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' «II corpo umano non dimentica nulla~) diceva Thérèse Bertherat quan- l»
do elaborava, ormai più di quindici anni fa, il suo metodo di «antigin-
nastica». Le esperienze frustranti o negative, l'immagine che assumia-
mo di fronte al mondo esterno, i blocchi dell'emotività si riflettono sul
ll O
~
corpo in tensioni e contrazioni muscolari che tendono a diventare cro- l Z
nici insieme allo stress e alle tensioni della vita psichica. 1m
; r
Questa ginnastica dolce, non ripetitiva né affaticante, «antiginnasti-
ca» appunto, si prefigge di sciogliere le tensioni muscolari del nostro I :;: ANTONELLA FRACASSO
corpo per restituirgli l'originaria armonia. L'autrice, psicologa, già al- .(
,
lieva della Bertherat, ci insegna come raggiungere questi obiettivi at-
traverso alcuni semplici esercizi di «antiginnastica», e soprattutto ci aiu-
ta a trovare una chiave di lettura per individuare i nodi e le tensioni che
appartengono alla nostra storia personale e che vanno ascoltati e rico-
l
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'· ' "-"
nosciuti per pqter essere sciolti. " '

G P
RITROVATO
-.,.,
MANUALE 01 ANTIGINNASTlCA

Antonella Fracasso è noto nel 1955 o Padova, dove si è laureato in psicologia . Si è di-
plomato o Parigi 0110 scuola di Thérèse Bertherat e nell'81 ho portato in Italia l'Antiginna-
stica. Vive e lavoro o Milano, dove ho fondalo il centro «II Ginnasio», un centro di tera-
pie psicocorporee.

,LA TERAPIA -FATIA DI PICCOLI MOVIMENTI,


ISBN 88-344-0479~3
CHE AIUTA A SCIOGLIERE LE TENSIONI MUSCOLARI
E A TROVARE L'EQUILIBRIO PSICO-FISICO,

L. 25.000 (I.i.) 9 7
I ARMENIA
Antonella Fracasso

IL CORPO RITROVATO

ARMENIAll.. EDITORE ·

. .- ..~.} :..::.....
Prefazione

L'argomento di questo libro è l'antiginnastica, che ho impara-


to a Parigi alla scuola di Thérèse Bertherat.

Questo metodo costituisce da dieci anni la base del mio lavo-


ro terapeutico, il quale, per sua stessa natura, mi ha portata di
volta in volt~ a percorrere le strade che mi si sono presentate
d.avanti, straqe in cui la vita personale e lavorativa non si pote-
v~no e non si dovevano distinguere.

Scrivere questo libro ha costituito un'esperienza molto appas-


sionante, attraverso la quale mi è sembrato di poter raccogliere
i frutti di dieci anni di vita intensissimi.

Ho cercato di descrivere più chiaramente e più fedelmente pos-


sibile il metodo dell' antiginnastica cosi come è stato codificato
da Thérèse Bertherat, ma mi sono accorta che esso ha preso una
forma personale, forgiandosi completamente sulla mia specifica
esperienza. In questi anni, infatti, il mio lavoro ha progredito .
sviluppando sia i risvolti psicologici, ai quali questo metodo e la
mia stessa formazione mi indirizzavano, sia le problematiche della
gravidanza, della maternità e della salute nel suo insieme. Que-
sti argomenti hanno trovato quindi molto spazio nel libro.
All'interno disegni di Stefano Bianchi i
Cop}t\~ht ,~, l ~'31 . Arme.nÌ'il Edit()~ Avrei potuto sviluppare maggiormente temi quali quelli del mo-
Viale Ca' Granda, 2 - Milano vimento o dell' eziologia somatica dello squilibrio muscolare. Ho

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preferito viceversa concentrarmi sul «nocciol d '
che è l' e.sposizi~ne dei legami che intercorro~~ t~aquesto tes~o, Introduzione
t~rapeutlcal speclfi~a, .quale 1'antiginnastica, e la vitau::ei ~~~t~~~
SIeme, cos come lO II ho sperimentati.

Avrei potuto dare maggi t . .


'. . ore s rutturazlOne «scIentifica» alle mie
argoI?e~tazlOm, ma Il mio lavoro mi ha portata . il' l
feIallO~ll ~nlal~glh'che e verticali tra i fatti della vit: ~i~tt~~~~r~h~
e refaf~l~rul ogiC e e orizzontali, chiamate scientifi~he dalla scien
za u ICI a e. -

Milano, gennaio 1991


L' antiginnastica è nata e cresciuta in Occidente ed è dedicata
a chi in Occidente ci vive, a chi è abituato a parole come stress,
tensione, difesa, deformazione, perché fanno parte, ormai da mol-
to tempo, della cultura e della realtà dell'uomo occidentale.
Il terreno di base su cui si muove 1'antiginnastica è quello dei
muscoli, considerando l'individuo nella sua interezza. Dato che
la forma del corpo di una persona è fortemente determinata dal-
Ì~ stato dei suoi muscoli, le si propone di vivere il corpo piena-
mente, facendo dei movimenti che non hanno come obiettivo né
1'allenamento, né il «fare fatica». Tali movimenti sono stati stu-
diati per tonificare o allentare la muscolatura, per creare una si-
tuazione in cui la persona sia facilitata ad entrare in contatto con
se stessa ed ascoltare la storia che il suo corpo le racconta:
Questi movimenti, chiamati «preliminari», non sono ripetiti-
vi, dato che la ripetizione, comune alle ginnastiche in genere, ten-
de a produrre estraniamento da sé piuttosto che ascolto ed at-
tenzione.
Un obiettivo è anche quello di riacquistare la «forma». In questo
l'antiginnastica è in antitesi con l'opinione corrente nel mondo
occidentale, e cioè con il fatto che per essere «in forma» siano
necessari un incessante allenamento e molta fatica. Per essere in
forma basta che il nostro corpo riprenda il suo originale equili-
brio muscolare, in cui la catena posteriore non è accorciata e il
diaframma è libero di muoversi. Questa è una buona partenza
per divenire agili al punto di poter praticare 1'alpinismo, o essere
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cantanti in grado di usare il diaframma e la gola per fare uscire Capitolo I
la voce e scoprirne con emozione la potenza e la bellezza.
Ma è proprio vero che siamo nati tutti «in forma»? Salvo han- L'antiginnastica
dicap genetici, congeniti o traumatici, tutti, da bambini, aveva-
mo muscoli forti ed elastici. La schiena era lunga e diritta, la re-
spirazione libera, il torace mobile e flessibile, il collo lungo, i piedi
avevano una forma armoniosa e non erano doloranti. Lo sguar-
do era vivo, il riso e il pianto non venivano trattenuti.
Detto questo non proponiamo ora di ripercorrere tappa per
tappa tutto il cammino che abbiamo fatto sino a deformarci, an-
che se sarebbe possibile, attraverso i muscoli, leggere la nostra
storia. Non proponiamo nemmeno di interpretare, dal punto di
vista simbolico e psicologico, tutte le nostre tensioni, ma di pren-
derne coscienza prima di tutto ascoltando quello che il corpo ci
dic,e «qui ed ora».
E possibile superare queste tensioni, allentandole e ascoltan-
do quello che ci vogliono segnalare; senza contrastarle ed osta-
colarle come se fossero qualcosa di diverso da noi.
«Voglio che lei mi faccia passare il mal di schiena» è una frase
ricorrente che sentiamo nel nostro lavoro. Come se il mal di schie-
na fosse un' entità separata, un disturbo da eliminare senza mo-
dificare nient'altro di sé.
Non è possibile che qualcuno ci faccia passare il mal di schie-
na, ma è possibile però ascoltarlo, sentendo che deriva da un' ec-
cessiva tensione della muscolatura della schiena. Se allentiamo
questa tensione possiamo assumere una posizione diversa, abban-
donando gradualmente quella che lo provocava.
Cambiare posizione vuoI dire anche cambiare struttura, vuoI
dire essere disponibili nei confronti di noi stessi, mettersi in di-
scussione. VuoI dire cambiare qualcosa della propria vita in mo-
do che la nostra schiena non abbia più bisogno di farsi sentire.

lO
Thérèse Bertherat ha messo a punto il suo lavato negli anni
Settanta, a Parigi, e l'ha chiamato antiginnastica. E un' attività
che si svolge prevalentemente in gruppo, con la guida di un tera-
peuta, ma anche in sedute individuali.
Arrivai da lei dopo aver letto il suo libro. Mi trovavo in un
momento particolarissimo della mia vita perché, da poco laurea-
. ta in psicologia, ero in cerca di un lavoro ma ero anche terroriz-
~ zata all'idea di trovarlo. Da un lato infatti avevo la consapevo-
lezza che l'università era stata una grossa esperienza culturale,
un' intensa scuola di vita e un' appassionante stagione di lotte po-
litiche. Dall'altro lato però non avevo imparato un metodo di ap-
proccio terapeutico che mi consentisse di intraprendere la mia
professione con un minimo di tranquillità d'animo. Inoltre non
! mi ero ancora sottoposta a una terapia personale e avevo delle
,. I
forti resistenze ideologiche all'idea di intraprenderla. Partii per
Parigi dunque, pensando sia alla possibilità di imparare un lavo-
ro, sia con una aspettativa personale ben precisa: avevo mal di
schiena e mi sembrava un po' troppo presto rispetto all'età che
avevo! Mi accorsi in seguito, con l'esperienza professionale, che
è invece comunissimo avere mal di schiena non solo a 24 anni,
come era il mio caso, ma anche molto prima. Voglio sottolineare
meglio questo punto perché costituisce una delle caratteristiche
più originali dell' antiginnastica. Questo metodo infatti, ha il gran-
de pregio di rivolgersi a tutti coloro che, sentendo un disagio,
vogliono prenderne coscienza per cambiare e stare meglio. Que-

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coscienza, ma sarebbe pericoloso accostarcisi passivamente, pen-
sto significa che non è necessario essere classificati come malati sando di ottenere da essi, quindi dall' esterno, qualcosa che dob-
per occuparsi di se .stessi~ come spesso invece siamo portati a fa-
biamo invece cercare attentamente in noi stessi.
re nella nostra socIetà. E su questo che poniamo l'accento nei
gruppi di an~igi~nasti~a, il che non vuoI dire che le persone ma-
late o con dIsagI gr~vI non frequentino i nostri gruppi. Le une
sono spesso presenti accanto agli altri perché, come vedremo me- I Preliminari
glio più ava~t~, tutti i malesseri di tipo posturale, (ma anche tut- I movimenti dell' antiginnastica sono chiamati <<preliminarh> per-
te le malattie In generale) hanno un comune denominatore. Per- ché secondo la definizione di Thérèse Bertherat, sono quei mo-
so~alment: amo av~re, nei gruppi, persone molto eterogenee per
virdenti che preparano il corpo e tutta la persona a pote~ vivere .\ .1

eta, estraZIOne socIale, sesso, salute e professione perché è più in modo pieno. Essi non producono un gen~ral~ rilaSCIamento
stimolante, sia per me che per loro. o distensione ma tendono ad allentare le tenSIOnI nella muscola-
Uno dei più grandi meriti di Thérèse Bertherat è quello di aver tura posterio;e e ad attivare la muscolatura anteriore: L'obietti-
proposto un metodo di cura e guarigione privo di connotazioni vo è quello di creare un equilibrio tra queste due partI del co~po~
mediche o fisiotera~iche. Questo aspetto mi appassionò tantissi- un equilibrio che tutti abbiamo alla nascita, salvo deformaZIonI
n:o quando conobbI l'antiginnastica a Parigi, forse perché allora congenite o traumi, ma che P?i perdiamo gra~ualmente nel cor-
n.s~ondev~ ~ una mia costituzionale esigenza di oppor mi alla me-
so degli anni. La parte posterlOre del corpo d~ve-?ta.c?s~ ~empre
dlcma uffIcIale. Ma a tutt'oggi, con più consapevolezza di me più forte ed insieme alla forza acquista tenslO~, ~lgIdlta, CO?,-
stessa e del mondo che. ~ circo,:da, penso sia comunque un aspet- tratture muscolari. Quella anteriore, al contrano, e sempre plU
to fondamentale e ongmale di questa terapia.
A seconda di chi conduce il gruppo, l'antiginnastica può assu- deb-ole, indifesa e rilassata.
Tutto ciò è insito nella natura stessa dell'uomo. Siamo fatti
mere le caratteristiche di una terapia, perché tende alla guarigio- cosl. Tutti, chi più chi meno, vanno incontro a questo p~ogres~i­
n~ attraverso l.a:rescita e il cambiamento delle persone, oppure
vo squilibrio. Dobbiamo cercare però ~~e questo no,:\ Cl porti a
dI. ~n lavoro dI ~Ipo.~edagogico, in cui si tende ad impartire de- situazioni di disagio e malessere ecceSSIVI, dato che plU aumenta
g~ mseg-?amenuutili al benessere e alla salute dei partecipanti
la disparità tra le nostre due ~facce», quell~ anterior~ e q.uella
al gruppI. posteriore, più saremo soggettI a deformarcI e a soffnre dI una
. Durant~ le. sedu~e .di antiginnastica si compiono dei movimen-
ti attrav~rs~ 1 quali SI pr~nde contatto còn le sensazioni corporee vasta gamma di mali. ." . .
L'antiginnastica propone un nequilibno attraverso mOVImen-
e le tenSIOnI muscolari. E infatti inutile cercare di rilasciare una ti che distendono e allungano il dietro per far recuperare forza
tension,e se non si è nemmeno in grado di sentire dove essa è si- e tonicità al davanti del nostro corpo. Infatti quando sottopo:
t~ata. E n~cessario dunque favorire nelle persone la concentra-
niamo un muscolo ad una tensione, un allungamento anche dI
ZIOne su dI sé ~ la presa di coscienza, il «sentire». Questo impor- soli 100 grammi, questo muscolo è inibit?, non P?Ò pi~ contrar-
tante p~nto c:ll partenza, che di per sé è già un buon risultato, si: a questo punto entrano in azione altn muscoli dettI «antago-
no,: lo SI raggIunge attraverso ricette preconfezionate automati-
smI o ~eque~ze uguali per tutti.· La:" coscienza del co;po infatti, n~ti».
Cosl se allunghiamo la schiena, il ventre, suo antagonista, SI
.
nasce mnanzitutto dalla volontà di concedersela e non esiste nes-
contra:rà senza dover fare nulla di più.
sun m~todo~ ness~n m~vim~~to che: ce la possa garantire. I piccoli- Nei movimenti ogni persona viene lasciata libera di sperimen-
grandi mOVImentI dell antlgmnastIca, tendono a favorire questa
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In pratica Enzo incominciò a fare ese~uire ai su~i al!ievi dei
tare i propri ritmi ed i propri tempi. In questo lavoro cerchiamo
preliminari, perché vedeva troppe lordosl, tropp.e CIfOSI ch~ sa-
di imparare a ritrovare dei movimenti economici e giusti per ri-
peva non sarebbero state migliorate dal nuoto, il quale; stimo:
creare un'intelligenza muscolare in cui la parte anteriore del cor-
lando fortemente tutti i muscoli posteriori, soprattutto 1 dorsali
P? lavor~ in maniera completa e solidale con il resto. Se per esem-
e gli spinali non fa altro che peggi~rare la s~tu~zione. Il successo
pIO voglIamo sollevare la testa per guardarci i piedi stando diste-
è stato talmente evidente che ora il nuoto e dIventato un prete-
si a te.rra, all'ix:izio può essere molto faticoso. Non sentiamo quali
sto. O meglio, alle persone che vanno d~ lui. a nuotar.e per ~rin:
sono I muscoh che sollevano la testa, o più spesso crediamo che
forzarsi» e per raddrizzarsi, Enzo non dIce dI no, ma I tempI del
siano quelli della nuca o della regione lombare perché ci fanno
preliminari all' asciutto si allungano sempre di più rispetto a quelli
~ale. Ma queste zo~e contratte sono invece quelle che ci impe-
dIs~o.no quest~ m?VImento. I?o~o un certo tempo di pratica, se del nuoto vero e proprio.
Enzo ha avuto l'idea di chiamare l'antiginnastica anche ante-
arrIVIamO a SCIOglIere le tenSIOnI della nuca e della schiena riu-
ginnastica. E anch'io la considero un preliminare assolutamente
~ciremo ~ sollevare la testa non solo con queste, ma anche con
I muscoh del ventre , ed in seguito con quelli delle cosce. Tutti indispensabile a qualsiasi tipo di sport e di ginnastica.
i muscoli anteriori si associano per sollevare la testa ma c'è biso-
gno di ritrovare questo modo di organizzarsi, perché la maggior
parte di noi l'ha perduto. Ma di questo antagonismo tra la mu- Il lavoro di gruppo
scolatura anteriore e quella posteriore, scoperto e sperimentato !~
Nelle sedute di antiginnastica ognuno può servirsi dei compa- I

da Françoise Mézières, parlerò meglio in seguito.


gni di gruppo come specchio p~r scop~irsi, può servirsi del tera:
In Occidente purtroppo abbiamo generato un grande abisso che
peuta per essere guidato verso il cambIamento e soprattutto puo
s~para la mente dal corpo. Il lavoro corporeo è diventato spesso
comunicare le proprie sensazioni, derivanti da~ lavor~ co:pore~,
fme a se st~sso. Il corpo è una macchina da allenare con pesanti
ch; possono essere immagini, emozioni, atteggIamenti pSicologI-
stratagemmI che a volte, come nel caso del body building asso-
migliano più ai lavori forzati che a esercizi fisici che dovr~bbero ci, abitudini, comportamenti. . .
Nel liberare le tensioni muscolari si possono provare mfattI
portare benessere~ Molto spesso questo maltrattamento avviene
sensazioni che non sono solo corporee, ma anche psichiche, per-
ax:che a d~x;no dei ba~bini. I genitori, ossessionati dal bisogno "

l
ché tutto in noi è collegato: il corpo è una manifestazione della
dI norm~ta ~ ~alute, li por~ano a fare ogni tipo di ginnastica e
sport, afhnche il loro corpo SIa corretto, raddrizzato e irrobustito. nostra psiche e viceversa.
Lo stimolo a comunicare le sensazioni ci rende più attenti ver-
A questo proposito voglio parlare di una persona che ho in-
so noi stessi. Il saper collegare alle sensazioni corporee immagini
contrato durante un seminario da me tenuto.
ed emozioni ci aiuta a ristabilire quei canali di comunicazione
. E~zo B. è un u?mo di 40 anni, illustratore di libri per bambi-
n: e l~s~gnante dI nuoto. Arrivò da me dopo aver letto i libri
corpo-ment~ che abbiamo spesso disattivato. Qu~~to .favorisce
dI !heres~ ~ert~e~at e aver già messo in pratica i preliminari in la salute l'intuizione, l'intelligenza. Un buon equihbno musco-
eS~I deSCrIttI. MI dIsse che era entusiasta del metodo e che lo ap-
lare infa~ti si traduce anche in un migliore invio di impulsi ner-
plIcava regolarmente, da tempo, ai suoi allievi nuotatori. vosi al cervello e viceversa. «Ignoriamo che potremmo aumenta-
La cosa farebbe rizzare i capelli alla Mézières e alla Bertherat re le nostre capacità intellettuali se scoprissimo come ci orientia-
da sempre ~ontrarie a ogni sport che non sia camminare. lo l~ mo nello spazio, come organizziamo i movimenti de~ ~orpo. No?
ascoltaI CUrIosa. ci viene neppure in mente che aumentando la velocita e la preCi-
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sione degli stimoli nervosi tra cervello e muscoli, miglioriamo an- lo rendono dolorant~, sarà sempre più, difficile da rinchiudere i.n
che il funzionamento del cervello».1 una scarpa appuntid o con tacco alto che lo deforma, deforman-
Se la grande rivoluzione di Françoise Mézières è stata quella do di conseguenza, tutto il corpo. .
di ribaltare i metodi dell' ortopedia classica, scoprendo che la mu- Nel corso delle sedute si fanno piccolissimi esperimenti. Alcu-
scolatura posteriore non va rinforzata ma rilassata, la rivoluzio- ni producono uno choc, altri vengono ~ssimilati piano piano. So:
ne di Thérèse Bertherat è quella di aver creato con le sue sedute no cambiamenti millimetrici che richiedono al nostro corpo dI
di antiginnastica un momento in cui persone - che non neces- organizzarsi in una maniera completamente nuova. Magari per
sariamente rientrano nel novero dei «malati» - si possono occu- pochi secondi impariamo una possibilità di movimento che non
pare attivamente della propria salute senza rivolgersi al medico. conoscevamo, perché ci siamo serviti di muscoli diversi, che nor-
L'antiginnastica si indirizza infatti a coloro che sono alla ri- malmente sono inattivi. Abbiamo la possibilità cosi di scoprire
cerca di loro stessi, che soffrono o che stanno per soffrire, e non il nostro corpo, come se fosse la prima volta. In questa scoperta
solo a persone forzatamente individuate già come malate dalla siamo lasciati liberi: non dobbiamo conformarci a nessun pro-
medicina ufficiale. gramma, dobbiamo trovare da soli quello che è conveniente al
I movimenti dell' antiginnastica, insegnando a muoversi con nostro benessere, senza aspettare dall' esterno un' approvazione.
scioltezza e grazia naturali, tipiche di quando non si è trattenuti Spesso però per arrivare al benessere bisogna passare attraverso
dalla tensione muscolare, ci fanno sperimentare l'esperienza del- brutti momenti: quelli in cui si scopre che si è impossibilitati a
lo stare bene. Essi non servono a dare il benessere solo nel mo- compiere certi gesti, a causa di blocchi muscolari di lunga da~a.
mento in cui si compiono, ma permettono di integrare la nuova Ci si trova impotenti, rigidi di fronte ad un malessere che abbIa-
libertà di movimento in tutti i gesti quotidiani. mo sempre cercato di evitare, deformandoci. In questi momenti
Può succedere che durante una seduta di antiginnastica una critici il paziente può assumersi la responsabilità di affrontare
persona faccia un certo movimento, servendosi per esempio di il malessere per cambiare, ma può anche desistere, e rifiutare im-
una palla di gommapiuma, e questo movimento può induda a ri- plicitamente di guarire per non cambiare. Per questo a volte si
lasciare, anche solo per poco tempo, la tensione nella zona lom- può uscire da una seduta più a disagio di quando si è arrivati.
ba~e o nel tratto compreso tra le scapole, in modo che, per la Ma se riusciamo a superare l'immediata negatività delle nostre
pnma volta questa persona sappia che la sua schiena può posarsi sensazioni potremo trasformarle in uno stimolo per cambiare. Il
a terra i.q tutta la sua lunghezza senza provare dolore. Il diafram- disagio in sé non è certo positivo, ma possiam~ pren?e:ne c~­
ma, non più trattenuto dalle contratture del dorso, diventa allo- scienza, possiamo sentirne la causa e questo puo serVIrCI a eVI-
ra mobile e consente di respirare meglio ed insieme ad esso an- tarlo e a trovare l'equilibrio. '
che la schiena può espandersi e «respirare». Antiginnastica non è dunque rilassamento e sollievo, ma un
Si possono fare tante e'sperienze di questo genere fino ad inte- lavoro intenso e sconvolgente, che può certo portare a stare me-
grare questi piccoli cambiamenti di volta in volta nel proprio cor- glio, ma attraverso un cammino che può essere lungo, tortu,0so
po, nella giornata, nella vita. Un piede massaggiato con l'aiuto e pieno di pericoli, perché in ogni rigidità m~scolare ,eh: ~I va
di una pallina, o lavorato in modo da distenderne i muscoli che a visitare o a dissolvere è contenuta una stona e un slgmfIcato
che si liberano. . .
L'innovazione dell'antiginnastica è quella di fornire un luogo,
un modo per affrontare se stessi in piena libertà, facendo dei mo-
1. Thérèse Bertherat. Guarire con l'antiginnastica. Edizioni Mondadori. vimenti di allungamento e di presa di contatto con il proprio cor-
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po, mirati ad abitarlo meglio, a esserne padroni e consapevoli sen-
za esserne i controllori e i censori. FRANçOISE MEZIERES
Questo intervento su di sé ci fa prendere coscienza che lo sta-
N elio sVllupp~re il su~
' re bene è una nostra responsabilità, dunque ci stimola ad essere . . metodo Thérèse Bertherat è partita
M'" 'res di leggere il corpo umano
dalla proposta dI FJan ?I:& e~~olàke: quella anteriore e quel~
attivi e autonomi rispetto .glla nostra salute. ç
A influire positivamente sul nostro stato psicofisico non sono
come composto da ue tIpI d mu . temi contrapposti interagentl
le mani del terapeuta) non sono le medicine del medico ai quali la posteriore, che forman? ue SIS
tra di lor~..
ci rivolgiamo spesso con lo stesso spirito di quando portiamo 1'au-
f : t pista francese nasce nel 1947 da
La teona. dI questa lS10 ef.~e ma a dir poco geniale: la mu-
tomobile dal meccanico: «guardi che cos'ha e ci pensi lei a ripa-
un'osservazIOne. mo~~o semPelm~lto forte e tendenzialmente ac- _
rarla» (o ripararlo, se è il corpo). Quante volte ho constatato que-
sto atteggiamento grezzo e ignorante anche e soprattutto in per-
sone di pretesa sapienza e levatura intellettuale! scolatura postenore e se~pr il po a disegnare delle lordosi,
corciata, .tanto. c?e costnnge l corhezza. Quella anteriore è per
I benefici conseguibili mediante il semplice massaggio del ventre cioè deglI archI, In tutta ~a sua .ung debole L'occasione per fare
sono un esempio di quanto il contatto e la confidenza con se stessi
siano importanti e benefici. contro tendenzialmente 1P?t.?mc~: una pa~iente afflitta da un'e-
cl
questa verifica fu data MeZleres t da due anni un corsetto di
Nelle sedute di antiginnastica infatti, oltre a fare movimenti norme gobba. Questa onna pord~~:o nessun beneficio. Méziè-
cuoio e ferro che non ~veva Pffsioterapista si adoperò per mesi
volti al riequilibrio muscola're, si fanno movimenti e automassaggi
volti all'esplorazione e alla consapevolezza. Proponendo di mas-
saggiarsi il ventre con una sequenza particolare che favorisce i
res, che era
li t on,-:na
. allora gIOdv.~nel SI'Cl' , ma sen~a risultati. Ebbe. al-
1 meto 1 c as
movimenti peristaltici intestinali e lo scorrimento dell'energia, su a paZlen -e c . - l aziente a terra supina per applat-
lora l'idea di far dlstenddere a Pf Ile spalle vidi che mentre
le persone hanno spesso reazioni di meraviglia: «Ma come? È duro bb P n o con orza su .
tire
-. la go a.« reme .
Il d Il d na SI muoveva no appena , la zona lombare SI
qui sotto!» oppure: «è morbido!». Oppure di piacere, o ancora
di dolore o di insofferenza. C'è anche chi ha un vero e proprio re spa e e a onQ , d i le piegai le ginocchia sul ventre,
inarcava a ponte.si appIattiva
ua? o. po ma la testa si rovesciava all'indie-
rifiuto a toccarsi dicendo che ha una sensazione di sgradevolez- l b
la zona. om are l' l Il o di questa donna era sconcer-
tro con Il men~o versoli ahto: tca~ia secondo le indicazioni clas-
za e di fastidio. Quasi sempre però, subito o dopo un certo tem-
po, le persone «scoprono» che massaggiandosi provano benesse- me' 1 musco c e In eo , .
re, sollievo al dolore, beneficio per la stipsi, tanto che riescono tante per. . f are si comportavano Invece co-
siche, avremmo dovuto nn trdalla' testa ai piedi e come se questo
me se esistesse U!; solo mufco ~I Ripetei più volte l'esercizio e ot-
a utilizzare il massaggio in ogni momento in cui ne sentono l'esi-
genza.
muscolo fosse gla troPP~f or .Chiamai una collega, ed ella con-
tenni sempr~ lo stessode d~::~'che i muscoli dorsali si comporta-
Sembra la Scoperta dell'acqua calda ma quante volte stipsi osti-
he erano troppo forti e troppo ~or­
nate, aerofagie, crampi e gonfiori si sono risolti così, con un ge-
venne che bIsognava e l
vano come un solo mus,c~,o e ~
sto semplice ma che sottende calore, contatto con sé, autorassi-
curazione e autonomia. nCl'0' a trattare i suoi pazlen-
nto Mezleres InCOHil1
t'n
. A . l
tI». questo. pU
. - d il f1'lo d eIl a sua In
. tUl' zione ed i risultati. furono di 1ta _
tI seguen o . . b ndonò completamente 1 meto c as-
mente incoraggIantI che ab a t Il «metodo Mézières» nacque
sici per elaborare la s~a scoperda.
. r 'd questa onna che rl'balto' tutti i concetti
cosl, dalla g~ma
dell'ortopedIa, metten Ita Id o a pun t o con grande precisione una tec- _
20
21

