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CARTOGRAFIE 6

Gli anni dapprendistato di Wilhelm Meister un testo che apre la tradizione di


romanzi di formazione; narra la vicenda esistenziale del giovane Wilhelm, figlio di un
facoltoso commerciante, che non riesce ad adattarsi al mondo borghese e che d vita
ad un processo di soggettivazione mai definitivamente concluso, caratterizzato dalla
messa in discussione degli elementi che fondano la sua storia, e dunque, la sua
identit. La stessa impetuosit di Wilhelm la si ritrova nel ricordo dellottuagenario
io-narrante di Le confessioni dun italiano produce nel guardare retrospettivamente la
sua storia di vita. Un giovane che con il tempo riesce a stemperare la sua veemenza,
occupando con coscienziosit la sua mente, e coltivando quei valori che lo porteranno
a dedicarsi con passione al suo impegno di valorizzazione del ruolo degli intellettuali,
a cui spetta il compito di avvicinare il popolo agli ideali risorgimentali. La valenza
socio-relazionale della formazione viene alla luce anche nelle riletture de
Leducazione Sentimentale (1845) e de I libri della giungla. Nel romanzo di Flaubert,
infatti, il carteggio tra Henry e Jules fa emergere una dimensione di educazione inter-
soggettiva, per la quale il percorso di crescita non pu avvenire in solitudine, ma solo
nellincontro con laltro e nella relazione con questi. Ossia il passaggio allet adulta
e lo sviluppo di un identit libera e autonoma sono il risultato di un apprendimento
trans-formativo, in cui i modi di vedere e comprendere il mondo delladolescenza
devono essere modellati e trasformati per affrontare la contrapposizione tra le
aspirazioni soggettive e i vincoli sociali. Allo stesso modo, la relazione tra la
formazione della soggettivit ed il ruolo che il contesto ha su di essa, viene ben
esplicitata nel romanzo di Kipling, attraverso il riferimento alla necessit di
interiorizzare la legge della giungla. Il percorso del giovane Mowgli si sviluppa in
virt di un progetto disegnato su misura, che ha, al suo interno, la proposta di un
preciso modello di uomo, come punto di riferimento, che portavoce di un senso
dellesistenza in grado di trascendere il contingente e proiettare in maniera indiretta il
soggetto verso un ideale a cui tendere. Tra le numerose possibili chiavi di lettura dei
romanzi Il mulino sulla Floss e I Buddenbrook, si scelto di mettere in evidenza la
questione di genere e, nello specifico, la formazione dellidentit femminile. Nel
romanzo di Mary Ann Evans, in arte George Eliott, la voce narrante permette di non
dimenticare mai limportanza della narrazione e della scrittura di s come strumenti
per la generazione del processo di soggettivazione, per la coltivazione della
responsabilit e del senso critico, per la strutturazione di percorsi emancipativi
rispetto al proprio ruolo di donna. Allo stesso modo, lanalisi di Thomas Mann viene
condotta nella direzione di uno scandaglio delle complesse identit dei personaggi e
dellevoluzione degli eventi che li coinvolgono direttamente, al fine di intravedere un
filo rosso che ne delinea la dimensione trasformativa verso istanze innovative.
Dimensione che in Tony si configura in termini di biografia in costruzione ed
emancipazione della condizione femminile, sia pure ancora compresa allinterno
delle regole conformatrici della societ alto-borghese. Sebbene con forme narrative,
stilistiche e tematiche del tutto differenti, i tre romanzi novecenteschi che chiudono il
volume hanno in comune con i precedenti la volont di sondare un processo, quello di
formazione, che per nel secolo breve, diviene sempre pi complesso, frammentato
e precario. Tale trasformazione risulta evidente nellanalisi di A portrait of the artist
as a young man, in cui il processo formativo abbraccia strutturalmente
lincompiutezza: per Joyce lessere che cresce, matura e diviene altro, pu indirizzare
il suo percorso tanto in una dimensione emancipativo-trasformativa, tanto in una
condizione di costante inizio, che appare come fine, o di ci che cera prima, o di ci
che non pu venire poi. Allo stesso modo, in Giornale di adolescenza di Enzo Striano,
si narra la storia di formazione del giovane Mario che, negli anni del fascismo, cerca
di compiere il proprio percorso di soggettivazione attraverso il riconoscimento e la
messa in forma del desiderio di ricostruire sulle macerie, reali e metaforiche, di una
vita dolorosa. Come a dire, guardando alla trilogia His Dark Materials dello scrittore
Philip Pullman, che crescere anche ricordare chi si era, specchiandosi nel passato,
confrontandosi con il proprio presente, per realizzarsi o perdersi nel proprio futuro.

Oltre lidentit ereditata: verso le scelte biografiche consapevoli. Gli anni di


apprendistato di Wilhelm Meister.

1.Sperimentazioni auto-biografiche.
Il romanzo gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister pu essere considerato il
paradigma assoluto del genere letterario del Bildungsroman. Il romanzo narra la
storia di un giovane che sfugge allidentit ereditata (quella che ci proviene dalla
nascita e dalle origini sociali), per inseguire unidentit sperata, cio quella alla quale
si aspira per sentirsi pienamente riconosciuti e realizzati. Wilhelm non nasce
soggetto, piuttosto lo diventa attraverso un continuo processo di soggettivizzazione,
ossia diviene soggetto riappropriandosi della possibilit di scelta e di decisione,
mettendo in conto ci che lo caratterizza e lo determina. In realt tale opera
rappresenta il paradigma del romanzo di formazione in quanto descrive il percorso di
formazione del protagonista, un percorso caratterizzato da molteplici elementi che
rimandano ad unidea di Bildung che riguarda tutto linsieme di personaggi, che
orientano e consigliano Wilhelm, ed attraverso i quali questultimo apprende ad
apprendere per la vita. Il processo formativo pu quindi essere inteso come un
viaggio che implica unapertura del soggetto al mondo. Per diventare soggetto
autonomo necessario disporre non solo di risorse oggettive (economiche/culturali),
ma anche di risorse soggettive, come il desiderio di essere e di sperimentare il proprio
essere. Il percorso di soggettivizzazione quindi dipende sia dal soggetto stesso, sia
dalle condizioni esterne che possono in qualche modo favorirlo o ostacolarlo.

2 Lidea di una longlife Education ed il valore della giovinezza.


Nel romanzo la giovent viene consacrata come periodo fondamentale dellesistenza,
viene rappresentata, cio, come let che pu inaugurare la realizzazione del senso
stesso dellesistenza. Nelle societ tradizionali, il giovane veniva introdotto
gradatamente ad un ruolo che gli preesisteva e che non sempre il soggetto sentiva
come proprio; invece nelle societ industriali, la giovent acquisisce una dimensione
pi incisiva; difatti, per Wilhelm, lapprendistato si configura come viaggio,
esplorazione avventurosa di s e del contesto sociale, e delle opportunit che tale
contesto di riferimento pu offrire. Gli altri e le relazioni con gli altri hanno
sicuramente una funzione di orientamento per Wilhelm: gli scambi comunicativi
favoriscono nel giovane uninterrogazione costante, una riflessione che lo porter ad
una maggiore consapevolezza esistenziale. Ci ci porta a riflettere sullorientamento
come compito educativo nellet della giovinezza, che ha da essere considerato in
termini di empowerment. Le relazioni ed i legami che si creano nei vari contesti,
pertanto, possono rappresentare occasioni di formazione e crescita umana: la stessa
scoperta della genitorialit per Wilhelm rappresenter unopportunit di ulteriore
crescita. Nel romanzo leducazione alla genitorialit si lega ad unidea di formazione
permanente. Una dimensione utopica connota la crescita e la formazione dei genitori:
il loro operato teso alla costruzione di opportunit educative e formative per la
prole. Tale legame riesce a stimolare nel protagonista riflessioni auto-biografiche, lo
incoraggia ad interrogarsi sui suoi comportamenti ed a ripensare ai suoi intenti
educativi.

3 Strategie formative per la promozione di un processo di soggettivizzazione.


La vicenda di Wilhelm Meister rappresenta non solo il paradigma esemplare del
compimento di un processo di soggettivizzazione, ma offre agli educatori e
pedagogisti della postmodernit anche alcune strategie educative per la promozione
di tale processo. Un percorso di soggettivizzazione richiede limmaginazione e la
strutturazione di uno spazio pedagogico, cio la realizzazione di spazi educativi
abitati da significati, valori e trame comunicative-formative. La comunicazione
diviene formativa l dove contribuisce al farsi persona del soggetto, come identit e
valori propri.

3.1 Il valore formativo delle relazioni inter-umane.


Che ruolo hanno gli altri? Sicuramente rappresentano dei microcosmi soggettivi che
stimolano nel giovane Meister il bisogno di riflettere e di mutare anche prospettiva di
pensiero; attraverso le relazioni e la capacit comunicativa di raccontarsi allaltro, il
soggetto prende forma. Wilhelm diviene soggetto attraverso un continuo processo di
interazione comunicativa con la realt circostante. Per processo formativo sintende
quel processo attraverso il quale un soggetto prende forma allinterno del contesto
di vita e delle elaborazioni e trasformazioni che opera su di esso; quel processo che
presiede alla costruzione ed allevoluzione del sistema dei saperi di ciascun soggetto
umano. Gli altri forniranno un contributo anche nel superamento di uno sterile
soggettivismo, mostrandogli la via per un impegno concreto e responsabile nella
realt.

3.2 Lesperienza teatrale come momento di (auto) formazione.


Gli uomini, oggi, avvertono sempre pi il bisogno di sperimentare pratiche formative
che li aiutino ad abitare non solo il senso dellesser-ci, ma anche dellessere-con
e per gli altri uomini. La formazione teatrale ha rappresentato per Wilhelm un
terreno di sperimentazione e costruzione di relazioni personali, pervenendo
nellincontro/dialogo con laltro alla scoperta di s stesso come soggetto di
formazione. Lesperienza teatrale ha favorito nel protagonista la liberazione di
energie formative finalizzate allindividuazione di quei vincoli familiari e sociali che
hanno ostacolato ed ostacolano il percorso di soggettivizzazione. A Wilhelm il teatro
appare come quel luogo dove pu entrare in scena tutta linfinita variet delle forme
con cui la vita si manifesta e quindi si connota quale dimensione formativa che pu
pienamente dare spazio vitale al suo spirito. Wilhelm apprender che anche il teatro
per governato da leggi, alle quali bisogna sottostare; pertanto, di fronte a quelle
che ritiene siano regole lesive delle libert espressive, il protagonista si sente
incoraggiato ad intraprendere un intervento che possa contribuire ad un rinnovamento
del teatro. Lo studio di Shakespeare rinsalda e mantiene vivo linteresse di Wilhelm
per il teatro ed attraverso la preparazione e lallestimento dellAmleto, egli ha modo si
sperimentare la scissione tra lio ed il mondo, cos la rappresentazione dellAmleto
diventa la rappresentazione della propria vicenda esistenziale. Con Mario Gennari si
fa riferimento ad una formazione delluomo umano, ovvero ad una Bildung,
considerata quale modello pedagogico irrinunciabile e necessario nella societ
postmoderna, in quanto capace di riaffermare la centralit dellanthropos e della sua
formativit. La Bildung cos intesa si configura in un ritorno a se stessi.

