Sei sulla pagina 1di 11

IL SESSANTOTTO E I MOVIMENTI

DI MASSA

Il Sessantotto

Con il termine Sessantotto si indica il movimento di studenti e operai che


esplose alla fine degli anni Sessanta del Novecento nelle universit, nelle
scuole, nelle fabbriche e nelle piazze, contestando i valori tradizionali e le
istituzioni.

Si tratt, per certi versi, della ribellione di una generazione perch il dato
anagrafico rappresentava maggiormente giovani.

Caratteristica che fa delle rivolte di quegli anni una rarit storica, fu la simultaneit e
la vastit geografica delle rivolte: in situazioni socio-economiche e geografiche molto
diverse, le giovani generazioni di diversi paesi si sono ribellate ai rispettivi sistemi
politici, culturali e sociali.

I caratteri internazionali del Sessantotto

Lantiautoritarismo uno dei principali fili conduttori che collega tutti i


movimenti di protesta sorti nei primi anni Sessanta. Viene contestata ogni
istituzione che si fondi sul principio di autorit, come la famiglia e la scuola,
fino a tutte quelle istituzioni finalizzate alla repressione o fondate su un
principio gerarchico: lesercito, la magistratura, la polizia, la chiesa.

Nascono tentativi di dar vita a luoghi dove lautorit sia bandita con lo scopo
di voler simboleggiare il rovesciamento del potere e quello di creare un
proprio spazio autonomo (tattica delloccupazione).

La scolarizzazione di massa fu un fenomeno che coinvolse diversi


paesi che passarono da una situazione in cui laccesso alla scuola superiore
era riservato a pochi a una situazione di una massificazione della scolarit
ritardando cos l'ingresso nel mondo del lavoro per molti giovani, ormai
divenuti la maggioranza della popolazione e che vedevano sfumare la
possibilit di imporsi come protagonisti allinterno della societ.

omogeneit ideologica, carattere egualitario, umanista e radicale,


primato dellindividuo:
- autonomia individuale e collettiva;
- rifiuto della gerarchia.
Inadeguatezza dei sistemi politici e culturali dominanti, che
costrinse i movimenti di protesta a ribellarsi contro la politica, contro i modelli
culturali, le forme di linguaggio e comunicazione. Maggiormente criticato fu il
modello di potere presente nella scuola.

TEMI DELLA PROTESTA GIOVANILE

- democrazia diretta
- anticonformismo
- rifiuto autorit nella famiglia, nella scuola e nella societ
- pace e antimperialismo
- terzomondismo

Dai campus americani alle universit e alle piazze europee

Un primo segnale della rivoluzione giovanile venne dagli Stati Uniti. Gi


alla met degli anni Sessanta, infatti, scoppiarono rivolte nei campus
universitari americani in difesa dei diritti civili, contro le discriminazioni
razziali che colpivano gli afroamericani e contro la guerra in Vietnam,
giudicata imperialistica.

La guerra nel Vietnam, infatti, fu uno dei motivi pi forti di aggregazione dei
movimenti di protesta in tutto il mondo.
Il 1964 lanno chiave nella vicenda del movimento americano: il coinvolgimento nel
conflitto tra Vietnam del Sud e del Nord si trasform in una vera e propria guerra. Gli
studenti occuparono luniversit di Berkley, per manifestare il loro rifiuto nei confronti
del Ministero della Difesa che aveva commissionato alle universit la ricerca per
produrre nuove armi per la guerra nel Vietnam.

Col crescente invio di truppe regolari a partire dal 1965, ci fu anche un mutamento
nelle finalit dei movimenti studenteschi. Dalla lotta sociale si pass a una
contestazione politica. I movimenti attaccavano il governo per il presunto
imperialismo dimostrato nellintervenire in una guerra cos distante che non era
sentita come giusta. Vennero organizzate marce simboliche della pace. Molti
giovani si rifiutarono di rispondere alla leva militare per protestare contro il sistema
politico.

Il movimento degli studenti rivendicava un mondo libero e pacifico e rifiutava i


modelli tradizionali di vita imposti da politica, religione e scuola. Perseguiva valori
egualitari, anti-borghesi, anti-autoritari e anti-militaristi.
Lo scenario della rivolta si era esteso, nel frattempo anche in Europa, a
partire dalla Francia. In Francia e in Italia il movimento di contestazione
unisce la conflittualit operaia con lagitazione studentesca.

