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ADORAZIONE DELLA CROCE

Canto d'inizio: Ecco l'uomo!

INTRODUZIONE

1L Il mistero della croce è il mistero dell'amore di Dio per l'uomo, di un Padre per il figlio; è il
mistero di una amore che sembra impazzire, che svuota Dio della sua gloria e lo rende
pellegrino in ricerca dell'uomo.

2L Adamo... dove sei? ...dove sei?


Perché mi nascondi la tua faccia? Perché hai paura? Ho cercato colui che il mio cuore ama ma
non l'ho trovato: l'ho chiamato ma egli non mi ha risposto.
Io che avevo pensato, egli mi chiamerà: «Tu, Padre mio!»
Non si separerà più da me!
Perché, perché mi hai abbandonato? Me sorgente d'acqua viva per scavarti cisterne screpolate
che non tengono l'acqua...?

1L La croce è il luogo in cui l'Onnipotenza si fa debole e il Signore si mette a servire, affinchè


l'uomo possa commuoversi e passare dal rifiuto all'accoglienza della fonte della vita.

Fissiamo lo sguardo del cuore sulla croce a cui è inchiodato lo Sposo crocifisso per amore:
Cristo Signore!

AdoriamoLo in unione con la Vergine Madre custode di ogni parola del Figlio, come di ogni suo
silenzio; partecipe del suo dolore con cuore di Madre e di discepola fedele, unita a Lui nel Sì
alla volontà del Padre «il quale vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza
della verità» (1Tm 2,4) e alla sua missione «che tutti abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza»
(Gv10,10).

Preghiera
O Gesù, Figlio eterno: l'Amato,
tu sei l'immagine del Dio invisibile,
generato prima di ogni creatura,
per mezzo tuo tutte le cose sono state fatte
e in te sussistono.

Tu, bellezza increata


e irradiazione della gloria del Padre,
non hai esitato per amor nostro,
a umiliarti nella nostra carne
fino ad apparirci sfigurato,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
obbediente fino alla morte di croce.

Tu, sommo sacerdote, hai rivestito di parole umane


quell'inno che da sempre canti nel seno della Trinità,
tu lode del Padre!
Tu, redentore nostro, all'inizio dei tempi
sei al fianco delle tue creature,
ci riveli il Padre e non ci lasci soli.
Tu, amico degli uomini, ti sei fatto povero
perché anche gli ultimi e i diseredati
scoprissero la gioia di essere figli del Padre tuo.

Tu hai assunto il dolore dell'uomo perché niente andasse perduto;


per il mistero della tua croce la sofferenza umana
diviene l'eucaristia che salva il mondo.
La tua gloriosa passione c'insegna
che anche il ricevere è divino
e il lasciarsi amare non è meno divino che l'amare.

Donaci di essere testimoni del tuo amore,


coerenti nella sequela di te,
lievito di speranza nell'attesa della tua venuta,
quando tu riconsegnerai al Padre tutto il creato
nell'eterna e completa epifania dell'amore;
allora Dio sarà tutto in tutti.

OFFRO LA VITA

Dal Vangelo di Giovanni (10,11. 14-15.17-18)


Il Buon pastore offre la vita per le pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie
pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore.
Per questo il padre mi ama: perché io offro la mia vita per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la
toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo.

G. Guardando «lo spettacolo» della Croce (cf. Lc 23-48), potremo scoprire in questo albero
glorioso il compimento e la rivelazione piena di tutto il Vangelo della vita.
1L L'agnello e l'albero. Si chiamano, si desiderano l'un l'altro:
2L Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, come vorrei che fosse già acceso
1L Il fuoco ha la passione dell'amore. Va guadagnando in violenza. Questo albero in attesa,
l'agnello finirà col raggiungerlo. E nel medesimo istante, suo Padre, che laggiù gli dà
appuntamento. Non sopporterà più la minima distanza. Lo bacerà. Vi si inginocchierà. Vi si
stenderà. In tutta la sua lunghezza. Lo amerà. Non vorrà esserne staccato prima dell'ora che il
Padre conosce.
2L Offrirà ai chiodi questa mano da tanto tempo aperta. Non potrà più rinchiudersi: i torrenti del
perdono devono da essa riversarsi.
IL La sorgente può sgorgare, la mano può sanguinare, l'albero può piangere...
2L Sono i chiodi a custodire per così lungo tempo, attaccato l'uno all'altra, l'Albero e la Mano?
Oppure la dolcezza di un amore, che non riesce più a dire diversamente qual è la sua Sorgente?

