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INTEGRALI TRIPLI, INTEGRALI DI SUPERFICIE,

APPLICAZIONI

SORIN DRAGOMIR

1. Coordinate sferiche
Si considerino i numeri 0 1 < 2 < e 0 1 < 2 e
0 1 < 2 2 e lapplicazione
: [1 , 2 ] [1 , 2 ] [1 , 2 ] R3 , (, , ) = (x, y, z),
x = sin cos , y = sin sin , z = cos .
Un calcolo diretto (proposto come esercizio al lettore) mostra che
 
(x, y, z)
det [J()(, , )] = det =
(, , )

x x x

= y y y = 2 sin .
z z z
Chiaramente e un cambio di variabili. Come applicazione della
formula di cambiamento di variabili sotto il segno integrale triplo sia
E = {(x, y, z) R3 : x2 + y 2 + z 2 R2 } la palla chiusa di centro O e
raggio R > 0 e andiamo a calcolare lintegrale triplo
Z Z Z
f (x, y, z) dx dy dz, f (x, y, z) x2 + y 2 + z 2 , (x, y, z) E.
E
Se T = [0, R] [0, ] [0, 2] allora, con lausilio della formula di
cambiamento di variabili
Z Z Z
f (x, y, z) dx dy dz =
E
Z Z Z
= f ( sin cos , sin sin , cos ) 2 sin d d d =
T
Z Z Z 2
= d d sin d =
[0,R][0,] 0
Z Z Z R Z
= 2 sin d d = 2 d sin d = 4R.
[0,R][0,] 0 0
1
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2. Coordinate cilindriche
Si considerino i numeri 0 1 < 2 < e 0 1 < 2 2 e
< z1 < z2 < + e lapplicazione
: T [1 , 2 ] [1 , 2 ] [z1 , z2 ] R3 , (, , z) = (x, y, z),

x = cos , y = sin , z = z.
Un calcolo diretto mostra che
 
(x, y, z)
det = .
(, , z)
Il lettore e invitato a supplire i dettagli. Per ogni funzione continua
f : (T ) R
Z Z Z
f (x, y, z) dx dy dz =
(T )
Z Z Z
= f ( cos , sin , z) d d dz =
T
Z 2 Z 2 Z z2
= d d f ( cos , sin , z) d d dz.
1 1 z1

3. Superficie regolari
Sia D R2 la chiusura di un insieme aperto e connesso. Unapplicazione
: D R3 si dice superficie regolare se i) le componenti di =
(1 , 2 , 3 ) sono funzioni di classe C 1 i.e. i C 1 (D) per ogni
R3 e invertibile, e iii) per ogni (u, v) D
i {1, 2, 3}, ii) : D la
matrice
1 1

u (u, v) v (u, v)


(1 , 2 , 3 ) 2 2

(1) = (u, v) (u, v)
(u, v) u
v



3 3
(u, v) (u, v)
u v
ha rango 2. Qui D = D \ D. Linsieme S = (D) e il sostegno della
superficie : D R3 . E comune riferirsi al sostegno S R3 come
una superficie regolare. A posteriori lapplicazione : D R3 si dice
una parametrizzazione di S. Luso dellarticolo indefinito suggerisce che
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possono esistere altre parametrizzazioni : E R3 tali che (E) = S


(infatti ne esistono uninfinita). Si ponga
   
1 2 3 1 2 3
u = , , , v = , , ,
u u u v v v
e si osservi che la prescrizione (iii) equivale a dire che
(2) u (u, v) v (u, v) 6= 0,
(u, v) D.
Infatti u (u, v) e v (u, v) sono le colonne della matrice (1) e tale ma-
trice ha rango 2, e quindi rango massimo, se e solo se (per un noto
teorema di algebra lineare) le sue colonne sono linearmente indipen-
denti. Ancora per un risultato di algebra lineare, due vettori x, y R3
sono linearmente indipendenti se e solo se x y 6= 0, sicche (iii) e (2)
sono prescrizioni equivalenti.
Procediamo col dare alcuni esempi di superficie regolari. Sia f
C 1 (D) una funzione a valori reali e si ponga
: D R3 , (u, v) = (u, v, f (u, v)), (u, v) D.
Allora
u = (1, 0, fu ), v = (0, 1, fv ),
e1 e2 e3




