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Settimanale di Preghiera Domenica 16 Febbraio 2020 - VI Tempo Ordinario anno XXII N° 929

O Padre, Dio del cielo e della terra, noi ti lodiamo per il mistero nascosto nel tuo Figlio
Gesù. Egli si è fatto uno di noi, ha condiviso la nostra vita, si è fatto attento ai nostri bi-
sogni, ha preso su di sé il nostro peccato. Dio d'amore, tu vuoi che siamo davanti a te
come un popolo libero, libero per amare, e per questo — in Cristo — ci hai fatto dono di
una nuova legge scritta nel cuore di ogni uomo.

Non di solo Pane


Apostolato
della preghiera
Gesù regala il compimento
Com’è bello essere uomini e donne!
Com’è preziosa la nostra esistenza!
Febbraio Eppure c’è una verità che nella storia degli ultimi secoli l’uomo ha
spesso rifiutato, con tragiche conseguenze: la verità dei suoi limiti.
Primo Venerdì 07/02 Gesù, nel Vangelo, dice qualcosa che ci può aiutare: “Non crediate
che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto
ad abolire, ma a dare pieno compimento.” (Mt 5,17).
Il Signore Gesù regala il compimento, è venuto per questo.
Quell’uomo doveva arrivare sulla soglia di un salto, dove si apre la
possibilità di smettere di vivere sé stessi, delle proprie opere, dei
propri beni e -proprio perché manca la vita piena- lasciare tutto
per seguire il Signore.
Papa Francesco

Offerta quotidiana to Santo che ha guidato Gesù sia la mia guida e la


Cuore divino di Gesù, mia forza oggi, affinchè io possa essere testimone
del tuo amore. Con Maria, la madre del Signore e
io ti offro per mezzo
della Chiesa, prego specialmente per le intenzioni
del Cuore Immacolato di Maria, che il Santo Padre raccomanda alla preghiera di
Madre della Chiesa, tutti i fedeli in questo mese.
in unione al Sacrificio eucaristico,
le preghiere, le azioni,
le gioie e le sofferenze Intenzione affidata dal Papa
di questo giorno, Per l'evangelizzazione
in riparazione dei peccati, Preghiamo affinchè il clamore dei fratelli migranti,
caduti nelle mani di trafficanti senza scrupoli, si
per la salvezza di tutti gli uomini,
ascoltato e considerato.
nella grazia dello Spirito Santo,
e dai Vescovi
a gloria del divin Padre. Perché il dono della vita, in ogni sua fase, sia
accolto, tutelato e servito con gioioso stupore e
santo rispetto.
Intenzioni mese di Febbraio
Intenzioni del Vescovo Pierantonio
Dio, nostro Padre, io ti offro tutta la mia giornata. Ti Perché i giovani, per grazia di Dio, diano compi-
offro le mie preghiere, i pensieri, le parole, le azioni, mento al loro desiderio di vita, conoscano sempre
le gioie e le sofferenze in unione con il cuore del tuo più il volto amorevole di Cristo, camminino nella
Figlio Gesù Cristo, che continua a offrirsi luce della fede e infondino al mondo la speranza.
nell’Eucaristia per la salvezza del mondo. Lo Spiri-

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 929 pagina 2


Santi del giorno: San Maruta, vescovo; san Giu-
seppe Allamano, sacerdote.

“Cerca prima di capire, poi di essere capito”.


(Stephen Covey)
Domenica
Febbraio
6^settimana Tempo Ordinario
16
TO

Il Santo del giorno: santa Giuliana di Nicomedia


Parola di Dio
in briciole La fede cambia il cuore, cambia lo sguardo sul mondo, cambia il modo
di pensare alla vita e apre a un orizzonte più grande. Così santa Giulia-
na di Nicomedia non poté accettare di sposarsi con un uomo che non
poteva capire questa dimensione. Nata nel 287 a Nicomedia (oggi I-
Il Signore ci dona la pie- zmit in Turchia) da genitori pagani, era l'unica cristiana della famiglia.
nezza della vita All'età di nove anni venne promessa sposa al prefetto della città, Eleu-
Pagina curata da Don Luciano V. M. sio, ma arrivata ai 18 anni, nel 305, nel giorno delle nozze chiese che il
“Se vuoi osservare i suoi comandamenti, suo futuro marito si facesse battezzare prima del matrimonio. Una ri-
essi ti custodiranno….”
chiesta che le costò la denuncia alle autorità da parte dello stesso Eleu-
(Sir 15,16-21 ) sio. Giuliana venne così torturata, processata e condannata a morte per
Troppe volte si sente parlare decapitazione, ma nemmeno la prospettiva dell'esecuzione capitale la
del destino come qualcosa di spinse a cambiare idea: fino alla fine restò salda nella propria fede.
ineluttabile, qualcosa che è
scritto da sempre e che è im-
mutabile. Anche tanti credenti Vangelo: Mt 5,17-37
usano la parola destino secon- In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad
abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compi-
do questa accezione. Passa mento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà
l’idea di un Dio che come un un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dun-
que trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altret-
grande burattinaio, muove i fili tanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li inse-
di un uomo che è semplice gnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Io vi dico infatti: se la vostra
giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei
marionetta nelle sua mani. cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà
Questo passo del libro del Si- essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fra-
tello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà
ràcide ci dice, invece, esatta- essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della
mente il contrario. Dio che ha Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello
creato l’uomo a sua immagine ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a ri-
conciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d'ac-
e somiglianza, cioè libero e ca- cordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non
pace di amare, non può mette- ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In
verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!
re davanti a ognuno di noi la Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque
possibilità della scelta. Senza guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio
cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti
questa possibilità non ci sareb- conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo
be libertà. Ma in questa scelta venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, taglia-
la e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto
tra il bene e il male, la vita o la che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. Fu pure detto: “Chi ripudia la
morte non lascia mai l’uomo propria moglie, le dia l'atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria
moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e chiunque spo-
privo del suo aiuto. I coman- sa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi:
damenti, la fiducia in lui, il no- “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi
stro cuore e i suoi desideri so- dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra,
perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del gran-
no tutte strade che il Signore de Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere
usa per donarci la pienezza bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di
più viene dal Maligno».
della vita.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 929 pagina 3