I
nica che guarisce quasi tutto ciò che normalmente è COnSll..<-i ato
incurabile. Vederla lavorare è assolutamente appassionante: è'co-
me se vivesse le stesse Cose che vive il suo paziente, ed è sempre
conquistata da quello che sU,ccede durante il suo trattamento, co-
me se fosse la prima volta. E una donna piccolina, energica" con
il viso rotondo, gli occhi azzurri vivaci e curiosissimi, quasi da
bambina, un caschetto di capelli bianchi e liscissimi.
Osservando il corpo umano dal punto di vista dell' anatomia,
infatti, possiamo constatare come tra la faccia anteriore e la fac-
cia posteriore ci sia già una grossa differenza: i muscoli posterio-
ri sono più numerosi ed hanno maggiore massa e densità rispetto
a quelli anteriori.
Nella zona lombare e in quella cervicale, che per la maggio-
ranza delle persone rappresentano dei veri e propri punti «ne-
vralgici», i muscoli posteriori sono 22 nella zona cervicale con-
tro 2 anteriori, e 10 nella zona lombare contro, nella parte ante-
riore, i soli muscoli addominali.
Oltre a ciò i muscoli posteriori sono poliarticolari, cioè fissati
da più tendini e collegati spesso non solo ad una ma a due artico-
lazioni. Quelli anteriori invece oltre ad essere inferiori di nume-
ro sono monoarticolari e spesso isolati l'uno dall'altro. (Vedi fi-
gure 1 e 2).

Accorciamento posteriore

Cosl, mentre la parte posteriore, ben collegata in tutti i suoi


muscoli, è una vera e propria catena che può contrarsi tutta in-
sieme come un solo muscolo, la parte anteriore è costituita da
una linea muscolare tratteggiata, che sembra continuamente in-
terrompersi.
Secondo Mézières, l'accorciamento muscolare posteriore è la
vera causa di ogni deformazione, salvo traumi o deformazioni
congenite. All'osservazione di come la muscolatura posteriore sia
sempre contratta ed agisca come un solo muscolo, segue un'altra
importantissima osservazione: l'allungamento di uno qualsiasi dei Fig . 2
muscoli posteriori provoca 1'accorciamento del resto della mu- Fig . 1
23
22
scolatura posteriore nel suo insieme. Cosa che conferma la gran-
de solidarietà che c'è tra i muscoli posteriori nel cercare di resta-
re sempre contratti, come un esercito in difesa: se uno dei solda-
ti cede, gli altri lo rimpiazzano.
Se per esempio la zona lombare si allunga, subito il collo si
accorcia. Se si allunga invece la zona tra le scapole favorendo l'in-
sorgenza della «gobba», subito le zone di schiena inferiori e su-
periori ad essa si accorciano inarcandosi. Nel caso di cifosi (la
cosiddètta gobba) e quindi di convessità della schiena, che appa-
rentemente sembrerebbe causata da una muscolatura troppo de-
bole, se andiamo a guardare la persona nel suo insieme, notere-
mo che in qmilche punto della schiena o nel suo collo, i muscoli
sono talmente contratti da costringere ad una iperlordosi.
TI nostro occhio è attirato dalla gobba che appare come il di-
fetto più macroscopico, ma essa è solo la conseguenza di un ec-
cessivo inarcaniento, dovuto alla tensione dei muscoli posteriori
che si trovano più in alto o più in basso della «gobba». (Vedi fi-
gura 3).
Dato che dobbiamo mantenere lo sguardo parallelo all' orizzonte
non potremo certo solo inarcarci, perché finiremmo con il guar-
dare per aria. Ad ogni arco dunque siamo costretti a compensare
con una gobba per mantenerci ,«diritti». La cosa è ben visibile
in queste due figure (4 e 5).
Ad un accentuarsi della lordosi, dovuta all' accorciamento po-
steriore,. consegue un accentuarsi della cifosi.

Antagonismi

Il ventre, a causa della concavità posteriore, viene spinto al-


l'infuori. Per questo è assurdo pretendere, come si fa comune-
~ente, d~ elimi~are la pancia con la normale ginnastica: la pan-
CIa promInente e provocata senz' altro dal rilassamento dei mu-
scoli addominali, ma finché non riusciremo a rilassare i loro an-
tagonisti, situati nella zona lombare, essi non potranno mai con- Fig. 3
trarsi perché sono inibiti dalla forza eccessiva dei posteriori.
Questo stesso meccanismo si ripete in tante altre zone del cor- 25
24
po: nel collo, per esempio, la muscolatura posteriore è spesso trop-
po contratta, tanto da costringere il. collo a diventare un arco.
I muscoli anteriori, sternodeidomastoidei, sono poco tonici e la-
sciano che i loro antagonisti posteriori eseguano tutto il lavoro
di sostentamento della testa e sono da questi inibiti. Solo rila-
sciando la parte posteriore potremo attivare quella anteriore.
Cosi avviene anche nelle gambe: finché i bicipiti (posteriori)
non si rilasciano i nostri quadricipiti (anteriori) saranno molto ·
inibiti e molli.
In qualsiasi tipo di attività corporea bisogna dunque tener conto
di questo principio degli antagonismi: è inutile fare tanta fatica
per fortificare gli addominali con movimenti che interessano an-
che la schiena invece di rilasciarla e allungarla: otterremo addo-
minali solo un po' più tonici, ma avremo poi una schiena talmen-
te contratta da crearci dei problemi.
Un'altra osservazione di Françoise Mézières è che la lordosi
si sposta lungo la colonna (e anche più in giù), come un anello
lungo una corda: se eliminiamo la lordosi nella zona lombare que-
sta passerà più in alto, nella zona cervicale, o riapparirà tra le
sca,pole, o ancora sotto le ginocchia.
E inutile occuparsi quindi della 10rdosi solo 11 dove essa ci ap-
pare: per correggerla e quindi per allentare la tensione dei mu-
scoli che ne sono responsabili, dovremo occuparci del corpo in ;1
i
tutto il suo insieme. Solo allungando tutta la muscolatura poste- I
'I

riore possiamo eliminare la tensione di un tratto di essa. Altri- J,.'.

'i
menti, dato che i muscoli posteriori costituiscono un insieme mol- :[
to ben collegato e solidale, ogni tensione eliminata in basso ri- il!
comparirà in alto e viceversa.
Mézières dice che l'accorciamento posteriore è causa di ogni
deformazione perché sono i muscoli che contraendosi o rilascian-
dosi fanno prendere alle ossa determinate posizioni che sono spes- ·1

so causa di deformazione, infiammazione e dolore. Un esempio :1


semplice e diffuso è quello della famosa artrosi cervicale: le ver-
tebre del collo a poco a poco, a causa della tensione muscolare ii
che le tira e le sposta, si avvicinano e si usurano provocando gran-
de sofferenza. Solo se eliminiamo la causa dello spostamento po- : il!
i
tremo avere dei benefici: allentando perciò la tensione posterio- !
'I
27
re, non solo localmente, ma nell'insieme della muscolatura e atti-
vando la tensione anteriore per sorreggere adeguatamente la testa, Non si tratta dunque di imparare dei movimenti respiratori
le vertebre potranno allontanarsi .una dall'altra senza farci soffrire. particolari, ma di rilasciare la tensione ,dell~ m?scol~tura poste-
. ~ossiamo dunque influenzare la nostra postura e quindi la po- riore nel suo insieme, sempre durante l espIraZIOne, In modo da
SIZIone delle nostre ossa attraverso 1'azione sulla muscolatura. Le sbloccare il diaframma. .. .
ossa da sole infatti, non sono causa dei nostri malanni, come nor- Espirare a fondo, a bocca aperta, è il solo ~od~ di a:vvIcmarsi
malmente si ritiene. alla forma perfetta del torace e del ventre. DI qUi un Imp~rtan­
tissimo caposaldo del metodo Mézières: la forma determma la
funzione e non viceversa.
Rotazione interna degli arti
La catena posteriore, grande causa di deformazioni, ha poi dei ' .:

compli.ci: i n;uscoli rotatori interni degli arti, che agiscono in per- La forma determina la funzione
,I;i·
fetta smtoflla con la muscolatura posteriore pur non facendone
p~rte: e~si sono ~esponsa?ili della rotazione interna di spalle e Si crede spesso che se una persona non è in grado di ~ompiere 'lj :

gmocchia. QuestI muscoli, come i pettorali per quanto riguarda un certo movimento (come può essere appunto la resplraZl?~~)
le spalle, e gli adduttori per le ginocchia, non fanno parte della basti farglielo compiere più volte fino a «i~pararlo». Per Mezl~­
catena posteriore, ma agiscono di co'mune accordo con essa. res invece se una persona non sa o non puo fare un c~rto :nOVI-
Nelle posture Mézières, per ritrovare l'equilibrio muscolare mento è perché la sua struttura non glielo permette .. ~ilascI~nd?
si tiene conto perciò anche delle compensazioni dei muscoli ro~ la tensione che costringe la persona a una postura rIgIda, SI puo
tatori interni. Inutile per esempio allungare collo, schiena e gambe, dunque far cambiare la struttura corporea, e qu~sto fa si ch.e la
se nello stesso momento le spalle o le ginocchia ruotano all'inter- funzione venga recuperata. Se rilas~iamo ~a tensI~me po~ter1?re
no. La nostra postura subirebbe una modificazione momentanea scomp aiono le gobbe, le ~perlo:dosI, .le aSImmetrIe degh ~rtI, e
per ritornare poi come prima. ciò ci fa compiere dei mOVImentI che fmo a quel ~omento Cl sem-
bravano impossibili. La modificazione della cattIva forma, agen-
La respirazione do sulla struttura, fa recuperare la funzio~e perduta.
C'è poi un'interazione evidente di. questo tIpo anc?e per quanto
L' ori,ginalità di Mézières per quanto riguarda la respirazione riguarda la digestione: agendo sul dIaframma e rest1tuen~o al t~­
sta ?~ll affermar~ che essa non va appresa, ma liberata. Essa in- race la forma corretta, si può recuperare una buona funZIone dI-
fattI e poco ampIa e insufficiente perché il diaframma è quasi gestiva.
sempre bloccato nella fase inspiratoria. Poiché il diaframma si
l~ga alle .vertebr~ lomba~i ~ sempre comunque a causa della ten-
s,IO~e d~I muscolI postenori che esso è trattenuto e impedisce al- Rilassare la muscolatura posteriore non significa solo rilassarsi
I ana dI entrare ma soprattutto di uscire liberamente. Questo,
a lun~o, andare, produce la deformazione della gabbia toracica, Rilasciare la muscolatura posteriore significa liberare i mus~o­
perche e come se essa fosse una scatola che si deve adattare ad li anteriori antagonisti e farli lavorare, quindi non è un semplice
un coperchio, costituito dal diaframma, che tende a disporsi obli- rilassarsi e liberare tensioni. . .,
quamente. Rilassando un qualsiasi muscolo posteno~e provo.ch~amo l ac-
28 corciamento dell'insieme dei nostri muscolI posterIOrI: dunque

29
mentre ci rilassiamo e ci allunghiamo dobbiamo tener conto del assolutamente particolare per il nostro mondo occidentale: sia per-
nostro corpo in tutto il suo insieme, eliminando le possibili com- ché tiene conto dell' essere umano nella sua globalità, quindi si
pensazioni .quali sono le contratture di altri muscoli posteriori, collega ad un concetto olistico dell'uomo e della salute, sia per-
le rotazioni interne degli arti, il blocco della respirazione. . ché prevede due sistemi contrapposti (la muscolatura anteriore
Il rilassamento posteriore è un lavoro durissimo e non una pra- e quella posteriore) che interagiscono tra di loro, in una dinami-
tica rilassante, anche se può esserci questo effetto rilassante, do- · ca simile a quella yin e yang della medicina cinese.
vuto ad un migliore equilibrio muscolare ed energetico. Forse non a caso Françoise Mézières è nata in Vietnam pur
lavorando e appartenendo al mondo occidentale! Grazie infatti
alla scoperta della correlazione tra forma, struttura e funzione
La portata delle scoperte di Mézières ha saputo elaborare una terapia globale, più simile a quelle orien-
tali sintetiche e funzionali, che a quelle occidentali analitiche e
Le scoperte di Mézières, hanno portato ad un metodo, prati- frammen tarie.
cato quasi esclusivamente da fisioterapisti, che costituisce un' e- Un giorno, durante un seminario tenuto da Mézières, dopo tan-
norme rivoluzione nel campo dell' ortopedia. Con questo meto- to sentir parlare di accorciamento posteriore, mi venne sponta-
do si può arrivare a trattare moltissimi tipi di patologie, alcune nea una domanda e gliela posi: «Perché questo accorciamento po-
delle quali sono considerate ancora incurabili, salvo intervenire steriore nella razza umana?». Mi rispose un po' seccata che l'a-
chirurgicamente: dalla comune lombalgia alla scòliosi, passando veva già spiegato e ricominciò a spiegarmelo, ma io la interruppi
per artrosi, periartriti, alluci valgi, ginocchia vare, piedi piatti, dicendole che le cause le avevo capite, quello che non capivo era
sciatiche, ernie ecc. «Dato che non si è capaci di guarire allora il senso di tutto questo. Cioè perché certe persone erano cosÌ «ac-
si opera», dice Mézières. corciate» e altre no, e soprattutto perché gli uomini, in quanto
Non occorrono macchinari o attrezzature speciali: basta 1'oc- razz; , presentavano questa caratteristica. Rispose che non cono-
chio sapiente di chi pratica la fisioterapia mezièrista. sceva il motivo, che gli uomini forse sono cosÌ perché lavorano,
:, '

Questo tipo di terapia purtroppo non è molto diffusa. Accet- studiano. «Oggi, per esempio, voi tutti siete stati per ore qui se-
tarla e praticarla significa infatti mandare all'aria gli studi tradi- duti nella stessa posizione, un altro animale non l'avrebbe mai
zionali e la visione dell'uomo su cui essi si basano. Essa inoltre fatto, perciò ci si deforma!». In effetti avevo cercato con la mia
mal si accorda con la fretta e la frammentarietà dei nostri meto- domanda di farla parlare di qualche cosa di cui non ha mai volu-
di terapeutici tradizionali. Sono necessarie infatti sedute indivi- to interessarsi: la relazione tra muscoli ed emozioni. Mézières
duali di almeno un'ora, con frequenza settimanale, per tempi ab- molto semplicemente si definisce una «meccanica», affermando
ba~tanza lunghi. che le interessa principalmente ridare la forma perfetta alle per-
E una terapia che non fornisce stampelle o momentanei tam- sone che si presentano da lei: se poi questo produce anche uno
ponamenti, ma cambiamento e guarigione. Quest'ultima spesso stato di benessere mentale, tanto meglio, ma cercare le corrispon-
non è ammissibile né per le istituzioni sanitarie che finirebbero denze è per lei utile come cercare di fabbricare l'aria fritta!
per non avere più senso, né per i pazienti stessi che hanno spes-
so bisogno delle loro malattie . Per tutti coloro che invece sono
disponibili alla guarigione, il metodo Mézières costituisce una via
d'uscita, che può essere l'inizio di un percorso di crescita.
La terapia mezierista infatti concepisce una visione del corpo
30
31

,I
Capitolo II

L'unità psicosomatica

.. ~.
i
II
I
Nell'uomo i pensieri si manifestano, devono manifestarsi in
parole ed azioni. Per contro se alcuni dei nostri muscoli sono pe-
lI
rennemente contratti, non possiamo più esprimerci con libertà.
Partiamo dall'affermazione di Mézières che, come abbiamo vi-
sto, dice che è la forma a condizionare la funzione e non vicever-
sa. Arriviamo cos1 al nocciolo dell' antiginnastica, la quale dopo
aver accolto la teoria e la pratica mezieriste, le ha elaborate in
u~:' esperienza diversa, nel corso della quale le persone hanno l'op-
portunità di sperimentare la totalità corpo-mente. .

Relazione tra muscoli e comportamento

Dicevamo dell'uomo e dei suoi pensieri: aggiungiamo le emo-


zioni e proviamo ad immedesimarci ... Quando lasciamo via libe-
ra ad un pensiero o ad un' emozione ci ritroviamo a compiere un
movimento, un'azione conseguente. Se questo non avviene è per-
ché in qualche punto del nostro corpo questo fluire dell' energia
mentale viene fermato. A questo scopo ci serviamo di qualche ·· 1

muscolo che, anziché rendere in altra forma il nostro pensiero,


si contrae e resta contratto per impedire che il pensiero sia espresso
mediante un' azione. Vorremmo correre ma stiamo fermi e le no-
stre gambe, invece che lasciarci andare, ci frenano contraendosi.
Amiamo qualcuno, ma non lo manifestiamo; il petto e il torace
invece che assecondare i palpiti del nostro cuore si irrigidiscono

35
nostr~ potenzi~le amico, .le informazioni che ci permettono di
per rinchiuderli. Siamo arrabbiati, ma nessuno se ne deve accor-
,:olt.a In volta d! adattare il nostro movimento per trovare l'equi-
gere; vogliamo parlare ma stiamo zitti, le nostre mascelle allora
.hbno, usufruendo della forza e dell'energia del rimbalzo. Non
si contraggono spasmodicamente per trattenere la rabbia e le pa-
utilizzando questa energia di ritorno dobbiamo per forza spen-
role. dere sempre e solo la nostra, senza mai ricaricarci.
In pratica impegnamo la nostra forza per impedire al corpo i
I
di inscenare quello che la psiche ci comùnica. La fatica è enorme
perché dobbiamo continuamente contrastare e mascherare il fluire
I
I
Acquisire consapevolezza i
dell' energia mentale. I

L'antiginnastica fornisce un metodo, l'acquisizione di consa-


pevolezza, che è preliminare a qualsiasi attività. È un percorso
Il blocco dell'energia di conoscenza in cui riallacciamo i canali del corpo con quelli della
Ll dove i nostri muscoli sono impegnati in questo sforzo, il mente per rimetterli in comunicazione. Questo lavoro avviene
flusso dell' energia si interrompe e ci rende impacciati e bloccati rilasciando le zone di tensione del corpo che sono situate soprat-
perché non possiamo più utilizzare questi stessi muscoli per com- t~t~~ ~un?o la ~uscolatura posteriore, dando alle persone la pos-
slbilita di sentire quello che sta loro succedendo e lasciando che
piere altro che questa resistenza. .
Thérèse Bertherat paragona la muscolatura posteriore a una ti- esse comunichino le sensazioni che via via si presentano.
gre, un animale feroce nascosto nel nostro corpo. Passiamo la no- La strada per acquisire consapevolezza passa sicuramente at-
stra vita ad azzuffarci con lei diventando rigidi e sentendoci fre- traverso il riequilibrio della muscolatura, ma prosegue poi nel crea-
nati nei nostri gesti, invece di fare amicizia accettando la nostra re 1() spazio affinché la persona sia messa nella condizione di ascol-
muscolatura rispettandola. 1 tarsi e sia stimolata a comunicare di volta in volta le sensazioni
T ornando ai muscoli, a furia di bloccarli, contraendoli peren- e i mutamenti che intervengono.
nemente, diventiamo rigidi e non siamo più in grado di compie- Elaborando con l'aiuto del terapeuta queste sensazioni, che
re il percorso inverso. Non possiamo utilizzare la nostra musco- spesso derivano da emozioni e azioni trattenute vedendo ne le
latura per fare dei movimenti armonici che ci diano un senso di c?rrispon~e?ze CO? i comportamenti che spesso s~no stereotipa-
benessere psichico. Se il corpo infatti·è tutto impegnato a funge- ti, meCCanICI, pOSSIamo far sl che la mappa corpo-mente si ricom-
re da gabbia per la mente, non riuscirà nemmeno a percepire i ponga e che l'energia torni a fluire in tutte le direzioni.
segnali che provengono dall' ambiente circostante.
Se camminiamo con gambe e piedi perennemente contratti,
come fossero dei trampoli, non riusciremo a percepire dal suolo, Antiginnastica come preliminare

1. Lo stesso tipo di meccanismo lo ritroviamo nella depressione. Quando Nella mia pratica terapeutica ho visto come la consapevolezza
una persona è depressa è talmente, apatica, rinchiusa nel suo guscio che sem- sia propedeutica a qualsiasi tipo di azione. Alcuni musicisti che
bra non avere energia. Se andiamo però a fondo del problema ci accorgiamo in questi anni hanno partecipato ai miei gruppi mi hanno segna-
che spesso questa apatia è in realtà una spossatezza, un'enorme! stanchezza lato che l'armonia muscolare che avevano acquisito dava loro
che le proviene sempre da un conflitto in corso, Nello sforzo di tenere a fre- oltre a una maggiore scioltezza nel produrre la musica, anche u~
no qualcosa che non vuole accettare (per Thérèse Bertherat è la tigre!), la
persona non ha più forza ed energie a disposizione per vivere. minor bisogno di esercizio e allenamento .

