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Effetti della musica sul cervello.

Ci sono molte teorie che sostengono che la musica abbia effetti positivi sul cervello. In
particolare in uno studio del 1993 condotto da Rauscher, i soggetti vennero esposti a
10 minuti di musica di Mozart, una suonata per 2 pianoforti K448: ci produsse un
miglioramento del ragionamento spazio-temporale valutato attraverso Matrici di
Raven, e Paper Folding test.
Ricordiamo che il ragionamento spazio-temporale un tipo di intelligenza che riguarda
oggetti che esistono nello spazio e nel tempo. Utilizza i rapporti tra le figure e le
proporzioni, e riguarda anche la capacit di manipolare immagini allinterno della
nostra mente, combinare elementi di un oggetto al fine di formare ununica figura.
Quindi questa abilit richiede sia limmaginazione spaziale, sia la capacit di mettere
le cose in ordine temporale.
Come detto, nello studio di Francis Rauscher, vennero selezionati 84 soggetti studenti
universitari distinti in 3 gruppi: un gruppo ascoltava per 10 minuti la sonata di Mozart,
un altro la musica di Philip Glass, e lultimo gruppo esposto solamente al silenzio. Da
questo studio emerso che la musica di Mozart migliorava significativamente il
ragionamento visuo-spaziale per circa 10/15min.
-Un successivo studio, del 1996, condotto allUrsinus College, tent di valutare se ci
fosse un cambiamento nelle onde cerebrali in coloro che ascoltavano appunto Mozart:
nonostante il campiona di riferimento era ridotto, i risultati furono sorprendenti. 8
studenti divisi in due gruppi: ascoltatori di Mozart, e esposti al silenzio. I risultato
mostrarono che i soggetti sottoposti alla musica di Mozart mostravano un
miglioramento nelle prove spazio temporali e il loro EEG mostrava inoltre
unattivazione delle onde cerebrali a seguito dellascolto della sonata, la quale
indicava appunto un aumento dellarausal.
-Sempre a supporto di questa teoria, la stessa Rauscher condusse un altro
esperimento nel 1998, sui topi. I ricercatori esposero alla musica di Mozart topi in
utero e continuarono per 2 mesi dopo il parto. Anche in questo caso i gruppi erano 4:
Mozart, musica minimalista, rumore bianco, e silenzio. Come da previsione, emerse
che il gruppo di Mozart fu pi abile nel test del labirinto. Ci si chiede dunque se i
soggetti esposti precocemente possano avere aree cerebrali maggiormente sviluppate
anche se rimane il dubbio possa esservi una sorta di Bias Genetico dovuto al fatto ad
esempio di avere un padre musicista.
-In seguito si tent di applicare questa teoria come rimedio per lepilessia in alcuni
pazienti. AllUniversit dellIllinois, 29 pazienti epilettici furono sottoposti tutti alla
musica di Mozart: 23 manifestarono una riduzione della frequenza delle crisi.
-Anche in pazienti in coma, lascolto di Mozart risult essere terapeutico per quanto
riguarda lattivit epilettica.
-Un altro importante studio fu svolto tra due gemelli con demenza di Alzheimer. Ad uno
veniva fatto ascoltare Mozart, allaltro o musica anni 30 o silenzio. I gemelli esposti a
Mozart avevano prestazioni migliori ai compiti spazio-temporali.
Ma quali sono le basi molecolari dellEffetto Mozart?
La Rauscher e Hong Hua Li, scoprirono che i topi, dopo aver ascoltato la sonata di
Mozart avevano prestazioni migliori nei test di apprendimento e memoria. E in questi
ratti, i ricercatori riscontrarono un aumento dellespressione genica del BDNF, o fattore
neurotrofico cerebrale, una neurotrofina che ha il compito di effettuare la cosiddetta
potatura dei neuroni in fase adolescenziale e preadolescenziale, del CREB, un
composto legato a fattori di apprendimento e memoria, e anche della Sinapsina1,
ovvero una proteina di crescita delle sinapsi nellippocampo.
Bisogna per dire che emersero anche pareri e studi discordanti su questo Effetto
Mozart. Keanely nel 1994, Newman nel 1995, e Carstens nello stesso anno, non
riscontrarono nessun cambiamento n alcun miglioramento nella prestazione Paper
Fold Task in persone che avevano appena ascoltato Mozart.

