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Introduzione

Ripercorrere le tappe della gloriosa storia della radio appare


allinizio del terzo millennio quanto mai arduo. Le vicende della
scatola sonora hanno infatti segnato profondamente la quotidianit e
liconografia del novecento, determinandone spesso il corso attraverso
fattivi interventi nella storia dellumanit. Quandanche il ruolo della
radio si limitato alla sola testimonianza, ne risultata una
testimonianza fedele e profonda, legata indissolubilmente allintima
sensibilit dellascoltatore ed alla sua partecipazione emotiva.
La storia delle radio musicali, che riguarda pi precisamente il
nostro lavoro, sebbene risulti un terreno ancora poco battuto dalla
ricerca sociale, assume tonalit ancora pi accese e sviluppi che hanno
segnato profondamente anche la quotidianit di ognuno di noi.
Dallintuizione di Sarnoff (sebbene oggi messa in alcuni casi in
discussione) della Radio Music Box, fino alle web-radio che stanno
invadendo la rete delle reti, trascorso quasi un secolo, il secolo breve,

che ha ballato, gioito, pianto e riflettuto sulle note di diversi generi di


musica, ma con una sola costante: la scatola magica che diffondeva
nellaria quei suoni.
Le pagine che seguono vogliono essere un viaggio nella storia di
ununione, quella tra la radio e la musica leggera, che ha decretato il
successo di entrambi. Se, infatti, la musica leggera si sviluppata ed
diventata industria proprio con laiuto del suo amplificatore naturale,
per contro la radio ha trovato una dimensione definitiva proprio
quando ha riempito letere di note.
Per comodit di esposizione ogni epoca stata racchiusa in un
capitolo, prendendo in considerazione i passi fondamentali della
radiofonia in America, Europa (in particolare la Gran Bretagna) ed in
Italia. Per ogni epoca sono stati delineati i tratti fondamentali dei
generi musicali dominanti e della loro influenza sugli stili di
programmazione, i modelli comunicazionali e i feedback con gli
ascoltatori.
Per ogni periodo storico, inoltre, si tentato di definire le modalit
con le quali la radio ha deciso quali prodotti discografici proporre (e
trasformare in successi) e quali abbandonare ad una fruizione pi
sommersa.

II

Le linee guida del percorso storico e delle sue modalit teoriche


sono condizionate dalle indicazioni contenute nelle opere di McLuhan1
per quando riguarda la definizione delle caratteristiche del mezzo, di
Meyrowitz2 dal punto di vista delle conseguenze sociali della fruizione
radiofonica e di Adorno3 per quanto riguarda la classificazione degli
ascoltatori e, di conseguenza, delle specie radiofoniche.
Nella seconda parte del lavoro, quello riguardante le vicende della
radio dagli anni 70 ai nostri giorni, la ricerca empirica si rivelata un
utile

strumento

di

approvvigionamento

di

informazioni,

ad

integrazione dellancora scarsa letteratura disponibile in materia.


Lepopea della radiofonia privata italiana stata tracciata attraverso
alcune interviste ai protagonisti del periodo ed allesposizione di alcuni
case study ricostruiti attraverso testimonianze e analisi di documenti.
A partire dal 1985, lanalisi integrata dai risultati di unassidua
osservazione partecipante nel mondo della radiofonia privata italiana,
proprio nel periodo della sua maggiore espansione, quella che ha
portato al raggiungimento dei livelli di crescita poi congelati dalla
Legge Mamm e giunti fino ai nostri giorni.
Lattenzione, specie nella seconda parte del lavoro, stata posta in

McLuhan, M., Gli strumenti del comunicare, Milano, Garzanti, 1967;


Meyrowitz, J., Oltre il senso del luogo, Bologna, Baskerville, 1995;
3
Adorno, T.W., Introduzione alla sociologia della musica, Torino, Einaudi,
1971
2

III

particolare sulle caratteristiche del rapporto tra le dirigenze artistiche


delle emittenti e le case discografiche, per definire le modalit con le
quali si determinano le scelte musicali e per misurare il grado di libert
delle parti in questo rapporto.
Nel cercare di delineare il pi fedelmente possibile il cammino
della scatola musicale verso la forma che ha assunto e che siamo
abituati tutti a vivere nella nostra quotidianit, sono stati sviluppati
alcuni temi a discapito di altri. Questa scelta stata dettata
dallattenzione posta sulle radio musicali, che ha indicato la necessit
di trascurare alcuni aspetti pur importanti nellanalisi della radiofonia,
ma che attengono propriamente alle radio di parola. Il presente
lavoro ha tentato di sviscerare le caratteristiche peculiari delle radio di
flusso (ma non solo) che hanno scelto la musica quale elemento
fondante della loro programmazione, e quando lepoca storica non
prevedeva ancora questi sviluppi per le emittenti radiofoniche (come
nel caso dellItalia del monopolio Eiar/Rai, o lInghilterra dei soli 3
canali BBC), analizzando le caratteristiche di singoli (e rari)
programmi imperniati sulla musica.