36 37
, ·ii'
Anche chi fa dello sport, dopo qualche momento di smarri- esse sicurezza e a lasciare che ci rappresentino. Pensiamo che uno
mento, si accorge di possedere un corpo intelligente che non ha stesso atteggiamento, già noto e rassicurante, vada b~n~ in tutt~
bisogno di essere allenato o domato, e riesce ad acquisire una con- le situazioni. Lo facciamo nostro a tal punto da sentIrC! perduti
sapevolezza che gli permette di fare movimenti più armoniosi e se lo abbandoniamo. Ma cosl un po' alla volta ci deformiamo,
con minor fatica. perdiamo la capacità di ess~re flessibili! di adeguarci alle situa-
Ecco perché anti-ginnastica: perché non è vero che il movi- zioni, e insieme a ciò perdIamo anche il nostro vero centro, la , ;1
mento faccia bene incondizionatamente. Se non siamo in equili- nostra identità.
brio nel nostro corpo-mente faremo a comando dei movimenti Un esempio tra i tanti possibili: in questi anni ho osser~ato
incompleti, utilizzando solo una parte dei muscoli, quelli più forti che gli avvocati spesso assumono una p~s~ura ~h~ ~en lu.ngi da
e contratti. Cosl, credendo di conquistare il benessere il nostro voler generalizzare, ho definito. «avvoca.tI~la)~. ~ t1pIC~ del pe?a-
squilibrio aumenta: la parte forte diventa sempre più forte, quella listi: il torace è tutto proteso In avantI, e rIgIdo ed Immobile.
più debole resta tale. Il lavoro muscolare, tanto salutare e piace- Lo sterno è in fuori, anche q!:lando si distendono a te~ra. Il re-
vole in condizioni di armonia con se stessi e con l'ambiente cir- spiro ovviamente è bloccato. E.come se dovesse:-o cor:tInuam~n­
costante, può rivelarsi un nemico della salute se svolto in condi- te andare all' attacco senza mal poter accusare I ColPI, att~ggla~
zioni di stress e di tensione. mento che effettivamente deve essere utile nel momento In CUI
Non vogliamo condannare lo sport e la ginnastica ma segnala- si trovano in tribunale. .
re che qualsiasi esercizio fisico può fare bene a patto che sia pra- Ma fuori dal tribunale? Nella vita privata, intima? ESSI dovre~­
ticato in modo consapevole, senza automatismo, senza separa- bero poter avere un'altra postura e s~rvirs! di quella «avvocatI;
zione o allontanamento della mente e del corpo. Possiamo con- zia» solo quando è necessaria, per pOllasclarla,9u~r:d? r:~n lo e
trarre i muscoli di cui abbiamo bisogno ma poi dobbiamo rila- pi~; senza cosl confondere i piani e finire con llrrIg~dltsl. In una
sciarli quando non serve. Più spesso invece ci deformiamo poi- posizione da <danda in.resta» a~che qu~ndo stan~o chiacchierando
ché non riusciamo a lasciare la tensione e ripetiamo all'infinito con un amico davantI a un pIatto dI spaghettI. . . .
lo stesso movimento. Senza rendercene conto, per esempio, cor- Non deve stupire questo ritornare sempre agh stes,sl ~~hemI
riamo con le spalle contratte, e la corsa invece che darci benesse- anche se sono fonte di tensione o dolore. Il fenomeno e gia noto
re accentua la nostra posizione di stress: le spalle, il trapezio sem- da molto tempo ed è stato descritt,o ,da Freud .. Si tra~ta della «co~-
pre più contratti, 'il collo incassato, il·diaframma bloccato. Op- I ,. . zio ne a ripetere», cioè della ripetIzlOne contI~ua dI una ce~ta SI:
pure nuotiamo con il collo e la zona lombare sempre in tensione: I
tuazione che ha prodotto in origin~un co.nflitt? che none mal
allora le curve della spina dorsale si accentuano sempre più per- stato risolto. La persona ,si mette ~n contInUaZlOne ne?a st~~s.a
e! J(~ ; 1111111<:0/; pOlilcr;"ri Iii accorciano c tirano le vertebre, arcuando situazione perché spera dI poterla rIso~vere, ma. qu~st~ e P?sslb~­
c~a~tntl:.ttntllte la colonna cervicale e lombare.
le solo quando vengono alla coscien,za l m.eccat?-lsml. PSICO~Inam~­
ci che producono il conflitto. Altrlmentlla sltuazlOne VIene tl- '
La resistenza al cambiamento prodotta all'infini~o, ma ~ con~it~o, non viene I?~i super~to,'
Un terreno fertile per 1 conflitti e quello familIare, ed e l e-
sempio più semplice e diffuso di come si prod~ce la co~zione a
Abbiamo difficoltà ad abbandonare le pasture che conoscia-
ripetere. Ad esempio, la persona che ha avuto del problemI a causa
mo bene, che ci sono utili in certe situazioni e con le quali abbia-
mo familiarità. Siamo portati un po' alla volta ad attribuire ad di un genitore che per le più svariate ragioni era assente o n?n
era disponibile, se non ha vissuto coscientemente questa perdIta
38
39
o questo. conflitto, cercherà di ritrovarsi nella stessa situazione
che ha VIssutO. La sua famiglia infatti, per quanto fonte di dolo-
re, è la sua prim,a ,esperienza affettiva, o per lo meno la più coin-
volgente, perche e quella attraverso la quale si è cresciuti. Quan-
do allora questa persona sar~ ~e prese con la scelta del partner
vantaggiosa ma una costrizione. È una masçhera che si porta die-
tro in tutte le circostanze, anche in quelle in cui non è utile, per-
ché non è più necessario avere il controllo della situazione. La
vita sentimentale può essere una di queste. Se egli non si lascerà
andare, infatti, non potrà né amare né essere amato e ne nascerà
I
I

per costrUlre una nuova famIglIa, tenderà ad innamorarsi di chi un conflitto. Affiorerà allora la sofferenza che tanto aveva cer-
h~ l~ stesse caratteristiche del genitore, in modo da consentirgli cato di evitare.
d~ rlcr~are la stessa atm~sfera ~amil!~re. Finché non c'è la presa È noto che ci sono anche persone che durante la vita non arri-
dI COSCIenza del me~~a~Ismo! ft?che il conflitto non viene supe- vano mai veramente alla crisi, al dubbio, alla consapevolezza dei
r~t?, l~ per~~na sara Irf1me~Iabilmente attratta dallo stesso tipo propri meccanismi di difesa. Ma pagano comunque il prezzo del-
dllndividUl. N~l corpo a:rviene la stessa cosa: assumiamo la po- la propria situazione di squilibrio perché vanno facilmente in-
st;ura c.h.e C?nOscI.amo meglio perché, anche se si può rivelare fonte contro a seri problemi di salute. Non voglio però dare luogo a
dI sqUlhbno o dI dolore, è quella che ci ha aiutato a difenderci fraintendimenti: non è che l'atteggiamento difensivo sia sbaglia-
a eVltar~ o a superare dolori, delusioni, paure. ' to o dannoso di per sé: lo diventa quando non è alternato ad un
Le reSIstenze che abbiamo nell' abbandonarla sono le resisten- opposto atteggiamento di rilasciamento. Il modello potrebbe es-
ze che la maggior parte delle persone ha quando deve separarsi sere quello di un guerriero nella foresta: sta in tensione nel mo-
d.a qualcosa? d~ qualcuno che, pur nel conflitto, è stato loro vi- mento del pericolo, ma poi si distende per recuperare le forze
~lnO per anm. ~lamo port~ti istir:,tivamente a preferire quello che per poter affrontare un altro pericolo.
e nostr.o per~he lo conoscIam~ gIa, e pensiamo che non possa esi-
stere dI meglio. Per non cambIare, pOI, facciamo di tutto per man- Il.pensiero in azione
ten.ere lo stat~s-q~o e. spesso siamo anche abilissimi a nasconde- "
re il nostro disaglQ dIetro a pretesti o ad alibi dI' f Assistendo a spettacoli teatrali quali quelli dell'Odin Théatre
L 1 di erro.
a ~ce ~a una professione avviene spessissimo in base a que- di Eugenio Barba o delle compagnie dirette da Peter Brook, so-
sto crlteno, come
. vedremo anche in seguito . Comunque f '
aCCla- no stata conquistata dal fatto che gli attori si muovono, cantano
mo un esempIO, torna?do agli avvocati: è possibile che una per- e parlano armoniosamente manifestando un flusso omogeneo di
sona, che per sopraVVIvere ad una situazione familiare dolorosa movimenti in cui il testo, l'azione, il sentimento e il suono si cor-
ha as.sunto una pastura di attacco, con petto in fuori, tenda poi a relano senza freni o separazioni. La loro presenza scenica è cosÌ
s~egliere .u? lavor~ «a~ hoc», dove questo atteggiamento ben noto forte perché è la rappresentazione stessa del pensiero in azione.
SIa p~auslb~e .e qUlndl possa essere inosservato. L'aula del tribu- Un esempio chiarirà meglio quello che voglio dire. Assistevo ad
nale ~ un ali~l perfet~o e diventa allora il luogo ideale per mante- uno spettacolo costituito da un dialogo tra un prete e Dio. Era
nere il ~roprto atteggIamento stereotipato. TI nostro avvocato può un monologo perché c'era un unico protagonista. L'attore era abi- ,
'resta,re mcon~apevole per anni di questo meccanismo, fino a quan- lissimo nel passare da un ruolo all' altro. Lo spettacolo era rap-
do SI rendera conto che il suo, atteggiamento non è una scelta presentato in un chiostro e ad un certo punto mentre 1'attore stava
parlando nel ruolo di Dio al prete, entrò un pipistrello che inco-
minciò a svolazzare al di sopra della scena e del pubblico. L'atto-
2 . Interessante, a questo proposito, è il libro di Robin Norwood Do re finì il suo discorso e immediatamente cambiò ruolo, diventò
che amano troppo, Edizioni Feltrinelli. ' nne prete e, dopo aver indicato il pipistrello, disse a Dio: «E adesso
,"
i
40, 41
se sei cosl bravo come dici di essere, fallo uscire!». Poi come ne, irrigidendo e bloccando i muscoli già contratti e forti, atti-
o": I

Dio rispose: «Non so se ci riesco!» Non c'era stato nemm~no un vando cioè comportamenti stereotipati. Se siamo presi alla sprov- i
attimo di interruzione o di imbarazzo, non solo perché r attore vista e ci dobbiamo difendere useremo i comportamenti che ci
è un p:ofessionista di ,altissimo .livello, ma perché la sua rappre- sono più familiari. Tendiamo a metterci nelle posizioni che co-
sentazIone era un tutt uno con il tempo e lo spazio che stava vi- nosciamo meglio e che ci fanno sentire più al sicuro. Come nel
ven?o in que! moment~. il, pipistrello uscì dopo poco; egli disse caso del freddo, anche in tutte le altre situazioni in cui si presen-
a DIO: «GrazIe!» e contInuo senza che ci fosse mai stato un cam- ta, la tensione può avere una sua utilità, quella di proteggerei da
biamento di tono o di ritmo ..! qualche cosa che noi avvertiamo come pericoloso. Può anche non
A~che nel campo della musica, dal rock alla lirica, ci sono spet- essere più un pericolo, ma può esserlo stato un tempo, quando
tacolI che sembrano delle speculazioni intellettuali e altri in cui eravamo più piccoli e indifesi. Resta il fatto che è come se per
quello che si vede, si ode e le emozioni che vengono trasmesse noi suonasse un campanello d'allarme e finché non ne prendia-
sono un tutto omogeneo. Guardando e ascoltando certi musici- mo coscienza, continuiamo a comportarci nella maniera che co-
sti o cantanti, si ha la percezione della musica che fluisce dallo- nosciamo meglio e che ci ha permesso o di evitare o di non senti-
ro corpo allo strumento e dallo strumento a noi, in un'unica azio- re il pericolo.
ne. Il loro corpo si muove in armonia, la musica e la voce non
trovano intoppi nel loro fluire, la loro pastura non è rigida, il
collo e la nuca sono lunghi, le braccia sono libere, il petto e le L'utilità della tensione
spalle sono mobili.
È importante che ogni persona possa sperimentare che ogni
tensione ha una sua utilità. Invece di combatterla come qualche
Una reazione difensiva esemplare: il freddo. c~~a di estraneo da sé, ognuno può invece accoglierla e mettersi
in contatto con essa. Fa parte di noi, della nostra storia, della
Per capire meglio come il nostro corpo si comporti in modo nostra vita. Se riusciamo a collegarla a certi comportamenti e si-
stereotipato di fronte a una situazione di sforzo o di stress e irri- tuazioni che ei si presentano, possiamo anche coglierne le corri-
gidisca elettivamente le zone più rigide per proteggere quelle più spondenze, non tanto per ri~~rcorr~re ~a no~tra ~toria e risalire
deb?li, vi .farò un esempio banale e semplice: il freddo. Quando magari alla causa, ma per venhcare In pIeno l eqUIvalenza corpo:
a1;>bIamo freddo, come quando subiamo un'aggressione, ci difen- mente e prenderne coscienza, per poi a~ba~d.onare quello.che e
dla~o, ~ssum~ndo varie posizioni. Per esempio ci sfreghiamo le diventato un vecchio comportamento npetItlvo e stereotIpato,
man~ o lI~CrOClamo le braccia. Ho notato però che ognuno di noi che non ci sta più bene, come un vestito diventato troppo stret-
reagIsce In modo del tutto personale. Possiamo trovare chi alza to. In questo modo la persona, met~endosi in contat~o con una
le spalle, chi stringe i denti, chi si rannicchia, chi invece si mette parte di sé, può comprendere e spenmenta;e la proprIa ~er~on~­
a .~are u~a corsetta. A ognuno questa reazione sembra sempre la le ed esclusiva relazione corpo-psiche. Va ncordato che l obIettI-
plU .ovvia e na~urale. Se osserviamo meglio invece vediamo che vo del nostro lavoro non è quello di eliminare tensioni e rigidità
ogm persona rISponde al freddo come a qualsiasi altra aggressio- muscolari come fossero nemici da abbattere. Un tale programma
comporterebbe dei pericoli, perché, come abbi.amo visto, l~ ten-
sioni fanno parte di noi, sono una nostra creaZIOne e, che SIa ve-
3. Lo spettacolo era «Il mare in tasca» di e con Cèsar Brie. 'I ro o no, ci proteggono. Se le perdessimo senza nemmeno render-
42 43

. -." .:. -:
cene conto, senza che sia avvenuto un processo di cambiamento
cosciente e di assimilazione del nuovo modo di essere, potrebbe Capitolo III
essere traumatico perché ci ritroveremmo certo senza tensioni
e dolori, ma anche senza protezione.
Dobbiamo quindi far sl che ogni persona sia capace di accet-
La riappropriazione della salute
tare e rispettare la propria rigidità o la propria tensione, perché nella sua globalità
è lei che la produce e ne ha un tornaconto, un'utilità nell' econo-
mia e nell' equilibrio personali. Eventualmente si può cercare di
allentare la tensione per ascoltare che cosa racchiude. Si può af-
finare l'ascolto e mettersi in contatto con se stessi e sentire che
cosa succede. Allora magari è possibile scoprire che non è più
necessaria la tensione e la si può abbanqonare, assieme al com-
portamento corrispondente, per vivere pienamente e manifesta-
re il proprio essere nel mondo in tutte le direzioni.

'. '

;~:

44

- .. .. -.,
Affinare l'ascolto di sé :

L'antiginnastica, come altre terapie corporee, tende ad affi-


nare l'ascolto di sé attraverso i propr~ sensi. Questa importante
funzione, che si sperimenta in un primo tempo sul piano musco-
lare, porta a disimparare le cattive abitudini ed a rispettare il pro-
prio corpo. Se una persona impara ad affinare le proprie perce-
~ioni ed a rendere più viva l'attenzione, sarà più disponibile ad
accogliere i messaggi che provengono dall'interno, imparando a
non ignorarli, ma al contrario a dare l'importanza e lo spazio che
meritano. Eviterà cos1 di lasciare che i segnali, a lungo trascura-
ti, si amplifichino sino a tramutarsi in malattia. Perché la malat-
tia si presenta allora come un «accidente» inaspettato e inspiega- .
bile, rispetto al quale non si dispone di un' autonoma capacità di
comprensione e reazione. L'ascolto v'a esercitato, altrimenti ten-
de gradualmente a diminuire e, quindi, a necessitare dimessaggi
sempre più potenti. .. '
La scienza medica uHiciare non ci educa a porre in relazione .
certi segnali allo stato di salute o di malattia. In genere si atten-
de che il sintomo si trasformi in una patologia definitiva e loca-
lizzata, che diventa l'oggetto specifico della terapia.
Vediamo di proporre qua~che esempio, come il valgismo del-
l'alluce, volgarmente chiamato «la cipolla». Si tratta di una de-
formazione dell' articolazione metatarsica dell' alluce, dovuta a pro-
cessi di accorciamento della muscolatura posteriore. Il fenome-

47
no è oggetto di intervento solo quando diviene talmente invali- nari cura~e con antibtotici durante l'infanzia, o ha l'intestino che
dante, da non poter più essere trascurato. L'intervento consiste no~ fun~I~~a ben,e, ~ ~hiaro che intervenendo con antibiotici
nell' asportazione della parte ossea calcificata. In realtà si potrebbe ant1st~ffi1rucI, cortlsorucI, lo sfogo cutaneo, che rappresenta il 'san~
intervenire prima che la gravità del fenomeno renda «obbligato» tentatIvo ~el corpo di e!iminare le tossine portandole all' ester-
l'intervento chirurgico. Una terapia orientata a conseguire un rie- no, regredIsce, Esse pero restano all'interno d ll' ,
11 'l'b ' e orgamsmo co-
quilibrio muscolare, se attuata per tempo, può scongiurare un cosÌ s ., o squ~ I no aumenta e può manifestarsi in altre malattie' ben
traumatico intervento. pIU gravI. .
Un altro esempio comune è quello del mal di testa, sporadico , ,Gli esempi potr~bbero proseguire all'infinito, ma quello che
o periodico, Le cause sono spesso: tensioni muscolari, squilibri · e Importante sottolIneare è che l'ascolto dI' se' 'l' ' ' .,
h' Il l ' e umca VIa SIcura
ormonali, intossicazione di organi, come i reni, il fegato, la cisti- c, e'dCI Plorta a a sa ute, 11 migliore e più economico check-up in-
fellea, l'intestino, La terapia proposta dalla nostra medicina uf- d IVI ua e.
ficiale è inesistente. Le persone non hanno altra scelta che con-
sumare analgesici, i quali non fanno che peggiorare l'int<?ssica-
zione, facendo insorgere il mal di testa sempre più frequentemen- Assumersi la responsabilità della propria salute
te, Si stabilisce così un circolo vizioso, .
Se invece siamo portati a vedere il mal di testa come un sinto- l l,I d~rpo! se, noi sappiamo ascoltarlo, sa darci dei segnali e del-
mo, saremo spinti a cercare di migliorare il nostro stato di salu- t, In tcazIOm c~e, oppor~u~amen~e interpretati, ci portano
te, in modo che questo sintomo tenda a scomparire, E molto uti- a ;~to-cd:a e all au.to-guangIOne,. SIamo noi stessi prima anco-
le per esempio cercare di vedere in che situazione compare il mal' ra, e ilme ICO e deglI e~ami clinici, a conoscere nei ~ostro incon-
di testa e individuarne la causa. Si può procedere poi a riequili- S,~IO, nostro stato dI salute o di malattia
brare il sistema ormonale mediante adeguati integratori alimen- , II ~ontatto pr?fondo con il nostro corpo' porta, oltre ad una
tari naturali o a disintossicare gli organi interessati mediante cu- ~agg,Iore ~}tenzI~ne, anche a un maggior rispetto per se stessi
re erboristiche od omeopatiche, Si può allentare la tensione mu- c ~ SI I?~m e~t~ SI~ con un accomodamento, un cambiamento di
scolare, riposarsi, dormire, fermarsi. Un grande beneficio può es- abIt~dlm ~ dI r,It~IU, se necessario, sia con la scelta di cure e ri-
sere dato anche dalla pratica della terapia shiatsu, La persona che medI non InvaSlV1. Que·s to rispetto è la miglior m d' ,
tiva La p 'll e ICIna preven-
affina l'ascolto di sé non aspetterà la comparsa del male per cor- . revenzlo~e, ne a nostra società, si limita infatti a sot-
rere ai ripari, perché già molto prima della comparsa del sintomo toporre la popolaZIone a ,vaccinazioni o a periodiche analisi e
si è resa conto che qualcosa non va . Prendendo quindi le dovute che~~-up" Quest? modo dI fare è espressione di totale derespon-
misure terapeutiche (lo può essere anche una bella dormita!) gli s~bihz:tlIOne del sing~li individui rispetto alla propria salute che
attacchi di mal di testa diventeranno meno frequenti e via via v.lene . e eg,a ta al medICO, Questa delega produce a sua volta la
diminuirà anche l'intensità del male, rInunCIa all ascolto e alla presa a carico dI' se' e d I '
D' I 11 e proprIO corpo '
Un altro' esempio può essere quello di certe malattie della pel- , a tra parte ne a nostra società tutto il problema della s I t'
le che dipendono quasi sempre da un'intossicazione profonda do- vlene affrontato in questi termini La persona d I ' au e
. l d' ' e ega In tutto e
vuta al cattivo funzionamento dei polmoni e dell'intestino, per tutt,o a me"lc~ e,d alle istituzioni il proprio corpo ed essi lo
lsp~o)fl~l al~ I dlvlduo e lo gestiscono in maniera impersona-
La corrispondenza pelle-polmoni-intestino non è difficile da
individuare: di solito chi soffre di eczemi, psoriasi o altri sfoghi, 1
e,ISO an o o a contesto e facendolo a pezzi, per oceu arsene
accusa anche raffreddori da fieno, ha alle spalle malattie polmo- un pezzo alla volta. Il contatto tra il medico ed il pazie!e è ri-
. ,.

