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1.

1 IL CONGRESSO DI VIENNA
Al Congresso di Vienna (1814-1815) le grandi potenze vincitrici di Napoleone delineano un'Europa in cui i regimi assolutistici
siano restaurati e le idee rivoluzionarie represse.

Tra il Novembre del 1814 e il Giugno del 1815 si tiene a Vienna il congresso che deve
ridisegnare la cartina d'Europa. Scopo dei congressisti restaurare l'Antico Regime (da
qui il nome di Restaurazione dato ai decenni successivi alla caduta di Napoleone) e quindi
riordinare l'Europa.
A guidare i Congressisti sono il principio di legittimazione (ripristinare sul trono le
legittime dinastie regnanti) , di equilibrio (impedire a uno Stato di prevalere sugli altri) e
di legalit (il potere sovrano discende da Dio).
Di fatto,i due princpi risultano incompatibili e la cartina dell'Europa uscita da Vienna
diversa da quella pre-Rivoluzione francese.
Il ritorno integrale al passato non fu possibile neanche per quanto riguardava le
istituzioni: l'Europa ridisegnata dal Congresso assomigliava solo in parte a quella
dell'Antico Regime. I monarchi della Restaurazione, infatti, si accorsero che alcune riforme
introdotte da Napoleone erano comunque utili. Inoltre, l'orientamento politico delle grandi
potenze era quanto mai eterogeneo.

Schema riassuntivo :

Data : 1 Novembre 1814 9 Giugno 1815


Partecipanti : delegazioni di circa duecento Stati europei
Nazioni protagoniste : Austria,Regno Unito,Prussia,Russia,Francia
Scopo : restaurazione dell'Antico Regime e riordinare l'Europa
Personaggi principali : principe austriaco Metternich , ministro francese Talleyrand
visconte inglese Castlereagh, zar Alessandro I, principe prusso Karl August von
Hardenberg.

1.2 EUROPA DOPO IL CONGRESSO DI VIENNA


FRANCIA : Tornava ad essere una monarchia,anche se costituzionale, affidata alla dinastia
borbonica. Il nuovo sovrano era Luigi XVIII. Dal punto di vista territoriale, la Francia
ritornava ai confini precedenti le guerre rivoluzionarie, conservando per Avignone e parte
della Savoia.
INGHILTERRA : Annetteva le ex colonie olandesi, occupate durante le guerre
napoleoniche, e le isole Ionie. Inoltre, acquistava l'Isola di Malta, importante base logistica
nel Mediterraneo. L'Impero britannico era ormai vastissimo e si stendeva dall'Australia
all'India e al Canada.
PAESI BASSI : La costruzione del regno dei Paesi Bassi comport un'espansione
territoriale dell'Olanda, che assorb il Belgio e il Lussemburgo. Al rafforzamento territoriale,
voluto dai congressisti allo scopo di contenere eventuali mire espansionistiche francesi,
corrispondeva per l'indebolimento coloniale a vantaggio dell'Inghilterra.
Il sovrano del regno era Guglielmo I d'Orange-Nassau.
GERMANIA : Il regno di Prussia usciva rinforzato e ingrandito dal Congresso. A Est
recuperava alcune provincie polacche, otteneva la Pomerania svedese, parte della Sassonia
e i territori renani di Colonia e Treviri. Ben 39 Stati (compresi Austria e Prussia)
formavano la Confederazione germanica, di nuovo soggetta al controllo asburgico. Ne
risultava, comunque, una netta semplificazione della carta politica tedesca, rispetto ai circa
300 Stati che costituivano in precedenza il Sacro romano Impero (che aveva cessato di
esistere nel 1806)
IMPERO AUSTRIACO : L'Austria vera e propria, costituita dai diretti domini asburgici,
risultava ingrandita con l'acquisizione della Boemia e del Trentino. L'Impero era formato,
inoltre, dai territori polacchi occupati nel corso del Settecento, dal regno di Ungheria, dalla
Transilvania, da una parte della Serbia e dalla Lombardia. Per compensare la perdita delle
Fiandre, l'Impero ottenne Venezia, secondo quanto gi stabilito dal trattato di Campoformio.
Sul trono era Francesco I d'Asburgo-Lorena.
RUSSIA : Lo zar Alessandro I Romanov ottene la Finlandia, conserv i territori polacchi
con il titolo di re di Polonia e la Bessarabia.
DANIMARCA : La Danimarca ottenne la sovranit sui ducati tedeschi di Holstein e
Lauenburg, ma lasci la Norvegia alla Svezia. La Svezia annetteva la Norvegia, ma perdeva
la Pomerania e la Finlandia.
SPAGNA e PORTOGALLO : In Spagna venne restaurata la monarchia borbonica di
Ferdinando VII. Nel Portogallo, soggetto formalmente alla dinastia dei Braganza trasferitasi
in Brasile nel 1807, governava una giunta sotto il controllo dell'Inghilterra.
CONFEDERAZIONE SVIZZERA : La Confederazione svizzera venne posta sotto la
protezione
delle potenze straniere e se ne dichiar la neutralit perenne.
IMPERO OTTOMANO : Manteneva una salda presenza nei Balcani, ma i suoi territori
erano ridimensionati dall'estensione dei domini austriaci e russi.