3.3 La narrazione e la scrittura autobiografica quali dispositivi riflessivi.


In realt Wilhelm utilizza di frequente sia la narrazione orale sia la scrittura
autobiografica: sicuramente lesigenza di essere se stesso pu condurre il soggetto
a raccontare di s, delle contraddizioni e vicissitudini che hanno caratterizzato e che
caratterizzano la propria esistenza. Quindi la scrittura diviene uno strumento
indispensabile per agevolare un processo di esternalizzazione del pensiero, favorendo
lesplicitazione di concetti e di processi per attivare una riflessivit personale (intesa
come procedura di auto-valutazione da parte di un soggetto su se stesso). Narrazione
di s e soggettivazione si integrano vicendevolmente l dove il soggetto sente il
bisogno di produrre la storia della sua vita.

1 Le confessioni di un italiano di Ippolito Nievo


Le confessioni dun italiano: tra impegno patriottico e responsabilit sociale.
Il romanzo la maggior opera letteraria di Ippolito Nievo. La letteratura di Nievo non
si pu etichettare, il suo un genere ibrido, espressione di quel travagliato fermento
sociale e politico che caratterizz la genesi dellUnit dItalia. A sei anni dalla morte
dellautore, il suo grande romanzo fu pubblicato postumo con il titolo Le confessioni
di un ottuagenario; per Nievo il titolo del romanzo doveva essere le confessioni di
unitaliano, ma fu poi leditore (Le Monnier) a modificare il titolo, perch non
voleva che Le Confessioni fossero scambiate per un memoriale politico. Il romanzo
pu essere considerato un romanzo di formazione, che accanto a quello del romanzo
storico, appare come il modello pi influente : infatti nella distanza che passa tra il
tempo della narrazione ed il tempo che circonda il narratore, si sviluppano le
considerazioni dellottuagenario sulle proprie esperienze. La conseguenza di ci il
delinearsi di una parabola esistenziale, per nulla incatenata ad una trama artificiale,
in quanto le considerazioni dellAutore permettono di rompere il ritmo
tradizionalmente stretto della narrazione storica. Le Confessioni sono un romanzo di
formazione in quanto il protagonista cresce e matura riuscendo a comprendere meglio
se stesso ed il senso dellesistenza. Lio-narrante una voce matura che presenta con
particolare precisione ed esemplare misura un giovane dapprima passionale,
impetuoso ed irrequieto, che con il tempo riesce a stemperare la propria veemenza,
occupando con coscienziosit la propria mente e coltivando virt e valori che lo
porteranno a dedicarsi con passione e diligenza alle proprie attivit ed al proprio
impegno sociale. Linclinazione verso la digressione, propria della natura del
Bildungsroman, feconda di importanti conseguenze formali connesse alla struttura
generale delle Confessioni. Del resto il romanzo di formazione si mescola al romanzo
storico, che vede il protagonista, Carlo Altoviti, raccontare (in prima persona) la sua
lunga vita, un lungo periodo in cui le sue vicende biografiche si intrecciano con molti
degli eventi principali della storia italiana di quel tempo. Nella prima parte del
racconto il protagonista-narratore rievoca il mondo feudale e patriarcale del Friuli:
queste pagine sono una rievocazione tenera e commossa del mondo dellinfanzia; un
posto di primo piano lo occupa anche lamore di Carlo per sua cugina Pisana. Alla
prima parte del racconto fa seguito una serie di grandi avvenimenti storici che
sconvolgono quel mondo immobile e anacronistico: lirruzione delle armate
napoleoniche in Italia. Allevocazione della sua infanzia di orfano segue il racconto
degli anni della giovent. Carlo narra le sue esperienze di vita universitaria a Padova,
i primi approcci con le idee liberali ed infine la sua attivit politica durante il governo
napoleonico in Italia. In questa parte, il destino individuale si intreccia con la storia
pubblica. Durante quegli stessi anni Carlo si sposa con Aquilina. Seguiranno gli anni
della maturit, che lo vedranno ora spettatore, ora protagonista e vittima di esperienze
di grosso impatto, che vanno dal tradimento di Campoformio alla tragedia della
Repubblica Napoletana, dalla Restaurazione ai moti del 1820-21. Carlo prese parte a
questi moti liberali finendo nelle carceri borboniche e condannato ai lavori forzati;
inoltre perse la vista a causa di una malattia. Pisana gli ancora accanto, riesce a
fargli ottenere la grazia ed insieme vanno in esilio a Londra. Durante lesilio, Carlo,
cieco e povero, riesce a sopravvivere solo grazie alle cure di Pisana; riacquista la
vista grazie ad un intervento chirurgico ma perde Pisana che muore a causa delle
troppe privazioni. Il protagonista torna in Italia, dove trascorre gli ultimi anni tra i
ricordi del passato. Si comprende subito come limpegno patriottico e la
responsabilit sociale si fondino nel personaggio di Carlo, alter ego dellAutore.

2 La formazione della coscienza politica.


Stiamo ovviamente parlando di un romanzo in cui la Storia e le vicende dei singoli
personaggi sono intrinsecamente necessarie le une alle altre. La tessitura storica del
romanzo si sviluppa quasi unicamente allinterno di una lunga serie di esperienze
italiane, perch chiaro che Nievo vuol dare al lettore unimmagine sociale e politica
di Carlo che diventa italiano acquistando a poco a poco la consapevolezza e la
coscienza della consanguineit dei vari popoli della penisola. Lidea-guida che
attraversa tutto il romanzo la consapevolezza che lessere italiano era una coscienza
che albergava negli animi degli uomini ancor prima dellUnit del nostro paese.
Anche se, al tempo stesso, questo concetto di italianit avrebbe richiesto non solo un
coordinamento dallalto, ma anche un adattamento delle nuove istituzioni alla
nazione. LAutore sottolinea limportanza delleducazione nel processo sociale, in
particolare valorizza il ruolo degli intellettuali; infatti spetta a loro il compito di
avvicinare il popolo agli ideali risorgimentali, attraverso una formazione della folla
che aspiri alla presa di coscienza dei valori civili e morali, uniti allappagamento
delle esigenze concrete. Nievo era animato dallidea di una letteratura di educazione,
che fosse flessibile e duttile fino al mimetismo verso il lettore; per lui la scrittura
doveva essere come una conversazione scritta, una conversazione tutta italiana e fatta
da italiani. Il tema delleducazione ricorrente nelle digressioni: parla di educazione
religiosa e della sua negativit per lanimo di un fanciullo; cos come sottolinea con
impeto la necessit di una buona educazione morale in grado di preparare il futuro
cittadino; o ancora parla dei magnanimi esempi di virt a cui si ispirato per
educare i suoi figli. Qual quindi il modello educativo proposto da Nievo? LAutore
analizza il problema pedagogico alla luce di una duplice prospettiva: da un punto di
vista individuale e da un punto di vista collettivo. Per il primo, Nievo presenta una
sua idea di teoria della personalit, mentre da un punto di vista collettivo, le
Confessioni si presentano come una sorta di testamento per la formazione del futuro
cittadino italiano. Nel pensiero neviano fondamentale modificare linfluenza fatale
delle circostanze sul temperamento; questo possibile solo attraverso unazione
correttiva in chiave formativa che, da un lato prepara il soggetto ad affrontare le
circostanze future, dallaltro, incoraggia la maturazione dei sentimenti, prima del
raggiungimento della pienezza dei sensi. Come non vedere, a questo punto, linflusso
di Rousseau, anche se il modello pedagogico dellEmile, per cui possibile formare o
uomini o cittadini, non pu risultare valido anche per Carlo, in quanto lui vive in un
paese, lItalia, dove la dimensione naturale non in opposizione con quella politica,
in quanto essa completamente assente o preclusa. Per lAutore la sfera della
moralit, non essendo concepita in modo conformistico o puramente filosofico ed
astratto, animata dai valori sociali e politici incarnati da quegli uomini dellideale,
che Nievo rappresenta attraverso personaggi come Lucilio, Amilcare e Pisana. A
questi che lui definisce uomini dellideale, contrappone i vivi che son morti,
ossia quegli uomini in cui si spenta la luce dellideale, per colpa della cattiva
educazione. La volont di formare il popolo passa anche attraverso la critica del
mondo contemporaneo, proiettando le Confessioni verso un realismo narrativo. Alla
luce di questa prospettiva lAutore abbraccia le posizioni di Rousseau contro il
materialismo. Solo leducazione potr condurre alla maturazione lintero popolo,
condizione questa, necessaria per la realizzazione del sogno unitario e garanzia per
scongiurare il fallimento. Rispetto alla lezione Rousseauiana, Nievo presenta due
diverse visioni pedagogico-esistenziali contrapposte, ma non per questo in antitesi: da
un lato, sostiene il principio tutto illuministico delluomo-pianta, che riesce
attraverso la ragione a regolare tutti gli aspetti della vita come se il mondo intimo del
soggetto fosse un locus amoenus; elogia quindi la Ragione. Laltra visione lo spinge
invece ad esaltare il principio della continuit fra il bambino e luomo adulto,c he di
conseguenza si trascina dietro lirriducibilit delle passioni.

3 Le Confessioni: una scrittura autobiografica.


Carlo, nel corso delle sue confessioni pi volte ribadisce che la sua storia degli
uomini non una solitaria monade, ma che anzi essa intrinsecamente racchiusa
nella storia di tutti. Questo intreccio chiaro al lettore proprio partendo dalla stessa
storia individuale di Carlo; del resto il romanzo si presenta come unautobiografia,
anche se il narratore-protagonista onnisciente. Dalle parole dellultimo capitolo si
comprende il perch di questa lunga confessione, un perch che trova conferma nel
pensiero di Hannah Arendt che afferma che nessuno ha una vita degna di
considerazione di cui non si possa raccontare una storia. La storia rivela il significato
di ci che altrimenti rimarrebbe una sequenza intollerabile di eventi; questo anche
il motivo per cui Nievo ha deciso di chiamare Confessioni questo suo lungo romanzo.
Lo scandaglio autobiografico delle Confessioni ha una funzione pedagogica e
formativa, in quanto offre la possibilit di apprendere dalla propria vita in continua
evoluzione e trasformazione, senza rifiutare il passato, ma esaminandolo come una
modalit di recupero degli avvenimenti descriventi il soggetto. Le Confessioni di
Nievo sono un ricco tributo alleducazione esperienziale del presente. Generalmente
dietro uno scritto autobiografico c sempre una motivazione: quella di Nievo fu
sicuramente quella di voler raccontare un percorso di vita, la vita di un uomo
impegnato, a met tra lessere leroe medio o lanti-eroe.

