Sei sulla pagina 1di 38

RAGIONAMENTO

Che cosa intendiamo per ragionamento?

Secondo Aristotele esistono due modalit di conoscenza del mondo:


la percezione (aisthesis) e il pensiero (nous)
Sono entrambe necessari a guidare il comportamento degli esseri umani,
ma mentre la percezione permette di accumulare informazioni particolari,
legate direttamente ai sensi e coincidenti con la realt, il pensiero si
occupa di conoscenze cognitive, relative a ci che universale, e quindi
della rappresentazione di tutto ci che non direttamente percepibile
Tali conoscenze non hanno per la stessa garanzia di verit di quelle
percepite (nota: oggi sappiamo che anche la percezione non sempre
affidabile), Aristotele sviluppa dunque la sua logica intesa come
strumento per discriminare, tra le informazioni prodotte dal pensiero,
quelle necessariamente vere da quelle che non lo sono, ossia cerca di
stabilire i criteri di validit inferenziale (ossia le circostanze in cui possa
essere ritenuta valida la derivazione di uninformazione da altre gi
possedute)

Che cosa il ragionamento?

Il ragionamento pu essere definito come linsieme dei processi di


pensiero coinvolti nella costruzione e/o nella valutazione di
inferenze (dette anche argomenti), sequenze finite di
proposizioni in cui lultima (la conclusione) viene posta in relazione
allinsieme delle rimanenti (assunte come premesse)

premesse

--------------

conclusione

Ad es. stiamo ragionando se:


riteniamo che losservazione di mille giorni sia una ragione sufficiente per ritenere
che il sole tramonta tutti i giorni
sulla base della nostra certezza che il sole tramonta tutti i giorni, riteniamo che
anche domani ci sar un tramonto

Una forma di pensiero ragionamento quando il valore di verit che


attribuiamo ad uninformazione dipende dal valore di verit di altre
informazioni in nostro possesso (le regole di inferenza consentono di
affermare la veridicit di una proposizione assunto che altre lo siano)

TIPI DI RAGIONAMENTO

La definizione famosa (attribuita ad Aristotele):


ragionamento deduttivo: dal generale al particolare

(in realt anche dal generale al generale,


addirittura dal particolare al generale, ecc.)

ragionamento induttivo: dal particolare al generale

(in realt anche dal particolare al particolare, o


addirittura dal dal generale al generale, ecc.)

La definizione corretta:
negli argomenti deduttivi la verit delle premesse garantisce
la verit della conclusione e, in modo analogo, la falsit della
conclusione comporta necessariamente la falsit di almeno
una premessa
negli argomenti induttivi, la verit delle premesse non
garantisce la verit della conclusione e, in modo analogo, la
falsit della conclusione non comporta necessariamente la
falsit di alcuna premessa

Le inferenze deduttive servono ad esplicitare conclusioni che sono


gi presenti nelle premesse, e non contengono alcun elemento di
novit rispetto ad esse (banalit del ragionamento deduttivo)
Esempio:

se x conosce la ricetta del tiramis, allora x italiano


x conosce la ricetta del tiramis
--------------------------x italiano

Le inferenze induttive portano a conclusioni che non sono una


conseguenza logica delle premesse, anche se le premesse possono
tuttavia influenzare la credibilit della conclusione (non banalit
del ragionamento induttivo)
Esempio:

x conosce la ricetta della cassata siciliana


x conosce la ricetta del tiramis
--------------------------x italiano

Esercizio in classe

In un argomento induttivo la/e premessa/e [una o pi


informazioni o evidenze e] pu/possono avere un impatto
[positivo o negativo] sulla credibilit della conclusione [ipotesi
H] senza che vi sia una relazione deduttiva fra le due [ossia
senza che e implichi logicamente H]

Esempio di argomento induttivo


Premesse (o evidenze):
e1: il gatto 1 senza coda
e2: il gatto 2 senza coda

en: il gatto n senza coda


Conclusione
tutti i gatti sono senza coda

In un ragionamento laccento sulla relazione che intercorre fra premesse


e conclusione: le conclusioni sono conseguenza delle premesse
(indipendentemente dalla loro verit)?
Come si fa a capire se uninferenza valida oppure no?
Per dimostrare che uninferenza non valida sufficiente trovare un
controesempio, ossia un caso in cui le premesse sono tutte vere e la
conclusione falsa.
Tuttavia per dimostrare che uninferenza valida non basta produrre un
esempio a favore, ossia un caso in cui sia tutte le premesse che la
conclusione sono vere (lesistenza di uno o pi casi a favore non consente,
infatti, di escludere che esista un caso a sfavore, ossia un caso in cui le
premesse sono tutte vere e la conclusione falsa)

