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di Tommaso Varotti

Milano, luglio

castagni, gli alberi che con le loro tronde ombreggiano

le nostre passeggiate nei bo-

schi e che in autunno ci re-

galano iloro ftutti deliziosi, sono in pericolo. Da alcuni

anni una minuscolo insetto pro- veniente dall'Estremo Oriente. il

cinipide galligeno, noto anche co-

me vespa cinese, prolifera incon-

trollato e impedisce alle piante di

fiorire e di frufiiiìcare. Il proble-

ma è ormai

diffuso in tutta Italia e

rappresenta la prima preoccupa- zione per coloro che amano que- sti alberi e per ii seffore dell'eco-

nomia basato sul commercio del-

le castagne e su quello del legna-

me. Ma ora è grunto il momento

di passane al contrattiacco>>.

Sono le parole di un grande

esperto di insetti, il professor Ma- rio Colombo, che insegna Lotta

integrata biologica presso la fa-

coltà di Agraria dell'[Jniversità

Statale di Milano. Ho inteqpeila- to il professore per capire qual è la siruazione relatil'a all' infesta- zione da vespa cinese e che cosa si sta facendo per combatterne la

dtffirsione.

<<Professore,

come è giunta in

Italia la vespa cinese?>r.

<<Per colpa dell'uomo», spie-

ga il professor Colombo. «Dieci anni fa sono stati importati dal- l'Estremo Oriente castagni che

ospitavano le larve di questo pa-

rassita. E da quel prirno focolaio di infestazione, che si verificò a

Cuneo, si è passati a un problema

diffuso su tutto il territorio nazio-

nale e anche in Svizzera, in Fran- cia e in Slovenia>. «Che cosa fa questo insetto ai

castagni?>>.

«Depone le uova nei punti in cui la pianta dovrà sviluppare le

,seillme e i {iorj. In questo modo

le larve si nutrono di quelle par-

ti della pianta destinate a dar vita

proprio nelle galle che contengo- no quelle della vespacinese. E le sue larve si cibano di quetle della

vespa cinese>>.

«Liberare nell'ambiente un al- tro insetto che viene da lontano non potrà causare nuovi proble-

mi?». <<No. Le esperienze compiute anche all'estero, dove hanno do-

vuto combattere l'invasione della

vespa cinese nello stesso modo,

hanno dato prova che I'introdu-

llEP0lllE tt ll0ffi Qul :['#ffii,HT[,xtill1#ffiT§,i;

vespa cinese che sta mettendo a dschio la salub dei cashgni con l'immagine di un riccio che racchiude le castagne. «la vspa cinese depore le uova neifiori del

castagno destinati a svilupparcilfrutbelo

indebolisce ma un parassita,chiama-

to "Torymus sinensis", disfrggge le larve della umpa cinese», spiega un esperb.

zione di questo piccolo parassita è l'unica soluzione veramente si- curaed efficace. lnoltre, nelle zo-

ne d'Italia in cui abbiamo libera-

to questo parassita, stiamo già as-

sistendo a un graduale migliora- mento della situazione, che ci fa

ben sperare per il futuror.

alle nuove tbglie e ai frutti, cioè

le castagne. Alla lunga la pian- ta ne soffre perché. privata del-

Ia possibilità di generare nuove

foglie. non può più assorbire la luce solare, fondamentale per la

sua vitar.

«l castagni infestati dalla vespa cinese muoiono?».

..

No,

ma si indeboliscono mol-

to ed entrano in uno stato di gra-

ve sofferenza. Ci vogliono anni

affinché recuperino la normale capacità di produrre foglie, fiori

e frutti. Ecco perché, nonostante

non si tratti di un problema mor-

tale per la pianta, è comunque un vero e proprio flagello, spe-

cialmente per i produttori di ca-

stagne».

.<Come si riconosce la vespa

cinese?>>.

<<Non dobbiamo immaginare il

cinipide galligeno come una ve-

spa uera * ptopria. È vero: fa par- te della grande famiglia delle ve-

spe. ma è un insetto molto pic-

colo, che non supera i due mil-

limetri e mezza di lunghez za. E di colore nero e non punge. Non

c'è modo, quando camminiamo in un bosco, di distinguerla dal-

le migliaia di moscerini che abi

rualmente svolazzano nel verde>>.

«Come facciamo allora a rico-

noscere la presenza di questo in-

setto?>r.

«Ne possiamo vedere gli ef'-

fetti, disastrosi, sui castagni, che

si presentano spogli e sofferen- ti. Un altro segno inconfondibile della presenza della vespa cine-

se è poi

siddeue

rappresentato dalle co-

o'galle".

Si tratta di pro-

tuberanze di colore verde chiaro

che, con il tempo, diviene rosso

scuro, ben ancorate sulle gemme

dei ramoscelli, in cui si sviluppa-

no le larve>>.

.<Se non riusciamo a distin- guerla dagli altri insetti, come

possiamo combattere la vespa ci-

nese?r>.

<<Quanto tempo dovrà passare prima che f intervento di questo insetto, nostro alleato contro la

vespa cinese. potrà dare gli effet-

ti sperati?".

<<Riteniamo che nel giro di tre

o quattro anni il peggio sarà de-

finitiva-

mente die- tro le spal-

1e. Può

se mbra-

re un terÌl-

po molto lungo, ma dobbiamo

considerare che la vespa cine- se è giunta nel nostro Paese cir- ca dieci anni fa e quindi ha mol-

to vantaggio rispetto al suo nemi-

co, in termini di maggiore diffrr-

sione, numero di esemplari e mi- gliore adattamento all' ambiente.

Dobbiamo allora aspettare che il

«La lotta non può essere fatta dai privati cinadini. Se ne devono

occupare le strutture pubbliche, e

oggi abbiamo messo a punto una

Toryruus sinensis. iI parassita an-

ti vespa cinese, recuperi lo svan-

taggio, ma questo non può certo

awenire nel giro di pochi mesi,

strategia per combattere questa

invasione: ci serviamo del nemi- co naturale della vespa cinese. un

anche se cercheremo di liberarne

molti esemplari dove ilproblema

è più grave. Questo per limitare

piccolo parassita, chiamato To r

  • - al massimo f infestazione e per

-v-

mus sinensis. Questo parassita,

originario anche lui dell'Estre-

mo Oriente, depone le sue uova

difendere i nostri castagni nei bo- schi di tutta ltalior. Tontmaso Varotti

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