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M. Aresti, G. Boi, M. Cabiddu, B. Cadoni, G.

Carta,
M. Carta, B. Cau, E. Curridori, M. Deidda, N. Fanari,
M. Floris, C. Gramazio, R. Maltese, N. Muscas,
N. Muscas, M. Murgia, A. Piras, E. Serpi, B. Sestini,
D. Spada, V. Spada

LUPUS

IN FABULA

I Quaderni del Piga


1

Copertina di Michela Murgia

Indice
Prefazione

pag. 5

Il cane e il gatto

pag. 11

Gli amori del coniglietto

pag. 9

Il panda e il koala

pag. 13

La giraffa e il verme

pag. 15

Il cerbiatto e la nutria

pag. 19

La giraffa e lasino

pag. 17

Lagnello, il cavallo e il maialino

pag. 21

La rana e la zanzara

pag. 25

Il pegaso e lunicorno
La formica e laquila

pag. 23

pag. 27

La lucertola e il camaleonte

pag. 29

Loca e il pane

pag. 33

La zebra, la giraffa e la scimmia


La pecora e la volpe

Gli unicorni e gli anatroccoli

Lamicizia tra Mauro e Fulmine


3

pag. 31

pag. 35

pag. 37

pag. 39

Rino il pinguino

La lepre, il coniglio, il fringuello e il topo


Grande Falco e il leone

Lippomutonte insolente

pag. 41

pag. 45

pag. 47

pag. 49

Laquila e lo scoiattolo

pag. 51

Il lupo e lagnello

pag. 53

La volpe e luva

pag. 65

Prefazione
Questo libro solo una piccola parte del Progetto Lupus
in fabula, realizzato dalla Classe Seconda B del
Linguistico durante il corrente anno scolastico, in
collaborazione con una classe spagnola di Hellin, nella
Murcia. Il progetto prevedeva lo studio di alcune favole
del poeta latino Fedro, Il lupo e l'agnello, La volpe e l'uva, Il
corvo e la volpe e la ricerca delle corrispondenti favole nelle
lingue studiate, lo spagnolo, il francese, il tedesco e quelle
di una lingua minoritaria come il sardo.
Il prodotto finale costituito da dieci favole nei diversi
idiomi, ricercate, tradotte e pubblicate su slide, anche
sotto forma di fumetti; di cui sono state selezionate per
la pubblicazione Il lupo e lagnello e La volpe e luva, come
esempio del lavoro svolto.
Partendo dal latino e analizzando le parole dal punto di
vista filologico, gli studenti hanno potuto capire come lo
studio del latino sia ancora attuale e possa aiutare a far
capire le derivazioni nelle varie lingue romanze che da
esso hanno avuto origine; l'origine comune e le nostre
radici che dovrebbero farci sentire Cittadini Europei e
poi Cittadini del mondo.
La collaborazione con i partner stranieri (voglio qui
ringraziare in particolare Rogelio, il collega spagnolo) si
svolta con la pratica dellintercomprensione: ciascuno
scriveva nella sua lingua ma si sforzava di capire quella
dellaltro, in questo modo gli studenti hanno potuto
5

migliorare il lessico nelle varie lingue studiate, ma nello


stesso tempo hanno potuto potenziare le loro
competenze digitali, mediante programmi come Padlet,
Titanpad, Google Drive
Nella prima fase gli studenti divisi in piccoli gruppi misti,
italiani e spagnoli, hanno potuto conoscere i
corrispondenti e le loro regioni attraverso presentazioni,
videoconferenze, chat e forum.
Tutto il materiale prodotto stato inserito nella
Twinspace, della piattaforma Etwinning.
Lo studio del genere della favola nella letteratura si
avvalso della collaborazione dei docenti di lingua
straniera e del docente ditaliano.
Come ultima fase del progetto gli studenti si sono
cimentati nella scrittura creativa di favole di loro
invenzione.
E questo il risultato
Serenella Sanna

LUPUS

IN FABULA

Gli amori del coniglietto


di Barbara Sestini

C'era una volta un coniglietto


che stava tranquillo e spensierato,
l'unico problema del piccoletto
era che fosse innamorato.
La bella coniglietta con affetto
lo aveva pi volte rifiutato.
Anche se provava ogni trucchetto,
tornava sempre col cuore spezzato.
Dovette arrendersi poveretto
e dopo aver tanto aspettato,
conobbe colei che, lo ammetto
gli aveva fatto perdere il fiato.
Ma ecco che dopo il figlioletto
ci fu un incontro inaspettato.
Stava ancora sognando nel letto
o era il suo amore passato?
Non sentiva pi il cuore nel petto
ma lui non era pi innamorato,
e questo gliel'aveva gi detto
e cos se n'era andato.
Passetto dopo passetto...
9

E la coniglietta cap di getto:


" troppo tardi" aveva pensato,
"Ho capito ora il suo affetto"
e non lo avrebbe pi ritrovato.
Morale: Chi tardi arriva, la porta chiusa trova.