1 2 3
u v = u u u =


1 2 3


v v v

e1 e2 e3

= 1 0 fu = fu e1 fv e2 + e3 = (fu , fv , 1) .
0 1 fv
Segue che
p
ku (u, v) v (u, v)k = 1 + kDf k2 6= 0,
dove Df = (fu , fv ), e quindi il grafico di una funzione di classe C 1 e
una superficie regolare.
Per dare un secondo esempio sia R > 0 un numero positivo e sia D =
[0, ] [0, 2] (sicche D e la chiusura dellinsieme aperto e connesso
= (0, ) (0, 2)). Si consideri inoltre
D
: D R3 , (, ) = (x, y, z),
x = R sin cos , y = R sin sin , z = R cos .
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Il sostegno di e la sfera di centro lorigine e raggio R > 0. Un calcolo


diretto (lasciato come esercizio al lettore) mostra che

k k = R2 sin 6= 0 in D.
Dunque la sfera e una superficie regolare.
Larea di una superficie regolare : D R3 e
Z Z
A() = ku (u, v) v (u, v)k du dv.
D

Larea del grafico di una funzione f di classe C 1 e


Z Z p
A() = 1 + kDf k2 du dv.
D
2
Larea di una sfera e 4R . Il lettore e invitato a supplire i dettagli.

4. Integrali di superficie
Sia S = (D) R3 una superficie regolare e f : S R una funzione
continua. Lintegrale di superficie della funzione f steso alla superficie
S e il numero
Z Z Z
f dA = f ((u, v)) ku (u, v) v (u, v)k du dv.
S D
In particolare, se f 1 allora
Z
dA = A().
S
Diamo ora alcune applicazioni elementari degli integrali di superficie
alla meccanica razionale. Sia S = (D) una superficie regolare. Si
immagini che sulla superficie S sia distribuita una massa di densita :
S [0, +), una funzione che si suppone continua. La distribuzione
di massa e uniforme se = costante. La massa totale e
Z
m= dA.
S

Il centro di massa e il punto C = (xC , yC , zC ) di coordinate


Z
1
xC = x dA,
m S
Z
1
yC = y dA,
m S
Z
1
zC = z dA.
m S
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Il baricentro di S e il punto B = (xB , yB , zB ) di coordinate


Z
1
xB = x dA,
A(S) S
Z
1
yB = y dA,
A(S) S
Z
1
zB = z dA,
A(S) S
dove abbiamo posto A(S) = A(). Se la distribuzione di massa e
uniforme allora il centro di massa coincide col baricentro di S. Infatti
Z Z Z
m= dA = ku v k du dv = A(S)
S D
e quindi Z
1
xC = x dA = xB
A(S) S
ecc. Concludiamo che C = B.
Il momento di inerzia rispetto allasse r, di una distribuzione di
massa su S, di densita : S [0, +), e il numero
Z
Mr = d2 dA
S
dove d = dist((x, y, z), r) e la distanza dal punto (x, y, z) S alla
retta r R3 . Come esempio andiamo a calcolare il momento di inerzia,
rispetto allasse Ox, di una distribuzione uniforme di massa di densita
1, sulla superficie del cono S col vertice nellorigine O e avente
come base il disco x2 + y 2 1 situato nel piano z = 1. Si ha
p
d = dist((x, y, z), Ox) = y 2 + z 2
e quindi Z p
MOx = y 2 + z 2 dA.
S
Se P = (x, y, z) S allora siano u [0, 1] e v [0, 2] le coordinate
polari della proiezione di P sul piano (xOy) sicche
x = u cos v, y = u sin v.
Sostituendo nellequazione x2 + y 2 = z 2 della superficie conica (nella
quale S e contenuto) si ha u2 = z 2 e allora (poiche z 0) segue che
z = u. Dunque S e parametrizzato da
: [0, 1] [0, 2] R3 ,
(u, v) = (u cos v, u sin v, u).
6 SORIN DRAGOMIR