Vivere il Vangelo nella quotidianità pagina curata da Don Luciano

Come è importante credere e combattiamo l’invidia e la


a questa pagina di Vangelo gelosia, la critica, la maldi-
nella sua pienezza! Invece di cenza, la doppiezza e la fin-
dirci subito che è una pagi- zione; a tutte queste cose
na difficile, cominciamo a diciamo “no”!
viverla partendo dalla realtà
Il ma e il se alla parola di Di-
che ci circonda e ci appar-
o, cioè il di più, vengono dal
tiene.
maligno.
Il Vangelo è verificato, cioè
E’ urgente che questa pagi-
sperimentato come vero, da
“Chi dunque trasgredirà na trovi spazio in noi, senza
uno solo di questi minimi chi cerca di metterne in pra-
altri commenti.
precetti e insegnerà agli t i c a l ’ i n s e g n a m e n t o.
altri a fare altrettanto, sa- L’amore del Signore spinge
rà considerato minimo nel dentro di noi e ci chiede di
regno dei cieli. Chi invece essere più veri, più buoni e
li osserverà e li insegnerà,
più uniti: a tutto questo di-
sarà considerato grande
ciamo “si”!
nel regno dei cieli. “
Osserviamo la parola di Dio

Preghiamo la Contemplo: Nel nostro cuore


Parola

Parecchi non vi sanno ancora Non tutti lo possono vedere


Dammi, Signore, dire se credono in lui o se vi po- nell’ora del Tabor, né tutti arriva-
un cuore che ti
tranno credere domani; tutti però re dove egli dimora e stare con
pensi,
sappiamo che egli è nel nostro lui.
un'anima che ti a-
cuore prima di ognuno, più a ca- Se chiamano, non tutti sentono
mi,
sa sua in noi di noi stessi, e che il rispondere; se bussano, non a
una mente che ti
primo e più fermo impegno no- tutti la porta si apre; se cercano,
contempli,
un intelletto che stro è per lui. non tutti trovano.
t'intenda, Per lui, come lo vedono i nostri Proprio così: gente che vuol ve-
una ragione che poveri occhi, anche quando non dere, se è un vedere con gli occhi
sempre aderisca a lo vedono; anche quando non che ci presta il Signore, è anche
te, dolcissimo. possono vederlo come vorrebbe- questo un sincero e continuato
(Sant'Agostino) ro; anche quando si rifiutano di desiderio di ricerca.
vederlo come deve essere visto. (P. Mazzolari, Impegno, pp. 57-58)

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 929 pagina 4


Santi del giorno: San Fintan, abate; beato Luca
Belludi, religioso.
Il pensiero ci permette di essere ovunque: è la nostra
personale macchina di teletrasporto. Ma soprattutto ci
eleva al di là degli istinti e delle abitudini per portarci la
Lunedì
Febbraio
17
conoscenza e la saggezza, mettendoci in contatto con la 6^ settimana Tempo Ordinario
nostra parte più profonda.
TO
Santi Sette Fondatori dell'Ordine dei Servi della Beata Vergine
Maria
Parola di Dio
Solo alzando lo sguardo verso l'alto sapremo sciogliere i
in briciole
nodi del cuore, deporre le armi e vivere da fratelli. Co-
me Maria, che visse tutta la vita con gli occhi rivolti al
Cielo e continua a invitare tutti a fare altrettanto. Come
“La scienza” del saper sof-
frire.
fecero i santi Sette Fondatori dell'Ordine dei Servi della
Pagina curata da Don Luciano V. M. Beata Vergine Maria, che, animati dalla devozione alla
...considerate perfetta letizia, quando subite Vergine, tra il 1233 e il 1245 volsero i loro passi verso il
ogni sorta di prove, sapendo che la vostra Monte Senario per vivere un'esistenza fatta di penitenza
fede, messa alla prova, produce pazien-
za……..” (Gc 1,1-11) e contemplazione. Da lassù attirarono moltissime perso-
Siamo soliti credere che la pa- ne, anch'esse stanche delle lotte fratricide che ferivano la
zienza sia la virtù di chi sa at- loro Firenze. I fondatori erano Bonfilio, Bartolomeo,
tendere con compostezza il suo Giovanni, Benedetto, Gerardino, Ricovero e Alessio,
turno, il suo momento. In realtà sette mercanti fiorentini membri della Societas Sanctae
l’apostolo ci ricorda in maniera
viva l’etimo di questa parola che Mariae. L'ordine dei Serviti (in origine "Compagnia di
non ha niente a che vedere con Maria Addolorata"), nato dal loro progetto di vita co-
il saper aspettare, bensì è incen- mune, preghiera e povertà fu approvato nel 1304.
trato su saper soffrire. La pa-
zienza è “la scienza” del saper
soffrire, prova ne è il fatto che
proprio quando non siamo di-
Vangelo: Mc 8,11-13
sposti a soffrire compiamo gesti
di impazienza. San Giacomo ci In quel tempo, vennero i fari-
ricorda che le prove, con annes- sei e si misero a discutere con
sa tutta la sofferenza che porta-
no con sé, sono per il cristiano Gesù, chiedendogli un segno
la perfetta letizia, in quanto solo dal cielo, per metterlo alla pro-
attraverso di esse la fede si libe- va. Ma egli sospirò profonda-
ra da ogni attaccamento umano
per rivolgersi totalmente a Dio. mente e disse: «Perché questa
Tutto questo poi porta in noi generazione chiede un segno?
anche la sapienza che è tanto In verità io vi dico: a questa
diversa da quella che ci propina generazione non sarà dato al-
il mondo: è la sapienza che tiene
lontano l’esitazione e ci confor- cun segno». Li lasciò, risalì
ma a Cristo fino a essere decisi sulla barca e partì per l'altra
e stabili in lui. riva.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 929 pagina 5