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Il cane e il gatto
di Michela Cabiddu

C'era una volta un cane che abitava in una piccola citt


della Sardegna e, stranamente, era molto amico di un
gatto. Loro due abitavano nello stesso paese e ogni
pomeriggio uscivano insieme a giocare. A un certo punto
per il cane cambi atteggiamento: era sempre
arrabbiato, triste e non sorrideva pi. Il gatto non sapeva
pi come reagire ma scopre che il cane era entrato nel
club degli animali pi cattivi del paese. Un giorno il clan
attacc il gatto che implor il cane di aiutarlo a calmare i
suoi nuovi amici, ma il cane non lo fece e cosi il gatto
torn dalla sua padrona tutto acciaccato. Poco tempo
dopo il cane cadde in un fiume e stava per affogare
quando vide il gatto e gli disse: ''Ti prego, aiutami! Sto per
morire!''
Il gatto gli rispose: ''Mi dispiace caro, ma quando ti chiesi
di aiutarmi tu non lo facesti. Perch ora dovrei farlo io?''
e se ne and. Poco dopo il cane mor.
Morale: Se non aiuti gli altri quando essi sono in difficolt
non ti aspettare che dopo essi ti aiutino.
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12

Il panda e il koala
di Carla Gramazio

Un giorno, un koala si fer ad una zampa e inizi a


zoppicare.
Tutti gli animali della foresta iniziarono a prenderlo in
giro chiamandolo 'lo zoppo' soprattutto un panda, che
non smetteva di stargli addosso e continuava a burlarsi di
lui continuamente.
Un giorno, per, al panda capit una brutta cosa: un
ramo gli cadde sulla coda ferendolo. Il koala gli disse:
"Ora la mia zampa guarita, ma guarda un po' cosa
successo alla tua coda".
Il panda cap la lezione e smise di prendere in giro gli altri.
Morale: non prendere in giro gli altri perch il prossimo
potresti essere tu.

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14

La giraffa e il verme
di Elena Serpi

Un giorno una Giraffa, mentre mangiava delle foglie, vide


un verme attaccato ad una foglia allora gli disse "Cosa ci
fai su una foglia piccolo?" Il verme rispose "voglio
mangiare per arrivare pi in alto", la giraffa rispose "ma
sei piccolo, io sono nata con il collo lungo, tu non hai il
collo lungo, non puoi arrivarci". Il verme rispose "io non
voglio nulla di lungo, voglio solo le ali", la giraffa lo
guard ma non vide le ali, solo un piccolo e grasso corpo.
Si mise a ridere e se ne and. Dopo qualche giorno la
Giraffa sent nuovamente la voce del verme, guard le
foglie ma non lo vide, ad un certo punto risent la voce
del verme che diceva: "Tu mi hai preso in giro per il mio
piccolo corpo, guardami ora sono molto pi in alto di te".
Morale: mai giudicare dalle apparenze.

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16

La giraffa e l'asino
di Nicola Muscas

C'erano una volta una giraffa e un asino che vivevano


nello stesso bosco.
La giraffa era molto bella e curata e trascorreva le sue
giornate tranquille: mangiava, dormiva e passeggiava
tutto il giorno.
L'asino, invece, era sempre inquieto perch non
sopportava che la giraffa fosse cos bella e curata, ma
soprattutto non sopportava che essendo cos alta potesse
vedere oltre le boscaglie e che si potesse nutrire delle
foglie pi fresche,
vista la
sua
altezza.
Per questo motivo l'asino le faceva tantissimi dispetti,
finch un giorno quest'ultima, ormai stanca, gli disse: Se
vuoi diventare alta come me devi mangiare tanto senza
mai smettere.
L'asino segu il suo consiglio ed inizi a mangiare per
giorni e giorni senza mai fermarsi, finch scoppi.
Morale: l'invidia uccide sempre.
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18

Il cerbiatto e la nutria
di Nicole Fanari

C'era una volta un cerbiatto che stava passeggiando in


riva a un fiume, quando vide dall'altra sponda delle
gustose bacche.
Senza pensarci due volte il cerbiatto si precipit nel
fiume, quando una nutria che si trovava vicino a lui lo
ferm e disse: Cos anche tu vuoi mangiarti quelle
bacche? Beh facciamo un patto... Se tu riesci ad
oltrepassare il fiume senza affogare, allora le bacche e
tutto il cibo che mi sono procurato nella tana, insieme ai
cespugli di bacche, in questa zona saranno tuoi, se al
contrario perderai, tu lascerai tutte le piante e i cespugli
di bacche solo per me!. Il cerbiatto accett e senza
ragionare sulla profondit del fiume inizi ad
attraversarlo, ma non sapendo nuotare si blocc in
mezzo all'acqua a met strada.
La nutria, pi agile, sapeva nuotare abilmente e, raggiunta
l'altra sponda cominci a gustarsi le bacche dicendo al
cerbiatto: Ingenuo! Adesso come torni a riva? E se ne
and con il suo bottino.
19

Morale: Prima di agire osserva bene la situazione e


ragiona.

20

L'agnello, il cavallo e il maialino


di Alice Piras

Tempo fa durante una bellissima giornata di primavera,


in un bosco, un agnello, un maialino e un alto cavallo
organizzarono una sfilata di moda.
L'agnello pass tantissimo tempo a preparare gli abiti, il
trucco e la pettinatura da farsi il giorno.
Il cavallo si esercit tanto tempo prima sulla camminata
e sul discorso da tenere in questo giorno importante. Il
maialino invece non si trucc eccessivamente come gli
altri, indoss solamente il suo sorriso e un vestito
semplice ma altrettanto bello.
Il giorno della sfilata gli altri partecipanti ridevano di lui,
sapevano che non avrebbe avuto possibilit di vincere.
Iniziata la sfilata, il cavallo cammin verso il giudice,
convintissimo di poterlo conquistare con la sua criniera e
la sua altezza; nello stesso modo sfil anche l'agnellino,
ma non il maialino che si dimostr pi umile, intelligente
e semplice.
Il maialino con questi particolari conquist il giudice e
vinse.
21

Morale: Non bisogna mai lamentarsi


Proverbio: chi troppo vuole nulla stringe!

