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BIBLIOTHECA MÚSICA BONONIENSIS
Collana diretta da Giuseppe Vecchi
dell'Università degli Studi di Bologna

SEZIONEHN. 57

Si ringrazia il Cívico Museo Bibliográfico Musicale di Bologna


per aver concesso il prestito dell 'opera originale dalla quale è
stata tratta la presente riedizione.
GIO. BATTISTA ROSSI
/

ÓRGANO DE CANTORI

ARNALDO FORNI EDITORE


e ÓRGANO
iâc
ф
DE CANTORI
PER ÏNTENDERE DA SE STESSO
OGNI PASSO DIFFICILE CHE SI TROVA
NELLA MVSICA,
Et anco per imparare Contrapunto.
Con alome Cántilene à Due, Tre, Quattro, & Cinque Voci.
OPERA DEL R. P.
D. GIO. BATTISTA ROSSI
Gcnouefe de Cbierki 1{egoUri di Soma/сл »
CON LICENZA DE' SVPERIORI, E PRIVILEGIO.

STAMPA DEL GARDANO.


INVENETIA- M DG XVIII
Apprefïo Bartholomeo Magni .
AL MOLTO ILLVSTRE
S I G N O R E,
ET PATRONE MIO COLENDISS.
IL S I G N O R
PIETROMARIA GENTILE
D. Gio. Battifta Roui *

OSA pu* »atur/de non è (Molt'Illußre Signort) in quena noñra eu ,


quanto tappetito edefiderio che tutti habbiamo di conferuare la no (ira
mita. Jjhteñafu ftatenea di ApoüonioTianeo ¿ la quale rvediamo per
iíferien%a ognigiornoporfiad effetto: poiche tuttigtt animait s affлисano
per rviuere tongamente . Ma tbuomo fopra tutti gü animait nobtltfßmo.y
dottato (Сanima intellettiua, gj immortale, i/guale ¿gli Angelí in que-
Üo» an?i creatq ad imagine efomiglianz¿ delTineß'o Dio, con mille modi,
e mille nj'ie bà inuentato la mita nelLt ^uita^ dopo la '•vita, fij nonfo-
lofa queflo ognhuomo : magli animip'tùgentili , oltre di ció cercano ftmpre con II opere loro non tan
to diperpetuar la >-uita 3 ma anco de' Prencipi benefattori loro . Vna beüiffima maniera tra l'altre di
conferuare3 ф" aüongar nonfolo la lAta ¡ та anco thonore3 f£¡ riputatione degli buomini, è quella
di metter in luce lefaticbe e parti loro3 O* inutarli à Trencipt, & Signori talache con le targbe de*
famofiffími nomi loroy gli dtffendano da* morfi de gtinuidiofis eßendo peñijen^a wecchia3che
FacÙè vituperamus , qua? çmularî nequimus : dico penitenta degli buomini maligni-di/cher-
nire ffifarfibeffe con malttia di tutto qucllo cbe à loro non baila lanimo difarperpigrigia O4 igno-
ran^a . 'Pero di queño poco curarfideue , poiche non è cofa al mondo tanto actiratamentefcritta 3
:he non habbia bifogno di cenfura & lima. Seguendo donque quena соft antica confùetudine , &
ia molti3anziquaßdatuttioJßruata3facendonimadiquetdetto del Filoßfo: Dijs vel Princi-
pibùs primitiv funt offerendi: avengo con queñoprimo parto di Muftca gû trent'annifono
compoño 3eda molti defiderato, à dedicarlo à V. S. molt'Illußre, acc{o colfamofo Nome Suo <ven-
A 2 ghi
ghidifefo . Potenteper поте ,per nobilü , e parentela , Totente per поте, che in quena coßft-
mofa Ottà noßra di Genoua nonfifanno cofi , ouero attioni publichefen^a tmteruento delStgnor
Ptetro Marta Gentile . Per nobiltà eßendo lei di Cafa GENTILE doue fino fempre in queßa
S'erenijßma República Senatorideila Cafa Sua, che lagouernano . Per Parentela eßendo con Cafa
VfEGT^l anfichtftma in Genoua coß Hrettaniente congtontA(lafct9 al prefente con Cafa Ferra
cjfendo Nipote dell'Illußriftmo Stgnor CardinalFerra alprefente Legato ai Ferrara ) Uprima ob-
ire /obligo mió parttcolare -verfo di V. S. la mia Rcligtonefente dalla Cafa Sua, & principalmente
dalla molió iUuíire Signara *Aureha Negri fuá amantijßma Madre ,grandiftmi beneficijogm
Piorno flafcto íbauerm datofu* Auo il gà di felice memoria Signer Francefco Wjgri f San Spiru
to di 'bifigno %tV.S. oltre íbauernefatto ti Choro , úrparte deüaßeffa Chiefa 5 Ш dottatofiche
rvi s officia ogni giorno Ihore Qanonicheb comeßfanno neue Chiefe ben collegiate . ) Laféconda га.
¿tone è , che ejfendo lut natoprima che V. S. <veni¡fc aïmondo ,pareua che atfettaße ilfuo difenfi
re, rtprotetiorc , che ïhaueÏÏe con lafuá targa da mille e millsferite à defenderlo . ¿ЫеВе duepr'mr
ctpaltragioni,@r moite alire ancora {che non milece fyiegai'horaper non ofender?la mode/hafù*
fapendo anco çhefidiletta di Mußca , e q*m\ trouera ogni Elenco dt efa (jnegata , hauendo eenaU
mile Librarte tutti i Ltbri anttchi)fonoßate, che m hanno perfuafi, (& sforiyto àfarrufar que-
ffoperл ndla mia ytccbmga in luceper njtitità di molti Mufict {chealle -voltefi[degnanofer \er~
gogna dimandar cto che nonfannoper ignorarla)foitotlNome Suor. Et hollo fattoton nma *viu+
confident che У. S. come Nobile, & gentile di поте & difatti, debba mirarein quena mia au
tione lafmcerttà dell'animo mió tutta intenta ad honoraria, ceme ¡apego con ogni inßan^a maggto-
re i & di queßo, e (Cefer conferuato nella gratiafia , ch'iofra tanto le prego ogni vera ф/ proßxra
contenteza daDio dattore di tune legratie. rDi Venetia il di г, Genaro itfi8.
ÓRGANO DE CANTORI
PER INTENDERE DA SE STESSO OGNIPASSO
DIFFICILE CHE SI TROVA NELLA MVSICA,
Et anco per imparare Contrapunto .
Con alçune Cantilene л Due, Trc , Quattro, & Cinque Voct.
DEZ, KEVET^ P. D. CIO. ВАТТ 1ST A ROSSI G ENÓJESE
de' Chkrici 7{egolari di Somafca ,

AchefinefideueapprenderelaMuiica. Cap. Primo..


I VER SE fono le opimoni circa il fine* perifquaie-itdeué apprenderela Mufica à AJcunivogHo.
no che fia per глг perfecto l'vdito dell'huomo» pet eflere la proportion Mufioalecpngiaa miette deU
Pvdi to comprefa , fi come vu ben proponionaro compartimento «ft parti viGbilt i che bclJczza fi ch ra
ma > l'ocebio merauigliofàmenra dilecta . Qucftaopinionc è dcVolgou v ^aali non hanno jbgnicione
d'altro che délie cote fenfîbili.. Ma akridi pie maturo giudicioadoroati, &di prù nob+lçfpirita or_
natii affermaooehefia l'apprendecfila Mufica acciochc non il fenfo ma l'iotdU«» accccèa alla fu*
perfettione ncl cognofcere l'hatmonia délie vociMuficali in bella proportione adúnate. Awftotde
ЙЯ^Я^ГЯ! prençipc dc'Filolofi ncll'Ottauo délia fuá Política dice, che fi dcueapprendcpla Mufica acciochel'huo
то in quell4*iochealcun*vc!ta »gliè concédera dalle vacanre délie attioni cfterne , honorcuolmente reercandofi , il ten*
pononindarnotrapaffi, per eifere il mero orio feme dhnfiniti difotdineuoli appetitie poco honeiti peoûc/i . Dcueadorw
que l'huomo non folane"-negotii ,&nelle viriuofc operatiorib ma ancora nell'orio ideflo , etiel ripo/o lodeuqlceeoce vU
uere, & non mdarno.purvn'horagiamai trapa/Tare .• Il chefiûcantandaia Concerta daadoalL'vditaguiteu&ail'inccI.
Jetto ,iliuadeiïdcrato& pretiofo abó., &.fèaIcuno dtceíTe che quedo diletto Я puàhauere fentendo akrtcantara come v*
lâuano farci Re dellaPcrfu, & délia Media, iquaii nonar>prendeuano la Mufica, mafolafidilettauana di fentkla, : ai
che fi dice queda ragione non cfier bona -, perche co!ui che ç efercitato in qualche dileueuole opcMiiooe¡piu<lilc«o pfwgfl
il proprio operareche quel.Witeflb da altri afpettare : conciofïa co& che tra lacaulà Sc.il fiio cffetio che pçr natma Ла diltt.-
tcùôle è fem pre intenío l'amote , & confegucnrerncntc il diletto . Di piùoltra il dtletto 5c recreations' di mewç <»h> posta
la Mufica cllaporgcparimentegrandiifimoomamento allicofturai ¿Si giouamento a!Ja diipofitiop.çdeJl'anKMO-.» r»jpetto
aile operationi-vinuofe : conciofia che la Mufica , &: per vfo di quella if difponga & rranfrnuti lîanimoa diuetfîarTûrtico.
me fono ira , amore, pietà, manfuecudinc & fimili , econfcguenteincatead áltre virtú , lequaJi confiftono intomö alítafc»
fetti » come (i vede per efperienza , ogni giorno . £ qui pariiamo noi di quella mufical difciplina cbe rende virruoJb l'huo-
mo&riducea perfection Pintclletro noftro , & non di quella volgareoplebcachevogliam dire, la„qualealafciuia &a
brutti piaceri inuita coloro che l'cffercitaño . Il fimile fi dice délie Muficheche fi fanno per via delli ftromenti , il che deue
Pbuomo ciuile edi gentil Spirito ornato apprendece ,, non quelli plcbei , che per I'vfo di efllè fpjza_çhe qualche parte délia
perfona fi ftorchino , & brutti fi rendono , come forth le Trombe» Cornaroulé » Cornet», FlautK è fimili » ma fi concede
per la perfection«: dcll'huomo nubilmente nato , quelli che da fe ftefTo fenza biiogno d'altri pup paliar Kotio virtuofamente,
come fono Lcuti , Grauacembali , Viole, &fimili,& fpecialmente de* dua pritni » che non hanno bifogno d'aggrauar
altri, che forfein tal otiodi quell'iitefs'hora nefbnodifpofti.ouero non ven'ècopiache poiTánouccompagnarlo in qutfta
virtuofa Operationen che hauerà da fe mederao quella compita & perfetta harmonía con detti Scronxnti ¿he pretende e
«défia. Non biafmopcrechele Cornette, Tromboni, cCornamiife, & altrifimili, non fiano boni ftroraenu, maiöno
per quelli ch'hannQ neeeißta di vitto , e per fe, e per li fuoi ch'hanno bifogno di queHo : non haucndoaltro, con che fipof-
fono guadagnarccV mantenere la vita loro » сотеапсо d'altri che li fono per confanguinità propinquj« Nein é da laiciar"
adietrodi faperecheantjeamente il Mufico & il Роеисгг vna cofa ifteíTane da loro érachiamato Poeta fe non era Mufi-
co > ne MurTco fe non era Poeta; doue che hora fi trouertanoxariffimi Mufici pochi efiendo quelH che Gano Pocti.

CHE
Órgano de Cantor!.

Che îcCompofitioniiîfanno per beneficio d'altrl Cap. Secondo.


i G N'huomo naturalmente deíidera di (apere, dice il Filofofo nel Primo della Mctafifica. Senza ch'il
Füofofo dicefíe quefto fié vino, fi vedee fivedrà m cffetto che ciôè&e ñato il voler d'ogn'vno haucr
quefto defiderio . Ma con che maniera fi venga a quefto bram ato fapere , dico che per via de' Filofofi , e
dc'fuoi ícritti , perche a far quefto non folo ci obliga la carita chnftiana ma ancora la legge di natura & ü
comandamentodi Dio. Per lege di natura (entire Platoneche fenza legge di Dio (i viuea , che, feriucn-
doad Archita Tarentino fuo particular amicocofi diífe: Niuno di noie nato a fe fofo: ma parte dclla
Ф^\>"&х~сТ"№^Ь noftra natiuità è de' parenti , parte è délia patria , Se parte с delli amici : che fia commandamento di Dio
fenit^il&uioneirEccleiîafticoadiecefettecapichedice: Deus mandauit vnicuique de proximo fuo. Comedie volc.Tc
dire Diohàcommandatoaciafcunod'hauercuradelproflïmofuo. E SanGiouanni Chrifoftomoncllafua Settantaotto
Homclia fopra San Mattco, dice: Neue cofetecolari niuno viuefblamenie per il fuo particolar profitto, maogni ftatoc
:.-. comc Jauorarori.mercanti , gente d'armi & altri , lauorario per lacomrhurie vtjlita del proffimo : percioche quefto
vocationei
Tofficio délia vita humana profittare £e far bene', & vtile allíaltri , akriutcutç chi Tolo viueper fe medefimo non

queli
acanche diuentinofaluicofifcguiundoanch'ioîrdctto di quefti fapiemiflimi , ho voluto per beneficio d'altn far la pre-
fente fatica di queft'Or'ano ,o vogliam dire in (fromento dc'Canrori , qua! fono certoche feruira per Macftro fecrcto, do
ne intenderanno quclloche domandandolo diuerriano non meno vermigh che vergognofi: Vi ho pofto le piu difficili Un
rileneche ho trouato , dicchiarandone móltecofi accenno , lafciando da parte moltc fpeculanoni che chi di queftç ne defia
cotri torre la Filofofia noftra StampatadaGiouan.it Gueriglio : fe placerá loro. Le noftre compoficioni come elle fiano:
Merche non fi deuono curare h compofitori fe non fono piaciuti li-fuoi compommenn . Al cm propofito dice Valerio Mat
fimo, febenelcnoftreopercmancanodel fauore della fortuna, non refta per quefto che noi non debbiamoprcfumere
¿еГомгепоАге, quanto èconueniente : perche (brido bene ficognofee ene meritano di cfTer Jodate . Onde Antigena So-
wtor di Pifiara , diceua ad vn fuo difeepolo che fonaua bene ma non piaccua : Non ti curar di placerai popólo , nafta che
cu piad a me Be alie mulé .

Delle Iodi della Mufiea. Capitulo Terzo.


I A Mufiea come бе quanto fia ftara honorata, celebrara , Se anco renuta per cola facra ne farmo fede le An
' tiche fcritture de" Filofofi , Se raaífirae li Pitagoriri , quali haueuano opku'one che il mondo fofle rnufi-
' cálmente compofto, & i cielí nclli loro giri eífer califa diharmonía , & l'anima noftra con la medefima
ragione formata per lí canri & fuoni deftarfi . Et'fcfi'volefle difeorrere di mano in mano per rartele
ícienzetrouereífimoche tuttefifcruonodi quefta fcienzadclla mufiea, come fi vede far la P0«™3» *j
l'arte oratoria. Gaio Gracco huomo di grandiífima eloquenza íécondo che dice Cicerone 3c Valetta
I Maflimonel libro ottauo , fetnpre che egli haueiia a parlare dinanzi al popólo , teneuadietro di fe vn fer
UoMufico» chedinafeoftocon vn flauto tfauolio fonandolidauala nuTara , çioé, la voce ouero il torn di pronuncia«
în tal modotrhe o»ni vóltá che lo vedéua troppo inalzato lo tiraua , & vedendólo troppo abbaflato lo inotaua nel pnmiee
Tono Quanto poi alia poefia non occorre che fe ne parli.perche fe noi leuaffimo il concerto Se numero con la rniíura
infierne, muña difterenza farcbbe daefla al parlar domeftice, o vogliam dire populare, la medecinafi vedechenon pao
ftar fenza la mufiea , perche fe il medico non hà co^nitione di cíTa ¿come puote egii hauer ottima cogmtionede poLi i cu*
liErofilodottiífimodifpofefecondorordincde'numerimuficali? la Teología per falir più m altoponendo nel Ocio gu
an»el¡ci fpiriti diuide quellt in noue Chori . Quefti di continuo fono dinanzi a fuá diuina Maeftá , non ceífando di rantary
Santo »Santo Santo, Signor Iddio de gliefférciti come Icriue Ifaiaa capifei. 1 proferí come/cnue Sant' Ambrollo net
Salmo Ii8 vofondo Profvtizare domandauano che vno perito del fuono fi mettefle a fuonare : & quefio accio multan da
«mella dolcezza °!¡ fofle infufa la gratia ip'rituale. Come ñ legge di Elifeo nel quarro de* Re a capi tre , qual non volte pro
fetizare al Re d'Ffraelle quello che douefle fare per I'acquifto dell'acque , accioche gli eíTerciti nonmoriílcro di lete fe pnT
jna non »It fu raenatovnMufico il quale cantaiTc,& cantando egli fu dal fpiritodiuinoinfpiraro, &il turto prediíle. Si
leeee oarimente che il Screniflïmo Re Dauidde racchettaua lo (pinto maligno di Saule col fuono della (ha cetra , Si per*
11 deue penfare che per quefto forfeordinaíTcche poi fi canraffe nel Tempio d'lddio, cognofeendo che i eanti &fuoni harmo
tuet erano foflicient« & atti a rallegrarcgli fpiriti , cV ridurre anco gli huomini alia contemplatione dellc cote celefti. An-
llotele dice nel libro de gli animali che gli ccrui per il canto de' cacciaton fono prefi , & che anco fi dilettono mofto rieila
zampona paftorale , & lo hó vifto vna cerua moftrar gran gufto al fuono d'un liuto . Licurgo cost auftero nellc lue leg
et lodo íommamente la Mufiea Se finalmente la guerra al fuon di trombe & di rsmburri incita & ínanmuíle Л toldan al
combattere» anzilisencrofideftrieri non fi ponno tener in freno al fuon della tromba.

Delb Mufiea, & Canto ínvniuerfale. Capo Quarro.

V S I С A Pigliata nella fija Analogía o proportione , non с altro che vn'harmonia , Se fi puo dire che fia
ouella lite Se amicitia che poneua Empedocle(comehabbiam vifto nella Fifica^dalla quale voie-ia; che
' fi generaflero tutte lecofe ; cioé vna difeordante concordia . come farcbbe a dire , concordia di varie со-
feie quali fi pofTbnocon»¿ongerc infierne , Se cofi vengonoa far vn'harmonia tra di loro, fiando >n quie
te& in pace. Oucro , Mufiea, e vna cerra quanritàdi vociper ftromçnti narurali o anificiali harrao-
niofamenre raccolti . Si difle, vna quantità di yoci , perche vna voce fola non fa harmonía ,- mac bene
l partedíefia. Si difle per ftromenti natu rali o artificial!' , perdimoftrarc che li ftromenti natural fono
cuelli per i quali naturalmente n'efcefuori la voce che produce le fopradette parti dell'harmonia . Liartinciolipoi fono
quem che per via di arte &di ftromenti a queft'effcttorabricati, fannovdire il fuono fimilcal fuono dclle vocj. Sidiuc
Del P*. P. D. С1о.ВзтгЪЯоШ . $
tiarmomcfcmenteTareolti , acci'ô fi fappia chele vori racccsJte infirme in dirTrTcnrrnretfo*, .nonfareib^Mufieasr» confufo
flridorc. M uficafccondoPbtone ella fu nominara dalle МиГ: alle qoali comcdicejSanr'Agoßino «el libro che fadtlla
Mufica , èconceduro vna села omniporenza ai cantare .• Akri diconoche fiadciu Hanoi voceEginiaca & ijcos,vöccGre-
ca »che La prima fignificaaequa » & l'altra fuono . quaíi peril fuono dell'acquc nirouata.come vdoI il Bocaccio de Genea
logía Dcofum.pel libro primo a Capí dua, peiô h prima opmionermcglm, Caruopoi с vna rnclodia formara dal fuo
no, ri;odoi&:iuono per la voce Tiua:&:¿ formara dal fuono idiffcTcnzadclle noce ¿ritte le quali fe addimandano рго-
f riamenre Canto ; & с melodía formata di modo , »n quanto;cbe dclçcndc-Л: afeende. fc-dimandamelodia forma ta dal tuo
го, a dirTcrcnra dt 1 Canto de gli augclli, il qualç non é compofto-drfuono afcuno, П tuce formara per la voce viuaadirTc
renza di queil д che t formata dal li ft romenti mufici . Oonfonanza fi dicc( fecondo San Gregorio) quandodac vori nell'-
ifreiToicmpoilcompatifcono,dimodocheruna conraltra.TcndnnomelodiafoaucJrdenaconfonanza4coindcftfimuI
¿V fono fanas, id eft, fímu! concordare cioc concordare infierne . Da'ííred confonanza с addimandata euphenia ab eo latL
nc bonus ,6V phonia lonus , doc bona confonnnza , t dctta fimphonia ancoa fin Grèce » Latmefimul , feu con , & phonia
fonus , quafi fimul fonans , vel çonfonans ,cioe , infierne fonanre oucrconfönanie . Harmonia poi è vna modulationc divo
d , o vero vnacoadunationeboni&rfoauedi più voci infierne. Dcrra ab armos Grèce, Latine coadunatio . Melodía •
¿cica a mçlos t Latine duras : &: odon camus , iluc melleus Camus .cioc dolec Canto.

Delia Diuifione Delia Mufica. Cap. Quinto.


F.RCHE Querto nome Mufica , с nome eqniuoor» »' & l'equ iuoeo fi deue prima difiingaere come
habbiam detto ne' predicament i fia bene far la diuifione délia Mufica.
La Mufica (i diuide in conrcmplatiua о vogliamo dir« fpcculartu« » ¿V prarica la Mufica- fpeculatim ê
l'intelligcnzache fi hà délia vrrrtl délie cofeinrefedairintcllettonoftro- Lapratka folamentcdipcnde
däircffcrcitio per l'operarc , à cantere come fi fuol dire . Dalla confideratione donquefi dirào fpecola-
tiuaopratica. Oipiù la Mufica с di due forti, doè animaßka-» с orgánica. La prima na<be dal la com-
__ ____ pofitionedi variecofecongionteinficmeinvncorrjô:benchctrtloroficnodifcrepanri:co№ccracom-
po! 1 1 toncTô veto miftura feome dir vogliamo) de' quamo elementi onero di al tr« quai ira m vn corpo animaro: ma di que
fU non ne trarteremo > l'altra с Itiarmon ia che puöte da varij ftromenti nafecre : la quale anco Id fi diuide in due para. Le
Xagiooe { queda prrcheíi rirrouano due forti di ftromenti, doè« itronicmi natarali , ¡Scïtronienti artificiali.
Stromentinuturali föno quelle parti che concorrono "alla formationedcllc voci, come fono .la gola, it patato, 4a4in>-
gua « i quattro denti dinanzi , & il puhnone , forman dalla natura , côme aheo habbiamo moftröronclla. Lógica*offrante
3ual parti »efie mo:le dallavolontà , & dal mouimento di cfk nifcendône fl fuono ¿ écdal fuonailparJareveafte-pei-iaifto
nlationeouero il cantare , ôccofi per queßi mouimcnti,per la ragionedel fiiono , Je per le parole accommodatcal canto
fi fà perfetra Niarmonia , с паГсе la Mufica harmonica ,<o naturale , It ftromenti naruralf fono ¿huenttoni humane •Scdea-
uanodall'arre>& formano la Mufica artificiara, che ¿quelltiarmonia che Tialce da quclli ftromenti che rendono fuono
con fiará naturale artifiriato , come fono Ii organí > flauti , pitferi , trombe & fbmigl ianti . : Di тоЗо che.qûêïra Mfffíca fcr
tifiriara fí troua di tre maniere ; croé , di corde > di fiato , Se di batiere ; doe cembali » cometti > & ramburri.
La Mufica naturale ¿di quattro forri »ctoè , piaña jcomeil canta fermo ecclciiaftrco , doue тот vnttnmefKc -çat«*no ad
vn'ifteíTa maniera ; Mifúrata > come il Canto figúrate*: Rítmica , Se Metriçadcliç quali non fara il ragionamenro nofiro,ma
fob dclle duc prime.

Del Canto Fermo , S¿ delTimonatione , & cognitione de' tbni , autentici &
plágala :&del modo di Tárele cadenee in tutti i tohi. Cap. óy
V S Л С A Ferma ôpiana che la Santa Romana Chiefà chiama Canto Gregoriano » fi dimanda quel Itiarmoma
che nafce da Vna fcmplicc Se equalcprolattOnc ntllacanrilena i fc pero fi снес plana , perche vit* ¿miferata can
tempo di equalitá « la quale ñ ¿a fenz'alcuna varÁtione di terr^pô , quai tempot dimoílrato cAn alcuni catatrt«
rl> è fisurciempJ ici jhquafi caratten à nguxene fi ftcadcoae ne ü dimhiifcbno dclle íere JAira.LH'mpcre-
chcin efTa fi pone M tempo intiero , & indiuifibile , 6c da' Mufici volgarmcnle ç chiamato tauto ГмеийО ,ià
Canto Piano: qoal noncvfatorcnondaSanta Chicfacoracdiccmmo.fi: queßoni folo rluafortcdi chiatii» cioè,^û(i»
fol, fà, vt, & di, f.tî, vt, come appaic qui forte

ChiarretfiC-follàvt Chiatie <гя f Га \t.-

Qiiefte due fort! dichiaui fi ritrouona in rfTo tanto Fermo,cV:Bon più , & in tre linee foie comrouncmebte » rioë, fecoA-
da, terza,& quart». .
Haucte poi da notare che neH'antifonario vi fi ritrouano quefieíei Icrtcrecompoíle infierne , cioé, еионае: Sc hon vubl
diraitrocheicculorumameh . cofidichiarailFranchino dicendo: Nihil enimrcprefentatcuouae,nififco;ilorumamcri.
funt enim omnet eius vocales ift tnum colleirt bfeuitatis саиГа : altri hanno feuouae, & fe vi fiaggiugberahnble letrére che
mancano frà mtïo , quali fi fonO lafciatc per manco farica délit ftampe , diranno , feculoru* amen.
Per cognofecre poi ói ehe tono fiano fc ènttfbnr& i 5almí rJit ij-hannoi chmarrtot»th«efltrfrrtgroftt dalle ëefinenie
loro,& fi danno queßi quattro vrrfi per regola.
Re la , vulr primus, re fa retinetqucfccundus.
Per ícxram mi fa ternô , Quarto dato mi la ,
Fà , fà fert qaintus , fila przbet tibi fextus ,
V: SoJ fcptcftoî t vi ß Cûptitque uiprcmiis.
I.iho-
4 Órgano de Cuûtorî
InnoftraJin£aavogHôfiotîifé»chcquandolacantilrtia,ô"aritifonÉf5mfcc-, inreiCiéè, inDSolrcV&l'eüouae, tvn
la ; all'hora queilbn tifona с del primo tono, & coil dita! fono Pintonera il Salmo aïïignato i qticl Joco. Se finiícejnre.cice,
ncU'iftcííacords, D Sol rt> ícobc legue nelPeaoljae, vn fà;in f G., vt, per terza, ail'hora Гага del íceondo tono o,uejr.anrifa!
na. C^andopojfbifcemmi»cbeinelami»&feguepoivnß>ciocincfol»fa»vr>computaraui vnaiefta, ti ralche llano
fei corde tra linee & patij , all'hora íari del terzo tono. Quando faraneiriíteuo mi»/eTtguirà vn la.per quartain A, ía>mi,
re, farà del quarto Tono . Se íari in e» fol» fa, vr> che vi Ca vn a qu ¡nrá da vn ß all'akro farà del Quinto Tono- - Se dal f, fí#
vr,arindicedcll'euouae,vifirà vna terza »iàrà del feftotonofcrantifona finira to vr,cioÉ,m g» fol, re, vr, ¿с iccnñi vná
quintaj Yara del fettimo tono, ma fe vifegutra vn fa, per quarra,fatà del Oruuo tonov II ftiifto poi cofi fichiami pacheè
comporto del primo & del féíto:doe, Is cadenza di mezo è del fefios'& Ja finale» é^el primo, per lâperel'iritonarfoncdt*
tonifidannoquefti aluiquattrovcrfi.
Pnmuscum ferro, fa, fol, la, femp r habetoj La, (Ы, la, Quartus, vt, mi, fol, fit tibi Qumrus
Tcitius, £c f öauas,vf, rc, fa, atq, fecundus. Septimus ft, mi» fa, loi, Goomnes efle recordar.
In noRra lingua vuol dire соfi, che il primo tono cornminriain>fa,íb1,Ja, ¿V coli anco il feño , la cadenza' dimezo de!
primo farà in a.'ía, mi, rc, & la finale in D fol re : ma Je ca denze dei fefio,' tuite fat лппо in f,fc, vt}tamo quclJadi mez¿ co
rne la finale . Il terzo , &l'ortauo,& il iècondo, hannoil Alo principio in G, fol, re, vr»cioç, corori)indanoin,vt>ie, fi: la
cadenza di mezo farà in, с fol, ft, vt. in turn'.- ma la finale del fecendo faià in D, fol, re: rra fe s'inronafTe in f, ft vt, fariail
fine in g fol re vt . ilfinedel'ottaúocla fua cadenza in g» fol, re, vt. liQuartotono'comn.inciainlafoUa, la cadenza di
mezo farà in A la. mi, rej & Ja finalein e la mi J II Quinto commind? in,vr, mi, fdl,'o VQgliam dire fa re, fa; la cadenza di
mezo farà in c,fol,fa,vt: & Ja finalein, A,la,mi rc . II fettimo tono comroincia in, fa,mi,fa,foi>cioè,in c,fol,fa,vt, la caden
za di mezo farà in t,fol,ia,vt;& la fmale in,A,!n,mi,rc. L'eflcrnpiodi tutti queßi loni fi rirroua in moJti lochi, pero fi ¿fan
yer breuirà . Di piii nota che q uefíi torn" ô vogliam direffecondo alcunjj ariedi cantäre»cbc fono impropriamentcdiiama-
litoni,quattrofonomaeftri,pnero>'autenüd,doe,il Primo,Terzo,Quinro,& Settimo-,gli àltri fonodifçcpolùcueîoplagaii
cioètl Secondo,Quarto,Selto,&r Otrauo.Qyefti tonifinilcono in dua modi,doèregolarmcnte,& iiregolarmeotc., Ke^o,
larmente finifcono in quefte q ua ttro litcre ciot, in d,e,f,g-, graui« doc d, foI,Tc,e,la,mi, f, fa, vt,& g» (Ы,ге, vt : impcrdocne
cgni Canto che fini (be in d,cioè,in D fol re,è dertoefler il Primo,aucr Secondo tono plagalc,& ogni СлпгосЬеглаГсеш c,
cior,in e la mi»c dctto cifcr il Terzo, ô vero Quarto tono pbgale.ôc ogni Canto che finifee in f,doc, infifa vt,< dette eílcr il
Qyinto,oucro leño tono plagalcck cofi anco ogni Canto che finifee in g, cioc,in g, fol» re, vr: è dctto efieril Settiao cuero
Ottauo tono plágale. li fopradetti tcni hannoquatrroáltre letere nellc quali poíTono terminare. Ma nofarcchequeffo rtn-
rendeneIIironiiriegoIari,conríofiacoftchcdo fia caufàto dalla grande inconucnicnza che alie voltcaccadcua in aJcuni to
rn, per rifpetto délia brenità & compofitione^fhcgl'impediua il veropaflo di porer tcrminareneJlequarriu prime fóptadet
te lerterc.-Qnde-Guido Arctino gli aggiunfequcric altre quattrccioc^^AdLdocjajIaimijrcbjiàjbrfni^lôl/a, vt,&.d, jól,
re. Per cognofeere gli toniautentici da' pJagalifi porra la fottoícrirta figura.

Primus Secundus Tercia». Qiunus. Quincnt Sex tus. Septimus. Oâiuus


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Autctico Plágale. [ Au cérico ] Plágale. Autctico . ] Plag ale Autctico) Plagale
Per
Di Gio Battifta Rofsi. j
Per intelligenzadellafoprapofta fig ura.fi dee «apere che lítoniautentici fono queTIic'han-oilDiapcme.cioe,
quinta, nelle parti graui, &ilD¡atcíkron, cioè, quarta, nelle parti acute. Pjù chiaro. Voi fapetediejl Dia-
pafon.oueroottaua ,ii componedi vnodia pente ô vogliam direquinta, con vno Diateflaron, ô dire vogliamo
quarta- Pigliatedonqaeil primo tono nella prima cafella, doue védete il numero vno in D, fol.rc, vnaterza
•bttolachiauedi f, fa, vt,corne fi vede in effetto,& ándate fino al numero cinque, quello', dico, èil Diapente
çfaue; & dal numero cinque fino al numero otto, èil Diateflaron, cioè, la quarta, fiche il primo tono hà il
Diapenredifottodaldiateíuron. Quclnumerodui,difottodalnumerovno,&il numero 9. &numero dic
te, fopral'otto: vuol dire chequella cantilena, ô antífona .ôcornpofitione'dclprimotono, puô defeenderefi-
noal'ut,ouero al c, fol, fa, vt,&puoteafccnderefinoal'e,la,mi,'&f>fa, vt. L'ifteflos'intendede'numeri
fopra più , nelPaltri toni , corne s'intende in queíto primo tono.
Quanro al fecondo tono , voi védete che hà il Diateflaron di forto dal Diapente : dal'unoal cinquedi fopra vi
с il Diapente: & dalVnoal quattro di fotto , vi è il Diateflaron . 11 rumoro cinquedi fotto, & il numero 6. & 7.

Li pîagali fempre tendano al baffo с perô fi chiamano tali. Li tuoni irregolaricofi fono derti, perche finifcono in
altro luoco che nel fuo proprio & determinado : fi come i regola ri finifcono nel fuo proprio luoco.
cercano 1
ta -, come fono 1'antifoneferiali. Li plufquamperíettiíonoquellicheoltra il Diapafon cercano anco più fopra о
più fotto, come moftra la fopra moftrata figura, &come habbiamo dicchiarato del primo & del fecondo tono
del numero 9. & diece di fopra , & del numero diu di forto, &c, Li Diapenri fono annotati íi come moílra il pre-
fente effempio : & anco fi vede neJTantepoíta figura •
Pro Primo Tono Pro Tertio Tono Pro Quinto Tono Pro Séptimo Tono.

L'ifteflo fi puô vedere nella di fopra figura , confiderando Iechiaui , & le figure infierne: ne più fotto ne pîû (o-
yralipoítinumerifipuoteafcendcrcodefcendere.nellacompoíinonedeliecantilene.
Inoltre fi hà da fapere che ne' canti habbiamo tre forte di toni , cioè, imperfetti , perfèrti , & perfettiffimi . Gli
ïmperfetti fono quelli doue fi ritrouano mi,fa,&fa,mi. Gliperfettifonoquelliouefiritroua vt, re,&fa, fol,
cosinell'afcendere, corne nel defcendere,&litoniperfettiifimifonoquelli ouefi.ritroua, re, mi, & fol, la, fob
rel'afcendere, &nonneldefcendere. Per voler poi fapere l'intonationediçiafcun tonometteremo l'intonatio;
)no, fap-
ancodel
—, chepiuli
piace. Dalle quali rególe ô ragioni potrà ogn'vnodafe iteflo imparareil modo & maniera di comporre, &
quelloche fi dira de' toni per comporre vn Salmo , s'intenderà anco per comporre vna meiTa, mottetto, ô madri-
gale , 0 canzona , perche ogni cantilena è fondata fopra vno di quefti orto toni ,
Del primo tono con le fue cadenze mez zane, & finali
Primo
Tono.
Di xit Dominus Do mino me o fede a dextris me is
Auertifca il mufico che vorrà comporre facendo nel foprano la chiaue di с , fol fa vt, quella del BafTo doura efTcre
d'y^'^uartangajmafefaradiGfolrev^^
rodi t tavtinterzarigaqualfivedeqjinelefrempiodelprimotono:&qjellochefi dice, del primo tono $ïn-
tende in totui toni,epercomporrebifogneràconformarficalcorpo del'intonatione che da auclla partehàda-
pigüanlcontrapontonelßa(To:comenelprimo:ilcorpoenell'alamire.
Cadenze di mezo del Primo Tono. Cadenze Finali del Primo Tono.
Л «+-Q- —

31— v D---'f-"---0'-^--jt--«r~zöi;~_z~
О£°элоае Cajûtori.
Scсо do" £~ягЗ=5-5-*=*-е-б;:§;: -Q-
Tono :jtô-0- —zzzzzzzzzoz<>zzzzzzzz:z:zzz:
Dixit Dominus Domino meo. fede a dextrismeis.
Cadenze di mezo del Secondo Tono Cadenze finalidelSecondo Tono
riztrç-izçrz t ----f-g—infz—îztzz—i-Q-
zzgtïz^zàzizz: 4;;:^zz~«z4::~S^:si:«:r
:tz:zzzzg:zi:zzflzzèz|^z?z:r fe ■-*- ф—

Terzo zr-rir$z0i0zi;iz0zôr§zMz[z0i:oi0i0=-:iJ5r^:|zz:zz-zz=z=:
Tono
Dixit Dominus. Do mino me os Sede a dextris meis.

Cadenze di mezo del Terzo Tono Cadenze finali del terzo tono

irz±:í:zz5:r.?zzczz:zz±zírzzzz°"
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4- u^¿:è:$:z:z-
ç— :g|:zy:|zÍ:?:¿izzE¡:§z¿zlizOzzzz

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^°pgEgEgE¿¿$E§EgzeE¿ z$z0z5z0zi^zäzzz_zzz:z;_z_-Z-
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Di xit Dominus Domino meo fede a dextris meis

Cadenze di mezo del Quarto Tono* Cadenze finali del Quarto Tono

; r&=85^5Eg£r!=SEHi£e=
-Ö- -B-
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tzrz|zûi§zzz±||:z:|:o:^::è:lii:$
Ii:szi::yz6_a-
z]ïzzztzîzzzzzr$Efcz5zzz|zzzzxzzjt:^.z:t:-
0
LafecondachiauenelBaiîopuôeiTere ancodi f favtinterzariga, chevicne adcííere tutt'una cofa conladic,
folia vt in quartarigaô corda. Ilcorpodelquarrotonoènell'alamire. 11 contrapunto nelBaífo puô hauercre
principijcome anco lipoíTonohauereil 2.3. 5.&8.Ilj)rimoncpuotehauerquattro. Il feftodua, 1I7.VIX), & «1
mirto ancor eflodua; quandofi vuole comporre à quattro o cinque, oueropiù voci.ogni buono intellctto mi pu°-
eintendere: perche da! corpofícaua il contrapunto. Inogni tono vi ècorpo, principio, & fine. Doucpufifer"
mailtonoqueUoccorpo,flprincipio,&ilfine del tono fono da fefteffichiari&manifeíti.
Ы Gto. Battifta Rofsi ;
Quinto XZr5=ÔrÔrÔ=S=Ô=i5lÇ;OZ zbzbzbz*z$zbz%z~zzzzzzzzzzzzz
Tono.
Dixit Dominus Domino meo Sede a dextns meis.
Ca'denze di mezo del Quinto Tono. Cadenze Tinali Del Quinte Tono.
-'* ""---t-"-.^-"
*-в-гЧ—r- ft - -ft—+—+"-"6+ +—R-- "►-** »Mh j— — *—
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—"f:-n -Z^— +-0-
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Ëifïl{§||
Sefto П
Tono°oB§J^:§^^§Ê^îS^^aig:ë^^:^
Di A'it Dominus 49 тш rnc o Sede a dextris meis.
Cadenza di mezo & finale del Sedo Tono.
Querto tono ordinariamente non : rt-ô;-z""-*trt-"-t-?~ll-QÏ: f —,_—--а—
tzzzz~+"5zz—
ba altra Cadenza che in f-fa wt
jT.c (i vede ncl canco ferino*
tlCQ Ezi3:H-i^
- ZXl-íZXZ—, ....Z-S—-— ^S~.^IT~-.T—.ÇZO-5—**~—.~—.