Gesù non è un segno ma una realtà meditazione a cura di don Luciano

Questi farisei che chiedono cade. Tuttavia, con questo nessuno ha, ma viene acqui-
a Gesù «un segno dal cielo», atteggiamento, di per sé giu- sita a poco a poco con il
per capire chi veramente sto, rischia di commettere passare degli anni. I primi
egli sia, mettono a nudo la l'errore dei farisei: essi han- tempi, quando la conoscen-
loro incapacità di compren- no una loro idea di Dio e za del Signore è scarsa, ab-
dere i segni dei tempi, così chiedono segni a conferma biamo bisogno di segni
come non li comprendono i di ciò che già pensano, non chiarissimi per riconoscerlo
discepoli, che non si sono perché siano aperti all'in- negli eventi della giornata.
resi conto del significato contro con il Signore. Gesù Poi acquisiamo la sensibilità
della moltiplicazione dei di Nazaret non è un segno, degli scout, che riescono a
pani. Gesù si rifiuta di dare ma una realtà che contrad- trovare una traccia anche
un segno, perché il segno ha dice ciò che i farisei pensa- con segni quasi impercetti-
senso solo se anticipa la re- no, e anche ciò che spesso bili. Durante la loro espe-
altà che indica; ma quando noi pensiamo. Il Signore rienza comunitaria con Ge-
la realtà è già presente, il non accetta che la nostra sù, i discepoli non hanno
segno perde di significato. fede sia basata su «segni di riconosciuto la sua signoria
Sarebbe come dare le previ- potenza», ma ci chiede di nemmeno di fronte al segno
sioni del tempo sul giorno cogliere continuamente la della moltiplicazione dei
presente. Purtroppo il fatto sua signoria nel segno della pani. Dopo la Pentecoste,
di aver continuo bisogno di croce, che è quello della però, l'hanno colta anche
segni per poter credere è un massima debolezza: è la sua nel semplice cibo che ogni
problema ancora attuale. capacità di farsi pane ogni giorno si trovavano sulla
L'uomo è un animale intelli- giorno nell'eucaristia. È una tavola.
gente e, come tale, ricerca il consapevolezza che all'ini-
motivo di tutto ciò che ac- zio del cammino spirituale

Preghiamo la Contemplo:
Parola Dietro ogni volto
Ti amo Signore, Ci interessa di perderci per qual- Ci impegniamo per riordinare il
mia forza, che cosa o per qualcuno che ri- mondo, non per rifarlo su misura,
Signore mia roccia, marrà anche dopo che noi saremo ma per amarlo. Per amare anche
mia fortezza, passati e che costituisce la ragione quello che non possiamo accetta-
mio liberatore, mio del nostro ritrovarci. re, anche quello che non è amabi-
Dio, Ci interessa di portare un destino le, anche quello che pare rifiutarsi
mia rupe, in cui mi eterno nel tempo, di sentirci re- all’amore. Perchè dietro ogni volto
rifugio; sponsabili di tutto e di tutti, di av- e sotto ogni cuore c’è, insieme a
mio scudo, mia po- viarci seppure con lunghi erramen- una grande sete d’amore, il cuore e
tente salvezza ti, verso l’Amore che ha diffuso un il volto dell’Amore.
e mio baluardo. sorriso di poesia sopra ogni crea- (P. Mazzolari, Impegno, pp.52-53)
(Salmo 18) tura, che ci fa pensosi davanti ad
una culla e in attesa davanti a una
bara.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 929 pagina 6


Santi del giorno: Sant’Elladio di Toledo, vesco-
vo; santa Geltrude Comesoli, religiosa.

