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Universit degli Studi dellAquila

Laboratorio di
Geologia, Sismologia e Radioprotezione

Considerazioni sullevoluzione dei fenomeni di


dissesto e crollo che interessano alcuni ipogei
artificiali (rottoni) in S.Martino di Picenze - Aq

10 maggio 2014

Prof. Antonio Moretti

1 UNIVAQ - Laboratorio di geologia e radioprotezione - Relazione preliminare


Premessa

Lo scrivente, su richiesta della signora Marianna Bonomo, consigliere presso il Comune di Barisciano, dei
Presidenti di alcuni Consorzi Obbligatori per la Ricostruzione, nonch su segnalazione di numerosi cittadini,
ha effettuato nei giorni scorsi (aprile 2014) una serie di sopralluoghi nei sotterranei artificiali di S.Martino
di Picenze, gi studiati in dettaglio tra il 2011 ed il 2013. In
questo periodi erano stati eseguiti numerosi e dettagliati
rilevamenti geo-speleologici e geofisici (georadar, sismica a
rifrazione, microtremori ecc.), in parte finalizzate alla stesura
dei progetti di ricostruzione post-sisma, con lo scopo di
valutare la consistenza, la stabilit e lo stato di conservazione
dei complessi ipogei che si estendono sia sotto gli aggregati
edilizi di competenza dei consorzi, sia sotto lintero centro
storico di Picenze.

Tuttavia, a causa delleterogeneit del sottosuolo e della


difficolt di operare in ambiente completamente edificato,
stato possibile raccogliere ben poche informazioni attraverso
misure geofisiche le quali, nei migliori dei casi, hanno rivelato
la presenza di cavit senza tuttavia fornire alcuna
informazione sulla loro estensione o consistenza; le geometrie
di sottosuolo e lo stato di conservazione degli ambienti
principali e, fin dove possibile, di quelli parzialmente occlusi di
macerie, sono stati ricavati attraverso lesplorazione ed il
rilevamento topografico e speleologico eseguito da personale
universitario ed esperti speleologi.

Purtroppo una ampia porzione degli ambienti sotterranei


stata dissennatamente riempita di materiale vario, in parte
dalle stesse rocce marnose, in parte da materiale di risulta di
varia origine, edile o financo semplice immondizia, sottraendo
cos i locali allosservazione diretta e causando una
incontrollabile

I complessi ipogei erano stati oggetto anche di studi


archeologici e di pubblicazioni scientifiche da parte dei
ricercatori dellUniversit dellAquila (Ferrini et. al. 2003),
assistiti nelle ricerche e nei sopralluoghi in sottosuolo dalling.
Gian Luca Ricciardulli, del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino
Speleologico, dalling. Niro La Torretta, gallerista di fama
internazionale, dallArch. Stefano Gatti, professionista di Esplorazione e rilevamento speleologico
grande esperienza nellambito dei Progetti Integrati di dei rottoni di S.Martino di Picenze
Consolidamento dei Terreni della Regione Umbria, dal prof.
Fabio Redi, docente di Archeologia Medioevale e direttore del Dipartimento di Storia e Metodologie
Comparate dellUniversit, dal prof. Gianluca Ferrini, docente di Geologia e di Speleologia, nonch dal sig.

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Elio Ursini, funzionario della Protezione Civile Nazionale e responsabile del Gruppo Universitario di
Protezione Civile..

Una notevole parte degli ipogei sottratta allosservazione a causa dellirresponsabile riempimento
degli stessi con materiali eterogenei, ma la progressiva compattazione degli stessi provoca
comunque cedimenti e crolli nelle sedi stradali e nelle fondamenta degli edifici soprastanti

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Stato di fatto attuale.

Le ricerche effettuate finora hanno evidenziato la presenza di numerosi ed ampi cunicoli sotterranei, in
molti casi attribuibili con certezza ad un periodo antecedente il XII secolo; alcuni di questi cunicoli
presentano per sviluppi planimetrici superiori a 500 m2, raggiungendo profondit massime rispetto alla
superficie topografica di circa 10-15 m e di oltre 40 m rispetto alle aperture di accesso. Tutti gli ipogei
esaminati sono stati realizzati mediante gallerie artificiali allinterno della successione marnoso-pelitica
pleistocenica e spesso nella loro porzione superficiale sfruttano come elemento di volta il contatto con i
soprastanti conglomerati fluvio-lacustri, generalmente ben cementati e potenti meno di 5m.

