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La crisi dellImpero

Dai Severi a Diocleziano (193 284


d.C.)

La situazione nel 192


Luccisione di Commodo rappresent lepisodio pi
traumatico di una profonda crisi che sconvolgeva
limpero romano.
La stessa ascesa al trono di Commodo aveva
significato la rottura della tradizione della scelta
del migliore ed aveva reintrodotto la successione
dinastica.
Altro problema per lImpero erano le pressioni delle
popolazioni barbariche lungo i confini europei ed
orientali.

La successione a Commodo
La crisi aperta dalluccisione di Commodo gettava limpero nel
caos, dal momento che laristocrazia senatoria non era in
grado di proporre unalternativa politica credibile.
In un primo momento il Senato cerc di imporre sul trono un
vecchio senatore, Elvio Pertinace, al quale i pretoriani
opposero Didio Giuliano, che si era comprato il loro appoggio
con la promessa di donazioni.
A Giuliano le legioni della Siria opposero il loro comandante
Pescennio Nigro, mentre gli eserciti della Gallia e della
Britannia si schiararono con Clodio Albino e quelli della
Pannonia con Lucio Settimio Severo, ufficiale di origini
africane.

La presa di potere di Settimio Severo

Nel corso di una violenta guerra civile Settimio Severo ebbe la


meglio sui suoi rivali, che verranno sconfitti e uccisi.
Severo concentr il potere nelle sue mani e istaur una forma di
governo autoritaria.
Associ allimpero suo figlio Bassiano (meglio noto come
Caracalla), con il titolo di Augusto, e gli attribu anche il nome
ufficiale di Marco Aurelio Antonino cio lonomastica di un
imperatore della dinastia passata.
Si trattava di una ascendenza fittizia. Il legame con il passato era
solo formale e strumentale.

Rapporti tra esercito e Settimio Severo


I primi provvedimenti del nuovo imperatore favorirono
lesercito. Si rafforz lalleanza tra principe e le truppe, alle
quali furono accordati nuovi privilegi, sia economici che
giuridici (permesso di contrarre matrimonio e di coltivare le
terre nei periodi di inattivit militare).
Il carattere provinciale delle truppe si and accentuando; gli
stessi gradi superiori si aprirono sempre con pi facilit ad
ufficiali di origine provinciale.
LItalia stava perdendo sempre di pi ogni tipo di privilegio che
aveva nei confronti della altre regioni dellImpero.
Un segno di ci fu lo stanziamento nei pressi di Roma di
truppe legionarie, la cui presenza andava a bilanciare
leccesivo potere dei pretoriani.

Il rapporto tra Senato e Settimio


Severo
Il potere autoritario del principe comportava un
esautoramento del Senato che fu emarginato dalla
gestione del potere. Molte famiglie senatorie furono
oggetto di persecuzione,
I posti chiave dellamministrazione dello Stato vennero
assegnati ai cavalieri.
Settimio Severo si circond di personalit competenti nel
campo del diritto come il celebre Papiniano, che nel 205
ottenne la carica di prefetto del pretorio.
Al tempo di Severo Alessandro un altro giuriusta
raggiunse la carica di prefetto del pretorio, Ulpiano.

La societ romana nellepoca dei


Settimio Severo
Allo stesso tempo nella societ romana assistiamo ad in irrigidimento
delle distinzioni sociali.
Tra humiliores e honestiores. Questultimi addirittura erano al riparo
anche da pena corporali (quindi anche della pena di morte)
Gli scontri con il ceto senatorio portarono, Settimo Severo a confiscare
numerosi beni, che furono incamerati dal principe, anche per venire
incontro alle sempre maggiori richieste finanziarie dellesercito
I ceti abbienti dei municipi furono gravati da forti tassazioni, alle quali
si aggiunse lannona militare, cio il sostentamento delle spese per le
truppe. Andava cos cambiando il rapporto tra stato e aristocrazie
cittadine.
Questultime non dovevano pi compiere atti di liberalit verso la
comunit locale, ma dovevano garantire una quota di contributi
necessari al funzionamento dellimpero e destinati a diventare
obbligatori.

