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ATTACCHI DI PANICO:
L'ARCO E LE FRECCE

Piccola guida scritta da chi ne uscito davvero.

C a r l a Piv a r i

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Sommario Prima Parte:

Introduzione pag. 4

Parliamo la stessa lingua pag. 12

Ti propongo un per-corso pag. 36

La vita senza il panico pag. 37

Gli strumenti pag. 39

Gli ingredienti pag. 45

Farsi Domande pag. 52

Fotografa il punto di partenza pag. 62

Smontare il problema pag. 65

Resettare il cervello pag. 71

L'uso corretto della Fantasia pag. 77

L'uso corretto del Linguaggio pag. 81

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Questo per-corso

Questa piccola guida frutto di


tante esperienze, insegnamenti,
letture, corsi, terapie
convenzionali e non, tecniche
accumulate nellarco di 20 anni
Ho gi scritto la mia storia
personale in un altro volume e
molti mi hanno chiesto un
seguito.

Si voleva capire, sapere come ho fatto ad uscire dal panico. E' una
richiesta legittima che pure io ponevo nei riguardi dei pochi che
trovavo e nei pochissimi che si dichiaravano guariti. Li vedevo
sereni, mi davano sicurezza, sono stati per me la dimostrazione
vivente che se uno si impegna in un cammino, ne esce. E ne esce
alla grande,con una rinnovata voglia di vivere e non di
sopravvivere.
Qui ho raccolto da un archivio sempre pi grande le riflessioni e
le tecniche che mi hanno portato al traguardo. Ho poi scremato,
per cos dire, tra le innumerevoli cose interessanti quelle che in
anni di pratica da sola e con i gruppi, mi parevano le pi efficaci.
Io le vedo come tante Frecce multicolori da tirar fuori al
momento opportuno, ma per fare centro, bisogna prima
esercitarsi bene con lArco.

L'Arco qui la Nostra Mente, il


Nostro Cervello.
Le Frecce sono le Tecniche, gli
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Esercizi.
Ora ti spiego perch questo per-
corso non ti viene regalato ed ha
un costo dignitoso. Ho visto in
questi anni che le cose donate
non vengono sufficientemente
apprezzate, in primis. Difficile
che tu sia costante se ti
regalano un abbonamento in
palestra...

Se sei arrivato a leggere


queste parole, vuol dire che
un minimo di motivazione ce
lhai e cos ti sei mosso,
lhai richiesto ricevuto e
pagato. Tu hai pagato per il
mio tempo che prezioso, come
il tuo.
Non cederlo n fare fotocopie per
farlo girare. Faresti un cattivo
servizio a te e a chi credi di
agevolare. E' un meccanismo
psicologico. Segnalalo se lo

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ritieni valido, ma lascia che
altri si mettano in azione e che
sacrifichino qualcosa.

Non divorare il tutto in poche


ore. Leggi, studia, rifletti e
sperimenta. Fai tuoi i
concetti espressi, mettili in
pratica nelle piccole cose.
Quando vedrai i primi
risultati avrai un'ulteriore
spinta per proseguire.
Ho volutamente cercato di non
mettere troppa carne al fuoco, le
riflessioni da riflettere per
bene sono fondamentali, le Frecce
al nostro Arco sono sufficienti,
se saprai usarle bene..

Preparati prima di tutto ad


accogliere questo messaggio forte
e chiaro: di Panico e Ansia si
guarisce e la chiave sta
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innanzitutto nel fare un radicale
cambiamento di rotta nel tuo modo
di pensare. Perch guarigione, e
non mi stancher di dirlo,
significa innanzitutto
Cambiamento. Non vi nulla di
faticoso, intendiamoci, ma a
volte siamo presi dallo
sconforto, dalla sfiducia o dalla
pigrizia.

Lo sconforto: per nove volte


va bene, ma noi ci
focalizziamo sulla decima
volta che andata male, e non
teniamo conto del cammino
fatto. Ci torneremo sopra.
La sfiducia: ad un certo
punto, magari ti chiederai: ma
a che servono queste cose? Mi
sembrano solo dei trucchetti,
americanate, impossibile
che funzionino, sono troppo
semplici.

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Nella mia esperienza ho
incontrato persone che sono
andate alla ricerca delle strade
pi assurde e pi costose per
scrollarsi di dosso il panico.
Cercavano il tutto e subito. Non
lhanno trovato.

Non ci sono soluzioni


miracolistiche, nessuno pu fare
il lavoro al posto nostro. Ma non
vederlo come un macigno, pensa
piuttosto ad una sfida, un
impegno, un cammino tuo. Si pu
guarire, come me molti altri.
Perch tu no?
*La pigrizia: b con quella
dobbiamo combattere tutti i
giorni. Ti faccio un esempio:
almeno da un anno che mi sono
ripromessa di buttar gi questo
manualetto... ma ma ma!! Tirar
fuori pagine e pagine di appunti

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cartacei e sul picc, risistemare
il tutto, scrivere in linguaggio
accessibile, correggere, rivedere
cento volte il tutto ecc ecc. Ho
rimandato e rimandato, pur
sentendo di voler e poter fare e
dare qualcosa in pi. Ad un certo
punto sono accadute delle cose
esterne che mi hanno spinto a
prendere in mano il tutto e la
mia pigrizia la combatto
focalizzandomi sulla meta. Ho gi
provato la soddisfazione che si
prova dopo aver portato a termine
un compito. La posso richiamare,
quella sensazione, e mi da la
carica per continuare.

In questo campo specifico in


gioco la qualit della nostra
Vita, quindi val bene fare un
piccolo sforzo!!!! Ti prego di
calare nella tua realt tutto ci
che leggi, di farlo tuo, non
perch io sia un guru,
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semplicemente perch io ce lho
fatta.
Ho voluto fare tutto da me,
questa volta, senza affidarmi a
case editrici, per non avere
limiti di sorta. Credo sia la
prima volta che qualcosa di
simile sia proposto da una
persona..
.. Ex dappata italiana, quindi
calata nella nostra realt.
.. Non psicologa n psichiatra.
.. Non sponsorizzata da nessuno
se non da un gruppo di amici che
credono in questo lavoro e mi
hanno spinto a darmi una mossa.

Credo che tu sia daccordo nel


credere che abbiamo una marcia in
pi, infatti parliamo la stessa
lingua e non puoi dirmi: che
cavolo stai dicendo? Tu non lhai
mai provato! (cosa che molti di
noi, solo per timore
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reverenziale, non dicono ai loro
psicoterapeuti).
Ma la cosa che mi piace di pi
il fatto che questo che hai tra
le mani pu essere uno strumento
interattivo. Che significa?
Solitamente quando leggiamo un
libro, non abbiamo modo di
chiedere allautore: scusa, cosa
intendi dire qui? ...e questo
tanto pi utile in un manuale
duso. Trovo molto carina e utile
lidea di poter interagire. Le
informazioni in merito ti
verranno date in seguito.

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Parliamo la stessa lingua
A mo' di romanzo, prima di entrare nel
vivo e per farti capire quanto posso
capirti, ti offro questo stralcio della
mia vita...leggi e capirai....

Ho la mania dei calendari .In casa ce


ne sono disseminati ovunque. Ci scrivo
le date per me importanti, qualche
scadenza, ricorrenze, propositi. Di
solito sono cifrati in modo che nessuno
capisca solo che poi me ne scordo pure
io. Come promemoria di quando ho fatto
lamore, io uso metodi arcaici che
finora hanno funzionato, c un
cuoricino. O meglio cera. Perch mia
figlia, quella piccola, un giorno mi
chiese che significasse. Colta alla
sprovvista risposi Vuol dire che mamma
e pap si vogliono bene. Il giorno dopo
trovai il mese disseminato di cuoricini.

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Anchio vi voglio bene. Disse. Che
tenerezza. Ma dovetti cambiare simbolo.
I compleanni sono volutamente
enfatizzati: il 28 ad esempio. Avete mai
conosciuto un numero pi bello del 28?
Come no, due e otto fanno 10 accidenti!
E poi lultimo giorno di febbraio. Ma
vimmaginate data pi originale? S? B,
pazienza. E strepitoso ugualmente
perch ci sono nata io.
E che dire del primo ottobre? Ah! che
data storica una volta cominciava la
scuola. Poi scontato che l1 sia il
numero uno, number one!!! E mia figlia
lo segna in azzurro gi allinizio
dellanno. Poi c il 14 marzo,
compleanno dellaltra creatura.come,
non vi dice niente? Quattordici marzo
insomma tutti sanno che in questo
giorno nato Einstein.

Non c bisogno che segni altre date.


Magari altrettanto importanti per me.
Perch quelle sono incise nella mia
anima e nella mia carne.
Il primo attacco di panico lho avuto
a Venezia un azzurro gioved, circa
mezzogiorno del 27 agosto. La maggior
parte delle persone ricorda la sua
data, perch come uno spartiacque.

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Un po come la Storia solo che invece
di avanti Cristo a.C. uno dovrebbe
mettere pdd. Sembra una di quelle
strane sigle o il nome di un
rapper.prima del panico. Per quando
ci sei dentro ti rimane difficile
credere che ci sar un ddp. Dopo del
panico. E pure se uno ha trovato un
certo equilibrio in un angolino della
sua testa c il dubbio di non uscirne
mai definitivamente.
Invece si sbagliano. Si sbagliano
eccome. Forse perch si lasciano
troppo condizionare da certe sentenze
che suonano come condanne a vita. No,
pure per il panico c lindulto.

