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IL RISCHIO

MECCANICO

Ing. Carlo Pepe – ASPP
CONCETTI BASE
PERICOLO
Un pericolo esiste quando un oggetto (o una
sostanza) o una situazione ha la capacità
intrinseca di causare un effetto avverso o nocivo.

RISCHIO
La probabilità che il danno alla persona o alle
cose si verifichi realmente.

DANNO
Una qualunque alterazione, transitoria o
permanente, dell'organismo, di una sua parte o di
una sua funzione.
CATENA DEGLI EVENTI
In generale, per raggiungere il livello
potenziale di danno correlato ad un
certo pericolo, deve verificarsi non un
solo evento sfavorevole bensì una
successione di eventi sfavorevoli.

Gli eventi sfavorevoli dipendono dalle


criticità (lacune) organizzative
(formative, tecnologiche, comunicative,
umane).

Quando si verifica l’allineamento di tutte le lacune, compreso


l’errore umano che è l’ultimo in ordine temporale, viene
raggiunto il livello potenziale del danno.
Ne scaturisce che il rischio dipende dalla probabilità di
allineamento di tutte le lacune.
ESEMPIO
ESEMPIO

Pericolo:
parti rotanti

Evento pericoloso:
impigliamento nelle parti rotanti

Lacune (eventi sfavorevoli):


- avvicinamento alle parti rotanti non protette
- indumenti non adeguati al lavoro
- l’addetto non ha consultato le istruzioni allegate
RIDUZIONE DEL RISCHIO MECCANICO
Per ridurre il rischio meccanico occorre spezzare
la catena degli eventi colmando ogni lacuna o
criticità ricorrendo alla formazione e alla
manutenzione.

È altresì importante rendere noto a tutti ogni


evento che poteva trasformarsi in un incidente in
determinate condizioni (MANCATO INCIDENTE) in
modo che, ricordando bene la successione degli
eventi, possa evitarsi l’incidente.

Il mancato incidente è sempre un anello della


catena.
DEFINIZIONE DI RISCHIO MECCANICO

Il Rischio Meccanico è caratterizzato dall’insieme dei


fattori fisici che possono provocare una lesione per
l’azione meccanica di:

- componenti della macchina


- attrezzi
- parti materiali solidi
- fluidi espulsi
FATTORI FISICI

 Schiacciamento
 Cesoiamento
 Taglio o sezionamento
 Impigliamento
 Trascinamento o intrappolamento
 Urto
 Perforazione o puntura
 Attrito o abrasione
 Proiezione di un fluido ad alta pressione
 Proiezione delle parti
 Perdita di stabilità
 Scivolamento, inciampo e caduta
TITOLO III - CAPO I - D. LGS. 81/2008
USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

Capo I – Uso delle attrezzature di lavoro
Capo II   – Uso dei dispositivi di protezione individuale
Capo III  – Impianti e apparecchiature elettriche

CAPO I - USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO


artt. 69-73
All. V – Requisiti di sicurezza delle attrezzature di lavoro costruite in assenza di
disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive
comunitarie di prodotto, o messe a disposizione dei lavoratori
antecedentemente alla data della loro emanazione
All. VI – Disposizioni concernenti l’uso delle attrezzature di lavoro
All. VII – Verifiche di attrezzature
DEFINIZIONI (ART. 69)
 Attrezzatura di Lavoro:
qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto, inteso come il
complesso di macchine, attrezzature e componenti necessari
all’attuazione di un processo produttivo, destinato ad essere usato
durante il lavoro.
 Uso di una Attrezzatura di Lavoro:
qualsiasi operazione lavorativa connessa ad una attrezzatura di lavoro,
quale la messa in servizio o fuori servizio, l’impiego, il trasporto, la
riparazione, la trasformazione, la manutenzione, la pulizia, il
montaggio, lo smontaggio.
 Zona pericolosa:
qualsiasi zona all’interno ovvero in prossimità di una attrezzatura di
lavoro nella quale la presenza di un lavoratore costituisce un rischio
per la salute o la sicurezza dello stesso.
 Lavoratore esposto:
qualsiasi lavoratore che si trovi interamente o in parte in una zona
pericolosa.
 Operatore:
il lavoratore incaricato dell’uso di una attrezzatura di lavoro.
REQUISITI DI SICUREZZA (ART. 70)

… le attrezzature di lavoro messe a disposizione dei


lavoratori devono essere conformi alle specifiche
disposizioni legislative e regolamentari di recepimento
delle DIRETTIVE COMUNITARIE DI PRODOTTO.