La situazione osservata stata poi confrontata con quella rilevata negli scorsi anni, riscontrando un lento,
ma progressivo, deterioramento degli ambienti, in alcuni casi interessati da recenti crolli o distacchi di
blocchi rocciosi dalle volte. Il maggiore tra i fenomeni di crollo osservati si localizza allinterno della grande
cavit che da Vico Storto della cuoca si estende sotto laggregato 23SM per proseguire verso N, oltre via del
Tabaccaio, fino ad interessare il 19SM.

Al momento attuale non sembra ancora compromessa in maniera irreparabile la stabilit degli ipogei o dei
soprastanti edifici, ma evidente che in mancanza di opportuni interventi per bloccare i dissesti e le
numerose infiltrazioni di acqua provenienti dalle perdite nelle fognature e nella rete idrica comunale, la
situazione si aggraver inesorabilmente rendendo sempre pi difficile ed oneroso in risanamento dei
sotterranei e la conseguente ricostruzione degli edifici soprastanti. Fa eccezione lipogeo che da via del
Tabaccaio si estende sotto via Marcantonio, il quale oramai prossimo allo sfondamento della volta e
riveste un gravissimo pericolo per chi dovesse transitare nella strada soprastante.

Altri cedimenti e/o sfondamenti del manto stradale (p.es. in piazza Bonomo od in piazza Giordano Bruno)
sono dovuti non direttamente allo sfondamento di cavit, ma al cedimento ed alla compattazione di
macerie con le quali vecchie cavit erano state riempite prima del ripristino della pavimentazione stradale,
a dimostrazione dellinutilit e della pericolosit di tale pratica, evidentemente eseguita nel maldestro
tentativo di consolidare il sottosuolo.

In generale molti ipogei si presentano ancora in buone condizioni statiche, e sono suscettibili di recupero e
di valorizzazione nellambito dei progetti di ricostruzione post-sisma dellabitato, anche se attualmente
sono presenti molti fattori ambientali che, se non tempestivamente affrontati ed eliminati, porteranno
inevitabilmente ad un progressivo degrado degli ipogei stessi ed al conseguente dissesto degli abitati
soprastanti. In effetti, numerosi sopralluoghi ripetuti nel corso degli ultimi tre anni hanno rivelato il
progredire di numerosi fenomeni di crollo delle rocce di volta intervenuti nel periodo analizzato. Nelle
tavole allegate vengono documentati fotograficamente lo stato degli ipogei ed alcuni dei recenti fenomeni
di dissesto/crollo.

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Fattori di instabilit

Si richiama brevemente lattenzione sui principali


fattori di criticit che possono determinare
linstabilit delle cavit, con particolare riferimento
ai litotipi presenti nei nostri casi. In generale la
stabilit statica degli ipogei assicurata dalla
presenza di un campo di tensioni orientate che
agiscono uniformemente su tutti i punti delle volte,
le quali raggiungono la loro massima resistenza con
profili definiti a campana. In genere la sommit
della volta sono sostenute da strati di maggiore
resistenza, che in qualche occasione possono
fungere da architrave formando superfici piane o
moderatamente inclinate. Questo equilibrio, solido
ma precario, pu essere alterato dallinnesco di
piccoli fornelli di crollo, generalmente innescati da
faglie o fratture beanti allargati dalle percolazioni di
acqua. Il corrispondente rilascio localizzato delle
tensioni provoca ulteriori e progressivi fenomeni di
crollo che tendono ad allargare ed approfondire i
fornelli, fino ad interessare, nel caso non si
intervenga tempestivamente con opere di
consolidamento anche semplici, porzioni sempre pi
ampie delle volte

Nel caso di crolli di maggiore entit, se lipogeo


sufficientemente profondo e la copertura rocciosa Il profilo ottimane con pilastri e volte a campana
sufficientemente spessa, la volta pu raggiungere da garantisce la stabilit degli ipogei anche sotto elevate
sola un nuovo profilo di equilibrio, ma nella maggior pressioni. Nella foto in basso, le due volte in secondo
parte dei casi i movimenti franosi si propagano piano sono state sfondate per lesecuzione di lavori in
via Vittorio Emanuele, e successivamente riempite di
lentamente, ma inesorabilmente, verso lalto fino a
macerie; il progressivo scivolamento di queste, solo in
raggiungere strati prossimi alla superficie. Quando la
parte sostenute con un muretto a pietra, ha
copertura diviene insufficiente (1.5-2m) vengono a successivamente causato la compattazione ed il
mancare le pressioni litostatiche necessarie al distacco delle macerie dalla sede stradale, che risulta al
sostegno delle volte, le quali possono crollare momento sospesa sopra un vuoto di circa 90 cm.
repentinamente per tutta lampiezza della cavit,
dando luogo a fenomeni di sprofondamento noti come sink-holes. In fasi successive i sink-holes possono
allargarsi radialmente per progressivo crollo delle pareti laterali o di cavit adiacenti.