Mi sento di ringraziare il Prof. Enrico Menduni per avermi dato la


possibilit di concludere il mio ciclo di studi impegnandomi su un
tema che mi sempre stato particolarmente a cuore e, soprattutto, per
IV

la pazienza e la passione con la quale ne ha seguito gli sviluppi;


Giampiero De Stefani, vero maestro di arte radiofonica, per avermi
trasmesso la passione per questo mondo e tutti coloro che in tanti anni
di carriera mi hanno permesso di alimentare il mio amore per la
radio e la musica leggera.

CAPITOLO 1
La nascita della radio

1.1 Gli albori della radio

Quando, nel 1912, il giovane telegrafista David Sarnoff raccolse


lS.O.S. del transatlantico Titanic che aveva speronato un iceberg a
largo di New York e per diverse ore fu lunico collegamento tra i
naufraghi ed i soccorritori (e i giornalisti), probabilmente rest
folgorato da questesperienza che lo port ad essere il primo
radiocronista della storia. Sta di fatto che, quattro anni pi tardi, nella
nuova veste di responsabile tecnico dellAmerican Marconi, mise a
punto unintuizione che chiam Radio Music Box e che descrisse cos
al suo direttore generale:

Ho in mente un piano di sviluppo che farebbe della radio un


apparecchio duso domestico come lo sono il grammofono o
il pianoforte. Lidea di portare nelle case la musica
attraverso la radio. Il ricevitore pu avere la forma di una
semplice radio music box ed essere fatto in modo da ricevere
un certo numero di lunghezze donda diverse con la possibilit

di cambiare semplicemente azionando un interruttore o


premendo un bottone.
La scatola musicale avr un amplificatore e un altoparlante
telefonico incorporati. Eventi di importanza nazionale
potranno essere trasmessi e ricevuti in contemporanea. Si
potranno trasmettere le partite di baseball installando un
apparecchio allo stadio.
Questa soluzione particolarmente interessante per i contadini
e per chi vive fuori citt. Acquistando la radio music box
essi potrebbero ascoltare concerti, letture, musica e recital.1

Oltre allintuizione riguardante lutilizzo della radio come mezzo di


comunicazione di massa, queste poche righe scritte da Sarnoff
contengono sia lidentit della radio che nascer da l a qualche anno,
sia la forma prevalente di comunicazione radiofonica che si realizzer
solo dopo diversi anni e che, in sostanza, arriver fino ai nostri giorni.
Fino a quel momento la radio utilizzata con lo stesso
meccanismo del telegrafo, con una stazione trasmittente ed una
ricevente ed una comunicazione da punto a punto. Il posto che, negli
auspici di Sarnoff, avrebbe dovuto occupare la nuova scatola musicale
nelle case della classe media americana, occupato dal pianoforte e

G.L.Archer, History of radio, New York, 1938

dal fonografo. Essi occupano uno spazio fisico strategicamente


importante nei salotti: si trovano al centro dell'arredamento e le
famiglie vi si radunano intorno per trascorrere le loro serate.
Lindustria culturale del periodo, sebbene lontana dalla consistenza
che andr sviluppando di l a poco, produce spartiti musicali di opere e
sinfonie e registrazioni fonografiche di operette e performance delle
prime orchestrine di jazz.
Il problema che nel 1916 stava pi a cuore ai dirigenti della
Marconi e di tutte le altre societ di broadcast2 americane, era lo
sviluppo delle vendite degli apparecchi radioriceventi e lo studio di un
sistema per tassare lascolto della radio e rientrare cos delle spese di
produzione dei programmi. Nel gennaio del 1920 Sarnoff ripropone il
suo progetto di Radio Music Box, integrandolo con notazioni
economiche: i costi di produzione sarebbero stati coperti dal ricavato
delle vendite degli apparecchi radiofonici e dagli abbonamenti al
mensile Wireless Age, la rivista che avrebbe pubblicato i palinsesti
della programmazione radiofonica.
Risolvendo cos il problema dei costi di produzione, lAmerican
Marconi inizi lanno successivo la trasmissione in radiodiffusione:
non pi quindi, un sistema che prevede un punto di trasmissione e uno
di ricezione, ma un sistema con un punto di trasmissione e

Societ che si occupano della realizzazione e della trasmissione dei programmi radiofonici

