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Nothings real il disco desordio di Shura, nostalgica del synthpop anni 80 nonch

biondina avvenente, copertina di un CD che copia spudoratamente il video di Take on


Me degli A-Ha. Questa sua prima produzione, sullonda di una riscoperta del gusto
eighties per un pop soave e mercuriale, un vero e proprio monumento ad un
fortunato periodo della musica leggera. Il disco inizia con il classico intro strumentale,
obbligatoriamente scialbo, fatto ad hoc per retrocedere emotivamente a trentanni
prima. Le prime canzoni, con tanto di drum machine, ci conducono dai deep 80s fino
ai primi anni duemila, non nascondendo le sonorit pi celebri di una giovane
Madonna, in mezzo ad una Olivia Newton John o alle Bananarama (Nothings Real su
tutte). Andando avanti notiamo come tutto il disco sia white-oriented (niente Whitney
Houston, qualcosina di Mariah Carey) e pi avvezzo alle stelle femminili, anche se le
basi (Indecision, Tongue Tied, Make It Up) non possono nascondere il debito verso i
vari Toto, Fine Young Cannibals o il duo Hill & Oates. Eppure, pi che Madonna,
scopriamo che il vero riferimento per Shura palesemente Cyndi Lauper, nelle sue
atmosfere giocose ed ovattate (inconfondibile in Kidz n Stuf). Notiamo un secondo
divisorio strumentale poco sensato, perch introduce ad una presunta seconda parte
che non si distacca affatto dalla prima, salvo evitare alcuni sprofondi nelle sonorit di
una dimenticata Hilary Duff, quando ancora davano Dawsons Creek. Affiorano qua e
l incursioni elettroniche, un pizzico di distorsione; tentativi di verseggiare, di
diversificare che si concretizzano al meglio nellultimo lungimirante pezzo, di ben 9
minuti. The space tapes un pezzo strumentale che coniuga la New Wave pi in voga,
con giretti alla Kraftwerk, tutto in maniera sempre soffusa, tanto che c spazio pure
per le Spice Girls. Un collage insomma, sapientemente orientato ai fini di
unoperazione nostalgia. Ci chiediamo per, oltre al rubacchiare, allimitare, Shura
potr padroneggiare questo clima in cui si trastulla? Crediamo di si. 6,5