LEducazione sentimentale (1845): tras-formazioni identitarie tra passato e


presente.
1 Tre protagonisti in evoluzione.
LEducazione sentimentale (1845) viene indicato come il primo romanzo di
Gustave Flaubert. La scelta di analizzare questo romanzo dettata dalla volont di
mettere in luce i continui rimandi e le intersezioni tra il Flaubert giovane
venticinquenne della stesura del romanzo, e i protagonisti che si alternano durante la
narrazione. Il testo sembra essere il romanzo di formazione che egli scrive negli anni
della sua stessa formazione. Il romanzo si apre con la partenza di Henry Gosselin dal
paese natio per dirigersi a Parigi; a salutarlo con desolazione lamico di infanzia,
Jules, con cui condivide lamore per larte e la scrittura. Dopo due anni di
clandestinit Henry fugge a New York con la sig.ra Rinbaud, in cerca di successo e di
un futuro insieme. Purtroppo i due amanti non trovano la sorte sperata e scelgono di
far ritorno in Francia, separandosi definitivamente. Un destino altrettanto infelice
attende Jules che, invaghitosi di unattrice, finir con il prestarle tutti i suoi risparmi:
la donna fugge via e Jules attraverser un cinico scivolamento verso un atteggiamento
di chiusura rispetto al mondo esterno. I due amici si rincontrano in due momenti del
racconto: quando Henry fa ritorno nel suo paese natio, e in seguito quando Jules lo
raggiunge a Parigi. Tuttavia anche la loro amicizia ormai consumata dagli effetti
delleducazione e della crescita. Nel romanzo si possono mettere in evidenza due
direzioni stilistiche: una che tende al lirismo: cio allossessiva ricercatezza formale;
e unaltra che sviscera e scava il vero pi a fondo che pu, che vorrebbe far sentire
quasi materialmente le storie che riproduce. Le due tendenze coesistono e si integrano
nellAutore; infatti il romanzo uno sforzo di fusione tra queste due tendenze, e il
risultato che ne deriva quello di uno scarto, un gap che persiste per tutta lopera.
Questo scarto sembra essere lo scotto da pagare per parlare dellumano e del reale,
per avvicinarsi alla concretezza ed alla semplicit del quotidiano senza perdere
laspirazione allaulico. Nella spavalderia di Henry ci sono le ambizioni di successo
mondano che hanno animato Flaubert tra la vigilia della partenza per Parigi (1841) e
linizio della sua vita da studente; mentre nellidealismo e nel sentimentalismo di
Jules c il profondo bisogno di maturare in solitudine, mettendo esperienze di vita e
di lettura al servizio di una crescita al tempo stesso umana e letteraria. Flaubert non
n Henry, n Jules, n il narratore, eppure in tutti e tre, e contemporaneamente se ne
serve per mettere in scena i sentimenti contrapposti e le idee contrastanti in cui si
dibatteva allepoca della composizione del romanzo. Opta per questo per una
soluzione ibrida, in cui coesistono la prima e la terza persona narrativa e il racconto
di un narratore che si intreccia con il racconto epistolare tra i due protagonisti. In
realt lepistolario tra i due amici sbilanciato tutto dalla parte di Jules, quattro
lettere contro una di Henry, e per la prima parte del romanzo si ha limpressione che
lunico protagonista sia proprio Henry, che monopolizza lattenzione del lettore. Da
una parte c il narratore che segue le avventure di Henry e descrive gli ambienti e le
persone con cui viene a contatto, dallaltra c Jules, che prova a rivelare i suoi
sentimenti, innamorato dellidea dellamore e delle idee, il cui racconto prender il
sopravvento nella parte terminale del romanzo. Lo squilibrio compositivo si rivela
nellasimmetria del racconto, ma anche nella struttura stessa del romanzo, che consta
di 27 capitoli, alcuni di poche righe, altri lunghissimi e corposi. Flaubert sembra
dunque dissezionare le tre unit aristoteliche da rispettare nella stesura di un romanzo
letterario: lunit di tempo, di luogo e di azione; egli si sposta tra i molteplici piani
temporali e spaziali che crea nel seguire i diversi protagonisti. LEducazione
sentimentale diventa romanzo di tras-formazione, di cambiamento verso cui i
personaggi sono diretti. Si tratta della storia di un triplice apprendimento tras-
formativo, in cui i modi di vedere e comprendere il mondo adolescenziale devono
essere modellati e trasformati sulla base del linguaggio, della cultura e
dellesperienza personale. Henry e Jules, Flaubert stesso, devono rivedere i propri
habitus di credenze ed attitudini, attraverso unamara riflessione sugli elementi che
costituiscono gli schemi di significato, la cui funzione ermeneutica avvertita
come insufficiente al confronto con la durezza della realt.

2 Un romanzo per due.


Esistono due opere di Flaubert intitolate leducazione sentimentale, una risalente al
1845 e una del 1869. I pochi elementi che accomunano ledizione del 45 e del 69
non autorizzano a stabilire una continuit tra le opere: entrambi sono romanzi di
formazione e seguono le vicende di un protagonista e di un amico comprimario (co-
protagonista). LAutore alla sua morte aveva lasciata inedita la versione del 45,
considerandola incompiuta, e ne aveva ripreso il titolo nel romanzo del 69 perch in
esso rielabora e finalmente risolve sul piano artistico e su quello affettivo, figure e
temi che avevano assillato la sua giovinezza. LAutore convinto che per
comprendere luomo nella sua inesauribile diversit sia necessario dimenticare se
stesso, e immergersi in un lavoro di dedizione assoluta. Egli mostra la dedizione per
lo scandaglio umano per il realismo ante litteram, scegliendo per di lasciare inedito
il romanzo, perch insoddisfatto del risultato. La curiosit pedagogica
delleducazione sentimentale pu evidenziarsi sicuramente nel fatto che non solo il
lettore, attraverso la narrazione dei protagonisti, pu sperimentare ed attraversare i
loro percorsi di formazione, ma soprattutto che lAutore stesso in fase di crescita e
di cambiamento; si avverte ancora una volta lo scarto tra laspirazione al realismo
distaccato e la dimensione autobiografica e lirica della narrazione. Il romanzo non si
limita a rispecchiare i modelli borghesi, ma contribuisce a fornire un mutamento
nellimmaginario collettivo, descrivendo protagonisti sempre meno eroici e pi
ordinari.

3 La crisi degli eroi, il naufragio del romanticismo.


Leducazione sentimentale un titolo che sconfina nella sua portata dalla dimensione
affettiva, e rimanda ad una semantica di apprendistato alla vita, nel quale lamore ha
un peso rilevante ma non esclusivo. Nella societ moderna sembra esservi un
percorso gi stabilito di formazione, in cui pi che allevoluzione e alla dinamica, si
punta agli esiti del processo formativo, che si ritiene compiuto solo nelladeguamento
dellindividuo al suo ruolo sociale ed al sistema normativo attinente. Leducazione
sentimentale un romanzo in cui non possibile individuare un modello di uomo o
unideologia educativa, ma possibile traghettare attraverso le molteplici
sfaccettature dellumano, e rincorrerne invano la complessit. Flaubert propone una
carrellata di personaggi affetti dalla stessa malattia: dal mal di vivere e dal vivere
male, perch non si calano nel contesto in cui vivono, ma si rinchiudono
nellillusoriet onnipotente della propria fantasia, per cui la realt diventa unalterit
soffocante e frustrante. Ecco snocciolata una questione epocale: il passaggio allet
adulta, un archetipo universale che trascende le generazioni, e che sembra essere
diventato sdrucciolevole terreno di conflitto (specialmente nella nostra epoca,
chiamata dei trentenni bamboccioni). Si pu continuare a fare finta che non esista il
senso di vuoto che dilania la generazione, ormai iper-estesa, di giovani dai 18 ai 30
anni; che alla precariet professionale non corrisponda unangoscia disorientante e
destrutturante; ma questa finzione ha portato al disinvestimento per la storicit del
tempo a-venire e per ogni progettualit legata a questo. Si pu rischiare inoltre
unanoressia di sentimenti, tesa a controllare il vuoto e linstabilit interna ed esterna:
il personaggio di Morel, ad esempio, tratteggiato come cinico, arreso, indifferente e
vuoto; non prova pi alcun moto di tenerezza o alcuna intenzionalit; trascorre nella
routine abitudinaria tutto il suo tempo. Pi che riproporre un certo antagonismo
stereotipato del tipo societ VS giovani, sembra auspicabile un indirizzo
trasformativo della formazione, che si esplica in quellagire decostruttivo e
ricostruttivo dellimmagine di s e dellaltro, che consente di riconoscere
allindividuo la sua dimensione relazionale e comunicativa, rendendo lemozione
stessa un tratto distintivo delleducabilit. Pi che criticare lamore ai tempi dei social
network, giusto partire dal valore delluomo in quanto tale, a recuperare la dignit
esistenziale della persona e ad esplorare il confine tra limmaginario e lapparente.
Limmaginario il luogo delle capabilities, di ci che le persone sono
effettivamente capaci di fare o di essere, e di ci che scelgono di essere o di fare sulla
base delle alternative che hanno a disposizione: le capabilities riflettono quindi la
libert di condurre una vita piuttosto che unaltra. Nusbaum considera centrali le
capacit: ogni persona deve essere messa in grado di esplicitare il proprio ventaglio di
competenze, affermando cos il principio della persona intesa come fine, unico arbitro
circa i propri bisogni e le proprie emozioni. La betise (stupidit umana) di cui parla
Flaubert non lopposizione alla ragione, anzi, acquisisce dimensioni sempre pi
planetarie con il massimo sviluppo tecnologico e mediatico; la betise unincapacit
immaginativa che si nutre proprio di ci che ne dovrebbe costituire un antidoto (il
sapere, i libri etc...). i due protagonisti, alla caduta delle loro aspirazioni di gloria,
scelgono infine di abbracciare il compromesso della stupidit, per confinarsi nella
normativit di unesistenza prestabilita. La sordit affettiva a cui siamo esposti
impedisce quella comprensione profonda dellaltro che permetterebbe di ridurre al
minimo i conflitti, consentendo apertura e dialogo, disponibilit e flessibilit. Il
romanzo sembra rimandare al lettore linterrogativo su quale formazione pensare per
lazione trasformativa e trasformatrice del passaggio allet adulta. Si pu ipotizzare
un sistema di scaffolding che assista e supporti i percorsi evolutivi dei soggetti in
formazione, nei contesti educativi formali, non formali ed informali: tale sistema sar
unimpalcatura funzionale, cognitiva, emozionale e relazionale.

Il Mulino sulla Floss: viaggio nel mondo femminile della moglie del mondo,
Mary Ann Evans
Mary Ann, Marian, George, Maggie: uno, nessuno e centomila. Storia della
formazione di unidentit.

1.1 chi Mary Ann Evans?


Mary Ann Evans ebbe una rigorosa educazione puritana, che avrebbe lasciato un
segno in lei lungo tutta lesistenza, sebbene la conoscenza della filosofia positivista la
conducesse a staccarsi dalla religione. Nel 1836 mor la madre e Mary Ann lasci la
scuola per occuparsi della casa, pur continuando gli studi con un insegnante privato.
Il fratello si spos e prese possesso della casa di famiglia, cos Mary Ann ed il padre
si trasferirono vicino a Coventry. La vicinanza con la buona societ del posto le
permise di fare delle nuove conoscenze anche con personalit di spicco. Grazie a
questo tipo di conoscenze Mary Ann venne iniziata a teologie molto pi liberali, che
le fecero venire dei dubbi sugli elementi soprannaturali presenti nelle storie bibliche;
si trasfer a Londra con lintenzione di diventare una scrittrice ed assumendo lo
pseudonimo di Mariann Evans. A partire dal 1854 si un ad un uomo sposato e padre
di tre figli, a cui la moglie non concesse mai il divorzio: George Henry Lewes;
accanto a lui visse per pi di ventanni, soffrendo per lirregolarit della loro
relazione, seppure la societ avesse finito per accettarli. Morir poco dopo il suo
matrimonio con J.W Cross nel 1880.

