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Schede programmatiche/3

La capitale della conoscenza

utte le capitali europee nel tentativo di reinter- ciale ed economico.

T pretare le complesse dinamiche che caratteriz-


zano lo spazio urbano hanno investito nella
Cultura, intesa nella sua accezione più ampia
di beni materiali e immateriali, come matrice
di identità e sviluppo.
Roma non è stata da meno e negli anni novanta, a caval-
lo delle giunte di centro-sinistra ha elaborato un suo mo-
L’attuale Giunta Alemanno, dal canto suo, non ha sapu-
to proporre nulla di autenticamente originale ed efficace
in quest’ambito, avviando semmai forme ingiustificate di
chiusura ( si pensi ad esempio alla Notte Bianca e ora al-
la casa del Cinema) senza proporre alcuna alternativa
credibile.
La nuova sfida per Roma non può che ripartire da qui,
dello, conosciuto ai più come “Modello Roma”, un sistema dal ruolo di Roma come Capitale della Cultura, dai pro-
di forte “infrastrutturazione culturale” che dotando la cessi integrati che i nuovi saperi e le sfide tecnologiche
città di una miriade di spazi, sia centrali che decentrati mettono oggi a disposizione dei comparti più tradiziona-
(dall’Auditorium, alle numerose case del cinema e della li del Sistema Cultura, sino a spingere l’acceleratore ver-
letteratura sino alle biblioteche e ai teatri di cintura), ha so un orizzonte più ampio e divenire in toto la Capitale
contribuito in maniera significativa a far uscire la città della Conoscenza.
da un provincialismo culturale atavico, incrementandone E’ la Conoscenza che oggi rappresenta il reale valore ag-
la competitività internazionale, nonché il suo Pil, con le giunto della società e del suo progresso. Negli ultimi 15
relative ricadute occupazionali. Tutto questo generando anni gli investimenti in Ricerca e sviluppo, nel mondo, so-
una vera e propria “Rinascenza”, una modalità che ha no triplicati (passando da 350 milioni di dollari nel 1990
rafforzato il ruolo sociale della Cultura quale fattore e ad oltre 1.100 milioni nel 2007). Non è più pensabile, e co-
strumento di coesione e benessere dei cittadini, agendo munque non è percorribile, uno sviluppo senza Ricerca.
anche sui processi di rigenerazione urbana. Non a caso proprio le economie più deboli (Cina, Brasile,
Il mondo delle imprese e la Cultura hanno stretto un pat- India, Singapore, etc.), stanno accrescendo notevolmente
to di condivisione, in crescente e stretto dialogo, speri- i loro investimenti in Ricerca, recuperando il divario che
mentando nuove e assai efficaci forme di governance. le separava dalle economie storicamente più forti (Usa,
Dunque la Cultura intesa non più come fine a se stessa, Europa, Giappone). Roma ha una concentrazione di 1
ma come parte integrante di un processo di promozione attività di ricerca nel suo territorio come poche altre
dello sviluppo locale capace di innescare un meccanismo città al mondo.
virtuoso di crescita e mobilitazione delle risorse umane e Con le sue tre Università e i suoi numerosi enti di ricer-
di rapporti tra l’amministrazione e il tessuto sociale. ca pubblici (vari istituti del Cnr, vari laboratori: dell’Isti-
Oggi davanti ad un nuovo tipo di città, post-industriale, tuto nazionale di fisica nucleare, dell’Istituto di geofisica
post-fordista o postmoderna che sia, non si può più pre- e vulcanologia, dell’Istituto di astrofisica, dell’Istituto su-
scindere da questi obiettivi pena la marginalità dal cir- periore di sanità, e di moltissimi altri istituti scientifici)
cuito competitivo internazionale. si concentra nella capitale un enorme accumulo di cono-
Con la crisi finanziaria globale lo scenario è cambiato? scenza e di sapere che può e deve rappresentare una
No, semmai richiede uno sforzo ancor più ampio che im- straordinaria opportunità per la crescita economica, tec-
prima una profonda accelerazione alla “terziarizzazione” nologica, sociale e civile della città. Si tratta di innescare
crescente della città con politiche di forte integrazione un meccanismo virtuoso di stimolo e di ricaduta tra le i-
che tengano conto delle vocazioni più autentiche di Roma stituzioni cittadine e i centri di ricerca, di catalizzare e
e della sua capacità produttiva. sviluppare processi di interazione e sinergia ad accumu-
I tagli imposti dal governo in questo settore, come in quel- lo di Conoscenza, di far crescere il livello della qualifica-
lo dell’Università e della Ricerca, rischiano di vanifica- zione professionale attraverso meccanismi di contamina-
re il processo virtuoso avviato nella fase precedente e zione con i saperi nuovi e di frontiera. La “società della
di respingere Roma in una dimensione competitiva mar- Conoscenza” è il vero orizzonte dentro cui Roma deve
ginale sia in ambito strettamente culturale, nonché so- programmare il proprio futuro.

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