Ed per questo che ho ripreso in mano


la penna (si fa per dire) e, prima di
scrivere ci che mi ero ripromessa e
ci che avevo promesso a molti e cio
finalmente una mappa, una guida, mi
accorgo che in questo tempo non
cambiato molto. Che il panico lo
conosce chi ce lha, che di panico
scrivono tutti fuorch chi c dentro
o magari ne uscito, che nessuno sa
veramente che razza dinferno sia o,
almeno, non messo in grado di
trasmetterlo. E che il panico

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diventato un business e ci sono tanti
poveri disgraziati affamati di
comprensione ed allora si accomunano
in qualche associazione cosiddetta non
profit. Oppure fanno la fila, sempre
che ci riescano, per comprare lultimo
libro dello psichiatra in voga che ti
dice che sei un privilegiato.
Perch molti di quelli che scrivono di
panico non lhanno provato neanche
mezzo secondo ed io non mi azzarderei
mai a parlare di anoressia: un
linguaggio, un mondo che non conosco.
Ho provato ad entrarci in punta di
piedi, ho provato a cercar di capire e
non mi proprio riuscito. Le
testimonianze di chi ha vissuto certi
disagi sono preziosissime, pi di
mille trattati e non si capisce perch
la gente corra dietro ad altro. Tanto
per soddisfare queste persone posso
dire che pure io posseggo il titolo di
dottore. Va meglio cos? Ma non in
medicina n psicologia.
Qualcuno potr ribattere che un medico
per curare il cancro non deve essere
necessariamente malato di quello.
Ovvio. E che uno psicologo non deve
aver sofferto il dap per aiutarti.
Daccordo. Ma facciamoci qualche

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domanda: non che abbiamo un pochino
il mito del guru guaritore? Non che
a volte ci pare che siamo stati un po
troppo in terapia senza risultati, ma
non abbiamo il coraggio di sganciarci?
Non che certi approcci siano troppo
rigidi? O analisi o comportamentismo o
strategico breve ooo ? Non che
prendiamo una cosa per buona perch
lha detto la televisione?
Io ho sviluppato una mia personale
teoria lavorando nei gruppi. Serve un
lavoro totale, un lavoro a mille
sfaccettature. E come per aiutare i
tossici non esistono migliori
guaritori che gli ex tossici, cos
per il panico. Perch si parla la
stessa lingua, non ci si sforza, nel
migliore dei casi, di parlarla o di
entrare in sintonia. Ci si capisce e
basta.
Laltra cosa che non riesco a
spiegarmi il fatto che chi ne
uscito sia cos avaro di
testimonianze: paura di essere
classificati? Voglia di dimenticare?
Esorcizzare un ritorno? Rinnegare una
parte della propria vita? Oppure
convinzione di non esserne fuori
definitivamente. Non lo so e non me lo

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spiego. Mica serve scrivere un libro.
Internet una realt dove trova
cittadinanza di tutto. C
lassociazione ex combattenti della
prima guerra (ancora per poco), non
c una decina di voci che simpegnino
a tirar su i compagni di cordata. Loro
sono gi nel Rifugio col panino e il
bicchiere di merlot.

Lesperienza di cui sto parlando


talmente drammatica che le persone
hanno bisogno di sentirsi dire che ci
pu essere un ritorno alla vita
normale. Certo non posso permettermi
di giudicare nessuno, ma se ognuno in
questo piccolo Mondo passeggero si
facesse gli affari degli altri in
senso buono, ecco, credo che lo
renderemmo migliore. E questo vale per
tante altre cose. Cos invece si
lascia il campo alle solite voci. Non
me ne vogliano gli esperti del ramo,
si insinua pure il dubbio che il
panico sia una condanna a vita.
Difficile trovare questionari che
dimostrino il contrario, mentre si sa
con buona approssimazione che ne
afflitto dal 3 al 6% della
popolazione. Approssimazione, appunto,

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anche perch esiste ancora la vergogna
forse per laccostamento allambito
mentale malato, forse perch uno vive
certi sintomi e non sa bene come e
dove collocarli.
Una cosa di buono ce lha il panico
(anzi pi di una, a veder bene): un
disturbo trasversale. Cio colpisce
come un fulmine a ciel sereno tutte
le classi sociali. Almeno nel mondo
cosiddetto civilizzato. Nelle fasce
pi povere del pianeta francamente non
lo so, non esistono dati certi qua,
figuriamoci l. Qualche scettico o
volontarista forse dir che una
malattia inventata, che uno non ha
niente da fare allora ecco il panico,
che se andasse a zappare la terra,
che se ci mettesse la buona volont.
Diciamo la verit: qualche volta
queste frasi le abbiamo sentite, pi o
meno velate. E magari ci siamo pure
sentiti anche in colpa. Ancora di pi
in colpa, perch il panico difficile
da dimostrare, meglio un bel gesso,
una benda sullocchio, una bella
fasciatura. Insomma difficile credere
a ci che non si vede, anche se noi
appanicati o esuli abbiamo sviluppato
un certo occhio clinico e tra di noi

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ci distinguiamo e riconosciamo a colpo
sicuro. Vi capita mai di dare
indicazioni ad una persona indicando
un ufficio al terzo piano, schiacci 3
c lascensore, e quello ti chiede
dove- sono- le- scale- .. sa- il
movimento- fa bene.Quello un
claustrofobico, non un salutista. Come
lo si capisce? Semplice: si sta
giustificando E questo solo un
piccolo esempio, anche del pudore di
confessare che lascensore mette a
disagio.
Vedo che non cambiato molto dai
miei tempi. E cos mi rimetto a
scriver di panico, sebbene da un'altra
angolazione Perch uno deve pur
canalizzare la propria creativit in
ci che ama fare, scrivere libri o
fare alluncinetto o fare fuori pista,
altrimenti si rischia che tutta questa
energia inesplosa faccia danni, magari
sfoci in panico. Che monotonia.

Pi che un elenco di sintomi credo


renda lidea un' esperienza di stato
di panico. Questa stata la mia prima
volta, ma non fu nulla di hot, siamo
piuttosto sul genere horror.

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Non voglio fare la melodrammatica, ma
talmente traumatico ricalarsi in
quei momenti! Chi conosce il Panico
(quello vero) lo sa e capisce. Agli
altri chiedo: vi prego cercate di
credermi dal profondo del cuore, non
pensate che siano esagerazioni, cos
quando lo sentirete nominare saprete
almeno di cosa si tratta. Siete pronti
a sciogliervi per tutte le malattie
del pianeta, questa ha il solo difetto
che non si vede e non dimostrabile
scientificamente. E si sa che per la
scienza, Piero Angela docet, ci che
non dimostrabile non esiste. Che sia
Dio o che sia il Panico (anche Pan era
un dio) non fa differenza. E' forse
per questo che c' cos poca
attenzione, semmai tanta ironia su di
essa? Niente paura: solo Panico. Mi
torna alla mente una vecchia canzone
di Bob Dylan che diceva: ..... va
tutto bene mamma, sto solo
sanguinando
Sto tranquillamente scrivendo la
dieta della settimana, da mandare gi
alle cucine: tot minestrine, tot
formaggini. Davanti ho il paginone
rosa, ma ad un tratto l'azione dello
scrivere mi appare una impresa

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titanica: la mia penna nera fatica a
mettere una lettera dopo l'altra, ci
devo pensare! Una frazione di secondo
ed anche il cervello s'inceppa, non
riesco pi a connettere. Il cuore mi
manca, anzi no, non l'espressione
esatta, il cuore si fa sentire
TROPPO . "Mi sta venendo un infarto"
penso sragionando perch non sono
quelli i sintomi, ma in quel momento
non capisco pi nulla. La Carla a me
conosciuta con la sua precisa
identit, il suo modo di fare, perfino
di respirare o di pensare all'attimo
seguente, scomparsa per lasciar
posto ad una completa sconosciuta. E
non una sensazione piacevole. Ma il
cuore, soprattutto il cuore, al
centro di questo maremoto. Siamo
abituati a non aver percezione di
questo fedele compagno silenzioso
quasi, che avvertiamo di tanto in
tanto a sottolineare quelle tre
quattro emozioni fondamentali, che
tutti conoscono. Oppure lo avvertiamo
accelerato si, ma sano e vitale al
termine di uno sforzo fisico, magari
una bella corsetta nella brezza
mattutina. Batte quando siamo
accarezzati dallo sguardo della

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persona amata, batte quando ci
accorgiamo di aver commesso qualche
errore, batte vedendo stampato sul
tabellone un bel trenta, batte quando
trilla il telefono per una telefonata
tanto attesa, batte quando odi per la
prima volta la voce di tuo figlio che
ti sta uscendo dal grembo. Batte di
gioia in maniera percettibile.
Si, certo, pu battere anche di paura,
ma per un periodo di tempo determinato
tranne in rari casi di catastrofi,
appunto neanche tanto frequenti.
Quando scrivo "batte" intendo dire lo
senti battere, ne hai la percezione.
Il cuore riveste un significato
simbolico enorme: il centro della
vita che ha inizio con la sua prima
contrazione e finisce con la sua
ultima dilatazione: TUM-TA. TUM: vede,
signora, il cuoricino che pulsa? E' il
cuore di suo figlio. TA: Ci dispiace
il suo cuore si fermato. Presente in
tutte le culture (di cui noi poi siamo
il risultato conscio o meno); gli
Egizi lo tenevano in estrema
venerazione considerandolo un piccolo
Sole. Altre culture ne facevano
banchetto per acquisire il coraggio
del nemico. E poi, come dicevamo, il