“Ogni volta che un uomo ride aggiunge un paio di


giorni alla sua vita”. (CurzioMalaparte)
Martedì
Febbraio
18
6^ settimana Tempo Ordinario

TO

Il Santo del giorno: San Francesco Regis Clet


Parola di Dio Un uomo di studio, divenuto uomo “d’azione” per amore
in briciole del Vangelo e di quel fuoco interiore che spinge da sem-
pre i missionari a portare il dono più grande, la fede, fino
ai confini della Terra. San Francesco Regis Clet era noto
per la sua cultura, ben espressa nel ruolo di docente di
Resistere alle tentazioni teologia morale al Seminario di Annecy. Ma a 43 anni –
Pagina curata da Don Luciano V. M.
era nato nel 1748 a Grenoble ed era entrato a 21 anni nel-
“Beato l’uomo che resiste alla tentazione
perché dopo averla superata, riceverà la la Congregazione della Missione, divenendo prete nel
corona della vita….” 1773 – chiese di essere inviato in Cina. Era il 1791 e il reli-
(Gc 1,12-18) gioso si trovò in Oriente nel momento meno propizio:
Per tanti anni siamo stati abi- alla fine del XVIII secolo, infatti, in Cina la diffidenza ver-
tuati a pregare con le parole
del Padre nostro: “ Non ci in- so gli occidentali – e verso la fede che testimoniavano –
durre in tentazione”. Si tratta era ormai diffusa. L’ostilità crebbe, alimentata anche dal
di una traduzione poco felice disagio sociale, e nel 1819 Francesco Regis Clet venne ar-
che finalmente, con l‘ultima restato: morì martire l’anno seguente.
versione del testo italiano della
Bibbia ha trovato la sua for-
mulazione corretta: “ Non ab-
bandonarci alla tentazione”.
San Giacomo è chiaro: “Dio
non può essere tentato al male
e non tenta nessuno”. Vangelo Mc 8,14-21
L’origine della tentazione,
spiega ancora l’apostolo, è da In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prende-
considerarsi nelle nostre pas- re dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo
sioni, spesso frutto di compor-
tamenti ripetuti nel tempo che pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione,
creano abitudini difficili da su- guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!».
perare. La tentazione ha come
scopo immediato il peccato e Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane.
dal peccato viene prodotta la Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che
m ort e, i nte sa c om e
l’interruzione della vita in Dio, non avete pane? Non capite ancora e non comprendete?
l’essere separati da lui. Per Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete
questo la tentazione ha a che
fare con la fede: una tentazio- orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spez-
ne vinta è merito di obbedien- zato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di
za nella fede, una tentazione
che vince è causata da una pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quan-
mancanza di fede. Scopo del do ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante spor-
tentatore e di tutte le tentazio-
ni è separarci da Dio indebo- te piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette».
lendo la nostra fede. E disse loro: «Non comprendete ancora?».

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 929 pagina 7


Non abbiamo capito niente meditazione di don Luciano -Parroco di Bovegno

E disse loro: «Non capite an- imbroglioni, adulteri: Io sono ma di stima, trenta denari, “un
cora?».Si, Signore, è duro am- diverso anche da quell’agente po’ di lavoro,una certa consi-
metterlo ma ancora non ab- delle tasse. Io digiuno due derazione tra certi ami-
biamo capito niente. Da tanto volte alla settimana e offro al ci” (don Primo Mazzolari) che
tempo stiamo sulla tua barca, tempio la decima parte di tutto possono, che corrompo-
ma ancora non abbiamo capi- quello che guada- no la coscienza, che ci fanno
to, non riusciamo ad accon- gno” (Lc.18,11-12). Quell’Io sentire importanti. E’ vero,
tentarci di quel pane che tu pronunciato ritto davanti a Gesù, non abbiamo capito
non ci fai mai mancare. E Dio. Quel ritenersi giusto, niente. Simili a quel povero
senza saperlo ci serviamo di diverso, non bisognoso di Giuda, nascosto tra le pieghe
un altro lievito, facciamo no- salvezza. Il lievito dei farisei ci interiori del nostro cuore,
stro il “fermento” dei farisei e fa perdere il senso del nostro vendiamo quell’unico pane
quello di Erode. «Fate atten- nulla, della miseria che ci ca- che ci salva con i lieviti di
zione, guardatevi dal lievito ratterizza; un fermento altera- questo mondo. Misero barat-
dei farisei e dal lievito di Ero- to che ci fa sentire appagati, to. Non ci rimane che metter-
de!».Che cos’è questo lievito? giudici, spietati verso gli altri. ci infondo al tempio, in ginoc-
Come si presenta? Come pos- E così, senza saperlo, si di- chio, in silenzio. “L’agente
siamo mascherarlo?. Cerchia- venta semidei, ci si appropria delle tasse invece si fermò
mo di comprendere, appro- indebitamente del divino. Il indietro e non voleva neppure
fondire, cogliere. Il lievito dei lievito di Erode è il potere alzare lo sguardo al cielo. Anzi
f ari se i è l’ ipoc r i si a, concepito come forza che si batteva il petto dicendo: “O
un’ostentata autosufficienza. inquina il servizio, la ricerca Dio, abbi pietà di me che so-
“Il fariseo se ne stava in piedi del bene comune, diventando no un povero peccato-
e pregava così tra sé: “O Dio, ingiusto ed iniquo. Il lievito di re” (Lc.18,13-14).
ti ringrazio perché io non so- Erode è un posto occupato don Luciano
no come gli altri uomini: ladri, indebitamente, una qual for-

