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I FONT

come sceglierli e perchè

piccola guida per la scelta dei font


per la gestione dei testi
COME SCEGLIERE
UN FONT
Bisogna avere ben chiara la reazione
che si vuole suscitare in chi legge.

Ci sono dei componenti oggettivi da considerare:


(non si sceglie un font in base a questo mi piace perchè si,quindo lo scelgo)

LEGIBILiTY READABILITY
leggibilità di un carattere leggibilità di un testo
LEGIBILITY READABILITY
È legata alla struttura grafica del carattere viene considerato l’aspetto complessivo del
tipografico, ovvero: corpo testo, di uno o più paragrafi, o di una
pagina di un libro.
• spressore In termini di leggibilità (readability)
• grazie bisogna pensare:
• crenatura
• spaziatura • all’uso per cui un determinato font è
• interlinea stato creato
• allineamento
I caratteri che hanno una buona leggibil- (di solito a bandiera a sinistra)
ità (legibility) hanno forme convenzion- • divisione in paragrafi
ali, buona spaziatura e alto rapporto tra • utilizzo corretto di peso e dimensioni
occhi medio e corpo totale. (i font con peso roman o regular hanno un
peso medio e sono adatti ai lunghi testi.
• utilizzo corretto dell’interlinea
• giustezza della riga
IL FONT DEVE
ESSERE ADEGUATO
AL CONTESTO
(non esistono font brutti... a parte il comics sans)

Cosa rende un font adeguato?


1. SCOPO PROGETTUALE (cosa deve trasmettere)
2. ASPETTO ESTETICO (quali sono le aspettative estetiche del pubblico: parlando di messag-
gio)
3. UMORE (le sensazioni che il font può ispirare, ricordiamo la psicologia della forma)
4. SCELTE PERSONALI (devono essere sempre giustificate da una ricerca pregressa sul font)
CONSIGLI
1. PIANIFICARE UNA GERARCHIA 5. UTILIZZARE LE FAMIGLIE DI
Quanto contenuto e quanto testo si deve scrivere FONT
e decidere di quanti caratteri si ha bisogno, ex: Vedi punto 1
un font per i titoli, un font per le didascalie e uno
per il testo, oppure un font che tramite le sue
6. ATTENERSI ALLE COMBINAZIO-
varianti di peso si applichi bene ai vari ruoli
NI
in caso di tempi stretti o di indecisione fare rife-
2. GUARDARE QUELLO CHE HAN-
rimento ad accoppiamenti di font già comprovati
NO FATTO GLI ALTRI

7. ANDARE SUL SICURO CON I


3. FARE ESERCITAZIONI GRADUALI
FONT PIÙ POPOLARI
Non avere fretta di sceglier un font e fare modifi-
che graduali (cambiare spessore o inclinazione)

4. EVITARE I CLICHÈ
Evitare scelte banali o scontate (es il tr ajan
per temi storici)
LE FAMIGLIE
DI CARATTERI
Gruppi principali
La seguente lista vuole semplicemente essere
una visione panoramica di quelli che possiamo
considerare i macrogruppi principali di caratteri
tipografici.
GEOMETRIC SANS
Tipologia di caratteri che si basa su forme strettamente geometriche.

PRO: chiari, oggettivi, moderni, universali.


CONTRO: freddi , impersonali, noiosi.

ALCUNI ESEMPI:
Helvetica, Univers, Futura, Avant Garde, Akzidenz Grotesk,
Franklin Gothic, Gotham

Univers. Azkidenz Grotesk.


È un carattere senza grazie creato da Adrian Frutiger. È un carattere realist sans-serif in origine prodotto dalla
fonderia di caratteri tedesca H. Berthold AG nel 1896.
HUMANIST SANS
Tipologia di caratteri che conserva qualche caratteristica della scrit-
tura a mano, ad esempio l’alternarsi di segni più sottili a segni spessi.

PRO: moderno ma umano, chiaro ma empatico


CONTRO: anonimo, formale.

ALCUNI ESEMPI:
Gill Sans, Frutiger, Myriad, Optima, Verdana.

Gill Sans. Myriad.


È un carattere senza grazie di tipo humanist progettato Un carattere di tipo humanist sans-serif creato da Robert
da Eric Gill. Slimbach e Carol Twombly per Adobe Systems.
OLD STYLE
Detti anche “Veneziani”per via della caratteristicha forma delle grazie. Alternano spessori fini
e spessi (caratteristiche tipiche della scrittura a mano), le forme delle lettere tonde tendono a
pesare di più sulla sinistra.

PRO: classici, tradizionali, leggibili.


CONTRO: forse troppo classici e tradizionali.

ALCUNI ESEMPI:
Jenson, Bembo, Palatino, Garamond.

Palatino. Garamond.
È un tipo di carattere con grazie creato da Hermann Zapf È uno dei caratteri più usati nell’editoria. Inventato nel
nel 1948. XVI secolo da Claude Garamond.
TRANSITIONAL AND MODERN
Rispetto ai caratteri Old Style l’aspetto di questi caratteri appare più netto, geometrico e vir-
tuosistico. In particolare i font “Modern” accentuano il contrasto tra forme fini e spesse.

PRO: forti, stilosi, dinamici.


CONTRO: ambigui (nè troppo puliti, nè troppo particolari)

ALCUNI ESEMPI:
TRANSITIONAL: Times New Roman, Baskerville. MODERN: Bodoni, Didot.

Times New Roman. Didot.


È un carattere tipografico con grazie, ideato nel 1931 da È stato creato da Firmin Didot alla fine del XVIII secolo.
Stanley Morison.
SLAB SERIFS
Detti anche “Egiziani”per via della caratteristicha forma delle grazie molto spesse e a forma di
barra. Hanno forme semplici e poco contrasto tra parti sottili e spesse.

PRO: dipendono molto dal contesto, possono assumere diverse sfumature percettive.
CONTRO: dipendono molto dal contesto, difficile identificazione.

ALCUNI ESEMPI:
Clarendon, Rockwell, Courier, Lubalin Graph, Archer.

Rockwell. Courier.
È uno slab serif creato dalla Monotype Corporation e Progettato da Howard Kettler nel 1955 per assomigliare
rilasciato nel 1934. ai caratteri delle macchine per scrivere.