Italia

Nel mirino della contestazione degli studenti italiani vi sono soprattutto il


sistema dell'istruzione e l'autoritarismo accademico.

Partono quindi proteste in varie citt dItalia, da Torino a Roma,


trasformando una protesta universitaria in una contrapposizione con
l'intera societ.

La protesta si diffonde anche nelle fabbriche facendo nascere vari conflitti


tra operai e polizia e a Milano, nasce il Cub, una struttura autonoma
operaia svincolata dal controllo dei sindacati.

In estate, alla protesta contro l'assetto scolastico si somma quella contro


la polizia, che, in Sicilia, apre il fuoco contro una manifestazione di
braccianti uccidendone due.

Nel '69 alla Fiat, una serie di scioperi spontanei e improvvisi, proclamati al
di fuori del controllo sindacale, paralizza la produzione per oltre 50 giorni.

Il conflitto riprende in autunno, denominato autunno caldo, quando


arrivano a scadenza i contratti di lavoro che riguardano oltre 5 milioni di
operai.

Gli operai rinnegano la suddivisione della forza lavoro in fasce


diversamente qualificate e chiedono che il salario sia svincolato dalla
produttivit.
Giappone
Nella seconda met degli anni Sessanta iniziarono le lotte anche nelle universit del
Giappone. Nel 66 vi furono cinque mesi di sciopero degli studenti contro laumento
delle tasse e contro le autorit accademiche. Nel 68 venne organizzato e
preannunciato lassalto contemporaneo allAmbasciata americana, alla Dieta, al
Ministero della Difesa, alla residenza del Primo Ministro e alla stazione ferroviaria di
Shinjuku. Questultimo il vero obiettivo, in quanto il nodo centrale di tutto il traffico
di uomini e mezzi diretti in Vietnam che passano per il Giappone. Il governo
costretto a decretare la legge marziale.

Altri movimenti europei


Tra i paesi del blocco sovietico lepisodio pi clamoroso, la Primavera di Praga, si
verifica in Cecoslovacchia. Qui la contestazione giovanile si manifesta sotto un
movimento intellettuale e politico di liberazione volto al superamento del comunismo
ed al raggiungimento dellindipendenza dallUnione Sovietica.

Nellestate del 1968 si svilupparono agitazioni anche in Irlanda del Nord. La


minoranza cattolica, da sempre oggetto da parte della maggioranza protestante di
un predominio irrispettoso dei suoi diritti civili, aveva dato luogo a forme di lotta
clandestina e terroristica.

Movimento Hippy
Altro movimento che si sviluppato in contemporanea a quello degli studenti il
movimento hippy. Luso che facevano gli aderenti a questo movimento di sostanze
stupefacenti non rispondeva solo a una necessit di rottura con la cultura dominante,
ma arriv a diventare una vera e propria religione.

Elemento caratteristico degli hippy era il concetto di amore libero in tutte le sue
forme, ed una maggiore libert sessuale.
Lamore omosessuale non fu pi considerato un tab assoluto e le prime
organizzazioni gay fecero la loro comparsa.

Movimento femminista
Negli stessi anni si svilupp anche il movimento femminista, come conseguenza
dellinsoddisfazione che le donne avevano nei confronti della societ americana (ad
esempio, a parit di mansioni e di orario di lavoro svolto le donne erano retribuite
meno degli uomini). Le leaders del movimento femminista si resero conto che la
componente maschile dei movimenti studenteschi tendeva a mettere in minoranza
laltro sesso, le proteste femminili assunsero una politica di protesta indirizzata
allottenimento della piena uguaglianza tra i sessi.
C un bisogno, da parte delle donne,di affermarsi come soggetto sociale e politico,
portatore di diritti e di una propria concezione del mondo.
Inizialmente parte come forma di emancipazionismo, pi tardi come femminismo.
le donne mettevano in discussione la struttura della societ politica, la separazione
tra la sfera pubblica e privata: donne relegate alla vita domestica, escluse dal mondo
della produzione per quello della riproduzione.
E una critica alla cultura occidentale determinata dal genere maschile e fatta
passare per universale.
Da qui derivano:
- valorizzazione del proprio corpo
- aborto libero
- impegno contro la violenza sessuale

Movimenti per luguaglianza razziale


Questi movimenti si attivarono per tutto il 1961 per ottenere la scomparsa della
segregazione nei servizi pubblici, in una societ dove vigeva una segregazione di
carattere razziale istituzionale nella vita di tutti i giorni (bagni pubblici, posti
sullautobus, scuole, ospedali, istituzioni religiose e chiese erano distinti per razza).
Vennero organizzate delle Freedom Marches, azioni di protesta non violenta, sotto
linfluenza di Martin Luther King, che aveva elogiato la tattica non-violenta per il
raggiungimento dei fini di parit sociale.