1.3 SANTA ALLEANZA E QUADRUPLICE ALLEANZA


Il Congresso di Vienna non aveva soltanto creato un nuovo ordine, ma aveva anche ideato
le strategie per il suo mantenimento. Infatti, i congressisti pensarono a come difendersi da
sue possibili nemici : ossia gli Stati che avrebbero potuto mettere in discussione l'ordine
restaurato e le insurrezioni rivoluzionarie che sarebbero potute scoppiare all'interno dei
singoli Paesi.
Su iniziativa dello zar Alessandro I, Russia, Austria e Prussia formarono la cosiddetta
Santa Alleanza : nelle intenzioni dello zar si trattava di un patto volto a difendere il
connubio tra potere politico e religioso. Nelle mani di Metternich l'alleanza sarebbe poi
diventata lo strumento per un vero e proprio controllo poliziesco dell'Europa.
In seguito, anche la Francia di Luigi XVIII ader all'alleanza.
L'Inghilterra promosse, invece, la Quadruplice Alleanza (novembre 1815), cercando di
definire un accordo che non fosse puramente ispirato alla difesa dell'assolutismo.
Vi aderirono, oltre all'Inghilterra, anche Austria, Prussia e Russia. Lo scopo era ancora e
sempre prevenire attacchi rivoluzionari e nuovi tentativi egemonici nel continente
Nel 1818, la Francia entra a far parte della gi esistente Quadruplice Alleanza che, diviene
quindi Quintuplice Alleanza.

Schema riassuntivo :

la Santa Alleanza :

un accordo di alleanza
difensivo fra Austria,
Prussia e Russia (in
seguito anche Francia)

i sovrani si impegnano
a portare aiuto l'uno
all'altro in caso di
aggressioni e sommosse

1.4 RESTAURAZIONE IN ITALIA


Come ebbe a dire Metternich, l'Italia del periodo post-napoleonico era solo un'espressione
geografica. Dopo il Congresso di Vienna, la carta politica italiana risultava decisamente
semplificata e gli Stati diminuiti di numero, anche se apparivano tramontati i progetti di
compagini politiche pi vaste che, pur con molte contraddizioni, il primo passaggio di
Napoleone aveva suscitato nella penisola.
Le decisioni del Congresso sancirono alcuni importanti cambiamenti :
l'aspetto pi clamoroso fu l'abolizione delle repubbliche oligarchiche di Genova e Venezia.
La Repubblica di Genova fu aggiunta al Regno di Sardegna : i Savoia vedevano cos
aumentati i propri domini.
Si gettavano cos le basi per l'ascesa di uno Stato che, in futuro, sarebbe risultato
determinante per la storia della penisola.
I territori dell'ex repubblica di Venezia furono assegnati all'Austria e uniti alla Lombardia
all'interno del neonato Regno Lombardo-Veneto.
L'Austria era, dunque, la potenza egemone nella penisola.
A completare la cartina politica italiano vi erano il granducato di Toscana, lo Stato della
Chiesa, il Regno delle Due Sicilie e alcuni piccoli Stati formati da una o due citt.
La realt sociale ed economica degli Stati italiani era molto differenziata.
Il Lombardo-Veneto era una zona economicamente vivace e l'Austria intendeva
sfruttarne le risorse, eliminando ogni forma di autonomia.
In Lombardia era nata una classe imprenditoriale di tipo moderno, che anelava a
un'indipendenza economica che l'Austria non poteva concedere.
Questo generava una forte tensione nei confronti dell'occupazione straniera da parte dei
ceti economicamente pi attivi.
Nel regno sabaudo si verific un ritorno al sistema assolutistico e alla vecchia legislazione.
Il recupero della tradizione mercantilistica e il ricorso a barriere doganali per la difesa
dell'economia interna, di fatto, rallentarono la crescita produttiva.
In Toscana il granduca Pietro Leopoldo fu sostenitore di un progetto di restaurazione
moderata ispirato al dispotismo illuminato, per cui la Toscana si trov a essere una delle
regioni pi tolleranti sul piano politico e pi aperta sul piano economico.
Lo Stato pontificio fu affidato all'intelligente opera del cardinale Consalvi, che si
contrapponeva alle posizioni reazionarie dei cardinali zelanti : affid le cariche
amministrative a laici e seppe conservare alcune delle riforme amministrative introdotte
da Napoleone.
Anche i Borboni, nel Regno delle Due Sicilie, affidarono il governo a un moderato,
Luigi de' Medici.

1.5 SOCIETA' SEGRETE


La repressione poliziesca messa in atto dall'assolutismo ripristinato a Vienna costringe chi
si oppone all'ordine della Restaurazione a operare all'interno di associazioni segrete, che
prendono come modello di riferimento la massoneria.
La pi importante tra le societ segrete del primo Ottocento la Carboneria, diffusa in
Francia, Spagna , Germania e Italia; il nome derivava dalle finte vendite di carbone che
servivano da copertura per le riunioni degli associati.
Queste associazioni, per, hanno un carattere elitario e riescono a diffondersi solo tra i ceti
aristocratici e l'alta borghesia; per questa ragione, i moti da loro organizzati restano
estranei al mondo operaio e contadino e si concludono in modo fallimentare. Inoltre
all'interno della Carboneria c'erano posizioni molto diverse e spesso opposte, poich, a
fianco dei prevalenti orientamenti liberali, erano presenti anche elementi repubblicani e
democratici.
La loro repressione dimostr concretamente l'effettiva capacit di intervento repressivo
della Santa Alleanza; i rivoltosi vennero sconfitti e sottomessi nuovamente al potere regio.
Le societ segrete termineranno il loro ruolo attorno al 1825, diventando societ
clandestine.

DIFFERENZA TRA SEGRETO E CLANDESTINO :


SEGRETO : le idee dell'associazione vengono tenute nascoste agli occhi altrui, senza essere
rivelate n condivise.
CLANDESTINO : nonostante gli associati agiscano in segretezza,gli ideali dell'associazione
sono noti.