Scttimo3
ШШИШ1Ш
Tono. <
EgaŒI3pi5?E?aîEg33E!EE?z^|i:pEE:^EE
Di jr/t Dominus Do mino rre o Sede a dextris me i:,
Cadenze di mezo del Settimo Tono. Cadenze finali del Settimo Tono.

A—V—7tX~— • •-——- —
Tono . '. $-*
Dixit Dominus Dom'mo . meo Sede a dextris meis»
Cadenze di mezo del OttauoTouo Ottauo Tono. Cadenze finali del
rr-~rarsrftri-Q--:~^•T-t'?-!T'"?;"Â'T'"""t"g!'"rg"Sr'I''t"t'*f—T^
pzEzrízezfc&z:^

:í:-zziz¿zozzzz:0
Mifto pfczfcsz-z^rizzzzisz^zzrz-^-í—"* • ízt®Z z±
Tono Özz?E?z?z?z?z^zzz?z?z^EöE EOEIEIEOEiEzSazi¿z £
i» exúu ljrdú de ^iegypto domus lacob de populo bárbaro
Í--» cadenza di mezo e quclla del ferto tono,perciô feruiteui d.i quel!d,h finale,è la finale del primo tono : che pe-
го П chiama mirto perche è comporto di quefti dua toni fctto,* prim o.Douete poí notare che la penulrima figU
ra che forma la cadenzadeue haucre l'antcriore fuá in vno di qiierti-cinquc )ochi,cioè,in dua per feconda.in vno
p:rquarra,in vnoperquinta & in vnoperfertatcome védete in quefta cadenza п~+' -f-РЧа quale puô
naucrqriciti cuque contrapunte toe vno di quai fi voglialoro. DZÍl$lálO~
(¿s —V—— —*— ■»
IS Per Se-
8 Órgano de Cantori.
Per Secunda* Per Secunda- Per Quarta. Per Quinta* Pfг Sexta-
ZXZ~ZZ$Z\Z Cofifidicedi
zâiccrr
ô-izçxzzz
Ф
giiaicmoni.
Delia Mufica figurata Cap- lettimo-
A Muficafigumae quel amo o harmonía che depende da vna variara prolationc di tempo nel-
la cantilena, dimoftrato per aleuni caratteri, о figure al modo fopradetto, le çuali di neme, ef-
fentia, forma, quantitá.equalitá fono ditfeunti, &nonfiaccrcfccno, nefim'inuifccno,ma fi
cantan oconmifura di tempo, fecondo che elle il trouanodefcrirte>ô figúrate . Etqucítofichia-
í macommunementefiguratodallefigureô notechefitrouanoinefsomforma.èquantirà diuer-
** fa :quaíidiuerfamente figúrate: le quali note ne fannocrefcere& diminuiré il Tèmpbnella can
tilena, fecondo la valuta lorochc tardità ô preftezza è velociti di tempo ci rapprefentano .
Delli caratterîô figure Capitolo ottaup .
E R Poter ridurre in atto pratico Ii Muiîcî le loro fpeculatîom , & Ibro'demcßrationi, & meterle fot
to il giudicio del fentimento , poiche le voci & li fuoni per alcun modo non 11 pofsono fcriuere.ne de
pingerc in carte, ne in altra materia, ritrouaronoalcunicaratteriôfegni.ècifere. Per eifere, inten
сЫе chiaui, & per fegni,&caratteriintendo le figure, ô note che vogliam dire. Le chiaui,ô eifere
. furono inuentate accioche per quelle li cantori s'hauefceroà regere neïcantare , & a ccicche lafeiate
alcune altre , per quelle fulamente hauefsero cognitione d'ogni modulatione, & d'ogni cantilena,& da quelleha-
Ucfcero notkiade1 fpatij , ouerointeruaîli di tuono, di femituono è de gl'altri . Queíti caratteri ô eifere le chiama-
rono chiaui: Uando fù queita fimilitudine.ô metafora,che fi corne la chiaue âpre la porta & per mezo di efca s'en
tra in cafa, &iuili vede quelIo,ch'e vièdentro :cofi per tali eifere, о caratteris'aprelamodulatione&ficonofco-
no le cantilcne & interualli , come 11 debbono cantare:il che fe loro non fofsero fi confonderebbe ogni cofa. Que
lle fono di ere fort! , cioè, di, F, fa vt , ,C fol fa vt , & di , G fol re vt. Le qualifi formano inqutfta maniera lapri
ma con vna ícmibreue & vna zifra ítraordin aria,ouero con vna breue , ouero con vn mezo circo.'o al rouerfcio,o
pure diritto ma puntato . La féconda fegnafi con due longhe vna al rouerfeio del'altra quali fi mettono vna linea
in mezo di loro,fu qual fi veglia. La terza fifegna con vn С alian tica ,come fi vedequi fotto .
La chiaue di G fol revt fi fegnaconvn Cántico,
Queft a chiaue mantiene fempre
La chiaue di f fa vt, fifegna con tre noteofi- Láchiauedi Cfol favt, fi vno fule ordinariamente:ma alie
gure: come appar nel primo modo: ouero ne fegnacen due role ouero volteé in prima linca,& anco ter
gli altri modi. figure. za ma di raro l'ho vifta& in vn fol
Tr'imo modo.i.wede. ¡Modo. ¿{.modo. ¿.modo. In queßo modotfi¡ato dherfe urde. , luocOjqutft'ultima .

Liantichi fo!euanofégnarelachiauediffavr,inquelliprimiquatromodi, nel quarto modo fí vede fegnatoiî


tnotettodi Gio. Mouton peccarameainelPaltrimodi fi vede per tutto. L'altre cinque chiaui fono di с fol fa vt.con
la quai maniera di chiaue fi fegna il bano,Tenore,contr'aIto,& fopra no,non vi efíendo altra difieren za fra di loro
fe non nelle corde , cioè ó più ai :a,ôpiù bafla . La terza chiaue è di G fol re vt.che appartiens folo al foprano. Non
leiegnaronoconlalitera,F,ouero,C,oucro,G,principiodellefuedenominationi,perchegenererianoconfu(îone
non poca come fi puote vedere formándole con le lettere loro , & maffime la di с fol fa vt , fegnandofe anchora Л
tempo aile volte! in cotai guifa . Non manco chi dicefle che quefte chiaui fi potTorio mettere anco ne* fpatij , ma
queitodaniunofioffema.HànondimcnoIadi,G,fol,re,vt,vnpo4»diconformitàcolaletteraG,fcrittaaIlantica.
— /ZrZZÎÎZCosi appare che poca differenza farebbe dal tempo alla chiaue. Altra forte di chiaui nonfi ritroua-
Z/_Ig_ Ö—no nel Canto figurato. Circa délie figure ô note, fi nel Canto fermo come anco nel figurato,dico
ZrZUI-Ën0^6 '* fißura ô nota^che la chiamiamo , è vn fegno che pofto fopra alcune linee ,ô fpatij,ci rapprefeo
-. _ - *~""ta,il fuono.ô la voce,& la velocità & tardità del Tempo che bifogna vfare nella cantilena . Quefte
ordinariamente fono di otto forth quali fono nominate.col nome di quefte fei fillabe, vt, re, mi, fa, fol, la la prima
forte lichiamamaffima,lafecondalunga,laterza,breue,laquarta,femibreue,laquinta,mmima,lafefta,femirni«
nirna.la fettima,chroma,rottaua,femichroma ; quali fi figurano in quefta maniera.
Maffima. Lunga. Breuc. Semibreue. Minima. Semiminima.Croma.Semicroma.

==$=:

Patiente Agentee patiente. Agentei&patiente.Agente&paticnte.Agentefolamente.


Le prime quatrofigure,fichiamanoh*guremaggiori:raItreminori.ll valor loroè fantoche l'una vale il doppio
deH'altraja Maffima vale due lunghe,la lunga duaBreui!, laBreue, duafemibreui , la Semibreue , dua Mi
nime, la Minima dua femiminime , la Semiminima dua Crome, la Croma dua Semicrome. Mala lire
uc haue qucflo di più che fi chiama Madre dell'altre . Et per il fuo acciefcimento , la lunga & la
Maffima riceuono anchora loro accrefcimento , nel Tempo perfetto come fi vedrà.più fotto . Si dice
che Gioumni
Di Gio. Battifta Rofsi . 9
chcCiouannide Munsn'trouoqacftefígurecantibiü.&ciofuinParigi. Semibre'èditta dafem>$che vuat'dt-
relannam:nre,di!iKdiü>& vo!garmence,mctà,& brcuis,doè,meM d'una Breuc.cofi û diceddla femiminima Sec.
Delle choreic ouero righe . Cap. Nono.

IST О Che соГа fono le chiaui, qualifi formano per dimoftrare inchecofafifondanolefigureô
note quandofi cancano, come habiamodetto, è neceíTariodi dire dcllechorde come alcuni le chia-
mano,o righe ouero linee fecondoalcunialtri. Quefte linee bencheli antichi ne poneuanovna al
cuni quattro, &altriíel, riientedimenolirucceflbripoificonrentaronodicinque: è quefte fono li
nee paralelle , cioc di equal diftanza l'una dall'altra 3 checosi l'inrendono li Matematici , è fe ben íi
tiraílero in infinito, non per quefto fi toccherebbono. Si contentarono dicodicinque pérchele
Mufiche & Canti fi formano per li toni , & li toni non aícendono naturalmente più di ottogradi, & detti orto gra-
diponbnoefferecomprcfi^contenutidallédettëdnquelineeôvogliamodirchordc. Etchi volefíe dire che
aneóle quattro potriano far detto officio, fappía che non lé eönterfebbe rcalmentet poiche per forza biíognereb-
be che vna figura dalla parte di fotto ouero di fopra fofle fuori di dette chordercofi non fi potria dire che íóíTe con
tenuto da vna di eíTe chorde. Se fi oppone de' canti fermi quali ancora loro conuengono falire& fcendereotto
voci , & non fono fe non quattro : li rifpondé che detti canti fermi per efler formad & hauer conüenienza со' toni
muficalidcHierianoàhcor loro hauer cinqircrighe: ma perche vna gran parte di efli fono imperfeta comefiveg-
gonoefferequafituttele ahtifone, alIeluia,ofFertorij,&poftcommunioni, per quefto potendo i toni imperfer-
tieíTer compren commodamente da quattro linee.perció dettocanto fi contenta di quattro : perche fe foíTcrocin-
que fi vedrebbe fpéflb vna vácuitá dell'vltima , ô prima chórda che non farebbe mai in opera , ma refteria vacan
te, come fácilmente ogn'unód;i fe ítéíTopuote vedere ne'canti fermi, cofa che difdirebbeallVjcchio. Debbono
eíTere quefte lontane vna dall'altra percheùltrimcnte fariano brutto effetto . La dinamia loro ha da enere quan-
topuoteoecupare vna figura, o fia quadraoornélabreuej oueroobliqua cómela femibreue, comen" vede qui
notatoábaífo-

Le quali figure tutte fono quadre ma vna íi chiama quadro piano come fonole fei prime,& l'altra forte fi chia-
maquadroobliquoeomefonolefemibreui, conlefueinferiori. tanto è dire obliquo cometrauerfo.
Di tre forte di Mufici. Cap. décimo .
ABB I AMO Pofto infierne le chiaui con le linee loro, fiabifogn'hora di vedere chi porra le fi
gure , & quefti fono li Mufici , quali fono di tre forci ; li primi fono quelli filofofi antichi che ferif-
ferodiqueftafcienza, come fu Pitagora , Platone, Anfione, Boetio, Sant'Agoítino, &altri.
Li fecondi furono quelli che compoíerocon le fijure le fue Canrilene,come Iufquino,Gio. Mou-
toneVerdelotco, Adriano, Cipriano, öealtri. Quefti farannoli Mufici antichi. Altripoifí
chiameranno Mufici vecchi, come lachet, Morales, Paleítina,RoccoRodio,&fimili. Limo-
derni fono Ludouiro Victoria , Rugier Giouanelli . Felice Anerio, Gio. MariaNanino , Gio.
Gabrieli , Gio. Macque , & fimili Quelli poi che non fanno fe non cantare la fuá parte , ne troppo s'intendono
di Teórica , ne di compofiс¡one, caheori , & non Mufici fi chumeranno : i quali cantori Guido li connumera con le
beftie, cioè, con gliignoranti di quedarte, dicendo. Quifacit,quodnoníapit,diffiniturvtbeftU.

DellTatto & della modulations Cap. vndecimo .


O ST O In ordine i carattericon le linee, vifto li Mufici , chi , è quali fono , hora bifogna vedere
la mifura,ôtatcocol quale fimifura il Canton ômodulatione. Etperfaperechecofafiamodula-
tione ;dico che per quinto s'appartiene alprefence , è vno mouimenco fatto da vn fuono all'altrc
perdiuerfiinterualli, il qualeJiritroua in ogni forte d'harmonia, &di melodia: öelavfiamo in
due modi: prima quando íi mouiamo da vn fuono all altrofenza,variera oinequalità di tempo,
con diuerfiinterualli, non facendo.alcuna propria harmonia,procedendo da vninteruallo all'al-
tro equalmente per il medefimo tempo, comeíi vede fare ne' canti fer'mi. Equeftaèdettamo-
dülatione impropriamente perche contiene folamente vnprocedere femplice fenza confonanza del quale effetto
íi vede che tal modulatione ha ragioned'imperfettione,efíendoche manca àfe fteíTa del debito fine.Dopó quan
do peril fuo mezo noi veniamo aíl'vfo dell'harmonia è melodia , come al fuo proprio fine, come fi fà nel Canto fi
gurara, nell'qual cantiamo non folo con femplici fuoni, & fémpíici eleuacioni & abbaffamenci de voci ma ancho-
га fi mouiamoda vn'inceruallo all'alrro con tardi & veloci mouimenti , fecondo il Tempo moftrato nelle fue fígu-
recantabili, queítadicofaramodulationepropriamente.Perinteruallo;intendodiftanza da vna chorda all'altra.
. Qyanto al catto, ô vogliam dir bactuca , dicoche vedendoli Mufici che per Iadiuerficà de' mouimenti che fan-
noquandocantano infierne le parti della cantilena, per eíTer vno più preftoö più tardo deli'altro fi poteua gene-
raralcunaconfufione,pcrqueftoordinaronovncertofegno,del quale ciafcun cantante s'haueffe da regere nel
proferirla voce con mifuradi Tempo veloceô tardo,fccondo che fi moftra con le figure diuerfe cantabili,& sima
ginaronochcfoírcbenecotalfcgnoeírerfattoconlamano,accio;he ogn'uno de' cancana lo pottfle vedere, &
В 2 foüe
to Órgano dç Cantor!.
foffercgolaiúnellTuo moto allá maniera che fa ilpolfodell'huomo che cosi regolatamente procede, quandofi
ritroua l'huomo fano la onde poi cotai ordine & modo di batiere chíamarono battuta, & altri tarto la nomarono,
&alcuni altri tempo fonorOj&Sant'Agoftinonell'librodellaMufíca lo chiamoplaufum, che viene da plaudo,
¿иаГедосс latina , &fignifica battimentodelle mani : qual modo di battimento с antichiífimo , come vediamo
cheíinoaltempodiDauiddcfívfaua, çoméapparç manifeftonell'Salmo quarantafei, omnes gentes plaudite
manibus, &inuerôdifle beniffimo, perche non sô con qual miglior modo poteiTero trouarecotal mouimento
che veniffe più commodo che con le mani viíto da tutti-.quello dt' piedi da vn folo с intefo . Quefto tatro fi fä con
diumouiméticôtrarijcoduequietijVn'alnngiùj&rakroaU'insùrperchccom'habbiamoviitonellafifîca^libro
ottauo)moftraífimo infierne col,fiIofofo,che è impoffibile far queíti motti retti in fu & in giù stza quiete,il che no
©coarre nell'circolare che puore il fuo moto efferfenza quiete. Di qui foluerai vn dubio da'Teorici non più mof-
fo , ô per dir meglio faprai pa rtire , che diuidendo vna femibreue m quattro femiminime ad ogn'una darai il fuo
tempo, &vno non ecçederà l'altro: ilprimo fará , il primo moto aU'andar in giù , nel pofarti per tornar all'indie-
tro, farà il fecondo tempo çhc portera la féconda minima , il terzo tempo fará l'altro mouimento che portera la
terza fëmiminima , faltra quiete portera Гultima notanera, è cosi duequieti , & dua mou faranno quattro tem
pi equali , & ogn vna di quefte nere hauerà il fuo tempo equale ,come batiendo & cantando fi puô efpenmenta-
re da quai fi voglia perito cantore. Vedeteneirottauo deJla noftra fificaà carte 244. Lettione 17. colonnater-
га, doue dice, impoffibile eft efle continuum motumquieftin reâitudme, &c. Queftos intende del rattoequale,
ma rinequale fi diuide in tre tempi, 5c vno non eccede l'altro: cioè in dua moti& vna quiete, è tutti alteran, &
la quiete non eccede i moti . Vna délie rre figure., va al primo moto ». la féconda , alia quiete , Ja^erza all'altro
moto , perche in quefto moto recto * Tanta , eft quies quantus eit motus ,
Donque quefta battuta ô tatto farà di due forti , cquale & inequaleoue fi rjduce ogni mouimento preportionar
to che fi façon la voce. La battuta cqualeferueà tutti li fegni délia equalità, comefi vedrànel capitolo feguen-
te . Ma la battuta оtatto ( come vogliam dire ) incquale , feruealle proportion« , & aile prolationi , perô intendo
di quelle Prolationi che feruonoallordine de lia Prolatione. Quefto tatto inequale èvnbatterç alterato» & pe
rô inequale fi chiama, perche con la fua inequalità, riceue fëmpretre figure difçmibreui ouerdi minime, ôdi
tanto valore , ileui effèreè caufa da diftinguere le cantilene ternarie dalle binarie . il taâo donque equale porta
equalità ô parità di figure, & l'inequale, oifparità, corne cil numero ternario : güeroil tatto equale cqíi fi diman--
da perche fe gli fumminiftra,il numero equale che è il humero binario - & ft'neqúale »perche fe gli fumminiftra ü.
numero inequale cioè il ternario . II binario fi diuide in due parti equáü, il ternario nen fípuó diuidere cosi ferb
za diuidere il numero di mezo , & il numero di mezo non fa numero .

De' íegnl. Capitolo duodecimo*


1STO Che cofa fia It tatto ô battuta refta 3 dire de' fegni che fi mettonone'principij delle canri
lene , & prima bifogna fa pere che 1i fegni fono di due forti :altri della battuta. equale & altri delia bat
tuta inequale come fi vede qui fótto fegnato ouero . II fegno с duplice , ô maggiore , ô minore : & il
maggiore fi diuide per perfetto, & imperfetto:.&cofi fi diuide il minore: cicè perfetto, &imper-
fetto . II fegno fi dimanda maggiore per ü punto , cV minore pernon vi efferè : & íi dimanda perfetto.
fer Ц circolo , & imperfetto per non vi eifere il circolo, ma il femicirçolo «.

Segnidel tatto equale Segfli del ta tto. inequale.

r-~Qz—e <> < —C—■ zzzzezzz:;£zzzz< Lzzrz

Li ahtichi diuerfame nte li fegnauano come li trauerfati quaG come in rrauerlb, qual fivede itqumto fegno : ma
q'ueíto poco importa che fi mettano cosi in trauerfo ,eflendo vna cofa fteffa . Di più fe alle volte voleuano fegna-
re la battuta inequale, con fegni del Tempo non puntati, pont ua no аД fegno del tempo la cifera del ternario fo-
pra quella del binario in quefta maniera 3 come vederete ¡1 duo di R ecco Rodio f iù fotto nel capitolo ventiot-
to :&aH'horacantauano alia battuta in 2equalefepeiô tutteleparti erano fegnate da capo con qutfte eifere
ternaria è binaria . E perche molti fono defiderofi di fapere come fi fegnano lecantilcne, & anco molti le fegna-
no & non fanno perche cosi lo faccino , anzi molti fegnano le cantilene loro col quarto fegno del tatto equale che
vanno fegnate col fecondo: pero dico che íiponnoíegnare in tutti quefti modi che fi vede qui fono, quali fono
quatuordeci.

Queíti
Dî Gto. Battiíh Rofsi . 11
Qu2Íli fono li fegni più vfiratï» &febene parcchefia vna confufione, èmetta qualçh: poco timoré, vedcndo
che le cantilenepoiTpnohaueretantifegni.-ruentcdimeno perche moltihanno cônuenicnza infierne, & fono vna.
cofa ifteffa per ridurliàquelli che fono piùcognofciuti.&intelligibili che fono li dua tempi ordinarij, cicè il
Tempo perfetto, &il Tempo imperfetto ; per quefto fi dice che cofi anco tutti li alenda quefti pigliano jí princi
pal loro eifere: perche diuidendol i rimangono femplici tempi: &tuttcle alrrecofecheli diftinguefiriduconoal
riumero di quattro.cioe nel punto, ncltrauerfo, nella rcuolutione, & nella |cifera. In quanto al punto dimu-
ítra Prolatione , della quale fi dirá al fuo loco , che per qual fi voglia cofa non fi muta "mai : dimaniera che il pun
to inqualfivogliafegnochefitroua.fempredimoítra Prolatione. Cofili trauerfi ne'fcgni diritti, ó riuoltati,
conmutando maiforma,femprcfarannoriiteffî;adonquetuttaladiuerfitârimarrànel circolo perfecto, &neí
femicircolo : & di più nel femicircolo diritto , & riuoltato . Quanto al primo fegno la diflferenza loro batte fu la
brcueSf fue paufe ad efler perfetta 8c imperfetta : perche nel primo val tre femibreui , & nel fecondo dua. Iufqui-
no nejla mefla , la , fol , fa , re , m i , v fa i| primo çon il terzo fenza differenza alcuna : & fí che la maffima vale do-
deci, la longa fei, & la breue, tre, HterzoOcílquarto.fegnofonoíimilial primo&al fecondo; perche ¡1 trauer
(o non dimoftra altro fe con che quel canto fi puô cantare in proportione ,che è canto come fe fofTero Prolatione
naturale vio., Mouton nel mottetto Noe, nelçontr'altofiferue del quinto fegno &neU'alrre parti vfa il duode
cimo, &ß come fe foíTero vna cofa ftefla, quantoal tatto& numero dellepaufe. Quanto al quinto S¿ fefto fe
gno come anco di tutti lialtri che fono riuoltati, èdafaperechevagliano lamerá meno Bifogna donque faper
quanto portano perdiritto , perche riuoltati faranno le figure di valore la meta meno . Di modo che eflaminán-
do la diuerfitádiqueftifegnifi trouera checonfiftefolone'duafcgni del tempo. Si terra aueft'ordine che lí pun-
tidicano Prolatione: Ц trauerfi fegno da cantarfi quelle çantilene alla breue, &le reuolutioni del femicircolo
cantarfi la meta più preftoche non fi canteriano fe foffero alla diritta , & le eifere binarie dar indicioçhe la breue
con Je fue paufe non fono mai di più valore che di due femibreui , come fa Iufquino nel mottetto prçter rerum fe
xiem , doue la breue vale dua femibreui . Ma non folo li fopra fegnati fegni fi ritrouano che anco alcuni modernï
ne formano noue manjerecomé hà fatto Didaco fpagnuolo in quello mottetto , Tua clt potentia , che fece il ar
cólo cofi fegnato /^pn vna parte foIa,douele figure fono tuttebreui, ¿kquandofi hada cantar fotto quefto
fegno, all'hora %J labrcuè èdivaloredimimmacioèjnezabattutal'una,Perôfenzamettereeonfuuoneà
multiplicar più fegni fi poteua feruiredeldeçimoquarto , ch'haueua riöeffa valutadelle figure . L'ifteiTohanno
fatto altri corne Vincenzo Rufo nellifuoicapricq nel fegno del Tempo imperfetto cosi /treon quefti dua ta-
gli. Ma quefti tali fegni non fi deuono fare fe non nelle compofitionidi fegno contra W-. iêgno;èveraméte
queftoè vn'abbac'iare , fintelletto del роцего cantore. Ordinariamente li più fréquentât! da mufici , fono il fe
micircolo femplia ,&iltrauerfato,&alcune volte ilcircolo, da grauiffimiautori abbracciato. Hora qui nota-
xete che il trauerfo fempre mînuiiTe il valore la meta meno : corne farebbe dire il lèmicircolq femplice fa valere la
breueduatatti.iltrauerfovnofolo, cantandofi .pero alla breue comefi vfa nèfle capelle ben ordinate, fotto il
«jual fegno habbiamoçompofte tuttele поЛгеМеДе, &dacantarfi in quefta maniera& non altrimemi : fe bene
■veramente hoggidi non è ofleruato da' Mufici согаГ ftile & ordine , non oileruando nelle çantilene loro ne nume
ro fenario, ne quaternario, ne ternario, nebinarioquellinelmodo.&queftinelTempq. Etquandofi compo
ne fotto il fegno della breue bifogna finiré anco con laíteíTa breue & non come fanno alcuni che finilcoho alia fe«.
niibreuecomcfarcbbcmqueilViTcmpio,

f^^^№I:
Perche portando in fuá diuifione due Semibreui finifle maie, ne fi deuefare, doue che ftarebbe po¡ be
ne fe diceífe in quefta maniera .

=£-<;

Cofi haue il fuo tempo giufto binario come ricerca tal fegno,& fi.'vcde che con maggioroíTeruatióne finifTe la can
tilena . Ma fe foífe del femicircolo femplice qual conduce la fuá cantilena fotto il Tempo della femibreue,alTho-
ra il primo eíTempio ftarebbe bene . E pero fi chiama il fegno della breue perche communementefi canta alia
Breue. Ma fe diceíTealcuno perchen chiama il fegno della breue? Si rifponde che confiderandoli Mufici, &Ii
Teorici, chefi ritrouaua vnfegnodel tempo perfetto al quale dauano tre femibreui per loro diuifione, checil
circolo : & vn"altro al qual dauano vna fola ; che è il femicircolo femplice : S'imaginarono di ritrouar quefto ter
zo fegno del femicircolo trauerfato , qual portaffe in fuá diuifione non tre , ne vna , ma dua femibreui,che è il me
zo frail tre & Tuno. Et pérchela breue ordinariamente vale dua femibreui, pero cofi lo chiamarono il fegno
della breue :ouero lo chiamarono cosi perche abbreuia la meta. Quefti fegni gli antichili metteuano inquel-
l'ifteflo loco doue comminciaua la prima figutaô nota della cantilena , ô fofle in fpatio ouero in riga : ma li mo
dérai lo mettono ordinariamente nella riga di mezo : pero quefto ftá al volere del compofírorc , perche im portai
Focoiàmepiacemetterlopiùnelluocodicodoueclaprimafigura. Efela prima figura fíritrouaífeá bailo in
ffavb
ii Órgano de Cantori.
F favt.oucroG fol revt, graue, bifogruun til Qifofncuerloncll'ottauariùaltodoueclachiaue^nelipatio
di G fol re , vt , di fopra ,

Delle Paufe. Capitolo décimo tcízo.


SI come le note délia cantilena fono figure ô fegnï pofitiui.percîoche rapprcfentanole voci dallequalinafcono
l'harmonie , & la variera loro rapprefenta il moto vcloce ô tardodel Tempochefi tiene la voce, coli le Paufe
fi chiamano figure 6 note priuatiue, perche elfe fono indicio ôfcgno del filentio che fî il cantorerapprefenrando
il tempo che ha datacere,&qucftoficognofce dalle diuerfità loro'. Quefte Paufe fono alcuni íegni fattidal
Mufíco con alcune linee tirate diuerfàmente fecondo il fuo volereile quali cadono perpendicolarmente fopra vna
ôdueôpiù linee délie cinque paralelle . Di quefte paufe fc ne trouano unte forti qua pre forti fono le figure difo-
pra moitrate , eccetto che délia prima,& dell'vltima , cioè délia Maflîma & délia fcmichromarquella per il longo
tempo che afpetta , & quefta per il poco , non vfandoiï il fuo valore . Et quelle Paufe ponno efler chiamate con
1'iftcíTo nome délie note ©figure che rapprefentano, come di longa , Breue . Semibreue ,' & iïmili , benche li Can
tori nonTufano^madiconoducèquattrobattute, ouero fecondo che fono; mauTeoriricofilenomanocioè
al primo modo. Queftepaufe quantunque aile volte dinotano modo maggiore& minore perfetto ouero ïmper-
fetto che effo fi fia , non perö mat abhracciano più di tre ô quattro déliefopradette righe 6 linee paralelle comefi
vede qui notato.
Paufe dilomza Paufe di Breue DiSemibreue Diminima-Difemimïnima.Di Chroma

fi:
ï :î:
Г
Quelle Paufe furono'trouate per commodirà délcompofitore j & del cantore : &ciô perdue ragionî . 1 una êîa
neceffità cheloriccrca ¡l'altraèVornamentodel canto.' Prima per neceffità', jpercheèimpoffibilecheil cantóre
fempre cañti vna cantilena dal principio al fine fenzá mai pofarfi, perche non fi puoté fare : è perôfù trouato que
fto nmedio délie paüfe. Furonoancoritrouate per ornamentodella cantilena, percioche per mezo loroleparri
fi poiTono porre l'una dopo l'altra in confequenza ó vogliam dire col volgo de' Mufici , in fuga , il quai modo fila
cantilena non foloartificiofa, ma anco diletteuole'rilthe non fi puote fare fe fi canta fempre infierne: il quai can
tare non íolofaftidiíTe,& genera noia al cantante, ma anchóra tedia gli afcoltanti: quefte, anchor loro vanno
poíte appreífole figure loro compagne come fi diíle de fegni.fecercafft* alcuno dache viene quefto nome Paufa,
dico che alcuni vogliono che vengada quella parola plaufus, conciofia che è mifurara dalla pofirjone > & dalla lé-
uatione della battuta la quale, fi conofcedal fegno formato dalla mano. Alrrida pofa,paro!a рш preíto france-
fca с hé Italiana.che fignifica poíata.Onde fi fuol dire vna Paufa, due Paufe,cioè vna poiara,due potete &fimili.
La Santa Chiefanellifuoicantifermi, non ponele Paufe perornamenrocomefannoliMuficínelle loro canti-
lene di Canto figurato, mafoloper neceffità, percheèimpoifibilecheilcantorepoflaperurnirealfinedi corafi
cantilene.fcnzapigliarealcunripofo. Perilchedavnraleeffettolochiamaronopneumaconpxhevuoldirefia-
to o fpirito . Pofero cotal fegno acrio ch'ognuno de' ca ntor¡ concordeuolmente s'haueffe da fermare : Onde Ja do-
manda roño anco Neuma con N, che vuoldirccenno&confenfo. Tutto .quefto habbiamo dicchíarato ntl li
bro de diuinisofficijsncIlibroterzoCap.^.deantiphonis.. Quefto fegno perônonfipone nelmodo chefifánel
canto figurara che cinga vna ô dua ô tre finee ma tutre come fi vede ne'eanti fermi : pero tall'hora le pongono
* :-:o---,"»
femplici& Idoppiatecosi.
tall'hora raddoppiate cosí. tg ,. _jGüí " ' '
Gli antichihanno oíTeruatodi non
porre le Paufe fe non **"' Cnn лм"
nel fine " "* —
delle t-==---=-íii-¿-M-=- •M Qaufule, ópunti dell'oratione fo-
-»Oat
pra la quale è comporta lacantilena,& -"fcfcfclEd-lí-S- ~- anch anchora nel fine d'ogni periodo:
nel I i canti figuran queíto molto po- ""
ítomoltopo- "" ~* ""*" ""cofi" offerua, anzi moki confufa-
mente le parole confundono .

Delia fuga detta vulgarmente Canon,& de' motti che vi fi pongono. Cap. J4..
ER CHE Habbiamo dertodclle Paufe quali fono neceffarie à chi vuole far fughe, pero è fari bene
horatrattaredieffe. Diciamodonque ene li Mufici pratici volendo adomarelilorocomponimen-
ti con diuerfe maniere di compofitioni , ritróuarono il canon quale altri chiamano fuga j altri nfpo-
fta,& altri confequenza. Lochiamarono fugaáfomiglianzad'unochefuggerido, ï'altrolofegue
f)erl'iftefTa via ô fentiero . Lo chiamarono rifpofta perche vno rifponde all'altro con l'ifreífa modu-
atione come fi vede nell'echo. Confequenzalo chiamarono almedodel fiilojíifmo che fanno'li
Jogici, come la concluíione conclude il lilJogifmo,;cosi daquell'ordine, ômodulatione cheèpofta in alto dal
compofitore , ne fegue che in confequenza fi poffa da vnalrra parte cantare rifteffo ordine , ô modulationc,fenza
Jafciarui cofa aleuna , ô nell'ifteffofuono, ó più graue andando più bafTo, ô più acuto cantando più alto. Non
mancarono altri che reditalo chiamarono da redire Tifteflo canto, & altri replica dal replicare, nomi dafefteffi
chiari. Ma per tornarà noi¡, diciamochecanon vuol dir regola (comeancodiceffimo nel fecondo librodcdiui-
nisomeijs cap.j.) quaíi -regola di quello che fideue cantare. Étperchefacendodiqueftecanrilencviíi pongfv
ло li fjoi motti , bifogna áuertireche fiano chiari & intclligibili , perche lí cantori ne íononegromanti, neindoui«
ni, ne mena
Di Gio. Battifta Rofsi . ij
ni , ne men о profetî, ргг indoumare il penfiero d'un'altro, ô perdir meglio il Rio non fondato capriedo : com e hi
fattovncerto, VulpiusNapolitanoautorevecchio,nelmottettodellacroce,à fette voci, ilquale invna plrte
pone vnacroce fcnza note, con certi motti с punti , & il motto principaledice, Vaglia l'intelletto'dell'huo.noiVe-
ramente oghi nobile intelletto faprà inuentare di fimili capricci.fenza regoie & fbndamenti délia Mufica:non per
quefto fifmarrifca il perfetto cantore fe non intende quefte fimili cantilene , perche non è obligate» di fitpère il
penfiero6cuored'un,altro.OndlohômoftratoquefUparteâmoltiefperti&belliffimiingegnii±enù
ginato trouare, anrià huomini vecchi già ftati fuoi amici è condifeepoli, ne hanno faputo tronare la refolacione.
ô come fi caui queîla che l'ifteíToautore há cauato da detti punti è Croce: Doue che free bene â Far la detta rifo^
Jutione perche quello mottetto non faria mai ftatocantato. Auertifca donqueil compoiitore â far le fuecompo-
(îcioni.conleregoleèconlimottiancochefianochiari. Onde per inrelligenzá, metteroalcuní motti, ôcalcunï
effempi , aocíó fhuomo ne venga in cognitionc tantodi quefti come di fímiIi.Gio. Mouton in vn'Agnus Dei nella
parte del Baflb »xlice : exurge in adiutorium mihi : chiama vn'altro Baflb chefaccia l'iftefla fuga il motto cchiaró
Non metto la Mefla come n chiama.perche hauendofattoqueífopera l'anno del 1 585. mi fu rubato l'originale
doue erano molti effempi d'antichi perla commodità de'libri vifli in diuerfi lochi,(ê donquenon ncmerteromol-
tifarôifcufato,& alla memoria miafará dato perdono: perche feefla memoria noftra poteffe tanto tenerefdi"
ceua Platone)quantogli.occhi ponno vedere,&legere, non faremmo huomini , ma Dei. lufquinonella Meffâ
délia Madonna dice quefto motto in lingua francefca, Vous'ieiunereslequartr* temps, cioèvoidegiunerete le
quattrotemporadell'anno, motto gratiofo: che vuol dire che U cantore inquella cantilena ô fuga, vno afpetti
quattro tempi che faranno otto tatti ó battute. Et nell'TenoredelI'iíteffa Mefla, nel Credo, dice: le primiervá
deuaint , сотеГе dir voleffeche il primo vada innanzi, per i! primo Intende quellochc canta fu la chiaue cíoe
quelloche ha fatto il Tenore lïnVilThora : & quello che canta vna quinta piu baflb, intende per il deriero & nella
parte , & ¡n Spiritum Sanclum dice alio rouerfeio cioè , le derain va primier, che vuol dire , che fulu'mo canta Dri
mo,perilderierintendequellochecantavnaquintapiùbaffb. Etnella parte del Tenore, nclla Mefla l'hom"
mè arme, neU'Ofanna.dice, gaudete cum gaudentibus : perche l'aitre parti cantano in proportioned eflendo chí
laproportюneparevncantopJülietodeII'altro,&haucndoüTenorecanratofempreconlaproIationemafottг
ïltattoequale, hora vuol direchecon la fuaProlationeiiconformiconçliaItri,&canti,recondochevacanraM
la Prolatione reale, cioèfotto il tattoinequale. L'ifteffb nella Mefla mal'heurj dice: De minimis non curat n»
tor: che vuol dire, cheUgiudicenonfàftimadellecofcleggiere, ôde'peccatipicdoh: dando ad mtenderecrif
il deuon cantare tutte le figure maggion eccetto çhele minime , & per confequenza le altre inferiori • & cofi fide
uemtendere délie Paufe minime. Don TomaffoSanguinctoGenouefe de' canonici fecolaridi fturla huomoÏÏ
fuojempapeatiffimo nella Mufica, faqüeftomottoinvnduo, Qui non eft mecum contra mçeit- &alrri afíí
menti , corne fiiyedrâ ne gli effempi . Et Pietro di Molù , fece vna Mefl a , chedice : Mifla fine paulis , che fi t,Z
catare conlcPaufe&fenzaPaufe:queftoifteffoháfattoConfU^^
fece vnYltra,chedice:Miffacuiufuistom,chefipuotecantaredituttili toni, laquai Meflafi ritroua nella rü
pella del Papa. "мчд"
Vifitrouanoalleyoltemquefticanoni,^
radoß troua , come 1 ufa Iufquino nella Mefla matheur: & Cipriano in vn altra. cofi fi fegtuno.

Guida Corona
Ritornello.
La guida fimette ne! pnne ipiodellacantilenadoue П vuolechecommincil'alcra parte. La corona fi pone ГЫ
pra Iafiguradcuehada fornire 1 a^
nopiùguide,&piucprone,comefàUPaleitina neU'Agnus délia Mefla fine nomine. PierdelIaKuefîvnaMÏ
fa fenza motti, &guide,& mette vna parte folacon quefte quattro lettere CB.T.S. foprale figure, cioè con
traito'.Baflb, Tenore , e Soprano, & efacile da cantarfi : doue pone il В. Ы da comminciarâ cantare il Bafscsè
cofi fi dicedell altre lettere . fc perche m quefti canoni vi fono termini non cofiintefi da tutti, fiabeneildicchia-
rarii . bt primacomminciaremodall unifono: quandodonquedirà canon in vnifono, vuol dire che fi canta net
Ijftefsa voce. Quandod.ce ad tertiam.s'intendetrevocifopra. Canonin Diatefsaron, vuol dire vna quarta
mû alto . In Diapente vna quintai рш fopra. In Diapafon, vn'ottauapiù alto Diapafongrece, latine omne.per-
che, contieneruttelefettevoci, fepoi vifiaggiugneraquefta parola, fub,che vuol dir, fotto, s'intenderà iem-
pre vnottaua,oquinta,oquartapiubafso,fecondojl motto in fubdiapente, vna quinta piùbafco, ècosideeli
altn. Qiiandotrouaretequefta parola Exacordon vuol dire vna fefta che fono fei chorde.Eptacordon,vnaíct-
tima.daexa , fex, &epta, feptem :cioe fei , è fette. Se vi aggiugneretemaggiore, ô minore h atiérete vn'altralo-
rodifferenza. pittonovuoldireterzamaggiore.femidittono.terza minore. Diapente col dittono, vnafettima
maggiore. Diapenteco femidittonojvna fettima minore. Diapafon diapente, vna duodécima. Difdiapafon,
ïïi?u,5tad^c,m.*' P'wwpafoncoldirtono.vnadecitni fettima. Etpiùoltrefefipuôdire. Il Paleftina nella
Mefla, Breuis.diccSvmphonizabis.chevuoldirecantarl'ifteísenote.conMeísa voce. Etper venire aJIicP
icmpineporremoalcumpermagsiorchiarezzadel cantore.

