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IL CUORE

Il cuore è l’organo principale dell’apparato circolatorio. Si intende per apparato


circolatorio un sistema composto da una pompa, il cuore, e da tubi, i vasi sanguigni
(arterie, vene, capillari, linfatici), distribuiti in ogni parte ed organo del corpo umano.

La circolazione sanguigna ci consente di portare a ciascuna cellula del nostro


organismo l’ossigeno e le sostanze nutritive: aminoacidi, zuccheri, grassi. Il cuore è
un muscolo cavo che si contrae spontaneamente e ritmicamente e, con tali
contrazioni, attraverso un sistema di valvole, assicura la progressione del sangue in
due circuiti, detti circolo polmonare o piccola circolazione e circolo sistemico o grande
circolazione.

La piccola circolazione trasporta sangue venoso, ricco di anidride carbonica, dal


cuore ai polmoni, dove il sangue viene purificato e riportato al cuore ossigenato. Dal
cuore a sua volta parte la grande circolazione che porta il sangue arterioso
all’organismo per cedere l’ossigeno e riempirsi di anidride carbonica, quindi ritornare
al cuore come sangue venoso per entrare nel piccolo circolo e purificarsi. All’interno
del cuore il sangue ossigenato arterioso non si mescola con il sangue venoso, ricco di
anidride carbonica. Se si taglia il cuore longitudinalmente lo si vedrà diviso in due
parti da un setto verticale: una parte destra o cuore venoso perché contiene il
sangue venoso, l’altra sinistra o cuore arterioso che contiene il sangue
ossigenato. Le due cavità superiori si chiamano atri, quelle inferiori ventricoli.

Anatomia

Posizione del cuore rispetto agli altri organi adiacenti

Il cuore è situato nel torace, più esattamente nel mediastino, la parte della cavità
toracica che si trova fra i polmoni.

Il pericardio è composto da due foglietti: un foglietto aderisce al cuore (epicardio),


l’altro foglietto parte dall’epicardio e circonda il cuore (pericardio propriamente
detto), in modo da formare una cavità virtuale che consente al cuore di muoversi
liberamente durante la contrazione cardiaca. All’interno della cavità cardiaca, la
parete è ricoperta da una membrana chiamata endocardio.

La forma ricorda un cono, la cui base è situata in alto, con l’apice rivolto in basso,
verso sinistra. Le dimensioni nell’uomo adulto sono variabili, anche in funzione del
riempimento del cuore, misurano in media 13 cm longitudinalmente, dalla punta al
margine superiore degli atri, 11 cm trasversalmente, con uno spessore massimo di 8
cm dalla colonna vertebrale allo sterno. Le dimensioni sono leggermente inferiori nel
sesso femminile. Ha un peso di circa 300 grammi, con variazioni individuali e di
sesso. Nell’adulto maschio il peso è compreso fra 280 e 340 grammi, nell’adulto di
sesso femminile è compreso fra 230 e 280 grammi. L’insieme delle sue cavità,
quando sono rilasciate, contiene un po’ meno di 500 millilitri di sangue.
Il cuore, trasversalmente, viene diviso in due parti da un solco trasversale, il solco
coronario od atrioventricolare che separa gli atri , disposti superiormente al solco,
dai ventricoli , disposti inferiormente. Gli atri sono due, uno destro ed uno sinistro,
separati da un solco longitudinale, detto solco interatriale. Anche i ventricoli sono
due, uno destro ed uno sinistro e sono separati da due solchi longitudinali, uno
anteriore ed uno posteriore, detti solchi interventricolari.

Nella superficie esterna del cuore si descrivono una faccia anteriore o sterno costale
(A), una faccia posteroinferiore o diaframmatica (B), una base, un apice.

La base del cuore è formata dalla faccia postero-superiore dei due atri, è in rapporto
con l’aorta discendente e l’esofago ed è situata in corrispondenza delle 5°- 8°
vertebre toraciche. Si trova in corrispondenza dell’atrio destro l’orifizio di sbocco della
vena cava superiore ed inferiore. In corrispondenza dell’atrio sinistro si trova l’orifizio
di sbocco delle vene polmonari di destra e di sinistra.