Direttiva 2006/42/CE (Direttiva Macchine)


Concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
membri relative alle macchine
D.Lgs. 17/2010 Attuazione della direttiva 2006/42/CE,
relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE
relativa agli ascensori
DIRETTIVE DI PRODOTTO

Sono rivolte a PROGETTISTI / COSTRUTTORI e


stabiliscono, per un determinato prodotto, i cosiddetti:

REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA


(RES)
DIRETTIVA MACCHINE
 le macchine devono essere marcate CE previa procedura di
certificazione da parte di organismi certificatori ed essere
accompagnate da una Dichiarazione di Conformità alla
Direttiva; la marcatura deve essere apposta in modo visibile,
leggibile e indelebile nelle immediate vicinanze del nome del
fabbricante

 ogni macchina deve essere accompagnata da istruzioni per


l’uso nella o nelle lingue comunitarie ufficiali dello Stato
membro in cui la macchina è immessa sul mercato e/o in
servizio
OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO (ART. 71)
Il Datore di Lavoro deve:

 mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature


rispondenti ai requisiti di sicurezza previsti dall’art. 70

 adottare le misure necessarie affinché le attrezzature


siano installate e utilizzate in conformità alle istruzioni
d’uso e correttamente manutenute registrando gli
interventi, ove necessario, sul libretto di manutenzione

 prendere le misure necessarie affinché l’uso di


attrezzature che richiedono conoscenze o responsabilità
particolari sia riservato ai lavoratori incaricati che
abbiano ricevuto informazione, formazione e
addestramento adeguati
OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO
(ART. 9 D.M. 363/1998)
Nell'impiego di prototipi di macchine, di apparecchi ed
attrezzature di lavoro, di impianti o di altri mezzi tecnici
realizzati ed utilizzati nelle attività di ricerca, di didattica e di
servizio, il datore di lavoro ed il responsabile della attività
didattica o di ricerca in laboratorio, per quanto di rispettiva
competenza, devono:
a) garantire la corretta protezione del personale, mediante
valutazione in sede di progettazione dei possibili rischi
connessi con la realizzazione del progetto e con l'adozione
di eventuali specifiche precauzioni, sulla base delle
conoscenze disponibili;
b) provvedere affinché gli operatori siano adeguatamente
formati ed informati sui particolari rischi e sulle particolari
misure di prevenzione e protezione.
OBBLIGHI DEI LAVORATORI
L’operatore alle macchine deve:
 mantenere il posto di lavoro e la macchina in ordine
 disattivare l’attrezzatura ogni volta che sospenda la
lavorazione, anche per brevi periodi, in modo che non
possa attivarsi accidentalmente
 utilizzare i dispositivi di protezione individuale (DPI), se
prescritti
 sospendere l’attività ed informare il responsabile della
ricerca o il preposto qualora dovesse riscontrare difetti o
anomalie nel funzionamento
 astenersi dall’apportare modifiche alle attrezzature di
propria iniziativa e dall’effettuare operazioni di
manutenzione
PROCEDURA

Una procedura è una regola scritta.

Riporta:
 chi deve fare
 ciò che deve essere fatto
 come deve essere fatto

per raggiungere uno scopo.


VANTAGGI DI UNA PROCEDURA

Definire una procedura permette di:


formare ed informare gli utilizzatori
prevenire errori
ottenere la riproducibilità delle azioni
conservare e tramandare “il sapere e la
conoscenza” che caratterizza quella attività

Nella procedura è importante delimitare in modo chiaro


le responsabilità.
CHI REDIGE LE PROCEDURE

Le procedure possono essere redatte da un servizio


centrale, come il SPP o un ufficio qualità, o dagli
operatori direttamente coinvolti nel processo.

Nel caso dei laboratori di ricerca è preferibile che la


definizione delle procedure provenga dagli stessi
operatori in quanto meglio di chiunque altro sono a
conoscenza delle attività da svolgere e delle eventuali
criticità.