Iufquino
ч Or«anodc Canton.
Iufquîno nella Meîfs»,,ñne nomine . Canon in fubdiapeñte.cioe vna quinta più baflb ,

iSiiiSiliiilliliiil
Bcnediâus qui ve nit: qui ve »lit.
Inqueftoloco il foprano,& ileontr altocomminciano tuttidna mueme: ma il fopranocamafotrpil primo fe
gnodella breue, cicè la meta manco che non fá il contr'alto.Cosi fta anco ii Bencdiótusdella noftra Mefla,Beata
cscçlorum regina,il prímo,quando non fi voglia cantar l'altro á tre voci : qui fi vede vn belliíTimo anificio. Inquc
íta maniera vá canuto Tagnüs del la MeíTa.RepIeatur os meum.del Paleftinancl Tenore. Difímili cantileneiç
ne iTouano moite . Eííendo cosi chiaro mi pare fuperfl uo il farIi la refoluttione- Pier de la Rue il primo Kyrie del
la Meífa Гогшпе armè>fà cosí.
%^ôz-z-:zzzz:zzzzz:z~
rjrzw0..g.-0-B,çi^¡ ô_!i .v.v_Q5^ ç—+——л: ö-ä
Kyrie с leifon л ¿ч
л e_.^_ . T iHi.-A.y'f.^i.ii ,

i • es^:5:g._:v:)s:2-z::z-§:t_izi î-jL_-?-s_0-$----í I z : _zzr


Si vede che il primo Baflbva cantato per il fegno del tempo împerfetto : & la féconda parte per il tempo perftt»
to,doue la longa vale fei:& nel tempo ¡mperfetto quattro . Nel terzo Kyrie ne vanno due di quefto Bailo di fotto
contra tre del primo BaíTo,difficiliffimo da cantarii . Noi poi habbiamo il motto in quefto modo, qui quçrû inue-
nit: mottofacile.

gil i-.z^_ \ — .о 5-S— .-4-í-X-i^l-+-S .i.i»ï-i;j — ï—s


Duo. Qui quçrit ïnuenic.

Fuga di dua tempi al femiditonoacuto,percontrarijmotbcioè vna tenta minore. D.Giufeppe Zerlmo.

La rifolutionc non la porro tutta perchée chiara da fe ílefa : perô baíh il principio,& vifto quefto fi vede il tutto j
Prinapiurn
Di Gio. Battifta Rofsi . »5
Prinripium refolutionis.

^J:2i:^i?5:e::í:|"? * * "" ' -----


Ad norum grauem per contrarios motus, cîoe vna nonapiù baffoper moti contrary: A4, voci. Canto с Baflo.
D GiufepFZírrIino« (a Prinçïpium rcfolutionis.

Ad tertiam grauem per contrarios motus. Alto è Tenora

iillfiiiilliiiîISliiSi
Principium refolutionis.

JJ, __—_ -_.£.-.. ,— a. "*—•—•»— — — _.— .—_«..»_____

Advnifonumpoftduotemporapercontrariosmotus. Goè in vnifonodopodua tempi, permoti contrarij


D.GiufeppeZerlmi.

Principium refolutionis.
I ^ м i _. _ _ rj 0 I

z:-::£$:n:î:^
Quefte & fimil i compofitïoni fonopiù d'artificio che diharmonía per robligo che fi piglia 3 mufico di comporrc
in tal maniera. Noünqueftocanonediremo. Refpice finern.
Canoninexacordonmaiusad ° Refpice finem.

mЩШШШЕШрЩЩ
16 Órgano
о de Cantori.

J*--4..4-VtfeAcö í-é*-» *-Л —A--* -Л $•*- WClIÔ-ÏÛ ^ О a

Quefto canon с chîaro,che dice in exacordon maius,cioè,ad vna fefta maggiore . Exa grece , latine, fex. ècofi
cpta grece, Iatine.feptem comè dira il feguente,che diça pei ad longam,ciTendo il tempo perfetto , h longa рощ
fei Semibrcui:fi che biíogncrá afpettar lei battute,come vi moítra ü fine:doue diciamo,Refpice fmem<

Canon in eptacordon malus ad. Я

pî~ttî-îiï^î++t"îtW

é ma_ л

Queßa cantilena va cantata ad vna fettimá inaggiore,fe farete la chiaued'un contr'álto ih terza figa , vi verra
la feconda parte commod¡fíimamente,afpettando il valored'una breue,la qualein tempo perfetto vale treSemi-
breui.Óucítapoidifottovavnafemma piíibaflbformandolachiauediFfa vtper b molle:& diremo cofi.
,v- Canon
Di Gío, Battifta Rofsi ; 17
Canon in fubeptacordonmaius, ad н

jz«*iOzz --—-------S-$^v-S»---^-í-^^-«-^^---"í-t» — *•— ï"t— T—•—■

4-.*„x.^.._— --*-f -—г- *-*— - T-T—— *—+-~—7 ———— Í"±ZZ!

h t"s#ä-s— x-©-$—s¿
j—io-î iiî-5-î-$-~— "~*"— «~-v-S-~— --▼-J ï $•▼•—.—•—•t,",x'—*••

?■4i*i;''"■'I-+■,n"?2,,""* Inqueíla cantilena fi vede chebifognaafpettarediu tempi, cioc,


Z±l5l_ZÍZIZ_Z—ZZ quatcro Paufeô vogliamodirequattrobattute,
í:!:!:e:Í:¿:c;2r-=
Canon in fubdiateffaron: poil. g

fl"
Í:||||||3§|r|:|E|Í||j|
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„_. «• я —.— _ — »_
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:jiz:z±zzzzzzrzz^:z2ziziiz:rzrszzzzzzzzzzzzzrz:-:::zzzzzrz:z
:e3EiES=¡S33^
0ôo

Queftocanoncchiaro,&vàcantitovnaqiurtapiùbîTo,d3rîp')afpç:rito dua tempi. DonTomaífo Sangui


neto Genoucfe canónico di ílurla, famofodfuoi tempi in queíta fcienza, fà qucfto roucrfcio, dicendo à que-
fto modo.
С 2 Quiñón
j8 Organode Cantori.
Quioon eft mecum contra me eft, p.Thomaflo. Sjmquineto»

Sipotriano addurre molti altri effempî à quefto propofito,, ma quefticon g!i alcrj pofti à baflb iàranno baftantî.
àdarevn'intieracognitione. CbnftanzpPortafavnmotteitoàquartrovocichedice, Nobis datum, doue che
Jafeconda voltachcfi canta voltando le carte il fopranod¡u¡enebaíTo:il contr'aItoTenore,&iI Tenorc contr'al«
to,& il Baffo fopraiio . Per comporre tali cantilene,bifogna guardare che il canto non faccia quarta con l'Alto, &
che il foprano non faccia fëfte cnefiano groíTe con l'altre parti ; che non faccianocade nze le parti fra di loro.co-
feche rendono lecanrilcne infipidi:vegganfi le fueopere.Vi èanco vna antilena 'd'Adriano molto ftrauagante
più tofto per fonare che per cantare . Nicola Gombert eccellentiflimo in quefta feienza nel fecondo libro de' rao-
tettià quatrofa quefto motto invnoched¡ce,Diuerü diuerfa orant èguefto percheil baífo dice Alma redempto-
jis,fu la maniera del canto fermo:il cato dice, Salue regina lu fandata del canto fermeraito dice,Aueregina celo
rum.pure fopra il modo del,canto fermo,& U tenore dice,Inuiolata,in quella maniera che ftà il moretto del la co
rona . Di più il foprano,imita il canto fermo,che è per b quadro:& l'altre, parti fono per b molle,perche апсоЛ an-
tifone loro fono per b molle,artificio inuero non cofi facile corne alçuni penfano..

Dialcuni altri modi muficali. Cap.* XV..


Lievoltevi iïtrouano nellecantilene aJcuni ftrani modi, lïqualî per il cantore farià meglio Ц tacerle che il
A ca nra rie male:& quefte fonodi quattro maniere,çome fi vede qui forjo. .
Primo modo* Secondo modo* Terzo modo* Quarto modo.

iiilIlÉilIlillîliiiîfiiîËll
Ho^IdifpefloI'ufanoli moderni perfugireil poco bonoeffetto che fogliono fare duafemiminime foie. Auer-
tite pero che gli antichi vfauano le due prime maniere fempre nel femicircolo femplice,& l'altre due nel trauerfa-
to- ciôfi vedefpeftoinGio. Mouton,lufquino,Moralcs&altri.QuantoaIla terzaîmaniera.ècompoftoditreiemi
breui & la quarta maniera ditre Minime: &tutte quefte maniere vannocontenute da vn tarro folo , cedo che,
hoegidi da quefte ftraiiaganze fiano introdotte le Emiolie,eiTendo quefte figure cofi ofeurate le propnc- di efle.-co
fa perô che non fi biafma ne vitupera , ma ben fi vitupereria fe fenzaltro indicio le tolcííero peí figure di propor-
tion^pofciachequefte^annodamtrodurreconakremaniere.Quantoalmododicanrarledicochefottoiltat-
to eqiiale vanno cantate:& fe fi cantaflero al fegno délia breuefi oflerueria queli'modo,mettendone fei per tarto.
Vannodicocantatefottoiltattoequale,comefàancoil tempo perfetto perfar differenza dalle ProFomoni,&
Proiationi.quandoperô fi cantano feçondo il natural di eíTe Prolationú
Del tempo • Cap. Décimo feíto .
ASCIATO Da parte la confideratione del tempo come vieneconi;derarodal filofofo, corne
nehabbiamo trattato nel quartodclla fifica,maconfideratoloin quella maniera che yieneconfi-
derato da Mufici.dico che tempo è vna certa & determinara quantira d: figure m inori,contenure,
ôconfiderate in vna breue:alla quale come madre di tutte 1c figure che fono fottopoftcalla Mufi-
ca li antichi Mufici attribuirono al tempo:fi come attribuirono la longa al Modo, & la Semibreuc
applicaronoalla Prolationerde'quali fidirà al fuo loco.ciocdel Modo,& délia Prolatione. < _
Ouefto tempe è di due maniereiperfetto & imperfetto II perfetto fi troua nella cantilena fignara nel fuopnna
ptoÄfiwrVcircuUrccosiri-— --¿---iperilqualfegnoôfigurafimoitrachelabreueine^can-
?£nïïr^7ra cicèfi roneFo"S"^:0~«"0: mocoditreSemibrcuircomcvfail Morales, & lufqano
StaUdë ttoïïRa^èFS~0;^r Uar. Io. Moutonnella MefTaAlma redeem.
Palcftina neila Mena, free4 "facerdusmagnu^facendoccii. ^
Di Gio Battiita Rofsi , 19
CantuSt Altus.
3 it • , ,

Doue fi vede nel foprano chequella prima breue è perfetta per l'abfenzadel punto didiuifione'(come più forto
Ç\ dirà.quando fi tratterà de' punti:&; de! valore délie ngure)è cofi vale tre Semibreuiperche è pofta in loço doue
cuote riceuere perfettione,ma i'altra breue vale fob dua Semibreui perche è in loço doue non puote riccuere que
fta perfettionc come fi dirá anco di que fto védete Brumel nel baífodclla meíía l'homme armè,ncl Kyrie terzo,&
molti altri , &la Meífa victime pafchali: Çio. Mouton, пеЩ MelTa, Alma redemproru. II tempo imper-
fetto с quella cantilena quale hi nel detto principio il femicircoloinquefta maniera come qui fi vedenotato.
^— j- —^___j..-.|Qjq falo, Mouton nellaMeu*a,Heginamearum. IufquinonellaMeíTa mai'heur:
g_£_0- 1 -$-+ -V-$-V-| Paleftjna nella Mefla , o regem çeji,& cofi altri per il quai tempo fi; comprende che
S-——
•"*" —*—^"T3T~~~;z;}la breue fi pone jmperferta, cioè inloco di dua Semibreui, Quando femplicecon
♦-♦•-- *"^" antichicomponeuanoalcunacantilenafottoilfegnodelSemiprcolo adonque gü
duceuanolilorocanti fino al fine, laSemibreuc;fichedauanoadogni Semibreue, ôaH'equiuaIente(comefono
due minime , ô quattro femiminime) vna battuta , & queltofaceuano infino alla fine di eflo canto ; fe viera il tra-
uerfo dua Sernibreui per tatro, comefièmoftratofopra. Quandopoicomponeuanoajcunc canto fotto il fcgno
del tempo perfetto intefo per il circob,chedinota il numero ternario,il quale ènumerç perfetto (come diceiumo
nel primo del CiçIo)lo numerauano à breui perfette,cioè à tre Semibreui per ogni tempo , $c di quefto veglio che
trattiamo lafeiatoda parte il Semici.rcolo femplice ô traucrfato che hoggi di tanto fi vfa,come noto è manifefto.è
metteremo leflempio del tempo perfetto corne quello che hoggi cofi poco fi vfa che molti de' cantori non fanno
che fignifiçhi dettp circoîo , ma s'immaginano di vedere vno circolo di fphera materiale, ouero vn mappamon-
do, tanto fi ritrouano intricati,& per darne ferma notitia porrô vn'eflempio d'un cerro Ludouico Sempelio.il qua
le dicono cofi le paroleiSancte Pater,&bafteràporreil principio dal quale s'intenderannorajtrecantilene íirruli;
& с in queíta maniera.
b. 3. ?. г. b. ?. , ,. 5<
?-3- лт

. — <(

3.3, 3. Ь,?.з.з, 3. 3. 3. $. ?, 2.2.2. З.Ь, 3. 3.3, 3.3. 3.

bb.b.b.3.5. j,

LelongneiignatccomumerocinqueloiraimpertetteperlaSemibi'euechefeguercomefîdirànelIeregole. Il
punto anchora nel contr'alto,& nel Bafloè di diuifione.Da quefto eflcmpio vedercte il valore délia breue & dél
ia longa.Nel capitolo délia perfettione délie figure fi capirâ megh'o quefto va!ore,le breui ofeurate fono di minor
valore:& moite volte fi ofeurano per accompagnamento,çorne fece vncerto Henrico in vnjmottetto optime pa
itaran queftaguifa.
*

Se foiTerobiancnequeite Breui Valeriano tre Semibreui. Le Semibreui & la minima oicurate,fono ofeurate per
accompagnamento. Di più quella Semibreue che hà di fopra la Croce faria alterata fe foíTe bianca infierne con la
fua anteriore ancor lei bianca.Queftoifteffoauthorein altri lochi,cofi,come védete notato qui fotto.

Nelli
20 Órgano de Canton.

* *

qt--!«.—-î—J-—S»«- 'S—S«.— f — í JSl—ï—ïr— |-±-| [

Nellioualiefibnpifciebreuinonfoífero ofcurate Valeriano perrreSemibrcui.coiïfa Iufquinonella Meíía


I *homè arme in più lochùle minime ofcurate che hanno di fopra la Croce vagliono tantocome fe foííero blanche,
terche fono coíi per accompagnamento.Si rkrouano alle vol tc-dclle figure maggiori appreflo 1 e minori, & null^-
cHrcvenole maggiori reftano pcrfette,per il numero perfettoche fi troua da mezo due maggiori chcè vn tempo in
tie.ro,& perö aîi'hora la maggiorc ferua il fuo valore.come lacob obreth ne! Credo dclla Mefla Petrus Apoftolus:
•& il Paleítina nellaMcíía.ad cçnam agni:nel primo libro.
»• 3-

e :0_д __#::_:=:
Ípl:|?|l^ÍÍÍ|^f :8:й:в-И:§=0:

La longa val fei per rifpetto di quelle rre Semibreui che feguono che fono vn tempo perfetto intiero , doue che
non vale fcmpreJa regola quandofegue la minoredoppô la maggioreJaBreuericeueperfertione.anchoraquan
do feguono Paufe del valore délia Breue:ouero che faccino eñiejo di Breue.-come farebbe à dire>quando fono pö»
/te due Paufe di Semibreui fopra vn'iíteíTa chorda,comc appare in queft eflempio qui fottQ,
Turna, reg»la fopra lefigure.

b.
— i
¡E^pïlïSSiïpËBzS
SepoivolefTerofarcimperfettebifognarebbeofferuareilModoche nííerua lacob Obreth nel fuo mottertoj
Salue Crux à fei che cofi via per farle imperfette

llilillil^âlilpiliÊJÉi
Doue fi vede & s'impara che la féconda longa è im perfetta , & quel punto che fegue alla Scrr.ibreuec punto di
diuiíione.cofi anco quello che fegue alla longa. DalnfteíTo s'impara nella terzapartecomeaítretridanectílitá
ci poffa l'huomo fcruirfi di alcuna figura inufitata hauendo bifognodi cinque Semibreui vsô.* vna longa mezane-
та in queitomodo,&dopö lui il Morales nclle Me(Te.Da quefti ¡uefti 5. 2. 1. 11.
efíempi fi puô vedere corne S'ufino le figure di perfettione: со
me anco fi vedra più fotto doue bifognerà ragionare délia p"
fettione délie figure,& doue occorrerà ragionare del tempo, ю,&- j ——-J И v——ZZ —
rerche tutte le cantilene fono comporte di tern po modo,& Pro
îatione,farà bene chedopó il tempo trattiamo del modo,& dopô eiTo modo délia Prolation? tratteremo .

Del Modo. Capitolo decimofettimo.

crirà,ô moderatione:è pero diíTc benillîmo il Cómico .


Eft modus in rebus funt certi denique fines,
Quosvltracitraq;nequitconfifterercäum. #
E Pindaro antichiflimo Poeta diífe anch'egli in cotal guifa:Ommbus in rebus eit modus & menfura . и mooo
gli antichi MuíkidiceuanoeíTere vna quantita di longhe confiderate nella Maffimaù di Breui confiderate пе.ц
Di Gio Battiíb Rofsi 21

longa, fecondo la diuifione binaria/ 'ernaria,pcrc¡o:he la diwifero in due parti, cioè in minore & maggiore: &
ci аГсапо di queíticonridcrauanoperfetrooucrimpciRtto.íntcndfuano il maggiorcquandoponeuanodue Pau-
fedilonga.oucrotremíiemdequalipigliafTcrodueoucrotrcfpatij.Sitreóquattrolin-cdclle cinque giadi Торга
dette come fi vede negliefTennpi. Mail minoreloconíiderajanoquandovnafolapaufa, che cingeík treouero
guattrodellepredettelineeJlmodornaggiorperfcrtointcndeuanoquandoponeLianotredcllepaurcfopradette
&queftemfieme:rimperfettomaggiorequandoeranofolodue:comefivedefottoncllicírempi. Malo perfetto
minore pigliauano pcrquello,chchaueuavnapaufa,cheabbracciauaquattrolinee,&trede'fopradettifpat¡j>co
me vedetequifottonotato.
Modo maggior perfetto. Modomaggior imperfetto. Modo minor perfetto. Modo minor imperfetto.

Ш 3Í 1
II Modo maggior perfetto intendeuano, quando poneuano tredelle moftrate paufe infierne, &rimperfetto
maggiore quandoerano folodue.Ma lo perfetto minore pigliauano perquello,chehaueuavnapaufachecingc-
ua quatrrolinee,&trede fopranominati fpatij:&il minorcimperfettoquandola detta paufa porta ¡n tal maniera
abbracciaua íolotrclineeedua fratij.di maniera che ncl modo maggior perfetto faceuano valerla Maífimatre
Ionghe,&neli'imperfettodue,fimilmentenelmodo minor perfetto fàceuano valer la longa treBreui,& due nell'
imperfetto , laondequanaocomponeuano, ordinauano in tal manieralelorocanrilenechenel modomaggior
perfetto numerauano di tre in tre longhe,o perfetteouero imperfette che fo(Tero:& fottoil modo maggior imper
fetto numerauanodi due in due.Similmente ncl modo minor perfetto numerauano di tre in tre breui , & ncll'im-
rerfettodidueindue.il modo adonquemaggiorenonfaráaItro,che la figura maíTima continente in fe due o tre
lone he,& il minor modo,non èaltro che la figura longa continente in fe dueouero tre breui.-per la quai cofa auuie
ne,che cia feuno di effi modi è detto perfetto & imperfetto , come íi è mort.ro , è come anco fi vede ne gli effempi.
Dipiùgliantichi poneuano le paufcgiánomatedifoprainduaman¡ere:ciocaIcuneinnanzide'fegn¡ del tem-
pOj&alcunedopàifegnijleprimelechiamauanopaureinditiali.lequalinonficontauanOjmaeranopofteiuiper
cimoftrar folo il modo Ь maggiore ó minore che fi foife,ô perfetto ouer imperfetto,(bttoiI quale era comporta la
cantilena, lefecondenominauanoindiciali&effentiali,&queitoperchenonfoloferuiuanoàdimoftrarqualfi
fofreilmodojmafcruiuanoanchoraallacantilena.comefivedequifottonegreifempi. Ma auanti chepafnamo
più oltra potrebbe a leuno cercare perche caufa il modo fi diuideinquefte quattro fpetie difopra toccate, cioè
maggior perfetto,& maggiorimperfetto,& minor perfetto5&: minor imperferto:&non fi diuidecofi il tempo& la
Prolatione ? Si ha da fapere che il modo,il tcmpo,èla Prolatione,hanno tutti le fue proprie & particular fîgure,la
Вreue è figura del tempOjlaSemibreue délia ProIatione:& la longa conuerria eifere del modo: ma perche cofila
Maffima ne rimarria ai fuori.la quale pure è figura princjpale,& аЧгагеЬЬе fenza confideratione,per non farla di
maggiore diuenirminore,fùdiuifo prima il Modo in due diuifioni principal i,&fù detto Modomaggior- perfetto,
&minor imperfetto,&cofialModomaggiorperfetto&imperfetto, fùaffignatola Maffima, &alModo minor
perfetto & imperfetto la longa:à talche coíi ogn'unodi loro viene hauer la fua figura in principal confideratione.
11 Modo non fi fegnaconpunti corne la Prolatione ma con paufe.-auuertendo pero femprediporleconquellitem-
pi chequifottofivede:cioèdel modo maggior èminorperfctto,colfegnodel tempo perfetto: perche ali'hora le
figure fono fotto la confideratione ternaria.
_--*.«-.. .t.

t —e- ISÎllÉI Й:!:У


Paufe del Modo mag Paufe del modo mag Paufe del modo mag Paufe del modo mag
gior [perfetto indiciali gior perfetto chedanno gior imperfetto che da gior imperfetto che da
che non fi contano ma indicio & fi numerano. ño indicio & non íi nu ño indicio & fi contano
folo fono indicio, cioè, merano. come Paufe.
chela Maffima vale tre
longhc,&c.

Ill
Paufcdel Modo minor
«»—— ■ >4¿->«-1a U^ ■■—» m mm

Paufe del modo minor


ттш цш
fl::t:f::::rzzz'
Paufe del modo minor Paufe del modo minor
perfetto che non fi con perfetto che fono indi imperfetto che fono in J imperfetto chefi nume
tano ma fono indiciali, cio & fi contano. diciali & non íi con rano & fono indiciali.
ck)è,che la maffima va- tano.
le dua longhc,rifteiToef 1
fettofa la zifra binaria.
1
E perche
11 Oreanode Canton.
E perche
lafua gli indidj del modo
figurawparticulare& non П eftendono
conftituendofi più circolo
il ftgnodel ultra checiccdel
nelU maflima & nella longadominando
tempo pcrfetto.la ogn'^noá
Bicucii viene anchors
conftituireíotto la conlidcrarione ternaria: & moite volceoccorrcdi non volcrlaconítituirc per tale.&ali'horabi
fognametterui la zifra binan a immediatamentedopô il tempo,la quale non deroga о pi irgiudica alia iurifditdo-
ne del modo non hauendo çhe fare nellabieue.Queitazifratoglie la perfettione alla ßreue, facendola di valore
di dua Semibreui, quantunque fia vicina à paufe fue íimili , ouero appreffo á maggiori ; come fi pnote vedere ne*
motterti del a corona,& come fece Ludouico Semfelio in vn mot tetto,Tota,formofa & fuauis es;il quai motterto
commincia in queda: maniera .

Tota For mo fa.


Et I ufquinoin'vn altro mottetto,prêter rerum feriem , AI contrarío fenza la zifra la Breue riceue perlèmone co
me íi vede ordinariamente nelli tííempi Copra pofti,& altri più à baíTo : Bifogna perô auuertire il çompofitore 5c
il copiatorediferuar l'ordine nell'eollocar le paufç; &comefi. dilTede paufe del modo maggioreÔc minor perfet-
to femprc fi fegnano in quefta guifa,

Et quelle altre del modo maggiore & minor imrerfçttofi fegnano in queít'altra maniera col tempo imperfetta
come fi vede qui fotto notato ,

EEËËËÊËiËiÊÏElËÊÎÊ^ÊÎUË^ËÊËËËÊÊËËÊUËËËÊËÊÊiÊUÊË
^32E==EE=
II modo come difsi ma ggîor perfetto,occupa tre fpatij,& l'imperfetto dua.Di piu il maggiore ricerca ogn ordine
di paufe triplicaron il minore fulamente doppiô ouer femplice . Et fe bene le prime paufe di queft'eíicmpio ос.
cupano folo dua'fpatij, nientedimeno per quella maniera & ordine triplicato nmangono le fue figure, forro la ter
naria con(idrratione:che non rimangono quelle che fono folodupphcate: qual ordine di collocarle benche fifia
fmarrita la cognitionedel modo.fi è pero conferuato l'ordinedi collocar l'indicij del modo minor imperfetro, co
me vanno colíocathil quai non coníifte in altro che in fituar le paufe con duplicata difpofit ione , & non mai tripli
cate come quelle del modo magçiore . Et fe le paufe occupano tre fpatij fotto il tempo perfetto faranno di valore
di noue Semibreui. Se occupera dua fpatij valerà fei Semibreui . Védete la merTa di Iufquino,Ia mi baudichon.

Dellordinedelcomporre. Cap. decimoottauo.


I Compofitori hanno vn'ordine nel corn poneré lecantilene che è qua fi come hereditario . Et éta
le che nel comporre quelle del tempo imperfetto offeruano fempredi comporle fotto ¡aconfidera
tione binaria,& fecondo quella fuá binaria diuifione,con l'infrituirli per ciafeun tempo diuifo vna
Brcue.IIchequantunqueilpiù dellevolteicantori non riguardino alfc2nolecontmoa;IaSemi-
breue, ponendo vna Semibreue per tatto ô battuta non per quefto efsi reftano di darin! compito
finepoiche il finirle fuori di quefta binaria diuifione faria errore fe vi reftalTe vna Semibreue fepa-
rata fenza la compagnie moftrarebbefi lautore ignoranre,benchenon ie naccorga il canrore cantando, fct fe li
vuol dare vn'ordine breue fi dicecofi. Iltempoimperfettodel Semicircolo femplice vuolnauere nella ua di
uifione dua minime,cioè vna Semibreue per tempo,* per tatto'. Védetela metía, о regem cç!i, che il Palelhna
l'ofserua fêla voleté cantar'alla breue. Il Semicircolo trauerfatovuole dua Semibreui tnfua diuifione perogni
tempo Iltempo perfetto tre Semibreui. II modo minor imperfetro quattro Semibreui. Il modo minore per-
fettonoue Semibreui . 11 modo maegior imperfetto dodeci . Et il modo maggior perfetto vemifctte • I erche
nel detto modo maggior perfetto la mafsima è principal figura di fuaconfiderat.one,& vale per ven«fette Semi
breui come anco il modo maggior imperfetto efsendo nellïftefsa confideratione ne vale folo dodeci . Nel mo
do poi minor perfetto ft cambii figura,& la confideratione principale cade fopra la longa,Per quefta vale per no-
ueSemibreui,& nell'imperfetto quattro. últimamente nel tempo perfetto éntrala Breue, &fecondo quella И
fannoledwifioni,fjttopoBcndo!aaUadiuiíionereraaria,periIfcgno perfecto.
Qualifiano
DiGio, Battifta Rofsî ; 15

Quali fiano í valori delle figure del Modo , & del tempo »
Cap. decimonono .
NOnvogliocheconfondiamol'intellettodel pouerocmtore.controppodiuifioni, madiciamo brcuemcnte
che la mafsima del modo maggior imperfetto vale tre longhe, ogni longa duaBreui, &ogni Breue, dua
La mafsi'ma del modo minor perfctto vale tre longhe,ogni longa vale tre Brcui, &ogni Breue treSemibreui.
LaMaífimadel modo minor imperfetto, valeduelonghe, ogni longa due Breui, ogni Breue, dua Se-
-i *

LaMaffimadel tempo perfctto, valeduelonghe, ogni longa valeduaBreui, & ogni Breue treSemibreui.
La Maflima del tempo imperfetto val due longhe.ogni longa due Breui,& ogni Breue dua Semibreui . Ma per
fare più chiaro tutro quefto metteremo ogni cofa in forma nella prefente figura , la quale feruirà per facilitare
più iíncgotiojcome anco fi è fiuco di fopra , & fi farà più fotto in ogni luoco oueparra ofeuriti manifefta .

Figura per cognofeere il valore dclle


note cantabili .

17. 77. 9 г » 12. 12. 421

BÜiSSElEEEEiEz
Quefto farà il valore delle paufe & dcl- Quefto farà il valore dclle Paufc & del
lefigure del Modo maggior perfetto. le figure del modo maggior imperfetto,

18 18 931 8 8

tíE§=ÍLllzzi:Eizz?zE?:5:'zzz=
Quefto farà il valore délie paufe & delle Quefto farà il valore delle Paufe & dél
figure del Modo minor perfetto • ie figure del Modo minor imperfetto.

J s3i »j- - î » 8 8
é~-r
lEëzi !=.!zE§iî:Ei:î§~IE:.:z: =:ezi:jrHli=fcfc=ôE~~Ez
Quefto farà il valore delle paufe& del- l Quefto farà il valore delle Paufe&del-
le figure del tempo perfetto. le figure del tempo imperfetto .

D Sepoî
ч Órgano de Cantori,
• ScFOiVogliâmocompararcïnncmcqueflcFgurctradiloroverrcmoancoàfacili^are^nch^^^
tjça,& di tal maniera che fi leucra ogni fcrupolo^omc fi puotc vectre псП'еЯетЫо che qui fotto metteremo com
■parándole tra di loro cofi. * м

27
I 18
il

Quefta figura nel tem Quefta figura nel tem Quefta figura nel tem Quefta figura in tutti U
po perfetto et nel modo po perfetto val fei,& nel po perfecto,« nel modo modi & tempi val fem-
maggior imperfecto modo maggior & mi maggior & minor per prevnabattuta.
val 12. Semibr- &ncl nor perfetto noue. fetto vale tre Semibre-
modo minor perfetto Ittf
18. &nelmagior per
fetto. 27.
12
8

0
Quefta figura nel tem Quefta figura nel tem Quefta figura nel tempo Quefta figura in tutti i
po imperfecto & nel то po imperfecto& Modo imperfecto , & nel modo tempi & modi val fem
do minor imperferco maggior & minor im maggior & minor imper pre vnabattuta.
val 8.Scmibrcui, & nel perfecto val fempre ferto val fempre due Se-
modo maggior imper- quattroSemibreuj, breui.
fcttovaldodeçj.
Da quefti eflempi cosí viui puore il cantore cauare leifemia delle figuredi qual fi voglia cantilena : ma quanda
fitratteracomericeuonoperícttiüneíicapiraanchorameglio.
Delia Prolatione. Capitolo vigefimo.
I S T O Del modo & del tempo,refta di vedere della Prolatione : perche gli antichi oltre il tempo &
modo haueuanola Prolatione Iaqualediceuanochecra(confiderata dal Mufico)vna quantité di mi
nime, apphcataadvna Semibreue. Etladimoftrauanocolfegnocircolareouerofemicircolarecon
li punti in mezo,& queüa la faceuano di due forti.fecondo che era il terapoô perfetto ô imperfetto in
quefta maniera HZZIZZTZ ZZ Fercne •' circolo, è tempo perfetto,& ilSemicircoIo èiltempo
imperfetto.coíi nominaua Z—0—Zç.ZZZ_no la Prolatione : cicè quella del circolo Prolatione perfetta
chiamauano: & quella de¡ ~-^~~1Ш.Ш11^ет'с'ГС0'0'тГег^есга' Perfetta dico perche inlei la fuá Bre-
ue puó riceuere perfettio- "~ ~**~"~""ne,&eiTereal fuofolito perfetta come (i vedràneglietTempi.AI
tri poidiuidcuano la perfetcadall'imperfetta in quefta maniera: cioè la perfetta era quella che íidimoftraua con
i fopradetti fcgni puntati: &laimperfetra quando erano pofti fenza punti, come fi vede in quefti dua fegni
;~* —!TrZ^~"r~9uÍF°ft'* Etfaceuano valere la Semibreue tre Minime fopraliduaprimiícgni puntati: &
—0_Zg—; lotto quefti che non erano puntati duaril perche nelle cantilene annouerauano in quefta ma-
;~;~~ZZZ—Z~~niera che quelle cheeranopofteíbttola Prolatione perfetta procedeuanoôc erano numera-
" — teditreintreminime:&quellecheeranocompoftefottorimperfcttodidueindueMinime.
Da qui vediamoche per li fegni cioè circolo o femicircolodauano la cognitione del tempo perfetto oueroimper-
fettocomcella fofle. Per le paufe quella del modo maggiore o minor perfetto ouer'imperfetto come íifoífe. Et
Í>er li punti ô non puntati intendeuano la Prolatione perfetta ouer'irnperfetta. Di più foleuano g!i antichi tagliare
iícgnideltempocomequiíivede.l^^T^IíZZTrZ'ZZrZZ^^ucftofaceuanoogni volca che voleyano
chele figure fottopofte alia perfet- '. —"( j—Z ( i—^ }-—(•; -——г'опе»& all'imperfeccione,& anchora all'àlte-
rationenel tempo pcrfetto& nel- • —-;- -—- - ~~- -~~~~^;~rimperfetto,foíIero più veloci.lc quali figute
fono cinque fottopofte à quefti ac- •"*" cidenri,ciocMaírirna,Longa,Brcue,Sernibie
ue,& Minima , Si hà perôda notare.çhe'ne per tagliarei fegni.ne per denigrare ouero ofeurare le fopranómate fi
gure come moite volte occorre & li vedrà nelli eiTempi,leuafi il nome loro,ma fi chiamano con l'iíteíTo nome, Bre
liiolcurate,ôSemibreui,ô Minime.
Di più ne per tagliare de'dctti fcgni fi Ieuaua la Ferfettione,o l'impcrfettioncne meno l'alteratione , ma tanto
erano fottopoftcà tali accidentia paffioni, quanto fe efli fcgni foiTero ftati intieri fenza tagli , come fi puô vedere
nell^fannadilufquino.dellaMeflaintitolara.lafolfaremi.Ilquartifempiomettertniopiù fotto, conIialrri,&
rAgnusdelpalcil;na,de!laMeiTaEcceSacerdosmagnus.01trediqucftogliantichinellaProlationcchechiama

Chrome,^ la chroma in due Scmichromc le Prolationi fono fpecic muíicali ch'iiáno natura d'ctíer cata ce focto il
tatto
Di Gto. Battifta Rofsi . 25
tatto eqiirdc& incquale, contrarieatuttclcaltreri.ccicdicaniilenc.chcfülod'unaminieraditattoformanola
fuá harmonía. Qnandogliaiitichi vfauanola Prolatione fottoil tatto incquale, l'ufauano femrrc incambiodi
Proportioncmirtor pcrfetta: conferuando la diftintionedcll^na&dciraltra col mezo dclle Tue figure: & queíto
qii ando vedeuano eíTer aílrcrti di ofeurar certe figure , ouero di fLruirfi delle figure ofeurate , con pericolo di non
tííer ben'mtefe . Che poi le Prolationi poflano eíTer cantate fotto il Tatto equale nelo moílra Henrico Ifaac
ncü'mottetto , óptime pafíor , à fei,in mezo del quale nella parte del Bailo fenza variar fegno o tatto aU'alttc parti
in quella fola,vfa quefte figure che fi vedono qui fotto.

La quale rifoluta ¡n forma di Proporcione minor perfecta,!! formera Coli .

Con quefta proportionc fe poteua fa r 1'ifrerTo perche vfo la Prolatione ? Al che fi rifpondedie non fi puô fare
per non derogare al tatto delle proportioniert non fi muta rnai:perchefeegliíipoteflemutare, tuttelecantilenc
conueneriano infierne in vnafpecie di tatto : &poi nonfi fapria quando le doueíTero enere informate dal tatto
equale & inequale,e pero fi lafciano che le proportion! fi rcgghino íempre con il loro tatto,inequale . Quando al
oma cantilena è di femplice Prolatione, cioèchetutte le parti cantano per i fegni di Prolatione , vanno fempre
cantate in foggiadiProportione. Et la Prolatione in fe fteffa non ricerca altro tatto fe non quellodella Propor-
tione, ne più ne menoche fe foífe vna cofa iítelTa , non eflendo altra varietà frà di loro , che la variera delle figure.
Ma quando la Prolatione è intredotta in cantilene che habbia le parti fignate con altri fegni difTerenti dalla Pro
latione come vedremo più fotto nelli eííempi , all'hora quella parte che hà il fegno de! la Prolatione non è più fot-
íojoíta al tatto ternario,ma al tatto commune,perche ogni genere & ogni fpeciedicantilencdalle fpecie & gene
re di Proportioni in fuóra.tutre fi fottoporgono á quel tatro: & in cafo che vno all'altro habbia da cederé , fempre
íl pofteriorecede, &quelloche íempre viendopô per il poíTeilo in che fi troua il primo. Onde felá cantilena ri-
cercaíTe il tatto inequalenell'ingreifodella Prolationc,nonci farià che far altro, folodiadattare tre Minime per
tatto. Ma quando fono accompagnate con altre parti che habbiano i fegni, &adoperino il tatto equale, le fiac-
commodano fotto quel tatto : & perche meglio s'habbiano da intendere quando le vanno cantate come è la loro
natura non fe li pone altro fegno che il fuo fegno ordinario della Prolatione ; ma fe fi hanno da cantare fotto il tat
to d'altri fegni all'hora bifognaporui la zifra m fegnoche fie neceiTariametterns tre minime per tatto: la qual zi-
. ira non dimoftra il tatto di proportionc.ma folo quante figure fonoítabilite fotto il tattorcome appare nell eflem-
pio fcprapofto, doue le altre parti non murano ordineô tatto. Diciamo dunque che quando le Prolationi non
hanno la zifra ternaria appreflb è fegnoche fono femplicemenre naturali , & che per la loro natura fi cantano fot
to il tatto di Proportioned ricerca il numero delle loro figure che fono tre Minime. Quando (dico ) non hanno
la zifra, cioèfe tuttele parti cantano in Prolatione. Etquando l'hanno s'accomrHodano al tatto che fièdetto.
Nondimeno eíTendo per caufadel numero delle figure le Prolationi più atteal tatto incquale che all'equale : per
queíto fi dice che per propria natura vogl¡3 più prefto il tatto di Proportione che altro ratto , benche fi accommo-
di all'altro fecondo Poccafione . Ma gh elTcmpi farannoogni cofa çhiaro,

Della perfettione delle figure. Cap. vigefimo primo

ujRIMA Chefivenghiallicfíempifiemegliotrattared'ogni cofa per facilitarIimegl?o. Comedi-


jT ccffimodifopra, in ogni cantilena vi íitrouanoqueíti tre principali, tempo, Modo, è Prolatione,
*¡fy fotto de' quali accidenti ciafeuna delle cinque fopranomate figure vieneá variare il va lor fuo fecon-
^ do che caccompagnata da altri accidenti , Onde è da faperechegli antichi oíTerr.auano di nomina
re le fopradette figuredaglicfFetti, cioè, alcuneagenti,&akunepatienti. Non.inauano prima fa
Minima agente , perciochelaroferoimmutabile, cioèche non pottífe riceuereakuna perfettio-
ne, mabcnfipotcíTecaufarrimperfettione. Dicoimmurabile perche ncnfipnódiuidercinalcimedcllealtre
nominatc.-pcrcflcr quella che с minima d'ognialtradi valore: anchora che ella fiadiuifibileindueSemimini-
me,&inqt.iatrroChrome. LaMaífima chiamarono patiente, imperpchetflendo, la magg'ordi tuttele altre,
puô patire imperfettione : ma la longa , la Breue , & la Semibreue difsero agenti & pa tie»:i percioche pofsono far
perfecto & imperii tto:5c efse non folo (i ponno far perfette, ma anchora patifeeno imperfettione . Pcrfetta no-
minarono quella figura che val tanto quamovagliono tredelle figure chele fono parti propinque. Cómela
Mafsima , la qual с detta pcrfetta quando val tre longhe, & la longa quando è di valore di tre Brcui.
D 2 Et la Breue
Ч<5 Orsanodc Canton.
Etla Breue quando vale tre Semibreui. EtlaSemibrcuequandovalctreminirne. Chiamarono anco tali notf,
о figure împerfette.quandovaleuanodue. Corne la maffima qvando val due longhe i lalongaquandovaidue
Breur.la Breue quando val duaSemibreui. EtlaSemibreucquandovaldue Minime. Potrebbealcunodubira-
re.fe le figure fotcopofteal tempo.almodo.&alla Prolatione poifino eiTere fempre perfette ? Alla qua! dubita-
tionc f\ nfponde che ponno efler fempre perfette veramente,ma fecondo la volontá del compofitore,pcflono an
chura eitere impcrfette.comenegli eflempi fi vedrà . La onde è da notare che gli antichi Muíici volfero che qua-
*cgu lunque figura (s'intende délie maggiori) pofta auanti vn'altra fimile ô fia bianca 6 fia denigrata.femprefofle per-
la.a. fetta , Come nel modo maggior perfetto vna itu fîîma auanti vn'altra ô fia bianca ô fia ofcurata,foiTe perfetta;, La
longa nel modo maggior imperfetto & minore perfetto . La Breue nel tempo perfetto . Et la Semibi eue celia
Prolatione perfetta : ( lntendo di quelîa che porta tre Minimealla batruta ô fia col circolo,o fia colSemicircolo,)
& ciô non è fuori di ragionerpercioche il fimile nor. patifee imperfettione alcuna dal fuo fimile : corne fi com pren
de mduerofechempoiTanza&invinùfianoequalbchel^na non puô^^
tra. Mala fomiglianzanellefigure.s'intenderiipettoalla forma,& nonal colore, imperoche laforma èqueLa
che veramente da lo eflerc alla cofa:Onde PtíTere пега ô rofla.non le toglie la forma . Che yna Maiïima.ô longa,
ô Breue.ô Semibreue fia ofeurata non per quefto lafeia la forma.ô manca di eíTer M*ffima,o longa.ô Breue, ô Se-
mibreue: Si come anco non manca di eflêr huomoilMoro,ciTendocheil colore none altro che accidente : quan-
tonque alie,volte fia infeparabiledal foggetto . E pçrôniunadiquefte quatrro figure puoefler fattaimperferta
da vna fuá maggiore,ma fi bene da vna fuá minore:'eiTendo che la maggiore rifpertoalla minorée fempre patien-
te:& per il contrario la minore rifpetto alia maggiore è fempre agente . Quefto anco fi oflerua in ogni figura di
quefte fopranominate quando fono pofte auanti le paufe dclla fuá propria denominatione: Sicomela Maffima
auanti tre Paufc.chedcnotano il modo maggior perfettoiôliano paufe di tre tempi, ouer di dua .-pereíTerledette
paufe la quantità,& il valore duna Maffima &perfetta. Cofi la longa;del modo minor perfetto appreflb la paufa
di tre rempi.o di dua : & la Breue & la Semibreue del tempo perfetto & della prolation perfetta auanti le lorpaufe
come fi vede in quefti eftcmpi pofti qui fotto»
Eflempi nel Modo maggior perfetto.

