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Politecnico di Milano

Corso di Analisi e Geometria 1


Federico Lastaria

Analisi e Geometria 1
Elenco di teoremi per la prova orale
Anno accademico 2013/2014

Elenco di teoremi per la prova orale

Questo `e lelenco dei teoremi la cui dimostrazione `e richiesta alla prova orale. Le dimostrazioni
dei teoremi segnati con un asterisco sono facoltative.
1.
Teorema 1.1 (Successioni monotone limitate). Ogni successione in R che sia crescente
a1 < a2 < a3 < < an < an+1 <

(1.1)

e (superiormente) limitata `e convergente. Precisamente, converge allestremo superiore


dellinsieme dei suoi termini.
2.

Teorema 1.2 ( Propriet`


a degli intervalli compatti inscatolati). Sia
In = [an , bn ] = {x R | an x bn },

(an < bn ),

nN

una successione di intervalli compatti (cio`e chiusi e limitati) dellasse reale R, tali che
ciascuno di essi includa il successivo:
I0 I1 In
Allora lintersezione

+
\

(1.2)

In di tutti gli intervalli In non `e vuota, cio`e esiste (almeno)

n=0

un punto c R che appartiene a tutti gli intervalli In , n N.


Se inoltre le lunghezze bn an degli intervalli In tendono a zero,
lim (bn an ) = 0

n+

allora `e unico il punto c R che appartiene a tutti gli In .


3.

(1.3)

Teorema 1.3 (Rappresentazione dei numeri reali in base 2.). Si pu`


o rappresentare ogni
numero reale come allineamento (infinito) di cifre 0, 1.
4.

Teorema 1.4 (C non `e un campo ordinato). Nel campo C dei numeri complessi non `e
possibile definire alcun ordinamento che sia compatibile con la somma e il prodotto.
5.
Teorema 1.5 (Formula di De Moivre).
[r(cos + i sin )]n = rn (cos n + i sin n)

(1.4)

6.
Teorema 1.6. Vale la relazione:
sin x x

per x +

(x: misura in radianti).


7.

Teorema 1.7 (Composizione di funzioni continue). Se due funzioni sono continue e si


possono comporre, la funzione composta `e continua.
8.

Teorema 1.8 (Continuit`


a per successioni). Sia D R una funzione e sia x0 un
punto di D. I due seguenti fatti sono allora equivalenti:
(a) f `e continua in x0 D.
(b) per ogni successione xn , n N, di elementi di D,
lim xn = x0

n+

lim f (xn ) = f (x0 )

n+

9.
f

Teorema 1.9 (Teorema degli Zeri di funzioni continue). Sia I R una funzione
definita su un intervallo I di R e continua. Siano a, b due punti appartenenti a I,
con a < b. Supponiamo che i valori f (a) e f (b) abbiano segni opposti. (Vale a dire,
f (a) < 0 e f (b) > 0, o viceversa). Allora esiste almeno un punto (a, b) in cui si ha
f () = 0.
10.

Teorema 1.10 (Limmagine continua di un intervallo `e un intervallo). Sia I un interf

vallo di R e sia I R una funzione continua. Allora limmagine J = f (I) di f `e un


intervallo.
2

11.

Teorema 1.11 (Weierstrass). Una funzione [a, b] R continua su un intervallo


compatto (cio`e chiuso e limitato) I = [a, b] `e limitata. Inoltre esistono nellintervallo I
un punto nel quale la funzione assume il suo valore massimo e un punto nel quale la
funzione assume il suo valore minimo.
12.
Teorema 1.12 (Per funzioni reali di una variabile reale, derivabilit`a equivale a diffef

renziabilit`
a). Una funzione reale di una variabile reale I R, definita su un intorno
I di x0 R, `e derivabile in x0 se, e solo se, `e differenziabile in x0 .
13.
Teorema 1.13 (Regola della catena). Se `e definita la funzione composta g f , f `e
derivabile in x0 e g `e derivabile in y0 = f (x0 ), allora g f `e derivabile in x0 e si ha
(g f )0 (x0 ) = g 0 (f (x0 )) f 0 (x0 )

(1.5)

Facoltativo: Dimostrazione della Regola della Catena (sulla derivata della funzione
composta) usando la definizione di derivata secondo Caratheodory.

14.
Teorema 1.14 (Derivata della funzione inversa). Sia f una funzione reale definita su
un intervallo I e invertibile. Se f `e derivabile in un punto x0 I, allora la funzione
inversa f 1 `e derivabile nel punto y0 = f (x0 ) e si ha
(f 1 )0 (y0 ) =

1
f 0 (x0 )

(1.6)

15.
Teorema 1.15 (Derivate fondamentali). Valgono i fatti seguenti:
(a) D sin x = cos x;
(b) D cos x = sin x;
1
(c) D ln x = ;
x
(d) Dex = ex ;
(e) Dx = x1 ,

per ogni

R;

16.
f

Teorema 1.16 (Fermat). Sia D R una funzione a valori reali definita su un


insieme D R. Supponiamo che:
(a) x0 sia un punto di massimo (o di minimo) locale per f ;
(b) x0 sia interno a D;
3

(c) f sia derivabile in x0 .