Martin Luther King fu lunico in grado di rappresentare la minoranza nera a livello


nazionale. Lattentato che lo uccise il 4 aprile 1968 coincise con il definitivo declino
delle rivendicazioni del Black Power, in quanto nessuno fu capace di raccogliere la
sua eredit, n fornire alla gente una nuova via da seguire.
Da Pier Paolo Pasolini, cos questo golpe? Io so.

Pasolini, nellarticolo in questione, dice di conoscere i nomi dei mandanti e degli


esecutori delle stragi italiane, ma senza avere prove e neppure indizi. Conosce
perch uno scrittore, un intellettuale:

Probabilmente i giornalisti e i politici hanno anche delle prove o, almeno, degli


indizi. Ora il problema questo: i giornalisti e i politici, pur avendo forse delle prove
e certamente degli indizi, non fanno i nomi. A chi dunque compete fare questi
nomi?

Evidentemente a chi non solo ha il necessario coraggio, ma, insieme, non


compromesso nella carica del potere, e, inoltre, non ha niente da perdere: cio un
intellettuale.

Un intellettuale dunque potrebbe benissimo fare pubblicamente quei nomi, ma egli


non ha n prove n indizi.

Ecco una prima similitudine con lItalia di oggi: giornalisti e politici conoscono fatti e
nomi che non diranno mai pubblicamente.

Per Pasolini, lintellettuale, nella sua libert dovuta allesclusione dal potere, riesce a
unire i pezzi mancanti di un puzzle politico complicato, ma proprio in virt
dellesclusione non ha prove, non ha nemmeno indizi. Lunica certezza sta nella
fiducia della sua mente da intellettuale.
Quasi come se fosse una sentenza, afferma che il coraggio intellettuale della verit
e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia. La pratica e lattivit politica
non operano con essenza realista. Il pensiero intellettuale opera con spirito critico
per comprendere realmente le cose, capire la verit.

Aggiunge che non esiste solo il potere: esiste anche unopposizione al potere. In
Italia questa opposizione cos vasta e forte da essere un potere essa stessa: mi
riferisco naturalmente al Partito Comunista

Da Pier Paolo Pasolini, sfida ai dirigenti della televisione.

In questo articolo Pier Paolo Pasolini denunci quello che defin come il nuovo
totalitarismo dato dallavvento della societ dei consumi, da lui definito molto
peggiore rispetto al precedente totalitarismo fascista, in quanto dietro la garanzia di
unapparente libert assoluta vi era una volont di omologazione che non aveva
precedenti nella storia.
Scrisse Pasolini: Nessun centralismo fascista riuscito a fare ci che ha fatto il
centralismo della civilt dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e
monumentale, che per restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine,
sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi
modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al
contrario, ladesione ai modelli imposti dal Centro, tale e incondizionata. I modelli
culturali reali sono rinnegati. Labiura compiuta. Si pu dunque affermare che la
tolleranza della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, la peggiore delle
repressioni della storia umana

Secondo il poeta questa totalizzante omologazione imposta dal potere fu possibile


solo grazie al massiccio ricorso ai mezzi di comunicazione in massa, in particolare
della televisione. Su di essa disse: Per mezzo della televisione, il Centro ha
assimilato a s lintero paese che era cos storicamente differenziato e ricco di
culture originali. Ha cominciato unopera di omologazione distruttrice di ogni
autenticit e concretezza. Ha imposto cio come dicevo i suoi modelli: che sono i
modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta pi di un
uomo che consuma, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che
quella del consumo. Un edonismo neo-laico, ciecamente dimentico di ogni valore
umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane.

E ancora: Il fascismo, non stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire


lanima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di
comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione), non solo lha
scalfita, ma lha lacerata, violata, bruttata per sempre.