L’apice del cuore è formato dal ventricolo sinistro, è in rapporto con il polmone, in
corrispondenza del 5° spazio intercostale di sinistra. Mentre le cavità destre e sinistre
non comunicano fra loro, le due cavità che compongono il cuore destro e quello
sinistro comunicano fra di loro. Ogni metà infatti comprende un atrio ed un ventricolo
che sono fra loro in comunicazione mediante l’orifizio atrioventricolare. I due
orifizi controllano il passaggio del sangue per mezzo di valvole che permettono il
flusso di sangue dagli atri ai ventricoli, mentre ne bloccano il reflusso. L’orifizio
atrioventricolare destro è provvisto da una valvola chiamata tricuspide, in quanto
possiede tre cuspidi (lembi a forma di punte), l’orifizio atrioventricolare sinistro è
provvisto da una valvola chiamata mitrale, in quanto possiede due cuspidi.
All’interno dei ventricoli si trovano delle strutture colonnari, i muscoli papillari, il cui
compito è di collegare l’apice e le pareti dei ventricoli ai lembi delle valvole
atrioventricolari, ai quali si fissano mediante dei tendini, detti corde tendinee.

I ventricoli presentano oltre agli orifizi atrioventricolari, dei forami arteriosi: nel
ventricolo destro si trova il forame per l’arteria polmonare, nel ventricolo sinistro il
forame per l’aorta. Gli osti arteriosi sono forniti di valvole, formate ciascuna da tre
lembi semilunari, per questo motivo vengono chiamate valvole semilunari.

Il cuore si può proiettare sulla parete toracica anteriore in


un’area chiamata aia cardiaca. La rappresentazione di
questa regione ha finalità pratiche in quanto, mediante
l’esame obiettivo, si può valutare la normalità morfologiche
e fisiologiche. Ad esempio, mediante la percussione si può
valutare le dimensioni cardiache e mediante l’ascultazione si
possono apprezzare i toni cardiaci, rumori che si originano
dal flusso di sangue che scorre attraverso gli osti cardiaci. I
toni si ascoltano su particolari punti del torace, detti focolai
di ascoltazione. Il focolaio mitralico, si apprezza in una regione detta l’itto della
punta, corrispondente all’apice del cuore, ed è apprezzabile nel 5° spazio
intercostale: il rumore è dovuto alla contrazione del ventricolo sinistro. Il focolaio
tricuspidale si apprezza nel 5° spazio intercostale destro in prossimità dello sterno:
in questa sede si apprezza il rumore dato dalla contrazione del ventricolo destro. Il
focolaio polmonare si apprezza nel 2° spazio intercostale sinistro in prossimità dello
sterno: il rumore è dovuto principalmente all’attività dell’arteria polmonare. Il
focolaio aortico si apprezza all’estremo costale del 2° spazio intercostale destro: il
rumore è dovuto all’attività aortica. Mediante l’aia cardiaca possiamo così individuare
i punti corrispondenti agli osti arteriosi (polmonare ed aortico) e venosi (orifizi
atrioventricolari destro e sinistro).

Arterie e vene

I vasi sanguigni che dal cuore si diramano verso le parti periferiche del corpo sono le
arterie.

Le arterie, che hanno un diametro massimo di 25-30 millimetri, allontanandosi dal


cuore si ramificano e diventano sempre più piccole, fino a diventare delle arteriole, il
cui diametro medio è di 0,2 millimetri. Le arteriole si continuano in vasi più sottili
detti capillari arteriosi, che hanno un diametro piccolissimo, 7-30 micron (1 micron
corrisponde ad un millesimo di millimetro). I capillari arteriosi sboccano nei capillari
venosi e quindi nelle vene. Le vene hanno un percorso opposto alle arterie, infatti
convergono dai tessuti e dagli organi periferici al cuore. Le vene raccolgono il sangue
dopo che ha ceduto l’ossigeno e le sostanze nutritive alle cellule e dopo che ha
raccolto le sostanze ed i gas di rifiuto dai tessuti.

Come si è detto, il cuore può essere suddiviso funzionalmente in cuore destro e


sinistro. Il cuore destro riceve sangue dal corpo e lo pompa nei polmoni.