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Tra i fattori predisponenti al crollo delle volte si notano frequenti infiltrazioni di acque dalla superficie (ne
sono state osservate alcune di molti litri/ora), che sfruttano ed allargano i sistemi naturali di diaclasi delle
rocce marnoso-pelitiche. Le infiltrazioni causano la formazione di fratture beanti le quali, allargandosi
progressivamente, innescano fenomeni di crollo e di sfornellamento sulle volte e, pi raramente, sulle
pareti laterali. Quasi tutte le infiltrazioni finora osservate sono localizzate in corrispondenza del tracciato, in
superficie, delle vie comunali che separano i vari gruppi di edifici. Considerata la scarsa permeabilit delle
rocce marnoso-pelitiche incassanti evidente che le venute di acqua non sono riferibili a fenomeni naturali,
ma sono addebitabili sia alla cattiva impermeabilizzazione delle condutture di raccolta e deflusso delle
acque piovane e dei manti viari, generalmente a conci di porfido, sia alla pi o meno recente esecuzione di
scavi per la posa in opera di fognature, condutture del gas, della rete idrica comunale ecc..

A sinistra, piccoli piani di frattura tettonica causano linfiltrazione delle acque ed il progressivo sfaldamento
delle volte. A destra, un piccolo liscio di faglia ha guidato il distacco di un consistente blocco roccioso. I crolli
sarebbe potuto essere facilmente evitato con semplici arci di sostegno.

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Anche la riduzione attiva del carico litostatico, per esempio con la rimozione di edifici o materiale
soprastante, pu favorire la riduzione del carico e limprovviso crollo delle volte sepolte. La realizzazione di
edifici e strutture di rinforzo in cemento armato, le quali producono dei carichi al suolo fortemente
localizzati, pu portare allinstabilit ed alleventuale crollo degli ipogei. Anche per questo motivo
fortemente sconsigliabile la sostituzione edilizia degli edifici in pietra esistenti, i quali nel corso di centinaia
di anni hanno distribuito il loro peso al suolo in maniera efficiente ed uniforme.

Ancora, e soprattutto, assolutamente da evitare il riempimento delle cavit con materiali vari, siano essi
macerie od altro materiale roccioso. La progressiva compattazione dei materiali infatti, oltre che ad alterare
lo stato degli sforzi del sottosuolo, porta inevitabilmente alla formazione di spazi vuoti e, nel caso di
terremoto, si comporterebbe come massa battente, amplificando in maniera drammatica la risposta
sismica locale.

In ultimo si sottolinea il valore culturale e storico-architettonico delle cavit antropiche studiate che fanno
si parte integrante degli edifici medioevali soprastanti, ma che probabilmente costituiscono anche delle
preesistenze demiche di epoca precedente al sec. XII, legate forse alla cultura Appenninica della tarda Et
del Bronzo.

Nonostante leccessivo assottigliamento delle pareti divisorie, la forma a campana garantisce la stabilit delle
volte. I piccoli crolli sono dovuti alla fenomeni di sfornellamento che causano la perdita del profilo ottimale.

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Interventi di conservazione e precauzioni per salvaguardia dellincolumit pubblica.

Al fine di garantire la corretta conservazione sia dei complessi ipogei sia degli edifici soprastanti
necessario in prima istanza provvedere, quanto pi tempestivamente possibile, ad eliminare le principali
infiltrazioni di acque nel sottosuolo, rimandando alle successive fasi di ricostruzione post-terremoto gli
interventi di completa impermeabilizzazione dei manti viari e fognari, i quali dovrebbero ovviamente essere
contemplati nel Piano Comunale di Ricostruzione.

Le tecniche ottimali di intervento e consolidamento delle cavit sono illustrate nella relazione approntata
dalling. Niro La torretta; nellallegato riportiamo tuttavia esempi fotografici di semplici ma corretti
interventi di consolidamento in muratura povera effettuati nei decenni passati, i quali hanno tuttavia
garantito la conservazione e la sicurezza degli ipogei fino ad oggi

In alto, semplici ma corrette opere di sostegno hanno garantito la conservazione degli ipogei.

Nella pagina seguente, in alto, archi in pietra di et medioevale; in basso, pilastri realizzati negli anni 50.

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Criticit e situazioni di pericolo immediate.

Al di l dei necessari interventi di salvaguardia del patrimonio immobiliare e storico-architettonico, sono


state evidenziate alcune situazioni di forte instabilit che condurranno inevitabilmente al repentino
sprofondamento della sede viaria fino, nelle peggiori delle ipotesi, al crollo di consistenti porzioni di
fabbricato.