1.6 MOTI DEL 1820 1821


1.6.1 MOTI IN SPAGNA
I primi moti contro la Restaurazione scoppiarono negli Stati politicamente e
socialmente pi arretrati. In Spagna, il 1 Gennaio 1820 le truppe spagnole guidate
dal Colonnello Quiroga e dall'ufficiale Riego, stanziate a Cadice e pronte per
partire per le colonie spagnole in Sud America a soffocare i governi indipendenti, si
rifiutarono di imbarcarsi ritenendo giusta la volont delle colonie di svincolarsi dal
dominio del Re di Spagna Ferdinando VII e chiesero il ritorno alla Costituzione del
1812.
Questa rivolta provoc disordini interni tanto da costringere il Re a concedere la
Costituzione richiesta. In breve tempo, la situazione degener e il Re fu preso in
ostaggio dalle masse rivoluzionarie.
1.6.2 INTERVENTO DELLA FRANCIA
Durante il Congresso di Verona, svoltosi nell'Ottobre 1822, indetto dalla Santa
Alleanza (Prussia, Russia, Austria, Francia e Piemonte), si decise di porre fine al
Governo Costituzionale di Madrid e fu dato mandato alla Francia d'intervenire e
porre fine alla rivolta spagnola.

1.6.3 BATTAGLIA DI TROCADERO


Lo scontro tra le truppe francesi e le organizzazioni rivoluzionarie spagnole
avvenne a Trocadero. I francesi ne uscirono vittoriosi.
Il 7 Aprile 1823, i reggimenti francesi liberarono il Re, il quale revoc la
Costituzione, sciolse il governo costituzionale, e riprese totalmente i propri poteri.

1.6.4 MOTI IN ITALIA


- REGNO DELLE DUE SICILIE :
NAPOLI : Nel 1820 lo scompiglio che stava attraversando la Spagna, arriv fino in Italia
partendo dal Regno delle Due Sicilie, dove la Carboneria, una delle societ segreti pi forti
d'Italia, ben radicata tra le fila dell'esercito, pianific una rivolta organizzata per
richiedere la Costituzione su modello spagnolo, senza per destituire il Re, in pratica, la
popolazione richiese una Monarchia Costituzionale.
A guidare la missione furono due sottotenenti della cavalleria : Morelli e Salvati.
Il 2 Luglio 1820 una parte delle truppe guidate dai sottotenenti e una buona parte del
popolo, marciarono verso Avellino per ottenere la Costituzione.
In breve tempo anche la citt di Napoli fu coinvolta, e a guidare la marcia fu il Generale
Pepe.
Il 6 Luglio 1820 Ferdinando I di Borbone concesse al popolo napoletano la Costituzione.
Pochi mesi pi tardi, Ferdinando I di Borbone chiese l'intervento della Santa Alleanza per
soffocare in modo definitivo i liberali.
Il 7 Marzo 1821 le truppe austriache su mandato dell'Alleanza sconfissero le truppe di Pepe
nella battaglia di Rieti-Antrodoco, e il 20 Marzo, il Re revoc la Costituzione.

PALERMO : Il 15 Giugno 1820 il popolo siciliano, che male aveva accolto l'annessione al
regno delle Due Sicilie, contest il potere del Re e insorse rivendicando l'indipendenza dal
Regno e reclam la citt di Palermo come centro di governo per la regione.
Il 18 Giugno proprio a Palermo, nacque il Governo indipendente con a capo il Principe
Patern Castello il quale ripristin la Costituzione del 1812.
Il 7 Novembre l'avventura dell'indipendenza siciliana fu distrutta dalle truppe di Re
Ferdinando, la rivolta fu soffocata nel sangue.

- PIEMONTE :
I tumulti partiti dalla Spagna e arrivati nel Sud Italia, ben presto contagiarono anche il
Nord, in particolare il Piemonte sottomesso al dominio Austriaco.
La carboneria, i liberali borghesi e gli intellettuali Torinesi vedendo il profondo
cambiamento che il Sud Italia stava attuando, decisero di muoversi per scacciare dal suolo
italiano il dominatore straniero, ma forte dell'esperienza del resto d'Europa, attu il piano
d'indipendenza cercando un potere forte che potesse appoggiare la rivolta.
La scelta cadde sul giovane Carlo Alberto di Savoia Principe di Corigliano, il quale si era
rivelato solidale in pi di un'occasione con le iniziative di protesta contro l'Austria, attuate
soprattutto dagli universitari torinesi.
Nella seconda met del 1820, il Conte Santorre di Santa Rosa, a capo della silente
organizzazione della rivolta, realizz molte riunioni segrete insieme al Principe e ai
generali che avrebbero condotto la rivolta militare, e fu cos, che il 10 Marzo 1820 ad
Alessandria, Vercelli e Torino furono issate bandiere tricolori che affermarono
simbolicamente l'indipendenza dell'Italia dal dominio austriaco.
I generali insieme a Santorre di Santa Rosa emisero il loro Pronunciamento in cui
richiedevano la Costituzione su modello di Cadice.
Il Re Vittorio Emanuele I il 12 Marzo 1820, abdic in favore di Carlo Felice di Savoia e
visto che il legittimo Re non si trovava su suolo Piemontese, la reggenza fu affidata
temporaneamente a Carlo Alberto il quale concesse la Costituzione e nomin Santorre di
Santa Rosa ministro della guerra.
Il legittimo Re rientrato in Piemonte sciolse il governo e sottomise a suo volere Carlo
Alberto che fu mandato a Novara in maniera che non potesse pi appoggiare i rivoltosi.