Questa feroce critica di Pasolini al sistema consumista e al totalitarismo


massmediatico se al tempo poteva apparire un p forzata, oggi pi che mai attuale,
visto lattuale dominio assoluto della societ dellimmagine con la conseguente
mercificazione totalizzante di tutti o quasi gli aspetti della vita. La televisione infatti,
finita con il diventare una vera e propria arma di distrazione di massa, con la priorit
assoluta data solamente al semplice intrattenimento e con lutilizzo di
uninformazione volutamente manipolata e plasmata, al fine di condizionare sempre
di pi le scelte delle persone.

Le riflessioni di Pasolini sono oggi pi che mai attuali e possono servire come spunto
di riflessione per la creazione di una societ che vada oltre lobsoleto modello
consumista, e sul campo della comunicazione, per uninformazione che rifiuti la
mercificazione attuale e sia per quanto possibile libera,indipendente e consapevole.

Da Pier Paolo Pasolini, il consumismo come omologazione culturale,


dallarticolo: il vuoto di potere in Italia.

In questo articolo, divenuto famoso come larticolo delle lucciole, Pasolini parla
dellavvento della societ dei consumi e lo stravolgimento dei valori che ha messo in
opera. Lautore fa una breve analisi del periodo storico tra la fine del fascismo e gli
anni settanta, usando come metodo di paragone le lucciole, scomparse dalle
campagne a causa dellinquinamento nei primi anni sessanta, come dice lautore.
Attraverso questo mezzo retorico lautore mette il lettore al corrente delle diverse fasi
dellimpoverimento culturale del paese, ma fa riferimento anche alla scomparsa di
tante piccole lucine che illuminavano il buio con la loro presenza: sono le numerose
microculture locali che con lomologazione culturale causata dalla societ dei
consumi, sono destinate a perdersi, a morire.

Lautore divide larco temporale preso in considerazione in tre periodi: prima, durante
e dopo la scomparsa delle lucciole.

Prima della loro scomparsa, nonostante la contiguit col regime fascista negli italiani
resistevano ancora i valori (Chiesa, patria, famiglia, obbedienza, disciplina, ordine,
risparmio, famiglia, moralit) che appartenevano alle culture particolari e concrete
che costituivano lItalia arcaicamente agricola e paleoindustriale. I governi che si
sono susseguiti hanno cercato di istituzionalizzare questi valori, di nazionalizzarli e
cos facendo li hanno svuotati del loro significato, della loro realt. in questo
periodo che cominciano a sparire le lucciole.

Cos, tutto dun tratto, i valori su cui in precedenza era basata la vita dellitaliano
medio non valgono pi e vengono rifiutati anche i loro corrispettivi valori
istituzionalizzati dallo stato. Pasolini convinto che in Italia si stia verificando un
cambiamento epocale, una svolta radicale nella storia umana: quella storia che le
cui scadenze sono millenaristiche.

Lindustrializzazione degli anni settanta e il sempre maggiore asservimento alla


logica del consumo, scontrandosi con larcaicit pluralistica ha dato vita, tramite
una rivoluzione antropologica, ad un popolo degenerato, ridicolo, mostruoso e
criminale.

Questo nuovo Potere riuscito anche l dove il fascismo stesso aveva fallito:
contaminare lanima delle persone. Durante il Ventennio Fascista i comportamenti
cui gli italiani erano stati costretti, nascondevano ancora i valori antichi e la
coscienza contadina e preindustriale. La societ dei consumi di massa invece ha
corrotto lessere pi profondo dei cittadini, portandoli ad abbandonare il vecchio
credo per lesaltazione del consumismo e dellomologazione.
Black Bloc - Attualit

Con il termine inglese Black Bloc si definisce una tattica che ha dato il nome a un
gruppo di individui di molteplici nazionalit, principalmente anarchici e movimenti a
essi affini (anti-capitalisti e no-global) provenienti da tutto il mondo che si
organizzano insieme per una particolare azione di protesta. Lo scopo pu variare da
azione ad azione, ma gli obiettivi principali sono quelli di manifestare il proprio
dissenso di fronte ad uno stato di polizia repressivo e di mettere in atto e trasmettere
una critica di stampo anarchico.
Black bloc pronti a manifestare contro lExpo a Milano nel 2 maggio del 2015

FONTI:
http://www.treccani.it/enciclopedia/sessantotto_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/

http://www.instoria.it/home/sessantotto.htm

http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&file=article&sid=10136

http://www.ebla.lettere.unipd.it/upload_file/tesine/270605043513_candotti.pdf