La rrima figura с rerfcrra per la regola féconda hora derra tanro quella alia quale feguc la regra , & quella ali*
-1-ateíegucnolepaufe,comequelIaaTlaqualefeguevn,altraMaffimabianca.
qua Etcofi dcll'altrc come fi vede qu*
lotto tantodel modocome del tempoȏ Prolatione.
EíTempio nel modo maggior imperfetto.

-—SS—
Eztzzzi^zzz. ZZ.T..EÜ
íz||zE[:jEEEE: E=:^
TT ** ElTempionel Modo minor imperfetto
EíTempio nel Modo minor perfetto

EíTempio nel tempo perfetto

EíTempio nella Prolatione perfetta

T a MaíTimaanchora roftaauanti vna legatura di valor di due longhe,& a longa auanti quella di dua:breui,&
í^hteaS^U^eSmiibieui , ouero auanti due paufe di Semibreue pofte foprayna chorda o linea
,а3-АетггеЖ
Sé lXrura cÄne fcmpre in fe vn tempo perfetto,fe ben alie volte l'ultima fuá figura с taita imperfeta
dalïafiiu aEpro^
Di Gio. Battißa Rofsi . 27
auanti duc paufedt Minima pofteftipravn\rtíffachord¿>&airiíteíromodo,comefipongono pero IcM^ime. La
ondefctalipaufefoíTeroíeparateviu fopra vna chorda, &r¿lcrafopravna'tra feparatamence, tal regola non
haurebbeloco. Lieftempi fono quefti«

-H- -.-.„J— ..._J


■«*»•— tm^S-
-Prtä-
-д-И -Ч-^31-?л^^г
-Отй-^z =a:r:t:e:^:i:i:$-::-
—ч—

Tutte le prime figure di qucfti eflempr fono perfore fecondo la fopradetta regola . Alle 'volte aleuna délie ßr regu
pranomatefigurefidirnoitreràpcrfctta,quandodofôdifeperqualchecauiàvifiporràilpuntodiperfettione:co Ц4.
me la Maffima nel modo maggior perfecto. La longa nel modo minor perfetto« LaBreue> nel tempo perfetto:
& la Semibreue nella Prolation perfecta , come qui 1i-vede.

:ÍE5zE:zz=SbÉ=E —0-,--$!— z:Ezzz:iz


Di più quando faranno collocate tra due figure maggiori, dueoucro treminori appreflo, la prima maggiorerceu
'empre farà perfetta, fe non vi farà innanzl alla prima qualche acódente per il quale fia impedita da quefto riceui- il^
mentodiperfectionecomeancofîmoftreràpiùà baíío. Come per eflempio, nel modo maggior perfêttodueô
tre longhe fra due Maföme,fanno che la prima Maflîmadiuiene perfecta. Nel Modo minor perfetto due ouero
tre Brcui porte fra due longhe,fanno che la prima longa.diuenra perfetra . Símilmente fi dice due о tre Semibreui
porte fra due Brcui nel tempo perfecto fanno la prima Breue perfetta . Et due ouero tre Minime poite fra due Se
mibreui nel fegno délia Prolatione.fanno la prima Semibreue perfetta. L'ifteflo faranno le figure & le paufe infie reeu
me d'un'ifteflo valore nella medema maniera collocate. Sideueperóauuertirevolendo chela prima maggiore^^
íia perfetcaxhe quando fi porra tra due maggiori vna fola minore,& la fua paufaje mecterà prima lapauià, & do-
po la fîgura:ma quando due figure minori & vna paufa conuerraffi porre, all'hora la paufà fi mettera in quel loco
quai tornera piùcommodo al cornpofitorc, corne fi puote vedere più fotto nelli eflempi di Pietro Luigi Paleftina.
Et per facilitare più quefto negotio.voglio che fe ne imaginiamo,alcuni,quali fiporrannoqui fotto irîiuttili Mo»
di,& Tempi:3c di poi meteremmp qucllidçl fopranpmato Paleftina più fotta.

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dt Zzb^ZSzEzizZ
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р-АЙЗЕзЕ zzz:z|z|z£:z zzzïzzzïzzz mm fÉÎHÏËÎË
Scquefta paufa dclla Prolationc in queft'vltima tirata,fofle nel Iocodoue è la figura non potrebbe alterarfi per
chce incapaced'alrerationela.paufa, fifteíTofi dice di tutti glialtrieíTempifimili che non hanno di mezo fenon
vna figura minore con la paufa pur minore fra le maggiori , come fi vede doue fon le croci . A quefto prorofiro
voghono h Tcorici che anco einque minori pofte fra due maggiori la prima maggiorc fía perfecta, & Pítima mi
nore lia altcrata,comcfi vede nel efíempio che fegue.
28 Oroanode Canton.

.I- — -— f" « —•-- 1 —- — . - J

La prima maggiore с perfetta,& la quinta minore с alterara ; pero di rali efsempi & fimilinonhô viflorroppo
ne fi mettonoin vfo da' moderni arzi da nifsunoch'lohabbia nota to viene ofseï uata coral regoIa:nel'iítef$o Pa-
leítina che in più lochi há fatto di fimiliordinanze di figure fa che íia Ja prima perfetta & la quinta altera . Di più
nota che le figure Mafsima.&longajriccuonoperrcttione alie vol re per via dcllePauíe, come fi vede qui fotto, fe
benerhabbiamodifopradettomanonpoltorefsempicomt qui fí vede.
i-] iz 18

pütSs ЁЁЩШ üSgsl =ЩШ


Qucíta figura per le pau- Queßa figura per le pau \ Qucíta figura per le pau Quefta figura perle pau-
fe.che le fonoà canto del fedelrrrodomaggiorim ] fe che le fono à canto fe del modo minor imper
modo maggior perfecto .] perfetto che le fono ap- j del modo minor perfet- fetto vale fei tattiô bat
vale27.tatti. I preífovaleii.battute, j to vale 18. tatti. tute.

Saranno donque quelle figure di cuello valore che di fopra viene notato perle paufe chele farannoá canto
quale fono deH'ilteíTo valore. £tqueuofiedettoperdarccmpimcntt.d(l!aptiícttionechepoífcnoriceuere.Ma
fe le paufe le vorra nno moftrare imperfette & non di tanto valore,aU'hora biícgnerá collccarle in que fla maniera
come íi vede qui à bafío .
18 i8 8 8

1Щ1щ11!|ЩШ1|11?||е|1|1е|11Ш=е
Sivedechele paule per non eifere vniteleuano la perfettione alie figure? Et di queílo bafii.
Delia ßreue& Semibreuefivedràncgliefsempipiùfotto.

Come fi rendono imperfette le figure Capitolo . vigefiir о féconde.

^с=л&£а О ICHE habbiamofattomentbnedellaperfettionedellefigurecantabili.farábenedívederimcH


di per liqualiogn'una di efse fi pofsa о fare ôchiama re impeiretia. Perche come dice il filofofonel
г^"~*5 primo della Tópica capitolo fecondo,Contrariorum cadem eít difeiplina . Come volefse dire cheè
v, Êjjfêbb vn'iftefsa difeiplina è arte quella de'contrarij:il che fiando qucíta prcpofitione,farà fácil cofacogno-
<&?мД.,~:дй feerequando le figure iârannoimperfette,& qui fto kr?. qui ndo non haurannoracccrr.pagnannn-
rCgUto con gli acide ntidi fopra moltrati. Et prima voglio che moítriamo che la zifra binaria rende imperfetta la fi
la 7. gura,comefa FeuimnelChriíte della Mefsa le vilayn faloys, & in altri lochi: come qui fotto arpare.
l8 12 II б 12

Ш0М^ШШШШ ELIF3i:lí:íE:::EEE;^EEE: -«--»—• -I-«-*"

Haucte dafaperc che tanto vagliono le paufe che le fono à canto come le figure. Etper maggior chiarezza
metteremovn'cfsempiodiLudouicoSemfelionelmottetto, Tota formofa, quai fía cofi. Etècurrjxftofottoil
Modo minor perfetto corne fi puô vedere la cui figura è la longa, ôcdoucria valere noue battute, & nonvalcfc
non fei come fi vede .
DiGio, BattiíhRofsi.- 19
66 6 ^6
* 4 4 6tí 6 6 n ,
:z-:::i:j:~z:=^|i:ör: :zza ^РЧ^Ч^ЕЕ zz^z^öEzfzJzzzErEz:
Tuttc le paufe vagliono. fei tattí l*una:cofi anco quelle di fotto: П valore dellç figure с forra di efle,
г б 6 6 6 6 г qi. г <ь г

ШЕШШШШШеШёеееШШ 666 4* *4 б 666 г о


Quefta è vna maniera di rendcrc imperfetta la figura . Sfguendo il noftro difcorfo dico chedi fopra moflraf-
fimo che quattro fono le figure !equalipofsonoefsereimperfct!e:& fono le patienti moftrate, cioè, la Mafsima,
la longa , la Breue, &la Semibreue« Erquella che patifse l'imperfettione èfempre maggiorediquella, perla
quale diuenta imperfetta : per il contrario, quella che è^3gionedeirimperfettione,èfempre minore. Etquella
figura che è cagionedj tal imperfettionc fi ha da confiderar quanto alla quantità perfetta : ciccquantoà quellefi-
gurc,che fono fottopofte al numero ternario , & non à quelle le quali fono fottopofte al númerobinario ; cómela
Mafsima nelmodo maggioreda longa nel modo minor pcrfètti:!a breue ne! tempo perfetto; & la Semibreue nel-
la Prolation perfetta , Et perche di iopra facefsimomentione , dicendo : che folo la Mafsima fi chiama patiente;
peronondamabcnpatifseimpeifvttione. Cofi la Minima per efser folo agentc,nonpatifce,maècagionc d'im-
perfettione, La onde la longa,la Breue,& la Semibreue fono quelle che per efseragtntiè patienti, fanno èpati-
feono im reifert ione . L'imperfettione dc-Це figure non è altro che vna certa diminutioned'una terz.a parte , rçdui-
bile alla figura nella perfettione del numero ternario.
Le figure che fanno l'imperfettione fimettonointremaniere:primadofôquelIa(dico)chefîfa imperfetta. regu
Secundariamente innanti . Terzo o i nnanti.ô dopo:perche ogni figura fi puô fai e in vno di quefti tre modi imper- la 8.
ferta,& non più,& tantofi Icua à ciafeuna figura che li fà imperfetta,quantoèil valor délie figure,cherendono ta
ie accidente d'imperfettione , Etfc bene la minima с figura agente non puô peiôfare alcuna figura imperfetta
che non fia fottopofta alla Prolatione perfetta .
Oltra di quefta maniera d'imperfettione,lc paufe anchora,il colorç,cioè il denigrar le figure , & li punti ancho- regu
ra,hannoriitefsaforzadi render imperfetta la figura. Queltoèbenvero chele paufê non fono fottopofte all'im-la^.
perfcttione,&quefto procede perche fono folo agenti.ic non patienti , cioè fanno perfette&imperfette le figure,
maefse fi ftanno nella fua quantità è mifura . Il colore lcua femprela terza parte de! tutto aile figure fottopofte al
la perfettione. L'imperfettione adonque délie figure è il leuarle la terza parte delloro valore & la parte loro pro-
pinqua, & quefta с l'imperfettione quantoal tutto. Ciaf. una dellefopranominate figurée imperfetta quanto al
íuotutto.quandofenz'alcunmezo.Iifcguelafua parte propinqua.comedopô la maffima la longa: dopô la longa
la Breue : dopô la Breue,la Semibrme:& dopô laSemibreuela minima.fotto i lor fegni di perfettione, come fi ve
de in quefti eflempi qui íbtto ,
Figure fatteperfetteper le figure feguen« .

•H- —_-.<..-

La prima figura in ogni effempio di quefti tanto nel modo,comencl tempo, & Prolatione fono imperfette per
Jefigurefcguenti.chclerendonoimperfette. L'ifteflo puoteancooccorrerenellegia dette figure quando doro ]e^i
Joro le fegue immediatamente alcuna paufa di valor dtlla lor parte propinqua,come qui fotto fi vede . Iai°*
Figure imperfette per le paufe feguenti .

-—-,_-.. _-—.._ rQ:Snz~g:zs:^z:zz:zzzrzzz:zzEEE::rEz


Cofi anco il colore ôneroôroffo,comegliantichivfaiuno,ccagianedital imperfettione.comefipuote vede-
re in quefti eflempi qui fotto pofti. regu
la ii
Щ2Щ. z&zizfzzzzz
щш^шё :QZMZ
zz:izztr:êzz
Ja fiiîJ?winwïïîî1?^ KT3 Pr°rIatÍOn ^rfe,tta ,a- ¥.inimi colorala n™ è différente in cofa alcuna dal-
JahguraSemnnimm3,peroedibifognofapcrechegliantjchi(comefidifte)acciôtaldiffcrenzaôdiuerfiràfico^
gnofcefle,
Зо Órgano de Cantori.
gnofceífe,giudiciofamente vfaronodiporre'.in tali modulation la chroma bianca in vece delfa fuddetta Scmi'mi-
riimà: comeíi vede haucr fatco Henrico Ifaac,ncImotretto,bptimepaftor,àfci.La onde alcuniautori modîrrni
quali non hannooíTeruato cotai regola.hannoanco ció fatto con poca coníideracione: non guardando che ft be
ne (a Minima colorata per rifpettodell'alteratione,non èquanto â queít'accidente del colore.diuerfa dalla Semi-
minima.è nondimeno difference quanco al valore: percioche о colorata ô non coloi ata femprc vale vna m inima.
regu Mal'imperfetcionichefi Panno con le figure ô con le paufe ri dicono.elferfatte dalla parte dopo : impercioche dal
lan,la partedianzififannotaliimperfettioriiquandole figure fi mettonoalcontrarioicomequando le paufe &lcfigu
reminori fono pofteinnanzi le maggiorbtalifiguredicofarannoinipcrfette.tanto dalla parte dopôquantocalla
parte dinanzi:cioè dalla fc-guente & dalla antecedente perЛ punto,quando tra due figure minori propinque tra le
quali fia û punco di diuilione come qui .

La prima, &vltimà figura in ognieíTempioíonoimperfette per il,punto.

Imperoche la prima & IVltima refteranno imperfette dalla loro parte propinqua per virtù del punto poftotra
regu le minori,chefi chiama di diuifione corne fi vedra nel capitolo feguente.Sarannoanco imperfette tali figure quan
la i j .do tra duc maggiori dalla parte finiitra fi collocherà vna figura , che le fia parte propinqua , alla quale fenz'alcun
mezofucceda vnapàufa dell'ifteifo vaIore,comein quefti eilempi .
La prima figura & l'ultima fono imperfette per le paufe.

iQiBioEEie ЫШШШШ:
In moltealtre maniere fi fanno imperfette:lequali fi tralafeiano per non eifere in viaTutti quefti effempi ,o fi-
mili meglioficapiranno più fottoincantilenemanifefteà tutti.

Del Punto. Capitolo. vîgefimoterzo.

-¿^¿й] E M PR E Lafcieremoda parte Ieconfiderationi filofcfîche,&attenderemoalla confiderstioneche


~.r-m\ fail Cúfico circa lefuecantilene. Il punto donqueconfiderato dal Mufico, è vna minima particella»
||&Ж\и| ouero vrta quantità picciola.ô vogliam dire vn minimo fegno che s'aggiugne aile figure canrabili, per
¿£5>%¿£aJ accidente,horadopô,horadifopra,& tall'hora fi pone tra le figure in mezo.Quefto appreifode'Mufi-
cièdiquattro maniere. Il primo fi chiama puntodi perfettione.il fecondo,d accrefcimento.ôvoglia
mo dire d'augumento.ll terzo di diuifione,& il quarto di alteratione,ô vogliamo dire di raddoppiamento : corne
fi vede in quefti eífempi,tanto del Modo come del tempo,& Prolatione.
PuntidiPerfettione*

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IÍ-—-?-$-5-л-—-?-ô-ï"?"ô"i - *-* -I A-.„__#
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fcs=_3
íufquino nella Meífa , Aue maris ftella nel Credo, Henrico Ifaac nella Meífa Iuíqumo nelle fue Meífe
nella parte del Tenore. Salua nos,nel Sanftus in vn'altro loca
Queftopuntogliantiquilo poneuano vn poco fopra come fi vede nellifecondieífempi,&roíTerua il Paleítina
nell^fannadellaMeifaprimi4onilibroterzonnvnalonga,nelBairo,&inalrriIochi:maàpocoàpoc()èftato:ira
toappreííb.ilchealcunipervederloincotalguifapofto ftimano che fia d'aIteratione;& veramente fi deueperre
cofilontanoàd^ffL'renzadellialtripuntij&fidoueriavfareda'compofitori.Brumellovolendodinioftrjrcqcin-
to fia d importanza queftopunto,nel Credo della Meífa bon temps,hora Ii pone il punto d¡nanzi,& hora di dic-tro
fecondo
Di D.Gïo. BattîftaRofsî 3«
/cccndol'occaiionecomciivcdequinell'ciTcmpiofuo.Siilacofi ; ) # 3 î
&qucftoluifùmofsoda!Iaragionechene inferna «5: dimoltrap,] ~ ♦ ~ "-фттЯ"^ T
chele figure diperfettione pofsono efsere inhabilítate & refe|^—Q-^^'g *-v — -M
jmperfetretantodallaparteanteriore, quanto dalla parce po-n ; , ~~Z "ZvZ'~~T'-~Z~~---~'~,
ítcnoreíacciócheinoccafionediperfettionefipofsaleuar via. ,..»..„,.
CRnidubitationc&fcropoIocheiniimilcafopotefseauuenire. Pero hanno anco errate gliantichi circal ofser-
uationede'punti,comeIurquino,Henr¡co&BrumellaNonedubioalcunochevna Maífima perfetta.èdi valore
di trc longhe.vnalonga di tre ßreui,& vna Breue di tre Sem ibréuhOnde fe le figure fono perfette , quando hanno
la loro perfettione.hannoruttoquel valore che pofsono hauere inquella particular confideratione che fono con-
ftituire.Perchefeçondo la dimnitionefua.quella cofa è perfecta.cheè in tutto il fuo perfettoefscre.&cheda niuna
parte riiô efsere accrefciutarcomcii dice.il circoloèfiguraperfettapercheda nifsuna parte puô efsere accrefeiu-
ro.Onde fe le figure fono perferte & hanno il fuo valore ponendoui vn punto di augumentatione metiera vn gran
dubio &penfiero all'inefperto canroreche nonfapra quanto vaglia quclla figura fenza'queIpunto:Iaondcin
carnbíodicantare,ftarádubiofo,& faralá partedel tacet. Metteremodonquegliefsempiperfchiuarlinonper
imitarlijcomediceffimodegli Elenchi di Ariftotiknella lógica:& fonoquefti& fimili;
SJ* j за

Iufquin nella Mcffa Da pacem domine, L'ifteíTonellaMeíTala folfaremitutte ftannobene


ecceto la féconda & quarta longhe , quäl feguepoi.
99
zg=Q:i¿;;|zz:r====zr:z=z=3--
Henrico Iíaac ncIlaMeíTa,SaIuanos. Brumel nélla Meifa l'homè armè.&altroue.
Quefti&altrifimilierrori nonfiammçttono da'buoniTeoriçi perche fi vede che mettono più toftoconfufio
fie che chiarerzaaelle cantilene .

Del punto di augumentó. Cap. 24.


IL Secondo punto è di augumentatione, ôvogliamdirediaccrefcimento, Seèquello che fi pone fenz'alcuno
mezzo dopr^ la figurata quai non puôcflere, nefipuôfarperfettaperalcun modo: comee ciafeuna figura
the è pofta ne fegnid'imperfettioneA ne' fegni délia perfettioneà quelle chefonodi minor valore délia Semi-
l reu:come fi vede qui fotto.

ZS:§=Íhíl||: |f:Í^:i:^Si:fc?=IË
Tutti queftipunti fi feriuano in quefta maniera che fi èmoftrato in queftieiTempbcioc nel mezo del lato deftro
délia figura tanto perferta quanto imperfecta, & porta quefto punto la meta del tutto délia figura , cioè.checrefce
la meta piùrfe la figura,vale quattro,la hi valer fei:fedua,tre:fe vna,vna,&meza,& cofi dimano in mano. QueíU
punti tanto operano nelle figure legate come anco fciolte.

Delpuntodidiuifione,oucrodiimperfettione. Cap. 25.

iL Terzopunto,fichiamadidiuifione,ôvogliamdire,d'imperfettionc. Ilpuntodidiuifione,èquelloree|
I chefipuonetraduefîgurefimiliminori&propinquepoftîfradiiemaggiorine'fegnidellaperfettio-ij!^
ne,il cuioificioèdidiuidere.&difarimperfettatantola prima quanto la feconiamaggiorcchsfono
da' lati.cioè tantoquella dmanzicomequella di dietro , & fi feriue il fopranomato punto fopra tau fi
gure nel mezodiloro,& quefto puntononficanta6con:anellarnifura:&fiponeanchora tralapau-
ía che tiene il primo loco,& vna figura che tenga il fecondo,lequali fiano d'unoifteiïo valore.Ma gli eflempi fono
quellichefannochiaroognicofa, corne appare qui fotto. Dipiù, fùtrouatal'inu:ntione di quefto punto per
reintegrare lediminutioni del Modo,tempo,& Prolatione . Sono anco foliti li compofîtori di fegnare il punto di
diuifione,& alteratione.cioè ritrouandoli fei note minori fra due maggiori. V.O. fe faranno fei breui fra due lon
ghe del perfetto modo minore, & che il punto fiafiruatodopola prima breue, eíTo punto verra à diuidere le due
breui,& la terza poi rimarrâ altera ra,& olere di ciô fâ anco quefto punto vn'altro cffctto, cioè che egli fà diuenirc
imperfettala prima longa:come fi vede in quefticfiempi.
£ Diuifione.
%г ¡Órgano de Canton.

Üiuifíone, Alterations Piuifionç« Alterationc. Diuifionc, Alterationc.


Da quefto fi puôvederechiaramenteche'il prenominatorunto,vicneàFarforîretrecffetti,cioèIadiuifione,ia
»lteratione,& la imperfcttione . Ne vi merau guate di nulla, eh'iodicanmperfettione : perciochelufquinonon íi
verge gnôvfarneUafua cansona ГЬото armé, ouevederete che immediaramentedopo la prima Semibreuegli
Ы aggiuntoil punto il quale fa imperficere lepaufedel tempo perfeitç, lequali paufeii vedono poitç innanxila,
predetta femibreue çomç appare neU'eflçmpio qui fotto.
Cantus, Tenor,
<-••>*—f— 1^»>4

Ц
Alius«

Tutti poi lifeguenti cíTempi forra del punto di diuifionc »xJaxquaU ne çauerete la régela, per qualfi voglialoca
ouefiritroucrà.
Punta di diuifionc ouero d'imperfettionc »

н=Ш=ЭЬя —H_c= zsïïprnzia-B*- zpeiïEiiiHig-:


B—-*-« i5Ziz;iHiz6'-"-

Iufquino nella Mc0à fortuna ;& nella Mefla la fol fa re mi.QueíH fono riTeror» viui:& di queíli ne vederemo affai
ftxto. Notachequeftopuntodidiuifionenonfiritrouafenondoueèilnumeroternario, comedice laregoladi
Giorgio Rhau, che dice.Nullus punäus diuiíionis in numero binario reperitur «

Del punto d'alterationeo raddoppiamento. Cap. 2¿.


I quarto pimtoèquellocheitchiama punto d'alteratione chefi
>fte auanti vna maggior propinqua,iI cui officio è di alterare pue-
à m inore che feguedopodetto punto Bifogna pero auuertire che
doppo là figura o nota altcrata deue immediatamente feguire vna maggiore ô fia biancaofia
r ... r» ofeurata. Di piuíi deue oíTcruare di porre tal punto in tal maniera che fia nel fine del tempoprece-
|Cgo J^¿cf3Sa3 ¿|ente,&ncl principio del feguente come ofleruanoliperfettiMuíici, & quefto punto non íi canta
ô numera come (i difle anco del puntodidiuifione. Nealtro vuol dire alterationc che raddoppiamento che fiß
nelle parti prorinque dellc figure ö note che ficantano,lequalifi poflono far perfette fotto i lor fegni , & per que
fto fempre i'a îtera la féconda figura chefi ponedopô il punto, perchehauendolaprima.ragionedii vnita,&
la fteondi , ragionedi binario ; èdouerecheil binario fiapofto dopô taie vnirà. Dicopiù chiaro,quando " com-
mincia numerare vnmfetto tempo di treh"gure,ficommincia dal vno,& non dal dua: cofiin propoiito fi deue
alcerare la féconda fi'gur^perragioriddbinarioA non la prima. .
Di D. Cío. BattilU Rófsi . 33

lüfumnnellaMeíTilafolfarcmi.&iiwnalcroloco&fpeíro. Henrico Ifaacinvnmoitctto, come fanno tutti gli


impuni antighi.
Olrredioueftoda di antidumuiici.queftoraddoppfcmentoô aIteradOT<;,>er4Confideratoinal№emaniej%rego
comeeraZndopoñcuanoduefig
Ja^im^aggtorevcrauaadefferperfetta,œmcfivcdeinqucftK
Le prime d'ogni effcmpio fono perfette,& le Seconde minori altérate.

Nótate qucfta regola perche fi troua fpcíTo ncllc opérele! Morales & del Paleftiria : Doue che fi vede che per
l'abfcnza del punto di diuiíione.s'altera la féconda minore in ogni effempio fopra pono & in a Itri fímili , quando
lacantilenaè ben compofta, fiche viene la prima maggioreádiuentar perfettaconqueitaconditioneperô(& Q
queda è vn'altra regola ) fefi commincia in battuta.perche altrimenti non lo diuenterà.come fi puô vederein ap-.]afg
prouati & efperti autori. lufquino poi nelle fue cantilene ritroua vn'altra regola in vn paíTo nel principio d'una
v- ~- --cantilena ¡n queílafimil maniera, &vuolecheiltcmpocioeilcircoloper¡la fuá autoritá reKO
-fr^ZO-5---faccia,ôhabbiaautoritàd'alterareIafccondaSemibreue,&queltofoloquandolacantile-jaY
ip_£! nacomminciainqueftaguifa.cioe.immediatamentedopoilcircolo.commincinodueSe- **
.-» """mibreui&dopóvnaBreue. Queitaèvnaconfiderationemolto metafifica pero bifogria
che il cantoreftij molto auuertito & attentoal fatto fuo.Queftopaflo l'hô viílo &lo pofi nel mió primo originale,
febenenonmiricordoalprefentedelloco,cííendom¡ítato toltogiámolt'annifono. Di piueliantichi faceuanofCg0
queirífteírod'alterarelafecondaminore.quandoponcuanoqueíleminoritraduepaufedivaloredelleduefigureijj^
magîiori come fi vede qui fotto in queftieíTempi.
Le Seconde figure fono altérate.
— ■*—Д- —

Faceuano anchora alterare la féconda figura mïnore.quando poneuano primieramente la maggiore, öcdipoi rego
due figure minori propinque & vna paufa di valore drlla maggiore.come fi vede in quefti eflempi . \г 21.
Le prime figure diquefti eíTempi fono ?erfette,& le féconde minori altérate.

Símilmente intendeuanocotalalteratione,quando poneuano traduemaggiori vna paufadi valor dellamino-


repropinqua alia banda finiftra,& alia partedeítra poneuano cotale minore inqueítomodo. .re2°
1222*
Le figure minori ¡n ogni effempio fono alterate .

Si hà da aucrtire che fe la paufa fofle pofta doue è la figura alterata,all'hora la paufa non s'altera.perche è inca- re„0
See di tal alterationecome gentilmente vsô il Paleftina neU'eflempio che fotto il feguente capitolo metteremo.ja f
ipiù fihàdanotarechclehgurealterabili fono'quittro fole.cioc la Longa, h Brcue', la Semibreue, .& la Mini- *"
ma. La Maflima per non eifere parte propinquaad alcunalrra figura.nonii puô alterare . Ondecafcaraltcratjo-
ne fopra quelle fi gure,chc fono parti propinque délie maggiori .
£ 2 Di più
34 Órgano de Cantori,
Di più fi hà da fa père che tale alteration fi troua folo ne* fegnj di perfettionc :8cntà. per difetto d'una figura,
che manca aloompimento del numero ternario . I.'ofeurardeile figure cheíi fuolfareallc volte, & il punto di di-
uiíione fcaccia talc alteratione comc.Yï moftrerà più fotto,
Si debbeanchora notare che la rxrfettione délie figure fiçonfidera in tre maniere. Prima per virtùdclle raufe.
1 /~s\ »-* /\ : 4 niJf IPirril /1/1 I l/irr r1*~* I / . .- ■ . s~* rs,-.K ■ ■**••■■ .-I .■ . 1 a- . • —« к л _ /1 _ " _ ._ ï I f T% * ■ Л Ш /■■— ~a. ■ t

Onde fi deue auuertire che niuna figura è perfetta per virtù del fegno fe non la Brepe,è ben'veroçhe quefta Breuc
di,è porge virtù aile altre fue maggiori di poter riceucre pcrfettionenel tempo perfetto. Onde memamente da
alcuni ç chiamata Madre dcU'altre figure. Símilmente la Semibrcue è perfetta per virtù del puntorh^ènel re
gno , Oltrç di ciô fi deue ancoauuertire che tali accidenti ti çonfiderano non iolamente ju quelle can tifene, che
fono coiwnutc fottoi Modi,tcm.pi,Sí Prolationi Moftrate che vaqno fotto il tatto equale, ma anco in quelle nelle
quali fi pone la battuta inequaje laquai fi moftra per le eifere ternaria & binaria , & la nomano fefquialtera mag-
g,iore:anchprache i prarici interino tal battuta quando mettono le figure tuttenere.fcnzaalcunacifera: ma
ali'hora la di mandano Hemiolia da Hemiolios parola Grçca,, che tanto, importa come appreíTo di not fefquíalte-
ra.ó meza parte vogliamodire:& all'hora non vi occorre alcuno de'' predetti accidenti , perche il colore leua turre
quelle çofe;come fi potra vcdci e nelli oflempi che fi metteranno qui fotto , Non vi mancano pero alcuni che vu-
glionofardiffcrenzafrafcfquialtera5¿ Hemiolia.
Quandolidiçenelleçantilenecheficantanoaltattoinequale^'i'ntendedelIePropomoniôProlationinatiira-
H perche ncîlefefquialtere, Hemiolie.&altrcfimilifottoifegnidel tempo imperfetto& Prolatione imperfetta,
quefti aççidentmofi coniiderano,cioc di riceuere le figure perfettione & alteratione,come fi vedrá nelli eflempw

DellieíTempidiProlationc. Cap. vigcfimo.fettimo...


А В В I A M O Vifto del Modo,tempo,& Prolatîone, & efiempi di tutti quefti , hora per metterc in
pratica le rególe chcfi fono datedi fopra voglio che poniamo alcunieflempi che fono ftampaticioè
di autori famofi in quefta profeíTíone di Mufica,& altri anchora che non fono in ftampa,acciô Pintel-
letrodel cantóte fi faccia più fermo & ficuro nel cantare . Doue farà il nome delTautore íi dirà,douc
'"* nonfi porrà il nome faremo'noiL'e/Tempio, ftimaporrôglieflempi délia Prolatione (Secondo la
diuifione d'alcuni ) imggiore.dopo vn'cflempio délia Prolationeminore corne la chiamanocoftoro . Ц primo
cflempiofaràtoltodalla Mrfidol Paleftina, Adcenam agni prouidii& fará i'Qfanna: con vn'alrro Оfarina pure
deiriibriroaurored'altro délia Prolatione minore, farà pure l'Ofanna délia MeiTa.Ecce Sacerdos magnus,puredel
Paleftina. Dicchiareremo. tuttç quattro leparti del primo Ofanna, perche intefa quefta cantilena, sjnrçndent
qualfivogUa cantilena comporta in queftb genere di Prolatiohe tanto maggiore qiianto minore, fecondoche
minore la nomano aIcuni,non vi eflendo altra di fferenza fe noache la Breue nell г m inore non riceue perfett ione;
ncl reliante è vna cofa ifteíTa. l'Ofanna è compoftoà cinque voçi,& ç belliflîmo fi comefono tutte lecornpofitio-
nidiquefto aurore, quai fi puô dire che tengail principato, (eccerruatoirMoral«àmiogiudiào)fraiMuficu
l'Ofanna è in quefta maniera comeft vede qui fotto .
Л.А_-!~!-!™*:Л
Paleftina. a |_.ß x._ 4 ,_

О fanna in excel fis* ï/

0-AS-* _l~L-.L-Ä !5 ,._

QuellechefonofcgnateconlaciferarernariacioèleBreui vagíione trebatruteruna,& quelle con la ciferabi*


narra duc le Semibreui fegnate con l'uno,vagliono vna battuta intiera.perche fono perfette, le Semibreui ofeura-
te vaglionodue Minimel'vna, cofifidice délie akrc parti, leSemichrome bianche gliene vannofeiàfarevna
battuta,
DiGio. Battifta Rofsi : SS
battuta, ognidue vaglionovni Minian, ecoiîtreMtnirnrfonovnabittuta mkn. QjsIIe donque trc prims
Semibreui nere farannodue bmute:&cofi fi dicedelle alcre parti;perche fe foííero Ыапспг fariano tuttç perfet-
tc Qjella Minirm chelú la Croce nslfulanu "S* è *lterata,& vale diu Minirï»e.l/ifteïTj fi dice dellc altrc para.

