. La possibilità di scambiare director di Bcg. «Oggi nel- tecnologie come la realtà au-
informazioni in tempo reale tra clienti, le fabbriche solo l’8% delle mentata, le aziende possono
fabbrica e fornitori, permette di crea- operazioni è automatizza- far crescere nei dipendenti
nuove abilità o ruoli com-
pletamente nuovi», suggeri-
sce Markus Lorenz, partner e
managing director di Bcg, che ha
analizzato l’impatto dell’industria 4.0
sulla Germania. «Entro il 2025, in Ger-
mania ci sarà un incremento di circa
350mila posti. Un maggiore uso del-
la robotica e dell'informatizzazione ri-
durranno sensibilmente il numero di
addetti dedicati ad attività di montag-
gio e assemblaggio. Si parla di una ri-
duzione di 610mila occupati tedeschi,
ma la perdita sarà più che compensata
da circa 960mila nuovi posti di lavoro,
soprattutto nel settore It».

40 10-11 2016