La riforma monetaria e fiscale di


Settimio Severo
Severo si occup anche della politica monetaria e fiscale.
Favor linflazione battendo una maggior quantit di moneta, ma
soprattutto abbassando la percentuale di argento nella lega metallica:
il risultato fu un vertiginoso aumento dei prezzo delle merci pagate in
denari, cui si accompagno la diffusione delle falsificazioni di moneta in
tutto lImpero.
Sotto Settimio Severo, le monete dargento contenevano solo il 50% di
metallo pregiato ma, durante il regno di Gallieno, esse giunsero ad
avere il 98,5 % di lega. Tutti gli imperatori di questepoca, per cercare
di salvaguardare i ceti colpiti dallinflazione, difesero il denario,
imponendogli un valore nominale assai pi alto di quello reale, i
risultati, come detto furono assai scarsi
Si avvi cos un processo di grande crisi economica e sociale. Crisi che
avrebbe causato il crollo della civilt dellurbanesimo, si determina
unaffermazione delleconomia di tipo rurale, basata sulle grandi
propriet terriere. Siamo sempre pi di fronte ad uneconomia meno
legata ai commerci ed alla circolazione monetaria.

Le campagne militari di Settimio


Severo
Dopo aver consolidato il proprio potere Severo rivolse la
sua attenzione nei confronti dei Parti (197 202) le
truppe romane incalzarono i Parti fino a Ctesifonte,
ricreando la provincia della Mesopotamia.
Il limes fu, poi, rafforzato lungo il Danubio ed in Africa.
Severo elarg tanti favor alle citt africane, ricordiamo
che egli era di origine africana, difatti erano nato a Leptis
Magna (nellodierna Libia).
Nel 208 Severo organizz una spedizione in Britannia, con
lobiettivo di risaldare i confini minacciati dalle
popolazioni indigene del nord. La morte, per, lo colse a
Eboracum (odierna York) nel 211.

Lideologia del potere della dinastia


Severa attraverso lepigrafia

Iscrizione dellarco di Settimio Severo a Roma


IMP CAES LVCIO SEPTIMIO M FIL SEVERO PIO PERTINACI AVG PATRI
PATRIAE PARTHICO ARABICO ET PARTHICO ADIABENICO PONTIFIC MAXIMO
TRIBUNIC POTEST XI IMP XI COS III PROCOS ET IMP CAES M AVRELIO
L FIL ANTONINO AVG PIO FELICI TRIBUNIC POTEST VI COS PROCOS (P
P OPTIMIS FORTISSIMISQVE PRINCIPIBUS) OB REM PVBLICAM RESTITVTAM
IMPERIVMQVE POPVLI ROMANI PROPAGATVM INSIGNIBVS VIRTVTIBVS EORVM
DOMI FORISQVE S P Q R

La quarta riga dell'iscrizione, dove compare patri patriae optimis fortissimisque principibus, sostituisce il testo originario
(cui si potuto risalire tramite gli incavi ricavati per bloccare le lettere metalliche e che era: ET P(ublio) SEPTIMIO L(uci)
FIL(io) GETAE NOBILISS(imo) CAESARI) riportante la dedica a Geta e che venne cancellato e sostituito dopo il suo
assassinio e la seguente damnatio memoriae.

Limpero romano al tempo dei Severi

Caracalla (211 217 a.C.)


Nonostante le indicazioni di Severo, che voleva dividere limpero
tra i due sui figli, Caracalla uccise molto presto il fratello Geta
(facendo, poi, votare al senato la damnatio memoriae).
Caracalla govern in maniera fortemente autoritaria, prosegu la
politica del padre nei confronti del Senato (continuarono ad
esserci le persecuzioni dei senatori).

La riforma monetaria
Caracalla, tent, come gi Severo, di porre un freno al dissesto
della situazione monetaria creando una nuova moneta
(antoniniano), a pi basso tenore di argento.
Poich lImpero aveva bisogno di denaro e doveva dunque
accrescere, il volume della moneta in circolazione,
dalloperazione lo Stato guadagn molto. La misura costituiva,
comunque, un altro passo verso linflazione, e i prezzi, gi in
forte ascesa, continuarono a salire.