Un calcolo mostra che


3 2
MOx = .
4
Il lettore e invitato a supplire i dettagli.
5. Applicazioni del calcolo differenziale e integrale
5.1. Flusso del calore in due dimensioni. Il materiale presentato
in questa sezione, assieme agli esercizi proposti alla fine della stessa, e
inteso come unapplicazione del teorema della divergenza. Sia R2
una regione piana dove ve flusso del calore e sia u(x, y, t) la temper-
atura al momento t nel punto (x, y) . Supponiamo che la regione sia
omogenea e che essa sia caratterizzata da un calore specifico1 costante
c e da una densita costante . Sia B un disco arbitrario. Si
consideri, nel disco B, un rettangolo infinitesimale di latti dx e dy e
quindi di area dA = dx dy. Poiche si misura in unita di massa su
unita di area, il prodotto c u dA rappresenta la quantita di energia
del calore presente nel rettangolo infinitesimale di area dA. Segue che
il quantitativo di energia del calore presente nel disco B e
Z Z
c u(x, y, t) dx dy
B
e quindi la velocita con la quale tale energia varia e
Z Z
d
(3) c u(x, y, t) dx dy.
dt B
Descriviamo eventuali sorgenti e/o pozzi di energia del calore mediante
una funzione f (x, y, t) col significato di energia del calore su unita di
tempo su unita di area. Dunque f dA e la velocita con la quale varia
lenergia del calore nel rettangolo infinitesimale di area dA. La stessa
velocita in tutto il discoZB Ze
(4) f (x, y, t) dx dy.
B
Il flusso dellenergia del calore viene descritto da un campo vettoriale
~ y, t) R2 il cui modulo si misura in unita di energia del calore su
(x,
unita di tempo su unita di lunghezza. Si consideri un arco infinites-
imale di +B, il bordo positivamente orientato di B, di lunghezza
ds. Sia N : B R2 il campo normale unitario esterno su B.
Sia langolo formato dai vettori (x,~ y, t) e N(x, y), pensati come
aventi punto di applicazione in un punto (x, y) dellarco infinitesimale
1Il
calore specifico e il quantitativo di energia necessario per aumentare di un
grado una unita di massa (misurata in unita di energia per unita di massa per
grado).
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di lunghezza ds precedentemente considerato. Per definizione (giacche


kN(x, y)k = 1)
~ y, t) N(x, y)
(x,
= arccos
~ y, t)k
k(x,
dove arccos : [1, 1] [0, ] e linversa della funzione coseno cos :
[0, ] [1, 1]. Allora
~ y, t) N(x, y) = k(x,
(x, ~ y, t)k cos
~ y, t) N(x, y) 0 oppure (x,
e quindi (x, ~ y, t) N(x, y) 0 a seconda
di come [0, /2] oppure [/2, ], ossia a seconda di come
~ y, t) punta verso lesterno oppure verso linterno del disco B. Segue
(x,
che ~ N ds e la velocita con la quale lenergia del calore lascia B
oppure entra in B, attraverso larco infinitesimale di lunghezza ds, e
quindi la stessa velocita per tutto il bordo di B e
Z
(5) ~ N ds.

B
Applicheremo il principio di conservazione secondo il quale la velocita
con la quale varia lenergia del calore in B e pari alla somma algebrica
fra la velocita con la quale lenergia del calore si crea o si distrugge in
B e la velocita con la quale lenergia del calore attraversa B. Tale
somma algebrica e (dalle (4)-(5))
Z Z Z
~ N ds +
f (x, y, t) dx dy
B B
e quindi la legge di conservazione precedentemente richiamata si scrive
(per la (3))
Z Z Z Z Z
(6) c ut (x, y, t) dx dy = ~
N ds + f (x, y, t) dx dy.
B B B
Per il teorema della divergenza si ha
Z Z Z
~ dx dy =
div() ~ N ds

B B

e quindi la legge di conservazione (6) diventa


Z Z n o
~ f dx dy = 0.
c ut + div()
B
Infine, giacche B e un disco arbitrario contenuto in e lintegranda
~ f e una funzione continua (rispetto a (x, y))
c ut + div()
(7) ~ f =0
c ut + div()
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in ogni punto di . Lequazione (7) ha due incognite, la temperatura


