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Sa58c

Rare Book & Special


Collections Librari;

CINQUE ORDINI
DELL

ARCHITETTURA
CIVILE
MICHEL SANMICHELI

DI

Rilevati dalle fue Fabriche,


i

defcrini

public ati con quelli di Vi travio

Palladio

Scamozjzji

Serlio

Allerti,

Vignala

DAL
ALESSANDRO POMPEI-

CO-

IN

VERONA. MDCCXXXV

Per JACOPO VALLARSI,


CON LICENZA

DE'

SUPERIORI,

Digitized by the Internet Archive


in

2013
PY
[HE

UNIVERSITY OF ILLINOIS

http://archive.org/details/licinqueordinideOOsanm

IL

oPy

PROEMIO^
Architettura, Arte nobilijfma , cos antica,
che troppo malagevole 9 anzi impojjbil cofa farebbe per efporre /' origin fua , rintracciarne
9

tempo determinato ; imperci che fino d allora


abejfa ebbe cominciamento , quando gli Uomini
bofchi e le grotte fi fabricarono e afe per loro abitail

bandonando i
zione . Pero

un Uomo

re in

come

/'

eterna

folo tutti

Providenza ha

fuoi doni

na focieta compartirli in molti 9


fempre

/'

Uomo

abbifogni

cos

ma

e dividerli

veggiamo

difpojlo di

non uni-

per mantenere
,

acci

che

ejfere in tutte

ali
l*

uma-

Uomo

Arti

Scienze avvenuto , che non fortiffero in una fola et , e l nafeimento per cos dire , e la perfezione ; ma che prima i ritrovati
nuovi producendofi 9 per lo pi rozzi e manchevoli , pofeia /' ingegno 9 et indufiria d' altri Uomini i ritrovati altrui ora accref

a poco a poco , et in et a quella


perfezione e compimento } del quale effe Arti fon pur capaci , le rimolducejfero . Se non
f per fatale debolezza dell' umana natura
cendo

ora migliorando

te

PROEMIO.

te 'volte accade

Uomini

che opponganfi

beli ordine

le

guafte idee degli

onde ne fiegue , che incontrine alcune et , nelle quali,


perturbandofi i retti giudizi , le Arti in vece di ricevere il dovuto
avanzamento , molto anzi perdano di quel buono, che in altre eta9

di acquifiarono
quefta nofira,

dove

di cui trattiamo

Uomini

gli

alle quali infelici

ne'

vicende y come vedremo , anche

fu

fottopojka.

Le

dunque ,

e afe

primi tempi abitarono 3 furono di legno

coftrut-

con rozK>i puntelli fofientate ; pfoia col procedere dell' et


in vece di que' puntelli s inventarono le Colonne ; indi fbvra
effe que legni , che roz+zj vi fi ponevano 3 fi riduffero in Architrate

vi Da tali principi nata /* Architettura molto crebbe ancora nelle pi antiche et con la imitazione , e perfezione di quelle parti ,
che prima di legno fi formavano; poich fappiamo che molti antichiffimi
le

Tempj inalzati furono con Colonne , Piedefialli y e con

parti medefime

torno

mo
mo

all'

che a giorni nojlri veggiamo ,

origine dell* Architettura

d* alcuni

l'

quel-

Tale almeno
opinione

in-

Polia-

per fupporre e(fa origine infinitamente pi nobile , f voglia(col dottiffimo Villalpando) attribuirla al Tempio di Salomo-

Sapienza. Di fatto indubitata cofa


9 eh' effo Tempio ave a Colonne co* fuoi Capitelli 9 e *Bafe , le quali con grande probabilit fi pu congetturare non molto differenti
fofiero da quelle, che p eia s* ufarono prejfo i Greci. 1 Greci appunto y Nazionefra quante furono al mondo la pi ingegnofa y la
pi colta y e la pi nemica d* ogni rozzezza e barbarie , e che d ogni
Scienza y e d* ogni beli* Arte con ragione chiamata da dottijjmi
Uomini o Jdadre 3 o Nutrice , fi dicono inventori di tre modi d*
Architettura (che poi Ordini furono nominati 3 ) cio del Dorico,
del Jonico , e del Corintio > // primo cos detto perche da Dorici ,
ne architettato dalla

fieffa

fecondo perche da Jonici , e 7 terzo peche da Corintj fu ritrovato: f per quefio ultimo non fa in gran parte imitato , come indica il gi lodato P. Villalpando 9 dall' eccellente Ordine del Tempio
Grecia per comune confentimento
di Salomone
fi come dopo la
i chiunque non fia affatto alt ofeuro dell* antichit 9 la pi ilil

lufire

cos

Nazione 9

e del

mondo pi benemerita furono

quefii dopo i Greci

fezione

avendo

effa

da

deve anche

gli antichi

l'

gi* Italiani,

Architettura la

fua

per-

Tofcani ricevuto qutl Ordine y

PROEMIO.
Tofano ,

ne, che chiama/I

Romano

$ appella;

Ionico

e del

fira bell'tjfima

ma fua

da Romani

nel quale

ejji

tutte

CompofitOy chi ancor


grazie e leggiadrie deli

il

te

Corintio accoppiarono In quefio modo adunque la noArte (o Scienza , che vogliani dirla) dopo la pri-

invenzione acquifi

ornamento , e per*
cinque modi, Ordini nominati

o ricuper nobilt

fezicne , ejfendo fiata divi/a in quefti


comunemente , come la Poefia in molte fpecie dividefi; li quali cinque Ordini alla nofira cognizione fon pervenuti merc le reliquie
Fabriche 9

delle antiche

quanto

almeno

all' indujiria

ni

fi conferva,
Italiani, primi ri
fiorai ori della

ci

con diligenti ojfervazioni da

li

'Bens deplorabile

e allo ftudio

difavventura

de moder-

appunto

effe fi potejfero tali


,

tanto

Arte i fu fujficiente , ac-

nofir

gi dagli Antichi inventati furono

cavare

fomma avventura

per

delle quali

qua*

fdetti cinque Ordini ri fiata

che dall' ingiurie

del tempo ci fian fiati rapiti molti antichi Scrittori di quefi?

Ar-

ed ottimi infgn amenti infinito giovamento recato avrebbono alla pofierit ; f non che grande compenfo
te, che con

quefio

le

loro dottrine,

danno apportato fu

truvo Politone

il

a noi rimafo Vicominciale fiorire negli an-

dall' ejfere di tanti

quale credibile

Cefare , e fiotto Augufio , a cui dedic egli qu dieci famofi libri, a quali dopo
i fudetti vefiigj delle Antiche Fabriche debitrice la buona antica
Architettura del fuo gloriofo riforgimento Ne dopo Vitrvio mancarono altr ingegni, cbe ne* Itbri loro quefi' Arte illufirarono; di
molti ci fono rimafii i nomi , ma perirono i loro fritti; nulla di
meno a difpetto della voracit del tempo , quali Uomini fojfero , lo
dimofira a nofiro profitto , f non i loro libri , il loro operare in tante Fabriche , che ci hanno lafciate anche fuori d' Italia , ma molto
ni di

pi

Roma 700

neW

in circa, fiotto i Imperio di Giulio

Italia fiejfa , nella quale

quefla infigne Profejfione in tal

guifa fi conferva, e mantenne il fuo prgio, che per lo fpazio di


molti fecoli non
mutar di molto maniera , ni fiile
nel
fi vide

Ma

declinare delb Imperio

dezza, a
giacejfero

cotale

gH

Romano

perdendo/1

funefi a mutazione

intelletti

degC Italiani

e decadimento
,

f antica gran-

nell' Italia

onde

pare ancora fog-

le lettere

e tutte le bel-

Arti , che prima quivi per tanto tempo mirabilmente fiorirono


andarono in difpregio , e furono , per cos dire , a/forbite dalla bar-

le

barie

PROEMIO.

che allora in quejli Paejl inond

anche la mfera
Architettura vide f fiejfa miseramente trasformata , ogni fuo buon
modo firavolto e guafeo , corrotto ogni fuo buon ordine , perduta
batic

t antica fua grazja

cos che

maefl , e introdotta una maniera del tutto confufa e disordinata , onde a pena a pena alcun veftigio pi di
f
fiejfa riconofceva

cimoffio

cotanto

fcuotendo

/'

Vennero finalmente

Secoli decimoquinto

gloriofi allora

all' Italia

antica rugine

li

tutte

rono

le

alle

che

tutte

le

ingegni

nofir

e fviluppandofi dalla barbarie

anteriori Secoli mifer amente furono involti


ti

fu

pi

e de-

onde gli

belle

Ar-

pu nobili facolt e difcipline a nuova vita richiamaquali rejiituito /' antico fplendore e dignit , parvero

quivi a nuova luce riforti gli [piriti deli antica Grecia , e di Roma . Per lafciare per quanto al propofito mio non fi conf 9 e fola
a quella facolt recingendomi , di cui ho imprefo a ragionare , a
qual fegno di perfezione f e in que feliciffimi Secoli inalbata t
off

Italiana Architettura , ben fi pu fcorgere dalle Fabriche di que


tempi , in ogn' una delle quali quaft rifu/citate le antiche Fabri*
che Grecbe, e Romane ciafche duna pu ravvi/are , che non fa

privo
chit

affatto di

Ce

lo

fano difcernimento ,

dimoftrano ancora

e d' ogni gujlo

dotti[fimi feruti

che di queff Ar%


de quali* almeno

molti di quelli elevatiffmi J piriti ,


pi principali ed infigni % a me par pregio dell' Opera adejjo al-

te ci lafciarono
de'

della Anti-

cuna cofa brevemente accennare Il primo di tutti , che mi s


rifa degno di ricordanza , fi Filippo di fer Brunellefcbi

offe

rentin9

che fior nel

cominciare dei Secolo

decimoquinto

Fio-

come

quello 3 che avanti a tutti con la diligente offervazJone > e ftudio


fopra gli antichi Ed,ifizj nuovo lume introduci nel? Architettu-

ra

dopo lui affai pi confider abile fi re9


fe Leon Battifla Alberti pur Fior enti no * il primo de moderni, che
di quejla facolt dotto ed inftgne Trattato mandaffe fuori Dico
mandaffe fuori , poich fcriffero arcanti a lu Antonio F darete , e
s

allora affatto

barbara ;

Francefco Sanefe* per tefHmonian%a dello Scamatai 3 che fritte


%
a penna confervava le cofioro Opere , quali non m noto f mai
9
tornando ali Alberti , fatti egli grandijfmi
fuffero publicate.

Ma

fludj

fu

le antiche

Opere di Roma, alla Patria fua

con l'Opere, e con lo fcrivere

fcacciando

rejiituito

la barbarie,

ali* antico

pregio

PROEMIO.
pregio

di

queji

Arte richiamo

Patria fu ancora
re

Pittore

Poeta,

ed

Architetto ec e dientijfimo

fenza

parti della ^Tofcana


dfiinfero

fuoi Tofcani . Della mede/ima


Michelagnolo Buonaroti , Sculto-

celebre

il

pregio recarono

Perucci da Siena

Baldajfare

fra

Ne

gli

/'

altre

altri

vi fi

Jdaefiro del Serlio

Pie-

Cataneo pur da Siena , del quale utili molto e di molta


fiima degni fono gli otto Ubriache ci lafci; Leon Leoni Aretino , e
tro

quel, che degli Architetti, de* Pittori, e de* Scultori ferifife

Giorgio

f a Roma , dove tanti


vefiigi, di! antiche Fabriche confervaronf , mancati fojfero in quefelici tempi ottimi Architettori . Da Urbino ad e (fa vennero Braman-

Vafari

pure Aretino

Sarebbe maraviglia

ad Antonio da San
Gallo ivi pure cotefi a Profejfione ne II' antica gran dezza e dignit collo-

te

'Igran Rafaello

, i

quali uniti a Giuliano

carono . Se nuli' altro rendejfe commendabile Giulio

fe epolo di

Romano

degno di-

Ponte
Molle per Clemente VII fece inalbare. Romano altres fu Antonio Labacco , dal quale egregiamente difegnate furono le reliquie di molte antiche Fabriche , come nel di lui libro fi pu vedere Nella Lombardia
due ir a pi rinomati ne fcelgo da far menzione , Seb afiian Serlio Bologne
f, e Giacomo B arozzi da Vignola ; ma di quefli due v aleni Uomini in altro luogo tratteremo pi dijfufamente . Ne la Marca Veronef , o 'Trevigiana , che voglia dirfi , fu in quefio fecolo inferiore a qualunque altra Italiana Provincia , merce particolarmente della mia
Patria , la quale fi come fu tanto benemerita degli altri fiudj con
dar al mondo chi fu fra gli Oci dentali il primo fonte della GreRafaello

baflerebbt

a farlo immortale

la Villa, che a

Latina erudizione , cio ti vecchio Guarino 5 cos anche ali


Architettura dono quafi in un medefmo tempo tre grandi illufira-

ca

tori

Uno fu Fra Giocondo


e

faticofijjtmo fiudio

fline

il

Cofiui

ma

per la

ne

leggibile

fu

jomma
,

ne

Uomo

adorno di tutte

di
le

maravigliofo

faenze

primo , che emend, ed

feorrezione

intelligibile

>

illuftr

ed ofeurita ( come

ingegno

e nobili

difei-

Vitruvio priegli fcrijfe

fu anche il primo , che porto in


il Re Lodovico XII. Fece il Ponfu la Senna , ed altre moltijfime

Francia Architettura fotto


te famofo , e 7 Ponte pie io lo
eccellenti
opere in quel Regno ;
e
fi fegnal ancora a Roma, a Venera > ed altrove. Nel tempo della vecchiezza di
*

quefio

PROEMIO

IO

quefto fiori Go:

Vafiari;

Maria

Falconetto

del quale con

gran

poco dopo queftt venne Michel Sanmichel*

parla

lodi
,

il

quale die-

de a ci perfezione, che dalli due predetti era flato [coperto


di quefto grand'
te

ragionare

ladio

cana

domo.

Uomo

come

Vincenzio

porger altrove occafione di

fi
altres di

due

famofi

Vicentini

piti

il

Anco

lungamen-

Andrea Pal-

Scamozzi Jacopo San[ovino ,

bench nato in Tofidi molte ottime Fabrichel a-

quafi fempre abito in Venezia , e


Gio: Antonio Rufconi maneggia bene

precetti di Vitruvio

Ne

nominare Giufeppe Viola 'Zanini Padovano, il quale in parte Vitruvio in parte altri fedendo , ci lafici un buon trattato di! Architettura ; e avanti di lui Ottavio Kevefi Vicentino ha anco propofto
un nuovo metodo di mifurar e li cinque Ordini 3 che poi non fu fie^uitatroppo fatica e tempo rito , per che da chi far volejfe Opere grandi
chiederebbe Ala tant altri 3 che nell Italia avanti il nuovo decadimento diquefi Arte in efifa fifegn alarono , troppo nojofa e diffidi cofa
lafcier di

voler qui regiftr are ; pero pafifiandolifiotto filenzio mi rimetogni genere 9 ed a leggeto a chiunque pongafi a e onft derare le Fabriche

farebbe

il

Degni ancora di ricordanza


fono i trattati di due Fr ancefi\ Giovanni 'Bullant , e Filiberto de l' Orme , ed altri ancora , che in que tempi fiorirono , e che fi pub con gran
re

i libri,

che di que tempi ci fon rimaftu


1

fondamento congetturare fofifiero dific epoli del Serlio "Bolognef } allora


che queftifu in Francia al fervigio di Fr ancefico primo . Notabile cofa e 9 che molti de" nominati v aleni Uominifurono altres Pittori ecquale accoppiamento non fi pu a baftanza dire quanto utia ad un Arte } ed all' altra . Ora fi come nel Mondo le ricche'zze ,
fi

cellenti
le

il

domi nj non in un tempo folo arrivano al fommo di lor


grandezza , ne in un fil tempo in precipizio trabolcano 9 ma confervandofi il naturale ordine delle cofe , a poco a poco e aumento acquiftano> e in diminuzione decadono; cos le belle Arti amora nonfubito , come
dicemmo, dall' mduftria degli Uomini la perfezione ricevettero ridalla trafeuraggine la rovina >ma a poco a poco dopo il ritrovamento loro
e avanzarono , e decader ono . Pero per iftrana , e forf non pi intefia
fatalit nelfecola fufifieguente a quelli y di cui favellammo , per lamifiera
Italia non fu cos ; perci che tutte le belle Arti , che un fecola avanti
le fortune

e i

erano quivi nel colmo di lor perfezione

Romani

riforti tra noi pare ano,

a tale che gli antichi Greci

con ammirazione , et indi profitto degli


fera-

PROEMIO,
fir artieri,

d allora , unfecolo dopo

rono

men vergognofa

to

che

e che

ritornata fojfe la

fervendole si, guafie

agi; Italiani

divenire

qua/I tutte

rovina trabalziate fu

farebbe fiato

$&&e&Zja de

e corrotte

E quel eh' e peggio

in tale eftrema

ii

perderle affat-

il

Secoli Longobardi

il

ludibrio dell' altre

che con-

Nazioni.

migliori co
f in ogni genere

le nofire

non furono confederate , fi difperfero e fmar r irono , e andarono in


oblivione , a tale che credendo la maggior parte de* nofiri medefimi
Nazionali talefempre efere fiata C Italia , s introdujfe tifatale odio ,
e difprezjzjo alle co
f nofire

quelle e[alt and

e la

e celebrando, ci

fiima ed affetto per le fkr antere , in


che non appi amo aver prima li Stra-

da noi ricevuto , ed imparato Una delle funefie cagioni di quefio


deprav amento fu il defiderio di cercare , ed introdur novit , per altro
lodevolijfimo , quando ci tentifi da Uomini d' eccellente ingegno , e di
nieri

perfetto difeernimento e giudizio: altrimenti fenz^a quefie due

forte
(e pi della prima la feconda) cagione fempre e di

ambedue neceffarie ,
corrompimelo e abufi Come appunto il Marino pe^quefia inconfiderata vanita d! introdur nuove forme di penfare , e parlare nella

Poefia

e ci

fenz^a quel giudizio

che fi conviene

intraprendendo

quel guflo n introduce , che poi da fuoi feguaci 3 i quali (fi come accade ) il buono lafciarono , ed il cattivo acrebbero a difmifura , fu

fempre al peggio ridotto ; tali nella profeffione di cui trattiamo , il


Cav alter Bor-omino , il Cavalier "Ber nino (che fu per altro ottimo
,

Scultore, (il Rofifi,ed

Fratelli Pozi>Z>i ,

e gli altri loro

coetanei ,po-

a volere di nuovi ornamenti arrichir la da fi abiliti ottimi infegnamenti a deviare cominciarono , e la pratica deformandone , quella cat-

fiifi

tiva maniera fparfero nel mondo 3 che dopo crebbe a maraviglia , e fempre pi dal buono fi dilungo , e 7 cattivo ne dilat , ondi oggi la mife-

ra Architettura

e in

tante e tante Opere refa gi

diverfa dall'

Antica infegnata da Vitruvio , che quafi dijj non pi Architettura ,


ma Chinef 9 o Grottejfo potr ebbefi nominare . Pi non fi 'vede unpez^z>o di Cornice, o d Architrave , che continui con line a retta un braccio

onde

ma
gli

bens rivoltato in cent* angoli

ed in cento giri feontorto

fi potrebbe addattare ci che di quella Serpe dijfe Virgilio


Si ripiega., s' attorce, e firagruppa.

Qjtafi non fono pi in ufo


gonfi

Cartelle

fogliami

le
,

Colonne , dove in
che
*

fojlewono
2

lor 'vece

pefi

pon-

gravtjfimi

loro

PROEMIO.

i%
*>

veggono talvolta
tocci

che a foglie

migltare

Quanto

quanto pochi
%

vente

Non

non convenevoli.

loro

pi Front ifpiz)'fi veggono,

fono in tal guifa fpezzati

o rivoltati

f fi

in Car-

Alberi ivi per accidente nati fi poffbno rafifopochi intagli / ufano } quanto poche fcanalature

baffi rilievi

che tanto t occhio dilettano

incontrano nelle Italiane Fabriche de

che

buoni tempi

fo-

'

quanto dir fi potrebbe degli Archi , e di certe nuove curvature , e


di certi nuovi ioro ornamenti' Ejfi pi intorno ad un fol centro
non s aggirano , ma o hanno pi centri , o framifehiati fono di
linee rette, e d' angoli

fovra

tanto che privi refiano di quel nervo a

di

f fomentano , necejfario , e che alla


circolar figura naturalmente fi conviene. In fommarare volte
la buona antica maniera a giorni nofri fi ravvifa /' idea .
reggere ci

che

quefio io dico

fu

la fola

mia opinione fondato

della quale

loro
del-

Ne

fare

al-

cun conto non dover ebbefi , ma lo dico , perche pur troppo tutto ci
da chi non d^ prevenzioni acciecato confideri le Fabriche d* oggi d
con gli occhi proprj vedere , e toccar con mano. Se io travegfi pu
ga , o f parli da vano adoratore dell' Antichit ,pu la ragione agevolmente manifefiare . La ragione e la maeftra che e infegna a
difiinguere il buono dal meri buono , e 7 cattivo dal buono . Qual
ragione adunque ci pu perfuadere , che una e fa fuori di perpenatta fia a foflenere pi che una pofta a
dicolo , e fatta a bifeia
piombo, e retta? Qual ragione , che un corpo grave e machinofo
fopra una bafe fojlen^afi, che in vece d* allargarfi quanto pi difende , e farfi pi maficcia , fminuifcafe nel fuo efiremo ? Che
,

gruppi di frutti

di fiori fomentino

durino

fiotto il

pefo or di

cornici
-

dichi

me ,

or d

adunque

gravi
f quanto

altre
,

Natura

Si gif , alle quali fi fiot top ongo noi


e
io dico e chimera 3 o
f a quello uniforco

Arte imitaChi dopo ata y arrichita , et adornata , ma deformata non mai


ver mirato belle regolate font uof Fabriche , potr non aver compaflone, veggendo in altre molti bei marmi di molto valore s malache la

e infegna

la quale

deve

ejfer dall'

mente impiegati

li

quali altro

di lodevole

fi

potr

ne difeernere

v aganze, e da cotali ftrane

per

1$

cono[cere
ea
fi
ejfere quelli ridotti da cotali fira-

loro propria natia bellezza; e quefia

non

non avranno , che

ancora in molti

bizzarie in pkciole parti,

minuzzati
e con-

PROEMIO.
e

confufi

Non fi potrebbe ammirare

abaflanz>a

ii
il

gran corrawio d

quali con la fola fuperfiatai pratica e poco fiudio de* cinque


Ordini del Vignola fenati aver veduti , ne fiudiati altri libri , e per
alcuni

pi non fu altre regole fondati , che fui capriccio 3 s* accingono ad


ardue e malagevoli imprefe , che in apprensione porrebbono chiunque
lo

pi

affaticato fu
fi fojfe
fanno coftoro richiederfi

buoni

libri

e nella

pratica efer citato

Non

da Vitruvio , che /' Architetto adorno fia di


varie dottrine ed er udizioni 3 verfato nella Storia, non ignaro
della Filofofia , e neli Aritmetica e Geometria ben fondato Se di
tale apparato muniti fieno tutti gli Architettori d' oggi d , pur troppo con vergogna del no(Ir Secolo fi ravvifa in alcune Fabriche che
di grande impegno e fpefii vergiamo inalbare , delle quali
f chi fia
,

b Architetto fi ricerca , trovafi ejfere un Muratore un Tagliapietra 9 o qualch' altro di poco maggiore fiudio 3 e dottrina. Veramen-

con la turba di cofioro non deonfi confondere que primi , che cominciarono a dilungarJ dalla buona antica maniera , che fopra ab"

te

biamo nominati / quali


novit hanno lafciato alf per vaghezza d
quanto i loro ingegni trafcorrere> l* hanno per fatto con qualche
,

moderazione

con licenze affai pia di quelle, eh' oggi d s ufa*


3
no, condonabili , e privi non effendo de precetti e regole dell* arte*
non operarono f nz^a ragione, come pur troppo adeffo accoflumaj. Non
un difegno, che con mio raccapricio jr occorfo ne*
pofp) tacere
,

pacati giorni vedere;

il

qual

ribrez^zj)

pi mi s accrebbe

allor che

cercando d onde veniffe , udii rifpondermi effere fatto in Roma . Cos


3
lonne v erano d Ordine CompofitOj i Capitelli delle quali ve(itti e%

rano d un folo ordine di foglie , ancor che richez^Z^a d9 ornamenqueW


ti l' Opera per
f richiedeffe ; ma perch ci forf avr ejfervato
1
Architetto e(fer e fiato 3 ancor che di raro, poflo in ufo da buoni, egli

pia fegnalarfi adoperando ci , che meno ve de a praticato .


quanto poi fu bizjZjtrroil di lui penf amento per introdur novit
Fece egli quefle foglie affai picciole , che folo al meZjO della Campana arrivavano, nudo lafdando il rimanente d'ejfa Campana con gran-

credette

Ma

di(firn a offefa di

ve j Fregio

qualunque

occhio

J ano fia

per mirarli. Architra-

Cornice erano infieme mirabilmente conpenetrati ; e tutto ti refio dell' fidifjZjio con quefio beli* ordine procedeva. In tale deplorabile flato ora veggtamo ridotta que(la nobilifilma Frofefifone; e
,

e fi co-

PROEMIO.

come in una meffe da z*i&ania ? e lo Ho inficiata quel poco di


buon grano , che v framifichi ato , o mal fi ravvifa , o non fi
raccoglie , cos que buoni , che pure vi fono , confuf nella corrente moltitudine de' cattivi quafi confiderati non fono , ne cono-

fi

ficiutu

F abrche
tiche

qui

ami

fi

tornare a dietro. Nelle Italiane moderne

lecito

de buoni tempi degniffima cofa

avvertita

a qual fegno

per gli eccellenti Architetti


ra)

che

'

efiere ,fi

Edifiz^j

Quanto ben

che dirigevano

dallo fc arpe Ilo nate

che leggierezj&a

condotte

ma

le

come

efieguire

nobilt

membra

nelle

an-

non folo
quanto per gli Ope-

rendanfi pregiabili

effe

fapevano con non minor perfezione

commejfi gli
Intagli

Quanto ben

leggiadria negfi

Cornici

delle

di getto pojfono raffembrare

non

che

In fiamma

tutte fi veggono le parti s maefirevolmente lavorate , che rapiti


nel rimirarle avventurofi chiamiamo 9 e d* invidia degni coloro

La

meraviglia nafce in chiunque


3
un poco fa difcernere allora eh' allo guardo s apprefenta.no non Jolo
9
Italiane Pitture di qualunque fpecie e colture di que tempi , com'
altro ,
notifiimo , ma altres lavori di bronzeo , di ferro di legno , o
che viffero in quelle et

fieffa

ni

quali tale perzja

/ ammira,

&

fimetri a > e

nobilt, che quanto

piacere fi prende nel contemplarli , altrettanto dolore

poi forge

confusone in penfando , quanto la nojlra Nazione un Secolo dopo

Ma per parlare particolarmente della

fia\decaduta.
altra Citt

Italia

pu ritrovarfi

mia Patria j quali

che fia pi a propojto per fabri-

calce >
f fi confideri l* abondanz^a e perfezione de marmi, di
per ben fabricare ,
di legnami, e d* ogni altra me ejjaria materia Z

care-,

E
occhi Z E

quanti buoni tfempj fi hanno fiotto agli


quanto buon ufo
3
potrebbe farfi dell' amenit e belle z^z^a de fitiz In fatti affai frequentemente qui fi veggono fiorgere nuove F abrche , e molti lavori di
pietra fi
e difcono altrove . Ora con qual occhio rimirarfi, e con

fp

qual cuore da un buon Cittadino pub fojferirfi di vedere gittato il


3
tempo, e tanti fini marmi, e tanti danari s mal impiegati e quafi
diffi perduti in opere 3 ebe in vece d accrefeere ornamento al no [Ir
3

n vanno anzj ce mando tutto d la bellezza, ed


f
Ben di ci fi lamenta il nofiro Marchef Scipione Maf~

be Ilifilmo pae[e
il

pregio ?

fei, nella

fua

eruditiffima

Verona

tale ne chiunque ha buon gufio,

Hluftrata, et odo tutto d lamen-

fano intendimento $ ma non perci

PROEMIO.

15
%

miglioramento alcuno fi -vede . Quefla confederazione piti d


ha ftimolato allo fendere e publicare quefia qual
coni altra cofa
ci

fafi

operetta; che

ogni liberale

tria a porre anco in pericolo

fe

la propria vita

talento

molto

molto

che

pm

poco

il

Uomo

e obligato

per la fua

Pa-

quando per fua difefa


deve

fu dori ,

Dator

abbifogna
fe fatiche , e quel

d* ogni bene

a lui concedet-

per ejfa impiegare ; ne fchivar deve A! incontrare molefi ie e


contrariet , qualora per giovare al publico gli convenga opporfi
te

ad abufi univerfalmente radicati , e a falfe opinioni comunemente abbracciate , Per tentar di confeguire un fine s bello , e
perche in tante tenebre onde con s gran danno ojfufcati fono gC
e

lume trafpiri

non ho faputo miglior mezjzjo


rinvenire che i efporre al publico li cinque Ordini prima di
Michel Sanmicheli , che con ogni ma^vior diligenza ho ricaintelletti

qualche

vati dalle fue Fabriche , poi di Vitruvio y e pofeia altri cinque i che opra gli altri in quefla profe(fione furono benemeriti preffo il Mondo.
Slon poffo qui tralafciare di far giufiizsia al

Gaudenzio Bellini mio concittadino Giovane di molta abilit


nella Scultura
ed Architettura , che grande ajuto m ha preflato e
Sig.

mifure del Sanmicheli , e ne difegni da me intagliati ,


che di mano in mano in que/l' Opera farem 'vedere . La ragione , che
nel cavar

m* ha

le

pi dijfufamente degli Ordini del


9
Sanmicheli , fi j che queji pi non fi videro ne libri , ne pi da
9
Scrittore alcuno efpofli furono > onde fovra effi affai pi a lungo m
e[tender ; pofeia perch gli Studi off di quefl* Arte p offano a loro diletto e giovamento farne paragone , tratteremo pi brevemente anche
indotto a trattare prima

Ordini di Vitruvio, e $ altri cinque / difegni de quali non


3
ha molto eh: uniti furono ne libri di due Francefi del noflro Secolo
Cambray eie Blond. Se nelle Figure a queji mi raffomiglier 3 reputer per me gloriofo /' e/fere flato non men di loro nel difegna*le
dezli

accurato

ma

ne fottopofi ragionamenti

convenuto da ejp

affat-

to

allontanarmi , perch troppo fu dalla loro differente l' intenz^ion


mia . Primieramente altro non volle il Cambray , che fare con rifrettiffmi

difeorf prima tra

moderna Architettura } poi tra


che tutto a puntino dopo fece le

antica e

moderni Autori il confronto //


Blond, non in altro dal Cambray variando , che in rifirette&Zja
,

anco-

PROEMIO.

16

ancora maggiore; la qu al fatica poco vale per fo di sfare uno fludiofo , e niente per erudire un inefperto . Quello , eh' effi non curarono , ho io cercato di conferire , e perci oltre l unire le figure , e i difegni di que valent Uomini > che ad efporre ho intrapre-

fo, ho procurato con /' induftria maggiore, che mi fu poffihile , a


comune arnmaeftramento le regole loro ed infegnamenti in queJF
Opera compilare , Per facendo io quanto i due fopr adetti Francefi han tralafciato > tralafcio a bella pofta quanto effi un dopo l*
altro hanno fatto ; cio il confronto , prima fra le due Architetture
per non imitare le Blond>che va ripetendo , folo pi brevemente
t

quanto
e pofeia

dijfe
il

il

Cambray

onde fuo compendiatore pot ri a chi amarfi

confronto tra quelli Autori

eh* efpongo

reputandolo

fover ch'io anche per un altra ragione, la quale , che vana cofa
rajfembrami lo ajfaticarfi in dimoflrar con parole ci , che ciafcheduno con li difegni davanti agli occhi pu da f feorgere agevolmente . Oltre di che ne Cambray , ne le Xlond fuo feguaee X
Inter colonn) parlano , n di Forte , ne di Fineftre
n di tante altre cof , delle quali come neceffarie a faperfl da un Architetto 9 noi tratteremo, ia f le annotazioni , cV io fot toprro , poco a quelli piaceranno 3 che fono gi da gran tempo con /' opinio,

ne impegnati nelt Architettura del nofiro Secolo , giudicando ejfa


con troppo indifereta afprezj&a da noi condannarfi , ci non deve

punto arrecarmi dal tentare la falutevole imprefa , avegnache


a molti fpiace voi ifpma , dt combattere la falfit , e l' errore , e dfeoprendo per altrui difmganno la verit 3 procurare , per quanto s
e pender anno le for&e mie , il publico giovamento , // quale l' unico Jine che in quefie mie fatiche mi fon propojlo Ma forf troppo fover chiame nte ci fiam diffufi > onde fubito a ci, di che abbiam
fromeffo trattare, daremo cominciarne nto
,

DE*

17

DE CINQUE ORDINI IN GENERALE,


1

Delle parti de medejmi , e del modo


di geometricamente formarli.

CAPO
UESTI

cinque Ordini, cio Tofcario, Dorico, fonico, Corintio,


e Compofito, che, come abbiam

danno ornamento, e

detto,

ma

for-

Architettura , e de* quali


\ tanto ufo dee farli nelle ben recon
Solate Fabriche , fono formati tutti
Je medefime parti, che fono fette: PiedeftalIo, Bafe, Colonna, Capitello, Architrave,
Fregio, e Cornice; ma che fono per di firnetica, e di forma tra loro diverfe, avendo
ilTofcano, il Dorico, e cos tutti gli altri
ancora, e Capitelli, e tutte l'altre parti prprie fue, e da quelle d' un' altr' Ordine differenti. E per cominciare dal fondamento, parJeremo prima del Piedeftallo , piede di tutto
T Edificio, ma piede per, che s' inalza e forg fopra terra, il quale, non come 1' altre
parti , neceffario per fare un' Ordine compitamente perfetto , ma alle volte s' adopera , alle volte fi tralafcia , fecondo Ieoccafioni, le quali dal giudiciofo Architetto fi devono confiderare. Quello Piedeftallo formato di tre parti ; Balfamento, il quale un' adornamentodi
Cornicej Dado, il quale fi fa lifcio, e non fi
adorna,fe non con qualche baffo rilievo, e qualche riquadratura leggiera, negli Ordini per pi
gentili, ed in opere affai nobili ; per ultimo Cimacia, la quale pure una Cornice con lafua
Corona, o vogliam dire Gocciolatojo, per cui
dall' ingiurie de'
fia

Dado

cia

all'

tempi

il corpo, o
Sopra quella Cimaquale come il piede

di fefo rerta

del Piedeftallo.

polla

la

Bafe,

la

Colonna, f il Piedeftallo di tutta I'Opera; le forme poi di quelle Ball vedranno!!


a* loro luoghi tutte diftinte. La Colonna dedella

ni.

I.

Li

immediatamente 1*
Architrave, il qualealtro non , che una trave porta a traverfo alle Colonne che fono in
Capitelli foftengono

piede, e ferve per tenerle unite, e per foftenere I' altre due parti. Di quelle una il Fregio, dove fi folea fcolpire, ed intagliare ci,
che a queir Edificio apparteneva , alludendovi, one' balli rilievi, contenenti co f al propolito adattate, o con caratteri ancora , ed
ifcrizioni; il che quando fi poffa , Iodevol farebbe anco nelle moderne Fabriche non trafcurare. L' altra pofcia ia Cornice, la quale
ferve per riparare co' fuoi Agetti, o Sporti 1*
opera dalle pioggie, dalle grandini , e dalle
nevi. Ora quelle fette parti, bench di por
chilfimi membri compofte , pure fono tutte
tanto varie, e tanto una dall' altra diverfe >
quanti fono gli Ediflzj che inalzati furono, o
fieno per inalzarli per fino , che confervifi fu
Sono quelli
la terra I' umana generazione
membri di quattro fpecie; piani, concavi, eonveffi, e mirti di concavo, e di convefso. Per
parlare prima de' piani , tali fono le Corone ,
o Ila Gociolato}, le Fafcie, i Liftelli, i Dentelli , e finalmente l' Intaccature, le quali fervono in certo modo per dividere un membro
.

dall'altro; e

com'

efse

deono fempre

elfer li-

fcie, cos porte efsendo fra g' intagli, da tale

vago mefcolamento ne rifulta all'opere ornamento maggiore, e maggiore armonia. Ora


per, che ' Architettura de noftri d, ancor
che s immoderatamente perduta dietro gli adornamenti a tale, che non ha veruna dilrcolta

fagrificare

ad

elfi

tutte le regole

dell*

Arte, non fo per qualdeftino, ha prefa tale


inimicizia con 1' ornamento dell' intagliare,

ve elfer polla a perpendicolo in piede fopra


Bafe, elfendo effa foftentamento, e adorna-

che

mento infieme dell' Edifzio, nel quale collocata. Quella far rotonda per lo pi, ed alle volte quadrata , ma fempre nella parte in-

cofe atte a foftenere. Polla quefta a fuo Iuo-

Intaccature; e f pur talora adoprate fi veggono, tanto lifcio, non mai dallo fcabro degl'Intagli interrotto, anzi che vaghezza, difgufto
pi torto genera ,e confufione Di quelli membri non ho polla figura alcuna, mentre elfendo a fquadra , difficolt non fi pu avere nel for-

go,

vi

marli. Que'

far

come

la

feriore pi grolfa che nella fommit , infegnandoci la natura effere cos le piante, e 1' altre
fi

porr in cima
la tefta

fovra

il

il

Capitello, il
corpo de^li

quale

Uomi-

lo ha quali del tutto fbandito, ne fegue ,


eh' efclufo quello, foverchie ancora fieno le

fono due;

le

membri poi, che fono concavi,


Gufcie, che teoricamente per Io pi

fi

for-

,,

CAPITOLI GENERALI.

i8

formano come nella Tavola I. Figura I. ; ed i


Cavetti, adoperati nelle Bali Jonica, Corintia,
Compofita, et Attica, facendoli con due cen-

fi

come

tri,

nella F. 4. I

membri

della terza fpe-

chiamanti conveftl. Di quefta fpecie fono


gli Ovoli,
quali fi formano al roverfcio delle
Gufcie, come nella F. 2., i Tondini, (cos
chiamati quando fien piccioli , ma f pi grandi, detti poi Tori, o Bafloni,) che abbracciano un femicircolo intero , come fi vede nella
F. 3. Li mirti finalmente non fono pi che
cie

due; Gola dritta, e Gola roverfcia , li quali fi


veggono difegnati nella F. 5. e F. 6. Quefti fo-

no i membri ritrovati da' noftri ottimi Anti>


chi, e ch ora ripeteremo tutti affieme: Corona, Liflello, Fafcia, Intaccature, Dentello ,
Gufcio , Cavetto , Ovolo, Tondino, Gola dritta, e Gola reverfcia; e con quefti , che tutti alle quattro dette fpecie riduconfi, fi fanno
tutte le forti di Corniciamenti, che gi mai fi
poffano defiderare. Non mi fembra cofa fuori
dlpropofito il porre qui ancora la Voluta, di
ufo ne' Capitelli Jonico,

Corintio,
e Compofito, nelle Cartelle, ne' Modiglioni,
e nelle ferraglie degli Archi; fopra la quale,
per efiere non tanto agevole, mi fermer p;
di quello abbia fatto ne' membri de' Corniciamenti Per far la Voluta molte regole inventate furono, ma fra tutte una fola ne fregher, che fra l'altre a me raflembra la pi chiara, facile, et efpedita. Verremo in quefta
guifa ad ifchifare ogni confufione, in cui facilmente per la moltiplicit delle cofe fi fuole
incorrere
Ferminfi adunque in primo luogo
li due termini perpendicolarmente con la linea
A. B. , che far l'altezza della Voluta, e quecui

fi

fa

otto parti eguali , e cominciando dalla fommit a mezza la quinta parte


ftabilifcafi in Centro C. ,
intorno al quale fi
formi il Circolo D. , che non far in diametro
maggiore della detta quinta parte, il qual circolo chiamali 1' occhio delia Voluta S tiri di
poi la linea Orizontale E. F., qual palli per lo
fudetto centro C. tirata la quale avremo le due
linee Perpendicolare, et Orizontale. Indi dentro il Circolo D. formili un quadrato, il qua>
le fi divider con due diagonali, che poi fi par-

fta linea dividali in

tirono in porzioni dodici, come nella F. 7. Da


quelle dodici partizioni avremo dodici porzioni
di Circolo , dette da Vitruvio Tettanti , cio
quarti di Circolo , fermando in ciaicheduna
partizione la punta immobile del CompalTo,
e girando 1' altra dalla Perpendicolare alla Orizontale, e dalia Orizontale alla Perpendicolare.

colo

Cosi procedendo fino che s' arrivi alCir


come nella
fi aver 1' intera Voluta ,

D.

F-

Quefta

9.

regola, che

a
fi

mio credere

accenna, dove dicelib.


y

Abaco

sopra [otto

di quarta

fi a

che pervenga
co.

ogni giro

fpazio di mez* occhio , fin


quarta , cb* [otto l* Aba~

lo

all' iftejfa

Ci promette poi

e. 3.

3.

incomnci, e per

s'

fmnuito

pi efpedita
Vitruvio 1'
(*) Poi dal dila

adoperare.

polla

che

be diffufamente fpiegata
Opera di Vitruvio come

nel fine

X avreb-

;ma quefta parte


difegni

dell'

e figure di
tutti i libri con grave danno fi perduta;
onde di ci altro non abbiamo da lui, che
le poche parole fopra citate. Siamo delia regola qui polla debitori a Giufeppe Salviati,
Pittore, e non ignaro della Geometria, che
i

1' ha publicata
con le ftampe , e
(ne m' ignoto, che altri Autori va-

nel 1552.
forf

riamente interpretando

hanno date
vio penfata

go

le

varie regole)

parole di Vitruvio
quale fu da Vitru-

non indegna effendo d' aver luodel medefimo Vitruvio

fra le invenzioni

Fatta pertanto

in quello

una

ci

fola linea,

conda

modo

la

Voluta con

refta a fare in quella la

che afileme con

fe-

prima fminuifcafi
girando al Centro come la prima, e fminuifca ancora il Liflello, o Cimacio della Voluta,
eh' intorno gli fi raggira. Quello facilmente fi
fa , fermando 1' immobile punta del Compafl
nel mezo tra un punto, e 1' altro de' dodici,
che fono fegnati nel quadrato del Circolo D.
fempre per difeendendo verfo il Centro Gin
tal modo s' avr 1' incera Voluta o Cartoccio,
proprio per li Capitelli, Modiglioni, ed altro,
come abbiamo di fopra detto. Per compire
quello Capitolo ci rimane a dire delle Cartelle, le quali fono fiate dagli Antichi polle appi Ab le Erte delle Feneftre, Porte, e Camini degli Ordini pi gentili, per adornamento delle loro Cornici: n mai fo ritrovare, che in altri ufi nella buona Architettura
Cartelle s' adoprafiero ; bens veggo, che aliai
,

la

miglior fortuna preffo quella de' noflri giorni


incontrarono, avendo effe aperto ampio campo alla bizzarria degl' ingegni, che innumerabili

forme ne ritrovarono, e

come il fale nelle vivande,


mento d' ogni pi efquifita

ridotte

hanno

1'

neceffario

condi-

e magnifica

Ope-

ra, con quella fola diverfit, che la dove il


fale con avara mano adoprar fi dee, effe all'
incontro prodigamente , e fenza difeernimenper ritornare
to alcuno fono profnfe.

Ma

onde partimmo, fi formano le Cartelle con


due Volute, una minore, e V altra maggiore ; 1' una e 1' altra fatte con la fuddetta regola , e con una linea fimile ad una Gola ,
o Onda fi congiungono , come nella F. 8.
Tali ancora fono i Modiglioni , o vogliam
dfrli

(*) Tune
tur

ab fummo fub abaco inceptum


dome in tundem tetrantem ,

in /iuguli i tetrantorum paSiombui dim'idiatum oculi

qui

efi

fub abaco

venat

fpatum minue-

Toivxl.

Gojc/o.

Ouolo-

,,

CAPITOLI GENERALI.

22
dirli

Menfoloni, o fiano

tefte delle travi, che

pongono

nelle Cornici degli Ordini nobie le Chiavi ancora, o Serraglie degli Archi , le quali fervono di foftentamento agli Architravi, che vi fpianano Copra, fportandoin
fi

li,

fuori con le Volute.

Ma

perch forf fembretali efeguendofi,


fieno per rene troppo nuda , ecco

, che tutte le cofe gi dette


quali le ho qui
defcritte ,

dere

1'

opera povera

Tavole

e III. i modi , de* quali i


buoni Antichi fi fervivano per adornare , i
quali tutti fono Intagli parte di bado, e parnelle

II.

te di mezzo rilievo , che recano alle Fabriche


grandiffima leggiadria , e maeft Io gli ho
qui porti in grazia di que' pochi , i quali desiderano operar bene, e non gi con la fperan.

za , che g' impegnati nella corrotta maniera


denoftrid, ed occupati da prevenzioni arrivino alla difficilifima prova di fpogliarfene , e
di cangiare opinione, Deefi per avvertire, come nel rimanente di queir.' Opera ho Iafciati i
Corniciamenti fenza Intagli , i quali in quefte
picciole Tavole guftare non fi potrebbono , n
diftinguere , anzi pi torto in difegni cos minuti produrrebbono confusione; avendoli folo
porti nel Sanmicheli, le di cui Tavole faran
pi grandi. Dove per gli abbiamo omefli
quale fia il loro luogo , lo andremo nelle annotazioni dimoftrando.