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"~t^5"ï-4—-

Queda Breue ofeurata vale quattro minime,8c due la Semibreve fannafci,&; coiî faranno dua tatti ô battutc
Le minime ofeurate fono cofi per accompagnamento.
Si diffe poi che quando tutte le parti cantano in Prolatione , che all'hora la cantilena va cantata fotto il tacto ô
battutainequale,fenz'altrazifra:perômalfece il Marenzio ne! quinto libro de* madrigaliácinque.in quel Madri
galcchedice, Bafciamj mille volte, à mettere il circolopuntato con la zifra ternaria: laquai zifracdifuperfluo
portando il punto tre minime alla battuta,eiTendoche tuttclc parti cantina in ProUtioni .Di fimüierrori ne fona
jieni i moderni neHe loro cantilene.
i i i a i i i

^zh:ê^bzztzzz^^z^zzBzzzz^zzz^z]z^ztz:çz^z?:

qf2E::îiE^Ei:sEçEfEla
Quelle
$6 Ogaño de Cantoris

i i i

Quellcprimc Paufe fononouc tatti.ô battute per il tempo pcrfctto . Le Semibreuichehannofopral'unOjlono


perfette,comc ndicchiarcra nelia letrera feguenre.
Inqueítoeííempio & in tutte qucfiequattro parti s'imparanomolti fccreti.di Mufica.Bifognaauuertirequello
chehabbiamodctto difopra:& prima che quancio manca la Prolationedellacifera ternaria a lato, с indicioma-
nifeíbehe ticnclafua naturalezz3,mimmcelfendotutte le parti coli come fono,ciocin Prolatione, comeilodi-
moitra
" '
il punto nel mc zo del fegno & figura
"
circolarc:fi
'
che quefta
••
cantilena

vá ■-•
fottopofta
-
alla battuta,ô

vogliam
&ой

»hon farà
ncqua. me>nu ¡c non far¿ pcifvtt a ne va lera fe nondua . Si fará imperfecta in due modi,prima fe le feguiterá , vna Miní-
ma:fecondariamentc fe farà denigra ta:!c quali regoleíi fonodatedi fopra nclla regola decima & vndecima . Di
più fi diceancoche febené íimettonotre Minime per tartoá fomiglianza deU'Hemiolie, &fefquialtére, non per
ott'ognitatto na
chele due fpecic
ipio.
tommmciamo donque dal fopranq .in queífa cantilena vieil tempo,& la Prolatione, & ogn'uno di queftí fi
I'uíficio fuonc vno impedirle l'alrro, la Prima Breue per il tempo perfftto vale tre Scmibreui , per la regola fecon-
da,cioc,che vna figura maggiore auanti vn'altra,ncl tempo pcrfctto,diuenta perfetra . Si che peril tcmpoJa Bre
ue vale tre Semibreui,& la Scmibreuepcr la Prolatione valetre.Minime . Adonque valerá noue Minime chefa-
i anno in turro tre battute o tatti . La Seconda Breue anchora lei (ara perfetta per la regola quinta, che ogni volta
che fi ritrouerannqtrc Semibremfrà due Breui.la prima Breue diuenterà perfetta, forro il tempo perfeno, peril
tempo compitoche vi fi troua di mezo, poiche non viene impedita da niuno accidente , come moftraffimo di fo
pra. Si che fara.deiriílelTp valore dellaprima.dínouc minime, lequ3lianchortíTefarannointuttotrebartuteo
vogliam dire tre tatti.Quelle al tre tre Semibréui per ragione della Prolatione valera nno vna battuta Tuna , & tre
minime porteranno per la predetta regola. La terza Breue valerá due battute fole,&feiminime»pcrelTer'¿mper-
fettaíeguendo vna Semibreue dopó di eíTa . l'Ortaua figura poi inordine,& quinta fra le Semibréui è imperfetta.
per quella minima che fegue & farà di valore di due minime foie,& quella figura in,fol,puntato,cioè in D la fol re,
farà la fua compagna per fare vna battuta ¡ntiera,ma il puntofarà il principio dWaltra battuta,& farà compagno
di quelle tre chrome blanche & della minima feguenteinnanzile nere: perche (comediccfíimo)duediquelJe
chrome fanno vna minima , fi che fei faranno vna battuta come più volte hô replica to . Le altre tre Semibréui
ncgre.l'autore le hà denigrate acciô non fiano rerferte, & farannodel valore di due minime l'una, ôcinrutto fei
minime che hnnodua tatti püero battute. Quelle cole ledico piùvoltcacciômegliofiaintefb. L'alrra bianca
çhe feguê ciïendo perfetta per la paufâ pcrfètta,valerà vn tarto,ô diciamo vna battuta:& cofi l'ifteffapaufa : ma 1д
ifeguente figura che с il re,in à la,mj»re»viene a_d eifere imperfetta per la minima che fegue; Onde la minima ifteiTa
con quella Semibreue anteriore farà vn tatto,ouero battuta:& cofi fahre, L'ultima Semibreue innanti la paufa,è
pcrfctta,& vale vna battuta da fe fola:la Breue puntata èdi valore di tre battute,perche il punto è di augumenta-
tione,ô di perfetrione come dire vogliamo in quefto loco . Segue poi la paufa intiera dopô quelle tre noté, re, mi,
fa ,qual,re,ô figura.è imperfetta per la regola fopradetra.che la figura minore rende imperfetta la maggiore , che
li с dinanziX^uclle tre neie¿fol,fa,mi,fonp imperfecte per la ofcuratione.come fi difTedelle altre tre di fopra. Quel
lafigura,fa,chefegue per la paufa imperfetta,cheèdi minima come vedcte.vieneadeííereimperfctta.giontecon
quefla paufa di minima faranno vntattoobartuta.Dopôquellapaufadiminima fegue vna Semibreue imperfet-
ta.Quel punto poi che fegue fra le due minime èdi diuifione, che vuole dire che la prima Semibreue è imperfetta
& la prima minima che è il fi,và con lei & è la fua compagna per far vn tatto intiero . Et,iI,fol,è compagna dell'al-
tra figuraSemibreue,chc с poíloinG,fol,re,vr, acuto, fopra 1 ultima linea di forra . Vltimamentc doue cquella
paufa di minima fegue vn'altra Semibreue imperferta per la figura che fegue : Dipoi trouate vna Semibïeue con
vna minima à canto fopra yn'iflcffa chorda,cioè>fa,fa,&' dopo vno punto, quale e di Alrerat ione,che al tei a la fé
conda minima délie due chefeguono.che farà la figura,la,& farà che valerà due minime. Quelle poi ofeurate fo
no imperfette corne diifi. Le Minimeofcurate tanto vaglionocomefefolTerobianche, perche fonoofeurate per
accompagnamento:& queíta regola fcmprécorre,quandofièfpinto dalla neceflTuá di ofcurarle, Et fopradique-
fta parce tanto fia dettoanco per le altre parti,in quel lo che conuengono.
Quantoalla parte dell'conrr'alto voi vederequella Breue che vale tre Battute peril punto di perfettione, che
alcuni vogliono che fia di augumenratione . Ándate più oltra & cércate il terzo punto che hà la croce, quai pare,
fîmilealpunrodi perfettione,& ñondimeno in quel loco altera la féconda minima: pero fenza che poneíTequel
punto anderebbe alterata,mahâfattocontraleregolede'punti,giudicando che il cantoreineíperto non la do-
uefle alterarefcnon vifolfeil derropunro. И fimile fi dicedi quel punto fécondonel principio del Baííbchehi
fopra la Croce che none poítofe non per facilitare la cantilena.Dipiù nel conti'alto fi troua vna Breue ofeurati
la qualcè di valore di quattro minime,il che fe foííe bianca ne Valeria fei comedí fopra fi è moñrato per le rególe,
& anchora l'haofcurata acc*i¿> non fiagiudicata perfecta feguendo le tre Semibréui che dimoítranovnadiuifa
quantità
Di ÍXGio. Battiíb Rofsi . 37
qusntità àd tempo perfetto. Quanto poialle paufe del BafTo fecondo П tempo perfetto fono noue, & ofí fono no
ue ratti anco nella Prolatione.
Se noi rimiriamoal Tenore tutte quelle prime ofeurate vagliono duc Minime Гипа,& tredi efle fannodua bat-
tute,ôtàttT,comefidiiiedifopraNel mezo di elfo Tcnore.doue védete quel,re,qualè figura di Scmibreue, &poi
védete vnapaufa di Minima,dopofcguevna Mínima &poivn punto di alteratione.Hibbiamodetto che l'abíen
zadelruntodidiuifionefemprealterala féconda figura.quando fono polte duefigure minori fraduemaggiori:.
& poiche il detto punto non с neceífario d'tíTer poíto dopo la prima figura maggiore,come qui íi vede , lo pone di
dictro gentilifíimamentecon vn modo non più vfato.íi come l'altrc volte lo metec dinanzi , & vole con queíto in
dicio inufitarocheilcantorefappia che bifogna alterar qucllafigura.comc potete vederc in queíto loco et ftácofi-
rC Zrü""tZlZ-~ ÄZ 2ZZ~Z"ZÂZlSihàpcrôdaauucrtirein quc-ftVíTemrio, chcficomeil punto
£_ф_0 j_£ZIZ:È_ _Z_£l_ï_A_ ítácofi comevedete nella prima cafella foííe la figura ô nota
jr—^—т~0~-+rr — — f~—' ICíZIZZ Z^ZlZIZZZ doueèla paufa, & la paufa douce la figura o nota, eíTa paufa
^ _^._- nonfar¡acapaced'alteratione:rerchenonpuotericcucrealte-
ratione come fannole figure, & que fto&'jnrcnde in ogni forte di cantilena, Vnfimilpuntohá fatto prima di lu:
Oio.Moutonnelfoprano relia Mtíía Alma К cdemptoris.nella gloria doue dice,lefuChriíte,ma altatto vguale
iu-1 tempo ptrícttocofi.pf ~— Z'ZZZIZZZZZ'ZlZIZZZZlki Fr'ma Breue è perferta per le
paufe^l punto feme per£S-0-Zri_I_~rt_^_^I_I^-I_. /maggior dicchiaratione : ma tali
paflínonfcnoint(ficoí,6--—~£~JZIZ$ZI„ZZZ_'Z*Z*-£rZI^atutM* ^и1^°Рито^'^'сста*
racione non lo mette al-" " * trimenti Pier dclla , Rue , nella
McíTarommearmc.nel Iefu Chri íte. baífo,douedice, Paiíus& fepultuí
cít , ne menonel tenore, in quelle parole fepultus:pei o bifo-
{ma che il cawore fia moltooculato:riftcífo fi ncl foprano . Hora per venire alla Prolatione imperfetta,'è fími-
e à queíta chejíi è dicchiarata in ogni cofa.ecce tto che la Breue non riceue perfettionexome védete che neíla par
re del BaíTodouele paufe fono fei rarri o battute,ondeche fe ii tempo foíTe perfetto fariano noue.Cofi fi dicedella
figura Breue.che non vale fenondua Semibreui . Ma la Semibreuequando farà perfrtta.tanto valerà tre Minime
fotto queíto tempo imperfetto.comc fotto il perfetto,perche с,la figura della Prolatione,& riceue tutta quella per
fcttionçchepuôineflfa. Quello che fidiflfedelle chrome bianch¿,delleM¡nime,cSemib.reuiofcuratedifopra,

i prima li hi d'auuertire m quefte


îationiçhequandotuttele parti non fono со" fegni di Prolations.miconlifegnicooiTi'jni, quella partechehàla
Prolatione va cantata alla bittuta vguale . L)i più vn perfetto Muficomai porrà Prolatione perfèttacon parti
c'habbinoli fegnidel tempo imperfecto: ne Prolatione imperfecta ira fegni del tempoperfecco , pereffer cofacu
forme & contra le rególe.

Camus, Paleitina ,

S:?:|::;|:^:|::p|fS:|î! |?iÉg|Ígzll
:oVÍ:f:frí:o-«:^

:0:ô":r:i~-::::::=:

. Queîla Semibreueche hà Торга la crore.è perfetta per la'regola rerza dimofrrara di fcpra nelcapitolo zi.HerW
rico
и &ciolofrnel»Chniteeleyfon:de quahcraucriîfièdettodifopraàbaftanza.

Tenor.
38 Organode Canton.-
Tenor

pápflüife
»-iNï-1-X-A-

~T-V~^ï
ï:ê:|:±:ï:î: «Здзхг

Alctis PaJcfcina.
*— -
f:ÖS?:o!|:fr:|:iSi:fe:ÖEfr 0 0

j.$e£:£ï S'Cf-Sîô iS:ô-s:™


■+т-5-§-*-9-1-,-0

1:

1 :::^:í:::±:-:-:-.:é::-.:..:ɱ:e:í±^:í

TuttiUpuntichefonomqucitapartefonodidiuifione: parlodi quellí che non fonoàlatoIeEgure,qualifona


d'accrefcimenro.Diquefta forte di ProIationeerOfanna,dellanoítraMeíTadella Beata Veigine, cicèla prima
Meíía,perche fe nc fono farrr due¿Tuna délie quali è per il íabbato
BaíTus

B'±1:Í:¿;§:^
Le paufe fono fei:& I'altre fu la féconda ríga fono due con tre fofpiri:: le nere fono ofeurate acciô non fíano per-
fcttc.la Minima ofeurata è per neceffità d'accompagnamento,il refto с chiara
Cantns.
Di DXio, Battifta Rofsi . IP
Camus. Palcftin*.

fanna.

ililiililliiiiiiiilplii
Pcrchcpochifonolicompofitorichefiinopcrmcttcrcil piede innanzi agüeito valent'huomo , chefra tanta
copia di co:npofitori,& cantilene ch'efconohoggi fuori non vi fonocanti cofi bcn fondari è con tante regolecom-
polti,anziqu¿fivaperterralaMun*ca,nonferucndofíi Mufici fcnondel Semicircolo, mi èparfoporre anchura.
queitacanrilcna.nellagualcnonvicaltrofenonquclpuntod'Altcratione^ualcfe^naioconlacrocc, eflendoii
rdtante per feíkífochtaro & ferau intriçoalcuno,
Tenor.

Le prime paofe fonocinqueril reftante va tutto feguentenc vi,c alcuna difficulti.


AltuJ.

OL

II punto che hala croccfopracdi Altcrationr.il rcítantec manifeíto da fcfteflb.


Eaflus.
Órgano Jç Canton.
Baffin
*

ig3±b:pSg^Í=!E|^=^^i^gEgg!

:-0-í"J

• ••«•■»M(|«.i,>Mp,V^H№<«,VMlK_

w
А:Л:-— -- -.

Le paufe fono tre per il tempo perfettoja prima nota è ofcurata perche non è perfetta. Quelle due Minime do
ue è la croce.fono oicurate per accompagnamento,perche ofcurandone vna tutre fi deuono ofcurare.ll refto cutta
cítarodicchiaratoJ'altrafauUdiürcuCjfüno tre tatticome la prima..

Dialcrieiîempiftrauaganti. Cap. vigefimo ottauo*


VT Oniàra fuoridipropoiitofe metteremmodegli altri eiïèmpi,, non menodifficiliche vaghi•5.acdocheríп•o--
JЛl uandoiialcunoinmco nelle cantilenénon refti il cantore abbagIiato(che perciô anco hô chiamato queiè'o-.
pera,OrganodeCantori^icciofiaftromentóperintenderecgn¡ cantilena perdifficile che lia perôconleregolc-
compofta , ) & quefti faranno di diuçril Muííci ,. 11 primo è l'agnus délia МеЯа Ecce Sàcerdos Magnus, delPalc.
ftiruu&ftàcoii»

•— *•*■' .-■
ESE£ :_-e::;::H~i::c ::q::g::¿--:i: :щр
.*--A_.
:<::^::Ï::Ë::*::£
_▼ A_.^__A__±.._H„p;_.

Tenor.
Di DXio. Battifh Rofsi : 4!

Tcior >£ • • H<

çr-zf.
r£I^E^fEPzlEiiI:ii^Í£^E¡£I5!™E:fE^ÍE?5EEEf5

j^jss^^Ëcg3^^|^a^^||B^a
í-в-Л-д
-í-t:S:h:_:í

Alms Paleftina. EcceSaccrdos Magnus. Hb. i .

"fczrzzziiziEiiifisîïrirzi
'г«-«---- t-ï—î—rî-l-î ï--:—s—з_лг—:-

Í4i"zI"í'Z"i:j:ir2—x i"i"z"r"rf:z:z*z::fc-î--~Sz^zzzz "*•


Д_.1__ТГд"_~111-111111111"311-А_*Г—IZI-A ZZI-.I_a7Z_ZZ_ ZZZZZZ_™"
|г£Е;!3:4:*:Ш
Porrô nel fine la partitura diquefta cantilena in tempo imperfettcsaçciô fi veda quel che fi dice nella lèguente
lettione arpaia efler vero:è cofi partiremo il Duo del Rodio,come due cantilenc difticili.Non hôpartiro ognico-
fa,perche la dicchiaratione noftra è tanto chiara,che non fä bifogno di altra partitura, poi che oghi buon cantorc
lo faprà fare da fe íteflb.
Baflus >î< tf

i f-*--i f V 1—x f:i:_:ô:z:^

:=:i:i:f fzgg:i:z:r:zz±:z|rzzi:*zzz^z:öizzz=zzz:
fc —


:$:£:£:£ fcAiîi^ifcbîzfcz^zziKizzzzzrz—
F i Quefta
4г Órgano ¿с Cnntorî.
Qucfta cantilena ç quelîa dclla quale faccilîmo difopra mentioneche с ¡nalçuna pa rtc contro le rrgoíe : 'a r'T-
ficalrádcllaquaîcèmaniГeftadaqueítochehol■adiremo>c¡oc^chcл,edcndoГauforeilgrJn^abe'rJЪtöd!eíГJ,h;i
compoítodua,agnusdei,chedicono, Dona nobis pacem.accioche coloro che nonhannointdligcnzadiquLÍta
cantüenaAsgnüsjCantinol'altrö che è canto piùvfitato. Circa la pane del fopra no,la prima Breuc с perfetta per
hregolaquint2,larecondaScmibreueèaIrcrata.Douedice,qui tollis.il tempo imperfcrtocaccia il perferro.per-
çhcvnfc^nocaccial'alrroquando fono piuícgni in vna cantilena. In fine poi doue fono quelle Semibreui o'ícn-
rateèHerni()liarninore,trc di lorocioèSemibreuifannoduarattij&vanno cantate fottoiltattoequale;corr.ele
Triple, &SefquiaItere, perche queftc fortiôfpec;e nuicanrano иже infierne come fi vede in quefto eflempio.
L'ifteflo fi dice dcll'altre ncrççhe fono nel Tenorc.contr'al to,e Baffo,la difficultá di quefto , agnus , coníifte anco
infaperfarlabatruta,
Nella partedel çontr'alrô quanto alle figure non vie alera dififerenza fe non che qucllaBreue cheba Торга la
jifera ternaria è pcrfetra.per la regola feconda,vna maggiore innanz; vn altra maggiore , la prima diuenta per
fetta nel tempo perfetto.
Circa la parte delTenore,noihabbiamodetto nel capitoloduodecimOjCheil trauerfo porta la metâmeno,ho
raconííderate le rególe del tempo perfetto:lepaüfe fono fdjfetuttclepartifoííerocoltrauerfocomefi vede nelle
proportioniformali.queíbpaufa di longa valerebbe fei Semibreui:macflendoqucíta parte contra il circolo per-
íbtto.bifognerafarequeli'iítcnaconfiderationecome fe vno canta (Te col Scmicircolo femplice &l'altro coltra-
uerfato, perche èruttavna cofa: fe que'lomettefíe vna Semibreue, queftone metterebbe duepertattoconrra
vna.coíi in queftoloco.quelje paufe poíte contro il circolo femplice vengano à eflere la meta che farannô donque
tre.lajjiima BrcueeíTendo perfetta vale tre,la meta donque far¿ vna è meza.cofí (i diccdell altre duechefono fot
to nella féconda riga d'iftcífo fi dirá delle paufe che chiudono dua fpatij che fono innanzi ad eííe BrcuU'alrre figu
re Breuichenon fono perfette,&vaglionodua Semibreui per ordinario.faranno di valore (per il trauerfo) d'vna.
Semibrcue.Conçludiamodonqueche fínoJalSemicircolo femplice vannocantate permeta manco del fuo valore
ordinario, come potete vedere nella refolutionc,& le Semibreui alteratefonodivaloredi vna battuta: &fono
quelle duech'hanno la croce fopra.
Venendo poi alia parte del Ba{To,vi douete rFcordarc che di fopra diceíli то che q uando la Prolatione s'accom
moda con l'altre parti che non hanno ii punto , all'hora va cantata fotto il ta tto equale , & in vece di metiere tre
Minime per battuta.ali'hora ne mette vna fola.anzi fe quell'una/arà figura che riceua alteratione , quella tal Mi
nima valerà duc battute,comcè la féconda fegnata con la croce,la chroma bianca ferue per vna meza battuta , le
chrome nerefaranno del valore hora in quefto loco come le chrome bianrhe, quando ficantanoin Prolatione.
Va lendo donque vna Semibreue tre Minime nella Prolatione quando è perfetta , faranno le paufe di valore di no
üe Minime;8íogn'vna valendo vna battuta.verrannoad eifere noue battute, la prima Semibreue perche с per
fetta ( cíTendo figura délia Prolatione & eifendo il cantodi Prolatione ) valerà tre Minime che faranno tre tatti ó
voglianiodire battiite,la féconda pçrche с im perfetta ne valerà due:è cofi fi dicedcll'a ltre, le Minime ch^ hanno
il punto íirannodi valore d'una battuta èmeza.Tuttoquello che ho dettos'intendedclla cantilena iniin'alfcmi
circolo non punrato , perche all'hora fi cantera all'ordinarïa come ftá , fe vi metteua il circolo conforme all'akre
parti , non occorrcua metterui la paufa di Semibreue , che la prima dl breue fatisfaceua
La rifolutionc del Tenorc farà in qucfta maniera,

.-a-.~••}.— -— --*-f-t-0*~"0-"~ß"2'7"0*0"t *Ç*T"Ç"*Jk"A'X"A— ~-л*-ф-—•—————-4--—«

Ilreftantefi canta come fta, larifolutionedel Baflovà cofi in tempo perfetto, per chiarezza di tutto auello
c'habbiamo detto,vi hô pofto in fine del libro la partitura in tempo imperfetto : infierne con la partitura del Duo
di Roco Rodio,è quefto per eíTere ipaífi piudifricili,

II reílo fi canta all'ordinario.In tempo imperfetto fi rîfoluerà cofi,

J—.——.—..V— —.-..—.—A —■————— t—f -A -t —«——•—— —-'•—--■*-+• —■

Ruggier
Di D.Glo. BattiftaRofsi ; 4$
Runter GioUlndlimqudMadrigaleJoconla rete vccllo, nella parte del Tenore faqueftofegnodelScrni-
circoíufemplicc, & cofi ne! foprano & contr'altQ,& il bafso fá il icucrlcip cofi.

Quell a Brcue vale vn ?atto folo,& cofi le paufc . Poieua fare più chjaro col mettere il Semicircolo trauerfato
perche haucua riftcíTa diuifione di canto:ma perche il Madrigale.dice, lo con la rete vcceilojhà voluto feruar que
fto rouerfçio per vccrllare il cantore.Più fotto poi nelftftefsa parte del Bafsodopô il mezocircolodiritto mette la
zifera binartaconl'vno, volendomfrrire, che fi come nella modulationepafsatahà paito vna Semibreueper
t atto,hora bifogna metterne diia:che è l'iftefso come di prima quando pofe il Semicircolo alla rouerfeia contro il
femplice.Ma limili capí icci fono facili â fcioglierfi più delli pafsati . Hora fará bene mettere qucllo di Rocco Ro-
dioMuiico Eccellfntiiîîmo a'noitrotempo.&èvnduochemidiedemerauigliandofirfsai&non pococh'Iol'in
tçndefiî,& veramente e di gran conlídcratione,et à moki hauendolomoitrato,niuno l'hà faputo catare & ftà cofi»
Camus. Duo. RoccoRodio*
^ *l* *ï* A

illilPiillüüligiiili x If

•в-

Di quefta forte di Prohtione fe ne detto nell'O fanna primo di fopra dicchiarato,Ienere fono come le chrome
bianche.la prima Breue è perfetta per quellache fegue come habbiamo moftratonel capitolo vi^efímp primo,la
fecondaSemibreue è perfetta.per la regola nell'iíteífo capitolo.moftrata.la quinta minima che ha la croce è alte
raran! fimile fi dice dell'altra ch г pure hà la croce nella féconda riga , la Semibreue poco dopo fegnara pur con la
croce è perfetta per via délie paufe fopra vn'ifteiTa chorda pofte. Quella Semibreue che hà fopra la cifera binaria
с im perL-tta,per la regola,che non commincia in battuu.ll reliante è. chiaro.
Eaflus.

IliiliiliiilîlliiilliÈi
*_* m •

:-~J;t::::i::j::t:i:4:::::§:ô:0:ê:~:E^^
H Órgano de Canton.
In queih parte del Baïïo fi hà dst confederare il tempo il quale concede la peí fettione alla Brcue quando с a ttt
â riceuerla come fi vtdc che è la prima la quale val trcSeinibrcui che fono fei minime, & l'altrafoloqtuttro , la
tfrza Brcue è perfetta per la feita rcgola,& la féconda Scmibi eue va a Ircrata fecondo le rególe neH'iikflo capito-
lopiopoftc.Dipiùbifognaconfidcrarcchcqui non vie pumo& che la Scmibi eue non riceue perfettionc perche
non vale piùcheducMinimc&qucllcchehannoilpunrodiaugumentotre. Nonva'endoIaScmibreuepiùche
duaminin^tantoancovaleràlapaufadiScmibreuc. Diquicchcluivoîendoafpettarevntattointierohàpoito
vnapaufa,&meza,pcrcheil tatto inequalc in queflo loco, corne in ognialtroiinaile, vuolctrcfigure Minime oil
valore cquiualenredieíTe, la Brcue imperfetta valcràqiiattroMinime&'duelaSemibreue che frgue fàrà'fei, (i
che traguefte due figure farannoduc batrute,tcncndo la Brcue vn tatto,& vn fofpirodi più , come potete vedere
cantando,& haueretc Ji tatti giufti.Delle ncre ne va nno fei al tatto ô battuta come nel foprano . Qiieíta cantilena
ccompoítaali'anticacomev'acccnnaincIcapitoloduoJecimo.Nu!!adimcnodopoch'iorhc)bcneconfiderara&
rcuiíta vitrouovn'errorcCconfeííandopcroeiTcr'unagiudicioííííima &b?lliííima cantilena fatta con granTeori-
ca)qualforfenonfencfaràaccortopcrlavccchiezza, &qucftoèche manca dclla fuaintiera diuifione, perche
giugneàqucllaBieueperfctra con tempi indiuifijcicèvicorrono fei lempièmezocofachedeuerianoe/Tere fci¡:j
licrboucrofettcconfiderandoilcjrcolo^crlaragionditflbimaconiiderandoil tatto, inequale, la cantilena íhc
bcne.Qucítoc pero erróte tolcrabile,& da pafíarefenza accorgimento, poiche pochife n'accorgeranno cuando
ñ canterá,mcntre la diuifione ternaria & il tatto ôbatruta habbia la fuá mifura infiera . Non fi è íe-ишо di chrome
bianche perche fono della Prolarione,& quefta non с Prolationej& per far che tutu duc le parri fianoequali in fi-'
§ure,rifteíTo hàfattoncl foprano anchor che fia Prolationc pero chi le volcíft fare in tal maniera, potrcbbeíeruir
ií di quclla forma. Circadiqucfloduomiparchauerdcttoaflai^iriefoluerloèfupeifluoperilgiuclicicfofan-
torechehauràlettoqucit'opcrainfinoàqncfiolocc.Horancmettercmo vno noftio, fot to la confiriera tione del
rattoo battuta cquale,col fegno de me zo circolo femplice con 1i tra uet fa ti.ll prime; ccon vn fratierfo folo,il fc-cen
do con due U terzo con tre,& il quinto con quattro,eflrendo il qi)arto,& il fcfto conformi al primo cioè con vno tra-
uerfo folo.Vi fi por.no рею mçttere numeri che fignificheranno l'jitefîo,cioè,vno è dua ; vnoè ire, vno è quattro,
la eifera binaria è poita all'antiça vclendo fignificare che è confideratione binaria apparteneme al tatto equate
€ ftó in queito modo .
Duo. D. Gio.Battifta Roifi.

:±J:-$:i:r:t::::±:f:é±::^

fi—+•i-V-V'Ôri л "Ö"— V"Ö"S 'яг- ft-0 9 -ft — -' м =-h-»thW

í'í"$"i'immmm—I'i""i"T"!T"!I"Z—"""I"í,*í""~',I"?'S"ÍrS"S"0*ezZ"nZZ!ZmZ!r—

Cantus Secundus.

:i:i:in::t:ï:è:i:4:t::î:î:-i:i:t4:=:t:::ê:4n:ï:f;":rrir!~f7t-n:
La difficult!
Di D. Gîo. Battifta Rofsi : 45

ÍÍiÍÍÍ¿!ÍI!iiÍÍÍÍIÍÍIÍi
i1

La difficukà in qiicfla cantilena с facile.NcI primo fcgno del primo foprano fí metrono dua Scmibrcui contra
vna del fcçondo.Neiraltrofçgno,fe ne mettonoquattro.N'el fcguente ottônel quarto vna contra vnaíNel quinto
fedeci contra vna Semibreue,comc¡appareper lamoltiplicationedc'tagli. II redante è facile. Perche, come
»liceffimolamoltiplicationede' ra gli íemprefeema la meta meno:lequalicantilene non fideuono vfare, febene
lemcttiamoquinoipereficmpio.&açciôil cantorenon fiacoltoalla £roeduta:èqueftieflempibaftano,fi poreua
farancocofi. 2 4 8 16. ciocvnn contra dua.vnocontro^vno contra 8.&vno centro fedeçi.

Comefi pofTamettcre o cantare vna minima per tatto. Cap. 29.


SE Benhabbíamofoprafartomcmionedi quefto, nientedimçno volendo dicchiarar íuttili palïïpiùdimcili
ch'hoggidificantinomièparfotorrela McíTa delî'hommè armé di Iufquino & Paleftina particularmente
«:oriv(atonellecapclIedouefifanno!VlufichefbrmaliiiIchedicch:ar3toqueítedues'intenderannoqueIladi Mó
tales, di Brumel&alrrigrauiautori, prima metteremo qudla dA Рак/tina pane per parte & dopo quella di
Jufqu¡rro,& ¡l primo Kyrie fticoii.

MiíTa l'homme armé lo. Petri Aloyfij preneflini:quinque vocibui


6 2, . IX

Tenor* Haueretedonqueintefo di fopra in queli'eíTempio , & in altri Iochi


e_ ^^^_ chequandovnapduepartihannoil fegno della Prolatione fenzala
y Z^_I_ZZ_ZZZZ_?ZZ—ZZ_Z ', cifera terna ria,cheali'hóra la Prolatione s'accommoda all'altrepartí
fcZözlz~Z~Z5iZ§ZlZaZÄ—Z íbrtopoftealrattoobartuta cquále,riceuendovna Minima per tarto,
Ц—^ K-0 — ZxlS-tr:^rbandoiî il numerodelle figure ternarienellafua diuiíione:come
fipuovedereindiucrfecompofítioni di lufquino&di altri antichi,&diPale(tinamoderno,quali hannocompo-
íto quefta MeíTa.la parte più difficile che è il Tenore la metterô tutta:& il principio folodi rutte l'altre , riiërbando-
tni perô dicchiarareneH'alrreparti.lediffi culta che vi fono,lepri:neqaattroparci fono facili ne vi ècofacheappor
ridifficulfà mentre dátela fua perfèttione alla Breuequando la puotericeuere.lepaufedel foprano fono fti,quelle
del Quinto,tre,& quelle del Baflfododeci.Nel Tenore reitera dônque la difficultà.Perdicchiaratîonedelquale,è
da fapereche iui duecofeprincipali В confiderano, vna è il tempo perfetto,che è il circolo: Paîtra è il punto, che è
la Prolatione perfctta.Etogn'una di quefte parti principalis l'urhcio fuone vna împediifc l'àlrra. Per ragionedel
tempo perfetto, quelle paufe fono fei batrure,ô tatti.ô vogliam dire fei Semíbreui . Noi dicdïimo сЪе nella Prola-
tioneogniSemibreue,(mentreèperfetta)valetreMinime.Di più dicelïimocheogm Minima valeua vna batru-
taquandola Prolatione s'accommocîaua al tatto equalecon l'altre parti,C'oèquandoÎî ritroua fenza la cifera ter-
naria.Valendodonque feiSemibreui quelle paufe,& ogni Semibieue vale tre Minime eiTendotutte perfette, per
che le paufe reftanofemprenelfu3Íntierovalore,perciofarannod¡ciottobattute,otatu,oSem»breji, la prima fi-
guraè vna Breue,la quale fe foífe perfetta(ma non è per la Semibreue)*aleiia tre Semibrcui,che farebbeno noue
battute,horaeiTendo imperfecta &valendo due Semibreuifole.faradivaluradi fei barture,la Scmibreue eíTendo
E°rfettavalerátrebatture:&coíituttelealcricccettocherultimilaqualeeflendo alterara peril punto valeràfei
attute,& perche in quefto Kyrie, comeanconel ChriftetutteleSemibreui fono perfefte non vieflèndoMini-
mcchele rendinoimperfette,perciótiKtefarannodi valoredi trebattute, tantoinquefto-Kyrie corne quiuincl
Chrifte,& quefto bafterà per dicchiaratione anco del Chrifte,!a Refolutione farà coli in tempo perfetto.
Rifolutionenel tempoperfetto Rifolutionenel tempo imperfetto.

:Р?Щ1Ш§11ШШ1111|531Ш Il Kyrie
46 Oratio de Cantor!.
11 Kyrie di Iufquinoccôrnpoilo'altrimcntiicioè in quefta maniera comeé qui fotto.
lufquin l'homme armc,fupcr voces mulicales,
~Г-А-

Le figure ofeurate fono come fe foíTero chrome bianche, che forfe è non haueuano le madri, o non crano xa
vfo.le paufe pure fono diciotto come quelle di fopra,la prima Scmibrcue eíTendo imperfetra vale quattro battute,
la féconda Semibreue fei per l'abfenza del punto di diuifione che diuenra perfetta,la rifolutione va cofi.
Rifolutione in tempo perfetto.

g^~j;J:ö:$:3::?:?^
Rifolutione in tempo imperfetto.

3ï:z:!i:fch.:B:ô:™
Si come il Paleftínafi è feruito di Semibreuecofi queftodi Minime,& ció che hi pofto Iufquinoin-vn Kyric íbr
lo,il Paleftinal'hà pofto,nel Kyric,&Chrifte,come fipuote vedere.-quale fta in quefta maniera.
Chrifte cleifon. Rifolutione.

: ==c-zj:i:ä:Öz:::O:Ö:ö:0:x:=:=: ]:У:е:{Т-;:р;:Й»:Д*:^::^:йгй?:=5^:—_:
E fuperfluo far ragionamento fopradi qucila cantilena cflendofi detto affai. Quellopoidi Iufquino ftà in altra
maniera, cioè, cofi.

La rifolutione di quefta cantilena ftà in quefta maniera.come qui fotto fi vede.

-:!:ȣI~"1E:.'E

Quefto Chrifte va cantato alla breue>ó come dicono alcuni,permedium,doè per la meta manco: volendo il fe-
micircolo fem plice come ttanno l'ai tre parti , vna Semibreue per tatto , & il rrauerfatodua, perón* vede il valore
raddoppiato, & с eíTempio da fe fteflo chiaro . 11 terzo Kyrie di Paleftina ítá cofi , che cama il tenor folo in Pro
portioned gli alen* cantano fotto il tatto equale col tempo peifetto . Doue che quefto bifogna fi accommedi all'i-
itefla battuta de gli altri metiendo treSemibreui per battuta, dando la perfet tione alia Breue , le quili Breui per-
fette fono otto in tutto che fono innanzi ad vn'altra Ereue come íi pi:ô vederc fu la Mella : la quai canti
lena non la metto per breuità,à me bafta che só s'intenderà.Ie paufe fono dodeci. Qucllo di Iüfquino e corne il pri
mo Kyrie quanto al Tenore.ma fahre parti fono col circolo trauerfato,& il trauerfo non fà alero fe non cht fi puô
cantar quefta cantilena alla breue:del refto ftà fu'I valore di prima quanto ad elfo Breueche la fá valere tre Semi-
breui,& la longa fei.le ofeurate fono coii.acciô non fiano perfette . L'eiTempio & la rifolutione è iù I'ilteflo autore,
ció fia detto per dicchiaratione. Vn effempiofimileè l'Ofannadella Meflalafolfaremi, quai metteremo fotto
nelle Proportioni.
Quanto poi alla Gloria in Excelfis, fino al mezoècome il Chrifte, perquellochetoccaallapartedel Tenore,
ma le altre parti fono d¡fferenti,íi che eífendo il fegnodella Breue nell'al tre parti , che è il Semicircolo trauerfato,
neceifariamente bifogna cantarlo alla Breue,èperôs'haueretefemprerifguardoà gli altri fegni, vederete che in
quefto loco bi fognera hauere doppia confideratione.Noi fapiamo che il Semicircolo trauerfato pofto col fempli-
ce mentre il femplice portera vna Semibreue,il trauerfato ne portera dua . Sj che ogn'una di quefte Semibreui del
fem plice va lerà dua del trauerfato, dua del trauerfato faranno fei Minime, perche la Prolatione non lafeia
mai la fua diuifione ternaria . Adonque quelle quattro paufe eífendo del valore di otto Semibreui , & ogni
Semibreue vale tre Minime, ftando coíi.faranno vinti quattro battute: perchecomepm volte habbiamodet-
to la Pro!a tione fá'ilfuo officio fenza impediré il tempo.chivolefle cantar quefta Gloria alia battuta dclla Semi-
brcue(che coli anderia cantata & anco il Benediclusqui vcnit)Ia parte che hà la Proíatione farebbe obligataá far
doppia
Di UGio, Battífta Ro.fsi . 47
doppiaconfideratîone. Quinto alrouerfcio ficmta lamcti manco&queftofâ anco lúcumo in fin de! Credo
d;llaM^AÍeconda№u3moarmenelbiffo:mavienriítefo^

£r5:zi:ö:$i?zzz?-izo_z!-:zzzzzaztzzz-^z?35zöz.-zrzzzzz:r
Refoluticne della fopradetu cantilena.

ЩШеШщеЕШШШШёШеШ
Dalla Riíolutione délie Cantilene cheche fin qui fi è fatto, vcrrà.in cognítíone il cantoredi rnolte fortedican-
tilenecompoíte i ndiuerfe maniere & modi. 11 Morales nella Mefla, Aue Maria, nelSançtuSjin vna parte canta
£ОШ
3uelía
ere queTlp d¡H~z^ ZZZZZl^u'^'ef3"0*0!!110''^ fTa maniera che èfattoil primo Kynet&gi
•parre féconda, — - — *~cne(jice, CXu¡rolIis,'fifcrucdíiriíteflacantilcna,conqucftomotto,cancrizet
&fupradiclanotet:comevoleíred!rechedebbailcantore>can!arclcmcdemenoteofígure,maairindiciro,com-
minciando daU'ulrima fígura,andando fino al la prima,feruando le rególe de' punti & figure , cofi fignifica quella
parola cancrizer,che viene da cancer che fignifica il ganbaroanirnalnoto.qualvaairindietro.Maeííendoquella
MtíTa Rifoluta mi pare fuperfluopaíTar più oltra,'& merterla tura qui,mabendicchiarerôqueIlochefaràneceira
rio & degno di Taperfi.
Quantoal,QuitoIlis,del PaIeftina,non vi èdifficultà a]cuna,pcrchc le parti cantanofotto il Semicircolo trauet
fato & il Tenore fenza trauerfo,doue ch e neceíTariarhente hiíbgna che tutti locantinoal fegnodeIIabreue,ô vo-
gliamdirc,permedium,&ilTenorebifognachecant¡ come ítá.Nel fine peródouedicezPatrisAmenjanchoreíTo,
Tenore deuecantarecomeçlialtrialla breue. Per vcnire.al Credo non vie d.'fferenza alcuna ma (lá cometí
primo Kyricin tuttelepart:,douechequellochediceiïimoinquel Ioco.feruirâfenz'altroragionamento. Nondi-
meno porro la Refolutionc q jí fottodicchiarando dui paffi vno nella parte del Bafíb,& Taltro nella partçdelTAj.
ío, che ftanno сэй,
i г г 4 « *h,

iiiIiÍI;iIÍi;i;iÍ!plÉi
um. Et in vnum Dominum Iesü Chriftö. fe cula Deurn deDeo.
Sono ofeurate le В. eui acciô non fiano perfette:cofi la longa ,1 s Mi nime che h anno fopra la Croce.fonu ofcuri-
teper accompagna mento, *5c v*güono tanto come fe folTero ЫадсЬеДайеЯэ fi diçedi qudIo,preíTí, & incarnatus
eft, nella partedel Baffo.

3:z:::::z:
Da qaeftaRifolutionevenirete in cognitione del cantó nel tempo &Prolationererfeâi,confiderandoIi punti di
alterationequ/lifigurefialcerânoAperçhevagliaopiùdeirjltre.&turtorniparchiaroafsai. Iufqumpoinel,
Credo.qual diuide in tre parti,Fà vna parte fola,& fi canea rre volte fempre diferentemente, la prima volta fi can
ta fecondoladiuifionedellaProIatione.&ècome il primo Kyrie, matando poi tempo, canta corne il Chrifte, 3c
torna anco n¿l fine come il Kyrie.la féconda volta.dice: i incarnatus. eft , cancrizet, & ofserua l'iitefso che hà of-
feruato.nel.Qui tollis,della Gloriaron le medeme regole.Nella terza voIra,confiteor,dice,a:quiualct, ches'inten
de in due maniere cioè fi can:a allô equiualemedelfekno, cheficomeglialtricantanoal fegnodel Semicircolo
trauerfaro.cofidebbecfsoTenorecantarefottöqueiriitefsofegno.&s'mrendeancoali'equiualentedellaProla-
tione.cioè quelle che fono perfette nella Prolationegli dà tre mio¡me fbttoquefto fcgno trauerfafo, le Paufe poi
che eranodiciottoinProIatione.nevaglionoairçquiualentefolo noue tattiintieri.&inmezo doue erano noue,
fpnoquattroè;neza:&douedodecifei,è<jueflacantilenimoltointricata per canrarfi. Qyeftc cantilene hanno
piùdelgiudiciofochedell*harmoniofo,&èbifognocherhujmos'armi di bona teórica per cantarle.
La Seconda part délia Mefsadel Paleftina/cioè, Crucifixus, с comporta aU'ordinario col Semicircolo
frauerfato, ¿Vèaquattro : ne vi è difficulta alcuna , eccetto che quando canta in Proportione , quelli ch'a-
ficttano paufe deuonoannouerare a tre a tre, come Proportione »finita la Proportione, a vna, a'vna. Quarw
G toalla
48 Órgano de Cantorb
toalla ter 2 a paite, Et in Spiritum Sanftum, tutti canrano in Prorortionc cccetto HTcnorequaliidcu.
accommodare ancor efloà quefta battuta & è facile. Perche mçtte vna Semibreue contra tre, & quclfa Semibre
uechefaràalteratavaleràduatatthSila brfuechefaràpcrfettatre:quclIaçhefaràimpcrrettaduafoli,&leraufs
che fono fettc,faranno anco içttebattuteNelfinçi&expefto?cant£i alla breuecomeg iaItri,NonmcitolaReí¡>
lutione perche с chiaro da fe ftelTo.le Breui qfeurate nell'altre partj vagliono dua Scmibreui , & la longa nel Bailo,
quawro . Per venire al SanftuSjVá cántaro come il Chrifte : lepaufe íonododeci eflendoil tempo ¡mperfetto . II
primo punto t d'Alterationrl'ultimo di perfettione.come è anco il feœndo.