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49
;'1.: ,!
o,':, .

dotto al minimo, perché il medico, per rassicurare se stesso, ten- L'obiettivo è quello di stroncare il male al suo insorgere, ~ me-
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de ad usare macchinari sofisticati che lo sostituiscono ed ai quali glio, ancora prima che si manifesti. Questa strategia viene attua-
egli a sua volta delega il problema della salute del suo paziente. ta con strumenti e procedimenti che producono esiti contrari a
Cos1 facendo il medico perde la capacità di osservare la persona quelli sperati: non si muore più di TBC o di infezione; peccato
nel suo insieme. Disimparando a guardare saprà vedere sempre però che si muoia di . cancro e di AIDS.
meno e perderà anch'egli la fiducia in se stesso. Nessun macchi- Nella nostra società dai ritmi forsennati ammalarsi non è pre~
nario può sostituire la capacità umana di guardare il tutto. Assi- visto, potrebbe distoglierci dal pr~durre, ecco allora che la ma-
stiamo invece ad una proliferazione di tests, esami e misurazio- lattia diventa un tabù. :Analogamente è un tabù la morte nel mo-
ni, come se nella quantità e nella precisione di rilevazioni fram- mento in cui essa rappresenta la possibilità di sottrarsi al potere
mentarie e specialistiche potessimo trovare un sostituto alla sag- di un sistema di produzione, fondato sulla reificazionee l'alie-
gia visione intuitiva e sintetica dell'insieme. nazione del lavoro llmano.
Ma perché è cosi difficile assumersi la responsabilità di se stessi
e della propria salute? Perché è molto difficile ascoltarsi. Il non
ascolto fa sl che si attutisca la sensibilità ai segnali. La soglia del- Malattia e salute
la percezione si alza. La persona si indurisce. Per certi versi ac-
quisisce il vantaggio di elevare la soglia del dolore. Per contro Ammalarsi invec'e, se vissuto consapevolmente, costitpisce un
si accorge di un fattore di sofferenza solo quando questo ha pro- momento di riflessione e di crescita per ogni persona. E l'occa-
dotto forme patologiche gravi. sione per risanarsi, ed è un percorso di apprendimento. La salu-
Sul piano sociale questa propensione individuale ha compor- te non è assenza di malattia, ma è equilibrio dinamico tra malat-
tato la formazione di istituzioni che sono in grado di far fronte tia ;~ risanamento. Ammalarsi fa parte della vita.
momentaneamente alle ricbieste di aiuto, di protezione, di rassi- Ogni inverno mi trovo a constatare come molte persone, quan-
çurazione, di compagnia. E comodo affidarsi a chi dimostra co- do si trovano alle prese con le classiche mal~ttie da raffredda-
noscenze superiori alle nostre, però è facile sprofondare nella per- mento, siano incapaci di darsi il tempo necessario alla cura e alla
dita di consapevolezza che fa s1 che malattia, nascita e morte sia- guarigione. Molto spesso sono orgogliose di dire che non sono .
no eventi sempre più estranei a noi, alla nostra comprensione, capaci di starsene a letto con l'influenza, il mal di gola o il raf~
e quindi lontani ed inafferrabili. freddore.
D'altronde la nostra società industriale impone ritmi serratis- Si sentono forti e dinamiche e pensano che stare a casa amma-
simi. L'uomo non ha materialmente il tempo di fermarsi per ba- lati sia inutile e improduttivo. Non badano poi al fatto che !'in-
dare a se stesso, perché è spinto sempre più a lavorare e a pro- fluenza, invece che scomparire, si ripresenta anche due o tre volte
durre per poter consumare. Il tempo della cura, cos1 necessario durante lo stesso inverno, o compaiono al suo' posto altri sintomi
alla salute e alla sopravvivenza, non è previsto. La malattia è vi- come stanchezza, stress, depressione.
sta come qualcosa di estraneo all'individuo, è una specie di fasti- L'inverno è la stagione dell'ibernazione e del letargo, la natu-
dioso imprevisto, completamente inutile, ed è perciò da scongiu- ra è a riposo. Un tempo il contadino in questo periodo si riposa-
rare . Per questo ci si orienta sempre più verso una politica cosid- va, mentre paradossalmente in estate, stagione in cui noi siamo
detta di prevenzione. Cannonate di antibiotici sparate a bambi- soliti riposarci andando in vacanza, egli era nel pieno dell'attivi-
ni sani contro innocue influenze, vaccinazioni a tappeto, esami tà, in accordo con tutto il resto della natura. Anche se ora l'uo-
clinici, radiografie. mo è organizzato diversamente, questo non vuoI dire che. non

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senta più l'influenza dei cicli biologici stagionali: in inverno ten-
d~ ad ~v~re più ~isogno ~i dormire e di riposarsi, di isolarsi e Poi, per un mese, non la vedo e non la sento: scompare. Quando
dI nU~:Irsl. Non SI tratta dI.camb!are le nostre abitudini o di pas- mi richiama mi dice che ha sublto una mastectomia.
sare l mverno a letto, ma dI consIderare le malattie da raffredda- Rimango sconvolta.
mento come un'occasione per realizzare queste necessità vitali. Il giorno seguente la vedo e le parlo in privato. Le chiedo cosa
Ignorarle ~ stroncarle con i medicinali può essere molto perico- sia successo. Mi dice che era da tempo che sentiva che «qualcos~
loso per~he a lungo andare può far crescere questo bisogno di non quadrava». Si era fatta visitare dal medico e poi dal gineco-
letargo fmo a provocare malattie più gravi o la depressione. È logo. Aveva scoperto un piccolo nodulo al seno che si era subito
vano pensare c?e ci si può ri~osare in un' altra stagione: si può rivelato un tumore maligno. Di qui, operazione, chemioterapia,
farlo, !Ila non rItroveremo malIa stessa qualità del riposo inver- vacanze per ritemprarsi.
nale. E come quando si dorme di giorno invece che di notte. Invece di consolarla o confortarla le comunico quello che sen-
La malattia, in quanto espressione di una situazione di con- to: un grande freddo. Paola allora si apre e piange consapevole
flitto non.risolt~ o di un'aggressione non respinta (più in genera- che non può trovare calore se continua a trattare se stessa e gli
le e.spresslone dI un momento di crisi psico-fisica), va accettata altri con freddezza.
e VIssuta come l'occasione per una riflessione su se stessi e sul Dopo qualche tempo si decide finalmente a chiedere aiuto: non
proprio destino. . vuole più fare la. chemioterapia perché la fa stare troppo male
Ri.muovere la malattia significa perdere la preziosa possibilità e, dice: «Non sono più disposta a soffrire cosi». Le parlo, per ·
del tlsanamento, che consiste nel prendere contatto con la realtà la verità senza troppa speranza di riuscire a coinvolgerla, di una
per crescere e fortificarsi. clinica svizzera dove curano i malati di cancro con metodi natu-
. Un e!fettivo pr?cesso di risanamento coincide con l'acquisi- filli e medicina omeopatica. Paola scompare un' altra volta: in se-
ZIOne dI una m~gglore conoscenza degli elementi che hanno pro- guito mi avverte che è stata in questa clinica, ha fatto le cure
dotto .la malattIa .. 9u~sto co.nsente a~a p.ersona di cambiare per ed ora continua a praticare l'euritmia, un'attività corporea basa-
non rIprodurre plU glI stessI meccamsmi patogeni. ta sulla filosofia steineriana, la stessa su cui si basano le cure del-
la clinica svizzera.
La incontro casualmente in vacanza due anni dopo, sorriden-
Paola·, un esempio di processo di risanamento te e serena. Mi ringrazia per il consiglio che le ho dato. La sua
È. una ,donna a~ta: e? elegante. Mi appare un po' austera, non vita, mi dice, è cambiata profondamente. Ha trovato pace, sere-
sorrIde. E molto mfelice a causa del suo matrimonio. Sembra es- nità. Ora lavora, ha aperto una galleria d'arte, un sogno che si
se:e ~mprigionata in una gabbia d'oro che disprezza e odia, co- portava dentro senza mai riuscire a trovare le energie positive
stitUIta dal matrimonio con un uomo professionalmente arrivato per metterlo in pratica.
e da un ambiente sociale che vede corrotto e disumano. Ricevo periodicamente gli inviti alle mostre che si tengono nell.a
Arriva da me inviata da una mia paziente, sua amica, la quale sua galleria e ogni volta mi ritrovo commossa.
sl?e,ra che, c0D: la ~cus~ di affr.ontare dei problemi di dolori e rigi- Penso che per lei la volontà di cambiamento fosse iniziata già
dita muscolarI, SI deCIda ad affrontare altri nodi della sua vita nel momento in cui era venuta ad iscriversi al gruppo di antigin-
La iscrivo in un gruppo e Paola sembra trovare a sprazzi ·or~ nastica e sia proseguita acquisendo maggiore consapevolezza e
u? sorr~so, ora un po' di colore e di vitalità, alternati a momenti contatto con sé stessa, cosa che ha fatto s1 che i campanelli d'al-
dI apatIa e depressione. . . larme della malattia siano stati sentiti molto precocemente, tan-
to da accorgersi del male al suo primo insorgere. La malattia è
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stata poi uno strumento di crescita, maturazione e cambiamento Intervento a posteriori: l'ernia del disco
che ha coinvolto la sua vita anche negli aspetti più profondi.
Una persona ha i sintomi della sciatica: una .gamba è dolente
a partire dal gluteo e dall'alto della coscia, fino alla punta del
Salute e assenza di malattia piede. Si dice comunemente che la causa è il nervo sciatico in-
fiammato e si prescrivono anti-infiammatori e analgesici locali
Non dobbiamo fare confusione tra salute e assenza di malat- o per bocca. A breve termine si ottiene un effetto calmante, ma
tia. Spesso si crede che le due cose coincidano. In realtà l'assen- i farmaci di per sé intossicano l'organismo e possono anche au-
za di ~alattia è una chimera. È come immaginare un mondo di mentare l'infiammazione.
solo ~10rno senza notte, di nascite senza morti, di sorrisi senza Questa patologia può essere esaminata da un più ampio punto
rabbIe. di vista. Nella maggior parte dei casi chi soffre di sciatica pre-
Viceversa,' abbiamo già detto come la salute consista nella ca- senta anche o una rotazione dell'ultima vertebra lombare o uno
pacità ?i J?ovime~to e ~i cambiamento, nel procedere attraver- schiacciamento della medesima vertebra sulla prima sacrale.
so stati dI malattIa e dI guarigione. Dato che il nervo sciatico passa proprio tra queste due verte-
L~ cultura ~ominante si ?as~ su di uno schema di ragionamen- bre, se proviamo ad allentare la tensione della muscolatura po-
to dI qu~sto tIpo: la malattIa VIene considerata come un elemen- steriore, che è il fattore determinante i fenomeni di rotazione
to negatIVo, da «mettere fuori» per poter essere «combattuto» o di schiacciamento, vedremo che le vertebre ritroveranno la lo-
e <~debellato», come fosse qualcosa di esterno e diverso da sé ro giusta distanza ed il nervo sciatico ne otterrà beneficio.
. E talmente difficile ammettere e riconoscere l'esistenza den~ Per ottenere questo risultato abbiamo avuto bisogno solo di
t~~ di sé, di. sentimenti o elementi negativi, ·che più facil~ente -~vedere» la persona tutta intera e di agire s'n un esteso insie-
. SI e. propensI a ~onsiderarli a noi estranei, isolandoli e scinden- me di fattori, e non solo su quelli direttamente collegati al sin-
.doh da~a pròp~Ia persona. Questo processo, detto schizofrenico tomo.
paranolde ne1linguaggio psicologico, sta alla base di tutta la cul- Per questa via è possibile ottenere una soluzione più stabile
tura medica dominante. del problema. Infatti soltanto i paraocchi ci portano ad infierire
Una .volta. c~c~scritto il male, si POSSO?O seguire due tipi di con farmaci chimici sul povero nervo sciatico, il quale, costretto
proce~hmentI, attI a debellarlo. Il prImo SI attua successivamen- tra le due vertebre, continua ad essere sempre più infi~mmato
te ~'lflso~g~re de! male ed è costituito dalla soppressione siste- ed in più intossicato.
n:atlca del SIr;ttoml. Un caso tipico, oltre a quelli citati all'inizio Pochi però sanno di dover allentare la muscolatura posteriore,
dI qu.esto capItolo, è quello della «cura» della sciatica e dell' ernia perciò continuano ad irrigidirla.
del dIsco, cosi come viene praticata dalla nostra medicina ufficiale. Le vertebre vengono lasciate nella condizione di avvicinarsi
Il secondo procedimento si attua invece preventiva mente e si ancora di più fino a far fuoriuscire il disco intervertebrale, nello
propone di impedire l'insorgere del male, come avviene nel caso stesso punto in cui si presentava lo schiaccia mento o in un altro.
della vaccinazione di massa .obbligatoria. Dopo la sciatica dunque è la volta dell'ernia del disco. A que-
sto punto, sempre se non si interviene con un riequilibrio mu-
scolare, c'è l'operazione chirurgica, che consiste nell'ablazione
del disco. .
Un vero trionfo per il medico che crede di estirpare la causa

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di tant~ sofferenza, Una vera atrocità per il paziente che speri-
mentera: Il problema è che la stimolazione dei processi immunitari può
1) Un ,taglio ~essuti e terminazioni nervose e quindi un'inter-
?i essere pericolosa e ancora molte cose devono essere scoperte in
ruzIone dI cIrcolazione sanguigna, energetica e nervosa La questo campo.
par,te resterà ~~mpre più isolata dal resto del corpo e quindi Le reazioni alle sostanze inoculate non sempre sono protetti-
~ara semp~e pIU ~oggetta a riammalarsi. Se noi pensiamo che ve; in un numero di casi disgraziatamente troppo alto, esse sono
m ~enere il taglIo viene fatto nella zona lombare vici n ' nocive: provocano lesioni cellulari e tessutali che si manifestano
ren~ed alla v~s~ica, ~ ancora peggio, perché dal p~nto df v~~ nell' organismo per tutto il tempo in cui la sostanza estranea vi
s~a ella m:~IcI,na ~1Oese, !a sciatica, si accompagna proprio petmane. ,
a ,~no squilI,bno dI questI due mendiani, E noto purtroppo che molto spesso si verificano, in seguito
2) pn ,1O~ossicazione, dovuta agIi anestetici ed ai calmanti, la qua- alle vaccinazioni, casi di meningite, sclerosi a placche, polinevri-
e ISI npercu~te! oltre al resto, anche sui nervi e quindi anch ti, psoriasi, herpes e addirittura le stesse malattie contro le quali
su nervo SClatlco, e si voleva vaccinare. Non esistono statistiche ufficiali a questo ri-
3) Un mig1iora!lle~ to, c~e può ,durare su per giù da qualche me- guardo, perché non si vuole mettere in relazione la vaccinazione
s~ a~ un palO dI an01, segUito quasi invariabilmente da una con il verificarsi della malattia, ma esistono associazioni di me-
d
rI,c~ u~a: un al~ro disco in genere fuoriesce, dato che le con-
IZlOO1 generalI non sono mutate,
dici e genitori o pazienti, che cercano di sensibilizzare l'opinio-
ne pubblica diffo'ndendo statistiche e casi verificatisi.
4) ~~ gener~le a~~assamento delle difese immunitarie, dovuto Un' altra osservazione paradossale è questa: se guardiamo at-
a~ ~~macl e a~ ~~t~rvento ,chirurgico, Questo accresce ancor tentamente le statistiche ufficiali ci rendiamo conto che le varie
dI plU la posslbihta della ncomparsa dei sintomi dell . ' , e~idemie sono regredite sia nei paesi <<vaccinati» che in quelli non
ca dato che , , ' d' a SCIatl-
" , essa e gla l per sé un segno di depressione im «vaccinati», quindi attribuire la regressione delle malattie alla vac-
mu01tana. l -
cinazione obbligatoria è errato. Bisogna considerare altri fatto-
ri, quali ad esempio il miglioramento delle condizioni igienico-
sanitarie, i quali concorrono a far regredire le malattie. Le vacci-
Intervento a priori: le vaccinazioni nazioni, infatti, anche se praticate sistematicamente su intere po-
polazioni non hanno impedito il ritorno delle epidemie.
Può sembrare un'ere~ia criticare oggi le vaccinazioni di mas-
~t' chI se!llbran~ ~ver ,rIsolto problemi gravi come il diffondersi I Attenzione però: spesso le statistiche, a causa dei grossi inte-
ressi economici che stanno alla base delle vaccinazioni obbliga-
I ma a.ttle q~ah. ~ v~lOlo, la poliomielite, la difterite ecc torie, vengono alterate o manipolate. Ecco alcuni esempi: vedi
VaccInare sIg01ftca 100culare elementi microbicl' . l" grafici a pago 58.
sicità att t o VIra I a tos-
b' enua a ~der 'p rovocare una leggera malattia in generale In pratica vaccinando permettiamo che vengano immesse del·
e01~na e ~on eVI ente che, facendo scattare nell' or a . le tossine nel nostro organismo e ancor peggio in quello dei bam-
raettazioneddllifensivla, ~ovrebbe immunizzarlo contro ~n:n~he~i~~: bini piccolissimi, iI cui sistema immunitario si deve ancora stabi-
acco e a ma attla stessa. , lizzare. Queste tossine, che l'organismo non ha la forza di espel-
lere, restano in circolo, e la malattia rimane latente nell'indivi-
1. M. Deotto Salimei Cu~'" na' l ' , .. duo e quindi nell'intera popolazione, indebolendola.
SA VAI. ' ,.. .tlra t per steropostttvità e AIDS, Edizioni
La vaccinazione ha però un grosso potere tranquillizzante per
la popolazione: ci sono campagne-stampa propagandistiche mar-
56
57
Cantone dt Ginevra
tellanti, che promettono il solito debellamento del male, attri-
Cantone di Vaud
(vaccinato)
dal 1932 al 11140
(non vacclnalo)
dal 1932 .119~0
buendo alle vaccinazioni la scomparsa di alcune malattie_ In realtà
\
, il problema si è solo spostato: non ci si ammala più di malattie
\
100
\
\
130 \
\
come vaiolo, TBC, poliomielite, anche perché esse sono in re-
\ tOO
\
\
\
\ gressione spontanea (non è forse regredita anche la peste nel 1400
\
,\ \ senza nessuna vaccinazione?), ma però si assiste auna diffusione
50
\
\
\
, massiccia di altre malattie come CANCRO e AIDS.
\ 50 \
40 \ \
\
\
40 \
\
Queste ultime, entrambe positivamente e strettamente corre-
30 \
, 30 \
,
\
late ad una perdita delle difese immunitarie, sono ora il nuovo
\
20 \ 20
\
\
bersaglio da colpire. "
L'assurdo è che, invece di preoccuparsi di salvaguardare il si-
Declino comparato della dilt '/ l d" stema immunitario della popolazione per rafforzare le difese in
(non vaccinato) Casi dichia~ntl·eSncealaca~ton~ I.Gmevra (vaccinato) e in quello di Vaud
. . ,ogantmlca. ' caso di malattia, evitando le sostanze cancerogene disperse nel-
l'ambiente e i veleni nei cibi, si ripone tutta la speranza di sal-
vezza e si concentra tutta la ricerca scientifica di nuovo sullo stu-
dio di un vaccino contro CANCRO e AIDS.
Aggrappandosi a questa speranza alquanto remota 'e assurda,
30
perché qualsiasi vaccino non farebbe che aumentare la deficien-
zi'immunitaria e quindi aumenterebbe la diffusione di queste ma-
lattie, la popolazione si sente protetta dall' angoscia della malat-
tia. Chi ci governa, inoltre, si sente la coscienza tranquilla e non
si preoccupa di proibire la diffusione di sostanze nodve nell' am-
biente. Le case farmaceutiche infine continuano a produrre e a
vendere nuovi vaccini che la popolazione è ben contenta di farsi
somministrare gratuitamente!
Che dire poi riguardo alla recente tendenza di vaccinare i bam-
Ica
obbIlgatotlo
bini anche contro le malattie esantematiche e l'influenza? La ma-
lattia esantematica è infatti, se non si complica per altri fattori,
una tappa di crescita che ogni bambino deve attraversare. Attra-
verso di essa il bambino espelle tossine e reagisce con tutto l' or- .
ganismo a un fattore aggressivo esterno. Il sistema immunitario
impara a funziònare e si rafforza. Ogni madre infatti può con-
tIN tlOO ttoS tllO tltI tm
t.2S t.. tm tNO tNS tlSO tlSS IMa loe.s statare che, superata la malattia, il suo bambino è più sano, più
forte e più maturo di prima.
Declino della tubm:olosi in Norvegia. LA arte nel . ,. ,
n: dalla propagandd a favore dell<: vacci p. . nquadrod,.1 unt~a presa In considera:lio- Le complicazioni gravi, in queste malattie', si verificano ormai
del declino della TBC. naZIOnt, permette I attribuire al BCe il merito molto raramente e in caso di individui dalla salute già seriamen-
te compromessa, o in popolazioni lontane da noi.
58
59
, Abbiamo perciò, bamb,in,i che, ,vaccinati, non si ammalano più go subissato da telefonate di madri che mi chiedono che mate-
dI perto~se, ~alattIa fastIdIOsa e Impegnativa soprattutto per chi rasso devono comperare per il loro bambino, che cuscino, che
~e~e assIsterlI, ma, avran?o in ~ompenso una notevole predispo- giocattoli. Sembra che sta ormai venuta a mancare quella saggez-
SI,ZI?ne alle malattIe respIratone e alle bronchiti croniche. Bam- za popolare, che è anche una conoscenza profonda della vita, che
bI~ll che non, si ammalano di morbillo ma facili a soffrire di ecze- un tempo veniva tramandata di madre in figlia. Cos1 non aven-
mI, e cos1 vIa. do altri punti di riferimento, si chiede tutto al pediatra».
La donna, isolata nella famiglia mononucleare che la società
impone, ha bisogno di aiuto, assistenza e consiglio. A causa del-
Delega della salute e perdita dell'autonomia l'ipermedicalizzazione non è incoraggiata ad essere autonoma e
a fidarsi del proprio buon senso, nemmeno per quanto riguarda
Una conseguenza catastrofica delle vaccinazioni ma anche delle le questioni più comuni.
a~tre pratiche ~~ra~e?tiche diffuse nella nostra s'ocietà, è queIla La generale perdita di buon senso è constatabile ovunque. Ba-
dI proteggere l IndIVIduo ?a~ ango~cia della malattia facendogli sta pensare alla lenta distruzione cui stiamo sottoponendo il no-
credere che la speranza dI vIta e dI salute dipende da elementi stro pianeta, consumando via via le zone verdi, inquinando, uc-
che stanno al di fuori di lui. cidendo, modificando profondamente l'equilibrio ecologico.
L~ p:rsona rinuncia cos1 a vegliare sul proprio corpo e la sua Non è solo un problema di sfruttamento economico dei mon-
passlv.1ta tende ad aumentare. Smette di sentirsi responsabile deIla di più ricchi su quelli più poveri; sembra proprio che manchi un
proprIa salute e avverte la malattia come una fatalità. Perdendo programma a lungo termine per l'umanità.
la r,esponsabilità della salute, perde anche la propria autonomia "1 padri non pensano al futuro dei figli. Chi detiene il potere
ed e p.ronta a commettere altri errori che si traducono in un sac- sembra essere preoccupato solo dal profitto immediato, anche a
cheggIo del proprio capitale di salute (alimentazione eccessiva costo di compromettere con questo atteggiamento la sopravvi-
alcool, tabacc?, lavoro eccessivo, sonno insufficiente etc.). ' venza stessa del pianeta e quindi, in definitiva del proprio patri-
~a persona e messa perennemente nella condizione di scinde- monio e degli eredi.
re il male, da sé, perché esso possa essere sconfitto da strumenti
~he sono usa~i dal di fuori e da altrL Essa è portata a sentirsi
Inadeguata e Impotente a provvedere alla propria salute e si tro- La perdita della saggezza originaria
v~rà quindi a dipendere in tutto e per tutto dal medico e dall'i-
stItuzIOne. Nella filosofia steineriana c'è un'interpretazione di questo pro-
blema ed è in questi termini: l'uomo possedeva anticamente una
saggezza odginaria istintiva sulla quale regolava la propria vita . .
La perdita del buon senso comune Viveva in stretto rapporto con la natura, da cui dipendeva stret-
tamente, e la osservava traendone insegnamento e sapienza .
. Credo c.h~ a~a base d~ tutto ci siano sicuramente forti interes- L'uomo d'oggi ha perso questa saggezza originaria, è meno le-
SI economICI,. bIsogno dI efficienza e di controllo sociale, ma an- gato ai ritmi biologici. Se questo da un lato costituisce una per-
c?e u?a perdIta generale di comune buon senso e di saggezza ori- dita generale di buon senso, dall'altro permette all'uomo una mag-
gInarIa. giore libertà. .
Massimo A., il giovane pediatra dei miei figli, raccontava: «Ven- La saggezza ,non gli viene più dall' esterno, egli se la deve con-
60
61
I;
zine, la presenza di neonati messi rigorosamente a ~ancia in giù
I :
'! quistare. Non avendo più uno stretto rapporto con la natura egli
è meno sottomesso ai ritmi cosmici ma è però libero di conqui- e costretti a guardare il bordo della propria carrozzma. A volte
stare il proprio sapere attraverso il lavoro. . sono bambini di sei o sette mesi che si sforzano di guardare il
Nella mia esperienza l'antiginnastica costituisce anche questo: mondo circostante inarcando la spina dorsale di fronte a madri
è, uni occasione per ritrovare all'interno di se stessi la saggezza imperterrite che li lasciano fare, sic~re di fare il loro ?~ne.
ed il buon senso perduti. . Pazienza l'ignoranza, ma dove sta il buon senso? POSSIbIle che
Farò un esempio per chiarire questo legame. una madre non senta la necessità di far vedere al bimbo il cielo,
Una raccomandazione tipica dei pediatri di oggi è quella di te- gli alberi, il proprio volto, il paesaggio ~he pe~ quanto ~~tto,
nere i neonati a pancia in giù fin dai primi giorni di vita, Le spie- sarà sempre più interessante del bordo ImmobIle e plasuflcato
gazioni che vengono date sono le seguenti: di una carrozzina?
1) il piccolino, stando bocconi, non soffoca se ha un rigurgito Invece la persona che ha sperimentato su di sé che la muscola-
2) quando inizia a sollevare la test~, stando sempre bocconi, rin- tura posteriore è sempre fin troppo forte e non ha alcun bisogno
forzerà i muscoli del collo e della schiena di rinforzarsi, avrà l'occhio più attento oltre che per sé anche
I
3) se ha difficoltà digestive questa posizione gliele allevierà per il proprio bimbo e gli impedirà di inarcarsi. .
lo so invece che: A questo tipo di madre, abituata al contatto rassicuramente
1) i neonati hanno un riflesso istintivo per il quale ruotano la con il proprio corpo, sembrerà naturale rassicurare nella stessa
testa se qualcosa (come appunto un rigurgito di latte) impedi- maniera anche il neonato in lacrime a causa di una, spesso fanto-
sce loro di respirare. Il problema quindi non è che se stanno matica colica intestinale. Abituata a dare ascolto alle proprie esi-
a pancia in su rischiano di soffocare, ma che soffocano se c'è g~ze, 'capirà che il piccolo preferisc~ ~uardare le l~ci.e.i colori!
un impedimento a ruotare la testa (come può essere un cuscino) piuttosto che star.e rele~ato ?ella posizIon~ b~CCOI:ll,-u~~ca degli
2) i muscoli posteriori del collo e della schiena non hanno alcun animali. L'uomo mfatU, a dIfferenza degli ammali, e pm adatto
bisogno di essere cosl precocemente sviluppati, dato che la a stendersi supino, per contemplare, come dice Steiner, il cielo.
loro eccessiva tensione è causa di problemi posturali. Infatti I! rispetto che acquisiamo per noi stessi, non possiamo fare a
la posizione prona che già favorisce l'accorciamento muscola- meno di trasferirlo e trasmetterlo ai nostri figli anche se questo
re posteriore, blocca il movimento del diaframma e la respi- va contro corrente rispetto agli usi e costumi dei nostri tempi.
razione «di pancia» che invece nei bambini è naturalmente Non possiamo, una volta trovata la strada da percorrere, ab-
presente bandonarla, per omologarci ai criteri dettati da un sapere total-
3) molto spe.sso il pianto del neonato non è dovuto al mal di pan- mente avulso dalla realtà e dall'uomo.
cia, come spesso ~i preferisce pensare, ma ad un bisogno di
contatto umano. E quindi senz'altro più salutare, piuttosto
che lasciare il bambino solo e bocconi, prenderlo in braccio
e se mai, accertato effettivamente il mal di pancia, massag-
giargli delicatamente il ventre.
Il problema a questo punto sta sia nell'ignoranza dei medici,
che ci danno informazioni scorrette, che nella mancanza di buon
senso delle madri.
Ho constatato molte volte, guardando all'interno delle carroz-