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mondo delle emozioni con il suo
fiorito, ma esplicito, linguaggio: mi
manca il cuore / mi spezzi il cuore /
non hai proprio cuore / cuore di
pietra / tu che mi hai preso il
cuor.... (come accidenti fai a
dedicarle una canzone dopo che ti ha
combinato una nefandezza simile?).
Il cuore vita, il cuore sinonimo
di coraggio. Il contrario del coraggio
la paura. Ed io intorno a
mezzogiorno di quel gioved di Agosto
avevo tanta, tanta paura. Anzi era
panico. Che nome mitico! Il figlio di
Ermete e di una Ninfa, dai piedi di
capra, che vegliava sul riposo
meridiano e le greggi e, chiss poi
perch, suscitava il timore nei
viandanti. Questo ameno personaggio
della rifornita fantasia degli antichi
Greci ebbe cos l'onore di entrare,
secoli dopo, nei manuali di
Psichiatria! Ma ancora io non
conoscevo nemmeno il suo nome, non
pensavo fossero in tanti a temerlo, in
quel momento ero sola. Una paura
ignota si impadroniva di me e saliva
saliva come una marea, prendendo
possesso di tutto il mio corpo. Una
ondata fredda di terrore mi avvolse,

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partendo dalle gambe diventate come
stracci bagnati, appendici inutili ed
ingombranti incapaci di reggermi.
Tentai ugualmente con grande sforzo di
alzarmi in piedi, dovevo avere il muso
di un animale braccato. Le mani
lasciarono sul tavolo impronte
fradicie di sudore. Avevo fame d'aria
e non riuscivo a deglutire. E' nella
mente, nell'anima o dove? Si era
materializzata una Angoscia senza
limiti, mi sentivo precipitare in un
baratro senza appigli Non pensai
nessuna preghiera, solo continuavo a
ripetermi: sto morendo, assurdo, sto
morendo, ho nostalgia degli anni che
verranno e sto morendo, prima stavo
benissimo ed ora so solo che sto
morendo, sto morendo, sto morendo e
non ci posso fare nulla. Desideravo
restare sola per non farmi vedere in
quelle condizioni dai colleghi, ero
terrorizzata che qualcuno entrasse e
nello stesso tempo lo agognavo
disperatamente. In quel momento, che
io credevo estremo, non ebbi pensieri
per la mia famiglia, ero
egoisticamente concentrata su me
stessa, nel tentativo disperato e
contrastante di resistere e di

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lasciarmi andare per poter finalmente
smettere di combattere. Sto parlando
di attimi che furono secoli. Nel
frattempo era arrivata la dispensa e
dalla porta fece capolino Renata col
solito berrettino da generica sulle
ventitr in attesa di istruzioni. Io
annaspai un "Fai tu per favore", lei
non si accorse di nulla ed usc
cominciando a spentolare ed a porre
richieste con voce altissima e
stridula. Tutto mi infastidiva:
colori, suoni. Il trillo del telefono
acceler i miei battiti gi impazziti.
Come in un classico dell'horror
staccai la cornetta con la mano sudata
e la posai sul tavolo. Ogni minimo
gesto mi costava uno sforzo enorme.
"Cosa mi sta succedendo?" Portai le
mani al seno: pareva che il cuore
mirasse a balzar fuori dalla finestra
di fronte, in quel momento avvertii
anche la presenza del latte, pensai a
Selene e l'angoscia si fece
intollerabile rompendo gli argini di
guardia. Uscii strisciando per i muri,
camminando come una sonnambula, cercai
la prima stanza che avesse un letto
libero, mi stesi e suonai il
campanello. Arriv Renata che rimase a

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bocca aperta, con la cuffia sempre pi
di sghimbescio. Mi chiedo come facesse
la mia mente a registrare particolari
tanto insignificanti, ma sentivo che
andava morbosamente alla ricerca di
dettagli, pensieri e quant'altro mi
mandasse ancora pi in tilt. In quei
momenti mi era pi nemica di un
serpente a sonagli. Se pensate che
esageri chiedete ad un dappista del
suo primo attacco. Io cerco di
avvicinarmi pi possibile nella
descrizione del mio malessere, ma come
certi veggenti non trovano parole
terrene per spiegare le loro visioni,
a volte non si trovano parole neppure
per descrivere il Male. Bloccando le
domande della mia collega, alla quale
non volevo regalare il poco fiato che
avevo, bisbigliai solamente: "Chiama
un Medico, ma ti prego non il Dr.
Pisoni". Era il peggiore di tutti ed
io avevo bisogno di una figura
rassicurante, nonostante le mie
personali convinzioni sulla Medicina
occidentale, riaffiorava l'arcaica
fiducia nel Guru vestito di bianco. In
quella sfigatissima giornata, mi
compar davanti proprio lui. La
situazione presentava dei lati comici,

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ma non riuscii a vederli che a
posteriori, molto a posteriori. Solito
rituale polso e pressione. Qualche
goccia di ipertensivo, mentre in quel
momento ci sarebbe voluto, come
minimo, mezzo bidone di Valium. Se
almeno si fosse intuito allora che era
qualcosa che aveva a che fare con
l'ansia all'ennesima potenza. Ma il
dottore sentenzi: lei stressata,
vada a casa e si prenda un po' di
riposo. Una parola! Non riuscivo a
muovermi all'interno del reparto,
figurarsi raggiungere l'imbarcadero:
ero spaventatissima! Chiamai mio
marito, maledicendo il telefono a muro
che mi costringeva a stare in piedi
dondolando ora su una gamba ora
sull'altra come un trampoliere,
centellinando le parole ed il fiato.
"Vieni a prendermi. Parti subito, fa
presto".
Dall'ospedale a Rialto fu una cosa
pietosa, la precedente vestizione un
supplizio: indossavo una tuta jeans e
non ebbi neppure la forza di
allacciare tutti i bottoni. Mi
trascinai fuori per la via, con mezzo
seno in vista e la voglia furiosa di
entrare in ogni negozio a chiedere

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aiuto, a stendermi per terra. Coprii
un tragitto di sette minuti in tre
quarti d'ora ansimando come un animale
ferito a morte. Era un caldo, afoso
mezzogiorno e l'imbarcadero traboccava
di gente, che mi apparve come
un'enorme massa informe e minacciosa.
Con l'ultimo briciolo di dignit
chiesi ad una vecchietta di starmi
vicino lungo il tragitto. Mi appoggiai
allo schienale davanti, come una
tossica fatta completa. Persino le
domande della mia body-guard
m'infastidivano. "Come si sente
signorina? Cosa successo? C'
qualcuno che l'aspetta?" Risposi al
limite della maleducazione. Intorno
avvertivo la vita che fluiva, la
Venezia colorata e caotica di sempre,
pulsante di movimenti e suoni. Solo io
non ero pi quella di sempre, non lo
sarei mai pi stata nel bene e nel
male. Con gambe malferme scesi dal
vaporetto. Lo localizzai subito e mi
precipitai nella macchina di Sandro
sconvolto dal mio apparire sconvolta.
Nulla mi chiese, cap che non era il
momento. Io ancora sotto shock, anche
se stavo un po' meglio, centellinando
il fiato gli bisbigliai che a casa

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avrei spiegato tutto.
Spiegare cosa? Non sapevo
assolutamente cosa mi era successo. E
la paura di un pericolo ignoto la
pi tremenda, non sai contro chi devi
combattere. Rimasi a letto per tre
giorni, prostrata nel fisico e nel
morale, atterrita come un coniglietto
braccato, dalle lenzuola mi sbucavano
solo gli occhi e tutto il mio fisico
era spossato come da una maratona ad
alta quota. Ma la mente, la mente,
quella poi era indomabile, sorda a
qualsiasi tentativo di distrazione: il
pensiero correva sempre a quegli
istanti, m'imponeva per ore il solito
film, innumerevoli repliche di giorno
e di notte. Ero l'essenza del terrore
puro: terrore che tutto potesse
nuovamente ripetersi, terrore perch
non sapevo dare nome a quella cosa.
Non retorica la mia. Come per chi ha
sofferto la fame, come per chi ha
partorito un figlio morto, cos per
chi ha toccato certi abissi di paura
allo stato puro. Solo questi possono
capire, perch esistono delle
situazioni che, oltre a sfuggire al
razionale, sfuggono anche alle parole.
Non pensate che i paragoni che ho