Precisamente il flusso sanguigno che arriva dalla periferia viene raccolto dalla vena
cava superiore ed inferiore e da queste vene il sangue entra nell’atrio destro,
viene spinto nel ventricolo destro, e tramite il tronco dell’arteria polmonare entra
nei polmoni per ossigenarsi (ricordiamo che il cuore destro contiene solo sangue
venoso, quindi ricco di anidride carbonica). Si parla di piccola circolazione per
indicare la circolazione sanguigna che raccoglie il sangue venoso dal cuore destro e,
dopo averlo ossigenato negli alveoli polmonari, lo trasporta nuovamente al cuore
sinistro. Ne fanno parte il tronco polmonare che successivamente si divide
nell’arteria polmonare destra e sinistra che raggiungono il polmone
corrispondente e le vene polmonari che riportano il sangue purificato all’atrio
sinistro. Nella circolazione polmonare, invece, il cuore sinistro riceve il sangue ricco di
ossigeno dai polmoni e lo pompa poi a tutto il corpo. Precisamente il sangue
ossigenato dai polmoni viene immesso nell’atrio sinistro dalle vene polmonari: l’atrio
sinistro pompa il cuore nel ventricolo sinistro e da qui, mediante un’arteria, l’aorta,
viene immesso nella circolazione generale. Il cuore sinistro contiene solo sangue
arterioso, cioè ossigenato. Si parla di grande circolazione per indicare la
circolazione che parte dal cuore e trasporta alla periferia il sangue ricco di ossigeno.
Il tronco da cui derivano tutte le arterie della grande circolazione è l’aorta. L’aorta
origina dal ventricolo sinistro, discende addossata alla colonna vertebrale,
percorrendo prima la cavità toracica poi la cavità addominale, dove a livello della
quarta vertebra lombare termina nelle arterie iliache. L’aorta viene comunemente
divisa in tre porzioni: aorta ascendente, che è il tratto compresa dal cuore alla
metà del sterno e da cui si dipartono le arterie coronarie, arco dell’aorta e aorta
discendente, che comprende l’aorta toracica e l’aorta addominale. Dall’aorta
originano le arterie che portano il sangue a tutto l’organismo.

Il cuore ha le pareti muscolari altamente vascolarizzate per poter rispondere ad un


aumento del fabbisogno di nutrimento come avviene in caso di uno sforzo fisico
intenso. Il miocardio è irrorato da un sistema di arterie denominate coronarie. Esse
si originano all’origine dell’aorta ascendente, nei seni aortici di Valsalva. Le coronarie
sono due: coronaria destra e sinistra. Decorrono sulla superficie del cuore
dividendosi in rami sempre più piccoli che penetrano nelle varie parti del cuore. La
coronaria sinistra dopo un breve tratto iniziale detto tronco comune si divide in due
rami: ramo discendente anteriore (o interventricolare anteriore) e ramo
circonflesso. Si può dire grossolanamente che questi rami ossigenano la superficie
sinistra e la parte anteriore (quella più estesa) del cuore, mentre la coronaria destra
rifornisce la superficie destra e la parte posteriore del cuore.

IL SISTEMA CIRCOLATORIO
Il sistema circolatorio si compone di tre parti:
• un fluido, il sangue, che funge da mezzo di trasporto;
• una rete di canali, i vasi sanguigni, per distribuire il fluido nei vari
punti del corpo;
• una pompa, il cuore, per tenerlo in movimento.

Alcune delle funzioni più importanti sono:

• il trasporto di ossigeno dai polmoni ai tessuti e di anidride


carbonica dai tessuti ai polmoni
• la distribuzione dei prodotti della digestione a tutte le cellule
dell'organismo
• il trasporto di rifiuti e prodotti tossici al fegato per la
disintossicazione e ai reni per l'escrezione
• la distribuzione di ormoni dagli organi che li secernono ai tessuti sui
quali agiscono
• la regolazione della temperatura corporea, in parte ottenuta
adeguando il flusso sanguigno
• il controllo delle perdite di sangue per mezzo della coagulazione
• la difesa contro batteri e virus , grazie all'azione di anticorpi e globuli
bianchi presenti nel flusso circolatorio

Dal punto di vista meccanicistico si può parlare dei vasi sanguigni come di un
sistema chiuso, caratterizzato da una funzione aspirante e una premente,
paragonabile al rifornimento di acqua potabile e al ritorno di acqua industriale
attraverso una canalizzazione. Al pari della circolazione dell'acqua a scopo
tecnico, anche il sistema circolatorio viene suddiviso in un sistema ad alta
pressione (rifornimento di acqua) e in un sistema a bassa pressione
(canalizzazione). Nel sistema ad alta pressione vengono comprese l'aorta, le
arterie i rami arteriosi e le arteriole del grande circolo; nel sistema a bassa
pressione le venule, i rami venosi e le vene del grande circolo. Sistema ad alta
e a bassa pressione sono separati dal letto capillare, sempre del grande circolo.