-)-— Л-v-Ç- —.—-—.-z._Ç-!^ —4.-Ç.4-—— -г- -—i.v • _H.\5-]-—


5 inclus. Refolutione«

:z:Hb¿:Sí:zzzz?:g B:íz:r::r::o:d:z:z::r :z:?:*:o:!:z:zz::z::z:r:$ H:zr


II, Pleni funtççlbftàinqueftamanieraanco&lenerefonaofcurateacciQnoniîanoperfettc, fclaRefoIutio
ne farà coli.

Non metto il (ègno deIlaProlatioue,perche è corne quello di fopra.Quantoal San&usdi IufquJn, è corne il prî»
ma Kyrie,Ma VOfanna dice , gaudet cum gaudçntibus, quai fi èdichiarato fopra nel cap.i 4, & nel Benediâu$,di*
ce ; Duo in vnum : quai pure ii pofe fopra : vno çanta come ftà & l'alnoallabreuç, come fà anco il Paleirina nel-
ГAgnus delIaMena,RepIeaturosmeum,eRoccoR,odioneU*hinnô,Auemaris íceJla. Quefto mortodi lufquina
è fufficientiffimo,& fi l'officio délia cifera rernaria>&fi canta come ГО Гаппа délia Mefla, Ессе Sacerdos magnus,
diçchiararo fopra.Ma il Paleftina vi hà pofto la citera fenza motro:& le paufe fono fei.cicc fei barute, leSemibre
ui perfette vagUono vna battuta l'una.la Brcue vale due battuttvPerche èncl tempo imperfetto.Vi fono poi qur.t-
tro punti di Alîeratione,è perche prefuppongoche gia farete informati ben.iffimoci quefto non dirô altro:A*alrrt
parti cantano in Propoçtione , & il corne portano tre Semibreujper battuta!, cefi il. Tenore per la Prolajionepor
ta, tre Minime.
Quanto al Benediétus, laaimcuitaconlifteneUapartedelfopranochehâ trefegni, l'altreparti hannpfobi|
Semiçirçolo traucrfato,& prima nótate chefi commincia dal fegnodi fopraà canrarej fe altro non coromandaify
îl compoiitore.Del primo fegnocon l'altre parti.hauete il ragionamento fopra la Gloria in Exceliis.DeI fecondo^
con Imeffe altre parti,hauete il Qui tollis.DeI terzo nonoccorreparlarnc.pcrche è vna cofa ifteífa con l'altre pa*
ti,le due moftre infine fono indicio furrkiente.che fi deue cantar due altre volte fenza là prima.

Benediâus qui venit


Rifolutione*
— — .W-I- -» A .—.«—*—.fr^— — ,

H iirlËç i3ll:!!iS:?ii:==:
La prima Refolutione è del primo fegno,la féconda del fecor¡do,& la terza del terzo « IacobObtreâ nel Frin¡
^riedellaMeífi,Aue
Kyri Regina Cçlorum, nefávnocoficol retornellojchelignificadouerfircpetere fotto l'ait i-
fcgno cioè del cirçolo:& fta in quefto modo.

^^^^r¥^:^^P^^7^^^^Z7^::^^.
Rifolutbne.

NeTa,
Di O Gio. BattiíURofsi 4P
v. « n0{\ra Mefla.Qucm dicunt homines.fcnza moftra с morto , habbiamo potto la cifera ternaria fufficiente
rnotio qucfta maniera, come fta qui fotto,& come fá anco i! MoraI.es neíl'i ftefla Mçfla,è nel medemo luoco.
otixbin

§*~Щ
Be nedidus venu. 3.
{In nomine Г mmi. 3«
Di quefti ritornelli védete la Mefla di Iufquino,Mal'heur,chc ve ne fonomolti . QuantoairAgnus', del P4-
leffiMÎnonvièdifficultàalcùna.macfimireàquell'ultimodellaMcÎiuEcceSacerdos magnus chefi diichiaro fo
rraba lifegnidell'altre parti nonfonocolcircoJomacoI Semicircolofernplice,lechrome bianche fonodi valo
re di meza battura Гцпа,согае le neredi Iufquinonel primo Kyrie, li fofpiri fono.come lechromebianche, cicèfi
tengono mezza battuta.te paufe fono quatrro nel tempo imperfetto , & eflendo tutte perfette che родапо tre mi
nime j'una,& ogni minima vale vna batruta inqueíto loco,faranno donque dodeci batruteJtá coin

¡Е1ЕВ=ёагЕ^1ЕаН^ЕЬ^гЩ5=агр|^гЩ^

Sebene è fuperflooti rifoluerioliauendo decro affabpureperche vifono degii mgegniurdi , per tali faremoli
Hifolucione qual va coíl

e^ffijgg^sM^ra
0.
$

L'ultimo Agnus non hà difficultà alcuna effendplengure turre Semibreui.qual i figure vagliono tutte ad vnmo
do cioè tre battute 1'una.Quello poi di Iufquino,econ tre fegni & ü canta à tre voci,& comminciano tutte infierne
madifferentemente,tantodi voce come di mifura,le voci fono il íoprano,conrr*AIto, & BaíTo . II foprano che è il
primo come appare per la chiauefhauendofi fcruito di queíta in meta la Meffa)porta tre Sem ibreui per battura co
me dimoítra lacifera ternaria.ll íecondo ílgnó^c del contr'Alto,percheqúella parte dice, Agnus Secundum vide
in fupremo,è queûofegno porta vna Semibreuepel battuta come vuole il ScmicircoloTernplice,&ladTííaüeváfu
la riga di mezo . Il terzo ftgnoiïgnifica la parte del Baflb : perche anchora eflbdicel'iftefle parolechédite il con-
tr'Altorimandandofulapartedelfoprano:&queftoperilterzo fegnodella Semibreue, èporta due Semibreui
»er tatto,fi chp il Baflb commincia in ottaua col foprano,& in quinta col Tenore , .& ità coli.
Ca Iufquin.
jo Órgano de CantorL
lufquïn. Triaínvnum.

рЩЩШШЩЩШЩЩ Agnus Dei«

. ^.....j. —~ . —-.-.4.—.—..J.—.— i-i-.-—4-.„—.—. —^.

*Ш&&Вё2^
izz*zöz==
fl

lo.Baptifta Rubeus, .Intclligentipauca.

liilálliililiiililliii
Benedi äusquivenit, qui ve nie Benedictus

11!ÊliiiÈiiiiiil^lÇîi
qui ve nia in nomine- dorni ni. ij

A. A - -a ~ — M

ni domîni,

J|mottaèchiaro,nconttVdtoatyettaduebattute^^
çu in diateffaron,& il foprano in diapafon .11 rcitentc non hà bifogno di dicchiara tione ..

Con vna tauola fi puo haner cognitione d'ogni cantilena»


Cap, trigefimo «

PRimichefidiaHne al ragionamentodel Modo» tempo & Prolatione» fcra bene porre vna rauóla di GÍ04
Ungembrunero, éhettà in quefta maniera, danoi anchor» aropliata.pcrftciliracilcantorealle сатисч
ne d'ogni forte,

Prolatíónt.
Di D-Gío. Battiíb Rofsi * 51

Iprolatíonc >тempo Mo>• J do Scgnïô Miíiire, cioèt.atti,ouero,. battute.


Maggiore, Minore. Tempi

5 * iO

S5
Perfetta. Perfetto. Jmpcrfet? ¡Perfetto. I Q Si 27
¡to I *-•

7*3
Perfetta. Imperfet- Imperfet- ¡Perfetto, J £ 3* i8
to. ¡to.
-^i.
Imperfetta. Perfetto. Jmperfet- Perfetto, tn
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Imperfetta. Imperfet Perfetta Perfetto. i3


S 12 _2_
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Perfetta. Perfetta. Perfetto. imperfeta 3<5 18
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Perfetta. Imperfeta Imperfet- Imperfet'l
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S. | 24 12

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Imperfetta. Perfetto. fc
Perfetto. Imperfct- ö г?
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jlmpcrfetta. ¡Imperfet- Jmperfet- Imperfet- § 8
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Perfetta. Perfetto. jlmperfet- Imperfet-: © 3« 18


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Perfetta. Imperfet- Imperfet- Imperfeta i.A. 12


to. to. to. ,
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Imperfetta. Perfetto. Jmperfet- Impe rfe-
to, to.
0 ja I

Imperfetta, imperfet- Imperfet- Imperfet-


to. to. [to.

i.e^ L
4JLi_ 3=
zz:$z3zz§:zi
S4s
Quefta с Ia¡Queíta è Quefta p Qyefta с Li numen corrifpondenti alle figure qui 'pone dínotano
figura dellala figura la figura la figura quanto vagliono m ogni forte di cantilena ; & doue védete fo-
Prolatione. del tempo, del kmodo del modorra la minima il dua & J'uno; vuol direche dua minimefanno
& madré minor per'maggior < vna barrut*. Di più doue vçdete poíto la zifra ternaria, fignifi-
délie figu- etto& im'perfetto&ca in quelle çantiieneogni figura cuentiale hauer la fua pro-
re. [perfetto. ímperfet-
im priaperfettione:qoè,la maflima valer trelonghe, la longa trc
breui,&labreuetrefemibreui, & la binaria .tutte le fopradet-
I Г te, valer dua« Nonli
5г Órgano de Canton
Mon fi Голошей neïla quinta cafclla H fegni traucrfati perchefono da fe fl efli chiari , portándola meta man
to come habbiamo dctto più volte* Nota di più che gli a ntichi.volendo mofírare il modo maggiore , faceuano
coli О г г f.aníricando peril circolo il modo maggior perfetto:& per la rrima zifcra il minor perfetto, & per
|a i3* fcco"ndasiltemFOFeif«(o,&altrimoitrauanoilmoöomaggiürecofi OCO oirero cofi.322.al-
l'hoi'a la maffima faceuano valere tre!onghc,dcè27.Scmibrcui. Mafevoleuano folo il modo m mo
re coi temp» perfetto,faccuanol'iritíTocünvnaciferafolo:inttndendo perilcircoloil modOmmor perfetto, &
rerlaciferail tempo perfetto. Altri il modo minore afiigriauanocofi COC oucro cofi ОС & anco m
eucftamaniera,a32.ouerocoii,3i,airhoralalQngavaleràtrêBreuiJ& altri fono foîiti fegna
reil modo col tempo-con tale fegno q iîgnando conreftcriorecircoIoilmodomaggiore&minore,&coniïn-
ierioreilitmpoperfetto:Fcrôquan do tutti duaerano intieri circoli denotauano la perfettione: ¿kquando
come quiuîfi vedono g ¿j) Q dann^nditiodeirimFerfetro:benchedirarofiritrouinodcttieflcmpi.InoUrcriel-
le canrjlenc doue fi védela cifera ternaria prefio il fegno, dimoftracheogni figura eiïentialericeue
perfettionçji come la binaria la fàimpcrfctrascicè,che inquel luocolamafIîmavaletrelonghe,lalongatreBre-
ui,& la. Breuene^Stmibrcub&doueçiala binaria le faceuano impafe:te:cioè la maflimafaccuano valer dualon
ohe,la longa duaBrcui,& là BreuediiaScmibreui:tuttoqueitovelofaràchiarora!traKgurapofta nellafihedel
p; efente capitolo/e qui fía non vi dará piena chiarem -Di più molli auano la Breue valer tre Semibreui inquefta

ma dette paufç nonfinumeiaua- """"" " no,foloquandoeranodopôilfegno.


¿Hora pervenirealla tauoladi íopra pofta,dico;chechirintender¿ bene, intenderà ancoogni fpecieMuficale;
perch&tuitecon^engonoefferefottoleregole4e,lmodo.deltempo,&del!aProlatione. Dico donque;acçiôs'in-
tendino.ncl mezodi quefta rigura,cicè,nella quinta cafella notata col numerocinque , fono pofti tutti li fcgnl dél
ie cantilenccomeappare accioche le annotation cheli fonodidietro feruinoalle fue denominations, & linume-
jichelifono dopo feruino alvzloredcile figure che fonoatteàdhauere hora più & hora meno valore. Mirate
donquç la prima cafclla dove dice Prolatione, &poi la Seconda chedice,tempo , & poi la Terza che dice.,, modo
maggióre,& la quarra,modo minore,Vederete fe il tempoè perfetto ouero imperfetto:fe vi è Prolatione, & fe vi è
jlmcdo.fcrqueftofipongonole quatro figure principal i fotto,acgavedendofi la Maffima fi fappia chcèfigura
del modo maggiore la longa del modo minore.la Breue del tempo,et la Scmibreue della Prolatione.Dopo i fegni
del temr^.feguitanoi numeti,da*nuroer¡ p^
dalla fettima fi vede quanto vale la longa jdall'ottaua la Breue.dalla nona la Scmibreue, & dalla decima la Mini
maler poter hauer di rutteifuoivalori.
DipiùnotaretechelinumeriiqualifonocollocatiaFFffffode'ftgnijôtempidi'monranoilmcdomaggioico
minoreJl terna rip dinora il modo maggiore,& il binario il modo minore,cofacbe. vfatono molto.glianticbbYo-
kndodonque il cantóte fapérèquali lleno l'inditij dellecanriienechegli fi metterannodauanti,ricorri à quena ta
uola generale,& veda fegl'inditij fuoi/ono deltempo perfeuo.oüero imperfetto:di modo ouero di Prolatione, &
guardando al valore delle figure fue,applicandoIe pero come è neceiTario,& come fi deue.Tutto queflo fin al pre-
fente fiaderto deLtempo,dclmodo,& della Prolatione : poniàmo horta la valuta (per maggior chiarezza di quel
cbe fi è derto ) delle figure in ciafeun tempo , & modo,& Prolatione.
Douete donque fapere che la Maffima del maggior perfetto.contiene in fedue longhe,& la Ionga,due breunla.
Breue tre Semibreui:& la Semibreue tre Minime,comemofi;ra la fottonotata figura,

*\ ^
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-e—:
Tempo perfetto,& Prolatione maggïore,oueroperfctta.
I)elm'äggiore Imperfetto.
Dî più bifogna fapere che la Maffima del maggior imperfetto contiene in fe dua longbe:& la longa dua breui»
&1îa breue duaSemibreui:& poi laSemibreuetreMinime:comeappare qui fotfo.

Tempo imperfetto,& Prolatione maggiore,oueroperfetra .


Dd minore perfetto.
In öltre fi hà da fapere.che la'maffima del minor perfetto,contiene in fe dua longhe : & la longa , dua Breui: la
Breue tre Scmibreui,& la Semibreue dua Minimeicome fi moitra gui fotta
Tempo
Pi Ь. Cio. Взп?/тз Rofsi ,- )3
г-^ -—» (—> г--»

Ч:
Tempo perfetto,& Prolatione impcrfctta.oucro minore»
ШШШ
Del minor imperfetto,
Sideue poi anco fapcre che la MaíLna del minor imperfetto tempo.conticne in Ге dua longhe?& Ц longa , dua
$rcui:&laBreue,duaScmibreui:&laSemibreue,duaMinime;çomcftaneIIafottofcrjtta^gura.
Г"—» ( —»
Z-H
___C уч —
—.—-— — _^« —
ц- :srz:
Tempo imperfetto, & Prolati эпе imperfctta.ouero minore .
Quefti efsempifoprapoftj çoncçrnonochiaroil tempo & la Prolatione, malí infrafcritti çoncerneranno cía«
fain modo,tempo,&Prolatione:&faranno chiarol'irwelletto delcantoredjtal maniera che non hauraçhcdu-
bitare.Giadicemmocheilmodolodimoftrauanogliantichicon pauferrip]icate,ouerodupplicate:abbracciantc
,trefpatij,ouero duarhoradallieíTetnpi reitérete capaci,fe bene di fopra fi è viftoognicofaintornoâquefto.
Delia valuta délie Note.cofi perfettecome del l'imperfette.dimoitrate perli fegni Sc per le paufe.

ггц:: ~Oz$zO:
mm Ъ :й™:
Effefflpio di ciafeun modo.tempo perfetto,& Prolatione perfetta ,
EÎEfESE ■ —p-

r—> I —i r—» (—> .-—) <—~> c*i r-

Eflempiodi cîafcun modo,perfetto, tempo r^rfettOj&Prolation imperfecta»


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Eflempïo di cîafcun modo perfetto,tempo imperfetto,& Prolatione perfetta -


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EíTempio di ciafcun modo perfetto,tempo impcrfetto,& Prolatione imperfecta «
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Eflemp io del modo maggiot perfettOíminor imper fetto.ternpo pçrfetto; & Prolatione perfetta .
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EíTcmpio del modo maggior perfe«o,minorîmperfetto,tempo pcrfetto,& Prolaticne imperfetta .
EfTcrrpio
54 Órgano
o de Canton,
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Eflempio del Modo maggior r*rfetto,minorimperfetto,Tempo imperfettb,& Prolatione perfetta.
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Efcerapio del modo maggior perfetto,minor;imperfetto>terapo;imperfetto, & Prolatione imperfetra.

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Eflempio del modo maggior împerfetto,mînor perfetto^tempo imperfetto,& Prólation perfetta»
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EiTempio del modo maggior imperretto,minore perfetto,tempQ imperfetto>& Prolatione imperfetta «

Eflempîo del modo maggiorßc minor imperfetto,tempol& Prolatione perfetta •


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Eflempîo del modo maggior & minor iraperfetto,tempo perfetto,& Prolatione imperfetta «

Modomaggiorc. Modo minore.


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Tempo perfetto. Prolatione perfett."
Efllmpm
Di D.Gia, EamíU Röfsi , 55
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Eííerppiodcl modo maggîore & minore imperfetto.tcmpo imperfctto,&Pj:o!atione perfecta.


f—*-» '•»

ElTempiodelmodomagçfor&minorimperfctto, tempo & Prolationeiroperfett*.


Vifono poida notare i íegnidel modocol tempo,feçondogh" antichî.olrrc diquclloçhefièdetto difoprafott»
JatauoladiGio. Lencenrxunexordicodonquecheeifi anrichi erario foiiridimoífrareil modo infierne con il tem-

¿Ve,dirnoítrano il tempo . Perô doue Гага il círcolo con la ternaria zifra.tui farà il modo minor perfctto,& tempo
f>erfetto,ouero5efquialtera:&oue farà pofto il Semicircolocon la zifra infierne ternariajui ficognofcerà il modo
minor imperfettp.ma il terâpofarà perfecto,ouero Sefq'jialtera,oltraci9,è da fapere, che doue farà il çircolo con
la binaria zifra, iui farà detto modo m inor perfetto,& tempo jmperfetto , ouero dupla : Se ouunque farà Ц Semjcir-
jcqïo con la zifra binaria,iui farà il modo minor imperfecto, & tempo imperfecto» оцего, dupja fi come qui di fbt-
«o appare.
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£ffcmpio dd modo minor perfctto . & tempo perfetto
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fffempio del modominore imperfctto , & tempo perfetto (


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ElTempio dd modo minor perfetto, & tempo imperfecto»
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rc¡:
EíTempio del modo minore imperfetto , J& tempo imperfctto!.
V¡ fono anco altri fegni come fi è moílratp nel principio de! prefenre cap]to!o:ma perche n'hauerete l'intiera со
^nitionedajía fottopqíta tauola.fc fruit« fitpcrplura^uod fieri ppecftper pauctora,peró filafcierannoqucllift*
«rjí ftráuaganti che non fi fono роЩ .

H Tauoîa
s* Orginodc Cintori.

Tauola refolutïua delvaJorecb'ciafamfcgno.&diciaícunafígura,

Minimi.
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Ouefta tauola è anco pïù chiara délia fuperiore del Lengemhrunero . Qüella fieura-donoue fi rhumeràper-
fetta la aualecontiene in fe il numero ternario';íkome e la MaHmu quando contiene jn Je rre Jc^gn^ ^lalonga
fimilmente quando contiene in (e tre Breui, &Ja Breue quando contiene m le tre Semibreui ; & laSemibreue
quandovaletreminimecomeapparcnellaprefp^^^^
ternario è ciù pcrfêtto del binario come afferma Pitagora quando djceromnium efce perfcaiflimum : & dalhlo-
fofîièrhiarnatonumerodiuino; & il Poeta latinodice: Numero De.us impare gaudet/ Dellcperrettermauete
Шией^пМжШЪа*'. Vcdçtelufquiho, Gto. Mouton, Brumel nella МеТ$аГОтте.аггпе пег
ttrzo Kyrie, che fî cofi.

La prima
Pi D Gip- Battifh Rofsi , 57

ЩШШШееёШШШ1ШеШШ
ЗЯ * *

La prima figura èperfetta perla quadra che feguc:& raltrajrnperfetta:raItrequattro Breui/bno rutte perlet
te per le rególe dcttealtroue,& anco da dirfipiùalba(ro:lVl:imadelIequa!ièperietcaperrabfenza delpumodi
diuifione fra quelle dua rqinori ligate.Non metro l'altre parti perche non vi èdifficoltà alomarle quali cantando-
fifi vedradettovalore eíTergiuftocorn'habbumo notato fopralefiçure. Di fimili pafli védete Pier délia Rue
nella Méfia dellaMadonna:&neIla Méfia Pucrnatus: ScnellaMefia, Numqua'fuepçna mayor.Henrico Iíaac
nelIaMefia,chargededeul,&nellaMefia,Qiuntyayaucor,&neIlaMcfiacomèfem
lipaffinefonopienituti'lí antirhi Muficúandiaraohoraá tratrardeile Proportioni.

Delia Proportione. capitolo trigcfimo primo.

1 STO Quantoía necefikrío alcanfore circa lecantifene,reílahora didiredella Proportione. quale


è ancor lei degna di gran conliderationc:che fecondo alcuni fi troua di tre forti,, cioc dupla , che vuol
direq^uantoaldoppio,Tr¡pla>quantoaltrrplo;SíSerquialtera,chevuoIdirequantontutto5{lameta.
La Proportioneconfiderata dal Mufîco(pcrlafciarl'aItredabanda)èvn numero fonoro,cheequal-
mente con vgual mezo fipuodiuiderc,& perche ff2 tutti i numeri, non vi enumero che con equaliti
(feruandofí le parti intiere)fi pofla con ben diuidere quanto che fi diuide il numero ternario:per queíto fi dice che
inumeroternarioeaumerodiProportioncovogliamdire numero di mifura. Prima perche come diconogli
Aritmetici,la proportioneè numero pcrfetto,& niuna cofa è perfetta che nonfia proportionata,comeanco none
Proportione che non conílituifca cofa perfetta : & poi perche trail principio &iifine, viçafca vn mezzo tanto
vguale,che cgli с tanto,quanto fono ciafcheduna dille fue parri,& anco tanto è ciafcheduna delle fue parti quan
to ètuttoilmezo,dimodoche vi èranta Proportione rraJorochenonpuôefferMaggiorePotiamodirealtnmen
ti che Proportione nellaMufica ordinaria, non vole dir altro che vna cantilena cantata fotto l'ammimftrationc
del tattoinequa!e,tolto quedo modo di dire dalla gran Proportionalita che caica fra vna figura & l'altra che con
vnacqualitàmirabileentranofottod'untattoinequalmcnteformatorqualtattoinequaleèilmezochediftingue
le Proportioni.Che queíto íia vero fi vede chiaramente che le figure cantabili tutted'una iíleffafoggia fenza va-
riatione alcuna di più ô manco valorejtanto nelle cahtilene ordinarie.quanto che in quelle di Proportione entra
ño in vna fteíTa maniera:& fe pur'alle volte le vengano augumentate,quefto non è per altro che per alcune oppo-
fitionidifigurelequaliin Proportione hannopoteftàdialcerarelefuepiùvicineàfedi valore inferiorci &non
chele habbinodaefler tali.
Da tutto quefto che fi edetto fi caua che lecantilenc'binarie non fi poíTonochiamare Proportioni.perche ildet
to numero non hi mezo col quale pofia i dua fuoi eftremi Proportionare come il numero ternario,il quale 1¡ Pro-
portiona. Et pero liantichi Mufici fulamente difiero Proportione al numero ternario, &a!la comparationede
gli altri numeri, difiero, Dupla, Tripla, Quadrupla, Quintupla &fimiii,&queftopercheogn'altronumeroôchc
non hà la parte,& il mezoequale à poterfi Proportionate che hauendolo non с al troche vn numero raddoppia
tOjCome per effempioil numero fei per le fue parti equale fi puo Proportionare col metterne dua per parte:ma que
ílafertedt diuifioneèpiùtofrovnraddoppiamentodi numero chec Semplicemente con femplicimezi Propor
tionate. Tutte le figure dalla Semichromain poi entraño nelia Proportioned più ordinarie fono le bianche in-f^S11
íínoalla Minima. Non fi fono feruiti gli antichinella Proportione della Sem ¡chroma o bifehroma perche faria^i«
troppo ù tica al cantore portare tanta quantità di figure fotto il valor duna battuta . II fegnodella Proportioneregu
è il circolo trauerfato.con la cifera ternaria & la binariaxoíi faceuano an ticamente; è ció auueniua 'per far diffe- ja j.
renza da quelle Proportioni che per fuá natura li pofibno cantare fotto Tuno & l'altro tatto, & queíto fi dice per
che alie uolteintroduceuanoalcunecantilene col circolo trauerfato,lequalifipoteuano cantare alia breue& in
foggia di Proportionc,comefívcdedelle loro compofitionicheriefcanomegíiocinratein Proportioni?;. Vedóte
il libroda choro delle Meffe di diucríi,ftampato in Koma,chetroueretedi tali compofirioni,"fímiIfnentei'Ofanna
della Mefiala,fo!,fa,re,mi,dilufquino quale fipuocantare in tre Maniere, cioc come ÍU fcruandoU perfetrione
a'laßreueco'puntid'alrerationi&fimilij&allabreuej&inProportionejCioe.avnaSemibreueperbamitajOuero
/ducjouero trequal cantilena è polla più fotto frale noílre . Di più trattando dellecifrre,fi hà da fapereche fi co
me nan fi troua altro tatto che í'equale & inequale;checofi non fi troua cantilena che nelle muficali diuifioni, nó
(i diuida o in binaria,o in ternaria.Stando queítedue diuifioni le non li moftrano c5 altro fegno che con il 2 & 3 . Ц
H г quali
58 Oiganode Сапгогь
quahnumcripoßi immediatamente dopolifcgni del tempo dimoftrano la quantitàdcîle figure che íí contengo*
no fotto vn tatto:ondequa!unque volta che le cantilene fono fenza eifere fegba recon li femicircoli turtc íi ch ¡ama
no cantilene binarie benchc non vi pongono li moderni la eifera binaria che è il 2,'come faecuanoli anrieh i, non«
dimeno hora vi s'intende.Dieo che ñ chiamano binarie perché fottoogni tatto va uno due figure,& fe non gli van
no fempré",glivannoalmenorajtrc^in quantité ta!e,cherileuanoquel valore »&fannochediftinwrnente vadino
le figure fottoil tatto in quantità didua.di quattro,d¡ orto,ouer di fedeci.numerifemprecon il'dua in fimil quanti-
tàmoltipliçati.comefipuô vedere. E perche tra le diuifioni binarie &ternarie le più familiari & piuinvfoíb-
nole binariejdaU'ufoeftatodepofto il fegnarleçonqucftacifera,2,qualèfegnodelIe cantilene binarie, &hora
non è più ncceírario,attento che fempre vi s'intende : anri quelli che ve la pongonoô vn metter dubio al cantore
che çofe íignifichi.Védete il deçto libro di MeíTejche ne ritrouerere délie fignate cofi ; perô la detta cifera 2, non
(èrue à çofa alcuna come fenon vi foffe .
Inoltrefonoalcuniche pénfanochePro^rtione,Sefquialtera,TripIa,Hemiolia,iïanoVnacofaflefla,comenc
hô fentito de* Mulici ô cantori di qualche reputatione . Quanco fia quefto errore íi vede tanto nel porre le figu-
re,quantoçhenellealterationichenonpoironoriceuerequeitialtrigeneri comefàla Proportione. Ma fpccial-
n^elkenelleperfcttioni&alteratioш,perchealcшlidiuidonole5'efquЫtere^nmsggiori&minori,comeíivede-.
pà nelli efTempi,

Delia Dupla/Tripla,Quadrupla & akre-. Cap, Tîigefirao fecondo,.


*&& E R Intelligenza d?querto è da fapere,cheda' Teorîri с poítoqueíto genere, moltiplice , fuperparti-
Я)Д- colare,& fuperpartiente:& perciônon fi troua fpecie che non fia da qualche particular genereconte
nura. OndeelTendo la Dupla,IaTripla,&l"altré.alcune maniere di cantilene particular!, fi diceche
w ruttelecompararionj&oppofitionidt'numeri chefifanno allunorurte fonofotto il genere molti-
r plicc : ileui eiTere& eflenzà nonèaltfo chedicontenerctuttilioppofiti&cornparati numerichefi
fannoall'uno.fe anco fino à cento fi voIeiTerocomparare . Et pei ô Dupla non vole dir altro che dua
comparan аЦ'ипо.Пс he fi fà per via di quefta comparatione,che quella figura la quale per prima foleua andaré &,
entrare intiera.fottovn tatto. per quel numero, 2, bifogna metterne dua, l'ifteifo fi dice délia Tripla, Quadru«.
plat&fimili.

Quefta aggregatione dt numen moflra il genere moltiplice..


, i_8 — — 1 — — -0 --1" x-
1—-
:i:
:|:

Dupla. Tripla.. Quadrupla. Quintupla. Sextupla.. Septupla. Oñupla.. Nónupla.. Decupla..

tvgo DallieiTempifîverrà meglio in çognitionediquefte Duple,Trip!e,Quadruplc & alcrefi rnîli Sorti . Et prima fi;
la 3. há da notare in queft'eííempio qui primo délia Dupla.che il numero fuperioi e come già diíli , fempre denota l'ac-
tione prefente,& l'inferiore la paffata. Come Tuno dinota che ncl paííato cantare , hauete porto vna Semibreuc
pertatto,hora il 2,dinotache nemettiatedua;quando poifí torna l'unodifopra &il dua difotto , denota che fe nc
regohauete porta dua nelpaíTato,bifogna al prefente metterne vncril fímile fi dice della Tripla,Quad rupia & íimili.Di
ia^.più ha uete da fapereche le DupleiTripIe,Quadruple & tali,mai cantano tutte infieme,ma hor Tuna hor Palera,

Effcmpio della Dupla . С Batt. R.

Duo
В ^•^sy^^iffîgÎ5î^pfîl;|f^^^

EíTempio!
pi D. Ció. Battifh Rofsi ¿ 59

EfTempiodella Tripla« Q- Batt. R.


j i i • i ft

Duo
.1 ±*л-§ $ $-$-5-~~i"f:í*^~t:I:t:~'~:i::f:|:ri:?:r':=z"i:r~z

Eflempio délia Quadrupla. G. Bite. R.

^^^^^^SL^ffliS^
•:s:;:o:¡

~!:ё!а:!5Е?Г;!;Ё§гй=1;НЕЁЕ

Da quefti effempi П viene in cognitione delle quintuple,feiruple,& fímili caminando tutre fotto I'ifteíTe rególe. No
jate la partedelTenorechefipuô dire anco in voçedifoprano.ècoiiri dice di ructi Ц noftri duo che fono inquefta
& nella féconda parte;cioè che li ponno cantare come íi vuole.fe fono m voce di foprano.mancandoquaefta parte
fldicaintenore, e mancando il tenorefipuonno dire in voce di fóprano, che tanto baftiper cantar quefti noftri
DuoJauertendonelMiferere,inqueilaparte.Tuncacçeptabis.chebifogneràafpeturduçbattuteèmeza,èlapri-
fna nota tenerla meza battuta .

Delle Sefquialtere. Capitolo Trigcfimo terzo.

Д В В I A M O Moftrato che la Tripla è vn'oppofítione del numero ternario all'unità & non al bina
rioîcioèquandos'opponeiltreairvno.efçlufole perfertioniôc alteration. Ma quando s'opponeil
tre al dua ouero íi oppone col tem po,o pure fenza tem po,fe íi oppone col tempo fempre è Proportio •
ne, ma fe íi oppone fenza tempo.farà fefquialtera.la quale è la prima fpeciedel genere fuperpartico- rego
lare:& ali'hora fará fefquialtera quando fotto d'un ratto fe ne ad-utauano due figure , per 1'interuen- la 3.
todellaciTeraternanafeneadattanotre,cioèlametàpiùQueitaèdidueforticioè,maggiore>&minore;lamag-
giore è di tre Semibreuhla minore di tre Min fme.& quelle forti j>'mttndono di tutte bianche . Se li fará vna can- rege
tilena fotto il fegno délia breue il qual porta dua Semibreui per bacruta.fe fi vuolejntrodurrela Sefquialrcra.s'in- la 4,
trodurrà la maggiore.per pórtame tre.iès'introdurrà fotto ilSemicircolofcmpliceche porra due Minime perbat-
tuta.fi dene feruirfi délia Sefquialtera minore,qual portera tre Minime . ГМетрюГпаиеге nella Meíla del. Pa-
leftina, Virtute magna , neH'Ofanna,doueiiferuedellaSefquialteramaggioreperchelacantilenaècompoità
fotto ¡I fegno deM atyeue quai (là coli.
Aloyfiuj
6o Organodc Cantorí.
A toyfius Prçucftînus. Eflempio della. Sefquialtera Maggiore. t
Ü ОГО—
> Й-V^IM«*

OfannainExcelíis. íj

Qui fi vedechequefta Sefquialtera с compofta,fêcondo le rególe iopradette.Prima noncantano. nute le parti


lnfiemecomeapparre,fecondo,lefigurenonriceuonoperfettionenealteran"onecomefi vedendla partedel Te
nore,& contr'alto,& Baflorperchc nute le Breui non vagliono fe non dueSemibreui-

™—-g/
:»rii^i^zzi5r|iijz^iîr=io=iz§î=ô=ir§i=ig=zz-z=:

Si vede che quena parte commincîa la Sefquialtera quando gliakri fînifçonolafua: nemenorutti infiérnela
comrninciano,ne finiicono «
Tenor.
: I • I_3u,*_.% ,„ = о_х__о-А-^-о-А2-^-^*- —J
, ¿:_м_. Î н д_4_5_1_о_0_.ГГд Z _ Z." 1-Х S " V Й Л ^У

fj——4— — —~— —..*-_— — 4— A»-— — + — 4- — — ——— —-»——+— -—"■-»— — —ï-_H— ——


Baflus.

fpipiieiSi^flpili
i .-,^.-H.-'ft.——,-,^-f—.-».-.- .A,-.*:.—e¥«A-Q-w.~,4..-. „,A — £ ^—I«
Inque(U
Di D/Gio, BattiftâKofsi 6i
In quefh parte le paufe fono djebattutcintierc,& fe queftafoíTePropqrtionefarianotre battute. Mapcrchc
non mi foao fouüenutieffempi di Sefquialtera minore ne formeremo dua etfempi in quefto modo.
EfTempio della Sefquialtera minore. G. B. R.

liliiSiliiiii^illllli
Vn altro EflêmpTo délia Sefquialtera minore. g. в. R,

Л--—---Х—i—з -t—-i-ï ,.-,-=. -Jt-z.—


Qui védete che la Sefquialtera .è p.QÍlafen2aTcgho,poLchequeJIacifera ternaria çaçcia il fegno'delfemicirccJo
pofto in princi pio.èqui lei fola fia fenza fegno. Di più vna parte çanta in Sefquialtera > Sd'altra ftâ fu lo fuo fcgno
/ordinario.Oltredi.queftovedetecheiimertonQtt
notai'a:tioneprcfente>&labinarialapaHata:&pqiritornanelfi;o'fegnodiprima. Da quefticíTempi d difinga-
щегаптю quelli che non fanne dirFerenza,fra Sefquialtere, Triple , & Proporriom . Védete nel primo elTempîodi
Paleft inanella parte del Bartola puntata Breuecheenrra in ЬакцгаД chele feguono le paufe mtïere, adonque
che о ecorrerebbe mettera il punto fe potefle riceuere Perfetcione ? Et perche bifogna che la Sefquialtera habbiá
la fuá intierádiuifioneditreSemibreuicomcdenotanoquellepaufe. Adonque non fono vna cofa ííeííalePro-
porrioni& le Sefquialtere, febenelopaiono, & anco fi dice che/efoíTero vna cofa ftelfa quelle paufe farianotre
battu te,& non due come diceflimo Copra .

Della Hemiolia, Capitolo trigefimo quarto.


E M I О L I A Non è aítroche Sefquialtera nrnirata.chi viene de Hemîolios che vol dire fefquî-
altera.Queíhi anchor lei fi diuide in maggiore & minore come la $efquialtera,imagirtatiuedetb
que rjfteiTe nguredellaSefquiaUeFa maggiore & minore ma ofeurare. Se mi dicefle alcuno adon
que chedifFerenzaè tra Sefquialtera & H-rqióIia ? Si nfponde chela Sefquialtera viene con l'in-
teruentó di numeroô eifere fignata,& con figure bianche corne fi difle, &laHemiolia fenza in-
teruentqdi numeroôcifere,& configure dsnigrate-.acqucftaèladifferenza.Gliantichife ne fev
no feruitj,& anefiora li modernùma queiti moke volte fe ne feruono come fe foffere Propprtionî
"л011! « "0CC°R0£U0 nell'himno Auemariflella,&il Paleftina ndmottetto,DiesSan3ificatusàquattro, que
fto della minore & quello della maggiorp.non facendo differenza da quefte a quelle fe non che fono fenza eifere.
Perche veramente queíte fonofatte per cantare fotto il tattoó battuta equa leè che fii il vero fe ne rjtröuono mol
tb volte ne gljeflempi deglianttchiin vna parte fola,& ancone introducono poche per la Iqro difficultà, corne fa
ilMorales)tantQnellefueMencquantoanchoranc'motetti:8ci4fteiroftinnogli altri.Gliefsempifarannoquelli
che daranno Iume d'ogni cofa ,
EfTempio della Hemiolia maggiore con la fincopa. G, B. R.

=§=!Шё~УеШ^Ш1Ш
Ouero
€l Órgano cíe СапглгЬ

Ouctöcome inquefto fecondo ElTcrnpio,che iïà inquefta maniera ♦ G. В. R«

PŒEffl3:!:*~:^E|!5EI^|:|:

l/ifteflo fi puô. fare'con darrEflempîo délia HemioUa minore fotto il tempo imperfettodel Semicircolo fempli
ce ïnquefla maniera.come fi vede qui força.

EiTempio délia Hemiolia minore« G« B. R«

^Sj^lggjligïi
p^Blil^g^gPfÈgfelgj-ÎS
Cof? è quella del Paleftina nelPAgnus giâ dieehiarato.Da quefti eiTempi fi verra m cognitione délie Hemioïie,
benche fi come diflî di fopra horà fe ne feruono corne Proportioni & quefto viene dall'a bufo, & dalla росаТсогн
eachehoggidifi Шли. öepure vero che le Proportiom ricercano. vn taw., &queßevnaltrOj & cofi le duple;
triple, &c.