Santorre di Santa Rosa insieme ai suoi generali cerc di ottenere nuovamente


l'appoggio di Carlo Alberto ma ogni suo tentativo fu vano.
A Novara l'8 Aprile 1820, l'esercito del Re e le truppe austriache di supporto sconfissero gli
insorti.
Torino fu presidiata da numerose truppe austriache richieste dal nuovo Re, in maniera da
poter controllare meglio le eventuali rivolte e per soffocare totalmente le associazioni
segrete che complottavano nell'ombra con lo scopo di destituirlo.

RAGIONI DEL FALLIMENTO DEI MOTI DEL 1820 :


- l'organizzazione del Congresso di Vienna aveva previsto efficaci contromisure in
caso di insurrezioni e poteva contare sull'esercito della Santa Alleanza;
- vi fu scarsa partecipazione popolare sia a causa del carattere elitario dei moti, sia
per la mancanza di consapevolezza rivoluzionaria delle masse;
- si trattava di ammutinamenti militari o di rivolte settarie poco coordinate nel
contesto sociale in cui operavano.

1.7 INDIPENDENZA GRECA


In Greca, l'insofferenza per l'occupazione turca era molto diffusa non solo nella ristretta
cerchia degli intellettuali, ma anche a livello popolare.
La speranza di ottenere l'indipendenza era acuita dal forte attaccamento alla religione
ortodossa e dalla consapevolezza del progressivo indebolimento dell'Impero ottomano,
fiaccato dalle rivolte che in quegli anni agitavano la Serbia, l'Albania e l'Egitto.
A organizzare l'insurrezione fu la societ segreta Etera, guidata da Alexandros Ypsilanti,
che poteva contare sull'aiuto russo.
Il 1 Gennaio 1822, gli insorti espugnarono la fortezza di Epidauro e proclamarono
l'Indipendenza.
La reazione ottomana port a feroci massacri.
La lotta dei greci per l'indipendenza suscit vasta simpatia in Europa, soprattutto fra gli
intellettuali romantici.
Alla volta della Grecia partirono schiere di volontari, che cercavano in quella lotta per la
libert la consacrazione dei loro ideali.
Poich la Grecia occupava una posizione strategica a cavallo tra Oriente e Occidente,
attirava le mire dei russi e dei francesi.
Austriaci e inglesi, invece, erano contrari a indebolire eccessivamente l'Impero
turco,proprio per timore di un espansione russa. Quando lo zar Nicola I dichiar la propria
disponibilit a un intervento militare in Grecia a sostegno dei ribelli, il ministro degli Esteri
inglese George Canning si accord con Francia e Russia e pose un ultimatum alla Turchia,
chiedendo il riconoscimento dell'indipendenza greca.
Di fronte al rifiuto turco, il 20 Ottobre del 1827 una flotta franco-inglese sconfisse i turchi a
Navarino, mentre l'esercito russo avanzava a nord.
Due anni dopo, la pace di Adrianopoli (1829) sanciva formalmente l'indipendenza greca.

- COS'E' LA QUESTIONE D'ORIENTE ?


Con l'espressione questione d'oriente si intende il complesso dei problemi politici
internazionali aperti dalla progressiva decadenza dell'Impero Ottomano e
all'interesse delle grandi potenze europee (Regno Unito, Russia, Austria, Francia)
per la spartizione dei suoi territori.
Da qui ne derivano :
- INDIPENDENZA DELLA GRECIA (1821 1830)
- GUERRA DI CRIMEA (1853 1855)
- CONGRESSO DI BERLINO (1878)
- GUERRE BALCANICHE : prima g.b. (1912 1913) e seconda g.b (1913)
- PRIMA GUERRA MONDIALE E FINE IMPERO OTTOMANO (trattato di
Svres)

1.8 INDIPENDENZA DELL'AMERICA LATINA


Nei primi decenni del XIX secolo, l'America centro-meridionale fu protagonista di un
vasto moto indipendentista contro il dominio coloniale di Spagna e Portogallo.
Il ceto dominante era costituito dalla borghesia creola (cio i bianchi discendenti dei
colonizzatori) : si trattava per lo pi di latifondisti terrieri che, malgrado la loro ricchezza,
erano esclusi dal potere politico.
Dopo di loro venivano i meticci, nati da matrimoni misti fra europei e indigeni (in
prevalenza, bottegai e artigiani).
All'ultimo posto nella scala gerarchica stavano gli indios e i neri (molto numerosi in
Brasile), per lo pi braccianti agricoli.
La questione agraria era, in effetti, uno dei nodi pi critici dell'America Latina : se
l'insofferenza per i colonizzatori era condivisa da tutta la popolazione, i creoli erano decisi a
difendere i loro privilegi, mentre gli indios rivendicavano rivendicavano una maggiore
giustizia sociale.
L'invasione Napoleonica della Spagna produsse importanti effetti in America Latina,
perch allent il controllo spagnolo sulle colonie.
Si vennero cos a costituire giunte locali dominate dai creoli, che, fra il 1808 e il 1810,
portarono in primo piano la questione dell'indipendenza e organizzarono le prime rivolte.
Primo Leader del movimento indipendentista fu Simon Bolvar (1783 1830), eroe
riconosciuto dell'indipendenza latino-americana.
Il tardivo intervento militare della Spagna fu reso inefficace dalla vastit dello
schieramento indipendentista e dall'appoggio che i creoli ottennero dall'Inghilterra e dagli
Stati Uniti, interessati ad accelerare la fine del colonialismo spagnolo per espandere i propri
commerci nella regione.
In ordine cronologico :
Nel 1811 il Venezuela proclama l'indipendenza dalla Spagna.
Nel 1816 venne proclamata l'indipendenza del vicereame del Rio de la Plata (Argentina,
Uruguay , Paraguay e Bolivia).
Nel 1817 Jos de San Martin guida la guerra di liberazione in Cile.
Nel 1819 Simon Bolvar sbarca in Colombia ove proclama la Repubblica.
Nel 1821 il Messico proclama la propria indipendenza.
Nel 1823 il presidente degli USA James Monroe enuncia la sua dottrina.
Nel 1826 fallisce la Conferenza di Panama convocata da Bolvar per formare una grande
confederazione degli Stati latino-americana.
Nel 1835 il Texas si proclama indipendente dal Messico e chiede l'annessione agli USA.
Nel 1845 avviene la Guerra del Messico contro gli USA che annettono, oltre al Texas, anche
la California e i territori intermedi.