-Steele e collaboratori per nel 1999 confrontarono la musica di Mozart, la musica di


Philip Glass ed il silenzio e riscontrarono variazioni di arousal ed umore, cos come in
studi successivi in cui si confrontarono Mozart e letture di King, e Mozart e musiche di
Albinoni.
-Nello studio di Barbato e colleghi del 2007, nonostante si riscontrato un sostanziale
accordo con le altre ricerche precedenti, si tentato di capirne di pi dando una
risposta al perch i loro soggetti sperimentali mostravano un arousal pi elevato. Essi
partirono dallidea appunto che la musica di Mozart potesse essere legata ad una
attivazione psicofisiologica. Quindi lesperimento cerc di confrontare la memoria
spazio temporale con misure di attivazione psicofisiologica sia nellumore che
nellarousal.
I soggetti in totale erano 119, 41 ascoltavano Mozart, 37 musica Jazz, e 40 silenzio. Le
misure fisiologiche a cui furono sottoposti i soggetti furono effettuati tramite EEG
occipitale per la registrazione di onde alpha, e la misurazione della frequenza di
ammiccamento palpebrale o blink rate.
Per quanto riguarda invece le misure cognitive, ai soggetti furono sottoposte Matrici di
Rave, TSI (test di abilit visuo-spaziale), e VAS (Visual Analog Scale), con le variabili di
attivazione, vigilanza ed umore.
Il protocollo dellesperimento prevedeva:
-Esecuzione di prova cognitiva (Raven o TSI);
-VAS;
-EEG;
-Ascolto Mozart / Silenzio;
-EEG;
-VAS;
-Riesecuzione di prova cognitiva (Raven o TSI).
I risultati furono che per quanto riguarda le Matrici di Raven e la TSI non sussistono
differenze significative tra i 3 gruppi.
Tramite EEG non si sono riscontrate differenze tra le onde alpha degli ascoltatori di
Mozart.
Si riscontrato per un blink rate maggiore per gli ascoltatori di Mozart, ma comunque
non statisticamente significativo tra i gruppi, mentre rimane significativo tra il prima e
il dopo.
Dunque, sapendo che la Blink Rate in soggetti normali di circa 15/20 al minuto,
mentre aumenta nei soggetti schizofrenici arrivando a 40/50 al minuto, e diminuisce
nei parkinsoniani arrivando a circa 4/5 al minuto, dal momento che c stato un
aumento di questa frequenza nei soggetti che avevano ascoltato Mozart, si potrebbe
ipotizzare che il brano possa in qualche modo essere indice di una modificazione
dellattivit dopaminergica centrale.
Bisogna dire che gi da tempo, la musica stata utilizzata per scopi terapeutici.
Gi nel 600, Athanasius Kircher, gesuita, per quanto riguardava il morso della
tarantola dal quale poi nata tutta la leggenda che sappiamo essere ancora in
usanza in alcune zone ditalia, ebbene Kircher credeva che questo morso potesse
trasmettere allessere umano un veleno che si va ad annidare nelle profondit delle
fibre muscolari. Tale veleno ovviamente dotato dello stesso magnetismo della
tarantola, la cui principale caratteristica quella di essere sensibile alla musica: come
la tarantola dunque, anche il veleno attratto da principali tipi di musica e repulso da
altri. Una musica appropriata causa dei movimenti armonici nellaria, che penetrando
nel corpo umano attraverso lorecchio, affliggono lo spirito. Il movimento armonico
successivamente trasmesso ai muscoli ed in seguito allo stesso veleno, il quale, dopo
lapertura dei pori grazie al riscaldamento del corpo, evapora. Affinch tutto ci
avvenga per necessario suonare la giusta musica. Secondo Kircher modo Frigio e
modo Ipodorico sono i due tipi principali di musica da suonare per guarire dal morso
della tarantola.

Lo stesso Kircher fu ideatore del Katzenklavier, un pianoforte composto da 9 gatti i


quali, subendo colpi alla coda, miagolavano generando musica dalle tonalit diverse.
Questo strumento fu utilizzato dallo stesso Athanasius per guarire un principe italiano
dalla depressione.
Lo stesso Reil, colui che studi per primo larea insulare, e che coni il termine
Psichiatria, tent di curare alcuni suoi pazienti affetti da ADHD con la musica.