Preghiamo la Contemplo:
Parola
Resterà l’amore
Signore, mio Dio, Mi par di sentire: “ A che pro la del nostro sacrificio. Ma su un
“concedi al tuo ser- nostra fatica? La nostra tensio- corpo ricreato, trasparente, divi-
vo un cuore docile, ne? Il nostro fare? Che resterà no, figlio della Risurrezione e
perché sappia di- di tutta la città terrena?”. Ecco, non schiavo della vecchia mor-
stinguere il bene resterà l’amore. te.
dal male”. Scomparirà la casa, resterà Difatti la prima caparra a questa
Sostienimi nel mio l’affetto che ci ha legati. Scom- speranza ci è data con la Risur-
cammino perché parirà l’officina, resterà il sudore rezione di Cristo. Se Cristo è
sappia guardare con cui ci siamo guadagnati il risorto, anche questa sabbia ri-
con occhi nuovi chi pane. Scompariranno le rivolu- sorgerà. Se Cristo è risorto, an-
vive accanto a me, zioni umane, resteranno le lacri- che le ossa aride di Ezechiele
e riconoscere in lui me versate per la giustizia. risorgeranno.
la tua presenza. (C. Carretto, Al di là delle cose, pp. 28-29)
Scomparirà il nostro vecchio
Amen corpo, ma resteranno le ferite

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 929 pagina 8


. San Barbato di Benevento, vesco-
Santi del giorno:
vo; beato Giuseppe Zaplata, religioso.

“Evita l’assillo. Non tutte le domande meritano


una risposta.”( Publilio Siro)
Mercoledì
Febbraio
19
6^ settimana Tempo Ordinario

TO

Il Santo del Giorno: san Mansueto


Parola di Dio Il ricordo della figura del 40° vescovo di Milano è legato
in briciole a una delle maggiori dispute teologiche del suo tempo:
l'acceso confronto tra i sostenitori del "duotelismo" e
quelli del "monotelismo". La questione era di fatto una
riproposizione della sempre viva opposizione tra chi so-
Un dono da chiedere allo steneva che Cristo fosse "semplicemente" Dio (un'unica
Spirito: l’ascolto
Pagina curata da Don Luciano V. M. natura con un'unica volontà) e chi affermava (in linea
“Lo sapete, fratelli miei carissimi: ognuno con quanto già stabilito dalla Chiesa) che egli fosse vero
sia pronto ad ascoltare, lento a parlare e Dio e vero uomo (quindi con due nature e due volontà).
lento all’ira…...” Mansueto, appartenente a una famiglia romana, fu alla
(Gc 1,19-27) guida della Chiesa ambrosiana dal 672 al 681 e nel 680
partecipò al Concilio di Roma che dichiarò ortodossa la
Generalmente noi siamo mol-
to veloci a parlare e poco in- sola dottrina del "duotelismo". Il vescovo di Milano dife-
clini ad ascoltare. Questo spes- se la posizione ortodossa delle "due volontà": sapeva che
so ci mette nei guai, perché più in ballo c'era la corretta visione sulla dignità della natura
volte sperimentiamo che se umana.
avessimo ascoltato con atten-
zione, non avremmo creato
tanti problemi. E’ segno di Vangelo: Mc 8,22-26
grande santità quello di ascol-
tare gli altri, prima di parlare: In quel tempo, Gesù e i
questo, oltre che un grande suoi discepoli giunsero
atto di educazione, ha un pro- a Betsàida, e gli con-
fondo valore a livello spiritua- dussero un cieco, pre-
le. Infatti, significa che siamo gandolo di toccarlo.
capaci di ascoltare Dio che Allora prese il cieco per
spesso ci parla attraverso le
mano, lo condusse fuo-
istanze e le parole degli altri,
anche quando magari ci dico-
ri dal villaggio e, dopo
no delle cose che non ci aspet- avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e
tiamo o che addirittura ci irri- gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quello, alzando gli occhi, dice-
tano. Dunque, l’ascolto è dav- va: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che cam-
vero un grande dono da chie- minano». Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed
dere allo Spirito: egli lo conce- egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva di-
de a chi lo chiede con fede, per stintamente ogni cosa. E lo rimandò a casa sua dicendo:
amore dei fratelli. «Non entrare nemmeno nel villaggio».

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 929 pagina 9


Signore, prendici per mano….. pagina curata da don Luciano

ci in disparte. La fede di suali sono distorte, par-


altri ci porta a te, ma ora ziali; che spesso riducia-
ci chiami a un incontro mo i fratelli ad alberi che
personale. Troppe volte camminano, oggetto de-
ci prende la presunzione formato dalle nostre pre-
di vedere tutto bene, a tese di avere in tasca la
distanza, mentre siamo verità.
ancora per via con te. Rendici docili alle tue
Interrogaci, Signore. mani che ci ricreano, alla
“Allora gli impose di Portaci a verificare, alla tua parola che ci plasma.
nuovo le mani sugli occhi luce del tuo vangelo, Porta pazienza con noi,
ed egli ci vide chiaramen- quello che vediamo vera- Signore, non stancarti di
te, fu guarito….”
mente. posare ancora le tua ma-
Signore, luce del mondo, Rendici abbastanza umili ni sui nostri occhi.
non stancarti di prender- da riconoscere che quel-
ci per mano e di condur- lo che vediamo non è
tutto; che le nostre vi-