Delle proporzioni generali) e del

modo

di

mifurare

e gli Edifizj. E ci ancoal prefentc negli


avvenire
veggiamo
Altari, dove le Menfe neceffariamente deono

nori, fecondo

fiti ,

ra tuttod

fempre

effere

dell'

altezza

medefima

dalla

quale difficolt molti de' noftrr Architetti cercarono liberarli , facendo le Menfe a guifa d' Urna; quale a mio credere la pi fciocca invenzione , che mal regolati intelletti in pregiudizio d' ogni ragione penfar poteffero. Ma per
ritornare in via , 1' altezza della Bafe far fempre mezo diametro di Colonna , e quando dir per T avvenire diametro, intendo la groffezza della Colonna da pie
Ne' Furti delle Colonne aver fi deve tutta 1' avvertenza agli Ordini , perch fono tutti fra loro diverfi , alcuni pi nani, (per ufar le voci de' noftri Autori,) ed altri pi fvelti; ma per dirne ci, che
d' univerfale pu dirfi , non dovranno quefti
mai effer minori di fei diametri , n giungere
a diametri nove. Ne' Capitelli regola generale non fi pu ftabilire, perch ci, che ad un'
Ordine fi conviene , a tutti gli altri non
pu applicarli
Il
rimanente del fopraornato, cio Architrave , Fregio , e Cornice a mifura degli Ordini ha le fue proporzioni , imperci che negli Ordini pi fodi , Tofcano, e Dorico, per Io pi la quarta parte
della Colonna, e per lo pi la quinta negli
altri tre, Fino a qui abbiamo ragionato delle
proporzioni , che deono oflervarfi nelle altezze ; ora d' alcune larghezze neceffarie a chi vuol
con giufta fimetria adornare una Fabrica ben
ordinata ragioneremo
E primieramente il
.

C A P O

Dado

de' Piedeftajli non ecceder mai la larghezza del Plinto della Bafe. La Colonna da

I.

STabilitofi quali, e quante fiano le parti,


onde fi compongono gli Ordini gi detti d'
Architettura , quali i loro membri , e *J modo di
formarli con giufta regola , acci non s' operi a
cafo, n fiano quelli , che operano, cofretti

ad indovinare ci

che formar fi deve con cerora conviene andarfi pi


,
avanzando, ed a cofe pi rilevanti paffare. Veta regola

e fcienza

dremo per tanto le proporzioni , cos generalmente accennandole quali dagli Autori preffono E cominciando da' Piedeftalli
diremo , che quefti comprefa la loro Cimacia , e
Baffamento, non dovranno effere pi alti del
terzo della loro Colonna, ne minori della quar-

critte ci

ta parte.

Ma

in querta parte

all'

Architetto,

artretto per lo pi dalla neceflt de'

fiti , o d'
qualunque
altra, permetterli libert Ci vediamo effere
accaduto negli antichi Tempj, dovei Piedestalli non doveano mai effer maggiori dell* al-

altre circoftanze

fuole pi che in
.

tezza delle Scale, per le quali s' afcendeva al

Tempio ,

e che ora maggiori erano

ora mi-

capo far fempre minore, che da piedi; ma


non fi pu di quanto minore effer debba affegnar regola generale ; perch vuole Vitruvio
che quanto pi la Colonna alta, tantomeno fminuifca per la ragione , che quanto
pi le parti dall' occhio s allontanano, tanto
pi f per un' inganno ottico) picciole apparirono ; onde regola particolare di quefto affegneremo in uno de' Capitoli fuffeguenti. Il
foifitto, o grofsezza dell* Architrave non far mai maggiore del cerchio formato dal Collarino della Colonna Quefte fono le grofsezze , e larghezze necefsarie tutte ad efeguirfi ;
.

n chi operar vuole rettamente, pu ad alcuna


contravenire .
L* altre ci fi daranno dagli
Sporti, chiamati con altro nome Projerture, o
Agetti , la regola de quali faciliffima , e da Vitruvio infegnata. Qiiefta , che quanto alti
faranno i membri, tanto pure avranno di fporto; trattone le Corone, o Gocciolato} che n'
avran pi, e Je Fafcie, Liftelli , ed Intaccature, che d' a fsa in' avran meno. Le fin' ora dette fono le pi uni verfali mifure, e proporzioni

CAPITOLI GENERALI.
Bafe , Colonne,
pofsano brevemente afsegnare. Pafsaremo di poi a vederle miri linamente e particolarmente negli Autori eh'
io con 1* efatezza maggiore , che mi far poffibile, andr efponendo; e quelte faranno col
Modulo mifurate. Ma per non Iafciare veruna
cofa, che pofsa riufcire di facile ajuto a chi
cominciafse a porre il piede per quefta ftudioIl
favia, diremo ancora cofa fia il Modulo
Modulo altro non che una mifura non fifsa ,
come il Braccio, il Piede, ed altre, ma ideale, ora grande , ora picciola , uniformandoli
fempre,o picciola, o grande che fia, all' opera,
zioni, che par

Capitelli

Piede/talli

e Sopraornati

fi

Formali in quefto modo. Stabilita 1' altezza, alla quale fi vuole, che arrivi
la fommit della Cornice, f a cagion d'efempio fi vorr che fia 1' Opera Dorica col fuo
che

fi

d'ee fare.

il che fpefse fiate ne' feguenti difegni


;
ancora , che obligato mi fono al Modulo di dieciotto parti, avvenuto. Io per ci
ftimo non rimanga all' Architetto altra pi ficura regola che quella nel far le fagome , o
vogliam dire Modanature delli Cornicia menti , e di qualunque cofa , riufeendo tal regola
minutiflma , ed efatiffima
Credo per , che
n di tal regola n del Modulo pi fervali la
maggior parte de' viventi Architetti , intenti

ricerca

me

qualunqne cofa

a fchifare
tica

e che

fenza freno alcuno

marli

ricerchi ftudio

trafportare

lafciandofi

a precetti dell'

loro capriccio

il

Arte nulla curano

e fa-

ovunque
trafeorre
d'

unifor-

Degli Intercolonn)
delle

Piedestallo, divider (fi tutta la altezza in parti

venticinque, ed una di quelle parti far il Modulo, due de' quali faranno il diametro della
Colonna in fondo Qiiefto Modulo flato adoperato da Vitruvio, e da quafi tutti gli altri Architetti, che fcrifsero dopo lui. Efsopoi
fi divide in parti, o minuti, da alcuni in pi,

23

Impofte

Archi

e delle

CAPO

e Pilaftri

Porte

III.

da alcuni in meno. Poich il Palladio, e lo


Scamozzi lo dividono in trenta minuti , il Vignola negli due Ordini robufti in dodici, e
negli altri in Jieciotto.il Cambray ha ridotti
tutti li calcoli ad una fla maniera di Modulo, divifo in 30 parti; io qui ho altres ridotti tutti gli calcoli de' fette Autori , eh' efpon*
go, Umilmente ad una fola maniera di Modulo, ma divifo in parti 18; il che toglier ogni
confufione, e far di gran giovamento a chiunque voglia uno con 1' altro i detti Autori
confrontare
Vi poi un' altra maniera di
compartire i membri, quale a mio credere
pi fottile , e pi efatta , e pi a propofito
per guidamente efequire i precetti dell' Arte,
e bench pi faticola,io configlierei chiunque
ad Opere d' impegno, e delicate s' efponga,
a valerli d' efsa, tanto pi ,che Vitruvio egli
altri migliori nel deferivere le parti pi di que,
fta fi fervirono, che del Modulo. Procureremo con un efempio di chiaramente fpiegarla.
Abbiamo uno fpazio di mezo diametro di Colonna, o vogliam dire d' un Modulo in altezza, nel quale fi deve fare un Capitello Tofcano fecondo il Serlio. Dividefi quello fpazio
.

in tre parti uguali, delle quali una


fi

dar,

te parti

fotto

all'

Ovolo

divider,

fi

T Ovolo, e

quello cafo

pure come

il

fi

l'altra, e

una reitandone

le fei

Modulo

all'

la terza

al

Abaco
in fet-

Liftello

altre al Collarino.
a nulla ferve,

In

dividali

voglia o in dieciotto, o in tren-

non potendoli n con

n con
quarti ritrovare quel giuftiffimo punto, che fi
ta parti

terzi

Intercolonn)
GLiquello
vuoto

non fono , che


che fi vede tra una
Colonna, e 1' altra nelle Loggie, dove non
fono Archi, ma Architravi piani. La proporaltro

fpazio

zione di quefti

fi

piglia dalla grofsezza

delle

Colonne, che li racchiudono, la qual proporzione in ogni Ordine diverfa ,e diverfa ancora fi vedr in ogni Autore, di cui fono per ragionare. Ma per adeguarne una regola generale, dir che quello fpazio non dovr mai
efsere minore d* un diametro e mezo, ne mai
maggiore di quattro diametri , fuorch nell*
Ordine Tofcano, quando non fi facciano, come s* accoltuma , gli Architravi di legno , che
allora pofsono farli gli fpazj maggiri di quel-

Architravi fono
ed i Pilaftri , che pure fervono per Portici, e Loggie;
quali Archi non gi s' appoggiano fopra i Cache farebbe errore come diremo
pitelli (il
nel feguen te Capitolo degli abufi) ma fopra

lo far

fi

pofsano, quando

di pietra.

Ora vediamo

gli

gli

Aichi

propriamente per elfi e non


per altro inventati. Quefti Pilaftri s' ufano
foli , ma in Opere folamente mafficcie , e preffo terra; ma nelP Opere ornate, e ne' fui da
terra elevati s' abbellirono con Colonne, che
manzi vi s' appoggiano, e per lo pi in certo
modo pajono in elfi incaftrarfi ora meze, ora
un terzo fecondo le occafioni , per far folrito agli Architravi, che fopra vi fpianano. Devono tali Pilaftri aver proporzione con la larghezza della luce dell' Arco; per la larghezPilaftri quadri,

mai maggiore della met


luce fudetta, n mai minore della terza

za loro
della

non

Ma

fi

far

ancora nelle
dette proporzioni riefeono fempre pi larghi

parte.

come che

elTi riftretti

delle

CAPITOLI GENERALI

appoggiano, cos quella parte pur d' erti, che avanza dall' una e dall'
altra parte fuori del Furto di detta Colonna , dicefi Me moretto da alcuni, e da altri Aletta,
che ha (pra di f una certa come fpecie di Capitello, che Importa fi nomina , la quale in
ogni Ordine diverfa, come pi avanti ne'difegni fa rem vedere. Quelle Imporle reggono
gli Archivolti, i quali altro non fono che Ar-

Colonne, che

delle

chitravi ripiegati

vi s-

in femicircolo, per

con una Chiave nella mezaria,


Menfola, che fembra tenerli

di

forma

fatta in
ferrati

pi

lo

acci

l'

non minino. Efquanto i merafi Archivolti fi fanno larghi ,


bretti, o poco minori, ma non mai maggiori,

uno

altro avvicinandofi

all'

perch

loro piede facendoli

il

rebbefi a perdere fotto le

maggiori , ver-

Colon ne, onde man-

chevoli ed imperfetti potrebbono rartembrare.


Hanno parimente per lo pi le membra medefime, che gli Architravi. La proporzione del
vano o fia luce degli Archi, o erti fiano con
fempre la medefima,
,
due volte alta, quanto effa larga, e la ferta parte di pi negli Ordini pi
nobili. Rimarebbonci ora ad efaminarele proporzioni generali delle Porte , e delle Feneftre: ma delle Porte folamente parleremo , imporci che quanto d'erte fi ragioner, pari-

Piedeftallo, o fenza

cio che

mente

fia

Feneftre potr applicarli. Vuole


Vitruvio, e gli altri buoni, che la proporziodelle Porte dall' altezza delle rtanze ricavili . e
che in tre parti e mezza divifa tal proporzione,

due

alle

d' erte parti all' altezza

Porta

f n'

artegnino

La

d' erta

luce

larghezza poi

della

avremo

per di qual' Ordine


erte Porte fare fi vogliano, (dovendofi per procedere rettamente ciafeheduna delie medefime
ad uno de' cinque Ordini riferire,) pofeich
f Tofcane fi faranno, o Doriche, la larghezza loro far la met dell' altezza , f Joniche,
o Corintie, o Compoiite, far la larghezza
dall' altezza, ofTervandofi

minore

la

duodecima parte

della

met

dell'al-

Gli ornamenti fono Erte, o Stipiti,


Architrave, Fregio, e Cornice Le Erte non

tezza

deono mai

eflere minori della ferta parte della


larghezza, n della quinta maggiori. Tale far e nella proporzione, e ne' membri 1" Architrave. L' Architrave, Fregio, e Cornice,

non eccederanno mai

quarta parte dell' altezza della luce, n mai erter portono minori
della quinta. Sopra la Cornice far fi fuole il
Frontifpizio , il quale un Triangolo di due
foli Iati eguali, con due linee rette proclivi,
e pendenti a deftra, e a finiftra dell' Edificio.
Sogliono quelli fovraporfi a' Colonnati delle
Loggie, de* Portici , delle Porte, e delle
Feneftre, alle quali gran maeft fempre arrecano, e non minore adornamento. L' altezza
la

loro nel mezzo far tra la quarta, e la quinta


parte della lunghezza della Cornice, eh' porta
onzontalmente Quelle fin' ora dette fono le
proporzioni, che in rirtretto, e quanto ho fa.

ho afTegnatoa
Colonne , Capitelli, Sopraornati Intercolonnj, Archi, Pilaftri, Impoe Porte , fecondo la mente di Vitruvio
fte
,
puto pi

efatta

e giuftamente

Piedertalli, Bafe,
,

e de' fuoi feguaci.

Con

tutto ci a nulla

fer-

viranno, quando non fieno dal giudiziofo Architettore ben regolate, che deve con gran diligenza avvertire a' lti, a' tempi, ed alle circoftanze,che neh" operare gli fi apprefentano.
E vaglia il vero, non tutti gli Ordini a tutto
fono atti; le Fortezze e le Torri richiedono
un' Ordine fodo, marticcio, e fenza intagli; i
Tempj , ed i Teatri pi delicatezza, e maggiori adornamenti; e cos difeorrendo una particolar

forma fempre

neceflaria

>

a quella for-

Fabriche , che intraprende!! , convenevole.


Quanto ho di ci detto, ancora alle proporzioni appartiene, le quali fecondo V occafioni
variar fi deono, e ad erte propriamente applicare ; il che dal noftro Sanmicheli flato mite di

rabilmente ortervato,e profondamente intefo,


attendendo egli pi che ad efeguire con troppo fcrupolo le regole dell* Arte, a renderle
addattate al bifogno , onde potert reflar pago,
e contento 1' occhio de' riguardanti; il che
non avrebbe egli certamente ottenuto, f non
forte l'Iato ottimamente fondato nella Profpet-

ad un' Architetto necctfarirtima Ma non


vorrei , che le mie parole o malamente intefe ,
o malamente volute intendere , in finirtra partiva

te rivoltandoli porgeflero anzi preterto a' colti-

quella facolt di fuggir faticale


libert d' operare a loro catroppa
prenderli
priccio , trafeurando le regole , che pur deonfi
va tori

di

fapere profondamente, ertendo tutta diverfa T


intenzion mia, che pi tolto d'indurii, e d'
impegnarli a rtudio maggiore, moftrando loro
che le regole, ancorch giuftamente efeguite,

vagliono poco, quando non fono da un gran


giudizio, prudenza, e fapere maneggiate, e
temperate. Non vorrei dall'altro canto, eh*
erti fui bel principio fi perdeflero d' animo, e
riputartene in troppo angufti limiti rinferrati

loro intelletti, udendo, che Tempj,


Teatri, Archi Trionfali, Portici, e Loggie,

Altari,

Palagi, e quant' altri Ediflcj fi fanno al Mondo, o fieno per farfi in avvenire, acci regolati fieno, e meritin lode, deono tutti ertere
ridotti neceflariamente ad uno di quelli cinque
Ordini, di quelle fole poche parti, eh' abCrederanno a tropbiamo dette, comporti
anzi aver lefottopofto,
leggi
po rigorofe
erto cidovendo
un'Architetto,
mani
gate le*"
racchiutermini
brevi
cos
fua
in
Opera
afeuna
dere
.

CAPITOLI GENERALI.
dcre , e confinare Si dir , meglio allora operar
gl'ingegni, quando pi fono liberi, n dal
frvil giogo di determinate regole raffrenati ;
eflere troppo vafta la mente umana , per vo.

pochi afciutti precetti , dalla rancida


Antichit a noi tramandati, imprigionare Janzi cos appunto de' due fuoi maggiori pregi 1*
Opere d' ingegno privarfi, che fono variet,
e novit. Ora per dimoftrare ci non efler vero, n alcuno di quelli cattivi effetti da quanto ho propoflo derivare, qui defidero, f in
altro tempo mai , che chi quanto ferivo far
per leggere, ponga da parte le prevenzioni,

lerla in

delle quali nulla di maggiore impedimento


per discoprire la verit, e difvelare nel pro-

prio fuo afpetto

principali parti d'

meno

fra

il

fi fpoprefente corrotto

Quattro fono

effere delle cofe, e

que' pregiudizi , che


gufto negli animi infinu
gli di

un

volto

umano,

le

nulladi-

quanti viifero,efra quanti nafeeran-

no,fra quanti furono , e faran mai per dipingerfi, fu e far fempre variet, n mai due

uno fia in tutto air altro liincontreranno. La Mufca in quelle


fette voci, che note chiamanti , tutta racchiufa, pure quante muficali compofizioni tifarono vaghiflme, nuove, e tutte fra loro diflimili! Per tramandare a* lontani, ed a* poderi
i concetti del noftro animo ,
utiliffima invenzione fu la fcrittura, che tutta nell' Alfabeto
comprefa,pure da effa non fono quante mai
cofe poffono in mente umana cadere ifpiegate , fenza che ci , che produce un ingegno,
fia mai corretto alle produzioni d' un' altro
volti,

mile,

de* quali

s*

Ora

quante fieno
le parti dell' Architettura, troveraffi in effe numero afTai maggiore, che in quelle, che circofcrivono 1' uman volto, e maggiore ancora , che
raffomigliarfi

fi

, e nelle lettere dell' Alfabeto; pofeiach cinque effendo gli Ordini, e


ciafeheduno di fette parti, tutte d' afpetto dalle fette d' un" altr' Ordine differenti , compofto , quinci fi vede non efTere meno le dette
parti, che trentacinque
Che Uomini dove
infieme concorrano acutiffimo ingegno ,
perfetto difeernimento, e grandiflimo Audio
ed efperienza ritrovar poffano uno, o pi Ordini diverfi dalli cinque , che gli Antichi in"
ventarono, e ad elfi nulla inferiori , o anche
fuperiori, ci non fi niega; ma
finch dal
Cielo non difeendano quefti rariffimi intelletti, per giovare al mondo co' ritrovati loro, e
fin che le loro invenzioni non fieno univerfalmente dal Mondo ricevute, ed approvate, deve 1' Architettura tutte le poffibili Fabriche a
.

que' cinque

qualunque

altro fine' d'allontanartene . Negi


da ci s'impedifee, che non pollano infinite
Fabriche inalzarli , tutte fra effe di forme e
d' afpctti diverfiflime , piene di bellezza, e di
grazia fempre nuova, e fempre in diverfaguifa dilettevoli ; n d' alcuna libert da quella
limitazione viene a privarfi 1' Architetto, a
cui

s' egli

foli Ordini , eh' ora fono , reftringere, fenza cercare, o per vaghezza d'adornamenti, o per defiderio di novit , o per

a baflanza fornito fia d*

ingegno

e ftudio , fempre apriraffi nuovo


campo di penfare,efeguire, et adornare nuovi Edifcj con fua gran laude, ed utilit non
giudizio

minore
quanto

cos de' vivi

come

della pofterit.

Ma

meglio, che dall' efperienza manifellato , e confermato. Gli


antichi Greci, Tofcani, e Romani, e i moderni Italiani de' buoni Secoli , non mai dagli
ftabiliti Ordini allontanandoli , arricchirono il
Mondo di Fabriche, che con ragione reputate
furono miracoli dell' Arte , e donde immortai fama , e lode univerfale e ftabile col va
riare de Secoli agli Autori ne deriv. All'incontro i prefenti, che tanto da ci, che la
Natura maeftra , e regolatrice dell' Arte e' infegna, deviarono, appunto quefli Ordini, o
non intendendo , o difpregiando, e da effi dilungandofi nelle Fabriche loro, che a' niun de'
cinque ridur fi poffono, hanno quella nobiliffima facolt in uno fiato ridotta , che non
farebbe da biafimarfi chi pi torto la rozezza
io dico, da nulla

de' barbari Secoli defideraffe,

Digli Abufi.

C A P O

ricerchi,

nelle note muficali

25

Fin' ora

abbiamo

V.
che de-

deferitte le parti,

di
vonfi porre in ufo , e come
ora
Architettore
quelle fervire il giudiziofo
;
di quelle parleremo, che devonfi fchifare, e
che introdotte furono , e lafciate dalla barbara maniera , che Gotica s' apella ; poi che di
debbafi

molti abufi della prefente , peggiore forf delGotica , abbiamo diffufamente nel Proemio
ragionato. Nel medefimo tempo qualch' errore ancora accenneremo , che dagli Scrittori
d' Architettura furono avvertiti nell* Operede'
buoni Autori, particolarmente de' primi , a*
quali debitrice quefl' Arte del fuo rifornimento , e ne' quali , come a quelli , che in

la

tante tenebre fpianarono agli

U non

altri

la ftrada,

tolerar qualche fallo

cofa indiferetiflima farebbe, e a quella limile, in cui pur troppo trafeorfero i pofteriori Eruditi , che annotazioni fcriffero a qualche antico Autore , nel-

perdonar feppero a' noftri Italiani, che prima di tutti gli altri, riforte a
gli
comentarono Fra le
pena le lettere

le quali nulla

cattive

CAPITOLI GENERALI.

*6

cattive introduzioni della barbara Architettura

una

fi

il

girar Copra

volti quadrati

che per effere

il

Colonne ritonde Archi-

commoda

affai

cofa, e che non offende molto l'occhio di chi


non penetra il fondo dell' Arte,vedefi ancora
a' giorni nofrri tutto d praticato, fenz' averli

confiderazione

che

gli

angoli delle eflremit

non vengono a pofare


Colonna , eh' fottopofla ;

degli Archivolti

vo della

quanto

il

quadrato del piede

co' fuoi canti eccede


renza della Colonna
in falfo , reggendoti
vivo della Colonna,

il

,
li

fui vi-

e che
Archivolto

dell'

cerchio e la circonfetanto pofa in vano ed


fudetti canti

ma

fu

1"

ala

non

fui

o vogliam

dire Sporto del Capitello, il quale non fu ritrovato, ne fatto per foflentamento, ma per
femplice Ornato. Quella la ragione, che ci

perfuade a dover ci (chrfare , la quale oltre


effer chiara
e manifefla conferma" ancora
dal vederi!, che non mai dagli antichi Architetti Greci, o Romani flato quello modo
praticato. Il noflioSanmicheli, come de' pri-

mi

tante

riftoratori della noflra facolt in

nebre abbattutotene potendo

in

un tempo

te-

fo-

lo togliere tutti gli errori , alcuna fiata in quefto inciamp ; nulladimeno cadendo in que-

con tanta grazia e leggia,


dria , che quafi gli fi potrebbe condonare , avendo per altro infiniti errori eflirpati, e levati del tutto. Leon Battifla Alberti ha beniffimo conofeiuto quello per errore , ma come
gli tornavano molto bene forf in molte occafioni quefti Archi, volle trovare temperamento e modo di levare ci , che in f aveano di difettofo , coprendoli con la feorta d'antichi Autori , per da lui non nominati , i quallo vizio

li

il

fece

(die' egli) mej[ono [opra

Capitelli delle

lome un* altra Qimafa quadrata grojfa

Cq-

in alcun

luogo per il quarto , ed in alcun* altro per il quinto


del diametro della fua Colonna', la larghezza di
quefla Cimafa fu uguale con un* ondetta alla mag*

gior larghezza del Capitello

[portarono

tanto

quanto

da

capo

Gli Aget-

altezza; in
,
queflo modo le tefle> e gli [pigoli de gli Archi beh
bero [edili pi efpedti, e pi flabili. Io non fo
di quali antichi Autori intenda 1' Alberti
,
veggo bene ci da' pochiffimi buoni feguitato,

ti

la

loro

'1 poco buon' effetto, che ne


rifulta , m'
accaduto in Vicenza offervare in un Palazzo,
fatto con difegno dello Scamozzi , dove nella
Stalla vidi quefla maniera, la quale f bene
efeguita, come appunto 1' Alberti l' infegn,
nulladimeno mi fembrava, che d' effa l'occhio
affai mal contento ne rimaneffe. Per togliere
queflo difetto , nuli* altro rimedio cred' io fi
poffa adoperare , che porre le Colonne a due
a due , e fopra quelle il loro Architrave , Fregio, e Cornice, o vero (come in tante buo-

ne Fabriche ufato
forma d' Impofta

vede) una Cornice in

fi

quali cofe vi fpianae fui vivo foflengono gli angoli degli Archivolti, che allora forza pi non fanno
fopra il rotondo immediatamente della Colonna , ma fopra il vivo degli Architravi , o dell*
le

no fopra,

Impofle,
altro

quali

come abbiam

non effendo,che

detto di fopra,

fpecie di travi, pofle a

Colonne, reflano fem,


che rimane
ifolata fuori della Colonna . Quello modo ha
tenuto girando gli Archi nel Tempio di Bacco fuori di Roma colui, che n* flato il difegnatore; e fra i moderni l'hanno ufato il
Sanfovino nelle Procurane di Venezia , il
Palladio nel Palazzo publico di Vicenza, molti Fiorentini Architetti de' buoni tempi, gli
traverfo fopra i Fufli delle

pre fodi ancora in quella parte

Edificj de' quali pochi anni fono intagli Ferche


dinando Ruggeri, e altri moltiffimi ,
vollero fchifando ogni errore , dare alle lor

Fabriche grazia e bellezza

quali reputo fov-

nominare. Qui parmi udire alcuni


da
me condannata maniera affezioa quella
andar
nati
dicendo , effer bens vero , che nefmodo ufafl
funo degli Antichi queflo
verchio di

Archi fopra Colonne rotonde, ma


che neffuno di coloro, che
hanno fcritto, ha mai fatto tanto fchiamazzo
fopra il girar di quelli Archi , n s acerbamente 1' ha rigettato. Chi cos parla, non dee
certamente aver letto, quanto fcrffe il Vafari
nella Vita dell' Alberti, e nel fuo Proemio
dell' Architettura , n il Serlio , che al 1. 4.

di girare

effer vero altres,

degli Edificj trattando,

ne' quali

richiedonfi

Archi, cos ne ragiona. Ma [e vorremo con le


Colonne [ole metterci gii Archi [opra , [ara co[a
falfjjma ; percioch i quattro Angoli dell* Arco
[opra una Colonna tonda po[eranno fuori del vivo \
n lo Scamozzi dopo quelli , che nella parte i.
1. 6
cap. 8. fcriffe quelle parole. Per non dir
d* alcuni grojfolani , che nelle Opere loro alle volte
non hanno [atto Jmpofla alcuna

[acendo po[ar

piedi dell* Arco [opra a* Capitelli

Ma

non

ac-

cade pi di ci far parole, dove la ragione,


che di tutto effer deve regolatrice , chiaramente
ripugna, come abbiamo gi dimoflrato. E qui
mi fi porge occafione opportuna per avvertire
un' altro errore, per lo pi dalla ignoranza de'
Stuccatori provenuto , i quali fotto le Volte delle
Stanze pongono certi Corniciamenti fatti modernamente a Gufcie, e a Ghiribizzi , che
niffuno

pu fapere

cofa

fiano, e

meno

lo

formarono. In tali luoghi altro porre non dovrebbefi , che unImpofla , overo una Cornice con la fua Corona e Scima, altro effe Volte non effendo
che Archi continuati , e infieme congiunti ;
laonde f gli Archi, come abbiam provato,
fanno quegl'

ifteffi,

che

li

fopra

,,

,. .

CAPITOLI GENERALI
Mmpofte, o Cornici s* appoggiano, ne
fegue neceffa riamen te ancora le Volte fopra
Imporle o Cornici doverfi parimente appoggiare. Ma di tali fconvenevolezze avr io forte troppo lungamente favellato, di che fcufa
mi fia il vedere s ampiamente dilatati quelli difetti, che ormai comuni a tutti, e quali
Per troppo non difcoflume fon divenuti
fondermi in avvenire, fra tanti altri pregiudizi, dalla vecchia barbara maniera a noi tramanUno fi il
dati, ora di due foli ragioner
fafciare, accerchiare le Colonne con anelli
ghirlande, o il tagliarle perii lungo in altra forma, che rotonda o quadrata non fia;
il che per non cos frequentemente ho veduto accadere; 1* altro poi, dove pi facilmente inciamparono que* primi buoni Archimaniera
tetti, che fono alla detta barbara
fucceduti , fu 1* abondar troppo negl* intagli
onde pi torto confusone all' Opere, che
maefl, e leggiadria maggiore ne rifult; il
qual difetto per parr foverchio a* giorni
noftri avvertire, mentre dubbio non v* ha, che
in elfo pecchino gli Architetti d* oggi d ,
nemici giurati, come fopra dicemmo, di tutti
g* Intagli , e che da tutte
V opere , per
quanto vaghe effer debbano e gentili , affatto
gli efcludono
Ora a que* difetti palleremo
ne* quali anco ufando la buona antica maniera potrebbe incorrerli. Lo Scamozzi dice, non
doverfi far gli Ornamenti fopra le Colonne
troppo fodi e mafficj , particolarmente negli
Ordini pi delicati, ond* effe Colonne oppi-effe fi mofirino ed aggravate dal gran pefo , che lor fovrafla Quello pi che in ogn*
altro cafo devefi avvertire nell* Ordine Dorico , acci le Metope non riefeano fproporzionate, fiche far dovendoli efl Metope quadre , non abbianfi a fare gli fpacj degl* Intercolonnj tanto grandi, che poi non poffano reggere, n i Triglifi pi bislunghi del convenevole. Cadde in queflo fallo il Sanfovino
nelle Procurane di Venezia, come fu offervato dallo Scamozzi nella parte 2. 1. 6. cap. 7.
Ma non minor fallo farebbe, f troppo fcarfamente fi procedefle ; il che a fare alle volte
ci pu coflringere o la troppa fpefa, che apportano gli Sopraornati, maflimamente per
gli Sporti delle Cornici , o V anguilla del loco. In fimil cafo dee il giudiciofo Architetto aver prontezza d* ingegno , e cangiar pender , e nuovi partiti ritrovando da' fimili
difetti fvilupparii; nelle quali difficolt ed
anguflie non andr mai ravvolgendoli , quando egli voglia (come ragionevole) l'idea
fua al fito, e non il fito alla fua idea acco-

fopra

modare

27

Veggonfi inoltre molte Fabriche,


fori fon troppo angufli, in che
pi facilmente peccarono i buoni , o troppo
ampj , come veggiamo frequentemente ne* nolri
giorni accadere. Ad una via di mezzo attenendoli, la quale ottimamente dagli Autori con
certe regole affegnata, 1* uno e l'altro di quelli falli fuggir fi deve; perch i piccioli fori luce baftevole non portano nelle Stanze , n aria 1' Eftate,che le rinfreschi ; e ali* incontro
cagionano grandilfimo freddo
i troppo grandi
nel Verno, oltre il danno, eh' apportano alle muraglie , che tanto reftano indebolite .Grandilfimo (concerto pure il Palladio dice effere lo
fpezzare i Frontifpizj delle Porte , e delle Feneflre,affegnandone quella forte ragione. Effendo ("die* egli) ejfi fatti per dimofirare, ed ac
.

nelle quali

cubare

mo

nel

il

piovere delle Fabriche

mezzo fecero i primi

* ) '** 1 U <>J oh ptteft in ventate fieri , id


haber . tib. (V. C- K.. .. Vi.C.y.

quale cos

col-

ammaefira*

dalla neceffu iflejfa : non fo che cofa pi cOrr


trarla alla ragion naturale fi poffa fare, che fpez m
Zar quella parte , che finta difendere gli obi'

ti

tanti

e quelli ch

dalle nevi
ti

valent

entrano in

cafj.

e dalla grandine

dalle pioggie

Nulladimeno tan-

Uuomini v'incapparono,

a ci for-

f indotti da defiderio di novit, tanto procli-

ve in ogn' Arte ad aprir 1' adito alli disordini


e pregiudicj Vitruvio , primo Maeftro di color che fanno in quell'Arte, dice nel 1. 4.' cap.
%. che gli Antichi non lodarono mai , che in
una fleffa Cornice fi poneffero Modiglioni e
Dentelli , perch non ragionevole , che gli
Afferi , de' quali fono figura i Dentelli , reflino fotto i Canterj, che rapprefentano i Modiglioni
Non approvarono pur mai gli Antichi, che quelli Modiglioni, e quelli Dentelli
fi poneffero nelle Cornici de' Frontifpizj; quali fchiette perci
far
fi deono
perch non
,
.

mai traverfo a' Grondali , ma fempre verfoelfi


piegano gli Afferi, ed i Canteri In fommaegli
conchiude (*) non effer lodevole il fingere cofe,
che naturalmente in fatto darli non poffano
Il
Vignola non vuole, che la Bafe Attica,
la quale a fuo luogo difegnata farem vedere,
fotto altre Colonne , che fotto le Compofite
fia collocata , dicendo per, che ancora fotto
le Joniche fi potrebbe tolerare ; nulladimeno
da' molti buoni
indifferentemente ancora
fotto gli altri Ordini , trattone il Tofcano,s' adoper N 1' una per , n 1' altra di quelle
due ultime cofe poffono afllutamente errori
.

chiamarli , effendo paffate in


tanta licenza,
che quali neffuno de' buoni f n' attenuto
Ma a bella polla molte cofe forpaffando , darem fine a quello Capo , lafciando che molti
altri difetti e difordini fieno dal faggio Archifi

il

edificatori

mn

tetto

putavemnt in imaginibus faSium

pojfe certatn

rationem

i8

CAPITOLI GENERALI.

tetto considerati , e quando abbifogni ^faminati, i quali tanti fono, e tanto vari, quante fono le diverfe occafioni, ed i cali, che a
chi opera s' apprefentano, e quante fono Je
regole di ben operare, che ci vengono da
Maefrri prefcntte, trafgredire le quali fempre errore dovr chiamarf Onde verremo fu-

bito ad alcune notizie de' fette Autori

fono
le

che

fondamento di tutta T Opera noftra,


quali , prima di paflare alle modinazioni
il

de' cinque Ordini

per le ragioni addotte nel


,
principio del fuflfeguente Capitolo, premette-

remo

-^3?^

ALCU-

ALCUNE NOTIZIE

DEGLI ARCHITETTI,
CHE SONO ESPOSTI INQUEST* OPERA.
C A P O

V.

MICHEL SANMICHELI.
tutto
conofciamo per
VEro
che
buona
d

la

efperienza

opinione, in che
fono gli Uomini preffo il Mondo, molto contribuifce , acci buono o reo giudicio fi formi
delle loro operazioni, parole, e configli; e
fpefle fiate accade, che in Uomo, quale preffo tutti o quafi tutti in buon concetto fia, tali detti o fatti s* approvino, che in altro, di
cui nulla eftimazione fi abbia, farebbono biafimati , e cosi all' incontro ; tanto valevoli fono le prevenzioni ad alterare, per non dire
adefso a corrompere, gli umani giudicj,e perch vario afpecto prenda i* efsere intrinfeco,
ancorch immutabile, delle cofe. Bens pi
trilla

frequentemente ci fuole avvenire nelle parole, o fatti, che non fieno manifeftamente
buoni, n manifeftamente rei , nulladimeno
ancora a quelli , acci maggiore, o minoreimprefllone facciano nell' umane menti , molto
di forza s' aggiunge dall' elfere apprezzate o
fcreditate, amate o vero odiofe quelle perfone, dalle quali derivano; perch a cagion d*
efempio una cattiva azione allora far da noi
pi vituperata , quando fappiamo, che da Uomo infame o pure odiato fia provenuta ; e
per lo contrario un configlio, o una iftruzione internamente buona, che ci venga da chi
prefso noi fia in buon credito, con meno difficolt e utilit maggiore riceveremo
Ci
.

confiderando , neceffaria cofa ho creduto il


qui raccogliere in grazia de* miei Lettori alcune notizie di quegli Autori, che ho prefi ad
illuftrare, e da* quali fono i precetti e le regole ricavate, che fono fparfe in quell'Opera,
e eh' io fopramodo defidero fiano da viventi e
da futuri Architetti ben intefe apprezzate, e
feguitate, acci 1' opprefsa noftr' Arte veggafi
finalmente forgere limile a f rtefsa,e ricuperare nella noftra Regione , dove fu il Regno
fuo, e pofeia nell' altre ancora la fua primiera maeft.
per cominciar dall' Autore, che

fu grande ornamento
nacque elfo in Verona 1*
anno 1484; e da Giovanni fuo Padre, e dal
Zio paterno Bartolomeo, ambidue eccellenti
Architetti a' tempi loro, i principi egli a pprefe
di quella facolt. Se il fuo cognome veramente
o Micheli, o da San Michele, o Sanmicheli
fofse, lafcier d' invefligare, e con quefl* ultimo , per conformarmi alla maggior parte de'
Scrittori, che lo nominarono, lo chiamer.
Ebbe due Fratelli , d* ottimo talento anch' elfi ,
Giacomo, che agli ftudj delle lettere s* applic, e Don Camillo, che fu Generale de' Canonici Regolari Defiderofo Michele d' appromilitare

Architettura

della Patria noftra

Architettura , alia quale da. gagliarda inclinazione fi fentia fpinto, di fedeci anni fi port a Roma; e quivi fu , dove grandiffittarli nell*

fimi ftudj , e diligentiffime ofservazioni facendo


fu quelle preziofe reliquie d' Antichit , a tal

fegno di perfezione arriv , che un* infigne Matematico del noftro Secolo, e d* Architettura
intendentiffimo, come riferifee il Marchefe
Maffei nella P. 3. Cap. 4. della Verona Illuftrata } tal maraviglia prende nel considerare 1' opere del Sanmicheli , che a quanti Architetti
di
furono al Mondo folito d' anteporio.
tanto maggior laude degno il noftro incomparabile Architetto, quanto egli fra primi uno
fu, che facefse ftrada; efsendo per lo contrario ufitato, che poco inanzi pofsano una difficile imprefa condurre quelli , che fono i primi a tentarla. Grandiffimo fu il grido, eh* egli
fubito alz, a tale che molto lo desiderarono,
e con grofso ili pendio e maggiori promefse lo
invitarono al fervigio loro i due pi gran Principi, che allora fufsero in Europa, lo Imperator Carlo quinto, e Francefco primo , Re di
Francia ; le quali gloriofe occafioni furono da
lui rifiutate, per non abbandonare il fervigio
del fuo Principe naturale
Neil* Architettura

in primo luogo efponiamo, per la ragionedetta nel Proemio, cio da Michel Sanmicheli,

Opere egli fece, particolarmente fervendo prima il Pontefice Clemente VII., pofeia i Veneziani fuoi Signori,

che e nella noftra,

che fono

di cui trattiamo,

e nella

Civile molte riguardevoli

diffufamente

e con

altiflme

lodi

raccon-

NOTIZIE

3-o

Je (lim miracoli
, che
Arte , abbench perdutamente appaffionato per la gloria de* fuoi Tofcani Oltre Palazzi, e minori Cafe, Altari, Depofti , Capelle, Tempj, Monaflerj, Ponti , e Porte
di Citt, lafci anche qua eia, come di mano
in mano richiefti gli erano , infiniti difegni
E' neceffario per 1* avvertire, che in queflo
fu il Sanmicheli sfortunatiffimo , che molte
fra T Opere fue, che fiate farebbono eccdlen-

raccontate dal Vafari

jdell'

tiflme,o per vai j accidenti,

meriti*' effo vivea,

perla fua morte ri ma fero imperfette, e quel


eh' peggio, moke da altri condotte a fine,
i quali o per ifchifare fpefa , o per poca perizia, per altre cagioni, o umanamente le guadarono, o almeno fecero s, che in quelle
parti, dove fupplite effe furono, dall' intenzione del primo Autore affai differenti veniffe'per quanto raccolgo dagli
ro a riufeire.
Scrittori, che fanno di lui menzione, pi ammirabile egli fu nelP Architettura Militare

Ma

Orecchioni

che

per tant' anni foftenne quel formidabile affedio de' Turchi ; delle quali pi a lungo non parler , avendone gi ragionato in maniera, che

fatte dagli antichi

da

lui fatti fcrive

Romani

il

defiderarfi

, il

noftro Marche-

Di

tanti

detto Vafari; e

Edificj

tutto fece

in publieo; con tutto ci fra Scrittori dal


Maffei con ragione annoverato per due nobili
Trattati , che di lui confervanfi in Venezia al
Magistrato dell' Acque. Ragiona in uno come restringerli potrebbe il porto di Malamocco, che allora non avea il fondo , acquiftato
poi ; e nell' altro , eh' fopra il Colmettone di
;

Limena,

ta^

parla dello flato antico della Brend'altre belle ed utili cofe. Affai nobili Ar-

chitetti

furono anche due fuoi Fratelli

Cugi-

ottima fcuola , che fu quivi da lui laSuo parente fu ancora quel Bernardino
Brugnoli , pera del quale 1' Aitar maggiore di S. Giorgio, di cui fent tanto magnificamente il famofo Daniel Barbaro , che per la pi

refe

1'

feiata.

beli'

Opera ,

eh* egli gilmai vedette

c, jcos per

mo

fezione degl' intagli

Porto di Venezia , dovendoli fondare una tal


machina in luogo paludofo, e tutto cinto dal

flati

fovra

fempre con tanta diligenza , e con s buon fonda'


mento , che ninna della fue fabriche mofirp mai
un pelo. jNiuna Scrittura di Michele fu veduta

se Maffei nel luogo fovracitato JVfa che diredella Fortezza fopra il Lido, alla bocca del

gliate

Chi non pu

Girolamo, che da Michele ammaestrato riufe


neir una e nell* altra Architettura veramente degno difcepolo e nipote di s gran Zio;
della cui morte immatura s gran cordoglio
fent Michele, che graye infermit compendone giunfe a morte in Verona 1' anno 1559.
con ineflimabile danno di quefta Profeflione;
f non che grande rifarcimento a tal perdita

con le tre piazze; per li quali ritrovamenti abbandonata refl V antica maniera de'
Baloardi rotondi , onde prima poco ficure le
Piazze rimanevano dalle offefe degl' inimici
Fra le tante Opere, con le quali nella Militare
e in molte parti d' Italia , e in Levante fi fe,gnal,non fi poffono lodare a baflanza Je fortificazioni da lui fatte alla Citt di Candia , che

mare, e per

un moderno Francefe a f
Cantoni ,come pure

quelli

non pu

giudicavafi

ni, Matteo, e Paolo, di cui figliuolo fu Gio;

fleffo attribu ;e quelli a'

di pi

Opera

luogo confiderarla , legga ci , che minutamente ne fcrive il Vafari, il quale conchiude


effere quefta una delle pi flupende Opere,
che fiano in Europa , e rapprefentare la maefl e grandezza delle pi famofe Fabriche

Balordi con

Fra le invenzioni di lui furono


gli

quell'

ci da fluffi e

refluffi cos berfa-

mai

dalla

la giudi-

come per la pernon fo f faranno

Architettura,
,

quali

maggior parte de' lavoratori

di
pietre, e forf ancora dagli Architetti, eh' oggi

qui vivono, efaminatji-

per le quali cofe da molti imDoiJbile

A-

DEGLI ARCHITETTI.

3*

f? leJ.

CAPO

VI.