22

Il pegaso e l'unicorno
di Nicole Muscas

Tanto tempo fa, un pegaso molto bello ma poco


generoso e molto scorbutico non prestava mai niente.
Non voleva mai dare i suoi giocattoli e quando qualcuno
gli chiedeva un suo gioco in prestito rispondeva sempre
con un brutto e sonoro NO! tanto da diventare
addirittura brutto.
Un giorno, un unicorno si avvicin a lui e appena il
pegaso lo vide disse: Pft, guarda che brutto corno che
hai! Vai via, non ti voglio qua vicino e guarda le mie belle
ali!.
Cos l'unicorno se ne and triste. Dopo una settimana, il
pegaso rivide l'unicorno con alcuni suoi amici giocando a
palla, cos and da loro e disse: Ehi, lanciate la palla
anche a me. L'unicorno ricordandosi quello che gli
aveva detto rispose: Eh cos dopo avermi insultato vuoi
giocare con me? Tu non presti mai niente e non sei cos
bello come credi. Cos il pegaso se ne and triste e
depresso.
Morale: mai insultare se tu non sei migliore!
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24

La rana e la zanzara
di Marco Carta

Una rana abitava in una grande caverna, buia e pericolosa.


La rana stava l perch era ghiotta di insetti e la caverna
ne era piena, quelli che non mangiava li schiavizzava.
La rana era anche molto gelosa di una zanzara.
Essendo cos gelosa, disse che se non era cos bella come
dicevano l'avrebbe mangiata.
Ma quando la rana Givalda entr nella stanza della
zanzara rimase sbalordita per la bellezza.
Morale: Spesso la differenza viene smentita dai fatti.

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La formica e l'aquila
di Mirko Deidda

C'era una volta una formica che aveva un sogno,


desiderava ardentemente volare.
Un giorno mentre faceva una passeggiata vide un'aquila
volare alto sopra i cieli e pens: "Come vorrei saper
volare anche io!"
Allora mentre ci pensava inizi a diventare triste e si mise
a piangere, sapendo che non ci sarebbe mai riuscita, allora
l'aquila la vide e decise di aiutarla.
La mise sulle sue ali e la formica cominci a volare e da
quel giorno la formica e l'aquila divennero amici e ogni
volta che le veniva voglia di volare poteva contare su
qualcuno.
Morale: Chi trova un amico trova un tesoro

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La lucertola e il camaleonte
di Marco Floris

C'era una volta una lucertola che aveva da fare le valigie.


Un giorno un camaleonte incontr la lucertola e le
domand: "Dove vai con tutte queste valigie?".
La lucertola rispose: "Vado in Italia in vacanza".
Il camaleonte chiese: "Posso venire con te?".
La lucertola rispose di s e tutti e due andarono
all'aeroporto insieme e salirono sull'aereo. E quando
arrivarono in Italia vissero una bella avventura felici e
contenti.
Morale: fidarsi sempre dei buoni amici.

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La zebra, la giraffa e la scimmia


di Maria Aresti

Una mattina una piccola zebra passeggiava nella lunga


distesa della savana. Era primavera, perci gli alberi erano
pieni di grandi foglie verdi.
Le foglie pi belle si trovavano nei rami pi alti degli
alberi e, essendo ancora piccola, non riusciva ad arrivarci.
Decise cos di chiedere aiuto ad un altro animale erbivoro
come lei. Chiese aiuto ad una giraffa che si trovava
nell'albero pi avanti: "Riesci a darmi un paio di foglie
verdi cara giraffa? Tu sei cos alta e ci arrivi sicuramente!"
La giraffa per rispose: "Se d le foglie a te, a me poi
rimangono quelle brutte, quindi no".
Molto scoraggiata, la zebra decise di arrendersi, ma
all'improvviso comparve una scimmia che disse: "Piccola
zebra, ti aiuto io! Riesco ad arrampicarmi anche pi in
alto della giraffa".
La giraffa, infatti, nonostante la sua grande altezza non
arrivava fino all'altezza in cui c'erano le foglie migliori. La
scimmia diede cos le foglie alla zebra mentre la giraffa
osservava il tutto da lontano con un grande senso di
indignazione e invidia.
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Morale: Bisogna sempre aiutare gli altri quando


possibile, e non si deve pensare sempre a se stessi, ma
anche al bene degli altri. Aiutare il prossimo sempre un
bene.

32

L'oca e il pane
di Giulia Boi

Un giorno un'oca stava passeggiando nel cortile di una


casa quando vide che dall'altro lato di una profonda buca,
scavata da uno scoiattolo il giorno prima, c'erano delle
briciole di pane. Senza esitare l'oca si affrett alla fossa,
ma lo scoiattolo la ferm e le disse che se fosse riuscita a
saltare la buca avrebbe potuto prendere le briciole. Essa
prov quindi a saltare ma cadde nella fossa e lo scoiattolo
ridendo disse: "Come sei ingenua! Ora come fai a uscire
da l?".
Nel mentre lo scoiattolino gir intorno alla buca e
mangi le briciole.
Morale: Fidarsi bene, non fidarsi meglio.