Contemplo:
Dio è là
Preghiamo la
Parola E’ la parola della creazione quadro. Il suo discorso è conte-
che comincia e che racconta alla nuto nelle cose, il suo pensiero è
Tu mi chiamasti mia coscienza tutto il suo signi- espresso dalla realtà che mi cir-
e quella tua voce ficato nascosto. Nessun occhio conda. Tutto diventa simbolo che
squarciò la sordità; semplice, vergine, bambino che mi inizia alla sua conoscenza e
tu balenasti e fu si apra su questo “spettacolo” mi prepara a qualcosa che verrà
dissipata la mia ce- può correre il rischio di dubita- e che pure è già venuta. Io sento
cità.
(Sant'Agostino)
re. Dio è là, come tu sei là, co- che è là per cercarmi, io sento
me la sabbia e il cielo sono là. che mi viene incontro, io sento
Puoi metterti subito a parlare che già mi abbraccia come uno
con Lui. La sua presenza è fatta che attendeva da tanto tempo.
così. Le sue parole sono gli stes- (C. Carretto, Al di là delle cose, pp. 22-23)

si elementi che compongono il

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 929 pagina 10


Santi del giorno: Santa Giacinta Marto, veggen-
te di Fatima; beata Giulia Rodzinska, religiosa.

“Unsorriso nel primo volto incontrato al


mattino è un benvenuto al giorno che inizia” .
Giovedì
Febbraio
20
(Banan Yoshimoto) 6^ settimana Tempo Ordinario

TO

Il santo del giorno: san Leone di Catania


Parola di Dio
Nel mondo biblico e cristiano i sogni hanno un
in briciole ruolo importante, perché spesso guidano le persone
nelle loro scelte e contribuiscono così a cambiare la
storia. E proprio a un sogno la tradizione attribui-
sce la scelta di san Leone come vescovo di Catania
Dare in maniera disinteres- nel 765. Lui era nato a Ravenna, forse nel 720 o
sata qualche anni prima, ed era diventato monaco bene-
Pagina curata da Don Luciano V. M. dettino, trasferendosi poi a Reggio Calabria. In que-
sta città vennero i catanesi, guidati da un angelo ap-
“ ...la vostra fede nel Signore sia immune
da favoritismi personali….” parso in sogno, per chiedergli di diventare il loro
15° vescovo. All'inizio Leone rifiutò, non ritenen-
(Gc 2,1-9) dosi degno, ma poi accettò. A Catania, oltre a pren-
E’ sempre molto difficile non dersi cura degli ultimi, Leone dovette affrontare la
questione dell'iconoclastia, largamente diffusa
lasciarsi influenzare dai propri nell'Impero bizantino. Per la difesa dell'ortodossia
gusti e dalle proprie simpatie, Leone rischiò l'arresto e dovette rifugiarsi per alcuni
e questo vale anche in ambito anni in montagna. Rientrato morì nel 789. .
ecclesiale, sin dai suoi primor-
di. Questo fondamentalmente
perché l’uomo è sempre u-
guale a se stesso, anche se
Vangelo: Mc 8,27-33
passano i secoli e cambiano le
mode. Anche a noi può acca- In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i vil-
dere di farci influenzare da laggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interroga-
favoritismi o da antipatie: il va i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?».
problema non è accorgersi di Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono E-
questo ma non farsi influen- lìa e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma
voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cri-
zare da tali sentimenti del
sto». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad
cuore. In tal modo riusciremo
alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uo-
comunque a essere imparziali mo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani,
e a far trasparire l’amore di dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo
Dio che dona senza favoriti- tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente.
smi, sia ai buoni che ai cattivi. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma
Quando impareremo davvero egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò
a dare in maniera disinteressa- Pietro e disse: «Va' dietro a me, Satana! Perché tu non
ta, saremo sulla buona strada pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
verso la santità.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 929 pagina 11


Chi dice la gente che io sia? meditazione di don Luciano Vitton Mea

Diceva Romano Guardini: rano nel nostro cuore il Re- pensiero o una filosofia,
“Il cristianesimo, in primo gno che non ha tempo e dobbiamo prenderlo tutto,
luogo, non è una dottrina, non ha fine. Se questi due così com’è. La gente accorre
ma una persona, Gesù, il misteri vengono scissi, se numerosa e ritaglia del Cri-
Cristo”. E’ proprio così. consideriamo Gesù solo sto quello che gli serve, ri-
Gesù è la sintesi tra l’amore Dio o solo uomo cadiamo manendo però in superficie.
infinito di Dio, il divino, e nell’errore, lo consideriamo Il cristiano, l’amico è colui
tutto ciò che di bello e di una volta Giovanni Battista, che va, vede dove abita e
buono è rimasto nell’uomo. quell’altra Elia, un’altra an- rimane con Lui. Si immerge
In Lui il Figlio di Dio e il cora “uno dei profeti”. In nel suo mistero, lo accetta e
figlio dell’uomo diventano poche e semplici parole lo fa diventare vita.
persona, volto, incontro. “uno dei tanti”. No! Lui è Pietro gli rispose: «Tu sei il
In Gesù il mistero di Dio e l’unico, l’Unigenito, l’eterno Cristo». Si, tu sei la via, la
il mistero dell’uomo si sve- racchiuso in una briciola di verità, la vita.
lano innanzi a noi, penetra- tempo, in un lembo di sto- don Luciano
no nella nostra casa interio- ria. Non lo possiamo smi-
re, illuminano gli angoli re- nuire, ridurre, carpire. Cri-
conditi del non senso, istau- sto è una Persona, non un