1.2 Perch Mariann diviene George? E quanta Meggie c in George?


Sono molti i punti di vista con cui si pu spiegare il motivo per cui Mary Ann
cominci ad usare per i suoi romanzi lo pseudonimo maschile George Eliot. Innanzi
tutto Mary Ann ci celerebbe dietro ad uno pseudonimo per evitare alle sue opere la
diffidenza che lautrice stessa sub a causa della sua vita privata, giudicata
scandalosa. Ancora, Mary Ann (a differenza delle scrittrici a lei contemporanee)
userebbe uno pseudonimo non tanto per ragioni sociali, quanto per vezzo: ella
proveniva da un rango sociale elevato, era la compagna di un editore ed intellettuale,
e la sua formazione era gi ben nota al pubblico, e tanto apprezzata da non aver alcun
bisogno di nascondersi dietro ad un falso nome; nemmeno possibile leggervi la
semplice accettazione di una moda, sebbene luso di pseudonimi maschili non era
inconsueto per le scrittrici. Forse il disprezzo per un certo modo femminile di narrare
le fece scegliere uno pseudonimo maschile, in un mondo letterario dominato dagli
uomini ed in cui le donne, se ci sono state, hanno recitato un ruolo secondario.
Unulteriore ipotesi il vedere nellutilizzo dello pseudonimo maschile una sorta di
schermo, di negazione, di quasi inconsapevole separazione tra la donna e la
romanziera, e questo per una forma di reticenza a rivelarsi interamente, che le
avrebbe reso meno naturale quella sua presenza costante allinterno del romanzo.
Infine lautrice ha usato uno pseudonimo maschile perch attraverso la finzione di un
narratore maschile ha finto di condannare la protagonista che una donna ben diversa
dallo standard delle donne inglesi dellepoca. In realt ella ha voluto evidenziare
quanto lordine maschile che sorreggeva tale societ puritana fosse profondamente
ingiusto. A supporto di tale ipotesi il mulino stesso rappresenterebbe simbolicamente
la suddetta societ ed presentato come una costruzione in perfetta armonia con la
natura. La protagonista, per la sua condotta, verr allontanata ad opera del fratello
Tom dal Mulino, e successivamente morir annegata, insieme al fratello stesso,
proprio davanti al mulino, che verr distrutto dallinondazione fatale ma che verr poi
ricostruito, cos come la stessa societ basata sullordine maschile, mostrandosi di
nuovo nel suo volto equilibrato e sorridente. innegabile quindi la presenza di una
forma di cura di s e di ricerca di senso da parte della scrittrice, del suo
narrare/narrarsi attraverso il personaggio di Maggie.

2 Trama del romanzo in breve (vd libro)


3 Il s narrante.

Elemento caratterizzante del romanzo la presenza costante di chi narra, che


commenta la sua opera, commenta e spiega se stessa, cosa doppiamente significativa
se si pensa che dietro Maggie c Mary Ann donna e dietro George c Marian
scrittrice; questo d al romanzo un senso di commedia nella commedia. Le vicende
vengono osservate e commentate dal narratore, e il suo senso dellumorismo gli
consente di mantenere verso i personaggi un affettuoso distacco. C un io che,
nella narrazione (tassativamente in terza persona) insiste a tornare, per
appropriarsene. E se i commenti rallentano il ritmo narrativo, lo rallentano allo stesso
modo in cui i piccoli eventi quotidiani rallentano la trama di una vicenda umana. Vi
quindi, lungo tutto il romanzo, lalternarsi di un S riflessivo da un lato, e di una vita
che scorre usuale, dallaltro, rappresentata anche nella scrittura, dalla semplicit dei
dialoghi. Mary Ann Evans, attraverso questo metodo di scrittura sembra anticipare di
molto le riflessioni di Jack Mezirow sullimportanza del lavorare sulle proprie
prospettive di significato per promuovere un apprendimento trasformativo.

4 Libro I: un bambino ed una bambina.


In questa prima parte del romanzo, lautrice si concentra sulla descrizione del mondo
infantile delleroina, Maggie Tulliver: una donna che gi nellinfanzia denuncia un
carattere volitivo, retto e ribelle, che non potr non destinarla ad un esito tragico,
visto che una donna, e quel carattere una donna non pu permetterselo: una donna
non pu desiderare insieme la libert per s e lamore per laltro. Il padre un gigante
inetto, buono a sbraitare ed a finire in bancarotta; la sua parola preferita puzzling:
ogni cosa gli appare un rompicapo. Maggie ha anche una madre: la sciocca sig.ra
Tulliver che fa pi danni che altro quando agisce, e che dice sciocchezze a torrenti
quando parla. La sig.ra Tulliver, a dispetto della cauta benevolenza paterna, sembra
non perdonare alla figlia la sua diversit: Maggie non una bambina come le altre, e
questo non solo per le sue particolari doti intellettuali, ma anche perch, a differenza
della perfetta cugina Lucy, ha la carnagione scura, grandi occhi nerissimi ed una folta
chioma corvina che non ne vuole sapere di arricciarsi. Alla fine entrambi i genitori
sembrano presentare aspetti mortiferi di rifiuto nei confronti di Maggie,
profetizzandone in un certo senso la morte per annegamento. Arriviamo dunque al
fratello, Tom, a lei superiore in tutti i sensi, come doveva essere a quellepoca: in et,
nel diritto allo studio, a dettar legge e a decidere del destino della sorella. Nonostante
il profondo affetto, Maggie e Tom sono destinati allincomprensione reciproca ed alla
rottura, a causa della loro grande differenza di carattere. Ma Tom rappresenter
sempre per Maggie il suo idolo, leroe della sua vita e lunico che, con i suoi
rimproveri, riesca a ferirla profondamente. Tom vuole bene alla sorella, ma ha un
carattere duro, severo ed intransigente, e quando lei sbaglia, non si pone alcuno
scrupolo nel punirla duramente. Sono questi i primi dolori di Maggie: le sue pene, le
sue inquietudini, la rabbia ed i piccoli grandi drammi che caratterizzano buona parte
della sua vita da bambina, sono raccontati dalla Eliot con una sensibilit ed una
lucidit che fanno di lei, accanto a Charles Dickens, una degli autori che meglio
hanno saputo descrivere e comprendere il mondo dellinfanzia, evitando stereotipi e
banalit. Se Maggie leroina indiscussa di questo romanzo, il tema la vicenda di
una invincibile resistenza a staccarsi dalla famiglia e dallinfanzia, o meglio dai
rapporti incestuosi dellinfanzia e della famiglia. Maggie la figlia e la sorella,
obbedisce come ad un padrone prima al padre e poi al fratello; un amore che la
perseguiter e la ricatter fino alla fine, impedendole letteralmente di vivere. Il
romanzo descrive liniziazione di Maggie alla vita; il suo romanzo di formazione.
Ma appena si affaccia al mondo Maggie lo trova estraneo ed impraticabile. In
riferimento alle difficolt in cui Maggie incorreva circa lessere consapevole del
gretto moralismo che le si voleva imporre, non si pu non considerare la
teorizzazione esplicativa, ripresa anche da Mezirow, sul modo in cui gli oppressi
tendono comunemente ad interiorizzare i valori dei loro oppressori. Il ruolo delle
scrittrici come la Evans proprio quello di mostrare alle altre donne una cosa
importante: sapere cosa volere sapendo di poterlo volere.

5 Libro II: giorni di scuola.


Questa parte del romanzo interessante per due aspetti. Innanzitutto si descrive in
maniera mirabile la metodologia didattica del nuovo insegnante di Tom, il sig.
Stelling; non si pu non scorgere una critica allincapacit, da parte del sig. Stelling,
di rispondere in modo adeguato ed efficace al bisogno formativo di Tom, cosa che
richiederebbe trasversalit delle competenze metodologico-didattiche del docente,
che dovrebbe scolpire la sua pratica educativa in modo da rispettare i diversi e plurali
stili di accesso al sapere che caratterizzano la persona, invece di ignorare la diversit
e di pretendere che tutti gli individui abbiano lo stesso tipo di mente. Il secondo
aspetto che emerge lesclusione delle donne dalla sfera dellistruzione pi elevata, e
lingiusta discriminazione che ci comporta allinterno della famiglia stessa. Il
mondo dellarte e della cultura era riservato solo agli uomini, ma si capisce che
qualcuno era consapevole che le donne avessero le stesse capacit rispetto agli
uomini; altri invece considerano le donne completamente prive dintelligenza.

6 Libri III e IV: la rovina e la valle dellumiliazione.


Tom ha 16 anni e Maggie 13 quando giovinezza e dolore cominciano per i due
fratelli, per via del fallimento del padre e della sua conseguente malattia.
interessante vedere con quali percorsi differenti fratello e sorella affrontino lo stesso
destino per la colpa paterna, decadendo dalla iniziale edenica felicit e precipitando
nella valle dellumiliazione. Se Tom pu, lavorando, vendicarsi e rifarsi del danno
morale e sociale subito, per Maggie il danno ha un riverbero tutto spirituale e
assolutamente definitivo. La nostra eroina non pu appagare la sua brama di una vita
piena e felice e, per vincere il senso dimpotenza e la frustrazione, non le resta che
rinunciare a tutto: al desiderio stesso ed a se stessa.

7 Libro V: grano e loglio.


Le uniche gioie del periodo adolescenziale della protagonista diventano quindi
lesercizio spirituale,laccudimento del padre infermo, e poi i libri e lamicizia con il
giovane Philip Wakem, innamorato di lei. In Philip, Maggie vede un dotto maestro,
un fratello sollecito ed affettuoso; ma subito ci si rende conto che Philip in realt
innamorato di lei. Lei in verit si innamora di lui semplicemente perch infelice,
letteralmente un povero infelice deforme. un modo riflessivo dellamore femminile,
che si innamora dellimmagine di s, non perch limmagine sia bella, piuttosto
perch in essa visi riconosce limmagine oltraggiata di s: lamore che Maggie sente
la prova di quanto lei abbia bisogno damore. Ma Philip il figlio dellacerrimo
nemico del padre, e su ordine di Tom, Maggie dovr rinunciare anche a lui, dovr
rinunciare fin al desiderio stesso: smetter di volere, di desiderare, si voter al
digiuno, organizzer un sistema di vita fondato sullastinenza. Ma Philip le dice un
giorno voi sarete buttata nel mondo, e allora tutte quelle ragionevoli soddisfazioni
dellistinto che ora vi rifiutate, vassaliranno.

8 Libro VI: la grande tentazione.


E quelle ragionevoli soddisfazioni dellistinto prenderanno le forme di un uomo:
Stephen Guest, pretendente e quasi-fidanzato di Lucy, la cugina di Maggie. E la
nostra eroina si lascia andare, si lascia trasportare in barca dalla corrente del fiume
con Stephen, lunico uomo per il quale lei sia una donna, lunico che lei potrebbe
amare come un uomo e non come un fratello.

9 Libro VII: il riscatto finale.


Ma dopo la grande tentazione giunge il risveglio, e Maggie opta di nuovo per la
rinuncia di s. La sua innocente fuga con Stephen ed il ritorno in paese di lei da
nubile segna la sua rovina: il paese emette la sua condanna e non coglie la lacerazione
profonda di tale diciannovenne, n il suo alto senso etico. Suggestive ed
estremamente moderne sono le parole del S narrante a proposito del giudizio
pronunciato dal paese, tali da potersi facilmente accostare alle teorizzazioni di
Mezirow a proposito dellimportanza di allargare il proprio orizzonte di significato
lavorando sulla rigidit dei propri presupposti. Maggie ottiene tuttavia la solidariet
dei parenti e dellamico Philip, ma non quella di Tom; egli le nega anche la casa
paterna. Ancora una volta lessere umano che aveva temuto di pi, ed amato di pi
non esita a punirla. Il romanzo si chiude nel solo modo possibile, in modo tragico.
Maggie, da sola su una barca sulla Floss in piena, sfida la morte per raggiungere e
salvare Tom dallinondazione. La riconciliazione tra i due possibile esclusivamente
in tale situazione estrema, ed avviene solo nel momento in cui guardano la morte che
li sta travolgendo con unonda.