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34

La pecora e la volpe
di Rosa Maltese

C'era una volta, in una piccola valle, una pecorella dal


pelo nero. L'animale per questo motivo veniva escluso o
deriso dal suo gregge. La pecora, come suo solito, and a
piangere sotto un albero di un grande bosco ai piedi della
valle.
Una volpe, incuriosita dai singhiozzi provenienti dalla
pecorella, le disse: Perch piangi?.
La pecorella rispose senza esitazione: Nessuno mi vuole
bene perch sono diversa.
La volpe dall'animo gentile, commossa dalla piccola
pecorella, le rispose: Se vuoi, puoi stare con me, sono
sempre da sola.
La pecora fidandosi della volpa accett. Da quel giorno i
due divennero amici per la pelle e per la prima volta la
pecorella non si sent pi sola.
Morale: Anche se qualcuno diverso da te non dev'essere
escluso perch l'importante ci che c' dentro ogni
persona.
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36

Gli unicorni e gli anatroccoli


di Erika Curridori

C'era una volta un gruppo di unicorni, questi vivevano


tutti insieme in una bella casetta in campagna, in mezzo
ai prati e ai fiori e vicino a un laghetto, dove vivevano
degli anatroccoli molto brutti.
Gli unicorni prendevano sempre in giro gli anatroccoli,
dicendo che loro erano i pi belli e che il loro manto era
candido, non giallo pulcino e nero come la pece.
Un giorno gli unicorni, mentre passeggiavano e
chiacchieravano, non si accorsero che stava iniziando a
piovere; purtroppo per loro inizi a piovere terra, cos il
loro manto, da bianco che era, pass a un colore simile al
fango. Essi provarono a entrare in casa prima che
qualcuno li vedesse ma gli anatroccoli furono pi veloci
e li videro. Cos, gli anatroccoli, che di norma erano
gentili con tutti, li presero in giro, vendicandosi per le
angherie subite in passato.
Gli unicorni piansero, pentendosi di quello che avevano
fatto ai poveri anatroccoli e chiesero scusa. Gli
anatroccoli decisero di dar loro una seconda possibilit e
li perdonarono, diventando cos amici.
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Morale della favola: non fare agli altri quello che non
vorresti fosse fatto a te.

38

Lamicizia tra Mauro e Fulmine


di Michela Murgia

Fulmine era un cavallo che viveva in campagna dove


cerano tanti alberi e tanti fiori, lui viveva con i suoi
amici cavalli ma il suo desiderio pi grande era di
conoscere un essere umano.
Un giorno un ragazzo di nome Mauro arriv nella
campagna dove viveva Fulmine. Appena Mauro vide
Fulmine si avvicin da lui.
Fulmine felice di vedere un essere umano, si rivolse a lui
dicendogli: "Vuoi fare una galoppata con me?".
Mauro sorpreso accett e sal sul cavallo. Fulmine inizi
a galoppare e fece visitare la campagna a Mauro.
Tra i due nacque unamicizia. Fulmine arriv fino a una
casetta, dove un tempo abitava Mauro. Per Fulmine fu
una bella sorpresa sapere che i due avevano vissuto
sempre vicini.

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40

Rino il pinguino
di Benedetta Cau

C'era una volta un popolo di pinguini. Tra i cuccioli ce


n'era uno che qualche volta se ne stava in disparte. Si
chiamava Rino e aveva una spiccata passione per la corsa.
Era il pi veloce di tutti quanti i suoi amici quando
facevano a gara per arrivare all'Igloo Pasticceria.
Tra tutti i pinguini lo sport pi diffuso era il nuoto e lui
si inventava qualunque scusa per non entrare in acqua:
"E troppo fredda!"; "Oggi ho mal di pancia"; "Non mi
va", diceva ogni volta che i suoi amici gli dicevano di
buttarsi in acqua con loro.
In realt lui non sapeva nuotare e aveva una paura matta
dell'acqua.
Un giorno al pap di uno dei suoi compagni di scuola
venne in mente una bellissima idea: organizzare una gara
di nuoto per tutti i piccoli pinguini.
Bellissima idea per gli altri, ma non per Rino. Nelle
settimane seguenti i piccoli pinguini si allenarono quasi
tutti i pomeriggi e tutti dicevano a Rino di andare anche
lui, ma invece se ne stava a casa o a correre nel cortile del
nonno.
41

Rino avrebbe voluto tanto partecipare alla gara, ma non


sapendo nuotare faceva finta di non essere interessato.
Arriv il giorno della gara e tutti i pinguini erano ai loro
posti alla partenza. Tutti tranne Rino, che se ne stava
accucciato su una piccola lastra di ghiaccio accanto ai suoi
genitori. Loro cercavano di incoraggiarlo e di convincerlo
a partecipare, ma lui niente.
Mia, una pinguina della classe di Rino e sua cara amica gli
grid: "Dai Rino, su! Vieni anche tu, ci sar da divertirsi".
Anche altri suoi amici gli gridarono di buttarsi in acqua e
alla fine si fece coraggio e si tuff. Riusc a risalire in
superficie un po' annaspando ma cercando di non darlo
a vedere.
Aggrappato al pezzo di ghiaccio che segnava la partenza,
si sistem accanto a Mia, che gli sorrise. L'arbitro fischi
e i pinguini partirono. Rino si diede lo slancio ma arrivato
il momento di muovere gambe e piedi cerc di nuotare,
ma invano. Non riusciva a fare una bracciata e a tenersi a
galla a lungo. Stremato vide un piccolo iceberg e si
aggrapp. I suoi compagni erano tutti ormai a un terzo
del percorso.
Rino, frustrato, sollev leggermente lo sguardo e vide che
a quell'iceberg a cui era aggrappato ne seguivano altri pi
o meno vicini e allineati tra loro. Stupito, pens che
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sembravano fatti apposta per lui. Gli era venuta una gran
bella idea: saltare da un iceberg all'altro fino al traguardo,
partecipando cos alla gara anche lui e senza essere
diverso completamente dagli altri svolgendo il percorso,
perch saltare da un iceberg all'altro era difficile e lento
quanto nuotare.
E cos fece: salt sul primo, sul secondo, sul terzo...
Il pubblico osservava incuriosito e i genitori lo
guardavano soddisfatti.
Rino raggiunse i compagni saltando e addirittura li
super: arriv al traguardo un po' prima di Mia, che era
in testa, e vinse la gara. S, la vinse.
Pur essendo diversi dagli altri, possiamo tranquillamente
vivere in compagnia serenamente e in amicizia pur non
condividendo le stesse identiche cose e non avendo la
capacit di fare le stese cose. Ci sono molte strade per
raggiungere lo stesso traguardo ed molto probabile che
se Rino avesse saputo nuotare avrebbe vinto lo stesso.