MARCO VITRUVIO
DI Marco,

o Lucio Vitruvio Politone ,


Principe, e Maeftro degli Architetti,
(cui non poffo lafciar di replicare che fi dovrebbe il primo luogo, ma ci in queft' Opera per la ragione nei Proemio detta non potea
hanno,

farfij affai fcarfe notizie fi

meno

delle Fabriche fue; ma ragionevole cofa il


credere, eh* egli mirabili cofe facete , degne
cos della grandiflma ftima

in cui prefl al"


tutta egli fu, co-

Perfonaggi e Roma
ingegno e faper fuo, che s grande
e fublime ne' di lui libri fi manifefta Io quel
poco andr qui regiftrando ,cheappuntoda* libri fuoi ho procurato ricavare, gi che da altri Autori, che bens con grande ftima, ma
fenza contezza darne lo nominarono , come
Pi nio , Servio, e Sidonio Apollinare,
nulla d* ajutoci viene fomminiftrato
Viff egli, come fopra dicemmo , ne* tempi
di Giulio Gefare , che feco nelle guerre il conduceva come inventore e regolatore delle Ma'
chine da guerra; il quale officio, che a giorni noftri direbbe!! ingegnere,
efercit ancora fotto altri Duci "Romani , come fi vede
pel principio dell' Opera fua. Nel 1. 8. cap.4,
dice, che nel fuo albergo ogni giorno, e alla
fua menfa ricevette C. Giulio Figliuolo di
Maflniffa, che afleme con Giulio Cefare in
Africa militava; da che fi pu con molta ragione congetturare, che Vitruvio foffe nel Camtiflimi

me

dell*

POLLIOStE.

po perfona affai accreditata, e aveffe ancora


qualche diftinto grado in quella milizia, le
divenne ofpite fuo un figliuolo di Re confederato de* Romani, Morto Giulio Cefare, anche fotto 1* Imperio d' Augufto gu, corri*
egli lafci fcritto, in altre

ni

cio

M, Aurelio,

P.

guerre altri CapitaMiniti?, o, come

il Barbaro legger/i in alami codici ,Numidico, oNumidio, e Gneo Cornelio \ e per


lo merito, che nuovamente s aquift, e per
la raccomandazione d' Otti via forella d' Augufto, molto fu dall' Imperatore beneficato,
il quale convien dire , che onorato (labile Stipendio gli affegnaffe , proteftando Vitruvio
non aver timore alcuno fofse mai per mancarli , onde poter vivere agiatamente. In tale com modo fiato ritrovandoli, e veggendofi

afferma

all'Imperatore da* tanti beneficj obligato , fcriffe i dieci famofi libri d' Architettura , per far
cofa grata ed utile al fudetto Augufto fuo Signore , intento alla cura de publici e privati Edificj

nel

tempo

della

celebre univerfal pace,

che allora fegu. Grande ventura

fu, che

fi

fino alla noftra et confervati ,a


tench manchevoli delie Figure , dalle quali
g-an chiarezza ricevuto avrebbe quanto egli va
ne* fudetti libri infegnando . E* quefta la foia

fieno

cai libri

Opera

che

della noftr*

fra

quante

gli

Antichi

Arte a noftri tempi fia


gran danno

ta, e ffendo l'altre con

fcriffero

pervenuperite,
trat-

.,

NOTIZIE

Il

trattone quel poco, che dice Plinio delle proporzioni generaii de' quattro Ordini. In quelli dieci libri l ha tutto ci, che intorno all'
Architettura fi pu desiderare; poich nel pri-

rno libro defcriveegli quale efser debba un'Architetto, che cofa fia Architettura, e quali fieno i fiti da eleggerfi per fabricare. Nel fecondo tratta delle Fabriche, e de' varj modi e regole di coftruirle. Infegna nel terzo le maniere de fagli Tempi , della fimetria dei Corpo umano, e dell' Ordine Jonico. Jndi pafsa
nel quarto a darci regole degli altri tre Ordini , Corintio , Dorico , e Tofcano Nel quinto
pone le difpofizioni de' luoghi pnblici , e pri.

mieramente del Foro, indi della Bafilica , del


Teatro, e di limili Edifcj. Siegue nel fefto a
(piegare le forme degli Edificj privati Infegna
nel fectimo la maniera d' adornarli, e di pulirli. L* ottavo poi efee in tutto da quefte ma.

terie, e parla dell' acque, delie loro virt, e


del modo di condurle . Il nono tratta di Geo-

metria, e di varie maniere d' Orologi ; e 1


decimo finalmente delle Machine . Soverchio
farebbe il volerfi da me adefso dare altre lodi
alla grande e profonda dottrina, che in quelli
dieci libri fi contiene, a' quali ha refa giuftizia il Mondo tutto, venendo 1' Autore da tutti conofeiuto per maeftro degli Architetti. Molti
Autori, tra quali alcuni ancora non Veronefi , come Giorgio Menila , il Sabeliico,ed altri,
affermano efTere lui flato Veronefe , n ragione alcuna v' per credere di verfamente; pofciach queuv.che Romano lo difsero, da niuna ragione etere ftati modi , e affatto falfamente aver cos giudicato , nota il Filandro. Ma
quali! probabilit perfuader pofsano a darlo alla mia Patria, tioppo biafirnevole ardire farebbe il voler io riAtracciare, avendone con la
maggiore erudizione che mai fi pofsa , trattato diffufamente il Marchete Maffei nella fua
immortal* Opera della Verona Jlluflrata , al
Tomo fecondo , parlando d* efso Vitruvio; al
qua! luogo rimetto il Lettore, Fu di picciola
ftatura , e promulg i libri fuoi effndo gi
vecchio, come fenve egli medefimo,e di poca
fallite Altiflima (lima ne fu fatta in que' tempi, che non mai nel giro di molti fecoli fi
fminu . La prima edizione quella di Fiorenza del 1496; ma il primo, che ponefse mano
a dottamente emendarlo , ed illustrarlo , fu

un Veronefe, come

fopra avvertimmo, cio


Fra Giocondo, che lo diede fuori con figure
in Venezia nel 15 11. E' confiderabile perdita,
che fiano perite le fatiche fopra queft' Autore
d' altri

due Veronefi ,

le

quali

no, e molto lodate dal dottiffimo Conte Lodovico Nogarola in una Epiftola manuferitta al
Barbaro, e citata dal Marchefe Maffei. Uno
di qnefti fu il celebre Bernardino Donato, che
lo tradufse in volgare, e Ja fua verfione con
erudite annotazioni accompagn. Fu 1' altro
Francefco Aligeri, difendente di Dante, e figliuolo dell* elegantiifimo Dante terzo -Queflo
Francefco pure
)'

il tradu&e , e d' annotazioni


adorn; e protetta il fudetto Nogarola, che

di queft' Uomo dottiflimo neiTunoegli pi abile


conofcevaalla perfetta intelligenza di Vitruvio.

Marc'Antonio Majoragio fcrivendo contro Gaufa menzione de comenti fopra Vitruvio di Bernardino Merula; e Celio Calcagnino in una Piftola a Giacomo Zeglero da
denzio Menila

grandiffime Iodi alla difefa e critica e dichiarazioni fopra Vitruvio di Rafaello d' Urbino
Notiifimi fono i Comenti di Guglielmo Filandro, e di Daniel Barbaro. In noftra linfi hanno Ieverfioni, ed i Comenti diCeCefariano, di Qk>: Battifta Caporali, e
del fudetto Barbaro , eh' egli medefimo dopo
averli in Latino fcritti , tradurle affieme col
tefto in Volgare. La pi pregiata edizione fi

gua

fare

Amfteraam 1649., ove


comenti, e note di molti. Molto
farebbe defiderabile, che fi rifoivefTe di comunicare al Mondo quanto ha gi raccolto un
gran Letterato d' Italia, cio il Marchefe Giovanni Poleni, onore dell' Univerfit di Padova, di cui non fo f nefTuno oggi viva, che
meglio lavorar poffa una perfetta edizione di
quefto Autore. Dell' altro Vitruvio, pure ottimo Architetto, e probabilmente Veronefe,
come altres di quanto in que' tempi fiorifle
l'Architettura in Verona, copiofa pi che qualunque altra Citt fuor di Roma d' ornati Edificj , leggali il Marchefe Maffei A me pare
che per l'Architettura potrebbe di Vitruvio
dirfi con gran ragione ci, che Quintiliano di
Cicerone , e del Bembo difse il Dolce per 1'
ima

fi

efTere quella d'

uniti fono

eloquenza , cio che fappiano coloro d' aver

fat-

to confiderabile profitto, a* quali gli fcritti di


Vitruvio molto piaceranno . Perloch chiun-

que

ha brama

in tal facolt

lafciii leggere, e

di

di fegnalarfi,

ftudiare

non

attentamente

quefto grand' Autore , vedendoli manifefto


che quanti con ottimo difcernimento non voliera dagl' infegnamenti di

lui

allontanai,

acquiftarono nel Mondo;


e per lo contrario da' quelli , che batter vollero diverfa ftrada , ebbe origine , come dice-

immortai gloria

mo,

il

fatale

s'

decadimento.

vedute fu'O"

CA-

DEGLI ARCHITETTI

CAPO

3Z

VII.

LEON BATTISTA ALBERTI.


DI

quefto ammirabile Uomo non tutte le


che abbiam raccolte, per
non oltrepaflre Ja brevit, che ci fiamo preferita , ( non efsendo ora intention noftra di
fcrivervite, ma folamente per dar credito,
come fopra dicemmo , a* que' precetti , che
fiam per efporre , dare alcune notizie ) rimettendo chiunque volefse pi minutamente faperne a* que' Scrittori, che di Leon Battifta
o di propoli to , o per qualche occasione trattarono, e particolarmente a Rafaello Trichet
du Frefne, che accuratamente trafse tutte le
notizie, che di efso Leon Battifta potean avercofe diremo

li , da* Scrittori in buona parte contemporanei e amici di lui, e dagli propij fuoi fcritti
cos ftampati, come inediti. Egli uno fu de*
primi , che fufsero dal bel genio ifpirati ," il

quale

poco

dopo univerflmente per


menti infiamm , di

Italia le migliori

ciare affatto la

depurar

barbarie, e da

tutta
{cac-

tale infezione

Scienze tutte ; e doppiamente gloriodovrebbe nelle memorie degli Uomini , come riftoratore cos delle Scienze , e della polita Letteratura, come dell' Arti pratiche,
e mecaniche. Suo Padre fu Lorenzo Alberti
di nobile e potente Famiglia in Firenze , il
di cui Fratello Alberto per le fue virt e per
lo merito, che s* acquift nel Concilio Fiorentino, fu fatto Cardinale dal Pontefice Eugenio IV. Ebbe Leon Battifta altri Fratelli a
le

le

ei viver

ingegno fublime. Nobilifllma cofa j*

tutti d*

ofservare nel Trattato Delle Commoditd >e delle


incommodit delle lettere y con qual diligenza fuffero dal
cati

buon Genitore quefli fuoi

Figliuoli edu-

da' quali cosi erano in varj ftudj tutte

le.

ore del giorno diftribuite, che una oziofa non


lafciavano mai trafeorrere. Per parlare folamente del noftro Leon Battifta, era egli cos
avido di fapere , che d' altro non fapea tener

conto

che

ma, non

giorno della

, a tale che com* egli affermai fenza leggere pafsar un

di libri

lafci

-fiia

vita. Quinci egli a

faticofo

(ludio un vado ingegno e ad ogni Scienza nato accoppiando, in molte e diverfe Arti e difcipline eccellentifllmo riufcl
ni

Nelle QuejliO"

Camcldolenfi di Criftoforo Landino

leg-

fi

ge , che il gran Lorenzo de* Medici per pa{fare i nojofi ertivi giorni con men faftidio,
ragun nella felva di Camaldoli varj dotti
7
affaticavano (fi coSoggetti, che in Firenze

me

allora faceafi quafi in ogni Citt d' Ita-

per far riforgere le Lettere nel vero afpetto loro, come Marfilio Ficino, Donato
Acciaioli, il noftro Leon Battifta , Aleman-

lia )

no Rinuccino , Criftoforo Landino , ed

altri

famofi in ogni forte d* erudizione .


Quanto ne* ragionamenti di tal nobilifllma
conve rfazione ora fopra varie Scienze, ora
fopra luoghi d* antichi Autori fi diftinguefmolti

fe

Leon

Battifta, lo narr nella

fudetta

O-

pera

NOTIZIE

34

pera il Landino. Oltre la Pittura, Scoltura,


e Architettura rifplendevano in lui la Filofofa, le

Matematiche,

la Filologia, la

Giu-

rifprudenza , 1' Oratoria , e la Poefia ; e fra 1*


Opere fue , che fon fuori dell' Arti noftre,
almeno le feguenti ricorder .Momus, Opera,
che vogliono accreditati Scrittori porta paragonarli con tutta r antichit , nella quale egli
con iftraordinaria vaghezza e leggiadriflmo artificio
tratta in quattro libri della Filofofia
Morale, e particolarmente di ci che s' afpetta a formare un' ottimo e perfetto PrinTrattato di Matematica tradotto da Cocipe
fimo Bartoli , e publicato in Venezia con al'
tri Opufcoli , per lo pi morali , del noftro Alberti , f bene 1' Originale Latino non fu mai
ftampato. De Jure ; altres non mai ftampato, ma (Vampata la verfione del Bartoli col
titolo Dello amminiflrare la ragione. De Caufs
Senatoriis , ove fono dichiarati alcuni luoghi
di Cicerone, ftampato in Bafilea. Chorographia
Urbis Roma antiqua ; della qual' Opera veggafi
il Poccianti n' Scrittori Fiorentini. Libellus Apologorum, celebrati iTimo s per 1 eleganza della
Latina lingua, come per la vivacit de' concetti , a tal fegno , che alcuni ad Efopo lo antepofero. L'Originale Latino non fu ftampato,
ma ftampata la verfione del Bartoli Philodoxios Comedia Latina fatta da lui nella fua
prima[giovinezza , nulladimeno cos perfetta fu
che per un fecolo e mezzo fu creduta d' Autore antico, e per tale publicata tant' anni dopo
da Aldo il Giovine, e altamente da lui lodata
nella dedicatoria ad Afcanio Perfio Uomo dotti (fimo; cofa, che non riufc al gran Sigonio,
.

1*

impoftura del quale fu fubito difcopeita dal

Riccobono, e dal Lipfio. In lingua Tofcana


libri d' Economia, de' quali atteft
Filippo Valori, che li confervava manofcritti
in fua cafa. Dialoghi della Republica , e della vita Civile , e Rjtfticana , della Fortuna ,

fcriffe tre

publicati dal Bartoli

non

fo f

un

libro d*

Amore , ove

con dottrina, o leggiadria maggio-

re di quel foaviflmo affetto filofof; e un'altro del Remedio d* Amore , ambidue publicati
in edizione affai antica nel 147 1. con quefti ti-

di vifta

pregi nella

fuoi

Scoltura, Pittura,

ed Architettura Tra quefte Arti , molto a


quefto grand' Uomo del riforgimento loro debitrici , la prima , che da lui foffe co' fcritti
.

illuftrata, fu la Scoltura in

un

Statua ,

ancora inedito,

il

cui tefto Latino

libro intitolato

ma

fu tradotto e ftampato dal Bartoli, la cui


verfione fu cent' anni dopo magnificamente

ftampata in Parigi Di queft' Opera giudic


Bartoli nella Dedicatoria a Bartolomeo Amannati, che fu forf buona cagione, ebe in proceffo di tempo fi aveffe a fare progrejf tali, quali
.

il

veggono

fi

non

effer fatti

poich in queflo nof.ro fecolo

ha da avere invidia alle

fi

belhjjme Statue de'

Circa

la Pittura, fcrifquefta ancora tre libri in lingua Latina


che fon chiamati abfolutijfimi nella, editione di
Bafilea , replicata pi di cent' anni dopo in
Leida con Vitruvio. Di tal' Opera vanno per
le mani le verdoni del Bartoli, e del Domenielli. Il ritratto, che di f fteffo egli dipinfe, lodato dal Giovio negli Elogj. Altre
Pitture di Leon Battifta fi confervavano dal
famofo Giovanni, e Palla Rucellai. La miglior cofa , che fi vedeffe di fua Pittura, fu
lodatijfirK Scultori antichi'.

fe di

in profpettiva , e S. Marcome giudica il Vafari , il quale loda affai pi in Leon Battifta i difegni in carta, chele

una Vinegia figurata


co

Pitture; ma nell* une, e negli altri gli fu tolto il pregio, allorch die fuori Rafaello , e tanti incomparabili Uomini nel fecolo fuffeguente. Parleremo finalmente di ci, eh' il noftro intento principale, cio dell' Architettu-

quale adduremo prima le mededel du Frefne:Z>o Battifia Alberti


Arte alil
primo
fu
, che tentajfe di ridurre quel?
la fua prima purit , e {cacciando la barbarie de*
ra

fi

circa la

me parole

fecoli

Gotici introducete in quella

to

il

da

che

mo feri tto, non


tifta

/'

ordine e la pr-

univcrfalmente chiamafi
Vitruvio Fiorentino. Per da quanto abbia-

porzioni

il

primo

fi

tutti fu

ricava effere ftato

affatto,

ma

Leon Bat-

bens de' primi.

Ci

fu cagione , che le fue Fabriche , ancorch degne di grandilma lode, non arrivafferoa quel
colmo di perfezione , che s' ammira in quelle
degli Architetti fulTeguenti

che gi

la

ftrada

de .Amore
liber opthnus
E 1* altro; Opus praclarumde Amoris remedio; fecondo 1' ufo di quel tempo,
ove anco all' Opere in noftra lingua prefiffe
erano ifcrizioni Latine. Molte altre cofeferiffe, che inedite reftarono. la maggior parte
,
e fra 1' altre , molte Pocfie Latine ', e alcune
Tofcane , e fu fua l'invenzione attribuita al

pi difgombrata ritrovarono. Serv egli come


Architetto , il Pontefice Nicol V. , Sigifmondo
Pandolfo Malatefta Signor di Rimini , e Lodovico Gonzaga Marchefe di Mantova; e
molto ancora fece per li Signori Rucellai. De'

Tolomei,

Fiorenza fua Patria , Iegganfi il Vafari e '1 du


Frefne. Di Leon Battifta fu il difegno , e modello del famofiffimo Tempio di S. Francefco
in Rimini cominciato nel 1441 , e terminato

toli. Baptifla

Alberti Poeta laureati

di tentare in noftra lingua gli

metri, e Pentametri Latini, portando


fari

il

il Vauna Epiftola amorofa dell'


quefta maniera Ma non perdiamo

principio d'

Alberti di

Efa-

moki

EJificj fuoi

Palazzi,

ne, in

come Tempj

magnifici

>

Capelle, Condotti d'acque, Fonta-

Roma,

in

Rimini, e in Mantova, e

cent'

DEGLI ARCHITETTI.
cent'anni dopo; come

altres di lui fu

il

mo-

dello della belliffima Chiefa di S. Andrea in


Mantova; ancorch di quefte due gran Fabriche per finezza d' Architettura pi pregiabile
fa dal Vafari giudicata

Roma

una Capella

fatta in

da Leon Battifta pe Signori Rucellai.

fuoi dieci libri De re edificatoria, tanto Iodaper la dottrina, e peri' eleganza, ftampati in
Italia , in Francia, ed in Germania, e tradotti dal
Bartoli, per effere cos famofi, altro non parler
Fu ancora inventore Leon Battifta di varj utiTrov Leon BatIl Vafari
livTimi Stromenti
fimilitudine
-per
va d' uno Struquella
,
tifla a
di
le
modo
lucidare
naturali ,
prospettive
il
mento
il
modo
le
e
parimente
di po:
diminuire
figure
e
ter ridurre le cofe piccole in maggior forma , e
ingrandirle. D'altre invenzioni, che chiama
ammirabili, di Leon Battifta, parla in una Pillola a Lorenzo de' Medici il gran Poliziano,
il quale bench perci biafmato, che non

Uomo

ma

dottrina; e appreflo dice di lui,

cofiui,

fy-

chiama

il

noftro Alberti

efquifitijfi*

che

(b) pofi*

di

Letteratura , bench
dfcipline , bench
recondite',

forte

delle Antichit, e

dargli

pea lodare alcuno

ed*

remota, e tutte le
poi avendolo chiamato

De'

di grandijjimo giudico,

fedeva qualunque

ti

3S

(a)

grande inveftigatore
profetando non faper come

condegne lodi , dice finalmente : (e) di


comedi Cartagine Salufiio , flimo pi con*

venevole

Ne
Uomo

tacere, che il parlare.


qui poll
a propolito di s grand'
, in
cui folo s' unirono tante mirabili qualit,
come trovo fpeffo i Pittori e d' Architetti
il

tacere

buoni tempi lodarfi da que' Scrittori


per cognizione delle buone lettere cos neceflrie a quefte altre pratiche facolt
Et
all' incontro
dopo il decadimento per Io
pi sforniti eiTendo li Profeflri d' ogni forte
di Letteratura , diedero nell' Opere loro motivo, per iftrani errori di Storia , d' erudizione , e d' altro, d' effere con giuftizia derif da*
de'

Letterati

(z)Vtr acerrimi jadiei , exjtti/tt'jfmteque dottrina


(b) NulU quippe Lune hominem Iniuerunt quatnUbet
( e ) Qtiare ego de Uh > ut de Cartagine Sahfiius ,

>

remota tifer quamlibet retondi tt discipline %


tacere [attui petto , qtiam di cere

i.

NOTIZIE

CAPO

Vili.

ANDREA PALLADIO.
Simonie

notiflimo

'1

valore

Andrea

d*

quale fi fa conofcere in tante


maravigliofe fue Fabriche , e ne' uoi ferirti eccellenti , cos quali affatto ignoto quanto alla fua perfona , e alla fua vita appartiene,
poich di ci da' tanti Scrittori e noftri e ftra.Palladio,

il

nieri, che di lui

onoratiflma menzione ha.n


pochiflmo
e quali nulla ho potuto ri,
cavare. L'Opera del Vafari, che molto deve apprezzarci , a giudicio mio per due cole
manchevole. Una la troppa affezione a' fuoi
Tofcani; l'altra, in cui, come nella prima ,
ei non ha colpa , e che fenza comparazione
importa pi, che molti de' pi ammirabili
in quelle facolt , i Profeffori delle quali egli
le vite deferivendone illuftr, viffero dopo la
fatta

di lui morte, onde le vite loro non poteano


aver luogo nella fua Storia, la qua! s' egliaveffe potuto fcrivere trenta o quarant' anni do-

po

infinitamente pi onorifica alla noftra


Nazione farebbe riufeita. Certiffimo , che
,

Andrea nacque

in Vicenza , ma 1' anno in che


nafeeffe, da niuno fcrittore per quanto io mi
ricordo, n' dimoftrato. Vogliono il Tomafini negli

Elogi ,

il

Moreri nel Dizionario

ruditiffimo Apoftolo

Zeno

accuratiflima fcriffe di

no, che

nella vita

, 1*

e-

eh' egli

Giovan Giorgio

Trilli-

il detto Trillino fuffe Maeftro d'Andrea in Architettura ; nulladimeno con pace


d? cretti valent' Uomini editamente dir ef-

V opinion mia.
Triflino all' altre fue dottrine
non aveffe altres accoppiata una gran perizia in
Architettura, ma nominandolo Andrea con
tanta lode nel Proemio del primo libro, e
nulla accennando d' eflere fiato fuo difcepolo
e d' aver mai nulla apprefo da lui , come mai
una tale feonofeenza potria fupporfi in Andrea
quale trovo da' Scrittori contemporanei Jodatilfimo per buon coftume ? tanto pi ch'egli
jdovuto avrebbe {limar fua gloria , eh' un Uomo di tanta fama, e di s nobil condizione ,
qual fu il Trifllno, e da lui chiamato fpkndore de* tempi noflri y tal conto aveflfe fatto di lui
fanciullo, che non fi folfe fdegnato d' ammaeftrarlo. Ma per dir quanto ho potuto raccogliere di certo del nofiro Andrea , fece egli fin
da' primi anni grandiflimo ftudio per intender

fere dalla loro in quello diverfa

Non

gi

che

'1

averli propoe ancora con faticofo


ftudio, com' egli dice, rivolfe i libri dell' Alberti , e di quanti fino allora aveano fcritto d'
Architettura. Pofcia confiderando quanto il
modo di fabricare de' Secoli avanti lontanofuffe da' precetti , che in quegli Autori avea letperegrinare per quali
ti e confiderai, volle

bene Vitruvio, eh'


fto per

egli afferma

maeftro e guida

tutta f Italia e fuori d' Italia rintracciando le


Ovunque
reliquie della veneranda Antichit
.

rinvenirne, fi poneva con grandiflimo ftudio e diligenza a farvi fopra mille


ofsep

a luiriufeiva

di

DEGLI ARCHITETTI.
e a rifcontrare in effe la pratica
, che avca ftudiati negli Autori, e a considerare con quanta ragione, e con
quanto bella proporzione tutto vedette fattole
quindi amifurareminutiffimamenteecon ogni
accuratezza tutte le parti loro , e a congetturare da quelle, che rimaneano, quale il tutto folle flato, e ridurlo in difegno. Tutto
quello egli medefimo attera in varj luoghi
de' libri Yuoi , e particolarmente nella Dedioflrvazioni

di que' precetti

catoria

Proemio

e nel

del

primo

libro

Do-

pofe ad operare; quinci non


da ftupirfi, che le Fabriche di que' tempi
riufciflero a tal fegno maravigliofe , f non
prima di s fatti fludj ad operare gli Architetti s* accingevano; fi come non maraviglia, che parimente allo fhidio degli Architetti corrifpondano le Fabriche de' noftri tem-

po

pi.

tali

Le

fludj

tante

fi

Opere

di queft'

Uomo,

effen-

do gi nociffime , e celebratiffime, non hanno bifogno , eh' io con altre notizie, e con
altre lodi cerchi d* illustrarle. D' una parte d'
effe

veggonfi

difegni ne'

libri

fuoi

da

lui

imparaffe a poco a poco


a lafciar da parte gli flrani abufi , le barbare invenzioni , e le fuperflue fpefe, e a [chifare levapublicati, accioch

s'

Scrive poi, che ne' fuoi


tempi vedeva affaiffimi di quefi a profejftone finn
diofi , onde fperava , che t modo di fabricare
fi avejfe a ridurre tofto a quel termine , che in
tutte le arti fommamsnte defderato ; dicendo
poi , che gi fi vedevano ajj'aifftme belle Fabriche anche ne' luoghi di minor nome in Italia. Gli fcritti fuoi , che divifi fono in quattro libri, avea prima divifi in tre , come
dar molte
fi trae dai Vafari,che non potea
rie, e continue rovine.

notizie del Palladio, per eflre quelli ancora

giovine, quando fece

il

Vafari di lui

men-

Nel 1570. fegu la prima edizione d'effi libri, che poi furono
tradotti in Francefe
da Rolando Friart
I Comentarj di Cezione.

che molto devono a un' altro Archiche


il noflro Fra Giocondo,
s dottamente gli emend ed illuflr , e primo di tutti mife in difegno il ponte fui Rodano, devono altres non poco all' induflria
et erudizione del Palladio. L'edizione di Vefare

tetto, quale

nezia del 1575. d' una verfione d' ed; Comennome del traduttore, quale fuFrancefeo Baldelli,che prima 1' ayea data fuori,
tarj fenza

ma dopo in moltiffimi luoghi la correfTe, e


miglior, accompagnata da illuftrazioni , e,
difegni del Palladio, giovevoli molto per age^
volarne 1* intelligenza.
quefta fatica fu egli
fpinto , come attefla nella Dedicatoria a

37

dedic Aldo il Giovane 1' edizion fua, dal gran


genio, che nutriva d* illuflrare le memorie
dell' Antichit, delle quali fu s follecito indagatore. Fu ancora molto eruditoli Palladio
nell' Arte antica militare de' Greci e Romani
come fi ricava dal Proemio della fua Edizione
di Cefare, ove dice averne dal Triffino avuti
i principi, che n' era peritiffimo
; il che forf

ha

fatto credere gli foffe efl Triffino flato


in Architettura. Meritevole detto

maeflro

Proemio

d' efTer letto, in cui tratta

ladio delle Legioni

dell'

Armi

il

Pal-

delle Ordi-

nanze , degli efercizj militari , e di varie altre


cofe fpettanti all' antica milizia , la feienza
della quale egli afferma , che non orlante 1*
artiglieria, egli archibugi in
parte almeno,
f non in tutto , ancora per le moderne guerre farebbe utiliffima
Per bene apprenderla egli
molt' anni con diligente fludio fopra gli Scrittori Latini e Greci s' affatic. Fu Andrea amatiffimo da tutti , efTendo flato molto affabile e gentile, e da giovine fu ricevuto nell'Academia Fiorentina del difegno. Ebbe due Figlioli, chiamati Leonida, et Orazio, Giovani
.

ai cofiumi, ebellijfime lettere dotati , eh' egli nelle paterne arti andava iflruendo. Dell*jmmatura morte di quefli due Giovani, che in due

mefi e mezzo un dopo l' altro mancarono , fi


lagna il Padre nella DifTertazione fopra l'antica Milizia, ove dice, che le Tavole
fopra
Cefare della Situazione de* Paefi , delle circonvallazioni delle Citt, de' fatti d' arme, degli
alloggiamenti, e di molte altre notabili cofe,
che in que* Comentarj occorrono, furono con
1* affiftenza fua da que* due Giovani
cominciate, pofeia da lui profeguite e terminate ,
dicendo efTere d* efeufazione meritevoli quegli
errori, ne* quali potrebbe effer incorfo,per avere a s difficile imprefa applicato un' animo
vinto ed abbatuto da s grave calamit
Nulladimeno le Tavole di lui s buone ed utili
fono, che nel noflro Secolo ricopiate furono
in alcune edizioni di Cefare ufeite di l da*
monti, fnza che per fi degnafTero quegli
.

Fu egli Stipendiato
di nominarlo
Republica , come fi trae dallo Scamozzi, che dice effere a lui fucceduto. Il medefimo Autore e' infegna 1' anno della morte del
Palladio, che fegu nel 1580. Scrive il Palla?
dio nel Proemio dell' Architettura, che ne'
fuoi tempi erano anche in Vicenza fua Patria moltiffimi Gentil' Uomini illustri per eccellente dottrina , e per efTere dell' Architettura ftudiofiffimi, alcuni de' quali fono ivi
da lui nominati.
Editori

dalla

Giacomo Boncompagno, quel medefimo, cui

A-

NOTIZIE

3*

CAPO

IX.

VINCENZO SCAM0ZZ1.
L*

quinto luogo poniamo


, che in
Opera noftra , in cui fecondo la
idea non ci fu poflbiJe fopra detti Au-

Autore
nel!'

nollra

cronologico , Vincenzo
Scarno zzi, del quale, come degli altri avanti,
e di quelli, che verranno apprett, brevemente qualche notizia accenneremo Nacque egli
in Vicenza di Genitori convenevolmente forniti de* beni di fortuna , qual condizione egli
in un luogo dell' Opera fua vuole fia necefsaria ad un Architetto, adducendone gli efempj
degli Architetti Greci e Romani, s perch
allevato fia nelle Lettere e Scienze,, e per poter refiftere alle molte fpefe degli ftudj e de'
viaggi fruttuofi , come per lo mantenimento
del fuo decoro et onore , e per ifchifare quelle fconvenevolezze e quelle frette , alle quali
fovente s' efpone chi lavora per povert eper
bifogno. Fu egli dunque dal Padre Gian Domenico; (che fu Uomo Letterato, e buon
Architetto, e che feri fTe molto, f ben poco
ili dato in luce , come appare in una Pinola
tori offervare ordine

Lodovico Roncone

amico di
chiam

fotto Precettori > eh' egli


da' quali iftrutto fu negli

lui )

pollo

eruditiffinn

buone
lettere, nella Filofofia , nelle Matematiche
Difcipline, e nel Difegno. Pervenuto a mag-

giore et
degli

fi

fcritti

protetta egli,
fuoi

fi

ftudj

come

raccoglie

to amantifluno della fatica

,
,

delle

da' varj luoghi

eflere

fempre

fla-

e non aver per

donato ad incomodo e difpendj per


folo in Italia

ma

in lontaniffime

gior parte delle Antichit , e

offervare non

Regioni la

mag-

altre cofe pi efiitna-

da favj. Moltifme occafioni gli fi apprefentarono di fervile gran Principi e Signori,


cosi in Italia , come fuori d' effa , e con grante

di et onoratiffime provifioni

cap. 5.;
diffidi cofa ad
1.

i.

ma considerando
Uomo ingenuo

come

narra nel
dura e

eflere

, e che del fuo


contenta, il fervire altrui, e che quando fervir fi debba , effere pi convenevole fervire il fuo naturai Principe, che cercar di lontano la fortuna, non volle ad altro fervigio
obligarfi, che a quello della Republica
Nulladimeno chiamato da' Principi in varj impor-

flato

fi

tanti cafi di fabricare,


fi

non

ricus di trasferir-

alle Corti loro; quali incontri folo

con

la

condizione di limitato tempo egli s' induceva ad accettare. Quello Autore molto raccomanda ne* libri fuoi un' infaticabile fludio , affermando che in Uomini fenza lettere e privi
delle Scienze fomma arroganza lo fperare di
mai divenire eccellente Architetto; percioch
fenza la Gramatica unita alla Erudizione ealla
Storia , come fi potranno bene intendere gli
fcritti non folo degli Architetti, ma ancora
degli altri Autori, onde fono tanti lumia chi
fa conofcerli fomminiftratiPE come fervare la
propriet in ogni force d' Edificjpublici e privati, e come negli Ornamenti alcune allufio-

nia

DEGLI ARCHITETTI.
ni a quella tal forte d' Edificj bene adattare?
Come fapere V origine, i progred e i decadimenti dell' Arte fua, onde ricercare , et indi
efaminare fi fappiano e gli Autori , e le buone

Fabriche? Senza Logica e fenza Filodistinguere il vero dal falfo, e non


lafciarfi ingannare dalle apparenze , e giudamente ritrovar le invenzioni e con ragione e
con ordine e con certe regole difporle , e ritrovarei principi e le vere cagioni delle cofe?come
ben conofeere la natura e la qualit delle maefeeterie per 1* ufo dell' edificare neceflarie

viziofe

fofia

come

',

glierle e prepararle in

me

ben diftinguere

tempo opportuno?

le fpecie de' terreni

co-

delle

pietre, de' minerali, delle piante, et altres la


natura dell' acque , dell' aere , de* venti, e

condur

1'

chine e

acque fottoefopra terra, e far le maStromenti ? Come ben fituare gli

gli

Edificj, e le loro parti agli afpetti migliori del

Cielo; e ben conofeere

*''

luoghi naturali

faciali) peccanti fuori delle consonanze


/'

ed

arti'

per oviare

imperfezione ne* Teatri, nelle Bafilicbe, e luoghi

da

difpute ?
fenza I' Aritmetica come calcolare le importanti Cpefe, che fi deon fare negli Edificj, e fpiegare le ragioni delle mifure,
e ritrovare i metodi delle corrifpondenze , e

rifolver

anco per

via di

numeri alcune

difficili

queftioni di Geometria, di cui quanto bifogno


abbia 1* Architetto cos chiaro, che non accade il dimoftrarlo? Leggali di quante materie,

che a Dottrine appartengono , tratta particolarmentenei Iib-7. Sopra tutto vuole , che di tai
cofeiftrutto fia 1* Architetto non come Artefice con la fola pratica , ma come Filofofo con la

fcienza.Fece la prima edizione de* fuoi fcritti,


ove di tanta variet di cofe tratt nel 1615.
Agoftino Carlo d' Avilef ne tradufle in Francele

be
ad

il

tal'

; ma poi Samuello du Ruy accrebedizione aggiungendo le cofe, che giudic

libro 6.

un Architetto neceflarie,

fcielte dagli altri li-

Scamozzi , e ne fece una magnifica edizione in Leida nel 17 13. Inquefta fono ancora
delineate molte Romane Antichit , delle quali
ne' libri dello Scamozzi fi fa menzione. Ingiuftiffimoefenza ragione alcuna 'Igiudicio,che dello
Scamozzi forma il Cambray, il qual dice tener
lui una maniera un poco fecca
e che li fuoi Ory
bri dello

fono mefebiniy e triti, e di cattivo gufa. Per


fottaferiverfi a tal giudicio , converrebbe effer

itati

privo non dir di perizia e fino gufto, madelfen"


fo comune. Offervinfi le fue Cornici, e tutte \'
altre

parti di qualunque Ordine fi voglia.


Qiial maeft,qualma(ficcio ne' pi fodi.'Qiial
gravit infieme e leggiadria e gentilezza n pi
delicati

Qual

bellezza e fmpre varia negl'


Finalmente quali forme graziofe al
fommo, e regolate in tutti gli Ordini fuoi,
ene con quelli degli Antichi guidamente fi pof-

Intagli

59

fono paragonare.' Ma tali verit, non meno


che da'difegni ne* fuoi libri, fi fan palefi dalle fue Fabriche d' ogni genere, e in varie parti d* Italia, e in Germania, ove a grand* onore parecchie volte fu chiamato, come tra 1*
altre per far la Catedrale di Salzburg nel 1604
ma particolarmente in Venezia, e Vicenza, e
in altre Citt e molti Territori delIoStato, dove
affai pi lo Scamozzi oper, edificando Palazzi, Chiefe, Archi, Ponti, Teatri, che faranno fempre da chi fa difeernere e per la maeft, e per gli ornamenti e per la proporzione, e perla leggiadria e grazia ammirati .SoJamente il Palazzo Cornaro con quel Famofo
Atrio non pu dirfi fenza eccedere un miracolo dell'Arte? Oltre i noti libri dell' Arcbitet~
tura univerfale fece il noftro Scamozzi Difcorfi
fopra le Terme Diocleziane ed Antoniane e
fopra le Tavole del Pittoni Vicentino ; de'quali ragiona Lodovico Roncone dando fuori nel
1584. un* Indice e confiderazioni fopra ilSerlio
di Gian Domenico Scamozzi, Padre del noftro

Vincenzo I Difcorfi , de* quali parla il Roncone , faranno probabilmente le fue Antichit di
.

Roma

accennate da Francefco de' Francefchi


Senefe in una lettera al noftro Vincenzo, e
ftampate in Venezia nel 1583-IlMarchefeMaffei nel 2 1. degli Anf. diceche quefto libro dello
Scamozzi /* unico , in cut fi fa fatto motto dell' intrin*
fecoripartimentoc difiribuzione dell' Anfiteatro ; e
dice poi, che in efl fi toccano cofe non indagate

finora, n intefe da alcuno. Oltre i Viaggi latti

da Vincenzo feguendo varie volte Ambafciator


Veneti e particolarmente nel 1599. Pietro Duo
do alla Corte dell* Imperatore Rodolfo II. viaggi egli , come ricavo da' libri fuoi, per la Spagna, e per la Francia , e come ora dicemmo , per
la Germania , indi per V Ungaria , e Polonia , e
altre Provincie e Regni oltraque* mari, girando fino a Coftantinopoli , e diligentemente oflrvando non folo le moderne Fabriche, e i veftigj
delle Antiche , ma ogn' altra cofa, che ne'Paefi
poffa effere Oggetto di ftudiofa curiofit Fu egli
caro a Gregorio XIII. ,aMaflimiliano Arciduca d' Auftria fratellodell' Imperator Rodolfo,
e ad altri Principi grandi, che molto lo favorirono, e talvolta l' impiegarono, come s' impara
da' fuoi libri D' un Teatro, la di cui Scena formava una Citt illuminata con le Cafe parte di
rilievo, parte dipinte, fatto da lui nel I085.,
pattando per Vicenza 1' Imperatrice Maria d'
Auftria, leggali il Marzari nella Storia Vicentina pag. 213 Non avendo figli s' addotto un
Giovine della Famiglia Gregorj , come dal fuo
Teftamento ultimamente ftampato fi manifefta.
E' un fuo depofito in Vicenza nella Chiefa di
S. Lorenzo, che moftra 1* anno della fua morte, qual fegu nel 1616.

A-

,,.

NOTIZIE

4o

CAPO
S
BAftian

X.

E^ ASTIANO

Serlio-, gran riftoratore della noftr'


Arte in Lombardia, fi f conofcere circa
1' anno
1530. Suo Maeftro nella Geometria,
Prospettiva, Pittura, ed Architettura fuBaldaflare Perucci da .Siena , Pittore , ed Architetto infigne , dalla fcuola del quale ufcirono
molti chiariffimi Uomini nella Pittura , ed
Architettura , e quel G io: Battifta Peloro Architetto, Ingegnere, e Cofmografo cos lodato dal Vafari per grand* Artefice di ftromenti Matematici e di Fortificazione. AncoilSerlio, come molti avanti e dopo lui , fu fludiofiffimo invefligatore delle Romane Antichit.
Il terzo fuo libro una bdliftma raccolta d*
antichi Edificj,per la quale dal Marchefe Maffei nel lib. 1. degli Anfiteatri cip. 1. chiamay
to Maeflro e qua/i modello d ogni altro. Soggiunge poco dopo il medefimo MarFei: Pofe egli
dipinta cura negli Anfiteatri, avendo rapprefentati n* libri juoi quelli di Roma , di Verona , di
Poi a, e datene piante prospetti , spaccati , profili ,
e parti. Dimor qualche tempo in Venezia,
ove diede fuori parte de* fuoi libri ; e per il
quarto libro, il quale fu il primo, eh' egli publicafle, tale benevolenza e grazia preflb Francefeo I. Re di Francia s' acquifl , che quel
magnanimo Re, grand* amatore delle Scienze
e belle Arti, per promover le quali tanti Italiani chiam nel fuo Regno, oltre un dono di
trecento Scudi d' oro lo volle, e V accett al

ERL10.

Tanto narra effo Serhb nella


Dedica ai medefimo Re del terzo libro ; donde ricavo , che '1 libro , per il quale fu da
fuo fervigio.

Re

largamente rimunerato , e voluto


fuo , altro non poteva effere , che
M quarto, avanti a tutti gli altri publicato, e
un' anno prima del terzo , come racconta egli
medefimo nel libro di Geometria
Nulladimeno f bene ricevuto al fervigio di quel Re
non fi trasfer fubito in quel Regno, ma ancora qualche tempo in Italia dimor. Queflo perci parmi fi pofla ficuramente aflerire
perch dedicando al Marchefe del Vallo una
edizione del medefimo quarto libro dice qui in
Venezia , qual' edizione certamente fu riftampa , da lui con molte aggiunte arricchita,
come nel Fregio e nella Porta Dorica , nel
Trattato della Bafe Jonica , nella Voluta del
Capitello Jonico, nella Bafe e Capitello Corintio, e in varie altre cofe,diche rifeontrando una con 1" altra f edizioni fi pu chiarire
Quella riftampa fu nel 1540., ( e non 1544.
come crede il Fontanini nella Biblioteca Italiana,) in Venezia preffo Francefco Marcolini da Forl, quale trovo foiTe Uomo infigne,
e in particolare per g' Intagli celebratiflimo e
chiamato maravigliofo dal Vafari, da* cui po-

quel

fi

al fervigio

chi(Timo , e fi pu dir nulla , abbiamo del Serlio


Il fudetto Marchefe del Vado ,eiTendo in Venezia

come Luogotenente Generale


V.

di
,

Carlo
mol-

,,

DEGLI ARCHITETTI.
V., molto favor et ajut il noflro Serlio, dicendo efTo, che la Cortefia di quel Signore non
fu di promeffe , n di vane fperanze , ma di fatti , e di buona
fomma di fendi E' notabile ,
quanto narra il Serlio in quella Pillola, nella
quale fi mera viglia, come a* tempi fuoi fuflTero
.

in Italia tanti

Uomini

devote facolt

bench

eccellentilfimi in ogni

mal premiati ,

lo-

mancando i premj mancano ancora le fatiche degli Uomini ingcniof ; e dice come cofa certa , che f le
Scienze, e

e promofie,

Arti fiuTero da' Principi

flati

lo eguagliati gli

che

ajutate

farebbono nel fuo Secolo non foAntichi ,ma fuperati Dicen.

do anche altrove,
tichit

poich

le belle

cio avanti U libro delle

Arti

al

An-

tempo fuo erano

ritornate a queir altezza , in che erano a' tempi de* Romani, e de* Greci. Quando il Serlio

andafle in Francia, m' ignoto; folo veggo certo, che era in Venezia ancora il Febraro del
1540. Con grande probabilit fi pu dire , eh'

o qu.ifi fubito dopo in quel


trasferire air attuale fervigio del

egli fubito
fi

Regno

Re

Fran-

cefeo, che folo fette anni fopraviffe eflendo


morto nel 1547.3 Rambollietto.Col die fuori il primo e fecond libro
un de' quali
, in
tratt di Geometria , fcegliendo da' libri d'
Euclide; e ordinatamente procedendo dopo la
Geometria, fenza la quale U Profpettiva non
farebbe, tratta nel fecondo di Profpettiva Senza la cognizione di quelle, die' egli, che farebbono gli Architetti indegniifimi di quello no'
.

me

e confumatori di pietre

di calcine

e de'

marmi , fenza faperedar conto di ci, che operano, e fempre ad incappare fottopofli in difmale corrifpondeme
Dopo quelli
primi due public il quinto libro, dono facendone alla Regina diNavarra, nel quale tratt de' Tempj, e al modo antico, e al moderno fecondo il coilume Crifliano. Ivi finalmente promulg il fello, e '1 fettimo , che qualche tempo prima aveva al publico premerli
Scrive egli, che i libri di Geometria, e Profpettiva furono da lui a fine ridotti nella folitudine di Fontanabl, nel tempo che '1 Re
fuo Signore era nelle guerre occupato ; quali
guerre altro che quelle efTere non pofTono ,
che rompendo la tregua mode quel Re a
Carlo V. , o forf quelle ultime fatte avanti la
pace di Crefpino Neffun Autore , per quanto io mi ricordi ragiona degli Edificj fatti dal
nollro Serlio in quel Regno, nulladimeno io
Sicuramente affermer , eh' egli ivi con molti
fiafi fegna!ato,impercioch leggendofi del Re
Francefco, che molte Fabriche facefTe, e magnificamente di rari e preziofi mobili , e di
Pitture e di Statue le adornafl , ragionevolmente quelle poflno al Serlio, eh* era fuo Architetto, attribuirli. Ma ne fa pi certa prova
proporzioni e

4i

un luogo

del Serlio , nel quale parlando col


afferma, che alcuni de* fuoi libri furono da lui terminati per non marcir nelV Ozi**
y
quel tempo , che m avvanzava dopo la follecitu-

Re

fuo

Opere a me commeffe da voflra MaPromife ancora il Serlio d iliuflrare al-

dine delle
ej

'

tres le

Antichit di Francia,

Nimes,d*Arles, ed
ragiona brevemente

come

quelle di

molte , delle quali


ma dottamente nella Dedicatoria del libro delle Antichit; e probabilmente avr egli raccolto affai per fi degna inv
prefa , o fors* anco quella a buon termine ridotta , ma nulla di ci fu mai , eh* io fappia
publicato. Ad alcuni pare, che '1 noflro Seraltre

lio fia pi nelle regole e ne* precetti accurato


che vago nell'efecuzione ,e che gli Ordini fuoi
fien pi lodevoli per la finezza dell* Arte, e
per la fodezza , che per leggiadria d' ornamenti ; la qual cola in lui , come in uno de'
pi
antichi ,faria rigor troppo il biafimare ; tanto
pi , che s' egli le cote tutte, le quali perfettamente adorno poffon rendere un Edificio di
qualunque fpecie , non adopera ne' fuoi difegni,le va per infegnando ne* fuoi ferit. Un
grande Autore Francefe , cio il Defgodetz nell*

infigne fua Opera degli Antichi Edificj di Roma , quali per tant' anni diligentemente offr-

v e mifur, ha fi pu dire per maeflro e


guida prima il noflro Serlio, di cui ragiona
con molta lode, pofeia il Palladio, e Antonio
Labacco Romano. Solo va riprendendo ed emendando nel Serlio alcuni errori di mifure,
parte de*

quali

pu

di

leggieri

efTere dalle

ilampe

provenuta , e talvolta alcuni altri


sbaglj , che devono al Serlio condonarli , s per
efTere flato il primo, che ponefTe il piede in s
malagevole fender , fi perch non fopra luogo come il Defgodetz, ma folo alcuni anni
dopo ieee egli i fuoi difegni in Venezia , dove
in qualche fallo di memoria circa le mifureed
altro era quafi imponbile non trafeorrefl Dal
medefimo Autore riprefo altres e notato il
Palladio, che alcuna volta non ci abbia comunicate le Antichit come fono, ma talora da te
per cofe antiche fue invenzioni e fantafie; il
che di grandi Aimo biafimo renderebbe merite.

vole

il

Palladio,

s*

egli

medefimo non avefle

chiaramente manifeftata la cofa qual' , proiettando, che alcune fiate alle antiche mine a
vea fupplito di proprio ingegno , da ci che
vedea, quali efTere doveano altre perdute parti congetturando ; la qual fatica per egli con
afTai maggior laude potea rifparmiare, e maggiore obligo gli

avremmo ,

s' egli

tralafciando

indovinamene fempre ci avefl ,


quali appunto reftarono, le Antichit rapprefentate- Non fi pone il ritratto del Serlio, quale non m' flato poflbile il ritrovare.
tali difficili

A-

NOTIZIE

45

MM

CAPO

XI.