Fin dai tempi di Aristotele la logica ha dunque cercato di indentificare


dei principi generali applicabili a tutti gli argomenti validi

Regole di inferenza = schemi formali che permettono di riconoscere gli


argomenti validi da quelli che non lo sono (indipendentemente dal
contenuto e dal valore di verit delle specifiche proposizioni coinvolte)

SILLOGISMI (dal greco, "ragionamento concatenato") =


forme di inferenza che consistono di tre proposizioni
(due premesse e una conclusione)

Nei SILLOGISMI CONDIZIONALI una delle premesse (detta


premessa maggiore) ha la forma di una proposizione condizionale
(PQ), mentre laltra (premessa minore) costituita da una delle due
proposizioni atomiche che compaiono nella proposizione condizionale, in
forma affermativa (per esempio, P) o negativa (per esempio, Q)
Quante combinazioni delle premesse ci sono?

Se ci sono macchie di rossetto, (allora) lassassino una donna


Non ci sono macchie di rossetto
----------------------------------Lassassino non una donna

P Q
P
-------Q

NON VALIDO!

FALLACIA della
NEGAZIONE DELLANTECEDENTE

Se piove, (allora) il marciapiede bagnato


Il marciapiede bagnato
----------------------------------Piove

P Q
Q
-------P

FALLACIA della
AFFERMAZIONE DEL CONSEGUENTE

NON VALIDO!

Se M. Italiano, (allora) europeo


M. Italiano
-------------------------------M. europeo

P Q
P
-------Q

VALIDO!

MODUS PONENS

Se di Roma, (allora) ha visto il Colosseo


Non ha visto il Colosseo
----------------------------------Non di Roma

P Q
Q
-------P

VALIDO!

MODUS TOLLENS

NULLA CONSEGUE

Wason selection task (1966) (variante)


Luisa trova un mazzo di carte e ipotizza che a tale mazzo di carte sia stata applicata la seguente
regola:
Se sul lato azzurro di una carta c una vocale,
allora, sul lato giallo, c un numero pari.
Qui sotto sono riportate quattro carte estratte dal mazzo che Luisa ha trovato. Ciascuna carta ha
un lato azzurro (su quale c una lettera) e un lato giallo (sul quale c un numero). Per ogni carta
visibile un solo lato: azzurro per due carte, giallo per le altre due.
Il tuo compito quello di stabilire se, almeno per queste quattro carte, stata rispettata la regola
sopra riportata. A tale scopo indica la carta o le carte di cui assolutamente necessario vedere il
lato coperto.

P (vocale) Q (n pari)

a
P

b
P

6
Q

Bias da conferma

7
Q

Alcuni turisti italiani in vacanza nellisola dei Boro-Boro incontrano degli indigeni e si mettono
daccordo sul seguente scambio:
Se un indigeno d ad un turista un bracciale,
allora, arrivato in Italia, il turista mander una foto allindigeno.
Qui sotto sono riportate quattro carte che sintetizzano gli incontri fra turisti ed indigeni. Ciascuna
carta ha un lato azzurro (sul quale indicato cosa ha fatto un indigeno) e un lato giallo (sul quale
indicato cosa ha fatto un turista). Per ogni carta visibile un solo lato: azzurro per due carte, giallo
per le altre due.
Il tuo compito quello di stabilire se, almeno per questi quattro incontri, stato rispettato
laccordo sopra riportato. A tale scopo indica la carta o le carte di cui assolutamente necessario
vedere il lato coperto.