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44

La lepre, il coniglio, il fringuello e il topo


di Giada Carta

Un giorno un topo vide zampa nella zampa una lepre e


un coniglio passeggiando in un prato di margherite.
Subito il topo inizi a pensare e divent "schifato" perch
cap che si trattava di una coppia gay. Inizi a criticarli
con il fringuello e andarono a raccontare l'evento ai loro
amici. Tutti iniziarono a guardarli con occhi diversi,
parlandone male ogni giorno che passava. Le voci
arrivarono pure al coniglio e alla lepre ma loro
continuarono la loro vita perch non importava ci che
dicevano gli altri dato che il loto amore era troppo forte.
Il fringuello, pi intelligente e maturo del topo, decise di
organizzare un pranzo con la lepre e il coniglio per far
capire al topo che erano animali come tutti gli altri
semplicemente con un orientamento sessuale diverso
dagli altri. Durante il pranzo, il topo, continuava a
prendere in giro il coniglio e la lepre; il fringuello allora si
adir e decise di non parlare pi con il topo, dato che il
suo comportamento non era corretto. Il topo torn nel
suo rifugio triste per due motivi: era geloso dell'amore tra
il coniglio e la lepre e triste per il litigio con il fringuello.
45

Decise allora di cambiare radicalmente per risolvere


questa situazione. Col passare del tempo not un certo
piacere nel stare con il fringuello e cap che si stava
innamorando. Si dichiar al suo amico e capirono
entrambi che pure loro si piacevano come il coniglio e la
lepre.
Morale: l'omofobia una brutta cosa e in questa favola si
nota che "chi disprezza compra".

46

Grande Falco e il leone


di Dennis Spada
In una foresta c'era un leone molto cattivo e ferino,
nessuno osava sfidarlo. Un giorno, una zebra stanca di
tutti i suoi mali, corse da Grande falco e gli chiese timido:
L'ego del leone sta facendo danni alla mia famiglia,
aiutaci a fermarlo.
Grande falco and dal leone, ma lui corse via ed esso lo
insegu.
Il leone, sconfitto dalla stanchezza e dalla sete, si mise a
bere in un ruscello, ma Grande falco con il suo sbatter
d'ali, lo spinse indietro: Smetti di infastidire gli animali!.
Quasi vista come una minaccia, il leone se ne and,
scappando via.
Morale: a volte la timidezza pu essere pi utile di
qualunque altra cosa, anche del coraggio.

47

48

Lippomutonte insolente
di Beatrice Cadoni

Un giorno in un luogo incantato


Un animaletto viziato

giungendo alla fine di un bosco

Tra i rami guard sguardo fosco


La gente che stava l presso

Per prendere il sole e mangiare.


La bestia fu l pronta a dire

Che aveva una fame da giorni


Che dunque voleva mangiare.
E disse: Signori e Signore,
togliete la carne dai forni

dai fuochi togliete le pentole


e tutto mi dovete portare!

Ma senza esitare: Va in fretta!


Unintrepida ragazzetta

L giunta: Non ti conosco ma


Ascoltami un poco paziente
E potrai decidere dopo.

49

E meglio non fare del male,


ancor meglio non rubare,
e allora perch ci minacci?

Va, rifletti e torna pi tardi!

Pianse, pianse lippomutonte,


cavallo, mammut e bisonte,
e disse con voce sincera

triste, pentito e affranto:

Cattivo e insolente io sono

Stato, ma vi chiedo perdono


E tutti mangiarono insieme
Con lippomutonte felici.

E questa infine la morale

Per non sprofondare nel male


C forse chi non lo sa

Che al mondo trionfa la bont.

50

LAquila e lo scoiattolo
di Vanessa Spada

Un giorno sulla cima di un pino, in un albero fra tanti


della foresta, si trovava un aquila e uno scoiattolo di
qualche mese. Il sole ormai stava per tramontare e cera
chi si preparava per andare a caccia di prede e chi invece
tornava nelle proprie tane al riparo dei mali delloscurit.
Fin da quando era nato allo scoiattolo era stato proibito
di avvicinarsi a qualsiasi aquila passasse da quelle parti e
si diceva che le aquile fossero delle predatrici spietate e
non guardavano in faccia a nessuno. Il piccolo scoiattolo,
spinto dalla curiosit sal, ramo dopo ramo, fino a quello
dove si trovava laquila, in attesa di preda, cos le disse:
Oh bellissima aquila dalle ali doro perch mi viene
proibito di starti lontano? Che potrebbe mai fare di male
unaquila bella come te?.
Laquila lo guard ma non gli rispose decisa ad
allontanarsi. Lo scoiattolino, incidentalmente, si sporse
troppo e qualche secondo dopo, mentre cadeva gi
brutalmente gridando aiuto, cap che non essendoci
nessuno sarebbe morto. Ma inaspettatamente fu preso
dagli artigli dellaquila che guardandolo dritto negli occhi
gli disse, riportandolo in cima e salvandolo: Te lo hanno
sempre proibito perch ci hanno sempre giudicato ancor
51

prima di conoscerci senza aver mai avuto il coraggio di


avvicinarsi a conoscerci realmente ma soltanto di
paragonarci alle altre creature ai loro occhi cattive.
Morale: le persone non sono mai quello che sembrano.