Uscito dal cuore, il sangue percorre una serie di vasi: nell'ordine, arterie-
arteriole-capillari-venule-vene, per tornare poi al cuore. Le arterie e le vene
formano un sistema di distribuzione interna a cui il cuore fornisce la
propulsione necessaria. Sia il circolo polmonare sia quello sistemico partono dal
cuore, attraverso tronchi arteriosi di grosso calibro in cui passa il sangue
attraverso le valvole semilunari.

I vasi collegati a questi tronchi si ramificano ripetutamente. Man mano che


procede la ramificazione le dimensioni delle arterie si riducono gradualmente
fino a che esse diventano arteriole. Le arteriole sono i più piccoli vasi del
sistema arterioso, e attraverso essi il sangue entra nella rete capillare dei vari
tessuti.
Il sangue che defluisce dalla rete capillare entra dapprima nelle venule, che
sono i più piccoli vasi del sistema venoso. Successivamente questi sottili vasi si
uniscono a quelli vicini per formare piccole vene, quindi il sangue passa
attraverso le vene di medio e grosso calibro prima di raggiungere le vene cave
(nel circolo sistemico) o le vene polmonari (nel circolo polmonare).

Le arterie

Nel viaggiare dal cuore ai capillari periferici il sangue attraversa le arterie


elastiche, le arterie muscolari e le arteriole.

• Le arterie elastiche sono grossi vasi di diametro superiore a 2,5


cm. I tronchi aortici e polmonare e le loro principali ramificazioni sono
esempi di arterie elastiche. Le pareti delle arterie elastiche non sono
molto spesse, ma sono estremamente resistenti. La tonaca media di
questi vasi è ricca di fibre elastiche e relativamente povera di
muscolatura liscia. Di conseguenza, le arterie elastiche possono
tollerare la notevole pressione prodotta ogni volta che si verifica
la sistole ventricolare ed il sangue lascia il cuore. Durante la
diastole ventricolare la pressione ematica all'interno del sistema arterioso
cade, e le fibre elastiche ritornano alle loro dimensioni originali, mentre,
quando le pressioni salgono improvvisamente, esse si stirano. La loro
espansione attutisce l'improvviso innalzamento pressorio durante la
sistole ventricolare e la loro contrazione rallenta la riduzione della
pressione durante la diastole ventricolare.
• Le arterie di medio calibro, chiamate anche arterie muscolari o di
distribuzione, distribuiscono appunto il sangue agli organi
periferici. Una tipica arteria muscolare ha un diametro di circa 0,4
cm. La spessa tonaca media di un'arteria muscolare contiene una grande
quantità di muscolatura liscia e poche fibre elastiche.
• Le arteriole sono più piccole delle arterie di medio calibro. La tonaca
media delle arteriole è formata da uno strato incompleto di muscolatura
liscia, che le rende capaci di modificare il proprio diametro,
modificando la pressione sanguigna e la quantità di sangue che affluisce
nel suo territorio di competenza. Queste variazioni si verificano in seguito
a stimoli locali, automatici o endocrini.

• Capillari I capillari sono i soli vasi sanguigni le cui pareti


permettono scambi tra il sangue e il circostante liquido
interstiziale. Poiché le pareti capillari sono relativamente sottili, le
distanze di diffusione sono piccole e lo scambio può avvenire
rapidamente.
Inoltre, il flusso ematico nei capillari è relativamente lento, concedendo
un tempo sufficiente per la diffusione o il trasporto attivo dei materiali
attraverso le loro pareti.

A differenza dei grossi vasi, la parete capillare è limitata ad un unico


strato, l'endotelio. Le cellule endoteliali sono estremamente piatte e talvolta
hanno uno spessore di soli 1-2 micrometri, esse sono situate a ridosso di una
membrana basale, spessa 40-60 nm. Le cellule endoteliali possono sovrapporsi
in parte, aumentando o diminuendo lo spessore della parete capillare. In tal
caso esse formano una barriera consistente, fra sangue e tessuti, che lascia
passare solo sostanze selezionate. Molti capillari possiedono addirittura piccoli
pori oppure "finestre" più ampie (capillari fenestrati) che sono chiuse da un
sottile strato di membrana, ovvero da un diaframma. I capillari di questo tipo
lasciano passare piccole molecole, ma impediscono la fuoriuscita di sostanze di
grosso peso molecolare, in particolare proteine.