- COS'E' LA DOTTRINA DI MONROE ?


La dottrina di Monroe, essenzialmente, si riduce in due principi :
1) gli europei sono esclusi da ogni intervento di tipo coloniale in America
2) gli americani non interverranno nelle questioni europee.

Gli interventi americani nelle due guerre mondiali si devono intendere come risposta
all'aggressione di navi e cittadini americani.

1.9 MOTI DEL 1830 E DEL 1831


I moti del 1830 e del 1831 sono la seconda ondata rivoluzionaria preparati da borghesi ben
organizzati che volevano distruggere i governi reazionari perch frenavano lo sviluppo
economico.

1.9.1 RIVOLUZIONE DI LUGLIO IN FRANCIA E LA MONARCHIA


ORLEANISTA
Alla morte di Luigi XVIII, nel 1824 sal sul trono di Francia il fratello Carlo X.
Il nuovo re era il leader degli ultras (gli estremisti conservatori) e aveva da sempre
mostrato forte avversione per la pur moderata Costituzione concessa da Luigi XVIII.
Carlo X intraprese fin da subito una politica reazionaria che dest l'opposizione della
borghesia moderata e dei liberali.
Il 25 Luglio 1830 Carlo X cerc di attuare un vero e proprio colpo di Stato :
1) sospese la libert di stampa ;
2) sciolse il Parlamento ;
3) ordin la riforma del sistema elettorale in senso restrittivo.
Il popolo di Parigi reag violentemente a queste ordinanze : tra il 27 e il 29 Luglio 1830
(les trois glorieuses, le tre gloriose giornate), i cittadini affrontarono l'esercito regio per
le strade della citt e lo sconfissero, costringendo Carlo X a fuggire da Parigi.
L'insurrezione era promossa da gruppi politicamente eterogenei ( liberali moderati,
democratici, repubblicani), ma ad assumerne la conduzione furono i liberali moderati.
La corona venne cos offerta a Luigi Filippo duca d'Orlans, che, al suo insediamento sul
trono,non si proclam re di Francia, bens dei francesi (per indicare che il suo potere gli
era affidato dal popolo).
La monarchia orleanista era l'espressione del compromesso fra l'aristocrazia non
reazionaria e la borghesia finanziaria e ricercava il cosiddetto juste milieu (giusto
mezzo) ossia si opponeva sia alle richieste degli ultras realisti sia a quelle di radicali e
democratici.
Da un lato, quindi, vengono abrogate le leggi reazionarie di Carlo X, dall'altro, i diritti
politici e sociali vennero estesi, ma in modo assai limitato.
Luigi Filippo d'Orlans era considerato il protettore dei borghesi.

1.9.2 INDIPENDENZA DEL BELGIO


La rivoluzione di Luglio in Francia ebbe importanti ripercussioni in tutta l'Europa.
A Bruxelles, il 15 Agosto 1830, scoppi una rivolta popolare per ottenere l'indipendenza
dall'Olanda.
I belgi si consideravano penalizzati dal legame con l'Olanda : mentre quest'ultima era
protestante e aveva un'economia agricola, il Belgio era cattolico ed era fortemente
industrializzato.
Un tentativo di intervenire da parte della Santa Alleanza fu bloccato dalla Gran Bretagna e
dalla Francia : quest'ultima proclam il principio di non ingerenza straniera nelle
questioni interne dei singoli Stati.
La mediazione anglo-francese port all'indipendenza del Belgio, che divenne una
monarchia costituzionale di stampo liberale, con un governo nominato dal re ma su
indicazione del Parlamento. Sul trono sal Leopoldo I di Sassonia-Coburgo.

1.9.3 LA POLONIA SI RIBELLA ALLA RUSSIA


Sull'onda della rivoluzione di luglio, anche in Germania e Svizzera scoppiarono rivolte per
ottenere una Costituzione, ma in entrambi i casi i moto fallirono rapidamente. Ben pi
importante fu l'insurrezione polacca.
Il regno di Polonia era formalmente indipendente, ma in realt sottoposto al controllo
russo, circostanza che alimentava il rancore e le aspirazioni nazionalistiche. La richiesta di
indipendenza era sostenuta anche dal profondo senso di identit cattolica dei polacchi.
Il 29 Novembre 1830 i nazionalisti polacchi insorsero.
Nonostante le simpatie di cui la causa polacca godeva in Europa, la repressione delle
truppe zariste non si fece attendere : Varsavia fu occupata nel settembre del 1831 e l'ordine
ristabilito con forza. La Polonia dovette rinunciare anche a quell'indipendenza formale
concessale fino a quel momento : il territorio venne definitivamente annesso alla Russia.