Canto
ATTIRERO’ TUTTI A ME

Dal Vangelo di Giovanni (12,32)


«Io, quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me». Questo diceva per indicare di quale morte
doveva morire.

1L Nelle prime ore del pomeriggio del venerdì santo, «il sole si eclissò e si fece buio su tutta la
terra... Il velo del tempio si squarciò nel mezzo» (Lc 23,44.45). È il simbolo di un grande
sconvolgimento cosmico e di una immane lotta tra le forze del bene e le forze del male, tra la
vita e la morte. Noi pure, oggi, ci troviamo nel mezzo di una lotta drammatica tra la «cultura
della morte» e la «cultura della vita». Ma da questa oscurità lo splendore della Croce non viene
sommerso; essa, anzi, si staglia ancora più nitida e luminosa e si rivela come il centro, il senso e
il fine di tutta la storia e di ogni vita umana.

2L Gesù è inchiodato sulla Croce e viene innalzato da terra. Vive il momento della sua massima
«impotenza» e la sua vita sembra totalmente consegnata agli scherni dei suoi avversari e alle
mani dei suoi uccisori: viene beffeggiato, deriso, oltraggiato (cf. Mc 15,24-36). Eppure, proprio
di fronte a tutto ciò e «vistolo spirare in quel modo», il centurione romano esclama:
«Veramente quest'uomo era Figlio di Dio!» (Mc 15,39). Si rivela così nel momento della sua
estrema debolezza, l'identità del Figlio di Dio: sulla Croce si manifesta la sua gloria !
Dall’ Enciclica «Evangelium Vitae»

Responsorio: O Christe Domine Jesu! O Christe Domine Jesu !

PERDONALI

Dal Vangelo di Luca (23,33-34)


Quando giunsero al luogo detto Cranio, là lo crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro
a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno». Dopo essersi poi
divise le sue vesti, le tirarono a sorte.

1L Con la sua morte, Gesù illumina il senso della vita e della morte di ogni essere umano. Prima di
morire, Gesù prega il Padre invocando il perdono per i suoi persecutori (cf. Lc 23,34) e al
malfattore, che gli chiede di ricordarsi di lui nel suo regno, risponde: «In verità ti dico, oggi
sarai con me in Paradiso» (Lc 23,43). Dopo la sua morte i sepolcri si aprirono e molti corpi di
santi morti risuscitarono (Mt 27,52). La salvezza operata da Gesù è donazione di vita e di
risurrezione.
2L Lungo la sua esistenza, Gesù aveva donato salvezza anche sanando e beneficando tutti (cf. At
10,38). Ma i miracoli, le guarigioni e le stesse risuscitazioni erano segni di un'altra salvezza,
consistente nel perdono dei peccati, ossia nella liberazione dell'uomo dalla malattia più
profonda, e nella sua elevazione alla vita stessa di Dio.
(Dall'Enciclica «Evangelium Vitae»)

Responsorio: Misericordias Domini in eterno cantabo


ECCO TUA MADRE
Dal Vangelo di Giovanni (19, 25-27)
Stavano presso la croce di Gesù sua Madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di
Màgdala. Gesù allora vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla
madre: «Donna, ecco il tuo figlio». <Poi disse al discepolo: <<Ecco la tua madre!». E da quel momento
il discepolo la prese nella sua casa.

1L Attorno al crocifisso si ricompone la comunità dei credenti.Come nell'ora anticipatrice di Cana,


nell'ora della Croce, quando il Figlio dona lo Spirito dei tempi ultimi è presente Maria, la Madre,
e Giovanni, il testimone nei secoli, dell'amore.
2L Dal nuovo albero della vita, dalla sua linfa di dolore e di sangue, nasce il popolo nuovo. E sei tu,
Madre, che in Giovanni tutti ci accogli, e tutti nel dolore ci generi.
1L E noi tuoi figli, rigenerati dal sangue e dall'acqua, come Giovanni ti accogliamo: preziosa eredità
nel cammino di fede, presenza silente, invito a sostare presso le infinite croci dell'umanità per
recar conforto, speranza di salvezza.