GIACOMO TAROZZI DETTO


COetaneo,

e foio qualche anno pi gioyine del Serlio Giacomo Barozzi , che


nacque ne] 1507. in Vignola, Terra del Bolo*
gnefe, onde quel nome forti, che da* Scrittori oli vien dato comunemente, Suo Padre fii
Milanefe, bens di nobile famiglia , ma molto

povero, il quale forzato ad abbandonare la


Patria , parte per civili difcordie, parte per
non avere onde convenevolmente mantenerci
nella fudetta Terra fi ricover. Veramente
cofa degna di gran meraviglia nel noftro Gi*

Como

, che neli* infanzia


reil privo dej Padre, eh* egli neli* Architettura, e Profpettiva
a s alto grado d* eccellenza arrivate, fenz* a*

vere in

tali Scienze avuti Maeftri efenz' altro


indirizzo, che di fefleflo, farfi pofeia inventore di nuove regole, ed arricchir V Arti , che

da nefluno aveva apprefe, di bejliflmi ritrovati. Studi in Bologna di Pittura, qual* Arte
non folamente a lui fervi per F ajuto, che ne
riceve P Architettura , ma perch con efTa il
vitto a f medefimo e alla famiglia procacciando, agio aveva per attendere ad altri fludj.
In tutto quel tempo, che mai potea , occu-

paci

in tirar linee, e nella


lettura e

d' Euclide, e di Vitruvio.

Fece

in

Audio

fua giovi-

nezza molte pregiatoli cofe in Bologna, come


racconta Ignazio Danti, che a* fuoi Commentari f v ra

premife

la

Profpettiva del noflro

la vita di lui.

Frale

Giacomo

altre ftimatifli-

IL

VIGNOLA

mi furono
ciardini

i difegni fatti per Francefco Guic(fu i* infigne Storico) allora GoverBologna , che furono poi mandati a

nator di
Firenze, e col da* Maeftri eccellenti di tarfia
lavorati; tra' quali nominato un Fra Damiano da Bergamo dal Vafari, che f bene la
vita di Giacomo non fcrifle, due volte ne f
menzione, una brevemente nella vita di Marc*
Antonio Bolognefe, l1 altra pi a lungo in
quella di Taddeo Zucchero. Tratto poicia il
noftro Giacomo , come gli altri Valent* Uo-

mini, dal defiderio d' inveftigare le Antichit,


portoni a Roma , dove il foflentamento procacciandoli con la Pittura, non levava mai 1*

animo
ti

glie

come affermano

dailo
.

il

Vafari

Audio et oflrvazione

Si trattenne qualche

et

il

Dan-

delie Antica-

tempo

in Belvedere

con Giacomo Melinghini Ferrarefe , ottimo


Architetto , al quale non poco ajuto diede in
Opere, e difegni; e pofeia frequentava un*
Accademia d' Architettura, ove trovavanfi
Marcello Cervini, che fu poi Papa col nome
di Marcello II, Monsignor MafTei , che far

uomo dottilfimo, qua!


Aleflndro Manzuoli , ed
altri chiaritimi Uomini, i quali il noftxoGiacomo andavano in Opere impiegando, ond'
egli e molto utile per lo fuo foflentamento e
piofitto per li fuoi fludj n ritraeva Avvenne
che dalla Francia , ove flava al fervigio del Re
Fran{lato quel

Bernardino

fu poi Cardinale,

DEGLI ARCHITETTI.
Francefco I. arrivate a Roma Francefco Primaticcio Bolognefe, Pittore eccellenti (Timo,
il quale a formare in gran parte Je Antichit
di Roma, per portarne pofcia le forme in Francia, e gettarne Statue di Bronzo, cheall'antiche s' affomigli affer, volle effere dal Vignola ajutato. In Francia egli poi ritornando, Ceco al fervigio di quel Re condutte il Vignola
1
il quale ivi con grandiflma lode s
adoper e
nel gettare di bronzo le dette Statue, e incofe d' Architettura Ma volle fciagura , che in
fuperabili impedimenti s* attraverfafTero alla
pi bella occa/ione , che ivi gli s' offeritte di
farfi onore , e per la quale avria potuto in
quel Regno dimoftrare a pieno 1* eccellenza
dell'ingegno e faper fuo; poich avendo quel
gran Re una generofa idea di fare un Palazzo , et un luogo di delizie, col quale fuperar
potette e per V eccellenza dell* arte e per la
magnificenza i pi fontuofi e deliziofi luoghi
da qual fi fia Principe avuti mai per 1* a dietro ; gliene furono dal Vignola , cui li aveva
commetti , fatti i difegni , e i modelli , I* efecuzione de* quali dalle note guerre, che di nuovo
inforfero, fu interrotta. Per lo che dopo due
anni f ne ritorn il Vignola a Bologna, dove T emulazione, e l'invidia d' altri Valent'
Uomini non leggiere inquietudini gli cagion,
ma pofcia altro non ottenne, che renderlo mal
grado loro pi gloriofo Ci fu , che dati egli
al Co. Filippo Pepoli i difegni per lo rinovamento di S. Petronio, di cui non fi fece altro, furono quefti biafimati per invidia da altri Architetti, che molti altri difegni a quel
Signore offerirono. Ma perch tra que* difegni,
che tutti erano belliflimi , era malagevole il
dar fentenza, chiamati furono Giulio Roma.

no , e Criftoforo Lombardi , da' quali duegrand*


Uomini dopo lungo e maturo efame quelli del
Vignola per eccellentiflimi fra tutti gli altri
con publica fcrittura furono giudicati Nulla
dimeno altro non fi fece, come dicemmo , di

, che nella fua maniera detta Goquale ora la veggiamo, fi rimafe. Altra
imprefad' incredibil fatica fece allora il Vignola , qual fu il condurre il Canale del Navilio,
prima lontano per tre miglia ,fin dentro a Bologna, della qual* Opera dice il Vafari, non fu

tal

Fabrica

tica,

mai fatta ne la pi

4*

utile

ne la migliore

Del fuo

ritorno a Roma , d' effere fiato in fua vecchiezza chiamato al fervigio del Re di Spagna

Filippo li. per mezzo di Berardino Martirano, che fu buon Poeta Italiano, e gran Matematico di que' tempi, di molti fuoi lodatiffimi Edifici in varie parti d' Italia

legganfi

Vafari, il Danti , e Fiorenzo le Comte,


che nel fuo Gabinetto fra gli Architetti , che
noi efponiamo , folo al Vignola die luogo .
il

Gi

fanno effere del Vignola

tutti

della di Piacenza

ma

fra

la

Citta-

molt' altre riguarde-

Opere

di lui pattar non fi dee fotto filenPalazzo di Capra rola, lontano da Roma
40. miglia,fatto per lo Cardinale Aleflndro Farnefe. Meritevoli fono d' effer lette le belle defcrizioni , che ne fecero il Vafari , e 'I Danti
di cui quefte parole addurr. Il che ha fatto
ammirarlo da chiunque V ha veduto , per il pi
artificiofoy e pi compitamente ornato , e comodo

voli

zio

il

Palazzo del Mondo,


veder

et

con defiderio tirato a

ha

da

meraviglie fue

le

lontane parti

XJomini

molto giudiciofi , e quel

che fiegue. Quanto bene in que* tempi potevano i gran Signori il


lor danaro impiegare / leggali a cagion d* efempio quanto lodato fia queflo luogo di Caprarola dal Vafari, non folo per le meraviglie dell' Architettura, ma per le Fontane ,
Giardini, Profpettive , Pitture, Statue , e
Stucchi

tutto benittmo adattato

e alluden-

con belliffime Favole , Storie , ed altro o


al luogo, o a Signori Fa rnefi. Il libro delinque Ordini del Vignola va per le mani di tutti. Dell' altro fuo libro delle regole inventate
da lui di Profpettiva , e dottamente cementate dal Danti, il medefimo Danti cos fcri1
ve: invenzione nel vero degna dell' ingegno fuo 9
et alla quale nejfum arriv mai col penfiero prima di lui. Mori d* anni 65. nel 1573. Degno
figlio di lui fu Giacinto, eccellente anch'efl
nell* Arti del Padre
Un' altro Barozzi per
nome Francefco fioriva in Bologna appunto
ne' tempi del noftro Giacomo , e faille de*
Conici, emend e correfie Apollonio Pergeo, dall' Ebraico tradurle in Latino, e dilucid un trattato di Mos Rabino Narbote

nefe, e coment in parte


gizia.no

Mos Rabino E-

ORD-

,,

44

ORDINE TOSCANO
DEL

SANMICHELI
CAPO
XII.

POfciach con

quelle notizie

che abbiam

raccolte, e ehe dalla memoria de* libri


da noi letti ci furono , fuggente , abbiamo in
parte moftrato a Lettori noftri il merito del
Sanmicheli, poi di Vitruvio,e degli altri cinque Italiani Autori, onde quanti precetti e regole fi leggeranno in queir Opera fono prefi
e poich avanti abbiamo a baftanza degli Ordini in generale ragionato , egli ormai tem-r
p, che in particolare delle parti , e diverfe
modinature degli Re' Ordini, quali in varie
guife dagli fudetti Autori maneggiati furono,
a parlare difcendiamo. E per ci fare ordina?
{amente , e come quali dagli Autori tutti fu
praticato, da quell Ordine irrcominciaremo,
che fra tutti gli altri '1 pi robufto, e '1 pi
fodo , e che da' Tofcani fu Tofcano denomh
nato. Di quello poco ci lafci fcritto Vitru?
vio, poich dopo aver didimamente dichiarate le proporzioni della Bafe, Colonna, e Capitello, confufamente poi et in breve delle tre
altre parti ragion, cio dell' Architrave , Fregio, e Cornice. Ma trattandone egli folamen1

te in riguardo agli Edificj rurali

in

fecondo

dovendo

quelle parti farfi di


Jegno, viene a lafciarci affatto all' ofeuro, copie effer debbano , allorch di pietra fi vogliano formare. Quindi nato, che quelle reliquie delle Romane Fabriche , le quali ci fon
rimafte forf di queft" Ordine, da pochi fono
{late a queft' Ordine attribuite, e da molti per
Tofcane rifiutate , e per efjere alquanto alle
Doriche limili , con le Doriche confufe
che ci fia vero , 1' Arena di Verona , il Teatro di Pola, la Mole d' Adriano, 1* Anfiteatro,
di Nimes, e moltiflme altre antiche Fabriche dal Pa4Jac|io, dal Serjio, e dallq Scamozz fono ftate ottimamente a mio giudicio rir
cevute per Tofcane, da quelle prendendo parte delle fagome , che ne' libri loro fi veggono
la dove da molti altri s Francefi , come Italiani , non furono tali giudicate
Il V'g n la
afferma di non averne fra le Antichit di Roma efempio alcuno ritrovato, onde a fuo modo lq va formando ; con che d chiaramente
a divedere non aver egli creduto la fopradetta
Mole d' Adriano cfTer Tofcana L' Alberti n
tali Edificj

lui

pure lo nomina , proponendoci gli

altri quattr*

Ordini folamente

De|| ? Opinione di quelli


ultimi giudico io fofle i| noftro Sanmicheli
pofeiach veggo, che oltre 1* averlo egli rariffime volte mefio in ufo, per lo pi 1 ? ha mescolato col Dorico , ponendo pi volte fotto
Colonne Doriche la Bafe Tofcana, ed altre
Volte fotto Capitelli Dorici Colonne di proporzion Tofcana Credo per eh' egli dall' opinione preoccupato, che ne' fuoi tempi era
comune , qualora del Tofcano ha dovuto fervirfi , tutto formato 1- abbia di fua invenzione , n a quel Sopraornato , che nell ? Arena
Veronefe (lato dall' ammirabile Marchefe
Maffeiora con tanta fua gloria difeoperto, n
ad alcuno degli altri ponendo mente, che in
Italia e ancora fuori di erta fparfi ne reftarono. Ma qui mia intenzione folo il riferire e
con difegni inoltrare, come il Sanmicheli nell*
Opere lue (gi che fcritfi fuoi non fi ritrovano ) e gli altri Autori , che fono per efporre
abbian formati li cinque Ordini ne' libri loro,
e non gi delle antiche Fabriche ragionare ,
che fuori farebbe dell' imprefa noftra , e che
gi da' molti con accuratezza ed erudizione mag.

giore di qello , eh' io far potefl , efeguito fi


vede. Dico adunque, che ij Sanmicheli doven-

do

far Colonnati femplici e comporti co' fuoi


ha divifa tutta 1' altezza in vent*

Piedeltalji,

una parte ed un diciottefimo,d' una

delle

qua-

il Modulo ,
da me
come ho fatto fucceflvamente
in tutti gli altri Ordinj ed Autori , per non
recare o con la divifione troppo minuta ,ocon
la divertita, dell' uno dall' altro confufione Di
due di quelli Moduli ho fatto il Diametro
delle Colonne in fondo, del q'ual Diametrq fi

li

ho

divifo in

formato

io

parti dieciotto,

ferviremo fempre per dferivere le proporzioni


di tutte le parti; oflervandofi per , che descrivendo quelle parti, fempre fi comincier dalle pi baite, ordinatamente afeendendo fino alMa ci detto per
la fommit delle (fornici
buona regola di chi legge , ritorniamo al Sanmicheli. La larghezza della luce degli Archi
.

far quattro diametri et

un duodecimo,

1'

fello, eh' due volte quanto


Membretti o Alette faranno
mezzo diametro ? e cos le Imporle e gli Archi-

altezza
la

ottoed un

larghezza. I

volti,

quali faranno fchietti e fenza

membro
a leu-

T1V

..

..

ORDINE TOSCANO.

4*

alcuno, cos a queft' Ordine convenendo/! .Alta


quattro diametri e quali un
terzo far Ja
luce della Porta , e la larghezza nella met di
queft* altezza far comprefa
Un diametro ed
un fello far V altezza dell' Ornamento , e
un fefto meno quella del Frontifpizio Gl'Intercolonnj , f avranno gli Architravi di legno,
fi facciano pure larghi a piacimento, pofciach
li noftri antichi Maeftri, i quali a tutto con
ogni accuratezza ebbero riguardo, e niunacofa
han fenza ragione ordinata , vollero chedi le.

Architravi di queil* Ordine,


per Edifci rurali, e per efl paffar dovendo Carri , Aratri, ed altri Ordigni
neceffarj all' ufo di Villa . Se pero di pietra
(eno per a ventura gli Architravi , eccedere
non dovranno tre diametri j ma di quefto pi
diftufamente parleremo nel Cap. XVIII., do-

gno

,,

foller gli

fervendo

elfi

ve l porranno le fagome dell' Impofte. Ora


nomi delle
veniamo alle particolari parti ,
quali faranno nella feguente Tavola eontraftegnati con quelle lettere
A Cornice
i

D
E
F

Fregio
Architrave.
Capitello.

Bafe.
Padellano;.

re, e renderanno come Dsdi, che faranno in


queft' Ordine 1* ufficio de' Piedeftaili Quelli
.

che farli devono fchietti e nudi , tanto alti faranno, quanto larghi, onde 1' altezza loro far un diametro e quattro noni. Dentro quello
Dado la modinatura dell' Ornamento della
Porta, Architrave, Fregio, e Cornice. L'Architrave alto poco pi di tre ottavi di diametro , avendo cinque membra una Gola roverfeia
una Fafcia , un Lillello , un' Ovolo , e
T Orlo. Il Fregio ha d' altezza quanto 1' Architrave, e tanto pure avr la Cornice, le
membra della quale faranno fei una Gufcia
un Lillello , la Corona , un' altro Liilello ,
la Gola diritta, e POrlo. L' Agetto quafi
un terzo di diametro. La Bafe far mezzo diametro, con due membra; il Plinto, e '1 Toro \ avendo di fporto poco pi d' un fello di
diametro per parte. Alta Ha la Colonna fei
diametri con la Cimbia e gli Aftragali, e fi
fon ninfea quali la quarta parte della grofTezza. La forma del Capitello, che far mezzo
diametro molto beila, e molto alla modinatura di quello dell' Anfiteatro di Nimes fi
raflomiglia. Ha otto membra: il Collarino ,
:

un Liftello, un Tondino , una Gola diritta,


un altro Liftello, V Abaco, una Gola roverfeia, e l'Orlo. Ha di fporto poco pi d* un

quinto di diametro per parte


L* Architrave
alto mezzo diametro ed un diciottefimo con
b
tre membra: due Fafcie e 1' Orlo; e cinque
Corona.
e
felli il Fregio
Poco meno di tre noni di diad Cimacio del Fregio.
1'
metro

Architrave
altezza
Orlo o Cimacio dell'
della Cornice , che ha cine
membra:
que
una Gufcia, un Liftello, la Co/ g Fafcie
rona,
o
Cimacio
dell*
Abaco.
Gocciolatojo,
o
una Gufcia, e 1' Orlo.
b Orlo
di
fporto
Ha
roverfcia.
poco
Gola
j
pi d' otto noni di diametro. L* Architrave, Fregio, e Cornice eccek
Abaco
dono d' un mezzo diametro la terza parte del
l
Gola in luogo del Bottaccio
Fufto della Colonna ; e quando dir Fulto,
m Aftragali
cfcluder Bafe e Capitello , quali non volenn Collarino.
do efcludere dir Colonna. Il Piedeftallo poi,
Aftragali
o
ovogliam dir Zocco, poco minore della quarP Cimbia
Quelle fono le
Toro.
ta parte del fudetto Fufb
?
proporzioni , che dell' Opere Tofcane del SanPlinto.
r
micheli ho io con la maggiore accuratezza ,
In vece di Piedeftallo fi dal Sanmicheli un
Ora con
che m' Hata potbile , rilevate
muricciolo, che gira fotto le Colonne conti'
promeiTo
maggior brevit , come abbiamo
nuato, dov' egli adopera Intercolonnj; il che
,
queft' Ordine mede/imo fecondo la mente prifi vede in Vitruvio anco gli Antichi aver fatma di Vitruvio, poi degli altri cinque Autori
to, avanti che foller Piedeftalli, quali muripalleremo a confiderai.
cioii per j facendoci Archi > fi devono dividea

Orlo.
Scima

Ordine

,,

.,

ORDINE TOSCANO.
non furono Tofcane

Ordine Tofcano di Vitruvio.

ila

CAPO

e quanto egli n' ha fciitto, nel miglior modo, che a noi poffibile fia,
ci ftudieremo d'interpretare. Die' egli adun-

riporteremo

degli altri tre Ordini da' Greinventati ragionato, che la Bafe , alta mez-

que, dopo avere


ci

all'

onde cucOrdine Do-

adattata , come qui appreffo fi inoPotrebbe alcuno in altra guifa quefto luogo interpretare , e dire , come vuol Filan
dro, che Vitruvio dell' Aflragalo intende, che
va fotto il Collarino , il quale , abench negli
altri Ordini fempre Ila parte del Furto, e non
del Capitello, come Umilmente veduto abbiamo effer la Cimbia parte fempre della Colonna , per in queft' Ordine fecondo lui parte
della Bafe; la qual' interpretazione non farebbe da fprezzarfi , quando non s' offervaffe , che
i Capitelli delle Colonne Trajana , e Antonina
le quali da tutti per Tofcane fono ricevute , cos
appunto fon disegnati, come qui da me difegnato quello di Vitruvio. Ma agi' infegnamenti di Vitruvio ritornando , vuole egli , che
fopra le Colonne ponganfi gli Architravi di
legno, fatti di travi incatenate affieme . dimoftrando ancora la maniera d'incatenar quelle
travi , che a motivo di brevit tralafcio di ris
effe travi infegna poi qual debba
ferire.
ltrer

riponga Vitruvio in ultimo luogo


per non alI* Ordine Tofcano , noi per
terare il metodo proporlo, e a tutti gli Autoquali fiamo ora
ri comune , gii Ordini de'
per unire, e compilare, a quello primo luoIo

giudicate

Capitelli

di

rico fu

XIII.

BEnch

go

maniera

zo diametro, avr tre membra: il Plinto, il


Toro, e la Gimbia, la quale in queft' Ordine folo parte della Bafe, effendo negli altri
parte della Colonna Il Plinto vuole fia fatto a feda , cio non quadrato come tutti gli
altri, ma rotondo; f bene il Serlio il diligente offervatore delle antiche Fabrkhe, afferma
non aver in effe un Plinto rotondo veduto mai
Quanto poi debba quella Bafe aver di fporto,
da Vitruvio non e {"piegato Al Tronco della
Colonna fonda lui dati diametri lei , volendo
fi fminuifea la quarta parte della groffezza da'
pie nella fommit. La medefmia altezza, che
ha la BaCc 3 vuole egli che abbia altres il Capitello , T Abaco del quale tanto largo fia
quanto grolla la Colonna in fendo. Cinque
.

le membra d' effo Capitello: il CollariLibello, un Tondino, un'Ovolo, e


un
no,
In tre prati il medefimo Capitello
Abaco.
T

effere la groffezza

della

Colonna

eh' eguaglier la groffezza

Cima, ma nulla

in

ftabilifce dell'

altezza loro, dicendo folamentc, che

b) tanti

effer devono , quanti la grandezza dell*


dove faranno poje , richieder Poi ( c )

moduli alte

Opera

fopra quejli travi e fopra li muri, tralafciando di


parlare del Fregio, pone egli certi menfoloni, che fportano la quarta parte dell' altezza

Colonna

nelle tefte de' quali vuole fia-

fono

delia

divifo da Vitruvio, che d' una

adornamenti. Quali per gli adorno


namenti efser debbano, non con altro a noi
lo dimoftra, che con la parola antepagmenta ,
la quale in quefto luogo vien prefa per adornamenti. Dice per in altro luogo: (<U ador-

cosi aderto

chiamando

tare con ci dover tal*


fenza Cunaao ; affegna

fia

Bottaccio;

{*)

fa

Plinto,

il

f Abaco per dino


Abaco effere fchietto ,

egli

la

feconda all'Ovolo,
il

nano gli Front ifpicj loro con figure di terra cotta ,


dorate alla maniera de* Tofcani ; onde fi dichiara la cofa un poco pi , f bene non piena-

fi

mente.

eia terza (fono parole di Vi-

Aflragalo , e /' Anello;


che credo io voglia dire ,chc lotto il Bottaccio
truvio,) al Collarino

con

/'

debba porre oltre l' Anello ancora un Tondino


e noni' Anello folo, come intendono il Barbaro, il Palladio, il Serlio, il Vignola, e tant'
altri. La ragione a me par manifefta, poich
s'egli avelie voluto!' Anello folamentc ottoil
Bottaccio

detto

non avrebbe

al Collarino con

dia la terza
Amilo; ma pi
fi

/'
Aflr agolo , e l
tofto : la terza al Collarino con /' Anello Dal non
interpretarli in tal guifa quefto luogo nato
.

che molte Fabriche

ove fono

tali

infidi gli

Capitelli

Ma

fi

pu per avventura credere vi


Corona ,e l'altre parti com-

fofsero altres la

f fopra vuol Vifenza altro interporvi , fia il Timpacollocato . Tralafcia egli parimente di pref-

ponenti un* intiera Cornice ,


truvio

no

crivere mifura di quefti adornamenti

ond' io

difegnata ho la Cornice fenza numero alcuno


di proporzioni.
Vitruvio nella Tavola di
queft' Ordine non fi vedr, come nelle fufseguenti , unito V Alberti , che di tal' Ordine
non tratt, come fopra abbiamo accennato

&

Tenia

Apephygi
Hypotraeielio , tum Aflragalo y
L. 4. C 7. Sint altitudini f moduli f Ut , qui a magnitudine operis poftulabantur .
(e) Supra traber ,
Il/idem.
fupra farittes
(d) L. 3. C. 7. Qrnantque fgnis fiftiiib'ui inaurati! earum Fafligia Tufeanico more.

(a)

(b)

&

Ordine

,,,

ORDINE TOSCANO.
Ordine Tofcano del Palladio

la

quarta parte di tutta l'altezza della Colon

,na. L'altezza del tutto

C A P O

XIV.

noveje mezza

d'una

ORano

eh' abbiamo confiderato, quale intorali* Ordine Tofcano folte 1* intenzio-

Vitruvio, rilevandola nel miglior modo


eh' abbiam potuto , da quelle poche parole, eh*
egli ci lafci, parleremo a confederare anco quella de* noftri moderni Autori , i quali da' fondamenti del loro Maeftro Vitruvio non difeoftandofi, di proprio ingegno nel modo, che
loro fembr migliore, f lo andarono formando E veramente non fblo in quefto , ma negli

ne

Ordini parimente, operarono tutti , come

apparir, con ottima fimetria, e quel chetali


confiderazioni pi profittevoli ed utili render
tutti uno dal!* altro diverfi e di proporzione ,
e di forme, ma tutte belle, tutte piene di gra-

compofte con leggiadria , onde far


queft' Arte ad uno o
all' altro Autore indifferentemente a ppigliarfi,
e non folo fodisfare al genio , ma anco alli
far j accidenti, che nell' operare occorrono , aczia , tutte

Jibero

a'

Profeflbri di

comodarti Potbile non mi fu , come fopra


abbiam detto, offervare ordine cronologico, il
che troppo impedita avrebbe V intenzionmia,
la qual fu , che que' due Autori , quali pi tra
loro fiano fomiglianti , per maggior comodo
degli Studiofi aflieme accoppiare. Ora venendo al Palladio, egli due maniere di fagomein
queft' Ordine ci propone; ond' io quella n'ho
prefa , che pi elegante ho giudicata, e pi di.

veifa da quelle degli altri Autori. In vece di


Piedeftalio pone un Dado , come nel Sanmi-

che far alto un diametro, e groflb pi della fua altezza quattro


decimi. La Bafe far mezzo diametro, e avr
cheli veduto

due membra

abbiamo

Plinto, e '1 Toro; lafciando


(diverfamenteda Vitruvio ) la Cimbia al Tronco della Colonna, eh' egli fa di fei diametri
fminuendolo ,come preferive Vitruvio, la quarta parte nella fommit
Il Capitello pure
;

il

ed ha fette membra ; il
Collarino , un Liftello, una Gola , un' altro Liftello, 1* Abaco , una Gufcia , e 1 Orio Lo fporto
unfefto di diametro, L* Architrave, che avr
d'altezza un duodecimo pi d; mezzo diametro
la

met

del diametro

due Fafcie comporto con

Orlo Il
Fregio riftretto , poich queft' Ordine cosi
raafficio non richiede intagli , et ha d' altezza fette duodecimi ,
La Cornice , eh'
di molto belle parti , e afTai maeftofa e foda
alta due terzi et un diciotwfimo, con fette
membra :una Gufcia, un Liftello , un* Ovolo , la
Corona, un'altro Liftello, Ja Gola diritta e
Il fuo Agetio il pareggia all'altezza L'
l' Orlo
far di

Architrave, Fregio

1*

e Cornice fon minori del*

fi

manco un

divider in parti dieci, e

terzo di diciottefimo

fi former il modulo divifo


come nella Tavola VII.

quefte

parti dieciotto,

Ordine Tofcano dello Scantoni

di

altri

di

CAPO

in

XV.

ECco

quanto dagli altri diverfo 1' Ordine


Tofcanodello Scamozzi , il quale molto pi
degli altri Autori ornato lo va formando nella
Cornice , nel Fregio , e nell'altre fue parti. Fa
egli il Piedeftalio alto due diametri meno un'
ottavo, dividendolo in tre parti, Bafamento ,
Dado , e Cimacia Il Bafamento , alto mezzo diametro , fenza membri Il Dado ha d' altezza un
diametro , e di larghezza un terzo pi La Cimacia tre otta vi di diametro, avendo di fporto
quafi un' ottavo di diametro perparte, con quattro membra : una Gufcia, un Liftello, la Corona , e l' Orlo Quella Corona ne' Piedeftalli tut.

ti

peri' avvenire ritroveremo

do

pofeiach effen-

Cimacia quella parte, che dalle acque difende il corpo de Piedeftalli, cos aver deve la
fua Corona e Gociolatojo , come hannp le Cornici, onde tutto 1* Edificio riman difefo. La Bafe
alta mezzo diametro non comprendendovi egli
la Cimbia ;etha di fporto un fedo di diametro
per parte. Due fono le fue membra: Plinto, e
Toro. Il Tronco della Colonna con le Cimbie, e
la

Aftragalo lei diametri , e ancora , quando fi


, fei diametri e mezzo.
Si diminuisce un
quarto di diametro., come in fegna Vitruvio. Il
Capitello , alto mezzodiametro , ha fei membra;
il Collarino, un L'ftelo,unTondino,un Ovolo , 1 Abaco, e l' Orlo, o vnjacio. Tanto largo fal'

voglia

>

1' Abaco, quanto la Colonna da' pie, cio un


diametro,e fuori di quell'Abaco un poco di fporto avr il fuo Cimacio. Mezzo diametro, e mezzo duodecimo alto l'Architrave, che ha quattro
membra; due Fafcie, un Liftello, e 1 Orlo. Il
Fregi o,com prefa la Iifta, che re rye di Cimacio,
alto poco pi di due terzi di diametro Di quefto Fregio d ice l' A utore e piano , et a dirittura del
mezzo delle Colonne fi mettono certi pianuzziy fo*
quali fi pu dire che intendere Vitruvio parlando
della prima maniera de* Tempj di quefl' Ordine
La Cornice alta quafi due terzi di diametro,
con dieci membra una Gufcia ,un Liftello, un'
Ovolo, una Gufcia, un Liftello, la Corona, un
Liftello, la Gola diritta, un' altro Liftello, e 1*
Orio. Il fuo fporto pari all'altezza. II Piedeftalio alto la quarta parte dej la Colonna, come parimente l' Architrave, Fregio, e Cornice Tutta
1' altezza fi divider in parti vent'una ,e cinque

fefti,e

d'una

di queftefi

vifo in parti dieciotto,

former il Modulo dinella Tavola VII.

come

Ordina

ORDINE TOSCANO.

dulo divifo in diciotto parti , come nella Tavola Vili.

Ordine Tofcano del Serlio.

CAPO

XVI.
Ordine Tofcano del Vignola

MOIto pi fchietto e femplice

di quelli , che
abbiamo inanzi veduti, queft' Ordine
Tofcano del Serlio , eflendo formato di poche
parti, ma grandi e maflccie. Egli nonpalefa
da quale antica Fabrica V abbia prefo , e non
dice pure d' averlo efso inventato. In molte
cofe accordai! con Vitruvio, in molte altre da
lui s'allontana. Fa il Piedeftallo di tre parti,
Bafamento , Dado, e Cimacela , ma tutto quadro e fchietto e fenza membri . Vuole il Dado tanto largo ed alto, quanto largo '1 Plinto

della Bafe, e da ci la proporzione di quefto

Piedeftallo egli

nomina quadrata.

to e la Cimacia faranno
Dado, cio cos l'uno,

Il

Basimen-

quarta parte d'elfo

come

l'altra quafi

tre

Sopra quefto Piedeftallo


mezzo diametro , comprefa

ottavi di diametro

r la Bafe alta

la

fa-

la

Cimbia, Avr tre membra; il Plinto il Toro,


elaCimbia.il fuo fportoin quefto modo fi ritrover Sia fatto un circolo a" un diametro , e
pofto quefto circolo in un quadrato pur d' un diametro, formili un'altro circolo, che tocchi l'llremit degli angoli del quadrato ; e quello parimente pofto in un altro quadrato, quel quadrato appunto , che da quefto circolo rifulter , far
.

Ja larghezza e lunghezza del Plinto. Neil' altezza dei Fufto '1 Serlio da tutti gli altri diverfo, perch detto Fufto fecondo lui non deve eifer maggiore di cinque diametri , venendo

ad eifere fei diametri con Bafe, e CapiQuella proporzione die' egli eifere uniforme alla proporzione, che ha il piede umano
col rimanente del corpo, eh' d'elfo la fella
parte. Una grande utilit da tale proporzione
deriva, cio fodezza e robuftezza maggiore, la
quale pi che in ogni alcr' Ordine in quefto fi
defidera, come quello, che fotto gli altri collocato. Il Capitello far alto mezzo diametro,
con quattro membra; il Collarino, un Liftello, I' Ovolo, e l'Abaco. L'Abaco ha di fporto
un'ottavo di diametro per parte, venendo cos
a riufeire quale fi vuole da Vitruvio, cio tanto largo, quanto grofsa la Colonna da piedi.
Dell' Architrave , che molto fodo , 1*
altezza mezzo diametro, e due fono le membra : una Fafcia , e 1' Orlo . Eguale 1' altezza del Fregio, un quarto di cui far la Fafcia,
che ferve di Cimacio. La Cornice , alta parimente mezzo diametro, ha tre membra: una
Fafcia, la Corona, et un Bottaccio, che ferve
per Scima L' Architrave , Fregio , e Cornice

cos

tello.

fono

la

met

della

Colonna

altezza in parti diecinove

e mezzo, e

d'

una

di

quelle

Divide!! turta

due
fi

1'

diciottefimi

former

il

Mo-

CAPO

XVII.

Vignola non aver nelle AnFabrica alcuna ritrovata


d'Ordine Tofcano, da cui ritrar potefse regola certa per formarlo, per fuori di quel poco, che ne lafci fcritto Vitruvio , egli fi di-

SI

pretella

tichit di

il

Roma

chiara averlo tutto di propria

idea lavorato

In fatti riefee molto bello, la grazia con la fodezza accoppiando , e ci che fa pi al propofito
noftro, da tutti gli altri differente; imperci
che non credo poterli ricavare dagli Studiofi
maggior giovamento, che dall' ofservare la divertita , che pafsa tra buoni Autori, e le diverfe loro buone maniere, imbevendo con ci la
mente di belle e variate idee, e prendendo facilit di mutar partiti , per adattarli fecondo
occorre a* fiti, e atant'altre neceflit, che poffono a chi opera apprefentarfi. Ma per venire alle particolari parti di queft' Autore, il Piedeftallo alto due diametri e un terzo , ed
largo un diametro e tre ottavi, Ha tre parti:
Bafamento , Dado, e Cimacia, Il Bafamento ha due membra; un Zocco, e un Liftello;
et ha d' altezza un quarto di diametro. Il Dado alto un diametro e cinque felli, e la Cimacia un quarto , come il Bafamento , della
due fono le membra ; una
qiiale parimente
Gola roverfeia, e 1' Orlo. La Bafe in tutto
all' altre fomigliante, e avr d' altezza mezzo
diametro con la Cimbia. \\ Fufto della Colonna far fei diametri, e fi fminuir poco meno d' un quinto di diametro. Alto quanto la
Bafe far il Capitello, che avr cinque membra il Collarino, un Liftello, l'Ovolo, l'Abaco, e 1 Orlo. L' Abaco far largo un diametro ed un fello; e pi mezzo duodecimo di diametro far la larghezza dell' Orlo, Mezzo diametro far 1' Architrave, con due membra una
Fafcia, e l'Orlo, L'altezza del Fregio, che far fempre fchietto, e fenza intagli , fuperer
d* un duodecimo di diametro 1' altezza dell'
Architrave. La Cornice alta due terzi di diametro, et ha di projettura tre quarti, della quale fei fono le membra; una Gola roverfeia, un
:

Liftello, la

Corona, un' altro Liftello, un Ton-

dino, eun Bottaccio, ch' la Scima, come nel


Serlio abbiam veduto. Il Piedeftallo la terza
f
parte della Colonna ; e i Architrave, Fregio,
e Cornice fono la quarta parte. Si divide tutta
l'altezza in parti

una

di quelle

fi

parti dieciotto,

ventidue et un fello, e d'

forma

come

il

nella

Modulo

divifo in

Tavola Vili.

De??

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IN

^S

ORDINE TOSCANO.

54

Degr

Archi, et Jmpofle
Ordine Tofcano .

Jatercolonn)

de

CAPO

XVIU.

fono da
Vitruvio infegnate, che d' efse favellando adopera i nomi Greci, de* quali per efsere ormai ci comunemente in ufo apprefsotutti gli Scrittori , io parimente fon coflretto fervirmi. La prima chiamali Pycnojlylos y et ha di
larghezza un diametro e mezzo; la feconda
G' Interfi dice Syflylos y et di due diametri
colonnj di quefte due prime maniere Vitruvio

Clnque maniere d'Intercolonnj ci

per efsere troppo angufti Euflylos chiamata la terza maniera , bench egli in
ultimo luogo la ponga, quale di duediametri et un quarto; et da lui la pi bella ed elegante fra tutte 1' altre reputata. Diaflylos
s'
la quarta, eh' di tre diametri; e l' ultima

chiama

vizio/i

apela Anoflylos cio

una

diitanza libera a pia-

cimento; e quefla pi, che qualunqu* altra,


, com' egli ancora avverte, all' Ordine Tofcano convenevole , nel quale facendoli (come
abbiam gi detto) gli Architravi di legno, ptranno elfi anco in maggior diflanza podi regaffai bene, lina cofa per notar qui fi deve, ed , che quando Loggie fi facciano di
pi Colonne, lo fpacio di mezzo effere dover fempre degli altri alquanto maggiore, cos
per ifchivare, che dalle Colonne occupate non
rimangano le Porte, e gli ornamenti loro,
come perch ci facendofi , 1 afpetto della medefima Loggia affai pi graziofo verra riufei
re . Ma per difeendere a' noftri Autori , ritrovo, che tutti nel fare gli Architravi di leario della maniera A^eoflylosfi fervirono .Quandoper gli Architravi fi facciano di pietra, vuole
il Palladio , che non eccedano la maniera Dia*
flylosy cio tre diametri; come pure adoperano
la medefima maniera Diaflylos lo Scamozzi, e
'1 Vignola, con quella differenza, che li
fanTerdi
due
diametri
terzo.
un
ed
no ancora
minate le proporzioni degl' Intercolonnj,quelle ancora degli Archi di quell'Ordine affegneremo. Vitruvio non parla in luogo alcuno di
tali Archi ornati con Colonne, ma bens parla de' Portici della Bafilica, della Paleflra , e
d' altri, de' quali a' noftri tempi foverchiofarebbe il ragionare. Dal Palladio per cominciando, egli vuole la luce d'erti Archi alta fet-

gere

te diametri, e due terzi , ma circa la larghezza, io tengo per cerco, che nella prima edizione del Francefchi cadeffe errore, dalla quale fi trasfufe ancora nella feconda del Caram*

pello, per cui le

medefime

Notanfi in quefte tavole

fei

tavole fervirono.

diametri, e cin*

que duodecimi di larghezza, il che facendo fi,


cos nano c fproporzinato \* A reo rimarrebbe
che parmi impoflibile fofle mai tale 1' opinione d'Autor s grande, e in ogni cofa s regolato. Ma ci pi chiaramente fi manifefta mifurando i medefimi difegni, co* quali nonpoffono certamente le fegnate mifure accordai fi ,
altra larghezza in effi non capendo, che di
quattro diametri e cinque duodecimi, fecondo
convenevolmente larga erta
la qual mifura
luce riufeendo, e affai bene alla notata altezza corrifpondendo, fi vede chiaro quefla ef-

fere (tata dell'

Autore

1*

intenzione

Notato

ci, che pur era neceffario avvertire, le miLa iarghezfure del Palladio profeguiremo
za del Pilaflro un diametro, ed un trente.

fimo pi

di

cinque

fefti

il

che non arriva al-

parte della luce d' elfi Archi I Membretti fono larghi un terzo, e un decimo di
diametro, e gli Archivolti un poco meno .
la terza

Dall' altezza de' Membretti quella

fi prendefporgeranno
poco pi d'
r delle Imporle, che
Ne
diametro.
egli due
propone
un quarto di
ciafhanno
fette
membta
per
quali
fagome,le
fono
una
Fafcia
una
Goprima
,
la
cheduna. Nel

a roverfeia, un Lirtello, la Corona, una Gufeia , un Liflello , e l'Orlo; e nella feconda una
Fafcia , una Gufcia, un Lirtello , una Gola
j

diritta, un Liflello,

Veniamo

una Gola

roverfeia

l'

Or-

Scamozzi. Secondo quello


Autore la larghezza della luce quattro diametri, ed un terzo; e 1' altezza otto diametri, e
mezzo, ed un trentefimo di pi. I Pilaftri faran due diametri ed un terzo, cio pi della
met dell' Arco , le Alette due terzi, gli Archivolti poco meno di mezzo diametro Fa egli
la Serraglia dell' Arco alta cinque fefti, e larlo.

allo

Due
g a un terzo et un duodecimo nel pi baffo.
Maniere d' Imporle fempre ci propone ; una
Di
la chiama maggiore, e l'altra minore.
quella

fi

fervi negli

Archi fenza

Piedeflallo,

Piedeflallo. Ci fu
perci
penfamento,
a mio credere un' ottimo
certamenil
Membretto
c he fenza Piedeflallo
te far di minore altezza, onde un' Importa

dell' altra,

quando pone

il

pi baffa e pi gentile vi fi richiede. Dove all'


incontro ponendovi!! Piedeflallo , maggiore verra ad effere X altezza del Membretto, da che
ne nfulta , che fimilmente pi ricca e pi alta Importa far convenevole- La maggiore
alta poco pi di due terzi, et ha nove membra: due Fafcie ,una minore, e 1' altra maggiore, una Gufcia , un Liflello , una Gola
diritta, un'altro Lirtello, la Corona, un' alt ro Liflello, e I* Orlo; ha di fporto un quin
to di diametro, La minore ha parimente nove

membra: un Liflello, e un Tondino, che


gli Aflragaji del Membretto, il Collari-

fono

no,

ORDINE TOSCANO.
no, un Lineilo, una Gola diricca, un LibelCorona, un' afero Lincilo, e V Orlo
Ha di fporeo un fedo di diametro, ec alca
nove vemefimi.GIi Archivolti fono larghi ambidue, il maggiore quafi mezzo dia metro , e il
minore un trzo, ec un decimo, avendo ambidue le /lene membra, che fono quattro: due
Fafcie, un Li dello, e l' Orlo. Altri due Autori ci reit no a vedere: il Serlio, e *1 VignoIl primo fa li vani degli Archi di due larla
ghezze, i Piiaftri la met della larghezza d'
elfi Archi, e 1 Membrecca 1* occava parrei
cio meno diametro ; poich vuole, che di
lo, la

Sca-moZ/jr

SS

qnactro diametri fieno

gli Archi. Altre Im per


che quadre , e fenza membra .
Finalmence il Vignola fa le Impofte con tre
fole membra: un Liftello, la Corona
, e T
Orlo. Alte le vuole quanto i Membretti,ciod
mezzo diamecro ; ma negli Archi fenza Pie*
deftallo fa cos li Membrect, come le Impofte , che fono fchiette* alte folo un quarto
di
diamecro. Non ho parlato d' intagli, che a
quell'Ordine, il quale eflr develifcio e fchiec
to, farebbono fconvenevoli . Negli altri quattro a* quali membri elfi intagli convengano
8
noteremo di Aitarne me.

tte

non

fa

Pai ui di e
Rf

\*

#v

IN

TV

ffl.<f.

pupi-

,,

ORDINE DORICO
DEL
A N M
C H E L

CAPO

Tofcano di tutti gli altri il pi


pi
piulodo.
lodo. Dital
Ordine affai freDi tal* OrdinealTaifrequentemente il noftro Autore fi fervi , che veramente 1 ha con grandefelicita adoperato. Negare non fi pu, che per Porte di Citt, Cortili, e
Loggieefimilicofenonfiaditurtighaltri iJ pi
ada ttato.e '1 migliore , eflndo robufto alTieme ed
ornato,pienodigrazia edi maeft intuitele fue
parti , ma nel Fregio particolarmente, dal quale
molta vaghezza alle Fabnche deriva, con diletto
quale dopo

mafliccioe

il

'1

infieme e meraviglia de* riguardanti Dell' origine di quel? Ordine , come di tutti il pi antico
afii malagevole , cofa alcuna ftabihre . VitruVio (*) lo artribuifce a Doro figliolo d'Elleno ed
Optica Ninfa , Re fecondo lui dell' Achaja e del
Peloponnefo , oggi dette Livadia, e Morea , che
primo di tutti alzandoin Argo un Tempio a
Giunone di quefta maniera , in ella il nome trafA M'incontro i noftri Italiani Scrittori , fu
fufe
molte autorit de* Greci fondandoli, vogliono
che fufTetal' invenzione polla inufo da' popoli
Donciin tempi afTai lontani da quelli del Re
Doro. Quanto a me per quello , eh' ho potuto
da Scrittori antichi raccogliere , pare eh' errafle
Vitruvio (fia detto con buona pace d' Autor fi
grande ) e in creder quel Doro Re del Peloponnefo,ech ivi alzato egli aveffe quel Tempio,
onde fecondo lui ebbe il nome l'Ondine Dorico
qual giudico folle di quel Tempio pili antico affai In fatti antichiltimi elTcre fiati i Popoli
che Dorici o Doriefi nomati furono da Doro figliolo d' Elleno, ricavo da Tucidide, il quale dice
nel i., chele genti condotte da Elleno e da' fuoi
Figlioli fi chiamarono foli Elleni, cio Greci, e
che non tutti i Greci con un cognome folo chiamati furono da Omero , ma i foli difeendenti di
coftoro,che vennero di Ptiotide con Achille;
ed Erodono nella Clio nomina come delle pi
antiche di Grecia la gente Dorica e l'Jonica. Che
pofeia i Doriefi ftudiofiflimi fulTero d' Archirettura, fi legge in Stabone nel 14. (*) Quel Do
.