Conclusioni.
Sono passati oltre 150 anni dalla pubblicazione di questo romanzo, eppure le
osservazioni, le tematiche e le problematiche su cui pone laccento sono ancora
attuali, a dimostrazione del fatto che abbiamo ancora tanto su cui porre lattenzione, e
questo a partire da una promozione capillare ed articolata dei processi di auto-
riflessione.

I Libri della Giungla: progetto, modello e senso di un percorso formativo


Stefano Molise
1 erano le sette di una serata caldissima tra le colline di Seeonee...
riscoprire da adulti una delle opere meglio riuscite di Kipling, permette di
posizionarla al confine tra una lettura avvincente, dedicata prevalentemente ai
bambini, e la definizione pi classica di romanzo di formazione. Il libro diventa in
grado di narrare non solo allinfanzia, ma dellinfanzia, come uno stato temporaneo e
per questo in grado di proporre il processo del distacco come uno dei topoi della
formazione, intesa come crescita. Mentre nella maggior parte dei romanzi di
formazione, linfanzia spesso un ricordo funzionale al narratore per dimostrare
lavvenuta crescita, ne I Libri della Giungla, lAutore la fa diventare il suo presente
narrativo. Il primo ed il secondo libro della giungla, scritti tra il 1893 ed il 1895, si
compongono di una serie di racconti ambientati nella cornice naturalistica della
giungla indiana; nello specifico, quelli che saranno oggetto di riflessione sono gli otto
episodi delle storie di Mowgli contenuti nei due testi, perch presentano lo sviluppo
coerente della narrazione delle avventure di un personaggio durante tutto il suo
percorso di crescita. I primi due elementi che assegnano allopera in questione il
titolo di romanzo di formazione riguardano la giovane et del protagonista e le
diverse prove che questi deve affrontare per affermare se stesso nel mondo. Lintera
vicenda si svolge nellarco di circa 17 anni, cio dalla nascita di Mowgli fino al
compimento dellet che segna il suo ingresso nel mondo degli adulti, che nella
narrazione individuato nel mondo degli uomini, a cui il ragazzo apparteneva per
nascita naturale e a cui far ritorno. Tutta la storia fortemente impregnata di
contenuti educativi, da cui non si pu prescindere per comprendere la natura
processuale e non statica dellevento. La formazione di Mowgli nella giungla si
realizza attraverso tre direttive fondamentali: il progetto da potare a termine, il
modello da seguire ed il senso che viene conferito allazione pedagogica. Il
protagonista rispecchia perfettamente la condizione iniziale di inesperienza, essendo
lunico umano a vivere nella giungla; il carattere pedagogico della sua formazione si
rende inevitabile alla sua stessa sopravvivenza in un ambiente che resta comunque
diverso da quello che gli sarebbe pi naturale, e richiede un percorso tanto educativo
quanto a volte anche propriamente didattico. Lantropopedagogia di riferimento di
tutto il romanzo dichiarata fin dallinizio e racchiude in s il significato pi
intrinseco al concetto stesso di formazione: il farsi uomo di un piccolo bambino, e
ancora di pi se si considera che il processo di umanizzazione avviene in un contesto
in cui il personaggio deve prima riconoscere la sua umanit e poi accettarla.

2 Il progetto: la crescita autonoma delluomo lungo una strada li libert come


valore positivo ed inevitabile.
Il riconoscimento della vera natura umana di Mowgli uno dei perni attorno ai quali
si costruisce la storia fin dallinizio, quando il personaggio viene accolto, protetto ed
accettato. Infatti il romanzo si apre con una scena dalle forti tinte emotive: la prima
reazione di Mamma Lupa allapparizione del bambino di curiosit ed interesse, ma
subito dopo la curiosit si tramuta in accoglienza amorevole, tanto da sfidare i dubbi
di Babbo Lupo e decidere fermamente di adottarlo ed allevarlo insieme ai suoi
cuccioli. Il progetto formativo di Mowgli inizia da subito: verr il giorno in cui tu
caccerai Shere Khan come egli ha cacciato te. Il fine del progetto la salvezza di
Mowgli dalle grinfie di Shere Khan, perch, come ricorda Bagheera, uccidere un
cucciolo vergogna, oltre che vietato dalla legge, ed anche la prima azione
formativa in quanto porta alla sua accettazione come membro del branco. Quando
Mowgli diventer padrone del proprio agire, trover nelle difficolt una maniera per
attestare se stesso. Tutta lopera strettamente collegata ai riti iniziatrici che
accompagnano ogni significativo passaggio di una personalit in divenire; la crescita
di Mowgli e la struttura complessa dei sentimenti che la accompagnano uno dei
temi pi profondi del libro. Spetter a Bagheera, nel suo ruolo di mentore, aprire la
strada al ragazzo verso la sua vera natura (perch tu sei un uomo); la rivelazione
riguarda una realt gi esistente, il ragazzo si scopre con i segni della sua crescita e se
ne stupisce. Le lacrime di Mowgli sono la rivelazione della sofferenza del diventare
grande, che Kipling non risparmia al protagonista (che finora sembrava vivere il
sogno dorato dellinfanzia). Nellultimo racconto (la corsa di primavera), Mowgli,
ormai cresciuto, si trova a confronto con lultima e pi importante prova: uccidere
Shere Khan che, dandogli la caccia quando era in fasce, aveva avviato la sua
formazione nella giungla; era la missione insita al suo progetto, era forte
dellappoggio dei suoi fratelli e di tutti quanti lo riconoscevano come il signore della
giungla, il lieto fine delleroe che vince sconfiggendo il male. Ma quando Mowgli
si spoglia delle vesti eroiche, si ritrova solo con quelle umane, tessute di tutte le sue
insicurezze di fronte al futuro: il suo vero destino sta per compiersi; la vera forza
formativa del romanzo, Kipling la racchiude nel salto verso il futuro che fa compiere
al suo protagonista, che si trova a dover ricominciare tutto da capo. di nuovo un
uomo, inesperto di fronte alle cose della vita, ma pi consapevole di se stesso.

3 Il modello: luomo saggio e onesto in equilibrio tra il rispetto di s e degli altri.


Kipling propone un ideale di uomo che quello della saggezza e dellonest, intese
come armonia tra il rispetto di s e degli altri. Lesemplare parabola formativa
espressa nelle avventure di Mowgli rende evidente tanto il divenire progettuale della
formazione, quanto il punto di approdo di questo divenire, e quindi tanto i contenuti
culturali e lesperienza acquisita, quanto anche il processo che rende possibile questa
acquisizione armonica. Gli animali antropomorfi si presentano come modelli gi
attuati e per questo possono svolgere il ruolo di buoni maestri; in particolare lonest
(intesa come lealt) di Bagheera messa in rilievo dalla figura del suo alter ego
negativo: Shere Khan, che bugiardo, disubbidiente e rabbioso. Gli animali simboli
di figure educative sono dunque idealizzati negli aspetti pi positivi della realt
umana; fanno loro da contrappeso (oltre Shere Khan), tutti gli uomini del villaggio
con i quali, in qualche modo, il fanciullo entra in contatto; la loro societ,
differentemente dallesempio della giungla, raccontata come corrotta e sofisticata.
Uno degli esempi di questi uomini Buldeo, il cacciatore del villaggio: descritto
come spaccone ed orgoglioso, raffigura il modo di pensare magico e primitivo di tutti
gli abitanti; esattamente lopposto dellideale di uomo veritiero verso cui lAutore
conduce Mowgli alla fine del suo percorso nella giungla. Essere saggi ed equilibrati
significa anche e soprattutto essere realistici verso le proprie possibilit, ed essere al
corrente dei propri limiti; Mowgli non infallibile, anchegli sbaglia, ma proprio
questa sua conoscenza dei limiti e possibilit che gli far trovare ogni volta la
soluzione migliore. Se Mowgli, per tutelare la legge, contrasta il campione del male
mettendo in pericolo la propria vita, pu davvero diventare il punto di riferimento
etico ideale.
4 Il senso pedagogico: libert, giustizia e fratellanza come principi dellazione
educativa.
Mowgli durante la storia si trasforma, matura e impara a conoscere le regole della
vita. La specifica tipologia di romanzo presuppone lesistenza di un individuo che sia
cosciente del proprio valore e soprattutto della possibilit e dellimportanza della
propria educazione; educazione che (nella giungla di Kipling) espressione di una
pedagogia fondata su principi molto espliciti, a cominciare da quello di libert. La
libert dei lupi un diritto che contiene in s un profondo dovere: quello di mettere il
rispetto della legge prima di ogni altra cosa. Non una libert imposta dunque, ma una
libert conquistata con impegno e perci anche a rischio di essere perduta, come
accadr quando interessi individualistici prevarranno sul bene comune. La vera
libert non quella dello stato di natura di hobbesiana memoria; per trasformarsi in
un principio finalizzato alla crescita, alla maturazione ed allautonomia, devessere
sottoposta a dei limiti. Il secondo filo conduttore di tutto il racconto individuabile
nel senso di fraternit che lega tra loro tutti gli abitanti della giungla e, in particolare,
tutti coloro che rispettano la legge. il ragazzo sar riconosciuto in tutto e per tutto
fratello di ogni animale della giungla, gli sar sempre riconosciuto lo status di parit
di diritti e doveri, pur essendo uomo, sar soggetto alla stessa legge. Alla base del
processo formativo c la relazione tra Mowgli e gli altri animali, resa possibile
dallinsegnamento che il cucciolo duomo riceve dal suo maestro Baloo. La portata
formativa di questo rapport sar palese quando Mowgli lascer la giungla per
tornare uomo, avendo al suoi fianco i fratelli di tana, con cui cresciuto, e tutti coloro
che lo hanno condotto con amore a scoprire la sua strada. Strettamente legato al
principio della fratellanza si riscontra quello della giustizia, sempre e comunque
guidata dallapplicazione di una legge antica. sempre per amore della giustizia che
Mowgli sar spinto a portare a compimento la promessa di uccidere Shere Khan,
eliminando cos il male dalla giungla e riparando ai torti subiti da tutti a causa sua.

5 quando mutata la pelle non possiamo rientrarci di nuovo...


Per provare a tirare le fila di questo excursus, si pu affermare che, dal punto di vista
del contenuto, cos come al centro dei pi tradizionali Bildungsroman, si trova la
storia di vita di un inesperto protagonista che, attraverso una serie di tentativi,
perviene alla ridefinizione dei significati da attribuire a se stesso ed al mondo a cui
andr incontro. Il vero obiettivo in questo caso la crescita che porta allautonomia e
lascia aperte le possibilit di autodeterminazione del soggetto e, infatti, della vita di
Mowgli ritornato a vivere tra gli uomini non si sapr mai nulla. Il romanzo si risolve
con un cambiamento del protagonista, mutamento che procede principalmente sul
piano psicologico interiore, con lassunzione da parte del ragazzo, della coscienza di
s, che consente una rinascita. Lincontro con la sfera della trascendenza risolto da
Kipling nella celebrazione della natura, forte ed incontaminata, che serve soprattutto
allesaltazione delluomo che, nella sua ragione, nel dolore e nellamore, fa vedere la
parte migliore di s ed attesta la sua supremazia. Il ragazzo ormai cresciuto e pronto
per presentarsi come uomo a quella stessa Rupe del Consiglio che lo aveva accolto
quando era un bambino, segnando cos il ritorno allinizio della storia, e che ne sar
anche la sua conclusione.