I capillari hanno la particolare funzione di filtrazione, riassorbimento e


deflusso linfatico. Dai capillari passa più liquido nei tessuti (filtrazione) di
quanto essi a loro volta possono riassorbirne (riassorbimento). Il liquido
residuo scorre lungo le vie linfatiche, raggiungendo indirettamente il sistema
venoso.
La pressione all'interno dei capillari (pressione idrostatica) causa lo stillicidio
continuo di liquido dal plasma sanguigno negli spazi intercellulari (interstizio)
che circondano i capillari e i tessuti. Questo liquido è noto come liquido
interstiziale ed è composto soprattutto da acqua in cui sono disciolte sostanze
nutritive, ormoni, gas sostanze di rifiuto e piccole proteine del sangue. Le
grandi proteine plasmatiche, i globuli rossi e le piastrine non sono in grado di
uscire dai capillari a causa delle loro dimensioni, sebbene i globuli bianchi
possano filtrare attraverso gli interstizi tra le cellule delle pareti dei capillari.

I movimenti del liquido interstiziale attraverso la parete capillare sono


quantitativamente notevoli. La filtrazione si aggira approssimativamente
intorno ai 20 litri al giorno, supera di poco il riassorbimento (18 litri al
giorno); il liquido residuo (2 litri al giorno) viene assorbito attraverso
l'interstizio dal sistema linfatico e deviato nel sistema venoso, oppure permane
a livello dei tessuti come liquido interstiziale (edema). Il bilancio dei liquidi si
esprime come segue:
filtrazione = riassorbimento + deflusso linfatico.

Sistema venoso La struttura microscopica delle vene è simile a quella


stratificata della parete arteriosa. Il sistema venoso ha inizio con le venule
situate al termine del letto capillare (venule postcapillari). Questi piccoli vasi
non hanno alcuna tonaca muscolare. Quest'ultima si trova solo nelle vene più
grosse, che presentano un calibro di circa 1mm.
A causa del loro ampio lume e della loro parete sottile, le vene possono
immagazzinare anche grosse quantità di sangue; per tale ragione esse
prendono il nome di vasi di capacitanza. Questi ultimi, in caso di rapida perdita
di liquidi nel sistema circolatorio (per emorragia o eccessiva sudorazione),
dispongono di acqua di riserva in modo che il circolo arterioso, ovvero
il circolo ad alta pressione, non subisca immediatamente una caduta
pressoria.

La differenza significativa tra il sistema arterioso e quello venoso riguarda la


distribuzione delle principali vene nel collo e negli arti. In queste regioni le
arterie non si trovano in prossimità della superficie corporea, ma al contrario
delle vene superficiali, esse sono profonde, lontane dalla cute, protette dalle
ossa e dai tessuti molli circostanti.

Per quanto riguarda il sistema venoso ci sono due gruppi di vene periferiche,
uno superficiale e l'altro profondo.

In generale le pareti delle arterie sono più spesse di quelle delle vene. La
tonaca media di un'arteria contiene più fibrocellule muscolari lisce e fibre
elastiche rispetto ad una vena. Queste componenti, elastica e contrattile,
resistono alla pressione generata dal cuore quando spinge il sangue in circolo.
Inoltre, per concludere, in sezione un'arteria sembra più piccola della vena
corrispondente. Quando la pressione del sangue non spinge più contro il
tessuto elastico e la muscolatura liscia delle pareti arteriose, esse si stringono,
mentre le vene, che hanno poco tessuto elastico nelle loro pareti, si
contraggono molto poco.

Poiché le pareti delle arterie sono relativamente spesse e resistenti, esse


mantengono il proprio aspetto circolare, se sezionate. Le vene tagliate tendono
a collassare e, in sezione, esse sembrano appiattite o grossolanamente
distorte.
IL SANGUE

Il sangue è un tessuto fluido attraverso il quale si realizza il trasporto di


sostanze nutritive, gas, ormoni e prodotti di rifiuto. Il sangue, inoltre,
trasporta cellule specializzate che difendono i tessuti periferici da infezioni e
malattie. Queste funzioni sono assolutamente essenziali in quanto un'area
completamente priva di circolazione può morire nel giro di pochi minuti.