52

Il lupo e lagnello

53

Lupus et agnus

Ad rivum eundem Lupus et Agnus venerant siti


compulsi: superior stabat Lupus, longeque inferior
Agnus: tunc fauce improba latro incitatus jurgii causam
intulit. Cur, inquit, turbulentam fecisti mihi istam bibenti?
Laniger contra timens, qui possum, quaeso, facere quod
quereris, Lupe? A te decurrit ad meos
haustus liquor. Repulsus ille veritatis viribus, ante hos sex
menses male, ait, dixisti mihi. Respondit Agnus: equidem
natus non eram. Pater hercle tuus, inquit, maledixit mihi.
Atque ita correptum lacerat injusta nece.
Haec propter illos scripta est homines fabula, qui fictis
causis innocentes opprimunt.
Fedro

54

Favola tradotta in italiano

Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si ritrovarono a


bere nello stesso ruscello. Il lupo era pi a monte, mentre
l'agnello beveva a una certa distanza, verso valle. La fame
per spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: "Perch
osi intorbidarmi l'acqua?"
L'agnello tremando rispose: "Come posso fare questo se
l'acqua scorre da te a me?"
"E' vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con brutte
parole".
"Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato".
"Allora" riprese il lupo "fu certamente tuo padre a
rivolgermi tutte quelle villanie". Quindi salt addosso
all'agnello e se lo mangi.
Questo racconto rivolto a tutti coloro che opprimono i
giusti nascondendosi dietro falsi pretesti.

55

Favola tradotta in sardo da Bernardu De Linas

In s'unda frisca e pura/ de unu riu chi scurriat/ in d'una


valli oscura, /un angioni nci fiat/ annadendi
prexau./Cand'eccu a su costau,/ de sa parti prus atta,/sa
puba fiat comparta /de unu lupu abbramiu/su cali.
appena iat biu/s'angioneddu modestu,/po tenni unu
pretestu/ de ddi donai sa morti,/an chi dd'iat nau a
forti:/
-Angioni siast o gattu /su tiaul' e' chi t'hat fattu,/lassa una
parti is brullas/ ca s' acqua mi trumbullas/ e non pozzu
buffai-.
-Ma deu commenti mai,/arrespundit s' angioni,/pozzu
fai cuss' azioni/ si deu seu a tui asutta?-/
An chi ti calit gutta!/-gridat forti su lupu;/ si non citis
t' alluppu/ poita s' annu passau/ tui m' iast frastimau!-/
-In cali modu, in cali/ t' happu fueddau mali,/ si seu tant'
innozenti/ e un annu fait in brenti/ de mamma femmu
ancora?-/
-Citi, bestia impostora ,/nat su lupu birbanti, /assigurau
mi dd' hanti/ chi mamma tua brebei /fueddi mali de
mei/
Ma, siat babbu o mammai,/tui mi depis pagai/.dogna
maltrattamentu/ ch'in sa vida happu tentu!/Nau no iat
custu fueddu chi a su bellu angioneddu/si affracat
abbramiu,/e in s'oru de s'arriu de sanguini callenti/si fiat
plenu sa brenti./
A su lupu assimbillat/dogna birbanti schivu,/chi senza
motivu/trattat ingiustamenti/ e sopprimit s'innozenti.
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Fbula traducida al espaol


El lobo y el cordero van al mismo ro, presionados por
la sed. El lobo estaba en la parte mas elevada, y a distancia
en la parte inferior estaba el cordero. El ladrn provoc
un motivo de pelea. Le dijo:
"Por qu me has ensuciado el agua cuando estaba
bebiedo?". El cordero temeroso le respondi a su vez: "
Cmo puedo hacer eso de lo que te quejas lobo?, el agua
corre abajo desde ti hacia mi". " Hace seis meses me
insultaste" responde el cordero " ciertamente no haba
nacido ". l replico " tu padre, por Hrcules, me insult".
Tras cazarlo lo castiga con una muerte injusta.
Esta fbula esta escrita para los hombres que oprimen a
los inocentes por causas inventadas.
Versione di Esopo in spagnolo

Un lobo y un cordero cada uno por su lado, fueron a un


ri a beber agua para calmar su sed. El lobo estaba
bebiendo agua en la parte de arriba del ri, mientras que
el cordero beba agua ms abajo. El lobo buscando
pretextos para atacar al cordero comienza a decirle lo
siguiente, Por qu me enturbias el agua mientras yo
bebo?
57

El cordero responde, preguntndole al lobo, que como l


le puede empaar el agua si est bebiendo en la parte baja
del ri.
El lobo no entrando en razn y no escuchando al
cordero, le acusa dicindole que est blasfemando, el
cordero en su defensa alega que no ha blasfemado, y
que solo quiere beber agua.
Pero el lobo buscando ms pretextos para atacar y
comerse al cordero, le acusa dicindole que su padre
hace seis meses atrs le haba ofendido. El pobre
cordero le dice que el en ese tiempo todava ni haba
nacido.
Eso no importa dice el lobo pagaras la ofensa de tu
padre con tu vida, y tras decir eso, el lobo se lanza sobre
el cordero y lo devora.