Allora x0 `e un punto stazionario di f , cio`e f 0 (x0 ) = 0.
17.
f

Teorema 1.17 (Rolle). 1 Sia [a, b] R una funzione continua sullintervallo compatto
[a, b] e derivabile sullintervallo aperto (a, b). Supponiamo
f (a) = f (b)

(1.7)

Allora esiste (almeno) un punto (a, b) in cui la derivata di f si annulla:


f 0 () = 0

(1.8)

18.
f

Teorema 1.18 (del valore medio, o di Lagrange). Sia [a, b] R una funzione continua sullintervallo compatto [a, b] e derivabile sullintervallo aperto (a, b). Allora esiste
un punto (a, b) per il quale si ha
f (b) f (a) = f 0 ()(b a)
19.

(1.9)

Teorema 1.19 (Cauchy, o degli inrementi finiti, o del valore medio). Siano f e g due
funzioni continue sullintervallo compatto [a, b] e derivabili sullintervallo aperto (a, b).
Supponiamo g 0 (x) 6= 0 per ogni x in (a, b). Allora esiste (almeno) un punto (a, b)
per il quale
f (b) f (a)
f 0 ()
= 0
(1.10)
g(b) g(a)
g ()
20.
f

Teorema 1.20 (Funzioni con derivata nulla su un intervallo). Una funzione I R


definita su un intervallo aperto I = (a, b) e con derivata nulla in ogni punto di tale
intervallo `e una costante.
21.
Teorema 1.21 (Funzioni con la stessa derivata su un intervallo). Siano f e g due
funzioni reali, definite su un intervallo aperto I = (a, b), con uguale derivata in ogni
punto di I = (a, b):
x I
f 0 (x) = g 0 (x)
(1.11)
Allora f e g differiscono per una costante.
22.
Teorema 1.22 (Funzioni derivabili monot`one). Sia I un intervallo aperto e sia f una
funzione reale derivabile su I. Allora f `e crescente (in senso lato) su I se e solo se
f 0 (x) 0 per ogni x I
1

Michel Rolle (1652-1719), matematico francese.

23.
Teorema 1.23 (Funzioni derivabili strettamente monot`one). Sia I un intervallo aperto
e sia f una funzione reale derivabile su I.
(a) Se f 0 (x) > 0 in ogni punto x I, allora f `e strettamente crescente su I.
(b) Se f 0 (x) < 0 in ogni punto x I, allora f `e strettamente decrescente su I.
24.

Teorema 1.24 (Test della derivata seconda). Supponiamo che x0 sia un punto critico
per f (punto interno in cui f 0 (x0 ) = 0). Allora:
a) se f 00 (x0 ) > 0, x0 `e un punto di minimo locale.
b) se f 00 (x0 ) < 0, x0 `e un punto di massimo locale.
25.

0
.). Siano f e g due
0
funzioni continue sullintervallo [x0 , b] (x0 R) e derivabili in (x0 , b). Supponiamo che
valgano le seguenti condizioni:

Teorema 1.25 (Joh. Bernoulli 1691, de LHospital 1696. Caso

(a) f (x0 ) = g(x0 ) = 0.


(b) g 0 (x) 6= 0 per ogni x (x0 , b).
(c) Esiste (finito o infinito) il limite
lim

xx+
0

Allora esiste anche il limite lim

xx+
0

f 0 (x)
=L
g 0 (x)

(1.12)

f (x)
ed `e uguale al precedente:
g(x)
lim

xx+
0

f (x)
=L
g(x)

(1.13)

26.
Teorema 1.26. Sia f una funzione reale definita su un intorno aperto I del punto x0 .
Supponiamo che f sia continua nel punto x0 e sia derivabile in ogni punto x 6= x0 .
Valgono allora i fatti seguenti.
(a) Se esiste finito il limite da destra lim f 0 (x), allora esiste la derivata destra f+0 (x0 )
xx+
0

f+0 (x0 ) = lim f 0 (x)


xx+
0

(1.14)

(b) Se esiste finito il limite da sinistra lim f 0 (x), allora esiste la derivata sinistra
f0 (x0 )

xx
0

e
f0 (x0 ) = lim f 0 (x)
xx
0

(1.15)

(c) Di conseguenza: se esistono finiti sia lim f 0 (x)(= f+0 (x0 )) sia lim f 0 (x)(=
xx
0

xx+
0

f0 (x0 )) e sono uguali tra loro vale a dire, se esiste il lim f 0 (x) allora f `e
xx0

derivabile in x0 e

f 0 (x0 ) = lim f 0 (x)

(1.16)

xx0

27.
Teorema 1.27 (Formula di Taylor con il resto di Peano). Sia f una funzione di classe
C n su un intervallo aperto I dellasse reale. Fissiamo un punto x0 in I. Allora vale il
seguente sviluppo:
f (x) = f (x0 )+f 0 (x0 )(xx0 )+