62 63
I Capitolo IV
I
I

Collegamenti
Nella nostra società, fortemente organizzata sul ritmo produt-
tivo, occuparsi della propria salute costituisce una rottura degli
schemi, una perdita di tempo.
La persona che frequenta un gruppo di antiginnastica in cui
ci si dedica all'ascolto di sé, alla riappropriazione del corpo, alla
ricerca dell'equilibrio, è portata invece a fare tesoro delle espe-
r~ nze fatte in questo senso e a trasferirle anche al di fuori della
situazione terapeutica. Ascoltare i segnali del corpo, prendere co-
scienza dei propri bisogni, induce spesso a cercare di soddisfare
questi ultimi e da alle persone un maggiore rispetto di sé.
Chi si rende conto che il mal di schiena si può risolvere solo
se visto nel contesto di tutta la propria persona e non interve-
i nendo in situ, è portato a trasferire questa nuova mentalità nel-
'I
l'intero campo della propria salute.
I Molto spesso la frequentazione di un gruppo di antiginnasti-
ca, per cercare di guarire da un disagio a livello muscolare, di-
venta l'occasione di conoscere anche altre discipline olistiche.
Quando infatti nell' ambito del terreno muscolare si arriva a com- .
prendere che il sintomo è 1'espressione di un disagio e di uno squi-
librio di tutto l'essere e non solo della parte malata, si sa anche
che è controproducente sopprimerlo e si tenderà a comportarsi
nella stessa maniera anche nell'ambito delle altre malattie.
Le persone si sentono spinte ad abbandonare spontaneamente
I la medicina allopatica perché essa interviene, nella quasi totalità
. dei casi, sui sintomi e non sulle cause: ma se un sintomo viene

67
soppresso, esso tenderà a ripreseritarsi invariabilmente dopo qual- primo tempo a peggiorare. Il male tende a spostarsi dall' alto ver-
che tempo, nella stessa o in altra forma, in una stessa o in altra so il basso e dall'interno verso l'esterno. La velocità della guari-
zona del corpo. Per questo le persone intraprendono un percor- gione dipende sia dalla profondità della malattia che dall' atteg-
so che le porta a conoscere e a sperimentare anche altre terapie giamento e dalla presa di coscienza del paziente.
alternative, che hanno la stessa caratteristica di rispetto nei con- Anche in questo campo si tratta di prendere atto del proble-
fronti della persona e dell' ambiente. ma che coinvolge globalmente il paziente e di aiutarlo a cambia-
re. Anche l'omeopatia è uno stimolo al cambiamento e non uno
strumento con cui sostituire la medicina tradizionale.
Omeopatia Non si tratta nemmeno di espiare o percorrere a ritroso le tap- .
pe compiute nell'ammalarsi. Nel mio lavoro mi sono trovata spesso
L'omeopatia si basa sulla scoperta del medico tedesco Hahne- davanti a persone che sapendo di aver passato tanto tempo·a ir-
mann: «Similia similibus curentur». rigidirsi pensano di doverne passare altrettanto a rilassarsi. Lo
È una terapia che rivoluziona completamente il concetto della stesso atteggiamento l'ho trovato a volte in pazienti e anche in
medicina allopatica, la quale sostanzialmente coincide con la me- qualche medico omeopatico o naturista, come se si dovessero
dicina ufficiale ed utilizza sostanze che contrastano la causa o espiare o pagare le cattive abitudini precedenti. Ma il tempo della
gli agenti che hanno provocato l'infermità. guarigione non è prevedibile, perché dipende per ogni persona
Nell'omeopatia invece si ricorre, per curare un malato, alla stes- essenzialmente dalla fiducia in sé e dalla disponibilità al cambia-
sa sostanza che in un individuo sano provocherebbe la malattia. mento. Anche praticando antiginnastica è possibile che i sinto-
I rimedi omeopatici sono presi dal regno minerale, vegetale, Q1i delle persone migliorino subito o che tendano a peggiorare.
animale o da tossine, e vengono opportunamente diluiti nell'ac- 0uesto di solito, cos1 come in omeopatia, è un buon segno: vuoI
qua decine, centinaia o migliaia di volte. dire che la persona sta reagendo alla cura.
Se per esempio vogliamo curare un individuo nervoso, iperec- Anche sul piano muscolare, durante il risanamento, i sintomi
citato ed insonne, possiamo somministrargli Collea, caffè dilui- tendono a spostarsi dall' alto verso il basso. Quando una tensio-
to, che nell'individuo sano provocherebbe appunto ipereccitabi- ne scompare in un punto per riapparire in un altro, più in basso,
lità, insonnia e nervosismo. è un buon segnale: vuoI dire che c'è mobilità.l che il male non
Se vogliamo curare una intossicazione che si manifesta con acne, è cos1 cronicizzato e radicato come si credeva. E anche un segna-
psoriasi o eczema possiamo usare, se il caso ce lo suggerisce, Thuja. le che invita a distogliere l'attenzione dal sintomo per rivolgerla
Si tratta di una pianta ornamentale il cui estratto, a grosse dosi, anche alle altre parti o, meglio ancora, all'insieme. .
è abortivo e velenoso. La diluizione omeopatica trasforma inve- Il farmaco omeopatico è un validissimo aiuto per mobilitare
ce la velenosità nel suo contrario. le energie dell'individuo a risanarsi. .
L'omeopatia reintroduce sul piano energetico e spirituale quel È anch'esso in definitiva un'energia, una forza attiva fissata
principio la cui assenza, su tale piano, provoca il suo manifestar- nei granuli di glucosio di cui è costituito. .
si sul piano fisico. Un conflitto non risolto a livello della coscien- I granuli devono essere sciolti in bocca perché la forza attiva
za si esprime sul piano corporeo, generando forme di alterazione possa essere assorbita dalla saliva la quale li invia al sangue.
e patologie. Sembra paradossale, dal momento che nella medicina allopa-
In seguito a trattamento omeopatico i sintomi possono miglio- tica avviene il contrario, che la potenza di un rimedio omeopati-
rare subito oppure, come succede molto spesso, tendono in un co sia tanto maggiore quanto minore è la quantità di materia in

68 69
esso contenuta. Nell'omeopatia infatti maggiore diluizione signi- . Shiatsu e antiginnastica si compensano molto bene.
fica che il principio attivo della pianta o del minerale è rimasto È interessante vedere come a volte lo squilibrio muscolare si
più a lungo a contatto con la sostanza diluente. La sostanza di- sommi a quello energetico. Alcune zone di forte tensione mu-
luente è l'acqua, la quale, è stato scoperto anche dagli scienziati scolare corrispondono anche a zone di pieno (o vuoto) energetico.
dei nostri giorni, possiede la capacità di memoria. Pertanto no- , Agendo con lo shiatsu sui meridiani energetici ne ricaviamo an-
nostante nelle diluizioni elevate i farmaci omeopatici non co~­ che una ridistribuzione della tensione muscolare.
tengano nemmeno più una molecola della sostanza originaria, essi Viceversa un riequilibrio muscolare come quello dell' antigin-
hanno una memoria maggiore e quindi un'azione più forte. nastica migliora anche l'equilibrio energetico dei meridiani. Per
esempio le contratture e i dolori alla parte posteriore delle gam-
be possono essere trattati nell'antiginnastica allungando e disten-
Shiatsu dendo i muscoli posteriori e contraendo quelli anteriori. Spesso
però questi dolori sono dovuti anche a uno squilibrio dei meri-
Lo shiatsu è uno stimolo alle difese naturali dell'organismo che diani reni-vescida che passano proprio lungo la parte posteriore
riequilibra l'energia vitale. Uno stimolo esercitato con la pres- delle gambe. .
sione dei pollici, delle mani, dei gomiti o delle ginocchia sui pun- Agendo con lo shiatsu si migliora il funzionamento di questi
ti e lungo i canali energetici (i meridiani) che collegano tra loro organi che, scaricando meglio lungo i percorsi dei meridiani, pro-
gli organi interni. vocano un beneficio a livello della tensione muscolare. Parimen-
Quest' arte nasce in Giappone agli inizi del secolo, ma la scuo- ti agendo con l'antiginnastica sulla tensione muscolare dei glutei
l~ che la ispira è quella della medicina tradizionale cinese, ricca -.. .e della parte posteriore delle gambe si provoca un beneficio an-
dI quattromila anni di sapienza e di ricerca medica che postula ' che agli organi reni-vescica.
che le capacità del corpo possono stimolare l'autoguarigione. Que- Un altro collegamento importante che ho verificato in questi
ste doti innate nel corpo sono espresse dall'energia vitale (KI), anni di pratica terapeutica è la corrispondenza tra visione YIN-
che circola nell'organismo seguendo canali individuabili. YANG e quella della muscolatura anteriore e posteriore. Nel sim-
Lo shiatsu agisce direttamente sull'energia attraverso la pres- bolo della medicina cinese (vedi figura a piè pagina) lo Yin e lo
sione: Pressione e ritmica per richiamare nel corpo l'equilibrio Yang contengono ciascuno anche il principio opposto. L'ideale
dei ritmi dell'universo; pressione profonda per raggiungere l'in- è l'alternanza dell'uno e dell'altro. La stimolazione eccessiva di
conscio ed aiutare la persona ad accedere o a sviluppare le risor-
se di cui ha bisogno; pressione reciproca, tra due persone, per-
ché lo shiatsu è innanzitutto relazione umana. Quando questo av-
viene si percepisce una sensazione di benessere e vitalità, perché
l'equilibrio all'interno si è ripristinato. Oggi più che mai anche
la medicina occidentale considera importante tenere conto di tutta
la complessità della persona e non solo dell'organo malato. Rin-
forzare la naturale capacità'di difesa dell'organismo nel suo in-
sieme è un modo sano di pensare alla prevenzione di tutti quei
disturbi sintomatici dello stress a cui quotidianamente siamo sot-
toposti.

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71
uno dei due provoca la crescita del suo opposto, che è anche il Considerato questo, ognuno di noi può osservare il suo stato
suo complementare. di salute e di forza in una determinata ora del giorno o in una
Lo schema concettuale muscolatura anteriore-posteriore è ana- determinata stagione dell' anno, e può trarne degli insegnamenti
logo. Nori si può pensare di agire su una sola delle due catene per sapere quale organo curare.
o che in una sola delle due ci sia la forza e nell' altra la debolezza. Se per esempio vediamo che la nostra energia ha un calo bru-
L'eccesso di forza può far insorgere la debolezza. Per esempio sco verso le cinque del pomeriggio e ci sentiamo sempre stanchi,
una spalla troppo contratta o una caviglia troppo forte fanno si allora dobbiamo rinforzare i reni. Se viceversa vediamo che di
che la persona possa facilmente cadere proprio da quella parte, notte ci svegliamo sempre alla stessa ora, per esempio tra l'una
che è quella che oppone più resistenza. La caviglia e la spalla si e le tre, dovremo curare il fegato. Se ci svegliamo sempre tra le .
fratturano per eccesso di forza e diventano di conseguenza deboli! cinque e le sette è l'intestino che suona un campanello d'allar-
Nella forza è contenuta in embrione la debolezza e viceversa. me. Praticamente l'organo, nella sua ora di massima attività, ha .
Un eccesso di debolezza, per esempio nei muscoli del ventre, sca- bisogno di tutte le sue forze, e, se queste sono carenti, le «rube-
tena una grande forza nella schiena. Un eccesso di forza nella rà» al resto del corpo. La persona avvertirà cos1 un senso di stan-
zona lombare provoca debolezza del tratto muscolare superiore chezza o, di notte, si sveglierà per mobilitare tutte le sue energie.
adiacente che a sua volta provoca la forza di quello ancora supe- Cosi avviene anche per le stagioni: dobbiaino far attenzione
riore e ad esso adiacente. al fegato se in ptimavera siamo stanchi, o ai reni se la nostra sta-
Nella concezione della medicina orientale assume grande im- gione critica è l'inverno. Naturalmente è meglio curarsi un po'
portanza il susseguirsi delle ore del giorno e delle stagioni. Du- in anticipo rispetto alle ore o alle stagioni problematiche.
rante la giornata, cos1 come durante il corso dell'anno, ogni or- .~ Nella tabella 1 vengono illustrate le corrispondenti ore di mas-
gano ha un'ora e una stagione in cui la sua attività è massima sima attività degli organi, meglio detti «sfere funzionali» nella
(vedi tabella 1). terminologia della medicina orientale.
Nella tabella 2 vengono illustrate le cinque categorie di organi
Tab. 1 Corrispondenza tra sfere funzionali in accordo ai cinque elementi.
e ore di massima attività
SFERE FUNZIONALI Ore di massima attività
polmoni 3- 5
intestino crasso 5- 7 Tab. 2 - Le 5 categorie di cose in accordo ai 5 elementi
stomaco 7- 9
milza-pancreas ELEMENTO SFERA STAGIONE FASE DI
9-11
cuore 11-13 FUNZIONALE TRASFORMAZIONE
intestino tenue 13-15 legno fegato-cistifellea primavera germinazione
vescica 15-17 fuoco . cuore-i ntesti no estate crescita
reni 17-19 tenue
pericardio 19-21 terra milza-stomaco fine estate trasformazione
triplice riscaldatore 21-23 metallo polmoni-intestino autunno raccolto
cistifellea 23- 1 crasso
fegato 1- 3 reni-vescica inverno conservazione
acqua

72 73
Digiuno organi. Qualcuno può accusare dolori ai reni, al fegato o allo sto-
maco: terminato il digiuno dovrà quindi curare quel determina-
È una pratica antichissima che consiste nel sostituire i cibi so- to organo. Oppure si può manifestare nervosismo, depressione,
lidi con decotti, infusi o acqua non gassata. ansia: ciò significa che in seguito si dovrà curare il sistema ner-
Si beve, ma non si mangia per una quantità di tempo variabile Voso. Possono comparire durante il digiuno anche sintomi di vec-
in genere dai sette ai venti giorni. . chie malattie mai guarite.
L'effetto più evidente del digiuno è quello di disintossicare l'or- In genere i giorni più difficili e dolorosi sono i primi sette, men-
ganismo dalle scorie. Praticamente, non ricevendo più niente di tre in seguito subentra un . maggior benessere.
solido dall'esterno, il corpo è costretto a consumare le sue riser- Durante il digiuno, contrariamente a quello che si può pensa-
ve. Vengono liberate ed espulse le tossi ne contenute negli orga- re, è raro avere fame perché lo stomaco non secerne succhi ga-
ni" nel sangue, nel sistema nervoso, nei tessuti ecc. strici. Si ha più fame e si è più frustrati quando si mangia poco,
E un' esperienza che è bene fare non prima del compimento facendo per esempio una dieta.
del ventic,inquesimo anno di età. Si fa generalmente una volta Inoltre digiunando si dorme benissimo, riposandosi profonda~
all'anno. E una specie di riposo per tutto l'organismo che viene mente e rigenerandosi.
stimolato a compiere un' energica pulizia interna. Pur non essen- Per quanto riguarda la mia esperienza, il digiuno non richiede
do prevedibile quale sarà la reazione individuale, in genere i giorni nessun particolare tipo di assistenza medica e non presenta con-
più difficili sono i primi, in cui incomincia la grossa disintossica- troindicazioni salvo che per i malati di cuore, gli intossicati gra-
zione con i relativi sintomi: sonnolenza, fiacca, lingua patinosa vi !alcolisti o tossicodipendenti), o gli epatopatici gravi.
ecc. In questa fase è bene cercare di riposare quando se ne sente E bene fare però il digiuno quando se ne è profondamente con-
la necessità, ma svolgere anche delle attività che favoriscano l'e- ~. vinti, quando non si hanno timori e non farne partecipi le perso-
liminazione delle tossine. ne che non ne conoscono i benefici.
Abbiamo sperimentato che yoga, antiginnastica, shiatsu e una Nella nostra cultura, infatti, si tende a pensare che non man-
leggera attività sportiva possono giovare tantissimo. Più in fret- giare significhi morire: perciò le persone tendono a riversare su
ta si eliminano le tossine e prima subentra il benessere psicofisi- chi digiuna, o dice di volerI o fare, tutte le proprie ansie e fru-
co legato al digiuno. . strazioni legate al cibo, che, oltre ad essere una cosa vitale per
Chi digiuna tende in genere ad avere un certo distacco nei con- l'uomo, lo coinvolge molto profondamente con la figura mater-
fr~nti .delle cose materiali e questo può portare a vedere la pro- na e anche con la morte.
prIa VIta sotto un aspetto completamente diverso. Quindi il digiuno anche sotto questo aspetto è un' esperienza
Cambia anche la qualità del sentire: i suoni, gli odori, i profu- importante perché ci può rivelare anche altri aspetti della nostra
mi, i sentimenti sembrano amplificati, i ritmi vengono rallentati personalità. Una fase delicata è poi la rialimentazione che avvie~
e ognuno tende ad assumere quello che più gli si confà. ne ovviamente per gradi, introducendo via via i vari cibi a: co-
Per questo in genere si preferisce fare il digiuno lontano dalla minciare da,i cereali e dalle verdure.
città, in modo da non doverne subire l'inquinamento e i rumori. In questa' fase è interessante sperimentare l'effetto che ogni
Un altro grande beneficio' del digiuno è quello di permettere cibo ha sul nostro organismo: essendo disintossicati siamo anche
di diventare consapevoli del proprio stato di salute attraverso i più sensibili e più reattivi e i cibi che ingeriamo hanno un effet-
sint~mi che compaiono: infatti le reazioni che subentrano parla- to più potente e quindi ci rimandano a prendere in seguito le pre-
no SIa dello stato generale di intossicazione sia di quello dei vari cauzioni più opportune.