Kiku
ha dato
a Vito
un
bracciale

Kapa
non ha
dato
a Rino
un
bracciale

Vincenzo
ha
mandato
a Kobe
una foto

Nicola
non ha
mandato
a Kori
una foto

50

40

(Johnson-Laird, Legrenzi, & Legrenzi, 1972)

Il problema viene risolto dall80% dei soggetti


1) Spiegazione: realismo del materiale
2) Spiegazione: familiarit con la regola
(infatti qualche anno dopo essendo cambiata la regola solo i soggetti anziani
che avevano avuto familiarit con la stessa riuscivano a risolvere il problema)

Nei SILLOGISMI CATEGORIALI (o ARISTOTELICI) compaiono


proposizioni che contengono un quantificatore ed esprimono lappartenenza
di alcuni oggetti o persone a degli insiemi (o appunto categorie)
Le proposizioni sono quantificate in modo universale o particolare,
e la relazione di appartenenza pu essere affermativa o negativa
Quante possibili forme delle proposizioni ci sono? 4

Forma delle proposizioni

Nota:
alcuni va inteso, in questo contesto, come sinonimo di esiste almeno un caso,
e non richiede dunque n la pluralit (potrebbe essere uno solo) n esclude
luniversalit (potrebbero essere tutti)

Nessun felino ama il caldo


Tutti i gatti sono felini
----------------------------------Nessun gatto ama il caldo

Nessun Q P
Tutti gli R sono Q
-------------------------Nessun R P

VALIDO!

Tutti i baristi sono socievoli


Qualche universitario socievole
----------------------------------Qualche universitario barista

Tutti i P sono Q
Qualche R Q
-------------------------Qualche R P

NON VALIDO!

Nessun ingegnere coraggioso


Qualche astronauta ingegnere
----------------------------------Qualche astronauta non coraggioso

nessun Q P
qualche R Q
-------------------------qualche R non P

VALIDO!

Tutti i bagnini sono simpatici


Tutti gli emiliani sono simpatici
----------------------------------Qualche bagnino emiliano

Tutti i P sono R
Tutti i Q sono R
-------------------------Qualche P Q

NON VALIDO!

Qualche mammifero velenoso


Qualche serpente non velenoso
----------------------------------Qualche serpente non un mammifero

Qualche P Q
Qualche R non Q
-------------------------Qualche R non P

NON VALIDO!

Qualche pilota astemio


Qualche surfista non astemio
----------------------------------Qualche surfista non un pilota

Qualche P Q
Qualche R non Q
-------------------------Qualche R non P

NON VALIDO!

Alcuni risultati sperimentali sui sillogismi


(V.D. = frequenza di accettazione o di produzione di una conclusione)

Effetto del contenuto (belief bias): le persone sono pi propense a


ritenere un argomento valido se la sua conclusione in accordo con le
loro precedenti credenze (ossia hanno la tendenza a confondere la
validit dellinferenza con la verit della sua conclusione)
Considerevoli differenze individuali nelle strategie adottate e/o
accuratezza con cui le persone prive di uno specifico background in
logica valutano/completano i sillogismi: alcune persone prediligono
strategie di tipo verbali, altre spaziali, ma soprattutto non tutte
commettono lo stesso numero di errori
Non tutti i sillogismi sono ugualmente facili: ci sono sillogismi
accessibili alla totalit o quasi delle persone dai sette anni di et in
avanti, mentre ci sono sillogismi talmente difficili da essere valutati
correttamente solo da poche persone

Negli ARGOMENTI INDUTTIVI, la verit delle premesse non garantisce la


verit della conclusione e, in modo analogo, la falsit della conclusione non
comporta necessariamente la falsit di alcuna premessa (cio, la conclusione
di un argomento induttivo non una conseguenza logica delle premesse)
Tuttavia, le premesse di un argomento induttivo possono influenzare la
convinzione che la conclusione sia vera, alzandone o abbassandone la
credibilit

Gli argomenti induttivi, quindi, non sono logicamente validi, ma possono


essere pi o meno forti, a seconda dellimpatto che le premesse hanno sulla
conclusione
Lassenza di necessit compensata dalla non banalit degli argomenti
induttivi, in quanto la loro conclusione accresce la quantit di informazione
semantica contenuta nelle premesse

