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Il turismo sportivo

Il turismo sportivo
-sicuramente un settore del turismo in forte crescita,
-rappresenta per moltissime citt e paesi una notevole occasione di sviluppo locale;
-offre in effetti la possibilit di completare l'offerta turistica di un qualsivoglia territorio
Cosa si intende per turismo sportivo?
"Con questa espressione intendiamo definire l'insieme dei viaggi, che prevedono almeno una notte di
pernottamento, effettuati per praticare uno sport o per assistere a un evento sportivo. Nel primo caso si parla
di turismo sportivo attivo, mentre nel secondo si tratta di un tipo di turismo passivo che abbraccia molteplici
attivit: si pu viaggiare per seguire l'allenamento della propria squadra del cuore oppure per assistere a un
grande evento sportivo o, ancora, per accompagnare un proprio figlio a una gara. Quest'ultima motivazione
rappresenta un motore importante per l'economia turistica, perch un'intera famiglia a viaggiare e, quindi,
a spendere".
Annualmente l'Osservatorio Econstat fornisce dati relativi al fenomeno del turismo sportivo. L'indagine
riferiva tra le altre cose che
il 73% del turismo sportivo era costituito da viaggi per praticare l'attivit preferita,
il 16% era relativo all'assistere a eventi sportivi,
mentre il rimanente si riferiva all'accompagnare i familiari che erano impegnati attivamente.
Le attivit che rientrano in questo fenomeno sono numerose:
il turismo sportivo podistico,
il turismo sportivo sciistico,
il turismo sportivo nautico,
il cicloturismo e la mountain bike,
gli sport aerei,
la caccia e la pesca,
il golf,
le arrampicate ecc.
Per una persona moderna il turismo sportivo anche un modo efficiente di vivere le proprie vacanze, non
dedicate al riposo o a viaggi alla moda, spinti dalla necessit di dimostrare il proprio status sociale.
Se la scelta di una manifestazione agonistica resta il principale scopo del turismo sportivo, sta prendendo
piede la possibilit di utilizzare le vacanze per il semplice allenamento, cio per praticare al meglio lo sport
preferito, ovviamente abbinando a tale pratica tutti i plus di una vacanza tradizionale.
Da parte dei TO organizzare viaggi in occasione di grandi eventi sportivi non facile:
-acquistare spazi
-camere dalbergo
-posti sui voli aerei
-biglietti dingresso allo stadio per la finalissima
-pacchetti turistici preconfezionati con largo anticipo, senza conoscere il risultato della squadra.
Richiede molta esperienza e forte specializzazione nelle scelte e negli investimenti da effettuare.
( molto rischiosa la vendita di questi pacchetti perch al momento della preacquisizine dei prodotti e
servizi non si sa il risultato ottenuto dagli sportivi. Se la squadra viene messa fuori gioco nelle fasi
eliminatorie, la domanda crolla e il TO fallisce.)
pi redditizio e sicuro organizzare pacchetti turistico-sportivi per coloro che durante la loro vacanza
vogliono fruire di attrezzature sportive e dedicarsi allattivit sportiva.
Secondo le statistiche aumenta il numero delle persone che praticano attivit sportiva a livello amatoriale.
In testa alle preferenze sportive in Italia stanno: calcio, calcetto, sci, nuoto, corsa/jogging, palestra con
attrezzi.
Per questo segmento turistico nata e sta sviluppando una manifestazione fieristica come la Borsa del
Turismo Sportivo: un luogo dincontro tra gli operatori della domanda estera e quelli dellofferta italiana.
Vacanza e sport ormai sembrano inseparabili.

Molti operatori inseriscono nel tradizionale pacchetto di viaggi, anche come elemento centrale, laspetto
sportivo. (competizioni, tornei, pacchetti sportivi individuali, eventi speciali)
Il pacchetto sportivo su misura per un cliente attivo deve avere prezzi accessibili, proposte innovative, legate
a nuove discipline sportive (trekking, rafting, sub, mountain bike), e bisogna offrire localit con ampia
offerta sportiva.
Turismo sportivo: una miniera per l'economia italiana, ma ancora poco esplorata
sviluppato soprattutto in Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Lombardia e nel 2008 ha generato
un giro di affari di oltre 7 miliardi: ecco il turismo sportivo secondo Econstat, societ di ricerca e
consulenza specializzata nel settore turistico.
Mercato turistico Ester Trevisan - 02/02/2010

Fonte: www.beautips.info
A parte alcune regioni particolarmente virtuose, l'Italia non gli ha ancora tributato l'importanza che
invece, come dimostrano le cifre intorno a cui ruota il suo business, meriterebbe. Il turismo sportivo
rappresenta un terreno ancora poco esplorato eppure molto fertile, almeno a giudicare dai risultati pi che
positivi raccolti da quelle regioni che vi investono risorse economiche, ma soprattutto organizzative. Con
Nicola Tomesani, direttore dell'unit Sport e Turismo di Econstat, societ di ricerca e consulenza
specializzata nel settore turistico, analizziamo questo fenomeno in costante crescita.
Dottor Tomesani, cosa si intende per turismo sportivo?
"Con questa espressione intendiamo definire l'insieme dei viaggi, che prevedono almeno una notte di
pernottamento, effettuati per praticare uno sport o per assistere a un evento sportivo. Nel primo caso si parla
di turismo sportivo attivo, mentre nel secondo si tratta di un tipo di turismo passivo che abbraccia molteplici
attivit: si pu viaggiare per seguire l'allenamento della propria squadra del cuore oppure per assistere a un
grande evento sportivo o, ancora, per accompagnare un proprio figlio a una gara. Quest'ultima motivazione
rappresenta un motore importante per l'economia turistica, perch un'intera famiglia a viaggiare e, quindi,
a spendere".
Quali sono i numeri di questo fenomeno, sia in termini economici che di flussi turistici?
"I volumi del mercato relativi al 2009 saranno resi pubblici verso la fine di aprile. I dati che abbiamo a
disposizione adesso si riferiscono al 2008 e indicano in 7,4 miliardi di euro la spesa generata
complessivamente dai viaggi sportivi, decretando un aumento di circa il 13 per cento rispetto al 2007. Le
persone che hanno effettuato un viaggio per motivi legati ad attivit sportive sono state 4,4 milioni, in totale
i viaggi sono stati circa 12,4 milioni e 75 milioni i pernottamenti. La spesa media per ogni viaggio, invece, si
aggira intorno ai 580 euro".
Quali sono i motivi alla base dell'incremento della spesa complessiva?
"L'aumento dipende principalmente da due fattori: da una parte la crescita dell'offerta, come spesso avviene