I Buddenbrook
1 Genesi de I Buddenbrook.
I Buddenbrook uno dei romanzi pi celebri di Thomas Mann, nonch il romanzo
che gli consent di essere insignito del premio Nobel nel 1929. Lopera suscit
particolare interesse per il fatto che fosse stato proprio il figlio di un senatore ad aver
descritto le condizioni di degrado della borghesia implicanti la sua stessa famiglia.
Ben pi che saga di una famiglia borghese, i Bundenbrook testimoniano il giudizio
che lautore d di tutta unintera epoca: esso offre una lettura che tiene conto delle
rinnovate influenze teoriche e metodologiche attraverso la caratterizzazione dei
personaggi, la rappresentazione dei valori borghesi, ma anche la pedagogia intesa
come strumento di disciplinamento.

2 Il romanzo di formazione: Bildung, e le implicazioni pedagogiche nella trama


dei Bunderbrook.
Uno degli aspetti innovativi dellopera non tanto quello di aver trattato il tema della
decadenza di una
famiglia della borghesia mercantile, quanto piuttosto quello di aver affiancato ad esso
unattenta ricostruzione sociale e soprattutto psico-pedagogica dei personaggi,
facendo rientrare lopera allinterno della classificazione di romanzo di formazione.
La Bildung il risultato della convergenza tra legge interiore e mondo esterno. I
personaggi risultano ben contestualizzati nel tessuto sociale di riferimento: un
microcosmo nel quale si rispecchia il declino della borghesia e di una crisi epocale di
ben pi vaste dimensioni, con le contraddizioni evidenti di una societ malata.
Quando Mann scrive i Buddenbrook, la fortuna commerciale della sua famiglia
finita, e con essa tramontata la vecchia borghesia umanistica ed universalistica. Di
qui la partecipazione emotiva dellautore sia nel rappresentare una famiglia operosa
di borghesi mercanti, sia nella sua esperienza intellettuale di fine secolo, che accoglie
le istanze inquietanti del Decadentismo e si estrania dal mondo dei padri. Mann (alter
ego di Thomas Buddenbrook) percepisce la solida sanit e lequilibrio del mondo
genitoriale come valore che non si pu annullare; e questa anche una strategia dello
scrittore per mettere in risalto le peculiarit del Bindunsroman: coniugare la
componente autobiografica con la Bildung, intesa come edificazione socioculturale
centrata sul modello dei suoi protagonisti. Man a mano che si procede con la lettura
del testo, la narrativa dellautore offre una raffinata analisi delle idee e dei
personaggi, scrutati con atteggiamento talvolta distaccato e a tratti ironico, la cui
lettura in divenire si pone come processo formativo. Levocazione della societ si
fonda sul contrasto radicale tra due categorie di individui: da un lato ci sono i
commercianti laboriosi, che radicano la loro esistenza e quella della loro famiglia sul
valore morale e mercantile del lavoro; dallaltro ci sono i temperamenti singolari,
tendenzialmente contestatari, inabili allintegrazione sociale o spinti verso larte e la
vita dello spirito da una forza irresistibile. La trama del romanzo attraversata da un
sottile filo in cui descritta lascesa ed il declino di una ricca famiglia di
commercianti; storia di quattro generazioni, lopera si propone come un grande
affresco della borghesia tedesca, fissata nel momento dellascesa e della crisi
economica tra il 1835 ed il 1877. Nel corso di tre generazioni il Dominus
providebit, il motto scolpito sulla casa seicentesca di Mengastrasse, si sgretola
impercettibilmente. Ci che si viene via via sfaldando al garanzia trascendente sulla
quale la famiglia Buddenbrook ha costruito nel tempo la propria fortuna.

3 Identit in formazione: le peculiarit dei Buddenbrook di generazione in


generazione.
Ogni generazione incarna una particolare concezione della vita e della cultura
dominante. E di generazione
in generazione il romanzo tratta di formazione ed autoformazione con riferimento
anche ai processi educativi informali che avvengono allinterno della societ, nel
contesto delle pi diverse esperienze quotidiane. Il capostipite della famiglia
rappresenta il polo della sicurezza non incrinata da dubbi religiosi o da remore
morali. Il figlio, il console Johan, appare invece minato da profonde contraddizioni;
dominato dal sentimento religioso, egli non conosce n la serenit e n lequilibrio
del padre. La terza generazione, rappresentata da Thomas, Christian, Antoine e Klere,
pervasa dai segni del malessere e del dissolvimento che sopraggiungono sotto le
forme della malattia fisica e della seduzione artistica in Christian, del fallimento
sentimentale in Antoine e nella morte prematura di Klere. Thomas nellordine di
genitura il nipote del capostipite e dopo la morte del padre, Jean, colui al quale
sono affidate le sorti della famiglia. A differenza degli altri fratelli che si limitano a
vivere lo sgretolarsi della trascendenza senza coglierne il senso, egli ne acquista piena
consapevolezza. Thomas vive una profonda crisi spirituale per il disfacimento dei
valori nei quali credeva, ma senzalcun accenno di contestazione, ad essi rimane
ancorato. Il successo diviene per lui una forza segreta ed indefinibile, che alimenta la
convinzione di influire pienamente sui moti della vita. Sono questi i segni del
travaglio spirituale che lo tormenta e che attraversa la sua intera esistenza,
determinando in lui una tensione conoscitiva verso istanze formative di criticit. Esse
comportano un profondo dilemma che ne attraversa linteriorit, esplodendo
chiaramente in una crescente consapevolezza che d tregua allanalisi introspettiva.
Nellultima generazione, in Hanno, la decadenza assume i contorni pi netti: incapace
nella vita quotidiana di avere un atteggiamento energico, egli non sa reagire
allautoritarismo del modello scolastico ed allanaffettivit dei docenti, n riesce ad
integrarsi nel gruppo dei pari, ad eccezione di uno, con il quale instaura una relazione
amicale-preferenziale. I processi mentali del giovane Hanno ne delineano
lintroversione e lestrema fragilit, egli, incapace di superare le paure ed affrontare il
mondo esterno, del tutto privo delle doti necessarie per proseguire lattivit
commerciale paterna, incarnando luomo debole dotato di temperamento artistico. Di
qui la componente autobiografica risulta fortissima, infatti, la vocazione per la musica
e larte rimandano esplicitamente allautore. Lelemento catalizzatore del romanzo
costituito dal quaderno su cui sono annotati tutti gli avvenimenti della famiglia, a
partire dallantenato pi remoto fino a quelli pi recenti della discendenza, in cui ogni
evento assume valore simbolico. Questa scansione del tempo non lascia spazio al
presente, in quanto si declina sul passato e sul futuro. C tuttavia un luogo, una sorta
di epoch, che consente di sottrarsi alla strettoia di quella dimensione temporale
statica per vivere un soffio di presente: esso simbolicamente rappresentato dal mare,
dallinfrangersi delle onde senza scopo n fine, che consente lannullamento del
tempo gi percepito. Ed per lappunto, dalla contemplazione dellinfrangersi delle
onde, che il piccolo Hanno trova sollievo dalla cupa oppressione che lo dilania, un
sollievo che ritrova nella musica di Wagner. Nel testo molteplici risultano essere le
implicazioni pedagogiche derivabili dalla concezione paternalistica delleducatore,
esplicata non solo in ambito familiare, bens nel tessuto sociale esterno. Tra di esse la
tendenza della borghesia a conservare il proprio dominio tecnico e sociopolitico di
volont, ordine e produttivit in una societ pacifica e collaborativa. Al suo interno il
popolo viene educato ad evitare disordini ed orientato verso paradigmi di laboriosit,
risparmio e sacrificio. Di qui uno dei motivi pedagogici costituito dalla ricerca
dellordine, dal mantenimento del decoro; infatti un altro tema ricorrente quello del
decoro borghese basato sulla dedizione al lavoro, sulla rettitudine e sul prestigio
sociale. Ne discende che il tema della Bildung viene risolto in direzione di un ideale
di uomo integrale, capace di armonizzare in s sensibilit e ragione, di sviluppare se
stesso in piena libert interiore e di organizzarsi, attraverso un vivo rapporto con la
cultura, come personalit armonica.va tuttavia evidenziato che nellorientamento
educativo di Thomas nei confronti del figlio (Hanno), lapprendimento va inteso
come dura disciplina, in una matrice anti-spontaneistica in cui viene assegnato un
ruolo decisivo alla volont, intesa come lo strumento essenziale del processo di
storicizzazione-socializzazione del singolo. La famiglia ha il compito di liberare il
soggetto dalla propria naturalit e di inserirlo positivamente in una trama di relazioni
e di norme umane e comunitarie. I principi borghesi risultano satiri di ideologia
conformistica in cui la scuola si pone come modello autoritaristico per
lassoggettamento ideologico dellindividuo tra societ civile e stato, in un progetto
di restaurazione pedagogica. Ma la personalit di Hanno si presenta distante da tali
implicazioni che pongono laccento sulla disciplina e sullo sforzo; essa rapita dalle
suggestioni della musica il cui effetto pi immediato quello di produrre in lui una
disaffezione allesistenza. Cos alla fine del romanzo, Hanno vive il suo Liebestod
musicale e muore, soccombendo al potere della musica.

4 Personaggi al femminile: Tony Buddenbrook.


Ad unattenta analisi di pu considerare Antoine (Tony) un personaggio chiave, anzi
la vera protagonista
che in tutte le manifestazioni della sua formazione rappresenta lostinato desiderio di
non accettare il destino fatale che attanaglia la sua famiglia; ed per questo che ella
la vera custode di quella cultura al tramonto. Allinizio della narrazione viene
presentata come una bambina di otto anni vivace e fantasiosa, ma nel contempo
testarda e che si nutre die valori borghesi dei Buddenbrook. Cresce nella difesa
assoluta di quei valori, nelladeguamento costante e progressivo dei voleri che la
famiglia e la societ le impongono. Quel processo di crescita in lei avviene con
naturalezza e semplicit, come se non venisse costantemente toccata da una profonda
lacerazione tra la sua volont ed il senso del dovere acquisito. Ella incarna (insieme al
fratello, al padre ed al nonno) lessenza della discendenza, propensa a sacrificare la
sua vita e compiere scelte difficili in vista del bene della famiglia. Lo dimostra anche
la sua scelta di accettare per marito un pretendente che non ama, e di scrivere sul
libro di famiglia ogni evento importante da segnare in lettere doro, come se quel
libro fosse depositario del buon nome e del destino di tutta la discendenza. Di Tony,
Mann d una prospettiva di donna emancipata, pur nella complessit della sua
fragilit: va incontro a due divorzi, ma nel contempo collabora con i fratelli per
mantenere alto lonore della ditta e della famiglia; le sue non sono rinunce, ma
piuttosto adesioni al sacrificio in nome di un quid superiore, che quello di essere
una Buddenbrook: lessere donna le consente, attraverso il matrimonio, di contribuire
al buon nome della famiglia. Tony, nella sua evoluzione, acquista la capacit di
gestire le relazioni allinterno della famiglia paterna e dei nuovi nuclei familiari che
viene a creare, non solo in quanto figura femminile controllata dalla controparte
maschile, ma in quanto persona che influisce nelle vicende familiari, agendo di sua
iniziativa, con ladozione di scelte non sempre vantaggiose per s, bens finalizzate la
bene comune superiore di quel nucleo che tanto ama. Ella riesce, attraverso il
rapporto di reciproca solidariet che instaura con Thomas, a prendere parte attiva alla
vita sociale e pubblica, e riesce a ritagliarsi uno spazio in un mondo di dominio
tipicamente maschile; non vive gli eventi in secondo piano, come la sua natura di
donna borghese le indicherebbe, ma partecipa ad essi, e pur di farlo disposta a
coprirsi, diventando una presenza non visibile.