Il ragionamento induttivo costituisce un oggetto di estremo interesse per la


psicologia del pensiero, infatti i processi di pensiero induttivi sono fondamentali
per moltissime attivit umane, quali per es. (Baron, 1994):
a) la diagnosi, il cui scopo consiste nello scoprire dov risiede il problema
b) il pensiero scientifico, il cui scopo consiste nella verifica di ipotesi in
relazione la natura di un certo fenomeno
c) la riflessione filosofica, il cui scopo consiste nella formulazione di principi
generali o regole
d) i processi di insight, il cui scopo consiste nella risoluzione di particolari tipi di
problemi
e) la predizione, il cui scopo consiste nella generazione di ipotesi concernenti
eventi futuri
f) lapprendimento, il cui scopo consiste nella comprensione delle conseguenze
del nostro comportamento (per es. nei processi di educazione) e
nellacquisizione delle conoscenze (per es. il significato delle parole)

Esempio
X svedese
-------------------X ha gli occhi azzurri

X ha gli occhi azzurri


-------------------X svedese

Non un argomento deduttivo,


perch potrebbe esistere uno svedese
che non ha gli occhi azzurri

Non un argomento deduttivo,


perch potrebbe esistere una persona
con gli occhi azzurri che non svedese

La premessa, tuttavia, fornisce un


certo sostegno alla conclusione

La premessa, inoltre, fornisce un sostegno


piuttosto modesto alla conclusione

Gli argomenti induttivi possono avere forme diverse


Gli esempi appena discussi riguardano un individuo specifico, quindi le conclusioni hanno
carattere particolare
In altri casi la conclusione ha carattere universale, per esempio:
A tutti i miei conoscenti inglesi piace la birra
--------------------------------------------------A tutti gli inglesi piace la birra

Le induzioni possono essere, inoltre, descrittive o esplicative

Individuano delle regolarit


prive di un esplicito contenuto
teorico e servono soprattutto a
generalizzare dei dati

Originano delle vere e


proprie spiegazioni
(non necessariamente di
tipo scientifico)

Esempio di argomento esplicativo:


Marco ha i seguenti sintomi:
febbre, congestione nasale, tosse, mal di testa, e spossatezza
--------------------------------------------------------------------Marco ha linfluenza
La diagnosi che compare nella conclusione una spiegazione della presenza dei
sintomi elencati nella premessa
Argomenti di questo tipo, che partendo da un certo insieme di evidenze, portano a
formulare quale conclusione unipotesi esplicativa, sono definiti ABDUZIONI
Nota:
Tale termine talvolta utilizzato per esprimere un processo inferenziale diverso
dallinduzione; tuttavia, le abduzioni rientrano nella definizione di induzione che
abbiamo dato sopra, dal momento che anche nelle abduzioni la verit delle
premesse non garantisce la verit della conclusione (le abduzioni possono quindi
essere considerate al pi una particolare forma di induzione, e non un tipo di
inferenza ad essa contrapposta)

Deduzione:
Regola: Tutti i malati di X muoiono in cinque giorni
Caso: Questa persona malata di X
Risultato: Questa persona morir in cinque giorni
Induzione:
Caso: Questa persona malata di X
Risultato: Questa persona morta in cinque giorni
Regola: Tutti i malati di X muoiono in cinque giorni
Abduzione:
Regola: Tutti i malati di X muoiono in cinque giorni
Risultato: Questa persona morta in cinque giorni
Caso: Questa persona era malata di X

Ragionamento induttivo

IPOTESI
spiega

segni e
sintomi
inizialmente
rilevati

previsione
controllabile
controllo
attraverso la raccolta
di nuove informazioni empiriche
(es., test, trattamenti ecc.)

non superato?

superato?
lipotesi viene accettata
(almeno provvisoriamente)

Nel caso degli argomenti deduttivi, esiste una domanda cruciale


per esprimere la relazione che intercorre fra conclusione e premesse,
e riguarda, come abbiamo, visto la validit
Nel caso degli argomenti induttivi, possibile, invece,
porsi almeno due distinte domande

La prima domanda concerne


la probabilit della conclusione
alla luce della/e premessa/e

La seconda domanda riguarda


limpatto della/e premessa/e
sulla conclusione

Le risposte a queste due domande, sebbene legate da precise dipendenze


matematiche, possono essere dissociate
Le ricerche teoriche e sperimentali che si sono occupate di tali domande
hanno dato luogo a due diverse tradizioni di ricerca

Ragionamento probabilistico

Conferma induttiva