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Versione di Samaniego

Uno de los corderos mamantones,


Que para los plotone
Se cran, sin salir jams al prado,
Estando en la cabaa muy cerrado,
Vio por una rendija de la puerta
Que el caballero Lobo estaba alerta,
En silencio esperando astutamente
Una calva ocasin de echarle el diente.
Mas l, que bien seguro se miraba,
As lo provocaba:
Sepa usted, seor Lobo, que estoy preso,
Porque sabe el pastor que soy travieso;
Mas si l no fuese bobo,
No habra ya en el mundo ningn Lobo
Pues yo corriendo libre por los cerros,
Sin pastores ni perros,
Con slo mi pujanza y valenta
Contigo y con tu raza acabara.
Adis, exclam el Lobo, mi esperanza
De regalar a mi vaca panza.
Cuando este miserable me provoca
Es seal de que se halla de mi boca
Tan libre como el cielo de ladrones.
As son los cobardes fanfarrones,
Que se hacen en los puestos ventajosos
Ms valentones cuanto ms medrosos.
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Versione in francese di La Fontaine

La raison du plus fort est toujours la meilleure:


Nous l'allons montrer tout l'heure.
Un Agneau se dsaltrait
Dans le courant d'une onde pure.
Un Loup survient jeun qui cherchait aventure,
Et que la faim en ces lieux attirait.
Qui te rend si hardi de troubler mon breuvage?
Dit cet animal plein de rage:
Tu seras chti de ta tmrit.
- Sire, rpond l'Agneau, que votre Majest
Ne se mette pas en colre;
Mais plutt qu'elle considre
Que je me vas dsaltrant
Dans le courant,
Plus de vingt pas au-dessous d'Elle,
Et que par consquent, en aucune faon,
Je ne puis troubler sa boisson.
- Tu la troubles, reprit cette bte cruelle,
Et je sais que de moi tu mdis l'an pass.
- Comment l'aurais-je fait si je n'tais pas n?
Reprit l'Agneau, je tette encor ma mre.
- Si ce n'est toi, c'est donc ton frre.
- Je n'en ai point. - C'est donc quelqu'un des tiens:
Car vous ne m'pargnez gure,
Vous, vos bergers, et vos chiens.
On me l'a dit: il faut que je me venge.
L-dessus, au fond des forts
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Le Loup l'emporte, et puis le mange,


Sans autre forme de procs.

Versione in spagnolo di La Fontaine


Un corderillo sediento beba en un arroyuelo. Lleg en
esto un lobo en ayunas, buscando pendencias y atrado
por el hambre. Cmo te atreves a enturbiarme el agua?
dijo malhumorando al corderillo. Castigar tu temeridad.
-No se irrite vuestra majestad, contesto el cordero;
considere que estoy bebiendo en esta corriente veinte
pasos ms abajo , y mal puedo enturbiarle el agua.-Me la
enturbias, grit el feroz animal ; y me consta que el ao
pasado hablaste mal de m.-Cmo haba de hablar mal.
Si no haba nacido?
No estoy destetado todava. -Si no eras t, sera tu
hermano. -No tengo hermanos, seor. - los tuyos, porque
me tenis mala voluntas vosotros, vuestros pastores y
vuestros perros. Lo s de buena tinta, y tengo que
vengarme. Dicho esto, el lobo me lo coge, me lo lleva al
fondo de sus bosques, y me lo come sin ms auto ni
proceso.
La razn del ms fuerte es siempre la mejor: ahora lo
veris.
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Versione in Tedesco

Zu demselben Fluss waren Wolf und Lamm gekommen,


vom Durts getrieben; der Wolf stand weiter oben und
viel weiter unten das Lamm. Dann von gewaltigem
Hunger angetrieben, suchte das Raubtier einen Grund
feur Streit. "Warum", sagte er "hast du mir das Wasser
treub gemacht, als ich es trank?" Das Wolltier
antowortete dem gegeneuber eangstlich: "Wie kann ich
denn das tun, bitte, woreuber du dich beklagst, Wolf?"
Von dir fliesst das Wasser zu meinem Mund herab."
Von der Kraft der Wahrheit euberwunden, ant wortete
jener: "Vor sechs Monaten hast du mich beschimpft."
Das Lamm antwortete: "Dain Vater, beim Herakles, hat
mich beshimpft."
Und so packte er es und zerfleischte es in ungerechtem
Mord.

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Traduzione in Inglese
The Wolf and the Lamb

The Wolf and the Lamb (trans. C. Smart) BY thirst


incited; to the brook The Wolf and Lamb themselves
betook. The Wolf high up the current drank, The Lamb
far lower down the bank. Then, bent his ravenous maw
to cram, The Wolf took umbrage at the Lamb. "How dare
you trouble all the flood, And mingle my good drink with
mud?" "Sir," says the Lambkin, sore afraid, "How should
I act, as you upbraid? The thing you mention cannot be,
The stream descends from you to me." Abash'd by facts,
says he, "I know 'Tis now exact six months ago You
strove my honest fame to blot"- "Six months ago, sir, I
was not." "Then 'twas th' old ram thy sire," he cried,
And so he tore him, till he died. To those this fable I
address Who are determined to oppress, And trump up
any false pretence, But they will injure innocence.