1 S. Per sempre, Gesù, sul legno infame e glorioso:


perché l'uomo possa sempre mangiare
dell'albero della vita
e abbeverarsi alla sorgente della salvezza.

2 S. Per sempre accanto a te la Donna:


perché nella fede e nel dolore
sia madre di tutti gli uomini
dal tuo sangue e dallo Spirito generati.

3 S. Per sempre accanto a te il discepolo:


perché la Chiesa ti renda in ogni tempo
testimonianza del suo amore forte e fedele.

Tutti Rinnova in noi. Signore, il mistero della Croce,


dove tu riveli l'amore infinito del Padre,
elargisci il dono dello Spirito,
unisci per sempre la Madre ai discepoli.

Canto

HO SETE

Dal Vangelo di Giovanni (19, 28-19)


Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la
Scrittura: <<No sete». Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in
cima ad una canna e gliela accostarono alla bocca.
1L Ho sete!
2L Gesù ha una sete ardente del cuore degli, uomini per i quali muore.
1L Dammi da bere!
2L Ha una sete indicibile della nostra risposta d'amore che sola può consegnargli la nostra
libertà.
1L Se tu conoscessi il dono di Dio, e chi è colui che ti chiede da bere...
2L La sete di Gesù sulla croce è il riflesso, nella sua carne, della sete infinita che Dio ha della
felicità degli uomini: la sete che si abbia sete di Lui.
1L Tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva.
2L Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me
fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno.

Responsorio: Di notte andremo di notte a ritrovar la fonte


solo la fede c'illumina solo la fede c'illumina

RESE LO SPIRITO

Dal Vangelo di Giovanni (19,30)


E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: «Tutto e compiuto!». E, chinato il capo, spirò.

1L Tutto ormai era giunto al suo pieno compimento. Il «rendere lo spirito» descrive la morte di
Gesù, simile a quella di ogni altro essere umano, ma sembra alludere al «dono dello Spirito», col
quale Egli ci riscatta dalla morte e ci apre a una vita nuova.
2L È la vita stessa di Dio che viene partecipata all'uomo. È la vita che, mediante i sacramenti della
Chiesa - di cui il sangue e l'acqua sgorgati dal fianco di Cristo sono simbolo - viene
continuamente comunicata ai figli di Dio, costituiti così come popolo della Nuova Alleanza. Dalla
Croce, fonte di vita, nasce e si diffonde il «popolo della vita».
Dall'Enciclica «Evangelium Vitae»

NE USCI’ SANGUE ED ACQUA

Dal Vangelo di Giovanni (19, 32-34)


Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso
insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non g[i spezzarono le gambe, ma
uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.

1L La porta è aperta! Beato è colui che corre verso di essa! È grazie a Lui per mezzo della sua
croce, che noi gli uni e gli altri abbiamo accesso al Padre
2L Ricevuta nell'amore, la ferita rimane aperta, tutta trasparente, perché mai inaridiscano i flutti
di luce dello Spirito. Il sole vi brilla, la guarigione è nei suoi raggi.
1L Era necessario che fossero spezzate tutte le dighe, perché le acque vive per troppo tempo
contenute, potessero finalmente aprirsi un canale fino alle nostre terre screpolate? Perché gli
oceani dell'Amore potessero finalmente straripare? E venire ad irrorare i nostri solchi, a
dissetare i nostri tessuti secchi, a irrigare i nostri deserti, per farne dei frutteti ?...
2L L'acqua viva usciva da sotto il lato destro del Tempio a mezzodì dell'altare. Là dove questa
arriva risana; la vita si diffonde ovunque arriva il torrente.
1L Torrente impetuoso alle fonti delle nevi. Rugiada fragile sulla rosa nel mattino d'estate. Il
cuore aperto: sorgente della Sorgente, che mai più cesserà di mormorare: vieni verso il Padre.