(potenzialmente) infiniti punti di ricezione. Un sistema broadcast, che


letteralmente vuol dire seminare, spargere, che sar il concetto base
della nascente cultura di massa. Lintuizione di Sarnoff, oltre ad aprire
unera di grande diffusione della radio e il conseguente ritorno
alloralit della comunicazione, sta alla base della forma comunicativa
che la radio assumer dopo lavvento della televisione, ovvero la
Radio music box.
Il problema fondamentale del periodo era la produzione e la
diffusione di apparecchi riceventi civili (alcune societ americane
avevano realizzato qualcosa di simile, che era stato utilizzato durante
la prima guerra mondiale in Europa) prima ancora della messa a punto
delle stazioni trasmittenti. Si deve innanzitutto alla Westinghouse la
produzione industriale e la commercializzazione, all'inizio degli anni
venti, di apparecchi molto simili allidea di Sarnoff; ma il merito pi
grande della Westinghouse resta quello di essere stata, direttamente o
indirettamente, la prima emittente radiofonica della storia della radio.
Fu infatti uno dei suoi ingegneri progettisti, Frank Conrad, ad
installare in una stanza della sua casa, una vera e propria stazione
emittente: era il 2 novembre del 1920, siamo a Pittsburgh, ed il
giorno delle elezioni presidenziali3. Cominciano cos le trasmissioni

P.Flichy, Storia della comunicazione moderna, Bologna, Baskerville, 1994, p.181

radiofoniche quotidiane, anche se la ricezione riguarda inizialmente


solo la folta schiera di radioamatori americani.
Intanto la diffusione di apparecchi riceventi conosce un incredibile
successo e nel 1922 nascono altre due stazioni radiofoniche: una a
New York, che si specializzer nella trasmissione di cronache sportive,
mentre a Chicago nasce la prima radio musicale della storia.
Raccogliendo appieno i suggerimenti di Sarnoff, nascono cos anche i
generi di programmazione e, visto lo stato dellindustria culturale
allinizio degli anni venti, la prima radio musicale della storia
trasmette le opere in cartellone nei teatri di Chicago.
Per quanto riguarda lEuropa si pu considerare quale prima
stazione trasmittente quella che inizi le sue emissioni quotidiane dalla
Tour Eiffel nel Natale del 1921, seguita nel febbraio del 22 dalle
trasmissioni della Scuola superiore delle PTT, sempre in Francia.
Negli Stati Uniti il 1922 lanno del boom della radiofonia: in
quellanno, le stazioni passarono da 5 a 450, mentre la produzione di
ricevitori domestici non riusc a soddisfare le richieste del mercato. Un
esercito di radioamatori americani, che fino ad allora era stato
trasmettitore e ascoltatore, divenne dunque, per esperienza e capacit
acquisite nel corso degli anni, il pi grande complesso di trasmettitori
radiofonici della storia delle comunicazioni di massa. Il potenziale che
la radio espresse sin dai primi anni della sua esistenza fu dirompente.
5

E stato calcolato, ad esempio, che il discorso del presidente Harding


del settembre del 1923, ebbe, attraverso la radio, circa un milione di
ascoltatori4. Nessun presidente aveva mai avuto una platea cos vasta e
soprattutto, nessun presidente si era fatto ascoltare entrando
direttamente nelle case di un milione di persone. Il nuovo mezzo di
comunicazione

abbatteva

tutte

le

barriere,

compresa

quella

dellisolamento geografico, ottenendo quindi la sua diffusione ed il suo


sviluppo pi imponente proprio negli sterminati Stati Uniti, desiderosi
di creare un solido collegamento tra gli americani sparsi in tutti gli
stati. Inoltre, proprio negli Stati Uniti, a differenza di quanto accadr in
Europa, la radio adempir sin da subito alla profezia di Sarnoff,
diventando un mezzo di svago e di divertimento.
Frattanto, il dibattito pi acceso tra coloro che si occupavano di
radiofonia in America, verteva sulla scelta della base economica sulla
quale sviluppare la diffusione della radio. Se in Europa si era optato
decisamente per la tassazione dellutente, sia dalla fonte (lacquisto
dellapparecchio radio), sia attraverso la quota di abbonamento da
versare allo Stato per il servizio pubblico, oltre Oceano, nonostante
la proposta di Sarnoff (che nel frattempo diventato direttore generale
della RCA) di fissare una tassa sugli apparecchi riceventi, la soluzione
prevalente sar il ricorso ai messaggi a pagamento. Sebbene nel 1924 il
4

Hind,J and Mosco,S., Rebel radio: the full story of British pirate radio, London and Sidney,
Pluto Press, 1985, p. 22

