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Dispensa per 2 Cor 1,8-14

V. 8

ga&r: qui ga&r segna una “leggera” e libera connessione tra la precedente discussione
sulla sofferenza in generale (vv. 3-7) e la successiva trattazione di un’istanza specifica
nella vita di Paolo.

ou0 qe/lomen u9ma~j a)gnoei=n: una tipica “formula di rivelazione” che Paolo usa spesso per
introdurre un’importante sezione della lettera; il contenuto di a)gnoei=n può essere
espresso in modi diversi: (1) complemento diretto all’accusativo (vedi Rm 10,3; 11,25; 2
Cor 2,11); (2) peri/ + genitivo (vedi 1 Cor 12,1; 1 Ts 4,13); oppure (3) una proposizione
introdotta da o3ti (vedi Rm 1,13; 2,4; 6,3; 7,1; 1 Cor 10,1; e questo caso di 2 Cor 1,8).

u9pe\r th=j qli/yewj h9mw~n: questo sintagma preposizionale (u9pe/r = “a riguardo di”)
modifica l’intera frase, mentre la successiva proposizione introdotta da o3ti precisa il
contenuto di a)gnoei=n (Paolo vuole far conoscere ai Corinzi la natura della qli=yij, non il
semplice fatto della presenza di una tribolazione).

th=j genome/nhj e0n th|= 0Asi/a|: identifica la forma e la sintassi di questo participio.

e0barh/qhmen: analizza questa forma e commenta a proposito dell’aspetto dell’azione


indicato dal tempo.

e0caporhqh=nai: spiega questo uso dell’infinito.

kai\ tou= zh=n: spiega questo uso dell’infinito con l’articolo al caso genitivo.

V. 9

a)lla&: un uso retorico della congiunzione: “Ma non solamente questo…” oppure
“effettivamente/in realtà…”

au0toi\ e0n e9autoi=j: vedi BDF 283.4 per questa costruzione molto enfatica, nella quale la
terza persona del pronome riflessivo (e9autoi=j) è utilizzata in connessione con il
soggetto alla prima persona (au0toi/... e0sxh/kamen).

to\ a)po/krima tou= qana&tou: quale uso del genitivo abbiamo qui?

e0sxh/kamen: analizza questa forma e nota come il contesto suggerisce l’aspetto


“semplice/puntuativo” dell’azione (un “perfetto aoristico”).
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i3na mh\ pepoiqo/tej w}men: un raro caso di “congiuntivo perifrastico””, con il mh/ utilizzato
per indicare la discontinuità di una condizione esistente (“di modo che non possiamo
più fare affidamento su noi stessi...”)

e0f’ e9autoi=j: nota che pei/qw è spesso seguito da e0pi/ + dativo per denotare ciò su cui la
fiducia è basata.

tw|~ e0gei/ronti: identifica la forma e la sintassi di questo participio e commenta a


riguardo dell’aspetto dell’azione indicato dal tempo.

V. 10

e0k thlikou/tou qana&tou: un’espressione condensata nella quale il sostantivo modificato


dall’aggettivo dimostrativo thlikou/tou deve essere supplito: “da un così grande
[pericolo] di morte”; perciò il genitivo qana&tou può essere sia oggettivo che aggettivale
(genitivo ebraico).

e0rru/sato: analizza questa forma e commenta a riguardo dell’aspetto dell’azione


indicato dal tempo.

ei0j o4n h0lpi/kamen: altrove nelle lettere di Paolo forme di e0lpi/zw sono utilizzate con e0pi/
+ dativo (per denotare la base della speranza); quale diverso significato è veicolato da
questo uso del tutto particolare di ei0j + accusativo con e0lpi/zw ?

o3ti: introduce una proposizione nominale che definisce il contenuto di h0lpi/kamen.

kai\ e1ti r9u/setai: come funziona kai/ in questo contesto?