quando un segmento di mercato relativamente giovane e non ha mai ricevuto un input scientifico, e
dall'altra la mancata contrazione della durata del viaggio, la cui media rimasta di 6 notti".
Tra gli sport che inducono a viaggiare, quali sono quelli che 'tirano' maggiormente?
"Il raggruppamento degli sport per macro-categorie pone al primo posto le discipline montane e invernali,
che raggiungono il 28 per cento dei viaggi sportivi totali, in gran parte praticati (35,6 per cento contro
appena il 4,8 per cento rappresentato dai cosiddetti turisti passivi). Al secondo posto troviamo gli sport
acquatici che superano ampiamente il calcio, totalizzando oltre un quinto dei viaggi complessivi (22,9 per
cento), e anche in questo caso la percentuale pi elevata rappresentata dai turisti attivi (27 per cento contro
10,8 per cento)".
Per quanto riguarda le destinazioni, invece, quali sono quelle preferite dal turismo sportivo?
"Ai primi tre posti della classifica figurano l'Emilia Romagna, dove si concentra il 12 per cento del flusso
turistico, il Trentino Alto Adige con l'11,7 per cento, e la Lombardia con l'8,4 per cento. Per quanto riguarda
le prime due regioni, confrontando i dati del 2008 con quelli dell'anno precedente, si registra una lieve
flessione pari all'1 per cento circa, mentre la Lombardia ha ottenuto un incremento di 3 punti percentuali".
Cosa determina il successo di queste regioni?
"Il Trentino, come noto, particolarmente forte nel settore degli sport invernali, ma riuscito ad affermarsi
anche durante la stagione estiva grazie a una serie di attivit, come trekking e mountain bike, che non
richiedono un'impiantistica complessa e infrastrutture pesanti, ma semplicemente capacit organizzativa.
L'Emilia Romagna, invece, leader nel settore degli sport acquatici praticati non solo in mare, ma anche in
strutture realizzate ad hoc. il caso, per esempio, dello stadio del nuoto di Riccione costruito nel 2008.
Inoltre, l'Emilia punta molto sui beach game organizzati sia a livello amatoriale dagli stabilimenti balneari,
sia realizzati dall'Azienda di promozione turistica (Apt) regionale tra luglio e agosto".
E sul fronte della provenienza dei turisti?
"I grandi bacini da cui provengono i flussi sono la Lombardia, seguita dall'Emilia-Romagna, dal Lazio e
dalla Toscana. Per quanto riguarda i turisti stranieri, invece, prevalgono le nazioni europee come Svizzera,
Francia, Austria e Germania. Una quota minoritaria, infine, proviene dagli Stati Uniti e si tratta di turisti
appassionati di golf che, per, non incidono in maniera significativa sul mercato".
Quali tipi di persone praticano turismo sportivo?
"Per tentare di tracciare un identikit del turista sportivo, abbiamo preso in considerazione le caratteristiche
anagrafiche, da cui risulta che il 21 per cento dei viaggi effettuato da persone con meno di 25 anni e quasi
il 52 per cento ne ha meno di 40 (rispetto al 60 per cento del 2007). L'et media di questo tipo di viaggiatori
di 39 anni, ma cresce sempre di pi il numero di over 50".
Per i viaggi sportivi gli italiani si rivolgono ai canali di acquisto tradizionali o, seguendo un trend
ormai diffuso, si affidano al web?
"In media il 21 per cento dei viaggi sportivi viene acquistato tramite internet, il 20 per cento dei viaggiatori
si rivolge a persone conosciute che vivono nel luogo scelto per la vacanza, il 19 per cento si affida alle
agenzie di viaggio. C' poi un 18 per cento di persone che acquista tramite cataloghi e call center".
Quali potrebbero essere le strategie utili per far decollare questo settore del turismo?
"Le ricette potrebbero essere due: da una parte organizzare eventi in bassa stagione senza grandi
investimenti infrastrutturali che rischierebbero poi di non generare il ritorno economico desiderato, e
dall'altra promuovere pacchetti dedicati ai turisti sportivi attivi e mirati soprattutto ad attrarre i cosiddetti
turisti di prossimit, cio quelli che abitano nella stessa regione e che non hanno le possibilit economiche
per concedersi periodi lunghi di vacanza lontano da casa. La grande chiave di volta potrebbe essere proprio
questa e, per metterla in pratica, si potrebbe imitare l'esempio del Piemonte dove dall'anno scorso attivo un
progetto ispirato, appunto, al turismo di prossimit".