~ Tuttavia si puo postulare una relazione
scalare u e il flusso vettoriale .
costitutiva che leghi u e .~ Questa e la versione bi-dimensionale della
legge di Fick, ossia la legge di conduzione del calore di Fourier, secondo
la quale, consistentemente con le leggi della termodinamica, il calore
scende lungo il gradiente i.e.
(8) ~ = K u
dove u (ux , uy ) (il gradiente bi-dimensionale di u). La costante K
in (8) e la conduttivita termica. Si sostituisca ora dalla (8) nella (7).
Si ottiene
c ut K u = f
dove u uxx + uyy (il Laplaciano bi-dimensionale). Dividendo per
c si ottiene
1
(9) ut k u = f
c
dove k K/(c). In generale lequazione del calore (9) sara accompa-
gnata da una condizione inziale
(10) u(x, y, 0) = u0 (x, y), (x, y) ,
dove u0 (x, y) e la distribuzione delle temperature in al momento
t = 0.
Esercizio 1. Si supponga che R2 sia un dominio regolare e u(x, y) sia
una soluzione del problema di Neumann
(11) K u = f in ,

(12) K (u) N = g su ,
dove f (x, y) e g(x, y) sono due funzioni note. Si dimostri che
Z Z Z
f (x, y) dx dy = g ds.

Esercizio 2. Sia R2un dominio regolare e u, v C 1 (). Si dimostri


la seguente identita di Green
Z Z Z Z Z
v u dx dy = (u) (v) dx dy + v (u) N ds.

Esercizio 3. Siano R e u C 1 () dove R2 e un dominio regolare.


Si supponga che u 6= 0 e che
u = u in ,
u=0 su .
Si dimostri che < 0.
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5.2. Il metodo del fattore integrante. In una lezione precedente,


abbiamo imparato come risolvere un problema di Cauchy della forma
M (x, y)
y0 = , y(x0 ) = y0 ,
N (x, y)
quando la forma differenziale = M dx + N dy e esatta. Per risolvere
tale problema era necessario trovare le primitive di e individuare fra di
esse la primitiva che si annulla nel punto (x0 , y0 ). Nella presente sezione
indicheremo un metodo risolutivo per lo stesso problema, qualora la
forma differenziale = M dx + N dy non sia esatta. Il metodo, noto
come il metodo del fattore integrante, consiste nel sostituire il problema
dato con il problema equivalente
(x, y) M (x, y)
y0 = , y(x0 ) = y0 ,
(x, y) N (x, y)
dove (x, y) e una funzione a priori sconosciuta (tale che (x, y) 6= 0
nel dominio di interesse) e che tenteremo di determinare di modo che
la forma differenziale = M dx + N dy sia esatta. Se la ricerca di
tale risulta fruttuosa allora procederemo come nel caso precedente
i.e. determineremo tutte le primitive di ecc.
Sia R2 un dominio stellato e M, N C 1 () tale che N (x, y) 6= 0
per ogni (x, y) . Si vuole trovare una funzione C 1 () tale
che (x, y) 6= 0 per ogni (x, y) e tale che la forma differenziale
= M dx+N dy sia chiusa (giacche e stellato, ci implicherebbe
che sia esatta). La forma differenziale e chiusa se e solo se
(M ) (N )
=
y x
in i.e.
(13) x N y M = (My Nx ).
Una funzione (x, y) che soddisfa (13) si dice fattore integrante. Non
vi sono regole generali che permettano di determinare tale (x, y). Un
caso particolare semplice si presenta quando esistono due funzioni a(x)
e b(y) tali che
My Nx = a(x)N b(y)M
sicche la (13) diventa
x N y M = {a(x)N b(y)M }
e si puo determinare una soluzione della forma (x) = f (x)g(y). In-
fatti sostituendo si ha
f 0 (x)g(y)N f (x)g 0 (y)M = {a(x)N b(y)M } f (x)g(y)
10 SORIN DRAGOMIR

e dividendo per f (x)g(y) si perviene a


f 0 (x) g 0 (x)
N M = a(x)N b(y)M
f (x) g(x)
ossia  0   0 
f (x) g (y)
a(x) N = b(y) M
f (x) g(y)
per cui e sufficiente determinare a(x) e b(y) tali che
g 0 (x) g 0 (y)
a(x) = 0, b(y) = 0.
g(x) g(y)
Esercizio 4. Risolvere il problema di Cauchy
y(y 2 + sin x cos x)
y0 = , y(0) = 1.
2 cos x 4y 2
{Cenno. Si osserva che My Nx = (1/y)M + N per cui un fattore
integrante e (x, y) = yex . }