Il sangue nell'organismo ha le seguenti funzioni:

• trasporta gas disciolti portando ossigeno dai polmoni ai tessuti e


anidride carbonica dai tessuti ai polmoni;
• distribuisce le sostanze nutritive assorbite nel tubo digerente o
rilasciate dai depositi del tessuto adiposo o dal fegato;
• trasporta i prodotti del catabolismo dai tessuti periferici ai siti di
eliminazione come i reni;
• consegna enzimi e ormoni a specifici tessuti-bersaglio;
• regola il pH e la composizione elettrolitica dei liquidi interstiziali in
ogni parte del corpo;
• riduce le perdite dei liquidi attraverso i vasi danneggiati o ad altri
lesionati. Le reazioni di coagulazione bloccano le interruzioni nelle pareti
vascolari prevenendo modificazioni nel volume del sangue che possono
intaccare seriamente la funzione cardiovascolare;
• difende il corpo dalle tossine e dagli agenti patogeni: infatti
trasporta globuli bianchi, cellule specializzate che migrano nei tessuti
periferici per "combattere" infezioni o rimuovere detriti e apporta
anticorpi, proteine speciali che attaccano micro-organismi o agenti
estranei. Il sangue, inoltre, riceve tossine prodotte da infezioni, danni
fisici o attività metaboliche e le consegna al fegato e ai reni dove
possono venire inattivate o espulse;
• aiuta a regolare la temperatura del corpo assorbendo e
ridistribuendo calore. Il sangue, quasi al 50%, è fatto di acqua che ha
una capacità straordinariamente elevata di trattenere calore.

L'organismo umano contiene 5-6 litri di sangue, equivalenti all' 8% circa del
peso corporeo.

Componenti del sangue

Il sangue è formato da due principali componenti:

1. una parte liquida, il plasma, che costituisce il 55-60%del volume del


sangue;
2. una serie di cellule specializzate (i cosiddetti "elementi figurati")
presenti in sospensione nel plasma (globuli rossi, globuli bianchi,
piastrine). Mediamente questi elementi corpuscolari rappresentano il 40-
45% del volume totale del sangue.

Il plasma

Il plasma ha densità poco più alta di quella dell'acqua proprio perché è formato
per più del 90% proprio da acqua, nella quale sono disciolte numerose
sostanze: proteine, ormoni, sostanze nutritive (glucosio, vitamine,
amminoacidi, lipidi), gas (diossido di carbonio, ossigeno), ioni (sodio, cloruro,
calcio, potassio, magnesio) e sostanze di rifiuto come l'urea.Le sostanze
presenti in quantità maggiore sono le proteine, principalmente di tre tipi:

1. le albumine, con importanti funzioni osmotiche;


2. le globuline, che trasportano i grassi e sono essenziali nei processi
immunitari.Esse includono:- le immunoglobuline: chiamate anche
anticorpi, attaccano le proteine estranee e gli agenti patogeni;
- le proteine vettrici, le quali trasportano ioni e ormoni che altrimenti
potrebbero passare attraverso il filtro renale. Sia alle albumine che alle
globuline si possono attaccare lipidi, quali i trigliceridi, gli acidi grassi o il
colesterolo che non sono solubili in acqua. Le globuline coinvolte nel
trasporto dei lipidi sono chiamate lipoproteine.
3. il fibrogeno, fondamentale nella coagulazione del sangue. Le proteine
plasmatiche contribuiscono a mantenere costantemente a 7,4 il pH del
sangue (funzione tampone); per l'organismo, inoltre, esse rappresentano
una riserva di proteine importante e, soprattutto, immediatamente
disponibile.

Gli elementi figurati

Le maggiori componenti cellulari del sangue sono i globuli rossi, i globuli


bianchi e le piastrine.

I globuli rossi

Come altri elementi del sangue, i globuli rossi vengono prodotti nel midollo
delle ossa brevi o piatte (ala iliaca, sterno, corpi vertebrali) nonché nelle epifisi
di omero e femore.I globuli rossi, o eritrociti, rappresentano un po' meno della
metà del volume totale del sangue (40% per la donna e 45% per l'uomo).La
forma di un globulo rosso ricorda quella che si ottiene schiacciando una pallina
di plastilina tra pollice e indice. Tale forma biconcava garantisce una superficie
maggiore di quella di una cellula sferica di uguale volume, ciò esalta la capacità
della cellula di assorbire e cedere ossigeno attraverso la sua membrana.