Conclusioni.
Il contrasto fra lIo individuale ed il mondo e tra larte e la realt rappresentano il
nucleo fondante intorno
al quale ruota insistentemente lattivit di Mann da scrittore. Egli coglie pienamente il
significato pedagogico del letterato-artista in rapporto con la societ, consapevole dei
valori emergenti e, dunque, proteso verso la ricerca di nuove mentalit ed orizzonti
pi ampi. La sua prosa si presenta caratterizzata da uno stile impeccabile, che
accompagna levoluzione dei personaggi lungo il corso della vita attraverso una
narrazione ricca di implicazioni formative. Egli, attraverso i suoi personaggi e le loro
esperienze esprime il proprio pensiero sulleducazione intesa come espressione di
amore dello spirito verso la vita. Uno dei dispositivi pedagogici di maggior rilievo
costituito dallevoluzione di Tony, in quanto rappresentante del genere femminile che
supera liniziale condizione di subordinazione-accettazione, inserendosi a pieno titolo
ed attivamente nella conduzione familiare.

Dadalus: il volo di Stephen


Portrait of the artist as a young man si inserisce nel filone definito come
Bildungsroman. Questo romanzo si trova sulla sottile linea di confine tra due fasi
della vita del protagonista, tra due opere di Joyce ed evidenzia una sostanziale
ambiguit spirituale e materiale. Ad una prima stesura, segue una prova: Stephen
Hero; nel 1914/15 le gesta di Stephen compaiono a puntate su una rivista inglese:
l'Egoist. Nel 1915 Joyce lavora alla trasformazione del racconto a puntate in
romanzo, che finalmente approda alla sua versione finale nel 1916 a New York e nel
1917 a Londra. Joyce lega saldamente la propria vita e le sue opere, narrando le
proprie vicende nei panni di Stephen Dedalus, protagonista del romanzo. L'opera
narra il dentro ed il fuori si Stephen/James, descrivendone le inquietudini e le scelte.
Ci rende l'autore vicino alle prospettive che connotano l'uomo moderno
sapientemente dipinto nei suoi lavori, tuttavia utilizzando un genere letterario
precedente alla sua contemporaneit. Un percorso narrativo che descrive le fasi di un
continuo processo di formazione che si sostanzia sia nell'adesione a dimensioni
formali dell'educazione (come quella intrinseca alla Ratio Studiorum), sia nelle
reiterate spinte libertarie che si affacciano sul percorso di vita del protagonista. Joyce
in Dedalus libera se stesso - il suo Stephen - dalle regole di un sistema opprimente. Il
lettore segue levoluzione del ragazzo; il cammino di un giovane alla costante ricerca
della propria identit, attraverso una tecnica letteraria fatta di momenti di luce,
epifanie, momenti in cui la realt delle cose soggioga luomo, e lo fa richiamando
stati danimo. La dimensione spazio-tempo in Dedalus non si pone mai come
secondaria alla vita narrativa del romanzo, piuttosto gli spazi ed i tempi dettano i
percorsi e le trasformazioni del protagonista. Il piccolo Stephen un bambino
sensibile e ben educato e per questo facile bersaglio dei compagni di scuola, che
spesso lo prendono in giro, tanto da spingerlo nella piscina, facendolo ammalare. Da
questo episodio scaturisce un flusso di pensieri che induce il protagonista ad
immaginare la propria morte. La dimensione interiore di Stephen percossa e
attraversata pi volte dal sentimento dellinadeguatezza: un tormento interiore,
caratteristico della prima fase del romanzo di Joyce. Qual era la risposta giusta alla
domanda? si chiede Stephen quando il suo compagno Wells lo deride dopo aver
posto al protagonista una domanda sul rapporto tra lui e la madre; Stephen pone nella
risposta interiore che lo tormenta un viatico che ne tenta la giustificazione: avrebbe
dovuto conoscere Wells la risposta giusta perch frequentava il terzo corso di
grammatica. Questo denota quale fosse il peso ed il rispetto attribuito al semplice
fatto di frequentare una classe superiore e ci aiuta a comprendere quanto
lorganizzazione dei collegi gesuitici in realt determinasse in chi li frequentava un
rispetto ossequioso dei modi e delle forme. Tanto che la protesta di Dedalus a quel
sistema assume ancor pi forza proprio per il livello di rispetto esplicito ed implicito
imposto dalla gerarchia organizzativa del collegio. In questa situazione Joyce/Stephen
non accetta la fredda ed insopportabile subordinazione allatto di forza e derisione del
pi grande. una storia di vita intrinsecamente legata alle minuziose prassi didattiche
della scuola di Conglowes Wood. Dedalus quindi anche storia e descrizione di un
modello didattico-educativo; sempre pi evidente la struttura curricolare della Ratio
Studiorum gesuitica e della rigida strutturazione del modello educativo ignaziano. Il
processo di costruzione delle conoscenze del protagonista sempre frutto di
unelaborazione filosoficamente elevata; il caso di citare lepisodio in cui, partendo
dallo studio del suo testo di geografia, Stephen elabora una complessa ermeneutica
sul senso della propria esistenza e coesistenza geografica in un determinato luogo.
Durante le vacanze di Natale, Stephen accolto quasi da adulto in casa: per la prima
volta si siede a tavola con i grandi e assiste ad unaccesa disputa tra suo padre e la
governante Dante, convinta sostenitrice della condotta cattolica; la discussione
scaturisce dalla morte di Parnell, avvenuta dopo la distruzione della sua carriera ad
opera della condanna da parte della Chiesa, per infedelt coniugale. Questo dibattito
innesca nel protagonista ancora una volta il meccanismo della riflessivit e dimostra,
con il suo pensare, quanta profondit abbia Stephen/James anche nel tentare di dare
un senso ai dibattiti casalinghi sulla politica. Ci ci porta a comprendere sia la
profondit di Stephen, sia le ragioni che lo spingeranno a contestare fermamente i
soprusi di padre Dolan. Infatti Stephen si trova a dover fare i conti con le prime
ingiustizie della vita: in seguito alla rottura dei suoi occhiali, egli esonerato dal fare
i compiti in classe ma padre Dolan, entrato in aula per un controllo, incurante della
sua giustificazione, lo frusta davanti ai suoi compagni. Lumiliazione subita
pesante, ma lo ancora di pi la consapevolezza di aver subito uningiustizia: a
questo punto che il lettore assiste alla prima rivolta di Dedalus. Egli decide di
ribellarsi contro un sistema ingiusto di cui appena stato vittima e denuncia padre
Dolan al rettore. Queste prese di posizione contrassegnano la realizzazione di un
pensiero proprio, autonomo, frutto di quelle numerosissime rimuginazioni e
riflessioni, oltre che di una continua crescita interiore. Procedendo con i ricordi il
lettore introdotto nel periodo delle vacanze estive trascorse in compagnia dello zio
Charles; in questa sezione del libro, il piccolo Dedalus meno immaturo, capace di
instaurare una solida amicizia con un gruppo di ragazzini: questo il periodo in cui
Stephen ritrova le ragioni per sancire la sua diversit rispetto al gruppo dei pari con
cui si circonda. Non una diversit che lo porta allemarginazione, anzi interiore,
legata inevitabilmente alla differente crescita cognitiva che ha rispetto ai suoi amici.
Il giovane artista si distingue costantemente dai suoi coetanei, ama fantasticare a
proposito del romanzo di Dumas, Il conte di Montecristo, dimostrando quanto sia
viva e potente la sua fantasia. Joyce affronta la transizione tra et infantile ed et
adolescenziale del protagonista nello spazio di poche pagine ed evidente nel forte
contrasto tra i voli fantastici che caratterizzano la fase infantile, e ladolescenza,
rappresentata dalla forte predominanza delle pulsioni, preminentemente di carattere
sessuale. Stephen evidenzia tutto il suo disaccordo con il concetto sociale che lo
circonda in diverse circostanze: cede ai piaceri carnali, accetta di essere giudicato
negativamente per i toni estremi usati in un suo saggio e per il suo essere ardente
sostenitore di Byron. La profonda transizione tra infanzia e adolescenza
caratterizzata da numerosi viaggi e dalla morte dello zio Charles. Il distacco dai
propri cari produce in Stephen una persistente sensazione di rimorso, che tenta di
placare comprando regali con i soldi ottenuti dalla vincita di diversi premi scolastici;
ma quando, esaurite le proprie finanze, si rende conto che il vuoto tra loro continua
ad essere incolmato, lunico modo che gli rimane per placare limpeto del suo cuore
incompreso abbandonarsi alla tentazione del peccato. Dedalus entra in un periodo di
confusione e vuoto spirituale: egli consapevole delle proprie trasgressioni, tuttavia
continua ad incontrare prostitute, sfidando con lindifferenza lidea della dannazione
eterna. Luscita da questa fase di meschinit e contraddizione sembra delinearsi
ancora una volta grazie alle sue fortissime potenzialit immaginifiche. Infatti sono le
immagini scaturite dal sermone di padre Arnall sulla dannazione eterna e la giustizia
divina ad offrire al giovane una via duscita dalle proprie contraddizioni. Dopo ci,
Stephen sente il convinto bisogno di confessarsi, ma ha profondamente vergogna di
confidare ad altri i suoi peccati; solo in seguito ad una notte insonne, trafitto
dallansia, decide di ammettere le proprie colpe. Questo porter Dedalus a cominciare
una nuova vita: acquisisce la consapevolezza che non tutto ci che lo porta ad
emanciparsi contribuisce alla sua crescita. Questa fase la premessa di una nuova
trasformazione; infatti Stephen comincia un nuovo percorso fatto di devozione
giornaliera, quasi lapprodo ad un marcato fanatismo religioso che lo porta alla
repressione sistematica di ogni stimolo prodotto dai propri sensi. Ma, nonostante gli
sforzi, Stephen non riesce ad adeguare il suo senso di libert con le rigidit
dogmatiche imposte dal cattolicesimo. Questa inquietudine si manifesta quando il
direttore della scuola gli consiglia di prendere i voti: egli capisce che unesistenza
fatta di riflessioni sulla dottrina cattolica mai si sarebbe potuta coniugare al suo
primario ed insopprimibile desiderio di libert e di indipendenza. a questo punto
che lanimo di Dedalus capisce che la sua interiorit e la sua vita non possono essere
imprigionate nei corridoi di Clongowes, bens appartengono ad un mondo fatto di
caos materiale. Questo passaggio dallamore per la via ascetico-religiosa allamore
per la vita materiale sottintende i temi centrali dellopera: la condizione di prigioniero
entro i confini dellIrlanda e quella di fuggiasco, abitante del mondo; solo
laccettazione del proprio destino permetter a Stephen la fuga.
Il percorso del personaggio continuamente intermezzato da fasi di riflessione e di
caduta; volendolo catalogare in un filone pedagogico potremmo azzardare lipotesi di
un Io che da riflessivo diviene meta-riflessivo, in quanto Dedalus non solo riflette
sugli eventi che contraddistinguono la propria esistenza, ma anche sul senso stesso
del suo evolversi e riscoprirsi. Joyce nel capitolo finale accelera il ritmo della
narrazione; attraverso questo escamotage letterario, lautore rende ancora pi
evidente e vivida la decisione e la fretta di Dedalus di abbandonare lIrlanda. Stephen
ama la sua patria, ma il suo intento quello di forgiare la coscienza del popolo
tramite larte, e per poter esprimere pienamente le proprie doti deve svincolarsi da
tutto, lasciare la sua terra e conquistare lindipendenza. La sua ricerca didentit e di
affermazione sfociano nella costruzione di due magnifiche e sontuose ali, fatte non di
cera, bens di parole, versi e poesia: le ali dellartista. I cinque capitoli di Dedalus
sono la presentazione di tentativi mai riusciti di trasformazione, e di un tentativo di
volare in un volo vero e proprio: Icaro tenta di emulare Dedalo, ma spesso distratto
dalla tentazione di libert che lo porter inevitabilmente a sciogliere le proprie ali di
cera vicino al Sole. Lultimo volo giunge alla fine del romanzo stesso, ed ancora una
volta consiste nellabbandonare il gruppo sociale di appartenenza e i dogmi della
religione, per dirigersi verso un esilio artistico autoimposto; una decisione che lascia
il lettore in sospeso perch non sapr mai se il nuovo Stephen rinascer ancora una
volta Icaro o Dedalo.