74 75
Integrazione alimentare e alimentazione naturale Vediamo perciò che non è tanto questione di escludere certi
cibi perché dannosi, ma di saperli abbinare opportunamente. An-
Anche quando si affronta un' alimentazione equilibrata, con che qui bisogna andare oltre le credenze più diffuse secondo le
cibi nutrienti e variati, è sempre più difficile che essi apportino quali ad esempio, per stare leggeri bisogna mangiare «in bian-
all'organismo tutto quello di cui esso ha bisogno. Forse non sap- co». È peggio mangiare pasta in bianco e bistecca che non uno
piamo più coltivare bene come una volta i prodotti agricoli, o solo dei due cibi, ma cucinato in maniera più appetitosa.
forse dipende dal terreno che non è più in equilibrio, o dal fatto
che elaboriamo e conserviamo i prodotti alimentari in modo in-
naturale. In ogni caso è necessario sempre più spesso introdurre Tabella dei gruppi alimentari
nella nostra dieta delle sostanze di cui siamo carenti, i cosiddetti
integra tori alimentari, che non possiamo trovare nei cibi. I gruppi dividono i cibi alcalini da quelli ad di. In uno stesso
Calcio, magnesio, sali minerali e vitamine sono sempre meno pasto è bene mangiare cibi di uno stesso gruppo.
presenti nei nostri cibi non solo quando questi sono troppo raf-
finati e quindi impoveriti, ma anche in quelli freschi che vengo- Primo gruppo - pane, grissini, fette biscottate, pasta, riso, po-
no coltivati su terreni sempre più poveri e raccolti ancora acerbi. lenta, fiocchi e chicchi di cereali, torte, dolci e pasticcini, gelato, '
Il risultato può essere una cronica carenza di calcio che, anche semifreddo, miele, marmellata, banane, frutta cotta, patate (ra-
se ingerito in forma sintetica o attraverso cibi che normalmente ramente), verdure (esclusi cavoli e verze fatti a piatto uriico per-
lo contengono, non viene poi fissato dall'organismo. È opportu- ché pesanti), olive, olio, margarina, burro, panna, yogurt, ma-
no assumerlo perciò in forma naturale, in modo cioè che sia già scarpone, ricotta, spruzzata di parmigiano, tuorlo d'uovo, pa~­
disponibile ad essere assimilato dall' organismo, come nel caso della cetta, lardo, caffè, surrogati di caffè, té e tisane di erbe, funghi,
polvere d'ossa o di alcuni preparati che si trovano in commercio mandorle, creme, budini, maionese e senape.
nelle farmacie omeopatiche o nelle erboristerie.
Lo stesso vale anche per il magnesio, di cui le verdure sono Secondo gruppo - carni bianche e rosse, pesce, latte, salumi (ra-
sempre più carenti, perché è ormai il terreno stesso ad esserne ramente), formaggio, yogurt, uova intere, olio, margarina, fagioli,
impoverito. Bisogna cercare di assumere il magnesio sia attraverso lenticchi, ceci, vini, liquori, verdure (escluse le patate),frutta cru-
sali (come il cloruro o 1'aspartato di magnesio), che attraverso da e cotta (escluse le banane), macedonia di frutta, stimolanti
preparati a base di lieviti vivi ed estratti di piante. (capperi, sottaceti, olive .. .), qualche grissino o qualche fetta bi-
Per quanto riguarda i cibi da scegliere, al di là di ogni tenden- scottata (o crakers), piccola razione di riso, creme o budini (con
za dietetica, è sicuramente preferibile mangiare cibi coltivati senza questo gruppo ingerire meno farine possibili), minestroni, mine-
pesticidi e concimi chimici, verdura e frutta fresche e di stagione. strine, brodi, passati di verdura, tè e tisane di erbe, limonate,
1
Importantissimo però è 1'abbinamento dei cibi che ingeriamo succhi di frutta, funghi, mandorle, noci, maionese, senape. .
durante lo stesso pasto.
Se infatti mangiamo contemporaneamente cibi alcalini e aci-
di, il processo digestivo richiederà tempi più lunghi e ciò appe-
santirà lo stomaco, affaticherà il fegato, e farà ammalare l'inte-
stino. Nello stesso pasto è bene non mescolare i cibi del primo 1. Mercedes D . Salimei, Alimentazione, disintossicazione ed altro, Edizioni
a quelli del secondo gruppo (vedi tabella). .Saval.

76 77
Malattia e destino tale, perché la «zona d'ombra», che poi non è altro che l'incon-
scio secondo la psicanalisi, non trova modalità di espressione e
Una teoria particolarmente interessante è quella di Thorwald viene scissa dalla persona o le viene rivolta contro.
Dethlefsen, 2 secondo la quale il corpo, attr~verso la malattia, La malattia realizza dunque il destino della persona quando
mette in scena quello che la psiche rifiuta di accettare come par- la persona coscientemente non riesce a capire di doverlo realizzare.
te della persona. .
Per esempio una persona che non vuole affrontare i propri con-
flitti sarà particolarmente soggetta alle infezioni, che sono la messa
in scena di un conflitto: esse sono infatti determinate da batteri
che aggrediscono il corpo e anticorpi che li contrastano, come
in uno scontro tra due eserciti nemici.
Se la persona cercasse di vivere a livello cosciente il conflitto
che le si presenta, non avrebbe bisogno di inscenarlo material-
mente nel terreno del suo corpo. . lI
Cosi ·Thorwald Dethlefsen spiega tutte le malattie: la scoliosi
è la manifestazione di umiltà non vissuta. La persona per non .1
piegarsi coscientemente nel corso della vita, lo fa attraverso iI l
corpo. .
Gli incidenti, le fratture sono una maniera di effettuare dei
l
\
cambiamenti che non si vogliono fare volontariamente. '"
Le malattie della pelle sono una maniera di andare oltre i pro-
pri confini, costituiti appunto dall'involucro dell'epidermide.
Quando non si osa farlo con la coscienza lo si fa uscendo dalla I
t
propria pelle, attraverso eczemi, psoriasi, acne. Queste malattie
rappresentano dunque una difficoltà ad uscire da se stessi per l
andare ~erso gli altri. Sono in generale, dunque, una difficoltà II
a rapportarsi con il prossimo. . ~i

Il corpo, essendo la parte più sana e sincera di noi, ammette .l


e rivela quello che la psiche non vuole. Esso rivela le nostre «zo-
ne d'ombra» che non vogliamo facdano parte della nostra co-
SCIenza.
In pratica esso ci mantiene in equilibrio mediante la malattia.
Se non avviene questa compensazione infatti c'è lo squilibrio men-
!
I

2. Thorwald Deth1efsen, Malattia e destino, Edizioni Mediterranee.

78
79 ·
L'antiginnastica durante la gravidanza

Tutto il periodo della gravidanza favorisce nella donna 1'at-


tenzione verso i cambiamenti che avvengono nel proprio corpo
e quindi l'asc·olto di sé e dei segnali che provengono dall'inter-
no. Ecco perché è un periodo molto favorevole per svolgere un
tipo di lavoro corporeo come il nostro. Secondo uno studio sugli
-..., ormoni/ durante la gravidanza entra in circolo un'enorme
'- quantità di progesterone che, favorendo nella donna la calma e
il benessere, facilita anche la concentrazione su di sé, la proteg-
ge dagli stimoli esterni se questi sono troppo forti e violenti e
garantisce tranquillità alla nuova vita che si sta sviluppando nel
ventre.
Un lavoro come il nostro, che già favorisce una pausa di rifles-
sione e di ascolto, è molto indicato e facilitato in un momento
cosi ricco e fecondo come quello della gravidanza.
Visto che ci poniamo sempre nell'ottica di accogliere le sensa-
zioni e i sintomi, e non di sopprimerli, può essere molto utile
usare quest' approccio in gravidanza, perché cosi le modifiche·cor-
poree che avvengono a mano a mano che il bambino cresce e oc-
cupa posto tìella pancia della madre, vengono vissute con gioia
e serenità.

1. Maggie Scarf, La fatica di crescere donna, ed. Longanesi, pp. 148 e segg.

83
Se la donna incinta si ascolta, percepisce il cambiamento e ac- trolli ginecologici è una prassi in voga nel nostro e in altri Paesi,
coglie i segnali che provengono dal bambino, è anche capace di che, invece di rassicurare, aumenta la paura nelle donne e il red-
imprimere alla sua vita un accomodamento, un cambiamento di dito di chi li esegue. 2
ritmo che le serve sia per la propria salute che per quella del suo Visto poi che ci siamo abituati a non fidarci più né dei nostri
bambino. Per vivere, in definitiva, di pari passo con l'evento occhi, né delle nostre sensazioni, aumentiamo l'uso degli stru-
straordinario che sta accadendo. Comincia anche da qui, ed è una menti che devono stabilire il nostro stato di salute. Cosl, dopo
grande opportunità che ci viene offerta dalla natura, il percorso un' ecografia e in base ai risultati degli esami del sangue e delle
- a volte faticoso - che ci fa essere genitori. Voglio dire che urine, e non grazie all'occhio attento del medico sulla persona
se si è ben disposti verso i cambiamenti e i segnali che provengo- che gli sta davanti, una donna si sentirà dire che il suo bambino
no prima di tutto da noi stessi e in seguito dai nostri figli, sarà cresce un po' al di sotto o al di sopra della media, o che il peso
più difficile trovarsi impreparati nelle varie tappe della crescita. della madre è un chilo di troppo. O ancora che la testa del bam-
Anche rispetto alla gestione della salute dei nostri figli e alle bino è troppo grande o troppo piccola.
cure che possiamo prestare loro, è fondamentale cogliere sempre Purtroppo nella pratica del mio lavoro mi sono trovata davan-
i più lievi cambiamenti, osservando con i nostri occhi piuttosto ti a troppi casi in cui tutto questo succedeva a sproposito: per
che delegando questo compito al sistema sanitario. esempio a donne.'minute con partner minuti venivano diagnosti-
cati bambini iposviluppati che dopo vari accertamenti, e quindi
stress e angosce, risultavano essere dei bimbi sanissimi, certo pic-
La tendenza a ipermedicalizzare la gravidanza c;olini, ma né più né meno del padre e della madre. Stesso discor-
sè nel caso opposto: madri grandi e grosse che tendono a fare
A questo punto ritengo importante fare' una considerazione: figli simili a loro. .
abbiamo visto come ai giorni nostri si verifichi la tendenza a per- Penso che quando un medico non usa attentamente il proprio
dere il «buon senso», nel campo della salute in particolare, e in occhio esperto, e una donna non si fida di sé e delle proprie sen-
generale per tutto quello che riguarda la vita sulla terra. Nel campo sazioni, si arriva ad uno snaturamento sempre maggiore e di con-
della gravìdanza e della crescita dei figli questo è ancora più evi- seguenza ad un bisogno sempre maggiore di intervento sanitario
dente e tangibile. . anche violento.
Se si seguisse un iter sanitario normale, la donna incinta inco- Ognuno di noi è unico: nasce vive e muore con tempi deter-
mincerebbe fin dal terzo mese a sottoporsi ad una quantità in- minati da leggi che noi non possiamo stabilire e soprattutto in
credibile di «accertamenti», visite, esami, ecografie. La paura che maniera diversa dal proprio simile.
qualcosa possa non essere normale prende il sopravvento, sia da Ogni gravidanza viene vissuta da ciascuna donna come unica e '
parte del medico che della gestante, la quale diventa improvvisa- irripetibile. Non è possibile omologare questo tipo di evento che
mente una «paziente». ha in sé un car~ttere di sacralità e di solennità. Voler riportare
Se da un lato è fondamentale che una donna con problemi di tutto alle tabelle delle medie è un' operazione assolutamente per-
salute si sottoponga a visite ed t:sami per rassicurare se stessa e
le persone che le vivono accanto, quando questo avviene per rou-
tine, a spese della donna sana, assume una connotazione perversa.
L'evento della gravidanza è fisiologico nella grande maggio- 2 . .In Olanda le visite ginecologiche durante la gravidanza prima del setti-
mo mese sono vivamente sconsigliate. In questo Paese l'incidenza dei parti
ranza dei casi e come tale va vissuto. Il sottoporsi a ripetuti con- cesarei è bassissima.

84
85
versa: produce ansietà, paura, distacco da quello che si sta vi-
vendo. l . Il cdrpo che cambia
Questo non volersi confrontare con il mistero della vita e del-
la morte, con tutto quello che comporta, fa s1 che oggi prevalga Attraverso l'antiginnastica, che parte da movimenti previsti,
un at~eggiamento di delega verso istituzioni che impiegano la tec- volti al riequilibrio della muscolatura e. all' allen~amento de~e ten-
nologIa come strumento di estraniazione e rassicurazione. La tec- df
sioni, possiamo intraprendere un camnuno ~he Cl ~onsente porre
nologia viene proposta come dominio di procedure e strumenti, : l'attenzione su noi stessi, molto in profondità, stImolandocI a fare
con valore oggettivo, e legittima sia la deresponsabilizzazione del dei cambiamenti laddove è urgente e necessario,.. .
paziente che quella del medico e dell'istituzione sanitaria. Ne con- Vediamo ora che cosa si può fare dal punto dI VIsta pratIco
segue che il supporto terapeutico assume una forma rituale scan- per adattarsi meglio al corpo che cambi~, , .
dita da tappe diagnostiche che tendono ad essere tanto più fre- La conseguenza più diretta della graVIdanza e l~ pancI.a che
quenti e tanto più indifferenti alle specificità della situazione in- cresce e che imprime un cambiamento alla postura: Innanzltut~o
dividuale, quanto più forte sono l'attitudine alla deresponsabi- si ha la tendenza ad inarcare la schiena per «sostenere» la panCIa
lizzazione e l'assenza di un atteggiamento di ascolto e di fiducia e pei non cadere in avanti. .. .
verso le proprie risorse. . . Abbiamo visto però che ognuno dI nOI ha, nel corpo" determI-
Incidere su quello che è un normale e fisiologico decorso di nate zone «d'ombra» o di tensione, che vengono solleCItate elet-
gravidanza comporta degli interventi spesso violenti e per la ma- tivarhente a sopport;re i pesi e le fati~h~. Perciò c~i avrà g,ià una
dre e per il figlio. Se questi possono, a volte, essere giustificati certa tendenza alla lordosi lombare, InsIsterà, se SI trova In una
dalla buona causa di salvare una vita, nella maggioranza dei casi certa situazione di stress, ad aumentar~ la tensione e l'~arcamento
sono dettati solo dall'incompetenza, dalla fretta e dalla paura, pr.Qprio Il nella zona lombare, con la conseg~enza ~I aumentare
Vi sono anche casi in cui, invece, la medicalizzazione della gra- il bIocco del diaframma che si lega, come abbIamo VIstO, alle ver- .!
I
vidanza è inevitabile, a fronte di una situazione di partenza for- tebre lombari, Chi ha Invece tendenza ad inarcare ~ collo o a
temente p~tologica, Oggi è possibile portare a compimento delle ruotare gIùirti all'interno, risponderà nella ~tessa mamera an,che
gravidanze che in altre epoche o contesti sarebbero state impos- durante la gravidanza e cos1 via, Insomma SI tratta sem~re dI al-
sibili. Ma questo sarà vantaggioso per l'umanità? Bisognerebbe leggerire il carico di gran parte nella m~~colatura ~osterI~re" ch~
poter stabilire se tutti questi recenti stratàgemmi che consento- è responsabile deUe tensioni e della plU part~ del dolOrI dI CUI
no a donne e uomini sterili o anziani, a donne vergini e a uomini soffrono le donne incinte, La conseguenza sara un,a musc~latura
impotenti di generare figli siano alla lunga convenienti o meno, più elastica e duttile che meglio saprà sopportare il camb,Iamen-
Il problema in termini generali è pertanto quello dell'acquisi- to, potendo distribuire maggiormente, lo sforzo nelle ~,arIe z~ne
zione di una coscienza di sé che porti la persona a gestire auto- del corpo, Anche il diaframma sarà dI cO,nseg~en,za plU mo?ile,
nomamente la propria salute. ed è interessante notare che in questo perIodo il dIaframma e, na- .
turalmente spinto verso l'alto a causa del vol~m~ del b~mbtn~,
Questo fav(jris~e' in modo eccezionale la reS?I,r~ZIOne e tI mOVI- i·
3. Il valore medio è un valore originato da un calcolo sulla base dell'insie- mento del perineo, Lo sanno bene le cantanulltlche ch~ durante
me dei valori rilevati con riferimento ad un campione, Come tale non fa rife- la gravidanza hanno una voce più rotonda e più potente, In quanto
rimento a nessun caso concreto e non ci c()nsente di conoscere i valori di «va- «sostenuta» automaticamente dal diaframm~, ,
rianza» , cioè quelli che esprimono la specificità delle realtà individuali di
cui solo casi-limite assumono forme patologiche. ' . In pratica, contrariamente a ,gue,llo che SI sent~ dtre spe~so,
n<!>n si tratta di imparare la respIraZIOne per partonre, perche se
86
,
87
i
I
';:/,
,'I.
1"
f
lasciamo libera la schiena dalle tensioni, il diaframma e il peri-
neo si muovono per effetto naturale molto più del solito. Anche È importantissimo lavorare le articolazio~i che uniscono. il sa-
qui la natura ci viene incontro: si tratta solo di prestare attenzio- cro al bacino (sacro-iliache), il sacro al COCCIge (sacrO-COCCIgea),
ne e di assecondare quello che già sta avvenendo nel nostro corpo. il pube e la sinfisi del pube. , .
Nei gruppi di antiginnastica abbiamo riservato comunque un Spesso questa zona risulta essere un'p0 sofferente SIa per l~
lungo tempo alla respirazione, onde sentire meglio il peri neo e solita tensione della muscolatura posterIOre, con conseguenza dI
renderlo più elastico e pronto ad adattarsi al momento in cui il una maggiore rotazione delle ginocchia all'interno, sia per la con-
bambino uscirà dalla vagina. gestione di tutta la cintura pelvica, provocata dal peso del bam-
Un'altra parte importante del lavoro è quella sul bacino e le bino e del liquido amniotico.
sue articolazioni (vedi figura sottostante). Le articolazioni del bacino sono per loro stessa natura molto
poco mobili e questa scarsa mobilità è accentuata dalla tensio~~
dei muscoli posteriori che praticamente le rendono ancora plU
chiuse e rigide.
È interessante notare che le articolazioni sacro-iliache hanno
però la possibilità di aprirsi durante la grav.idanz.a per f~e in modo
che il bacino diventi più comodo per ospItare il bambmo. Men?
Articolazioni sacro-iliache tensione ci sarà e più queste si potranno muovere. Anche per il
coccige vale la stessa cosa: più sarà sciolta la tensione ~ell'artico­
lazione sacro-coccigea più il coccige potrà allontanarsI dal pube
e 1asciare spazio al bambino. . .
A questo proposito voglio raccontare un fatto mteressante suc-
cesso qualche anno fa in una ·seduta ~i gru~po, incent~~ta s~lle
sacro-iliache. A metà del lavoro una mIa paZIente SCOppIO a pIan-
gere disperatamente. Disse che le e~a affiorato il ricordo di un'e:
sperienza vissuta qualche tempo prIma e per la quale credeva dI
non avere sofferto: un aborto cosiddetto spontaneo.

Conclusioni

Per concludere vorrei sottolineare come sia importante nel la-


voro con le donnt: in gravidanza condurle ad una consapev~l:z­
za maggiore di se"stesse e del loro corpo, facendo ~oro acqulSlre
fiducia nelle proprie sensazioni interne, per conqUIstare la capa-
cità fondamentale di accogliere questi segnali e dare ascolto alle
esigenze proprie e a quelle del bam~i?o ..Ques~o fa accres~ere l' a~­
tonomia la stima di sé e la capacita dI gestire la propna graVI-
danza ed il momento del parto in modo autonomo. Sarà più dif-
88
89
ficile allora «perdere la testa» nel momento del dolore, e lasciare Lasciate che la schiena scenda tranquillamente verso il pa-
che altri intervengano con scelte dettate dalla fretta e dalla pau- vimento e continuate a tenere la bocca aperta, le mascelle de-
ra, dal calendario, ricorrendo, all'ossitocina quando non ce n'è contratte.
bisogno, o facendo l'episiotomia per prassi. Mentre sarà del tut- Ora provate ad espirare più a lungo, diciamo il doppio del
to facile vivere appieno e senza interferenze questo momento so- tempo che impiegate ad inspirare, ma senza forzare.
lenne e magico, in cui si assiste alla na~cita del proprio figlio. Espirate un po' meno aria ma più a lungo.
Basta solo predisporre il corpo e la mente affinché lascino che Mentre espirate guardatevi le ginocchia avvicin~do un 'po'
il bambino venga al mondo per tonto suo. di più il mento al collo. Guardate la vostra gabb1a toraC1ca,
il petto, lo sterno, e cercate di abbassarli mentre espirate;
Attenzione però! Non sollevate le spalle per abbassare 11
Cosa fare nella pratica petto! . ., . . .
Continuate cos1 espirando il plU a lungo poss1bile e fate m
Vorrei ora consigliarvi tre preliminari che potete eseguite o
l
modo che alla fine dell'espirazione tutta l'aria sia uscita co-
molto tempo prima di essere incinte o dal quarto mese in poi. me quando tossite o ridete.
Nei prìmi tre mesi di gravidanza, a meno che non si abbia già Le gambe sono rilassate, la schiena ha preso una forma ro-
praticato questo lavoro, è meglio non fare l'antiginnastica, per- tonda come se foste sdraiati su un' amaca.
ché spesso le tensioni accumulate nella muscolatura posteriore Ora togliete la palla.
si spostano in avanti e possono compromettere, se la situazione Osservatevi ascoltatevi, sentite com'è il contatto con il suo-
lo consente, la gravidanza stessa. lo. Potete all~ngare lentamente le gambe, stirarvi un po' e
Viceversa questo lavoro è molto indicato nel caso di mestrua- girarvi su un lato per mettervi a sedere. .
zioni dolorose perché le può alleviare. Non è dunque necessario Alzatevi adagio e fate qualche passo per «sentire» ..
essere incinte per fare questi preliminari: tutti, uomini e donne, 2) Stendetevi su un lato e andate ad esplorare il vostro osso sacro.
li possono sperimentare. È l'osso piatto e largo che ~i unisce, in alto,. alla zona lom-
bare e, in basso, al coccige. E compost~ da cmque v~rtebre
1) Stendetevi a terra su un pavimento confortevole (legno, mo- tutte unite tra loro (guardate la figura. E come un tr1angolo
quette, oppure su un tappeto). isoscele con la base rivolta verso l'alto).
Piegate le ginocchia e appoggiate i piedit a terra, alla distanza Ora cercate il grande osso del bacino, percorretene i con-
del vostro bacino. I talloni sono sotto'la p'iega delle ginocchia. torni andando a massaggiare bene con il pollice, penetrando
Ascoltate la vostra respirazione, lasciate che il corpo pren- al di sotto del bordo. Potete andare fino al pube e tornare
da contatto con il suolo poco per volta, senza forzature. Ap- indietro. Ora quando siete di nuovo verso l'osso sacro cerc'~­
poggiate bene le spalle, le braccia lungo il corpo, lasciate la te il punto preciso in c~i il.bacill:0 si unisce. ~'osso sacro .. E
bocca socchiusa e il mento vicino al coll~. il punto dòve è situata 1 artlCOlaZlOne sacro-il1aca. Massaggla-
Dopo qualche minuto appoggiate sotto l'bsso sacro una palla tela bene. '
di gomma piuma del diametro di 10-15 centimetri (anche un Ora appoggiate a terra la schi~na CO? le.gamb.e flesse e do-
cuscinetto può andare bene). po qualche istante ponete proprIo su~ artlcolaz~one una ,Pal-
Continuate a respirare lasciando uscire l'arià dalla bocca lina di sughero o di gomma dura del dIametro dI un centlme-
aperta e inspirando con il naso. tro e mezzo circa (la grandezza di una noce).
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90
Se provate dolore non bloccate il respiro, ma cercate di la-
sciarvi andare.
Ad ogni espirazione cercate di immaginare di aprire la vo-
stra sacro-iliaca, di calmarla.
Continuate espirando bene come nel primo preliminare, per
qualche tempo.
Se continuate a soffrire a causa della pallina, toglietela e
passate al terzo preliminare. Evidentemente in qu~sto momen-
to c'è troppa tensione ed è meglio non insistere. E inutile for-
zare la cosa perché è controproducente: vi irrigidireste anco-
ra di più.
Se invece dopo un po', non vi ricordate nemmeno più di
avere la pallina, continuate ad espirare a lungo guardandovi
le ginocchia e poi toglietela.
Confrontate una parte del vostro corpo con l'altra, alzate-
vi adagio e fate qualche passo per sentirvi.
Potete poi ripetere l'esercizio dall'altro lato del corpo. Po-
tete poi mettere la pallina sotto l'altra articolazione e ripete-
re il preliminare.
3) Siete in piedi. Tenete i piedi paralleli alla distanza del vostro
bacino.
Cercate le sacro-iliache e massaggiatele un po'. I piedi re-
stano ben appoggiati a terra, sempre paralleli. Quindi atten-
zione, le punte non devono divergere!
. li peso è distribuito su tutta la pianta del piede, anche le
dita sono allungate e ben appoggiate, cariche di peso. La schie-
na non è troppo inarcata. .
Ora provate a ruotare le vostre ginocchia e le cosce all' e-
sterno, espirando. Proprio cosi: le rotule devono dirigersi verso
l'esterno. Ripetetelo ad ogni espirazione. Come se fossero due
occhi che guardano all'esterno.
Attenzione! Sentite che cosa succede sotto le vostre dita:
le spine iliache, le rotule e l'asse del piede devono essere sulla
stessa linea (vedi fig. IO}.
Non c'è un piccolo movimento?
Cercatelo, se non lo trovate subito vedrete che fra qualche Fig. 10
tempo verrà. Si tratta solo di rilasciare la zona lombare e di
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Giratevi su un lato per sedervi, alzatevi e. fate qualche p~sso.
permettere alle ginocchia di non essere rivolte sempre all'interno.
Con i piedi paralleli alla larghezza del b~~mo, ora, senza mar-
Ora rilasciate le braccia lungo il corpo e continuate la rotazio-
ne delle ginocchia all'esterno. care la schiena, toccate le vostre due sacro-iliache e provat: ~ ruo:
tare le ginocchia all' esterno. Sono le rotule che devono dmgersl
Se il bordo interno del piede si solleva, cercate di impedirglie-
all'esterno, ma il movimento parte dall'alto delle cosce o ancora
lo, anche questo è un segno dell' accorciamento della muscolatu-
Come all" InIZIO
. . non d'mgete
ra posteriore, ma può cambiare! piùAttenzione!
su. . l. t ali'
om verso l'l' n-
Ora di nuovo a terra, di nuovo su un lato, il destro. L' orec- .
terno e non sollevate i bordi interni dei piedi. Paragonate una
chio sinistro è il più possibile vicino a terra, la bocca è socchiusa.
Le cosce formano un angolo retto con il busto le gambe sono sacro-iliaca all' altra, una metà del corpo all' altra.
Rilassate le braccia e continuate: ad ogni espirazione ruotate
ad angolo rispetto alle cosce. '
I bordi interni dei piedi sono uno sull' altro, uniti. le ginocchia all' esterno. . .
Ora fermatevi. Potete incominciare a lavorare sul lato smlstro.
Ora immaginate che l'aria entri ed esca soltanto nella metà de-
stra ?el tor~ce,. il quale si espande e si restringe come una fisar-
mOnIca, qumdl contemporaneamente sia davanti che dietro: le
costole possono allargarsi nella stessa misura sia anteriormente
che posteriormente!
Quando inspirate spingete il movimento fino in basso, al ba-
cino, e «gonfiate» sia la pancia che la zona lombare allontanan-
do il bacino dalle costole. Quando espirate restring~te la gabbia
toracica e riavvicinate il bacino alle costole.
Dopo qualche tempo, tenendo i piedi uniti con i bordi che si
toccano, portate in avanti la coscia e il ginocchio destri. Arretra-
te poi il ginocchio destro rispetto al sinistro. Andate avanti e in-
dietro dolcemente lungo la linea delle vostre cosce lasciando che
il giriocchio trascini la coscia e 1'anca destre, striscIando sulla co-
scia sinistra e sul ginocchio sinistro.
Il busto, le braccia sono fermi, la spalla sinistra è ferma e ben
appoggiata a terra, così come tutto il profilo sinistro del torace.
Solo l'anca, la coscia e il ginocchio destri continuano a sfregare
lungo la coscia sinistra in un movimento andando avanti e indie-
tro.
È U? picc.olo movimento, non può essere molto ampio, ma cer-
cat~ di se~tlre da dove part~, che beneficio vi porta e quale sen-
saZIone VI provoca. Non ritmate il movimento con la respirazio-
ne, lasciate che dopo un po' compaia un ritmo vostro.
Fermatevi.
Ritornate sulla schiena e confrontate un lato all'altro.
95
94
Capitolo VI