La constitutio antoniniana
Il nome di Caracalla rimasto legato in particolare alla
Constitutio Antoniniana, un provvedimento adottato nel 212 con
quale venne estesa la cittadinanza romana a tutti i provinciali.
Leditto chiudeva unepoca storica che aveva visto gli abitanti
dellimpero divisi sul piano giuridico in due categorie
gerarchicamente distinte.

La campagna in Oriente di Caracalla e


la sua fine.
Desideroso di emulare le gesta di Severo e
addirittura di Alessandro Magno, Caracalla
concep una nuova spedizione contro i Parti, che
fu fatale.
Giunto in Oriente, infatti, una congiura di militari
lo elimin, non ancora trentenne, nel 217.
Lesercito elev allimpero il prefetto del pretorio
Macrino.

La figura di Giulia Mesa


Il potere dinastico dei Severi era tuttavia pi forte di quanto i
congiurati potessero sperare.
Dopo pochi mesi Macrino fu rovesciato e ucciso ad Antiochia da
un pronunciamento delle truppe fedeli a Giulia Mesa, sorella di
Giulia Domna, moglie di Severo.
Mesa rappresenta in quel momento la continuit con dinastia dei
Severi, e riusc ad imporre sul trono il giovane nipote Avito
Bassiano, allora quattordicenne.

Giulia
Mesa

Limperatore
Macrino

La politica di Elagabalo
Il nuovo principe, del tutto inesperto dei meccanismi del potere
e imbevuto di cultura e religiosit orientale, rifiut i tradizionali
titoli imperiali e volle mutare il proprio nome in quello di
Elagabalo, un dio siriaco del quali si proclamava sacerdote e
profeta.
La figura di Elagabalo si scontrava troppo con la mentalit
tradizionale dellimpero. I pretoriani, nel 222 si sollevarono e
trucidarono il principe.
Dietro la congiura cera Giulia Mesa, che aveva fatto adottate da
Elagabalo, il cugino Severo Alessandro. Aveva, quindi, gestito una
nuova successione.

Politica interna di Alessandro Severo


Alessandro Severo si mostr ossequiente verso
le forme tradizionali del potere e istaur un
rapporto di collaborazione con le aristocrazie
dellimpero, che sperarono per qualche tempo
di riguadagnare lo spazio politico negato sotto
Severo e Caracalla.

La politica estera di Severo Alessandro


e la sua fine.
Severo Alessandro aument il controllo sulle corporazioni dei
mestieri. Si impegn, poi, nella diffusione delle scuole.
Il principe incontr, invece, maggiori difficolt nella politica
militare.
Limpero doveva contrastare, in Oriente, la nuova dinastia
sasanide che aveva preso il posto di quella partica.
Nonostante il titolo che limperatore volle farsi conferire,
ovvero Persicus Maximus, le campagne in Oriente del 231
233 non furono risolutive
Alessandro era molto incerto nel controllo delle truppe, ci fu
visibile in Oriente e successivamente anche lungo il limes
danubiano, dove una rivolta delle truppe mise fine alla
dinastia dei Severi, uccidendo il princeps nel 235 a Magonza

Lanarchia militare (235 284)


La fine della dinastia dei Severi apriva la strada ad imperatori
autenticamente militari, sempre pi barbarizzati.
Dallultimo dei Severi ha inizio un periodo di oltre quaranta
anni durante il quale limpero romano conobbe un periodo di
anarchia.
La presenza di numerose figure di imperatori soldati,
destinati spesso a reggere il potere per brevissimo tempo non
fu sufficiente a colmare la mancanza di unautorit centrale
che bilanciasse il potere degli eserciti. Lesercito era, ormai,
unico arbitro del potere.
La crisi delle istituzioni centrali, port anche al collasso
lamministrazione e nelle regioni dellimpero si svilupp
unacutissima crisi morale (le certezze nelle popolazioni
iniziavano a venire meno).

Massimino il Trace (235 238)

Dalla congiura contro Severo Alessandro era emerso un


oscuro ufficiale di origine tracia, Massimino una personalit
rozza e violenta che si presentava come esponente di questi
strati sociali contadini che componevano ormai la
maggioranza degli organici militari.
La capitale dellimpero non ebbe mai neppure loccasione di
conoscere Massimino dal momento che limperatore non
mise mai piede a Roma.
Il suo obiettivo era quello di garantire la sicurezza dellimpero
mediante una lotta ad oltranza contro le popolazioni
germaniche di confine.
Massimino prefer gestire le operazioni militari da un centro
vicino al confine, ovvero da Sirmium.