Canto : Noi ti adoriamo

1S La contemplazione della Croce ci porta così alle radici più profonde di quanto è accaduto. Gesù,
che entrando nel mondo aveva detto: «Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà» (cf. Ef
10,9), si rese in tutto obbediente al Padre e, «avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò
sino alla fine» (Gv 13,1), donando tutto se stesso per loro.
2S Lui che non era «venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per
molti» (Me 10,45), raggiunge sulla Croce il vertice dell'amore. Nessuno ha un amore più grande
di questo: dare la vita per i propri amici (Gv 15,13). Ed egli è morto per noi mentre eravamo
ancora peccatori (cf. Rm 5,8). In tal modo egli proclama che la vita raggiunge il suo centro, il
suo senso e la sua pienezza quando viene donata.
G. La meditazione a questo punto si fa lode e ringraziamento e, nello stesso tempo, ci sollecita a
imitare Gesù e a seguirne le orme (cf 1 Pt 2,21). Anche noi siamo chiamati a dare la nostra vita
per i fratelli realizzando così in pienezza di verità il senso e il destino della nostra esistenza.

T. Lo potremo fare perché Tu, o Signore,


ci hai donato l'esempio e ci hai comunicato
la forza del tuo spirito.
Lo potremo fare se ogni giorno,
con Te e come Te, saremo obbedienti al Padre
e faremo la sua volontà.
Concedici, perciò di ascoltare
con cuore docile e generoso
ogni parola che esce dalla bocca di Dio:
impareremo così non solo
a «non uccidere» la vita dell'uomo,
ma a venerarla, amarla e promuoverla.
(Dall 'Enciclica «Evangelium Vitae)

Invocazioni a Cristo morto e risorto per noi


La morte di Gesù è tutta illuminata dalla sua risurrezione. Se siamo pienamente inseriti nella sua
morte e risurrezione, potremo proclamare la verità della nostra esistenza. Sostenuti dalla fede,
esprimiamo la nostra adesione a Cristo Signore e rinnoviamo la nostra speranza.

Rit. Si compia in noi la tua volontà!


1. Cristo Gesù, che sei il benedetto del Padre per rigenerare l'armonia tra cielo e terra, insegnaci
a morire a noi stessi e al nostro mondo per edificare una vera comunione fraterna nella pace e
nell'unità.
2. Cristo Gesù, che sei stato docile alla volontà del Padre e a lui ti sei pienamente affidato, aiutaci
a comprendere che solo seguendo il tuo esempio possiamo divenire creature nuove.
3. Cristo Gesù, che nel «sì» al Padre e nella sua risposta con la tua risurrezione hai fatto
scaturire la lode nell'assemblea dei santi, liberaci dalle schiavitù del nostro cammino storico
per cantare l'esultanza della liberazione che nasce dalla tua croce.
4. Cristo Gesù che liberamente ti sei inserito nel mistero del Padre facendoti obbediente fino alla
morte di croce, donaci le energie per non temere il nostro morire quotidiano e guidaci a vivere il
nascondimento per celebrare la tua presenza d'amore.
5. Cristo Gesù, che nella tua croce hai esaltato la sublimità del perdono, rendici consapevoli della
riconciliazione che continuamente ci offri per diffondere tra i fratelli la tua potenza di
comunione.
6. Cristo Gesù che nella tua donazione d'amore hai creato il popolo dei credenti, effondi la tua
potenza nei nostri cuori perché sappiamo proclamare al mondo la nostra fede nel tuo mistero di
morte e di risurrezione per generare fiducia nei nostri fratelli che sono alla ricerca della
verità.

G. O Padre,
nell'oblazione del tuo Figlio
hai dato ad ogni uomo
il vero significato da dare alla propria vita,
immergici nella tua divina fedeltà,
perché sappiamo seguire il nostro redentore
nella sua ascesa alla croce
per poi celebrare con lui
la potenza della risurrezione
e proclamare l'esultanza per il tuo perdono
e la potenza della tua volontà
di rendere nuove tutte le cose
in Cristo Gesù nostro Signore.
T. Amen.

Canto