Contemplo:
Preghiamo la Signore abbi pietà
Parola
Non ho paura che Dio distrug- gnore, abbi pietà dell’uomo. E ti
Insegnami a cammi-
nare alla luce del tuo ga il mondo, ho paura che lo chiedo soprattutto una cosa:
Vangelo, a trovare lasci vagare come cieco sulle non tentarlo troppo sulla fede,
nella tua Parola il
sentiero dove orien- steppe colte e raffinate della cul- non dargli questa tremenda pro-
tare ogni mio piccolo tura di oggi. va. E se è lui che si mette nei
passo. Che tutto di
me, i miei desideri, le Signore, mio Dio, abbi pietà del pasticci, non abbandonarlo nella
mie paure, i miei in- tuo popolo e non essere troppo sua notte! Ho paura dell’uomo
contri, le mie azioni, severo con lui. Lo so che questo che non sa più dov’è il suo Dio!
abbia la forza della
tua sapienza, quella tuo popolo non sente più il gu- Fagli sentire la tua mano con la
dei piccoli, che su sto della terra promessa a causa mano delle cose, fagli avvertire
tutto dà il sapore del
cielo. delle comodità, del gusto della la tua presenza dietro il velo di
Amen terra su cui vive, ma Signore, tutte le presenze.
abbi pazienza ancora un tantino, (C. Carretto, Al di là delle cose, pp. 12-13)

vedrai che finirà per capirlo. Si-

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 929 pagina 12


Santi del Giorno: San Roberto Southwell, sacer-
dote gesuita; beata Maria Enrichetta Dominici.

Che tu sappia plasmarti ad ogni nuovo vento senza


smettere di essere te stesso, che tu sappia regalarti tempo
per ricordare cosa desideri: questa è la vera impresa che il
Venerdì
Febbraio
21
cuore ti chiede”. ((S.Giommoni) 6^ settimana Tempo Ordinario

TO

Il Santo del Giorno: san Pier Damiani


Parola di Dio
Il cammino della Chiesa è la storia di una "perenne riforma",
in briciole un'opera che nel tempo ha avuto molti "campioni" e testimoni
che ancora oggi continuano a indicare la strada da percorrere. Co-
me san Pier Damiani, dottore della Chiesa che fu monaco e cardi-
nale, saggio consigliere di molti Papi. Nato a Ravenna nel 1007,
Lasciare dietro di sé una
dopo un lungo percorso di studi e dopo aver insegnato a Parma,
traccia d’amore
entrò nel monastero camaldolese di Fonte Avellana. Nel 1057 era
Pagina curata da don Luciano a Roma: il Papa lo volle accanto a sé per portare una riforma mo-
“A che serve fratelli se uno dice di avere ralizzatrice all'interno della Chiesa, divisa da discordie, scismi e
fede ma non ha dietro di sé le opere? ….” alle prese con la piaga della simonìa. Secondo il Martirologio Ro-
(Gc 2,14-24.26) mano Pier Damiani "richiamò con fermezza i monaci alla santità
Una verità che in genere, fac- della contemplazione, i chierici all'integrità di vita, il popolo alla
ciamo molta fatica a ricordare comunione con la Sede Apostolica". Morì a Faenza nel 1072.
è che la fede è un’esperienza
terribilmente concreta, è un
modo di vivere che non si può
limitare solo all’ambito
dell’interiorità e del privato. Il
Vangelo: Mc 8,34-9,1
Signore, infatti, ci ricorda che
la fede deve avere un riscon- In quel tempo, con-
tro immediato nelle opere che vocata la folla insieme
si compiono nella via quotidia- ai suoi discepoli, Ge-
na. Se le opere non ci sono, sù disse loro: «Se
significa che la nostra fede, per qualcuno vuol venire
quanto belle preghiere o medi- dietro a me, rinneghi
tazioni ci faccia fare, è vuota e se stesso, prenda la
sterile. Si tratta di capire che la sua croce e mi segua.
fede in Gesù non è un rifugio Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi
per persone deluse dalla vita perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la sal-
che cercano in cielo ciò che verà. Infatti quale vantaggio c'è che un uomo guadagni il
non hanno trovato sulla terra: mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe
credere in Dio significa lascia- dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergo-
re dietro di sé una traccia gnerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione
d’amore per cercare di alleviare adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergogne-
le sofferenze e le solitudini de- rà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli an-
gli altri. Solo così la nostra è geli santi». Diceva loro: «In verità io vi dico: vi sono alcuni,
una reale esperienza di fede qui presenti, che non morranno prima di aver visto giunge-
vissuta. re il regno di Dio nella sua potenza».

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 929 pagina 13


La croce è il prezzo dell’amore pagina curata da don Luciano

na, buttar via i propri è una scelta, non un inci-


talenti. E’ infinita passio- dente di percorso. La
ne per l’esistenza, grati- prova, il segno luminoso
tudine per la vita. che Dio mi ama più della
Senza credere di essere mia vita. La croce da
io il centro dell’universo, prendere - non da sop-
la misura di tutto. La portare! - è vivere le stes-
fonte originante è oltre se scelte di Cristo, af-
Il cristiano? E’ uno che me. frontando le stesse con-
vuole andare dietro a Prendi la tua croce. Stes- seguenze.
Gesù. sa cosa: non c’entra La croce è il prezzo
Per fare questo deve rin- niente il soffrire con pa- dell’amore.
negare se stesso. zienza, l’accettazione ras-
Parole da capire bene: segnata delle famose cro-
seguire Cristo non è an- ci della vita. La croce del
nullare la propria perso- Vangelo è ben altra cosa:

Contemplo:
La risposta della fede
Preghiamo la
Tutti conosciamo la risposta una formula quantunque esatta
Parola
della fede e molti di noi la pos- e significativa, possiamo meglio
Renderò grazie al sono ripetere, per grazia, davan- aiutare ed essere aiutati.
Signore con tutto il ti a chiunque. Chi dice di veder meglio non
cuore,
Se non lo facciamo, è perché sempre è davanti, non sempre è
annuncerò tutte le
tue meraviglie. siamo pe rsuasi che il più operoso servitore, non
Gioirò ed esulterò in un’ostensione puramente lette- sempre il più fedele. Siamo ma-
te, rale, se accompagnata da una lati con chi è malato, forte con i
canterò inni al tuo testimonianza di vita, allontana forti; sapiente con i sapienti,
nome, o Altissimo. invece di avvicinare il lontano; pellegrini con chi cammina;
(Salmo 9) che camminando in silenzio ac- cercatori con quelli che non
canto ai molti che cercano, cer- hanno fede o credono di non
catori anche noi di una realtà averla.
ineffabile che non si esaurisce in (P. Mazzolari, Impegno, p.59)

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 929 pagina 14


I santi del giorno: Santa Margherita da Cor-
tona, religiosa; beato Diego Carvalho, gesuita.

“La vita si può capire solo all’indietro, ma si


vive in avanti”. (Soren Kierkegaard)
Sabato
Febbraio
22
6^ settimana Tempo Ordinario

TO

Cattedra di san Pietro


Parola di Dio
La festa odierna, dedicata alla Cattedra di San Pietro,
in briciole ci offre uno spunto prezioso per riflettere sul signifi-
cato dell'autorità e della testimonianza: solo chi è fe-
dele al proprio compito è davvero autorevole e diven-
ta un esempio per gli altri. Si tratta di una strada che
Vangelo: Mc 16,13-19
porta alla santità, ma che ha un valore prezioso anche
In quel tempo, Gesù, giunto nella vita civile e pubblica. Il mandato che Cristo affi-
nella regione di Cesarèa di da a Pietro di "pascere" il suo popolo, infatti, è un
vero e proprio servizio, non un privilegio. In questo
Filippo, domandò ai suoi di-
Pietro è un modello per tutti i pastori ma anche per
scepoli: «La gente, chi dice gli amministratori: la sua posizione più elevata sulla
che sia il Figlio dell'uomo?». cattedra (prima ad Antiochia poi a Roma), infatti, non
Risposero: «Alcuni dicono è quella da cui egli può essere visto e ammirato, ma
Giovanni il Battista, altri Elìa, quella che gli permette di vedere e servire tutti. Un
servizio che gli ha richiesto anche l'offerta estrema del
altri Geremìa o qualcuno dei
proprio sangue.
profeti». Disse loro: «Ma voi,
chi dite che io sia?». Rispose
Simon Pietro: «Tu sei il Cri-
sto, il Figlio del Dio vivente». Medita
E Gesù gli disse: «Beato sei La liturgia della festa odierna, la cattedra di san Pietro,
tu, Simone, figlio di Giona, proclama la funzione dell’apostolo: roccia sulla quale Ge-
perché né carne né sangue te sù ha edificato e costruisce sempre la sua Chiesa.
lo hanno rivelato, ma il Padre Pietro riceve il nome nuovo e la sua missione quando, ac-
mio che è nei cieli. E io a te cogliendo la rivelazione del Padre, riconosce in Gesù Cri-
dico: tu sei Pietro e su questa sto, il Figlio del Dio vivente. Su questo testimone e la sua
pietra edificherò la mia Chie- testimonianza il Signore costruisce incessantemente la sua
Chiesa.
sa e le potenze degli inferi
non prevarranno su di essa. A L’insegnamento della cattedra di San Pietro e dei suoi
te darò le chiavi del regno dei successori è essenzialmente testimonianza con la via e
cieli: tutto ciò che legherai
annuncio con la parola che Gesù è il Signore e dà la vita.
L’unione con lo stesso apostolo, a cui sono affidate le
sulla terra sarà legato nei cieli,
chiavi del regno, è certezza per noi di un cammino sicuro
e tutto ciò che scioglierai sulla nella ricerca di Dio.
terra sarà sciolto nei cieli».
Preghiamo oggi per il papa e il suo ministero a servizio di
Dio e della Chiesa.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 929 pagina 15


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to su POSTEPAY N. 5333171080666908 con la causale “contributo spese
stampa Non di Solo Pane”. (il costo di tale operazione è pari a 1 euro).

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versamento su POSTEPAY
N.5333171080666908
con la causale “contributo spese
stampa Non di Solo Pane”.
16 febbraio 2020 - 6^ domenica Tempo Ordinario -

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Settimanale di preghiera per la famiglia

Coordinatrice Anno XXII - n. 929


Fiorella Elmetti Domenica 16 febbraio 2020
Anno A - Anno XXII - N° 929

Redazione Chiuso il 07/02/2020


don Luciano Vitton Mea, Numero copie 1350
don Carlo Moro, don Fabio Marini,
Stampato in proprio
don Diego Facchetti, Fiorella Elmetti,
Tiziana Guerini, Cristina Sabatti e Marina Tanfoglio

Grafica e stampa
don Luciano Vitton Mea

Ideato da
don Luciano Vitton Mea