Una delle caratteristiche più appariscenti dei globuli rossi è il colore rosso,
dovuto al pigmento emoglobina, una grossa molecola proteica contenente
ferro, che rappresenta circa un terzo del peso della cellula. Non meno del 97%
dell'ossigeno trasportato dal sangue è fissato nell'emoglobina e per il resto
sostanzialmente è composto da una membrana plasmatica e da un
citoscheletro. La molecola di emoglobina raccoglie l'ossigeno dove la
concentrazione è elevata, come nei capillari dei polmoni, e lo cede dove la
concentrazione è bassa, in altri tessuti del corpo. Ceduto l'ossigeno, una
parte dell'emoglobina si combina con il diossido di carbonio prodotto dal
metabolismo cellulare e ritorna ai polmoni.

Grazie all'emoglobina, il nostro sangue può trasportare una quantità di


ossigeno 70 volte superiore a quella che sarebbe possibile se l'ossigeno fosse
semplicemente disciolto nel plasma. Legando a sé l'ossigeno, l'emoglobina
subisce una lieve modificazione di forma che ne altera il colore. Infatti il
sangue deossigenato è di colore marrone-rosso scuro, ma appare bluastro
attraverso la cute, mentre il sangue ossigenato è di colore rosso ciliegia.
I globuli rossi, come anche le piastrine, sono gli unici elementi
dell'organismo privi di nucleo. Per tale ragione non sono in grado di
replicarsi né di produrre proteine.

Un globulo rosso immesso nella corrente circolatoria ha una vita media di


circa 4 mesi (115-120 giorni) prima di venire fagocitato da macrofagi
localizzati soprattutto a livello della milza. Queste cellule svolgono la cosiddetta
funzione della "eritrocateresi". I globuli rossi giovani sono in grado di
rimodellarsi e sopravvivere senza subire danni, superando perciò il "filtro"
esistente a livello della milza.

Il numero dei globuli rossi del sangue si mantiene costante grazie a un


meccanismo di feedback negativo, al quale partecipa l'ormone eritropoietina.
L'eritropoietina viene messa in circolo dai reni in risposta a una carenza di
ossigeno, quale si può verificare per esempio ad alta quota o in seguito a una
perdita di sangue. L'ormone sollecita il midollo osseo ad accelerare la sintesi di
nuove cellule. Quando il livello di ossigeno nei tessuti torna a valori adeguati,
la produzione di eritropoietina viene inibita, e il tasso di produzione dei globuli
rossi ritorna nella norma.

Il gruppo sanguigno è determinato da proteine specifiche presenti sulla


membrana dei globuli rossi. Il sangue è infatti classificato in gruppi, A, B,
AB o 0 a seconda della presenza o meno di proteine specifiche (indicate
con le lettere A e B) sulla membrana plasmatica dei globuli rossi . Nel
sangue di gruppo A è presente la proteina A, nel sangue di gruppo B la
proteina B e nel sangue di gruppo AB entrambe le proteine, al contrario, nel
sangue di gruppo 0 entrambe le proteine sono assenti. Inoltre, nel plasma di
ciascun individuo sono presenti anticorpi contro le proteine mancanti sui suoi
globuli rossi (quindi ad esempio un individuo con sangue di gruppo A possiede
anticorpi contro le proteine B).

