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DOCUMENTO Positivismo

Se consideriamo come data simbolica di inizio del Positivismo il 1830, ossia l'anno di
pubblicazione del Corso di filosofia positiva (Cours de philosophie positive) di Auguste
Comte, notiamo che dal quel momento le ricerche teoriche sulla musica che si ispirano a
questa corrente si fanno sempre più numerose e sono tutte caratterizzate da un tratto
comune: la piena fiducia che la comprensione della realtà musicale debba essere affidata a
una metodologia scientifica rigorosa ed empiricamente fondata.
Come il naturalismo scientifico ottocentesco di Darwin (ma anche di Lamarck, Bonnet, etc.)
intendeva chiarire il 'mistero' della natura e dell'origine della vita al di fuori di ogni ipotesi
trascendentalista, occupandosi di dati specifici e oggettivi della propria scienza di
riferimento, così la musicologia positivistica, pur partendo dalla constatazione del carattere
enigmatico e persino misterioso dell'arte musicale, riteneva che essa non dovesse rimanere
appannaggio della metafisica e del soggettivismo romantico.
Essendo la musica l'arte che maggiormente aveva costituito il pretesto per una netta
distinzione tra la sfera dello spirito (che fa capo alle emozioni e ai sentimenti) e quella della
logica e della materialità (oggetto della scienza), è proprio su questo terreno che si è
giocata una delle più importanti scommesse del Positivismo: far rientrare all'interno dei
canoni scientifici anche gli ambiti che sembravano esserne più refrattari, quali la mente,
l'uomo, la società, l'arte, con la nascita delle relative 'scienze' (le cosiddette 'scienze
umane', in analogia con le scienze naturali). Le scienze musicologiche, quindi, si associano
alla proliferazione delle scienze umane (psicologia, sociologia, antropologia, etc.) e
all'esigenza di un loro legittimo statuto epistemologico dando vita a scienze parallele
(psicologia della musica, sociologia della musica, antropologia della musica, etc.).
La musicologia positivistica non si è però esaurita in uno studio meramente teorico
dell'arte dei suoni ma si è voluta inserire in un progetto filosofico molto ampio e complesso
che, pur nella diversificazione delle sue prospettive, costituisce un comune intento di
spiegazione globale della realtà musicale. Spiegazione che doveva sempre prendere le
mosse da un atteggiamento oggettivista ed empirico, al di là di ogni astrattezza metafisica.
Per i positivisti, dunque, la musica rientra a pieno diritto in una concezione del mondo,
della scienza e della società basata su assunti metodologici di chiarezza e concretezza,
nonché su una generale fiducia nella piena trasparenza e comprensibilità anche delle realtà
apparentemente più impenetrabili. All'interno di questo generale progetto rientrano i
principali settori in cui si sviluppa la musicologia positivistica, in virtù dei quali essa ritiene
di dover fondare la propria specificità:
1) studio delle componenti propriamente fisiche, acustiche, fisiologiche e
psicoacustiche della musica, intesa esclusivamente come arte dei suoni;
2) psicologia della musica, come studio delle componenti propriamente psichiche della
ricezione musicale;
3) studio delle origini della musica in senso evoluzionistico;
4) fondazione della sociologia della musica;
5) teoria del formalismo musicale.