1.9.4 I MOTI DEL 1831 IN ITALIA


In Italia, i moti del 1831 sancirono un'altra grave sconfitta delle associazioni segrete e, in
particolare, della Carboneria.
A Modena, il commerciante Ciro Menotti e l'avvocato Enrico Misley cercarono di
organizzare una congiura antiaustriaca, che dall'Italia centrale avrebbe dovuto propagarsi
altrove fino a realizzare una monarchia costituzionale italiana.
L'ambizioso duca di Modena Francesco IV diede in un primo tempo il suo assenso
all'iniziativa, salvo poi tirarsi indietro all'indomani della rivoluzione di luglio in Francia.
Ciro Menotti, pur non contando pi sull'appoggio del duca, credeva che egli si sarebbe
astenuto dall'assumere iniziative repressive. Invece, la sera prima dello scoppio
dell'insurrezione (3 Febbraio 1831), Francesco IV fece arrestare Ciro Menotti e altri
quarantatr congiurati. L'insurrezione ebbe comunque luogo a Modena, Bologna e Parma
e da l il moto si estese alle Marche e all'Umbria. Si vennero a formare ovunque governi
provvisori, che per mancavano di coordinamento e di un progetto politico di ampio
respiro. I moderati italiani, che sull'esempio belga auspicavano l'appoggio francese,
dovettero ricredersi : i francesi diedero il loro assenso all'intervento dell'Austria, che nel
marzo 1831 sconfisse facilmente i rivoltosi.
Per molti, questa fu la prova definitiva del fallimento delle strategie rivoluzionarie
carbonare, causato dallo scarso radicamento sociale delle societ segrete e della mancanza
di un progetto chiaro, capace di raccogliere settori pi ampi della popolazione.

PER RIASSUMERE ...


I moti del 1830 1831 segnano :
-la sconfitta definitiva del potere aristocratico da parte della borghesia nell'Europa
occidentale;
-nei cinquant'anni successivi la classe dominante sarebbe stata la grande bourgeoisie
(grande borghesia);
-il sistema politico prevedeva istituzioni liberali, monarchia costituzionale e difese contro la
democrazia;
-apparizione della classe operaia come forza indipendente e autocosciente rivoluzione
industriale, urbanesimo, ecc.).

2.0 GLI ANNI TRENTA IN INGHILTERRA


Nel corso degli anni Venti, i governi tories avevano introdotto in Inghilterra alcune
significative riforme : l'Habeas Corpus Act fu ripristinato e cos la libert di associazione.
Lo stesso Corn Laws (le leggi protezionistiche sul grano, favorevoli agli agrari) erano state
riviste, con l'introduzione di un meccanismo che prevedeva una diminuzione dei dazi sulle
importazioni, qualora il prezzo del grano inglese fosse aumentato oltre un certo limite.
Le elezioni del 1830 videro, comunque, la sconfitta dei tories.
L'insuccesso derivava principalmente dall'impopolarit della loro politica fiscale e dalla
richiesta, da parte dei nuovi ceti imprenditoriali, di un'adeguata rappresentanza
parlamentare.
Il sistema elettorale inglese, infatti, era basato su distretti elettorali disegnati pi di due
secoli prima, cosa che favoriva indiscutibilmente l'aristocrazia terriera rispetto alla
borghesia imprenditoriale. Il tempo trascorso e l'industrializzazione avevano modificato in
modo rilevante la distribuzione della popolazione sul territorio : molti distretti, un tempo
fiorenti, erano diventati dei rotten boroughs (letteralmente : borghi putridi), ossia si
erano spopolati, e qui una manciata di voti (facilmente controllabili) bastava a eleggere un
deputato, quasi sempre tory. Altrove, invece, grandi citt industriali erano pressoch
prive di rappresentanza parlamentare.
Il nuovo governo, nato da un accordo tra tories e whigs, approv nel 1832 una riforma
elettorale (Reform Bill), che prendeva atto della nuova distribuzione della popolazione
inglese. Gli elettori incrementarono, ma soprattutto le grandi citt si videro finalmente
concedere un'adeguata rappresentanza parlamentare e la borghesia industriale vedeva
accresciuto il proprio ruolo politico.
Inoltre, il Municipal Corporations Act del 1835 istituiva amministrazioni locali, elette da
tutti coloro che disponevano di un reddito tassabile.
Importanti novit si ebbero anche sul piano delle riforme sociali. Nel 1833, una legge
stabil che il lavoro minorile non dovesse portarsi oltre le otto ore giornaliere; venne
proibito il lavoro notturno per i minori e organizzata una rete ispettiva allo scopo di
verificare la corretta applicazione della legge.
Nel 1842, un nuovo decreto viet l'impiego di donne e bambini nelle miniere;
nel 1847 venne stabilito l'orario massimo lavorativo di dieci ore per le donne.
Un progetto di istruzione elementare obbligatoria vide la luce a partire dal 1848.
Il Poor Law Amendment Act del 1834 segn la fine del tradizionale atteggiamento
paternalistico rispetto al problema della povert e della disoccupazione.
Solo chi era nell'impossibilit fisica di lavorare aveva ancora diritto a sussidi; gli altri
dovevano lavorare nelle workhouses (che passavano dalle parrocchie alla gestione
statale),senza alcun privilegio statale rispetto alle industrie private.
Si apriva, insomma, un mercato del lavoro libero e concorrenziale, senza protezioni per gli
operai: ci che gli industriali chiedevano da tempo.
L'effetto fu, da un lato, il peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori e, dall'altro,
un deciso passo in avanti dell'Inghilterra sulla strada dell'economia capitalistica e
industriale.

