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Nome scientifico: Mullus surmuletus Linnaeus

Principali caratteristiche morfologiche:


La rossa di Licosa, come la chiamano i pescatori locali, una triglia di scoglio. Presenta il corpo
moderatamente compresso lateralmente, con il muso dal profilo obliquo. Sotto il mento presenta
un paio di spessi barbigli, la cui lunghezza maggiore di quella delle pinne pettorali. Non presenta
spine sullopercolo. Ha due pinne dorsali, la prima ha una base piccola mentre la seconda pi
ampia. Le scaglie sono grandi e in numero da 33 a 37 lungo la linea laterale.

Colorazione:
La triglia di Licosa ha una caratteristica colorazione rosso vivo sul dorso, con bande gialle o
arancioni che corrono lungo i fianchi. Quando pescata, dopo la morte, la colorazione perde di
intensit e pu divenire rosa intenso. Sulla prima pinna dorsale presenta delle caratteristiche fasce
trasversali bianche e scure, ben marcate su un fondo giallastro.

Distribuzione e habitat:
Vive nello specchio dacqua tra Ogliastro Marina e Punta Licosa, nellArea Marina Protetta di Santa
Maria di Castellabate, in un fondale ricco di Posidonia oceanica ad una profondit massima di circa
50 metri.
Il Cilento ha, fra le sue caratteristiche particolari, una che lo rende alquanto unico: la presenza del
Flysch. Si immagini un mare primordiale, la Tetide, che si estendeva fra il continente africano e
quello eurasiatico e che cominciava a restringersi fino al Mediterraneo attuale (che si riduce
sempre pi fino alla totale scomparsa fra 50 milioni di anni), dove un grosso fiume erodeva un
continente, i cui frammenti sono rimasti in Sardegna e Corsica e ne depositava i detriti sulla
scarpata sottomarina. Questi costituiscono il Flysch del Cilento, che stato a sua volta eroso in
epoche geologicamente pi recenti da alternanze glaciali ed interglaciali avvenute nel
Quaternario. Evidenza di questi fenomeni si osservano nella piana di Licosa, terrazzo ben noto, e
nei fondali che si spingono fino alla isobata di 200 metri, dove si trova un terrazzamento pi antico
osservabile solo nelle carte nautiche e, naturalmente, conosciuto dai pescatori cilentani.
Ed in questi fondali rocciosi che si sviluppato un ecosistema la cui particolarit data dal
substrato roccioso, il Flysch, e che ha permesso listaurarsi di condizioni di flora e fauna tipiche
della zona.
La triglia di scoglio ha proprio qui il suo ambiente favorevole da cui derivano le qualit dal sapore
unico e apprezzato da tutti.

Taglia: le femmine possono raggiungere 40 cm di lunghezza totale (LT), mentre i maschi non
superano i 30 cm LT.

Dieta e riproduzione:
La presenza di Posidonia e del famoso flysch del Cilento permette uno sviluppo di piccoli crostacei
di cui la triglia ghiotta: questo giustifica la colorazione rosso intenso. La riproduzione avviene da
aprile a giugno. La taglia di prima maturit, secondo i diversi autori, compresa tra 13 e 16 cm LT
nei maschi e tra 15 e 19 cm LT nelle femmine.
Da giovane ha abitudini gregarie, mentre gli adulti vivono solitari o in piccoli gruppi, in modo
particolare durante la riproduzione per evitare che le uova vengano mangiate dai propri simili.

Modalit di pesca:
La triglia rossa di Licosa vive ad una profondit che va dai 10 ai 50 metri e, data la presenza di
scogli affioranti, se ne pescano solo circa 20 Kg al giorno per barca. Viene utilizzato il tremaglio,
rete da posta disposta verticalmente e spesso molto lunga che viene lasciata in mare in modo che
siano le prede a raggiungerla e a rimanervi impigliate. Viene pescata al mattino perch, usando
unespressione dialettale dei pescatori, la triglia a rvola (si muove).

Un po di storia:
La triglia, fin dallantichit, viene conosciuta non solo per la sua prelibatezza ma anche con la
credenza che sia le sue rosee carni che il suo profumo avessero delle propriet erotizzanti al punto
di togliere ogni forma di inibizione.
Passando a luoghi di nostro interesse e a tempi pi recenti, si narra che nel Cilento sia sbarcato
San Paolo prigioniero e che Francesco dAssisi abbia parlato ai pesci dalle rive di questo mare.
Mescolando sacro e profano, i pescatori di oggi raccontano che, certo per merito del Santo, quello
che si pesca qui tra i pesci pi saporiti del mondo.
Anticamente per la pesca alla triglia si accedeva in questo tratto di mare, in cui la presenza di
scogli affioranti notevole, col gozzo cilentano, a doppia prua e vela latina o remi. La rete
utilizzata prima del tremaglio era quella a maglia larga, chiamata rallo, in cotone. Le reti venivano
colorate dai pescatori utilizzando il tannino ricavato dalla corteccia dei pini per far si che si
mimetizzassero.
Oggi di uso quasi universale il nylon che ha il pregio di essere praticamente invisibile nell'acqua.
Una volta tirate con lausilio del manganieddo, oggi chiamato rullo, le reti venivano messe al sole
ad asciugare.
Le triglie venivano consumate fresche o conservate sotto sale, come le alici.

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