La reazione senatoria
Le scelte politiche di Massimino vennero a scontrarsi con gli interessi
della classe senatoria, contro la quale agivano i provvedimenti fiscali e
le requisizioni ordinate dallimperatore per la conduzione della sua
guerra.
I grandi proprietari terrieri dellAfrica, cio una delle province pi
floride dellimpero, lanciarono il segnale della rivolta.
Creata unarmata composta dai contadini legati ai loro immensi
latifondi, proclamarono imperatore il ricco e aristocratico Gordiano.
Nella stessa Roma una coppia di ex consoli, Pupieno e Balbino, fu
contrapposta dal Senato a Massimino, che si decise a scendere in Italia,
cingendo dassedio Aquileia. Lo scontro era tra i ceti dirigenti
dellimpero contro un esercito romano sentito barbaro.
I pretoriani, intanto a Roma, eliminavano Pupieno e Balbino e le truppe
di Massimino si ribellavano al loro comandante uccidendolo.

Gordiano III (238 244)

A Roma il potere restava nelle mani di Gordiano III,


allora tredicenne.
La rivoluzione senatoria riportava dunque in mano
dellaristocrazia limpero. Ormai, per, il potere
effettivo era nelle mani dellesercito che approfittando
della situazione militare sempre pi drammatica a
causa dellinvasione sasanide, elevarono imperatore un
loro rappresentate, ovvero Filippo lArabo (per la sua
patria dorigine).

Filippo lArabo (244 249)


Il potere supremo giungeva nelle mani di un uomo nativo
dellestrema periferia orientale dellimpero.
Tocc a lui di celebrare, in una capitale che si sentiva da ogni
parte minacciata, i solenni Giochi secolari proclamati per il
millenario della fondazione di Roma.
Filippo aveva dovuto cedere ai Persiani sul fronte orientale per
accorrere danubiano dove incalzavano le popolazioni gote.
Dacia e Mesia venivano invase da violente incursioni
barbariche, che causavano nella popolazione provinciale
terrore, fuga e incertezza.
Lunit politica dellimpero si frantumava per le continue
usurpazioni del potere imperiale che si verificavano in diverse
regioni.

Decio (249 251)


Tra gli usurpatori emerse Mesio Traiano Decio, che nel
249 sconfisse Filippo impadronendosi del potere.
Nei due anni di regno, che si conclusero con la morte
dellimperatore in battaglia contro i Goti (251), Decio
chiam a raccolta le forze tradizionaliste dellimpero alla
ricerca di unit politica e culturale del mondo romano.
Si colloca in questo quadro la violenta persecuzione
contro i cristiani, che per la prima volta coinvolse tutte le
province e venne a interrompere un periodo di relativa
tolleranza religiosa.

Lavanza dei Goti e Persiani


La morte di Decio fu seguita da due anni di caos
durante i quali si succedettero vari imperatori
incapaci di affrontare la pressione barbarica.
I Goti si spinsero in Anatolia, fino ad Efeso,
mentre i Persiani puntavano verso Antiochia.
In aggiunta, una nuova epidemia di peste si
diffondeva nellimpero aggiungendo morte e
sgomento in una popolazione allo stremo delle
capacit di resistenza.

Valeriano (253 260)


Solo nel 253 le redini del potere tornarono nelle
mani di un generale di origine senatoria,
Valeriano. Al trono fu associato il figlio Gallieno.
La forza dei nuovi principi si basava sulla
accettazione da parte loro della presenza nelle
diverse parti dellimpero di una gran numero di
usurpatori, in qualche misura, legittimati a
gestire un potere locale.

Le campagne militari di Valeriano


Il limes renano era sfondato dagli Alemanni e dai Franchi che
raggiungevano la Gallia, la Spagna e le coste dellAfrica,
Nei Balcani i Goti premevano orami anche su Tessalonica,
centro importante della Macedonia, e dilagavano in Anatolia,
Antiochia, intanto, cadeva in mano dei persiani nel 256
Gli imperatori reagirono con un giro di vite e riattivarono le
persecuzione nei confronti dei cristiani, nella speranza di
risaldare lunita della tradizione romana come baluardo
difensivo.
La situazione militare precipit nel 260 quando Valeriano
sconfitto a Edessa, nella Mesopotamia settentrionale, fu
anche catturato.
Gallieno non fece nulla per poter riscattare il padre, ne
avrebbe potuto. Valeriano mor in cattivit.