La nuova coscienza politica dei salariati, unita all'insoddisfazione dei democratici per il
Reform Bill (che non introduceva il suffragio universale), port negli anni Trenta alla
nascita del movimento cartista, cos chiamato dalla Carta del popolo, una sorta di
petizione con la quale chiedevano riforme di stampo chiaramente democratico. La Carta
raccolse pi di un milione di firme e il movimento organizz a suo sostegno una serie di
scioperi e manifestazioni, che ebbero il loro apice nel 1842. Le richieste non furono, per,
accolte e l'insuccesso del Cartismo fin per favorire lo spostamento del movimento operaio
verso posizioni pi radicali, ispirate alle nuove dottrine socialiste.

LA CARTA DEL POPOLO :


Il programma cartista :
-suffragio universale (maschile);
-voto segreto, affinch il diritto al suffragio venga esercitato senza pressioni;
-Parlamento di durata annuale, per un pi frequente controllo popolare sull'attivit politica;
-eleggibilit di tutti i cittadini;
-assegnazione di un fondo statale ai deputati, affinch tutti possano candidarsi
indipendentemente dalle proprie condizioni economiche.

2.1 MAZZINI, GIOBERTI E BALBO


2.1.1 MAZZINI
Fra coloro che trassero motivo di riflessione dai fallimenti della Carboneria c'era il genovese
Giuseppe Mazzini, uno dei protagonisti del Risorgimento italiano.
Mazzini si iscrisse alla Carboneria nel 1837. Successivamente, nel 1830, fu arrestato e
costretto a scegliere tra il carcere e l'esilio : Mazzini scelse di espatriare in Francia.
A Marsiglia elabor la prima stesura del programma di una nuova associazione denominata
Giovine Italia, che prendeva spunto dai limiti della Carboneria per proporre una nuova
strategia insurrezionale.
Dalla Francia si rifugi in Svizzera e di l, nel 1837, in Inghilterra, dove entr in contatto
con il sindacalismo operaio e conobbe il profondo disagio sociale del proletariato
industriale inglese.
Secondo Mazzini, la Carboneria aveva fallito per due ragioni : perch le mancava una
direzione unitaria che coordinasse le iniziative locali e perch la segretezza dei suoi
obiettivi le aveva impedito di radicarsi saldamente tra la gente.
La Giovine Italia si proponeva, invece, di pubblicizzare al massimo il proprio programma,
proprio per suscitare la pi vasta adesione possibile.
Il progetto di Mazzini aveva forti tratti di originalit e ,soprattutto, vedeva il
raggiungimento delle libert civili in stretta relazione con l'Italia, che egli avrebbe voluto
unita, libera, indipendente e repubblicana.
Mazzini fondava la sua teoria rivoluzionaria su una visione mistica dell'unit nazionale, che
lo poneva in netto contrasto con il giacobinismo e con il socialismo.
Nel 1834, Mazzini concep, inoltre, il progetto della Giovine Europa : l'associazione che
avrebbe dovuto coordinare il progetto di un continente finalmente libero dal dispotismo dei
sovrani, composto da Repubbliche sorelle, nate dalla rivolta dei popoli.
Mazzini non poteva, quindi, condividere la lotta fra le classi tipica del marxismo, in quanto
creava divisioni all'interno del popolo.
L'idea di un insurrezione popolare costruita sulla base di un intenso proselitismo,
contrariamente a quanto avveniva per i carbonari, non ebbe per esiti felici.
Nonostante la buona diffusione del movimento mazziniano, specie in Piemonte, Liguria e
Lombardia, gli obiettivi rivoluzionari risultarono troppo ambiziosi e l'organizzazione
carente.
Una cospirazione organizzata in Piemonte si concluse, nel 1833, con la fucilazione di dodici
mazziniani e la condanna a morte per lo stesso Mazzini.
Altri tentativi rivoluzionari fallirono nel 1834 a Genova e nel 1835 nel Lombardo-Veneto,
mente in Toscana le associazioni mazziniane vennero smantellate.
Nel 1844, la disfatta dei fratelli Bandiera segn la crisi irreversibile della Giovine Italia.
I due fratelli, ufficiali della marina austriaca, si impadronirono di una nave e con dicianove
compagni tentarono di sollevare la popolazione contadina della Calabria.
Ma i contadini non li seguirono e loro, catturati dalla polizia borbonica, furono processati e
fucilati.
Questo ennesimo insuccesso segn il definitivo discredito della strategia insurrezionale
mazziniana agli occhi dell'opinione pubblica.

2.1.2 GIOBERTI
Particolare successo ebbero le tesi cattolico-moderate del sacerdote piemontese Vincenzo
Gioberti, le quali, oltre a compiacere il sentimento conservatore dell'aristocrazia e della
borghesia, valorizzavano il ruolo positivo della tradizione cattolica e dell'istituzione
pontificia, tanto da essere definite neoguelfe.
Nel 1843 Gioberti pubblic Del primato morale e civile degli italiani, in cui sosteneva
l'unificazione dell'Italia, ma rinunciando alle ambizione repubblicane e democratiche
mazziniane.
Secondo Gioberti bisognava creare una confederazione che associasse gli Stati italiani,
rispettandone autonomie e dinastie regnanti, e la cui presidenza fosse affidata al papa, in
qualit di massima autorit morale del Paese.