XIX.

cupatofu da que'popoli,i quali

m*n Ie
M *e

ni della TeiTaglia,
Teflon* come
i

fi

ufciti da' Regio


;
inErodoto nel

F.r^^n,

e in Strabone nel

8. , prima ai fermare in Peloponnefo l'abitazione e '1 Regno loro , qua e la


.

peregrinarono, ora altri cacciando, et ora da altri vinti e cacciati, come oltre il citato libro d
Erodoto Ci trae da Platone nel Q. delle Leggi , e da
Tucidide in un* altro luo<*o del i. libro, ove
fcrive folo 6o anni dopo la rovina di Troja avere i Dori la Morea pofleduta
Ma f quelle
ent
i dal fudetto Doro spellate fuflio Doriche
g
o Doriefi, trovo in ci difcordi Erodoto, e Strabone. Dice quelli parlando d' efio Doro e de'
.

, cos da [e
incontro afferma Erodoto , che que' popoli folo dopo efler venuti
nelPeloponnefo nominati fiuTero Dorici, avendo poche parole avanti fatta gi menzione di
Doro figliol d' Elleno ,che ancora fecondo lui
veniva ad eiTere flato Re loro molto tempo avanti, ciomentr' eranoancorain Teflaglia,ponendofi da Erodoto quel Regno di Doro in
Iftbtide fotto monti Ofla , et Olimpo Ma dicendofi altres da Vitruvio , che quel Doro era
figliolo d'Elleno ,e veggendofi ne' Greci Au-

Doriefi: e quelli

chiamati

che

lafciolli

[e fopravijfero

Et

all'

apertamente Strabone , (<0


chequell' Elleno era figliolo di Deucalione, ne
fiegue, che non poteva Doro , il qual vifse molti
feco li avanti , aver regnato in Pcloponnefo , ri
tor i

feri vendoio

aver fiibricato quel Tempio aGiunone, dal


vuol Vitruvio, che 1' Ordine Dorico aq
ve fse il nome , e 1' origine . Che che fia di ci , paivi

lia i e

re a me quafi certo, che s'inventafse il Dorico ( qualunque fiifse il tempo, o l'Autore di tal*
invenzione ) per lo divin culto, e che il primo
Dorico Edificio fofse un Tempio deliramente;
$\ perch molti famofiflmi Tempi de' Greci
leggo in Strabone, in Paufania ,ein Vitruvio effere fiati d' Ordine Dorico , s perch ne" Fregi
di quei? Ordine , come fi vede negli antichi momunenti, fi fcolpi vano cofe, le quali folo a' Sacrifici

V'ima <3

antiqui tut Dorica efi nata ; namqu Achaja


Opti cor
, Pelopoatt'foque tota Dorut Htlltnis , C?
tiinpba Filiut regnavit j ifque Argii vetufta Civitate] umnit templum adificayit t-jut generis &c> 1. 4 *
(b) Hoc in loco..* fummum JhtJium fuit circa Architetto}.
(e) Sibiqae fuptrjiitet a f vocatot reliquie Ub, g,

(a)

() Otucalionit filium

HelUnum

fuijfe Ut,

g.

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ORDINE DORICO
appartenevano, come Patere, teftefpolTori con f iti e ghirlande,! le quali
cofe ftate cos farebbono in que' tempi ad un
profano Edificio, come ne' noftri ad un facro
fconvenevoli. E veramente chi adefsouna Chiefa
di quell'Ordine a fabrcare intraprendefse, in
afsai biasimevole impropriet incorrerebbe, f
crificj

pat

di

ne' luoghi al divino e vero culto desinati cofe


framifchiafse , che olezzino di Gentilesimo. In

quefto pecc Bramante per la libert di que*


tempi, ne* quali troppo amore portavafi all'
antichit . Nulladimeno il nofrro Autore nelle
fagre Fabriche ha con grandifilmo giudicio fchifate tali fconvenevolezze fenza togliere alcuna

componimento, come in Verona nel Campanile di S. Giorgio fi pu vedere,


dovecon ottimo fopraornato Dorico ha la parte
delle grazie al

inferiore adornata

Quivi in vece di Patere e

te-

Tori ha egli nelle Metope intagliati Calici,


Manipoli, Turibuli , ed altri Vomenti , che
ne'noftrifacriritis'adoprano,in guifa tale, che
con grandiftmo diletto e degl' ignoranti e di
quei , che fanno , e tolta fi vede qualunque
fte di

impropriet, e apparifcencir Opera tale ornamento e leggiadria, ch'erta pu con la bellezza delle antiche fiare in paragone. Da' Tempj
pafs queft' Ordine ad eiTere per Teatri, ed Anfiteatri adoperato; pofcia indifferentemente per
ogni forte di Fabriche fu porto in ufo , ma particolarmente per Arfenali, Zecche, PortediCitt , Moli ed altri fimili Edifcj , a nefluno de*
quali erto maidifconviene per lefue belle proporzioni e giufla fimetria, e per la robuftezza,
che ha di foftenere fopra f altri Ordini pi dilicati , quali affai benefempre col Dorico fi coni

fanno Far fi poffono di quell'Ordine Colonnati


femplici e comporti ancora, cio con Archi, nelle
quali due forti di Colonnati fempre avvertenza
aver fi deve, che vengano Triglifi a cadere fopra
le Colonne, come nella Tavola X fipu vedere
Negl' fntercolonnj de' Colonnati femplici, fecondo il Sanmicheli , fi ferver la maniera Pyc
xoflyhs , e Diaflylos nell' Intercolonnio di mezzod che facendoli, giufti caderanno i Triglifi fopra le Colonne Il Piedeftallo vuole egli alquanto maggiore della terza parte della Colonna , e 1"
Architrave, Fregio, e Cornice un diciottefimo
.

pi della quarta parte. La luce degli Archi far


di cinque diametri in larghezza e dieci in altezza ;
e in quefta guifa renderanno appunto iTriglif nel

luogo ad elfi convenevole. Alta una volta pi che


larga far la luce della Porta; e la larghezza di
poco ecceder tre diametri. Un diametro d' altezza e poco pi far tutto 1' Ornamento, cio
Architrave, Fregio, e Cornice. Dalla lunghezza della Cornice dee trarli regola per lo Frontifpizio ; impercioch fatte d' erta lunghezza
quattro parti e mezza , da una di quelle par-

ti

l'altezza del Frontifpzifl

fi

former

Le

Alet-

o Membretti faranno trequarti di diametro >


onde verranno a riufcire a bartanza maflccie. I
Pilaflri faranno larghi mezzala luce degli Archi, e le Colonne un quinto d'erta luce. Qui
parlerei delle Imporle, f pi opportuno luogo
per trattarne non crederti il C. 26 .dove quanto d*
erte fi legger potr con la Tavola rifcontrai fi
Ma ad una ad una le parti di queft' Ordine fecondo il Sanmicheli poniamoci ad efaminare Il
Piedcftello ha tre parti , Bafa mento, Dado,
eCimacia. IlBafamentofar mezzo diametro,
con cinque membra: un Zoccolo, due Lirtelli
una Gola diritta , et una Gufcia ; e far il
fuo fporto poco pid' un ferto di diametro Intagliare fi potretbono la Gola e la Gufcia; e
cos andremo di mano in mano accennandole
membra , che fi poflno intagliare, non intendendomi per, che intagliar fi debbano tutte le
membra da me fuggerite, ma il giudiziofo Architetto, ora l'una andr fcegliendo, ora 1' altra, a piacer fuo, o dovendoli uniformare alla
minore o maggiore richezza dell* opera, che s'
te

intraprende. Il Dado fchietto; et grofl


quanto largo il Plinto; e far alto un duodecimo meno di due diametri In erto Dado
fono difegnati gli fpezzamenti della Porta , Architrave, Pregio, e Cornice. L' Architrave col
.

fuo Cimacio ha d'altezza tre duodecimi e mezzo di diametro ; ed ha fette membra : due Fafcie, un Liflcllo, e 1' Orlo, una Gufcia , un
Liftello, ed un Tondino. Il Fregio alto tre
ottavi di diametro, e alta poco meno far la
Cornice. Il fuo fporto due noni e mezzo di
diarretro; et undici fon le membra: cinque Liflelli , unaFafcia, un'Ovolo, due Fafcie da un

Gola
, che fervono per Corona , la
faPiedeftallo
.LaCimaciadel
l'Orlo
diritta , e
cinavr
ed
Bafamento
,
del
alquanto
minore
r
que membra: una Gufcia , un Liflello, la Corona, una Gola roverfeia , e l'Orlo. Lo fporto
Liftello di vife

due noni e mezzo di diametro. Ancora nelintagliare fi potranno, come nel BaCimacia
la
famento, la Gufcia, e la Gola. Gli Antichi a
queft' Ordine non dieder Bafe, comeda* Mofar

numenti ficonofce,ilche grato all'occhio non


buoni Moderni con la
riufeendo , fupplirono
i

Bafe detta da Vitruvio Attica , o Atticurga Alta quella mezzo diametro , con fei membra il
Plinto, il Toro, un Liilello, un Cavetto, un*
altro Liftello,e'l Baftone o Toro fuperiore.
Avr di fporto poco pi di due duodecimi e
mezzo; e fi potranno intagliare il Toro, il Cavetto , e '1 Baftone. Il Tronco della Colonna
avr d'altezza, comprefi gli Aftragalie laCimbia , Cene diametri ; ma perch deve adornarli
e non cos nudoelifeio rimanere ,come nelTof.

cano,s'adoprinoper adornarlo

le

fcanalature,

ORDINE DORICO.

co
le quali

fono

pi graziofa e regolata maniera


che intorno ad una Colonna
ufare fi poiTa , fconvenevoli effendo tutte laitre, come da noi nel Capitolo degli Abufi s'
dimoftrato. Varj modi diquefle fcanalature rimafero nelle antiche Fabriche, e fono da Vitruvioinfegnate, onde noi a ciafchedunode'fulleguenti Ordini uno fempre diverfo ne andresti
la

d'adornamento,

ponendo; e in quella guifa f non tutti, almeno quafi tutti qui raccolti cotali modi verremo
a dimoftrare.Sar il primo , come appunto a
quefl' Ordine

'1 pi
fodo , fi
, che fra tutti
conviene, poco cavato; e la forma del l'incavo fi
vedr nella Figura a delira del Piedefiallo, nella quale una punta del Triangolo fervi r per
centro al circo lo dell' incavo, che dovr toccare
ambedue 1* altre punte del Triangolo con le
fue eiremit. Quelli canali fono ventiquattro,
come fi ha nella pianta della Colonna , e fono
larghi poco pi d'un duodecimo di diametro
Ma per defcrivere le proporzioni generali di queile fcanalature (gi che in altro luogo non ne
abbiamo ragionato) diremo primieramente,
che non dovranno in una Colonna elfer mai
meno di venti canali, n pi di vent'otto.Opporremifi potrebbe, che ne permetta Vitruvio
fin trenradue ; il che pu farli , lafciandofi i pianuzzi: ma co' pianuzzi e tanta quantit di canali fi vede chiaro , f le Colonne troppo per
cos dire fminuzzate verrebono a rimanere. Avvertir fi deve, che da' canali, f in minor mimero fono , e meno incavati , rifulta maggior
fermezza, e f in maggior numero e pi inca
vati, maggior vaghezza e leggiadria; onde pi
numerofi, e pi incavati elfi fieno nelle Fabriche pi nobili e pi adornate, ed all' incontro
.

nelle

men

nobili

meno

incavati e di

numero

minore. Li Pianuzzi, che fono tra canali, farannoo poco pi del terzo d' elfi canali, o non
mai minori della quarta parte. Di verfe maniere
di quelli canali fi veggono negli Ediflcj antichi , e ne* moderni ancora; /mpercioch parte
per tutta la lunghezza della Colonna, e parte
fon cavati per due terzi folamente , iettando
la terza

pi bafia parte cos ripiena,

come

dentro fulTe un battone; il che oltre il difendere li pianuzzi, che fcantonati non fieno e
gualli, apporta alle Colonne un grandiffmo
adornamento. Quanto ora abbiam detto, fervira per general regola di tutti gli altri Ordini
ancora, e palleremo intanto ad oflervare il Capitello, Architrave, Fregio, e Cornice. Otto
fono le membra del Capitello, alto mezzo diametro: il Collarino ( dove fogliono intagliarli
quattrorofe, le quali fervono ordinariamente
per dillinguere queft' Ordine dal Tofcano , ptendo di leggieri avvenire, che per la troppa

uno con l'altro confondali) tre AOvolo, J' Abaco, una Gola rovcr-

fomiglianza
neJIi, un'

fcia, e l'Orlo

Di

quelle

membra

fi

poller

Gola roverfcia La
maggior larghezza dell' Abaco, con Jo fporto
del fuo Cimacio , o dir vogliamo dell' Orlo,
un diametro ed un quarto. Mezzo diametro
forma l'altezza dell'Architrave, e tre fono le
intagliare

l'Ovolo, e

membra: due

la

Fafcie e l'Orlo, altrimente det-

Tenia, futto il quale a diritto de' Triglifi


facciali un regoletto tanto lungo, quanto Jarto

ghi fono i Triglifi , con fei goccie pendenti ,


lequali fi mettono a perpendicolo degli fpigoli

Quelle goccie
nominate,
fono
chiodi
e particolarda molti
gli
Architravi,
i quali per
menteutili fono per
per
altro
apparirebbono
dove
goccie
quelle
( la
un poco nudi ) rimangono convenevolmente
adornati Tre quarti di diametro formeranno
l'altezza del Fregio, nei quale fi devono Triglifi e le Metope ripartire. Quelli Triglifi altro non lignificano e fingono che le telle de'
Travi, che fporgano fuori del vivo.S'intagliano inetti due canali interi, e due mezzi ne*
cantoni per far moflra, che io elfi V acque
fcorrendo, dall'ingiuria delle pioggie reflino i
Triglifi ben difefi. Sono efii alti quanto il Fregio, e larghi mezzo diametro. Di quella arghezza faccianfi fei parti, tre delle quali a' piani
rinchiufi fra canali s' attigneranno , alli due
canali di mezzo l'altre due, e quella pofcia ,
che rimane, in due parti rompendoli, fra li
due mezzi canali de' Iati fi divider. In mezzo
a* Triglifi faranno le Metope, cio que* fpade* canali ne' Triglifi incavati.

z], ne' quali

intagliano

s'

cofe alla Fabrica

a chi la fa coflruire appartenenti,

fi

dilfe nel

no fempre

come

gi

principio di quello Capitolo. Saranalte quanto il Fregio, ed altrettan-

to larghe, dovendo fempre da chi

errar

non

vuole farfi quadrate. Una difficolt ne rimane, quale , che nelle cantonate, dovendoli
far Loggie con Colonnati femplici, nelle qualifempreunaMetopa,enon un Triglifo, por
fi dee, qualora della folitafua grandezza facciali
quella Metopa ,o mezza di qua e mezza di l,
non fi potrebbono pi allora Colonne fottoporre,o pi fovra la mezzana dell' ultima Colonna
l'ultimo Triglifo perpendicolare non rettereb-

be.Tal difordine

fi

fchiver,

quando l'ultima

quanto Io fpaTriglifo al vivo della ColouSemimetopa fi dicequefla da Vitruvio,

Metopa tanto grande fi

faccia,

zio, che retta dal

na.

(a)

Metopa non pu arSemimetope, f fieno, come infegna Vitru vio, un fol quarto di diametro, folamente a' Pilaftri quadrati , che non fminuifcano, fi deono fovraporre ; ma quando por fi

(f bene alla met della


rivare) quali

deb(a) Itti inextrtms angulis Semimeto^ia fnt imprejfa (Umiditi moduli

latitudine. Lib. 4>

Cap.

3.

r.xn

Sedici.
(

jy

Gol

ORDINE DORICO

62,

debbano fovra Colonne, che fminuifcano, allora Tempre Ja lor grandezza al fovradetto fpazio, eh' dal Triglifo al vivo della

Colonna,

dovr pareggiarfi. Sopra queflo Fregio corre


una Fafcia , chiamata Capitello o Cimacio de'
Triglifi, alto un diciottefimodi diametro. La
Cornice , alta cinque felli di diametro manco

mezzo diciottefimo, avr dodici membra: una


, un Liflello, un* Ovolo, un* altro Liflello, una Fafcia, (nella quale al diritto foGufcia
pra

Menfoloni , che proprj fon di queir.' Ordine, e fotlengono il Gocciolatolo^ una Gola roverfeia, un Liflello, la
i

Triglifi fportano

Corona

un* altra Gola roverfeia , un' altro


Gola diritta, e l'Orlo, Nel fo
fitto del Gocciolatojo fi formano diverfi ripar
timenti , ove diverfe cofe s' intagliano a capricci dell' Architetto , di baffo rilievo per ferir
pre, acci da quelle adornamento e grazia, e
non confufione, all'opera ne derivi. A] diritto de' Triglifi fotto i Menfoloni vuol Vitruvio lib. 4. cap. 4. fi fcolpifcano delle goccie,le
,

LiUello,

la

quali fiano

fei nella larghezza e dodici nella


lunghezza. Quella Cornice avr di fporto affai pi dell' altezza ,
e ci per lo molto
agetto de' Modiglioni, i quali cos ajutar poffono a foflenerla Coronaci! ch~ nonfolamente difende dall' acque , e dalle nevi le Fabrjche , ma le rende ancora pi adorne e gra'
ziofe , e fa parer maggiori le Cornici ; dove al
contrario quando le Cornici poco fportano ,
mozza e con poco garbo l'Opera rimarr. Lo
fporto un diametro e due noni; e fi pofTono
intagliare 1' Ovolo, e le Gole roverfee. Anti-

camente

Gola

Scima , al dir
di Vitruvio lib. 5. cap. 3., pelle di Leoni intagliare fi foleano a diritto de' Modiglioni, dalle quali le raccolte acque; fuori fi mandavano; nulladimenocirare volte, ancorch riefea
ottimamente, e dai Sanmicheli, e dagli altri
buoni Moderni fu praticato. Ma efendoci noi
proporlo di neiTuna tralafciare di quelle co-
le, che da faperfi fono pi neceflrie a chiunque vorr con lode quella belliffima Profeflione efercitare , ora un penfieroin mente mi cadde, che non avendo ne' Capitoli generali della
diminuzione delle Colonne favellato , fi potrebbe da taluno ragionevolmente giudicar man*
chevole quell'Operetta, come priva 4' una parte, fenza la quale Ilare non pu la buona Ai>
chitertura ; impercioch qual bellezza , e qual
grazia aver potrebbono le Colonne , che con
bella regolata diminuzione dall' Architetto non
nella

diritta detta

da qualunque buono Architetto fu praticaDalla men ufitata maniera cominciando,


diremo, che fatte del Tronco tre parti, la
prima parte quanto pi s' inalza, di mano in
mano s' accrefea e l gonfi, cos per , che
quella gonfiezza maggiore mai non divenga d*
un diciottefimo ed un terzo di diametro. L'ai"
zi

ta.

tre due parti poi vadano fminuendo fino alla


fommit della Colonna , dove fotto la Cimbia

far fegnato

il
fuo raftremamento. In cotal
guifa quella gonfiezza , come dal fovraflante

pefo, onde premute fono le Colonne, cagionata, cofa naturale e propria (a che tutte V
Arti tender f m pre devono) ralTmbrer. L*
altra maniera, che pi comunemente s' adopera, fpiegheremo brevemente, dicendo che
fatte , come detto abbiamo , le tre parti , la in*

piombo

due fminuifdee una diligentiflima offervazione e diverfit, che lo Scamozzi intorno al dividere il Furto in parti vuole fia in ciafehedun* Ordine avvertita. I Fufli
tutti fecondo lui in dodici parti dividendoli ,
tre di quelle parti nelle Colonne Tofcane,
tre e mezza nelle Joniche , e quattro nelle
Corintie a piombo rimaranno, Non da cos
rillretti termini circoferitto nelle Doriche e
nelle Compofite far V operare dell' Architetto , che quel numero di parti , per lafciarle a piombo, elegger , quali fecondo
a quelle proporzioni giudicher pi convenevoli. Quanto pofeia v fi deggia , perch
feriore refli a

cano, Qui forpaffare non

1'

altre

fi

nelle parti di fopra dilettevole e grazipfa riefea


la

diminuzione, non m' affaticher con altre

parole a dichiararlo , avendo di ci chiara e


diffufamente, e meglio affai di quello, eh' io
far poteffi, il Serlio, il Vignola , il Palladio,
C lo Scamozzi trattato ne' libri loro, le regole de' quali per comodo, e proftto de' miei

Lettori nella vicina Tavoja fi vedranno efeguite con efatezza Ma non bada porre tanta
cura e diligenza perch bene diminuifeano. 1*
inferiori e fuperiori parti, che fi deve ancora
trovar modo, come la parte, che fminuifee
.

con quella, che

refla

piombo } o raflremaG

ingi, congiungafi graziofamente. Ci facilmente s' otterr , quando formata la parte


inferiore, delle fommit di quelle due linee,
all'

che

la

racchiudonp,

fi

formi un femicircolo,

in cui terminando la parte inferiore, e la fuperiore cominciando , con leggiadra graziola unione ambedue congiunte reflino et anno-

illimo

date. Efpolla quella dottrina, che pretermetterli non dovea, per la quale pi opportuno

niere, con le quali efla dimunuzione e dal San-

luogo non ho potuto ritrovare, profeguiremo


lemodinapure di quell'Ordine fecondo la mente degli altri Autori

Non

dunque elTere potr


difearo a' Lettori, fi come non inutile certamente, eh' io qui ne tratti, e parli delle due mafi

formaffero?

micheli, e da tutti gli

altri noltri

Autori, anOrdina

ORDINE DORIGO.

64

Ordine Dorico di Vitruvio.

CAPO

XX,

MOlto

chiaramente e pi diffufamentedel
fuo coftume da Vitruvio deferitto il
Dorico, cui perefporre fecondo la mentefua,
quanta per me fi pu diligenza ed efatezza

maggiore , non ho
Piedeftalli

lafciato a' adoperare.

non parler,

gi che Vitruvio

De*
non

regola per formarne


proporzioni, dicendo folamente lib. g. cap.
3. che comporti elfer devono di tre parti, Cimacia, Dado, e Bafamento,e chequello Bafa mento , e quella Cimacia s' adornano con
Lillelli , Gufcie , Corone , e Gole , fenza
Ragionando
punto venire alle proporzioni
poi del Podio del Teatro, lib. 5. cap. 7, (il
3uale da molti fi crede lo ftelTo , che '1 Pieci

preferive determinata

le

eftallo,) dice eh' elfo

Podio alto

fia la

duode-

Orcheftra Per certa regola trovar non fi pu per farne giudi difegni
ond' io, che prefitto mi fono di non lavorare
di fntafia ingannando chi legge, ma d'efporre con ogni fchiettezzae fincent la mente degli Autori, quale appunto la trovo neh" ope
re, o ne' libri loro , ho tralafciati elfi Piedeftalli , come pure n' ha tralafciata la dichiara
zione T Alberti, che qui unito con Vitruvio
vedr il Lettore. Come abbiam detto, Bafe
alcuna egli al Dorico non affegna , deferiven
do in vece 1' Atticurga, della quale io pure
mi fervir , veggendola da quali tutti i buoni
Autori adoperata- Ma qui non accade pi favellarne, avendola io gi tfefcritta nel Sanmicheli, L' altezza del Tronco della Colonna
far fei diametri, e nella fommitla fella parte della grolTezza da pie dovr fminuire. fri
torno a quelle diminuzioni ci Jafcia Vitruvio
un belliflimo ricordo, il quale Tempre dovrebbefi porre in ufo. Dice che fecondo 1* altezza
delle Colonne fi devela lor diminuzione regolare ; peroch nelle Colonne di molta altezza 1' oggetto all' occhio fi fminuifee, onde
in que' caii neceffaria non tanta diminuzio*
ne, quanta nelle balle e corte abbifogna. Per
f la Colonna alta fia da quindici fino a venti
piedi , il fuo diametro fi divida in fei parti ,
e di cinque di quelle parti fi faccia la grolTezza di cima, fminuita cos rimanendo la fella
parte. In quelle poi, che fono da venti fino
a trenta, il diametro fi divider in parti fette,
di fei delle quali fi far la grolTezza di cima,
ond' effe fminuifeano un fettimo di diametro.
Cos in quelle da trenta fino a quaranta il diametro fi divider in fette e mezza ; in quelle
da quaranta fino a cinquanta in otto ; e cos

cima parte

dell'

ordinatamente profeguendo alla maggiore o


minore altezza proporzionatamente la diminu-

zione s'adeguer. Il Capitello far, mezzo diametro, e avr le membra medefime, che abbiamo nel Sanmicheli vedute ; ma lo fporto
egli non vuole fia pi , eh' un ottavo di diametro; quale fporto dal Barbaro fcarfo e manchevole, e invero non fenza ragione, fu giudicato. Si potranno intagliare il Bottaccio e la
Gola roverfeia. L' Architrave, alto mezzo diametro, avr due membra
una Fafcia, e 1'
Orlo, e pofcia le fue Goccie e '1 Regoletto.
II Fregio far eguale al deferitto nel Sanmicheli; ma tre noni e mezzo di diametro alta
far la Cornice, con fette membra: una Gola roverfeia , un Liftello ,
la Corona , una
Gola roverfeia , un' altro Liftello, la Gola
diritta , e
1' Orlo
Tre ottavi di diametro
formino 10 fporto della Corona ; e fra quelle
membra fi poflno intagliare le Gole. L' Architrave, Fregio, e Cornice poco faran minori della quarta parte della Colonna
Tutta 1'
altezza fi divider in parti diecifette, e due noni
e d' una di quelle fi former il Modulo divifo
in parti dieciotto, come nella Tavola XIII.
:

Ordine Dprico

dell'

CAPO
QUeft'

Alberti

XXI.

Ordine , che negli altri Autori


il primo che
in quello

fecondo, far

Autore ci poniamo ad esaminare, il quale del


Tofcano non ha trattato. La Bafe, eh' effo adopera, l'Attica. Alto egli vuole il Fufto
della Colonna fette diametri ; ma nell' altezza del Capitello, che fa di tre quarti, ragionevolmente dal Cataneo prima biafimato,

poi dal Cambray, ancorch ne' difegni diqueft'


ultimo la mifura fia diquella minore, che dall'
Alberti fi preferivo
D' eflb Capitello quelle fette fon le membra: il Collarino, linaiola
.

roverfeia, un Liftello, 1' Ovolo, l'Abaco, una


Gufcia, e l'Or/o.L' Qrlo far largo per ogni
parre un diametro et un duodecimo; e di quelle

membra

fi

poflno intagliare

1'

Ovolo

Gola. L' Architrave e Fregio fono limili


gi
veduti Quattro felli di diametro fan 1*
a'
altezza della Cornice, in cui fono undici membra : una Gola roverfeia, un Liftello , un* Ovolo
i Modiglioni, un* altra Gola rovefeia, un Liftello , la Corona , pur un' altra Gola roverfeia
un Liftello , la Gola diritta, e P Orlo. Di
la

tre quarti di diametro ed un' ottavo lo


fporto di quelle membra , tra le quali fi poffjno intagliare T Ovolo , e le Gole L' Architrave, Fregio, e Cornice poco eccedono la quarta
partedel Tronco del h Colonna. Tutta P altezza fi divider in parti diecinove e cinque fedi , e
.

d'una

di quelle

fi

former il Modulo divifo in


Tavola XIII.

parti dieciotto, come nella

Ordine

r?

xn

ORDINE DORICO.

66

di quelle

Ordine Dorico del Palladio

fi

dieciotto,

CAPO

former

come

il

nella

Modulo

divifo in parti

Tovola XIV.

XXII.
Ordine Dorico dello Scarno^

L'Ordine

Dorico

Autore in molquello di Vitruvio, e del Sanmicheli conforme, onde per non replicare le
gi dette cofe notvmolto ora s' emenderemo. Il
di queft'

CAPO

te parti a

PArimente

XXIII.

l'Ordine Dorico dello Scamozgi defcritti negli altri Autotempo n di

Piedeftallo egli fa di tre parti, Balamento,


Dado, e Cimacia. Due terzi di diametro vuo-

ri

le il Bafamento,che avr cinque membra: un


Zocco, una Gola diritta , dueLiftelli, et una
Gufcia. Lo fporto poco pi d'un quarto di
diametro," e intagliare fi potrano la Gola, e

metri e poco pi d'un quarto alto fi vuole da


quei? Autore il Piedeftallo , che in fei parti
fi divider , due delle quali fi daranno al Ba-

Il Dado alto un diametro ed un


e la Cimacia , che poco pi d' un
terzo di diametro , ha cinque membra : una .Gufcia, unLiftello, un'Ovolo, la Corona, e 1*

la Gufcia

terzo

Orlo ;

tra le quali

1'

Ovolo

s'

intaglier

La

Bafe l'Attica, qual non occorre di nuovo


dichiarare, perche f nelle proporzioni far
diverfa , fi potr tutto conofcere agevolmente da* numeri nella Tavola defcritti Dolce.

mente

Plinto all'Orlo della Cimaeia del Piedeftallo; cofa con grandiflmo giudizio penfata , e di molto ornamento infieme
ed utilit al Piedeftallo , il quale cos ehafomma grazia, e difefo refta dall' ingiurie dell' acque , che non vi fi poflno fermar fopra , n
aggiacciandofi offenderlo
Il Furto della Colonna, f appoggiato a'Pilaftri,fecondoqueft'
Autore, far otto diametri e cinque duodecimi, e
fol fette e mezzo o otto, f ifolato. Lo adorna egli
con ventiquattro canali, nella fommit la decima partedella grettezza da pie reftringendolo
Alto '1 Capitello mezzo diametro, e tutte le
}>arti avendo da Vitruvio infegnate, foloinci
i diftingue , che nel Coliarinooltre le Rofe riceve quattro altri fiori parimente di baffo rilievo. Il fuo fporto poco pi d' un quinto di
diametro. Dell'Architrave e del Fregio , che
a' gi defcritti faranno fomiglianti , altro non
parleremo. Il Capitello de* Triglifi far alto
la nona parte del Fregio , cio la duodecima
d'un diametro. Mezzo diametro ed un duoattaccafi

il

decimo fanno

l'altezza della

Cornice, che ha

otto membra runa Gufcia, unLiftello, un'Ovolo , la Corona , una Gola roverfeia , un' altro Li ftel lo, la Gola diritta, e l'Orlo. Il fuo
fporto fata dell'altezza maggiore, eflendo tre
quarti di diametro , comprendendovi!! per il
picciolo fporto del Capitello de' Triglifi.

Le

membra, che

dar fi poflno agi' intagli, fono


l'Ovolo e le due Gole. Il Piedeftallo alto
quafi la quinta parte del Tronco della Colonna ; e 1' Architrave , Fregio , o Cornice quafi
la quarta parte di tutta la Colonna. Tutta 1'
altezza

fi

divider in part ventifei, e d'

una

zi

molto

alli

uniformali, onde non molto di

fatica ci far meftieri nel dichiararlo.

Due dia-

famento , tre al Dado , e la fefta alla CimaBafamento far alto tre quarti di diametro con fei membra : un Zocco , un Battone, un Liftello, una Gola diritta, un' altro
Liftello, ed una Gufcia. Il fuo fporto poco minore d' un quarto di diametro e atti per
g' intagli fono il Baftone e la Gola L' altezza del Dado, che far lifeio, e fenza membro
alcuno, da un diametro fi former e da tre ottavi; come altres da tre ottavi, e non da pi,
come pone le Blond, quella della Cimacia,
che avr fei membra: una Gufcia, unLiftello, un'Ovolo, la Corona, un' altro Liftello,
e l'Orlo Il fuo {porto far poco pi d' un quarto di diametro; e non altro, che l'Ovolo , pu
eia, l

intagliarli.

La Bafe

l'Attica. Ventifei cana-

Fufto della Colonna, che far fette diametri e mezzo , fminuendofi un quinto di diametro nella fommit ; e '1 Pianuzzo

li

adorneranno

tra

li

il

canali far d' eflla terza parte.

Tre ma-

infegna queft' Autore , la


prima delle quali ha tre Anelli; la feconda
ritien folo 1' Anello inferiore, facendo de* due
fuperioriun Tondino; e la terza al Capitello
nell' Alberti vedutoli s' uniforma. Neil* altre

niere di Capitelli

Capitello da quelli degli altri Autori


allontana
non
Lo fporto far tra '1 quinto ,
e '1 fefto del diametro per parte. L' Architrave
parti

il

fi

alto quafi trequinti ;nel rimanente , come

il

Fregio altres, da quelli degli altri non fi diftingue. Sette decimi di diamft.ro fan l' altezza della
Cornice , di cui dodici fon le membra una Gola
roverfeia , un Liftello , il Dentello, del quale
:

Ordine fufleguente, un Liftello ,la Corona , una Gola roverfeia , un Liftello,


Orlo Il fuo fporto poco pi
la Gola diritta , e

parleremo

nell'

l'

cinque fefti di diametro; e intagliar fi potrebbero le Gole roverfeie, la Gufcia, el' Ovolo Il
di

Piedeftallo alto

una

delle tre parti della

Co-

lonna e tre quarti; e 1' Architrave ,Fregio, e


Cornice fono la quarta parte. L' altezza tutta fi
divider in parti venticinque e tre duodecimi e
mezzo, ed' una d' effe fi former il Modulo divifo in parti dieciotto , come nella

Tavola XIV.
Ordine

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3
Co

ORDINE DORICO.

68

Ordine Dorico del

CAPO

Serlio.

XXIV.

ANcora quell'Ordine

, pi che da qualunqu' altro de* noflri Autori, fodo e fchietto formoffidal Serlio, il quale Tempre mai alla
gravit pi attefe e aJ decoro, che alla vaghez-

za e agli ornamenti. Il Piedeftallo far formato di tre parti : Bafa mento , Dado, eCimacia.

Del Bafamento

fipofTono intagliare le Gole roverfcie. l fu


fporto far quattro fefli, e poco pi di mezzo
diciottefimo. Un quintodella Colonna e poco
pi far V altezza del Piedeflallo, e pi d' un
quarto quella dell'Architrave, Fregio, e Cor-

Tutta

nice.

ciotto,

fi

divider in parti venti-

come

nella

Tavola

XV.

Ordine Dorico del Vignola .

far f altezza la quinta parte

Dado , cio poco pi di cinque duodecimi


diametro , e non gi un terzo , come mifura le Blond , e quattro faran le membra : un
Zocco, un Baffone, un Tondino, ed unLiflellojtra le quali fi potranno intagliare il Ba-

l'altezza

tre, due terzi, e quali un diciottefimo, e una


di quelle far il Modulo , divifo in parti die-

CAPO

del
di

XXV.

MOlto gentile e leggiadra, e in parte ancora dall' altre di verfa la

Ordine Dorico

del Vignola

modinatura dell'
e degniffima

ttone , e '1 Tondino . L' altezza del Dado in


quello modo fi ritrover
Fidata la fua larghezza a piombo del Plinto della Bafe, fi for-

da' pi intelligenti ben ricevuta.

mi un quadrato;

ti,

indi tirata in quello quadra-

diagonale, la lunghezza di quella far 1"


appunto d* elfo Dado, la qual proporzione dall' Autore chiamata diagonea. L' altezza della Cimacia pareggier quella del Bafamento fecondo il vero tefto del Serlio, n deve sfler minore , come nota le Blond Quattro

to

la

altezz?

fon le

membra

d'efl

Cimacia, enon cinque,

come fono dal fudetto Francefe dileguate: un


Liilcllo,un Tondino, una Gola roverfcia , e
r Orlo. Si potrebbero intagliare la Gola, e

Attica, il di cui fpouo far un quarto di


diametro, alla qual mifura non arriva Cambiay , n le Blond Il Tronco della Colonna far fei diametri , adornato da venti canali Il Capitello in ci folo far da Vitruvio diffomigliante , che potr , come llima il eri io, la fua projet.

tura arrivare al perpendicolo del Piintodella Bafe , nella qual cofa verameute Ha detto con buo(

na pace) parmi alquanto

il Serlio eccedelTe, n
faprei configliare alcuno ad imitarlo, f bene
afferma egli aver ci nelle anrich' Opere offervato . Di fTe aperta mente V Autore che corrotto fofpettava il tefto di Vitruvio , ove parlali d*
eira projettura , e per ueflo egli una maggiore
a
q

fuo modo ne difegn ; il che far doveafi dal Cambray volendo egli il Dorico del Serlio ra pprefen-

tarci,enongi,comefece,difegnare una projettura fecondo

Serlio error

fi

il

teflo di Vitruvio, in cui dal

pretefe.

Ma

torniamo invia.

Architrave, e'1 Fregio dalli gi defcritti non fi


mezzo diametro e un poco
pi di mezzo diciottefimo la Cornice che avr
,
difcoflano .Alta far

fette
la

membra : una Gola roverfcia , un Lifiello

Corona , un' altra Gola roverfcia , un' altro


Gola diritta, e l'Orlo; delle quali

Lifiello, la

eflre,cos da quelli

che

d*

meno fmno, come


Il

Piedeflallo fa-

r duediametri e cinque duodecimi

Bafamento Dado, eCimacia.

Il

eli

tre par-

Bafamento

alto cinque duodecimi di diametro , con cinque

membra: Un Zocco, un Plinto, una Gola diun Tondino, e un Lifiello. Ha di fporto


un fello di diametro; e fi porrebbero intagliare
la Gola, e 1 Tondino. Il Dado ha due diametri d' altezza , e un quarto la Cimacia , che pure
avr cinque membra : una Gola roverfcia , la Corona, un Lifiello, una Goladiritta, e l'Orlo.
Tanto far lo fporto, quanta l'altezza; ed intagliare fi potrebbono le due Gole. La Bafe , che
dalle altre diverfa, alta mezzo diametro,
con lo fporto d'un quinto di diametro e poco
pi, con tre membri: il Plinto, e il Toro, e un
Tondino; il fecondo de' quali fi potrebbe intagliare Il Furto della Colonna far lungo fette
diametri, e fminuiraffi nella fommit la fefla
parte della fua grofTezza Sar pure , come vuol
ritta,

Vitruvio , da venti canali adornato Il Capitello


alto far mezzodiametro,in ci folamenteda Vitruvio diflinguendofi, che fotto il Bottaccio in
vece di tre Anelli avr un Anello folo ed un
Tondinoalla maniera , che oflrvata fu nel Tofcano. Intagliar li potranno il Tondino, il Bottaccio , e la Gola fopra 1' Abaco L' Architrave
e '1 Fregio , che agli altri fono fimili , non dichiarer. La Cornice alta pi di due terzi di diametro, ha nove membra: un Lifiello, un'
Ovolo , una Fafcia , dalla quale nafeono i Modiglioni , una Gola roverfcia , la
Corona, un' altra Gola roverfcia, un Lifiello,
una Gola diritta , e l'Orlo Il fuo fporto un'intero diametro ; e intagliare fi potranno l' Ovolo,
e le Gole II Piedeflallo far la terza parte ,el*
Architrave, Fregio, e Cornice la quarta parte
.

della

Colonna

Si divider tutta

l'

altezza in parti

venticinque, e d'una di quefle fi former il Modulo divifo in parti dieciotto , come nella Tavola

XV.
DegV

^O

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(0

Ve

^F~

4*
cs>

"^l

fi:/.

GB/

^5

ORDINE DORICO.

DegV

Archi , ed Impofte
Ordine Dorico.

Jntercoonnj
dell*

CAPO

la

XXVI.

fcia, e l'Orlo ; delle quali


tagliare il Tondino, le due

COnfiderato

gi queft'Ordine in ogni parAutore , refta ora , che non cos didimamente /e opinioni de* medefimi Autori
ticolare

tutti

infieme circa

la

formazione degl'In tercoponiamo ad efami-

lonj, Archi, ed Impoftefi

nare, come fopra abbiamo fatto al fine del


Tofcano, e come faremo in avvenire al fine di
ciafcuno degli Ordini fuffeguenti Dovendofi
dunque far Colonnati femplici di queft' Ordine , adoprafi negl' Intercolonnj la maniera Pycmjlylos , o la Diaftylos, in che tutti gli Autori
con feri tono, come detto abbiamo nel Capitolo XIX., acci riefcano ben regolati i Triglifi
e le Metope. Circa le Impofte, da quelle del
Sanmicheli quattro neabbiamo fcelte, chegra.

fembrarono fommamente.
L'altezza della prima crefce un poco di cinque
noni, e qualche poco ancora aggiungendovi,
avremo l'altezza della feconda. Tre quarti e
mezzo diciottefimo diede egli d' altezza alla terza, e all'ultima mezzo diametro. Le membra
della prima fon* otto: due Fafcie, due Ovoli , la Corona , un Liftello , una Gufcia , e 1*
Orlo L' agetto tre ottavi di diametro ; e fra
le dette membra gli Ovoli , e la Gufcia s' intaglieranno. Undici fono quelle della feconda: un
ziofe e gentili a noi

un Tondino,

Collarino, una Gola roverfcia, un' altro Libello, e Tondino,


una Gola diritta, pure un' altro Liftello , la
Corona, un' altra Gola roverfcia, e l'Orio. Si
potranno intagliare le Gole , e i Tondini e
Io fporto a due duodecimi e mezzo di diametro non arriver. Otto, come quelle della pri
ma , fono altres le membra della terza : due
Fafcie, due Tondini, due Ovoli, una Gufcia,
e 1' Orlo, Lo fporto quafi due fefti; e per
gl'intaglj fervir poflno gli Ovoli, la Gufcia,
e i due Tondini .La quarta finalmente ha fetLiftello,

La prima ha otto membra : due Liun'Ovolo, un'altro Liftello, una Godiritta, un'altro Liftello, una Gola rover-

ottavi.
ftelli,

il

membra: un Liftello, un'Ovolo, la Coro


na , una Gola roverfcia , un' altro Liftello , una
Gufcia, e l'Orlo; fra quali per gl'intaglj s' adopreranno !' Ovolo, la Gola , e la Gufcia Ma
dovendofi fare Archi fecondo il Palladio, la luce d'effi Archi far minore di due larghezze
quanto far lunga la Menfola o Serraglia dell*
Arco. I Membretti faranno poco pi di cinque
duodecimi di diametro, e 1* Archivolto poco
minore del Membretto. Due forti d' Impofte
propone il Palladio, alte poco meno di cinque
te

potrebbero in, e l'Ovolo;


e tutto lo fporto far un quarto di diametro Otto pure fon le membra della feconda,
che un quarto di diametro fporger: il Collarino, un Liftello, un Tondino, una Gola diritta, un'altro Liftello, la Corona, una Gola roverfcia, e l'Orlo; fra le quali fcegliere fi
poflno per g' intagli le due Gole, e^l Tondino. Paflndo allo Scamozzi: la luce depli
Archi avr di larghezza cinque diametri , ed
un quarto, ed in altezza caler di due quadri
quafi un terzo di diametro ,
La ferraglia far alta cinque fefti , e le Alette fette
duodecimi e mezzo L'Importa maggiore ,
alta quafi cinque fefti , fporge un quarto di diametro , ed ha nove membra ; due Fafcie , una
fi

Gole

Gola

roverfcia

un

Liftello,

una Gola diritta

un* altro Liftello, la Corona, una Gola roverfcia , e 1' Orlo; e tutte le tre Gole fi ptrebbono intagliare. Cinque duodecimi e mezzo di diametro fanno l'altezza della minore,
che fporgendo poco pi d'un fefto di diametro Ha fette membra tutte limili a quelle ,
che di fopra alla Gola roverfcia fono nella mag-

Reftano a vederli il Serjio, e *1 VignoUuole il primo la luce degli Archi raddop-

giore,
la.

piata in altezza alla fua larghezza ' e di mezil Membretto, e l'Archivolto.