63

64

La volpe e luva

65

66

De vulpe et uva

Fame coacta vulpes alta in vinea


Uvam appetebat summis saliens viribus;
Quam tangere ut non potuit, discedens ait:
"Nondum matura est; nolo acerbam sumere"
Qui facere quae non possunt verbis elevant,
Ascribere hoc debebunt exemplum sibi.

Fedro

Traduzione italiana

La volpe e L'uva

Spinta dalla fame, una volpe cercava di afferrare dell'uva


in un'alta vigna, saltando con tutte le sue forze;
poich non pot toccarla andandosene disse:
"Non ancora matura, non la voglio mangiare acerba".
Coloro che disprezzano a parole ci che non possono
fare, dovranno attribuire a s quest'esempio.

67

Traduzione in spagnolo

Acuciada por el hambre, una zorra intentaba alcanzar


unas uvas que pendan de una elevada via saltando con
todas sus fuerzas. Al no conseguir alcanzarlas, dijo
cuando se marchaba: "Estn verdes y no quiero comerlas
cidas".
Quienes quitan valor con sus comentarios a las cosas que
ellos no pueden hacer, deben aplicarse este cuento a s
mismos.

68

La zorra y las uvas (Samaniego)

Es voz comn que a ms del medioda,


En ayunas la Zorra iba cazando;
Halla una parra, qudase mirando
De la alta vid el fruto que penda.
Cansbala mil ansias y congojas
No alcanzar a las uvas con la garra,
Al mostrar a sus dientes la alta parra
Negros racimos entre verdes hojas.
Mir, salt y anduvo en probaduras,
Pero vio el imposible ya de fijo.
Entonces fue cuando la Zorra dijo:
No las quiero comer. No estn maduras.
No por eso te muestres impaciente,
Si te se frustra, Fabio, algn intento:
Aplica bien el cuento, di: No estn maduras, frescamente.

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Versione in Francese

Certain Renard Gascon, d'autres disent Normand,


Mourant presque de faim, vit au haut d'une treille
Des Raisins mrs apparemment,
Et couverts d'une peau vermeille.
Le galand en et fait volontiers un repas;
Mais comme il n'y pouvait atteindre:
"Ils sont trop verts, dit-il, et bons pour des goujats."
Fit-il pas mieux que de se plaindre?

Jean de La Fontaine

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Versione in sardo
Su cucu - Unu margiani, passendi asuta de unu barrali,
bit bellus gurdonis de xina e si ddus cstiat incantau.

Margiani - Ita bellus gurdonis de xina! E seu famiu


puru! Ita lstima... funt tropu in artu!
Pilloni - Ih! Meda nci bolit! No scis brincai?

Su cucu - Su margiani provat a fai unu brnchidu, po


aciapai s'xina, ma no nci lompit. Su pilloni si nd'arriit.
Margiani - Fortzis, cun d-unu brnchidu, arrensciu a mi
pigai cussu bellu gurdoni... (provat ma no nci dda fait)
Pilloni - Aha... aha... su balenti!

Margiani - Citiu tui! Chi t'aciapu ti nci papu in d-unu


buconi!

Pilloni - E prova a mi sighiri a blidu, chi podis!Su cucu - Su margiani no ddu podit baliai chi unu pilloni
de pagu contu si fatzat befas de issu... e provat a fai unu
brnchidu prus artu.

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Margiani - Custa borta a cussu gurdoni nci depu lompi,


aici si ddu fatzu biri a cussu mucosu! (torrat a brincai, ma ...
nudda)
Pilloni - Aha! Hi hi... ita bregngia po unu margiani chi
si creit balenti!

Su cucu - Su margiani no dda bolit donai binta a cussu


pilloni e bogat una scusi po si nd'andai.
Margiani - Oh! Biu chi cust'xina no est bona. Aici no
mi praxit!
Pilloni - Nara, nara... gei mi ddus apu a bicai deu is
pibionis prus cumprius!

Su cucu - Su margiani, po no fai biri chi no nci


arrennesciat, at nau chi fiat s'xina chi no baliat nudda.
Aici e totu faint is minis: candu no arrennescint a binci
donant sa curpa a is cosas o a is terus.

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Versione in Sardo di Bernardu de Linas


Su margiani e s'axina

Una d margianeddu,
prima di essi scoau
a s'ortu fia andau
po pappai muscadeddu.
ma is gurdonis, s'intendi,
fiant'asub's su stauli,
e de unu fundu 'e cauli
margiani fia circhendi
de ddu podi acciappai.
Sa gana de pappai
ddi fia batti su coru_
a cuddu bellu tesoru
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chi pariat unu incantu


non ci arribad'intantu.
A pustis ch'iat donau
prus de centu pistinchidus,
a brinchidus a brinchidus
si nci fiat andau
narendi:
-Veramenti
s'axina est cotta pagu:
solamenti su fragu
m'iat fai mali a brenti-

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Collana I Quaderni del Piga


1. A.A.V.V., La terra dei filosofi-scienziati, ed. Fiore, S.
G. Monreale, 2009.
2. M. Fosci, F. Ladu, B. Melis, M. Orr, Quattro strade
per la conoscenza, ed. ilmiolibro.it, Roma, 2011.
3. A.A.V.V., La mia prima filosofia, ed. ilmiolibro.it,
Roma, 2012.
4. A.A.V.V., Giovanni Battista Tuveri: il filosofo della
libert, ed. Comune di Collinas, Collinas, 2013.
5. A.A.V.V., La Turchia tra Oriente e Occidente, ed. Press
Up, Nepi (VT), 2016.
6. A.A.V.V. AllUniversit, prima dellUniversit, ed.
Press Up, Nepi (VT), 2016.

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