La pratica dell' antiginnastica:


i preliminari
o
.vi compagma.
lO
descrive:ò ora qualche «preliminare», da eseguire da soli

Mettetevi su un pavimento di legno o di moquette o su un tap-


peto non troppo folto.
Indossate abiti caldi che vi consentano piena libertà di movi-
mento.
-.. " I piedi saranno preferibilmente scalzi, ma potete anche indos-
" sare dei calzettoni. Gli abiti devono essere caldi, perché spesso
i movimenti dell' antiginnastica possono indurre reazioni di freddo,
brividi, sonnolenza. Se vi dovesse succedere, non spaventatevi:
è il sistema neurovegetativo che si riequilibra, insieme ai musco-
li che modificano il loro tono.
In certi casi avrete bisogno di alcuni oggetti, ma, poiché so
che spesso si attribuisce loro molto potere come se fossero capa-
ci intrinsecamente di dare benessere, vi dico subito che non so-
no molto importanti e se non li possedete potete benissimo so-
stituirli con qualche cosa di simile che possedete già.
Una palla di gommapiuma del diametro di 10 cm può essere
sostituita con un cuscinetto, un animaletto di peluche, un picco-
lo asciugamabo piegato, tutte cose che, una volta compresse, sia-
no di uno spessore di circa 5 cm.
Una pallina di sughero di 2 cm di diametro può essere sosti-
tuita da un sassolino o da una biglia o da una noce della stessa
dimensione.
Un salsicciotto di stoffa pieno di sabbia, di cm 2 di diametro

99
e lungo circa un metro, può essere sostituito da un asciugamano In questo caso, invece che stare a terra tutti inarcati, cer-
. arrotolato e cosi via. cate di respirare un po' con tutta la schiena e di lasciare che
Per i preliminari non vi sono tempi precisi da rispettare. Ognu- la zona lombare si «riempia» un pochino, che lo spazio che
no è libero di sperimentarli a seconda dei propri desideri: è im- la separa da terra si riduca almeno di un po'.
portante che ciascuno determini i propri ritmi. La testa deve essere ben appoggiata, il collo lungo. Lungo
Potete eseguire un preliminare per volta o tutti insieme, o sce- significa lungo dietro, non inarcato. Per fare ciò dovete por-
gliere voi stessi una vostra personale sequenza. tare il mento verso il collo. Non preoccupatevi del momenta-
neo «doppio-mento» che ne uscirà: è brutto al momento, ma
1) Stendetevi a terra, supini e con le gambe flesse. Cercate di vi serve per trovare la lunghezza posteriore del collo che è
prendere contatto con il pavimento. Provate a respirare e a quella che vi manca. Quando la troverete, questo vi farà ave-
vedere se effettivamente la vostra schiena se la sente di scen- re un migliore portamento della testa, eliminando anche quel-
dere sul pavimento (vedi fig. 6). l'antiestetico «doppio-mento».
Spesso ci sono zone contratte che non si appoggiano mai. Ora posate la palla di gomma piuma sotto il gluteo destro.
La zona lombare è una di queste. Mettete una mano sotto Continuate a respirare lasciando che la zona lombare trovi
la zona lombare e vedete se è il vostro caso. un equilibrio, come se la palla non ci fosse.
Può succedere anche che invece della zona lombare vi fac- Prendete' il ginocchio destro con la mano destra e tira tela
cia male un solo punto dell' osso sacro o del coccige, quello un pachino verso il petto, ogni volta che espirate. Questo mo-
su cui si concentra tutto il peso. vimento va eseguito quattro o cinque volte. Poi incominciate
a imprimere al ginocchio un movimento circolare" La mano
lo conduce a compiere piccoli cerchi concentrici. E come se
la gamba non avesse possibilità di muoversi, è la vostra mano
che la conduce. La spalla sta tranquillamente appoggiata a. ter-
ra. La testa è sempre al centro, la bocca è socchiusa, i denti
I
I
i
non sono stretti. Ora lentamente incominciate ad allargare
questi cerchi, ogni tanto invertite il senso del giro. Continuate
i ad allargare mantenendo sempre come asse centrale la linea
\
del vostro seno destro. Poi incominciate a stringerli ritornan,
do al punto di partenza.
Ora posate il piede a terra e togliete la palla. Ascoltatevi, .
paragonate una parte e l'altra della vostra schiena; poi allun-
gate lentamente le gambe, stiratevi e sbadigliate.
Mettet~vi a sedere lentamente passando prima sul lato. Ora
fate qualche passo per sentire, poi mettete i piedi paralleli e
lentamente piegatevi in avanti. Risalite, lasciando la testa per
ultima.
Quando siete pronti potete lavorare anche il lato sinistro.
Fig. 6

100 101
2) Sedetevi a terra con le gambe allungate. Dovreste stare con del resto del cranio. La fontanella posteriore si trova circa al-
la schiena diritta, perpendicolare al pavimento, ma dato che la sommità del capo, ed è chiamata dagli orientali «porta del
questo è difficile a causa della tensione posteriore che vi tira cielo» poiché da qui entrano l'energia solare e cosmica. Mas-
indietro, potete mettere una palla di gommapiuma a metà sotto saggia tela bene e stimolatela, tirando i capelli, o la pelle che
l'osso sacro: vi darà quei centimetri di lunghezza che vi aiu- trovate su di essa. A noi il riferimento della fontanella poste-
tano a stare diritti, senza cioè dover inarcare la schiena o il riore serve anche per metterei perpendicolari al pavimento o
collo, e cos1 potrete comodamente tenere lo sguardo parallelo al soffitto, per trovare la verticalità.
all'orizzonte (Figg. 7-8). Respirate alcune volte dirigendo la fontanella verso l'alto.
Toccatevi la testa e andate a cercare la vostra fontanella Per capire bene in che direzione dovete andare potete pren-
posteriore, un punto in cui le ossa del cranio non sono ben dere una ciocca di capelli sulla fontanella e tirarla verso l'al-
saldate: avVertirete una speeie di fessura, un po' più molle

102 103
to, come foste un burattino tirato da una cordicella. 3) Prima di affrontare questo preliminare è bene aver già speri-
?ra rip~tete que~to movimento espirando, senza più tira- me'ntato il precedente. Siete seduti con le gambe allungate.
re I ~apell1. L~ maru ~ono appoggiate alle cosce. Le spalle so- T enete una pallina di sughero alla vostra destra. Piegate la
no rilassate, il collo ~ .lungo, attenzione a non stringere tra gamba destra, mettendo il piede ben appoggiato a terra. Il
le scapole, a non aVVICInarle una all' altra. I muscoli anteriori tallone è all'incirca sotto la piega del ginocchio, le dita sono
delle cosce, al contrario, è bene che siano contratti: li avete ben allungate e appoggiate a terra. La fontanella è rivolta verso
sotto le mani, dunque provate a sentire se è possibile farli la- l'alto, il respiro non è bloccato.
vorare .
Incominciate a massaggiare la mano destra con la pallina,
. O.g?i volta che espirate, espirate a lungo, cercando sempre premendola con la mano destra aperta e facendole compiere
dI dmgere la fontanella verso 1'alto e di mettere in moto la dei cerchi sul pavimento. Insistete bene vicino al polso e so-
musco~at~r.a ~el ven~re e della parte anteriore delle cosce per prattutto nella zona che collega il polso al pollice. Massaggia-
tenerVI dIrIttI. PratIcamente dovete cercare di «crescere» a te bene verso la punta di ogni dito.
partire dalla fontanella posteriore, facendo in modo che la Ora fermatevi. Mettete la pallina sotto il piede destro, al
schiena si metta diritta, la nuca si allunghi. Ma fate attenzio- centro della parte anteriore del piede. Con le mani andate a
ne: spesso si crede di allungare il collo spostando il naso e gli cercare i g~ossi tendini che avete sotto la piega del ginocchio
?cchi verso 1'alto, ma cosl non siamo noi a crescere, è solo e massaggiilteli, prendendoli tra il pollice e l'indice, da tutti
il nostro sguardo. La nuca è lunga e in buona posizione quan- e due i lati del ginocchio. Cercate di ammorbidirli.
do l~ base del naso e le orecchie si trovano sullo stesso piano. Ora, sempre tenendo i tendini del ginocchio, espirate pre-
Partite dunque da questo punto di riferimento quando vole- mendo con il piede sulla pallina. Ripetetelo per qualche vol-
te allungarvi. ta. Togliete la pallina, allungate la gamba destra vicino all'al-
Ora con pollice e indice di ogni mano, andate a cercare la tra. Stendetevi a terra.
base del cranio. Pizzicate tutto il bordo del cranio e poi an- Fate scivolare una mano sotto la schiena e andate ad esplo-
date ad afferrare i due muscoli a forma di cordoni che fuorie- rare la scapola destra. Percorretene il bordo e andate a cer-
scono dal cr~nio e. si d~igono verso il basso, accompagnando carne l'angolo inferiore. Quest'angolo è spesso un po' spor-
la colonna. Ttrateli, espIrando a·bocca aperta. Poi fate la stessa gente a causa della tensione che c'è tra le due scapole.
cosa scegliendo due punti un po' più bassi e cosi via fino alla Individuate la colonna e individuate il lungo muscolo che
base del collo, scendendo progressivamente con la presa delle corre lungo il lato destro della colonna. Questo muscolo na-
vostre dita. sce nel collo e accompagna la colonna, sia sul lato destro che
su quello sinistro, fino all' osso sacro. ,
Mettete la pallina proprio tra la colonna e l'angolo inferio-
re della ~capola. Piegate le gambe, appoggiando i piedi a ter-
ra alla distanza del bacino. Appoggiatevi bene con la schiena
sulla pallina, espirando. Può essere molto doloroso, ma più
vi lascerete andare, più i vostri muscoli contratti si allente-
ranno e accoglieranno la pallina. Se il dolore è veramente in-
sopportabile, non fate l'errore di resistere, perché vi induri-
reste ancora più della pallina e questo non è nel nostro pro-
104 105
gramma. Piuttosto spostate un pochino la pallina facendola
4) Siete distesi a terra sulla schiena. Le gambe flesse rendono
scorrere lungo lo stesso muscolo, fino a trovare un punto me-
no dolente. questa posizione meno ~ericolosa per la ~ostra zo~a lombare
poiché le permettono dI scendere meglIo sul paVImento.
La testa è bene al centro, la bocca è aperta e il mento si
Ascoltate il vostro respiro, guardatevi il torace: si muove mentre
avvicina al collo. Restate abbastanza a lungo in questa posi-
respirate? Soprattutto quando espirate, si abbassa per far uscire
zione. Infine togliete la pallina e osservate: una spalla rispet-
l'aria? Di solito siamo bravissimi a far risalire il torace mentre
to all'altra, una gamba, un piede rispetto all'altro, un occhio, inspiriamo, anche perché ci aiutiamo arcuando la schiena.
la mano e una parte della schiena rispetto all' altra.
Quello che invece ci interessa ora è l'espirazione perché,
Lentamente giratevi su un lato per sedervi. Dico sempre
a causa delle contratture posteriori che tengono il diaframma
di girarsi su un lato prima di sedersi perché cosl ci si mette
bloccato essa non è mai abbastanza efficace e completa.
Vi ins~gno un trucco, che ho imparato studiando canto li-
a sedere con l'aiuto delle braccia e non con la forza della
schiena .
rico. Provate a tossire, a ridere o a sbadigliare ascoltando be-
. Ora alzatevi in piedi. Fate qualche passo. Mettetevi a pie-
ne che cosa avviene all'interno del vostro torace.
di paralleli e lentamente piegatevi in avanti, lasciando la te- Guardatevi lo sterno: sicuramente mentre state ridendo o
sta pesante, il collo libero. Sentite e osservate le vostre due dando un colpo di tosse, esso si ab~bassa, perché il diaframma
mani, le braccia, le due metà della schiena. Forse il lato de- è risalito per spingere fuori l'aria. E un movimento raro e pre-
stro è più lungo, «tira» meno.
zioso, estremamente benefico per la salute. Dovrebbe essere
Potete passare al Iato sinistro, riprendendo dall'inizio que- possibile farlo ogni volta che espiriamo, ma questo non av-
sto preliminare, ma potete anche restare cosl, nella vostra asim- viene quasi mai. Avveniva sicuramente quando erava~o bam-
metria e lavorare il lato sinistro un'altra volta.
bini... ma ora, come ho già detto molte volte, la tenslOne mu-
scolare della schiena ce lo impedisce. .
Ascoltate dunque che cosa succede mentre ridete o tossi-
te, anche a livello della schiena: come si modifica l'appbggio
a terra? Che cosa fa la testa? Le spalle?
Osservate bene e cercate di riprodurre questa specie di spin-
ai
ta che avvertite vostro interno, che è dovuta al diaframma
che si muove.
Questa spinta si chiama «appoggio» e viene usata da can-
tanti ed attori per far uscire la voce più potentè. ..
Noi lo usiamo per liberarci dalle contratture posterIOrl e
per assumere una postura più bella, perché il nostro torace
sia più IIl.?bile.. ,.
Continuate ad espuare facendo l appoggIO, se avete sco-
perto che cos'è, se invece an~ora't~on l'.avet~ sc~perto, potete
semplicemente tossire alla fme di ogru espIraZIone. Vedrete
che presto lo imparerete.

106
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Ora 'pr~state attenzione: se la testa fa un piccolo movimento 5) Siete a terra o seduti con le gambe flesse, la nuca è lunga.
Prendete con una mano i muscoli del collo e massaggiateli,
v,a. bemssli~o, deve essere lasciata libera, ma se invece il collo
SIlOarca e il naso va verso l'alto, vuoI dire che i vostri musco- cercando di scollarli, come fareste prendendo un gatto per il
li posteriori sono un po' contratti e per compensare l'allunga- coppino. Tutta la mano fa il movimento, non solo le dita.
Continuando a massaggiare, muovete la testa facendo dei
mento della schiena si accorciano nel collo. Se questo accade
non permettetelo e cercate di guardare le ginocchia in modo piccoli cenni affermati,,:i. L'important: in q~esto moyimento
che la nuca resti lunga.
è insistere e soffermarsI nel momento 10 CUI portate il mento
Continuate ancora un pochino, soHermandovi soprattutto verso il. collo e non quando lo sollevate dal collo.
Poi provate a fare anche dei piccoli cenni di diniego, sem-
s~e sensa,zioni d:insie,me che vi arrivano facendo questo mo-
VImento. E una liberta nuova che vi potete concedere, se lo pre trattenendo saldamente la nuca con la mano. Sono en-
trambi dei piccoli movimenti da compiere senza troppa enfa-
volete.
si. Togliete la mano. Fermatevi, la bocca aperta, e ascoltate.
Ora prendete un salsicciotto e appoggiatelo sotto la schie-
na, dove finiscono le scapole, di traverso rispetto alla colonna. Protendete le labbra in avanti. Le labbra si allungano, co-
me per schioccare un sonoro bacio a qualcuno che è lontano
Dopo qualche momento, che vi serve per adattarvi a que-
da voi. Il mento invece non è proteso. Distinguete bene le
sta nuova posizione e a sperimentare l'appoggio, unite i piedi
e le cosce. labbra dahnento.
Insistete in questo movimento. Contribuisce a distendere
Ogni volta che inspirate, stringete con forza una coscia con-
tro l'altra e ogni volta che espirate rilassatele e lasciate che la nuca e la mascella.
Ora tirate fuori la lingua e dirigetela in avanti, verso il na-
si ap~ano un pochino. Durante l'espirazione fate anche l'ap-
so. Guardatela. Rimettetela dentro. Tiratela fuori di nuovo
pOggIO. allungandola bene. Fatelo parecchie volte. Ora fermatevi, fa-
Continuate: i denti non sono stretti, la bocca è aperta, le
te delle smorfie con tutto il viso, cercando di muovere tutto, .
braccia sono lungo il corpo.
anche le orecchie. Stiratevi, sbadigliate.
Non dovete assolutamente respirare ad un ritmo più velo-
c~ di quello abituale, anzi, cercate di respirare meno spesso,
allungando il tempo dell'espirazione.
Ora fermatevi e togliete il salsicciotto. Ascoltatevi bene.
La sensazione di larghezza e di libertà è cosi particolare che
può sembrarvi sconvolgente all'inizio, ma vi ci abiturerete pre-
sto e non sarete più disposti a sacrificarla.

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Capitolo VII

Incontri
Esperienze con le persone

VINCENZO

Vincenzo mi viene inviato da una mezierista che cura i suoi


genitori. È un bel r~gazzo di 25 anni, che è da poco uscito dalla
-.., tossicodipendenza. E sieropositivo. Ha l'aria un po' imbambola-
\.
ta e assente. Lo sguardo lontano. Non fa parola del suo passato
di tossicodipendente né con me in privato, né con i suoi compa-
gni di gruppo. Frequenta le nostre sedute settimanali CO!! pun-
tualità, cercando un sollievo per il suo mal di schiena. E però
molto chiuso e restio a parlare anche della più piccola sensazio-
ne, rifugge da qualsiasi approccio o conversazione, non sorride
mai. Sembra terrorizzato dalla possibilità di sentire qualche cosa
nel suo corpo.
Dopo qualche mese di lavoro, c'è la pausa dell'estate. Vincen-
zo si ripresenta al rientro dalle vacanze dicendo che vuole conti-
nuare a lavorare con me, ma individualmente. Sembra cambia-
to, è più vivace, il suo sguardo sembra essere più vivo. Nel grup-
po, dice, nt)11 ha voglia di raccontare i fatti suoi. Accetto di fare
delle sedute individuali e rispetto il suo bisogno di non avere con-
tatti con gli altri. La sua paura di dover rispondere a domande
e di tradire la condizione di «diverso» è anche una maniera di
potersi rifare un'identità. Un po' alla volta Vincenzo si apre, trova
il coraggio di lasciarsi andare.

113
~~ra~te u~a seduta .in cui le sensazioni corporee si erano fat- ENZO B.
te plU VIve, pIange ~ mI racconta, assieme alla sensazione di pau-
ra che ha provato, il suo «segreto» (la passata tossico dipende n-
Di Enzo B. ho già parlato nel secondo capitolo, .maj ~vendolo
z~). ~oco per volta riesce a percepire senza censurarle, le sensa- con~sciuto meglio, sono ~nvogliata a racconta~e del ~uol'progres­
ZIOru del suo corpo e sembra rifiorire. Ogni volta che ritorna da
me per fare delle sedute sembra un'altra persona. si. E tornato per parteCIpare ad un altro mIO semmarlo:
Dopo un anno di antiginnastica (che pratica da solo) .dIce che
O.ra lavo!a, fa il .res~auratore, ha una fidanzata. La paura di
il suo torace ha decisamente cambiato forma. La tensIOne che
sent1r~ ~gru tanto rlafflora, ma viene anche subito sdrammatiz-
aveva tra le scapole si è sciolta, lasciandogli assume~e un~ posi-
zata. E .m gra~o di vivere più intensamente e responsabilmente
zione più aperta delle spalle e del petto, con delle eVIdenti !Iper-
la sua VIta. Puo affro.ntare il «p,eric?lo» di sentirsi, senza troppa
cussioni nei suoi rapporti con gli altri. Sente che, avendo libera-
pau:a, s.enza dover rIcorrere ne all anestetico-droga, né alla di-
to questa tensione gli è permesso di respirare megli? ed ha molta
Satt1va~IOne della sua sensibilità. Grazie poi alle cure di Merce-
des Salimei, da m~ consigliategli per la sieropositività, recupera
più forza . Corre senza più irrigidirsi ed ha,una reSIstenza molto
l~
Uvo.
forze e sembra rInascere. Forse non è nemmeno più sieroposi-
maggiore di quella che aveva a vent' anni. .
Non è più disposto a ~acrificare q,:e~t,a nuova sClOlt:zza nem-
meno stando seduto a dIsegnare, attIvlta che credeva Importan-
te fino a poco tempo fa. Si è accorto infatti che diseg?av~ solo
per poter dire di esse:e un illustrato~e ~ che la cosa pero e~afon­
te di tensione. Ora SI sente ben defInIto facendo «,solo» ~ mae-
stro di nuoto. Naturalmente un maestro di nuoto molto partico-
'~ lare perché, come ho già detto, fa prima eseguire ,ai suoi ~~evi
i preliminari di antiginnastica all' asciùt~o. Sarei curiosa ~I rlve-
derlo dopo un anno dal nostro ultimo mcontro. Ho capIto che
è perfettamente in grado di «autoguarirsi». Gli servo, e ne sono
ben contenta, per fare il punto della situazione.