Delia Diuiiîone délie Proportion!. Cap* tíîgefîmo quinto »

I S T О Ditutte queíle fpecie di Cantjlene che pare chehabbino fra di loroalquantodi affinità con fc
ProportionijfaràbenediuiderequelteProportloni. DiciamodonquecheleProporrionifonodidué
ibrti cioè maggiori &minori & quefte fi diftinguonoeofi per i rempi . Ritrouandofi hora duefortldi
tempi cioè di tempo perfecto!, & tempo imperfecto corne fié vifto di fopra ,.cofi fi ritrouanodueforti
di Proportioni.maggiore & minore. Et fi corne il tempo perfettopreualehmperfetto, coil la Proppp-
tione maggiore verfodclla minore per la maggioranza délie figure maggion . Et fîcome le figure del tempo pec-
fècco hanno vnpoco d'autoritá cofi á fimili ( & in quefto conuengonocontra alcuni } hanno quelle del- tempo im-
perferto,çioè quelledella Proportione maggiore hanno iuriftlitione & autorità di augumentare, & alterar le fîgii
re altera bili,come fi vedra nelli eflempi.Ma ie alcuno ricercaiTe perche non fi dice Proportione perfecta & imper-
fetta ? A quefto íi rifponderebbe che ciô fi fà per.non confundere le diuifioni tra le Proportioni bianche & ofcura«
ee; La Proportione maggiore è vnacollettione di trefigure Semibreui raccolte fotto d'un tatto ô vogliam dire
battuta inequale.La Proportione minorée vna collettione pure di tre figure conitituite fotto vn medemo tatto 6
battuta ineauale.nondi tre Semibrcui.ma di tre figure minime.
Di più fi diuide la Proportione maggiore.in Proportione maggior perfetta , & Proportione maggior imperrec«
ra . Cofi fà la minore,Ia quale fi diuide, in Proporcione minor perfetta,& minor imperfetta. Quelle che faranna
formatedifîgureofcurate',cioè,nere,fichiameranno Proportioni ¡fnperretre»& lé bene fi ritrouanonelle Propor
tioni perfette alcune figure ofcurate,ciô fi fà per leuarli alq uanto del valore à quelle figu re foie come aiTai fi è ЩО-
ftrato nelli ragionamentigiàdi fopra fatei. Dalla diuerfità donque délie figurebianche ne viene il dire Propor
tione maggiore &minore;& dalle figure nere&oicure ne viene ilchiamarleperfetce&imperfette.Etacciôilno-
ilro ragionamento habbia tra'lettori più efricacia metreremo gli eiTempi délia Proportione maggiore & minore.
II primo faràdiChriftoforo Morales cioè il Gloria Patri del Magnificat, del primo tono, fatto in Proportione
maggiore . JI fçcondo elTempio fard di Carpentras il ficut erat del Magnificat dell*ottauo tono : quai ècompofto
in Proporcione minore. Gli altrieifempi délia Proportione maggior imperfecta, & minor imperfecta li forma-
remo al meglio çhc fi potrà çome fi è fatto nelli eflempipatïati . Il primo elTernpb'donque iârà quefto che è po-
fto qui fotto,
EíTcmpÍQ<Ü
Di D.Gio. BattííbRofsb 0$
bffempio di Proportione mîggiore perfctu Morales .
O Mus. Morales, a 4.

z::f:i î z.r 1 - -£--.|._ z z: z§: fc£ :gzz ~г~|:z:r^.:r::§:0-i.§:=:.J-=-0~


Gloria patrî &Jfi . lio ¡i ф Spirjtui
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A.ft % _ г г т~^-4.,
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San #0 ij 4
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Linumeridifoprarutelequadredi quefta parte &; anco dell'altre. dinota il numero delle Semibrcui che va*
çlipno çioè>due,ô tre,ô quattro,ô fei.
L Altus.■
A— - - . г г •t —
jr:|zÍzg:l:?:S^ Ж!:!^: а ¡зэ

2222*2 а * л*
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J-Z.»--!—^—^^-g:g-Z.g-$.gi:$.g.=_Z-g-O-r-:g-g-0-B—z—_

^EÍÍ^^iñí^^^^
zz?z?zzz?z?zB5:z:zzz?r?3!z?::E
QuellaBreuechehalaCrocefípoteua farmeglio, perche ftando conquelladiuifíonedi Semibreuidamczq
jpare perfeua & non cipero ílaua meglio ofeurata con U compagna;.
Tenor.
lenor. 22 2 22 г 42 ггг i г

2 22 2 2 2 2
-£._ —^—ZZ~§ g~ öl= ï~-—"TZ -'Z-Z'Z'Z'Z'Z'Z'Z'Z'Z-Z^Z"?

Molte di queíle Breui fono ofeurate fenza propoiito,perche non'intrando in battuta diuentano imperfette fen*
zaofcurarle,come habbiamomoftratodi fopra.
Baííus. 2 22 2 22226

22
!Щё1111Ш11 23
—çj.

In quefta forma di Proportione poífono entrare tutte le figure MuficalicheinProportione роПопо hauerloco.
Qui poífono eíTcre alterationi,augumenti,diuifioni)& le perrertionî come fi vede in queit'eflempio & in altri fimi-
iichc- fi metterannoriùfotto,& come fi èviftoquandoiièragianato del tempo perfetto: perche tutte quelle re
góle feruono anco alla Proportione maggior perfeita .
I La Proportione
6л Grganocle Cantor!.
La Proporcione mipor perfetta ,è quella сЬссопШшШе il tarto fuoinequalecon trc Minime, lí perfctta di hl: r\
che,& rimptrfetu di nerceflcmpiodclla perfetta equeíto & fimili,
Carpcntras. a. 4< EfscmpiodclIaProportioneminori'erfetw,

Sicut erat inprinci >& pió &c

Quelle Minime nerc fono ofeurate per accompagnarnento delle S.emibreui, dico'dl auellelche fono nella fé
conda nga;& vagliono tanto come fe fofserohianchejqualifonofignate conlaCroce*

Altus«

í:^-it:f~f5'~"? fr'STt—"ft"" ~ Ьу*УЛ*:~~1 í"t""-"1

^""""Â'0'^-l'è-— "T ^ZZ~r


Э— -~- Le Minime nere,a!çune, duertefannovnabianca
duertefannovnabiar come quelle ch'hanno
£j$lSlIIÍZlZxZ$ н —:-~ fopra la Croce:&altre fono ofeurate peraccompa pagnamento, che trefanno
n~T"T~T~T"T
*-i .J. - A.-X- — -4- . ' vnabattutarcoíifi
=—■—.— - j;. .•/-„_». о. л л" dice deli'altre
• Л •parti. Quel
_Г mm
îmoFimtoèfupeifluo, &cdi
diuifione:&èpofto per maggior ciliare zza.
Tenor«

^^^^^§^^грРрЕрЩ^^^^^1^Э
* &

iilillliilliiillllii
"*ZZZÏZ?Z§ZyiîZjiZ$Z-Z — -А— л— Ï—î-»î— Ï—V— — — Л—ы-— —— — - ZZZZZZZZ" Z ZZ^

II fccundo_punto edi alteratione,& in.queftoconuengonoqueiteproportioni maggiore.c mirore contra alci*.


ni.Coít r anco il penultimo,rokimo mi pare fuperfluo mentre fi canta in Proportioned sá il cantore che bifogna
çnmetti tre delle Minimeper battuta le nere ch'h anno la Croce fono dicchiarate ,
Bafsus. >fc
'a:l:î:z:ï:z:r* T
... —с-л- - s ::z:::ri:0:é:::i:í:l:k:
_*.i._.-.t._:

Qui non vi ccofachedicchiarare,c!ienonfi fia dicchiarata difopra.lt pcnultimopuntoè d'Altcratione. Hora


f^rmiamogliçisempidella Prolatione maggior & minor imperfetta qua li form ert-mocefi.
Efscmpio
Di DGio Battífta Rofsí, V
Eífempio délia РгорогиЪпе maggior imperfetta. G. В. R.

Proporcione maggior imperfettàè quelladiHcnricoïfaacnel fioedella Gloria neila Meffi corne femme:n:llc
role.cum Sanólo Spin"tu:che¿ l'ulcima MeíTa di quel libro.
parole
—^-,-j—i
CS' -:=:*
>;1:::?*Ж; *
*♦•=
*:* -- 7_:z; -:—-iP
Quefta è la differenza délia Proporrione maggior imperfetta dalla perfetia,che queda è comporta di nore nerc
j& Semibreui:& quella di Semibreui bianche tal differenza tra la minor pèrfetta,& minor imperfetta coii lî forma,
EiTempiodelIa Proporrione minor imperfett». ~

■a
Eeeoui donque l'ordine.che 1 a Proportion maggiore hà il cireolo trauerfàto,Sc la minore il femicircolo fempli-
ce,e cofi fe lî deue dare', perche la Proportione non hi altri fegni che quefti dua pofti : il cui tatto corne habbiamo
derro alrroue.è l'inequale.cheanchor fi chiamail tatro délie Proportion!", perche non férue ad altro fenon à loro,
& alie Pretarioni chefonod'unà ftelTa natura,& hanno quafi anchora vno medemo eflere,
Delle figure alterabili & non akerabili nelle Proportion! Cap. trigefimo fefto •
H Ora bifogna vederequali figure fiano alterabili &qual perfettione poffino rieeuere, inquefte Proportion?,
& quefto lo voglio moftrare con gli etTempi,accioche il cantorecon quefta memoria locale più fácilmente
capifca le regule délia M:ifica,lafciato donque da parte quelloche fi è dettoael tempo, quaii con 1'ifteíTa maniera
Îiroçederà aneo conk Proportion!. Quefto primp eifempioèdi Hsnrico luacitî vn motetto che dice fuperfo-
ium Dauid &cçt.
— x_± ± -: l ? * _

3 i* F>

l4quartaBreueèperfetta perla feguente ,& cofi laquinta perla Ionga,& lalonga perla paufadibreue chele
dona quefta autorità comediceffimo.Quan:o aile Brem ofcurate, quefto hà fattoaccio non fiano perfette, il che
faria fe foíTero bianche, & perche habbiamo dettochelaBreueaujnti vn'altra Breuediuentaperfctta, bifogna, *p
moftrano Iufquino , Gio. Moutone , & altri , & fi bifogno notare quefta regola.quale è di non poco momento , &
grandiffjma confíderatione come potete vederein qucfticíTempi pofti qui forto.
г г 2 2

С::ША::е!±!:^ЕЕЁ±^г
!::е:0:1:И:!::
Iufquin nella Mcífa gaudeamus. L'iftcfib in vn'altro Iuoco.

№~¡EE?3E¡EoÉEEE&¿i
:(CÍ s
Чо. Mouton.nel motetto fit nobis Salus ¡védete comeoíferua bene le regole,Ie figure faranno in Proportionedi-
tlifc epíi come fà Morales nsl Sanclus Delia Mefla Delia Madonna in quefto modo.
I a 1-е prime
€6 Ofsanode Cantora

itzsz^z^zèzSze-,zzzzzzzzzzzzzzzzz:
jÍEPEl=ÍE—EŒl9
\.e prime fonodiuife per Ц punto di dmifione,lealtre{bno alteratejer fobfenza di eflb punto » perche loro non
erdonola fuá iutiídittione (e ben la prima Breue none perfe«a.Vi fono anchora alçune figure fe quali ;faciliíH-
paraentepoííono.ingannare il cantore:& quelle fono le figure legate in quefta maniera che¡qui forto fi vede.

3 , *í. з , 2гt
1+.2а2-12--.-Ь^-— _,:
Ë ?El^E!El^z^*EÉIE?Eëfe:_l
te

Perche trouandolccolî legate ne farà fmenttearele resole délie Proportioni comefe foliero cofi...
* 3 3 » l *

^^^^^^Ê^^^^^Œ^z^Â
Potrebbe alcuno, domandare, à che fine fono introdotte le proportioni ? A quefio fi rifponderà che pcr'dilettov
Perche non è dubio alcuno che maggior diletto apporta la Proportione che non fanno altre forti di cantilene : ef-
(endoçhe le mélodie ternarie empino ршГогессще che non fanno le binarie con quel fuomouimemo continua
§: cquale,fimileà vn mouimcnto debile & noiofo, non violento & alteram come lo fanno le ternariç mélodie ri-
dotte fotto il moto inequale ai Proportione , le quali anço s'intrpducono fra me го dclle binarie per non faftidire
l'afcoltante , è d'auuertire che fc fi componeflê alcuna cantilena col circolo trauerfa to , valcndo poi ô nel me zo: 6,
nel fine , introduire la proportione bafierà folo metterui la zifera fenza fegno eflendo poíto nel principio come fi
Vede in queílo eflempio noftrcx

?Í5¡:Ei;Oí:l:*raí
m ш-wL -rj..-» — -
ЩШ:^§1:Ш1:КЕи;Е:Н
р|1ё|Щ:||||11рЩр||;|1Ё|
Nel quai hora vi fi mette la cifera perche cofi; à* pocoàpoco'gîièfratolmutato il fuotatto,, &,fatto.diueni«
yceome fenza) trauerfo, per queíto fi permette che fi poifa vfar la cifera per fegnodi douer cantare quelle figurç
inproportione,& fe foiîe il principio di Proportione & con il fegno & con le eifere fi potria paflare da vna Propos
UoneaLTaltra fernando vn fegno folo cpme qui fi vede in queíValtronofiroeíTempio,

f^.i

|jgg-:Ei5g^^gg¡a=e:i:ggg^|g
• — »""»-
( )-|-0-e-e-M-z'a:~?:i:i: |g|:g:gg:jJ3pjjgj:g|p
Etperpiùalïïcurareilcantoreporroaicunieiîempjdi Proportion? quellii'quali, mi ргггаппо fat r¡ con le fue
rcRoleA akri che fono malamente poft¡,queíti acciô li fchiuate,& quelli acciô l'immkatc.
Di D.Gio. Battlfta Rofsi . *7
J 5
- —X 1; ЧР._У J«t_t-„ ö—
Querto paffb è di Brumel nella MefTa fulgebunr iufti nel quäl fivedono trc rególe délie fopra nomate ,' prima II
punto di Alteratione/econdo la prima Breue è pcrfertaper le tre Semibreui che feguono,la terza Breue cperfct-
%z per le paufe pofte fopra vn'ißefla chorda .

m ф__ 1^ ß "в..—B—O-zLzSz: g-Zzz-zzzz:


Moralesjlnomme armè.Ia prima Breue è imperfecta per fl punto di diuiíionc:
& la fecunda è perfetta per í'abfenza di eflb punto-

I zzàzzîzznzB^zzËzz^zzizuzztzzz-z^zzz
II lupo nella MeíTa Veni Sponfa Chrifti,fe fbflero blanche fariano perfet-
te & con ГAlreratione.nella partedel foprano nel Credo,& expelo.

Qnefto paflo è di Thomafso Crequillone della Mefsa , morte nvbà príuc nelTOfanna , fe poneua lepaule in dh
uerfechorde,nonoccorreuamettereilpuntodi diuiíionc .

gr-5 ^г-о--г:г:й:§:д:!:0_$:?:^:С1:?::т:^:ц:г z"$:$:s:zj.5_u .§:$.. zz zz


tro*
Quefto pafso с del lupo nella Mefsa.peccata mea,nellrAgnus Debía prima Ionga vorrebbe il punto di diuifío
ue:la féconda ítá beniíTimo .

L'iftefso nella Mcfsa Surrexit paítor bQnus,il punto andaua fra Je due Semibreui,& cofi farebbç
ftato meglio cioèdi diuifione.vedetenella parte del contralto nel principio del fecondo Agnus»

ítzr-zzzzzzzzzzzzzizzzzzzzzzzzzzrzlzzzrzzzzzzziz-zz^zzzzir
zzzzzzzzzözlzzzzz:^
_Qemens non papa.in vn motetto.hà pofto Ц puntoper li Teorici che
dicono che cinque Semibreui pone fra due Breui l'ultima fîj alterata-

Adriano nel motettoviftimepafchali, nella féconda parte, delf^ondolibroà quattro; ipuntidi alteration
Q-

^^а^Щв^т^
ft anno beniffimo:cofi ß nel contr'alto,tenore,& Bafso.
Vncerto
¿s Órgano dç Canton.

fco=!^EoE^=eœg!ËEi=
Vncerto Nicole paîena in vnmottetto, ofcurôqueftefîgure'aciôralteiatafiameglîo inteiâ, cofi bifognaua
c'hauefsefatto Biumel nel Benediâus.della Mefsa,Berzerette Sauoycne, ntlla parte del foprano,che fta maie,

fiE|ziîO:EE55|^
.з—. ,—; 1_J— 1—: ,—.—__...-_—._]— _-
Paolo Ifnardo nelle Mefse à cinque.il punto alia Breue è fijperfluo per le paufe,quali faceuano perfetta la figu
ra fenzaaltrp punto diperfettionc.

Queftopafsoedilupoinvnaltrohioco: quißvede h forza délie due paufe, l'altraiongacimperfettaperePi.


iere nera .
í
rr-- , „ „-^.^— -,--._

Й t-I~ô?=i=^-:i=^r:o==^=s--5_rg-z=:
îufquin in vn moterto,indcr7ciendo:Ia longa èchiaraperliaccompagnamentii
che rendono perfetta la féconda Breue.

EzOrzl^zfrzAzz^-ZOzzEîsEr^rqzznzn:
Illuponeiriitefioloccsçi vorrebbe il punto di diuifione,fra le due vltime
. Scmibreui è coli ftaria racglio.

Quefti efcempi fono tutti dua di Henrico Iiaac nèlla feqúenza délia Cîrcuncffionb*. nel primo éfsempio le Mi
nime pofsonoeßer tolte per femiminime fono nere fenza neçeiUtà.. thecondo efcempioè nelfintroito délia Мал
donna,queUeofcurateconfondono le minime.
* 6
Îrj:z5Zzzîz?zôzzzAZ':z0zizz;z?Z5ZzzÂrCFzzzzzz;zzzzzzz:zzzzzziz
?zo:îrzzzzzzzz:zz:zzqzzzzzzzzzz:zzzz|zz}:z
Nicolô Gombert MuficoEccellentiffimonelI'Ofanna délia Mefsa délia Madonna quel punto è d'Altération«
la longa vorrebbe quellodi diuiiione,benchefianoduatempi intier^da mezole figure maggiori.

Henrico Ifaacin vna fequenza,ofcura quelle Minime per fbrza. In vn'altro loco ofeura il fecondo éfsempio ftQ
гг bifogno, perchel'ultima nera deue intrare in battuta fe deue efsere perfetta .
lufquia
Pi ТЭ. Ció. Battiíh Rofsi , €9

_; .-♦__л—н — g —rt —_. —r— -щ


r--_T.::§;
Iufquin,queíto pafTo fta bene con l'oíTeruanzade' puntí è délie figure.

- e--cx--bz±zziz-=zzzzzMZzz:z :_-_s_;z_$:~ _z_h —z


B-
Morales in più Iochi fí vede ofcurar le Minime che ponno ingannare.ciô fa per compir dua tatti •

ШШ^^ШШтШШ^ШЁп.
Quefto èTOfanna délia Méfia, Ecce Sacerdosmagnus, del Paleftina, nelprïmolibro', & perche vi mancac
piorro,è RjtornçI'Ojôciferechedicchiarinoquante volte va cancaro pero l'hô poftoqui.&ficantatrevolte.afpet
jtanclo fempre le paufeche vi fono tanto dinanzi come dopô.le longhe vagliono due tatti ô battute: tutte fonoper-
fette , l'altro Eííempio с nell'Ofrnna d.-Па. MeíTi, Gabriel Angeles ; le figure ofeurate fono coli aciô non
fiano perferte ,

Quefto с vn belliíTimo paíío con moite rególe di Cio- Ogteghen in vna dellefuc Meile), doue vi fono' moiteof
Jêruanze,& moite rególe degnedi eííere nótate .

Qucftoè vn'altro errore di Paolo Ifnardo.mette il punto alla Breue doue non và,& lafci*
quellodidiuiiïone.

-s—
Iufquino'neljefue MeíTeil punto с fuperfluo.perchedeue comminciar in bartuta la Breue fe deu'eflerc
|>erfetta,raltroèdiBrumelnelIa Metía vt.re.mijfa.foUajintempoperfetto il punto èd'Alteratione,
ncIleparole,& Homo faäus eíhftá beniflimo,

■0 "
zz^zzízzSzz?zzzzzz~Zm-zízzízzOzzzzz?;zz!zzízz^z;^"
I; и.
ES.

Morales neu'Agnus nella MeíTa.mente tota,Ia Breue puô ftar fenzi punro,potca metter quello
çliperfettione.

fclf-_í— -;е:_!_^_гг:>^|:г_;_:_:__*32<553г|=-а:_с:;-4:;—
Henrico, Ifaac in vn motettoche dice, fecit rex Aflueras,quello punto è di diuifione«

=ízsz5=zzzzíz0z0zzzrzzzzzzzz::
q?z$z!zzz-z:zzzzzBz*z^z$z-z-z::z$zz:z±zszi5ze:d:ziz:z-zzz>:
4r_±.l.gz¿^:rzzz-^;:zzzz-a-0-:|:...z-0tZiS-?_zrz.et U-S--*-
L'ifteflo
•70 Organode Cantor".
L'ifteifoKenrîcoïnvnoalIeluiaûl Frimopunrocdi;A!teratione-,ilfecondoèdipcrfcrtFon?, &ÍU beniiïimo,
Valtroeflcmpio è di Iacobo Kerle nelle fue McíTc , quel punto di augumentationeè fuperfluonella longa : quai с
nelTOfanna délia MeíTa.laudafion.&nelBaííb délia MeiTa délia Madonnaneofcuraalcunenel principio fe;>za
neceifità.Si potrianoadduire mold cíTcmpi ma quefti bafiino. Quello che fie moftratodclle Proportioni , fi dice
anco del tcmpo:come apparenelle Melfedi Iufquino, Gio. Mouton & altriantichi.Si eíTorta рею il compoíitore
che voleüdo porredinanzi à du* Semibreui vna Breueperfetta porla con il punto di pcrfetcione:non folo quaniâ
fono figure.ma ancö quando vi ç vnapaufa,come fi vede qui fotto .
3 * 3 în í » 6 г г i

Se fi vuolç poi fugireogru" pencólo & aflîcura're meglio il cantoresfi puôfare cofî.comc qui fotto .

Ç çofî con queft'octtfionj fi concede I'introdurre le figure d'una fpecie nell'a!tra:è quefto bafti.

Delle Iegature. Cap. Trigefimofettimo.


1ST О Tutte quelle fortidi figure & cantilene farà bene di porre vna cegnitîone dellelegature, acciô
ilcantoreintendaogniçofa,& perche moite volte licompofitoripigliano per foggetro qualche antí
fona di canto fermonella quale entraño moite figure legate, fopra la quale vogíiono fonda re la loro
cantilena,& volendola imitarefono neceflarie le Iegature, pero bifogna fapere in che modo ifí légano
&'perche.Mayedïatnochecofa fia legatura. La Legatura èvnacertacoIligatione>ôcongiontionc
di due,ô più figure femplici canta brli,fatta con trarti,ô lineamenti conuenienti.nella quale fi forma ciafeuna fisu
ra che fi puô legare, dicorpoquadrato óueroobliquo. La legatura fi fà contre fortidi figure, conla maiTirna
conlalonga,&conlaBreue:delIequaIidueeitremevarianoiIorovalori,cioèlamaifima, & la Breue, féconde
che fono diuérfamente legated feeondo i varij accidenti che riceuono. La onde la maflima с figura paífíua/or-
topofta alla diminutionedelfuo valore,&noñ puô mai eiïereaccrefciuta . Etla Breueèfimilmenre paffiua,con-
ciofia che puô eiTereacaefciuta & diminuita,fecondo il modo che è pofta , & fecondo il loco che tiene nella lega-
cura:malalonganoncfottopoítaácotalcofa,eírendoche nonriceueaugumento, nedccrefcimento alçwv>: (Sc
quefto perche fempre fi pone nella legatura fenz'alcunavariationedellaíua forma, fia'pofta daqual partefivo-
glia. Ogni legatura ficonfidefa indue mariiere.ôafcendenteôdifcendente : cioè quando dopo к prima figura
s'afeendeô deícende col legamento.con quefto che l'ultima refti più alto o più baflb della prima come fi vede qui
fotto, fedefcendela Breue aumenta : come nel'infegna quel veríochedice. Vltima dependens quadrara fit tibi
longa, coli.
Longa è breue. Longhe. Brcuï. Breue è longa. Breut. Semibr,
4 a 44 г г 24 гг w its 1x4 4 ¿224 4* 3 J
IE ::5ß:
—'•»■<-»\-—•»—'»\————w|a—.El———,4« J— .
Moltealtrè fortidi Iegature fitrouano come fièvîfiodïibpra,ma permegliointenderc quefte Iegature voglie
porre il primo Kyrie della nóftra prima Mc fla della Msdonna.quale ho voltatoda cantare in quadrupla,cïoèmet
tendoquattro Semibreui per tatto,ô battuta,acciôil cantore mt glio fi afsicuri inogni forte di cantilena : &è сой
come védete qui fotto.
D. Gio. Battifta Rofsi. a 4.
, 3 4+6 *_ 4<* 424 42428 £ 4224
Ц -a— .—l_d^l_i_j - _-« ,__Ь1-_=:еа _j5S*-_.l,: В fi « _J

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424 2 8 4 "î »4* 4 3 4224 224

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3 > 4 a
£V

11 numero
Di D.Gio. Battiíh Rofsi s -i

Il numero di fopra denota il valore dcIIefígurequantoportanopíTmiTuraloro.Tlcheremctterctequattro Se


rnibreui o il valore di quattro Scmibreui per battuta hauercte la fuá debita modulatione . Voi védete in qui to ef
fcmpi.lc maJïîmc & le ßreui che дИе volte vaglionp piy>& alle yoltc meno . Per rru>Time s'intcndono tuttc quelle
figure che fono fatte in form2 di maffime feben ftanno in obljquo,come ê l'otraua n'gyra nel fopranc, & ledue pc
ndtime,&ñmiIifleiraítrepaiu&an<»queHe^
Breui varia.no ü (ao vílorc comc aPParc n^ia feita & fettima figura. Ma le lonche rirnangono Гсгцрге nel-
î'eiTerfuo.
Tenor»
г mi 4 | i 4 и l í t ***4 11*4 ^

4 12*5 гг^ i 4-22 24 ггг ж хг г 743 * *м I ' хгггц


UízZZZB^tZ^ZniZYZ!KsiZZ~Iir^:~X^lHr2-U2-^ZZI^Z~IZZ3I^H_wriZri

4 4* 4**44 4***4

D. Gio. Battißa Rofîî 24- ¿


I * * t 44- • 4 » 44 | 1 4 S 5 ,4*4
■H 4— f-f t-i w-S-H^-hS-m-S —*>—■э-*^^-Э,,**■ -Е*л—f-= —< >^3c--^r

4 1 _« 4 114 114 „, * i | 1.44 1 t 4*

«_3J , J4_4_ _

gfcjSSZfc^^

DaquéftoeíTempiorcconíídercreteleregoIedelle legarme, venirete incognîtione dielTe. Hô fatto quefbt


cantilena in quâ3rupla,perchê il cantarla'tome ftà fariitroppo noiofa tenendo tinte Milure* 3: coll longhe le fi
gure. Tanto donque vi bailerâ per intenderle.

48 448 la 44 44

xv-_ V*„ _ 4 4*4 * 4 4* 3 **

2*4

îÊjsï?=^=====^= Regola
7A Órgano de Cnnton.

Regola per împararc il. contrapunto


che cofa fia contrapunto; Cap. д*

ONTRAPVNTO EquelIaconfonanza.oconcertochenarcedavncorpoilqualehabBîa'inrê
diuerfeparti,&diuerfemoduIationi,accornmodateaUa cantilena: ordinate convocidiftanti l'una
dal'altra, per interualli,comenfurabili,&'harmonici.0ucro. Contrapunto с vna certa vníone ar-
tificiofade fuoni diucTli.ridotta alia concordania, Et perche limuíici(fecondoalcuni) componeua-
ho i loro contrapuntifoloconalcunipuri punti, pero lochiamauano contrapunto; perche liponeua-
no Tuno contra l'altro,ceme faciamo noi al prefente ponendo vna nota contra l'altra , & pigliauano tal punto per
ja voce condona cofa che íi come il punto è principio della Ji nea & è anco il fuQ.fme,coli il fuono & la voce è prin
cipio & finedella, modulationc.'&tra cíTa с contenu ta la confortànz.a della quale li fapoiil contrapunto*. Puô eue
re ancora che fi dica contrapunto perche facendoíi il più délie volte Горга il Canto fermo, & vedendonoi lican-
ti fermi ant'chiche più tofto punti che note paiono,checofi lo chiamaiïero per farfi contra que' punti di canto fer-
jnO.;Qpefto<ipnô vederepcrchefiritrouanocanti fermi antichi con vna linea fola, ôçconle note che paiano
punti vQo fopra TaltrOjCinque , ßc fei punti , clóifc tutw la'fcala obbquamente come ft pone la detta fcala & попрет
linea retra.fctataiancoperlinearctta.comechefalirvoglinoín Cielo. Oueroédettoçontrapuntoabanti.quod
:ft contra,& fönu$,quali contra fonum . Ouero e detto coli a cón,quod eft, fimul, & pungo, quia voces féinuicera
pungunt.QucЛocontrаpuntoèdidueforti,cioçfemplice,&dinтiпutq,ôhgurа^oJГcфplIceèqyellochehálemo•
dulationi comporte fulamente di confonanze & di figure equali » fieno quali íi vogüno Tuna contri l'altra. MaiJ
diminuto non folo hà le parti comporte di confonanze.ma há мгсо di d iflonanze , & in eflo fi poneogni forte di fb
gurecantabilLfccondo ifvolere del compofitoreile fpeciç íem plici del contrapunto fonö~fetre,& non più, lafcian-
ilofuonl'vnifono,percioche non èconfonanza,neintcrualloComeéia féconda, la terza, la quarta, la quinta,]«.
{erta,lafettima,&í'ottaua.Da qûeftepoi nenafcano le uddoppiate ,'che alcuni chiamano comporte come fi puo
vedere qui fotto nella prefente figura »

«
1
Ottaua
Scmplici. Vnifono. Seconda Teiza Quarta I Quinta Serta Settima & Vüb
fono.

Compo Yndtà ' Dbodccí Décima Décima Décima


Nona, -périma, terzr quarta, quintar
rte. ma ma.

16. 17/ i8. 19- 20. a-i 22.

4 *

Etpîùoltreàncofeconddla difpofitione delli ftromentinaturalioártihaali perche ßpuoteaicendcre più iib


nanzi,cioè alla ix :iy & г?, come pótete vedere in queft'altra figura più ampia*
i Vnifono. П
г

$ Tcrzïç

j 'Quinti
Seil*.

8 Vnifono fcottaua«
■2

10 3 Terza & decima. «


II 4
12 5 Quinta & duodécima t

4 6 Se fta & décima terza •

14

»5 8
i<S Vnifono', ottaua , & quinta décima ,

»7 io

i8 M 4 Terza , décima , & décima fettima •

19 il 5 Quinta » duodécima , & decima nona •



20 »3 6 Scfta, decima terza, Sç vigefima.

21 Ч I 7
22 >5 8 I 1 Vnifono, ottaua ,qumtadecima,& vigefima féconda«

9
24 17 10 3 Terza , decima , decima fettima , & vigefima quarta .
2^ l8 11 4
26 19 I 12 S Quinta . duodécima , decima nona , & vigefima fefta .

27 20 13 I б Seda, decima terza, vigefima, & vigefima fettima,

i 28 21 14 ' ?

29 ' 22 f 15 ' 8 ' 1 .Vnifono, ottaua, quintadecima, vigefima féconda, &


■ ; vigefima nona.
Dituttequeftevoci^iIcunefonocófQnanti,&aItred¡fronáti,come appare in queft'alrre due figure poftequi fotto.
Confonanti, Diflbnanti.
f 3 ■—. 4 5 7
™ ■" " — РЧ». »

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12 16 21
, ■•■ ——»3 ■ ■ — »5 — .—»7 —
18 19 20 22 К 2
74 Órgano de Cantor!.
Nótate perôche , la quarta,& vndecima fono connumérate tra fe confonantî 3 perche vanno femprc ligare con
le buone & confonanú vere:come ii puotc vedere ¡n tuttiJ; autoíi ,
Nelle prefenri duetauolettçvoi védete nitre le confonanri,& lediiTonanti. Hora refta di vedere cómeíidcue
h reilcontrapumo?come haueremo poito lVíTempio. deirvnifo*no)rçi7.a,quinta,itità1otraua)&decim3,quaIe fc-r-
uirá tanto pfr fare il contrapunto,comeanco per componere lecantilene.perô non fe ne deue feruire il contrapun
tifta^a£endoçontrapuntoconglialtri,perchenons'accorderia,nonpotendoiarfenonbuone,ôvnabona&vnA
cattiua febjuando le fefte .
-е-
ffl^g 5:$:0:*:5í:
Vnifono Terza Quinta. Sefta. Ottaua Decima.

tes §353:issilii! lili o


Vnifonoi Teiza. Quinta. Sefta. Ottaua Decima.

In quefti eiTempi voi vederetecome fí pongono runifono.la terza.l.a quintaba fefta,rottaua,& la decima : qua-
li eflempi vi daranno non poco lume nelle compoímoni voftre,cercando fempre imitare huomini fegnalati nella
frofeflionedellaMuficarr^rche tali fono le compofítioninoílrequalifonoliautorichecerchiamod'imitare.

Comç fi deue fare il contrapunto fopra il canto fermo. Cap. fecondo.


PE R VoIerfâreilContrapuntofbprailcantofermo,ôpianoçomçlavogliamochi3mare', fiha¡dafapereche
fegnaeflb canto fermo
in qnefta non haue' più
maniera chedueJ:rr-
La-r----J-
fecondadi
ford di chiaue,cicè
f,fa>vtçafi':
quella -dic,fol,fa,yr,&
■-'■lequali
per ■" chiaui quella
> -•■-■ dis'impari
-• - voglioche -•:f,fa,vr,•: queftedue
la prima
—л . i ...iï
ottaue,tantoaIIa rouer- f fcia come alTindiritta: to' cioè da vno,ç,fol,fa,vr,airal:ro:conda vno,'f,fat.
vt, all'altro : in quefta • modocofi.
С fol fà vt.
I1 Fi fa , vt..
D, h foire. G. foire vc.
Elami. Ala mire..
F fa vt, •* В, fa В, mi«.
Cfolrevt. ;\ С fol fa vt..
A la mi re. D la fol re.
B, faß, mi. E la mi.
Cfolfavt* F fa vt.
Et quefto voglioche lo faceta ancoallo rouerfeioper poter piùprefto trouare vna figura in che corda fi ritroui:
& rifteflb s'intendc anço nellachiaue di ffa vt,Perche fe voi çomminçiate fu la chorda dou e poita la chiaue, tro-
uerete prefto la figura doue faràpofta, perche fefaràdi fopralachiauecommùiçiaretealfindirittocome védete
che fegue cioè,C,fol,fa,vt1D,la,fol,re,&cet. Se di forto andçranno le figure.comminciarere alIorouerfcio,perche
più prefto fi troueràquello che fi cerca.come védete qui fottd.inquefte righe:cioè,C, fqI/a,vt,B,fa B,mi.&cet.

{-Cfolfavt
B, fa,B,mi.
A la mire. -
Cfolrevt.
Ffavt,
E la mi
-i-D la foire ,-
С fol fa vt.

fcP— Ffavt,
У Elami,
D la foire,- -*-~
С fol fa vt, В fa В mi.-
A la mi re,
—Gfolrevt,
Ffavt.
Se voi
Di D. Gio. Battiita Rofsi ; 75
Se voi votere tronare vn a nota fu quai fi voglia chiaue imparato che haucretcà memoria queßo che vi dico
/ubico trouerete il fuodcllcfigure ,

h 0-V-2. i «—ф-0-v-- « . V—i ö —'

Eccouïprcilotrouatetefîgure& inchelocoftannodelUmano. Imparato chchauerctcqucfto,vogliochefa-


piatequali fono le bone.&qualï fono Iecartiue(parlo de! contra punto femplice&n^tideí diminuto) &qucfteib-
no l'unifono.terza.quinta.con le|dependentida queite:cicè l'ottaua, qualècome vnifono, la décima corne la ter-
2j,duodecimacornequinta,tutteraddoppiate,&cofide'leduplicate,& quadruplicate,
L'altrocheiî hàdaauuertire,èch"deileterzeconle fue dependent!' cioèdecime.&c. ne potete fare quantevo-
lcte,ma de:lealrrecomene hauetefattoynabifogna tronar vn'altra forredi bonajeome farebbe dire,quando ha
ue te fatto vna quinra.bifogfta trouare.ô vna terza,ó ortaua,ô décima & fimili;(eçcettuando perô fe foflero fopra,
vn'ifteifa chorda perche all'hora ponno ftarc:) ma come hauete fatto vna terza,ne potete fare vn'altra & molte,fe
bene mutate chorda,perche fempre ftaranno bene:& quello LH.UU che
4.11k. fi
11 dice
UH-S. del|e
UV.UV. terze
lUbV. s'intendc
J lltiyilUI. anço
»liyw dejle
U4IW. dependen
ULf^lluvll

ti'daeifocomcfi.vedçqui, . -д-Л-^-д-гЧ-х- -x -л -ô—.-гч-х-0-л— Leprirne corne tutte


q'uinte.nonfi ponno fare, jj*v:'_ ~V~v~g- -$-O-£-$-S-0-2i-V-ô ma le altre fono tutte
terze & fi poflbno ammetr- "" -ZZ-Ö terefempre anzi in
occafione che non fi troui commodità délie al-
treconforanri quelle fup- Cofi non ftà bene- Macofipuôftare,&fontutteterze. pKfconq.Dipiùnon
poremo vfare fa contra|mi, r • T ' in fpecie petfetta :
ma fi in fpecie imperfecta, •perche, le rendono,
foauità,&dolcezza. f
Vn'altra regola farà que" ^zÇzï-Q-iiï: :ê=0-t-^"0^^$-0^§;ila,checomeil canto
fermo feenderà al baifo,, il ' ç *^-— . "cjjtrWîtohàda afeë
dere,ma fe il canto fermo afcenderà aH'aIto,quelIo feenderà al,baiîo,comé vederete ne llicffempi: la ragion'è que
ita,perche,la perfettione fi eau fa per la diiîi militudine,ô variety de' fuoni graui , & acuti. Di più bifogna hauere
quelbcqnfiderationechequandofatte contrapunto eon altrj,che non ándate mai fottOjQpiùbaiTo del canto fer-
mo,ne meno che facciate cadenze , ma façendplo da VQI folo farçte à voftro modo , tanto andando più bafso co-
meancoinfarcadenze.DipiùcQm'haueretefatçovnçontrapuntoapennafopra qualçhe antífona, bifogna che
Finí parareà memoria.checoii vi afsueforete à fcrlo à mente fenza piu metterlo in pennarçon quelle poche rególe
imparcreteda voi ftefso.(Ne vi merauigljate perche Io da me flefso hô imparato,& quefto& ancq il comporre, Il
che pofso dire tanto diquefta feienza quaqto dîaltra quello che diceuadifeftefsoHomerocome il filofoforife-
rifsenelIaKetoricaiaTeodetteQuicquidfciodidiciàmeipfo:quindècimefifonoilatoinitudiodiPauia,&q'jat-
tronehauutodicanto;Horpenfatechccofa pqf$a impararc vn'huomoin cofi poco tempo fotto I'altrui difcipli-
na .) Mettete donqueà far prima nota contra nota ;& poi d Je note contra vna,è poi quattro, & otto, è finalmente
fcdeci.cofi côme vedetequi fotto,& meteerô per p¡u chiarezza vna forte di chiaue folo acciô meglio capitequello
che habbiamo detto fin qui,& (jamo per dire più à bafso.M a nota contra naca hà da cfserç fempre bona.
..v. —1-я-'- a
Uz-jzzz 4-0- ::$.: --S -0;t"o" :§;:$:
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Vnifono s 8 î H-i 5 3 .vnifono.
•-f3
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SiiîiiS
Quefta fichîama contrapunto femplicc-cofi detto, percheciafeuna nota ô fîgura.è femplicementcpofta , cioè,
JaSemibreue,contra vna Semibrejè cofi fi dicefefofse breue contra vna breue,&ç.
Se vokee poi fare due note contra vna fi farà cofi çpme fi vede qui fotto.
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> 3P« 35- Î-S> 3Ϋ 5-3» И« 5i\ «•?• 3-u« *•«•
16 Organode Canton.
Se П vuole diminuiré più, non importa che Heno tuttcbone,ma vnî bona «5c vna cattiua, mentre pero che fanto
ne) principio délia battutaquanionelmezo,fícomminci in bpna:comcpcieíícmpío,fifa,che quattronere Га nno
vnaSemibreue.&vnaScmibreuc due Minimt:horaquc{to principio del la prima Minima,hà da efler bona , coíi
il principio della fccondaMinimaiccrne potete vedcréjinqueftotííempio qui íotro: il quai contrapunto da alcu*
n; èchianiatodiminuto,daaltri Cülorito,daaJtrifloridoJ& da altri figurato ,

EEffiîf:
1—... *.+.
¿ Щ8$Щ - -J- ■* -
8

íz*zz-z:0::zzizzz:¿:zz: jtzzOzzi *-

Se gtiardererçbcne qucPi'eflempio vederete che vi é vna bona & vna cattiua , eccetto che nella quarra cafella,
& nella i g. doue védete quel falto, fol fa mi,che fono due C2ttiuc,foIxf;?,qual cofa è comportabile perche paíTa pie-
fíopero bifogna farlo quanda il contrapunto.èdi Semiminime;chearhora,due chrome h" poíTonbfare, &fefof-
fero chrome, íípotriano faredueSemichrome in quelloifrdlb modo & maniera . PigIiamodonq;vn' antífona
di quefta chiaue,la quale poi vol teremo come fe íofle in F fj,vr,& quefta fará Ecce Sacerdós magnus , ne' vcfpri
de* pontefici & confe(Tori,!a quale fía coíí come fi vede qui fotto ,
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Voltandola poiínchiaue diF> fat vt,ÍG farà il contrapunto in queRa altra maniera.
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QuellafeÎtachevcdetechehàfoprala croce cantando & facendo contrapunto con l'altri non fîpuô vurè»
qutllogiro che vedetenellaquarta.vndeçima , & 1 8. caiella per voler ritrouar la fegucntecafella fe ¡miratebene
Je due vlcimenere fono bone,& с neceíTario che fiano coíi , volendofar quelli falti, ma fc fi va feguentemente co
me védete nelle cafelle vltime.aU'hora baila vna bona & vna cattiua,perche la feguente figura comminciâ in bo
na tomedico è bonoi'eflempio délia cafella 29. & 20. douevedereciô che vi dim eflere vero. Quello chehödet-
to ínquefta partedel Tenores'intendeanchora del conrr'-aito, &delfoprano, perche i'ifteiïe rególe feruonö per
rarte le pam.Quando voleté poi vedere la regola che vi díflí come ü canto fermo fçeodç voi hauete da afcenderc,
/aretecofi come vedetequi fotto,

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Si ruai
m puoridnrre
mm ic quefto
u исци contrapuntoЬ
i.un trapu пси w voce
vote di
ai foprano
юргапо mи queíto modo come fia qüi fotto .

liSlíllllil!
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HAU!
e: e: :0: гГГГТ"а
Adz* :*::=:$

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V^

r«-1~í"
Quelle
78 Órgano de Cantoru
Quello che fà la voce di foprancj ha pig commodita.difarpíTaggj comefippote védete in quefbeflifmpío
qui fottopofto.