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fatto prima siano esagerati o
irrispettosi. L'attacco di panico
insidia il nostro io a pi livelli ed
il nostro io ci a cui teniamo di
pi. Quindi questi miei goffi
tentativi di far capire come ci si
senta, o meglio, come NON ci si senta
pi, se presi di mira da questo
disagio, restano appunto solo
tentativi.
Poi pur sentendo, ma tanto sperando,
nel profondo che a nulla valeva, che
non era l il problema, iniziai una
serie impressionante di accertamenti
clinici. E intanto pregavo di avere un
TSH abnorme, una ipoglicemia
rasoterra, s anche un tumore (inutile
scandalizzarsi e fare i farisei:
alcuni di noi si sono augurati anche
quello) ai quali attribuire quella
tempesta che mi era grandinata addosso
sulla soglia dei 29 anni. La stessa
et in cui mor mia madre.
Radiografie, ECG, EEG, visite
neurologiche non rivelarono nulla di
anomalo. Io mi rodevo di delusione,
situazione un po' comica vero, dirsi
"Che peccato..." ad ogni esito
negativo. Ma accidenti, cercate di
capire: se sai da che parte sta il

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nemico, sai da che parte girarti. Buio
fuori e buio dentro. Il mio medico mi
prescrisse degli ansiolitici ed io
ovviamente smisi di allattare. Mi
cost molto e questo incise anche sul
mio rapporto con Sally. Mi mancava
quel contatto, quel suo nutrirsi di
me, ed iniziai ad avere perfino del
rancore nascosto nei suoi confronti.
In fin dei conti tutto era iniziato
dopo la sua nascita durante il
puerperio: nessuno, come accennai, mi
parl di depressione post-partum: solo
otto anni dopo, OTTO.
Io avevo anche azzardato questa
ipotesi coi miei svariati terapeuti:
la risposta, me la ricordo benissimo,
fu un'alzata di spalle. Otto anni,
dicevo, una piccola vita che non mi
era stato concesso di crescere in modo
completo, di godere dei suoi
progressi. Ero troppo concentrata sul
mio misterioso male.
Di tutto questo tempo cos sfumato
devo addossarmene io tutte le colpe?
Mio marito era padre e madre di noi
due. Andammo in vacanza come niente
fosse successo, col nostro cucciolotto
in un paesino della Puglia. Le uscite
in paese erano precedute da

31
ingurgitamento di pastiglione alla
massima potenza del farmaco giudicato
"elettivo" in questi casi, ed il pi
delle volte non era efficace. La mia
giornata si concludeva con in pi in
bilancio un centinaio di goccette
calmanti, senza contare gli extra.
Roba da cammelli, che riusciva a
malapena a tenere a bada la mia ansia
perenne. Le normali spese al "frutta e
verdura" un tormento: i soliti
martellanti sintomi ai quali si
aggiungevano nausea e diarrea.
Bisognava fuggire. Nei nostri undici
anni insieme non ho mai inflitto una
vacanza-tortura simile a quella alla
mia famiglia, in prospettiva assume
proporzioni crudeli, allora vi ero
immersa e quando stai per affogare
poco ti curi del resto.
Tornammo ed iniziai il rosario fatto
di misteri dolorosi, percorrendo
stazioni di una Via Crucis da molti
vissuta, in qualche caso
sovrapponibile. Avendo escluso
qualsiasi causa organica (ero stata
rivoltata come un calzino) cominciai
quelli che io chiamo viaggi della
speranza, anche se alcuni non
comportarono grossi spostamenti.

32
Ma questa la mia testimonianza, ora
ne sentiamo unaltra.
Il primo attacco arrivato durante
il pasto serale. Mi sentivo strano,
come un po intontito. A ogni boccone
la sensazione aumentava. Ad un certo
punto mi sono sentito come uscire dal
corpo. La sensazione era quella di
comandare il mio corpo dallesterno;
tutto attorno a me era ondeggiante,
irreale. Sapevo che stavo morendo o
ero gi morto senza esserne ancora
consapevole. Dissi a mia moglie che
ero strano, che stava succedendo
qualcosa di terribile, le dissi di
chiamare il 118. E intanto tutto
diventava pi irreale. Ricordo in
maniera distaccata che mi alzai e
barcollando avanzai verso la stanza
per cambiarmi perch stava per
arrivare lambulanza (la mia prima
ambulanza! ma come cavolo in un
momento cos drammatico ti pu venire
in mente che ti devi presentare in
maniera decente?) Mi sembrava di
cadere, di essere caduto. Per, dato
che camminavo, evidentemente ero in
piedi. Dovevo andare continuamente in
bagno: avevo un bisogno tremendo di
fare entrambi i tipi di bisogni. Dopo

33
le prime scariche ero vuoto, ma la
necessit di andare in bagno era
immutata, pressante. Ma non capivo
neppure cosa stessi facendo. Ero
morto? Ero vivo? Non lo sapevo. Non
sapevo cosa mi stesse succedendo. Il
cuore lo sentivo dentro di me, ma non
ci davo tanta bada. Ad un tratto avevo
realizzato che avevo un fortissimo
dolore al petto e che i battiti
dovevano essere almeno a 200. Allora
capii: era un attacco di cuore. Ma non
lo era. E la testa era stretta in una
morsa e perfino gli occhi non
mettevano pi a fuoco: era un ictus?
La razionalit combatteva contro le
sensazioni fisiche, cercando di
analizzarle e dar loro una
spiegazione. Mille pensieri mi
giravano in testa: le cose che erano
da fare e per le quali solo io sapevo
dove metter mano (bollette, carte
della banca ), i progetti non
realizzati di cui mi dispiacevo, le
persone a cui in quel momento avrei
voluto dare un bacio, dirgli ciao
prima di andarmene da questo mondo.
E intanto arriv lambulanza. Una
corsa folle al pronto soccorso. I
sintomi si erano gi attenuati, ma

34
linfermiera dellambulanza mi ricordo
che diceva al collega sta
collassando, freddissimo e
sudatissimo, il cuore oltre i 200,
ma il collega le rispose: la
pressione buona e lECG perfetto,
potrebbe essere solo ansia. Arrivati
allospedale ricordo una scena alla ER
con tutti che ti corrono attorno. Dopo
un tempo che non riesco a definire, mi
dissero che gli esami erano perfetti,
lECG anche, tutti i parametri vitali
erano a posto e mi invitarono a bere
quel bicchierino di acqua. Aveva un
sapore dolciastro. Subito dopo averlo
bevuto cominciai a ritornare in me e
dopo pochi minuti tutto era tornato
normale. In quellacqua, mi hanno poi
raccontato, cerano 4mg di EN.

E CC O, O RA SAPPIAM O B E N E DI C O SA
S TIA M O PA R L A N D O

35
Ti propongo un per-corso

"Ci dev'essere un qualche modo per uscire da qui"


disse il pagliaccio al ladro
"C' troppa confusione
non ho respiro
Gli uomini d'affari bevono il mio vino
Gli uomini-aratro scavano nel mio cuore
Nessuno riempir il solco
Nessuno di loro vale abbastanza"

"Non c' motivo per agitarsi"


Parl gentilmente il ladro
"Ce ne sono molti tra di noi
che pensano che la loro vita sia solo uno scherzo,
Ma tu e io, noi ci siamo passati
e non questo il nostro destino
Quindi cerchiamo di non parlare falsamente ora
Si sta facendo tardi"

All along the watchtower B. Dylan

Da ora si entra nel vivo, stai

36
bene attento, non ti serve niente
altro, a parte un quaderno nuovo
nuovo e una penna. Le pagine sono
fatte in modo che tu possa
stamparle man mano, se lo
desideri.
Rispetta i tuoi ritmi, ma segui
anche i suggerimenti di fermata
qui riportati.
Pronti? Viaaaaa!!!!

La vita senza il Panico

Chi meglio di te saprebbe dire


come sarebbe la tua vita senza
la paura dellattacco di panico
o senza quella perenne ansia?
S, perch come sappiamo bene
questo disagio interessa una
fascia disparata della
popolazione, che copre et che
vanno dai 20 ai 70 anni, gente
che fa o faceva svariati
lavori, maschi e femmine.
37
Immagina di
Alzarti senza quella spiacevole
sensazione di pericolo
imminente.
Poter decidere di uscire a
piedi, in macchina, o in metr
e andare in centro, magari in
uno di quei negozi affollati e
farti il tuo shopping in pace.
Guidare finalmente in piena
tranquillit a dispetto di
ponti, autostrade, gallerie,
cullato solo dalla musica che
ti arriva dalla radio e non dai
soliti pensieri catastrofici
che ti ronzano in testa.
Riprendere luniversit o
frequentare serenamente quel
Corso a cui tieni tanto.
Andare a cercarti un lavoro,
finalmente!, senza temere di
non farcela a sostenere il
colloquio.
Lavorare senza temere

38
attacchi improvvisi.
Viverti con gioia quel concerto
che sogni da anni e al quale
vanno tutti i tuoi amici.
Insomma per farla breve, avere
una vita mediamente normale,
senza che ogni minimo
avvenimento ti provochi
malesseri o senza star l a
pensare se il momento
successivo sarai vivo
Prospettiva allettante, vero?