114
115
ALBERTA
scolari alla spalla. Spesso però' le sp~ll~ sono già. i~ parten.za di-
È un medico anestesista. Tende con humour a parlare di sé verse e viene scelto il tennis, o qualsIaSI altra atuyltà che .SI svol-
peggiorandosi. Mi sembra esilarante quando, raccontandomi per- ge asimmetricamente, proprio per mantene.rle tali. Inf~ttl è vero
ché vuole fare antiginnastica, mi dice: «sono asimmetrica, ho una che una persona asimmetrica peggiora se gIoca a tenms, ma una
spalla più bassa, la sinistra. La causa è stata un lungo fidanza-o persona equilibrata resta tale. . .. .
mento. Era un ragazzo molto più alto di me, cosi quando cam- Cos1 è per la maggior parte delle profes~lO~l: il mesUere che
minavamo lui mi cingeva le spalle, stando sempre alla mia sini- facciamo, quando non ne siamo ~on~apevo~, vlen~ scelto per. te-
stra. lo ero dunque costretta a tenere bassa la mia spalla sinistra nere nascoste le nostre imperfezloru. Scegliamo dI fare lo p.sleo-
sotto il suo braccio. La spalla destra oltre a stare più in alto do- logo perché, inconsc~a!llente, ~ensiamodi poter ri~olvere 1 no-
veva portare il peso della mia borsa a tracolla. Ecco perché è cosi stri conflitti psicologICI. Se temIamo molto ~a mal~ttIa e la morte
contratta». Rido, ma vedo che lei mi guarda stupita. Crede dav- scegliamo la professione di medico che credIamo Cl possa proteg-
vero che questa sia stata la causa della sua deformazione. Le spiego gere, possa esorcizzare e ~on~ro~are la paura. Se l~sclamo che ,:en-
che tutti noi tendiamo a proteggere le nostre tensioni, perciò as- gano a coscienza le mOtIVaZI~m pro!onde che c~ fanno sceglIere
sumiamo le posizioni più «comode», quelle in cui possa essere una professione questo non Cl portera, co~e tantI t~~ono, ~ cam-
mantenuto lo status quo, lo stato di squilibrio posturale che coin- biare lavoro, ma semmai a svolgerlo meglIo. InfatUI energ~a che
cide anche con la nostra maniera di difenderci da situazioni sco- investiamo per tenere nascosti i motivi della ~:elta ~<?no. dI nuo-
mode o dolorose. vo disponibili e utilizzabili per lav.o~a~e con pIU ~quili~m? e sen;
Dunque la sua asimmetria pre-esisteva al fidanzamento e sem- za doverci irrigidire. Nessuna attlvlta o profeSSIone : d~ per ~e
mai il fidanzamento è servito a mascherarla e a fornirle un alibi -~ causa di tensione: siamo sempre noi che la strumentalizzIamo m
per lasciarla immutata. Vedo che Alberta mi guarda esterrefatta tal senso. . al
e non accetta quello che le dico. Lei è «scientifica», ha bisogno Claudia, una massaggiatrice, ~i lame.nta ?c:lla ~ua ~ensl~ne .
di prove tangibili. Le dico che lavorando insieme queste prove collo e alle braccia. Questa tenSIone, dIce, e mevltabIle, vlsto.il
le troverà, ma lei imperterrita prosegue nel suo ragionamento dI- lavoro che fa. Ma quante altre massaggiatrici svol~ono tranquil-
cendomi che anche le sue anche sono asimmetriche a causa del lamente il loro lavoro senza irrigidire que~te p~rtI del c?rpo, o
suo studiare sempre per dieci anni seduta sul tallone destro, con semmai, accusando fastidi completamente di~ersI? Pr~babilme~te
la gamba ripiegata in sotto. Le dico che anche questo non è ca- se Claudia concedesse a se stessa il suo deSIderIO dI mate~mtà,
suale: avrà avuto un buon motivo per stare seduta cosi, sarà sta- di occuparsi del corpo di un neonato, non avrebbe ~celto dI far~
ta una posizione comoda proprio a causa della disparità tra le sue massaggi alle persone e, soprattutto, potr~bbe ~ontmuare a farh
anche. Mettendo il piede come supporto sotto quella più bassa senza problemi di contratture. Il corpo mfattl" c?me ho. detto
si sarà sentita più equilibrata. ' parlando della teoria di Thorward Dethlefsen, e mconSClO allo
In effetti molto spesso si confondono le cause con gli effetti. stato tangibile. Tutto quello che la nostra mente non vuolc:,o n?n
Si ritiene che un certo sport o un certo lavoro possano deforma- può accoglieié diventa visibile nel corpo, il qual.e esse~d~ plU «Slll:
re la nostra struttura, ma la deformazione spesso preesiste e sia- cero», accetta le nostre zone d'ombra, i nost:l conflItti I~c.on~cl
mo noi che inconsciamente cerdùamo il mestiere o l'attività che e li riporta alla luce, per il nostr<? benes~er,e e il nostr~ eq~~bno.
ci diano 1'alibi per mantenerla. È il caso, per esempio, del tennis T ornando ad Alberta, che pOI parteCIpo ad uno ~el ffilel gr~p:
che, si dice, sviluppa solo la parte destra, dando contratture mu- pi per due anni, la diffi~oltà era. sempre qu.ella dI parlare. dI se
in prima persona. Non diceva mal per esempIo: «lo ho sentito ... »
116
117
momento non l'ho più vista né sentita. al ·
ma «L'esercizio mi è piaciuto». Oppure «La palla mi faceva ma- A distanza di tempo penso che per lei fo~se di fondament b ~
le» e non «Provavo dolore mentre la palla era sotto di me». Era im ortanza essere scontenta. li suo lavoro dl gr~~de r7sponsa l-
come se tutto fosse sempre determinato dall' esterno. Cosl quan- lit~ le dà l'alibi per non prendersi la responsabilità dl se stessa.
do veniva da me c'erano momenti in cui tutto andava bene per- Coslla soluzione che le avevo prospett~to era troppo av;venta-
thé le facevo fare delle cose per lei piacevoli, ed altre in cui an-
dava male perché le cose non le piacevano. .
ta , avrebbe costituito per lei una forzatura.
Quando le proponevo di mettersi al centro del discorso, di par-
lare in prima persona e di pensare che era lei che veniva a fare
delle cose da me, si arrabbiava e tentava di riportare tutto su
un piano scientifico, razionale, di causa-effetto. Come se i preli-
minari di antiginnastica avessero in sé dei poteri che invece nori
hanno: essi sono solo un mezzo per arrivare alla presa di coscien-
za e al cambiamento.
Una delle tante volte in cui gliel'ho fatto notare, le ho detto
di usare la prima persona singolare nel descrivere le sue sensa-
zioni; ho anche aggiunto che questa è anche la maniera di pren-
dersi la responsabilità di quello che sente, e quindi di se stessa.
Mi ha risposto, seccata, che lei già si prende abbastanza respon-
sabilità nel lavoro, quindi anche se non se le .prendeva in questo
campo era meglio. Da questo momento Alberta ha cominciato
a diradare le sedute, dicendo che doveva utillzzllre questo tem-
po per studiare' in vista di un concorso. "
Un giorno è tornata e mi ha parlato a lungo del suo lavoro,
dell'angoscia che provava ogni volta che anestetizzava una per-
sona. Mi ha raccontato che nel suo lavoro il rischio di mortalità .j.
I
è altissimo, imprevedibile e spesso non proporzionale all'impor-
tanza dell'intervento. .
Le ho detto che la capivo bene, perché mi è capitato di parlare
con altri anestesisti che dicevano di essere traumatizzati per lo
stesso motivo: a volte per un intervento banalissimo, magari di
chirurgia estetica, il paziente aveva rischiato ,.di morire.
Le ho consigliato di provare ad occuparsi di agopuntura, pote-
va essere una buona cosa. Conosco un'anestesista che lavora in
una struttura pubblica ma usa con successo knché l'agopuntura,
quando l'intervento chirurgico e il paziente glielo consentono.
Alberta mi ha invece guardata con sfiducia,dicendo che no,
lei alla sua età (40 anni!) nori se la sarebbe mai sentita. Da quel
119
118 ri
\
esattamente io la destinataria di tutta qu~ll' ag-
BIANCA non Neron mi interessava sapere ch'1 al trl. fosseo Sarà stata
men t.e ., .
gresslvlta. o . .. h enlS
I

forse la madre, psicologa, che tanto aveva mSIstlto perc e v -


È la madre, psicologa, che mi subissa di telefonate dicendomi
che sua figlia ha molto bisogno di venire da me ma non ha tem- se da me? d'f' l . So-
Cos1 ho calato una specie di parete l ensiva tra el ~ me.
po di telefonarmi. no rimasta zitta per un po'. L'ho lasciata parlare,. po:, m~nthe
Quando finalmente Bianca arriva, vedo una ragazza dall'aria ancora Bianca si sfogava, mi sono a1z~t~ e, sempre m s~enzlO o
un po' arcigna e superba che mi dice di essere un'aspirante attri- aperto la porta del mio studio. Allora SI e alzata d~he IdI e, ?sc~n­
ce, in quanto ha fatto la scuola del Piccolo Teatro. do mi ha orto una mano che io non ho stretto, . Icen om!:« c-
Le chiedo come sia arrivata da me: mi risponde che è stata co: credo ~he adesso lei si senta una grande pSicologa, vero?».
la madre a consigliarglielo. Le chiedo di che cosa abbia bisogno.
Mi dice che vuole fare lo stesso tipo di ginnastica, lo stretching,
che faceva alla scuola del Piccolo Teatro.
Le spiego che il lavoro che faccio non è esattamente quello che
forse intende lei. Mi dice che comunque ha sentito parlare di an-
tiginnastica e che può andare bene lo stesso.
Le chiedo allora di parlarmi un po' di quello che cerca per sé
stessa venendo a fare questo lavoro. Mi guarda incredula e gira
la testa da un'altra parte: «Beh, questa poi! Non credevo che per
iscriversi ad un corso di ginnastica bisognasse subire degli inter-
rogatori».
Il mio non è un interrogatorio, ma una maniera di vedere se
è possibile lavorare insieme. Ribatte con tono seccato: «Voglio
semplicemente un po' di stretching. Non penso di dover parlare
dei fatti miei». Quando le ripeto che io non faccio stretching, ma
antiginnastica e che se vuole lavorare con me ho bisogno di par-
lare con lei, per cominciare a conoscerla e per verificare se i no-
stri obiettivi coincidono, si scatena la tempesta. Mi annuncia che
lei vuole solp fare ginnastica e che io invece la costringo a fare
la psicanalisi, «Cose da pazzi!».
Ecco, se lo scopo del colloquio era verificare la possibilità di
lavorare insieme, questa possibilità sta sfumando perché non ci
intendiamo assolutamente l'una con l'altra.
<<Allora, mi dica che lei non vuole lavorare con me!».
«Si, le dico, confesso che 'non ne ho nessuna voglia». Mi ag-
gredisce con un fiume di parole e di improperi che non ricordo
nemmeno più.
So di aver pensato che mi dovevo difendere perché probabil-
121
120
Capisco ora che la sua rovinosa caduta in montagna è stata in
BARBARA realtà un tentativo inconscio di rompere la sua spessa. cor.azza.
È stata la scusa per potersi occupare di sé, per mettere In dlSCUS-
È una carissima amica, compagna,di università. È da sempre, . sione la sua struttura rigida. . .
da 'quando la conosco, molto rigida. E molto impegnata in politi- Le sedute Mézières, facendo sl che Barbara cambIa~sc: ~t~ut­
ca' nell' area della sinistra. Ha sempre rifiutato i coinvolgimenti tura le hanno brutalmente rivelato l'abisso della sua ngldlta e,
emotivi e sentimentali. allo 'stesso tempo, la possibilità di camb!are. .
Pur facendo la psicologa non ha mai voluto intraprendere al- La conseguente pur pericolosa depresslOne, le ha perme~so d~.
cun tipo di terapia personale. proseguire nel cambiamento t.anto ch~ ora Barbara ha deCISO dI
Ha sempre lasciato, o si è fatta lasciare dai suoi numerosissimi affrontare finalmente una pSIcoterapIa.
fidanzati, quando la relazione diventava «compromettente».
Dopo qualche anno di fidanzamento, ha lasciato anche l'ulti-
mo fidanzato, senza provare apparentemente nessun dolore.
. Dopo qualche tempo mi chiede consiglio su che cosa fare per
la sua schiena. Praticando l'alpinismo, infatti, ha fatto una brut-
ta caduta che le ha lasciato una forte lombalgia. Questo dolore
persiste ormai da qualche mese. La indirizzo quindi da una fisio-
terapista, che le pratica con buoni risultati delle sedute di meto-
dò Mézièies. .
La vicenda non mi aveva particolarmente colpita finché, dopo
qualche mese, sentendo Barbara al telefono, apprendo che sta
attraversandò una grossa crisi depressiva.
Mi stupisco, perché in tanti anni, non l'ho mai sentita nem-
meno parlare di cose cos1 intime e coinvolge~ti. Mi dice infatti,
che si è.innamorata di nuovo del suo fidanzato, il quale nel frat-
t~mpo si,stava sposando con un'altra. Da qui è sorta la depres-
SlOne. ,
. Quando la rivedo Barbara è in effetti molto cambiata. È co-
me se tutto il fiume dei suoi sentimenti, per anni rimasto prigio-
nie,ro, si fosse liberato impetuosamente.
E profondamente depressa e sofferente e sarebbe disposta a
fare di tutto per ristabilire il rapporto con il suo fidanzato.
Pur pagandone pericolosamente il prezzo, è disposta per la pri-
ma volta ad amare e a dire eli amare.
Ha completamento invertito la rotta della sua vita: non è più
cosi rigida nel corpo, nei sentimenti, nelle convinzioni politiche
e nel lavoro.
Ricupera persino dei buoni rapporti con la sua famiglia.
123
122
MARIA Conclu'sioni
Quando arrivò da me era una graziosissima venticinquenne, In questo ultimo capitolo ho 'present~to. UI~a pi~c~la gall~ria
madre di una bimba di due anni. Aveva un'importante scoliosi di personaggi che ho incontrato m questi dIecI anru dI ~spenen­
che per anni i medici hanno cercato di «curare» con busti, cor- za professionale. Li ho scelti tra i tanti, senza pe~sarcl troppo.
setti e ginnastiche correttive. Poi; ad un certo momento, ha vo- Sono persone alla cui crescita ho potuto a volte a~slster~ e parte-
luto smettere di «curarsi» ed ha fatto tutto quello di cui aveva cipare. A volte, come avete potuto constatare VOI stessI, non ho
voglia. Sport,danza, stravizi, senza che la scoliosi per questopeg- avuto questa possibilità. Una cosa però è certa: io sono ~empre
giorasse rié migliorasse. cresciuta un po' con loro, anche con coloro che ho conslderat~
Qualche tempo dopo il suo arrivo in un gruppo di antiginna- dei casi falliti. Essi sono stati, comunque, inconsapevolmente del
stica, la invio anche da un mezierÌsta, pensando che sia molto maestri di vita, e di questo li ringrazio.
indicato nel suo caso fare questo tipo di sedute. Ma lei non le Mi piacerebbe allora poter parlare e ringraziare, .visto che questo
sopporta. «Perché» dice «quando esco di n mi sento diritta, ed è anche l'ultimo capitolo, anche le persone che mI sono stat~ con-
è orribile». Mi stupisco, ma mi dichiaro d'accordo con lei. In ef- sapevolmente maestre di vit.a e d~ profess~one: ~arto ~a mIa ~a­
fetti a volte, penso, io sono vittima della mia fretta e del pensare dre che mi ha prestato il pnmo libro sull antlg~n~ast1~~. ArrIvo
che in un caso cos1 «grave» il mio lavoro non possa essere suffi- poi a ThérèseBerther~t, che ~on la sua g~neroslta nelllnse~na~­
ciente. mi il suo metodo preZIOSO, mI ha consentlto, partendo ~all antl-
Maria frequenta da anni i miei gruppi, con passione, entusia- ginnastica, ih primo luogo di intrapr~ndere una'p~ofe~slone e. se-
smo e grande responsabilità verso se stessa. Si è accorta che può condariamente di avvicinarmi alla mIa scelta orlgmana, la pSICO-
cambiare, partendo dall'interno, per sua scelta, e che la sua schiena "-: terapia, in una maniera part~co~ar.e che mi cor~isponde in pien~.
lentamente si raddrizza. Si è accorta che c'è una grande diffe- Thérese è una donna cunOSlSSlma e recettlva, che ama reVI-
renza tra quello che lei è e ciò che invece ha voluto apparire con- sionare continuamente le sue acquisizioni. Ha avuto una vicen-
a
formandosi quello che gli altri volevano che lei fosse. In questi da personale molto drammatica, in cui si è accorta brutal~e?te
anni ha acquisito una profonda coscienza di sé, una sensibilità del vuoto e dell' assurdo di cui il sistema sanitario è costltUltO.
particolarissima per il suo corpo. È sempre presente a se stessa Credo che questo abbia fortemente connotat? le ~ue scelte. suc-
in ogrii momento della giornata e questo le consente di perfezio- cessive. Infatti puravendo avuto, per necessItà dI sopraVVIven-
nare sempre più la sua pastura. za una formazione di fisioterapia classica, ha poi frequentato la
Questo potere che ha scoperto in se stessa la rende più forte sc~ola di Françoise Mézières, dove tutte le conoscenze apprese
e sicura di sé, tanto che si sta scoprendo e accettando, senza paura, sono state, come abbiamo visto, capovolte. E ancor~, se per cer-
diversa da quello che ha sempre pensato e pensato di dover essere. ti versi il suo metodo si può considerare un'emanazlOne del ~e­
todo Mézières, per altri versi ne è il contra.rio. In~atti, vede:e
il legame tra;)' organizzazione .m~scol~~e, gh orga.n~, la. materl.a
corporea e l'organizzazione pSlchlca, l mtellettualita, ~h affettI,
significa che non ha più senso svo~gere u~ lavor.o come il.m<;todo
Mézières che si ostina a prendere m consIderaZIone solo il livello
muscolare mantenendo il rapporto con il paziente su un piano
strettame~te e classicamente medicale. Riporto, a questo propo-

124 125
sito, un frammento di un'intervista che le feci anni fa, per una redamento o per 1'alimentazione.
rivista italiana: «Mi sembra impossibile non sviluppare il lavoro Riparto poi con i ringraziamenti dalla mia analista, Elvira Ju-
in profondità, perché, anche quando si vuole restare tranquilla- liani, che mi "ha aiutata a scegliere di essere più felice e, passan-
mente nell'organizzazione muscolare, ci si accorge che le emo- do per la mia insegnante di canto, Floriana Cavalli, che ini ha
zioni arrivano, che il comportamento cambia, che le persone in- trasmesso un po' della sua arte e della sua grande forza d'animo,
cominciano a pensare diversamente e poi a pensare al rapporto arrivo a Mercedes Salimei che, con la sua immensa sapienza mi
con gli altri, diversamente. E se in quel momento siamo capaci ha sempre fornito delle indicazioni benefiche e mi ha aperto le
di vedere il cambiamento e di aiutarli a prendere coscienza della porte di un mondo che sto incominciando ad esplorare.
differenza, della loro differenza di comportamento, contempo- Poi, ritornando ai maestri di vita inconsapevoli, voglio citare
raneamente alle emozioni sollevate, il lavoro va"dieci volte più i miei figli Leopoldo e Corinna che, nati in casa per mia esigen-
veloce, è decuplicato, possiamo andare ancora più in profondità za, mi hanno consentito di fare - e di continuare a fare, con
e arrivare a dei risultati molto più duraturi. Credo che restare la loro nascita e la loro crescita, un'esperienza di vita intensa e
unicamente nei muscoli, come fanno in genere i fisioterapisti, sia straordinaria. Ringrazio anche Sara Veltro, l'ostetrica che ci ha
molto più comodo - in fondo è un comfort capisci? - ma non assistiti con grande forza, affetto e determinazione. "
si può restare n per essere onesti. Si tratta di capire quello che Un ringraziamento particolare a mio marito Francesco che con
succede, invece, di pensare che le persone, quando si mettono la sua tenacia ha decisamente contribuito a che questo libro ven-
a piangere, hanno delle idee bizzarre che passano per la testa, ga pubblicato.
o, quando si mettono a tremare, sudare, che sono delle reazioni
neurovegetat~ve ... e poi sedersi e aspettare che passino, rimanendo
costernati in fondo. Un mestiere come può essere quello di un
orologiaio, non comporta il mettersi in discussione ... mentre noi
s1. È un peccato non farlo perché penso ci sia tutta una dimen-
sione della persona che si ha davanti, che altrimenti sfugge. Insi-
sto che non lo facciamo apposta di andare a cercare negli affetti,
nell~organizzazione psichica della gente, ma ciò si impone, se si
è abbastanza onesti non si può scappare».
Thérèse è una donna minuta, bionda, raffinata, elegantissi- "",
ma nel portamento, ha uno sguardo intenso e penetrante. Illuo-
go dove svolge la sua professione a Parigi, dove l'ho conosciuta,
è spazioso, pieno di luce e di piante, ha le sembianze e l'accura-
tezza di una casa, più che di uno studio professionale. Spesso
alcune caratteristiche di Thérèse sono state scambiate per stra- ."~- .
nezze o per frivolezze dai colleghi, ma sono invece, a mio avvi-
SOl esigenze profonde di armonia. Mi riferisco per esempio al fatto
di aver inserito nella nostra formazione professionale lo studio
dell' astrologia, accanto a quello del metodo Mézières e alla teo-
oria reichiana, piuttosto che alla cura che ha per sé stessa, per l'ar-

126 127
Bibliografia

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In
Indice

Prefazione pago 7
Introduzione » .'9

Capitolo I L'antiginnastica
" .., Preliminari
Il lavoro di gruppo
»
»
15
17
Françoise Mézières » 21
Accorciamento posteriore » 22
Antagonismi » 24
Rotazione interna degli arti » 28
.- La respirazione » 28
La forma determina la funzione » 29
Rilassare la muscolatura posteriore non
significa solo rilassarsi » 29
La portata delle scoperte di Mézières » 30

Capitolo II L'unità psicosomatica


Relazione tra muscoli e comportamento » 35
Il blocco dell'energia » 36
Acquisire consapevolezza » 37
Antiginnastica come preliminare » 37
La resistenza al cambiamento » 38
Il pensiero in azione » 41
Una reazione difensiva esemplare: il freddo » 42
L'utilità della tensione » 43
Capitolo III La riappropriazione della salute nella
sua glohalità
Affinare l'ascolto di sé pago 47
Assumersi la responsabilità della propria
salute » 49
Malattia e salute » 51
Paola, un esempio di processo di ./i"
risanamento » 52
Salute e assenza di malattia » 54
Intervento a posteriori: l'ernia del disco » 55
Intervento a priori: le vaccinazioni » 56
Delega della salute e perdita dell'autonomia » 60
La perdita del buon senso comune » 60
La perdita della saggezza originaria » 61
Capitolo IV Collegamenti
Omeopatia » 68
7 Shiatsu » 70
I Digiuno » 74
Integrazione alimentare e alimentazione .,
naturale » 76 "
Tabella dei gruppi alimentari » 77
Malattia e destino » 78
Capito io V Gravidlll1:za e parto
l'antiginnastica durante la gravidanza
- » 83
La tendenza a ipermedicalizzare la
gravidanza » 84
Il corpo che cambia » 87
Conclusioni » 89
Cosa fare nella pratica » 90

Capitolo VI La pratica dell'antiginnastica: i


preliminari » 99

Capitolo VII Incontri


Esperienze con le persone » 113
Conclusioni » 125
Bibliografia » 131

i .