Ha

zo diametro

Impofta fua , per fervirquella, crT nel primo Ordine del Tea-

lafciato egli di porvi


fi

di

come non bifo, della quale


gnofa di fpiegazione , per eflTere cos nota, altro
non parlando, patteremo fubito al Vignola,
La luce degli Archi fecondo queft' Autore far di due quadri , e '1 Membretto tre quarti
di diametro, All'altezza dell' Archivolto, che
far mezzo diametro, fi pareggier quella dell*
due Fafcie ,
Importa , che avr fei membra
Ovolo,
e l'Orun Liftello, un Tondino, un'
tro di Marcello

Lo

fporto far un terzo dell' altezza ; e s'


intaglieranno l'Ovolo, e '1 Tondino. Avvertir debbo, che fenza Piedeftallo gli Archi falo

cendofi , acci l'Opere non reftino troppo toz1*


ze e malficcie, fi fminuiranno i Membretti,
Impofte, e gli Archivolti a proporzione della

minore

o maggiore

altezza

in cui tolto

il

Quella per
tutti gli Ordini , e per tutti gli Autori ancora far regola generale. Ed eccoci con 1' efatezza e brevit maggiore, che abbiam potuto,

Piedeftallo

1*

al fine deli*

Opere rimarranno

Ordine Dorico pervenuti.,

ORD-

7*

ORDINE IONICO
DEL

SANMICHELI
CAPO
XXVII.

di

men

quell'Ordine, che del Dorico

tori fufferogl' Ionici dell' Attica,

gli altri Io-

Ione

ancora molto tempo l'imperio tenne-

ivi

figliolo di

Xuto

nici, che pattarono nell' Afia minore in quel


paefe,di cui pu veder/ila defcrizione in Stra-

limita, e nell'

bone

principio del 14., e in Plinio al lib.5.


cap. 29. , difcordia fra gli Scrittori Dice Vi-

vedefi

, che molte Colonie diquefli Popoli condotte da Ione figliuolo di Xuto,


e di Creufa pattando nell' Afia minore ivi fabricarono molte ampliflme Citt, e difcacciando i Carii e Lelegi da Ione loro Duce quelle
Regicne spellarono Ionia,dove Templi inonore
de' loro Dii cominciarono ad inalzarci) Sopra
quello luogo fcrive il Barbaro ettre fuperfluo
i detti di Vitruviocon le autorit di Plinio , Strabone, e Paufania , e degli altri confermare,
dove pi tofto a quelli dare autorit fi dovrebbe con le parole di Vitruvio. A me pare, eh'
ivi il Barbaro, agli architettonici precetti intento, fotte poco accurato, poich l'opinion
di Vitruvio non veggo confermarli , ma bens
dillruggerfi affatto dagli altri Scrittori
Per
quanto da loro ritrarre ho potuto, Ione figliolo di Xuto Cqual Xuto fecondo Paufania nell'
Acbeja uno fu de' Figlioli d'Elleno, di cui padre fu Deucalione; f bene Stefano Bizantino
chiama con altro nome il padre d' Ione nel libro delle Citt) fu Re di quelli popoli affai

Tempio

al

truviolib.

4.

cap. 1

tempo avanti, ch'etti nell' Afia


Scrive Strabone nel 14., che'l
narnCCo
n nX* lr\n i/-i ,?!> A /T C.
peraffe agl'Ionici
nell' Alia, fu

fi

trasferiffero

primo, eh' im
T
non Ione,
ma
Androclo, che vilTe molto dopo, effendo Ila
to figlio di Codio , Re famofo degli Ateniefi;
e Plutarco in Omero citando Arifotele nella
Poetica vuole , chela Coionia Ionica pattata
nell' Afia un' altro figliolo del detto Codro per
,

nome

NeIeo,aveffe per conduttore. Parimente dall' Acaja di Paufania fi ricava eflere flato
il

paflgio di quelli popoli in Afia affai

dopo

Ione, cui etto Paufania chiaramente fcrive effere morto in Attica; e che gli difendenti d'

fece

da quelle genti
nell'

fotte

chiarimmo

Arcadia, ove
di

anche menzione nella foChe poi queft' Ordine

Urania.

pollo in ufo in

in quel
fi

parla

Minerva Alea,

luogo
dell'

di

Europa
Paufania

antichiflimo

di cui fcrive quefl*

Autore, che fuperava quanti erano Tempj in


Peloponnefo,nel qual Tempio eflndo tre ordini di
ri

Colonne, quelle

d'etto

no

le

del terz' ordine fuoIoniche. (') Quelle fo-

Tempio erano

opinioni degli Scrittori da me raccolte,


1' origine dell'Ionico difcordano

quali circa

moltoda quanto fcrive Vitruvio.

Non fi pufen-

za dolore le rovine di tanti Edificj,che prodigj fu-

rono dell' Arte, fatti dall'ingegnofiffima Grecia,


incontrare negli antichi Autori, cheo fi dicono
apertamente , o fi pu congetturare foflrodi
quell'Ordine, de' quali f velligj alcuni rimanetter, quanti bellittimi lumi fi trarrebbono
Ma
oltre l'immenfo diletto di contemplarli
lafciando quello vano lamento profeguiremo
!

porremo

fubito a confiderare l'Ionico nel noflro Sanmicheli,di cui poche Opere Ioniche s' incontrano, almeno d*

la noflta via,

fi

importanza e grandi , che a lui con certezza


pollano attribuirli Bens veggonfi molti Defatti a' tempofiti ed Altari d'Ordine Ionico
pi , ne' quali egli viveva , cui tengo per certo, che o fuoi foller, o f non fuoi, almenodi quelli ingegnofi Uomini, che qui non

pochi fiorirono della fua fcuola

poich fono

e pieni della di lui maniera , che


nulla pi. Io per non da quelle, ma da quels graziofi

Opere , che fue fono con ficurezza , le mifure ho traete, che qui deferivo. Divide egli
tutta 1' altezza in parti ventinove e fette diciottefmi, d'una delle quali ho formato il
le

Modulo
to.
1'

Un

divifo

come

il

folito in parti dieciot-

terzo in circa delia

altezza del Piedestallo

Colonna former
fenza

il

Zoccolo

il

(a)

Ha Civitates rum Carni, CJ


mam ibique Tempia Deorum

Lelegat ejeciffent , eam terra regione* a Duce fuo Ione apellaverunt loitnmortalium conjhutmes caperunt fana edificare .
(b) Acbeorunty qui lonas ftdibuf fuit exegerunt &c. Herod- !ib. r
(e) Alea Minerva vetus Templum Aleus edificavt
facile Tempia carer, qua in Peloponneso , funt fperet
... . tertiut extra Temp'um , Ioni ee columne
funt Paufaniat in Arcadici f ,
:

7*

ORDINE IONICO
DEL

SANMICHELI
CAPO
XXVII.

Dorico men
quell'Ordine, che
SEmaeflofoe
men fodo ma pi gentile e pi
di

del

delicato, e

non per privo

che per appagare

1*

di quella gravit,

intelletto richiedefi

inven-

tori fiuTerogl' Ionici dell'Attica, o gli altri Ionici, che pannarono nell' Afia minore in quel

paefe,di cui pu vederli

la defcrizione in Straprincipio del 14., e in Plinio al lib.5.


cap. 29. , difcordia fra gli Scrittori. Dice Vi-

bone

al

truviolib.

4.

cap. 1

che molte Colonie dique-

Popoli condotte da Ione figliuolo di Xuto,


e di Creufa pattando nell' Afia minore ivi fabricarono molte ampliarne Citt, e difcacciando i Carii e i Lelegi da Ione loro Duce quelle
Regione spellarono Jonia,dove Templi inonore
de' loro Dii comincia rono ad inalzare. () Sopra
quello luogo fcrive il Barbaro efTere fuperfluo
i detti di Vitruvio con le autorit di Plinio , Strabone, e Paufania, e degli altri confermare,
dove pi tofto a quelli dare autorit fi dovrebfii

be con le parole di Vitruvio. A me pare, eh'


ivi il Barbaro, agli architettonici precetti intento, folle poco accurato
di Vitruvio

poich l'opinion

non veggo confermarli , ma

diftruggerfi affatto

dagli altri

Scrittori

bens

Per

quanto da loro

ritrarre ho potuto, Ione figlioXuto Cqual Xuto fecondo Paufania nell'


Achrja uno fu de' Figlioli d'Elleno, dicuipa-

Io di

dre fu Deucalione;

chiama con

bene Stefano Bizantino


nome il padre d'Ione nel li-

altro

Citt) fu Re di quelli popoli affai


avanti, ch'elfi nell' Afia fi trasferiffero.
Scrive Strabone nel 14., che'I primo, eh' im*
perafle agl'Ionici nel)' Alia, fu non Ione , ma

bro

delle

tempo

Androclo, che

vifle

molto dopo, effendo IlaRe famofo degli Ateniefi;

to figlio di Codio ,
e Plutarco in Omero citando Ariflotele nella
Poetica vuole , chela Colonia Ionica paffata
nell' Afia un' altro figliolo del detto Codro per
,

nome Neleo, avelie

per conduttore. Parimente dall' Acja di Paufania fi ricava elfere fiato


il paffagio di quelli popoli
in Afia affai dopo
Ione, cui efTo Paufania chiaramente fcrive effere morto in Attica j e che gli difendenti d'

Ione

ancora molto tempo l'imperio te

ivi

ro, fino che difcacciati furono dagli

che
to

fi

Ach

conferma anche da un luogo


Euterpe

d'

quale di quello
figliolo di Xuto fece anche menzione nel
l'innia^ e nell' Urania. Che poi queft' C
da quelle genti folle porto in ufo in I
vedefi chiarimmo , in quel luogo di P;
nell' Arcadia , ove fi parla dell' anticJ
nell'

(*)

il

Tempio

di Minerva Alea, di cui fcriw


Autore, che fuperava quanti erano T
Peloponnefo , nel qual Tempio eflnd(
dini di Colonne, quelle del terz' ordi

Tempio erano Ioniche. (OQ


opinioni degli Scrittori da me 1
quali circa 1* origine dell'Ionico di
molto da quanto fcrive Vitruvio. Non fi
za dolore le rovine di tanti Edificj, che p
rono dell' Arte, fatti da II' ingegnofiflliT
incontrare negli antichi Autori, chec
apertamente, o fi pu congetturare
ri

d'elfo

no

le

IO
di

na>no

quell'Ordine, de' quali f vefligj al'


nefTero, quanti belliflmi lumi fi tr
oltre l'immenlb diletto di contemj
lafciando quello vano lamento pr
Ja noflta via, e fi porremo fubito
rare l'Ionico nel noflro SanmicheJ
che Opere Ioniche s* incontrano
importanza e grandi, che a lui
portano attribuirli Bens veggon
politi ed Altari d'Ordine Ionico

Ma
:mo
de-

p1
ezza
te;
t

DeIL
r temer cer-

pi, ne' quali egli viveva, cui t


to, che o fuoi foller, o f non
no di quelli ingegnofi Uomini,
pochi fiorirono della fua fcuola
s

alme-

graziofi, e pieni della di lui

tutta

1'

ia

Modulo

Un

to.

d'una

divifo

il

fette

folito

le

ormato
ti

terzo in circa delia (

altezza del Piedeflallo

ivideei

delle quali

come

da qu

venni

altezza in parti

fo-

fr

nulla pi. Io per non da quefl


le Opere, che fue fono con fic
fure ho traete, che qui deferi
ciottefimi,

non

diecic

forme

Zoccolo

il

Civiftet rum Comi) 13 Lelegar ejecijfent , eam terra regionem a Duce fuo
Htam ibiqut Tempia Deorum immortalium conflituentes caperum fana adificart .
(b) Acheorum> qui lonas fedibut fuh exegerunt &c. Herod. lib. i
(e) Ale* Minerva ve tur Templum Alai edificavi t .... facile Tempia cor era, qua in L

(a) H<e

pellavtrunt

.... tern'ut extra

Temp'um

Unite columne funi

Paufaniat in Arcadi eh

fo

funt

fiiper

z$

ORDINE IONICO.

74

quale veramente del Piedestallo non paril quinto del Tronco quella
dell'
Architrave, Fregio , e Cornice. La luce dell'
Arco far maggiore in altezza di due quadri; e
mezzo diametro faranno i Membretti , come
altres 1 Archivolto, e leImpofte.La[luce della Porta larga fia tre diametri , ed alta fette ;
e d'effe la quarta parte fia l'Ornamento, che

il

te; e quafi

pendente avr una Cartella dall' una e dall'


Pi d'un fefto della larghezza faranno l'Erte o Pilastrate; e due
decimi di lunghezza della Cornice formeran 1'
altezza del Frontifpizio. L'Impofte fi dichiareranno al Cap. XXXIV. , ove dalla Tavo-

altra parte della Cornice.

la

XXV.

faran moftrate.

Gf

Intercolonnj

fa-

maniera , che fra le gi (piegate nel Capitolo XXVI. pi torner , non


avendo queSt' Ordine di Triglifi, di Modiglioni, o d'altro veruna obligazione Ma per difndere .al particolare delle parti. il Piedestallo tre ne avr ; Bafamento , Dado , e Cimacia Il Bafamento , alto tre quarti di diametro, ha fei membra un Zocco, il Plinto,
un Toro, un Liftello, una Gola diritta, ed
un' altro Listello; de' quali fi poffono intagliare il Toro, e la Gola
Nella fommit
del Dado, alto due diametri e cinque diciottefimi , faranno li fuoi Astragali. Entro quefto
Dado del Piedestallo fono gli fpezzamenti della Porta , l'Architrave della quale ha d'altezza fette duodecim , ed otto membra ; tre Fafcie , tre Tondini , una Gola roverfcia , e 1'
Orlo; tra le quali le pi arte per g' intagli fono Tondini, e la Gola. Eguale all' altezza
dell' Architrave quella del Fregio, in cui con
qualche maggiore libert, o per porvi ifcrizioni, o per altro pu J' Architetto alle varie occafioni, che gli s'appiefentano,accommodarfi. Poco pi di cinque noni e mezzo l'altez-

ranno

di quella

un

za

la

Cornice.

diciottefimo di pi

Le membra

glierannp l'Ovolo, e

le

la

projettura del-

(fra le quali

Gole

s'

inta*

roverfcie) fon

una Gola roverfcia , il Dentello, un


Liftello, un' altra Gola roverfcia, un' Ovolo,
un' altro Liftello , |a Corona , un Tondino

dodici;

pur un'altra Gola roverfcia, un Liftello, la


Cola diritta, e l'Orlo. La Cimacia,che fovra
il Piedestallo fi porr, aver dee mezzo diametro d' altezza con fette

un

membra

il

Collarino

una Gola diritta, un' altro Liftello, la Corona, una Gola roverfcia , e 1'
Orlo, fra le quali all' intaglio fi daranno le
due Gole. La Bafe la Steffa con que'mem*
Liftello

un
un
ne

due Tondini un' altro Liftello,


, un
Liftello , ed un Bafto-

Liftello,
altra

Gufcia

tra quali in

Opere

affai delicate

fi

potreb-

bero intagliare il Baffone , il Plinto, ed i Tondini


Il tuo fporto di poco eccede il terzo dell'
altezza. Ventidue canali adornano il Fufto della Colonna, che far lungo otto diametri ed
un quarto, e fminuirafli nella fommit quafi
la fettima parte della groffezza da piedi. Il Capitello degli altri fin' ora dichiarati pi adorno, onde riufcendo altres pi difficile , habifogno di pi diffufa dichiarazione. Secondo
quefto Autore, che gli fece il Collarino , ha otto membra, e fecondo gli altri folo cinque ;
ma nelle antiche Fabrichee nell'una, e nell'
altra maniera fi vede
Le otto membra del
Sanmicheli fono il Collarino, un Liftello, un
.

Tondiuo, un Ovolo, una Fafcia, che forma


le Volute, un Liftello, una Gola roverfcia,
e 1' Orlo. S'intaglieranno il Tondino , 1' Ovolo, e la Gola roverfcia.. .Alcuni fotto il Ci-

mano nella Fafcia delle Volute intaglianouna


foglia, la quale infieme con l'Orlo fino al centro aggirandoli , ivi forma un fiore , l cui
grandezza pareggia, o eccede di poco l' occhio
della Voluta \l centro di quella far il Tondino, intornoal quale avvp'gendofi la Fafcia,
e affeme con l'Orlo, come f pieghevole fof.

fe, rattorcendofi

do.

Come

mo

nel Cap.

Voluta verr formanfi giri, gi lo vedemonde rimane ora da vedere ,


,

effa

quefta Voluta
I. ,

come debba

effa al

Capitello attaccarfi; e per-

ch ci con

facilit

maggiore poffa compren-

derli da' miei Lettori

oliatura,

que

la

ho pofta

la faccia,

1*

'1 profilo* Prima adunT oliatura A , indi dall'


Abaco cader fi lafci una linea

pianta, e

di tutto formili

eftremit dell'
da Vitruvio chiamata Cateto, dalla quale avremo il centro dell' occhio , che far dove quella linea taglier per mezzo il Tondino. Intorno a quefto centro un circolo, che del Tondino non fia pi grande, fi girer, dentrocui

Voluta facciali il quadrato, come


Da
nel fudetto Capitolo gi dimostrammo
interponun'occhio poi all' altro tanto fpaz'o
gali, quanta la larghezza della Colonna in
fondo, cic un diametro. Pi larghezza eguale
far 1' Abaco fenza gli fporti,chein nove par1'
ti fi divider, cinque delle quali , tre fopra
occhio effendo e due fotto , ferviranno per I*
altezza, e quattro per la larghezza della Voluper fegnar

la

ta

Per aver pofcia il fianco del Capitello, tro


pianta B, ove le quattro Volute faran-

vii! la

medefimi, ch'infegna Vitruvio, nella quale, veramente con gran giudizio e dottrina da-

no

Antichi comporta, fi vede la bella malagevole unione di delicatezza e gravit. Ha dieci


membra: il Plinto, un Liftello, una Gufcia,

tener le Volute all ? Abaco fofpefe, le quali in


quel luogo, come f da quel nodo aggruppate foffero, fi restringeranno formando dall'

bri

gli

Situate, e trovata altres la mezzaria del fiC, ivi facciali come un nodo, che finga

anco

una,

ORDINE IONICO.

*7

una e

parte come un nappo o biammantino effe di foglie come

dall' altra

chiere. Indi

s'

vede nel fudetto profilo


, le quali
e
infieme adornano, e quella leggierezza dimoflrano , che al proposto convenevole . Sopra il Capitello far 1' Architrave alto mezzo
diametro, con cinque membra; tre Fafcie,
una Gola roverfcia, e l'Orlo; tra le quali intagliare altro non fi potr, che la Gola roverfcia
Ma trattando degli Architravi non fi
dee tralafciare un' infegnamento di Vitruvio
lib. 3. Gap. 3. per adattare l* altezza alla proporzione delle Colonne, poich non vale dire, che dando ad effi come per Io pi fi vuole
mezza la groflzza delle Colonne , alla grandezza di quefli fempre la lunghezza di quelle
proporzionata corrifponder ; a che ripugna,
che quanto maggiore della Colonna l'altezza, tanto pi l'Architrave dall'occhio noflro
allontanandoli, fugge alla noflra vifla efifminuifce, onde conviene ancora alterarne la proporzione, come delle diminuzioni trattando
abbiamo avvertito. Ecco per le regole, che 'I
Maeftro noftro p.efciive. Quando da dodici a
quindici piedi far la Colonna, facciali l'Archifi

trave di mezzo diametro ; ma quando effa fia


da quindici a venti, fi dovr la fua lunghezza in tredici pan dividere, d'una di quelle 1' altezza facendo dell' Architrave . Se poi
quella fia da venti a venticinque , divideraffi
in dodici parti e mezza; e cos profeguendo fi
dee fempre con quefte proporzioni all' altezza

Colonne V altezza degli Architravi accomodare Stabilita quella regola, palleremo al


Fregio, il quale mezzo diametro, f fchietto, e

delle

un quarto di
pire cofe

fi

pi far con g' intagli , ove fcol*


dovrcbbono all'Edificio, che s' ha

convenevoli et adattate Non termina eflb nel fondo a fquadra , ma dolcemente in fuori piegandoli con l'eftremit dell' Orlo dell Architrave fi congiunge, in quella maniera, che le Colonne s'unifcono alle CimbieJ
il che per fchivarfi deve effendovi intagli, a'
quali molto di grazia da tale unione fi (cernerebbe. La Cornice, alta mezzo diametro e due

per

mano ,

noni, ha

membra, comprefo il Cimacio


una Gola roverfcia, il Dentello
(che appretto fpiegheremo ) un* altra Golaro
verfcia , un Liftello , un Ovolo , la Corona ,
una Gola roverfcia , un* altro Liftello , la
Gola diritta , e i* rlo , Sporge mezzo diadieci

del Fiegio;

(a) Ita quod non potfi in ventai* fieri


Itmm
bere

metro ed
tagliarli

mo

le

fubito

un nono ; ed atte fono per in


Ma paffiaGole , e 1 ' Ovolo
ora fu , a di, come prometto
.

chiarare iDentelli.Quefti fingonfi eflere le tette de' travetti , che ad altri pi grofli fovra-

pongonfi , onde il nome' venne a' Modiglioni ;


perloch riprende Vitruvio lib. 4. e. 2. il porre
in una medefima Cornice Dentellli e Modiglioni , non eflendo naturai cofa , che fotto le
travi grofTe fien o le picciole , gi che non mai
le maggiori cofe dalle minori , ma fempre all' incontro dalle maggiori le minori fon foftenute. Per tale ragionevoliflmo avvertimento
nelle Romane Fabriche, ancorch si commendabili , talora non fu curato; il che forf cagion
fu, che diceffe Vitruvio , avere i noli ri Antichi biafimevole reputato (a)

cofa, che tale in fatto eflr

il

far

non

qualunque

poffa, quale

dall'Artefintafivede.Ora che direbbero i buoni Antichi , f vedefTero fi fovente nelle Fabriche de' noflri tempi 1' Arte, che a bello Audio cerca d' efTere non imitatrice ma diflruggitrice della Natura , a cui da qualunque pi
rozzo intelletto fubito ettre fi conofee affatto
impoffibile ci, che dall'altra ci viene rapprefentato,' Ma per tornare a' Dentelli, faranno
effi larghi in fronte un duodecimo di diame*
tro, ed il cavo o fpacio fra l'uno e l'altro un
diciottefimo . Sar qui pregio dell' opera il
trattare d'una regola, che fu da Vitruvio con
ogni avvedimento infegnata, ma per quanto ho potuto ofTervare da pochiffimi efeguita
Quefla , che tutte le membra piane degli Architravi, Fregi, Cornici , Timpani , e tutte
quelle, che a' Capitelli fovrapongorfi, le quali fon dell'altre pi alte, non fiano a perpendicolo,
in fuori

ma
la

nella

pane fuperiore

duodecima parte

fiano piegate

della loro altezza.

In quefla guifa da terra riguardandole , oltre


che minore far lo feorcio, che d'effe fatto far dalla linea vifuale , 1' occhio , al quale a
perpendicolo fembreranno, interamente appagato ne rimarr. Si dee per avvertire , che in
Opere , dove grande altezza non richiedefi, come a cagion d' efempio in Altari , Depofiti ,
ed altre fimili cofe, nelle quali l'occhio vede
gli oggetti a f vicini , non ha pi luogo tal
regola, che anzi cagionerebbe in Opere tali
?iualche moflruofir. Ma ormai fia tempo di coniderare, come quefl* Ordine maneggiato foffe dagli altri Autori,

ti non putaverunt in imagi nibftt falum

pojje

certam fattone h*~

Ordir

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, ,,

ORDINE IONICO.

CAPO

XXVIII.

I*

che

dieci

e agi' intagli dar

vola

e mezza di quefte parti formafi l'Altezza d' eflb


Abaco, e quella delle Volute dall' altre otto. Di
quefte otto parti quattro fepra e tre fotto l' occhiofiaanno: e l'altra ,che rimane, far l'Occhio, quale vedrarl ftare intorno al Tondino
parti

adunque avrai'

altez-

zadella Voluta, e fette la larghezza Neilemembra poi e negl' intagli in auto fimile quefto
Capitello all' altro gi dimoftrato nel SanmiL' Architi a ve far , come abbia m detto , a
cheli
.

proporzione del le Fabriche o maggiore o minore.


Uno ioqu n' ho difegnatoalto mezzo diametro
ch'egli preferive doverfi alle Colonne di dodici
piedi fovraporre. Ha eflb cinque membra: tre

Fafcie, una
1'

Orlo

Gola roverfcia, che pu intagliarfi, e

Ma perch non poffibile

l'

intenzione

Vit uvio al noftro Modulo accomodare, le medefime fue parole riporter (*) // Cimacio dell'

di

Architravef dee fare la fettima parte dell' altezza,


edaltretanto nello fporto.
altra parte oltre il Ci'
macio in dodici parti fi dee dividere , di tre delle qua-

prima Fafcia , di quattro la feconda ,


e l'ultima dicinque. l Fregio, quando s'intagli
far maggiore la quarta parte dell' Architrave,
ma nudo rimanendo, minore la quarta parte
La Cornice , alta poco pi di cinque noni, ha no
li

XXI.
Ordine Ionico

Colonna .Otto

Gole Si divider tut una , tre diciottefi-

Mo

facciafi la

dell* Alberti

CAPO

della

il

mi e mezzo , e d' una di quefte fi former il


dulodivifo in dieciotto parti , come nella Ta-

membra

medefime

le tre

ta l'altezza in parti venti

della quale fono quelle


che abbiam vedute nell' Ionica
del Sanmicheli Quefta la Bafe pi dell' altre
all' Ionico propria, e in erto frequentemente e
dagli Antichi e da' moderni de' buoni tempi
col locata, avvegnach alcune fiate in luogo fuo
l' Attica s' adoperane Opporre mi fi potrebbe
eh' io fpendo inutilmente tempo e fatica in descrivere tante maniere di Bafi, quando rigettate
tutte l' altre oggid trionfa, o convenga* o no,
l' Attica fola, ma s deformata e guafta, che non
pi n ad Attica,nad altra,che buona fia, potrebbe riferirfi. Ma ritorniamo a Vitruvio. Il Fufto
della Colonna , che con ventiquattro canali s' a
domer , ha d'altezza otto diametri. Nel Capitellopoi, periti eflendo li difegni di Vitruvio,
malagevole cofa l'interpretare la fua intenzione, e particolarmente nella Voluta. Tutte le
proporzioni di que fio Capitello altronde non.fi
poffono rilevare, che dalla larghezza dell'Abaco,
il quale egli in parti nove e mezza divide. Da una

d'efla Bafe, le

Liftello,

Dentello, un altro Liftello , la Corona , un' altra Gola roverfcia, pure un altro Liftello, la
Gola diritta, e 1* Orlo. Pi dell* altezza fporge-

Ordine, di cui prima parl Vitruterzo luogo diede al Dorico , e l*


ulti mo,come dicemmo, al Tofcano. Vuole egli
Ia Bafe Ionica alta mezzo diametro , e largo il
Plinto per ogni parte un diametro e tre ottavi ;
onde quafi un quinto di diametro far lo fporto

Quello

F' vio

membra /una Gola roverfcia, un

ve

Ordine Ionico di Vitruvio.

XXIX.

buona parte nella formazione


Indiverfo
da Vitruvio
Alberti
1'

dell' Ionico
,

nella Bafe

egli vuole fia quella

particolarmente ,
quale
medefima , che gli altri al Corintio fttopongono. Alta quefta mezzo diametro, ed un
ottavo il Plinto, che dieci volte far pi largo ; onde verr la Bafe a fporgere poco pi d'
unfefto didiametro. Undici fon le membra:
il Plinto , il Toro, quattro Liftelli , due Gufeie, due Tondini , ed un Barione; e queft'
ultimo, ed il Toro poffono intagliarfi. Otto
diametri formano l'altezza della Colonna, e
un fedicefimo di tale altezza fa quella del Capitello, che in tutto a quello di Vitruvio fola

migliarne d'altra dichiarazione non ha meftieNegli Architravi vuole eflb pure fi oflervi
quanto da Vitruvio fi preferive circa la grandezza della Colonna Uno qui n abbiamo di-

ri.

piedi , che
fegnato fopra una Colonna di venti jvivm,
far d' efl un trediceilmo , cio cinque ottavi

diametro, avendo fette membra: due Fafcie,


roverfcia ,due Tondini , una Gufcia,
e l'Orlo. AH' Architrave il Fregio egualmente
alto fovrapongafi,dovecofe intagliate fieno, che
pparteneano.
all'antico culto ed a' facrificj appartengano,
come Patere , Vafi , Coltelli , e Tefte di Tori ,
di

una Gola

pomi e d' altre frutta in


gi pendano vafgamente La Cornice , alta
ha dieci membra:
cinque fefti di diametro
Dentello
il
Liftello,
un
una Gola roverfcia,
non inperch
difegnato,
fchietto
(il quale ho
debbano
1*
aver
proporzioni
A
quale
more
fegna
un Ovoi vani ei Dentelli ) un' altro Liftello,
puroverfcia,
Gola
un'altra
Coruna,
lo, la
reun Liftello, la Gola diritta e Orlo. Sporger la Corona tre duodecimi e mezzo , e per
gl'intagli atte faranno le due Gole roverfeie,
dalle quali refte di

1'
I* Ovolo.
I.' Architrave, Fregio, e Cornice
L'Architrave,
eccedono d'un duodecimo la quarta parte del

Tronco. Tutta 1' altezza fi divider in parti


ventidue, ed un duodecimo , ed una d' efle
far
nella

il

Modulo

Tavola

divifo in parti dieciotto,

come

XXL
Ordine

(*)

Cimacium Epifiylii Ceptima parte fu*

ttreimacium dividendo

ma

qui n que

efi

altitudini!

in parte t duodecim

efi

facendum %

&

in proieiura

& earum triurn prima fafcia

efi

tantundem. Reliqua part pr*~

facienda

fecunda quatuor ,fi"~

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Cl.

'

ORDINE IONICO.

So

Ordine Ionico del Palladio.

CAPO

che ha fette membra ; e non pi , come


Blond: una Gufcia, un Liftello, un
Tondino , un Ovolo , la Corona , u na Gola roverfcia, e l'Orlo. Neil' agetto pili d'un
quarto; e fi poflno intagliare l'Ovolo, e la
Gola. La Bafe l'Attica Il Fuffo ha d'altez-

macia
vuole

XXX.

Palladio nell'Ionico, da lui formato con gran


ILleggiadria
vuole
Piedeftallo alto due diail

metri , equafi due terzi Il Bafamento , che fporge un quarto, e quafi tre n'ha d* altezza, ha fei
membra: un Zocco, un Baffone , un Liftello,
una Gola diritta, un altro Ditello, ed una Gufcia; fra lequali fervire tre pofTono per gl'intagli,
cio il Baffone, la Gola, e la Gufcia.il Dado
un diametro e fette duodecimi; e un terzo la
Cimacia , che ha fette membra : una Gufcia , un
.

fminuirla fefta parte della groflzza


con Bafe e Capitello non

non pu

faccia

come falfamente not Cambray


.

Nel Capitello

dagli al-

Autori molto loScamozzi s'allontan, che


in tutti gli altri per non bene intenderli il teffo di Vitruvio pretende errore. Egli per un
Capitello apporta , che in parte imit dall'
antico , in parte tolfe da Vitruvio , e nel rimanente di proprio ingegno invent. Effo molto a quello afTomigliafi , che chiamato dal
Palladio e dal Defgodetz Capitello angolare,
dove effi defcrivono il Tempio della Fortuna
Virile. Non potendo noi qui per J'anguflia della Xavola porre la Pianta, quale all' ultima trafferremo, pi che fi potr chiaramente ci ^forzeremo di moftrarlo con le parole Formafi efla
pianta in un quadrato d' un diametro ed un
terzo per faccia , nel quale tirate le fue diagonali e diametrali, che incrocciano , lo divideranno in otto uguali parti, aflegnandpne il

fi

ond'

jpi d'

tri

Fuffo; e a quello di Vitruvio fimile


Capitello. Crefcer pi d'un duodecimo di
mezzodiametro V Architrave, che ha fette membra tre Fafcie, due Tondini ed, una Gufcia
,
che fi poflno intagliare , e f Orlo Minoredell'
Architrave 'i Fregio, che lafciarfl potr fenza

non

feguitato da le Blond

tri 'i

effo

otto diametri e tre quarti , e agli nove diametri, fecondo le mifure dell' Autore, arrivar

il

quando piano

manco mezzo duodecimo,

efl fuffo

una Gola diritta, un altro Liftello, la


Corona, una Gola rcverfcia, e V Orlo. Sporge come il Bafamento, e per gP intagli riferba
la Gufcia e le due Gole Non rifiuta il Palladio
la Bafe Ionica , ma qui difegn 1' Attica , aggiungendo fopra il Toro fupefiore un Tondino
che per far parte della Colonna*. Otto diame-

le

za otto diametri,

Liftello,

intagli

ma cur-

vo, quale nel difegno del noftro Autore. Da


tre quarti e poco pi I* altezza formafi della Cornice, della qual dieci fon le membra: una Gii

un Liftelo , un'Ovolo , i Modiglioni , una centro, onde s' avr la circonferenza della CoGola roverfcia , la Corona , un' altra Gola rover- lonna, Liftello, e Tondino. Pofcia fujlediafcia , un Liftel/o , la Gola diritta, e
gonali dal centro verfiquattroangoli per ogni
l'Orlo. Le
Gole s' Staglieranno , e l' Ovolo AH' iaJtezza e- latofette ottavi di diametro fi tirino a fquadra,
guale lo fporto , ma non minore ,eome fi veda^ quali s' avranno 1' eftremit delle quattro
de ne difegni del Cambray ,e le Blond , i quali fjmgfc Jecui punte a' iati del quadrato arrivenon s' accordano con quarito mifur , ne con "xoifo Indi fatto di quelle corna un triangolo
quanto fcrifle l'Autore, in cui fi leggono que- equ |atero, cheall' Abaco fegni il centro della
fte parole.' Sporge tanto infuori, quanto
^ytui a , compiuta avremo la pianta del Capigraffa.
Il Piedeftallo quafi la terza parte
tello che ancora con l' Abaco quadro potr fordel Tronco
della Colonna J e T Architrave , Fregio, e
marfi Altro dir non occorre dell'Alzato, che
Cornifcia

ce poco pi della quinta. Tutta l'altezza


vider in parti ventifei , cinque fefi, ed un

mo, d'una

delle quali

fi

former

vifo in parti dieciotto, come nella

Ordine Ionico

dello

il

fi

deci

Modulo

Tavola

di-

di-

XXH.

Scamo^j.

C A P O XXXI
hi

FA

re dovendoli

Ordine Ionico , cme infegna loScamozzi, il Bafamento $ trequarti con lette membra
un Zocco , un Baffone, un Liftello, una Gola diritta un Ton,
dino, un Liftello, ed una Gufcia, che fi
potr intagliare, come altres la
Gola, e '1 Baffone. Lo fporto crefce d'un quarto,
f bene
le mifure di le Blond il facciano
minore af&ir
Alto '1 Dado un diametro, e tre ottavi la Cil'

toltele Volute gi dichiarate agli altri

fi

rafiomi-

Partiamo all'altre parti L' Architrave , alto fette duedecimi di diametro, ha cinque membra : tre Fafcie , una Gola roverfcia , e f Orlo Il
Fregio alto fette quindecimi di diametro dall'
Autore, perch non dimoftri debolezza, curvo
non fi vorrebbe. La Cornice, alta fette decimi e
non pi , come fegna le Blond , ha dieci membra:
cinque Liftelfi, tre Gole io verfeie, una Falcia, i
Modiglioni, la Gola diritta , e l'Orlo. L'getto

glia

mezzociciottefimo pi dell'altezza ; e le membra per intagliarli fono l' Ovolo e le Gole Il Piedeftallo j una di tre parti e mezza, e l'Architrave .,J^gio, e Cornice fono un quinto della Co.

lonna^Tutta

l'altezza

fi

divider hi parti venti-

fei,d*ta dellequalififormera.il
in parti dieciotto corne nella

Modulo divifo

Tavola XXII.
-Ordine

ORDINE IONICO.

8i

Ordine

Ionico del Serlio

CAPO

al numero 6 , il quale terminar dee nell' occhio della Voluta. Ma in quefta maniera, che
vuole il Serlio, e che nell' ultima Tavola fi
vedr difegnata, non riefce molto rotonda, n
a quello uniforme, che pare voglia Vitruvio

XXXII.

Ordine Ionico pi che negli


NEH*
Serlio da Vitruvio allontanali dal quale
altri

il

nelle fue parole inferire. Quanto all'Architrave da Vitruvio non difcorde, n quanto al

alcune cofe togliendo

ed altre di proprio in-

Fregio, fopra cui un Cimacio

gegno aggiugnendo,lo altera, e tale il forma ,


quale ora con diligenza il riporteremo Il Piedeftallo (che nelle Tavole di le Blond apportali dall'

folito

intenzione del Serlio di verfo) fecondo


fi

former pur di tre parti , Bacamene Cimacia; e dalla lunghezza del


altre due la proporzione prende-

to, Dado,

Dado

le

fei

volte

meno

alto fia collocato. Nove membra fono nella


Cornice: una Gola roverfcia , un Liftello ,
Dentello , una Gola roverfcia , la Coil
rona , una Gola roverfcia , un Liftello, la
Gola diritta, e 1' Orlo. Si poflno intagliare
le Gole. Eccedente in vero ia projettuta, ma
1* intenzione dell' Autore fi fa palefe dalle (ve

il

ranno: tanto poi largo far dovendofi eflb Dado,


quanto il Plinto della Bafe, e alto la met pi.
Si divider in parti fei , alle quali due altre parti, una per lo Bafamento , e l'altra per la Ci*
macia , s' aggiungeranno Quefta proporzione
Il Bafamento
dall' Autore detta {efquialtera
ha fei membra un Zocco , un Battone, un

parole: La projettura della Corona col Denticelo


fia quanto V altitudine del Fregio col fuo Cimacio.
Tutta 1' altezza fi divider in parti venticinque
quali

fi

ciotto,

una Gola roverfcia , un Tondino ,


ed un Liftello Si poftono intagliare la Gola
e '1 Barione. La Cimacia pure ha fei membra:
un Liftello, una Gola diritta, un altro Liftello, la Corona, una Gola roverfcia , e l'Orlo.
Le membra da intagliarli nel primo fono il
Tondino , e nella feconda le due Gole Circa
Ja Bafe egli dichiara e commenda quella di Vitruvio, ma ne altera molto le proporzioni }
come da* numeri nella Tavola notati fipuriconofcere. Alto faril Tronco fette diametri,
ed un fefto, e quando molto grande non fia,
fminuir il fefto della grettezza da piedi Il Capitello a quellodi Vitruvio s'uniforma, f non
che l'Abaco, il quale fatto a Gola vogliono
gli altri tutti , pi tofto quadro a lui piacerebbe. Non fo perch nell'altezza di quello Capitello Cambray e le Blond comprendano gli

un terzo, d' una delle


Modulo divifo in parti die-

diciottefimi ed

fedici

jLifteHo,

former

come

il

nella

Tavola XXIII.

Ordine Ionico del Vignola.

Aftragali, contro

la

mente del Serlio, cbein/que-

flo fcguito fu dal Vignola, Palladio, e

La

Scamozzi

CAPO

XX XI IL

ci Ipediremo dal Vignola, tra'J quale e gli altri Autori poca

BReviflimamente

diverfit. Il Pjedeftallo

do, e Cimacia

Bafamento, di
un Zocco, un

ha Bafamento, Da-

Un

quarto di diametro *1
cui quattro fon le membra:
Liftello

la

Gola

roverfcia >

che s' intaglier, ed un Tondino. Il Dado


che fotto e fopra ha le fue Cimbie , due diametri e mezzo La Cimacia eguaglia il Bafamento, con cinque membra; un Tondino,
.

un Ovolo, una Corona , una Gola diritta,


e l'Orlo. L'Ovolo, eia Gojas' Staglieranno.
Alle gi fpiegate fomiglia la Bafe, e a quello
di Vitiuvio il Capitello. Il Fufto ed otto diametri ed un fefto, e di cinque ottavi 1' Architrave, in cui fon le membra medefime, che negli

ti

gi dichiarati. Della Cornice alta un diametro manco un ottavo dieci fon le membra: una Gola roverfcia , il Dentello, un Liftello, un Tondino, un Ovolo, la Corona,
una Gola roverfcia, un Liftello, la Gla di-

1*

ritta, e

Voluta per e

dall' altre diverfa

Formato

il

la

regola di formarla

in quefta

maniera

fi

Cateto altrove gi fpiegato

afli

far
,

che

palla per Io centro dell'occhio, dividali in par-

otto dall' Abaco in gi, una delle quali (ia


occhio della Voluta, quattro rimangano fopra l'occhio, e tre fotto quelja parte, che nell*
occhio comprefa Si divider poi quefto Cateto in fei punti , che con numeri in tal
modo pofti fieno contrafegnati Al primo punto di fopra fi ponga il numero i , al fefto il
.

2, al fecondo il 3, al quinto il 4, al terzo il


5, ed al quarto i| 6; indi fermata una punta
del Compaffo fui numero 1 , e 1* altra all' eflremit dejl* Orlo della Voluta fino al Cateto girandoli , formili mezzo cerchio , cos per
tutti i numeri profeguendo, finch pervengali

altri

1' Orlo. Il fno


fporto pareggia 1' altezza; e poftono intagliai fi le Gole, il Tondino, e l'Ovolo. Manca un feflagefimo nello
fporto difegnato dal Cambray ;e le Blond non
folarnente nello fporto, ma nell* altezza anco-

ra s*

ingann.

Il

dell' altezza della

PiedeftalJo ia terza parte

Colonna

,
e la quarta fono
Fregio, e Cornice Tutta T
altezza fi divider in parti vent* otto e mezza, d'una delle quali fi former il Modulo

1'

Architrave

divifo in parti dieciotto,


la

come

nella

Tavo-

XXIII.

DcgV

ORDINE IONICO.

84

DegV

Intercolonnj Archi
dell'

Im porte

Capo con

del Sanmicheli

le

delle

ha nove membra; un
un Tondino, il Collarino, unaGufcia , un Liftello, la Corona, un altro Liftello , la Gola diritta, e 1' Orlo. Lo {porto
{lue noni; eia Gufcia, e la Gola s' intaglieranno. La feconda alquanto minore e pi gengli Aftragali,

Liftello,

con lo fporto quafi eguale, ha d' altezza


quattro noni , con otto membra : un Lifteltile,

lo,

un Tondino, un Ovolo, la Corona, un


Tondino, una Go?
, un altro

altro Liftello

Orlo; tra le quali s* inta1* Ovolo , e la Gola


Tondini
,
glieranno i
terza
diametro fenza
della
mezzo

L* altezza
membra
un Li'
nove
fon
le
Aftragali
,
e
gli

la

roverfcia

;1*

ftello, un Tondino, una Gola diritta, un altro Liftello , un' altra Gola diritta , pure un
Liftello, la Corona, una Gola roverfcia, el'

Orlo. Sporger tre noni e mezzo; e agl'una-


dar le Gole, e '1 Tondino. Alla terza cagliale d' altezza pur fenza gli Aftragali la
quarta , che ha dieci membra ; un Liftello ,

gli

un Tondino, il Collarino, un altro Liftello,


un Ovolo, un altro Liftello, una Gola diritta,
pur un Liftello , la Corona , e P Orlo Ha d' agetto due noni; e con gl'intagli dell' Ovolo e della
.

Gola affai graziofa

riufcirebbe.

Pattando al Palla-

dio, ne' Colonnati con Archi ed Impofte far la


lucedegli Archi due volte alta quanto larga ;c
fra la" terza e quarta parte di quefta Iarghez?
za

far

il

Pilaftro

Due

Impofte

membra: un Liftello , una Gola diritta, un altro Liftello, un Ovolo, la Corona,


una Gola roverfcia, e V Orlo. G' Intereolonnj faranno di due diametri ed un quarto , feepndo la maniera Diafiylot. Lo Scamozzivuol fette duodecimi maggiore di due quadrati la luce
degli Archi; e fa due diametri, ed un fefto i

leggiadre

Pilaftri ,con fette

di fronte

per par-

Arco, alta

ferraglia dell'

un diametro, tanto

larga nella eftremit,


Archivolto, cos di mano in mano
allargandoli, come porter la Jinea, che dai
centro dell' A reo fi tirer. Due fono le Impofte, la minore delle quali alta poco pi di
quattro noni ha fenza gli Aftragali otto membra : il Collarino, un Liftello, un Tondino,

quanto

1*

CoroV Orlo Lo fporto


d* un fefto; e s' intaglino le Gole e i Ton
dini. Nella maggiore l'altezza cinque fefti
di diametro, con lo fporto, d' un quarto, e dieci
fon le membra ; due Fafcie , una Gola roverfcia ,
un Liftello, un Tondino, una Gola diritta,
un altro Liftello, la Corona, un' altra Gola
roverfcia, e 1' Orlo; e agi' intagli fi daranno
le Gole Due diametri e mezzo fono g' Intereolonnj. IlSerlio, e M Vignola vogliono am-

una Gola
na

diritta

un

altro Liftello, la

una Gola roverfcia

bidue la luce degli Archi doppia in altezza alla


fua largheza , e i Membretti di mezzo diametro , e folo d* un quarto non facendoli Piedeftallo. L' Impofta del primo 1* Ionica del
Teatro di Marcello , porta da lui fenza numeri; e l'Importa del fecondo ha d* altezza mezzo diametro, ed otto membra; due Fafcie,

un

Liftello,

rona

un

un Tondino, un Ovolo,

una Gola

tro Liftello, una Gola diritta, pure un Liftello, la Corona, una Gola roverfcia, e l'Orlo.
Agi' intagli dar 1' Ovolo, e le due Qoje j e

glialtri

il

Tondino, e

1'

la

la

Co-

Orlo. Sporge

roverfcia , e
,
terzo dell* altezza; e agi' intagli

Ovolo,

duodecimi

Colonna -La

te della

e maeftofe egl* infegna La prima


alta poco pi di cinque ottavi e mezzo , non
comprefi gli Aftragali, ha nove membra ;
il Collarino, un Liftello, un Ovolo, un al?

infieme

Poco mi*

ma

feconda,

la

fette

quattro
quali nel Cap. 1 9. promeffa abbiamo la fpiegaLa prima alta mezzo diametro non
zione

comprefi

terzo di diametro {porger.

pi mafficcia, che s'intaglia, e quafi anco fporge come la prima- Ha

nore

XXXIV,

principio a quefto

un

quafi

Impojle

Ordine Ionico,

CAPO
Aremo

ed

riferva

1*

Gola. G' Intereo-

lonnj faranno di due diametri ed un quarto ,


come nel Palladio abbiamo dimoftrato
gi fatte fui' Ionico le dovute offervazjoni , de.