B e n e, c o n v i n ci t i c h e t u t t o
q u e s t o a l l a t u a p o r t a t a

Gli strumenti
Sto parlando di cose materiali.
Cosa ti serve di concreto,
oltre questa guida che hai
sotto gli occhi? Poche cose. Un
quaderno e una penna. Sono
importanti, credimi. Qui si sta
39
come a scuola: stiamo imparando
una nuova lingua (o la stiamo
rispolverando). Ci saranno da
fissare alcuni punti, svolgere
qualche esercizio, magari
vorrai fissare qualche frase
che ti colpisce in modo
particolare. E se questo
accade, non rimandare a dopo,
scrivila subito, agisci subito,
diventa attivo da ora. Non
dimenticare di fissare anche le
date sul tuo piccolo diario di
bordo: un giorno lo tirerai
fuori e ti commuoverai. Forse
ti sembrer impossibile essere
passato per certi tortuosi
sentieri. Ti servir a capire e
a far capire che dal panico si
esce e che quella
unesperienza ormai passata.
Io credo che quelli che hanno
provato il panico siano le
persone che, per forza, hanno
rivolto lo sguardo dentro di s

40
intensamente e con profondit
molto pi costantemente dei
cosiddetti normali. Si pensa,
si pensa tantissimo. Oltre che
ai pensieri che fanno parte
della preoccupazione di
affrontare eventi futuri (ansia
anticipatoria), ci si analizza,
si esplora il proprio mondo
interiore, a volte anche i
sogni. Io usavo un piccolo
registratore. Conservo ancora
le cassette che riprendevano
non solo lattacco (parevo un
maniaco in procinto di assalire
la preda: voce tremolante,
respiro affannoso.), ma anche
le mie riflessioni, i miei
successi, le mie conquiste. E
nei momenti di sconforto me li
andavo a riascoltare e ne
traevo nuova forza. A essere
sincera mi sconvolge un pochino
non riconoscermi pi in quella
persona che fa la radiocronaca

41
di unuscita terapeutica. E
se gi io, che sono sempre io,
fatico a credere sia stato
tutto vero (lo star male, le
mille storie per far dieci
passi, le paranoie ad
attraversare la strada in punta
di piedi saltellando come i
ballerini classici e urtando in
malo modo i passanti)
figuriamoci trasmetterlo e
farlo capire ai profani.
Comunque noi ci proviamo (sono
passata al plurale maiestatis)
e ci riuscirai anche tu, se
segui questo percorso in modo
serio. A proposito, anche se
non centra, volevo avvisarti
che io non seguo un filo logico
apparente, il filo ce lho solo
nella mia testa. Per quello
appaio dispersiva, ma, credimi,
sono pi intelligente e sveglia
di quanto appaia. Questo il
mio stile di scrittura: a

42
matrioscaquelle bamboline di
legno che hanno dentro altre
bamboline che alla fine resta
una bambolina di legno che non
puoi pi rompere, a meno di non
dargli una martellata. E questa
non pu essere semplicemente
una guida a mo di raccolta di
ricette, ci sono in mezzo io e
la mia vita, e ti riporto ogni
tanto i miei vissuti. E un
valore aggiunto: apprezzalo.
Quelle registrazioni mi sono
servite per scavarmi dentro,
oltre che a riposare la mano,
perch scrivevo nellintermezzo
anche quaderni zeppi di
riflessioni, monitoraggi su me
stessa, teorie sentite e
sperimentate. Teorie scaturite
dalla mia creativit e
disperazione. Confrontavo ci
che leggevo o sentivo nelle mie
frequentazioni psicoterapiche
col mio mondo interiore.
43
Cercavo degli appigli o,
almeno, qualche porta o
sentiero dal quale cominciare.
Senza dubbio ho imparato a
porre attenzione alle mie
emozioni, a capire da dove
derivassero, a dare valore alle
giuste cose. Per me la salute
cio lo stato di benessere in
cui mi trovavo prima, era un
miraggio, non riuscivo a
credere di esser stata bene.
Cosa significava ormai?
A rileggerli mi stupisco di
aver scritto cos intensamente
e cos. E mi torna indietro
tutta la sofferenza vissuta. Ma
stanno l a testimoniare che
ormai passata. Credici,
desidero questo anche per te.
Non pensare magari!.

Pe n s a c h e a n c h e t u c e l a f a r a i,
pe r c h p oi n e h o vi s t i m o l t i a l t r i
e n o n c u n s o l o m o t i v o pe r c u i

44
t u d e b b a e s s e r e e s c l u s o !!!

Gli ingredienti
Convinzione, Motivazione e
Volont. Daltronde chi vuole
conseguire risultati in qualsiasi
campo, deve allenarsi. Pensa a
quando prepari un esame oppure
quando fai un dolce per la prima
volta o quando fai sport. Nulla
accade come per magia, nulla
viene regalato. Ma non detto
che il per-corso sia spiacevole e
se saprai raccogliere questa
sfida e portarlo a termine,
troverai anche un regalo mica da
poco. Imparerai a goderti la Vita
al contrario di molti che ne
hanno un sapore insipido.

45
C' stato un periodo, quello
iniziale, in cui mi pareva di
essere in un labirinto: non avevo
coordinate o indicazioni verso
l'Uscita. Non esisteva n Giorno
n Notte,non avevo tregua. Mi
sentivo confusa e smarrita. Senza
bussola.
Mi sono conquistata la Mappa a
furia di CERCARE PROVARE
COMBATTERE.
Decine e decine di cose che ti
evito, affinch tu non perda
tutto il tempo che io ho perso.

La Convinzione
Non dubitare MAI che quel giorno
arriver: il primo passo la
motivazione, il secondo
indispensabile la convinzione.
Ma in base a cosa si fonda questa
convinzione? Ad un dato di fatto
semplicissimo.
Come la nostra mente, attraverso
46
percorsi pi o meno noti a noi
stessi, ci ha fabbricato questa
sofferenza, ESSA STESSA ha il
potere di mandarla via. Ci
significa che siamo noi gli
artefici della nostra sofferenza
e della nostra ripresa. Credo che
chi ha letto di panico abbia
sentito parecchie volte questo
ritornello: le risorse sono
dentro di noi. A me affascinava
questo discorso e daltra parte
dava fastidio. Fastidio perch
essere responsabili di qualcosa
lo avverti come un peso, un
dovere.insomma una fatica. Eh
si!!! Chi non vorrebbe la
bacchetta magica? Puoi anche
toglierti dalla testa la
bacchetta, ma anche lidea del
macigno. Questo pu essere un
cammino divertente e potrai
applicare molte tecniche anche ad
altre situazioni.
E poi questa sofferenza nata da
47
qualcosa, vuole dirci qualcosa.
Questo potrebbe essere uno spunto
molto intrigante, un viaggio
affascinante. ma ho promesso di
essere pi pragmatica quindi
proseguiamo.

La Motivazione
Quando si vuole raggiungere uno
scopo fondamentale essere
motivati. Tutto nella vita
mosso dalla motivazione. Lo senti
che in questa parola c gi il
senso del moto verso qualcosa?
E un atteggiamento attivo, non
si pu essere motivati e restare
fermi. La tua motivazione
lasciarsi alle spalle questa vita
incompleta e riacquistare il
benessere e le tue abilit. Pensa
al tempo che passa, a ci a cui
dovrai rinunciare se il tuo stato
48
persiste e tu non ti muovi verso
il cambiamento / guarigione.
Focalizza la tua attenzione sulla
meta in parole semplici, prova a
pensare a una tua giornata senza
panico o ansia. Di sicuro c
stato un tempo in cui era cos e,
se non lo ricordi, prova a
immaginare Devi sentire dentro
di te la sensazione vivida che ti
pu dare il tuo nuovo modo di
essere: sicurezza, fiducia in te
stesso, sollievo, gioia per
avercela fatta. Fermati, chiudi
gli occhi e assapora queste
sensazioni di piacere. Cosa ti
impedisce di raggiungere
realmente questo stato? Ricordati
che al timone della tua barca ci
stai tu, e tu solo sei quello che
pu operare il cambiamento.

In c o m i n c i a d a q u i , i n c o m i n ci a d a
o r a

49
L a s v o l t a

"Fino a che non ci si impegna, c' esitazione, possibilit di tornare indietro, e


sempre inefficienza. Riguardo ad ogni iniziativa e creazione, c' solo una
verit elementare, ignorare la quale uccide innumerevoli idee e splendidi
piani. Nel momento in cui ci si compromette definitivamente, anche la
provvidenza si muove. Ogni sorta di cose intervengono in aiuto, cose che
altrimenti non sarebbero mai accadute. Una corrente di eventi ha inizio dalla
decisione, facendo sorgere a nostro favore ogni tipo di imprevisti, di incontri e
di assistenza materiale, che nessuno avrebbe sognato potessero avvenire in
questo modo.

Qualsiasi cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. Il


coraggio ha in s il genio, il potere e la magia. Inizia ora!"
J . W. G o e t h e

La Volont
Adesso non fare facce strane
parliamo di Volont, ma non
quella di cui ti hanno sempre
parlato. Hanno detto anche a me,
quando soffrivo di panico, non
vuoi, non hai volont e frasi
simili. Invece noi sappiamo
benissimo che in certi momenti di
crisi acuta, non possiamo fare
appello a questa parte di noi,
50
perch in quel momento ci
sentiamo veramente in pericolo e
minacciati. La Volont va tirata
fuori e indirizzata in altro
senso: Volont di uscire da
questa situazione stagnante,
Volont di non mollare, Volont
di crederci, Volont di
proseguire il cammino anche
quando ci sembra di non fare
progressi, anche quando scivoli
(e non chiamarle ricadute!). E
la Volont che ti deve sorreggere
nel continuare ad agire. La
Volont uno strumento,
patrimonio di ogni essere umano.
Una volta messa in moto la
Volont diventa sempre pi
intensa perch essa viene
rinforzata dallazione. Se ci
pensi bene, non c nessuno che
non faccia uso della Volont in
qualche modo. Anche non fare
nulla comporta Volont. Quindi se
a te va dunque benissimo vivere
51
come stai vivendo ora, sappi che
stai agendo per tua Volont,
scegliendo di attingere alle
nostre risorse inesauribili.