Ministro del Commercio, Hoover, dichiarasse: Se si utilizza un


discorso del Presidente come il prosciutto in un sandwich, tra due
pubblicit, cosa rester della radio?5, la pubblicit diverr la base
economica della radiofonia americana, e ne segner profondamente
anche il modello di diffusione. Ragionando in termini di ampliamento
del bacino di diffusione del messaggio (pubblicitario), le societ di
emissione americane tentarono in tutti i modi di raggiungere il maggior
numero di potenziali ascoltatori possibile, fino ad arrivare al
collegamento delle stazioni e alla creazione dei network. Nascono cos
la National Broadcasting Company (NBC) nel 1926, e la Columbia
Broadcasting System (CBS), nel 1927. Entrambe queste societ di
emissione hanno un ricco e variegato palinsesto giornaliero, coprono
quasi per intero il territorio nazionale e si finanziano attraverso la
pubblicit. Inutile aggiungere che la continua ricerca di inserzionisti
influisce sulle scelte di programmazione, che risulteranno pi popolari
e meno elitarie rispetto al modello europeo. Sin dagli albori, dunque, si
gettano le basi di quel modello radiofonico americano che, con
lievissime variazioni, giunto fino ai nostri giorni, e che influenzer in
maniera decisiva il modo di fare radio anche in Europa e, a partire
dalla fine degli anni 60, anche in Italia.

Flichy, P., op. cit., p. 184

1.2 La radio in Italia: nascita e Giovinezza

In Italia, nonostante linventore della radio fosse un italiano, le


trasmissioni tardarono a partire. Nei primi mesi di vita del regime
fascista ci furono intensi contatti tra Marconi, il suo rappresentante
italiano Luigi Solari e i vertici governativi. Lo stesso Mussolini
ricevette pi volte Marconi per discutere dellopportunit di avviare le
trasmissioni radiofoniche. Il Duce espresse in varie occasioni il suo
interesse per il nuovo mezzo, come nel corso di un incontro tenuto a
Roma nel luglio del 1923 e riportato da Solari: LItalia deve mettersi
in condizione di avere il miglior servizio radio. Marconi ha dato prova
di meritare la fiducia del suo paese. Da tempo la societ Italiana
Marconi ha presentato un progetto che il ministero delle poste
possiede. Occorre prendere una decisione in merito a tale progetto6.
In realt Mussolini aveva intenzione di temporeggiare per almeno
due ordini di motivi: per un verso non era del tutto persuaso dellutilit
e delleventuale utilizzo del nuovo mezzo, e dallaltro, cera da
definire la ripartizione delle partecipazioni azionarie dellazienda che
avrebbe dovuto gestire il nuovo servizio. Mussolini, infatti, non

Monteleone, F., Storia della radio e della televisione in Italia, Venezia, Marsilio, 1999, p. 15

intendeva affidare al solo Marconi la gestione della rete trasmittente e


della programmazione, convinto che un tale potere dovesse essere
ripartito tra diverse entit economiche.
Nellaprile del 1924, un regio decreto unific i ministeri delle
Ferrovie, delle Poste e Telegrafi, dei Telefoni e della Marina
mercantile nel nuovo Ministero delle Comunicazioni, con a capo
Costanzo Ciano, che intratteneva rapporti professionali con Marconi e
Solari sin dai tempi dei loro comuni trascorsi in Marina. Ciano
prosegu la serie di esperimenti in collaborazione con lUfficio
Marconi, che avevano avuto avvio dal pur fallimentare tentativo di
trasmettere il discorso che Mussolini tenne al Teatro Costanzi di Roma
il 25 marzo 1924, e che possiamo considerare la prima trasmissione
radiofonica italiana.
Marconi intu che per partecipare allavviamento della radio in
Italia avrebbe dovuto accettare la condivisione della gestione delle
trasmissioni radiofoniche italiane. Cos, il 3 giugno 1924 il Ministero
della Comunicazione rendeva noto che lesercizio radiofonico sarebbe
stato affidato alla Societ Radiofono, ovvero la Marconi, e alla Societ
Italiana Radio Audizioni Circolari (SIRAC) che aveva alle spalle la
societ americana Western Electric, interessata soprattutto alla
produzione e diffusione degli apparecchi riceventi.

Il 27 agosto 1924 nasceva lUnione Radiofonica Italiana (URI), la


prima societ di broadcasting italiana, con capitale sociale di 1.400.000
lire. La prima stazione trasmittente italiana, quella di San Filippo sui
monti Parioli, vicino Roma, inizi a diffondere le trasmissioni
dellURI il 1 gennaio 1925, non senza difficolt di varia natura. Dal
punto di vista strettamente tecnico, le difficolt nascevano dallesiguit
e dalla scarsa qualit degli apparecchi trasmittenti per lemissione in
onde lunghe (AM), e linesistenza della produzione e diffusione di
apparecchi riceventi, che fecero si che liniziale pubblico della radio
italiana fosse costituito, cos come accadde in America, pressoch
esclusivamente da radioamatori. Sul versante della programmazione, la
radio della prima ora dovette combattere lostracismo della stampa,
che riscuoteva ancora la predilezione del regime fascista, e lostilit
del mondo dello spettacolo dellepoca, timoroso di essere defraudato
delle proprie prerogative.

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