I globuli bianchi I globuli bianchi (leucociti) sono i responsabili delle


difese immunitarie dell'organismo. Vi sono cinque categorie di globuli
bianchi (linfociti, monociti, neutrofili, basofili e eosinofili) che insieme
costituiscono meno dell'1% delle cellule del sangue . Queste cellule si
distinguono l'una dall'altra in base all'affinità per i coloranti, alle dimensioni e
alla forma del nucleo. Esse svolgono una funzione difensiva contro gli
aggressori provenienti dall'esterno e si avvalgono del sistema circolatorio per
raggiungere il luogo attraverso cui sono penetrati elementi estranei.Per
esempio, i monociti e i neutrofili usano la rete dei capillari per spostarsi dove
qualche batterio è riuscito a introdursi sfruttando una ferita; giunti a
destinazione filtrano attraverso le pareti dei capillari come minuscole
amebe.Nei tessuti monociti danno origine ai macrofagi, cellule ameboidi capaci
di incorporare particelle estranee. Quindi macrofagi e neutrofili inglobano i
batteri che sono penetrati o altre cellule identificate come estranee ivi
comprese le cellule cancerogene. Così facendo, i globuli bianchi subiscono una
degradazione irreversibile, muoiono e si accumulano contribuendo a formare
quella sostanza bianca nota come "pus", caratteristica delle zone infette.I
linfociti intervengono nella risposta immunitaria. Il sistema immunitario
consiste di circe duemila miliardi di linfociti. Molti di questi si trovano nel
sangue e nella linfa distribuiti per tutto il corpo; altri si accumulano in organi
specifici, soprattutto il timo, i linfonodi e la milza. La risposta immunitaria è il
risultato delle iterazioni tra diversi tipi di linfociti e le molecole da essi prodotte.
Ci sono infatti due tipi di linfociti : linfociti B e linfociti T in una fase
precoce dello sviluppo embrionale, i linfociti T, in via di formazione, migrano
nel timo (da qui il nome di linfociti T) e si differenziano nelle forme mature. I
linfociti B maturano invece nello stesso midollo osseo (in inglese bone
marrow , da cui proviene il loro nome). I linfociti B e T svolgono, nella risposta
immunitaria, ruoli nettamente diversi; comunque le risposte che entrambi
producono constano di tre fasi fondamentali:

1. riconoscimento dell'invasore
2. l'attacco riuscito
3. la memorizzazione dell'invasore per impedire future infezioni.

Meno abbondanti sono i basofili e gli eosinofili. La produzione di eosinofili è


stimolata da un'infezione parassitaria, in seguito alla quale gli eosinofili
convergono sugli aggressori e li ricoprono di sostanze letali. I basofili
producono composti anticoagulanti e molecole, come l'istamina, che
intervengono nelle reazioni infiammatorie.
Le piastrine Le piastrine non sono cellule intere, bensì frammenti di
megacariociti, grosse cellule presenti nel midollo osseo che formano le
piastrine come gemmazioni citoplasmatiche avvolte dalla membrana; una volta
staccatasi dal megacariocita, le piastrine entrano nel sangue, dove svolgono
un ruolo essenziale nel processo di coagulazione . Analogamente ai
globuli rossi, le piastrine sono prive di nucleo e il loro ciclo vitale è
ancora più breve, compreso tra 10 e 12 giorni.
Le piastrine sono fondamentali quanto il fibrogeno nella coagulazione del
sangue.
La formazione del coagulo è un processo che ha inizio quando le piastrine,
insieme ad altri fattori contenuti nel plasma, giungono a contatto con una
superficie irregolare, per esempio un vaso sanguigno lesionato. Le piastrine
tendono ad aderire alle superfici irregolari, per cui si accumulano l'una sull'altra
e, se il vaso è di piccolo diametro, lo otturano completamente. A integrare il
meccanismo provvede poi la coagulazione del sangue che costituisce la più
importante delle difese dell'organismo contro le emorragie. La lesione sulla
superficie di un vaso sanguigno non soltanto induce le piastrine a esercitare le
loro capacità adesive,ma anche ad innescare tra le proteine plasmatiche
circolanti una complessa sequenza di eventi che culminano nella produzione
dell'enzima trombina. La trombina catalizza la trasformazione del fibrogeno,
una delle tante proteine ematiche, in molecole filiformi di fibrina.

Lesione Vasocostrizione

Accumulo di piastrineFilamenti di
fibrina

Le molecole di fibrina si intrecciano fittamente tra di loro dando origine a una


matrice fibrosa, una sorta di ragnatela proteica che immobilizza la porzione
fluida del sangue, provocandone la solidificazione in una massa gelatinosa. Via
via che nella regnatela restano imprigionati i globuli rossi, la densità del
coagulo aumenta. Le piastrine si attaccano poi al reticolo fibroso ed emanano
estroflessioni appiccicose che si agganciano l'una con l'altra. Si crea così un
coagulo denso e compatto che contrae la ferita ravvicinando le superfici
danneggiate e favorendo la cicatrizzazione.