D a t t i u n o s c o s s o n e e s c e g l i q u i n d i
l a V o l o n t d i m u o v e r t i, l a
V o l o n t d i a g i r e

FARSI DOMANDE

Farsi domande e darsi delle


risposte, aiuta a fare un po' di
chiarezza dentro di te, a
renderti consapevole di certe
cose, a focalizzare la tua
attenzione su obiettivi o
concetti molto utili, direi
indispensabili, in questo tuo
52
per-corso. Non badare al loro
apparente non nesso. Soffermati
su ogni punto, riflettici e
rispondi , su quel tuo quaderno
nuovo. A proposito, ti consiglio
di dare un nome al tuo compagno
di avventura.
Che nome potrebbe essere?
Comincia da questo piccolo
particolare ad usare
quell'organo, chiamasi cervello,
che solitamente usi per farti del
male. Forse lo chiami bestia,
come fosse un qualcosa di esterno
a te, forse lo vedi come
nemico, se cos allora
arrenditi, vincer sempre lui.
Perch? Perch lo percepisci come
una forza estranea da te, da cui
sei dominato, di cui ti senti in
bala. Comincia invece a pensarlo
come una parte di te, che tu puoi
ascoltare...forse la tua parte
bambina che esige affetto,
dedicagli attenzione. Forse una

53
parte sentinella che ti vuol
trasmettere un qualcosa che non
va nella tua vita. Cerca di
capire cosa (...forse gi lo sai)
scendi a patti con esso, cerca il
dialogo, non soffocarlo e, anche
se prendi farmaci per calmare i
sintomi, non scordarti che in
ogni caso c'. Va capito,
ascoltato. Te lo devi far
alleato. E' un discorso troppo
difficile? Eppure gi lo sai che
il tutto, l'inizio e la fine, ha
inizio dentro di te. Il Buddha
dice Nella mente nasce ogni
sofferenza e nella Mente cessa
ogni sofferenza. Io ho iniziato
a star meglio e a risalire quando
ho capito questo concetto
difficile, ma fondamentale. Pensa
anche che la crisi di Panico
altro non che rabbia che
implode dentro di te...se tutta
questa energia fosse rivolta
all'esterno, non ti causerebbe

54
tanti disturbi. Come si fa? Lo
stiamo imparando, intanto cambia
completamente il tuo modo di
vedere il disagio. Non una
malattia, perch di una malattia
si conosce esattamente la cura e
la prognosi, cio quanto pu
durare. Prova a chiedere agli
specialisti: nessuno ti dar un
tempo preciso di durata.
Nell'ottica che stiamo seguendo
il panico non un nemico, non
una bestia, non un mostro.
Smettila di parlarne in tono cos
dispregiativo... potrebbe
vendicarsi o meglio potrebbe
farsi sentire ancora pi forte
perch non l'hai compreso.
Quindi, hai fatto tutti gli
accertamenti ( una storia comune
per noi) e non hai nulla di
fisico. Il problema, per qualche
causa imprecisata, per qualche
allarme rosso che si acceso,
partito dal tuo cervello, dalla

55
tua Mente. E saranno loro a
tirartene fuori. Ma perch sembra
cos difficile? Perch per uscire
devi operare un cambiamento. I
cambiamenti sono sempre dolorosi.
In questa visione delle cose
andiamo avanti con le nostre
domande (prendile sul serio, mi
raccomando).

Vuoi veramente uscirne?????

Sembra una domanda ovvia con una


risposta scontata...ma non vi
nulla di ovvio nel cammino che
stiamo facendo e sta a te
cogliere il significato profondo
di domande apparentemente
banali.....
Pensati un attimo senza ansie,
ansiette o panico... prova a
chiudere gli occhi e ad
immaginarti come quando questi
problemi non ti
56
appartenevano..... ti riesce
difficile vero? Sii sincero...
Non riesci a concentrarti o ti
trovi davanti ad un muro di
gomma. Eppure quel periodo c'
stato...ritrovalo pian piano,
sempre nei tuoi ricordi.
Ti piacerebbe tornare a una vita
normale.

Ebbene non c' nulla che


t'impedisca di ritornare a star
bene. Tranne te stesso o meglio,
tranne i tuoi pensieri che
generano le tue fobie. Questo
devi mettertelo bene in zucca,
anche se ti suona fastidioso. Non
come dire colpa tua, bada
bene. Intendilo come renditi
conto che tutto parte o partito
da te

Altrimenti indicami tu il
generatore di questa emozione
negativa che ti scatena sintomi

57
fastidiosi. Qualsiasi persona o
episodio o stress o lutto non
la causa perch esterna.
Si tratta di vedere come tu l'hai
vissuta. Questo in modo
consapevole o meno, anche a
distanza di anni. E allora? Ti
sei forse abituato alle tue
limitazioni? Sii sincero, dai non
bariamo tra noi. Fermati e pensa.

Cosa faresti se una bacchetta


magica di rendesse libero
all'improvviso da queste catene
invisibili??????

Guarda che una domanda tosta,


non rispondere sarei felicissimo,
andrei di qua o di l, perch
anche per iniziare a abituarsi a
star bene ci vuole allenamento.
Quasi quasi si teme questo nuovo
stato o non lo si accetta
totalmente...basta vedere quando
si sta bene per un certo periodo

58
(e chi non conosce gli alti e
bassi in questo disagio?). Ebbene
in un angolino c' sempre la
paura che ritorni. La paura
della paura una gran
guastafeste e ti avvelena anche
il benessere presente, impedendo
di viverlo pienamente, immergerti
in esso ed apprezzarlo.
Bene, ora che ti metti in testa
queste convinzioni Ho sofferto
abbastanza, ho capito la lezione
ne faccio tesoro, ma ora voglio
vivere. Te lo devi dire con
convinzione, essendo certo delle
parole che pronunci. Esaminale un
attimo, pezzo per pezzo. Ho
sofferto abbastanza: la
sofferenza per chi ha l'ansia/dap
come si pu elencare? Proviamo a
metterlo gi. Insieme. Sofferenze
fisiche (batticuore, tremori,
sudorazione ecc ecc ), sofferenze
mentali (la mente che giorno e
notte non ti da pace su quello

59
che hai, che sei, su ci che ti
aspetta), limitazioni invisibili,
ma vere. Resta soprattutto quella
sensazione orribile di morte
imminente che difficile da
spiegare a chi non l'ha mai
provata, ma noi sappiamo bene di
cosa stiamo parlando. Stessa cosa
dicasi per la paura di impazzire
che molti abbiamo provato. Va
bene, passata, forse non
torner, anzi se seguirai bene
bene questo per-corso ne sono
certa. Siamo qui vivi e sani di
mente e non permetteremo pi a
noi stessi di lasciarci
travolgere da queste emozioni che
ci fanno sentire cos indifesi
durante e cos spossati poi.
La lezione: cosa ti sembra di
aver imparato da questa
esperienza estrema? Certamente
sei cambiato, ammettilo.
Cosa e come sei cambiato?
Si accettano solo le cose

60
positive qui, giusto per
bilanciarci E questo esercizio
lo fai da solo. Coraggio!

61
FOTOGRAFA IL PUNTO DI PARTENZA

Gli esercizi qui proposti si


possono fare da soli, ma valgono
anche come un percorso di gruppo.
Sfido chiunque a seguire
seriamente questo programma e a
non uscirne senza aver ottenuto
qualcosa di concreto, a
ritrovarsi pi autonomo, se non a
ritrovare il benessere perduto.
Non vi nulla di miracolistico,
il risultato proporzionale
allimpegno.
Prima di iniziare la lettura e lo
studio scrivi su un quaderno la
tua situazione attuale, le tue
limitazioni, le tue emozioni
riguardo al problema. Dopo un
mesetto, ma se ti senti pronto
anche prima, ritiralo fuori e
potrai verificare i tuoi
progressi. Alla fine, poi, ti
sembrer quasi impossibile aver
62
avuto certi pensieri e
comportamenti ed alcuni pensieri
ti sembreranno banali, non ti
apparterranno pi.
Per questo importante
fotografare il punto di partenza
(cio il disagio che stiamo vivendo
con le sue limitazioni) ed aver ben
chiaro il traguardo: la guarigione,
o meglio, il cambiamento.

Le domande alle quali potresti


rispondere ora potrebbero essere:

In casa parlo del mio disagio?


Come sto in mezzo alla gente?
Ho attacchi in casa?
Sono depresso?
Guido da solo? E con altri?
Come sto sul luogo di lavoro?
Frequento luoghi affollati?
Qual il mio raggio di
spostamento?

63
Come vedo il mio futuro?
Riesco ad immaginarmi senza
il panico?
Qual la mia comprensione di
quello che mi sta accadendo?
Sono riuscito a capire perch
mi successo?
Hai risposto? Bene,spero tu abbia
messo la data. Ora gira la pagina
e non tornarci pi su, per
adesso.