28.

f 00 (x0 )
1
(xx0 )2 + + f (n) (x0 )(xx0 )n +o((xx0 )n )
2!
n!
(1.17)

Teorema 1.28 (Formula di Taylor con il resto di Lagrange). Sia f una funzione derivabile n + 1 volte su un intervallo aperto I dellasse reale. Fissiamo un punto x0 in I.
Allora, per ogni altro punto x I esiste un punto c, compreso tra x0 e x, per il quale
vale:
f (x) = f (x0 )+f 0 (x0 )(xx0 )+

f 00 (x0 )
f (n)
f (n+1) (c)
(xx0 )2 + +
(x0 )(xx0 )n +
(xx0 )n+1
2!
n!
(n + 1)!
(1.18)

29.
Teorema 1.29 (Derivata seconda e convessit`a). Supponiamo che f sia derivabile nellintervallo [a, b] e abbia derivata seconda in tutti i punti interni. Se per ogni x (a, b)
si ha f 00 (x) 0, allora f `e convessa.
30.

Teorema 1.30 (Metodo delle tangenti di Newton). Sia [a, b] R una funzione di
classe C 2 [a, b]. Supponiamo che:
(a) f (a) > 0, f (b) < 0 .
(b) f 0 (x) < 0 per ogni x in [a, b].
(c) f 00 (x) > 0 .
Allora esiste un unico punto c (a, b) in cui la funzione si annulla e la successione

= a
x0
f (xn )
(1.19)
n = 1, 2, ...
xn+1 = xn 0
f (xn )
converge al punto c.

Nel Metodo delle Tangenti di Newton la convergenza `e quadratica, cio`e lerrore al passo
(n + 1)-esimo `e maggiorato dal quadrato dellerrore commesso al passo precedente.
6

31.
f

Teorema 1.31 (Teorema Fondamentale del Calcolo Integrale). Sia [a, b] R una
funzione continua. Allora valgono i due fatti seguenti:
(a) La funzione integrale di f con punto-base a,
Z x
f (t) dt
F (x) =

(1.20)

`e una antiderivata di f , ossia `e derivabile e F 0 (x) = f (x) per ogni x in [a, b]:
Z x
d
f (t) dt = f (x)
(1.21)
dx a
(b) Se G `e una qualunque antiderivata di f su [a, b], ossia G0 (x) = f (x) per ogni x in
[a, b], allora
Z b
f (t) dt = G(b) G(a)
(1.22)
a

32.

Teorema 1.32 (Cambio di variabili negli integrali definiti). Sia [a, b] R una fun
zione continua sullintervallo [a, b] e sia [, ] [a, b] una funzione biunivoca con
derivata continua 0 (t) > 0. (Dunque () = a e () = b.) Allora vale questa
uguaglianza:
Z
Z b
f (x) dx =
f ((t))0 (t) dt
(() = a, () = b)
(1.23)
a

33.
Teorema 1.33 (Integrabilit`
a di 1/xa in un intorno di +).

Z +
se a 1
diverge a +
1
dx
converge (al numero 1 ) se a > 1
xa
1
a1

(1.24)

34.
Teorema 1.34 (Criterio del confronto asintotico.). Siano f (x) e g(x) funzioni nonnegative continue definite su una stessa semiretta I = (a, +). Supponiamo f (x)
g(x) per x +. Allora f (x) `e integrabile su I se e solo se g(x) `e integrabile su I.
35.

Teorema 1.35 (Soluzione generale di unequazione lineare del primo ordine). La


soluzione generale dellequazione lineare del primo ordine
y 0 + a(x)y = f (x)

(1.25)

`e data da
y = CeA(x) + eA(x)

f (x)eA(x) dx

dove A(x) `e una qualunque primitiva di a(x) e C `e una costante arbitraria.


7

(1.26)

36.

Teorema 1.36 (Parametrizzazione alla lunghezza darco). Data una qualunque curva
parametrizzata regolare, `e sempre possibile effettuare un cambio di parametro, in modo
tale che la nuova parametrizzazione sia alla lunghezza darco (cio`e con velocit`
a scalare
unitaria).
37.

Teorema 1.37 (Decoposizione dellaccelerazione lungo T e N). Sia I R3 una


curva regolare e di classe C 2 , parametrizzata con un parametro arbitrario. Allora
laccelerazione 00 (t) si decompone nel modo seguente:
00 (t) =

dv
T + v 2 kN
dt

dove v(t) = |0 (t)| `e la velocit`


a scalare e k `e la curvatura.
38.

Teorema 1.38 (Formule per la curvatura con un parametro arbitrario). Sia I R3


una curva regolare e di classe C 2 , parametrizzata mediante un parametro arbitrario.
Allora la curvatura k(t) `e data da
k(t) =
dove 0 (t) =

|0 (t) 00 (t)|
|0 (t)|3

(1.27)

d
d
(t) `e il vettore tangente e 00 (t) = 0 (t) `e il vettore accelerazione.
dt
dt