ÉÉÉiË il
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m3p+zz#z 0- -^ ^~±=fc=±iz8==: ™3r=z :zzzz:zzz;?
zv;p;z:z:z:z^z~çzzzz:!£:z
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Si vede che П fopranohà cômodità nella quarra cafella di venir à baífo per trouar quclla quinta iôpra quel vt,în ci
fol:fa,vt,& cofi neliottaua cafella.fe voleté poi offeruar meglio quella regola del rauerfciô farete come qui fotto.

¡jr^zrzzdzrzSzzzi
m ftpiplilll
:$zz™

|}¿:tb|:|:pí:tíz|:fzzz^
v^
m==x=±3t=t ,_:e__;_^ zz
rzzzzz_z_$r—ас
Confederate queft^rrifîeio,che per afçendere venire à trouarcl'ottaua à baflb Se con tanta leggiadria poi afeen
déte,fe metterete la eniaue dï G,iol,re,vr,hauerete vn fofrano . 11 contrario fi fà per"defeendere come appare uei
feguente eflemeio.

ШШШЩ
zOz=:$::zzz:?zzz- —$— izzfczz:
33
¡sil-*•

0
Queftoèilrouerfciodi quello difopra, fepoi voleté comporre bifogna far primaà due veci, poi à tre, ¿kà
quactrocofi cUmanoinrnano.coniîderanrio&cartcndoIe. Cantilenc
Di D. Gio. Battifh Rofsi ; 7*
CantilcnedcMorales,prindpe(àmiog!udicio)diruttiiMufid. Noidonquemêttcremolnfinedeiropereàdue»
à rre,& à quattro vod per eflcmpio per compimenrod'ogni çofa,faretedonque prima nota contra nota , come vé
dete in quefto, Domine ad adiuuandum,faîto in тоф di faífo bordone, comminciando dal ßafto , come hauete
fattovna quinta col Tenore.farete vn'ottaua col contr'Alto,&poi vnadedmacolfopraiioîècofiperordtne . Sc
védete vni fuga cércate d'imitarla.
Ma perch ; habbiamo f. tto mentione di falfo bordone,mî potrebbe dimandare alçuno che cofa è quefto faífo
bordone,oueroche vuol dire falfo bordone?Veramente lo non hô trouato alcuno che façcîa quefto que lito nulla
dimenodaremo tal rifpoíta che refiera il cantoreappagato& quieto. Edonquedanotare,cheque(ta cvna Me
táfora , Burdo in latino figmñca in Italiano quello che è nato di cauallo Of di Afina come nocano queíti verfi .
Buraonem producitequusconiunâusafellje
Proaeat & mulum iuniäus afellus equ« .
E fi come il nato di cauallo & afina.non ene Aíino,ne cauallo.cofiil faîfobordonequal'ècompoftoordinarii
mente di canto fermo&figurato,non ene Tuno ne l'altro", èfermo per l'andar col [canto fèrmocofi pofatamente
come oíTeruano gli anrieht Iachet,Paleftina & altri.c fígurato in parte per la confonanza:che non è ne! Canto fer
то cantando tutti con vna voce 8t mifura fteíTa , come è manifefto . Onde^Jerche falfifica U canto fermó & il fí
gurato non eflendo ne l'uno ne l'aitro vien detto falfo bordone. Da quefto cognofeerete che pochi fanno falfi bor
doni ma fi canti falfi figuran . Queili di lachet fon veri falfi bordoni , li noftri,che fono in fine ( dopo la Mefla da
jnorti );fono veri falfi bordoni, per poter cantare con li officij, fichiamapoi falío, perche fimuforredicantilcn*
non e quel animale che fi chiairu bordone , ma è fpecie di m ufica , metafóricamente chiamata falfç bordo;ie di
puelche fié detto di fopra, Quel che fegucçii Dominead adiuuandum»

ЙКЕЕЕЙ *~0- $ a- ¿=
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zz~zzZ-&.
Dneadadiu. же feflina Glof ia parriSc filio Ь Spiricui Sáao icuteratinprínc&c. alleluia
.s^zzzzzzzzzzz—iñ. i :i::r::r"p"
ЭЕ r"M~*"~*f~-"»"'"",4*M**-*""-

Conclufione dcll'opera.
Se confíderarete tutti quefti precetti,& légèreté due ô tre volte quefta noftr* fatica , fon ficuro che fenza altro
Maeftro renderete conto àbaftanzadella Mufica.èpotrete entrare ficuro in qualfivogliacapella, netemeretc
chcvifiafattavergogna/mentrclecantüene faranno, compoftecon le rególe di M anca,c qui finiíTe quefto no-
ílr'organo alii cinque di Maggio 1585. à lode di Giefu Chrifto Figliuöldi Dio, &delia fuá Gloriofa Madre
Sempre Vereine María.
Niunopero penfi che in quefto noftro órgano fij la perfetta trattatione della fcienza di Mufica.perchefarebbe
in errorermafibene vièintdligenza tale cheil cantorepaíTcrá per intendente di Mufica . Quefto per hora da noi
fij detto & prégate per me .
UfincddUPrinuPartedell'organode'cantorbdelR.P. D.Gio.Batuíta Roffi.
Si

SECONDA PARTE
DELLORGANO DE CANTORI
Q^V AL CONTIENE
Diucrfc cantilcnCjà due,tre,quattro,
# cinque voc^dell'ifteiîb
Autorс

L *
Hi Ófgano de Cantori.

Duo. lo. Baptiftae Rubei Ante San&ifs. Sacramentum in ofTertorio .

-=±±i™:z§:z:
EP» «j У Sanfle Spiritus, rcpletuorum corda fídelium fidclium.

iç^ic luunon curas n çç iium, &,tui


|штг « tm amons in

ftiililpiiliifiiliillifi
nobis ¿gncm accende jj in

liiiliiiiîiigiiiiiilifi
nobis igncmac cendc ignemaccen de.

Cantus Sccundus, Duo.

Eni i\ Ц Sanfte Spin


шт.
tusreple tuorum. corda fidclium repletuo
gt::5:t:O:0:=:i:§:i:i:r:|::±:=::i:~:?:!:_:^:
еёззФн
rum corda fidelium." fide Hum, & tui amoris.

ЩЩШЕЩЕШШШш
ignem accende \\ in nobis ignem accende ac

cende in no bis ignem accen de.


Duo.
pi D.Gíq, BattiítaRofsi . 8J

Dlio. D .Gio. Battifta Rpfsi. Ante imaginan B. V. inoflfertorio.

ll?lillII§ÍllíiilÉíl
Alue Virgo Sin gu!i ris Porta cçliilella ma-

ÉS^^^^^P^s^^^^^^ rù, tu es lapis an gularis Iimgens Deum

ho mini«

Canrus Secundus .

r*~*" —£ Alue Virgo fin gula ris Pona Celi ftellama-

illlgiiiillipSSiillll ris. Tu es lapis an gularis. Iun-


ZZZ"~ZI""ZZjl—Z!IZIZE!ZZ""'ZZZZZ1ZZIZZZZZZZZZ~Z~ZZZZZZZZ*ZZ-ZZ

gens Deum ho mini.


Qu efta è cantilena che fi puö cantare in tempo deiroffertorio,quando non fícanta.nefifuonano ftroinenti.da
duoifopraniauantirimaginedelíaGloriofaSempreyergineMidrcdiDioMaria.Tutttrqucftecantilcne che fe
guono ü mettono per regola,&per far vedère à quelle pérfoneche voglion comporre ¡1 modo del componere: fe
non faranno coii Eccellentementecompofte, faranno almeno tali qiiali fi conuengonoà perfona che non hà
hauutoMaeítro.tantodiqueftocomed'ognialtra fcienza,potendo dire con Homero (fe crediamo ad Ariítotile
nella Rettorica à Tcodctte ) Quicquid fciodidici à me ipfo .
"ùioSpirito
Ц Organode Canton.

Alio Spiiito Santo, a 3. voci D. Gio. Battiftà Roffi;


Canto primo.

i psisëiiSîiiÉiiëi
Mor focodiuino Qual'ar .d'ènonconfumi, Ar-

|ЕШ1Ш1ШЩШУ!Ё1ЩШ
d'il mio ùcdJo core. Del tuo diuin ¡j ij ij
2 Amorchïaroiplendore;
Z Allum'ahimequeit'alma^
fa ' ^ -- q- 4"
-.-.a- 3— .«F-T.T-T-- - Che col lume.è
Trouera colfoco
in ciel fuolocQe
Amo re,

Canto feçondot

Mor foco diui no; Quai ar- d'e

non confUmi: Ard'ilmiofreddo cuo re,DeItuodiuin ij ¡j ¡j

ij 14 amo. te.

Baflo.

Moç_ foco diuino, Quai ar

Щь-**-ф-Ф *-s-l'— ХЛЛЛ 14 s—L44.J ,,.-£.Л-*4 j— ï—1


' d'e nonconform: Ard'ü miofteddocuoreJ)çItuo diuin ij ij . ij

ij ij ij amore«
AUcSantr
Pi D.Cio. Battiíh Rofsi . 8f

AlleSante. Cinto Primo. D. Gio. Battiila Roffi.


i t i i X A—■ —

pr+r±ii.i—ît—Í.tl44f—ïî-ï-Fi-T- I—
*&¿¿^ /\ghe VergineDiue ¡j ij Che

liieiiiliíiiiiiiiiiiüi
^ pelfupcrnoCiellietefeftofe V'un]4einrIammeuiue:VipregVdirIemierirna?,pieto fe lemic rime

|SíilllÍlÍ¡IEÍÍ!|ÍÍI¡lÍÍ:
pieto fe. Vipreg'udir le mié rime picto fe.
E tu Vereine bella,
Che dilloro è di quel fei gran reinad
Alie mifurec aquella
Aura con corde le tue orecchie inchina«
Cofilevociè canti,
Che à rantamaiefti faran prefenti,
Muteran fuoi Sembianri ,
Inpiùfonori en piùfoaui accenti »
Canto Secondo

AgbeVergin'èDiue ¡j Che

iSiíI-Sliililiililiii
1 nelfupernoCielIiet'efeíto fe :V'uniteinfíammeviueij VipregVdirlcmierí-

me pieto fe ij le mié rime picto fe.

Bailo.

шШ, * —""" *"* —* — ""**■*-——- -S-í-f-T-i-


2&Sä Aghe VergineDiue ij Chenel fupemo Gel lie-

t èfeftofe,V'uniteinfiammevi ueij Vipreg'udir le míe rime pieto-

fe ij
Canto Primo.
Вб Organode Cantori,
Cantft Primo,' D. Gio. Bartifta Roiïï, Alla Beatiffima Vergine.

ЕЦ ее ij felicçVirginella: Madre del figlioèfpofa ij

chefiadimes'ai ta iji|
uitiuui ином
i* ij4j Non vien dateche fei
rt-*T""""t'"*~~t"'f ■♦"а"2*Г'"1"+"!^"!11"2Т''1"""г~—"*~~ Porgimldonque Madre,
II tuo djum conngliQ ,
Chepoi queftomroeuore
TifteiTa vi ».ij Si viuerà ^
per te femмёin
r amore»

Canto Secondo
rfcgaí
Eu ceij Virgi nella, Madrcdelfiglioèfpo fa ij

Chefiadimci'aitt ij ij Non vienda teche fei

ШеГГа vi ta ij

Baffo.

F ^ЩНЯШр Eli ce feu ceij Virginella Madre del figliocfpofâij

chefiadimes'aita ij ij Nonviê da te chefd ГШеЛа vita.

j
Magnificat»
Pi D- Gio, fcattifh Rofsi . 87
Canto Primo.

QpllliiiiSliiililiiVeldich'ilmioSignorij I'inferno affal Гс ij

dsrf=¿3:
fcce fiupir r.au;ra ij Ma via piùquâd'al Gel quindi ne

iiiiiliillliiilliliiil
Д falfe, al Ciel -quindi j ne falfe, alCiel quindi ne falfe, quindi ас fal fe.

Canto Secondo.

Qpiîliiiilîiiîifiili
Vel di ch'il mío Sígnor Tin fernoafíalfe ц fece ftupir

natura ij Ma via pîùquâd'al Gel quindi ne fallé

ÍEf:|:Í:|::0
al Ciel quindi ne falfe ij \\

Baflo.

Vel di ch'il mió Signór l'inferno affal íe ij fece ftu-


"kifzí'f "f — izí"±*z~l — *1""ï"~z""î +:~z — "i — :ô"iiê!?"iz~z±z — ♦ ¿^

pir natura, maviapiù quád al Ciel quindi ne falfe al Ciel quindi ne falfe
quád'alCielqu \\
ZZzkzÍ;ZSZ~"ÍZ~ZI~ZZIZ:ZZZ!ZZ;ZZZJZÍZ; Cofífa anima mia ch'il tuopenfíero,
Voglifalirtant'ako
Accio ch'acquiíti il fuo ílatopí imiero.
quindi ne falfe.
M Exaudí
£g Organode Cantor!,
Onto a, 4, p. GIo, BattHfo Rofli,

XaudiDeusç xaudiDc usora tîonem me am ora-

tionem meam &nedefpe xeris depreca tionem mea deprç-

çationem mean ij ij

iliiliilpËilSlllIiliIiill
imende mihi intende mi hi ij ij

Tenore, я» 4* Cio, Battifta Roffi»

XaudiDeqsJj orationemme am,

&nedcfpexerîs î] ij

Îrï'5'5 &ÍYZ Z™.Jl_I!Z.*î


.УУТУЙВн —'tS S-?.A
5TT-Z t Aï 5-5 —'H
I _—-I.JTS Ф-+ ! —ГГ5
i.±.v.T.T X 5-X'X ГГГ
» § BV.J1 i" T'j
&а1х~ t_i«T-—
р^гл}.~.1..е.в Etï Ö-Ö-S-.2.z,-.s $ —t±— f î—-— --.-55 §-::y:o r.z~±—
deprçcationem mram ij intende mi ht Ц ij

Ц & exau

dí, & exau di me«


Exaudí
Di D- &o< Bwfta Bofsl . «9
Alius quituor vocutti lo. Batt. Roffi .

JtL i£ii:g"i«—•6 --Ö4fc-ifi3I.fc~ lö-^üi-Lj:


xaudi Deus e xaudi De ш oratio ñera me
-0,

am ora ri onemme am: & ne de fpe хеш

m^fg^t-re 0--: 11Й§ё^Ш1Ш!1


&nedefpexerisij deprecatior.era me am deprecation? meam deprecationem me-

gililllliilllliilllpiïli
am: intendemi hi, Etexau dimeij

i^^^!É^S§Biië M;ftE
&СХЗЩ di me.ij

Baffus quatuor vocum Io. Batt. Rofli«


,_- ^

E Е11§Ш1Ш1§ШШшШШ Xaudi Dens e xau di De us, oratio

Ш1Щ1111ШЩ1Ш1Ш1Е11Ё
nem me am: & ne de fpexeris ij ¡j

dcprçcatio nem meam depreca tionê me am


rrfc ' *-

întende mi hi ij &e xau [dime &


©

:g :g.:f:|5in:|5$±E:i^EEiEEEriz=
0 -H—-Ji-
с xau dimeij и
M z L'incauto
50 Órgano de Canton.
D. Dio. Battifta Roffi.

incauto paftore! lp, chéve'illupo fçguendoij

la greg'humî
Î". £>"-£> ••«"". le
1С fe UC
1С neuâ t]
UA IJ |J

-ïIÉZÂZZZa -^,-í -ZZZZZZ!" Epertïmorluifolo


__ _ rj~ffÎ~T~f••"¥"▼ ~r-H^~~~-~ Quindcquindivedendo,
JZJS.J$-Ji-^—-Iwï-fZÎ^J^ , iz Lagreggefparfafenevàpiangendo,.
a
fe ne ua Ц fugen do«

'Incauto Paílorello, che ve' il lupofeguendo, feguen do,

lagregliumi le Ге ne va fe ne vä ij fe ne va \y ïj

Ш£ШзШ
fl
ij fugen do.

J_j 3í::::¿H:í:i:!;f:t^
'Incauto paftorello, cheve'illupófeguédo, che ve' il lupo feguen

r¿r5ZiZI2S:ZÍi;é-+-Í-i-é---T-í-#—izizzzJzilZlZII^ZJglJzelzZ-.
do la greg'humil le fe ne va ij ij ij
!"~!$ZZZïZZZ'— ZZZ'Z~ZZZZZ~.ZiZZZ! Epertïmorluifolo,
!$Zl_0_X JEZ—ZZZ;—ZZZZ Z. ' Quincièquindivedendo
S rÍlIZZZjtzZZZZZiZZ--ZrZ¡ZZ.—«ZZ
fugendo.
Lagregge fparfafene va piangendo.

Anima
Di p, do. Battiíh Rofsi : 91
Magnificat 6. ton» D. Gio. Battifta Roflb

r\ I - {_> £_; * T'y "m T А.Ш т I L "^y i"I 9? "V i jr'ÏA"Y A ft Ï.I~ x'ft S 1— "~"

jNima mea dominum ij

Viarefpcxïtîj humilitatem ancill* fuse £cceenim çxhocbea-

tammedi cet omnes generations omnesgeneratio nés.

Tenor.

Nimamea do minumij

Via refpexit humilitatem ancillç fue: Ecce cmm exhoc beatam

me di cét:omnesgeneratio nes.ii

Baffus,

Mima mea do minum Anima mea do minum.

Via refpexit ij humilitatem ancillç fus Бесе enim ex

hoc beatam me di ectomnesgenerationes omnes generad ones.


EtMifericordia
$1 Órgano de Canton ;
Cantus.

E iii^^iliî|lilillil|lii
T Miferîcordiacius a progenie in proge nies timentibus

dr-t
••
um ij ij

ouerocofi Et mifcrïcordiaeiusaprogenie in pro ge mes«

DÈîlîîîiifi IfifÎOiffljlffiЙ-îSiiÎЫ
Epofuit potentes ij de fe de,& exalrauit humiles & exaltauit

humiles îj
Tenor. Et Miferïcordia nonefthictimcntibusautemiïc.

TiliiiiiîlilëlSillI
I mentibus e um timentibus e um.
EÍí:p:::::;r.í:¡:iia"0i*'AiO--i-i-í^-i"4"Íit5K¡4

T exaltauit humiles. ij
Biflus.

TM!/*»Ti«/\fJ«f mur ч ач**лгглп10 in


T miferîcordiacius à progenie m progenies:
nrnov^m^o timenti
ftm^nfi bus
Кие

С timenti
um umcna bus eum
dus cum ij

DPPIrlSiËlîfïîîlfïÎîSîfШШ |ш
Epofuit depofuit poten tes de fe de, & exaltauit humiles ij

У 4
Sufcepit
Di D-Gio. Battifh Rofsi .• 91
Canms.

s тшшшiiSiiSüif
yfcepitlfrael puerum fu íim recordatus recorda

lüiliiiÉ
tus mifc ri cor ¿ü* . fu z fii z,
|,ё:5:Е:кй;«:о:-::г:г:Ё:1л:8:о:1^-:С;вг
G Loria patri Ц & filio &'Spiritui San До Spi-

ё1ШШРШ1|111ШШ1Р=1
ritui San До, San &9,
Tenor.

Vfccpitlfraei puerum fu um: recordatus mifericor iïiç

Cüc mifcri fordiç fu ж

Glîliiililiiliiiilliliili
Loria patri & filio: ¿kfpiritui San До San ¿te
Baffus
:s:±:s:í^
S ^ЩЩп Vfcepir Ifrad puerum fu um,recordatus ij mi-

feri cor di« fu *. fu Z*

Loria Patri ij & filio: & Spiritui San До & Spi rifui

¡I -J *-=-$ ' ^™
San До San До»
Sicuterac
P4 Órgano de Cantor! .-
Cantus.

Icut с rat ij in principio &nunc&femper & in fé

cula feculorum amen iccu Iorum amen ij

Tenor

Éi^iliÉiiiÉaiiiliîÉlEli
Icut e rat ij in principio &nûc&sêper& in fécula

feculorum a men ij ij ¡j

:— I 1 ,— l-i-Jt-i-4.~% в—-——•: ———.-—,—™ZZZZZ


4

Baffiis

S ili^ipplliiîlllliliilIcut erat ij in principio &nunc&femper & in

fécula feculorum amen feculorum ^ашеп ij fe

$_f j —#.e-^-i —^—„,-,-^^-w—, —


ai lo ruma men.
Di D- Gio, Battifta Rofsi . 95
Cantus. Duo. Gio. Battifla Roflt. ргоГсрикЬгОч

Tferere me i Pe ш:
us:

Secundum magnam mifericor dum tq am,

Baffus. „

Iferere mei Dc
| _ J

Secundum magnam mifericor diam


Plgllillplii
Eher
íuam,

Duo. Gio. Batufla Rofli.


Cantus
Duo
Tibí folt peccaut & malum coram te feci vt iuflificc risinfer-

monibustu is & via Gas cum lu dicaris, cum iudica tis.

BaiTus
Duo ^Í£¡ÉII¡ÍÍIlÍlí^;iÍ{gi|fÍÍ|Í
Tibi foli pecc» ui 8c malu cora té feci: vt iuftfficeris in fermonibus

Ш|ЕШЕШ1ШЕШШ11ШШ
tuis, & vin cas ей iu di ca ris.
N Libérame
96 Órgano de Canton,
Gio. Bim'ßa Roffi,
Cantus, f^^^^SgÖEj^^K^ÄO^Zg

Libers me de Sanguinibui Peu* Deus Salutîs me«; ôc exuï-

tabit lingua mea «uítitiam m am.

tibera meij <Je Sanguineus, Deus DeusSaluti? me«: & exul

ta bit lingua mea iuítí tïam mam.

Cantus. Duo« Cía Battifta Rofli,

T iiiilillíiíilililili
Vncacceptabi* Sacrifîdutn îuffiti* oblationes &hoIócau
■f-f-ffi: rw±-ö->»

ßa:

túcimpo nent . fiíper alta re tuper altare mura vi culos«

BafTus Duo«

Vncacccptabis ij ^íacrifidum iuffiti* oblationes &holo ^

cauda: tue impo net fufer altare fuper altare tuum vi rulos.
Pi D. Gio. Battifta Rofsi , $7
Cantus. Duo.

Epulto domino, figrutum eft monumentum volucmes lapidera ad

oflium monument! : ponentes milites qui cuílodirent ilium: ne forre ve*

•щ— -"!■ т у—
niant difeipuli с ius& furentur cum & dicant pie bi furre-
ziz-z-irtz-ziziz —zrz zzizz —-z^zr-—~:zz=r---
; jzzz?:z32^
xit a mor tun.

Balïils, Duo. In diipafon etit paribus vocibus <

S ШёЁШеШШёЁёЩееШ Epulto domino i (ignatum eft monumentum r voluentes Iapidem ad

£HJ££fr3
oílium monument! t ponentes milites qui cuílodirent ilium: ne forte ve-

A—^?—»•
:-êztzirr-t:izt
niant difeipuli this & furentur cum & dicant plebi fur-

¡1!!ШШЁрэШШ=1
rexit a mor ruis«
N i
рЪ Órgano de Cantorb
Al Molto lîluftre Signor Pietro Maria Gentiîc,

îl Gentile Canzona a. 4. Gio. BamftaRoflj,

IlSIiliiiilliiiiilill
ШЁШШеШШШеШШ
Da capo fino al trauerfo «

И Gentile Canzona a. 4. Gio. Battiíhi Roffi,

Tenor.

lliiilSliiiiilipg
.^._r— ^i"t"-t"f'f "t:f:i::t::i:t:i:ii:tiii:íii::i::fií:

Dacapo.
Di D. Gio. Battifta Rofsi . 9p
Ai Molto Wuftrc
i Signor Piecro Maria Gentilç.
Canto Sccondo Omzona i. л..

IlSlïlIÎiillIiiiiliililll
ëiiiiiîiiliiiSOiiilli
Da capo fino al trauerfo,
BaíTo.
II Gentile. Canzona. a. 4. Ció. Battifta НоЩ,

• Da capo, fino al trauerfö f


Bailo Continuo,

liiiiiilSiliiglilSgl
lfplii®lilliillii|i
iillillIBliíiíiliíillf AM-'' v"*
pa capo fino.al trauerfo,
loo Organode Canton»
Alla Molto llluftre Sonora Maria Gentile Serra,
Canro Primo La Sen» Canzona. a. 5.

¡iiîliililîîliîllillSilfil Da capo.
Alto. La Serra Gentile. Canzona. a. 5. Ció. Battifla Roffi.

;i£?Ci:§ ¿z:írí:z
^ErffitjiTfff;- ií:±±_±' ±:_f _Joï:z~—^ï:f:|n$:*:^—-
Da Capo,
Tenor,
La Serra Gentile Canzona a. 5. Gio. Battiíla Roifi.

ͧIIiÉltIli§ÍÉlíill¡f
iilillIIllliiiiÉlJilI m
ЗДЗДто^^^^

Da Capo.
Di D, Gio. Battiita Rofsi . ïoi
Alla Molto llluflre Signora Maria Gentile Serra.
Canto Secondo Li Serra Gentile» Canzona a. 5.

*ШЁЕЕШа£Ш!Ша :í:¿:0: ill Oí cafo,


Bafia La Serra Gentile , Çanzona. *•?•»* ы

iilpliililîîlilpiipSiplp

Pa capo, ßnoal trauerfo,


Baflb Continuo, La Serra Gentile, Canzona a. y<

lîiilijiiillillÉlIlÉîîpI
iíÉlfflp!ÍÍií!|ÍpÍlSikfll
Dacapo»
joa Oiganode Canton
Al Molto Illuftrc Signer Tomafo Гпигеа.
Cantu$, L'Inurea a. J. Canzonz. Тегка.

nil
ÉiiîÉllliiiïliiifii

Tenor.

Вабо Continuo-.

—„--.—-—-Д—..-»—.— +'+.+.4-4-— *+—*-»<■*■- +з-*"# 4~т\ *•—Р-+ + *'!-—'-ffr-tt*'—

Voltatc
Di D. Gio. Battííb RoW . xcj
AI Molto Hluftre Signor Tomarblnwei,
Ciftîui Sîfianiui. l/lnura Ctnzoiu Terz*.

ЩЙШШШШШШЩЕШШШ

ftltui.

!JÍÉ{Í;¿Í

iiiiiiiiiiiiiiii

L'inurca
a. 5* [р!ЩЩ11|{1||||||ш|Ш|1|1

щШмшшшшшшШшШш
Volute • О
104 Örganndc Canton.
Camus. . Vlwtci, a. 5.

Illllill -«ê¥*é¥^

-*4-—-"j^^^—jAr^^k*—*- "Vrf —j& *■■•

lÉiiillîSilîillfilil
Eí:f:t:íí:ta:tt

~ jiiilliiilÉa

Baflb Continuo.

iÉplîiliËiillilî *
Di D.Gio. Battiíh Rofsi . 105

Camus Secundus

■ "».-и. •».—•.
ilpilîiilliîiiiip
-Î-+-Ï-—î-t-T-î 4 -—* —— J f- — è- — * ■*—

^liliieiílpiiíilííítiiliííi
Alms.

-ï_Ç_5_I-.£_
illiPÊliiîPlilsb
t-C-

^iiÉlipiplilÉisiP
1Щ||11|11Ш1111111|ШРЩЕ|Ш
О г
\o$ Órgano út Canton.-
Al Molto Illuílre Signor Cío. Battifta Grimaldo, Detto II Grimaldonc,
\л Grimaldona Cinzona a. 4.

Öi|i|ffi-ff|?

liSISîiililIliSiSliiîliil

giiÄlffiiSIISiliipiii
Dacapo. Fine [délia replica«

LaGiimaMona. Cansona a. 4. Canzoni Quarta.

Sgpliiplîilïlilllîlilii
ШЩеееЁЕеШЕЕШШШШ
liiiSSilSIîllililliili Dacapo. fine dclü rcFlicit
Di D. Gio, Bartula Rofsi ; 107
AI Molto llluftre Si^nor Gio. Battiih Grimaldo.
ta Grimaldona Canzona a. 4.

Fine délia replica»


Baflb, Canzona Quarta. La Grimaldona.

ïliiipliiiiîilîliiÉiii
шшшшшши —f*—~-А-4*—-4-х-a.A-4 — 4.4..^

Fine délia replica.


Baflb Continuo.

0
iiliilili!||lli?P^{p

ililiiliiffiÉllIllil
Fine délia replica .
ïoS Órgano <3e Cantori.
Percompïmentodiquefl'Ofgano, voglio anco che pcnîamovnafortedi cantilena á duc voci del ftíto tono,
per poter cantar quakhe aria ilmile alie lamentatiorii di Gicremia profcta>& è laprefente poíta qui fotto .
Punto Primo.

J 8=ё*еЗг; IÍIÍIÍÍIeÍeÍÉzÉ^SÉÍÉ-— !?
Ncipit la mentatio, Icremia: Pro rhe-

Punto Secondo.

Punto.?. Stfub tribu to.

]¿ St íub tri bu to

hl:^g:Ó:g^5iÍ5:»:§fe^Hifc^^H=SE"::ErgE~
I Ncipit Iamentatb Ieremiae pro phe tat. A leph.

Nonhópoflo piùpnntij, nepiùtîtolicheditreforte, percheogniboncantanterîtrouerànouimodi&roanîe-


re , & anco più mmuzzati delli prcfenti : poiche molte ,volte la buona difpofitione del cantore non ferua deter»
minati modi in cantare fimili arie j & come dice il fílofofo, faciliscítinuenrisaddere.
Titolo Primo. ö

leph.
Titolo Secondo.

|_J ft- ¿tlflt' 'ááíifiÉíííi 3


Eth.
Et=f:
Titolo Terzo.

G ШШШШЕШШШШШШШ
f=V
M
í.fc~
fe

mel.
Pi EL Gio. Batt?íri Rofsi , ißp
Punto Primo

J 1|р^Й^Щй!^ЗЩд2^ЭС~р=
Tf fi fit lamcnutio Ierrmi * Tro pht te

Punto Seçondo,

С Ш^^^—Щ^^^^^^^^^^^^^^^^
В"
$t fob tribu ÍP,

Punto i'erzov á
EH5r2*S-îrS-tr+- -T ~A-£.L--!----Z- Z—1—^—2^ZZZZZ—"-^J2!Tr''~

St füb uíbu

Querto modo di cantare fe benehó piglUtopertemalelatncntationidiGieremia profeta, non mancherôdi


direcheferuirâadaltra forte di canti.ô fia in Choro ouerofuori di eiTo:çhe jo benio che il ceremonial nuouomi
commanda cantardertejamenrationiconljfuoiofficijaltramente come habiimo notato nel noftrolibrodedi-
«misofrícrjs,nel libro primo, nelcapitolo,deçantore:capiroloventifateV<kdicatoâ H, S. Papa Paolo V.
Chi vorrà porui vn Baffo,feruîfâ quettó qui pofto,dou¿ fi vede che corrifpondonoli numeri à numeri , & fegru
à fegni , & doge fi vede il fegnodetlaBreuç.iTca'ntçrê alla/Brëue .
Il canto poipqô eifere più fminuito tondola^ifpofirioiieJdcantore, fi potra anco cantare con qualche,
ftromento come più piacerà al cantore , corne ищо',ô (¡m Je , Tutto" ció fi ç pofto per quelliche fi dilettonodelle
cofedi Chiefa, che per ailetar le perfoneairofhciQcofi Santo cercano noui modi 5f manieredi dilettare,fidicc
ÇheSant'Agqftinofempre didolcezzapiangeu? guando fcnriua cantare бсГопагепсШ diuiniofficij, cofidouc-
re7imofarnoipenfandoà'quelIaCbteratrihrv^nrffpign3 ф fonrji frfonrjL, jùj «yiflf (1^"^no fgrjnfre|tp'nrCi

Titolo Primo, —
A— . . w
qfcsz§flreízzaiÍAizzi^r¿:^'-w^rte-^:w.-----r--a^7r—--fe
leph#
Titolo Secondo, ^

Jl5 5ft33-j-j-f--î^-£^i^ozrîEEEzEE
Etb.

TU0J6 lazo* _

■ nöt~3Z5_ZEEÄZSZZHZS—^ZZZZZZZZZZZZiZZZZZ

I mel.
SI* Organelle Cantor!;
Forma de' Fain BorcbnU
Sexto. Tom
4f=W-f -Q-
t*
ÎEzEESEEEEEÎEE^ïEêEEïïElEESEErE01^^10^ :zözz

Ê"z-~z*-zz~zz"*z:zz-z5zzlzzzr
;e^;o!ei=^e~ó=:

^|Шее?ЁЁ=*Е5Е5 . §_z a-Zh»_ozizzzzazzzzzz;z;zzz-

«——S . —£ л—— — — — H———ft— — 4-— I ш • Z—.- , , . . —.— ZZZZ.


izzfi:
о"4—-ï *•

L'iftcflo ft dice dclli altri toni come di queílo.


Oucro anco più piano come queílo
dell* ottauo tono «

0-„j—gSSZ!!IZ!r^3û^!!3§ûI; ^CZ~"r~Z~.~!z:Z~2x:
РШГ -izz^zzzzêzz$z:iOzzÔzzzzzzzzzzzzz^:zzzz:

^^E^^g^^E^^EôE^^S^^^
•s- ._ож> • ».»™« »—••

^=g=fcr
—я——й-

^ШМ=»=^ 0

Quefti che feguono fono figurati ,


pi D.Gio. Battiíh R*>fj¡¿ m
Secondo Tono i

ЫЗЗЕй^В02КрЗ=рВ=^====
ijzB"Çr?=<
:g:rs=: --â"^r:tz-tr-zr;ir=zl?zrrrrr:r:

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Terzo Tono Г

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Quarto Tono.
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Triainvnum. Iufquin. Differunt partes accidentibus.

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V fine del'Organo del R. P. D. Oía


TAVOLA
*f çbi fot ff it¥* apprcndere la Mufica Cap. Trimo.
Cht le compofitiom f¡ fano per beneficio d'altri iap- Secundo.
i
Pelle Ifidi délit Alußica Caf- Tir^o ,
Delta, mfiea. <¿r Canto in rnwerfatc Сер. Quarto.
a
»
Delia imifione d.clb Muftca <■ *T» Quinto
Dei Çanlofermo & dell'mionauc-pc ¿г Cogniùonr de toni autcnùci S
& pUgali ,'&-dtl mode di fare Le cadenas ¿» '«•''' » tuoni; Capitolo . 6
Delia Mufica figurata Çapitolo Scttimo 6
Dell: carateri о figure Capitulo Ottaito 8
Delle corde cuero , righe Capitolo Kovo
Di tre forte di Muftti Capi¡olo 9
décimo.
9
Del Tatto <¿? délia modylationt, Capitolo yndteimo
9
De fegiii Capitolo duodecimo JO
Delle paufe Capitulo décimo tir%p it
Deliafuga dçto vulgarmente Canon & dt'mott; che riß pongono Capitolo décimo, quarto. il
De alyuni altri modimnftcali Capitolo 4eei»io quinto lu
Del Tempo Capitolo decimoftxto. i8
Del modo Capitolo Décimofettimo. 20
DcL'fjrdinedel Compare espitólo decir,:ovttauo га
Qualifiano iralori ¡telle figure del mod,o & del.tcv;po С¿pitólo decimonono
Delia Trolatione . Capitolo vigcíimo
Delia perfetionedellefigure Capitolo «4
vigifimQ.prhno.
Çomcfi rendono ïmperfette lefigure С 'pitólo rigefimofriendo, si
Del Tanto Qjpitolo rigefimo ta %p
pel Tuito di augwntvto Oipitolo rigefimo quarto

?r
Del Tunto di diuifione ouero d'ùmperfeùont Cipitol« vigcfitno quinto Ji
DelTuntodialteratipneoraddoppiamerito Capitolo vigefimofexto 3*
Délit Fffempi di Trolatione Ç ¿pitólo. yigefimofettimo. ЗА
De altri effempijlrauíganti Qupitolo vigefimo ottaua *o
Come ft poffa meteré o cantare rna minima per tatto Çnpitolo yigefimo nono, 45
Con rna tauolafipuf> hauer cognitione de vgni cantilena Cjpitolo trigeftmo 5°
Delia Troportione С tpitolo trigeftmo primo 57
Ddla Dupb tripla, Quadrupla fraltrc*, Cipitola trigefimofecondo, S*
DelltSefquialtcre. Capitolo trigefmoter%o 5»
Delia Hemiolia Capitolo trigeftmo quarto €l
Delia diuifione delte proportion] Cjpitob trigeftmo quinto бг
Délie-figure alterab'di ¿rnoBaltcrabiHr.elleTrofQrtwm Cjpitolo trigeftmofexto 6\
Delle l:g-.ture Capitolo trigeftmo fettimo 70
Che cofafia contrapunto. С api pr'nno 7* Magnificat 6, Toni v* 3 ?I
Veñi Sánele Spiritus Duo 8t híiferere mei Deus <A 2 95
Salue Virgo fmgularis Duo Ü Sepulto Domino *A 1 91
ьАтог foco diu'wo Л 3 *4 Ü Gentile Cantone prima *4 4 9%
Faghe Vergin'è d'me Л 1 85 La Serra Cantone féconda л 5 Je©
Felice Verginela Я i 85 L'lnurea Çan^pnettr^à ¡A 5 le»
Quel di cli'ilmofignor л i *7 La Grimaldona Canzone quart* Я 4 \qO
Exaudi Deus *Л 4 88 Cantilcne per le lamentationi Л 2 toi
I'incautopaflorcl Я | 5>o Falfi bordont Л 4 XI

* L FINE.
Îvii-См
Finito di stampare in Sala Bolognesc ncl Gennaio
1984 prcsso la Arnaldo Forni Editorc S.p.A.
МТ в R832 1984
Огдвло de canton / C.1 trJSIC LIBRARY
Пм'нп 4rvers"/ Coranes

3 6105 042 534 995

DATE DUE

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STANFC)RD UNIV ERSITY LIEVARIES


STANFORD, CALIFORNIA
94305

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