Giornale di adolescenza di Enzo Striano: una storia di formazione negli anni del
fascismo.
Giornale di adolescenza, opera prima di Striano, ambientata a Napoli tra il 1936 ed il
1940 e scandita sulle tappe della formazione del ragazzo Mario Morrone, ha un taglio
storico, nellevocazione degli anni del regime fascista, e nel contempo manifesta lo
statuto del romanzo biografico/autobiografico e del romanzo di formazione,
incentrato sulladolescenza di Mario. A suggellare la stesura definitiva di Giornale,
Striano dichiara che sarebbe auspicabile che il romanzo vedesse la luce insieme al
ungo racconto Nausica ed Odisseo. Probabilmente questa formula impegnativa un
tentativo per non far percepire il Giornale come un irrisolto nodo desordio, per di pi
codificato nei modi del romanzo di formazione, suggerendone invece una dilatazione
anche nella zona del mito, per unipotetica contiguit tra la vicenda delladolescente
Mario e quella delluomo Odisseo. Lo scrittore afferma che la stesura di un libro,
vero, compiuto e destinato al pubblico un modo per chiudere un percorso impervio
della crescita, sebbene i quattro anni della vita di Mario presi in esame non siano
segnati da eventi straordinari, n dal raggiungimento di una piena consapevolezza di
s: non c dunque una svolta tangibile. Il romanzo di formazione di Striano si
struttura nel rifiuto di ogni artificio: infatti privo di quella mitopoietica che in
genere ammanta, nellevocazione di unoriginaria armonia perduta, il luogo delle
proprie origini. Manca nel romanzo la mitografia della figura del padre, invece
percepito dal ragazzo, nelle sue debolezze, nei suoi limiti e nei livori di persona
piegata dalle molte frustrazioni. Non c il supporto dellideologia: Mario subisce il
fascismo, e probabilmente ne affascinato per gli aspetti pi propagandistici: come
tutti gli altri ragazzi, Mario trae dalle grandi parate militari e dalle adunate dei balilla
un vago senso di collettiva progettualit, il segno della forza del Paese. Mario vive la
storia dal di dentro, e volutamente, mai lautore gli consegna quello scarto analitico e
critico che lo possa rendere capace di giudicare il contesto. Anzi il ragazzo, senza
interpretarli, si affronta con gli eventi che entrano nella sua vita, attraverso gli articoli
de Il Mattino: ogni giorno Mario sfoglia la copia del giornale che il padre porta in
casa; talvolta colpito da qualche titolo, ma non sempre capisce, e se chiede
spiegazioni al padre, questi, pur avendo composto larticolo, non sa darne. Mario, e
come lui i suoi compagni, si limita a percepire lincidere degli eventi sulla propria
quotidiana miseria, mentre anchegli cambia, senza averne mai coscienza. Questa
prospettiva spietatamente realistica disattende le implicazioni moralistiche ed i
risvolti esemplari del realismo sociale; piuttosto, Striano sembra essersi spinto oltre,
verso la lezione del grande realismo europeo, attento a non perdere di vista al foresta
per concentrarsi su un solo albero e a non trascurare lalbero per descrivere la
foresta. Tuttavia in questa radiale negazione di ogni esemplarit che si destituisce
quella interpretazione delladolescenza come fase incantata di mutamento e di
sperimentazione. Mario non ha alcuna certezza sul suo futuro e tanto meno su di s:
la domanda che pi frequentemente si pone, tormentandosi, se un giorno diventer
mai una persona. Approda per ad un generico sentimento di piet, che gli fa intuire
anche negli altri i segni della sofferenza, del disincanto e della delusione. In chiusura
c lemergere alla superficie del ragazzo e della sua famiglia, rifugiatisi in un grande
sotterraneo, per salvarsi dalla furia dei bombardamenti. Nel ragazzo si manifesta la
conquista di una nuova disposizione, una vaga aspettativa verso il futuro. La
formazione di Mario sembra dunque compiersi in questo nebuloso desiderio di
ricostruire sulle macerie, interiori ed esteriori; desiderio condiviso dallo scritto che,
dal canto suo, assembla e compone il materiale dellesperienza dalla propria dolorosa
adolescenza in un libro vero e compiuto.

Coming of age: il romanzo di formazione tra bussole, lame e cannocchiali


1 Coming of age. Darsi-forma, acquisir-forma.
Il termine Bildungsroman generalmente viene riservato al modello narrativo costruito
da Goethe e Jane
Austen; per indicare il nuovo genere letterario nella sua totalit viene preferibilmente
usata lespressione romanzo di formazione detto anche coming of age dalla
critica inglese. Il Bildungsroman come forma simbolica fissa la parte pi significativa
dellesistenza nella giovent; partendo da questa concezione si crea una prospettiva
del soggetto in una o pi proiezioni esistenziali del s in un ideale futuro. Attraverso
il romanzo di formazione il lettore percorre la formazione il lettore percorre la
formazione, la crescita e la maturazione del protagonista e del proprio io, attraverso
un modello di identificazione. LErziehungsroman il romanzo pedagogico, un
romanzo di educazione oggettiva che, durante il percorso di crescita del protagonista,
viene suggerita o impartita da un individuo. La variante di questo tipo di romanzo,
narrato dal punto di vista delleducatore (ad esempio lEmile di Rousseau), fin dal
700 tende ad essere accantonata, perch la linea pedagogica conferisce un aspetto
pi rigido al percorso di maturazione. Nei Bildungsroman resta forte, invece, il tema
dellesperienza: non la sola presenza del mentore a guidare e a permettere la presa
di coscienza e la maturazione del protagonista, ma appunto lesperienza stessa a
fungere da scuola di vita.

Il romanzo di formazione: il fantasy e Queste Oscure Materie di Philip Pullman.


Lesperienza, la presa di coscienza ed il libero arbitrio sono alcuni dei temi
fondamentali della trilogia His
Dark Materials dello scrittore britannico Philip Pullman. Il personaggio di Lyra,
protagonista insieme a Will della Trilogia (la Bussola dOro, la Lama Sottile, il
Cannocchiale dAmbra), rientra nella alta tradizione della letteratura dellinfanzia. Il
lettore, insieme ai protagonisti, compie un viaggio di formazione, durante il quale
Lyra e Will metteranno spesso a rischio la vita ma, alla fine, il cammino li porter a
cambiare, a crescere e trasformarsi. I due protagonisti, quando iniziano il loro
percorso, sono giovani, bambini sulla soglia delladolescenza, curiosi a tal punto da
disobbedire agli ordini dei genitori o dei tutori per soddisfare la loro voglia di
scoprire la verit. Il Male contro cui si oppone Lyra lAutorit, che si presenta come
il Bene assoluto; la protagonista combatte contro la pretesa di pochi di imporre agli
altri quello che essi considerano il bene, costringendoli in modo violento ed
oppressivo. La vita di Lyra cambia, allinizio del primo romanzo, quando sceglie di
nascondersi nellarmadio del Salotto Privato del College (luogo interdetto alle donne
e in cui non sarebbe mai dovuta entrare) per scoprire segretamente la verit. La
differenza pi grande tra Lyra e Will, legata al fatto di provenire da due mondi
paralleli differenti, la presenza corporea dei Daimon nelluniverso della ragazza. Il
Daimon un essere autonomo e insieme un compagno della persona di cui fa parte.
Per Will non che una voce che ogni tanto si fa sentire nella mente di ciascuno,
quella della coscienza; nel mondo di Lyra invece un compagno visibile e tangibile,
in forma animale, che rivela molto del carattere della persona che accompagna. I
Daimon de bambini non hanno ancora una forma definita e possono mutare a piacere;
ma con la pubert, quando la personalit comincia a stabilizzarsi, assumono una
forma definita e non possono pi mutare.

Conclusioni: Happy or Unhappy ending?


Lyra e Will alla fine delle loro avventure, dopo essersi conosciuti, supportati ed infine
innamorati e
maturati durante il loro percorso, devono compiere una scelta,c he cambier
inesorabilmente la loro vita. I due, ormai giovani adulti, dovendo scegliere se passare
solo dieci anni insieme e poi morire o il resto della loro vita senza rivedersi mai pi,
scelgono di vivere una vita separata, nel ricordo di ci che sono stati e che hanno
passato insieme. La vita di Lyra sar caratterizzata dallimpegno: studier per
imparare ad usare nuovamente laletiometro (la bussola doro), mentre Will ritorner
nel suo (nostro) mondo e aiuter la madre, bisognosa di cure. Quindi si potrebbe dire
che la fine che Pullman concede ai suoi protagonisti non lieta; entrambi i
personaggi rientrano a far parte con maggior vigore dei rispettivi mondi e dei
rispettivi assetti sociali in cui, inizialmente, non si erano trovati a proprio agio, ma a
cui sono rimasti inevitabilmente legati. Permane nel finale un senso di sacrificio:
lidea che i due protagonisti scelgano di passare e concludere le loro vite lontani,
senza lamore appena scoperto, per un bene superiore, un forte parallelismo al
Paradise Lost di John Milton. Il significato della scelta dellautore per il finale va
cercato nellantitesi libert/felicit: le scelte fatte durante il percorso hanno portato
il mondo alla salvezza, ma i due giovani, scegliendo la libert, hanno sacrificato la
loro felicit. In His Dark Materials molto evidente la scelta dei protagonisti:
decidono loro malgrado di passare il resto della loro vita in lontananza luno
dallaltra, una specie di morte/non-morte, scegliendo lunhappy ending, tipico del
Bildungsroman: i due protagonisti si rivedranno solamente quando saranno morti. Per
diversi protagonisti del romanzo di formazione crescere anche ricordare,
specchiandosi nel passato, confrontarsi e formarsi nel mondo presente e maturare
realizzandosi nel futuro.