64
Come smontare il problema
Come dicevo prima, non pensiamo
mai che i nostri disagi siano
qualcosa di esterno indipendente
da noi. Essi sono il frutto di
come noi abbiamo vissuto certe
situazioni. Bisogna quindi
allenarsi a cambiare i nostri
schemi mentali e i nostri
comportamenti, ma per far questo
dobbiamo imparare a conoscerci
bene, con un certo distacco.
Per esempio dobbiamo imparare a
conoscere il nostro pensiero ad
oggettivizzarlo, in maniera da
non diventare un tuttuno con
esso, solo cos possiamo dare un
nome a quel pensiero a porlo sul
tavolo, a identificarlo, quindi a
neutralizzarlo se dannoso per

65
noi o se innesca un meccanismo
sgradevole. Mangiamo forse
consapevolmente un cibo che
sappiamo ci fa star male? O
beviamo qualcosa di velenoso?
Certamente no. Che differenza c
dunque col pensiero? Anche ad
esso sono legate sensazioni
spiacevoli immediate o a lungo
termine che sfociano poi in
malesseri fisici pi o meno
gravi.
Non ci si deve mettere nella
condizione mentale di sperare di
guarire, poich in questo caso la
speranza aperta anche ad una
negazione ed affidata a
qualcosa di esterno. La
condizione mentale in cui ci si
deve mettere quella della
convinzione. Questo un
passaggio fondamentale poich
succede che la nostra mente
faticher allinizio mettendo in
mezzo mille pensieri distruttivi.
66
Allinizio non riusciremo forse
ad immaginarci guariti, magari ci
troveremo davanti ad un muro, una
vocina potr dirci che
impossibile, che quello che
stiamo facendo inutile, che con
noi non funzioner. Questi non
sono pensieri buoni per noi, sono
distruttivi e ci ricacciano nel
circolo vizioso che invece
dobbiamo rompere. Sono questi che
dobbiamo neutralizzare allinizio
ed in seguito, quando succeder
qualche piccolo scivolone.
Impariamo a fare alleato il
nostro pensiero: deve lavorare
per noi e non contro di noi.
Non possiamo accampare scuse,
poich siamo noi i creatori dei
nostri pensieri. Non cadiamo
neanche nella trappola che ci
dice che questi sono trucchetti o
che ci stiamo autoingannando. No,
stiamo semplicemente facendo un
lavoro di pulizia mentale, di
67
consapevolezza, di non
accettazione automatica di
qualsiasi pensiero, di
demolizione di anni e anni di
credenze e convinzioni.
Esercitiamoci quindi a
distinguere: questo un pensiero
buono per me, questo pensiero mi
fa male. Non si tratta di
evitare, ma di fare una scelta,
infatti ci accorgeremo che
moltissimi pensieri sono fardelli
inutili, che per ci condizionano
e creano uno stato danimo
passivo, di sconforto e di non-
azione.
La premessa per un buon lavoro
usare bene il pensiero, gran
parte di esso si fa modificando
il pensiero. Col pensiero
lavoriamo
Sul passato
Sulle convinzioni che abbiamo
Su quello che crediamo che gli

68
altri pensino di noi (
importante? E quanto lo ?
Quanto ci condiziona?)
Su come viviamo il momento
presente
Sullacquisire dei mezzi,
anche semplici, per
contrastare linizio del
malessere ed esercitarsi con
essi quando stiamo bene, per
poi usarli in modo quasi
automatico

Dobbiamo sforzarci di uscire dai


soliti percorsi ed imparare ad
osare
Non potremo dire di aver fallito
se non abbiamo provato, ma il
consiglio quello di cominciare
a mettersi alla prova nelle
situazioni reali, dopo un po di
allenamento mentale quando siamo
pronti al 50%, altrimenti
correremo il rischio di rimanere

69
frustrati da un eventuale
fallimento (parola da eliminare
dal nostro vocabolario). In
questa scia dobbiamo mettere
laccento sulle nostre conquiste,
mentre solitamente siamo portati
a ingrandire le cadute.
Guarire si pu, ma guarire
uguale a cambiare. Nessuno mai
uscito dai suoi malesseri
rimanendo come prima.

L a c o n t i n u i t e l a c o s t a n z a s o n o
l e c h iavi d e l l a r i u s c i t a

Stop, concediti una pausa, torna indietro e rileggi.

70
Resettare il cervello

Scusami, magari ti sembrer


ripetitiva, ma vorrei ricalcare
limportanza del pensiero.
Il grande errore che lUomo
commette quello di identificare
il proprio essere con il
funzionamento della propria
mente. In pratica quando abbiamo
pensieri tristi diciamo di essere
tristi, quando abbiamo pensieri
di insuccesso siamo ansiosi ecc.
Il limite dellUomo inizia quando
egli crede di essere il proprio
punto di vista. Non facilissimo
capire questo concetto, ma una
volta compreso, esso ci permette
di arrivare ad un certo distacco
dalla nostra paura e quindi di
vederla come parte staccata di
noi.
La Mente non localizzata in un

71
posto preciso, come il cervello,
essa ovunque voglia arrivare
(proviamo a pensare di...essere
al marea casasul posto di
lavoroal supermercato..) e
questo possibile perch abbiamo
esperienze passate, abbiamo un
programma. Alla nascita questo
non ancora presente, infatti si
forma raccogliendo informazioni
dai genitori, dai parenti e
dallambiente senza distinguere
quello dannoso al nostro
benessere. Cos il pi delle
volte ci comportiamo in modo
automatico. Se pensiamo che la
Mente ha un potere totale sul
corpo ci possiamo rendere conto
dellimportanza di riprogrammare
i nostri pensieri.
Dove pu arrivare la nostra
Mente? IL LIMITE E IL PROPRIO
MODO DI PENSARE. Come penso, cos
sono: la vita il film che io,
regista e sceneggiatore, creo e
72
conduco.. Quello che emaniamo ci
ritorna e la realt una
conseguenza dei nostri pensieri.
Quello che guida il nostro
pensiero e le nostre azioni sono
le nostre convinzioni, il
programma secondo il quale
interpretiamo la vita. Questi
sono dati dimostrati
scientificamente: il modo di
pensare determina la rete
neuronale che alla base del
nostro comportamento.
Una cosa molto interessante per
noi che il nostro Sistema
Nervoso NON distingue tra
unimmagine creata da noi da una
immagine reale, interpretando
entrambe come VERE e mandando gli
stessi impulsi. Nel nostro caso
se noi immaginiamo una normale
situazione come carica di
minacce, scaturir ansia e
panico.

73
Tutti quelli che soffrono di
ansia e panico sanno quanto la
Mente ed i suoi pensieri
contribuiscano a creare e
accrescere il nostro disagio. Si
chiama ansia anticipatoria, che
si autoalimenta come un effetto
valanga. Abbiamo detto prima come
i nostri pensieri sono quelli che
creano il nostro mondo, le svolte
della nostra vita. Per esempio
stato un pensiero, seguito da una
decisione e poi da unazione che
ci ha portato a leggere queste
righe. E non possiamo negare che
per molte persone che si sono
applicate e impadronite di un
diverso modo di essere e di
pensare, la vita cambiata
notevolmente, per altri sta
cambiando. Di questo dobbiamo
ringraziare SOLO NOI STESSI
perch siamo stati noi gli
artefici del nostro cambiamento,
abbiamo voluto provare, tuffarci

74
in una nuova avventura. Questo
significa che almeno una dote
possiamo riconoscercela: il
CORAGGIO DI METTERSI IN GIOCO. E
non cosa da poco.
Quando qualcosa ci sembra
difficile da realizzare perch
NOI LO PENSIAMO, mettendo
inconsciamente degli ostacoli
sulla nostra strada. Questa una
cosa facilmente dimostrabile:
nominiamo una situazione che ci
mette ansia e proviamo a chiedere
se la stessa situazione suscita
in altri la stessa sensazione.
Significa che ogni situazione
neutra e siamo noi a colorarla di
significati. Poich siamo
condizionati da anni di routine
mentale non facile eliminare i
pensieri negativi. Prima di tutto
impariamo (come si diceva prima)
che NOI NON SIAMO IL NOSTRO MODO
DI PENSARE. In altre parole noi
ABBIAMO dei pensieri e i pensieri
75
si possono modificare. Esiste
sempre un altro modo di vedere le
cose. Proviamo con qualche
esempio pratico: sempre una
cosa buona fare una mega vincita?
/ sempre una cosa negativa un
cambiamento di lavoro con gente e
mansioni sconosciute? / sempre
ansiogeno un avvenimento
imprevisto? Parlando del nostro
disagio il nostro bilancio pu
dirsi completamente negativo?
Le tecniche che apprenderemo dopo
la premessa sulla visualizzazione
si possono considerare come una
ginnastica mentale: funzionano se
si praticano. Nessuno si
sognerebbe di fermarsi dopo la
prima seduta in palestra perch
non ha visto subito risultati.
Saranno quelle le frecce al
nostro arco.