Il caso di Palmira e dellImperium


Galliarum
Il potere dellautorit centrale di Roma in Oriente era
ormai fortemente ridotto, tanto che Gallieno affid in
partica il controllo politico e militare di gran parte
dellOriente a Odenato, signore di Palmira, importante
citt commerciale della Siria interna. Dopo la sua morte in
battaglia contro i Goti (267) la vedova, Zenobia, accentu
lautonomia ed estese linfluenza allAsia Minore e
allEgitto.
In Occidente la situazione era simile. Treviri, sul limes
germanico, era divenuta capitale di uno Stato
sostanzialmente autonomo, lImperium Galliarum, retto
dallusurpatore Postumo.

Porta Nigra, Treveri,


Germania

Palmira,
Siria

La riforma amministrativa di Gallieno


Gallieno intu che le tendenze disgregatrici testimoniavano un
bisogno profondo di riforma dellorganismo dello Stato
romano, le cui province non si sentivano pi garantire dalle
strutture centrali.
Nel suo tentativo di riforma Gallieno sospese le persecuzioni
anticristiane ristabilendo la libert di culto.
Entr in conflitto con il Senato, separando il potere militare
(affidato prevalentemente ad ufficiali di rango equestre) e
potere civile, nellambito del quale laristocrazia senatoria
avrebbe continuato a manifestare la propria influenza e
capacit politica. Si cerc in questo modo di risolvere il
problema delle numerosissime usurpazioni.

Le riforme militari di Gallieno

Importanti riforme nellesercito furono attuate da


Gallieno.
Furono istituiti i protectores divini lateris, cio un corpo
di ufficiali scelti posti a fianco dellimperatore, e furono
creati diversi corpi di cavalleria distaccati nelle grandi
citt, anche in Italia.
Accorso a Mediolanum (Milano) per contrastare la
ribellione della cavalleria, Aureolo, Gallieno cadde
vittima di una congiura di ufficiali nel 268.

Claudio il Gotico (268-270)


A Gallieno successe un generale, Claudio, noto con
lappellativo di Gotico, conquistato sul campo
combattendo contro i Goti.
Ha inizio con lui una serie di imperatori di origine
illirica: una provenienza non del tutto casuale, se si
considera che i Balcani costituivano in quel
momento uno dei settori nevralgici per la difesa
militare dellimpero e per il suo controllo politico
Si trattava di personalit rudi e volitive, che seppero
per, a differenza dei loro predecessori,
riorganizzare le difese dellImpero.

Aureliano (270 275)


Claudio mor di peste. Gli successe il comandante della cavalleria,
Aureliano.
Sul limes danubiano i Vandali furono respinti mentre veniva
deciso labbandono definito della Dacia, ormai non pi
difendibile.
Limpero frantumato si ricomponeva con la riconquista di Palmira
(272) e la sconfitta dellultimo imperatore della Gallie (273),
solennemente celebrate a Roma con un trionfo. La capitale fu
cinta di nuove mura.

Le mura
aureliane

Le riforme di Aureliano
Aureliano, inoltre, condusse una politica di
sostegno alle classi pi deboli, riorganizzando
lannona e varando una riforma monetaria che
rafforzava il potere dacquisto della moneta
spicciola usata dalle classi pi deboli.
Al tempo stesso risollev il prestigio della figura
imperiale esaltandone la divinizzazione.

Tacito (275 276) e Probo (276 282)


Aureliano venne ucciso per futili motivi. A lui
successero Tacito e un altro militare illirico, Probo.
Probo sconfisse ripetutamente Burgundi, Vandali e
Franchi.
Ma la sua energica azione gli fu fatale, poich il suo
rigore verso i soldati, a cui chiedeva di impegnarsi
anche in grandi lavori di bonifiche, aperture di
strade e costruzioni di fortificazioni, si tradusse in
una congiura che lo elimin a Sirmium.