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Brutalismo

Il termine nacque nel 1954 in Inghilterra (Brutalism) e deriva dal bton brut di Le Corbusier, che caratterizza
l'"Units d'Habitation" (1950) di Marsiglia, ed in particolare da una frase presente nel suo Vers un
Architecture del 1921 : L'architecture, c'est, avec des matires bruts, tablir des rapports mouvantes. Esso
di caratterizza per:

impiego massiccio di cemento a vista il cosiddetto beton brut

forme plastiche lavorate e plasmate nei particolari come nei pilotis o nei camini che evidenziano con
forza espressiva la struttura

I volumi delle membrature risultano accentuati, robusti e forma e materiale si modellano nello spazio
si uniscono in un linguaggio di vigore architettonico

A queste forme di espressione architettonica, ritenute da molti innovative, si sono ispirati dapprima in
Inghilterra Alison e Peter Smithson, James Stirling autore della Facolt di Storia dell'Universit di
Cambridge (1968). Negli Stati Uniti d'America Paul Rudolph (allievo di Walter Gropius ad Harvard),
progetta nel (1963) la Scuola d'Arte e d'Architettura di Yale, New Haven.In Giappone Kenzo Tange con il
suo Gruppo Metabolism lavora nelle sue opere il cemento grezzo con particolare tensione emotiva.

BRUTALISMO IN ITALIA
In Italia diversi architetti hanno tratto dal brutalismo opere importanti come la Torre Velasca a Milano del
Gruppo B.B.P.R. (1956-1958), che evidenzia fortemente le nervature della struttura, che salgono, modulano
la forma architettonica, accentuandosi prospetticamente nei puntoni dello sbalzo. Altre opere da citare sono
l'Istituto Marchiondi a Milano di Vittoriano Vigan (1957), il cui plastico esposto al M.O.M.A. di New
York. Da citare anche alcuni progetti di Leonardo Ricci come l'Auditorium di Riesi del 1963 e le abitazioni
del quartiere Sorgane a Firenze del 1966; e i 246 edifici per 870 unit abitative del quartiere Matteotti a Terni
di Giancarlo De Carlo (1971-74).. Recentemente anche il Palacultura di Messina entrato di diritto a far
parte degli esempi di questo stile architettonico in Italia.