Ordini, che aconfiderar

tempo

ci

Ma

rimangono,

di ragionare.

ORD-

'

86

ORDINE CORINTIO
DEL

SANMICHELI
CAPO
XXXV.

ora fi fpaziammo,a*
fodezza , particolari
pregi loro, infondono del maeftofo e per dir cos
del fevero, avegnach in uno d' efli col grave
il gentile fia mefcolato; onde forf pi dilettevoli riufciranno le oflervazioni , che faremo
fu gli altri due, de' quali a trattare ci rima-

fermane Vitruvio lib. 4. cap. 1. dicendo, che


da quel Callimaco a flabilire s* incominciarono
e a diflribuire le fimmetrie e le ragioni dell* Opere Corintie ; nulladimeno egli avea ci negato al principio di quel Capo, ove fcriflc,
che toltone il Capitello , affai dagli altri diverfo, dall' Ionico i\ Corintio non diftingueafi

ne,

tutti delicati e

Da

dria

quegli Ordini
fErquali
gravit e

fin'

la

la

ed' ogni leggiache quando ritrovati furono, potrebbe dirli , come d* Anacreonte e del Petrarca diflero alcuni Interpreti ,che
con gli Amori le Grazie tutte, quafi miniftre
gentili,

ripieni et adorni,

et ajutatrici, a fianco (lavano degl' inventori.


Il Corintio, il quale adeflo ad efaminare in-

comincieremo , da Vitruvio ad una Verginella di frefca et raflbmigliato, che di leggiadre e ricche vefti le tenere delicate membra ricoprendo vigore accrefce alla naturale bellezza, la quale tra quegli

ornamenti

come

gemma in finiffimo oro maeftrevolmente rinfiorata, alletta ed ilo voglia con maggior forza la villa e i cuori de* riguardanti. L' invenzione del

Capitello da Vitruvio attribuita ad un Callimaco Statuario, chea cafo in Corinto per


una via paflando , ov' era al fepolcro d* una

Donzella un caneft.ro d'oblazioni confecrato


fiorir vide una radice d'acanto, la quale dal
pefo premuta di quel caneftro da una tavoletta ricoperto coltretta era
bi, che per

ambo

gi

prodotti

gam-

crefcevano, ripiegare
Sar (tato quel Callimaco , che nominato fu
da Paufania nell' Attica per occasione di rammemorare una lucerna d' oro, in cui fempre
ardente durava 1' oglio un anno intero, fatta

aduna

Iati

Minerva da quello Artefice,


medefimo Autore foffe il prii marmi , e che ad alcuni nel-

(tatua di

di cui feri ve

il

mo,

che foraffe
la perizia inferiore, tutti nella diligenza fitpe-

r; la qual lode di diligenza a lui fu data ancora da Plinio Iib. -4. cap. 8. , che Io chiam
calumniatore di [e flejfo, cio che non mai ponendo fine alla diligenza ritrovava fempre che

riprendere nell* opere fue.

non

folo ne' Capitelli,

Ora veggiamo,che

ma

ancora in tutte 1*
altre parti, e per le varie fue(mmetrie,e per
li diverfi ornamenti molto il Cormtio dall' Ionico, e dagli

che dopo

ij

altri Ordini fi allontana; e pare


racconto di quella iiorietta lo af-

quello dedurre

fi

potrebbe, che

mane

Antichit

le diverfi-

vedono nelle Rofolo ne* tempi a Vitruvio

t nell' altre parti, quali

fi

Romani ad intropotrebbe, f l'et perdonato avefl ad alcuno de' tanti Scrittori Greci , che di queft' Ordine avran trattato ficuramente, de' quali oltre gli Scritti perirono ancora i nomi ; impercioch quelli , de' quali attera Vitruvio nel belliffimo Proemio del libro
7. aver del Corintio fcritto, furon tutti Romani; come tra gli altri Argellio, che tratt
delle Simmetrie Corintie'^ Coflucio Romano, che
fcrifle del
Tempio ( giudicato Corintio ) di
Giove Olimpio, cominciato da quattro Ateniefi Architetti fotto Piilftrato, e dugent'anni dopo dall' iiteflb Coflucio con gran diligenza
fufleguiti cominciaflero da'

durli, l vero fa per

e feienza

fomma

fi

Re

ridotto a perfezione fotto il


eh' edific, eco'fcrit*

Mudo,

Antioco: e C.

illuftr il Tempio dell' Onore, e della Virt, tenuto dagli Antiquari e dagli Architetti
per la delicatezza d' Ordine Corintio; del quale Edificio fece anco menzione Plutarco nel libro della Fortuna de* Romani. Ma molto pi
certa notizia avremmo, che ne' tempi avanti
Vitruvio foflero in ufo porte l* altre differenti

ze di quefi'

Ordine,

tempo

'I

diftrutte

avefle oltre le tante antiche F.briche di

non
Co-

rinto, delle quali f abondantiiima fofle quel


la Citt, avanti che diitrutta fofle da L,

Mum-

mio, pu

e
di
che
,
Greche Regioni fu-

leggerli in Paufania ne* Corintiaci,

in Strabone nell' 8., le altre ancora

quefi' Ordine per

I'

altre

rono edificate Per alcuna rammemorarne ,


che Corintia con fondamento polla eflere giudicata, dico che pivfcrivendo Vitruvio lib. I.
cap. 2. il quale molti de' fuoi precetti da* libri
et Edificj della Grecia raccolfe, che i Tempj
di Venere far fi debbano Corinti , ne degne,
che di quel!' Ordine far (lata una gran parte
almeno di que' Tempi, che fi legge frequente.

mente

tu

nifi.,

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w.

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iT-rtinriiTmi-ii-.f n,

,,

,,

ORDINE CORINTIO.

88

mente

preflb gli Antichi a quella

due

Dea

flirter

me

pajono i pi famofi: quello antichiflimo in Pafo, che defcritto da Tacito nel 2. delle Storie , e nel quale, per dinotarne 1' immenfa grandezza ,pofero
cento Altari Virgilio al 1. dell' Eneide, e Stazio al 5. della Tebaide'y f bene fopra ci niun
lume fomminiftrano li due antichi Scottarti
Servio, e Lutacio; e un altro in Corinto ,
magnifico fopra modo ericcbijjimo , ma che ad ufo
indegno deftinavafi; come raccontano Strabone nelP 8., ed Ateneo nel lib. 13, cap. n.
de' fuoi Dinnofofifli ; quale infame ufo trovo
dedicati ; tra quali

prima volta ne' pubiici Tempj


introdotto da un Solone: come fi ha da Nicandro Colofonio , e da un fragmento di Filemone, citati da Ateneo al Cap. 9. del detto

eflere flato la

libro.

Di

tale iniqua ufanza cagione far fla-

to per avventura il foverchio eccedente lurto


de* Corintj, che vituperato da Platone nel
Dialogo 3. della Republica Ma o Corintio, come perfuade ogni ragione a credere di q u* popoli celebrati da' Scrittori tutti per ingegnofif.

fimi ericchiflimi, o Romano forte il ritrovato


dell' altre parti dei Corintio, come pare inferire fi porta da Vitruvio, fuquefto altre paro-

non fpenderemo,

e direm folo, che tropfortunate quefte noftre fatiche,


f con erte indur poteflimo gli Architetti dell'
et noftra (i quali con ornamenti s fregolati
confondono e non dilettano gli animi non che
de g' intendenti, ma degi* ignoranti flerti e
de' plebei , che delle cofe giufte ed armoniche
le

po farebbono

anco nonfapendo il perch, naturalmente s*


appagano ) a confiderare le tante bellezze d' un
Ordine s gentile o fu veftigi delle Romane
Fabriche, tante delle quali, e particolarmente il Panteon, oggi chiamato la Rotonda ,fono
Corintie , o fu le Italiane de' buoni tempi ; fra le
quali comincieremo fecondo i' iflitiuo noftroad
efaminare quelle dei noftro Sanmicheli , che
molto frequentemente e con grande felicit
del Corintio fi fervi, in Verona, in Venezia, ed
altrove
Edifici

come pu

onde

le

vederi! in

molti de' fuoi

fimmetrie e proporzioni abbiam

, che a deferi vere comincieremo. La luce


degli Archi mezzo diametro maggiore in al'
pezza di due larghezze , il Pilaflro quafi la ter-

prefe

za parte della larghezza della luce

ed

Mem-

mezzo diametro , come altres V A rchivolLe Impofte al luogo , dove fi vedranno dife-

bretti

to.

gnate , trafporteremo G' Intercolonnj eccederanno d' un quinto e poco pi due diametri
venendo in tal modo a cadere cinque Modiglioni
framezzoa que'duc, che fopra faranno alle Colonne. Alla fefta parte della Colonna non arriveranno 1' Architrave , Fregio , e Cornice , qualora nel Fregio non fieno intagli e fcolture,
.

ma quando voglia il Fregio fcolpirfi, a proporzione deh* Opera, come altrove avvertimmo
f
crefeeranno ancor le mifure La Porta dal Sanmicheli prefa in gran parte da un' antica, che fi
vede circa un miglio lontana da Spoleti, e che poi
fu dal Serlio eliminata ed illuftrata,e propofla nel lib. 4. per modello delle Prte Corintie
Le proporzioni di quefla Porta in tutto aquelle non fon conformi, che ventilammo nel Cap.
3. ove delle Porte fi ragion ; nulladimeno ptrebbono, e non con molta fatica, ad erte conformarli , fenza punto alterarne le fimmetrie ,s
belle in vero ed eleganti , che in s graziofo e
.

gentil*

Ordine meritarono

altezza delia Juce fupera di

di trovar

luogo. L'

mezzo diametro due

larghezze; e 1' Ornamento d'erta la terza


parte. Un ornamento per s alto fu ai San*
micheli neceflario, per dar luogo nel Fregio
ad una Ifcrizione; onde 1" Architetto a piacer
fuo potr , quando voglia, fminuirlo, e alla quinta parte dell' altezza della luce erto ornamento ridurre, come ne* fpezzamenti delia Tavola 26. notato vedr il Lettore. L' altezza poi
del Frontifpizio una fia delle cinque parti, in
cui la lunghezza delia Cornice far divifa. Circa il Piedcftallo, fatta in cinque parti la Colonna, erto da due di quelle far formato .

Tutta

1*

altezza

ho

e cinque quarti
le quali ho fatto

il

due
una
del,
modulo divifo conforme il
parti trenta

divifa in

di

diciottefimo

Ho

folico in parti dieciotto.

d'

feguita tale divi-

non allontanarmi punto dalle mifure, che nel noftro Autore ho ritrovate; ma
sione, per

chi taledivifione troppo

putarte

minuta e confufa

re-

nella feguentc diverfa maniera potr

regolandola fodisfarfi
Il Zoccolo del Bafamento potr fare di parti tredici e mezza
folamente, e dividendo allora tutta 1' altezza
in parti trenta e due terzi , d' una di quelle faccia il fuo modulo, Ora poniamoci a confiderare ogni parte a membro per membro mi,

nutamente.

Il

Piedeftallo,

come

tutti gli al-

ora veduti, di tre parti fi comporr ;


Bafamento, Dado, e Cimacia Il Bafamen-
to ha fotto un Zoccolo, del quale , alla ne1*
cefiTu de' fiti accomodandoli, a piacer fuo
tri fin'

Architetto potr fervirfi.Le altre

cinque; un Baftone
diritta,

un

altro

un

membra fon

Lifiello,

Liflello,

una Gola

eduna Gufcia;

quali s' intaglino il Baftone , la Gola


Gufcia Tutto lo fporto non arriva a un
quinto di diametro; e '1 Dado un nono minore in altezza di due quadri. Vedranno!! in
quefto Dado gli fpezzamenti della Porta, cio
Architrave, Fregio, e Cornice. Nell'Architrave alto tre noni e mezzo fon fette membra
due Fafcie con due Tondini , e due Gole roAl
verfeie, che s' intaglieranno, e 1* Orlo
Frefra le

la

T.XXVJ

Online Corintio,
Micheli.

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-

ORDINE CORINTIO.

88

mente

preflo gli Antichi a quella

Dea

fuflero

me

pajono i pi famofi: quello antichilfimo in Pafo, che deferitto da Tacito nel 2. delle Storie , e nel qua
le, per dinotarne l'immenfa grandezza ,pofero
cento Altari Virgilio al i. dell' Eneide, e Stazio al 5. della Telaide', f bene fopra ci niun
lume fomminiftrano li due antichi Scoliafti:
Servio, e Lutacio; e un altro in Corinto ,
magnifico fopra modo e riccbijfimo , ma che ad ufo
indegno dellinavafi; come raccontano Strattone nelP 8., ed Ateneo nel lib. 13, cap. ri.
de* fuoi Dinnofofifii ; quale infame ufo trovo
effere flato la prima volta ne' publici Tempj
introdotto da un Solone: come fi ha da Nicandro Colofonio , e da un fragmento di Filemone, citati da Ateneo al Cap. 9. del detto
libro. Di tale iniqua ufanza cagione far (lato per avventura il foverchio eccedente ludo
de' Corintj, che vituperato da Platone nel
Dialogo 3. della Republica Ma o Corintio, come perfuade ogni ragione a credere di q u' podedicati ; tra quali

due

poli celebrati da' Scrittori tutti per ingegnofif-

fimi ericchirtimi, o Romano folte il ritrovato


dell' altre parti del Corintio, come pare inferire fi pofla da Vitruvio, fu quello altre parole

non fpenderemo,

direm folo, che trop-

po farebbono

fortunate quelle noftre fatiche,


f con effe indur poteifimo gli Architetti dell'
et noflra (i quali con ornamenti s frcgolati
confondono e non dilettano gli animi non che

de

g'

intendenti,

ma

degl* ignoranti

(tedi

,che delle cofe giurie ed armoniche


anco nonfapendo il perch, naturalmente s*

de' plebei

appagano) a confiderare le tante bellezze d' un


Ordine s gentile o fu veftigi delle Romane
Fabriche, tante delle quali, e particolarmente il Panteon, oggi chiamato la Rotonda ,fono
Corintie , o fu le Italiane de' buoni tempi ; fra le
quali comincieremo fecondo i' ifiituto noftroad
efaminare quelle del noflro Sanmicheli , che
molto frequentemente e con grande felicit
del Corintio fi fervi, in Verona, in Venezia, ed
altrove , s come pu vederi! in molti de' fuoi
Edificj , onde le fiminetrie e proporzioni abbiam
prefe , che a deferi vere comincieremo. La luce
degli Archi mezzo diametro maggiore in al*
tezza di

due larghezze

il

Piiafro quafi la ter-

za parte della larghezza della luce


bretti

to.

mezzo diametro come


,

altres

ed
1'

Mem-

A rchivol-

Le Im polle al luogo dove fi vedranno


,

dife-

gnate , trafporteremo G' Intercolonni eccederanno d' un quinto e poco pi due diametri,
venendo in tal modo a cadere cinque Modiglioni
framezzoa q u' due, che fopra faranno alle Colonne. Alla fella parte della Colonna non arriveranno 1' Architrave , Fregio , e Cornice , qualora nel Fregio non fieno intagli e fcolturc,
.

ma quando

voglia il Fregio fcoIpirfi,apro


zione dell' Opera, come altrove avvertimi
crefeeranno ancor le mi fu re . La Porta dal
**> nane
micheli pref> da un' antica , ci
vede circa u
Canada Spoleti,ech(
t

ed illu{lrata,e prt
o delle Porte Corin
a Porta in tutto aq
e ventilammo nel

fu dal Ser

nel

fra

Le
le

iib.

propor;

non fon

3. ove delh
trebbono, <

ion

formarli

terarne le firn m.

, fi

belle in vere

gentil*

nulladirru

ad

Ita fatica,

che

Oidi

in

e.

gr

10 di trovar Ito

mezzo diam

altezza della

di

larghezze; <
parte. Un (
micheli nece

ito d' efla

ad una

l'Architetto
fminuirlo,ea;
luce elfo 01
czamenti della

ero

alto fu

luogo nel

lar

Ifcri.

fuo potr, qi
ta parte dell'
to ridurre , e
la 26. notato

ttore

L'

altt

cinque p

del Fronti fpi

elle

cui la lunghe.

rnice far div

ca

il

cinque parti

Piedeflal

lonna, elfo d

ielle

Tutta

in

1*

altezi

far

fc

parti tre

e cinque qua
quali ho faf

tefimo , d*
odivifo conf

folito in parti

Ho

le

mi punto de
ho ritrovi

fione, per noi


fure , che nel
chi tale divifior.
putalTe, nella
regolandola fo
mento potr

jre

ninuta e con;
verfa manieri
Zoccolo de
tredici e
rti
ora tutta 1'

in parti trenta-

zi ,

fuo
fiderare ogni p,

)ra

nutamentc.

Ile faccia

il

Bafamento,
to ha fotto un

parti

fi

facia

tutti

com|

-*-

Bai

Il

quale

al

piacer

ceflit de' lti ac

fi ,

Architetto potr,

cinque: un Bai-

j ite! Io, una


, ed una

diritta

un

alt

fra le quali s' in


la Gufcia. Ti
quinto di diamet
noie in altezza e
quello Dado gli
Architrave, Fre

trave alto tre noj

due Fafcie con d


verfeie, che

s'

ii

<J

mem

come

el

una e
poniamoc
d'

sro per

Il

ora vedu.

tri fin'

>-

folamente, e

feguita

altre

memb

aflone
to

non

la

<

arriva

do un nono
Iri
Vedr nn(
.

della Porta,

Neil'
fon fette mem

[lice.

,
,

due Gole
1*
Orlo

Fri

ORDINE CORINTIO.

Fregio determinata altezza non fi preferire ,


che dalle v^rie occafioni dipende, onde ricever
dee norma il buon giudicio dell' Architetto.
Della Cornice 1' altezza un diametro e poco pi di mezzo diciottefimo, e dodici fon le
membra ; una Gola roverfeia , il Denteilo ,
un Liftello , un Ovolo , i Modiglioni , un* altra

Gola

roverfeia

un

altro Liftello, la

Co-

rona ,pur un Liftello, un Tondino, la Gola diritta, e T Orlo. Di mezzo diametro T agetto; e agi* intagli fi diano fra tante membra
1' Ovolo , e '1 Tondile Gole roverfeie ,
no- Nella Cimacia fono fette membra: una
Gufcia, un Liftello, un Tondino, un Ovolo, la Corona, una Gola roverfeia, e 1' Orlo. Sporge quafi un terzo; e per g' intagli ferba
il

Tondino, T Ovolo, e

La

la

Gola

Bafe, che gran ricchezza ha

roverfeia.

membra

di

con cui perfettamente alla leggiadria di queft' Ordine corrifponde Le fue membra fon undici ij Plinto, il Toro, un Liftello, un Cavetto, un
altro Liftello, due Tondini, un altro LifteJ-
lo, un altro Cavetto, un Liftello, e '1 Toro
fuperiore, Le Gufcie, e li due Tori fi poflno intagliare. Il Tronco di quefte Colonne ha
d' altezza otto diametri e mezzo j e tutto Ci
deve adornar di Canali, ora in maggiore ora
in minor numero, come le intra prefe Fabriche o meno o pi magnifiche richiederanno.
Nella fola Fig. A due maniere di profondarli

di gentilezza e grazia

non cede

dimoftrer. Ma palliamo finalmente a trattare del Capitello, che per la gentilezza per 1'
ornamento e per la maeft lungo tratto e 1'
Ionico, e quanti fin' ora veduti abbiamo , fi
lafci a dietro
In vece di quattro, fono in
cflb otto Volute, quattro maggiori negli anTali Vogoli, e nel mezzo quattro minori
.

lute

me

non

fotto

1'

nell' Ionico

Abaco immediatamente,

ma

co-

da* certi fiori chiamati

Caulicoli nafeeranno,

quali

il

gambo

loro

in mezzo delle foglie nafeondendo adornerai


no vagamente tuttala campana del Capitello,
Le due foglie poi , che faranno in que' Caulicoli, con 1' eftremit delle Volute faran congiunte, Sotto i Caulicoli in due ordini divife
vedrannofi 1* altre foglie, che otto faran per
ordine, e quelle d* Olivo o diQuercia o d'Acanto fecondo il dire di Vitruvio imiteranno.
Difendendo pofeia alle proporzioni, la Campana o fia Furto del Capitello con J' Orlo ha
d' altezza un diametro intero ;e fi divide in tre
parti. Ne rimane una alle prime foglie, ima
alle feconde, e la terza alle Volute, che nella

medefima guifa

girar

fi

devono

come

in-'

fegnato abbiamo nell' Ionico. La piegatura


poi delle foglie fia un quarto della loro altez-

una parte ed
aggirif
Capitello
un quarto di trentafei del
1'
efler
quadro
curvo
e con
Abaco, che
fotto
LiftelD'un
come
vedefi
pianta.
nella
deve,
lo, ed un Ovolo comporto fia il Cimaciodeli*
za.

L'Orlo

della

campana

alto

Abaco , che

tutto poco maggiore delia fettiparte


del
Capitello. In mezzo dell' Abaco
ma
intaglili un fiore che le fue foglie diffonden-

do

tutta

ma

fenza eccedere

baco dee ricoprire.

Le

J'

altezza dell'A-

altte proporzioni fi pofi-

fono dalla pianta e dal profilo raccogliere


chiaramente. Lo fporto delle foglie fi vede nel
profilo, dove il Capitello in angolo difegnato,ed tirata una linea dal finimento del Tondino fin al Corno o fia cantone dell' Abaco ,
la qual linea non devon mai le foglie o le Volute oltrepaflre , L' Architrave alto mezzo
diametro ha fette membra tre Fafcie , due
Tondini con una Gola roverfeia, che s' intaglieranno, e l'Orlo. All' altezza dell' Architrave pari quella del Fregio , eh' io qui
fchietto e fenza ornamenti ho difegnato ; e
quando elfo tale far vogliali, perch riefea
pi graziofo, non fia tutto a piombo, ma fi
pieghi nel terminare, e rivolgali per attaccarfi all' eftremo Orlo dell' Architrave . Non efclude per g' intagli e fcolture di cofe all' intraprefa Fabrica convenevoli ; quali per non
confondere e fminuzzare , eflr deve V intagliato Fregio alquanto maggiore. Sia la Cordi
con undinice fei
noni
diametro
;

membra : una Gola roverfeia , un Dentello, un Liftello, un Ovolo, i Modiglioni,


un altra Gola roverfeia, la Corona, pur un
altra Gola roverfeia , un altro Liftello, la Gola diritta, e 1' Orlo, L' agetto eccede d* un

ci

diciottefimo 1' altezza; e fra le nominate membra fcielganfi per g' Intagli 1' Ovolo, e le

Ma

veggendofi in quefta Cornice Moe Dentelli contro 1' opinione, come oifervatofii,di Vitruvio, potr per avventura parere a molti il noftro Autore degno
di riprenfione, che cofe da Vitruvio biafi*
mate nelle fue Fabriche non isfugg Con qual
ragione dunque il noftro Sanmicheli efeufe-

Gole.

diglioni

certamente, che con 1'


inveterata confuetudine ancora degli antichi
Architetti, i quali nelle ottime Romane Fabriche ci tanto introdiiflTero e fi frequentemente adoperarono, che lo rendettero famigliare, e I' odiofonome d' abufo di mano in
mano togliendoli, quel credito e quell' autorit, che all' altre regolate cofe fu data,
a poco a poco gli conciliarono. Dopo il Corintio del Sanmicheli parliamo fecondo il
noftro iftituto a quello di Vitruvio.

remo? non con

altra

Ordine

,.

ORDINE CORINTIO,

9^

Ordine Corntio di Vitruvio-

CAPO

XXXVI.

POcodd Corintio abbiamo da Vkruvio,Ie cui


parole , come dicemmo , inducono a credere
fuffero ne* tempi dopo lui , trattone il Capitello
lediverfitdiqueft' Ordine invenzione de* Rof da Vitruvio tolto a* Corintj il rimani.

Ma

dell'altre parti , fembra che ad effi


pi tolto fia dal dottiffimo P. Villalpando
nell' Apparato della Cittaf Tempio di Gierttfalempte> fecondo il quale pare la prima Fabrica di

trovamento
affai

querP Ordine

foffe

il

Tempio di Salomone, eh*

Corintio con l' autorit di GiofefFo giudic


(*) E f bene il tefto da noi addotto ha la parola
>0www,daIcontefloii vede, eh' ivi non parl il
Villalpando della Cafa del Libano, ma del Tempio. Anzi pare eh' elfo intenda foffe quel Tempio
fa prima origine della buona Architettura; 0)
onde ne feguirebbe,che l'Ordine di tutti pi antico foiTe il Corintio , e che Corintio pi non foffe, ma Giudaico , e che fol dopo quella Fabrica la
egli

perizia e l'ufo della noftr'

Arte a diffonderli co-

minciarle per l'altre Nazioni. Per quanto a me


5
ne pare , io nulla trovo ne libri de* Re , de' Paralipomeni , in Gieremia , e dovunq u del Tempio fi
tratti,

onde con fondamento, ch'elfo foffe Corin-

tio^ poffa ftabilire;anzilemifure, che leggo ne*


detti luoghi, e in Giofeffo Ebreo 1. 8. e. 3. n
al Corintio j n ad alcun' altro de' noti Ordini
Se poi pi antico princiil poffono ridurre
pio che da quel Tempio la nobile e regolata
Architettura averle, non far per afferirlo fon,

fu Tragici e fu gli altri Poeti Gren fu Poeti Latini , ne' q uali fi leggono Delubri e Palazzi con Loggie, Atrj, e Colonnati e in
Troja, e avuti da' vecchi ReTeban, Argivi, e
Latini pi antichi di Salomone; o che ricavili
da' Scrittori gravi foffe prima di Salomone alzata
qualche Piramide Egiziana ; n chealtres prima
alcuni famofi Tempi de ? Greci, calcolando fu
quanto fcrivono antichi profani Autori, foller
cominciati ; n che fecondo effi il Dorico e l' Ionico inventati foriro da' poco lontani difeendenti di Deucalione, bens falfamente confufo da*
Greci con No, come oltre Ovidio fi vede pi
chiaramente in Luciano nel Dialogo della Dea
Siria, ma per ancora feconSo pi veri computi

damento
ci ,

molto

a Salomone anteriore- Tutto ci fi forpaffi,e ficonfiderin folole autorit, eh' ora ac-

cenner

Omero fecondo

a' fuoi

il

Cronico Eufebiano

non anteriore, a Salomone; pure


tempi fi fapelTe ben fabricare, mi par

coetaneo,

che

difcoprirlo in alcuni luoghi de' libri fuoi Nel 21.


dell' Iliade chiama egl i Troja, forf intendendofi de'fontuofi Palazzi e Tempi, che in eia era.

di Pa; {?) e nell' Odijjea


ragion, nelle deferizioni de*
me par certo di ritrovare Colonne, Fre-

no } Citt

bene edificata

lazzi ornatiffimi

quali a
gi, Corniciameli, Triglifi e

Metopejcome

cagion d* efempio nel 4. libro , dove fa meraviglie Telemaco con Pififlrato figliolo di Neftore
delbelliffimo Palazzo di Menelao, paragonandolo alla Reggia di Giove ; e nel 7. , dove deferitto in molti verfiediffufamente quello d' Alcinoo; emeglJoneIi9. dove fi parla di quello d*(/0
Uliffe Poi nel Tempio di Dagone, ove Sanfone
per , non eran Colonne ? e f in altre Regioni avantiSalomone fiate non foffero bene architetta
te Fabriche, come potea Salomone chiamar da
Tiro e da Sidone peririffimi Artefici , che fecero
Colonne e Capitelli? Cornei Re Fenicj ed Egiziani tante milliaja d' Operaj mandarono in
.

Gierofolima? come tanta faenza e dottrina era


in quel Tirio Archi tetto cos lodato nel lib. 3- de
Re cap. 6. e in quella Pillola del Re di Tiro , che
fi legge in Enfebio al 9. della Preparazione? Finalmente!' ifleffo Villalpando nell. z- e. 2. di
quel Tomo non chiam , e affai fondatamente ,

Mos

primo maeflro e precettore

dell'

Architettura?

L' origine della noltr Arte non par dunque


debba al Tempio Gierofolimitano riferirli ; ma
dettocicostrafeor rendo, parliamo del Capitello Corintiodi Vitruvio. Altoeffo facciafi un
diametro intero ; poi formifi nella fua pianta una
diagonale , che lunga fia due diametri , per mezzo della quale e ugualiavremo le quattro faccie,
egiufta la lunghezza dell' Abaco, che curvo ditale lunghezza effer deve la nona parte, e alto la
fettima di quella del Capitello. Nel rimanente
proceda elfo Capitello , come il deferitto nel Sanmicheli. Avverto, ch'avendolo io difegnato fecondo la mente di Vitruvio , v' ho aggiunto , per
non lafciarlo cos nudo , 1 Architrave , Fregio , e
Cornice Ionica, e la Bafe Attica.

Ordine Corintio

dell'

Alberti

C A P O XXXVII.
ALtro dir non occorre dell' Alberti, che

fe-

gu l'opinionedi Vitruvio ; e folamente nel


Capitello, il quale a quello di Vitruvio fece fimile, e nella Cornice, dove (e non bene,) in
vece di Corona pofe i Modiglioni, dalle fimmetrie Ioniche s' allontan.

Ordine
fa)

Domum ^quam ipfetnet


Omnem Romanorumaut

(d)

Enimuero

18

(]ofephus)dixer/it Corintbin opere fuiffe elaboratami Villal. T- 2. P.


x. 1
Graconimarcbiteilandi rationSm y aut fi quaeft ali fi nobilior , vii ve tufi i or y ab bujui Fa(b)
brit rottone ejufque ideir defumpram fuijfe . Villal. T?>P. 2,1. 1.0.13.
(e) Bene /edificata Civitatis . Homer. Iliados 21.

domorum , pulebraque intertgnia ,


Cf column* furfum tendente: <&c. H0111. Odyf. 19.

tnibi parietes

Abiegnteque trabes

77XX.V77/

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,,

ORDINE CORINTIO.

94

Ordine Corntio del Palladio.

CAPO

XXXVIII.

famento, per

El Corintio del Palladio l'altezza del Ba


famenro poco minore di due terzi di dia"
metro, ed ba fri membra; un Zocco, un Battone, un Liftello, una Gola diritta, un altro Liftello, ed una Gola roverfeia S' intagliano il Barione , e ie due Gole ; e Io fporto a un
quarto di diametro dee pervenire. Alto un diametro e poco pili di fette duodecimi 1 Dado, e non gi un diametro e mezzo , come nota le Biond
La Cimacia , che s' inalza quafi
tre noni di diametro, e fporge un quarto, ha
fei membra: una Gola roverfeia, un Liftello,
un Ovolo, la Corona, un* altra Gola roverfeia, e T Orlo; potendoli intagliare l'Ovolo,
e le due Gole. BelliiTma la Bafe, la quale
.

all' Attica fomigliante , f non f di membra pi ricca, e fupera d'adornamento e vaghezza quante fino ad ora vedute abbiamo.

Come

di tutte

1'

altre,

mezzo diametro

l'al-

tezza; ed otto fon le

membra; il Plinto, il Toun Liftello, una Gufcia,


un Tondino, ed un Baftone. Il

ro, un Tondino,

un

Liftelio,

fuo fporto tre quindecimi di diametro; e le


membra da intagliarfi fono il Toro e '1 Baftone. II Furto della Colonna non arriva ad
otto diametri; e '1 Capitello da quello delSanmicheli non diverfo Dell' Architrave alto
quafi due terzi otto fon le membra tre Fafcie, tre Tondini, una Gola roverfeia, e 1'
Orlo; e fi potranno intagliare i Tondini e la
Gola. Il Fregio, che minore di mezzo diametro, non finifee a perpendicolo , ma finuo*fo, come abbiamo veduto nel Sanmicheli. Nella Cornice, che s' erge due terzi e mezzo duodecimo, e fporge poco pi, oltre il Cimacio del
Fregio, eh' una Gola roverfeia ed un Liftello, fono undici membra: una Fafcia, un Liftello, un Ovolo, i Modiglioni, una Gola ro.

, un altro Liftelio , la Corona , una


roverfeia, pur un Liftello, la Gola di-

verfeia

Gola

ritta, e l'Orlo.

Ovolo.

S'intaglieranno le Gole e

Piedeftallo il quarto, e V Architrave, Fregio, e Cornice fono il quinto della


Il

Colonna. Tutta

1'

altezza

fi

divider in parti

ventifette e quattro decimi; d'


li

fi

former

otto,

come

il

Modulo

nella

Tavola

una

delle

CAPO

qua

divifo in parti dieci-

XXXIX-

Ordine Corintio dello Scarno^

un terzo, e fatte d* elfo nove


manco un ottavo ,due faranno per loBa-

tre diametri ed

parti

XXXIX.

la cimacia un' altra, e le altre


tutte, che reftano, perii Tronco. E' dunque
il Bacamento alto tre quarti, con fette mem-

un Zocco, un Baftone, un Liftello, una Gola roverfeia, un altro Liftello, una Gufcia, un Liftello, ed un Baftoncino
L' Agetto d' un quarto; e le membra, che ricever
poflbno intaglio, fono i due Baftoni e la Gola
Nel Tronco , che in fondo ha un Liftello
come in cima altres, 1' altezza di due duodecimi e mezzo oltre due diametri Nelle fronti fai' Autore un riparto con due Liftelii , che
in mezzo prendono una Gola , la quale far
intagliata. Non dee tal riparto all' indentro
incavarli , poich debolezza cosi inoltrerebbe
ma facciali rilevato in fuori La Cimacia
tre ottavi , con nove membra una Gola roverbra:

un

feia,

un Tondino, un altro LiCorona, un Tondino, una Gola


Tutto Io fporto arriva a
e 1' Orlo

Liftello,

ftello, la

roverfeia

duodecimi e mezzo; e per intagliare prenGole e 1' Ovolo. La Bafe belliffima, e quale gi deferitta fu nel Palladio.
Il Fufto s'alza otto diametri ed un terzo, e di
tre

danli le due

fopra un ottavo della grolTezza da piedi fi fminuifee. Quello Tronco dall' Autore fi vorrebbe o fchietto, o di fole fcanalature adornato,
com'egli fcrive a chiare note nella P. 2. l-6.cap.
il. onde leggiadra idea fu quella di le Blond,
che vi pofe le Colonne fpirali , quali ancora
vanameutecon un ramo accerchi , adoftndo
al povero Scamozzi ci, che appunto da lui fi
condanna nel detto Capo , e ci , di che non fi vede veftigio alcuno in tutti i libri, e difegni fuoi,
n in quante Fabriche o per villa o per relazione
fappiamo che furono da lui lafciate Il Capitello
pure, come la Bafe , a quello conformali del Palladio L' Architrave alto due terzi di diametro ha
.

nove membra: tre Fafcie, due Tondi ni , due Go.


le roverfeie , una Gufcia , e l' Orlo S' intagliano
i due Tondini , la Gola , eh' tra le Fafcie , e la
Gufcia. Il Fregio fchietto ha d'altezza otto quindecimi , ma con g' intagli deve eccedere i tre
quarti Della Cornice, che d'altezza e projet tura ha quattro quinti, tredici fon le membra : una
.

Gola

roverfeia,

O volo,

un

Liftello,

mettono l'intaglio. Il
Architrave

Li' ultimo luogo

il Corintio rifervar volScamozzi , che di tutti gli altri Ordini il pi gentile ed ornato Io giudic Il
Piedeftallo fecondo queft* Autore ha d' altezza

Piedeftallo

un terzo, e

Fregi, e Cornice fono

il

1"

quinto

Colonna. Si divider tutta l'altezza in partrenta e due terzi, d'una delle quali fi former

della

le lo

un Tondino, un

Modiglioni, un' altra Gola roverfeia,


un Liftello, la Corna, un Liftello,pur un'altra
Gla roverfeia, pur un Liftello , la Gola diritta,
e l'Orlo. Le tre Gole roverfeie e I' Ovolo ami

ti
il

modulo

Tavola

divifo in parti dieciotto,

XXIX

come

nella

Ordina

t.

XK/X

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:

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*
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5H*

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,
.

ORDINE CORINTIO.

96

Ordine Corntio del Serlio

CAPO

TRattando
lio

Corona, pur un altra Gola roverfcia, un altro


Liftello, la Gola diritta, e l'Orlo .Lo fporto e-

XXXX.

di queft'

Ordine piacque al Ser-

per quello , che fpetta al Capitello , le


di Vitruvio calpeftare, ma

medefime veftigia
non gi formando

1*

altre parti, nelle quali ef-

Vitruvio e dalle fimmetrie


Ioniche s allontan. Non potendofi il Piedeftallo con le dieciotto parti del Modulo a giufo e dal parere di

da noi per fecondo la


di lui mente, che ne fuoi libri e difegni indagare
procurammo , far fpiegato. Sia dunque largo
quanto il Plinto della Bafe; e fatte pofciad elfo
Plinto tre parti uguali, indi a quefte tre aggiunte altre due, da turte quefte parti l'altezza del Dado verr formandoli; la qualepoi divifa in fette parti due altre parti uguali a quelle
fliffima mifura ridurre

guagli l'altezza, e

tutte le proporzioni del Serliano Piedestallo.

N qui paflr fi dee fotto filenzio un' utiliffima regola del noftro Serlio, fu la quale e formandoli quella Bafe e in qualunque altro cafo
fi dovr porre dall Architetto diligentiffimaoffervazione Quando fia la Bafe all' altezza in circa del noftro occhio, regolate faranno ed ottime le afTegnate proporzioni; ma f la Bafe in
luogo fuperiore all' occhio de' riguardanti far
collocata , maggiori allora fi facciano tutti que'
membri, che da altri membri verranno per la
diftanza ad edere occupati. Se poi, come accade, un'Ordine all' altro fovraponendofi, in
maggiore altezza far la Bafe, meno allora numerofe fieno le membra, che quanto di numero fi fminuiranno, altretanto di fodezza maggiore dovran formarli Il Furto della Colonna
abbia fette diametri, come quello dell'Ionica.
.

Nel

Capitello s'attenne egli, come

dicemmo,

nujladimeno con grandiflma ragione, e per io diligente ftudio da

alla dottrina di Vitruvio

lui fatto fu le Antichit, nel tefto di Vitruvio


fofpett errore , e volle non doverli nell' affegnata mifura conprender 1' Abaco. L' Archi-

trave, trattine i Tondini aggiunti in mezzo alle


Fafcie, nel rimanente come l' Ionico Il Fregio un ottavo maggiore dell' Architrave; nella qual mifura gli sbagli del Cambray furono
.

pontualmente feguiti da le Blond Di due Cornici , ch'egli propone quella, che fu da me fciel,
ta, ha poco pi di quattro felli d' altezza , e dieci
membra: una Gola roverfcia, un Dentello , un*
altra Gola roverfcia > un Liftello , un Ovolo , la
.

voglia;

fi

divider in parti vent' otto e in un ottavo di diciottefimo , d' una delle quali fi former il Modulo

come nella T, XXX.


Ordine Corntio del Vignola

divifo in parti dieciotto,

Cimacia e '1 Bafamento difpenfer; venendo in tal guifa tutto il Piedeftallo a


comporli di nove parti , come pure vedremo
dover farli della Colonna. Le membra medefme, che quella del Sanmicheli, ha la Bafe,
quale mezzo diametro, e fporge un quarto,
dalle quali mifure deviando nelle fue Tavole il
Cambray ,fu cagione che Ufuopoco felice compendiatore le Blond alteralTe e confondere

fu peri ancora, f

fette fra la

la

poichquanto pi fporge la Cornice , tanto apparile pi nobile e maeflofa Il Piedeftallo fia il


terzo della Colonna ;e quafi il quinto fieno 1* Architrave , Fregio , e Cornice. Tutta l'altezza fi

CAPO

XXXXI.

QUanto elegante ed ornato V Ordine Corintio che nel libro del Vignola ritrovafi
pero, che tanto far per riufcire a* miei Lettori
dilettevole la dichiarazione, ch'ora intraprendo
Veramente confederando ; eh' efto, libro dei Vignola vada tutto d per le mani degli Architetti
de' noftri tempi , fi vede il famofo detto di Medea prefl Ovidio in loro avverarli, che con s
belle idee e perfette modanature fotto gli occhi
vogliono a bella poftacon le irragionevoli invenzioni di fregolato corrotto gufto loro edificj contaminare Ma fenza replicare altri lamenti , alla
cofa difcendiaino. Il Piedeftallo fia di quattro diametri^ di due fedi il Bafamento in quefte cinque
f

membra compartiti un

un Toro, un
Tondino ; tra
le quali il Toro , la Gola, e '1 Tondino fi polfono
intagliare Il Dado ha nel fondo un Liftello , ed
un altro nella fommit. La Cimacia, che non
deve eguagliare, come difegna le Blond , ma fuPlinto ,
diritta , ed un
:

Liftello

, una Gola

perard'undiciottefimo

il

Bafamento, ha otto

membra un Tondino , il Collarino , un Liftello un altro Tondino, un Ovolo, la Corona,una


:

Gola roverfcia , e l'Orlo. Sporge due noni ; e s'


intagliano l' Ovolo , eia Gola La Bafee'l Capi.

fono conformi a quelli dei Sanmicheli ; e '1


Tronco della Colonna d'otto diametri ed un
terzo. Neli' Architrave di tre quarti di diametro
fon otto membra ; tre Fafcie, due Tondini , due
Gole roverfeie , e l'Orlo. S'intaglieranno i due
Tondini e le due Gole, Il Fregio nell'altezza
pareggiafi all'Architrave , avendo nella fommit un Liftello , ed un Tondino. La Cornice d'un
diametro intero ha dodici membra una Gola roverfcia, il Dentello, un Liftello, un Tondino,
un Ovolo , i Modiglioni , una Gola roverfcia , la
Corona, un' altra Gola roverfcia , un Liftello , la
Gola diritta , e l' Orio Quanto s' alza , fporge altrettanto, non comprefo per quanto fporge il
Cimacio del Fregio; e per g' intagli, fcielganfi 1'
Ovolo, le Gole, e '1 Tondino. L'Architrave,
Fregio, e Cornice eguaglino la quarta parte della
Colonna , qual proporzione d' un fello fuperatello

.*

tadal Piedeftallo. Tutta l'altezza fi divider in


parri trenta due, d'una delle quali fi former il

Modulo divifo in parti dieciotto come


vola

nella

Ta-

XXX

Desi*

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ORDINE CORINTIO.

98

DegV

ed

Intercolonni Archi

Liftelto, a Tondino, il Collariun a


Tond n .>
Llflel

f>
Corona, una Gola roverfeia, e l'OrIo, la r
I* Sporge effa un fello , e agi' intagli conce
de il Collarino, il Tondino fuperiore, l'Ovo-

Impofte

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Conuf/o.
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Imporle del Sanmicheli una , che a


me fembra elegantiflima , ho feieka da
In effa d' altezza mezzo diamedichiarare

le

tro, di fporto un fello , ed undici fon le membra: unLiftello, un Tondino, il Collarino ,


una Gola roverfeia , una Fafcia , un altro Liflello, un Ovolo, la Corona, pur un altro Liilello, la Gola diritta, e l'Orlo. Le migliori

fono V Ovolo, le due


poi fecondo la
del Palladio far doppj Colonnati, fi
dovr la luce dell' Arco (comprendendovi per l'Archivolto) far due volte e mezza in al-

membra
Gole,
mente

per

'1

g' intagli

Tondino Volendoli*
.

quanto far in larghezza. Il Pilartro


far due parti di cinque della larghezza dell'
Arco Una fola Importa eglipropone , la quale alta un poco pi di trequarti oltre gli A (Iragali ha nove membra il ColIarino,unLifteIlo,
un Tondino, una Gola diritta, un altro Liftello, un Ovolo, la Corona , una Gola roverfeia , e 1' Orlo L' Agetto d' un quarto ; e
ben farebbe intagliare quali la met delle futezza

lo, e la Gola.
negl*Intercolonnjunaproporzione adopera il Vignola da tutte le proporzioni di Vitruvio molto diverfa facendoli
due diametri ed un terzo; il che alla maniera
Euftylos pi , che ad alcun* altra , s' avvicina.

In quei? Ordine per 1' Architetto a quella ptra di tali proporzioni , che gli far pi a grado
applicare con libert. Nulladimeno fi dovr
porre avvertenza , che i Modiglioni delle Cornici vengano fopra le mezzane delle Colonne
a cadere.
il

Da

quelli fin' ora efaminati Autori


Scrlio nella luce degli Archi moltodifcor-

de; impercioch quella, lecon do lui , non folamente none didue larghezze, o maggiore, ma

minore

affai,

avendo

elfo a tal cofa ritrovato

quefto provedimento
Divide la larghezza in
tre parti , e di cinque d'effe parti forma V altezza; il che lafcier eh' altri giudichi f poffa
.

in queft'

Ordine

dilettevole riufeire

Una

di

quelle tre parti '1 Pilaftro; e per l'Importa dice, che la proporzione del Capitello Dorico,

purch differenti fieno le membra , poffa adopeMa perch,come molte volte replicammo,

rarfi.