In particolare lipogeo con accesso localizzato invia del Tabaccaio ed esteso per alcune decine di metri verso
monte sotto la sede stradale di via Mastrantonio (Tav. 1) stato interessato in tempi recentissimi dal crollo
della volta, formando un ampio scavernamento subcircolare per un diametro di circa 6m, con un volume di
materiale franato stimabile in 50 m3; la sommit dello scavernamento raggiungeva nel 2012 la profondit
di poche decine di centimetri sotto il manto della via soprastante, tanto da esporre alla sommit della volta
le tubature di gas, acqua e fognature. Nellultimo sopralluogo (marzo 2014) lo sgretolamento della volta
aumentato notevolmente, fino a raggiungere ed esporre alla vista una porzione del manto stradale a conci
in porfido. L'erosione progressiva della volta sta procedendo rapidamente, stante anche persistenti venute
di acqua dalla rete comunale, tanto da rendere molto probabile il collasso della stessa a brevissimo
termine, con l'apertura in superficie di una voragine che interesser il manto stradale e le mura perimetrali
dei fabbricati adiacenti.

Anche nellampio sotterraneo che si estende per buona parte nellaggregato 23SM, con accesso da Vico
Storto della Cuoca (Tav 2), gi rilevato in dettaglio nel 2011, si verificato negli scorsi mesi un ampio crollo
della volta, con distacco di alcuni m3 di materiale calcareo-marnoso. Al momento attuale il fenomeno, se
pur rappresentando un fattore di pericolo per chi dovesse accedere al rottone, rimane confinato ad alcuni
metri di profondit, garantendo ancora una sufficiente stabilit degli edifici soprastanti. per evidente
che occorre intervenire con assoluta urgenza per evitare il progredire del fenomeno fino ad infauste
conseguenze.

Un terzo fenomeno di crollo (Tav 3), gi noto ed oggetto di speditivi interventi di sostegno tramite supporti
in ferro da edilizia, situato nel sotterraneo cui si accede da Palazzo Tuccimei. Il crollo della volta,
probabilmente innescato dalle acque disperse dalla vicina fontana pubblica, ha causato gi prima del
terremoto lapertura di una voragine ampia circa 1m, successivamente ricoperta con tavole da edilizia (sic!).
Anche in questo caso il progressivo sgretolamento della roccia ha causato un notevole ampliamento della
voragine e la perdita di funzionalit dei puntelli delle volte, ribaltati o non pi in contatto con la roccia.

Ancora, un recentissimo crollo ha causato lapertura di una voragine nella parte superiore di Piazza
Bonomo, con parziale (ed inevitabile) coinvolgimento delledificio adiacente. Il crollo tuttavia non stato
causato dallo sprofondamento della volta di una cavit aperta od accessibile, ma dalla subsidenza e dallo
sprofondamento dei materiali con cui era stata riempita una cavit preesistente allepoca della
pavimentazione della piazza.

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Aree soggette a
sprofondamento per
crollo di cavit
ipogee

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Considerazioni finali

In sostanza, qualunque sia la scelta programmata per la ricostruzione della frazione, ricostruzione
immediata ad uso abitativo o delocalizzazione residenziale e successivo restauro architettonico degli edifici
storici, occorre intervenire quanto prima con interventi di consolidamento, anche di semplice realizzazione
(vedi figure) ma opportuni e mirati almeno ad interrompere il progressivo disfacimento di volte e pilastri, al
fine di evitare il progredire dei dissesti sotterranei e linevitabile aggravarsi dei costi di ricostruzione.

Si sottolinea anche lassoluta mancanza di responsabilit dellAmministrazione comunale nel permettere il


transito o la messa in opera di pesanti macchinari edili (gru, ruspe, betoniere), lungo le vie e le piazze
pubbliche senza avere alcuna indicazione sullo stato di stabilit del sottosuolo. In effetti, al momento del
recente sopralluogo, era presente nella piazza Bonomo un container per la raccolta di macerie edili (a pieno
carico circa 5-6 tonnellate) posizionato esattamente in corrispondenza di unampia cavit, al momento in
ottime condizioni di stabilit, cui si accede dallaggregato 10SM.

Si ricorda anche che, a seguito dellincontro avvenuto gi 18 mesi fa il presso lassessorato alla Protezione
Civile della Regione Abruzzo, presente il sindaco del Comune di Barisciano, il servizio Difesa del Suolo ed il
Servizio Previsione e Prevenzione dei Rischi, con nota prot. 261016 del 22/11/2012 (allegata),
raccomandavano allAmministrazione Comunale di:

Raccomandazioni, evidentemente, tanto ragionevoli quanto puntualmente inascoltate.

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