L a c o n t i n u i t e l a c o s t a n z a s o n o
l e c h iavi d e l l a r i u s c i t a

76
L'uso corretto della Fantasia
Prima di imparare e memorizzare
le nostre tecniche, che io amo
chiamare frecce, vediamo un po
di capire quanto importante e
facile visualizzare.
Limmaginazione, la
visualizzazione (in termine
tecnico) unarma
importantissima che abbiamo a
disposizione. Non difficile
imparare a dirigere i nostri
pensieri, solo che non siamo
allenati o meglio, siamo
specializzati a farlo solo con
quelli brutti, quelli che ci
fanno star male. Perch non usare
questo enorme potere per uno
scopo buono? Ci vuole solo un po
di volont:
trova mezzora tutta per noi
non scoraggiarti se allinizio
77
non riesci a seguire tutto
perfettamente ed i pensieri
volano: quando succede
riporta lattenzione su quello
che stai facendo.
allenati.... (proprio come per
gli sport)
Se credi di non riuscire a
visualizzare fai questo semplice
esercizio

Stendetevi e chiudete gli occhi,


rilassatevi e. immaginatevi di
essere in un bel giardino pieno
di piante, fiori e profumi. Il
cielo di un azzurro intenso, il
sole brilla. C un venticello
leggero ed un forte odore di
limoni: infatti, osservando,
vedete proprio davanti a voi un
verdissimo albero di limone, con
frutti di un bel giallo. Voi ne
scegliete uno e lo annusate,
sentendone il profumo pungente,

78
lo tagliate a met, notando le
goccioline che scendono, e gli
date un bel morso, cos che il
succo vi riempie la bocca e
scende lungo la gola. Ora aprite
gli occhi. Potete descrivere
cosa avete provato?
Questa la potenza della
visualizzazione: bastato
pensare in dettaglio ad una
situazione, perch la mente,
prendendola come reale, lanciasse
al corpo dei segnali. In base
alla legge dellattrazione quello
che emaniamo ci ritorna: cos se
pensiamo costantemente alle
malattie ci ammaliamo, se abbiamo
pensieri di ansia e di
insicurezza, queste cose si
avverano. Ma se abbiamo pensieri
di ottimismo e positivi,
osserveremo che le cose
cominciano a cambiare. Daltra
parte abbiamo provato sulla
nostra pelle come il corpo
79
reagisca nelle situazioni di
pericolo reale o immaginario.
Quello che da forza alla
visualizzazione il volere e
credere fermamente che ci che
desideriamo si avveri.
Se crediamo di non avere
abbastanza volont, possiamo
farla crescere conquistando
piccole cose nella vita
quotidiana (finire quel certo
lavoro, fare qualcosa in modo
diverso dal solito). Non
dimentichiamo poi di
autocongratularci per i nostri
progressi, per quanto piccoli
possano sembrarci (che bravo
sono stato a oggi ho fatto un
altro passo avanti adesso dormo
meglio ecc). Una volta stabilito
lobiettivo non lasciamoci
prendere da dubbi o da critiche.
Invece ripetiamo spesso HO
TOTALE FIDUCIA in me stesso
oppure VOGLIO FARCELA
80
L'uso corretto del Linguaggio
Cambia il tuo linguaggio per cambiare modo di pensare.

Il Linguaggio riveste una


grandissima importanza nel nostro
cammino, perch al Pensiero si
aggiunge il suono e quindi
bisogna stare attenti al nostro
modo di esprimerci, eliminando
certe frasi che usiamo
automaticamente. Queste frasi che
escono dalla nostra bocca,
vengono recepite dalle orecchie e
rappresentano un ulteriore
rafforzamento negativo per il
nostro subconscio. Infatti le
frasi che diciamo agli altri le
diciamo anche a noi stessi.
Spesso sono messaggi negativi che
nutrono le nostre paure per il
futuro o rispecchiano i nostri
sensi di colpa. Cosa dobbiamo
81
fare allora? Innanzitutto, come
sempre, impara a riconoscere
queste frasi e poi, quando si
ripresentano, eliminale o
trasformale. Allinizio coster
un po di sforzo, poi verr
automaticamente e questo
cambiamento di linguaggio pian
piano si ripercuoter sui
pensieri e sullimmagine che hai
di te.

Le parole da eliminare dai tuoi


discorsi:
impossibile - difficile- non
posso- dovrei- per- Ora dir
una stupidaggine- Non ci
riuscir mai - Gli altri sono
pi bravi, pi belli, pi
intelligentidi me

Ognuno ha le sue frasi negative


da eliminare, magari ora non te
ne accorgi, dora in poi poni

82
attenzione a come ti esprimi e
sforzati di adottare un modo
diverso di esprimerti.
Non usare parole che valutano noi
e gli altri o parole che tendono
a giudicare noi e gli altri.

Il controllo del pensiero


fondamentale per avanzare verso
la guarigione, infatti abbiamo
visto spesso che essa passa
attraverso il cambiamento. Quando
non facciamo qualcosa per paura
di aver un attacco di panico
ragioniamo con numerosi ..e se
che creano ulteriori sintomi. Ci
si dice: e se sto male?e se gli
altri mi vedono?e se svengo?e
se perdo il controllo?. Usiamo
insomma un linguaggio interiore
poco sano e autolesionista. Il
momento per cambiare arrivato
qui ed ora, senza indugi. Il
passato appartiene al passato,
non ha pi potere su di noi, per
83
ci ha insegnato una cosa e cio
che malgrado le grandi sofferenze
non abbiamo riportato nessun
danno fisico, le nostre
previsioni catastrofiche non si
sono avverate, al massimo abbiamo
battuto in ritirata dieci, cento
volte. Ma siamo ancora vivi e non
siamo rinchiusi in qualche casa
per cure mentali. Siamo solo
persone che hanno vissuto
unesperienza sconvolgente:
quella di morire o di impazzire
non una sensazione che si
dimentica facilmente ed
comprensibile che ci abbia
segnato tanto. Ora per tempo
di voltare pagina e cambiare
copione.
Ti faccio un altro esempio
sullimportanza di scegliere i
nostri pensieri e il nostro modo
di esprimerci. A me piace pensare
ad un buffet. C una grande
tavola imbandita, con un
84
centinaio di pietanze diverse di
cui ti puoi servire liberamente.
Tu che fai? Ti riempi il piatto
di quel cibo di cui sei
allergico? Oppure di quello che
sai ti provocher bruciore di
stomaco? O di quellaltro che
tutta la notte non ti far
chiudere occhio perch ti
indigesto? Credo proprio di no.
Allora riserva la stessa cura
alla tua Mente e nutriti solo di
Pensieri buoni.

F r e c c i a n u m e r o 1:
NEUTRALIZZARE I PENSIERI NEGATIVI
(Per combattere i pensieri ossessivi e
lansia anticipatoria)
Qui te ne riporto sei, prova e
adotta quello che ti riesce meglio
Chiudi gli occhi e richiama alla
mente un simbolo di fermata:
pu essere un semaforo rosso, uno
Stop, una paletta di un vigile,

85
un pulsante dello stereo con il
quale puoi cambiare stazione
Questo simbolo deve essere
grande, forte e deciso. Pu anche
essere una voce che ti dice
Ferma! Alt! in tono chiaro e
forte.

Visualizza il tuo pensiero negativo


scritto su di un biglietto di
carta, poi avvicina un accendino
e dagli fuoco. Osservalo bruciare
e andare in fumo. Se vuoi lo puoi
fare anche materialmente, avendo
premura di usare una bacinella
dacqua.per evitare incidenti.

Immagina di scrivere il tuo


pensiero negativo con un
pennarellone nero sulla
superficie di un palloncino,
tienine stretto in mano il filo.
Poi allenta il pugno fino a
sentirlo scivolare via pian
piano Ora il palloncino si sta
alzando sopra di te, fluttua
nellaria, si allontana sempre di
86
pi sempre di pi in alto nel
cielo. Lo vedi diventare sempre
pi piccolo, come un puntino.
Alla fine scompare dalla tua
vista.

Scrivi il pensiero su di una


lavagna o immagina di scriverlo
con un gessetto. Fallo lentamente
e con cura. Poi prendi uno
strofinaccio e cancellalo
accuratamente

Ripetiti mentalmente cancella


cancella cancella. Questa parola
porta a due associazioni: quella
col verbo cancellare e quella col
sostantivo cancello.

Localizza il pensiero sulla tua


fronte, passa lievemente la tua
mano da sinistra a destra sopra
di essa dicendoti Adesso passa.
Questo lo insegnava anche anche
il famoso medico ipnologo Coh,
convinto assertore del potere

87
dellautosuggestione, che lo
applicava anche ai dolori fisici
con successo.

I nostri pensieri sono energia che


attrae altra energia dello stesso
tipo. I pensieri negativi
attraggono realt negative. Pensa
un attimo al pensiero catastrofico
che accompagna lansia
anticipatoria.

E si s t o n o p oi d u e t i pi d i
F o r m u l e M a g i c h e c o m e
i o a m o c h i a m a r l e, l e
q u a l i h a n n o v e r a m e n t e
e f f e t t i c o n c r e t i.
Di c o s a si t r a t t a ? Pe r o r a
m e t t i i n p r a t i c a c i c h e
88
h a i a pp r e s o, f a c h e e n t r i
n e l t u o m o d o d i e s s e r e e
s e n t i r e l a r e a l t .
Pe r i l r e s t o c i
r i s e n t i a m o ... a p r e s t o !!!

--------f i n e p r i m a p a r t e - -------

89