Tondino, la GoladiritGola roverfeia; accioch


tant' intagli bene 1* Opera

noftra intenzione e del buono invogliare iFabricatori, e con l'efempio del buono fotto gli occhi
ridurli a correggere il viziofo, e perch li poco

di queft' Ordine
facendoli Colonnati femplici ,
vuole queft' Autore s* adoperi , come nel Porti-

ftudiofi Architetti d'oggid nell'una cofa dal fuloro inezie intatta lafciarono , e per tutte
i' re

membra, cio

dette

Ovolo, e
con l'ornamento

ta,

1'

la

di

il

alla leggiadria e delicatezza

corrifponda

Ma

co della Rotonda, la maniera Siflylos Pi adorni fono e pi ricchi i Colonnati comporti


dello Scamozzi Poco meno di due larghezze
e mezza effo fa la luce degli Archi Ne' Pilaflri offerva la proporzione medefima del Palladio; ma per vie pi adornarli, fa le Alettein
forma di Pilaftrini , fovraponendovi il Capitello, indi l'Importa Di quella duefagome,
fecondo T ufo fuo , una maggiore , e minore
l' al tra, fono da lui propofte. Altalaprima
undeci duodecimi con tredici membra due Fafeie, tre Tondini, tre Liftelli, due Gole ro-.

una Gola diritta, la Corona, e l'Oril Tondino, eh' tra le Fafcie,


conle tre Gole. La minore cinque noni, e nel

verfeie,

lo. Intaglili

rimanente

affai fomigliafi

alla

maggiore

Intercolonnj fieno d* un diametro e mezzo

G*
f-

maniera Pycnoflylos Dopo quelli tre


partiamo al Vignola, il quale fa gli Archi un
duodecimo maggiori in altezza di due larghez-

condo

la

ze. Vuole i Pilaftri il terzo d' effa larghezza


con fopra la Imporla tanto alta, quanto fono

Membretti , cio mezzo diametro Con


Aftragali nove fono le membra di tale Im

larghi
gli

&

Je Architettoniche parti

feorrendo come in vafori,


eimpreffipertutto lafciandoi veftigj di Ior faccheggio, le bellezze legrazie, e le regolate fimmetrie devastarono, e pofero in rovina : ho creduto
ancora neceffario il difegnare varie forme di Balauftri, o vogliamdire Colonnette, i quali da'
noftri Italiani de* buoni fecoji ottimamente inventati, e perfettamente in ufo polli, furono pofeia corrotti e guaiti e refi deformi dagli altri Itafiani, che dopo viflfero, In niuno antico Scrittore, ch'io fappia, n in alcun frammento d*antica Fabrica feorgefi d' elfi veftigio alcuno onde o
non vi furono, o f vi furono, fin la memoria ne
per, a tale che de noftri ftudiofilfimi buoni Italiani tutta la lode , che di quefto ritrovato, il
quale tanta grazia e adornamento accrefee alle
Fabriche , arrichifiero 1' Architettura. In tutti gli Ordini poffono elfi Balauflri con laude
adoperarfi ; io per , come ornate cofe, gli ho voluti a quefto s leggiadro Ordine rifervare. Ma
:

col divino ajuto

avendo a baftanza,per quanto


noi portiamo, e a quefto e a gli precorfi Ordini
fodisfatto, ci

andremo

al fine delle

noftre fati-

che avvicinando , e dell'ultimo fra li cinque Ordini,chedegl' Italiani '1 fecondo , pafferemo a
ragionare.

ORD-

^^

/
\

,1

/
/.

7.-'

10O

ORDINE COMPOSITO
DEL

SANMICHELI
CAPO
X XXXIII.

ECco finalmente a
pofTono
ridurre

la

queNa perfezione

ritrovati degli

a cui

Uomini un'

noflra facolt pervenuta

arte

merc

1*

Ordine Compofito o 'Romano, che alcunidiffero Latino e Italico

ventato, dopo

dagli antichi

Romani

in-

quale ogn'induftria fin'orfu


vana,edogni fatica per aggiungere all' Architettura

il

nuove bellezze ; come quelli han fatto

conofcere, che appunto per ci tentare , anzi


che confeguirlojla ftrada pur troppo aperfero
all' errore e al depravamene. In quell' Oidine accoppiate fi fono le bellezze e le grazie
tutte, onde i fuoi l'ingegnofa Grecia adorn,
le quali con tanta leggiadria e con s mirabil
giudicio da' Romani unite furono e mefcola-

d*

effi

riutj,

fon commutati, e tratti da* Capitelli CoIonici, e Dorici; e

le

loro

fimmetric

alla

[mone trasportate
Nella verfione del qual luogo gravemente il
Caporali inciamp, che nella parola Pulvinati, quale deve intenderli per Ionici , come fopra un altro luogo di Vitruvio dimollra il
Barbaro, equivoc con Pulvinar, qual fignifi-

fottigliezz# di nuove

Sculture

ca guanciale, overo letto maritale, come preffo Giuvenale nella Sat. 7. , overo Origliere, co

me predo Ovidio nel I. dell* Arte d* amare , o


anche letto confegrato a' Dei , come preflo
Livio nel 22; onde il buon Caporali in vece
d* Ionici tradufle pofli ne* letti. Ma tornando in
iflrada,

il

fudetto luogo di Vitruvio trapaf-

te, che cofe affatto nuove e tutt' altre dalle


gi ritrovate poterono raffembrare. Ben da ci

fato con filenzio dal Filandro, e dal Barbaro,


n fopra vi fecero offervazione i noflri vecchi

non molto

Architetti per altro intendentiflmi di Vitruvio;e i primi furono, per quanto io mi ricordi
il Rufconi, e lo Scamozzi, che '1 detto luogo
efaminando s* accorgi fiero ivi efTere accennati
i principi, avvegnach molto manchevoli, del

de'Greciquelpoflbno giudicarti , e certo di maggiore di fcerni mento; impercioch a


me pare ficurametite, f non di pi ingegno ,
almeno opera di giudicio maggiore, un'arte
da altri prodotta cos accrefcer , migliorare,
e pulire, che fia creduto effa a quell' altezza e
li

inferiori agl'ingegni

de' noftri Italiani

compimento
follevarla.

tempi

il

giunta, a cui

efTer

umano ingegno
Pare

et

le

forze dell'

mai poffano

induflria gi

aver difcoperto in quali


acquiflaffe grido; ma chi

a noi

Compofito

quel felice fpirito, che di quefl' Or*


dine i primi lineamenti produceffe, non fi pu
ili modo alcuno flabilire; n dove degli Ordini Vitruvio ragion , fece del Compofito men*
zione alcuna, dal quale anzi per Io naturale
amore di fua Nazione farla dovea pi diffufa
e distinta; onde fondato indizio far fi pu ,
pofleriore eflere flato a' tempi di Vitruvio un
s fubli me ritrovamento. Nulladimeno da un
luogo dellib. 4. Cap. 1. fi pu congetturare,
che ancora a\ tempj di lui avefTe il Compofito
qualche cominciamento , ma picciolo ed inv
perfetto, n tale, che fare ufo f ne potefl
per l'intero ornamento d' uno Edificio Dice
dunque Vitruvio parlando de' tre generi di Colonne inventati da' Greci:
fono altre forti
di Capitelli che fppra le fleffe Colonne vengo
fia ftato

Ma

pofli, nominati con varj vocaboli

metrie de* quali e le

poffiamo nominare',

maniere

ma

le

delle

proprie firn-

Colonne non

ben veggiamo, che

nomi

Compofito. Ma dopo fu , che M nobiliffimo


Romano Ordine fi (labili e dilat facendo al

pompa di fue bellezze in BaTempj, Terme, ed Archi Trionfa-

publico magnifica
filiche,
li,

de' quali ultimi

che

oltre

far doveanfi

modo

magnifici ed ornati, la maggior parte,


come da' noftri eruditiflmi Autori con gran
diligenza ofervato tu, di quell'Ordine fu inalzata. Fuoii d' Italia, oltre diverfi vefigj d'
Archi e di Tempj, quella JSafilica in Nnnes
fatta in onore di Plotina, che chiamata mirabile da Sparziano in Adriano, fu Compofita,
come aff ri fee Io Scamozzi , che gli avanzi atternamente confider. Tengo per certo, f
debbo arditamente palefare l'opinion mia, che
'1 Compofito alla fua perfezione arrivaffe folamente dopo la morte di Vefpafiano , e quan-

do Tito

folo

imper,

a cui quell'

Arco

fu ai-

ed ornamenti s
pieno di quefl' Ordine il pi nobile efempiare. Di queflo mio parere indubitata prova
ricavo da Plinio, che nel lib. 56. cap. 23. deile Colonne, e degli Ordini favellando omife
il Romano, di cui taciuto non avrebbe ficurazato, che di tutte

mente,
Ordine

quando

le bellezze

egli

furie flato,

ci fcriffe, tale

qual fu poco dopo

quefl'
a'

tem"
Pi

ORDINE COMPOSITO.

io:

mi fi potrebbe, che '1 Co


tempi di Vefpafiano il Marchefe
Maffei nel lib. i. Cap. 4. degli Anfiteatri , prova con grandiffime ragioni fi cominciaffe, da
molti vaient' Uomini in parte Compofito fu
creduto. Se Compofita forte quella gran Papi di Tito. Opporre

lifeo,

che

prica,

non capace

a'

ma

pofizione;

di fcioglimento farebbe l'op-

fatto , che

il

ingannarono

s*

Su le
Tavole del Colifeo ne* libri del Serlio, e del
Defgodetz veggo la Bafe Attica , la mifiira
delle Colonne Corintia, e Gorintj i Capitelli. Qualche dubio rimarrebbe fu la Cornice,
che quando anco forte Compofita , nulla fareb-

quelli, che cos d* erta

be contro

di noi

hanno

giudicato.

impercioch folo

a'

tempi di

Tito efla vi fu porta, fotto cui fu ridotto a fine quell'incomparabile Edificio, come non folo afferfee , ma prova incontraftabii mente il
fovralodato Maffei
Da queir Arco e dall'
Anfiteatro prefero l' idea del Compofito i no.

ilri

nltoratori di quella facolt

quali nella

quell'Ordine come
, che meglio avvifaroni],
che
e
per efemplare del Compofito fi propofero il detto Arco, ed altre Antichit , delle

formazione

re

fi

in duefehie-

di

divifero. Quelli

Capo 46. faremo noi menzione ,


vaghiflimo lo han formato e fopra tutti gii altri pien d'ornamenti, come appunto fi conveniva ; e quelli furono in numero affai maggiore, s come e ne' libri e nelle Tavole d'elfi libri , e in Edificj d' ogni genere da noi fu offervato. Gli altri poi , che ne vollero per idea 1*
Anfiteatro , la cui fommit , non Co con qua!
ragione, giudicarono di quefV Ordine, pi
quali nei

men

ornato ; e quelli furopi fcarfo , e forf alcuni


foli de' pi antichi, che al riforgimento della
migliore Architettura poneffer mano. Di quella feconda fchiera fuilnoftroSanmicheli, che
per dd Compofito non fece frequente ufo

fodo T han refo

no

in

,,

numero

affai

particolarmente nell' Opere delicate , in formar le quali elfo pi fovente il Corintio Ordine adoper Nuliadimeno alcune fiate egli
fece molto adorno anco queft Ordine; ne' quali cafi le altre parti Corintieal Capitello Com

Ma oramai tempo far, che


palliamo a deferivere le Compofite proporzioni , e ad una ad una le parti a considerarne
fecondo la mente del noftro Autore
Tutta

polito fovrapofe

nella larghezza quattro diametri manco un


duodecimo, ed otto e un nono nell'altezza. Di
quell'altezza non arriva l'ornamento alla quarta parte; ma ben arriva il Frontifpizio alla
quarta parte della lunghezza della Cornice ,
che dall' una e dall' altra parte avr pendenti le fue Cartelle, come nell' Ionico
e nel
Corintio abbiamo veduto, L' altezza del Indetto Piedeflallo, e' ha Bafamento, Dado, e
Cimacia , fuperar deve tre diametri , e tre quarti. Nel Bafamento ako cinque duodecimi , e
che quafi fporge un quarto , cinque membra
fieno fchiette, cio un Zecco, un Liflello,
una Gufcia, ed altri due Lifielli, e tre da

due Tori

, e una Gola diritdiametri manco un notanto delicato , e d' adornamenti s ricco, farebbe ottimo penfamento con qualche riparto all' infuori, come detto abbiamo, arricchirlo, il che dal Sanmicheli e da tutti gli altri buoni fu praticato. Non

intagliarli, cio

Dado $' alza tre


no; ma in un Ordine
ta

Il

potrebbe a baflanza efprimere , qual giovaEdificio apportino cotefli riparti, f a luogo fuo e giudiciofamente fien polli , i quali particolarmente in facciate di Palazzi, di Chiefe, e d' altre cofe, dove pi fi
richiede copia d' ornati, s bene riefeono , che
merc d' elfi , e con rifparmio di fpefa , ricchi, gentili, e maeflofi apparifeono gli Edi*
a cagion d* efempio confiderando io dificj
yerfe Fabriche del Territorio Vicentino, dove
il Palladio quelli riparti di
flucco mefcol
fi

mento ad un

con

gli ornamenti delle pietre , fentia rapirmi da diletto e da meraviglia, in veggendo

quanto

elle beile,

quanto leggiadre, quanto

adorne con s poca fpefa di chi f cofiruirle


poterono riufeire Sarebbe veramente defiderabile, che li viyenti Studiofi della nofiV Arte a tali feomparti e dei Sanmicheli
e del
Palladio e d' altri Autori de' buoni fecoli poneffer mente , indi apprendendo a non pi
farli con tanta confufione a bifeia et a ziffere
ma pi torto ad imitare quelli altri , vergen.

doli

regolati feguire

modeilamente

gli

ador-

namenti

delle Cornici, dell' Erte, e delie altre parti, alle quali vicini fi pongono, edibaf-

fiflmo rilievo fenza

come

f far

non

membro alcuno per lo pi,


pompa alcuna

voleffero di f

ma appunto

per fervirea' Corniciamenti foffer


e per dare ad elfi fenz' alcuna vana oflentazione rifalto maggiore. Non mi fu pof-

quindici
diciottefimi ed un quarto, una delle quali fervir di Modulo , che fi divider in parti djeciot*

fatti

to fecondo il confueto. Cominciando dal Pie"


deflallo, che veramente formato fu dal Sanmicheli con molta grazia e bellezza , effer de*
fecondo lui maggiore della terza parte; el'
Architrave, Fregio, e Cornice quafi la fetti*

feomparti

per dare in effo luogo agli fpezzamenti della Porta , de' quali ora parler . L'
Architrave due terzi , con dieci membra :
un Liflello, un Ovolo, un altro Liflello,

ma

werfeia, e l'Orlo; fra le quali intagliarli pof-

l'

altezza

fi

divider in

parti

trenta

parte della

Colonna

La

luce della Porta

fibile

il

difegnare

nei

fuderto

Dado

quelli

una Fafcia , pure un

Liflello

una Gola

ro-

fono

ORDINE COMPOSITO.

jo4

Il Fregio
fono 1' Ovolo , e le due Gole
modo
incagliarli
, ha la
che dovrebbe per o^ni
1*
Architrave;
come
alinedefima altezza, che
dieci
ha
quale
parimente
tres la Cornice , la

un Ovolo , un altro Li>


Modiglioni,
una Gola roverbello , una Fafcia, i
Liftello,
un
pur
e I' Orlo. Lo
fcia, la Corona,
altezza
dell'
maggiore

; ed atfporto di poco
Gole
le
dil'Ovolo,
e
fono
te per intagliarli
tralafciaripigliare
il
per
Ma
ritta e royerfcia.
to filo, onde per quefta non inutile digreffio-

membra: un Liftello

ne deviammo, l'altezza del Bafamento di


poco fuperata da quella della Cimacia , nella
quale faranno otto membra ; una Gola roverfcia, un Liftello, un Tondino, unaGoladiritta , un Liftello , la Corona , una Gola roverfcia, e l'Orlo. Sporge qua fi quattro duodecimi; e fi potr nelle due Gole rovefcie e
Pi
nella diritta e nel Tondino intagliare
vaga e pi gentil Bafe non abbiamo fin ora n
in quefto , n in altri Autori veduta . Effa
dall' Attica ha moke parti , ma 1' aggiunta
de due Tondini fotto e fopra il Cavetto af-.
.

fai
l*

pi graziofa e adorna
altre

membra

la

rende

e a tutte

accrefce incomparabilmente

bellezza e leggiadria . L'altezza

mezzo

dia-

membra: il Plinto, un
Liftello, il Toro, un Tondino, un altro Li^
ftello, un Cavetto, pur un Liftello , un altro Tondino, e 1 Toro fuperiore. Lo fporto

metro, e nove fon

le

unito a qnello della Cimbia due duodecimi


e mezzo Poco quefta Bafe d' intagli abbifogna la quale veramente a me fchietta e lifcia
pi piacerebbe Nulladimeno f intagliare alcuna volta fi voleffe , intagliar fi potrebbero il
Toro e *1 Baftone Il Tronco alto otto diametri e mezzo s' adorner con ventidue canali ,comedimoftra la Figura A.,che profonderanno la met della loro larghezza facendo un femicircolo , come pure fi vede nella Figura B.
La larghezza de canali far quafi un nono di
diametro, e quella de' pianuzzi mezzo duodecimo. Nelle fcanalature poi delle Colonne
.

abbia riguardo

Architetto alle varie occafioni, come tante volte avvertito abbiamo, e a'
varj cali, che fempre nuovi e particolari glifi
poffono offerire, dovendo egli fempre avere
per guida due cofe in fommo grado a lui neceifarie, cio ftudio e prudenza. Nella fornir.':t deve il fudetto Tronco fminuire un nono
di diametro. Il Capitello nelle proporzioni in
tutto al Corintio affornigliafi , ma non cos
nella forma, impercioch trattane la lunghezza della campana, e le aggiunte foglie, poco
f
dall Ionico s* allontana, e da quello particolarmente, che al capo 31. nello Scamozz ab1'

biam olfervato

Neil'

Abaco poi

e nelle foglie

Corintio s' uniforma , onde con giufta ragione comporto delle bellezze dell'uno, e dell'
altro fi pu chiamare. Se ad alcuno, in vederlo, foni ma mente elfo non piacefle , colui per
verit non dir d'intelligenza , ma privo di
fenno potrebbe giudicarli
Neil' Architrave,
che d' altezza mezzo diametro, fon cinque
membra tre Fafcie, una Gola roverfcia, e 1'
Orlo. Lo fporto d'un nono; e la Gola roverfcia fi pu intagliare Nel Fregio, che molto da fin* ora veduti differente , in vece d'
intagli fon Modiglioni ; da' quali per non
cos fono efclufi g' intagli , che non poflno
elfi nelle Metope, o vogliam dire negli fpaz;
fra 1' uuo e 1* altro Menfolone , per maggiore
vaghezza dell' pera trovar luogo
Hanno di
fporto i detti Modiglioni un terzo di diame-

al

il Cimacio ,
il quale per
maggiore degli btudiofi unito abbiamo a' membri della Cornice Quefta Cornice
ha cinque noni d' altezza , e fette membra :
una Gola roverfcia, un Liftello, la Corona ,
un altro Liftello, un Tondino, una Gola di
Lo fporto della Cornice fuoritta , e 1' Orlo
ri del vivo far pi d' un intero diametro; e
in elTa intagliare, la Gola roverfi potranno

tro

non comprefo

facilit

fcia

'1

Tondino

Ma

palliamo

agli

altri

Autori

Ordine

T-XX#/V

31
-ipl

ORDINE COMPOSITO,

J04

fi Fregio ,
fono 1' Ovolo , e le due Gole
che dovrebbe per ogni modo intagliarfi , ha la
medefima altezza , che 1' Architrave; come altres la Cornice , la quale parimente ha dieci

membra: un Liftello

un Ovolo , un

altro Li-

bello , una Falcia, i Modiglioni, una Gola rover1" Orlo


Lo
fcia , la Corona , pur un Liftello , e
ed
ataltezza
dell'
;
fporto di poco maggiore
.

te per intagliarfi fono l'Ovolo, e le Gole diper ripigliare il tralafciaritta e royerfcia.


to filo , onde per quefta non inutile digrejfio-

Ma

abbia riguardo

Architetto alle varie occafioni, come tante volte avvertito abbiamo, e a'
varj cali, che fempre nuovi e particolari glifi
polfono offerire, dovendo egli fempre avere
per guida due cofe in fommo grado a lui neceflrie, cio ftudio e prudenza Nella fomtr.it deve il fudetto Tronco fminuire un nono
di diametro. Il Capitello nelle proporzioni in
1'

"

tutto

^ifomigliafi

al

form

nella

za della cai

ne deviammo, l'altezza del Bafamento di


poco fuperata da quella della Cimacia , nella
quale faranno otto membra : una Gola rover-

dall'

un Tondino, una Gola difcia, un


la Corona . una Gola roLiftello
,
ritta , un

al

verfcia, e l'Orlo. Sporge quali quattro duodecimi ; e fi potr nelle due Gole rovefcie e
nella diritta e nel Tondino intagliare . Pi

altro

vaga e pi gentil Bafe non abbiamo fin ora n


in quello , n in altri Autori veduta . EfTa
dall' Attica ha molte parti , ma 1' aggiunta
de due Tondini fotto e fopra il Cavetto af-,
fai pi graziofa e adorna la rende , e a tutte

fenno potrebbe
che d' altezza
membra tre F
Orlo. Lofport

Liftello,

1'

altre

membra

accrefce incomparabilmente

bellezza e leggiadria . L'altezza

mezzo

dia-

membra: il Plinto, un
Liftello, il Toro, un Tondino, un altro Liftello, un Cavetto, pur un Liftello , un altro Tondino, e '1 Toro fuperore. Lo fporto

metro, e nove fon

le

unito a qnello della Cimbia due duodecimi


e mezzo . Poco quefta Bafe d' intagli abbifogna la quale veramente a me fchietta e lifcia
pi piacerebbe Nulladimeno f intagliare alcuna volta fi voleffe , intagliar fi potrebbero il
Toro e *1 Baftone Il Tronco alto otto diametri e mezzo s' adorner con ventidue canali , come dimoftra la Figura A., che profonderanno la met della loro larghezza facendo un femicircolo , come pure fi vede nella Figura B.
La larghezza de canali far quali un nono di
diametro, e quella de' pianuzzi mezzo duodecimo. Nelle fcanalature poi delle Colonne
.

Ionia

lar mente,

biam

pu

Se ad alcuno, in veder-

lo, foni ma me

non

verit

fi

pu

in

cos fono efclufi

nelle

fra

imo

l'

Mdi^

intagli fon

1*

dire negli fpazj


v

altre

vaghezza dell' perfporto i detti Moc

non comprefo

tro

non
non pollano

quali per
"he

<

Metope
e

colui

ma

to da fin' ora vei-

efli

per
di
privo
,
Neil' Architrave,
J
'.ametro, fon cinque
Gola roverfeia , e 1'
>no; e la Gola ro\ Fregio, che molante , in vece d'
piacefle

igenza

dir

verfeia

cosi

Abaco poi e nelle foglie


onde con giufta ra,
dezze dell'uno, e dell'

olferv

Corintio i-*
gione compo
fi

ma non

ioch trattane la lunghezle aggiunte foglie, poco


ma, e da quello partico^31. nello Sca mozzi ab-

>

,per maggiore
so
Hanno di
erzo di diameil quale per
unito abbia.

facilit

mo

a'

maggiore d

membri

"1

della

'uefta

ha cinque noni d' al r


una Gola roverfeia,

un

altro Liftello,

fi

te
ila

un 1

ria

e 1' Orlo Lo i
1
del vivo far pi d
potranno in elTa in"

ritta
ri

feia

'1

Tondino

Corona ,
Gola di

fornice fuotiametro; e
loia rover

Cornice

membra

agli

fy

Autori

altri

ORDINE COMPOSITO.

ic6

Ordine Compofito del Palladio.

CAPO
VItruvio

poco pi

XXXXIV.

che dovrebbe fuccedere

del
trat-

t; ci' Alberti, trattone il Capitello in poche parole da lui defcritto, non ci Jafci cofa
d'importanza; onde Cubito palleremo al Palladio, che form queft' Ordine, quale fi dovea,
pieno di leggiadria e ricchiflmo d'ornamenti.
Il Piedestallo fece egli molto pi fvelto del Corintio, e lo alz tre diametri ed un terzo. Lo
divife in parti otto, d' una facendo il Bafa,

dell' altra la

lafciando al

que

fefti,

Cimacia, e

1'

altre fei

roverfcia, pur
1'

danfi

difegnato da le

Blond tanto minore di due diametri , crefce di


due diametri quafi un duodecimo Nella Cimacia, che d' altezza ha poco pi di cinque
duodecimi , fono fette membra un Liftello ,
un Tondino, una Gola diritta, un altro Liftello, la Corona , una Gola roverfcia , e 1'
Orlo. S' intaglieranno Je due Gole; e lofporto a quello del Bafamento fia pareggiato .
Permette queft' Autore fervirfi della Bafe Attica , ma un' altra ancor ne propone affai migliore , e molto ricca ed ornata , in cui le bel.

lezze s' unifcono dell' Attica

e deli* Ionica

e mezzo
la veggo mezzo diametro
diciottefimo, con un quinto di fporto
Ma
tengo per certo , che nella Tavola del Palladio errore fia corfo ne' numeri ; impercioch
ftrana effondo 1' aggiunta di quel mezzo diciottefimo, e dalj' ordinario u ^ lontana, f tale fofle ftata 1' intenzione di lui , n' avrebbe
egli certamente addotta ne' fuoi difcorfi alcuna ragione. Io per, quale l'ho trovata ne'

Alta io

libri Uioi,

tale nella vicina

Tavola f ho

dife-

gnata. Di quefta Bafe undici fon le membra;


il Plinto, il Toro, un Liftello, un Cavetto,

un altro Liftello, due Tondini, un Liftello,


pur un Cavetto , un Liftello , ed un Baftone ; fra
le quali s'intagliano li due Tori. Il Tronco dotto diametri, e poco pi d' un quarto; e '1
Capitello quello ftefTo, che abbiam deferii
to nel Sanmicheli L* Architrave , eh' due
terzi di diametro, ammette g' intagli in due
Gole roverfcie,in un Tondino, e in una Gufeia; et ha di pi due Fafcie con l' Orlo. Un
.

alta la

Cornice

>

un

Gola

Liftello, la

Gole,

le

I'

Ovolo, e

diritta, e

g' intagli

pren-

Tondini; e

lo

fporto eguagli f altezza . l Piedeftallo la


terza parte della Colonna, e l'Architrave, Fregio, e Cornice fono la quinta .Tutta 1' altezza fi divider in parti trenta, fei diciottefimi e
mezzo, e d' una di quelle fi former il Modulo divifo in parti dieciotto,
la

come

nella

Tavo-

XXXV,

Dado. Nel Bafamento alto cinun quarto, s' intaglie-

Orlo. Fra tante membra per

e che fporge

Dado, che fajfamente

fefti

membra, quali fono un Liftello, un Tondino, una Gola roverfcia,


Modiglioni , e' han due Fafcie ,
un Liftello,
due Gole roverfeie, la Corona, un'altra Gola

Ordine Compofito dello S carnosi

ranno un Baftone e una Gola diritta, e faranno altre quattro membra : un Zocco , un
Liftello, un Tondino, ed un altro Liftello,
Il

cinque

Compofito, come dicemmo, non

mento

di

ricca di tredici

CAPO

XXXXV.

molte parti
Palladio uniforme
INremo
lo Scamozzi,
quale
bene
al

il

troveall'

ul-

timo luogo il Corintio riferv , nulladimeno


anche il Compofijo form ricchiflmo ed ornatiffimo. Il Bafamento ha tre quarti d' altezza ,
e tre ottavi la Cimacia , e s nel!' uno come
nell'altra aggiungendo una Gola roverfcia, che
s' intaglier, fono le membra medefime , che
in quelli del Palladio.

La Bafe

alla belliflma

del Sanmicheli molto fi raflomiglia, in ci Gaiamente diyerfa, che fotto il Toro fuperiorc
non ha Tondino. Otto diametri ed un duodecimo '1 Fufto; e '1 Capitello da' gi veduti
non diffimile. Alto 1' Architrave quafi due
terzi con otto membra: tre Fafcie , tre Gole
roverfeie, un Tondino, e 1' Orlo.S' intagliano le Gole , e '1 Tondino
Il Fregio alzali
quafi fei duodecimi e mezzo , e nel piede gra.

ziofamentecongiungefi all'Architrave. Sbagli


il Cambray nella proporzione della Cornice, e
le Blond in quella ancora della projettura ; dovendo cos i'una, come l'altra eflere un poco
meno di quattro quinti. E' ricca effa Cornice
di fedici

membra

fra le quali intagliar fipof-

fono tre Gole roverfeie, e due Ovoli; e l'altre


fono quattro Liftejli, tre Fafcie, un Tondi-

no,

Corona,

Gola diritta, e 1' Orlo.


Una parte di tre ed un quarto della Colonna
fa 1' altezza del Piedeftallo ; ed un quno fa
la

quella

dell'

la

Architrave, Fregio,

e Cornice

Tutta l'altezza fi divide in parti ventinove, e


due quinti , e d' una d' effe fi former il Modulo divifo in parti dieciotto , come nella Tavola

XXXV.

Ordine

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Ordine Compofito del Serlio

CAPO

CO

XXXXVI.
fi

il

quale
e
,
proponendoli per esemplare 1* Architrave, Fregio, e Cornice del quarto Ordine del Colifeo,
le quali parti egli Compofite giudic ,fcrivendo
che da' Romani polle furono fopra li Capitelli
da lui bene {limati Corintj d* elfo grande Edificio, per dimoftrare, che come in guerra effi
trionfarono dell' altre Nazioni , cosi 1' Ordine
loroquafi trionfatore teneva fotto i piedi gli
Ordini de' Greci; in che giuflarriente riprefo
quefto Autore dallo Scamozzi. Quanto a me
non affermo, n affolutamente niego, che le

rono Gal Serlio fteffo conofciuti , che volle anche


Compofito l'Arco di Coftantino,incibiafimatodalDefgodctz. Ma partiamo alle parti. Il
Dado fecondo quello Autore due volte *'"
to, quanto largo il Plinto della Bafe- Indi
faccianfi dell'altezza parti otto, una delle quali al Bafamento , un' altra alla Cimacia rimanendo, di tre diametri interi elfo Dado far forma.

La Bafe

Ialleffa ,che

vedemmo nel Corin-

Otto diametri e mezzo faran

1'

altezza del

Tronco ;e'l

Capitello folo nella forma far dal


Corintio differente, ma quelle medefi me faran-

no le proporzioni Dalla
.

na in cima formali

ma

O.

Modulo

Tavola.

divifo in parti dieciotto,

come

nella

XXXVI.

i!

dette parti d' eflb Colifeo fen Compofite , ben


ardifco affermare, che non da queir efempio
folo derivare fi doveano l'idee di queft' Ordine, il quale cos di tante delle fue bellezze Ci
fcemerebbe , ma bens dal nominato Arco di Tito, da quello di Settimio Severo , dal Tempio
di B.icco , dagJ due Archi Veronefi , e d' altri ornatilfimi monumenti, iqualiper Compofiti fu-

tio.

tezza

diffonde
Compofito
POco nell' Ordinefodo
fchietto Io forma

to

Architrave, Fregio, e Cornice . Tutta V alfi divider in parti trentadue, cinque diciottefimi e mezzo , e d' una d' elle fi former

il

Serlio,

groffezza della

Colon-

altezza dell' Architrave;


circa la diminuzione della Colonna nulla qui
1'

dicendoli dall'Autore, s'adoprino pure quelle


regole altrove da elfo approvate, che per quelle diminuzioni apportano* da Vitruvio. All' altezza dell' Architrave uguale quella del Fre-

gio, adornamento del quale fono i Modiglioni


fatti a onda e limili nella torma a quelli, che veduti abbiamo nel Sanmicheli Sportano elfi a mifura dell' altezza loro, di cui la fella parte lCimacio. A quelli Modiglioni fovralli la Corona,
tanto alta, quanto il Fregio ; quale altezza in
due parti dividendoli, una al Cimacio, 1' altra
ad effa Corona dee rimanere. Il fuo fporto fuori de'MenfoIoni pareggier l'altezza; e lo fporto altres del Cimacio dalla mi fura dell' altezza fi prender Il Piedellallo maggiore del
terzo della Colonna; e maggiori del quinto *
.

Ordine Compofito del Vignola

CAPO

XXXXVII.

Compofito del Vignola non punto a


ILquello
de' gi veduti Autori inferiore, ola
leggierezza fua

e leggiadria delle
Il Piedellallo conferva le medefime proporrioni , che
abbiamo offervatc nel Corintio. Il Bafamento
ha cinque membra : nn Plinto , un Toro , un
LHlello, una Goia roverfcia,ed un Tondino.
Si polfono intagliare la Gola , e "1 Toro . Nel
Dado fon due Cimbie,una in fondo, e l'altra
nella fommit. Otto fon le membra della Ci-

parti e de'

membri

la grazia

voglia confiderarfi .

macia: un Tondino,
gliarli

pur

s'

il

Collarino

una Gu-

pu inta, che
roverfeia
Gola
, che
la
,
una
Corona
,
intaglia , e 1" Orlo. La Bafe poi fi come

un

feia,

Liflello,

un Ovolo

, cos nelle fue dieci membra


e negl' intagli accordali con la Corintia . li
Tronco parimente al Corintio di quello , e *i
Capitello al Compofito s'uniforma degli altri
Autori. L' altezza dell' Architrave tre quarti , e fette fon le membra : una Fafcia , una

nelle proporzioni

Gola roverfeia, un altra Fafcia, un Tondino,


un Ovolo, una Gufcia, e 1 Orlo. Intagliar!*
polfono quattro membra : la Gola , il Tondino, l'Ovolo, e la Gufcia
Di tre quarti
membra un
il Fregio, in cui fon due
Eure
alleilo, e un Tondino, che pu intagliarli ;
come pure in un Ordine s leggiadro intagli.

il quale fidolcemente ali Orlo dell'


Architrave. Della Cornice, che in altezza
un intero diametro, undici fon le membra: un
Ovolo , il Dentello, una Gola roverfeia, un
Lillello, un altr' Ovolo, che col Gocciolatojo
continuando forma una Gola diritta , la Corona, un Tondino, una Gola roverfeia , un
Lillello, la Gola diritta, e 1' Orlo Lo fporto
eguaglia l'altezza; e le membra, che fi poffo*
no intagliare , fono gli Ovoli , le Gole , e *I

arli

dovrebbe

il

medefimo Fregio,

nifee attaccandofi

Tondino. Crefce il Piedellallo del terzo della


Colonna, e 1* Architrave, Fregio, e Cornice
fono la quarta parte. Si divider tutta l'altezza in parti trentadue , ed' una d'effe fi former il Modulo divifo in partidieciotto, come
nella

Tavola

XXXVI.

D#r

ORDINE COMPOSITO.

no
DegV

Intercolonni, Archi
dell"

Slamo
dell'

noftra

Dio merc

al fine

folo recandoci a trat-

tar degl' Intercolonnj, Archi, ed Impofte,


in che non molto queft* Ordine dal Corintio

vollero gli Autori diflimigliante. Dal Sanmicheli cominciando una fua Importa defcriver,
di cui T altezza mezzo diametro , lo fporto

cinque duodecimi , e nove fon le membra il


Collarino, una Gola roverfcia, una Fafcia,
:

Corona, un altro Liftello, un


Gola diritta , e V Orlo; tra le
quali s' intaglino il Tondino e le due Gole.
Pattando al Palladio, gli Archi Compofui hanno fecondo lui due quadri e mezzo in altezza
fin fotto il volto; e la met della luce d' effi
Archi s' alzano i Pilaftri. Due terzi e u trentlimo fono i Membretti , come altres 1' altezza dell' Imporle, delle quali propone I' Autore una fola forma , che oltre gli Aftragali
ha dieci membra il Collarino, un Liftello,
un Tondino, un Ovolo, un altro Liftello,
una Gola diritta, pur un Liftello, la Corona ,
una Gola roverfcia , e 1" Orlo Tutto lo fporto ed' un quarto ;e quattro membra fipoffono
intagliare , cio V Ovolo , il Tondino , e le
due Gole. Ma far poi dovendoli Colonnati
Liftello, la

Tondino,

la

femplici, faranno g' In tercolonnj fecondo la


maniera Pycmfiyls un diametro e mezzo. Veramente di tal maniera io configlieli gli Architetti folo in queft' Ordine alcuna fiata a fer-

che lottili ha le Colonne; ma negli altri


non mai, ne'quali troppo anguft a mio credere gli fpazj nufcirebbono Nello Scamozzi
meno fvelta,(d' alcune voci , che ufuace fo-

virfi,

no

fpero trovar efcufazione


prelfo gli eleganti Scrittori di noftra lingua )
la luce degli Archi, che nel Palladio. Vuole
efl,chedue larghezze e tre quarti di diamein quefta facolt

tro fia T altezza ,eche fieno i Pilaftri una parte di due, e due terzi della larghezza dell'Arco, cio che dividendoci in parti otto la luce,
tre di quelle parti la larghezza compongano
de* Pilaftri AH' ufo fuo due maniere prefcri.

ve d' Impofte, una maggiore per gli Archi co'


Piedeftalli , e per gli Archi fenza Piedeftalli
una minore. Della maggiore V altezza un diametro manco un decimo, et undici fon le mem-

due Fafcie, un Liftello

bra:

una Gola

ro-

un Liftello, un Tondino, una Gola diritta , un altro Liftello , la Corona , una


Gola roverfcia, e f Orlo. Lo fporto d' un

verfcia,

terzo

e intagliare

alerai' altezza

pofsono

Gole. Dell'
non forpafsa mezzo diametro,
fi

le tre

1'

aggiunta di due Fafcie, quelle mede-

che ora nella maggiore


abbiamo numerate. Finalmente ne* Colonnati
femplici, d' un diametro e poco pi di due terzi fono g' Intercolonnj. Ma prima di levar la
mano della tavola, a publico giovamento vi:*
altra regola, che pare a tutti incognita, dilcopriremo, della quale folo fra tutti tratt lo Scamozzi lib. 6. Cap. 33. ma perch del leggere,
che del fa pere '1 primo fonte, s poco amici fono gli Architetti d'oggid , da neurone vien porta inufoun'utilifiimaregola,chevi s'infegna.
Noi per ne tratteremo con qualche diverfit,
impercioch crediamo ad un metodo afsai pi facile averla ridotta
Occorre tutto d, che far fi
debbano nelle Cornici de' rifalti, odirvogliani
rifalite, ma per farli, conviene, che l'eftremit delle pietre diagonalmente
fieno tagliate,
e non a {"quadro, onde infieme fi pofsano efse
pietre congiungere, come fi vede nella Pianta
A. Per mancanza di regola certa inutilmente il
tempo perde e la fatica un Tagliapietre , il quale
una parte di pietra, che troncata efser deve e
fime fon

XXXXVIII.

gi pervenuti la

Opera

trattane

ed Impone

Ordine Compofito.

CAPO

un

le

membra

affaticato* vanamente a lavorare, non facendo efso il detto taglio, f non dopo compiuta la Cornice tutta lunga , come f appunto a
fquadrole fudette eftremit commettere fi dovefsero. Per rifparmiare dunque una tal vana o-

gettata,

pera a' lavoratori,

facciafi dall'

Architetto an-

Sagoma C. con le membra a quelle della


Sagoma B eguali, che fervir deve per te Cornice

che

la

ma con gli {porti maggiori. Acciocch pofeia ntrovinfi giustamente quefti maggiori fporti, fi
fagoma B. cadere 1 perpendicoli I.
e cos profeguendo , fopra quali fi tiri la
diagonale e. d., che tanto dalla linea della

latrino dalla
2. 3.4.

fquadras' allontani, quantoallontanar fi deve il


taglio diagonale, che fi vede nella pianta A. Indi
trafporta ndo alla

Sagoma C.le mifure, dalle qua-

fopra la linea e. d. legnate fono le interfecazio


ni de' perpendicoli , s* alzino da quelle interfecazioni altre perpendicolari, onde i termini degli
fporti della Sagoma everranno ad affegnaru.

li

Quefta la fagoma , che al taglio diagonale, o dir


vogliamo a quarta buono , fatto fu la pietra non
ancora lavorata applicar fi dee , dietro la quale
fegnando ritroveraffi il giudo rifeontro conia
Sagoma A, che all'altra tefta della pietra tagliata a fquadro i lavoratori apprefenteranno.

Una

tal regola

non

folo per le Cornici diritte,

per quelle ancora, che girano circolarmenIteofinuofe, pu adoperarci; e in vero gratiffima a' feguaci della corrente maniera riufeir
dovrebbe, i quali non facendo mai una Cornice, che rettamente profeguifea un braccio, frequentiffimi fono in quefti rifalti , che dagli
antichi e da' moderni de' buoni tempi rare volte ufati, e con buon difeernimento , armonia,

ma

gra-

Txxxvn

TT

~\

^./

3f

^7

(B.c

,.

ORDINE COMPOSITO.

112

grazia, e gentilezza portavano agli Edificj ; ma


come accoirjman.fi da' viventi , che non gi imitar vogliono, ma caricare e deformare , e non

gi fpargere le grazie con la mano , ma verfare col facco, dilnanza arrecano e confufione.
Della rrefla regola fi faccia ufo ne' tagli , che
alle volte far conviene non perpendicolari , ma
obliqui , prolungando cos le membra , come

ora infegnammo doverli gli fporti prolungare


Avvertiamo, che in quella ultima Tavola fi
vede nella Figura N.la pianta del Capitello Ionico dello Scamozzi, il quale fu da noi dichiarato al Capo 31; e nella Figura S. la forma del
girar la Voluta fecondo il Serlio , di che abbia-

mo

parlato al

Capo

32.

Meglio terminare, che col fine delle

oiTervazioni fopra queftobeIli(fimo,gentiIHfimo Or-

dine , non poteva l'Opera noftra , nella quale abbiamo procurato , per quanto s' eftendono le noItre forze, d'iliuirare la

pi bella importante
parte dell' Architettura , cio li cinque Ordini
e con porre avanti gli occhi ottimi efempj ne'
, econ ragionamenti ricavati da' precetti
e dalia pratica di quegli Autori , a'quali la medefima noftra et,chenon li vuole imitare,
per forzata a concederei comune confentimento le prime Iodi. Veramente di molte altre
Architettoniche cofe a trattare ci rimarrebbe,
che agli Ordini appartengono; ma ferebbe un
non finir mai, f voleflimo abbracciar tutto, imperocch volendone una porre , dieci altre fubito
occorrono, che fembra non dovrebbonfi tralafeiare A cagion d' efempio potrebbonfi fpiegare
lefimmetrie deforme di quelle Colonne, che

difegni

nel

Tronco ammettono figure

di

Femine( ben-

ch fpefie fiate ancora di Mafchi) delle quali parla ancor Plinio nel lib. 36. Cap. 5. , e dette Cariatidi , non da un albero di noce , ove fall per paura
d' una rovina un Coro di Vergi ui, come al 4. della
Teb. v. 225. fcrifTe l'antico Scoliafte di Stazio,
ma da una Citt del Peloponneso , come fi legge
nel 1. di Viti uvio, e ne' Meffenici di Paufania,
e nel 6. d* Ateneo. Cos parlar potretimo di

duopo

avvertire, quando un Ordine


fovra l'altro vuol collocarfi; e quali Ordini pof-

ci, eh'

fonocongiungerfi, e quali n; edimolrare le


forme per adornar Tabernacoli o Nicchie, Depofiti , e Camini; e ragionar d' altre non
inutili cofe , delle quali forf ad altro tempo noi
tratteremo, f in qualche modo accetta al publico
varie

Opera riufeendo , ci s' aprir l' adito qj*Vvorarla con pi agio , e pi forf compiuta , o per
vero dire, meno imperfetta e alTai meno impoli-

queft'

mandarla fuori.

ta

Ma

f d' elTa richielo

mi

fotTe,fperi io ne rifiuter quel fine, per cui la


feri (fi, qua le ravvivare la buona Italiana manie-

che s' perduta, e che potrei io rifpondere ?


libro di pochi fogli , e d' Autore non
prima noto, e che nel publico letterario arringo
i primi veligj ora imprelTe, e perci privo di
quell'autorit, che tanto vale prelTo 1' umane
menti per di fporie a credere alle ragioni , e ricevere la verit, polla abbattere pregiudicj quali univerfali, e cancellare quelle idee, delle quali
fin dalia prima et imbevuti gl'intelletti troppo
internarli le lafciarono e radicarli , imprefa
(particolarmente in breve tempo) d' imponbile riufeita. Onde meta alTai men difficile a' miei
defiderj preferivendo, mi ballerebbe, che almeno
la lettura di quelle carte opera iTe, che chiunque o per profetinone , o per inclinazione da tale
ra

Che un

facolt

non alieno, come

altres

chiunque di

ponelTe ( ma deporta
ogni prevenzione) a fedamente confiderai^ la
fabricare intraprende,

maeftjla vaghezza,

fi

le giule

fimmetrie di tut-

moderne Fabriche de' buoni tempi


di qualunque fpecie effe fieno, f bene d' Architetto ignoto, e come furono da quegli Arte l' Italiane

tefici in ogni parte efeguite ; e pofeia con le


prefenti (di quelle parlo, e di parlare femprei ntefi,che fono della corrotta maniera,) a parte a

parte le andaiTe paragonando, Forf da tal confronto aliai pi , che da quanto io non bene
avr faputo dire, o mofirare , a poco a poco
quel buon effetto nelle Citt Italiane deriver ,
ch'io tanto defidero, non folo per lo ben publico,
che per I' onore di mia Nazione , che tanto
ne' buoni fecoli

in quella,

come

in tutte 1'

altre belle Arti per confelfione ancora di


ti

Stranieri allora viventi

fi

fegnalata,

mo! #

.*^&&r^

*.*-