2.1.3 BALBO
Ancora su posizione moderate si poneva Cesare Balbo, anch'egli piemontese, che nel suo
libro Delle speranze d'Italia cerc di conciliare la prospettiva dell'indipendenza italiana
con il mantenimento di una centralit dell'Austria a garanzia degli equilibri europei.
Secondo Balbo, la nascita della nazione italiana avrebbe prodotto un indebolimento nella
potenza imperiale, che l'Austria avrebbe dovuto compensare con una politica di
allargamento nei Balcani, a scapito dell'ormai vacillante Impero ottomano.
Anche Balbo era un sostenitore del modello federale ma, differentemente da Gioberti,
riteneva pi opportuno affidare la guida della federazione a un sovrano laico, non
nascondendo la sua preferenza per la dinastia sabauda.
FEDERALISMO : ogni regione autonoma (anche fiscalmente).

2.2 SITUAZIONE ITALIANA ALLA VIGILIA DEL 1848


Grazie all'inasprirsi del controllo poliziesco, la situazione dei vari Stati della penisola era
caratterizzata dal mantenimento dell'ordine imposto dal Congresso di Vienna.
Particolare arretratezza e immobilismo caratterizzavano il Regno delle Due Sicilie, dove il
nuovo sovrano Ferdinando II rifiutava ogni prospettiva di riforma, e lo Stato pontificio,
anch'esso chiuso a ogni innovazione. Per giunta, la condanna del liberalismo moderato da
parte di Papa Gregorio XVI, con l'enciclica Mirari vos, aveva scoraggiato ogni forma di
dibattito.
Per questo motivo, nel 1846, l'elezione del cardinale Giovani Mastai Ferretti con il nome
di Pio IX, che inaugur il suo pontificato con misure popolari quali la concessione di una
moderata libert di stampa e di un'amnistia, suscit grandi speranze in tutta la penisola,
specialmente in chi condivideva l'ipotesi neoguelfa di Gioberti.
Anche nei ducati centrali (Parma e Modena) l'azione repressiva nei confronti dei moti del
1831 aveva portato a una decisa involuzione in senso autoritario.
Leopoldo II di Toscana manteneva, invece, una politica tollerante, anche se la pressione
austriaca lo aveva obbligato, nel 1833, a chiudere la rivista liberale L'Antologia.
Tra gli stati italiani il Piemonte, dove regnava Carlo Alberto, era indubbiamente quello pi
indipendente dall'influenza austriaca.
L'influsso dei moderati quali Balbo e d'Azeglio comport un cauto riformismo nelle
politiche economiche e l'approvazione di nuovi codici, civile, penale e commerciale.
Sul piano internazionale, Carlo Alberto allacci relazioni diplomatiche pi intense con
l'Inghilterra e si adoper per un cauto riavvicinamento alla Francia.
Aumentarono, invece, i contrasti con l'Austria a causa di questioni doganali e per il
tentativo austriaco di imporre il proprio monopolio nell'importazione di sale.
La tensione con l'Austria coagul attorno al Piemonte le simpatie dei patrioti e favor la
diffusione di un forte sentimento antiasburgico anche fra i moderati piemontesi.

2.3 LA CONCESSIONE DELLO STATUTO ALBERTINO IN


PIEMONTE
il 12 gennaio 1848 scoppi a Palermo un'insurrezione separatista. La citt fu ben presto
sottoposta al governo degli insorti. All'odio nei confronti del governo di Napoli si un
tuttavia, in questa circostanza, anche un diffuso nazionalismo italiano, per cui rivoluzionari
godettero di molte simpatie nella penisola.
Il re Ferdinando II chiese l'intervento degli austriaci, che per non intervennero, essendo
occupati a fronteggiare i loro problemi interni (che sarebbero da l a poco sfociati nei moti
insurrezionali di marzo.
Ferdinando II si vide allora costretto a concedere una carta costituzionale di stampo
liberale, ricalcata sul modello francese del 1830.
Per evitare pericolose rivolte, gli altri sovrani italiani si allinearono nel concedere statuti
simili : il 4 marzo in Piemonte venne promulgato lo Statuto albertino e altrettanto fecero
Leopoldo di Toscana e Pio IX. Si trattava di carte ottriate, cio concesse per grazia del
sovrano al popolo, e che, se negavano sostanzialmente il concetto di sovranit popolare,
rappresentavano, comunque, un indubbio progresso istituzionale.
Lo Statuto concesso da Carlo Alberto di Savoia, il 4 Marzo 1848, avrebbe avuto una vita
centenaria.
PERCHE' RIUSCI' A DURARE A LUNGO :
- si tratta di una Costituzione concessa : un dono del sovrano ai sudditi;
- la forma dello Stato la monarchia e la religione di Stato quella cattolica.
- nello Statuto presente una parziale separazione dei poteri, ma resta evidente la
centralit del sovrano.
- lo Statuto un compromesso fra tre principi costituzionali : quello monarchico, quello
aristocratico e quello liberale.
- tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e godono delle libert individuali.
SUDDIVISIONE POTERI :
Potere esecutivo : appartiene al re, che lo esercita tramite i suoi ministri
Potere legislativo : esercitato dal re e dalle due Camere
Potere giudiziario : la giustizia emana dal re ed esercitata in suo nome dai giudici da lui
istituiti.

2.4 1848 IN ITALIA : LA PRIMA GUERRA D'INDIPENDENZA

2.5 1848 IN FRANCIA : DALLA MONARCHIA ALLA


REPUBBLICA ALL'IMPERO