V. 11

sunupourgou/ntwn kai\ u9mw~n: identifica questa costruzione e commenta a proposito del


tipo di circostanze che vengono descritte: temporali? causali? condizionali?

th=| deh/sei: spiega questo uso del dativo.

i3na: vedi BDF § 391.5 per questo uso di i3na per esprimere risultato, invece che finalità.

e0k pollw~n prosw&pwn: questo sintagma va con il verbo principale della proposizione
(eu0xaristhqh=|) per esprimere l’“origine” del tributato ringraziamento.

dia_ pollw~n: questo sintagma va con il precedente infinito con l’articolo: “la
benedizione [concessa] a me per mezzo di molti [persone? fedeli oranti?]”.
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eu0xaristhqh=|: analizza questa forma; nota che quando è utilizzato alla voce attiva,
eu0xariste/w vuole un accusativo (ciò per cui uno ringrazia) e un dativo (la persona a cui
uno dice grazie); in questa formulazione al passivo, to\ ei0j h9ma~j xa/risma (ciò per cui
sono rese grazie) è il soggetto grammaticale del verbo, mentre e0k pollw~n prosw&pwn
esprime coloro da cui proviene il ringraziamento.

V. 12

ga&r: vedi Zerwick § 473 per questo uso “di passaggio” di ga&r: “E ora...”

h9 kau/xhsij: nota il cambiamento rispetto al termine connesso kau/xhma al v. 14, e vedi


BDF § 109.2, 4 per la distinzione tra i sostantivi che terminano in –sij e quelli che
terminano in –ma.

au3th: questo aggettivo dimostrativo è attributivo o predicativo?

to\ martu/rion th=j suneidh/sewj: quale uso del genitivo abbiamo qui?

o3ti: in questo caso, o3ti introduce una proposizione nominale che definisce il contenuto
di martu/rion.

e0n a)plo/thti kai\ ei0likrinei/a|: considera i diversi modi di interpretare questo uso di e0n +
dativo: locativo? di modo? strumentale?

tou= qeou=: quale uso del genitivo abbiamo qui? E quale elemento della frase è qualificato
da questo genitivo?

ou0k... a)lla&: nota l’uso della correctio retorica: “non [A]... ma [B]”.

e0n xa&riti qeou=: spiega questo uso di e0n + dativo e spiega il genitivo che segue.

a)nestra&fhmen: analizza questa forma, e commenta a riguardo dell’aspetto dell’azione


indicato dal tempo.

perissote/rwj: un avverbio comparativo con una forza elativa: “specialmente” oppure


“più di tutto”.

V. 13

ga&r: in questo caso, ga&r introduce una proposizione esplicativa che presenta
un’evidenza a supporto della precedente affermazione.

gra&fomen: qui il tempo presente è utilizzato per descrivere, generalmente o


globalmente, l’intero atto di scrivere la lettera da parte di Paolo (un “uso gnomico” del
tempo presente).
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ou0... a!lla... a)ll’ h1...: questa costruzione rappresenta un uso classico (ou0 + una forma
di a!lloj + a)ll’ h1) che combina in una singola costruzione due diverse formulazioni:
ou0... a)lla& (“non... ma”) e a!lla... h1 (“altre cose... che”).

a# : l’antecedente è omesso dall’ellissi: tau=ta a#.

h2 kai/: un uso avverbiale di kai/.

e0lpi/zw de/: commenta a proposito dell’improvviso passaggio dall’uso dei verbi alla
prima persona plurale fatto precedentemente (vv. 3-13a) a questo uso della prima
persona singolare.

e3wj te/louj: nota che il significato inteso in questo sintagma è determinato dal
contrastante a)po\ me/rouj al v. 14.

V. 14

kaqw_j kai\ e0pe/gnwte h9ma~j a)po\ me/rouj: un commento parentetico che interrompe il
fluire della frase: e0lpi/zw de\ o3ti e3wj te/louj e0pignw&sesqe... o3ti kau/xhma u9mw~n e0smen...

kau/xhma u9mw~n: spiega questo uso del genitivo.

kaqa&per: una variante stilistica di kaqw&j (“come”).

kai\ u9mei=j h9mw~n: nota l’ellissi dei componenti paralleli presenti nella frase precedente:
kai\ u9mei=j [e1sesqe kau/xhma] h9mw~n.

e0n th=| h9me/ra| tou= kuri/ou: quale uso del genitivo abbiamo qui?